Sbiancamento Dentale Fotodinamico Biella Style: Giugno 2011

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BELLE
ZZA &
BENES
Sbiancamento Dentale Fotodinamico e Cosmesi Dentale
In Italia è da poco più di una decina
d’anni che gli sbiancamenti dentali
hanno iniziato a farsi largo tra la
gente, sebbene da molto più tempo vengano praticati in altri paesi
del mondo, tra cui il primato spetta agli Stati Uniti. Già gli antichi
romani cercavano di sbiancarsi i
denti con prodotti naturali, peraltro con scarsi risultati. Lo sbiancamento dentale con prodotti chimici risale a fine Ottocento quando
l’acido ossalico veniva usato per
sbiancare i denti vitali. Lo sbiancamento professionale moderno,
invece, si può far risalire al 1989
con il “nightguard bleaching” a
base di perossido di carbammide.
Ma perché sbiancare i denti? Lo abbiamo chiesto al Dottor Valerio Bini, nostro consulente in tema odontoiatrico:
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BIELLA STYLE & MOTORI
“Avere un sorriso con i denti bianchi e
luminosi aiuta senz’altro a migliorare
e a rendere più gradevole l’aspetto generale di una persona, sia in termini di
miglioramento dell’autostima, che al
cospetto del prossimo. Il sorriso e i denti di una persona sono tra le prime cose
che si guardano quando si comunica con
gli altri, è come un biglietto da visita che
contribuisce sulla prima impressione
che gli altri si fanno di noi. Un bel sorriso da già un’idea di pulizia, di ordine,
di simpatia e contribuisce a valorizzare
l’intero individuo. Al contrario denti
gialli, sporchi, con tartaro danno l’idea
di sporco, di una persona che non si
cura… Tante persone infatti sono sempre più stanche di avere i denti macchiati e gialli, anzi: tra la gente ha iniziato
a diffondersi l’idea che anche il colore
dei denti naturali, che ognuno di noi ha
diverso dagli altri e che è determinato
geneticamente, sia più scuro di come
lo vorrebbero (secondo recenti studi il
50% della popolazione mondiale non è
SERE
soddisfatto del colore dei propri denti
e cerca in qualunque modo di averli più
bianchi). Sarà, forse, stata la pubblicità
a mostrarci modelle dai denti splendidi,
saranno forse stati i sorrisi meravigliosi
degli attori Hollywoodiani, sarà forse
stato un cambiamento nelle valutazioni
dei canoni estetici, ma sia come sia, quel
che si nota è che sempre più persone, di
qualsivoglia età, si sottopongono allo
sbiancamento dei denti. Col passare del
tempo il dente assume una colorazione
sempre più carica: è per questo che una
persona adulta, anche se ha sempre
avuto un’igiene orale scrupolosa, avrà
i denti più scuri di quando era più giovane in quanto i denti sono soggetti al
naturale processo di invecchiamento
che modifica la composizione dei tessuti. I denti inoltre possono presentare
due tipi di macchie: quelle estrinseche,
cioè quelle esterne al dente, causate dal
depositarsi di sostanze contenenti cromogeni e da placca e tartaro (che si possono rimuovere con metodi meccanici
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come la detartrasi ) e quelle intrinseche,
cioè quelle contenute all’interno dello
smalto del dente, che si possono rimuovere solo con lo sbiancamento dentale
usando perossidi. Possono esserci anche macchie dovute ad anomalie nella
mineralizzazione dello smalto, dovute
a cause genetiche (amelogenesi imperfetta) , assunzione di particolari farmaci
(tetracicline) durante la formazione dei
denti permanenti e assunzione di un eccesso di fluoro, iperfluorosi. Per i difetti
di mineralizzazione più gravi e difetti
di forma del dente bisogna ricorrere a
trattamenti di odontoiatria conservativa o odontoiatria protesica (come ad
esempio faccette Lumineers, ceramiche
in zirconio e restauri in composito). Il
paziente può essere informato sul proprio “colore dentale” attraverso una
scrupolosa visita professionale presso
il medico odontoiatra, in occasione della quale viene effettuata una semplice
misurazione soggettiva che confronta
il croma del dente con un campione su
una scala di colori dentali predefiniti. I
campioni riproducono l’aspetto labiale
degli incisivi superiori. Esiste una scala
universale composta da 16 campioni,
a ognuno dei quali corrisponde una
tonalità di colore, dal più chiaro al più
scuro. Grazie a questo presidio è possibile quindi stimare di quante tonalità
il colore viene ravvivato sul proprio sorriso. Anche se lo sbiancamento è molto
diffuso, parecchie persone sono ancora
all’oscuro circa la vasta gamma di prodotti e le differenti procedure che sono
ora disponibili. Oggi, ci sono centinaia
di prodotti in vendita liberamente e
prodotti professionali in utilizzo ai soli
medici odontoiatri. Con risultati che
possono variare dall’ impressionante al deludente, sino all’inesistente. I
metodi di sbiancamento professionale
svolti in studio utilizzano gel con concentrazioni di perossido di carbammide o idrogeno fino al 35% ; può essere
posizionato sui denti dal medico dentista e lasciato agire per circa 45 minuti,
(sbiancamento alla poltrona senza attivazione luminosa). Può anche essere
posizionato sui denti dal medico dentista e esposto ad una sorgente luminosa
(lampada alogena, lampada al plasma
o laser) in modo che venga ancor più accelerata (non certo potenziata…) la reazione. In base alla sorgente luminosa
e al tipo di discolorazione, il gel è applicato da una a più volte e sottoposto alla
sorgente luminosa per un tempo variabile per applicazione. In entrambi i metodi viene applicata una protezione di
gomma intorno ai denti, utile a non fare
entrare in contatto il gel con le gengive.
Attualmente il sistema di sbiancamento
professionale più innovativo è basato
sulla “Tecnologia Fotodinamica BlancOne”. Cosa differenzia questo prodotto
dagli altri sistemi di sbiancamento? La
differenza principale tra questo sistema e gli altri è da individuare nel reale
utilizzo dell’energia luminosa, e non del
semplice calore emanato. Mi spiego meglio: la presenza di particolari cromofori contenuti nel prodotto fanno in modo
che le particelle di perossido di ossigeno
siano attivate dalla luce in pochissimi
secondi e possano generare ossigeno
molecolare. Ciò permette di ottenere
un duplice beneficio: da un lato si rende
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possibile concludere la seduta di sbiancamento (bleaching) in tempo molto
minore degli attuali sistemi, dall’altro
il trattamento risulta estremamente
delicato e non aggressivo verso denti
e gengive. Quindi è molto più sicuro e
determinabile per il paziente. Certo, i
denti non devono essere sbiancati come
si candeggiano le lenzuola: ciò che è
importante è mantenere l’individualità
del colore, esattamente come si rispetta
il colore della pelle, altrimenti non ha
valore esprimere concetti di naturalezza
unita ad estetica. Blanc One è un trattamento cosmetico professionale che, in
una sola seduta di 30-45 minuti, rende
il sorriso più candido e luminoso senza
stravolgerne l’immagine. Il procedimento prevede l’applicazione di un gel
sulle superfici dentali da 3 a 6 volte (a
discrezione del clinico) che viene attivato da una fonte luminosa per pochi secondi ad ogni dente; in tal modo si evita
l’aggressiva disidratazione dell’elemento dentario ed il riscaldamento pulpare,
cioè della zona nervosa. Una risposta
netta, dunque, ai diffusi problemi di
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sensibilità e disidratazione che accompagnano le procedure di sbiancamento.
Sono convinto che sia la soluzione che
molti dentisti e pazienti stavano cercando da anni. Per le caratteristiche che
lo rendono unico, invito a prendere visione delle informazioni disponibili sul
sito Internet: www.blancone.it e www.
studio-bini.com, ove è possibile visionare anche il VideoClip d’informazione”.
BENES
SERE
Per approfondimenti e informazioni:
Bini Dott. Valerio – Odontoiatria Estetica
Biella Piazza Martiri della Libertà n.3
Tel.015 32258
Cavaglià Via San Giovanni Bosco n.3
Tel.0161 966796
[email protected]
www.studio-bini.com
Max
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Serramento e digrignamento dei denti: fattori scatenanti, rimedi e consigli
Parlando di un termine ancora
molto discusso come “bruxismo”,
bisogna innanzitutto chiarire che
non si tratta di una malattia ma
di una parafunzione. Con questo
termine si indica tutto ciò che un
sistema (in questo caso, la bocca o
sistema stomatognatico) può fare,
ma che esula dalle sue normali funzioni; tutti noi serriamo i denti centinaia di volte al giorno, ma si parla
di parafunzione quando la forza è
eccessiva e l’atto viene compiuto
non per scopi funzionali (come masticare o deglutire). Ad oggi questa
parafunzione viene definita come
l’abitudine di serrare, digrignare e
stringere i denti, un atto notturno
o diurno, che provoca la chiusura e
il serramento dei mascellari per fini
non funzionali o un disordine psicofisiologico che causa abitudini
parafunzionali notturne e/o diurne.
Prima di tutto, il bruxismo va suddiviso nelle sue due maggiori modalità. Il serramento (bruxismo statico o centrico) è causato da contrazioni inconsce senza movimenti
laterali dei muscoli masticatori, che
possono essere attivate a livello del
sistema nervoso centrale e si presentano solitamente di giorno. Il
digrignamento (bruxismo dinamico
o eccentrico) è stimolato da impulsi generati dal midollo spinale,
dovuti a stress fisici o psicologici,
che provocano scariche muscolari
con movimenti laterali mandibolari, durante il sonno. Entrambe le
forme di bruxismo si manifestano
come contrazioni muscolari, che
possono essere intermittenti o presentarsi per lunghi periodi di tempo. Ma allora come si può capire
di avere bruxismo? Ognuno di noi
può rendersi conto di alcuni sintomi (soggettivi) che avvertirà con
più o meno fastidio. Spesso segni
e sintomi non corrispondono: una
grande usura dentaria (segno) si
può evidenziare in un paziente che
ha pochissimo dolore (sintomo) o
viceversa. Nella pratica i sintomi
che spingono il bruxista a chiedere aiuto sono emicranie o cefalee,
rumori articolari, limitazioni del
movimento mandibolare, dolore a
viso, collo, spalle e torace, muscoli del viso affaticati o ingrossati,
sonno non ristoratore con senso
di fatica o dolore al risveglio, rumori di digrignamento durante il
sonno, segni di usura dentaria fino
ad avere denti mobili o spostati,
difficoltà ad addormentarsi, stanchezza diurna, ecc. Il protocollo terapeutico può prevedere un intervento multidisciplinare: accanto al
l’ odontoiatra opera un osteopata.
L’ odontoiatra può intervenire nel
correggere l’occlusione dentale.
Questo si può ottenere con l’uso
di dispositivi rimovibili in resina o
nylon trasparente chiamati “byte”,
che ricoprono la superficie dei
denti, superiori o inferiori, e permettono di modificare il modo in
cui essi vengono in contatto, modificando così l’occlusione dentale,
e di conseguenza correggere temporaneamente la posizione della
mandibola. Nella maggior parte
dei casi nessun trattamento definitivo è necessario, ma in alcuni casi
selezionati può essere indicata una
modifica permanente dell’occlusione dentale, volta a mantenere
la posizione che si è ottenuta con
il byte. I capogiri, a volte anche le
vertigini, sono dovuti alla condizione di spasmo muscolare o affaticamento dei muscoli del collo e delle
spalle, infatti sono simili ai sintomi
causati dalle patologie alla colonna cervicale. Come è noto esiste
uno stretto rapporto tra l’occlusione dentale, l’attività muscolare e la
postura, in grado di causare sofferenza ai vari distretti della colonna
vertebrale. Il formicolio alle mani e
alle braccia si manifesta quando i
nervi che innervano le braccia e le
mani vengono compressi alla loro
origine alla base del collo. Sia ad
opera dei muscoli del collo, quando sono contratti e affaticati, sia a
causa di alterazioni della postura
della colonna cervicale. L’osteopata lavora sulla muscolatura , sul
quadro osseo e sulle fasce ripristinando la “Mobilità”, elemento
fondamentale per una migliore
vascolarizzazione ed innervazione, ma soprattutto sui muscoli del
tratto cervicale che subiranno un
adattamento posturale per il meccanismo sopracitato, con tecniche
di rilassamento e di stretching dei
muscoli masticatori. allo scopo di
rilassare e di riallungare gradualmente le fibre muscolari contratte.
Concludendo, occorre pensare al
principio base dell’osteopatia: “la
struttura governa la funzione” e
quindi, considerando che con una
struttura alterata, si altera la funzione, possiamo giustificare l’interazione sinergica tra una visita
osteopatica e fisiatrica ed un’attenta valutazione odontoiatrica.
Per info: Fisio Sergi
Gianfranco Sergi – Fisioterapista
Osteopata
Studio: P.zza Vittorio Veneto n.4 Biella
Tel. 015 31774 – 338 6619092
www.fisio-sergi.it
[email protected]
Alex C.
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