I PROMESSI SPOSI ►primo grande romanzo italiano ►è un romanzo storico (vero, interessante e utile, che ha amore per la propria patria), cioè ambientato nel passato che viene ricostruito attraverso dei documenti (il romanzo è ambientato nella Lombardia del 1600 e in particolare nel Ducato di Milano governato dagli spagnoli). ►la versione definitiva è stata scritta da Manzoni nel 1840 nell’italiano fiorentino; il titolo attuale risale al 1827, mentre la prima edizione si intitolava Fermo e Lucia. ►protagonisti: Renzo e Lucia o gli sposi promessi. Sono personaggi inventati, così come Don Abbondio, Don Rodrigo, Fra Cristoforo, l’Innominato; il cardinale Borromeo è realmente esistito. ►Fatti realmente accaduti: - carestia (mancanza di cibo) e la rivolta del pane a Milano in cui si trova coinvolto Renzo, che poi viene arrestato; - la peste portata a Milano dai mercenari (soldati stranieri) chiamati Lanzichenecchi e mandati dall’imperatore germanico; - la guerra di successione tra il Ducato di Mantova e il Monferrato. ►il romanzo ha due narratori: - un finto narratore del 1600 (di cui non si conosce il nome) che avrebbe scritto un manoscritto con la storia di Renzo e Lucia in un italiano difficile; - Manzoni o l’autore stesso che avrebbe tradotto il manoscritto e che interviene con commenti ironici e approfondimenti. ►valori: - i poveri, gli umili e gli oppressi sono i protagonisti e sono presentati come portatrici di forti ideali (Lucia, una semplice operaia, ha una fede incrollabile) - senso di giustizia: Manzoni vuole una società giusta con la parità dei diritti tra ricchi e poveri, una società cristiana in cui la Chiesa può aiutare la gente a diffondere la pace. - Provvidenza: è Dio che è sempre presente e alla fine premia i giusti, i deboli e gli onesti TRAMA:Renzo e Lucia sono due giovani operai di Lecco che hanno deciso di sposarsi, ma Don Rodrigo (un signorotto spagnolo) vuole impedire il matrimonio perché è interessato a Lucia. Così comanda ai Bravi (i suoi due scagnozzi) di vietare a Don Abbondio (il curato/prete del paese) la celebrazione delle nozze. Don Abbondio, da sempre timoroso e pauroso, accetta e i due innamorati provano a sposarsi chiedendo aiuto a Fra Cristoforo, ma non ci riescono. Quindi si dividono: Lucia va a Monza e viene accolta in un monastero dalla monaca Gertrude, mentre Renzo scappa a Milano e rimane coinvolto durante la protesta del pane, quindi fugge a Bergamo. Lucia nel frattempo è stata tradita da Gertrude, rapita dall’Innominato per ordine di Don Rodrigo e portata in un castello. Disperata, inizia a pregare e fa un voto: se riuscirà a salvarsi, rinuncerà a sposare Renzo. L’Innominato, colpito dalla fede incrollabile di Lucia, si pente e la lascia libera di andare a Milano, dove prende la peste portata dai Lanzichenecchi. Anche Renzo si ammala di peste a Bergamo, ma guarisce e va a Milano dove ritrova Lucia ormai guarita, ma che non può più sposarsi per via del voto. Fra Cristoforo la libera dalla promessa fatta a Dio, i due fanno ritorno a Lecco e sono sposati da Fra Cristoforo. Si trasferiscono infine vicino a Bergamo, dove Renzo acquista un filatoio e dove nasce la loro prima figlia Maria.