Consenso informato in implantologia

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DOTT. ALESSANDRO CAZZULANI
Odontoiatra - Stomatologo
20089 Rozzano (MI) - Via C. Pisacane, 7 - Tel. 02.82.58.950
E-mail: [email protected]
Web: www.cazzulani.it
Cod. Fisc: CZZ LSN 76H11 F205X - Partita Iva: 07522690960
Iscrizione Ordine dei Medici e degli Odontoiatri n° 5119
CONSENSO INFORMATO IN IMPLANTOLOGIA
SEZ. A = IMPLANTOLOGIA
(Informazioni su metodica, indicazioni, controindicazioni e terapie alternative)
SEZ. B = ISTRUZIONI PER IL PAZIENTE
(Istruzioni pre- e post-operatorie)
SEZ. C = MODULO PER IL CONSENSO INFORMATO
(Da restituire firmato prima dell'intervento)
SEZ. A = IMPLANTOLOGIA
LA SOSTITUZIONE DI DENTI PERSI CON DENTI ARTIFICIALI ALTRETTANTO AFFIDABILI È OGGI POSSIBILE
CON GLI IMPIANTI DENTALI OSTEOINTEGRATI. L'IMPLANTOLOGIA È LA TECNICA ODONTOIATRICA CHE
PERMETTE QUESTO RISULTATO.
* COS'È UN IMPIANTO OSTEOINTEGRATO? *
Un impianto osteointegrato è una VITE IN TITANIO PURO che, inserita nell'osso in
sostituzione delle radici dentali perse, diventa la nuova base sulla quale ricostruire i
denti mancanti.
Il termine OSTEOINTEGRAZIONE indica l'unione diretta che avviene tra osso vitale del paziente
e superficie in titanio puro dell'impianto (in pratica l'impianto diventa un tutt'uno con l'osso).
Fu il ricercatore e chirurgo svedese Prof. P.l. Brànemark che per primo, negli anni '50, dimostrò che
questa unione fra osso e titanio è in grado di conferire un ancoraggio stabile e duraturo, utilizzabile
per supportare protesi dentali, facciali ed ortopediche.
Nel disegno a fianco vediamo il confronto fra un dente naturale (sezione a sinistra) ed un dente
artificiale costruito su un impianto osteointegrato (sezione a destra).
Dal 1965 migliaia di pazienti sono stati trattati con successo con gli impianti osteointegrati, prima in Svezia e
successivamente nel resto del mondo. Studi internazionali, basati sulla valutazione scientifica rigorosa di oltre
12.000.000 di impianti tipo Brànemark posizionati in 350.000 pazienti e seguiti per un periodo di oltre 25 anni, hanno
fornito percentuali medie di successo per ogni singolo impianto del 95%.
2
* QUAL È LA PROCEDURA PER LE PROTESI SU IMPIANTI? *
Il trattamento implantologìco è suddiviso in tre fasi: le prime due sono chirurgiche (frequentemente sono associate in
un'unica fase), mentre la terza è protesica.
Ia FASE CHIRURGICA
Viene generalmente eseguita ambulatorialmente in anestesia locale (a richiesta del paziente
può anche essere eseguita in sedazione o in anestesia generale).
Consiste nell'inserimento di un adeguato numero di impianti nelle zone edentule (senza denti)
delle ossa mascellari con la successiva sutura dei tessuti gengivali nella loro posizione
originale (in modo che gli impianti rimangano totalmente sommersi).
I punti di sutura vengono rimossi dopo 10-14 giorni e nel frattempo i pazienti portatori di
protesi mobile non possono usare la vecchia protesi, che comunque dovrà essere modificata
e ribasata dal dentista prima di essere nuovamente utilizzata dopo l'intervento.
IIa FASE CHIRURGICA
Terminata la l a fase chirurgica è necessario un periodo di guarigione di circa 4 mesi nella mandibola e
di circa 6 mesi nel mascellare superiore. Tale periodo, in casi particolari (osteoporosi, innesti ossei,
atrofie delle ossa mascellari), può essere anche più lungo (8-12 mesi).
a
Trascorso il periodo di guarigione, si passa alla ll fase chirurgica, che consiste in un intervento in
anestesia locale, più rapido e meno traumatico del primo. Gli impianti vengono uniti alle viti
transmucose di guarigione, anch'esse in titanio, e viene accertata la loro stabilità. Dopo di che i tessuti
gengivali vengono suturati attorno agli stessi pilastri di guarigione. I punti di sutura vengono rimossi
dopo 7-10 giorni.
Ia e IIa FASE CHIRURGICA ASSOCIATE (FASE UNICA)
In questo caso, nella stessa seduta di inserimento degli impianti, vengono connesse anche le viti di
a
guarigione transmucose. Non è quindi necessario eseguire la riapertura degli impianti stessi ( ll fase
chirurgica).
La scelta se è possibile o meno inserire in fase unica gli impianti transmucosi viene effettuata dal
chirurgo nel corso dell'intervento.
I tempi comunque di attesa per la III 3 fase (protesica) non variano di molto (14-20 giorni).
a
III FASE PROTESICA
Dopo circa quindici giorni dalla rimozione dei punti della ll a fase chirurgica, si possono prendere le prime impronte per
cominciare a costruire la protesi.
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Anche la fase protesica viene generalmente suddivisa in due tempi: il primo in cui si posizionano delle protesi provvisorie
che permettono di valutare i possibili risultati sia funzionali che estetici, ed il secondo in cui vengono posizionate le
protesi definitive.
La durata della fase protesica, può variare da 1 mese per i casi più semplici fino ad oltre 1 anno per i casi più complessi.
* PERDITA DI DENTE SINGOLO *
La perdita anche di un singolo dente, oltre ai danni immediati di carattere
estetico e funzionale, comporta uno squilibrio a livello dell'apparato
masticatorio con conseguente spostamento e malfunzìone dei denti residui.
In questi casi la SOLUZIONE IMPLANTOLOGICA ha spesso risultati molto validi sia a livello estetico che funzionale:
Le CURE ALTERNATIVE sono:
PROTESI MOBILE. I vantaggi sono un costo ridotto ed il mantenimento dell'integrità dei
denti adiacenti. Gli svantaggi sono il risultato estetico limitato e l'ingombro di una protesi
mobile poco giustificabile in caso di sostituzione di un singolo dente.
PONTE ADESIVO (Maryland Bridge). I vantaggi sono un buon risultato estetico ed il
relativo mantenimento dell'integrità dei denti adiacenti che vengono solo leggermente
preparati con le frese. Gli svantaggi sono la relativa fragilità degli ancoraggi che ne
limitano l'uso quasi esclusivamente come soluzioni provvisorie.
PONTE FISSO. I vantaggi sono il buon risultato estetico e la semplicità di esecuzione. Gli
svantaggi sono rappresentati dalla necessità di rimpicciolire con le frese i denti adiacenti,
sacrificandone così l'integrità e frequentemente la vitalità.
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* PERDITA DI PIU’ DENTI *
Nel caso di perdita di più denti spesso le metodiche tradizionali permettono solo delle
sostituzioni con protesi mobili.
Anche in questi casi con la SOLUZIONE IMPLANTOLOGICA si possono ottenere delle PROTESI FISSE con ottimi
risultati estetici e funzionali.
Le CURE ALTERNATIVE sono:
PONTE FISSO. Stessi vantaggi e svantaggi visti per il dente singolo. Nel caso di
perdita di più denti questa soluzione non sempre è attuabile, in quanto non sempre
è disponibile un elemento dentale posteriore a cui ancorare il ponte. Inoltre non
sempre il numero di radici naturali e le condizioni di salute delle gengive sono
sufficienti a garantire la durata nel tempo della protesi.
SCHELETRATI. Sono delle protesi parzialmente
rimovibili ancorate ai denti. I vantaggi sono
rappresentati dal costo ridotto e dalla semplicità
di esecuzione.
Lo svantaggio è di trasferire un ulteriore carico ai
denti naturali ai quali si ancorano, ed inoltre di
trasmettere parte dei carichi masticatori alle
gengive e all'osso sottostante, accelerandone il
riassorbimento.
5
* PERDITA DI TUTTI I DENTI *
Nel caso di edentulia totale (perdita di tutti ì denti), la sostituzione dei denti persi con
protesi totali (dentiere tradizionali) è spesso poco accettata, a causa della scarsa
stabilità delle stesse.
Anche in questi casi l'implantologìa può essere di grande aiuto. Si possono utilizzare due o più impianti come ancoraggio
delle dentiere (Overdenture) o addirittura si possono utilizzare cinque o sei impianti come supporto per una protesi
completamente fissa (Toronto Bridge). Il numero di impiantì necessari e le soluzioni migliori vengono valutate per ogni
singolo caso.
Le CURE ALTERNATIVE sono:
DENTIERE CONVENZIONALI. Oltre ai problemi dì stabilità che si presentano
soprattutto per l'arcata inferiore, queste protesi trasmettono tutto il carico masticatorio
alle gengive e tramite queste all'osso, provocando così un lento ma costante
assorbimento e appiattimento delle ossa mascellari.
Ne deriva il peggioramento della stabilità delle dentiere ed una maggiore difficoltà
nell'eventuale successivo trattamento con impianti
6
* COSA SUCCEDE QUANDO UN IMPIANTO NON SI OSTEOINTEGRA? *
a
Durante la ll fase chirurgica, quando gli impianti vengono uniti ai pilastri protesici provvisori, per ogni impianto viene
valutata radiograficamente e clinicamente la stabilità.
Ogni impianto instabile o con segni radiografici di mancata osteointegrazione (mancata unione all'osso) viene
immediatamente rimosso.
a
La maggior parte dei fallimenti dei singoli impiantì (4%) avvengono immediatamente (ll fase chirurgica) o dopo i primi
mesi di funzione masticatoria, mentre i fallimenti tardivi (dopo la protesi definitiva) sono estremamente rari (1%).
La piccola cavità ossea che rimane dopo il fallimento di un impianto (simile a quella dopo un'estrazione dentale) guarisce
in circa due mesi e, se necessario, può essere utilizzata per un nuovo impianto.
Se vengono posizionati più impianti, il fallimento di un singolo elemento non pregiudica nella maggior parte dei casi il
successo della protesi finale.
* QUALI POSSONO ESSERE I RISCHI 0 LE COMPLICANZE TARDIVE DELLE PROTESI
SUPPORTATE DA IMPIANTI? *
Le complicanze delle protesi supportate da impianti osteointegrati secondo il sistema Branemark sono rare. Si possono
però verificare negli anni alcuni inconvenienti di carattere infiammatorio o meccanico:
1.
In caso di inadeguata igiene orale, gli impianti, come i denti naturali, possono andare incontro a fenomeni di
infiammazione causati dalla placca batterica e dal tartaro. Le infezioni batteriche (peri-impiantiti) non trattate
possono progredire fino alla perdita dell'impianto. Per prevenire questa complicanza sono necessari controlli
professionali periodici e un'adeguata igiene orale domiciliare.
2.
Le protesi dentarie definitive vengono talvolta fissate agli impianti con viti d'oro. Con la prolungata funzione e
l'usura, le viti di fissazione delle protesi possono svitarsi o fratturarsi. In tal caso, devono essere
immediatamente riavvitate o sostituite per evitare danni alle componenti meccaniche. E' dì conseguenza molto
importante che il paziente richieda subito una visita di controllo dal dentista in caso di instabilità della protesi.
3.
Le protesi definitive in pazienti totalmente privi di denti possono talvolta comportare cambiamenti di carattere
estetico, fonetico e funzionale.
Prima e dopo l'intervento il paziente deve seguire scrupolosamente le prescrizioni mediche e
farmacologiche ricevute.
7
SEZ. B = ISTRUZIONI PRE- E POST-OPERATORIE PER IL PAZIENTE
1.
La sera precedente l'intervento è necessario iniziare la terapia antibiotica (Augmentin cpr da 1 gr, 1 cpr ogni
12 ore, oppure Ambramicina cpr da 250 mg, 1 cpr ogni 6 ore) indicata dal chirurgo. E' importante che una dose
di antibiotico venga assunta 1 ora prima dell'intervento. La terapia antibiotica deve essere continuata nel postintervento per 7 giorni al fine di ridurre le complicanze postoperatorie.


2.
Augmentin cor da 1 g;
Ambramicina cpr da 250 mg.
Dopo l'intervento, e nei cinque giorni successivi è necessario assumere un farmaco antinfiammatorio,
antiedemigeno e antidolorifico (Orudis Retard CPS da 200 mg, 1 compressa ogni 24 ore dopo un pasto).
L'assunzione di tale farmaco deve iniziare 1 ora prima dell'intervento.

Orudis Retard cps da 2 0 0 mg (ketoprofene).
Al fine di minimizzare gli effetti collaterali irritanti causati dall'assunzione di Orudis Retard (iperacidità, bruciori e
dolori gastrici, disturbi gastroduodenali) è bene associare il Maalox Sospensione. 1 cucchiaio 4 volte al dì per 5
giorni, 20-60 minuti dopo i pasti e prima di coricarsi.


3.
Il dolore generalmente, lieve e limitato nelle prime ore successive l'intervento, viene agevolmente controllato
con farmaci antidolorifici puri (Co-Efferalgan cor effervescenti da 500 mg, 1 compressa ogni 8 ore per 3
giorni). Non usare prodotti antidolorifici che contengano acido acetilsalicilico (Aspirina, Cemirit o altri) giacché
favoriscono il sanguinamento. E' necessario incominciare l'assunzione del farmaco 30' minuti prima
dell'intervento (1 cpr).

4.
Co-Efferalean cpr effervescenti da 500 mg (paracetamolo + codeina) .1
Nei 3 giorni antecedenti e nei 14 giorni successivi l'intervento, devono essere eseguiti due sciacqui al giorno
con un collutorio battericida a base di Clorexidina allo 0,2% (nomi commerciali: Corsodyl, Broxodin,
Dentosan, Parodontax). Il colluttorio deve essere usato puro e mantenuto in bocca per almeno due minuti ogni
dodici ore. Dopo una settimana di utilizzo di tale colluttorio compaiono normalmente delle pigmentazioni brune
sulla lingua e sui denti che scompaiono totalmente con la sospensione del trattamento. La Clorexidina è
attualmente l'unico farmaco disponibile in grado di controllare la placca batterica orale dopo interventi chirurgici
(diffidare perciò di altri prodotti proposti in alternativa a quelli sopra elencati). Evitare il ristagno di cibo tra i
margini della ferita, mantenendola pulita e spazzolando la zona nei limiti del possibile.

5.
Maalox Sospensione (magnesio idrossido + algeldrato);
Antra cps da 20 mg (omeprazolo); [1 compressa ogni 24 ore per 4 giorni, da assumersi alle ore 8:00 di
mattina. Nel caso di pazienti con anamnesi positiva per patologie a carico del tubo digerente].
Collutorio alla Clorexidina 0.2%.
Evitare cibi solidi e caldi nei primi 3 giorni successivi l'intervento - dieta semifluida e bevande fredde o a
temperatura ambiente.
1
6.
Evitare di mordersi involontariamente la guancia e le labbra ancora anestetizzate (masticare dal lato opposto).
Si consiglia di riprendere l'alimentazione solo quando risulti scomparso l'effetto anestetico (da 1 a 4 ore).
7.
E' consigliabile, dopo l'intervento, non guidare per tutto il restante giorno.
8.
Nel periodo post-intervento si possono verificare piccole perdite di sangue nella zona dei punti di sutura
(presenza di sangue nella saliva). Tale evento è comunque normale. In questi casi è necessario esercitare una
leggera pressione sulla zona, introducendo in bocca un tampone di garza bagnata e serrando delicatamente le
mascelle per circa venti minuti. Evitare di sciacquare continuamente e con forza la bocca: tale manovra
favorisce infatti le emorragie, ritardando o impedendo il formarsi di un adeguato coagulo.
9.
Dopo l'intervento si consiglia di riposare per tutta la restante giornata.
ATTENZIONE: l'assunzione di tale farmaco può indurre sonnolenza! Prestare la massima cautela in caso di guida.
8
10. Evitare, nei primi due giorni, di sforzare eccessivamente l'area sede dell'operazione, parlando o
masticando continuamente. Mangiare comunque dalia parte opposta la zona dell'intervento anche nelle 2/3
settimane successive.
11. L'applicazione di una borsa dì ghiaccio, per mezz'ora ogni ora, durante la prima giornata, è molto importante
per controllare il gonfiore post-operatorio.
12. Nei 7 giorni successivi l'intervento non bisogna svolgere attività fisiche intense
perché queste,
aumentando la circolazione del sangue, favoriscono il gonfiore ed il sanguinamento post-operatorio.
13. Il fumo
e l'assunzione di alcolici
sono stati associati a percentuali dì successo inferiori ed a
maggiori difficoltà di guarigione dei tessuti del cavo orale. Devono pertanto essere evitati o drasticamente ridotti
almeno durante i 10 giorni successivi l'intervento. In particolare alcune ricerche internazionali hanno dimostrato
che nei forti fumatori (oltre 20 sigarette al giorno) le percentuali di successo degli impianti sono nell'ordine
dell'80-85 %.
14. In molti casi si verifica, a distanza di due/tre giorni, un rigonfiamento del viso nella zona attigua a quella
dell'intervento. Il gonfiore può essere anche notevole, accompagnato da ematomi (lividi): è un fatto
assolutamente normale che si verifica quando si eseguono interventi sulle ossa mascellari. Il gonfiore e gli
ematomi si instaurano dopo 2-3 giorni dall'intervento e scompaiono lentamente nell'arco di 7-10 giorni.
15. Se l'impianto è visìbile o si rende visibile, non và toccato né con le dita né con la lingua.
16. Nel caso di impianti inseriti nelle regioni distali del mascellare superiore, in seguito all'intervento, possono
comparire minime perdite dì sangue dal naso, a causa della perforazione della parete del seno mascellare.
Non allarmarsi: è un evento che guarisce spontaneamente. In questo caso è comunque utile dormire nei 2-3
giorni iniziali con la testa sollevata (utilizzare più cuscini). E' importante inoltre, nelle prime due settimane,
starnutire attraverso la bocca ed evitare di soffiarsi il naso, per non ritardare la guarigione.
17. In casi molto rari, di interventi a livello mandibolare, possono persistere dei leggeri formicolìi al mento e al
labbro inferiore. Tali formicolìi sono causati sia dall'infiammazione postoperatoria che da traumi a carico del
nervo alveolare inferiore (decorre all'interno della mandibola); e regrediscono molto lentamente (anche diversi
mesi). Nella peggiore delle ipotesi tali formicolii possono anche non regredire.
18. Le vecchie dentiere o protesi mobili non possono essere usate per almeno 10 giorni dopo l'intervento (intervallo
di tempo da valutare comunque per ogni singolo caso). Prima di essere nuovamente inserite in bocca devono
essere controllate, ribasate e adattate alla nuova situazione. L'uso anticipato di una dentiera o di una protesi
mobile può compromettere gravemente la guarigione e la riabilitazione.
19. Per un successo duraturo nel tempo degli impianti è indispensabile che il paziente esegua un'adeguata
pulizia quotidiana
dei denti e degli impianti stessi, e si sottoponga a controlli periodici (annuali) e a
sedute (semestrali) di igiene orale professionale.
NEI RARI CASI IN CUI SI DOVESSERO VERIFICARE DEI PROBLEMI O IN CASO DI DUBBI RIGUARDANTI LA
PRESCRIZIONE FARMACOLOGIA VI PREGHIAMO DI CONTATTARCI IL PRIMA POSSIBILE.
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SEZ. C = MODULO PER IL CONSENSO INFORMATO IN
IMPLANTOLOGIA
In questo modulo sono riassunti i concetti già discussi nel corso della visita, in modo da ottenere per iscritto il Suo
consenso informato alla esecuzione delle terapie concordate poiché il consenso del paziente rappresenta il limite alla
discrezionalità riconosciuta al sanitario nella scelta ed esecuzione delle cure.
Lo scopo della sottoscrizione del consenso è quindi di codificare e rendere più trasparente il rapporto
paziente/odontoiatra; non pone limite alla libertà e alla autonomia decisionale del paziente ma sottolinea il dovere
dell'odontoiatra di porsi come obbiettivo principale, in ogni fase della terapia, la salute del paziente.
1.
Ho preso atto del piano di cure propostomi ed in particolare ho preso visione delle sezioni A e B del presente
fascicolo che ho letto e di cui ho chiaramente compreso il significato.
2.
Ho chiaramente compreso le finalità del trattamento cui verrò sottoposto/a, le eventuali alternative terapeutiche
percorribili nel mio caso e i rischi impliciti nel trattamento, le principali caratteristiche funzionali ed estetiche dei
manufatti che mi verranno applicati.
3.
Ho preso visione del relativo preventivo dei costi.
4.
Mi è stato chiaramente spiegato che eventuali modifiche in corso di esecuzione verranno sottoposte, di volta in
volta, alla mia approvazione.
5.
Sono stato altresì informato/a che per la conservazione nel tempo di una buona salute dentale sono opportune
sedute periodiche di controllo clinico e di igiene professionale (secondo le istruzioni che ho ricevuto).
COGNOME E NOME: ………………………………………………………………………………………
DATA: ……………….
PER ACCETAZIONE: ……………………………………………………
(FIRMA DEL PAZIENTE O DEL LEGALE RAPPRESENTANTE)
MODULO DA RESTITUIRE FIRMATO PRIMA DELL'INTERVENTO
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