Exils Un viaggio per riscoprire le proprie origini. Zano convince la sua compagna Naima a seguirlo in un viaggio a ritroso che dalla Francia in cui vivono li riporti in Algeria, luogo di origine delle loro famiglie. Accompagnati da un sacco a pelo e dalla musica che amano i due attraversano la Spagna e, dopo alcune deviazioni, Algeri. Qui ritroveranno le loro radici e scopriranno un nuovo aspetto delle loro personalita' che prima non conoscevano. Tony Gatlif continua il suo percorso di ricerca che unisce una riflessione sull'appartenenza a una indagine sulla musica come segno connotativo dei popoli. Questa volta torna ad avvalersi del protagonista maschile di "Gadjo dilo. Swing L'amore tra due adolescenti e un omaggio alla musica gitana con Oscar Copp, Lou Rech, Tchavolo Schmitt Commedia musicale, durata 90 min. - Francia, Giappone 2002. Vengo – Demone Flamenco Una danza per raccontare l'origine di un popolo con Antonio Canales, Orestes Villasan Rodroguez, Antonio Perez Dechent Tito Sono nato da una cicogna con Romain Duris, Rona Hartner, Ouassini Embarek, Christine Pignet, Marc Nouyrigat Drammatico, durata 80 min. - Francia 1999. Copia proveniente da Pyramide Distribution Il film più anticapitalista e strutturalmente libero di Tony Gatlif, Je suis né d'une cicogne ha per protagonisti due disoccupati, Otto e Louna, le cui esistenze disperate finiscono per incrociarsi con quella di Ali, un immigrato algerino che vive a Parigi. Gaspard e Robinson con Vincent Lindon, Gerard Darmon, Suzanne Flon Commedia, durata 93 min. - Francia 1990. Mamie, una donna anziana, viene abbandonata dai familiari. Gaspard e Robinson, due amici che vivono di espedienti, la accolgono con qualche perplessità iniziale. La ragazza senza fissa dimora con François Cluzet, Christine Boisson, Ann-Gisel Glass Titolo originale Rue du départ. Drammatico, durata 93 min. Francia 1986. Clara, una brava ragazza fuggita di casa, finisce in carcere dove conosce Mimì, leader di una comunità di barboni dove Clara viene ospitata. S'innamora di Paul, un marinaio che cerca l'uccisore del padre. Sarà lui a liberarla da malviventi che la tengono prigioniera. Latcho Drom È un film documentario del 1993. Il titolo può essere tradotto in italiano con l'espressione buon viaggio. Fu presentato nella sezione Un Certain Regard del 46° festival di Cannes.Tra musiche e danze il film racconta il lungo percorso, che dall'anno 1000 (circa) alla fine del 1900, il popolo Zingaro ha intrapreso, dal nord dall, India passando attraverso la Turchia, Romania,Ungheria, Slovacchia,Francia fino alla Spagna, documentando la relativa evoluzione musicale che, raccogliendo tradizioni culturali, trasforma la musica zingara sfociando, alla fine, con il flamenco. Uno splendido documentario sui viaggi, le musiche, le danze dei gruppi gitani provenienti da Rajastan, Secondo film della trilogia che Gatlif ha dedicato ai gitani iniziata nel 1983 con Les Princes - L'uomo spezzato e conclusasi con Gadjo Dilo - Lo straniero pazzo del 1997. L'uomo perfetto con Gerard Darmon, Muse Dalbray, Celine Militon Titolo originale Les princes. Drammatico, durata 87 min. - Francia 1982. Un regista gira un film sulla complessa realtà della vita degli zingari. Nara, ripudiata la vita nomade e la moglie colpevole di usare anticoncezionali, vive con la madre e la figlia alla periferia di una grande città francese. Sfrattati dalla polizia, i tre zingari si incamminano a piedi verso la città nella quale vive un avvocato loro amico, seguiti dalla moglie di Nara, che non ha mai smesso di amarlo. Durante il viaggio, la vecchia matriarca, custode delle antiche tradizioni gitane, muore, ma il peregrinare della sua gente non avrà mai fine. A cura di pino nuccio associazione culturale gli adulti La giornata della memoria CONOSCERE PER RICORDARE, PER NON RIPETERE: LA PERSECUZIONE DI ROM E SINTI Gadjo dilo Romain Duris - Stéphane, Rona Hartner- Sabina, Izidor Serban - Isidor, Ovidiu Balan - Sami, Angela Serban - Angela, Petre Nicolae - Farmacista, Valentin Teodosiu - Segretario del Sindaco, Calman Kantor - Radu, Ioan Serban - Ioan, Vasile Serban - Vasile, Gheorghe Gherebenec - Gheorghe, Dan Astileanu - Dumitru, Florin Modovan - Adriani, Adrian Simionescu - Ragazzo Prodigio, Aurica Arsan - Aurica Mónika Juhász Miczura: la voce di Nora Luca (che non appare mai nel film) Trama Stéphane è un giovane parigino recatosi in Romania alla ricerca di una cantante rom, Nora Luca, di cui il padre gli ha lasciato una vecchia registrazione audio su nastro che spesso ascoltava prima di morire. Giunto, verso sera, presso un piccolo paese in cerca di una sistemazione per la notte, Stéphane si imbatte in un vecchio rom, Isidor, che, in preda alla disperazione, annega nell'alcool il proprio dolore per l'incarcerazione del suo unico figlio, Adriani, a causa dei loschi rapporti che il giovane intratteneva con la mafia locale. Non riuscendo a rimediare una stanza a causa del coprifuoco, il giovane finisce per ubriacarsi col vecchio che verso l'alba lo porta con sé al suo villaggio, distante circa 80 km dalla capitale. Isidor lo accoglie nella sua casa ed i due finalmente si addormentano. Al suo risveglio, Stéphane si ritrova solo e guardato male dalla comunità rom che lo chiama "Gadjo" (cioè non-rom, straniero) a cui poi accosteranno l'aggettivo "Dilo", pazzo, per la sua strana fascinazione e ricerca maniacale della Musica. Isidor lo difenderà contro i pregiudizi dei componenti del suo villaggio e si batterà perché il giovane venga accettato da tutti. I giorni passano e Stéphane continua la ricerca della misteriosa Nora Luca, proseguendo a registrare i canti e le musiche gitane, pur trovando pian piano il suo posto all'interno della comunità gitana. Tutto nella comunità parla di povertà, il fango è ovunque. La vita dei gitani può essere definita allo stato bruto, ed essi ribaltano contro Stéphane l'abitudine ad essere guardati e giudicati con sospetto e pregiudizio, ad essere più spesso respinti che amati. La barriera linguistica si dimostra un vero handicap, ma fortunatamente il "Gadjo" riesce a socializzare con Sabine, l'unica nel villaggio a conoscere un po' di francese, essendo stata in Belgio. A seguito di numerose peregrinazioni e diversi spettacoli, il legame tra Sabine e Stéphane si rafforza sempre più. Nonostante le difficoltà linguistiche la musica e l'amore per Sabine permettono allo straniero pazzo di integrarsi definitivamente e di apprendere gradualmente gli usi ed i costumi del popolo Rom. Alla progressiva integrazione si associa anche la comprensione delle difficoltà del vivere sempre ai margini della società, e la completa mutazione della stessa persona di Stéphane e del suo modo d'intendere la vita. È a questo punto che il figlio di Isidor, esce dal penitenziario. Una grande gioia attraversa il villaggio. Viene organizzata una festa dove alcool e canti gitani la fanno da padrone. Poco dopo, a seguito di un battibecco tra Adriani ed un rumeno non Rom, il figlio di Isidor viene ucciso ed il villaggio bruciato. In questo clima caotico Stéphane lascia il villaggio con Sabine. È questo il punto di partenza di una nuova avventura e Stéphane interra, alla maniera gitana, le sue registrazioni di musica. Musica La musica che si ascolta nel film è una musica "che grida la paura ed il dolore di un popolo che ha l'anima ferita. Ecco perché la musica gitana è bella" ha affermato il regista Gatlif. Ha poi aggiunto che il film: "musicalmente va fuori dalle righe, è pieno di note sbagliate, gli strumenti sono messi insieme con qualsiasi oggetto da cui si possa ricavare un suono". Ma questo è esattamente come il regista aveva immaginato il film perché in esso la musica deve essere "(...) un grido di dolore, dolore che viene dall'anima antica di un popolo. Questa è la ribellione pura, rivoluzione, nulla è creato artificialmente, tutto è urlato". Quando le parole di una persona non sono quelle di un'altra, sono i gesti, gli sguardi e le attenzioni, le bevute di alcolici, ma soprattutto la musica e la danza che permettono di raccontare e condividere. Il ruolo della musica nel film è evidente fin dalla canzone che sui titoli di testa espone in molte lingue il carattere libero dei Rom. Le musiche di Gadjo Dilo sono state affidate sia all’Orchestra Marin Ioan che all’Orchestra Gipsy Star. La musica racconta con sapienza ed ebbrezza la cultura musicale gitana euforica ed inebriante, basata sui clarini, le fisarmoniche, i bassi e qualsiasi strumento atto alle percussioni, con i musicisti che suonano in cerchio, forsennatamente e fino allo sfinimento. Si tratta di "un misto di archi e fiati, di ottoni e legni, di voci imbizzarrite e dolenti, che si dimenano, invasate allo stesso modo, in matrimoni e funerali, o in feste da sbronza (...) la colonna sonora di Gadjo Dilo saprà ricordarvi questo mondo e farvene intuire la potenza e la bellezza ingovernabile" Risposta della critica La critica ha accolto generalmente con favore il film. Lietta Tornabuoni su La Stampa sottolinea come, per tutto il film, i gitani saltano, gridano, si ubriacano dando l'impressione di divertirsi enormemente guidando le loro enormi e scassate autovetture. Il film dà una lezione di tolleranza (ciascuno di noi è gadjo rispetto a qualcun altro) mostrando da un punto di vista diverso (quello dei rom) i pregiudizi ed i luoghi comuni. I gitani rivolti verso lo straniero lo insultano "con gli epiteti razzisti di solito riservati ai rom, ladro, pazzo". Andrea Olivieri su Cinema del silenzio.it ha osservato che Gatlif con questo film si è confermato un "sensibile narratore di storie di marginalità". Per tutto il film pare esistere una continua ricerca della melodia che "si carica di significati metaforici riguardanti equilibri esistenziali". Soprattutto Gadjo Dilo appare essere una testimonianza di un incontro magico tra mondi molto differenti tra loro, con visioni estremamente diverse della realtà eppure in grado di dialogare e di incontrarsi. Riconoscimenti Il film, tradotto in greco come Gadjo Dilo: ci sono ancora zingari sorridenti, è stato premiato nel 41º Festival del Cinema di Salonicco nel 1998. Il film ha vinto il Grand Prix 1998 della Fondation Martini per il cinema. Il film è stato premiato con Premio César 1999 per la migliore musica scritta per un film. Il film ha vinto l'Orso d'argento per il miglior film e l'Orso di bronzo come premio speciale attribuito a Rona Hartner al Festival Internazionale del Film Locarno 1997. Biografia Tony Gatlif Tony Gatlif è nato ad Algeri, nell'allora Algeria francese, il 10 settembre del 1948 da padre cabilo e da madre di etnia rom. Si trasferisce con la famiglia in Francia nel 1960, durante la Guerra d'Algeria. Grazie ad un corso d'arte drammatica in riformatorio arriva ad incontrare l'attore Michel Simon nel 1966. Quindi recita a teatro fino a realizzare il suo primo film nel 1975, La tête en ruines. Nel 1981 inizia il tema che approfondirà di film in film: i Rom. (fonte: Wikipedia) Nato in una periferia di Algeri, ancora colonia francese, come Michel Dahmani da gitani andalusi, Tony Gatlif scopre il cinema nei pochi momenti in cui, invece che sulla strada, si trova a frequentare la scuola. A dodici anni, per evitare un matrimonio combinato, parte per Algeri e segna il suo precoce distacco definitivo dalla famiglia di origine. Ricorda, dell'epoca, che "vivevamo sulla strada, liberi, detestando la scuola, ogni forma di istituzione. Di contro, noi non stavamo mai fermi". Verso i quattordici anni, Gatlif sbarca in Francia, stabilendosi prima a Marsiglia e poi a Parigi. Segue gli ideali della guerra algerina di indipendenza, cerca fortuna, ma è senza un soldo, senza casa, senza affetti: si avvicina al mondo della delinquenza e ne resta intrappolato. Catturato, conosce gli istituti di correzione (su cui scriverà la sua prima sceneggiatura: La rage au poing) e, soprattutto, ha fortuna. Grazie alla complicità di un medico, si iscrive a un corso di teatro e, come dice, "per la prima volta lo Stato si interessa a lui, alla sua educazione, alla sua formazione". Inizia a frequentare i cinema, inizialmente perché, di notte, ancora senza un tetto fisso, offrivano un alloggio riscaldato dove poter dormire. Nel 1966 va a vedere a teatro il suo idolo, Michel Simon, e a fine spettacolo decide di aspettarlo uscire dal camerino. L'attore è impressionato dalla sua tenacia e lo spinge fra le braccia del suo impresario. Tony segue corsi di teatro professionali, adesso, e ha modo di conoscere attori e artisti emergenti, come Gérard Depardieu. Debutta con uno spettacolo e, parallelamente, scrive la sua prima sceneggiatura cinematografica. Nel 1973 realizza il suo primo cortometraggio, interpretato da Jacques Villeret e Coline Serreau. È il debutto artistico vero e proprio: ancora è senza soldi né mezzi, ma dimostra talento e arte di arrangiarsi. Dai cortometraggi passa ai lunghi, spesso con le stesse condizioni di penuria e di mancanza di fondi, sopperendo come può. Le sue storie parlano sempre di emarginati, reietti, immigrati, zingari, gitani romeni, persone ai margini della società, di cui la società ha paura e, di contro, per cui la società non è che una prigione che ingabbia la purezza, l'innocenza infantile. Un cinema selvaggio, estatico, senza regole di stile o di contenuti, che si dipana libero come una danza sciamanica, un flusso di energia, uno stato di trance. Il cinema di Gatlif ottiene riscontri di critica e di pubblico, ma non è alla portata di tutti; e, a volte, nel suo tendere alla poesia, raggiunge il manierismo, finanche il lirismo. Ma è sempre una scelta, consapevole anche se apparentemente irruenta, e come tale deve essere vista e giudicata. Exils, il suo film del 2004, lo incorona miglior regista a Cannes, un premio che, prima che un tributo, appare come una riappacificazione, dello Stato nei confronti di un gitano che non ha mai smesso di essere un ribelle, anche se ha saputo ricondursi a un'arte come quella cinematografica. Filmografia Geronimo Gatlif si interroga con sincerità sulla sorte degli ultimi tenendo fermo il riferimento a un microcosmo che non sopporta idealizzazioni e astrazioni con Celine Salette, Rachid Yous, David Murgia, Aksel Ustun Drammatico, durata 104 min. Francia 2014. Geronimo, 30 anni, è un'educatrice integerrima e rispettata dai giovani del suo quartiere, in una città del sud della Francia. Tutto cambia quando Nil Terzi, sedicenne promessa in sposa a un giovane del posto, fugge per andare incontro al suo amante Lucky Molina, un giovane gitano. La fuga crea parecchio scompiglio tra le famiglie dei due e quando si passa al confronto diretto, tra giochi e scontri a suon di musica, Geronimo sembra essere l'unica a voler fermare il caos scoppiato nel quartiere. Diretto da Tony Gatlif, Géronimo sarà al Festival di Cannes 2014 nella sezione Special Screenings. Indignados L'africana Betty approda in un'Europa in piena crisi: non solo economica. Un film di Tony Gatlif. Con Mamebetty Honoré Diallo Documentario, - Francia 2012. La giovane Betty si salva dal naufragio dell'ennesima carretta del mare carica di profughi dall'Africa. È giunta sulle coste della Grecia proprio nel momento in cui la società ellenica sta precipitando nella più grave crisi della sua storia recente. Betty invia a casa comunicazioni rassicuranti ma il suo status di clandestina la costringe a peregrinare senza un approdo neppure lontanamente sicuro. Decide allora di imbarcarsi (ancora come clandestina) su una nave da crociera e di raggiungere la Spagna dove è in atto una forma di protesta simile alla greca: quella degli Indignados. Betty si unirà alle manifestazioni ma il suo futuro non sembra roseo, nonostante la sua ostinata fiducia nel futuro. Liberté con Drammatico, durata 111 min. - Francia 2009. Seconda guerra mondiale. Una famiglia di zingari è in viaggio attraverso la Francia, con loro c'è Claude, un trovatello abbandonato dai genitori. Arrivati nella zona dove tradizionalmente si fermano a lavorare per alcuni mesi nelle vigne, scoprono che le nuove leggi di Vichy impediscono loro di condurre una vita nomade. Nonostante la protezione offerta dal sindaco Theodore e dalla maestra Lundi, vengono arrestati e internati, poi liberati di nuovo proprio grazie al sindaco, che gli offre una proprietà dove poter insediarsi. Tuttavia, il richiamo della vita nomade si fa sentire e il gruppo decide di tornare a spostarsi pur di vivere in libertà. Transylvania Asia Argento e Birol Unel, un duo sanguigno per la musica visiva del nomade Gatlif. Un film di Tony Gatlif. Con Asia Argento, Amira Casar, Birol Ünel, Alexandra Beaujard, Morgan. Drammatico, durata 103 min. - Francia 2006. Data uscita al cinema: 24/08/2007. Zingarina è una ragazza ribelle innamorata di un musicista improvvisamente scomparso. Una volta ritrovato il suo amore in Transilvania, scopre di essere stata definitivamente abbandonata. Nonostante tutto continua il suo viaggio, affascinata dai misteriosi luoghi che attraversa e da Tchangalo, un tenebroso mercante.