Sintesi delle informazioni di biologia

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ottobre 2015 – gennaio 2016
Sintesi degli argomenti biologici
Cellule, geni e cromosomi
■ L’organismo è costituito da miliardi di “Cellule”. Una cellula somiglia a un uovo.
Nel nucleo (il tuorlo) ci sono i cromosomi, fatti di DNA. Il DNA è una molecola che
porta in codice le informazioni sulle caratteristiche “ereditarie”. Ogni informazione si
chiama “gene”. L’informazione complessiva contenuta nei geni di un individuo è detta
“informazione genetica”. Nell’uomo ci sono 23 coppie di cromosomi.
■ Ogni cellula, per riprodursi, si divide in due. Ma prima fa un duplicato del suo DNA,
così da averne due copie da passare a ciascuna delle due cellule figlie. In seguito queste
si suddivideranno allo stesso modo, sempre ricopiando il loro DNA.
E così via, tante volte. Tutto inizia da una prima cellula, detta zigote, da cui discendono tutte le altre.
Quindi la stessa informazione genetica dello zigote si ritrova in ciascuna delle innumerevoli cellule di un
individuo, ed è diversa da quella di ogni altro individuo (fanno eccezione i gemelli identici che hanno lo stesso
patrimonio genetico).
■ La cellula uovo (della donna) e lo spermatozoo (dell’uomo) sono cellule speciali dette gameti, prodotte
dalle gonadi (rispettivamente ovaie e testicoli). I gameti contengono un solo cromosoma di ogni coppia.
■ Cellula uovo e spermatozoo, unendosi, danno origine allo zigote (così è chiamato il nuovo individuo quando
è ancora formato da una sola cellula). In questa unione, detta fecondazione, ciascuno dei due gameti porta le
sue 23 mezze coppie di cromosomi, così si compongono 23 coppie complete: questo significa che lo zigote è
dotato di un’informazione genetica completa, originale, differente da quella del padre e da quella della madre.
Possiamo calcolare più di 70mila miliardi di diverse possibili combinazioni delle 23 paia di cromosomi di una
coppia di genitori [223 x 223] (ma il numero è estremamente più elevato per ulteriori meccanismi).
■ 22 coppie di cromosomi della specie umana sono costituite ognuna da due membri equivalenti; nella 23ª
coppia (cromosomi sessuali), i due cromosomi sono equivalenti nella donna (XX), diversi nel maschio (XY).
Perciò la mezza coppia presente nella cellula uovo può essere solo un cromosoma X, mentre negli spermatozoi
può esserci un cromosoma X oppure Y. È dalla loro diversa combinazione che dipende il sesso dei figli:
cellula uovo (sempre X) + spermatozoo X = (XX) femmina.
cellula uovo (sempre X) + spermatozoo Y = (XY) maschio.
■ Sul cromosoma Y è presente il gruppo di geni SRY (attivo già nello zigote), che orienta in senso maschile
lo sviluppo dell’embrione; in sua assenza lo sviluppo è orientato in senso femminile.
La differenziazione sessuale origina quindi dai cromosomi (sesso genetico), passa per la differenziazione delle
gonadi (sesso gonadico); la differente attività ormonale delle gonadi maschili e femminili si riflette sulla
forma e sulle funzioni del corpo (sesso corporeo) e quindi anche del cervello (sesso neuropsichico).
Apparato genitale maschile
■ Il testicolo origina all’interno dell’addome, dallo stesso abbozzo embrionale dell’ovaio, e si
trasferisce all’esterno (in genere prima della nascita) perché richiede una temperatura più
bassa. Alla pubertà acquista la capacità di produrre gli spermatozoi.
■ Gli spermatozoi passano all’epididimo, dove si completa la loro maturazione.
Se non c’è eiaculazione, gli spermatozoi presenti nell’epididimo sono riassorbiti.
■ Con l’eiaculazione milioni di spermatozoi attraversano il dotto deferente fino al dotto
eiaculatore, dove si forma il liquido seminale, o sperma, o seme, che oltre agli spermatozoi
contiene liquido prodotto dalla vescicola seminale e liquido prodotto dalla prostata. Il seme
è emesso attraverso l’uretra. Il tratto finale del percorso del liquido seminale è in comune col
percorso dell’urina. C’è un meccanismo che impedisce il passaggio contemporaneo dello
sperma e dell’urina e la mescolanza dei due liquidi.
■ Durante il rapporto sessuale il pene penetra in vagina, e vi deposita il seme. Gli spermatozoi corrono verso
la cellula uovo. Ma la troveranno solo in certi momenti, e solo uno di essi, tra milioni, potrà fecondarla.
La penetrazione è resa possibile dall’erezione del pene, (aumento di consistenza). I corpi cavernosi del pene
sono costituiti da numerosissime cellette comunicanti (come in una spugna). Per realizzare l’erezione, il
sangue viene pompato nei corpi cavernosi, gonfiandoli.
L’erezione è un fenomeno riflesso, involontario, e non sempre è collegato all’eccitazione sessuale.
■ Oltre a produrre gli spermatozoi, i testicoli producono gli ormoni sessuali maschili, i cosiddetti androgeni,
soprattutto rappresentati dal testosterone.
► Effetti degli androgeni:
Nella vita embrionale determinano lo sviluppo corporeo in senso maschile (conformazione dell’apparato
genitale, caratteristiche cerebrali).
Alla pubertà svolgono un ruolo importante nella maturazione delle caratteristiche sessuali fisiche e psichiche
maschili e nello sviluppo corporeo.
Nell’adulto continuano a influenzare la psiche, inducono l’interesse sessuale, attivano la produzione di
spermatozoi.
Apparato genitale femminile
Le due ovaie: contengono le cellule uovo e producono ormoni.
Le tube: conducono dall’ovaio all’utero.
L’utero: fatto di muscolo e rivestito internamente da un tappeto di mucosa detto
endometrio, accoglie il bambino in gravidanza.
La parte inferiore dell’utero si chiama collo o cervice, attraversato dal canale cervicale.
La vagina: accoglie il pene e gli spermatozoi durante il rapporto sessuale e fa passare il
bambino durante il parto.
■ L’apparato genitale collabora con tutto il corpo femminile; la base del coordinamento è
nella ghiandola ipofisi del cervello. Per comunicare tra loro, le varie parti del corpo si
inviano ormoni, messaggeri che viaggiano con la circolazione del sangue.
■ Dopo l’infanzia, ogni 28 giorni circa c’è la cosiddetta “mestruazione”, il più evidente (ma non il più
importante) dei fenomeni che si presentano durante il “ciclo” (mestruale, o meglio ovulatorio). Altri eventi,
anche importantissimi, sono meno appariscenti, ma la donna può identificarli attraverso certi segnali corporei.
► L’inizio del ciclo è indicato dalla mestruazione: l'utero perde il suo rivestimento (l'endometrio) e sanguina.
► La prima parte del ciclo è detta fase follicolare o pre-ovulatoria: l’organismo prepara l’occorrente per
l’incontro tra la cellula uovo e uno spermatozoo. Nell'ovaio si risvegliano dei "follicoli" [In ogni ovaio di
una donna, già prima della nascita, ci sono alcuni milioni di cellule uovo, ciascuna racchiusa in una celletta;
le cellette si chiamano "follicoli”]. I follicoli producono ormoni estrogeni, e sotto il loro effetto l’utero, dopo
qualche giorno, cessa di sanguinare e ricostruisce il suo endometrio. Uno solo dei follicoli “risvegliati”
continua a svilupparsi e nel suo interno si completa la maturazione di una cellula uovo. Sempre per effetto
degli estrogeni il canale cervicale produce un muco simile al bianco d’uovo, il “muco cervicale”, che giunge
all’esterno, dove la donna può riconoscerlo quando l’ovulazione è vicina. Il muco cervicale è un fattore
fondamentale di fertilità che accoglie gli spermatozoi e li conserva vitali per alcuni giorni (max. 5 gg).
► Evento centrale del ciclo è l’ovulazione: la cellula uovo fuoriesce dal follicolo maturato nell’ovaio. Le
“fimbrie” della tuba, come piccole dita, captano la cellula uovo che è poi trasportata all’interno della tuba,
dove potrebbe incontrare uno spermatozoo in grado di fecondarlo.
► La seconda parte del ciclo è detta fase post-ovulatoria o luteale: ora non si tratta più di ricevere gli
spermatozoi, ma di predisporre tutto per accogliere la nuova vita. Il muco cervicale si riduce e non è più
percepito dalla donna. Ciò che ora resta del follicolo si chiama “corpo luteo”, e produce progesterone,
l’ormone incaricato di predisporre il corpo alla gravidanza. Nella tuba la cellula uovo vive per qualche ora,
attendendo di essere fecondata dall’incontro con uno spermatozoo. Il progesterone rende l’endometrio adatto
all’impianto dell’embrione, aumentando la circolazione e la presenza di sostanze nutritive. In fase postovulatoria, sempre per effetto del progesterone, la temperatura corporea aumenta di circa mezzo grado.
► Se la cellula uovo è stata fecondata nella tuba, si è originato uno zigote che dopo 4-5 giorni giunge alla
cavità uterina. In questi 4-5 giorni è diventato un embrione capace di annidarsi nell’endometrio. Una volta
annidato, lo stesso embrione produce e invia alla mamma l’HCG, un ormone che stimola il corpo luteo a
produrre progesterone, per mantenere nell’endometrio le condizioni adatte a proseguire la gravidanza. [Nel
test di gravidanza si ricerca l’HCG nelle urine della donna: se c’è HCG, è stato prodotto da un embrione].
► Se invece non c’è stata fecondazione nell’utero non è presente l’embrione, quindi non viene prodotto
HCG. Il corpo luteo, privo di questo sostegno, ha un’autonomia limitata, e dopo circa 2 settimane regredisce e
smette di produrre progesterone. Senza ormoni dell’ovaio l’endometrio si sfalda e sanguina, e il ciclo si
conclude con una mestruazione. La situazione ormonale consente l’inizio di un nuovo ciclo.
■ Oltre ad avere un ruolo nei fenomeni del ciclo (comprese le modifiche di umore della donna lungo i 28
giorni), gli ormoni sessuali femminili agiscono sugli eventi della pubertà (maturazione degli organi genitali,
crescita del seno, caratteristiche fisiche e psichiche femminili, accrescimento corporeo).
Mezzi e metodi di regolazione delle nascite
 Contraccezione Impedisce la fecondazione, cioè l’incontro di spermatozoo e cellula uovo.
 Pillola (estroprogestinica): Efficace. Blocca l’ovulazione. Può contrastare il passaggio degli spermatozoi. Va presa
continuativamente. Se usata bene è poco dannosa, ma, come per qualunque farmaco, il rischio non è zero.
 Cerotto transdermico: A base di ormoni (come la pillola) che si assorbono attraverso la pelle.
 Preservativo: Efficacia moderata. È l’unico contraccettivo che riduce il rischio di infezioni. È
indispensabile un uso corretto. Introduce nel rapporto un elemento “tecnico” disturbante.
 Diaframma: Efficacia moderata, di solito viene associato agli spermicidi.
 Spermicidi: Efficacia scarsa, di solito vengono associati a preservativo e/o diaframma.
 IUD (spirale): La sua efficacia come contraccettivo è scarsa, si sfrutta soprattutto il suo
effetto anti-annidamento (abortivo).
 Pillola del giorno dopo (Norlevo) e pillola dei 5 giorni dopo (Ellaone): Se usate prima
dell’ovulazione possono bloccarla, con effetto anticoncezionale. Potrebbero anche contrastare il passaggio degli
spermatozoi. Ma ci sono seri motivi per pensare che il loro effetto sia abortivo (contro l’annidamento dell’embrione),
soprattutto se usate dopo l’ovulazione, come spesso avviene per la loro stessa natura di pillole del “dopo”.
 ...Coito interrotto: Non è un vero metodo, è una pratica molto diffusa. È pochissimo efficace, disturba il rapporto.
 Sterilizzazione Abolisce a permanenza la fertilità.
 Chiusura delle tube
 Chiusura dei dotti deferenti
Efficacia molto alta, per ripristinare la fertilità serve
un secondo intervento, che non sempre funziona.
 Mezzi abortivi Impediscono la sopravvivenza dell'embrione.






L’IUD agisce contrastando l’annidamento dell’embrione nell’utero
(l’embrione così non può sopravvivere). Qualcuno dice che questo non si
IUD (spirale)
chiama “aborto”. Comunque lo si chiami, causa la morte dell’embrione.
Pillola
Pillola, Norlevo ed Ellaone: I meccanismi di questi farmaci
Pillola del giorno dopo (Norlevo)
sull’ovulazione e sul passaggio degli spermatozoi possono fallire; in tal
Pillola dei 5 gg dopo (Ellaone)
caso può prendere vita un embrione. È molto probabile, per l’effetto del
farmaco sull’endometrio, che questo embrione non si annidi e muoia.
RU-486: “Veleno” antiprogesterone che uccide l’embrione e ne provoca l’espulsione. Molti effetti collaterali e qualche
rischio di complicazioni gravi.
Aborto: Intervento che in vario modo uccide l’embrione, direttamente o indirettamente.
 Metodi naturali Non modificano gli eventi della natura. Identificano il periodo fertile della donna.
Questa informazione può essere usata per evitare una gravidanza, ma anche per cercarla. Sono gli unici
metodi che la Chiesa ritiene leciti. Richiedono obbligatoriamente un insegnamento specifico da parte di
un’insegnante qualificata.
 Metodo di Ogino (Knaus): Basato su un calcolo probabilistico, poco efficace. È stato abbandonato.
 Metodo della temperatura basale: Sicuro, ma utile solo per la fase post-ovulatoria.
 Metodo di Billings: Basato sull’osservazione del muco cervicale, efficace e sicuro. Aiuta la donna a conoscersi.
 Metodi combinati (p. es. sinto-termico): Basati sulla combinazione di più osservazioni naturali.
Pubertà
■ La scena di partenza: Situazione “tranquilla”. I genitali sono piccoli rispetto al resto del corpo.
■ Cambia la scena: Intorno ai 10 anni nella bambina, ai 12 anni nel maschio, si attiva il sistema ormonale del
cervello, che invia messaggi alle gonadi. Nel maschio il testicolo risponde producendo androgeni, che
inducono accrescimento dei testicoli, produzione di spermatozoi, maturazione di epididimo, prostata,
vescichette seminali, ed effetti vari sul resto del corpo. Nella femmina l’ovaio produce estrogeni, che
stimolano crescita e maturazione di tube, utero, vagina, mammelle ed effetti vari sul resto del corpo.
► Telarca: Comparsa di due bottoncini mammari, sensibili (può esserci qualche settimana di differenza tra i
due lati). È il segnale che indica l’inizio della pubertà nella femmina. Poi l’areola si scurisce e ingrandisce,
mentre il seno continua a crescere per qualche anno.
► Gonadarca: I testicoli iniziano a crescere. È il primo segnale (spesso
inosservato) di pubertà maschile. L’accrescimento dura qualche anno.
Anche le ragazze hanno il gonadarca, nell’ovaio (ma non si vede).
► Pubarca e ircarca (adrenarca): Sviluppo di peluria spiccata sul pube
(pubarca) e alle ascelle (ircarca). Può precedere il telarca e il gonadarca,
che sono i veri segnali di inizio della pubertà.
► Scatto staturale: La crescita di statura passa da ~5-6 cm/anno
dell’infanzia a ~7-8 cm/anno. Si vedono, alla stessa età, ragazzini prepuberi piccoli accanto a spilungoni già in
fase di sviluppo. Dopo 2-3 anni la statura rallenta, e avvicinandosi ai 20 anni si ferma. Chi ha iniziato prima, si
ferma prima. A chi aveva sorpassato gli altri, può capitare poi di essere sorpassato a sua volta. Le
preoccupazioni degli adolescenti sulla statura sono quasi sempre destinate a svanire nel tempo.
► Conformazione corporea: Cambiano dimensioni e proporzioni corporee. Nel maschio si rinforza lo
scheletro, si irrobustiscono i muscoli, diminuisce il tessuto adiposo. Ci si avvia verso la struttura del maschio
adulto, con spalle ampie e bacino più stretto. Nella femmina meno tessuto muscolare e più tessuto adiposo,
con vita stretta e fianchi più larghi.
► Altre modifiche del corpo alla pubertà: Nel maschio, peluria forte anche sul corpo, in particolare al viso
(barba). In entrambi i sessi, (di più nel maschio) pelle grassa, odore “forte" del sudore, non rara l’acne.
Modificazione della voce (transitoriamente avvertita dal ragazzo come sgradevole).
► Modifiche dei genitali maschili alla pubertà: Pene e testicoli si ingrandiscono, lo scroto diventa scuro,
rugoso e si ricopre di peli. Dopo un paio d'anni avviene la prima eiaculazione, spesso nel sonno, talvolta in
seguito a sogni dal contenuto erotico.
► Modifiche dei genitali femminili alla pubertà. Menarca: Tube, utero e vagina iniziano a svilupparsi.
Aumenta l’acidità vaginale (protegge dalle infezioni). Normale una secrezione biancastra, anche abbondante,
che continua per alcuni mesi prima della prima mestruazione (le secrezioni patologiche di solito sono colorate,
maleodoranti, con fastidio o arrossamento).
La prima mestruazione, "menarca", in media si presenta due anni dopo l’inizio dei primi segnali di pubertà.
Solitamente i primi cicli hanno durata piuttosto irregolare e non sono ovulatori.
Precocità puberale: Comparsa di segnali prima di 8 anni nella femmina e di 9 anni nel maschio.
Ritardo puberale: Assenza di segnali puberali a 13 anni nella femmina e a 14 anni nel maschio.
■ Aspetti psicologici: Si apre uno scenario nuovo, l’adolescenza.
Malattie trasmissibili sessualmente (MTS)
Vaginiti batteriche, Gonorrea, Sifilide, Candida, Trichomonas, Parassiti,
Clamidia, Epatite, AIDS, Mononucleosi, Herpes genitale, Papillomavirus.
■ Ciascuna ha caratteristiche proprie (sintomi, contagiosità, gravità, curabilità).
■ Chi ne è affetto, può trasmetterle ad altri, ma non sempre lo sa. E chi lo sa,
non sempre è attento a non trasmetterle.
■ Non sono trasmesse solo col rapporto genitale, ma anche anale o orale.
I rapporti occasionali comportano un rischio elevato di MTS.
Il preservativo (a differenza degli altri contraccettivi) riduce il rischio di contagio, però senza annullarlo.
■ Il modo migliore per non rischiare una MTS è: astenersi dal sesso occasionale + coppia fissa (meglio se per
tutta la vita). Inoltre, chi sa di aver avuto comportamenti a rischio dovrebbe consultare il proprio medico, e
questo è doppiamente doveroso se si prevede di intrattenere altre relazioni sessuali.
■ Ogni strategia di prevenzione deve essere adatta alle persone a cui si rivolge: per esempio non sarebbe
possibile proporre la fedeltà di coppia e l’astensione dal sesso occasionale a una professionista del sesso.
► Quali strategie sono adatte ai nostri giovani? Quali messaggi è bene che ricevano? Attenzione a non dare
messaggi che mentre da un lato riducono la pericolosità dei comportamenti a rischio, dall’altro lato
promuovono proprio i comportamenti a rischio. Oltre al fatto che in genere i comportamenti a rischio non si
inquadrano in una sessualità bella e positiva, potremmo addirittura ottenere un aumento della diffusione di
malattie (questo fatto è suggerito anche da alcuni studi statistici).
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