giovanni tortelli roberto frassoni

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SOFT REPAIRING
Il tema del recupero di un edificio è sempre di difficile trattazione
Non si basa infatti su regole certe e codificate, ma necessariamente
si affida ad una certa “discrezionalità” e, soprattutto , aggiungerei, ad
una certa sensibilità.
In tal senso risulta interessante la risposta che fornisce David Chipperfield ponendosi la seguente domanda:
nel recupero di un edificio quanto mantenere e quanto realizzare di
nuovo?
Egli infatti afferma:” La cancellazione è imperdonabile, il fac-simile
grottesco.
Meglio ricordare.
E re-iniettare significato.
Quando fermarsi nell’accettare il danno? Il prima possibile, non appena l’immagine è ricostruita.
Quale etica?
L’ambizione non è solo sottolineare la memoria della distruzione,
ma anche raggiungere un ottimo risultato visivo: ridare chiarezza
all’edificio “.
Ecco allora che affiora il tema del ricordo, che non deve essere confuso con la nostalgia…..
Memoria. Tempo e memoria.
Come onde sul bagnasciuga tempo e memoria si inseguono, si rincorrono, si sovrappongono e si dissolvono.
Immagini immaginate, ricordi ricordati, immagini dimenticate, ricordi
immaginati.
Immagini come inquadrature, come fotografie e fotogrammi, si depositano e si stratificano, si susseguono e scorrono come in un film.
“Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare
una cosa significa vederla − ora soltanto − per la prima volta”, scriveva
Pavese.
Il ricordo però non è fatto solo di immagini, ma anche di odori, di suoni, di luci, di ombre. Di sensazioni e di emozioni.
Polvere, ruggine. Polvere e ruggine.
Il ricordo si può allora confondere con il sogno.
E’ così che l’architettura può aiutare ad elaborare i sentimenti lavorando sull’immaginario, sull’immaginazione e sull’immateriale.
Fondamentale allora è il ruolo dell’architetto che diventa interprete
e, parafrasando Michelangelo Antonioni che si riferiva agli uomini
di cinema, deve necessariamente essere legato al suo tempo per
poterne raccogliere le risonanze dentro di sé, attraverso i sentimenti
e le emozioni.
Come diceva Leo Longanesi “I ricordi si interpretano come i sogni”.
Restaurare, recuperare, ri-utilizzare, ri-disegnare,ri-definire.
L’occasione di un intervento architettonico può essere quello di aiutare
a ricordare.
Mi piace allora concludere citando Bernard Giraudeau che in ”Caro
mondo” scrive:”Forse mi sto ostinando a fabbricare ricordi per far si
che questa vita non abbia termine.
La mia esistenza non è altro che una successione di ricordi edificata
con gli errori, scritta a pieni e filetti con sbagli e cancellature.”.
“C’È QUALCOSA DI PIÙ
IMPORTANTE DELLA LOGICA:
L’IMMAGINAZIONE”
Alfred Hitchcock
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.30
CONTEMPORANEA
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ARCHITETTURA PREMIATA
.32
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MUSIL MUSEO DELL’INDUSTRIA
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OGGI GASPAROTTI/TONSI/DABBENI
MUSEO DELL’ENERGIA APOSTOLI
LA “GESTIONE” DELLA LUCE
.93 .92 .90 .88
.20
E DOMUS DELL’ORTAGLIA
OGGI SILVANO BUZZI & ASSOCIATI
.29
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UNA LAGUNA IN GIARDINO
HOUSE ARREDAMENTI
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LA GALLERIA DELL’INCISIONE
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DI SANTA GIULIA
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MUSEO DI SANTA GIULIA .43
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.66 .64
.9 .6 .5
.15
.16
IN COPERTINA FOTOGRAFIA
FOTO STUDIO RAPUZZI
INSERTO REALIZZATO DA PUBLIADIGE
SUPPLEMENTO AL NUMERO ODIERNO
DI BRESCIAOGGI
DIRETTORE RESPONSABILE
MAURIZIO CATTANEO
SOCIETÀ EDIZIONI BRESCIA S.P.A.
PRESIDENTE
ALBERTO STELLA
CONSIGLIERE DELEGATO
ALESSANDRO ZELGER
PROGETTO GRAFICO ED IMPAGINAZIONE
LA STANZA BORDEAUX (BRESCIA)
STAMPA TIBER (BRESCIA)
CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ
PUBLIADIGE S.R.L. BRESCIA
VIA ERITREA 20/A, TEL. 030.2911211
REGISTRAZIONE DEL TRIBUNALE
DI BRESCIA
N. 11/2009 DEL 18/02/2009, RESPONSABILE
DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS. 196/03)
È IL DIRETTORE RESPONSABILE.
IERI
MUSEO DELLE ARMI
.22
FOTOGRAFIE
AGENZIA FOTOLIVE
(PAGINE 9, 10, 11, 13, 15)
FOTO STUDIO RAPUZZI
(PAGINE 17, 18, 19)
FOTO ORCH
(PAGINA 19)
ALESSANDRO VITALE
(PAGINE 20, 21)
ARCHIVIO STUDIO AURA
(PAGINE 22, 23)
ARCHIVIO MARINI/FRENNA
(PAGINE 24, 25)
ARCHIVIO STUDIO LABORATORIOQUATTRO
(PAGINA 27)
ROSSANA BETTINELLI E ANTONIO VALVA
(PAGINE 30, 31)
BAMSPHOTO
(PAGINE 31)
ARCHIVIO STUDIO BERTOLAZZI
(PAGINE 36, 37, 39)
FOTO TOM VACK
(PAGINE 44, 45)
FOTO STEFAN GEISBAUER
(PAGINE 45)
ARCHIVIO CLAB4DESIGN
(PAGINE 48, 49)
IERI DALLAMANO/FASSER/ARRIGO
RESTAURO DEL COMPLESSO
.24
HANNO COLLABORATO:
SARA OMASSI
LUCA RINALDI
LIGHT
REPERTORIO
.27
RESPONSABILE ARTE, DESIGN
E PROGETTI INTERNAZIONALI
ELISABETTA BRESCIANI
GUEST
.28
INSERTO A CURA DI
PAOLO MESTRINER , GIULIANO VENTURELLI
E CINZIA REBONI;
COMITATO SCIENTIFICO
PAOLO MESTRINER E GIULIANO VENTURELLI;
COORDINAMENTO REDAZIONALE
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Così Pier Paolo Pasolini nel 1974, parlando alla Rai
della “forma della città”, ci descrive, liricamente, la
sensibilità tutta moderna per la storicità delle cose,
che considera e rivaluta i segni più fragili della civiltà
costruttiva, quelli destinati a perire, e ci sollecita a
conservarli. C’è in queste parole la chiara coscienza
di appartenere ad una cultura, quella italiana, che
anche dalla salvaguardia delle tracce del suo glorioso passato ha costruito la propria originale identità.
La moderna cultura del restauro è una cultura di
conservazione integrale di quello che il passato ci ha
tramandato. Prima ancora della sua valorizzazione o,
peggio, di una sua spensierata rivisitazione. Gli uffici
di tutela hanno avuto il compito di suggerirne i modi.
La città di Brescia ha una lunga pratica, che data
dagli anni Settanta, di salvaguardia del patrimonio
storico architettonico, dai monumenti più celebrati
sino al tessuto storico minuto. Questa esperienza di
“buon governo” nel riscatto del tessuto edilizio storico, è stata ritenuta tra le più esemplari nel nostro
paese. Quella che è mutata negli ultimi trent’anni si pensi al confronto, nell’esperienza del restauro del
complesso di Santa Giulia, tra l’impostazione iniziale
del progetto e i lavori più recenti - è stata proprio
la diversa attenzione alle testimonianze più deboli,
e alle cosiddette finiture, che grazie ad una nuova
cultura del progetto di conservazione, e all’avanzamento degli studi di archeologia urbana e archeologia dell’architettura, sono state finalmente studiate e
non di rado salvaguardate.
La cultura del progetto, anche in città, ha con più
fatica registrato questi avanzamenti disciplinari. La
insopprimibile tendenza di tanti progettisti a lasciare
un proprio segno e di utilizzare il passato come
semplice sfondo, seppure prestigioso, per l’esibizione di fragili poetiche, è spesso prevalsa, se non
controllata, sul rispetto del genius loci, delle tecniche costruttive e dell’uso dei materiali locali, che per
almeno dieci secoli si sono perpetuati in città.
La crisi della professione ed un evidente livellamento verso il basso della qualità dell’offerta
edilizia hanno fatto il resto. Si vedono così distruzioni
gratuite, forme e colori dissonanti, stravolgimenti di
elementi architettonici - coperture bucate da tasche,
logge vetrate, rampe di garage nei cortili storici, non
sempre giustificati dall’osservanza alle normative
vigenti -, ma soprattutto perdita di quel linguaggio
comune, dove la qualità è stata nei secoli affidata
solo alla brillante combinazione delle invarianti
lessicali.
“Unité dans le détail, tumulte dans l’ensemble”
commentava Le Corbusier dinanzi alla mirabile unità
di piazza dei Miracoli a Pisa. Conservazione rigorosa
dell’esistente e segno contemporaneo che vi si
sovrascrive, rispettando nella fedeltà al dettaglio
l’aura della testimonianza antica, possono ancor
oggi costituire un buon viatico per chi si accinge a
“costruire nel costruito”.
LUCA RINALDI
SOPRINTENDENTE
PER I BENI ARCHITETTONICI E PAESISTICI
DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
QUESTA STRADA, PER CUI CAMMINIAMO,
CON QUESTO SELCIATO SCONNESSO E ANTICO,
NON È NIENTE, NON È QUASI NIENTE, È UN’UMILE
COSA, NON SI PUÒ NEMMENO CONFRONTARE
CON CERTE OPERE D’ARTE D’AUTORE STUPENDE
DELLA TRADIZIONE ITALIANA, EPPURE IO PENSO
CHE QUESTA STRADINA, DAL NIENTE, COSÌ UMILE,
SIA DA DIFENDERE CON LO STESSO ACCANIMENTO,
CON LA STESSA VOLONTÀ, CON LO STESSO RIGORE
CON CUI SI DIFENDE UN’OPERA D’ARTE DI UN
GRANDE AUTORE; ESATTAMENTE COME SI DEVE
DIFENDERE IL PATRIMONIO DELLA POESIA
POPOLARE, ANONIMA COME LA POESIA D’AUTORE,
LA POESIA DI DANTE, DI PETRARCA
5
REPERTORIO
.01
PROGETTISTA: STUDIO AURA
LUOGO: PROVAGLIO D’ISEO - BRESCIA
OGGETTO: UFFICI DEL COMUNE, BIBLIOTECA
COMUNALE MUNICIPALE E GALLERIA PER
ESPOSIZIONI TEMPORANEE
ANNO: 1999
COMMITTENTE: COMUNE DI PROVAGLIO D’ISEO
.01
.02
.03
.02
PROGETTISTA: STUDIO AURA
LUOGO: CEVO - BRESCIA
OGGETTO: MUSEO DI ARCHITETTURA
AGRICOLA MONTANA
ANNO: 1999-2001
COMMITTENTE: COMUNE DI CEVO
.04
.05
.03
PROGETTISTA: STUDIO AURA
LUOGO: VEZZA D’OGLIO - BRESCIA
OGGETTO: BIBLIOTECA COMUNALE
E SPAZIO PER ESPOSIZIONI TEMPORANEE
ANNO: 2002-2005
COMMITTENTE: COMUNE DI VEZZA D’OGLIO
.04
PROGETTISTA: STUDIO AURA
LUOGO: CORTENO GOLGI - BRESCIA
OGGETTO: MUSEO DIFFUSO DELLA CULTURA
MATERIALE DELLA VALLECAMONICA
ANNO: 2000-2004
COMMITTENTE: COMUNE DI CORTENO GOLGI
.07
.06
.08
.09
.05
PROGETTISTA: STUDIO AURA
LUOGO: LOVERE - BERGAMO
OGGETTO: RESTAURO E RISTRUTTURAZIONE
EDIFICIO ADIBITO A RESIDENZA E UFFICI
ANNO: 1999-2007
COMMITTENTE: PRIVATO
.06
PROGETTISTA: STUDIO AURA
LUOGO: CEDEGOLO - BRESCIA
OGGETTO: MUSEO DELL’ENERGIA
IDROELETTRICA
ANNO: 2004-2008
COMMITTENTE: COMUNE DI CEDEGOLO
.10
.11
.12
.07
PROGETTISTA: ARCH. FEDERICA MARINI
E VLADIMIR FRENNA DESIGNER
LUOGO: BRESCIA
OGGETTO: RIQUALIFICAZIONE EDIFICIO
ZONA CARMINE
ANNO: 2007
COMMITTENTE: PRIVATO
.08
PROGETTISTA: SILVANO BUZZI E ASSOCIATI
LUOGO: VOBARNO - BRESCIA
OGGETTO: RECUPERO AREA
EX DE ANGELI FRUA
ANNO: 2001
COMMITTENTE: PRIVATO
.13
.14
.15
.09
PROGETTISTA: GIOVANNI TORTELLI ROBERTO
FRASSONI ARCHITETTI ASSOCIATI
LUOGO: BRESCIA
OGGETTO: PICCOLO MIGLIO DEL CASTELLO
ANNO: 1997
COMMITTENTE: COMUNE DI BRESCIA
6
.10
PROGETTISTA: ARCH. GAETANO BERTOLAZZI
LUOGO: BRESCIA
OGGETTO: RISTRUTTURAZIONE FABBRICATO
PER LA REALIZZAZIONE DI 10 APPARTAMENTI
AD USO RESIDENZIALE PER DOCENTI
UNIVERSITARI
ANNO: 2004-2007
COMMITTENTE: ALER
.11
PROGETTISTA: ARCH. GAETANO BERTOLAZZI
LUOGO: DESENZANO - BRESCIA
OGGETTO: EDIFICIO COMMERCIALE
ANNO: 2000
COMMITTENTE: PRIVATO
.16
.17
.18
.12
PROGETTISTA: ARCH. GAETANO BERTOLAZZI
LUOGO: BARBARIGA - BRESCIA
OGGETTO: EDIFICIO INDUSTRIALE
ANNO: 2000
COMMITTENTE: PRIVATO
.13
PROGETTISTA: GIOVANNI TORTELLI ROBERTO
FRASSONI ARCHITETTI ASSOCIATI
LUOGO: BRESCIA
OGGETTO: MUSEO DI SANTA GIULIA
E DOMUS DELL’ORTAGLIA
ANNO: 1998 – 2003
COMMITTENTE: COMUNE DI BRESCIA,
FONDAZIONE CAB
.14
PROGETTISTA: ARCH. FABRIZIO VERONESI CON
CAMILLO BOTTICINI E SALVATORE MANGIOLA
LUOGO: SAREZZO - BRESCIA
OGGETTO: RICONVERSIONE EX IMMOBILE
ENEL IN CENTRO CIVICO CULTURALE
E SPORTIVO
ANNO: 2006/7
COMMITTENTE: COMUNE DI SAREZZO
.15
PROGETTISTA: ARCH. CORRADO BORSONI,
MARIANO DONATI, RICCARDO FRANCESCHI
LUOGO: BRESCIA
OGGETTO: NUOVA FACOLTÀ DI ECONOMIA
(EX CINEMA BRIXIA)
ANNO: 2002-2005
COMMITTENTE: UNIVERSITÀ DEGLI STUDI
DI BRESCIA
.16
PROGETTISTA: ARCH. FABRIZIO VERONESI,
VALENTINO VOLTA
LUOGO: SAREZZO - BRESCIA
OGGETTO: RESTAURO E RIUSO DI PALAZZO
BAILO, BIBLIOTECA COMUNALE
ANNO: 1998-1999
COMMITTENTE: COMUNE DI SAREZZO
.17
PROGETTISTA: ARCH. ANGELO ALGHISI,
GIOVANNI MORO
LUOGO: VEROLANUOVA - BRESCIA
OGGETTO: BANCA DI CREDITO COOPERATIVO
DI VEROLAVECCHIA
ANNO: 1998-1999
COMMITTENTE: PRIVATO
.18
PROGETTISTA: ARCH. GENESIO BELTRAMI
TRECCANI, RENZO GUISCARDI
LUOGO: PONTENOVE DI BEDIZZOLE - BRESCIA
OGGETTO: PARCO ARCHEOLOGICO
ANNO: 1999
COMMITTENTE: COMUNE DI BEDIZZOLE
.19
PROGETTISTA: ARCH. SILVANO BUZZI,
BERNARDO TONNI
LUOGO: SAN FELICE DEL BENACO
OGGETTO: RECUPERO BORGO MEDIOEVALE
DI CISANO
ANNO: 1991-1998
COMMITTENTE: PRIVATO
.19
.20
.21
.20
PROGETTISTA: ING. ALESSANDRO GASPARINI
LUOGO: BRESCIA
OGGETTO: RECUPERO CASCINA
E FIENILE LA CUCCA
ANNO: 1998-2000
COMMITTENTE: PRIVATO
.21
PROGETTISTA: BARESI, CAMADINI, DABBENI,
GASPARINI, MICHELETTI, ZANI
LUOGO: BRESCIA
OGGETTO: RECUPERO R.S.A. IN EDIFICIO
VINCOLATO
ANNO: 2007-2009
COMMITTENTE: F.B.I.S.
7
IERI MUSEO DELLE ARMI
ARCHITETTI
CARLO
SCARPA
FRANCESCO RUDI
ROVETTA
ARRIGO
9
IERI
PAOLO MESTRINER
ARCHITETTI
CARLO
SCARPA
FRANCESCO
ROVETTA
RUDI
ARRIGO
Il rapporto che Carlo Scarpa ha avuto con la città
di Brescia è conosciuto per il monumento ai Caduti
di piazza Loggia. Nell’immaginario urbano della
nostra città quest’opera ha ormai assunto un ruolo
simbolico, sebbene abbia subìto un ridimensionamento rispetto alla prima idea progettuale. Oltre
alla stele e alla transenna oggi presenti, Scarpa
infatti ipotizzava un ripensamento di tutta la piazza.
Via via si è poi passati al limitare l’intervento in
un’area definita da un recinto dove giochi d’acqua,
marmo e ninfee producevano effetti sensoriali atti
a produrre un atteggiamento consono ad un luogo
della memoria. Questo incarico viene assunto
da Scarpa con la passione e la dedizione che lo
contraddistiguevano, anche per la sua presenza in
città dovuta all’incarico per il Museo delle Armi in
Castello.
Sicuramente nata dalla preziosa collaborazione
con Francesco Rovetta, anche la progettazione di
quest’opera si estende in più anni e viene compiuta
a seguito della morte improvvisa del maestro. In
entrambi i casi quello che rimane è il valore evocativo dell’opera di Scarpa. Valore che ha nella forza
del dettaglio e della materia il proprio fulcro. Unico
rimpianto è quello di non poter oggi godere della
completezza che Scarpa aveva immaginato. Chissà
se gli iter amministrativi fossero stati meno lenti e i
politici meno timorosi? Ma questa è un’altra storia.
I PROGETTI SVILUPPARONO L’IDEA
DI DIVIDERE IL MUSEO IN DUE PARTI:
UNA ZONA ARCHEOLOGICA
E UNA ZONA DI ESPOSIZIONE DELLE ARMI
«DOPO UN PRIMO PROGETTO ELABORATO NEL 1974 E RESPINTO DALLA SOPRINTENDENZA ALL’ARCHEOLOGIA NEL 1975, I PROGETTI SVILUPPARONO L’IDEA
DI DIVIDERE IL MUSEO IN DUE PARTI: UNA ZONA ARCHEOLOGICA E UNA ZONA DI
ESPOSIZIONE DELLE ARMI. CONTESTUALMENTE FU EFFETTUATA UN’ACCURATA RICERCA ARCHEOLOGICA SULLA CONSISTENZA DELLE STRUTTURE ROMANE PREESISTENTI. DOPO L’IMPROVVISA MORTE DI CARLO
SCARPA, FU REDATTO IL PROGETTO DEFINITIVO
(GRAVATO DI NUOVE PRESCRIZIONI DELLE SODA: PAOLO VENTURA,
PRINTENDENZE) NELLA LINEE GENERALI DA
«ITINERARI DI BRESCIA MODERNA», FRANCESCO ROVETTA E ARRIGO RUDI, E SUCALINEA EDITRICE, FIRENZE 1992
CESSIVAMENTE DAL SOLO ROVETTA PER LA
PARTE DI DETTAGLIO ED ESECUTIVA. NELL’IMMAGINE DEL MUSEO LE STRUTTURE
ORIZZONTALI E I PAVIMENTI SONO COSTITUITI DA ELEMENTI MONOLITICI IN CALCESTRUZZO E FERRO SOLLEVATI RISPETTO AI REPERTI ARCHEOLOGICI E DISTANZIATI
DAI MURI CON PUNTALI DI ACCIAIO. TAGLI NELLE STRUTTURE ORIZZONTALI CONSENTONO LA VISIONE DEI REPERTI ARCHEOLOGICI SOTTOSTANTI. GRANDE ATTENZIONE, SECONDO L’INSEGNAMENTO DI SCARPA, È DATA AL DETTAGLIO (BALAUSTRE,
LE ARMADIATURE ESPOSITIVE, LA VIBRATILE SCALA ESTERNA DI SICUREZZA)».
10
11
IERI MUSEO DELLE ARMI
G A M M
L I V I N
2 0 1
2 0 1
L I V I N
G A M M
A
G
0
0
G
A
CARLO SCARPA
(VENEZIA, 1906- SENDAI, GIAPPONE 1978)
DIPLOMATO ALL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VENEZIA NEL
1926, CARLO SCARPA, UNA DELLE FIGURE DI MAGGIORE RILIEVO
NELL’ARCHITETTURA ITALIANA, ABBINÒ UNA STRAORDINARIA
PRODUZIONE PROFESSIONALE IN ITALIA E ALL’ESTERO CON
L’ATTIVITÀ DIDATTICA PRESSO L’ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA, DAL 1926 COME ASSISTENTE INCARICATO, DAL 1933 COME PROFESSORE INCARICATO, DAL 1962 COME
PROFESSORE ORDINARIO E DAL 1972 IN QUALITÀ DI DIRETTORE
DELL’ISTITUTO. CONSEGUÌ IL PREMIO OLIVETTI PER L’ARCHITETTURA NEL 1956 E IL PREMIO DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA PER L’ARCHITETTURA NEL 1967. NOMINATO ACCADEMICO
DI SAN LUCA NEL 1976, RICEVETTE LA LAUREA IN ARCHITETTURA
HONORIS CAUSA A VENEZIA NEL 1978. FRA LE SUE OPERE SI RICORDANO: IL PADIGLIONE DELLA BIENNALE (1950), LA GALLERIA
NAZIONALE DI PALAZZO ABATELLIS A PALERMO (1953-1954), UN
NEGOZIO OLIVETTI A VENEZIA (1957), IL RESTAURO E L’ALLESTIMENTO DEL MUSEO DI CASTELVECCHIO A VERONA (1956-67), LA
GIPSOTECA CANOVIANA A POSSAGNO (1956-57), LA FONDAZIONE
QUERINI STAMAPAGLIA A VENEZIA (1961-63), LA SEZIONE ALLA
POESIA AL PADIGLIONE DI MONTREAL (1967), IL CIMITERO BRION
A SAN VITO ALTIVOLE, TREVISO (1970-75), LA CASA OTTOLENGHI A
BARDOLINO (1974-79).
.1
.2
FRANCESCO ROVETTA (BRESCIA, 1928)
LAUREATOSI PRESSO L’ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA NEL 1965, HA CONDIVISO L’ATTIVITÀ PROFESSIONALE A BRESCIA CON QUELLA DI INSEGNAMENTO E DI
RICERCA PRESSO L’ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA
DI VENEZIA SOTTO LA GUIDA DI CARLO SCARPA, CON CUI HA COLLABORATO AL PROGETTO DEL MONUMENTO AI CADUTI DI PIAZZA
DELLA LOGGIA (1974-1976). E’ AUTORE DI NUMEROSI INTERVENTI
DI RESTAURO (SI VEDA IL MUSEO DELLE ARMI NEL CASTELLO
DI BRESCIA ESEGUITO TRA IL 1979-1989), DI SISTEMAZIONI DI
INTERNI DI GRANDE SENSIBILITÀ (CASA PALAZZANI, ECCETERA)
E DI EDIFICI PUBBLICI (TRA I QUALI LA SCUOLA MATERNA DI
GUSSAGO TRA IL 19769 E IL 1970).
RUDI ARRIGO (VERONA, 1929)
ALIEVO DI CARLO SCARPA, È PROFESSORE ALL’ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA. A BRESCIA HA COLLABORATO CON FRANCESCO ROVETTA AL PROGETTO DEL MUSEO
DELLE ARMI AL CASTELLO DI BRESCIA (1979-89) E HA DIRETTO IL
RESTAURO DEL COMPLESSO DI SANTA GIULIA.
.1: Museo delle Armi: disegno originale del progetto
di Carlo Scarpa e Francesco Rovetta
.2: Progetto della stele ai Caduti di piazza Loggia
IERI MUSEO DELLE ARMI
GRANDE ATTENZIONE, SECONDO L’INSEGNAMENTO
DI SCARPA, È DATA AL DETTAGLIO
13
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Italian Style Emotions
«Il restauro dell’antico monastero di Santa
Giulia a fini museali costituisce uno dei piu
importanti interventi pubblici degli anni
Ottanta. Dal 1979 fino al 1981, vennero definiti
sia il progetto di restauro dei fabbricati, che
l’inserimento delle nuove funzioni, nel quadro
di un progetto di sistema museale cittadino.
I criteri di restauro adottati sono derivati in
misura determinante dal lavoro continuo di
anamnesi e di cantiere.
Gli edifici che si affacciano sui chiostri ad est
ospitano le sezioni stabili del museo, mentre
il sistema delle esposizioni temporanee, del
quale fanno parte le chiese di Santa Giulia e
San Salvatore, si dispone intorno al cortile
ovest. I nuovi corpi di fabbrica previsti sono: un
breve prolungamento verso est dell’edificio,
destinato agli ascensori principali, e un corpo
mirante a ricostruire il chiostro sud-occidentale, ora unito al cortile ovest. Inoltre si intende
ripristinare nel cortile ovest il livello d’uso cinquecentesco, mentre a nord-est del chiostro
principale (l’area dell’Ortaglia), dove si conservano i resti di una domus romana, si prevede
la creazione di un parco archeologico in grado
di espandersi anche nell’area adiacente. Le
opere terminate nel 1986 riguardano la parte
sud-ovest del complesso, destinate ad ospitare
la Direzione Musei, la biblioteca, gli uffici e i
laboratori per il restauro dei dipinti». (1)
GUIDO
DALLAMANO
LUIGI
FASSER
RUDI
ARRIGO
«IL GRANDE SISTEMA DI MANUFATTI COMPRESI NELL’INTERVENTO RIGUARDA IL COMPLESSO CONVENTUALE DI SANTA GIULIA E SAN
SALVATORE, IL TEATRO ROMANO, IL PALAZZO MAGGI-GAMBARA, IL CAPITOLIUM E CASA PALLAVERI. LE TESTIMONIANZE ARCHITETTONICHE VANNO, SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ, DALL’ETÀ ROMANA, REPUBBLICANA E IMPERIALE ALL’EPOCA LONGOBARDA, AL PALEOCRISTIANO E AL ROMANICO FINO AL XVIII SECOLO. L’INCARICO, MOLTO ARTICOLATO, SI SVILUPPA IN UNA PRIMA FASE DI IPOTESI DI
ORGANIZZAZIONE SPAZIALE E DISTRIBUTIVA DEI PERCORSI MUSEALI, E IN UNA FASE SUCCESSIVA RIGUARDANTE LA CONDUZIONE DI UNA
CAMPAGNA SISTEMATICA DI RILIEVO DEI MANUFATTI E DI INTEGRAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE ESISTENTE; L’ELABORAZIONE DI UN
PROGETTO-GUIDA GENERALE, CON L’INDIVIDUAZIONE DEI LOTTI ORGANICI DI INTERVENTO; INFINE LA REDAZIONE DEI PROGETTI ESECUTIVI DELLE SINGOLE PARTI». (2)
(1) DA: PAOLO VENTURA, «ITINERARI DI BRESCIA MODERNA», ALINEA EDITRICE, FIRENZE 1992
(2) DA: «NUOVE ARCHITETTURE BRESCIANE - RASSEGNA 2001», A CURA DI FRANCO MAFFEIS, SUPPLEMENTO AL N. 56 DI AREA, FEDERICO
MOTTA EDITORE
RUDI ARRIGO (VERONA, 1929)
LUIGI FASSER (BRESCIA, 1934-1999)
SI È LAUREATO IN ARCHITETTURA A MILANO NEL 1961. HA COSTRUITO EDIFICI COME LA «TORRE»
NELL’AREA DEGLI EX-OSPEDALI E UN TRATTO DELLE RICOSTRUZIONI SULLA VIA TOSIO. IN COLLABORAZIONE CON L’INGEGNERE FAUSTO FASSER E CON L’ARCHITETTO DARIO METTIFOGO, HA
REALIZZATO PIANI URBANISTICI, PROGETTI DI RESTAURO (SANTA GIULIA, IN COLLABORAZIONE),
EDIFICI PUBBLICI (SCUOLE E PALESTRE) E ABITAZIONI COOPERATIVE IN CITTÀ E PROVINCIA.
ALLIEVO DI CARLO SCARPA,
È PROFESSORE ALL’ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA
DI VENEZIA. A BRESCIA HA COLLABORATO CON GRANCESCO
ROVETTA AL PROGETTO DEL MUSEO DELLE ARMI AL CASTELLO
DI BRESCIA (1979-89) E HA DIRETTO IL RESTAURO DEL
COMPLESSO DI SANTA GIULIA.
IERI
LAUREATOSI A VENEZIA NEL 1970, SVOLGE
ATTIVITÀ PROFESSIONALE A BRESCIA.
E’ AUTORE, CON ARRIGO RUDI E LUIGI
FASSER, DEL RESTAURO DEL COMPLESSO
DI SANTA GIULIA.
COMMITTENTE: COMUNE DI BRESCIA
PROGETTISTA: ARRIGO RUDI, GUIDO DALLAMANO, LUIGI FASSER
LUOGO: BRESCIA
SUPERFICIE: 60.000 MQ
REALIZZAZIONE: 1980-1990
GUIDO DALLAMANO (MANTOVA, 1944)
RESTAURO DEL COMPLESSO
DI SANTA GIULIA
ARCHITETTI
15
OGGI
ARCHITETTI
GIOVANNI
TORTELLI
ROBERTO
FRASSONI
01
Se restaurare e allestire uno spazio costruito significa
comprenderne e trasformarne il volume per renderlo
fruibile secondo un nuovo percorso narrativo, operando contemporaneamente un lavoro di lettura, di
riscrittura, di montaggio e di comunicazione, il Museo
di Santa Giulia, luogo di sosta e di conoscenza, di
flusso continuo tra memoria e futuro, può considerarsi un esempio con cui confrontarsi.
Con l’incarico per il progetto di allestimento del Museo della Città, il Comune di Brescia affidava nel 1997
agli architetti Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni il
compito di valutare, sulla base del lavoro di recupero
architettonico operato da Arrigo Rudi, Guido Dallamano e Luigi Fasser, le reali potenzialità espositive
degli spazi, di definire i percorsi per il pubblico, di
incrementare la superficie dedicata ai servizi di
accoglienza, e di avviare il restauro delle emergenze
la loro valenza storica e ad interpretarli in termini di
contemporaneità.
E’ la città stessa che ha suggerito di impiegare
l’arenaria grigia di Sarnico (per basamenti e fondali)
e l’acciaio verniciato (per supporti, paratie, pannelli
didattici); di Sarnico sono infatti le pavimentazioni di
strade, piazze, androni, cortili, mentre di acciaio (e
per l’acciaio) sono i grandi impianti industriali, ora
dimessi, delle periferie urbane.
L’attenta collocazione dei pezzi e la sobrietà del
linguaggio allestitivo, studiato quasi per sottrazione,
orientano il visitatore attraverso i labirintici spazi
monastici, lo allenano al cambio di scala, alla lettura
della pluralità dei riferimenti, ma soprattutto lo aiutano a considerare il Museo della Città, e quindi la città,
in continua evoluzione, uno immagine dell’altra.
Il rimando dalla parte al tutto, dal frammento al suo
LA NUOVA ADDIZIONE ARCHITETTONICA,
RAPPORTATA CON ESSENZIALE GEOMETRIA
AL DELICATO CONTESTO AMBIENTALE,
ESTERNA ED AMPLIFICA IL LINGUAGGIO MUSEALE, DENUNCIANDO CHIARAMENTE LA SUA FUNZIONE
monumentali di Santa Maria in Solario, della cripta di
San Salvatore e della chiesa di Santa Giulia.
Nell’ex monastero longobardo sono stati così recuperati ed esposti migliaia di frammenti di storia e di architettura, restituiti dalla città in modi e tempi diversi,
con caratteristiche fisiche, materiche e dimensionali
tra loro molto disomogenee. Proprio la loro condizione di eterogeneità e di frammentarietà li accomuna e
li lega indissolubilmente alla città storica, altrettanto
eterogenea e frammentaria, di cui divengono testimonianza e chiave di lettura.
Tra i frammenti è stato necessario mettere ordine
e trovare un unico e riconoscibile linguaggio che
sapesse aiutare il visitatore a comprenderli secondo
16
contesto, dalla città antica alla città di oggi, emerge
come motivo ispiratore anche del progetto di musealizzazione delle Domus romane «dell’Ortaglia».
La nuova addizione architettonica, rapportata con
essenziale geometria al delicato contesto ambientale,
esterna ed amplifica il linguaggio museale, denunciando chiaramente la sua funzione.
All’interno, fortemente caratterizzato dall’uniformità
materica e cromatica di pareti e soffitti foderati in acciaio verniciato, un percorso sopraelevato di acciaio e
pietra grigia si affaccia sugli straordinari resti del tessuto urbano residenziale di Brixia e, attraverso una
grande fora vetrata, sul parco archeologico esterno e
sulle mura augustee.
17
OGGI
MUSEO DI SANTA GIULIA E
DOMUS DELL’ORTAGLIA
OGGI
ARCHITETTI
GIOVANNI
TORTELLI
ROBERTO
FRASSONI
01
18
GIOVANNI TORTELLI
E ROBERTO FRASSONI, DOPO LA LAUREA CON
FRANCA HELG AL POLITECNICO DI MILANO AFFRONTANO
LE PRIME ESPERIENZE METODOLOGICHE E FORMATIVE
NELLO STUDIO BBPR, AL FIANCO DI LODOVICO BARBIANO
DI BELGIOIOSO, E QUINDI NELLO STUDIO ALBINI HELG PIVA
DOVE, RIFUGGENDO DALL’INSEGUIRE LE SEDUZIONI DELLE
ARCHITETTURE DI TENDENZA, MATURANO UNA COSCIENZA
PROGETTUALE DA ARTIGIANI, LEGATA ALLE RAGIONI DEL
FARE.
COERENTI NEL TEMPO A QUESTA IMPOSTAZIONE, OTTENGONO RICONOSCIMENTI A CONCORSI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI, RISULTANDO VINCITORI, E SUCCESSIVAMENTE
PROGETTISTI, DELLA SISTEMAZIONE DELLA VALLE DELLA
PIETROSA DI LANCIANO, DEL RESTAURO DELLA LOGGIA DEI
MERCANTI DI GENOVA, DELLA RIDEFINIZIONE DEL WATERFRONT E DEL PARCO DI INTRA, DELL’ALLESTIMENTO DEL
MUSEO DIOCESANO DI VICENZA, DELLA VALORIZZAZIONE
DELLE PIAZZE DEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI DELLA BASILICA
DI AQUILEIA.
PARTECIPANO AL DIBATTITO SUL RUOLO DELL’ARCHITETTURA CONTEMPORANEA ATTRAVERSO GLI IMPEGNI DIDATTICI
UNIVERSITARI E LA RICERCA PROGETTUALE, A VARIE SCALE,
APPLICATA PRINCIPALMENTE IN AMBITI STORICI E MONUMENTALI.
IN CAMPO MUSEOGRAFICO E ALLESTITIVO, OLTRE CHE A
BRESCIA, PER SANTA GIULIA, LE DOMUS DELL’ORTAGLIA, LA
SISTEMAZIONE DEL CASTELLO E LA MOSTRA DI «VINCENZO
FOPPA», LA PRATICA PROFESSIONALE LI VEDE IMPEGNATI A
GENOVA PER IL RESTAURO DEL MUSEO DEL TESORO DI SAN
LORENZO, L’AMPLIAMENTO DEL MUSEO DI SANT’AGOSTINO
E LE MOSTRE «L’ETÀ DI RUBENS» E «LA SACRA SELVA»
NELL’AMBITO DI GENOVA 2004 CAPITALE EUROPEA DELLA
CULTURA, A NOVARA, PER IL BROLETTO ED IL MUSEO CIVICO
DEL CASTELLO, A CREMONA PER IL NUOVO MUSEO ARCHEOLOGICO.
MUSEO DI SANTA GIULIA E
DOMUS DELL’ORTAGLIA
COMMITTENTE: COMUNE DI BRESCIA, FONDAZIONE CAB
PROGETTISTA: GIOVANNI TORTELLI E ROBERTO FRASSONI ARCHITETTI ASSOCIATI
LUOGO: BRESCIA
FOTOGRAFIE: FOTO STUDIO RAPUZZI, FOTO ORCH (FULVIO ORSENIGO- ALESSANDRA CHEMOLLO)
TRA I FRAMMENTI
È STATO NECESSARIO
METTERE ORDINE E TROVARE
UN UNICO E RICONOSCIBILE
LINGUAGGIO CHE SAPESSE
AIUTARE IL VISITATORE
A COMPRENDERLI
SECONDO LA LORO VALENZA
STORICA E AD INTERPRETARLI
IN TERMINI DI CONTEMPORANEITÀ
19
OGGI
ARCHITETTO
SILVANO
BUZZI
& ASSOCIATI
02
La struttura che ospita la società Silvano Buzzi &
Associati s.r.l. è un grande open space, risultato di
un progetto di recupero dell’ex cotonificio De Angeli
Frua, fondato nel 1882 in Val Sabbia, nel comune di
Roè Volciano (Brescia).
L’opificio, chiuso nel 1952 dopo una intensa attività,
diventa cinquant’anni dopo il luogo ideale per il dinamico lavoro di un gruppo di architetti ed urbanisti:
la sensazione è quella di entrare in una fabbrica
ottocentesca dalla quale siano stati rimossi i banchi
della filatura del cotone, per sostituirli con moderne
postazioni di lavoro al computer.
Il progetto di recupero si è basato sulla convinzione che valesse la pena sfruttare le caratteristiche
dell’edificio, rispettandone forme, volumi e materiali
per inserirvi le nuove funzioni. L’intervento si è limitato ad inserire elementi flessibili e leggeri, quali pareti
in cartongesso e listelli lignei, chiaramente individuabili e distinguibili dalla struttura originaria.
Lo studio si articola su 3 livelli da 1.500 metri quadrati ciascuno: al piano terra la hall d’ingresso introduce da una parte alla scala in marmo che permette
l’accesso ai piani superiori, dall’altra ad uno spazio
volutamente non reinterpretato che presenta ancora
il pavimento originale della vecchia filatura destinato
ad accogliere eventi di diversa natura, quali mostre,
happening, manifestazioni. Ciò che ha guidato questa
scelta è l’idea di creare un luogo in cui l’architettura
possa confrontarsi con altre arti figurative, un contenitore culturale in cui la parola d’ordine è «contaminazione».
Il piano terra costituisce una sorta di biglietto da visita per chiunque entri, lo spazio è luminoso e lineare,
e in esso sono state collocate immagini della vecchia
fabbrica e del lavoro che vi si svolgeva.
Lungo la scala ed all’interno dello studio sono state
appese alle pareti le stampe delle fotografie aeree
del territorio provinciale, chiarendo l’impegno della
società nei confronti del territorio e dei centri abitati.
Il primo piano dell’edificio accoglie l’area dedicata
all’urbanistica ed alla pianificazione territoriale: lo
spazio è illuminato dalle grandi finestre originali,
recuperate attraverso operazioni di pulitura e sabbiatura.
L’ambiente è luminoso, il colore bianco caratterizza
l’intera struttura, l’arredamento è semplice e scandisce gli spazi di lavoro e l’operatività di ciascuno.
Il carattere originario dell’edificio è ripreso attraverso
l’impiantistica. Il sistema di illuminazione è caratterizzato da lampade di tipo industriale e l’impianto
di riscaldamento e condizionamento è composto
da grandi tubi metallici che percorrono per tutta la
lunghezza l’intero piano.
Una serie di uffici riservati e di spazi per riunioni si
susseguono lungo uno dei lati maggiori del perimetro; la separazione delle postazioni avviene con
un lunghissimo grigliato ligneo e ciascuno spazio
è separato dal successivo per mezzo di pareti in
cartongesso; questi ambienti, oltre ad essere luoghi
di archiviazione, diventano luoghi di incontro con la
committenza o spazi per il confronto e la pianificazione di gruppo e sono organizzati per creare luoghi
riservati, ma nello stesso tempo non chiusi, dove le
idee e gli scambi di opinione sono costanti e continui.
Il secondo piano ospita l’area dedicata alla progettazione architettonica, ed è organizzato come il primo.
LA SENSAZIONE È QUELLA DI ENTRARE
IN UNA FABBRICA OTTOCENTESCA DALLA QUALE
SIANO STATI RIMOSSI I BANCHI DELLA FILATURA
DEL COTONE, PER SOSTITUIRLI CON MODERNE
POSTAZIONI DI LAVORO AL COMPUTER
20
L’AZIENDA NASCE NEL 1978 COME STUDIO TECNICO ASSOCIATO TRA
I PROFESSIONISTI SILVANO BUZZI E BERNARDO TONNI. NEL 2002 LA
SOCIETÀ SI TRASFERISCE NELL’ATTUALE SEDE, PRESSO L’OPIFICIO
EX DE ANGELI FRUA A ROÈ VOLCIANO (BRESCIA), E AI DUE SOCI SE
NE UNISCE UN TERZO, L’ARCH. ARMANDO CASELLA. NEL DICEMBRE
2007, LA DENOMINAZIONE DELLA SOCIETÀ DIVIENE SILVANO BUZZI
& ASSOCIATI S.R.L. E NEL GENNAIO 2008 AGGIUNGE UN ALTRO SOCIO ALLA SUA DIREZIONE, L’ARCH. PIETRO BIANCHI.
LA SILVANO BUZZI & ASSOCIATI S.R.L. È UNA SOCIETÀ CHE SI OCCUPA DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PIANIFICAZIONE URBANISTICA, PROGETTAZIONE INGEGNERISTICA E INFRASTRUTTURALE IN
AMBITO INTERNAZIONALE.
21
RECUPERO DELL’OPIFICIO
EX DE ANGELI FRUA
COMMITTENTE: SILVANO BUZZI & ASSOCIATI
PROGETTISTA: SILVANO BUZZI & ASSOCIATI
LUOGO: ROÈ VOLCIANO (BRESCIA)
SUPERFICIE: 4.500 MQ
REALIZZAZIONE: 2002
OGGI
ARCHITETTI
CLAUDIO
GASPAROTTI
MARINA
TONSI
03 EGIDIO
DABBENI
Il comune di Cedegolo, acquisita dall’Enel l’immobile
ex Centrale Idroelettrica Bresciana dismessa negli anni
‘60, definisce con la Fondazione Micheletti di Brescia, il
Comune di Brescia, la Regione Lombardia e la Comunità
Montana di Valle Camonica un percorso per la creazione
di un museo territoriale dell’industria e del lavoro. In
tale contesto l’immobile di Cedegolo svolge la funzione
di rappresentare il contributo dell’energia idroelettrica
alla costruzione del sistema industriale dall’inizio secolo. Il progetto architettonico redatto come partecipazione al concorso internazionale bandito dal comune
di Cedegolo e vinto, intende confrontarsi con l’importante edificio industriale progettato dall’ing. Dabbeni
ed ultimato nel 1909, cercando di instaurare con esso
un dialogo funzionale e simbolico. Le nuove strutture
intendono interagire con l’esistente senza mimetismi,
poiché risultano autonome e riconoscibili nella forma e
nei materiali. Gli elementi metallici previsti nel progetto
ed utilizzati nella definizione di spazi e volumi e che
si giustappongono alle strutture originali dell’edificio,
sono estranei alla costruzione edilizia della Centrale,
ma non al suo funzionamento. Le aree esterne sono
state progettate rispettando l’attuale conformazione del
suolo ma valorizzandone le qualità urbane ed ambientali. Esse, da lotto di pertinenza di un edificio conchiuso,
divengono piazza, luogo collettivo funzionalmente e
simbolicamente organizzato.
Nella piazza-gradonata si anticipa ed esteriorizza il
tema del Museo, mediante la presenza dell’acqua che
L’IMMOBILE DI CEDEGOLO SVOLGE
LA FUNZIONE DI RAPPRESENTARE
IL CONTRIBUTO DELL’ENERGIA
IDROELETTRICA ALLA COSTRUZIONE
DEL SISTEMA INDUSTRIALE
DALL’INIZIO SECOLO
scorre sul piano inclinato compreso tra la rampa e la
scalinata di accesso. Le aree inerbite poste ad ovest
sono destinate alla ricreazione, in virtù del loro affaccio
sul fiume Oglio visibile da un affaccio a lato dell’ingresso, dalla terrazza panoramica e dal bar ristoro. Una
nuova scala di accesso dal lato perimetrale sud, da via
Ponte Noce, consente un collegamento più diretto con il
percorso pedonale che giunge dalla stazione ferroviaria
e dal bel ponte romanico.
La visita al Museo è concepita concettualmente come
un «ipertesto» strutturato sul percorso naturale e
artificiale di una goccia d’acqua, dalla sua formazione
nell’atmosfera sino alla produzione di energia idroelettrica. La strutturazione degli exhibit è concepita perché
il visitatore (catturato dal flusso del percorso esplorativo) possa essere protagonista (collettivo e individuale)
dell’emozione conoscitiva, infatti (come non vi è filosofia
senza pathos) non vi è comprensione che non sia emotiva. Il Museo ha il compito di trasmettere informazioni
e creare suggestioni che possano stimolare approfondimenti e curiosità, di fornire un metodo di lettura dei
fenomeni e dei fatti, di comunicare le complessità e le
connessioni interdisciplinari e, soprattutto, di stimolare
un comportamento etico ed eco-logico di risparmio delle risorse, naturali (acqua) ed energetiche (elettricità).
Il percorso di visita è accompagnato da ambientazioni
sonore che, attivando altri recettori percettivi, contribuirà all’immersione del visitatore nello spirito e nel luogo
degli ambienti.
CLAUDIO GASPAROTTI
STUDIO AURA ARCHITETTURA URBANISTICA.
LAUREA A VENEZIA NEL 1972. ESPERTO CASA CLIMA JUNIOR. NEL
TEMPO HA LAVORATO E SVOLTO CONSULENZE DI URBANISTICA, ARCHITETTURA E PAESAGGIO PER LA REGIONE LOMBARDIA, IL MAGISTRATO
PER IL PO, IL COMUNE DI MILANO, COMMISSIONE PRO NATURA ALPINA
DEL CAI, SCARL NAVIGLI, COMUNITÀ MONTANE E NUMEROSI COMUNI IN
VALLECAMONICA, VALTROMPIA, SEBINO E FRANCIACORTA. DAL 2001 LO
STUDIO HA APPROFONDITO E PERSEGUE PROGETTI CON FINALITÀ ED
OBIETTIVI BIOCLIMATICI.
MARINA TONSI
STUDIO AURA ARCHITETTURA URBANISTICA
LAUREA POLITECNICO DI MILANO ANNO 1994. ESPERTA CASA CLIMA
JUNIOR. NEL TEMPO HA FATTO PROGETTI E REALIZZATO LAVORI DI
ARCHITETTURA E PAESAGGIO PER COMUNI IN VALLECAMONICA, VALTROMPIA E IN FRANCIACORTA PER FONDAZIONI, SOCIETÀ E COMMITTENTI PRIVATI.
CORSI DI AGGIORNAMENTO PER IL RESTAURO DEI GIARDINI STORICI
FIRENZE - ROMA; CORSO DI BIOARCHITETTURA ANAB MILANO; CORSO
DI FORMAZIONE PER PROGETTARE E COSTRUIRE STRUTTURE DI LEGNO
E CASE CON LE NUOVE NORME E LE TECNOLOGIE CNC.
22
EGIDIO DABBENI
(FIUMICELLO, BS 1873 - BRESCIA, 1964)
LAUREATOSI IN INGEGNERIA ALL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA,
SI PERFEZIONÒ IN ARCHITETTURA A ROMA. LA SUA ATTIVITÀ PROFESSIONALE COMPRENDE QUASI TUTTI I TEMI DELL’INGEGNERIA E DELL’ARCHITETTURA, DALLE VILLE RESIDENZIALI ALLE CASE OPERAIE ED AI
PALAZZI CITTADINI, DAGLI STABILIMENTI INDUSTRIALI AGLI IMPIANTI
SPORTIVI, DALLE SCUOLE ALLE CHIESE, DAGLI ACQUEDOTTI ALLE AUTOSTRADE, DAGLI STUCCHI ALLE DERIVAZIONI IDRICHE. REALIZZÒ VARI
PROGETTI PER CONTO DELLA SOCIETÀ ELETTRICA BRESCIANA: OLTRE
ALLA CENTRALE DI CEDEGOLO, FU L’ARTEFICE DELLA SEDE CENTRALE
DELLA SEB, NEL CAPOLUOGO DELLA PROVINCIA.
23
MUSEO DELL’ENERGIA IDROELETTRICA
COMMITTENTE: COMUNE DI CEDEGOLO
PROGETTISTA: STUDIO AURA
LUOGO: CEDEGOLO (BRESCIA)
SUPERFICIE: MQ 2.190
REALIZZAZIONE: 2004-2008
OGGI
ARCHITETTI
FEDERICA
MARINI
VLADIMIR
FRENNA
04
Edificio a schiera di quattro piani di impianto cinquecentesco con rimaneggiamenti fino ai primi del novecento. Classificato «Degrado 1» dal P.P. «Progetto Carmine» è stato oggetto di opere di ristrutturazione con recupero
di sottotetto che hanno investito lavori di consolidamento strutturale, di
adeguamento degli impianti e di superamento di barriere architettoniche
nonché di risanamento funzionale tramite la creazione di unità immobiliari
trilocali. Ciò ha reso indispensabile una nuova definizione dell’assetto interno delle unità abitative attraverso frazionamenti e nuovi accorpamenti delle
varie unità immobiliari con compravendite tra i proprietari.
Le opere sono state realizzate con tecnologie volte al contenimento energetico e atte a non «appesantire» la struttura esistente (solai e strutture a
telaio consolidati tramite l’incrocio di assiti collaboranti e l’impiego di stratigrafie a secco, rivestimenti a cappotto, tetto verde su copertura ventilata,
predisposizione per pannelli solari e fotovoltaici, caldaie a condensazione).
CLASSIFICATO «DEGRADO 1»
DAL P.P. «PROGETTO CARMINE»
È STATO OGGETTO DI OPERE
DI RISTRUTTURAZIONE
CON RECUPERO DI SOTTOTETTO
L E O P E R E S O N O S TAT E R E A L I Z Z AT E
C O N T E C N O LO G I E V O LT E A L C O N T E N I M E N T O
E N E R G E T I C O E AT T E A N O N « A P P E S A N T I R E »
LA STRUTTURA ESISTENTE
24
FEDERICA MARINI NATA A BRESCIA
NEL 1971, E VLADIMIR FRENNA,
NATO A PADOVA NEL 1969, SI CONOSCONO
ALLO IUAV, CHE ENTRAMBI FREQUENTANO, DOVE INSTAURANO COLLABORAZIONI
CON DOCENTI E LAVORANO A CONCORSI.
LO STUDIO, SITO A BRESCIA IN VIA PU-
STERLA 61, NASCE NEL 1998, SI OCCUPA
DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA CON
PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ E AL CONTENIMENTO ENERGETICO SPAZIANDO DALLA PROGETTAZIONE
PAESAGGISTICA E ARREDO URBANO AL
DESIGN DI INTERNI.
25
RIQUALIFICAZIONE EDIFICIO
ZONA CARMINE
COMMITTENTE: PRIVATO
PROGETTISTA: ARCH. FEDERICA MARINI E VLADIMIR FRENNA DESIGNER
LUOGO: BRESCIA
SUPERFICIE: 378 MQ
Il desIgn non è solo quello
che sembra e sI sente.
Il desIgn è come funzIona (steve Jobs)
RINGHIERE E CORRIMANO
IN ACCIAIO INOX
RINGHIERE E CORRIMANO
Professionalità
italiana
dal Progetto
alla Produzione
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NuovA EsposizioNE pREsso:
ARREDo AMBiENTE in via Dalmazia 18 - Brescia
SISTEMA MODULARE
PER RINGHIERE
BREVETTATO
FER METAL di Feriseri Francesco e C.
Via Madonna di Calchere, 32/34 - 25071 Agnosine (BS)
Tel. 0365 896168 - Fax 0365 897454 - [email protected]
angolo studio e caminetto a gas, oltre ai volumi
di spogliatoio, cabine armadio e un luminoso e
confortevole bagno padronale. La zona giorno
è dotata di modernissima cucina in pietra e
rivestimenti in pasta di cemento. Il parquet è
una nota di rispetto del gusto tradizionale.
NELLA REALIZZAZIONE SONO STATI MESCOLATI
MATERIALI TECNICI A QUELLI DELLA TRADIZIONE
DOPO UN’ESPERIENZA CONSOLIDATA A FIANCO DEL NOTO ARCHITETTO PIERO LISSONI,
STEFANIA BRAGA, LUCA VELTRI, EMANUELE MAGENTA E MATTEO NICOTRA
FONDANO NEL 2007 A MILANO LO STUDIO «LABORATORIOQUATTRO».
LO STUDIO SPAZIA FRA LO SVILUPPO DI PROGETTI DI EDIFICI RESIDENZIALI
E PROGETTAZIONE URBANA, HOTEL, ALLESTIMENTI E ABITAZIONI PRIVATE.
OGGIPIU’
Hanno realizzato il progetto di ristrutturazione
di un’abitazione privata a Gussago, Brescia,
rispettando il contesto storico e urbanistico,
mescolando materiali tecnici a quelli della
tradizione. E’ stato eseguito un sopralzo per ricavare una nuova e ampia camera da letto con
COMMITTENTE: PRIVATO
PROGETTISTA: LABORATORIOQUATTRO
LUOGO: GUSSAGO (BRESCIA)
FOTOGRAFIE: ALESSANDRO BOCCINGHER
LABORATORIOQUATTRO
RISTRUTTURAZIONE ABITAZIONE PRIVATA
ARCHITETTI
27
STEFANO
BORDOLI
BRUNO
TONELLI
COMMITTENTE: COMUNE DI BRESCIA - ASSESSORATO URBANISTICA - SETTORE INTERVENTI
SPECIALI SUL TERRITORIO
PROGETTISTA: BRUNO TONELLI, STEFANO BORDOLI
LUOGO: BRESCIA
SUPERFICIE: 855 MQ
28
NUOVO EDIFICIO DA ADIBIRE AD UFFICI COMUNALI
E SERVIZIO «INFORMAGIOVANI» - VIA DANTE
DOMANI [?]
01
ARCHITETTI
Il concorso di idee per la Riqualificazione di un vuoto
urbano in via Dante ha portato alla scelta del progetto
redatto dagli architetti Bruno Giuliano Tonelli e Stefano
Bordoli; agli stessi é stato affidato l’incarico per la progettazione preliminare del Palazzo della Comunicazione.
Uno dei criteri informatori del progetto è l’assunzione di
una serie di regole che fanno riferimento alla città antica,
alla sua misura, ai suoi materiali, all’articolazione dei suoi
spazi urbani, ai suoi principi insediativi: la conformazione
dello zoccolo, la teoria di imposte lignee ortogonali a via
Dante, la soluzione a falde di parte delle coperture, la
misura degli interpiani, l’androne passante alludono ad
una «continuità» (nel senso che Ernesto Rogers dava
al termine) che oggi, più che mai, appare necessaria
quando si interviene in un centro antico; tale continuità è
connessa alle idee di lentezza e lunga durata, al tentativo
di costruire cose che appaiono come se ci fossero sempre
state, l’edificio viene inteso come testimonianza di una
modificazione dell’esistente, tanto più efficace tanto più
essa appare delicata ed appropriata: Gregotti parla non a
caso di «nuovo adatto» quando allude alla condizione del
fare dell’architetto quando deve dialogare con qualsiasi
tipo di contesto. Il muro basamentale ricostituisce il sedime dell’edificio antico, «chiudendo» lo slargo antistante il
palazzo accanto all’area di intervento che acquisisce così
un nuovo senso.
Lo spazio dei varchi laterali allude alla tradizione degli
androni delle case sette-ottocentesche: in questo caso
, a mediare il passaggio pubblico/privato non è una
cancellata bensì una vetrina dotata di porte che permette
di vedere i giochi di luce dell’interno. Dalla parte di vicolo
Rizzando il muro piega e scopre l’ingresso al palazzo
per chi viene da via Dante; la colonna d’angolo arriva
fino a terra, allargandosi e formando un basamento con
seduta. Una fontana è collocata tra i due speroni e risolve
l’angolo.
Ai piani superiori l’edificio si comporta diversamente,
arretrando dal primo livello in poi ed allontanandosi
dal palazzo di otto piani la cui realizzazione ha alterato
definitivamente la sezione di imbocco della via: si tratta di
un allontanamento fisico ma anche (e soprattutto) ideale,
è la ricerca di una scala e di una misura dell’edificio che
pare più consona alla situazione specifica, che esige
un confronto con la chiesa di Sant’Agata e con il piccolo
slargo che ne costituisce il sagrato.
La logica del «ciò che si vede» dai piani superiori ha
permesso di prendere alcune importanti decisioni in
merito all’articolazione complessiva dei volumi dell’edificio: la scelta di tamponare in maniera differente i piani
di facciata paralleli e quelli ortogonali a via Dante nasce
quindi dalla specificità del luogo, da diverse «condizioni
al contorno» e da ciò nascono gli scatti e le rientranze
planimetriche ed il complessivo assetto volumetrico
dell’edificio.
Il rivestimento di lamelle orizzontali della facciata sud è
pensato come una sorta di grande persiana che permette
di nascondere le finestre continue a nastro, particolarmente adatte ad un edificio per uffici.
Il risultato finale del prospetto sud è quello di una parete
omogenea, solcata da fasce orizzontali di ombra, che
si rapporta all’omogeneità delle pareti intonacate della
chiesa e del palazzo al lato.
U N O D E I C R I T E R I I N FO R M ATO R I
D E L P R O G E T TO È L’A SS U N Z I O N E
D I U N A S E R I E D I R E G O L E C H E FA N N O
R I F E R I M E N TO A L L A C I T TÀ A N T I C A ,
A L L A S U A M I S U R A , A I S U O I M AT E R I A L I ,
A L L’A R T I C O L A Z I O N E D E I S U O I S PA Z I
U R B A N I , A I S U O I P R I N C I P I I N S E D I AT I V I
STEFANO BORDOLI (BRESCIA 1965)
SI LAUREA IN ARCHITETTURA NEL 1995 ALLO IUAV,
RELATORI PROF. CARLO MAGNANI E PROF. BENNO
ALBRECHT. DAL 1992 AL 1997 LAVORA PRESSO LO
STUDIO ASSOCIATI ASSOCIATI DI BRESCIA. NEL 1998
È SOCIO DI UD’ARCH ASSOCIATI CON BRUNO TONELLI
E PARTECIPANO A NUMEROSI CONCORSI; DA
SEGNALARE I PRIMI PREMI AGGIUDICATI A BRESCIA
«PRU SAN POLO» E «PEEP 2000 COMPARTO 21».
TRA LE PRINCIPALI REALIZZAZIONI LA «RIQUALIFICAZIONE DEL LUNGOLAGO DI SALÒ» E LE «RESIDENZE DI
EDILIZIA CONVENZIONATA A SAN POLINO, BRESCIA».
DAL 2004 LAVORA IN PROPRIO NEL CAMPO DELLA
PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA.
BRUNO GIULIANO TONELLI (ROVATO 1966) SI LAUREA
IN ARCHITETTURA NEL 1994 ALLO IUAV, RELATORI PROF.
CARLO MAGNANI E PROF. BENNO ALBRECHT.
FINO AL 1997 LAVORA PRESSO LO STUDIO DEL PROF.
LEONARDO BENEVOLO. CON STEFANO BORDOLI PARTECIPA
A NUMEROSI CONCORSI E NEL 1998 È CO-FONDATORE DI
UD’ARCH ASSOCIATI. DA SEGNALARE I PRIMI PREMI
AGGIUDICATI NEI CONCORSI DI ROVATO «RISTRUTTURAZIONE
VILLA CANTÙ» E BRESCIA «RIQUALIFICAZIONE DI VIA DANTE».
TRA LE PRINCIPALI REALIZZAZIONI IL «CENTRO SPORTIVO DI
PADENGHE SUL GARDA» E LE «RESIDENZE DI EDILIZIA
CONVENZIONATA A SAN POLINO, BRESCIA».
DAL 2004 LAVORA IN PROPRIO NEL CAMPO DELL’URBANISTICA
E DELLA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA.
NATO A DARFO BOARIO TERME (BRESCIA) NEL 1957,
SI LAUREA IN ARCHITETTURA AL POLITECNICO DI MILANO
NEL 1983. NEL 1986 APRE LA PROPRIA ATTIVITÀ A BRESCIA
DOVE VIVE E LAVORA. SI OCCUPA DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, RISTRUTTURAZIONI E NUOVE COSTRUZIONI DI
SPAZI ABITATIVI, NONCHÉ DI EDILIZIA INDUSTRIALE.
MARIO MENTO
NASCE A BRESCIA NEL 1962 E SI LAUREA AL
POLITECNICO DI MILANO NEL 1989. DAL 1992
SVOLGE ATTIVITÀ DA LIBERO PROFESSIONISTA
OCCUPANDOSI DI PROGETTAZIONE DI EDILIZIA
PUBBLICA E PRIVATA, DI ARCHITETTURA DI
INTERNI E DI URBANISTICA.
DOMANI [?]
MARIO
MENTO
morfologia della Crocera.
La nuova copertura recupera le altezze d’imposta delle
capriate originarie, garantendo sia l’ideale connessione
altimetrica tra le due ali, sia il contenuto spaziale e
formale perduto. L’idea dei grandi elementi a «shed»
oltre ad avere un propria identità formale consente un
ingresso della luce zenitale indiretto, particolarmente
adatto alla funzione del museo. La copertura diviene
una sorta di macchina scenica di ispirazione teatrale
grazie ai pannelli che scorrono creando quinte di separazione degli ambienti in modo estremamente flessibile.
IDENTITÀ E SPAZIO PUBBLICO DIVISO
Uno dei maggiori problemi progettuali è quello di risolvere l’identità, l’aspetto esterno del Centro di Cultura
Contemporanea, ovvero evitare la vista della facciata
dell’edificio esistente (sopra l’ex-cinema) e allo stesso
tempo stabilire una relazione di continuità con la città.
In sostanza il ruolo di schermo visivo dell’edificio esistente (sopra l’ex-cinema) è stato affidato al cangiantismo e alle trasparenze della copertura dal sapore
mediterraneo, che consente al museo di annunciarsi
alla città, senza essere invasiva ma al contempo senza
timidezze.
TUTTO È POSSIBILE, TRANNE SACRIFICARE IL VALORE
DI UNO SPAZIO CHE NON HA EGUALI
GIORGIO GOFFI
GIORGIO
GOFFI
COMMITTENTE: COMUNE DI BRESCIA
PROGETTISTA: GIORGIO GOFFI E MARIO MENTO CON MANSILLA E TUNON E VLADIMIR FRENNA DESIGNER
LUOGO: BRESCIA
SUPERFICIE: 4.000 MQ
REALIZZAZIONE: 2000
La proposta progettuale di recupero della Crocera di
San Luca si fonda sulle suggestioni create dalla straordinaria qualità spaziale del luogo, dalla sua potenza
evocativa. Riconosciamo all’architettura del passato la
generosità e l’opportunità o forse la necessità di approfittare di questo carattere unico. Ne discende che la sola
condizione a nostro avviso irrinunciabile per il Centro di
Cultura Contemporanea sia la flessibilità.
In questo senso l’antico e il moderno, la generosità e
la flessibilità determinano la forma stessa attraverso il
rispetto dello spazio esistente che, congiuntamente alla
posizione privilegiata rispetto alla città, costituiscono il
vero patrimonio della Crocera. Tutto è possibile, tranne
sacrificare il valore di uno spazio che non ha eguali.
MODERNO E ANTICO. FLESSIBILITÀ E GENEROSITÀ
Al fine di riscattare gli spazi voltati al piano interrato dal
ruolo di «sotterraneo», il progetto prevede un sistema di
connessioni che raccordino le diverse quote, garantendo
così continuità nei percorsi in una logica di funzionalità
e versatilità. Il museo è organizzato in quattro ambienti
distinti ma connessi: si offrono così molteplici possibilità di utilizzo delle sale a seconda delle necessità
espositive, tutto ciò senza che venga alterata l’originaria
ARCHITETTI
CENTRO DI CULTURA CONTEMPORANEA
CROCERA DI SAN LUCA
I L R U O LO D I S C H E R M O V I S I V O
D E L L’ E D I F I C I O E S I S T E N T E
( S O P R A L’ E X - C I N E M A )
È S TAT O A F F I D AT O
AL CANGIANTISMO
E A L L E T R A S PA R E N Z E
DELLA COPERTURA
DAL SAPORE MEDITERRANEO
02
29
PARROCCHIALE DI FASANO DI GARDONE RIVIERA (BRESCIA)
CHIESA DEI SANTI FAUSTINO E GIOVITA
ARCHITETTURA PREMIATA
GLI INTERVENTI DI RESTAURO
DELLA CHIESA HANNO SEGUITO
LA FILOSOFIA DEL RESTAURO
FILOLOGICO CON L’OBIETTIVO
DEL RECUPERO «DOV’ERA COM’ERA»,
ESCLUDENDO QUALSIASI
INTERPRETAZIONE E FORZATURA
OLTRE IL RIGOROSO RIPRISTINO
IL GRAND PRIZE 2009 “CONSERVAZIONE”È STATO ASSEGNATO AL RESTAURO DELLA
CHIESA DEI SANTI FAUSTINO E GIOVITA, FASANO DEL GARDA, BRESCIA, ITALIA. FRA
LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA INTERNAZIONALE PER IL RICONOSCIMENTO DEL
GRAN PREMIO SI LEGGE: “LA GIURIA STIMA IL RESTAURO DELLA CHIESA ERETTA
NEL XV SEC., PIÙ IMPORTANTE DI UN SEMPLICE RITORNO AL SUO STATO ORIGINALE, MA ANCHE UNA RICOSTRUZIONE METICOLOSA CHE RINFORZA L’EDIFICIO PRESERVANDO L’AUTENTICITÀ DEL SUO STILE E GLI ELEMENTI STORICI, NEL RISPETTO
DELLE FORME ORIGINALI. L’UTILIZZAZIONE DI MATERIALI E METODI TRADIZIONALI
PREMIO DELL’UNIONE EUROPEA PER IL PATRIMONIO
CULTURALE / EUROPA NOSTRA 2009
IN ASSOCIAZIONE CON PRODOTTI E TECNICHE CONTEMPORANEE È RIUSCITA CON
SUCCESSO AD INCREMENTARE LA CAPACITÀ DI RESISTENZA ANTISISMICA DELLA
STRUTTURA ED È STATA CAPACE DI ASSEMBLARE GLI ORNAMENTI DECORATIVI SEPARATI, DANNEGGIATI E FRAMMENTATI RIPORTANDOLI IL PIÙ POSSIBILE NEL LORO
STATO ORIGINARIO. L’ORGANO DELLA CHIESA, COMPLETAMENTE DISTRUTTO È STATO RESTAURATO ED HA RITROVATO IL SUO ORIGINARIO SPLENDORE...”.
IL PREMIO DI 10.000 EURO RICEVUTO È STATO DEVOLUTO IN BENEFICENZA A FAVORE
DEL RECUPERO DEI BENI ARTISTICI DEI CENTRI MINORI D’ABRUZZO COLPITI DAL
SISMA.
ANTONIO VALVA
LAUREATO A BOLOGNA IN INGEGNERIA CIVILE EDILE
NEL 1977, ESERCITA LA LIBERA PROFESSIONE CON
STUDIO IN MODENA. RIVESTE ANCHE IL RUOLO DI
DIRETTORE TECNICO DI UN’IMPORTANTE IMPRESA
SPECIALIZZATA NEL CONSOLIDAMENTO DI STRUTTURE DI EDIFICI MONUMENTALI. HA PARTECIPATO AI
LAVORI DI CONSOLIDAMENTO DEL SACRO CONVENTO
E DELLE BASILICHE DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI
E DI SANTA CHIARA IN ASSISI, DELLA FENICE, DEL
CASTELLO RECETTO DI PADENGHE E, DI RECENTE,
HA CONTRIBUITO AL PROGETTO DELLA MESSA IN
SICUREZZA DELLA CUPOLA DELLA CHIESA DELLE
ANIME SANTE A L’AQUILA.
restauro e la ricollocazione di tutti gli elementi, limitando l’integrazione a settori strutturali irrecuperabili
con tecniche e materiali simili e del tutto compatibili
con gli originali.
RESTAURO DEL MATERIALE FONICO DELL’ORGANO
Il materiale della volta è caduto sullo strumento
sfondando il soffitto della cassa e sommergendo il
materiale fonico che è stato censito rilevando canne
di almeno quattro epoche differenti, dal XV secolo
(scuola Antegnati), XVIII secolo (Bonatti) e XX secolo
(Bianchetti). Sono state ripristinate le posizioni originali delle singole canne, come si trattasse di ricollocare i frammenti di un mosaico, mantenendo però le
caratteristiche e le modifiche nel tempo effettuate.
Tutte le canne sono state restaurate, anche quelle che
sembravano inizialmente irrecuperabili, senza alcuna
sostituzione.
ROSSANA BETTINELLI
LAUREATA IN ARCHITETTURA NEL 1976 ALL’IUAV.
ESERCITA DAL 1977 LA LIBERA PROFESSIONE CON PROPRIO STUDIO IN
BRESCIA REALIZZANDO EDIFICI RESIDENZIALI E DIREZIONALI, RESTAURI, PIANI URBANISTICI, PARCHI E PIAZZE, PUBBLICATE DA RIVISTE DI
ARCHITETTURA. GIÀ DOCENTE ALLE FACOLTÀ DI INGEGNERIA DI PARMA
E BRESCIA. IMPEGNATA NEL CAMPO DELLA TUTELA DEL PATRIMONIO
STORICO/ARTISTICO E DEL PAESAGGIO. AUTRICE DI PUBBLICAZIONI E
SAGGI, TRA CUI «BRESCIA MODERNA. LA FORMAZIONE E LA GESTIONE
URBANISTICA DI UNA CITTÀ INDUSTRIALE» CON L. BENEVOLO, RELATRICE A CONVEGNI E CURATRICE DI MOSTRE. DAL 1992 È PRESIDENTE DELLA SEZIONE DI BRESCIA DI ITALIA NOSTRA, CONSIGLIERE NAZIONALE
DAL 1995, RESPONSABILE PER IL PAESAGGIO E VICEPRESIDENTE DAL
2005 AL 2009. DAL 2006 È CONSIGLIERE DI EUROPA NOSTRA.
ARCHITETTURA PREMIATA
archi di betoncino epossidico armato con fibre di carbonio. Si sono cuciti gli angoli delle murature con barre
di acciaio inossidabile, si è iniettato nella muratura
miscela di calce idraulica strutturale con lo scopo di
riempire i vuoti interni, di sanare fratture ed incollare
i ciottoli della muratura legati male da una malta originale vetusta e scadente. Le volte dei locali sagrestia
vecchia e un arco di una porta interna vistosamente
fratturato, sono stati consolidati con tessuti di fibra di
carbonio. Tutte le capriate sono state rinforzate con
speciali viti di acciaio ad alta resistenza e unitamente
a funi di acciaio armonico contribuiscono a generare
un’efficace struttura reticolare di tetto che è capace
di contrastare il loro movimento durante un sisma. Gli
interventi di consolidamento strutturale delle murature
sono stati realizzati in modo da non essere visibili né
all’interno né all’esterno della chiesa.
PARROCCHIALE DI FASANO DI GARDONE RIVIERA (BRESCIA)
GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO STRUTTURALE
DELLE MURATURE SONO STATI REALIZZATI
IN MODO DA NON ESSERE VISIBILI NÉ ALL’INTERNO
NÉ ALL’ESTERNO DELLA CHIESA
CHIESA DEI SANTI FAUSTINO E GIOVITA
RESTAURO DELLE DECORAZIONI PITTORICHE
L’intervento di restauro degli apparati decorativi è
stato preceduto e qualificato dall’immediata raccolta
e schedatura dei frammenti caduti e dalla setacciatura dei calcinacci del crollo, che hanno consentito il
recupero integrale e il riutilizzo degli elementi ornamentali distaccati. Complesse le opere di pulitura e di
consolidamento, risolte con l’uso generalizzato di strati
protettivi di carta giapponese. L’integrazione pittorica
della grande lacuna della volta è stata limitata alla ricostruzione dei campi delle quadrature architettoniche,
mentre la scena figurata perduta, conservati i pochi
lacerti superstiti, è stata armonizzata cromaticamente
alle altre scene.
RESTAURO DELLA CANTORIA LIGNEA
Il crollo della volta ha coinvolto l’intera struttura
dell’organo. L’immediata raccolta dei frammenti e la
setacciatura dei calcinacci ha consentito il recupero, il
PROGETTO ARCHITETTONICO: ARCH. ROSSANA BETTINELLI
PROGETTO STRUTTURALE: ING. ANTONIO VALVA
RESTAURO AFFRESCHI E OPERE LIGNEE: MARCHETTI E FONTANINI
RESTAURO ORGANO: BOTTEGA ORGANARIA BIEMMI LUCA
LUOGO: GARDONE RIVIERA, BRESCIA
REALIZZAZIONE: 2006-2008
Gli interventi di restauro della chiesa hanno seguito
la filosofia del restauro filologico con l’obiettivo del
recupero «dov’era com’era», escludendo qualsiasi
interpretazione e forzatura oltre il rigoroso ripristino.
CONSOLIDAMENTO STRUTTURE
Il sisma del 24.11.2004 ha provocato ingenti danni alle
strutture della chiesa: è crollata una rilevante porzione
della volta della prima campata, si è aperta una grossa
frattura nell’angolo della facciata principale, gravi
lesioni si sono aperte nelle volte della sagrestia e
lesioni di minore importanza si sono distribuite su tutto
il corpo di fabbrica. Le opere eseguite hanno riparato
i danni del sisma ed hanno rafforzato quegli elementi
della struttura che mostravano palesi condizioni di
criticità con un conseguente aumento di sicurezza al
sisma dell’edificio. In particolare è stata ricostruita la
volta crollata riutilizzando i conci di pietra della volta
originale recuperati e la si è rinforzata mediante contro
31
MUSIL
MUSEO DELL’INDUSTRIA E DEL LAVORO
«EUGENIO BATTISTI», BRESCIA
L’ETRANGER
32
Un metodo specificamente industriale, quello della
serialità, utilizzato per la produzione di oggetti d’uso,
nel progetto viene ereditato e adottato, ribaltandone
il senso, per raggiungere un fine antitetico: realizzare
spazi della «memoria culturale».
Quello che nella fabbrica aveva logica di pura utilità,
conferisce al museo valore di permanenza.
Da questa contraddizione tra la natura non permanente dell’industrializzazione (la logica dell’utilità e
dell’usa e getta) e quella permanente dell’istituzione
museale si sviluppa la logica del progetto.
Nella torre, cui non corrisponde alcuna funzione
specifica - impensabile nella logica utilitaristica
dell’industria - questo tema acquisisce la maggiore
densità (Heidegger ha evidenziato che il termine
Dichtung indica sia poesia che densità).
Quindi la torre ha un valore simbolico, ma è anche un
segnale della presenza del museo a scala urbanistica
(un segnale ed un punto di riferimento anche di notte,
essendo illuminata dall’interno) e luogo privilegiato di
lettura della città; essa - come si vede nel plastico costituisce il terminale visivo dello spazio lineare tra
laminatoio e museo e ne evidenzia l’ingresso per chi
lo raggiunge a piedi dal centro della città.
La scelta non semplice di collocare l’ingresso principale al museo sul fronte meridionale della fabbrica
discende dal fatto che sia il trasporto pubblico che i
mezzi privati (auto e pullman turistici) raggiungono
l’area soprattutto da questo lato.
Questa è anche una scelta di natura architettonica: il
museo é pensato come un sistema di hall lineare che
si sviluppa lungo l’intero edificio, consentendone una
lettura in successione.
Il primo tratto della hall lineare, che parte dall’atrio
d’ingresso, è uno spazio interno - dal quale si accede
all’auditorium e alla sala di lettura del museo - che
si salda con la corte d’acqua, posta tra la fabbrica e
il recinto cimiteriale. L’ultimo tratto è una stoà che
media il rapporto tra lo spazio delle esposizioni permanenti e la piazza lineare, come luogo di contemplazione in contrasto a quello della concentrazione
dello spazio museale.
Coerentemente con il carattere del progetto e in
continuità con l’esistente, si è scelto di utilizzare il
calcestruzzo armato a facciavista come materiale
principale. Al calcestruzzo si affiancano pochi altri
materiali: il vetro, non intelaiato, per le separazioni
esterne, il legno, utilizzato solo nella biblioteca e
nell’auditorium per sottolinearne il carattere diverso.
Per la parte esistente sono previsti, oltre al restauro
delle strutture, pochi interventi tesi a rafforzare il
carattere e le suggestioni dell’esistente: il recupero
dei lucernari, ripristinati nella loro funzionalità e
integrati da frangisole per garantire il controllo della
radiazione solare; la realizzazione del piano ammezzato della biblioteca, con struttura in acciaio, utilizzato nel suo più semplice aspetto industriale; la messa
in opera di una pavimentazione di tipo industriale a
getto di cemento e resina, con alte caratteristiche
di resistenza; il recupero del paramento murario in
mattoni che chiude ad est la biblioteca, reintegrandone le lacune con laterizi di spoglio.
QUELLO CHE
NELLA FABBRICA
AVEVA LOGICA DI
PURA UTILITÀ,
CONFERISCE
AL MUSEO
VALORE DI
PERMANENZA
I laboratori del museo sono stati collocati nello spazio
dell’esposizione permanente in un volume vetrato,
come in una teca, attraverso il quale è possibile
osservare il lavoro di manutenzione e restauro delle
macchine, ed eventualmente anche accedervi.
La biblioteca e sala lettura mus.il. sono state collocate in modo tale che possano funzionare sia indipendentemente, divise da una parete vetrata, che con
un’unica gestione; anche i relativi depositi, essendo
contigui, consentono una divisione flessibile.
Un volume, come sospeso sulla copertura dei
depositi, potrà ospitare, su due livelli, l’eventuale
ampliamento di 1.500 mq necessario ad accogliere
l’aumento di periodici.
33
L’ETRANGER
COMMITTENTE: COMUNE DI BRESCIA
PROGETTISTA: JAN KLEIHUES, KLAUS SCHUWERK
LUOGO: BRESCIA
SUPERFICIE: 15.000 MQ
REALIZZAZIONE: 2004-2009
L’ETRANGER
34
LA STRUTTURA DEL LAMINATOIO, SECONDO LA NOSTRA PROPOSTA, DEVE ESSERE CONSERVATA NELLA SUA STRUTTURA ORIGINARIA. PER QUESTO L’INTERVENTO DA NOI ATTUATO RIMANE
SOSPESO ALL’INTERNO DEL CORPO DI FABBRICA. LE FUNZIONI
PREVISTE (LOFT PER APPARTAMENTI/UFFICI, AUDITORIUM, CINEMA, LOCALI RICREATIVI
E GASTRONOMICI, NEGOZI, ECCETERA) SONO
INSERITE NELL’EDIFILAMINATOIO
CIO COME CORPI LIBERI
CHE, PER RISPETTO, MANTENGONO DA UN LATO CIRCA 2 METRI
DI DISTANZA DALLA FACCIATA ESISTENTE E CREANO SUL LATO
OPPOSTO UNA SORTA DI STRADA COPERTA.
SPAZI PUBBLICI
QUELLO CHE SI VIENE A CREARE TRA L’EDIFICIO DEL MUSEO E
L’EDIFICIO DEL LAMINATOIO É UNO SPAZIO URBANO PAVIMENTATO, SU CUI SI AFFACCIANO DIVERSE FUNZIONI; UNA LUNGA PIAZZA ACCESSIBILE SIA DAL PARCHEGGIO, ATTRAVERSO UN PLATEAU
RIALZATO DAVANTI ALL’INGRESSO DEL MUSEO, SIA A PIEDI DALLA CITTÁ ATTRAVERSO IL LAMINATOIO. QUESTO SPAZIO APERTO
DOVREBBE AVERE UNA FUNZIONE DI MEMBRANA, FACENDO SÌ
CHE IL PUBBLICO (MUSEO) VENGA A «MISCHIARSI» CON IL PRIVATO (LAMINATOIO). PENSATO COME LUOGO PER MANIFESTAZIONI
ALL’APERTO (CINEMA, TEATRO, GIARDINO DELLE SCULTURE O ALLESTIMENTI D’ARTE) LO SPAZIO SI PRESENTA COME LUOGO IDEALE PER LA NASCITA DI UN NUOVO POLO CULTURALE PER LA CITTÁ DI BRESCIA, IN CUI LE ATTIVITÁ INSERITE NELL’EDIFICIO DEL
LAMINATOIO VENGONO A CREARE UNA SINERGIA CON IL MUSEO.
LA NATURA DELL’EDIFICIO ESISTENTE PERMETTE UN NOTEVOLE RISPARMIO ENERGETICO NELL’IMPIEGO DI RISORSE.
KLAUS SCHUWERK
NATO A ULM (BADEN-WURTTEMBERG), STUDIA A STOCCOLMA,
ZURIGO E MADRID. INSEGNA A BERLINO E NAPOLI, DOVE HA
EFFETTUATO ALCUNI SIGNIFICATIVI LAVORI. FA PARTE DELLO
STUDIO KLEIHUES, UNO DEI PIÙ IMPORTANTI DELLA CAPITALE
TEDESCA, PROPULSORE DEL RINNOVAMENTO ARCHITETTONICO
CHE HA RIDISEGNATO LA BERLINO DEGLI ANNI NOVANTA.
LA TORRE HA UN VALORE SIMBOLICO,
MA È ANCHE UN SEGNALE DELLA PRESENZA
DEL MUSEO A SCALA URBANISTICA
L’ETRANGER
NATO NEL 1962 A BERLINO, SI LAUREA IN ARCHITETTURA AL
«HOCHSCHULE DER KÜNSTE BERLIN» / «COLLEGE OF FINE
ARTS BERLIN» . E’ ASSISTENTE DI PETER COOK E JOHN HEJDUK
ALL’ACCADEMIA ESTIVA DI SALISBURGO.
LAVORA NELLO STUDIO DI NEW YORK DI PETER EISENMAN AL
PROGETTO DELLA GUARDIOLA-HOUSE DI CADICE.
NELLO STUDIO DI DANIEL LIBESKIND COLLABORA AL PROGETTO
DEL JEWISH MUSEUM DI BERLINO. A MADRID, NELLO STUDIO DI
RAPHAEL MONEO LAVORA AL KURSAAL DI S. SEBASTIAN. NEL
1996 CREA LO STUDIO ASSOCIATO KLEIHUES+KLEIHUES A BERLINO CON JOSEF PAUL KLEIHUES E NORBERT HENSEL.
E’ MEMBRO DELL’ASSOCIAZIONE DEI GIOVANI ARCHITETTI
TEDESCHI E DELL’ASSOCIAZIONE DEGLI ARCHITETTI TEDESCHI DI BERLINO. DAL 2006 FA PARTE DELLA COMMISSIONE
URBANISTICA DELLA CITTÀ DI MONACO. E’ STATO PROFESSORE
ALL’UNIVERSITÀ DI SCIENZE APPLICATE DI BERLINO E DAL
2008 È PROFESSORE ALL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA, FACOLTÀ DI
ARCHITETTURA «ALDO ROSSI» DI CESENA.
PARTECIPA A NUMEROSI CONCORSI INTERNAZIONALI DI PROGETTAZIONE E SI OCCUPA DI DESIGN.
MUSIL
MUSEO DELL’INDUSTRIA E DEL LAVORO
«EUGENIO BATTISTI», BRESCIA
JAN KLEIHUES
35
RE-CLADDING
TECHNO
Tra le tematiche di forte attualità nel campo della riqualificazione architettonica degli edifici compare il
tema del restyling degli edifici. Ossia il rifacimento, la
sostituzione o la trasformazione con eventuale rimodellazione dell’involucro dell’edificio stesso.
Le esigenze possono essere le più svariate:
RINNOVAMENTO DI IMMAGINE
RICONOSCIBILITÀ
MIGLIORAMENTO DEL COMPORTAMENTO ENERGETICO
RIQUALIFICAZIONE
ESIGENZE DI CARATTERE ESTETICO
RICOPERTURA DI INVOLUCRI DETERIORATI
RIDUZIONE DEGLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE.
Parallelamente alle esigenze di riqualificazione, si assiste ad un trend che vede una evoluzione della facciata, e dell’involucro nella sua complessità, trasformandola in mezzo espressivo, che permette all’architetto
di conferire al proprio edificio una forte personalizzazione e riconoscibilità, oltre che di dotarlo di un forte
«appeal».
La facciata viene così a superare il ruolo di semplice
componente all’interno dell’organismo edilizio per diventare appunto involucro, cioè elemento che oltre a
controllare le prestazioni energetiche definisce la geometria ed il volume dell’edificio ponendosi come limite
GIULIANO VENTURELLI
36
IL RESTYLING
DEGLI EDIFICI
È UN TEMA
DI FORTE ATTUALITÀ
tra spazio esterno e spazio interno.
Ne consegue che i diversi obiettivi di progetto portano
inevitabilmente a scegliere tra varie possibili soluzioni
e tra diverse strategie di intervento.
Tema di fondamentale importanza diventa la scelta del
materiale da adottare come rivestimento:
METALLO (acciaio verniciato, alluminio, acciaio inox,
acciaio zincato, acciaio cor-ten, alluminio, rame, titanio, zinco, eccetera)
LEGNO
VETRO
LATERIZIO
PIETRA
CEMENTO
CERAMICA
LAMINATI
MATERIALI SINTETICI
POLICARBONATO
MURI VEGETALI.
Una volta scelto il materiale dovranno essere definite
le tipologie dei diversi moduli in cui necessariamente
l’involucro dovrà essere suddiviso:
PANNELLI
LASTRE
DOGHE
SCANDOLE
CASSETTE
PROFILI
FOGLI
RETI
CAVI
TECHNO
RE-CLADDING
37
EDIFICIO INDUSTRIALE A BARBARIGA
ARCH. GAETANO BERTOLAZZI
.2
RE-CLADDING
.1
TECHNO
I L R I F A C I M E N T O D E L L A P E L L E D E L L’ E D I F I C I O P U Ò
N A S C E R E D A E S I G E N Z E D I N AT U R A A R C H I T E T TO N I C A ,
D I R I N N O V A M E N T O D E L L’ I M M A G I N E M A A N C H E
P E R M OT I V I D I C A R AT T E R E E N E R G E T I C O
( U P G R A D I N G D I FA C C I ATA )
SI ASSISTE AD UN TREND CHE VEDE
U N A E VO LU Z I O N E D E L L A FAC C I ATA ,
E D E L L’ I N V O L U C R O N E L L A S U A C O M P L E S S I T À ,
TRASFORMANDOLA IN MEZZO ESPRESSIVO,
C H E P E R M E T T E A L L’ A R C H I T E T T O
DI CONFERIRE AL PROPRIO EDIFICIO
UNA FORTE PERSONALIZZAZIONE
E R I C O N O S C I B I L I TÀ , O LT R E C H E
D I D OTA R LO D I U N FO R T E « A P P E A L »
Dovranno essere poi individuate le dimensioni ed il
posizionamento dei singoli moduli (abaco, mesh o
reticolo) al fine di individuare dimensioni e posizione
degli elementi all’interno della facciata.
Si possono utilizzare moduli standard, pezzi speciali
o pezzi «a disegno» come lamiere piegate (a curvatura semplice o doppia), lamiere serigrafate, incise,
tagliate al laser, eccetera, creando un vero e proprio
pattern di facciata.
Definiti materiale e disegno (modularizzazione) resta da definire il sistema di fissaggio alla struttura
portante.
I sistemi commerciali prevedono diversi sistemi di
fissaggio in grado di reggere i diversi carichi (peso
proprio, vento, dilatazioni termiche, azioni sismiche).
Inoltre i moduli di facciata possono essere posti immediatamente a ridosso della struttura portante,
con o senza interposto strato di isolamento, oppure
distanziati creando così una facciata ventilata che
richiede opportune verifiche per valutarne l’effettiva
efficacia.
39
.1/.3 EDIFICIO COMMERCIALE A DESENZANO
ARCH. GAETANO BERTOLAZZI
.2 EDIFICIO COMMERCIALE A BRESSANONE
.3
PROGETTO ARCHITETTONICO: ARCH. GIANFRANCO SANGALLI, ARCH. CAMILLO BOTTICINI (FABBRICATI LIGNEI
ED EX CASA CUSTODE - SPAZIO ENERGIA E CASA ECOLOGICA); ARCH. FRANCESCO VALENTE (ACQUARIO - SPAZIO NATUR.ACQUA); ING. DIEGO BELPIETRO (AREA RISTORO, BIBLIOTECA)
STUDIO DI FATTIBILITÀ, PROGETTO ESECUTIVO ACQUARIO E AREA ESTERNA, DIREZIONE LAVORI: ING. SERGIO FLAMINI; ASSISTENTE ALLA DIREZIONE LAVORI: RICCARDO INVERARDI
UBICAZIONE: BRESCIA, LARGO TORRELUNGA - PIAZZALE CANTON MOMBELLO
COMMITTENTE: COMUNE DI BRESCIA
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: ARCH. DANIELA MASSARELLI - ASS. EDILIZIA SCOLASTICA DELLA PROVINCIA DI BRESCIA
PRATICARE LA SOSTENIBILITA’:
AMBIENTE PARCO (EX CENTRO ITTIOGENICO)
ECOSOSTENIBILE
40
AmbienteParco è una struttura a rete. Nasce
dall’idea e dall’impegno di un cuore pulsante, responsabile del programma e dei contenuti scientifici, che definisce e coordina le
attività e redige l’informazione, composto da
liberi professionisti attivi nei settori dell’edilizia biocompatibile, delle energie rinnovabili, della mobilità e della comunicazione
che hanno dato vita ad AmbienteParco srl,
società finalizzata alla gestione del Parco,
su concessione del Comune di Brescia. Attorno c’è il lavoro e il sostegno dei partner,
dei sostenitori e di tutti coloro che offrono
collaborazione.
E ancora fanno parte delle rete i partecipanti e i visitatori, che con il loro interesse e la
frequentazione del parco sono la linfa vitale
delle sue attività e della sua crescita.
AmbienteParco nasce per supportare, concentrare e convogliare le iniziative locali sulla
sostenibilità, ponendosi come luogo e rete di
scambio di conoscenze, di confronto e di sti-
cienza energetica.
Sette sono gli edifici dislocati all’interno del
parco, ognuno dei quali destinato a funzioni
e temi differenti. La casa eco.logica sarà una
vera piccola casa ad alta efficienza dove sarà
possibile toccare con mano i vantaggi energetici ed economici di una casa dotata di evoluti sistemi e soluzioni tecniche utilizzate con
comportamenti corretti, per capire che tutti
noi, nel nostro piccolo, possiamo migliorare
l’ambiente.
Lo spazio.Energia sarà uno spazio museale con exibit interattivi riguardo a concetto
fisico di energia, produzione e consumo di
energia in Italia, impronta ecologica, uso di
energie rinnovabili.
Lo spazio natur.acqua comprende il laghetto
e l’acquario subalveo, qui verrà approfondito
il tema ambientale della risorsa acqua: una
simulazione artificiale del ciclo dell’acqua
e un articolato percorso informativo sulle
fonti, le falde e gli acquedotti locali. Dalle
DALLO SCORSO 2 DICEMBRE
NEL CUORE DI BRESCIA
È A P E R TA U N A N U O VA A R E A V E R D E ,
UN POLO UNICO E VIVACE
D E D I C ATO A L L A S O S T E N I B I L I TÀ
A M B I E N TA L E
molo tra diversi ambienti (da quello professionale a quello associazionistico), favorendo
la divulgazione di diverse prospettive e nuove
applicazioni del settore. AmbienteParco è un
grande contenitore di idee e progetti per un
futuro sostenibile, si pone come uno spazio
espositivo aperto a tutti, per insegnare e fare
cultura, per stimolare la sensibilità dei cittadini verso lo sviluppo sostenibile.
Il tema della sostenibilità viene proposto in
maniera divertente e creativa attraverso un
percorso che privilegia l’impatto emozionale
e gli aspetti di interattività e di scambio. Accanto ad uno spazio ludico-ricreativo, tipico
di un parco pubblico urbano, AmbienteParco
offrirà un’area educativa-culturale-informativa rispetto all’ambiente, all’acqua e all’effi-
grandi vetrate poste sotto il livello dell’acqua
è possibile osservare la flora e la fauna del
laghetto.
L’incubatore della sostenibilità è un grande
open space con biblioteca, luogo d’incontro
e scambio culturale sui temi del parco. Qui
verranno organizzati caffè scientifici, seminari, filmati, tavole rotonde sui temi legati
al parco, coordinati agli eventi nazionali ed
internazionali.
Studenti universitari potranno sfruttare la
biblioteca come luogo di studio stimolante e
di approfondimento sulla sostenibilità. Professionisti, strutture di ricerca, luoghi civici
e associazioni troveranno in AmbienteParco
un luogo di scambio di conoscenze e di confronto.
A F F R O N TA R E I L T E M A
D E L L A S O S T E N I B I L I TÀ
D I V E R T E N D O E S P E T TA C O L A R I Z Z A N D O
ANCHE GRAZIE A LINGUAGGI E STRUMENTI
C O M E L’ A R T E E I L D E S I G N
Nell’incubatore della sostenibilità aprirà anche
uno sportello dell’Energia per il Cittadino allo
scopo di informare riguardo ad efficienza del
sistema edificio-impianto, efficienza degli elettrodomestici, iniziative di risparmio energetico,
sistemi domestici di produzione energetica da
fonti rinnovabili, incentivi statali, servizi pubblici
erogati da enti e aziende, informazione su interventi e/o progetti che Comune di Brescia e A2A
intendono realizzare sul proprio territorio riguardo alle tematiche in questione.
lizzare il parco come area di presentazione dei
propri servizi e prodotti, sostenendo al contempo
i servizi che potranno essere erogati ai cittadini in
forma gratuita.
L’area verde diventa spazio di relax e sport per
gli adulti, e spazio gioco-educativo per i bambini grazie ad allestimenti e piccole attrezzature
legate al tema dell’acqua, dell’ambiente, delle
energie e della mobilità. Inoltre lo spazio verde
sarà luogo di eventi culturali come esposizioni di
sculture, mostre fotografiche, rassegne musicali,
F A R E C U LT U R A , S E N S I B I L I Z Z A R E ,
FA R E R I F L E T T E R E
Mondo.liquido è un accogliente ristorante-bar
in cui si possono degustare i piatti più autentici
e nostrani della tradizione locale, ma è anche
un luogo di relax e lettura di libri e riviste d’arte,
scienza, gastronomia, enologia.
L’Officina del Fai-Da-Te, un piccolo edificio che
verrà attrezzato per l’autoriparazione delle biciclette, è dedicata alla mobilità sostenibile. Pannelli interattivi informeranno riguardo ai dati di
inquinamento dell’aria a Brescia, aggiornati quotidianamente, a nuovi modi di gestire la mobilità
(bike e car-sharing), all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico e dei motori elettrici.
Un edificio è a disposizione delle aziende come
vetrina immersa nel verde per mettere in luce i
progetti più innovativi e all’avanguardia. Aziende,
che condividono gli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi da AmbienteParco, potranno uti-
manifestazioni sportive, eventi nazionali o internazionali legati alla sostenibilità.
In tutti gli spazi del parco si stanno organizzando
laboratori di Educazione Ambientale, con percorsi differenziati per bambini e ragazzi delle scuole elementari e superiori, riguardo a risparmio
energetico, raccolta dei rifiuti, cicli naturali, mezzi di trasporto, uso responsabile delle risorse e
sperimentazione delle «buone pratiche». L’obiettivo è quello di formare i futuri cittadini, per arrivare alla scelta di un impegno personale.
Lo spazio verde e lo spazio natur.acqua sono già
aperti al pubblico, mentre a marzo si avvieranno le attività di didattica e ristorazione, l’Incubatore della Sostenibilità. A maggio l’area verde e
lo spazio giochi verrà allestito con i primi exibit.
Entro l’estate apriranno invece la casa Eco.logica
e lo spazio energia.
ECOSOSTENIBILE
IL PUNTO DI PARTENZA DI AMBIENTEPARCO È
FARE CULTURA E STIMOLARE CONCRETAMENTE. PIÙ
DELL’80% DEGLI ITALIANI MOSTRA UN SEMPRE CRESCENTE SENSO DI RESPONSABILITÀ VERSO STILI DI
VITA E CONSUMI SOSTENIBILI, MA RARAMENTE TROVA SPAZI DI CONFRONTO E DI APPROFONDIMENTO
CULTURALE. LO SPAZIO, CENTRALE, SPAZIOSO, MESSO A DISPOSIZIONE DAL COMUNE DI BRESCIA, DOPO
UN’ATTIVITÀ
DI
RISTRUTTURAZIONE INTEGRALE DELL’AREA E
PRATICARE
DEGLI
EDIFICI
LA SOSTENIBILITÀ CON IL CONTRIBUTO TECNICO
ED ECONOMICO DI ASM BRESCIA, È IL LUOGO IDEALE PER SVOLGERE IL RUOLO DI INCUBATORE DELLA
SOSTENIBILITÀ E DELL’EDUCAZIONE AMBIENTALE.
AMBIENTEPARCO VUOLE ESSERE IL PRIMO PARCO A
TEMA, DOVE LA CULTURA, IL RELAX E IL DIVERTIMENTO, UNITI, DANNO VITA A UN CAMBIAMENTO CONCRETO E RESPONSABILE.
41
Colora la Protezione
PROTEZIONE E FINITURA D’ACCIAIO
Nord Zinc propone imbattibili trattamenti superficiali protettivi ed estetici, nell’assoluto
rispetto per l’uomo e l’ambiente:
• Sistema Triplex l’innovazione per ottenere la massima protezione eco-sostenibile
• Zincatura a Caldo il metodo classico che garantisce qualità e prestazioni
• Verniciatura a Polvere per una personalizzazione estetica senza limiti
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Gestione Ambientale Verificata
Reg. n° I-000171
ciclo produttivo.
Qui infatti hanno adottato da tempo
quello che potremmo definire il «Manifesto dell’ecodesign»; un vademecum
che prevede innanzitutto il contenimento
o meglio ancora l’eliminazione di ogni
spreco (per esempio utilizzando mate-
L’AZIENDA
BRESCIANA
NEL 2008
HA REALIZZATO
GLI ALLESTIMENTI
PER «TORINO
WORLD DESIGN
CAPITAL»
riali e formati già in commercio e adattandosi a essi), e poi, individuate le forme
e le soluzioni più coerenti, l’adozione di
tecniche di protezione dei pezzi in opera
capaci di garantire la massima durabilità
nel tempo, modulate sempre sull’utilizzo
previsto; sulle condizioni di esercizio e
sulla collocazione.
Un esempio perfetto di questa sintesi lo si ricava dagli allestimenti che il
brand bresciano ha realizzato nel 2008
per l’evento «Torino World design capital», perfetta sintesi tra formati in acciaio esistenti, creatività del designer e
realizzazione a basso impatto. Ma l’intera
filosofia operativa di Nordzinc è basata su
questo incontro ambientalmente sostenibile di esigenze. E tecnologicamente parlando, seguendo questa logica l’azienda
si è evoluta dalla zincatura a caldo fino
all’invenzione del sistema di verniciatura
a polvere «Triplex», una risposta reale
all’imperativo della riduzione delle emissioni di gas serra che si ottiene, appunto,
prolungando di molto il ciclo vitale di una
installazione e riducendo al minimo gli
interventi manutentivi.
Un percorso che continua, perchè
sempre nel settore della certificazione
ambientale l’azienda sostiene da tempo
la scuola Emas e Ecolabel dell’Università
Cattolica di Brescia, e perchè proponendosi sul mercato con la filosofia della
«progettazione condivisa», offrendosi ai
progettisti per la massimizzazione dei
risultati, l’azienda continua a conquistare collaborazioni di prestigio: le ultime
in ordine di tempo Nordzinc le ha avviate
con marchi del calibro di Poltrona Frau
o Paola Lenti; quest’ultimo un grande
nome del design per esterni.
LA FILOSOFIA
DELL’«ECODESIGN»
C’è un valore aggiunto fondamentale
e ormai imprescindibile che accompagna
il marchio «Nordzinc»: in anticipo sui
tempi tecnologici e normativi già nell’idea
costitutiva, questa importante realtà di
San Gervasio non solo offre le migliori
soluzioni per la protezione dell’acciaio,
ma anche le migliori risposte a proposito
della riduzione dell’impatto ambientale di
qualsiasi manufatto che esce dal proprio
NORDZINC
PAOLO BALDI
01
THE
PROJECT
U N ’ E V O LU Z I O N E C O M P L E TA : D A L L A Z I N C AT U R A A C A L D O
A L S I S T E M A D I V E R N I C I AT U R A A P O LV E R E « T R I P L E X »
43
LIGHT
A P R I M A V I S TA
SEMBRA UNA
C L A SS I CA L A M PA D I N A
A D I N CA N D E S C E N Z A .
IL BULBO DI VETRO
P E R Ò È V U OTO
44
A CURA DI ELISABETTA BRESCIANI
pagina 44: WOONDERLUX - foto Tom Vack, Munchen - © Maurer Gmbh
.1: Ingo Maurer con Michele De Lucchi
foto Stefan Geisbauer, Munchen - © Ingo Maurer Gmbh
.2: Showroom, dettagli - foto Tom Vack, Munchen - © Ingo Maurer Gmbh
«La maggior parte delle nostre lampade nasce a Monaco, con molta manodopera e amore per il dettaglio. In questo
modo sono sicuro che il prodotto finale
corrisponda ai miei desideri estetici e
qualitativi. Senza le mie collaboratrici e
i miei collaboratori di ogni reparto, con i
quali in alcuni casi collaboro da molti decenni, non mi sarebbe mai stato possibile
portare la ditta alle dimensioni attuali»,
introduce Ingo Maurer. L’amore per i prodotti si avverte in ogni angolo dell’azienda:
ognuno ha la sua lampada preferita come
illuminazione del posto di lavoro. Il reparto spedizioni ad esempio, è illuminato da
due grandi cupole, all’interno verniciate
d’arancione e fucsia - le XXL Dome -; la
cucina, dall’altra parte del capannone, illuminata dalla luce del sole, è attrezzata
individualmente con diverse, piccole lampade a sospensione.
In Kaiserstarsse 47 a Monaco di Baviera, accanto allo studio di Ingo Maurer
e dove, fino a qualche tempo fa, venivano
prodotte e imballate le lampade, è sorto
da circa un anno un ampio spazio per la
presentazione dell’intera collezione. «A
mio parere è molto importante che gli
ambienti vivano, che diventino un luogo
di comunicazione. Credo al contatto diretto con le persone alle quali piacciono
le mie idee (e che forse perfino ci convivono!). Presenteremo anche lavori di altri
designer e naturalmente, dopo il Salone, i
nuovi prototipi saranno esposti in Kaiserstrasse», annuncia Ingo Maurer.
Oltre ai lavori conosciuti, spiccano i
pezzi unici, che sono quelle realizzazioni
speciali di idee non adatte alla produzione di serie. Presentate solitamente ad
un pubblico ristretto in occasioni come il
Salone del Mobile, ora qualsiasi visitatore
ha la possibilità di farsi incantare dalla
delicatezza e dalla semplicità di questi
oggetti che possono essere acquistati direttamente allo showroom anche se non
sono andati in serie. Perché, come ricorda
Maurer, «la mia gioia nel creare è tutt’ora
molto intensa. Io non sono però solo un
designer, ma anche un imprenditore.
Questa è una combinazione relativamente
insolita, e perfino i clienti a volte pensano che “Ingo Maurer e team” sia la definizione di uno studio di design. In verità,
la Ingo Maurer GmbH è una ditta dove si
crea, si sviluppa, si produce e si vende». È
dal 1973 che il designer lavora con i suoi
collaboratori in questo cortile interno nel
quartiere di Schwabing, e la decisione di
trasferire definitivamente la produzione e
il reparto spedizioni dagli spazi angusti del
cortile interno ad Aubing, alla periferia di
Monaco, è stata una decisione sofferta che
ha comportato il cambiamento di abitudini
e procedure decennali.
Quando il grande spazio industriale,
di circa 700 mq., con il soffitto vetrato, che
prima ospitava la produzione, fu svuotato,
si decise che venisse adibito a showroom
per poter presentare l’intera collezione
come in un’installazione: ben ambientata,
illuminata, con zone dedicate ai progetti
speciali e alle videoinstallazioni. «Sono
ottimista - conclude Ingo Maurer - e spero
che con l’inaugurazione del nostro studioshowroomwerkstattatelier molti coglieranno l’occasione di lasciarsi contagiare
dalla nostra passione per una luce di alta
qualità funzionale ed estetica. Un’illuminazione giusta è per tutti noi di importanza
vitale!», conclude Ingo Maurer.
.1
INGO MAURER
.2
NATO NEL 1932, HA INIZIATO NEL 1966 A PROGETTARE LAMPADE E SISTEMI DI ILLUMINAZIONE PARTICOLARI, CHE VENGONO PRODOTTI DALLA SUA IMPRESA E DISTRIBUITI
NEL MONDO INTERO. TRA LE CREAZIONI PIÙ FAMOSE SI POSSONO ANNOVERARE BULB
(1966), IL SISTEMA ALOGENO A BASSO VOLTAGGIO YAYAHO (1984) E LA LAMPADINA
ALATA LUCELLINO (1992). L’ILLUMINAZIONE DELLA STAZIONE METROPOLITANA WESTFRIEDHOF A MONACO (1998), IL GRANDE ATRIO DELLE GALLERIES LAFAYETTE MAISON
A PARIGI (2004), E IL DESIGN PER L’ESPOSIZIONE «RÊVES DE DIAMANTS» DI CHANEL
(2002) SONO ALCUNI DEI MOLTEPLICI E PARTICOLARI PROGETTI SU COMMISSIONE PER
EDIFICI PUBBLICI E PRIVATI. INGO MAURER HA VINTO DIVERSI IMPORTANTI PREMI DI
DESIGN E NEL 2006 GLI È STATA CONFERITA LA LAUREA HONORIS CAUSA DEL ROYAL
COLLEGE OF ART DI LONDRA. A BREVE USCIRÀ UN DOCUMENTARIO SUL SUO LAVORO
IN COLLABORAZIONE CON WWW.BENEDIKTPICTURES.COM.
LIGHT
LO STUDIO.SHOWROOM.WERKSTATT.
ATELIER DI INGO MAURER
INGO MAURER ATTUALMENTE LAVORA CON IL SUO TEAM ALLA
REALIZZAZIONE DI UN NUOVO TIPO DI LAMPADINA: A PRIMA VISTA
SEMBRA UNA CLASSICA LAMPADINA AD INCANDESCENZA. IL BULBO DI VETRO PERÒ È VUOTO. NONOSTANTE CIÒ, LA LAMPADINA
EMANA LUCE, CHE SEMBRA PROVENIRE DAL PORTALAMPADA. IL
DESIGNER, CONOSCIUTO PER LE SUE LAMPADE, OGGETTI LUMINOSI E CONCETTI DI ILLUMINAZIONE, CON IL SUO TEAM SI È CIMENTATO NELLA REALIZZAZIONE DI UNA LAMPADINA, PER TROVARE UNA SOLUZIONE ARMONIOSA CHE UNISCA IL SUO ENTUSIASMO
PER LA LAMPADINA AD INCANDESCENZA E LA RICERCA DI LAMPADINE AD ALTA EFFICIENZA
ENERGETICA. NEL PORTALAMPADA DELLA LAMPADINA
È NASCOSTO UN DIODO LUMINOSO. L’IDEA È NATA A GENWOONDERLUX
NAIO 2008 DURANTE LA FASE
DI PREPARAZIONE DI UN PROGETTO PER UN’AZIENDA VINICOLA
SPAGNOLA. WOONDERLUX TECNICAMENTE PUÒ ESSERE REALIZZATA IN DIVERSE VERSIONI PER 12 O 24 VOLT. E’ INOLTRE IN LAVORAZIONE UNA VERSIONE AD ALTO VOLTAGGIO. QUESTO TIPO DI
LAMPADINA DOVREBBE VENIRE AVVITATO IN UN PORTALAMPADA
E27 TRADIZIONALE SENZA LA NECESSITÀ DI UN TRASFORMATORE.
DEI PRIMI ESEMPLARI DELLA NUOVA LAMPADINA SONO ESPOSTI
NELLO STUDIOSHOWROOMWERKSTATTATELIER.
STUDIO: STUDIO.SHOWROOM.WERKSTATT.ATELIER
INDIRIZZO: KAISERSTRASSE 47 80801 MONACO DI BAVIERA, GERMANIA
L’AMORE PER I PRODOTTI
SI AVVERTE IN OGNI
AN GOLO DELL’AZIENDA:
OGNUNO HA LA SUA
LAMPADA PREFERITA
COME ILLUMINAZIONE
DEL POSTO DI LAVORO
45
MICHELE DE LUCCHI
L’ARCHITETTO MICHELE DE LUCCHI PRESENTA ALLO STUDIOSHOWROOMWERKSTATTATELIER FINO ALLA FINE DI MARZO ALCUNI MODELLI IN LEGNO CHE LUI STESSO
REALIZZA; INFATTI È PROPRIO LA CURIOSITÀ VERSO IL PROCESSO DI PRODUZIONE CHE
INIZIALMENTE HA PORTATO L’ARCHITETTO AD INTERESSARSI DEL MODELLO IN LEGNO.
LA MOSTRA SEGNA L’INIZIO DI UNA PROGRAMMAZIONE DI MOSTRE CON ARTISTI,
DESIGNER E ARCHITETTI CHE ESPORRANNO I LORO LAVORI PRESSO QUESTO LUOGO
SPECIALE DI LAVORO E DI INCONTRO.
CULT
OGGETTI DI CULTO CHE
HANNO FATTO LA STORIA
46
GIULIANO VENTURELLI
RETI DI
MONTISOLA
Parlare di reti vuol dire parlare di
Montisola. Parlare di Montisola vuol
dire parlare di reti.
Naturalmente reti da pesca.
Reti da pesca che qui venivano
intrecciate sin dall’epoca di Carlo
Magno e che sono rimaste le stesse
fino agli anni Settanta. Reti che hanno visto passare Papi e nobili, Alessandro Manzoni (che ne ha volute per
sé per i suoi «roccoli» a Lecco), e che
hanno assistito alla storia d’amore
tra George Sand e Chopin, che proprio a Montisola, nel borgo di Sensole, vissero la loro love story.
La data a cui far risalire l’inizio
della lavorazione delle reti, ormai
tradizione di Montisola, risulta incerta.
I primi reperti ritrovati sull’isola risalgono all’XI secolo e da allora
questa attività è proseguita ininterrottamente fino ai nostri giorni
Documenti e citazioni che risalgono al 1400 dimostrano che questa
attività a Montisola era già praticata
ed affermata e non solo per la pratica
della pesca, ma anche per il suo utilizzo nel campo della caccia.
Originariamente le reti erano
realizzate utilizzando fibre naturali
come canapa e cotone intrecciati.
Mentre agli uomini era affidato il
compito della pesca, alle donne veniva demandato il ruolo della tessitura,
oltre che quello di rammendo e manutenzione delle reti.
Con l’avvento di materiali sintetici di nuova generazione come nylon,
polietilene o propilene e con la produzione di prodotti di importazione
proveniente da paesi come Cina e
India, si assiste, a partire dagli anni
Settanta, ad un declino della produzione isolana, vedendo il trasferimento dei retifici, e lo sviluppo di
nuovi, sulla terraferma o all’estero.
Attualmente
sono
presenti
sull’isola pochissimi artigiani a livello familiare; accanto a questi,
l’azienda di Fiorello Turla, battezzata orgogliosamente «La Rete», oltre
a poche altre aziende superstiti che
impiegano poche decine di persone.
«La Rete» produce reti di ogni
genere: da tennis, da pallavolo, pingpong, basket e calcio (tra cui molte
squadre di serie A), reti per funghi,
per amache, di cotone ecru per borsette da signora, da recinzione, reti
di protezione per sciatori e reti di
sicurezza.
ORIGINARIAMENTE
QUESTE RETI
ERANO REALIZZATE
UTILIZZANDO
FIBRE NATURALI
COME CANAPA
E COTONE
INTRECCIATI;
ATTUALMENTE
SI UTILIZZANO
NYLON, POLIETILENE
E PROPILENE
Il paradosso è che questo retificio produce ogni tipo di rete tranne
quelle da pesca. Sembra assurdo,
se solo si pensa che fino ad una quarantina di anni fa una buona parte dei
pescatori italiani utilizzavano reti realizzate proprio a Montisola.
«La Rete» è nata negli anni Settanta, proprio quando la produzione
LE RETI DA PESCA
VENIVANO
REALIZZATE
A MONTISOLA
FIN DALL’EPOCA
DI CARLO MAGNO
CULT
TIPOLOGIE DI RETI DA PESCA
LE RETI DA PESCA HANNO FONDAMENTALMENTE DUE
FORME: PIANO-QUADRATE E CILINDRICHE.
POSSONO INOLTRE ESSERE CLASSIFICATE IN BASE ALLA
TIPOLOGIA:
* RETI, NASSE, SEGNALI: RETI DA CIRCUIZIONE, SPECIALI,
DA POSTA FISSA, DA POSTA ALLA DERIVA;
* RETI DA CIRCUIZIONE: LA RAVASTINELLA, LA TONNARELLA, L’AGUGLIARA, LA CANNATA,LA GASTAURELLARA,
LA LAMPARA, LA RAVASTINA,LA LAMPARA A MAZZETTA, LA
LAMPARA A MUGGINARA;
* RETI A STRASCICO: IL CARPASFOGLIE, LA MAZZONARA,
LA MUSSOLIERA, LA MUSSOLIERA A PIOMBO, L’OSTREGHERA, L’OSTREGARO, LA PARANZA , IL RAPIDO, LA SCIABICA,
LO SCIABICHELLO, LA TARTANA, LA TARTANELLA, IL TARTANONE, LA VASTASEGNA;
* RETI SPECIALI: LA PEDARUOLA, IL RABBIO, IL RASTRELLO A MANGANELLO, LA RETE DA CAPPAROZZOLI, LA RETE
PESCHIERA, L’INGEGNO, LA TRATTA PER PESCA MINUTA, L’ANGAMO, LA BILANCIA, I BILANCIONI, IL RULLO, LA
SCACCHIERA, LO SPARVIERO O REZZAGLIO O GIACCHIO O
JACCO, LA TELETA, IL TELONE PER PESCE NOVELLO, LA
TONNARA, LA TONNARELLA, IL TRABUCCO (PADELLONE)
IL TRAMUARDO, LA BRAGAGNA, IL FERRO DA POVERAZZE,
IL FERRO PER CALCINELLI, IL GRIVARULO);
* RETI DA POSTA FISSA: LA CIAULARA, LA MINOSCIARA, LA
MUGGINARA, LA RETE MARITATA (INCANZELLATA, LACCIARA CON BARDASSOLE), LA RETE DA STORIONI, IL SALTERELLO, LA TONNARELLA, IL TREMAGLINO, LA TUPPIDARA,
LA PALAMITARA, LA PAURARA, L’OPALARA, LA SCHETTA
(RITORTA, SCHETE, SCHIETTO, SCHIETTAS), LA SCORMARA, LA SEPERA, IL TRAMAGLIO (REZZA, TREMAGGIO, INTRAMACCHIATA, SCHETTO, BOMBINE, GOMBINE, RETE
TRIMAGLIATA, RETE VESTITA, RETE A PARETE, REZZELLA,
TREMAGLIO, TREMAZE, ZABARA, RE DE TRIE, RE DE BARBONI, CERBERAI), LA BESTINARA, LA CHENIARA, LA SQUADRARA, LA TEREBARA, LA PALOMBARA, LA RETE CANALE;
* RETI DA POSTA ALLA DERIVA: LA MENAIDE, LA MENAIDOZZA, IL RARILO, LA LACCIARELLA, LA SARDARA, LA SARDELERA.
OGGETTI DI CULTO CHE
HANNO FATTO LA STORIA
artigiana di Montisola inizia a subire i contraccolpi della concorrenza
dei Paesi asiatici, costringendo gran
parte dei retifici a trasferirsi sulle
sponde della terraferma per poter
ridurre i costi di produzione.
La scommessa è stata quella di
puntare contemporaneamente sulla
tradizione e sull’innovazione, ricorrendo all’abilità degli intrecciatori di
Montisola, puntando non più sulle
reti da pesca, ma su quelle sportive:
non più a maglie quadrate, ma a nido
d’ape.
La produzione attuale avviene
ricorrendo a materiali filo sintetici
lavorati in maniera meccanica. In
questo modo è stato possibile reggere la concorrenza straniera, consentendo di mantenere elevati standard
di qualità che continuano a rendere
unica e riconoscibile in tutti i paesi
del mondo la produzione di Montisola, contribuendo a tenere alto il nome
del made in Italy ed ovviamente del
made in Brescia.
(Si ringrazia il signor Fiorello
Turla per il materiale fornito)
47
CLAB4DESIGN
DESIGN
48
L’ARTIGIANALITÀ, LA MANUALITÀ,
LA SENSIBILITÀ SONO STATI I PUNTI DI PARTENZA
Il progetto Clab4design parte fondamentalmente da circa un decennio di
attività della falegnameria Sensibili al
Legno. L’artigianalità, la manualità, la
sensibilità sono stati i punti di partenza dai quali l’esperienza Clab4design
ha permesso di sviluppare un ragionamento più allargato riguardante i temi
dell’arredamento, dell’abitare e del fare
impresa, tenendo conto della contemporaneità e delle istanze con le quali quotidianamente ci si deve confrontare.
Il termine «Umano Compatibile» è
stato coniato per sintetizzare i risultati e
gli intenti frutto di questo ragionamento.
Sono coinvolte le tematiche ambientali,
il rapporto tra prodotto e persone (siano
esse i fruitori o i realizzatori materiali),
il necessario apporto di creatività e piacevolezza degli oggetti che circondano il
nostro abitare.
L’eco-compatibilità fa parte quindi
del modo di costruire di Clab4design,
una strada scelta non soltanto per il desiderio di migliorarsi, ma perché questa
sembra essere l’unica strada percorribile per una economia che crei benessere
nell’immediato futuro. Se si vuole vincere la sfida però bisogna prima di tutto
«sedurre» con bellezza, design, qualità.
I mobili Recycling Freccia Rossa,
ad esempio, sono prodotti interamente con materiali di riciclo, con materiali
cioè troppo precocemente destinati alla
discarica; le parti in legno sono trattate
con oli atossici (sul sito la descrizione
particolareggiata). Per lo staff di Clab4design sono particolarmente signifi-
cativi, perché ben rappresentano il progetto. Attraverso l’utilizzo di tecniche
artigianali di falegnameria e la creatività
si è riusciti a costruire degli oggetti di
qualità, dal design originale e piacevole
che personalizzano l’arredamento e gli
ambienti di vita. L’utilizzo di finiture atossiche e facilmente smaltibili completano
il quadro.
Anche gli altri prodotti sono in linea
con la filosofia dell’Umano Compatibilità.
I mobili della serie I’m a Woodworker esaltano la manualità; qui i segni co-
un design semplice che permette il montaggio e lo smontaggio in pochi secondi
senza l’utilizzo di viti o parti metalliche.
La borsetta G.wedding (il mobile da
indossare) è un oggetto provocatorio, ma
sempre ottenuto da materiali di recupero.
La panca Homesick Fly utilizza legno
massiccio trattato con oli atossici, crea
degli ambienti molto intimi e rilassanti
grazie all’illuminazione proveniente da
sotto il mobile.
www.club4design.it
L’ECO-COMPATIBILITÀ
FA PARTE DEL MODO
DI COSTRUIRE DI CLAB4DESIGN
struttivi sono lasciati a testimonianza e a
decorazione dell’oggetto d’arredamento.
Nel Tavolo G.lab si utilizza una tecnica mutuata da falegnami giapponesi:
utilizzando lame affilatissime si rende
liscia la superficie del legno esaltando
i colori naturali molto più del classico
impiego di cartavetro. Le cere naturali
completeranno la finitura.
La libreria Simple è lasciata grezza,
la sensazione del legno vivo è conservata. Essa è stata studiata e costruita con
49
DESIGN
CARTOONIST
U N A C I T TÀ A F U M E T T I
DA QUESTO NUMERO INIZIA LA PUBBLICAZIONE
D E « I L R I S V E G L I O D E L R E » , F U M E T T O C R E AT O E S C LU S I VA M E N T E
PER ARCH+ DA MARCO FEBBRARI E ANDREA «RED» MUTTI.
L A S T O R I A D E L L’ A R C H I T E T T O V E R T U A , A M B I E N T A T A A B R E S C I A ,
A P PA S S I O N E R À I L E T T O R I , P U N TATA D O P O P U N TATA , P E R T U T T O I L 2 0 1 0 .
Le vicende che abbiamo deciso di raccontare sono legate alla storia di Brescia. Le
origini della città, intesa come primo agglomerato umano, risalgono al IV secolo a.C. Il
presupposto era creare una storia legata al
contesto storico senza banalizzarlo. Si trattava di entrare nella storia della città, amalgamando elementi misteriosi e fantastici
rendendoli per quanto possibile «credibili»:
elementi che non riveleremo per non rovinare il finale.
L’idea di partenza per «Il Risveglio del
Re» nasce da una visione: ogni giorno mi ritrovavo a passare in via Crocifissa di Rosa e
guardando il Castello con le sue mura di cinta
nei giorni grigi e colmi di neve, li trovai così
attraenti da indurmi a sviluppare una storia
che li vedesse protagonisti. Con quest’immagine in testa e ispirandomi ad alcuni articoli
sulle origini della città, insieme ad Andrea,
cominciammo a strutturare la storia dividendola in quattro capitoli. Nel primo capitolo
sono presentati i personaggi principali: l’architetto Vertua, il giovane Pietro e una figura
misteriosa che arriva dal passato. Ma come
si evolveranno i rapporti fra queste figure, lo
vedrete poi...
Quando si parla di fumetto, si pensa
subito a qualcosa di fantastico, non sapendo che alle spalle di ogni storia raccontata
ci sono ricerche di tipo storico, geografico e
architettonico, necessarie per contestualizzare il racconto. Inoltre il fumetto ha una sua
struttura e delle regole da rispettare, senza
le quali la struttura non regge, esattamente
come un edificio senza fondamenta. L’architettura è, per definizione, l’arte di progettare,
disegnare, realizzare edifici. Parallelamente
il fumetto è l’arte di progettare e realizzare,
attraverso il disegno, storie. Il percorso è il
medesimo: si parte da un’idea che va sviluppata e sostenuta, con la differenza che nel
fumetto il progetto resta solo sulla carta.
MARCO FEBBRARI
MARCO FEBBRARI NASCE A BRESCIA NEL 1967.
FREQUENTA IL LICEO ARTISTICO E SI SPECIALIZZA IN UNA SCUOLA DI GRAFICA
E FOTOGRAFIA. NELL’AMBITO DEL FUMETTO LAVORA PRIMA COME CO-AUTORE
DELLA SERIA FULL MOON PROJECT E IN SEGUITO ENTRA FAR PARTE, COME
SCENEGGIATORE, NEL GRUPPO HAMMER. NEL 2009 ESPONE ALL’ARSENALE DI
ISEO IN OCCASIONE DELLA RASSEGNA ISEO JAZZ, CON UNA MOSTRA DAL
TITOLO «VOLTI DEL JAZZ». NELL’OTTOBRE DELLO STESSO ANNO COLLABORA
CON DONATA BINI ALLA REALIZZAZIONE DELLA RASSEGNA «IMAGES FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA», SEMPRE ALL’ARSENALE. ATTUALMENTE È CONSULENTE APPLE PER VIGASIO F.LLI E WHITESTORE APPLE PREMIUM RESELLER.
ANDREA «RED» MUTTI NASCE A BRESCIA NEL 1973.
FREQUENTA IL CORSO TRIENNALE DI SCUOLA DI FUMETTO DI BRESCIA,
DIRETTA DA RUBEN SOSA. A 18 ANNI CREA CON UN GRUPPO DI AMICI LA SERIE
SUPER-HERO «DNACTION» PE LA XENIA EDITRICE DI MILANO. PASSA POI ALLA
STAR COMICS. NEL 1993 ENTRA NELLO STAFF DI NATHAN NEVER, DOVE RIMANE SINO AL 2000. ILLUSTRATORE PER LE MAGGIORI CASE EDITRICI ITALIANE,
NEL 2001 SBARCA NEL MERCATO FRANCESE CON IL THRILLER «BREAK POINT»
SEGUITO DA «LES BRUMES HURALNTES». PER LE EDIZIONI GLENAT REALIZZA
«ARRIVEDERCI AMORE CIAO», TRATTO DAL BEST SELLER DI MASSIMO CARLOTTO. CREA CON ALEX CRIPPA E ANGELO BUSSACCHINI IL PERSONAGGIO NERO,
EDITO DA CASTERMAN. REALIZZA LE SCENOGRAFIE DEL VIDEO MUSICALE
«ALTRE FORME DI VITA» DEL GRUPPO ROCK BLUVERTIGO CHE VINCE L’MTV
MUSIC AWARD. LAVORA PER MARVEL E DC COMICS.
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tecnologia nella lavorazione del legno
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PAOLO BORNATICI
Lì, nel cuore della Milano che fa tendenza, nel
centro nevralgico di quella metropoli che tutto il mondo
conosce per la sua anima avanguardista, capace di
stupire anticipando mode, gusti e stili. Lì, in zona Brera,
da sempre destinazione di elevato interesse culturale
e turistico, ma anche crocevia delle principali attività
commerciali e finanziarie della città, con il suo charme
unico che si manifesta tra le splendide chiese, la nota
Pinacoteca e i caratteristici vicoli che conservano la
struttura architettonica del secolo scorso. Lì, tra le
atmosfere di una Milano d’altri tempi, dove storia, arte e
design convivono magicamente, svelando i segreti di una
delle città più trendy e vivaci. Nasce in questo preciso
contesto urbanistico «spazio sanmarco», il nuovo punto
di incontro per operatori del world design, architetti, clienti e rappresentanti dei media. Una location
destinata a far breccia nei cuori di molti, nella quale
si esprimono, sia pur in maniera distinta, due universi
creativi assolutamente unici: quello di Ruggero Caratti
e Pierpaolo Smussi e quello di Marzia e Roberta Tonini,
rispettivamente i fondatori di HD home design, azienda
bresciana specializzata nei rivestimenti di superfici con
resine e paste di cemento dalle cromìe e dalle sfumature
che evocano ambientazioni naturali di grande impatto
suoi elementi d’arredo, in una visione armoniosa di modernità ed equilibrio.
La HD ha sede a Gussago, mentre la Weiss ha sede
a Storo, in provincia di Trento: due mondi paralleli uniti
da una passione e da una filosofia operativa che, si concretizzano in un sistema di lavoro caratterizzato da una
continua attenzione per il dettaglio e da un rapporto
diretto con il cliente.
«spazio sanmarco», un po’ show room, un po’
location per eventi, è il nuovo volto architettonico di
quella Milano che guarda al futuro, alle nuove linee del
costruire e alle nuove prospettive moderniste offerte
dalla fiera universale Expo 2015. Qui i due marchi, avvalendosi della professionalità dello studio di architettura
Laboratorioquattro, hanno dato vita a una nuova visione
degli ambienti, la cui evoluzione è globale e nella quale
il rispetto della simmetria, la sobrietà dei colori e la
pulizia dello stile si sposano con la simbiosi di materiali
diversi (come il vetro e l’acciaio) piegati alle esigenze
del progetto. Il tutto nel pieno rispetto delle caratteristiche del contesto architettonico preesistente.
La struttura originaria che oggi ospita «spazio
sanmarco» è stata preservata e, grazie all’impiego e
all’allestimento dei prodotti delle rispettive aziende,
02
THE
PROJECT
NEL CUORE DI MILANO, LO «SPAZIO SANMARCO»
È UN NUOVO PUNTO DI INCONTRO
PER OPERATORI DEL WORLD DESIGN
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HD &
WEISS
DUE GRIFFE
PER L’ ATELIER
DEL DESIGN
emotivo, e le responsabili di Weiss.cucinebianchi, griffe
di eco internazionale che ha scritto e continua a scrivere
la storia delle cucine, che come vuole la tradizione di
famiglia vengono realizzate rigorosamente a mano.
Due realtà e due modi di interpretare gli spazi che
armonicamente interagiscono nell’atelier milanese
dando vita a una nuova dimensione architettonica
concepita per valorizzare eventi come presentazioni,
conferenze, shooting fotografici e seminari. Un nuovo
concetto di abitabilità e di architettura d’interni nel
quale il made in Italy, quello autentico che aspira
all’eccellenza, viene esaltato in tutte le sue forme e i
è tornata a nuova vita. Lì dove un tempo sorgevano i
magazzini della famiglia Pozzetto, a due passi dal Naviglio San Marco, uno dei tanti sacrificati all’espansione
urbanistica di Milano, c’è ora un moderno e innovativo «open space» dalle molteplici finalità, nel quale
si riflettono l’impronta e la personalità di HD home
design e di Weiss.cucinebianchi. Per anni anche dimora
di artisti, oggi questa location rappresenta un nuovo
punto di partenza per questa partnership commerciale, ma anche per quanti vogliano avere la garanzia
di uno show room e location per eventi, nella Milano
che parla e che fa parlare. Nell’atelier non c’è spazio
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THE
PROJECT
02
THE
PROJECT
per l’omologazione e come i prodotti HD e Weiss tutto è
rigorosamente esclusivo.
L’impiego della pasta di cemento prodotta da HD ha
consentito di conferire all’ambiente un’atmosfera e una
dimensione di domesticità, con rivestimenti continui in
getto in piastra unica dall’incredibile effetto materico.
La scelta dei colori interni risponde poi ad una precisa
finalità: fare di «spazio sanmarco» un grande contenitore
di idee, di proposte e di creatività. Una sorta di scatola da
riempire con i colori della moda, dell’arte e della cultura.
Per questo sono state privilegiate le tinte neutre e le
colorazioni sobrie come l’effetto sabbia.
All’interno dell’antica corte milanese - nel piano interrato sono ancora oggi visibili le chiuse della Martesana progettate da Leonardo - convivono in totale armonia
i segni del passato e un nuovo spazio espositivo. La
logica conservativa orientata al semplice risanamento,
applicato prevalentemente al consolidamento strutturale
ed al ripristino dell’integrità fisica e morfologica del manufatto, l’innovativo spirito progettuale reso necessario
dalla proposizione di nuove destinazioni d’uso, e perciò di
ambienti di qualità differenti, hanno permesso di definire
un nuovo assetto interno, senza tuttavia modificare i
volumi e le altezze originarie dei fronti (fatta eccezione per il parziale ritocco tridimensionale-esterno dei
fabbricati). Se da un lato sono state tutelate le posizioni e
le quote dei muri portanti, dei solai, delle volte e del tetto,
dall’altro in «spazio sanmarco» è stato creato un nuovo
volume destinato agli uffici direzionali che nel pieno
rispetto del manufatto non va mai in aderenza con i muri
perimetrali. In questa volumetria non passa inosservato il
soppalco, realizzato con il preciso intento di dare un tocco
di modernità all’ambientazione. L’equilibrio dello spazio
è tutto giocato all’interno di un campo architettonico
delicato, privo di forme dissonanti, che grazie all’impiego
non invasivo dei materiali rende leggibili preesistenze e
modificazioni.
Diventa dicotomico il rapporto nel quale i componenti vengono accostati, creando un insolito equilibrio tra
vecchi mattoni pieni e grandi lastre di vetro extra chiaro; i
«masselli» della storica pavimentazione in pietra di Milano
e nuovi prodotti come la pastina di cemento, la cui sensazione di uniformità è resa possibile dall’assenza di fughe.
In questo spazio asettico, la cui architettura viene
ritenuta allo stato primitivo, con un senso del vuoto e
della luminosità che sembra rimandare alle atmosfere
e alle suggestioni generate dai «sassi» di Matera, viene
favorita una precisa percezione dell’oggetto. Qui le
collezioni Weiss diventano più che mai parte integrante
del contesto generale: «un’architettura nell’architettura»,
definendo l’ambiente e le collezioni con le parole di Fabio
Mottin, designer di Weiss. Si dà vita a delle collezioni di
carattere unico destinate ad un pubblico amante delle
cose semplici e raffinate. Rigore, scelta accurata dei
materiali innovativi e pregiati, attenzione ai dettagli e manodopera altamente qualificata sono gli elementi chiave
che definiscono il carattere unico delle collezioni Weiss.
Il pezzo unico, la “scultura” realizzata completamente in
acciaio inox invecchiato e saldato a mano, che a fronte
del peso di oltre 17 quintali offre una incredibile sensa-
UNA SINERGIA TRA L’ AZIENDA BRESCIANA
SPECIALIZZATA NEI RIVESTIMENTI
DI SUPERFICI CON PASTE DI CEMENTO
E RESINE E L’ AZIENDA TRENTINA,
GRIFFE DI ECO INTERNAZIONALE,
CHE HA SCRITTO E CONTINUA A SCRIVERE
LA STORIA DELLE CUCINE
zione di leggerezza, contrasto tra la solidità costruttiva e
la delicatezza delle linee (esposta in anteprima al Design
Week di Bruxelles nel 2005).
La voglia di stupire di Weiss non si limita però
all’aspetto estetico. Nelle sue collezioni l’ecologia diventa
etica. Lo testimonia un’altra cucina esposta nello «spazio
sanmarco», realizzata con legni completamente naturali
e pannelli di carta riciclata il cui collante è ottenuto
dai prodotti vegetali provenienti dalle americhe. Weiss
propone un ambiente funzionale, di design contemporaneo, innovativo nel tempo ma svincolato dalle mode del
momento, che consente libertà di combinazione di forme
e materiali: la più alta qualità, pezzi unici che sorprendono per semplicità e bellezza.
UN NUOVO CONCETTO
DI CASA
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Come una corrispondenza d’amorosi
sensi, il sodalizio tra HD home design
e Weiss.cucinebianchi è destinato a
crescere e a svilupparsi facendo scuola. In un’ottica aziendale in cui ricerca,
progettualità e senso del bello fanno base comune,
«spazio sanmarco» è il primo risultato concreto di questa collaborazione. La nuova location per la comunicazione, dall’atmosfera elegante ed internazionale, verrà
ufficialmente inaugurata il prossimo 14 aprile e da qui
in avanti c’è da aspettarsi molto dalle due griffe. L’atelier milanese è, di fatto, il punto d’inizio di una sinergia
d’intenti che sta portando le due aziende a lanciare,
nel rispetto delle rispettive identità imprenditoriali, un
nuovo concetto di casa. Due modi di interpretare la dimensione domestica: da una parte HD, con la sua pasta di cemento dall’evoluzione infinita, un rivestimento
plastico multiforme e facile da applicare che consente
di personalizzare gli spazi, ma anche di «vestire» arredi di ogni genere e materiale; dall’altra le collezioni
dal design internazionale e contemporaneo che Weiss
propone come spunti necessari ad avviare la fase progettuale, che procede sulla base di una radicata competenza nella sperimentazione di nuove forme espressive;
la bellezza che diventa conoscenza e cultura.
Uno spazio di respiro internazionale, di forte personalizzazione, che apre un nuovo capitolo nella storia delle
due aziende.
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HD HOME DESIGN
INDIRIZZO: VIA DONATORI DI SANGUE 113 GUSSAGO (BRESCIA)
T: 030.2520350 F: 030 2521386
WEB: [email protected] WWW.ACCADI.NET
WEISS.CUCINEBIANCHI
INDIRIZZO: STRADA PROVINCIALE 69, 4 | STORO (TRENTO) ITALIA
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THE
PROJECT
CREAZIONI
LISA CESCO
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LA «FORZA»
DELLA RESINA
Sono i dettagli a fare la differenza e a definire
solidità e comfort dell’abitare. Questa idea portante, che da sempre ispira l’impegno di Creazioni,
impresa di costruzioni e ristrutturazioni con sede
a Ghedi, si declina in un caleidoscopio di attività in
cui nessun particolare viene lasciato al caso.
Uno degli aspetti su cui Creazioni ha maturato una particolare esperienza e sensibilità è
quello delle resine, materiali duttili utilizzati per
rivestire e proteggere supporti di varia natura,
come pavimenti, pareti e coperture, cui conferiscono resistenza e resa estetica.
Fra i lavori più recenti effettuati da Creazioni
in questo settore va ricordato l’intervento di
ristrutturazione in una villa sul lago di Garda,
in cui proprio l’impiego sapiente delle resine
ha rappresentato la cifra identificativa della
realizzazione: le resine hanno infatti interessato
la zona cucina, il soggiorno, il rifacimento totale
delle sei rampe di scale con i muri in pietra a
vista, per arrivare ai complementi come tavoli,
piani di appoggio, quadri e altre tipologie di accessori ideati e lavorati dagli esperti di Creazioni.
«L’area in cui si colloca l’elemento resina si
muove tra la ricerca della creazione di superfici e sfondi ad alto contenuto tecnologico e la
capacità di porre in evidenza contenuti artistici
attraverso la duttilità dei materiali - spiega Domenico Pisciali, titolare di Creazioni Srl insieme
a Ivan Begni -. Proprio la non convenzionalità del
LA «NON CONVENZIONALITÀ» DI QUESTO
PRODOTTO È FONTE DI CONTINUA
ISPIRAZIONE PER CREARE PEZZI UNICI
PROGETTISTA: CREAZIONI S.R.L.
UFFICIO ESPOSIZIONE: VIA GARIBALDI 19, GHEDI
CONTATTI: EMAIL [email protected]
DOMENICO PISCIALI TEL. 335 7072435
IVAN GEOM. BEGNI TEL. 335 8791856
PAVIMENTI E RIVESTIMENTI VENGONO PLASMATI ASSECONDANDO
L’ESIGENZA ESTETICA IN UNA GAMMA INFINITA DI COLORI
prodotto è fonte di continua ispirazione per creare
pezzi unici, ovvero elementi che caratterizzano e
personalizzano il proprio spazio abitativo o le relative oggettistiche».
Il settore resine è per Creazioni uno dei punti di
forza, grazie anche alla collaborazione avviata con
Carlotta Ghisolfi, esperta del settore che cura personalmente le decorazioni e le varie fasi lavorative,
nonché la realizzazione di nuovi complementi. Grazie alle resine, infatti, pavimenti e rivestimenti vengono plasmati assecondando l’esigenza estetica in
una gamma infinita di colori ed effetti, e rispettando
le necessità funzionali con la scelta delle finiture,
da quella lucida a opaca, satinata o a spessore, che
conferiscono alla resina un tocco speciale, dal più
semplice al più lavorato.
Fra le caratteristiche peculiari delle resine non
vanno dimenticate la possibilità di applicazione su
ogni tipologia di fondo, l’assenza di fughe e punti
di giuntura, le ottime caratteristiche di resistenza
all’usura e al calpestio unite alla facile pulizia e
manutenzione nel tempo, che le rendono idonee
per abitazioni private o spazi pubblici, dove trovano
facile collocazione sia per la facilità di coesione con
altre tipologie di materiali, che per la possibilità di
rivestirli senza necessità di rimozione, posandole
quindi sulla superficie esistente.
La duttilità della resina si presta ad un suo
utilizzo anche per creare o rivestire i complementi
d’arredo che, studiati appositamente per necessità
e tipologia abitativa, vengono inseriti quando l’intervento lo richiede: nascono così pezzi unici anche
per i clienti più esigenti, come quadri, sedie, madie,
cucine, lampade, piani di appoggio, uniti ai diversi
pavimenti e rivestimenti con effetti policromatici o
a tinta unita.
UNA «RETE» SPECIALIZZATA
Impresa moderna e dinamica, Creazioni Srl è specializzata nelle attività di costruzione e ristrutturazione. L’ufficio laboratorio ha sede a Ghedi, in
via Garibaldi 19, dove i titolari, Domenico Pisciali e
Ivan Begni, mettono a punto progetti e presentano
alla clientela campionature e lavorazioni.
Il lavoro di progettazione ed esecuzione interessa
una varietà di interventi, dalla piccola ristrutturazione fino alla realizzazione di appartamenti e ville
prestigiose curate nei minimi particolari, senza dimenticare il restyling di negozi e uffici.
Uno dei punti di forza delle proposte di Creazioni
è lo scambio continuo di esperienze e la collaborazione tecnica avviata con una rete di aziende
specializzate sul territorio (da quelle esperte nelle
rifiniture e decorazioni a quelle per impianti idrotermosanitari, carpenteria, illuminazione, tinteggiatura, pavimentazioni), per garantire soluzioni
abitative curate nei minimi dettagli e offrire ad
ogni cliente un risultato unico e personalizzato
sulle sue esigenze.
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SOLZI IMMOBILIARE
INDIRIZZO: VIA ALDO MORO 40, BRESCIA T. 030.2420606
CONTATTI: WWW.SOLZIMMOBILIARE.IT [email protected]
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THE
PROJECT
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SOLZI
IMMOBILIARE
Appartamenti, giardini privati, logge,
attici con giardini pensili, uffici: tutto questo
è racchiuso in due nomi: Palazzo 50 ed Elle
Building, le due nuove realtà - il complesso
residenziale e l’unità direzionale - che stanno sorgendo a Brescia 2, tra via San Zeno e
via Bianchi (di fronte a via Aldo Moro). Edifici
destinati a cambiare il volto dell’area sud
della città, grazie alle soluzioni innovative
ideate e allo stile che li caratterizza. Seguito
a livello commerciale da Solzi Immobiliare (la progettazione e la direzione lavori è
dello Studio AEGIS Cantarelli & Partners), il
grande complesso è diviso in due parti, cia-
GLI EDIFICI DEL FUTURO
PALAZZO 50 ED ELLE BUILDING,
DUE NUOVE REALTÀ A BRESCIA 2
scuna con una diversa finalità. La prima, più
riparata e protetta dal traffico, è una corte
residenziale, il Palazzo 50, che si estende su
3600 metri quadrati, in cui verranno realizzati 32 appartamenti. La seconda parte del
complesso, invece, separata e distinta dalla
prima, si presenta come un palazzo direzionale per studi e uffici da 3100 metri quadrati.
Elle Building punta sulla visibilità esterna
per rimarcare la sua funzione di edificio pubblico che si inserisce nel cuore degli affari e
del mondo produttivo, avendo a disposizione
ampi spazi di parcheggio pubblico e privato.
In comune, le due realtà hanno però la fun-
zionalità, l’innovazione e l’attenzione all’ambiente. Lo stile degli edifici è moderno e si
sposa con la qualità delle finiture e la scelta
dei materiali (tutti di elevatissimo livello,
scelti con cura già a livello di capitolato), che
vanno dal rivestimento in pietra per l’edificio
residenziale alle grandi vetrate per il palazzo
direzionale.
Insomma, due realtà di indiscutibile
appeal, che segneranno il futuro della città.
Palazzo 50, il cui nome ricorda un
modello di edilizia signorile degli anni Cinquanta, sull’esempio degli eleganti palazzi
milanesi del periodo, punta sulla tecnologia
UN GRANDE
COMPLESSO
DIVISO IN ZONA
RESIDENZIALE
E PALAZZO
DIREZIONALE
e sull’esclusività. Gli appartamenti - trilocali,
quadrilocali e tre attici - sono climatizzati (con riscaldamento e raffreddamento
radiante a pavimento) e con assenza di gas,
grazie alle cucine a induzione elettrica. Un
altro aspetto non irrilevante è la funzionalità
e l’attenzione prestata al comfort abitativo
dell’edificio residenziale, che assicura una
vivibilità degli spazi interni con una adeguata
distribuzione degli ambienti, la dotazione di
impianti tecnologici avanzati con gestione
domotica e la disponibilità di logge esterne.
A tutto vantaggio della tranqullità e della
privacy, sono stati inoltre predisposti dei
sistemi per assorbire i rumori e assicurare
l’insonorizzazione tra unità e unità.
Elle Building - che deve il suo nome
alla sua forma ad elle - è invece concepito
nel segno dell flessibilità: a seconda delle
esigenze della clientela potrà essere suddiviso in varie unità di diversa metratura e
personalizzato in base alle necessità. Anche
in questo caso sono stati valorizzati i dettagli
e puntato sulla scelta dei materiali.
Ultimo, ma non meno importante, il criterio generale seguito sulla base dell’attenzione all’ambiente e al risparmio energetico:
in entrambi gli edifici un pozzo geotermico
UNA GRANDE ATTENZIONE
ALL’AMBIENTE E AL
RISPARMIO ENERGETICO
integrerà il teleriscaldamento, consentendo
di raffreddare gli ambienti durante l’estate
con acqua di falda a costi pressochè nulli, oltre che di irrigare le zone verdi del complesso con risparmio di spese condominiali. A
completare l’insieme è la tecnologia d’avanguardia di cui è dotato il palazzo dirigenziale,
con un sistema di rete dati capillare su tutta
l’unità immobiliare, e la videosorveglianza
delle zone comuni dell’edificio residenziale, che dispone di ascensori e garages
con ingresso controllato e aperture dei box
motorizzate, per assicurare alti standard di
sicurezza.
Il termine previsto per la consegna di
appartamenti ed uffici è la primavera del
2011 (gli acquirenti sono esenti da mediazione), ma già da adesso è possibile “entrare”
direttamente nel progetto di Palazzo 50 e di
Elle Building attraverso i due siti appositamente attivati: www.palazzo50.it e www.
ellebuilding.it. Il modo più semplice per
capire come “vivere il futuro”.
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THE
PROJECT
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EDIL
AZZURRA
LISA CESCO
Come un corpo umano, anche una casa
ha uno scheletro, una spina dorsale portante,
dei sistemi di protezione e di rientro energetico. Un equilibrio sofisticato e perfetto alla
pari di un organismo in carne ed ossa, pur
essendo fatto di cemento, mattoni, finiture e
solidi metalli.
Perché la casa possa vivere nel tempo,
infatti, le scelte nella fase costruttiva diventano determinanti, in quanto destinate a segnare la tenuta e la funzionalità dell’edificio
per molti anni a venire. E’ questo l’approccio
in cui crede Edil Azzurra, realtà imprendi-
L’EDILIZIA
«CHIAVI IN MANO»
toriale attiva nel settore delle costruzioni,
che si dedica in particolare all’edilizia
residenziale, con sede operativa a Rudiano
e un orizzonte di attività che si estende dalla
Lombardia ad altre regioni italiane.
Rispetto dell’ambiente e attenzione privilegiata alle fonti energetiche di ultima generazione, abbinati al massimo comfort e alla vivibilità
degli ambienti sono i punti di forza dell’attività
aziendale, che annovera fra i progetti più recenti
in corso di realizzazione la costruzione di un
complesso di 98 appartamenti a Zibido San
Giacomo, in provincia di Milano.
Il complesso residenziale, situato in
via Vivaldi, è composto da appartamenti di
pregio con giardino che, oltre a distinguersi
per le finiture di lusso, hanno la particolarità
di essere ad alto risparmio energetico: grazie
all’impianto fotovoltaico, ai pannelli solari
per l’acqua calda, alla ventilazione meccanica forzata, al riscaldamento con pannelli
radianti a pavimento e agli isolamenti specificamente studiati, gli appartamenti sono
energeticamente autosufficienti e per questo
qualificati di «classe A», ossia la categoria
più alta riconosciuta dalla normativa per il
EDIL AZZURRA S.R.L.
SEDE OPERATIVA: 25030 RUDIANO (BS) VIA DEGLI ARTIGIANI 11, T. 030.7069014 - F. 030.7069221
WEB: WWW.EDILAZZURRA.IT
RISPETTO DELL’AMBIENTE E ATTENZIONE
ALLE FONTI ENERGETICHE DI ULTIMA
GENERAZIONE SONO I PUNTI DI FORZA
DELL’ATTIVITÀ AZIENDALE
risparmio energetico delle abitazioni.
Altro intervento di rilievo è quello in
corso a Cernusco sul Naviglio, in provincia
di Milano, in via Alla Battiloca, dove Edil
Azzurra sta realizzando un complesso
residenziale immerso nel verde, costituito
da 11 palazzine distinte per un totale di
circa 160 appartamenti dotati di pannelli
solari e impianto fotovoltaico e inquadrati
come «classe B» di risparmio energetico.
Le unità abitative si distinguono, oltre che
per i materiali e le tecnologie impiegate
nella realizzazione, anche per le ampie aree
comuni a verde che aggiungono vivibilità
all’insieme, destinato a segnare un nuovo
standard abitativo per la zona.
Questi sono solo alcuni esempi del ventaglio di attività di Edil Azzurra, che si occupa di costruzione oltre che di vendita diretta
di immobili, proponendo inoltre soluzioni di
affitto con possibilità di riscatto. Se l’impresa realizza anche operazioni immobiliari in
proprio, una fetta importante dell’attività è
però legata al lavoro in conto terzi.
«L’immobiliarista proprietario di
un’area che intende edificare ci presenta
UN’AZIENDA «CERTIFICATA»
Edil Azzurra è un’azienda «certificata», in quanto ha
ottenuto la certificazione di Sistema Qualità in accordo alla normativa europea ISO 9001:2000, attestato
di qualità che è garanzia del rispetto e controllo delle procedure, dell’utilizzo di materiali conformi, della
disponibilità di documentazione che assicura la massima trasparenza nelle operazioni. La qualità riconosciuta da ISO 9001 (con controlli semestrali e una
revisione dell’attestato ogni 4 anni) consente ad Edil
Azzurra di avere un controllo maggiore anche sulle
fasi produttive di cantiere, come ulteriore garanzia per
la clientela.
L’impresa di costruzioni ha anche conseguito la certificazione SOA, cat. OG01 classe VII e cat. OG03 classe
IV, per partecipare ad appalti pubblici sia in ambito
residenziale che stradale. Inoltre, da ottobre 2004 Edil
Azzurra è associata Assimpredil.
Questi riconoscimenti sono un ulteriore tassello
nell’impegno dell’azienda, che si presenta come consolidata realtà imprenditoriale, per assicurare i massimi
livelli di professionalità, serietà, puntualità e qualità.
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L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO DEL FUTURO
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THE
PROJECT
Se è vero che gli impianti fotovoltaici sono il futuro, si può definire avanguardistica la realizzazione curata da Edil Azzurra a Rudiano, in via Don Pietro Bianchi: si tratta di quattro
appartamenti di classe A, che hanno la particolarità di essere autosufficienti dal punto di vista
energetico grazie ad una serie di dotazioni appositamente studiate.
L’impianto fotovoltaico di cui sono forniti alimenta infatti una centrale termica che funziona ad
energia elettrica. In questo modo, grazie alle pompe di calore l’acqua viene scaldata «a corrente», per l’utilizzo igienico-sanitario e per il riscaldamento degli ambienti, senza necessità
di allaccio al gas.
«Per salvaguardare l’aspetto estetico delle abitazioni, oggi siamo in grado di integrare completamente nel tetto l’impianto fotovoltaico, accostando le tegole col pannello esterno - dice
Renato Alquati -. E anche su edifici già esistenti possiamo preventivare l’installazione di un
impianto fotovoltaico che garantisca la massima resa senza alterare l’aspetto d’insieme
dell’immobile».
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NEL SEGNO DELL’ECO-COMPATIBILITÀ, L’ULTIMA NATA ALL’INTERNO
CON PERSONALE ESPERTO IN GRADO DI VERIFICARE TUTTE LE SOL
MASSIMA RESA ENERGETICA
disegni strutturali e architettonici, il capitolato per la realizzazione e le finiture, gli
adempimenti per la tipologia di impianto e gli
isolamenti, come prescritti dalla ex legge 10
del ‘91: noi, sulla base di tutti questi requisiti,
facciamo un’offerta per la realizzazione
“chiavi in mano”», spiega Renato Alquati di
Edil Azzurra. Oltre alla formula «chiavi in
mano», l’azienda offre anche prestazioni di
manodopera con attrezzatura.
La marcia in più nascosta fra le pieghe
di ogni operazione sta nella flessibilità. «Una
volta stilato il preventivo, se il committente lo richiede siamo in grado di rivedere il
costo finale giocando su una diversa scelta
di finiture e materiali, senza declassare il
fabbricato - osserva Alquati -. Possiamo fare
uno studio per abbattere i costi dell’impiantistica, o valutare i piccoli compromessi da
fare per ridurre gli importi, il tutto con la
massima elasticità».
Questa opzione è particolarmente apprezzata dagli immobiliaristi, l’idea di potersi
sedere attorno a un tavolo per studiare i
correttivi da apportare è un’ulteriore garanzia della buona riuscita finale. «Ultimamente questa possibilità viene richiesta;
dal momento che il prezzo delle case sta
scendendo, l’onere più grosso è l’impresa e
chi avvia progetti immobiliari ha la necessità
di rispondere a richieste maggiori rispetto
a quanto accadeva in precedenza: dall’impianto tv satellitare al condizionamento, dal
riscaldamento a pavimento all’antifurto e
videosorveglianza».
Nel segno del rispetto ambientale e
dell’eco-compatibilità, l’ultima nata all’interno di Edil Azzurra è una struttura con personale esperto in grado di verificare tutte le
soluzioni per avere una casa con la massima
resa energetica (classe A o B), ma al costo
più vantaggioso. «Grazie ad una rete di ditte
cui ci appoggiamo e a un nutrito “storico” dei
fornitori, riusciamo a proporre gli interventi
meno onerosi e ad abbattere i costi», spiega
O DI EDIL AZZURRA È UNA STRUTTURA
LUZIONI PER AVERE UNA CASA CON LA
Alquati. La ex legge 10/91 sul fabbisogno
energetico è un po’ lo «scheletro» della casa,
che prescrive una serie di adempimenti
come la presenza di isolante nella muratura perimetrale, l’abbattimento termico,
determinati serramenti, la resa dell’impianto
idraulico. Sono poi le singole ditte a imporre
i prezzi per ciascun intervento, con costi che
si rivelano spesso piuttosto onerosi, se non
si è in grado di fare un’indagine di mercato e
individuare le proposte più interessanti.
Proprio a questo si dedica la struttura
nata in seno ad Edil Azzurra, che non solo
propone le soluzioni più convenienti, ma con
i propri tecnici è in grado di effettuare studi
dettagliati sulle abitazioni, per suggerire gli
interventi più appropriati, gli accorgimenti
da attuare per ottenere una determinata
classificazione e i risultati che si possono
ottenere in termini di economia energetica.
«Su questo settore stiamo puntando molto considera Alquati -, per proporre sul mercato
abitazioni che abbiano una marcia in più, e
sensibilizzare gli acquirenti sull’importanza
dei sistemi di risparmio energetico come il
fotovoltaico, un investimento - che peraltro
gode di incentivi statali - in grado di restituire
col tempo notevoli vantaggi, misurabili
concretamente nell’abbattimento di bollette
e relative spese».
LA MARCIA IN PIÙ
NASCOSTA FRA LE PIEGHE
DI OGNI OPERAZIONE
STA NELLA FLESSIBILITÀ:
«UNA VOLTA STILATO
IL PREVENTIVO, SU RICHIESTA
DEL COMMITTENTE
SIAMO IN GRADO
DI RIVEDERE IL COSTO
FINALE GIOCANDO
SU UNA DIVERSA
SCELTA DI FINITURE
E MATERIALI»
69
06
THE
PROJECT
COIND
PAOLO BORNATICI
Un’oasi di serenità, di armonia e relax
nel giardino di casa, dove ritrovare la
pace dei sensi attraverso la sublimazione
dell’acqua. Uno scenario idilliaco che con
le piscine targate Coind diventa magicamente realtà, in una dimensione abitativa
ampliata alle nuove frontiere del benessere.
Il tutto grazie ad un sistema operativo ben
strutturato con il quale l’azienda torinese
su misura dopo una rigorosa fase preliminare nel corso della quale personale
altamente qualificato riesce a dare forma
alle aspettative del singolo cliente, anche le
più particolari, consentendo così la realizzazione di quello che per molti è un vero e
proprio «sogno».
Specializzazione, cura dei dettagli e un
servizio di assistenza cantieristica costante
COIND, IL «MARE» IN CASA
è in grado di progettare e fornire «chiavi
in mano» piscine di alta gamma dei più
svariati modelli. Ogni piscina della Coind,
del resto, è unica, in quanto viene concepita
rappresentano il valore aggiunto della
società guidata da Gianpaolo Bertoldo,
che di fronte al momento di crisi che sta
condizionando l’intera economia mondiale,
PISCINE SU MISURA,
REALIZZATE A SECONDA
DELLE ESIGENZE
DEL CLIENTE, PER
«TUFFARSI» IN UN
MONDO DI RELAX
a differenza di tanti altri, ha scelto di osare, puntando in maniera ancora più incisiva su ricerca e
innovazione. Una strada, questa, perseguita con
la consapevolezza - condivisa dai suoi dirigenti che solo garantendo la qualità è possibile essere
competitivi sul mercato. Una qualità che con
le piscine Coind si può toccare facilmente con
mano, come dimostrano le tante realizzazioni di
pregio effettuate con magistrale senso dell’estetica e una particolare attenzione ai requisiti di
sicurezza e funzionalità, in ambito residenziale
ma non solo.
Attiva dal 1976 esclusivamente nel campo
della progettazione e della realizzazione di
impianti di depurazione delle acque per i settori
civile ed industriale, la Coind è cresciuta negli
anni allargando di volta in volta le sue competenze. Oggi questa dinamica realtà imprenditoriale - che tra l’altro fa parte del gruppo di aziende del prestigioso marchio Coral spa, leader nel
settore degli impianti di aspirazione e depurazione dell’aria - continua a distinguersi nel dominio
dell’ingegneria ecologica con sistemi innovativi
di progettazione, gestione e controllo, ma è
soprattutto per quanto concerne le piscine che il
«salto» è stato netto negli ultimi anni. L’apertura nell’aprile del 2009 di una nuova sede per
la Lombardia e il conseguente potenziamento
dell’organico sono l’ennesimo riscontro positivo
di una strategia aziendale lungimirante, che in
tempi come questi è decisamente controcorrente. Dalla base operativa di Volpiano, in provincia
di Torino, la Coind, attualmente presente in
pianta stabile anche a Gorgonzola (Milano),
si pone dunque come un interlocutore serio e
affidabile anche per tutti gli utenti del milanese
e della bergamasca.
«Il nostro punto di forza - spiega Maurizio Di
Cesare, direttore commerciale della nuova sede
lombarda - è la tipologia del servizio. Al cliente,
06
THE
PROJECT
TANTE PROPOSTE ALL’INSEGNA
DEL BENESSERE:
DALLE SAUNE ALLE SPA
DI ULTIMA GENERAZIONE
che sia un privato o una ditta, garantiamo
consulenza tecnica per le autorizzazioni, installazione, progettazione, scelte
personalizzate per ogni tipo di esigenza e
una mirata e attenta assistenza. I materiali
impiegati per la realizzazione delle nostre
piscine, a cominciare da quelle interrate la
cui base contenitiva è di cemento armato,
sono di prima qualità, così come i vari accessori che proponiamo. I modelli delle vasche, conformemente con quanto prescritto
dalle norme in materia, vengono pensati
sulla base di precisi parametri costruttivi,
tenendo conto del contesto paesaggistico e architettonico nel quale si opera e,
naturalmente, delle necessità del cliente. In
ambito residenziale, in particolare, i nostri
lavori prendono forma in totale armonia
con l’ambiente circostante, in un’ottica di
rispetto delle simmetrie e di esaltazione
delle linee. Il risultato? Una piscina dalle
linee moderne e funzionale, perfettamente
integrata nella dimensione domestica».
Progettazione, realizzazione e commercializzazione: tutto da Coind viene eseguito
con maniacale cura, dalla scelta del luogo
ideale dove installare la piscina all’effettuazione dello scavo, passando per la realizzazione della soletta, dei muri di sostegno,
dei profili e degli impianti di depurazione
dell’acqua. Quello che ne consegue è un
prodotto nel quale qualità ed efficienza
sono in perfetta simbiosi.
COIND DIVISIONE PISCINE
SEDE CENTRALE: VOLPIANO (TORINO)
FILIALE: VIA DEGLI ABETI 44, 20064 GORGONZOLA (MILANO)
CONTATTI: TEL. 02 9530198
WEB: WWW.COINDPISCINE.IT
LE PISCINE PRENDONO
FORMA IN TOTALE
ARMONIA CON L’AMBIENTE
CIRCOSTANTE, IN UN’OTTICA
DI RISPETTO DELLE
SIMMETRIE E DI
ESALTAZIONE DELLE LINEE
Coind srl si presenta come una grande realtá forte e consolidata che da anni
si dedica con la massima competenza e investendo tutte le energie disponibili nella progettazione e realizzazione di impianti di filtrazione e da qualche
anno in maniera sempre più concreta nel comparto delle piscine, sia quella
interrate che fuori terra.
Ma il mondo Coind non finisce certo qui. Garantendo l’impiego dei migliori
materiali, i tecnici più preparati e gli accessori di alta tecnologia più innovativi, l’azienda offre infatti un ventaglio ampio e articolato di proposte e soluzioni
all’avanguardia anche per quanto riguarda il settore delle saune, dei centri
benessere e delle Spa, per portare, anche direttamente dentro casa, il massimo del comfort e
del relax.
Come per la «divisione piscine», la
Coind è sinonimo
di qualità anche
nel campo più specifico del benessere, con mini piscine per tutte le stagioni pratiche e confortevoli, dalle strutture in acciaio resistente e indeformabile e con acqua
costantemente filtrata, depurata e alla temperatura desiderata.
E nel contesto domestico, si sa, la presenza di una sauna rappresenta un
vero e proprio «must»... un luogo rilassante e purificante con innumerevoli
benefici per la salute, ma anche una sensazione di benessere contro stress
e tensioni.
IL MASSIMO DEL COMFORT
E DEL RELAX
73
L’ARCHITETTURA DEL VETRO
75
07
THE
PROJECT
VETRARIA
PESCINI
07
THE
PROJECT
PAOLO BALDI
C’è una architettura dell’aria, della luce e
dell’eleganza che viene avanti; non contrapposta
ma sovrapponibile, o meglio perfettamente integrabile nelle scuole del cemento e dell’acciaio.
Una scienza del collegamento e del rivestimento,
ma anche una tecnica dello spazio finito che non
ha timori reverenziali nei confronti dei materiali
tradizionali, perchè il vetro, non da oggi, consente
risultati ormai incredibili in termini di portanza e prestazioni statiche: un cemento armato
trasparente che rispetto alla pietra artificiale e
al metallo offre però l’ineguagliabile vantaggio
della bellezza e della declinazione in mille colori,
lucentezze e decorazioni.
Questa architettura che avanza, costruita su
solide basi tecnologiche e su una più che trentennale esperienza, gestisce una «scuola» tutta
Questa realtà industriale ha percorso, a partire
dagli anni Settanta, le opportunità offerte da una
crescente domanda di vetro ad alta prestazione per l’edilizia, e ancora oggi, anche alla luce
dell’esperienza maturata, quello della produzione
di vetro per infissi di qualità a qualsiasi livello è
un settore chiave, nel quale l’azienda è assoluta-
GLASS PROJECT:
UN’ESPERIENZA EMOZIONALE
NELLA «CASA TRASPARENTE»
DI ORZINUOVI
mente all’avanguardia e capace di offrire il meglio
a proposito di finestre e pareti mobili (vetrocamere per serramenti e vetrocamere strutturali
per facciate continue), con la novità delle facciate
«puntuali».
Ma oggi, dicevamo, il settore da sviluppare è
quello della costruzione col vetro, e per dimostrare concretamente cosa si può fare in questo campo, quelli della Vetraria Pescini hanno allestito
uno strepitoso show room che è già una luminosissima casa trasparente e che vuole diventare
anche una casa degli architetti; dei designer.
Visitarlo significa fare una esperienza emozio-
da scoprire a Orzinuovi: nello spazio produttivo,
progettuale ed espositivo della Vetraria Pescini.
Un solo polo che si affaccia su via Lombardia, e
nel quale l’azienda progetta, realizza e mette in
mostra meraviglie.
76
UN «CEMENTO ARMATO
TRASPARENTE» CHE OFFRE
L’INEGUAGLIABILE VANTAGGIO
DELLA BELLEZZA,
DELLA LUCENTEZZA
E DELLE DECORAZIONI
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GLASS PROJECT - VETRARIA PESCINI
SEDE E SHOWROOM: VIA LOMBARDIA 4/6, ORZINUOVI (BS)
CONTATTI : T. 030.941728 - F. 030.941047
WEB: WWW.VETRARIAPESCINI.IT
07
THE
PROJECT
07
THE
PROJECT
CON IL VETRO
SI PUÒ FARE QUASI TUTTO:
DALLE SCALE AI PARAPETTI,
DALLE PENSILINE
AI BOX DOCCIA,
PASSANDO PER LE PORTE
E LE PARETI PER L’UFFICIO
78
nale ma anche un inconsueto viaggio in una sorta
di prontuario di tecnologia delle costruzioni di
luce che per essere bene identificabile nella filosofia operativa è stato anche battezzato: «Glass
project».
È una dimostrazione concreta, per gli addetti ai
lavori, di alcuni concetti fondamentali: con il vetro
si può fare (quasi) tutto, dalle scale ai parapetti,
dalle pensiline ai box doccia, passando per le
porte e le pareti per l’ufficio; e lo staff aziendale
può risolvere qualsiasi problema progettuale,
consigliando e assistendo i tecnici e affiancandoli
nella scelta della soluzione migliore e dei materiali più adatti. Inoltre, questa è appunto una casa
trasparente, e i progettisti a caccia di soluzioni
la possono tranquillamente frequentare anche
accompagnando i committenti. I quali qui possono
davvero restare a bocca aperta.
Splendide scale che attraversano l’aria senza
nasconderla (sono certificate antiscivolo, e quindi
inseribili in qualsiasi ambiente, anche pubblico)
portano a soppalchi sospesi sulla luce e ad un
incredibile campionario del design applicato alla
leggerezza: mobili, espositori, bellissime pareti
decorate (una, davvero strepitosa, riproduce
l’«Uomo Vitruviano» di Leonardo da Vinci, altre,
eccezionali, personalizzabili persino con l’inserimento di tessuti) e a tanti, tanti box doccia.
Quest’ultima definizione è per la verità davvero
ingenerosa, perche nella realizzazione, sempre
SPLENDIDE SCALE ANTISCIVOLO
PORTANO A SOPPALCHI SOSPESI
SULLA LUCE E AD UN
INCREDIBILE CAMPIONARIO
DEL DESIGN APPLICATO
ALLA LEGGEREZZA
personalizzata non solo nelle forme e nei colori,
ma anche nei giunti e nei particolari in acciaio, la
Vetraria Pescini fa cose molto speciali, quasi opere d’arte, a partire dal rilievo degli spazi e della
progettazione su misura.
Qui si passa dal piccolo al grande senza timori,
e se l’azienda è in grado di realizzare e riempire
uno spazio domestico, con la stessa disinvoltura si occupa dell’allestimento di un nuovo hotel
nell’area della Malpensa (dai parapetti alle porte
delle cento stanze), oppure di un intervento di
protezione e valorizzazione dei pavimenti del Teatro alla Scala di Milano: nessun problema; quelli
di Glass project sono pronti a qualsiasi sfida.
ben oltre la sponda occidentale del Lago di Garda. Ha infatti
origine a Cremona dalla strada statale 10 Padana Inferiore
e arriva fino a Trento, dove si innesta nella strada statale
12 dell’Abetone e del Brennero. La lunghezza complessiva
raggiunge i 154,160 km ed il tracciato interessa le province di
Cremona, Brescia e Trento.
Nei pressi di Rezzato si distacca dalla SS 11 con caratteristiche
di superstrada sino a Roè Volciano, permettendo un rapido
collegamento tra la città lombarda ed il Lago di Garda.
Nel tratto tra Salò e Riva del Garda la strada costeggia la
sponda occidentale del lago attraversando i comuni di Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine
e Limone, per entrare poi in Trentino attraverso Riva.
Il tratto Cremona-Brescia era originariamente un’antica Strada Postale, mentre quello tra Salò e Gargnano è stato completato intorno al 1914. In seguito è stato realizzato il tratto tra
Gargnano e Riva del Garda, progettato nel 1926, finanziato con
Regio Decreto Legge del 23 novembre 1928 n. 2695, recante
«Provvedimenti per la costruzione della strada da Gargnano a
Riva di Trento» e realizzato tra il 1929 ed il 1931.
Quest’ultimo tratto è stato fortemente voluto da Gabriele
d’Annunzio, appoggiato da Benito Mussolini, e progettato
dall’ingegner Riccardo Cozzaglio. L’importanza di questo
tratto è stata notevole per lo sviluppo dei comuni attraversati.
Basti pensare che prima del settembre 1931, mese in cui
fu ultimata la strada, i paesi Tremosine, Tignale e Limone
erano raggiungibili solo tramite sentieri o via lago. La strada,
inaugurata ufficialmente il 18 ottobre 1931, venne battezzata
da Gabriele d’Annunzio con il nome di «meandro» per via della
sua tortuosità e dell’alternarsi di buie gallerie e lago azzurro.
Negli anni Sessanta le gallerie furono allargate, per agevolare
e facilitare il crescente volume del traffico. Negli anni successivi poi, a causa dei frequenti eventi franosi, alcuni tratti sono
stati abbandonati e sostituiti da nuove varianti in galleria (fra le
quali quelle di Tremosine nel 1966, di Campione nel 1967, del
Monte Sperone nel 2001 e di Punta Forbisicle nel 2009), che
sono quelle attualmente percorribili.
Così, attraversando gallerie, percorriamo la storia e inseguiamo il mito. Sulla strada.
LA STRADA
GIULIANO VENTURELLI
Il tratto della strada statale 45 bis Gardesana Occidentale (SS
45 bis) che porta da Salò a Limone del Garda e con esso la
strada Provinciale SP 38 che dalla Gardesana sale verso Tremosine, è senza dubbio uno dei percorsi più suggestivi della
provincia di Brescia. Reso famoso da molti spot pubblicitari
e film, questo tratto è stato immortalato da migliaia di scatti
fotografici, tanto da fornire spesso immagini rappresentative
del Lago di Garda.
Non a caso infatti questo tratto è stato scelto, tra l’altro, per
girare alcune scene dell’inseguimento iniziale del film «007
Quantum of Solace», girato nel 2008. Il percorso che dalla
strada Gardesana Occidentale sale verso Tremosine (la
«forra» che Winston Churchill definì l’ottava meraviglia del
mondo), la strada dal porto di Tremosine fino a Limone sul
Garda, la galleria di Gargnano, e infine, un passaggio nel tratto
tra Capo Tempesta e Malcesine, sono stati i tratti interessati
dagli inseguimenti che hanno visto sfrecciare la celebre Aston
Martin di James Bond.
La statale 45 bis in realtà è piuttosto lunga e si sviluppa
GARDESANA OCCIDENTALE 45 BIS
E SP 38 DELLA FORRA
«AD OGNI CURVA SEMBRAVA CHE IL VALICO FOSSE LÌ A UN PASSO DA LORO; POI UNA SERA L’UOMO SI FERMÒ E SI GUARDÒ INTORNO E LO
RICONOBBE. SI SLACCIÒ IL COLLETTO DEL PARKA, SI TOLSE IL CAPPUCCIO E RIMASE IN ASCOLTO. IL VENTO FRA GLI ABETI NERI E MORTI.
IL PARCHEGGIO VUOTO DEL BELVEDERE. IL BAMBINO ERA FERMO AL SUO FIANCO. NEL PUNTO IN CUI L’UOMO SI ERA FERMATO CON SUO
PADRE UN INVERNO DI TANTI ANNI PRIMA. CHE COS’È, PAPÀ? DISSE IL BAMBINO. E’ IL PASSO. CI SIAMO». (CORMAC MCCARTHY, «LA STRADA»)
79
NANNI NEMBER
08
THE
PROJECT
MAST
LISA CESCO
80
LE IDEE
SCENDONO
IN «CAMPO»
Incentivare le infrastrutture per l’aggregazione con l’obiettivo di favorire la socialità
è oggi un orizzonte irrinunciabile per le
politiche territoriali: valorizzare le attitudini dello sport giovanile, promuovere sale
polifunzionali, innovare l’edilizia scolastica
così come quella di assistenza sanitaria
sono un passaggio obbligato per la risposta
ai bisogni. Ma rappresentano anche un filone
in crescita e per certi versi innovativo, uno
spazio importante in cui proporre e inventare
sfoderando esperienza e capacità progettuale.
In questo spazio si inserisce l’attività di
Mast S.r.l., società di servizi nel settore edile
di fornitura, progettazione e installazione di
impianti sportivi indoor e outdoor omologati,
oltre che di pavimenti e rivestimenti con
destinazione civile e alberghiera, industriale,
commerciale e sanitaria.
La società, fondata nel 1994 da Bruno
Giorgio Marini grazie ad una solida esperienza maturata nel settore, ha oggi sede
a Flero, il quartier generale dove nascono
idee e progettazioni, presentate con l’utilizzo
dell’innovativa sala multimediale. La filosofia
di Mast è semplice ed efficace: valorizzare
know how e innovazione, lasciare la porta
sempre aperta a nuove proposte, puntare
sulla qualità come valore fondante per differenziarsi, in un’ottica di investimento e non
di mero costo.
Innovare, per Mast, non significa solo
proporre un prodotto alternativo rispetto
L’AZIENDA DI FLERO SI OCCUPA DI FORNITURA, PROGETTAZIONE
E INSTALLAZIONE DI IMPIANTI SPORTIVI INDOOR E OUTDOOR OMOLOGATI
a quanto offre il mercato, ma interpretare
un nuovo concetto di managerialità, capace
di aggiornarsi e condividere conoscenze, di
imparare dall’esperienza, di scovare le novità
e introdurle in azienda.
Ma l’innovazione sta anche nello sguardo
a tutto tondo su ciascuna realizzazione, che
viene vista come un «sistema», cioè come un
insieme coordinato di elementi che dialogano
fra loro, si sposano con il contesto circostante e concorrono a realizzare il risultato finale,
che deve assicurare massima fruibilità, comfort, praticità e, nel caso di impianti sportivi,
deve soddisfare appieno i requisiti necessari
perché ogni gara abbia il sapore e la carica
della sfida.
Va da sé che, come spiega il titolare, Bru-
no Giorgio Marini, «di aziende strutturate in
questi settori ce ne sono pochissime, perché
costruire e realizzare risulta impegnativo sotto il profilo organizzativo e finanziario». Mast
è in grado di curare ogni intervento dalla fase
iniziale di consulenza e progettazione alla realizzazione finale «chiavi in mano», e accanto
all’esperienza del proprio personale tecnico
può contare su un altro indiscutibile punto
di forza: i rapporti di partnership consolidati
nel tempo con grandi gruppi industriali e con
multinazionali specializzate nella ricerca
avanzata sui materiali e sui sistemi, per l’utilizzo dei relativi brevetti industriali.
Grazie a queste collaborazioni e a una diretta conoscenza del vasto mercato della produzione industriale, l’azienda riesce ad offrire
alla clientela una vasta gamma di lavorazioni
e materiali di ultima tecnologia, per trovare
risposta alle più diverse esigenze.
Il ruolo specifico di Mast è quello di riuscire a trasformare il prodotto industriale in
opera finita, tramutando i materiali innovativi
prodotti dalle industrie in piste di atletica,
campi da calcio, sale polifunzionali e molto
altro, in una parola in «opere» da vivere nel
quotidiano.
«Per fare tutto questo disponiamo di un
servizio tecnico di consulenza su sistemi,
prodotti e normative, di posatori in opera,
di un settore commerciale e di un ufficio
marketing in rapido sviluppo», sottolinea
Marini, ricordando che Mast è una realtà
operativa su tutto il territorio nazionale, che
08
THE
PROJECT
82
TRA LE REALIZZAZIONI, L’OUT PERIMETRALE
DELLO STADIO «FRANCHI» DI FIRENZE
può contare sulle certificazioni di qualità UNI
EN ISO 9002 ICQM, IQNet e sull’attestazione
di qualificazione alla esecuzione di lavori
pubblici (CQOP), oltre ad aver conseguito le
certificazioni SOA per partecipare ad appalti
pubblici.
Due i settori operativi su cui si va focalizzando l’attività aziendale: quello dedicato
allo Sport e quello denominato Contract che
si occupa di pavimenti, rivestimenti, edilizia
prefabbricata e affini.
Nel settore Sport Mast progetta e costruisce impianti sportivi indoor e outdoor in
linea con i requisiti prescritti dalle principali
associazioni e federazioni sportive nazionali
ed internazionali: nascono così campi da
calcio con manti erbosi sintetici di ultima
generazione, piste di atletica, mini impianti
polivalenti, palestre con superfici per pallavolo, basket, calcetto e aerobica, coperture
metalliche e in legno lamellare. Soprattutto
nell’ambito sportivo Mast cura interventi
«chiavi in mano», che si fanno carico della
realizzazione nei suoi molteplici aspetti,
dalle parti strutturali ai sottofondi, dai manti
agli impianti meccanici, dalle tribune alle
attrezzature e alle coperture. Non a caso
l’azienda bresciana fa parte del gruppo di
costruttori nominato dalla LDN-Lega nazionale dilettanti della Figc, titolata ad omologare gli impianti da calcio sintetici utilizzabili
dalle giovanili alla massima serie.
Grazie alle tecniche di posa messe a
punto dal team di professionisti aziendali, abbinate a materiali innovativi, diventa
possibile individuare delle soluzioni che
esaltano le prestazioni atletiche con ottimale
assorbimento degli urti e eccellente ritorno
di energia. A livello locale, Il campo A.S.C.
Rondinelle, A.S.D. Leonessa, A.C. Gavardo, il
Centro San Filippo, ed a livello nazionale lo
stadio U.S. Tiranese (Sondrio), F.C. Fiesole
Caldine (Firenze), la Comunità montana
Grand Combin di Roissan (Aosta), lo stadio
comunale di Orosei (Nuoro), lo stadio comunale di Castiadas (Cagliari) e lo stadio A.C.F.
Fiorentina «Artemio Franchi» di Firenze
sono solo alcuni esempi delle numerose
MAST SRL
SEDE: VIA SAN DESIDERIO, FLERO (BRESCIA)
CONTATTI: T. 030.3583216 - 030.3583217 WWW.MASTBS.COM [email protected]
IL SETTORE «CONTRACT» SI OCCUPA DI PAVIMENTI,
RIVESTIMENTI ED EDILIZIA PREFABBRICATA
realizzazioni della società.
L’altro settore portante in cui si articola
l’attività di Mast è il «Contract», specializzato nella fornitura, progettazione e installazione di pavimenti, rivestimenti, controsoffitti, cartongessi, edilizia prefabbricata,
con un’attenzione specifica alle esigenze
dell’ambito scolastico, sanitario e terziario.
Anche in questo caso l’utilizzo di materiali innovativi consente di massimizzare
la vivibilità degli spazi, ad esempio grazie a
pavimenti in gomma dalle proprietà antifatica, ergonomici, sicuri per chi cammina e
resistenti all’usura, oltre ad essere in grado
di assicurare la massima igiene grazie a
proprietà batteriostatiche e impermeabili.
Fra le opere realizzate in questo settore si ricorda l’Aula Magna della Facoltà di Medicina
di Brescia, l’intervento al Centro congressi
e fiere di Montichiari, l’Ipab Casa di Dio in
via Lama a Brescia, il Centro commerciale
Aschesleben (Germania), gli ospedali di Fiorenzuola, il Maggiore di Milano, il Maggiore
di Cremona, lo stabilimento Deltamed di Viadana, nuove residenze a L’Aquila in Abruzzo,
multisale e residenze sanitarie assistenziali.
In ambito alberghiero, invece, le opere più
significative realizzate riguardano il Sofitel
di Venezia e Firenze, il Port Palace Hotel di
Monte Carlo, il Novotel di Brescia, Milano,
Genova e Bologna.
Nell’attività di consulenza e proget-
tazione svolta dall’azienda rientra anche
l’architettura paesaggistica, la risoluzione
dei problemi legati alle normative antincendio e all’acustica architettonica e industriale,
in conformità con le certificazioni richieste
dalla legge: materiali ignifughi o a combustione lenta per permettere l’evacuazione
in caso di incendio, sistemi ad alto assorbimento del suono o a bassa riflessione dello
stesso fanno parte delle soluzioni che Mast
è in grado di proporre, calibrandole su ogni
casistica, per assicurare qualità e massima
soddisfazione della clientela.
Mast ha in progetto la prossima apertura
di uffici commerciali anche a Milano, Treviso
e Cagliari.
09
THE
PROJECT
84
APOSTOLI
DANIELE
SRL
Quanto è importante una tenda in un luogo
di lavoro? Stiamo parlando di uno di quei casi
in cui non bisogna limitarsi al puro aspetto
estetico: in un ufficio, infatti, conta molto anche
il sistema di protezione e la schematura solare.
Negli uffici e nei luoghi pubblici le soluzioni di
schermatura devono rispondere a numerosi
requisiti. Non è sufficiente che proteggano dalla
luce dal sole, ma devono anche permettere di
regolare il flusso luminoso.
Ciò è particolarmente importante, per
esempio, nei luoghi in cui le persone lavorano
LA “GESTIONE” DELLA LUCE
NUOVE SOLUZIONI PER TENDE E VENEZIANE,
INDISPENSABILI NEI LUOGHI DI LAVORO
al terminale di un computer, per le quali sono
richiesti nuovi standard di progettazione architettonica e nuove norme a tutela della salute
dei lavoratori da una parte, e dall’altra per
aumentare il comfort degli ambienti di lavoro, e
quindi la produttività.
Ecco perchè la Apostoli Daniele Srl –
licenziataria di produzione da oltre 25 anni del
marchio Luxaflex® - si occupa della gestione
ottimale della luce naturale, nella progettazione
di uffici e luoghi di lavoro.
La gamma Luxaflex® mette a disposizione
un’ampia scelta di tende tecniche decorative e
funzionali, confezionate su misura. Utilizzando
tessuti tecnici, componenti e materiali di elevata
qualità, Apostoli Daniele Srl crea prodotti che
possono soddisfare anche l’utente più esigente.
Ecco perchè le tende tecniche trovano riscontro
nelle applicazioni progettuali più diverse, con
l’approvazione di architetti e progettisti di tutta
Europa.
Il marchio Luxaflex® è il top di gamma del
gruppo industriale Hunter Douglas, leader mondiale di mercato nel settore della protezione
APOSTOLI DANIELE SRL
INDIRIZZO: VIALE DUCA DEGLI ABRUZZI 167, BRESCIA
CONTATTI: T. 030.3530400 - F. 030.3530410 WWW.APOSTOLI.IT [email protected]
solare e delle soluzioni tecniche per l’architettura, e i suoi prodotti si rivelano perciò una scelta
ottimale nella progettazione di interni e spazi di
lavoro moderni.
Al giorno d’oggi si presta una grande
attenzione a selezionare in maniera molto
accurata il sistema di protezione delle finestre
da applicare. I fattori importanti da prendere in
considerazione sono: protezione solare, estetica, durevolezza, ergonomia, manutenzione, proprietà ignifughe. Ma un altro aspetto importante
è il fatto che i sistemi di protezione e schematura solare costituiscono una parte rilevante
dell’architettura della facciata, influenzando la
prestazione energetica (solare) globale.
Le tende veneziane prodotte da Apostoli
Daniele Srl sono una comodità insuperata nella
schermatura solare. Scegliendo una tenda veneziana con una lamella di 16, 25, 35 o 50 mm e
l’esclusiva qualità indeformabile dell’alluminio,
si assicura una vita più lunga al prodotto ed un
aspetto gradevole, disponibile in una vasta gam-
ma di colori per ogni interno, con ogni tipo di
finitura spazzolata, metallica, unicolor, isle coating, perforata, a specchio, in rilievo o vellutata).
Le tende veneziane offrono un’ampia gamma di
soluzioni per il controllo della luminosità, sia in
installazione che in opzioni di manovra (anche
motorizzata). Il tutto su misura.
Ma la vera novità della gamma Luxaflex®,
messa in campo da Apostoli Daniele, è la tenda
veneziana Variozone, per un controllo della luce
personalizzabile e flessibile.
Grazie ad un principio brevettato, le lamelle
di 25 mm di queste tende possono essere orientate e chiuse in modo autonomo e differenziato
in più zone collegate, a partire dal basso. Con
queste tende è possibile combinare la protezione e la regolazione della luminosità, con la
possibilità di mantenere la visuale esterna e di
proteggere la privacy, Poichè il flusso luminoso
naturale cambia durante il giorno, la tenda può
essere ulteriormente chiusa o aperta per regolare il livello di luce desiderato. L’orientamento
delle lamelle è facilmente regolabile grazie ad
un comando a catenella continua. Pensiamo
ad un ufficio o un negozio fronte strada dove è
richiesta la luminosità interna al locale e nel
contempo la privacy degli operatori; si può
regolare la tenda in modo che la metà inferiore
sia chiusa e la metà superiore aperta.
La larghezza massima delle tende veneziane Variozone è fissata in 200 cm, l’altezza
massima è d 300 cm.
Infine, le pareti divisorie. Ci possono essere
molte ragioni per integrare le tende veneziane
nelle pareti divisorie vetrate all’interno di un
locale: l’oscuramento temporaneo, o semplicemente una maggiore privacy in aree pubbliche
come banche, scuole, biblioteche, uffici e
ospedali. Anche in questo caso sono disponibili
tutte le opzioni di manovra, con una manopola
per l’orientamento o un sistema totalmente
motorizzato. E anche in questo caso Apostoli
Daniele è all’avanguardia, per trovare sempre
una soluzione ad ogni tipo di problema.
85
86
87
10
THE
PROJECT
88
BAIRES
PISCINE
LISA CESCO
Riuscire ad abbinare resa estetica
con sensibilità ecologica e riduzione degli
sprechi può apparire impresa complessa,
quasi virtuosistica. A cimentarsi in questa
«quadratura del cerchio» è stata Baires
Piscine, che in una prestigiosa residenza in quel di Arcore ha raccolto la sfida
di restituire a nuova vita la piscina che
impreziosisce il giardino esterno.
Dall’impianto originario, costruito 13
anni fa secondo criteri tradizionali (con
sistema tipo skimmer a bocche laterali e
UNA LAGUNA IN GIARDINO
UNA VECCHIA PISCINA TRADIZIONALE
TRASFORMATA IN UN’OASI DI RELAX
non a sfioro, struttura in cemento armato
e membrana pvc) la ristrutturazione ha
completamente cambiato il segno della
realizzazione, trasformandola in una biopiscina con l’effetto e le atmosfere di una
laguna.
Dietro il risultato finale si nasconde un
dettagliato programma di ingegnerizzazione dell’intervento, in cui nessun dettaglio
della struttura viene lasciato al caso, ma
deve rispondere a precise performance tecniche. «L’occasione per restituire
vivibilità, look e gradevolezza alla piscina
si è sposata con un’attenzione particolare
al versante ecologico - con l’eliminazione
di prodotti chimici nell’acqua - e a quello
del risparmio energetico, con la scelta di
pompe di nuova generazione ad efficienza
migliorata, che garantiscono un minor
spreco d’acqua e rendono di più», spiega
l’ingegner Agostino Migliorati, amministratore unico di Baires Piscine. Strutturalmente si è proceduto alla demolizione
e ricostruzione di alcune parti in cemento
BAIRES PISCINE ING. AGOSTINO MIGLIORATI
INDIRIZZO: LOC. BONPENSIERO 2, VILLACHIARA (BS)
CONTATTI: 030.3760018 WWW.BAIRESPISCINE.IT [email protected]
UNA SPIAGGIA CON LATI A SFIORO,
UN MINIBACINO SOPRAELEVATO DOTATO
DI IDROMASSAGGIO, UNA CASCATA
E IL NUOTO CONTROCORRENTE
armato per garantire la perfetta tenuta
dell’acqua, sempre nel segno della salvaguardia di un bene prezioso.
Semplice ma scenografico ad un tempo è l’impatto estetico della realizzazione,
per cui si è privilegiato l’utilizzo di materiali i più naturali possibile, come rocce
costruite con argille naturali, eliminando
inoltre il rivestimento interno in membrana pvc, sostituito da malte cementizie
spatolate bianche. A completare l’oasi di
relax è la spiaggia con lati a sfioro per un
miglior godimento dello spazio, come in
una vera laguna.
Nell’insieme è stato valorizzato anche
il profilo ludico e del benessere, con la
creazione di un minibacino sopraelevato
- dotato di un idromassaggio per cinque
persone - da cui si riversa in laguna una
cascata alta circa 2,5 metri, e la progettazione di un sistema di nuoto controcorrente per restituire la sensazione di nuotare
in una laguna infinita. Dà risalto agli spazi
l’illuminazione con lampade in acciaio inox
a led bianchi e colorati, pensata per conferire un tocco soft all’ambientazione.
Peculiarità innovativa della piscina
è il trattamento dell’acqua, effettuato
da Baires secondo un sistema integrato
chimico-fisico, con masse microperlate,
ozono e ultravioletti. L’acqua stessa è
stata «salata» con sali del Mar Morto, che
conferiscono piacevolezza alle immersioni
e consentono l’attivazione di un sistema di
elettrolisi dell’acqua salmastra che produce cloro naturale.
89
PAOLO BALDI
Quello della globalizzazione può essere un fenomeno deleterio se si estende alla sfera del gusto;
ma per fortuna, nel campo dell’interior design e
dell’architettura c’è chi lavora con un obiettivo ben
preciso e mai scontato: quello della personalizzazione e dell’individualità. Magari a partire da denominatori comuni rappresentati da grandi marchi
che, proprio in quanto brand, sono standardizzati,
ma sempre suscettibili di una variazione sul tema.
Su questa strada si muove da molti anni una
realtà che nel tempo ha saputo abbinare alla qualità e alla ricerca anche la capacità di un approccio
totale al tema dell’abitare. Una realtà che oggi si
configura come un gruppo.
Parliamo del percorso che ha portato da «House arredamenti design market» - uno strepitoso
«laboratorio» del vivere nella bellezza di Castel
progettazione da zero alle trasformazioni di interni,
passando per la domotica applicata e, ovviamente,
per il meglio delle creazioni concepite per il vivere
quotidiano. Non temendo le sfide, e inseguendo
appunto la logica del gruppo e della gestione totale
delle idee, gli inventori del nucleo originario hanno
messo a frutto l’esperienza maturata espandendosi
dicevamo anche sul terreno del contract, e alla realizzazione chiavi in mano di uffici, spazi commerciali e ricettivi.
E adesso a Castel Mella e non solo è in atto una
nuova evoluzione, si sta preparando una rilettura
dello sfondo e soprattutto degli allestimenti con
l’inserimento di nuovi e importanti brand dell’home
living che accompagnerà lo sbarco sul satellite cucina. Questo è ormai pronto in città, in una storica
palazzina di via Vittorio Emanuele II, ma dire che
11
THE
PROJECT
DAL «DESIGN MARKET» DI CASTEL MELLA
AL «CONTRACT» PER GLI SPAZI NON DOMESTICI
90
Mella - a «House contract», una realtà consorella
che opera in qualsiasi allestimento non domestico.
Di una evoluzione che ha appena dato vita a «Spazio
Rossana», un viaggio emozionante nel cuore della
casa, e che presto offrirà a un mercato potenzialmente ancora più ampio il meglio del design attraverso l’invenzione di un outlet dell’inventiva.
Il centro di questa missione creativa si trova
appunto a Castel Mella, al 26 di via Oriana Fallaci.
House arredamenti ha una storia ormai ventennale, e di certo non è un «semplice» show room. Qui
la gestione dell’idea-casa è totale, e spazia dalla
HOUSE
ARREDAMENTI
sarà una vetrina delle cucine Rossana è assolutamente riduttivo. Sarà invece un’esperienza progettuale completa che partendo dallo spazio cucina
arriverà agli altri ambienti della casa, attraverso
una sapiente ed elaborata lettura delle esigenze
del vivere attuale, con proposte originali e dedicate.
Ma non è ancora finita. Perchè di gruppo si
tratta; e un gruppo non teme le sperimentazioni.
Ecco quindi la prossima scommessa: l’outlet del
design che apparirà sulla scena ancora in città,
in viale Duca degli Abruzzi; un’altra emozione più
vicina e abbordabile.
UN’«IDEA-CASA»
TOTALE
LO SBARCO SUL
« S AT E L L I T E C U C I N A »
C O N LO S PA Z I O R O SS A N A
91
HOUSE DESIGNMARKET
INDIRIZZO: VIA ORIANA FALLACI 26/30 - 25030 CASTELMELLA (BS)
T: 030.3530751 T: 030.3530226
WEB: WWW.HOUSEARREDAMENTI.IT [email protected]
GALLERIA DELL’INCISIONE
INDIRIZZO: VIA BEZZECCA, 4 25128 BRESCIA
CONTATTI: T. +39.030.304690 F. +39.030.380490
LA GALLERIA DELL’INCISIONE
ARTPIU’
A CURA DI ELISABETTA BRESCIANI
92
CHIARA PADOVA FASSER
La mostra in corso è di un artista
tedesco del primo Novecento: Martin
Erich Philipp. Fra le incisioni e tecniche miste è esposta una piccola
acquaforte in cui una fanciulla distribuisce cibo a un gruppo di animali
che rappresentano i suoi spasimanti,
intitolata “Il giardino di Lili”: lo stesso
titolo e soggetto di un importante disegno di Max Klinger ispirato ad una
poesia di Goethe e proposto in una
mostra di molti anni fa. Questo riferimento mi ha fatto pensare ai tanti legami che evidenziano i temi formali e
stilistici comuni agli artisti proposti di
.1
“LA RICERCA E LE SCELTE
DELLA GALLERIA, FIN DAI SUOI
ESORDI NEGLI ANNI SETTANTA,
SI SONO SVILUPPATE
PRINCIPALMENTE NEL TERRENO
DELLA GRAFICA MITTELEUROPEA
DELLA PRIMA METÀ
DEL XX SECOLO”
.3
mostra in mostra nel corso della mia
attività.
La ricerca e le scelte della Galleria, fin dai suoi esordi negli anni
Settanta, si sono sviluppate principalmente nel terreno della grafica
mitteleuropea della prima metà del XX
secolo. Iniziata nel 1972, l’attività della
Galleria dell’Incisione si è avvalsa nei
primi anni dello straordinario insegnamento di Emilio Bertonati: con la
Galleria del Levante ha organizzato le
prime mostre e presentato a Brescia
importanti autori tedeschi e austriaci
del ‘900.Tra questi: Max Klinger, George Grosz, Rudolf Schlichter, Karl Hub-
.2
buch, Richard Müller e diversi aspetti
della Secessione di Vienna, oltre ad
artisti storici del Novecento italiano
(Cagnaccio di San Pietro, Duilio Cambellotti, Daphne Maugham Casorati e
Fausto Melotti).
“IN CONTINUITÀ CON
LA LINEA ESTETICA
MITTELEUROPEA,
LA GALLERIA SI
È POI RIVOLTA AL
CONTEMPORANEO
PRIVILEGIANDO
UN TIPO DI
FIGURAZIONE LEGATA
ALL’OGGETTIVITÀ”
In continuità con la linea estetica
mitteleuropea, la galleria si è poi rivolta al contemporaneo privilegiando
un tipo di figurazione legata all’oggettività: mostre monografiche di artisti come Giuseppe Bergomi, Giorgio
Maria Griffa, Jonathan Janson, Horst
Janssen, Ana Kapor, Livio Scarpella e
Velasco sottolineano questo profondo
legame.
Un’ulteriore ricerca si è articolata proponendo i nomi più significativi
della xilografia giapponese: Hokusai,
Utamaro, Hiroshige, con un’attenzione anche agli aspetti del giapponismo.
Da una decina di anni anche la fotografia fa parte del calendario delle
mostre: la galleria si è occupata di autori come Ferdinando Scianna, Elliott
Erwitt, Martine Franck, Gianni Berengo Gardin e Pentti Sammallahti.
.1 RICHARD MULLER:
“Sull’altalena”
(acquaforte, 1922)
.2 MARTIN ERICH PHILIPP:
“Ex libris. Il giardino di Lili”
(acquaforte, 1916)
.3 KATSUSHIKA HOKUSAI
(1760-1849):
“La spiaggia Shichirigahama”
(xilografia a colori)
Lo spazio Assab One presenta
con «Wonderland» una collettiva
fresca e innovativa di 15 artisti con
base a Londra. Dal titolo si intuisce
che la mostra desidera evocare un
reame magico che proclama un
universo di infinite possibilità immaginarie. Come dice il curatore
James Putnam, con i continui progressi della realtà contemporanea
ARTPIU’
«WONDERLAND» NEW ART FROM LONDON
DAL 27 MARZO AL 14 MAGGIO 2010
A CURA DI JAMES PUTNAM
espositivo dove c’era una tipografia. Attivo dal 2004, lo spazio Assab
One utilizza ora i 2500 mq per la
promozione dell’arte contemporanea.
Il curatore James Putnam
ha fondato e curato il British Museum’s Contemporary Arts and
Cultures Programme dal 1999
al 2003. Era inoltre curatore del
British Museum’s Department of
Egyptian Antiquities (1985-1998).
Il suo libro «Art and Artifact - The
Museum as Medium» (Thames and
Hudson, 2000) analizza l’interazione tra l’arte contemporanea e
il museo. Attualmente è curatore
della Busan Biennale 2010, S. Korea, e regolarmente cura progetti
di artisti contemporanei presso il
Freud Museum, Londra.
A CURA DI ELISABETTA BRESCIANI
ASSAB ONE ASSOCIAZIONE PROMOZIONE ARTE CONTEMPORANEA
EX STABILIMENTO GEA, VIA ASSAB 1, MILANO
T. 02.2828546 WWW.ASSAB-ONE.ORG
PITTURA,
INSTALLAZIONI,
VIDEO E GRAFICA
IN UN LUOGO
ESPOSITIVO
DOVE PRIMA C’ERA
UNA TIPOGRAFIA
«WONDERLAND» ALLO SPAZIO ASSAB ONE
QUINDICI ARTISTI PER EVOCARE
UN UNIVERSO DALLE INFINITE
POSSIBILITÀ IMMAGINARIE
predominata dalla tecnologia e
della scienza, la capacità di meravigliarsi è ormai associata quasi
esclusivamente al mondo infantile.
Invece nelle arti visive il meravigliarsi rimane uno dei più importanti aspetti dell’esperienza estetica perché ci si relaziona con la
potenza del pensiero, del sentire,
dell’immaginazione e della creatività. Ma forse la conseguenza più
significativa dello meravigliarsi è il
generarsi di una percezione allargata, una freschezza del sentimento e un ottimismo generale.
La collettiva presenta tutti lavori nuovi che comprendono pittura, installazioni, video e grafica;
questi ultimi si collegano al luogo
93
Dopo la vasca di cottura Multiplo di Schòltes nel 2009 e la lavabiancheria Indesit Moon nella categoria «Bagno»
nell’edizione 2008, quest’anno è stato premiato il frigorifero Quadrio di Hotpoint-Ariston nella sezione elettrodomestici. Il premio, assegnato dal Chicago Athenaeum-Museum di Architettura e Design assieme all’European
Centre for Architechture and Art Design and Urban Studies, ha riconosciuto la qualità e l’eccellenza delle forme
disegnate dal famoso designer giapponese Makio Hasuike per il rivoluzionario frigorifero che reintepreta la conservazione dei cibi rivelando un’intelligente attitudine verso il risparmio energetico.
LE PORTE «VIVACI»
DI RUIZ DE LA PRADA
SEI MOTIVI SERIGRAFATI O IN RILIEVO E
COLORI LACCATI: SONO LE CARATTERISTICHE DELLE NUOVE PORTE PER
INTERNI DELLA COLLEZIONE VIVA DI
SPAZIOQUADRO,
VIDEO LECTIO DI BOB NOORDA
SU TV WEB POLITECNICO
IL POLITECNICO DI MILANO RENDE
OMAGGIO AL «DESIGNER DEI MARCHI»
BOB NOORDA, OLANDESE DI NASCITA
MA MILANESE D’ADOZIONE,
SCOMPARSO LO SCORSO 11 GENNAIO.
ideate dalla designer e stilista Agatha Ruiz de La
Prada. Pioggia di cuori, Fuochi d’artificio, Primavera, Stella filante, Pois e Stella sono i nomi
scelti per i sei motivi dai colori vivaci dell’azienda
di Brugnera (Pordenone) che offre la possibilità
di «costruire» una porta a proprio gusto: si può
infatti scegliere il multicolor o una sola tonalità o
anche il tono su tono, lucido o opaco, serigrafato o
pantografato e le dimensioni dei motivi sia per la
porta, sia per il telaio che per il battiscopa.
Per ricordare l’autore della segnaletica
delle metropolitane del capoluogo lombardo
e di New York e dei loghi di numerose aziende,
l’ateneo meneghino ha caricato sul proprio canale video di YouTube la lectio del designer in
occasione della laurea ad honorem in Disegno
Industriale conferitagli il 16 marzo 2005. Sulla
tv via web del Politecnico, inoltre, è possibile vedere le immagini sul design e l’architettura delle
«città verticali».
EDITORIA: ALESSANDRO MENDINI
NUOVO DIRETTORE DI «DOMUS»
L’architetto milanese siglerà infatti undici numeri
del mensile, a partire da aprile. La prima edizione
del suo nuovo corso uscirà in coincidenza con il
Salone del Mobile, che si terrà a Milano dal 14 al
19 aprile.
«Lo slogan di questa nuova Domus è «per una
nuova utopia - dice Mendini -. Tutta la storia delle
grandi trasformazioni dell’architettura e del design è stata segnata da nuove utopie. Ed è su questa linea di apertura che vogliamo procedere».
L’anno prossimo sarà invece Joseph Grima alla
direzione della testata che, già da ora, si occupa
dei contenuti di Domus collegati al web e ai new
media.
FATTI+PERSONE
INDESIT: VINCE CON QUADRIO IL GOOD DESIGN AWARD 2009
IL DESIGN DI INDESIT COMPANY SI AGGIUDICA PER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO IL GOOD
DESIGN AWARD 2009 DEDICATO ALLE MIGLIORI INTERPRETAZIONI DI DESIGN INDUSTRIALE.
BRESCIA ANNI ‘50-’80 IN MOSTRA
“COME ERAVAMO. INDUSTRIE E
PRODOTTI BRESCIANI NEGLI ANNI ‘50-80”,
con immagini inedite tratte dall’archivio fotografico
Guerini, è la mostra che verrà inaugurata il 10 aprile nella Sala Mazzotti del Museo Mille Miglia a Brescia. La mostra presenterà una scelta di materiali
diversi rappresentativi del periodo industriale della provincia di Brescia, dagli anni ‘50 agli anni ‘80:
riproduzioni fotografiche e lastre originali illustreranno i prodotti, i protagonisti e i luoghi della produzione, fornendo i ritratti dei principali marchi, con
la loro evoluzione. Tutta la mostra sarà concepita a
impatto e a chilometro zero, utilizzando materiali
non ancora arrivati alla fine del processo produttivo,
nelle forme e finiture proprie di quello stadio, così
da poter poi essere ricollocati nello stesso punto del
ciclo produttivo, azzerando gli scarti di lavorazione.
Curatori della mostra Walter Pescara e Alessandra
Pelizzari; produzione e organizzazione Associazione culturale U-TURN. Il progetto dell’allestimento
è dello Studioazero - arch. Paolo Mestriner. Hanno
dato il loro patrocinio il Comune e la Provincia di
Brescia, Bresciamobilità, A2A, Centrale del Latte,
Museo Mille Miglia e Fondazione Asm.
NUOVI CONTENITORI RICICLO
CON CONCORSO COCA-COLA
SONO 187 I PROGETTI DI
NUOVI CONTENITORI PER LA RACCOLTA
DIFFERENZIATA DI PLASTICA, CARTA,
ALLUMINIO E VETRO PRESENTATI
SUL SITO DI COCA COLA ITALIA
da giovani designer, studenti, architetti e artisti
per il concorso Re:Design Positively. I prototipi dei progetti finalisti dell’iniziativa promossa
dalla multinazionale, con il supporto scientifico
della facoltà di Design del Politecnico di Milano
e in collaborazione con l’Associazione ReMade in
Italy, verranno poi ospitati alla Triennale di Milano. Saranno tra 5 e 15 i progetti che verranno
scelti dalla giuria per accedere alla fase finale di
gara. I tre migliori prototipi saranno poi premiati
con 15 mila euro al primo classificato, ottomila al
secondo e tremila al terzo.
DESIGN ITALIANO PER IL PRIMO SUV
ELETTRICO CINESE
A BREVE SULLE STRADE DELLE CITTÀ E
DELLE AREE CHE HANNO GIÀ CONCLUSO
ACCORDI CON BETTER PLACE
per l’avvio della mobilità ad impatto zero, circolerà un nuovo Suv compatto completamente elettrico, il cui look è nato in un design studio di Milano,
mentre la tecnologia di trazione «full electric»
deriva da una cooperazione tra Cina ed Israele.
Secondo quanto riporta il sito Globes Online, il
colosso israeliano dell’energia e dei trasporti
Israel Corporation ha infatti deliberato un investimento supplementare di 225 milioni di dollari per
acquisire il 50% delle azioni della joint venture
Chery-Quantum LLC (creata dalla cinese Chery
Automobile Company e dalla israeliana Quantum)
per produrre vetture elettriche che veranno commercializzate da Better Place, la nota società di
servizi creata da Shai Agassi e controllata a sua
volta da Israel Corporation.
95
96
ARCHITEXTURE
ALBERTO PETRÒ NASCE A BRESCIA NEL 1980. COMINCIA AD INTERESSARSI ALLA FOTOGRAFIA A 18 ANNI.
NEL 2001 INIZIA A LAVORARE COME ARCHIVIATORE PRESSO LA MR COLLECTION DOVE HA OCCASIONE DI
AMMIRARE E CONFRONTARSI COME PRIMO SPETTATORE CON L’INTERA STORIA DELLA FOTOGRAFIA.
NEL 2006 SI TRAFERISCE A BERLINO, PRESSO IL TACHELES ARTHOUSE, CON IL PROGETTO MEGALOTO, ASSIEME ALL’AMICO ALESSANDRO MOMBELLI; NASCONO AMICIZIE INDIMENTICABILI, E DI CONSEGUENZA
IDEE E LAVORI IN COLLABORAZIONE, COME BACON’S EGGS O ARCHITEXTURE.
«BERLINO, NELLA QUALE HO VISSUTO DUE ANNI, È STATA LA CITTÀ CHE MI HA STIMOLATO IN MANIERA
DIROMPENTE; PENSO CHE SIA QUASI IMPOSSIBILE NON AVVICINARSI ALL’ARCHITETTURA VIVENDO LASSÙ. E COSÌ, PIENO DI ENTUSIASMO PER I RISULTATI RACCOLTI, MI È RIMASTA LA VOGLIA DI “VEDERE ATTRAVERSO
L’ARCHITETTURA”. NEL 2008 MI SI È PROPOSTA MARSIGLIA, CITTÀ NELLA QUALE HO VISSUTO QUASI UN ANNO:
L’UNITÉ D’HABITATION DI LE CORBUSIER MI HA SUBITO AFFASCINATO...»
SCATTO
D’ARTISTA
Il partner nelle scelte progettuali
Roma, Centro Congressi Rome Cavalieri
Pareti manovrabili insonorizzate
Con le pareti manovrabili insonorizzate, le pareti manovrabili residenziali, le pareti manovrabili insonorizzate in vetro, le pareti manovrabili in cristallo e le partizioni mobili a pacchetto il progettista ha a disposizione
un prodotto flessibile per tutte le soluzioni di gestione dello spazio abitativo e di lavoro. La parete diventa così un
elemento distintivo del progetto, un componente d’arredo personalizzabile nelle finiture – legno, laminati, tessuti,
specchi, materiali sintetici – e nelle texture.
>
>
> centri congressuali
> banche
> uffici
> hotel
> centri formazione
> auditorium
> sale polifunzionali
> negozi — open-space
> residenziale
> palestre
> scuole di danza
>
Anaunia srl - Via Barbatorta, 247
47826 Villa Verucchio (Rimini)
Tel. +39 0541 670108 - Fax +39 0541 679709
[email protected] - www.anaunia.it
Agente per la provincia di Brescia
Stefano Doninelli
[email protected]
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