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uomo e natura

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L’UOMO E LA NATURA
Il rapporto tra l’uomo e la natura può essere considerato sotto diversi
aspetti, perché i ruoli che la natura riveste in relazione con esso sono
molteplici: habitat, fonte di armonia e di pace, fonte di pericolo ecc…
Infatti il modo in cui l’ uomo si comporta con essa è cambiato nel corso
del tempo. Oggi l’uomo non presta attenzione a preservare le
caratteristiche che mantengono l’ equilibrio dell’ ambiente e lo considera
una fonte inesauribile per migliorare le proprie condizioni, non curandosi
di distruggere un bene assai prezioso anche per se stesso. Infatti le attività
umane, insieme ad altri fattori, stanno danneggiando molto l’ ambiente,
attraverso il sovrapascolo l’ eccessivo disboscamento e lo sfruttamento
agricolo che hanno causato l’ erosione del suolo; inoltre lo sfruttamento
agricolo è responsabile della desertificazione che interessa le savane,
portando all’ estinzione delle comunità animali. Molte sostanze derivate
dalle attività umane hanno contaminato le falde acquifere che
costituiscono un’ importante riserva d’ acqua, non soltanto per il suolo e
l’ambiente, ma per la stessa popolazione umana, e ina alcune aree le falde
si stanno esaurendo a causa della crescita inarrestabile degli insediamenti
umani e di un prelievo eccessivo a scopo irriguo; infine le industrie e altre
attività stanno producendo grandi quantità di gas serra, responsabili dei
cambiamenti climatici a livello globale. Non solo ma anche il progresso e
avanzati prodotti tecnologici danneggiano l’ ambiente, come i fertilizzanti
e i pesticidi. In particolare questi ultimi, in passato venivano usati per
combattere agenti patogeni, come zanzare e pidocchi, tanto che questo uso
massiccio di prodotti rese gli insetti ancor più resistenti e costrinse le
industrie chimiche a produrre pesticidi ancor più potenti , che furono
trovate alcune tracce persino nel corpo umano. Inseguito, questi problemi
allarmarono la popolazione e ciò portò alla nascita di attività ambientaliste
e alla promulgazione di leggi che ancora oggi, sebbene i danni non siano
limitati, tutelano l’ ambiente. Per questo sono nati parchi naturali, il cui
obiettivo è quello di tutelare la biodiversità e ridurre la possibilità di
estinzione di alcune specie: infatti il 28% della superficie nazionale è
tutelato. A dispetto di come oggi l’ uomo si relaziona all’ ambiente, in
passato si aveva una diversa percezione della natura. Infatti nel
Romanticismo l’ uomo si confronta con l’ infinità dell’ universo, a cui si
sente appartenere, e in molte poesie si esprime l’ infelicità umana legata ad
un profondo legame con la natura, che è spesso il luogo in cui l’ animo
umano può rifugiarsi, realizzarsi, e trovare la pace, allontanandosi dalle
sue emozioni. Troviamo la celebrazione dell’ uomo alla natura nel Cantico
di Frate Sole, in cui Francesco d’Assisi loda il creato attraverso gli
elementi e tutte le creature che simboleggiano la grandezza e lo splendore
della natura, incontaminata dalla mano dell’ uomo, descritta come frutto
dell’ onnipotenza di Dio , e quindi celebrativa della creazione. Oppure in
Petrarca, nella poesia dedicata a Laura, mentre viene espresso l’ amore per
la donna amata, un ruolo fondamentale è rivestito dagli elementi della
natura, che costituiscono il locus amoenus, rifacendosi al topos letterario
greco, rendendo ancor più significativa l’ immagine di Laura. Vi sono altre
lodi alla natura come l’ opera di d’ Annunzio, Alcyone, e tutte queste
esaltazioni della bellezza si rifanno al pensiero filosofico greco: infatti
secondo i Greci il cosmo viene concepito come un’ immagine di cui
meravigliarsi, da contemplare e a cui essere devoti. Invece il poeta Virgilio
dipinge l’ universo dando un’ origine divina, per cui questa visione del
mondo vede l’ uomo come un’ essenza che ha origine dalla natura, mentre
quest’ ultima un sistema complesso che lo supera e ne stabilisce i limiti.
“Da principio la terra produsse la famiglia delle erbe, e il verde splendore
intorno ai colli…..inseguito creò le stirpi mortali, che nacquero in gran
numero. Perciò, ancora, la terra a ragione ha ricevuto e conserva il nome di
madre, poiché da sé essa creò il genere umano..”: ii questo trattato,
Lucrezio, ancora una volta, ricorda il ruolo fondamentale che la natura ha
avuto nella creazione di tutte le creature, compresi gli uomini, e soprattutto
le riconosce il merito di progenitrice. Pertanto è possibile dire che oggi l’
uomo non ha più rispetto per ciò dal quale deriva, a anche se sono nate
riserve, parchi naturali e associazioni che ne tutelano le caratteristiche,
queste sono solo attenuanti all’ enorme degrado ambientale di cui è
responsabile, non accorgendosi che con il passare del tempo non rischia
solo di distruggere l’ ambiente che lo circonda, ma soprattutto se stesso ,
dal momento che viviamo in un complesso in cui la popolazione e le sue
esigenze sono strettamente legate all’ ambiente e dipendono da esso.
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