Gli EAU sono il quinto produttore al mondo di petrolio e gas, e sono al terzo posto per riserve di idrocarburi. Nel 2014 gli EAU hanno registrato una crescita oltre il 4% del PIL (fonte FMI) grazie non solo agli elevati proventi petroliferi, ma anche all'espansione dell’economia non oil. In effetti, lungimiranti politiche di diversificazione economica hanno ridotto il contributo del settore petrolifero al 22% del PIL, mentre quello dei servizi supera ormai il 50%. Le recenti politiche economiche varate dal Governo mirano al consolidamento delle finanze pubbliche per porle al riparo dalla volatilita’ del prezzo del petrolio. Le previsioni di crescita del PIL emiratino permangono positive anche per il 2015, con una crescita stimata attorno al + 4.5%. Positive sono le prospettive di crescita del settore non petrolifero. Sebbene gli idrocarburi abbiano rappresentato il pilastro dell’economia degli EAU e continuino a contribuire in modo significativo alla ricchezza del paese, una politica decisa e lungimirante di diversificazione economica ha assicurato la crescita del settore non petrolifero che oggi vale il 69% del Pil, contro il 21% del settore idrocarburi. Tra i settori non oil risaltano le prestazioni del manifatturiero (produzione alluminio e prodotti petroliferi raffinati), delle costruzioni, dei servizi finanziari e del turismo. Il settore primario risulta il più debole; l'agricoltura è praticata solo nelle oasi, dove si coltivano principalmente cereali, ortaggi e soprattutto frutta tropicale. Ridotto è anche l'allevamento del bestiame (soprattutto ovini, caprini e cammelli), mentre la pesca continua ad avere un discreto rilievo e a consentire una certa esportazione. Nonostante il paese abbia investito in progetti di bonifica per aumentare la superficie coltivabile, il settore primario contribuisce solo in minima percentuale alla produzione della ricchezza del Paese. Abu Dhabi è stato l’Emirato più lento nel perseguire gli obiettivi di diversificazione economica ed il più resistente all’apertura agli investimenti esteri. Nonostante ciò, Abu Dhabi è in testa al processo di coinvolgimento del settore privato nello sviluppo delle infrastrutture e dei servizi chiave, specialmente acqua ed energia. Dubai ha concentrato i suoi sforzi sulla diversificazione dell'economia in settori industriali non petroliferi e, soprattutto, sull’espansione del settore dei servizi, con l'obiettivo di diventare uno snodo commerciale regionale ed internazionale. A tal fine sono stati promossi parchi tecnologici, commerciali e finanziari come: Dubai Internet City, Dubai Media City, Dubai International Financial Centre, Dubai Health Care City, Knowledge City, Hamriyah Free Zone, Ajman Free Zone e Gold and Diamond Park, tanto che nel giro di pochi anni Dubai è diventato l'Emirato più dinamico e innovativo all’interno della federazione, così come quello a più alto profilo. In generale gli Emirati Arabi Uniti hanno ottenuto un discreto successo nella politica di diversificazione dell’economia: dalla produzione di petrolio, l’economia nazionale si è concentrata su: prodotti petrolchimici, fertilizzanti, cemento e alluminio, produzione manifatturiera e turismo. La recente strategia di diversificazione segue le linee guida tracciate nei documenti Abu Dhabi Economic Vision 2030 e Dubai’s Strategic Plan 2015. L’obiettivo è di incrementare gli investimenti nel settore industriale e in altri settori orientati all’export come: industria pesante, trasporti, petrolchimico, turismo, tecnologie dell’informazione, telecomunicazioni, energie rinnovabili, aviazione e spazio, servizi relativi a petrolio e gas. Al momento si registrano notevoli progressi nei settori satellitare e telecomunicazioni, aviazione e energie rinnovabili e, nonostante il cambiamento del contesto economico internazionale, gli obiettivi prestabiliti rimangono inalterati. A livello federale, gli EAU perseguono le linee guida tracciate nel documento Vision 2021 che mira a sviluppare entro il 50° anniversario della federazione, un’economia altamente produttiva e competitiva, basata su innovazione, ricerca, scienza e tecnologia. Il 2021 è anche l’anno previsto per il lancio della prima sonda spaziale Arabo Islamica su Marte da parte della Emirates Space Agency. Il turismo ha apportato un grande contributo al successo della strategia di diversificazione economica e, anche nel 2014, gli EAU hanno continuato a rafforzare la propria posizione come destinazione turistica di primo livello. Nel 2014 è stato registrato il record di visitatori negli hotel di Abu Dhabi e una performance notevole è stata registrata anche nelle strutture ricettive di Dubai. Tale incremento costante è agevolato dal continuo sviluppo delle due linee aeree Etihad e Emirates così come dal parallelo miglioramento e all’espansione delle infrastrutture legate all’aviazione. Una ulteriore espansione delle compagnie aeree del paese verrà sostenuta dai consistenti acquisti di nuovi aeromobili e dall'apertura di nuove rotte. Dubai prevede che entro il 2020 l’industria dell’aviazione contribuirà al 32% del Pil. OPPORTUNITA' PER LE IMPRESE Settore dell’ospitalità in forte crescita L'Italia è stato il paese con la presenza più nutrita di aziende al " The Big 5", la fiera edilizia più importante del Medio Oriente, settore trainante di molte economie del Golfo Arabico. Le eccellenze italiane in esposizione appartengono a diversi comparti quali: arredamento bagni, illuminazione, serramenti e finiture, marmi, pietre, ceramiche. I progetti in corso nel settore dell’edilizia, che nei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, hanno registrato nel 2013 una spesa complessiva di 66 miliardi di dollari, riguardano per il 40% progetti residenziali, per il 16,5% quelli commerciali e per il 10% (ma in forte crescita) quelli del settore sanità e ospitalità. Con riferimento al settore dell’ospitalità di Dubai, le previsioni di crescita sono molto positive in considerazione dell’obiettivo dichiarato di raggiungere i 20 milioni di turisti accolti entro il 2020. Dubai confida di fatto in un tasso di crescita annuale del numero dei visitatori business e per vacanze del 7-9% nel prossimo decennio. Nel primo semestre del 2014 il numero dei visitatori è stato di 5,8 milioni. Per accogliere i nuovi visitatori l’Emirato ha bisogno di un forte incremento dell’offerta di ospitalità, con il numero delle stanze d’albergo che dovrebbe passare da 88.000 del 2014 a 160.000 entro il 2020. Per questo motivo i grandi gruppi immobiliari come Emaar Properties, Meraas Holding, Damac Properties, Dyvaar Development stanno attualmente investendo nella costruzione di nuovi hotel. Opportunità nel settore arredamento Il settore dell’arredamento nei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo ha registrato un giro di affari nel 2013 di $ 6,6 miliardi. Fra questi, gli EAU sono il primo mercato e assorbono il 40% della domanda di prodotti di arredamento e sono seguiti dal l'Arabia Saudita. Lo sviluppo del settore e il grande numero di progetti nel campo della edilizia sono dovuti alla presenza di una popolazione giovane e un alto reddito disponibile. L'interscambio commerciale tra Italia ed EAU è stato di circa 7 miliardi di euro nel 2013 ed ha superato i 4,2 miliardi di euro nei primi tre trimestri del 2014. Gli Emirati sono il primo cliente dell’Italia fra i paesi arabi (3,8 miliardi di euro di import nei primi nove mesi del 2014) e il quarto partner commerciale complessivo dopo Arabia Saudita, Algeria e Libia. L' Italia è il secondo fornitore per arredamento e illuminotecnica negli EAU ed esporta prodotti per un valore pari a circa 200 milioni di euro. Di questi, l'80% è costituito da mobili e illuminotecnica, il da 10% prodotti per la tavola, il resto da complementi d'arredo in vetro e ceramica. A dimostrazione dell’interesse che tali paesi rivolgono alle produzioni italiane, si è tenuta di recente la quarta edizione di “Italian Luxury Interiors”, una mostra dedicata in modo esclusivo all’arredamento Made in Italy e che ha visto la partecipazione di aziende produttrici di mobili, illuminotecnica, complementi e accessori, tessile casa, mosaici, marmi. Industria farmaceutica in espansione Entro il 2018 gli Emirati avranno 33 stabilimenti farmaceutici, oltre il doppio rispetto ai 15 attuali. Il paese ad oggi importa l’85% dei prodotti farmaceutici di cui ha bisogno, ma circa mille medicinali sono prodotti a livello locale. Nel 2013 il mercato dei medicinali degli EAU valeva $ 1,4 miliardi, dei quali il 66% costituito da farmaci brevettati, il 16% costituito da farmaci generici e il 18% da farmaci da banco (senza prescrizione). Nuove strutture ospadaliere I contratti per nuove strutture mediche nel Golfo raggiungeranno una valore totale di $ 9,5 miliardi entro il 2014. Si tratta di un aumento del 25% della spesa in tale settore nel 2013, ma si prevede che essa triplichi entro il 2018. Attualmente gli Emirati spendono $ 2 miliardi l’anno per le cure all’estero dei pazienti. Per tale motivo e considerato l’aumento e l’invecchiamento della popolazione, il paese mira ad investire in tale settore anche per diventare un centro medico di eccellenza internazionale ed attrarre 500.000 pazienti entro il 2020. Forti investimenti nel settore energetico Nei prossimi 5 anni Dubai investirà $ 8,6 miliardi nella produzione energetica, $ 2,3 miliardi nella trasmissione e $ 2,5 miliardi nella distribuzione. Ulteriori $ 1,5 miliardi saranno investiti nel settore delle acque. Nel 2013, in linea con il piano di miglioramento della rete elettrica cittadina per soddisfare la domanda crescente di elettricità, l’Ente per l’Energia e le Risorse Idriche di Dubai ha realizzato 19 centrali elettriche principali e 194 sottostazioni. Turismo ed Expo 2020 Una parte importante degli investimenti e’ destinata al settore delle costruzioni ed in particolare per la realizzazione del Sito che ospiterà l'Expo. Nel documento consegnato in occasione della presentazione della candidatura di Dubai, è stato stimato in 5.2 mld di Euro il costo per la costruzione della sede espositiva e delle infrastrutture che saranno direttamente destinate a servirla (incluse strade e metropolitana). L'Expo verrà realizzato in un'area equidistante da Dubai ed Abu Dhabi: un complesso di 4.4 kmq a Dubai World Central (DWC), che includerà 700mila mq di padiglioni e spazi espositivi e 500mila mq di strutture permanenti. Il sito avrà un carattere improntato alla sostenibilità ambientale anche nella progettazione dell'area espositiva, con strutture fotovoltaiche che genereranno il 50% dell'energia necessaria al suo funzionamento. L'Expo sarà strategicamente posizionato vicino al Porto di Jebel Ali e soprattutto vicino al nuovo Al Maktoum International airport, che sarà pienamente operativo prima del 2020. E' prevista anche la costruzione di un Expo Village. Piu' di 2.000 appartamenti, banche, negozi e ristoranti sorgeranno su una superficie di 438 ettari. Gran parte delle strutture dell'Expo verra' poi riutilizzata per la creazione di un centro espositivo e congressi, un'universita' e un museo dedicato all'Expo. In vista dell'Expo sono anche allo studio piani per ampliare la rete viaria esistente a Dubai, per decongestionare il traffico e consentire alla città di far fronte al previsto aumento della popolazione residente e all'arrivo di milioni di turisti. Fra i tanti progetti in cantiere, vale la pena citare quello che appare fra i più visionari ed ambiziosi: il raddoppio di una parte della Sheikh Zayed Road, il principale asse viario del Paese che collega Dubai ad Abu Dhabi. Secondo le anticipazioni fornite da Meed, l'autostrada a sette corsie potrebbe essere raddoppiata grazie ad una sezione sopraelevata lunga 35 km che correrà fra il Dubai Creek e il porto di Jebel Ali. Emirati Arabi Uniti - Interscambio con l'Italia Gli EAU si confermano il principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane in Medio Oriente e Nord Africa. Nel 2013 l'Italia si posiziona al settimo posto in assoluto tra i paesi fornitori e terzo tra i partners europei. Negli ultimi 5 anni le nostre esportazioni sono aumentate in modo costante, raggiungendo la cifra record di 5,511 Miliardi di Euro nel 2013 e superando così i livelli raggiunti prima della crisi economica internazionale. In termini relativi le esportazioni italiane sono aumentate del 43% rispetto al 2009 e del 158% negli ultimi dieci anni. L’interscambio bilaterale ha seguito lo stesso andamento delle nostre esportazioni ed ha registrato nel 2013 un totale di 6,810 Miliardi di Euro, in aumento di oltre il 10% rispetto al 2012, anche grazie al picco di importazioni italiane; queste hanno registrato un valore di 1,300 Miliardi di Euro, in aumento del 100% rispetto all’anno precedente. Scorrendo la graduatoria dei prodotti italiani esportati negli Emirati Arabi Uniti nel 2013 si evince come le eccellenze del comparto orafo e dell’ingegneria e metallurgia siano molto apprezzate. Di fatto, il settore della gioielleria è stato quello con i maggiori indici di crescita (+88% rispetto al 2011), seguito dai settori computer ed elettronica e metalli e lavorati. La graduatoria per categorie di prodotto vede al primo posto delle nostre esportazioni negli EAU i macchinari e le strumentazioni, con oltre 1,3 miliardi di Euro, seguiti da oggetti di gioielleria e oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi, con un valore di 1,24 miliardi di Euro. La graduatoria dei prodotti importati in Italia dagli EAU denota invece la vocazione industriale di tale paese al settore petrolchimico e alla produzione di alluminio, mentre risulta ancora acerba per quanto riguarda i prodotti manifatturieri. Nel 2013 la prima voce del nostro import è stata quella delle costruzioni metalliche e non metalliche per navi e strutture galleggianti, seguita dalle voci più tradizionali relative ai prodotti della raffinazione del petrolio e da essi derivati e alluminio e semilavorati. La presenza imprenditoriale italiana negli Emirati Arabi Uniti è altamente qualificata ed è rappresentata da circa 300 aziende tra unità con propria filiale e molte altre che operano tramite agenti locali. I fattori favorevoli allo sviluppo delle esportazioni italiane di beni e servizi negli EAU sono: la presenza nel lungo periodo di un elevato reddito pro-capite e di una grande ricchezza petrolifera oltre alla dinamicità dell’economia emiratina che prima e dopo la crisi economica internazionale iniziata nel 2008, ha registrato e registra una costante crescita economica. Settori di esportazione dall’Italia negli Emirati Arabi Uniti 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 TOTALE GIOIELLERIA MACCHINARI, APPARECCHIATURE, STRUMENTAZIONI METALLI E LAVORATI IN METALLO MEZZI DI TRASPORTO NAVALI, AEREI, E SU STRADA APPARECCHIATURE ELETTRICHE E NON, PER USO DOMESTICO COMPUTER ED ELETTRONICA PRODOTTI DERIVANTI DALLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI CHIMICO INTERIOR DESIGN AGROALIMENTARE MINERALI DETERGENTI, PROFUMI E COSMETICI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE PLASTICHE FARMACEUTICO TESSILE ALTRO # 1 PAESE 686.084.199 591.160.563 570.359.404 744.983.749 -16.8 +26 178.729.475 124.016.415 88.948.717 183.208.420 271.126.853 109.168.179 +2.5 +118.6 +22.7 19.323.896 180.074.861 25.891.893 198.296.130 +33.9 +10.1 192.017.691 65.265.179 125.545.241 83.487.945 4.190.210 56.646.007 45.148.200 23.901.575 21.232.710 135.318.068 2.623.501.094 207.154.046 74.877.956 161.761.475 108.558.600 4.813.407 73.992.535 52.863.665 22.271.535 23.131.186 163.877.287 2.996.336.320 +7.8 + +36 +28.8 +14.8 +30.6 +17 -6.8 +8.9 +21 +14.2 VALORE EXPORT 2014 (EURO) 2Q 2014 SETTORI Dati ISTAT a cura della Ca 2Q 2015 VAR%