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SENO
IMPARA A CONOSCERLO
E A PRENDERTENE CURA
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Indice
Prefazione ..............................................................................................................................................................................................................
Anatomia del seno ....................................................................................................................................................................................
La struttura nei dettagli ..................................................................................................................................................................
Curiosità lessicali ..................................................................................................................................................................................
Fisiologia della mammella ..........................................................................................................................................................
Lo sviluppo del seno ............................................................................................................................................................................
Adolescenza ................................................................................................................................................................................................
Gravidanza ..................................................................................................................................................................................................
Menopausa ..................................................................................................................................................................................................
Alterazioni estetiche del seno in funzione dell’invecchiamento
e delle abitudini di vita ........................................................................................................................................................................
Patologie del seno ....................................................................................................................................................................................
Programma di prevenzione – controlli periodici ......................................................................................
L’autoesame del seno ..........................................................................................................................................................................
L’esame visivo del seno ....................................................................................................................................................................
L’autopalpazione del seno ............................................................................................................................................................
Cure estetiche per il seno
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Trattamento quotidiano con prodotti ................................................................................................................................
Trattamento naturale per l’aumento del seno ........................................................................................................
Trattamento con acqua ....................................................................................................................................................................
Il sole e l’aria ..................................................................................................................................................................................................
Alimentazione ..............................................................................................................................................................................................
Il reggiseno ......................................................................................................................................................................................................
Come mantenere il seno “in forma” ..............................................................................................................................
Psicologia del seno e curiosità ............................................................................................................................................
© 2011
stampa: Lineagraf - Corsico (MI)
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PREFAZIONE
Un’intima relazione unisce il corpo alla mente.
Per una donna, il carattere sessuale più evidente nel corpo è il seno, che porta con sé
una serie di implicazioni psicologiche profonde e arcaiche.
Il seno, inoltre, è concepito come organo
simbolico e metaforico con significati anche
diversi, che vanno dall’accoglienza, al nutrimento, all’affetto, al calore materno, alla
sessualità, alla bellezza, all’arte, fattori tutti
che condizionano la donna a livello culturale
e morale. Il seno si “porta”, quasi come un
taglio di capelli, un look, una moda.
E allora… impariamo bene a
conoscerlo…
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ANATOMIA DEL SENO
La mammella umana è un organo pari e simmetrico, collocato nella regione
anteriore del torace. L’organo è costituito di tessuto cutaneo e ghiandolare. Le
mammelle sono strutture che si sviluppano in ugual modo nel maschio e nella
femmina fino alla pubertà; successivamente lo sviluppo della mammella maschile si interrompe, mentre quella femminile subisce un notevole sviluppo sollecitata dall’azione degli ormoni femminili. La dimensione e la forma della mammella femminile è molto variabile e risponde a diversi fattori anatomici, quali la
presenza di tessuto adiposo sottocutaneo e a fattori genetico-ormonali, che ne
promuovono la forma e lo sviluppo volumetrico.
Struttura
Vista in sezione della mammella femminile
1. Cassa toracica
2. Muscoli pettorali
3. Lobuli
4. Capezzolo
5. Areola
6. Dotti
7. Tessuto adiposo
8. Pelle
Il tessuto mammellare è composto dalle seguenti strutture:
• ghiandole, suddivise in circa 20 lobi, ognuno dei quali sbocca verso il capezzolo attraverso un sottile canale detto canale galattoforo;
• tessuto adiposo, costituito da cellule ripiene di trigliceridi, in cui sono alloggiate e immerse le ghiandole;
• fibre collagene che dividono tra loro le ghiandole;
A ridosso del punto più alto della mammella (apice), si trova una struttura
oblunga, nota come capezzolo. A livello del capezzolo sboccano, convergendo, i dotti lattiferi in numero di 15-20 forellini che conducono il latte in superfi4
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cie in seguito alla suzione del capezzolo da parte del neonato. Il capezzolo è
circondato dall’areola, una zona cutanea pigmentata con diametro variabile tra
2 e 6-7 cm. Il capezzolo e l’areola mammaria sono sottese da diverse fibre muscolari in grado di contrarre l’area cutanea soprastante, favorendo così la fuoriuscita del latte e del colostro in seguito alla suzione. Il latte e il colostro sono
i nutrimenti che, in seguito al parto, il tessuto mammario produce, sollecitato da
specifici ormoni che ne modificano la struttura e la preparano alla sintesi e secrezione di tali liquidi nutritivi. Il primo liquido nutriente secreto dalla ghiandola mammaria è il colostro, un secreto liquido, di gusto amarognolo e particolarmente ricco di proteine e anticorpi. Successivamente le ghiandole mammarie iniziano la produzione e successiva secrezione di latte vero e proprio.
LA STRUTTURA NEI DETTAGLI
• Ghiandola mammaria. È una ghiandola a secrezione esocrina, formata da
un complesso di strutture simili ad acini (lobi) formati dalle cellule che producono latte sotto controllo dell’ormone ipofisario prolattina. Tale struttura
detta “a fiore di mimosa” ha ogni lobo connesso a una rete di dotti galattofori, deputati a incanalare le secrezioni verso il capezzolo.
• Tessuto adiposo. Le strutture ghiandolari vi si trovano inserite. La quantità di
adipe nelle mammelle è fortemente soggettiva.
• Fibre di sostegno. Queste generano suddivisioni tra le diverse appendici
ghiandolari.
• Capezzolo. Si trova all’apice della mammella, è di forma conica e presenta
gli sbocchi dei dotti galattofori, chiamati pori lattiferi, in genere 15-20. Il capezzolo può essere più o meno sporgente; può in alcuni casi essere depresso (capezzolo introflesso), ma se stimolato si estroflette. Anche questa
rappresenta una condizione del tutto normale. Se, invece, il capezzolo rimane permanentemente introflesso, si parla di retrazione del capezzolo.
Questa condizione è anomala e va controllata.
• Areola. È la regione circolare pigmentata che circonda il capezzolo, del diametro di circa 3-5 cm. Le piccole sporgenze dell’areola sono determinate
dallo sbocco superficiale delle ghiandole sebacee. Sia il capezzolo sia
l’areola sono dotati di fibre muscolari lisce che ne permettono la contrazione. La contrazione genera l’erezione del capezzolo e il corrugamento dell’areola. Ciò permette, nel periodo dell’allattamento al seno, un agevole deflusso del latte.
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CURIOSITÀ LESSICALI
Il termine “seno“, ha trovato nella nostra lingua ampia applicazione. Nel linguaggio comune, il termine “seno” viene impiegato frequentemente per rendere il concetto di “trovare spazio”, “accogliere”. In particolare sono molto diffusi i seguenti modi di dire: “in seno a” per indicare qualcosa che trova accoglimento dentro qualcos’altro e il sostantivo insenatura che indica in geografia
un ripiegamento della costa; il termine deriva dal latino sinus che significa sinuosità, concavità.
FISIOLOGIA DELLA MAMMELLA
La mammella è un organo deputato principalmente alla nutrizione del neonato subito dopo la nascita. Proprio per questa ragione, la mammella subisce notevoli modificazioni strutturali e fisiologiche proprio durante la gravidanza. Durante i primi mesi della gravidanza la secrezione di ormoni estrogeni e progestinici induce l’aumento di volume degli alveoli e della componente lipidica e
collagene della mammella. La zona cutanea in prossimità dell’areola intensifica la propria pigmentazione e aumenta di diametro. Queste modificazioni avvengono sotto sollecitazione di alcuni ormoni, detti gonadotropi e, successivamente, della prolattina: l’ormone che favorirà in seguito alla nascita del bambino la secrezione lattea. La consistenza e il volume della mammella aumentano notevolmente in seguito al parto e l’ossitocina, ormone secreto nelle ultime fasi della gravidanza e successivamente a essa, induce la contrazione muscolare della componente ghiandolare e la relativa secrezione di latte durante
il periodo dell’allattamento. I cambiamenti del seno sono prodotti da alcune
condizioni fisiologiche comuni alle donne, come: l’età, il ciclo mestruale, la gravidanza, il parto, l’allattamento, la menopausa, le variazioni del peso corporeo,
alcune sostanze medicinali contenenti ormoni, e perfino il tipo di dieta. Le mammelle subiscono alcune modificazioni fisiologiche in concomitanza del ciclo
mestruale, diventando più turgide e voluminose e in seguito all’eccitazione femminile. L’invecchiamento porta invece a un progressivo calo di volume della
mammella, a una riduzione della sua turgidità legata al volume d’acqua che
trattiene con riduzione della ghiandola e aumento del tessuto adiposo.
Con l’attività ghiandolare, il seno è più grande, più sodo e necessita di particolari cure e attenzioni, anche con particolari cosmetici e creme specifiche per
il seno. L’ingrossamento del seno è la prima modificazione evidente, cui segue
il ritorno al volume precedente. La pelle, però è spesso rilassata, anche se questo può essere prevenuto fornendo un adeguato sostegno con reggiseno di buo6
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na qualità durante l’allattamento e poi con l’uso di creme rassodanti per il seno.
Ogni cambiamento che esula dalle naturali variazioni fisiologiche del seno va
controllato, monitorato e riferito al proprio medico. Lo specialista nelle malattie
del seno è il senologo, che può consigliare un’eventuale ecografia al seno e insegnare le manovre di autoanalisi, come l’autopalpazione del seno. Con
un’adeguata serie di screening, si riconosce ed elimina precocemente il diffuso cancro della mammella, o carcinoma del seno.
LO SVILUPPO DEL SENO
Nell’embrione umano di circa quattro settimane di vita sono già presenti i primi abbozzi della ghiandola mammaria in forma di due creste che ne percorrono lungo i lati la parte anteriore. In seguito le creste formano delle protuberanze emisferiche e simmetriche, che corrispondono alle future ghiandole, che si
atrofizzano tutte ad eccezione di quelle situate nella zona toracica, perché alla nascita queste costituiranno il capezzolo e l’areola. Le varie fasi della vita,
che influiscono sul seno e che determinano trasformazioni anche importanti,
sono: l’adolescenza, la gravidanza, l’allattamento e la menopausa.
ADOLESCENZA
Durante la pubertà l’ipotalamo inizia la produzione di alcuni ormoni che danno il
via allo sviluppo del seno e delle ovaie. Il primo segnale di pubertà è proprio la
crescita del seno. Nella prima fase di sviluppo si verifica l’innalzamento dei capezzoli, senza aumento del tessuto ghiandolare e pigmentazione dell’areola. Da
sei a dodici mesi dopo, aumenta il tessuto ghiandolare, si sviluppano i dotti
escretori, aumenta l’adiposità del sottocutaneo, avviene l’allargamento dell’areola
e la sua pigmentazione. Lentamente e gradualmente le mammelle cambiano fino ad assumere la forma definitiva che corrisponde al momento in cui la fanciulla entra nell’età adulta, la situazione ormonale si normalizza e iniziano i cicli
mestruali.I mutamenti tipici di quest’età non riguardano solo lo sviluppo del seno e l’inizio dell’età feconda, ma interessano anche il profilo psicologico. Spesso la giovane è impreparata ad affrontare il momento e si ritrova improvvisamente
con un corpo da adulta e le idee, i desideri e le abitudini di una ragazzina. Succede, talvolta, che la fanciulla nasconda il seno, diventato evidente in modo per
lei imbarazzante, tenendo curvate le spalle. Questo atteggiamento, oltre che testimoniare l’espressione di insicurezza, diventa un atteggiamento dannoso per
la schiena e per il seno, che può essere compromesso nel naturale sviluppo. Altra reazione riscontrabile potrebbe essere che la ragazzina si senta troppo os7
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servata da sguardi estranei e si senta turbata dai commenti che coglie specialmente dai rappresentanti dell’altro sesso. Questo turbamento può creare angosce, difficoltà e timori nell’instaurare rapporti con gli uomini che si trascinano, a
volte, anche in età adulta.Per poter vivere meglio il periodo difficile del cambiamento, cioè la pubertà, è utile conoscere bene il nostro corpo ed essere consapevoli dei mutamenti che inevitabilmente avverranno in noi. Essere coscienti di
questo, aiuta certo ad accettare i mutamenti del corpo, la sua bellezza diversa
e a creare una certa sicurezza. Le mestruazioni sono sovente accompagnate o
precedute da una serie di disturbi e fastidi talvolta anche molto dolorosi, che caratterizzano la sindrome premestruale. A livello emozionale si manifestano ansia,
nervosismo, disturbi del sonno e cambiamenti di umore frequenti e repentini, accompagnati da segnali fisici quali vertigine, nausea, emicrania e ritenzione idrica. Il seno appare turgido e un senso di tensione, a volte di dolore, spesso si associa a questo momento particolare. Tutti i sintomi in genere scompaiono all’arrivo del flusso, ma per trovare giovamento nei giorni che precedono il ciclo è utile seguire una dieta povera di sale e ricca di vitamina A e bere parecchia acqua
oligominerale durante la giornata.
GRAVIDANZA
Importante è accettare con gioia i mutamenti del corpo durante la gravidanza
quando il seno si prepara a divenire una fonte di vita e di nutrimento per il bambino. Essere incinte è un’esperienza meravigliosa: la pancia e il seno devono
essere esibiti con entusiasmo come affermazione di una nuova femminilità.
I cambiamenti che interessano il seno si manifestano già durante le prime
settimane di gestazione: le mammelle si inturgidiscono, l’areola si scurisce, intorno appare una pigmentazione irregolare, i tubercoli di Montgomery diventano più sporgenti e si manifestano un senso di tensione e di pesantezza. Il
capezzolo è particolarmente sensibile, anche uno stimolo o uno sfioramento
minimo lo fanno allungare e irrigidire. Il seno aumenta di volume, la cute si tende e i vasi sanguigni sottocutanei diventano visibili. Possono formarsi, dal quinto mese in poi, le smagliature, cioè quelle strie rossastre causate dalla lacerazione delle fibre elastiche del derma. La ghiandola mammaria si ingrandisce,
la vascolarizzazione linfatica e sanguigna aumentano e si accumula tessuto
adiposo intorno ai lobuli. Verso il quarto mese dal capezzolo fuoriesce un liquido sieroso e opalescente chiamato colostro.
Importanti sono le cure da riservare al seno in questo periodo, che insieme all’alimentazione permettono alla futura mamma di mantenersi bella e di evitare
o diminuire la possibilità di danni, specialmente alla cute.
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Alimentazione: per vivere al meglio un periodo così delicato come la gravidanza è importante prestare attenzione alla dieta, che non deve essere quantitativamente doppia come si diceva una volta, ma deve essere ben bilanciata fin dai
primi mesi di gestazione. Un’alimentazione ricca di verdura e frutta fresca, di latticini, di carni magre bovine, di pesce, di pollame, di pane e paste integrali, oltre a essere adatta alle esigenze del momento, assicura un giusto apporto nutritivo ed evita inutili ed esagerati aumenti ponderali. Nelle verdure, come gli
spinaci, i peperoni, il prezzemolo, e negli agrumi sono contenute le vitamine A
e C, utili anche a combattere la formazione di smagliature; le vitamine del complesso B si trovano nel lievito di birra, la E nel germe di grano, la K è presente
negli ortaggi e specialmente nei pomodori e nei cavoli; di vitamina D è ricco
l’olio di fegato di merluzzo. Se la donna non aumenta troppo di peso durante la
gravidanza potrà recuperare la linea con maggiore velocità e con meno fatica
dopo il parto e il seno, ingrossato soltanto dal giusto e naturale aumento ponderale, ritornerà certamente alla forma normale e alla compattezza anche dopo la maternità e l’allattamento. Abbigliamento: nel periodo della gravidanza bisogna aiutare il seno sostenendolo con un reggiseno sempre adeguato al suo
sviluppo e ai suoi mutamenti. L’indumento deve sempre essere lavato bene, soprattutto quando si verificano quelle leggere secrezioni dai capezzoli e, negli ultimi mesi, i capezzoli devono essere protetti da una garza sterile. Ginnastica: è
utile fare ginnastica in modo equilibrato e usando le opportune cautele anche
durante la gravidanza. L’attività fisica aiuta a prevenire dolori alla schiena, combatte la stipsi, fa bene al circolo sanguigno e previene anche quei danni estetici, come il rilassamento muscolare, che possono manifestarsi di conseguenza alla maternità. Il seno trova giovamento dalla costante esecuzione di esercizi mirati a mantenere un buon tono muscolare e a rafforzare i legamenti sospensori. Igiene: le mammelle devono essere lavate con cura, idratate e bisogna irrobustire i capezzoli con massaggi per prepararli all’allattamento. L’idratazione cutanea può essere ottenuta usando prodotti specifici o con semplice
olio di mandorle dolci. Alternare docce calde e fredde stimola il seno e i capezzoli, l’importante è eseguire il tutto con delicatezza e senza violenza. Fare
spugnature e massaggiare delicatamente con un guanto non troppo ruvido fa
bene soprattutto se dopo si eseguono frizioni con sostanze emollienti come il
burro di karité. Queste manovre, associate a opportuni movimenti eseguiti con
la punta delle dita, facendo dei cerchi che partono dalla base verso il capezzolo, che va tirato leggermente in fuori, favoriscono la loro estroflessione.
In questo periodo la mammella raggiunge il massimo dell’attività funzionale.
Inizialmente produce il colostro, in seguito un liquido giallastro, proteico, den9
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so e ricco di anticorpi che aiuta il neonato nel passaggio dalla nutrizione placentare a quella intestinale. Verso il terzo o quarto giorno dopo il parto avviene la montata lattea.
Durante l’allattamento l’igiene del capezzolo è di estrema importanza: i capezzoli devono essere detersi, asciugati e protetti da una garza sterile tra una
poppata e l’altra. Mantenere accuratamente pulito e asciutto il seno evita la
formazione di ragadi e di infezioni.
Il seno appesantito deve essere contenuto in un reggiseno che gli consenta di mantenere una posizione il più possibile naturale. L’alimentazione in questo periodo deve essere sana e ricca di sostanze nutritive come durante la gravidanza; bisogna assumere liquidi in quantità sufficiente per garantire il flusso
di latte. Se al seno si dedicano attenzione e cura prima del parto e durante l’allattamento, non bisogna temere di sciuparne la bellezza con la maternità. Questo periodo probabilmente coincide con il momento di massimo splendore femminile: i seni acerbi dell’adolescente si trasformano in un petto pieno e rotondo che ha raggiunto la sua maturità. Certamente queste forme non sono meno conformi all’ideale di bellezza femminile.
MENOPAUSA
Questo è un periodo piuttosto difficile per la donna a causa delle modificazioni fisiche che avvengono e per la componente psicologica che spesso le accompagna. I disturbi tipici, come le vampate di calore, sudorazione, irritabilità, instabilità emotiva sono associati a livello psicologico con la sensazione frustrante di essere arrivate alla fine della vita femminile in un grande numero di
donne. Sono poche quelle che accettano la menopausa come un periodo naturale e inevitabile della vita, ma non per questo si sentono finite. Oggi la donna intorno ai 50 anni è forse più attiva di prima, ha certamente maturato più
esperienza e non deve mettersi da parte vivendo questo momento con poca
volontà, con un atteggiamento negativo. A questa età il fascino è di natura diversa di quello dei 20 anni, si basa infatti sulla capacità di interessare gli altri
grazie a ciò che si è e non per quello che appare. L’attività ovarica cessa, mancano quindi gli stimoli ormonali e si verifica l’atrofia della ghiandola mammaria
e l’aumento del tessuto adiposo. In menopausa il seno tende ad aumentare di
volume, la cute si rilassa e si manifesta perdita di tono.
Bisogna intensificare le cure aiutando il corpo con l’alimentazione, la ginnastica, i trattamenti cosmetici e il seno, se non è stato trascurato negli anni precedenti, potrà rimanere bello.
In questo particolare momento bisogna prestare molta attenzione alla salu10
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te del seno eseguendo i controlli medici, gli eventuali esami specifici e l’autopalpazione quotidiana. In menopausa, a causa della cessata attività ormonale, aumenta il rischio per alcune patologie.
ALTERAZIONI ESTETICHE DEL SENO
IN FUNZIONE DELL’INVECCHIAMENTO
E DELLE ABITUDINI DI VITA
La mammella, essendo costituita di un fitto strato di grasso sottocutaneo, di fibre collagene e di acqua, va incontro nel corso dell’invecchiamento a diversi
cambiamenti morfologici che ne modificano l’aspetto, le dimensioni e il tono,
spesso peggiorandone la gradevolezza estetica.
In particolare, i fenomeni più spesso coinvolti in questi cambiamenti morfologici sono:
•
•
•
•
la perdita di tono e di proiezione dei seni;
lo svuotamento del tessuto mammario;
la comparsa di grinze e di rilassamento del tessuto cutaneo;
la rilassatezza del tessuto muscolare sottostante.
Va ricordato che, spesso, più di una delle alterazioni sopra riportate interessano il seno.
L’aspetto nutrizionale e dietologico assume una rilevanza importante nel
mantenimento di un seno in salute, turgido, tonico ed elastico perché essendo costituito di tessuto adiposo e ghiandolare, la mammella risente ad esempio dell’eccesso o del difetto di grassi assunti con la dieta. Dal momento che
il tessuto grasso è preponderante nel tessuto mammario, un’abbondanza di
grassi assunti con la dieta si riverbera spesso in un aumento del volume e quindi delle dimensioni del seno; viceversa, una dieta povera di grassi o addirittura squilibrata per lo scarso apporto di grassi alimentari e magari realizzata con
l’obiettivo di conseguire un forte calo ponderale in un tempo eccessivamente
ridotto, può portare come conseguenza a uno “svuotamento” del seno che apparirà oltre che più piccolo di dimensioni, anche più grinzoso e atonico, specie in età matura, quando la pelle, essendo meno elastica, si adatta meno ai
cambiamenti di volume.
Apportare un giusto quantitativo di grassi con la dieta preserva quindi l’integrità
del tessuto mammario, favorendone il mantenimento della forma e delle dimensioni.
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Molto importante, sempre a livello dietologico, un costante apporto di sostanze di origine vegetali, in grado di svolgere un effetto protettivo e stimolante del tessuto mammario. Queste sostanze si trovano in particolare in alcuni
vegetali come il luppolo, l’orzo, la soja, il grano saraceno, la vite rossa e sono
conosciuti con il termine di fito-estrogeni. Tali sostanze, i cui nomi chimici sono flavoni, isoflavoni, resveratrolo ecc. agiscono simulando l’azione fisiologica
degli ormoni estrogeni e quindi sostenendo il trofismo del tessuto mammario in
senso fisiologico.
PATOLOGIE DEL SENO
Ragadi del capezzolo: lesioni che si sviluppano nell’area capezzolo-areolare
spesso associate alla suzione del capezzolo durante l’allattamento. Si tratta di
lacerazioni del tessuto mucoso causate dalla continua umidificazione dell’area
e dalla trazione e sollecitazione meccanica del neonato.
Possono essere trattate con creme emollienti, cicatrizzanti e applicando un
paracapezzolo protettivo durante l’allattamento. In caso di lesioni profonde e
molto dolenti è consigliabile sospendere per alcuni giorni l’allattamento al seno e applicare preparati ad azione antisettica e cicatrizzante come i sali d’argento e le pomate antibiotiche. Trattare precocemente ed efficacemente le ragadi del capezzolo riduce il rischio di sviluppare mastiti.
Mastite: infiammazione associata ad infezione dei dotti galattofori della mammella. Si manifesta con dolore, tumefazione locale palpabile e arrossamento
della pelle soprastante. La mastite è spesso associata alla suzione del capezzolo del neonato durante la lattazione. Può infatti capitare che i dotti galattofori
si ostruiscano impedendo il normale drenaggio verso l’esterno del latte. Tale situazione provoca una congestione del dotto galattoforo e del tessuto circostante
e conseguente infiammazione. La mastite può essere un problema importante
durante la lattazione, perché riduce o impedisce la nutrizione del lattante al seno ed è quindi necessario risolverla nel più breve tempo possibile.
Generalmente la mastite può essere risolta con l’impiego di creme emollienti e
lenitive, antinfiammatori per via orale come l’ibuprofene e il paracetamolo e,
solo quando vi sia un’infezione batterica in corso, con pomate antibiotiche o,
su indicazione medica, con antibiotici sistemici. Spesso la mastite origina da
una ragade del capezzolo, occorre quindi limitare il rischio di formazione di ragadi e risolverle rapidamente con l’impiego di preparati topici specifici (creme
emollienti, antibiotici).
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Mastopatia fibrocistica: è una patologia piuttosto diffusa, non grave, ma deve
essere tenuta sotto controllo. Colpisce circa il 30% delle donne dai 25 anni alla menopausa, momento questo in cui il rischio di questa malattia decresce
notevolmente. L’origine della mastopatia è legata alla diversa produzione di ormoni nelle varie fasi del ciclo. Bisogna sempre farsi controllare alla comparsa
dei sintomi ed eseguire eventualmente esami che confermino la diagnosi. Fortunatamente non ci sono correlazioni certe con la sua evoluzione in neoplasia.
I sintomi sono essenzialmente: il seno più grosso, teso, dolente e alla palpazione si rilevano come dei granuli di varia dimensione ricoperti da una cute
scorrevole. Nei giorni che precedono il ciclo, le mammelle sono particolarmente sensibili, ma il dolore scompare con l’arrivo del flusso ematico.
Fibroadenoma: è un tumore benigno del seno. Quando si esegue la palpazione della parte si rileva un nodulo ben delimitato, mobile sotto la pelle e, spesso, dolente se premuto. L’intervento chirurgico di asportazione viene eseguito
solo nei casi in cui il nodulo sia troppo grosso.
Tumore del seno: il tumore del seno rappresenta una neoplasia molto diffusa e
tra le prime per incidenza nel sesso femminile. Purtroppo il carcinoma mammario è frequente; in Italia circa 3.000 donne ogni anno ne sono colpite, specialmente nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 70 anni, anche se non sono
escluse dal rischio le più giovani. Questo tumore generalmente si manifesta con
la comparsa di un nodulo duro e non dolente alla palpazione. Il tasso di mortalità fortunatamente è diminuito, grazie alla possibilità di eseguire una diagnosi
precoce che permette di intervenire con celerità sulla patologia. Una corretta informazione sanitaria è alla base della prevenzione, perché sottoporsi a controlli periodici, anche se non sembra di avere problemi, eventualmente fare esami
specifici, come l’ecografia o la mammografia, aiuta a salvare la vita, perché
questi esami sono in grado di scoprire la presenza di un tumore prima ancora
della comparsa del nodulo. Il controllo deve essere fatto anche dalla donna eseguendo con costanza mensile l’autopalpazione del seno, perché questo permette di rilevare la presenza di noduli appena formati. Non bisogna avere paura e non bisogna mai ignorare la realtà. I dubbi devono essere chiariti al più presto, proprio per poter evitare conseguenze più gravi e spiacevoli. Quando si nota la presenza di un nodulo la donna deve rivolgersi al medico che ha a disposizione una serie di accertamenti per poter fare una diagnosi precisa. Oggi le
apparecchiature radiologiche utilizzate nella diagnosi del tumore della mammella espongono la donna a una quantità minima di radiazioni. È possibile fa13
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re anche una biopsia, cioè il prelievo chirurgico e il successivo esame al microscopio di un campione di tessuto del nodulo che dà un risultato estremamente attendibile. Fortunatamente il tumore del seno si sviluppa molto lentamente; perciò individuare la sua presenza nella fase iniziale non è poi così difficile, se una donna si controlla e si fa controllare periodicamente.
Fattori di rischio per il carcinoma mammario sono:
• familiarità: siccome esiste una certa predisposizione familiare, chi ha avuto
sorelle o madri colpite da questa malattia deve farsi controllare con più frequenza;
• tumore di una mammella: è possibile che si sviluppi un tumore anche nell’altra;
• nessuna gravidanza: sembra che la nullipara sia più esposta al rischio di tumore al seno;
• età: aumentata frequenza tra i 50 e i 70 anni;
• obesità: l’obesità e una dieta ricca di grassi facilitano l’insorgenza del tumore.
Naturalmente la presenza di queste caratteristiche o di una parte di queste
non rappresenta certo la sicurezza di ammalarsi, così come l’assenza dei fattori di rischio non può escludere la possibilità del tumore al seno. Unica tutela
per tutte è il controllo medico attento e adeguato.
Mai come in questo caso la frase prevenire è meglio che curare risulta essere
vera e di importanza vitale.
PROGRAMMA DI PREVENZIONE
CONTROLLI PERIODICI
Molto importante l’educazione sanitaria già dalla giovanissima età per promuovere con semplici gesti l’autodiagnosi del tumore al seno. Già da 18-20
anni le donne dovrebbero abituarsi all’autopalpazione dopo il bagno o la doccia per identificare piccoli noduli o lesioni palpabili. Ogni due anni sarebbe
consigliabile una visita medica, anche presso il medico di famiglia, per escludere lesioni nodulari che magari sfuggono all’autopalpazione. Dai 45 anni in poi
eseguire la mammografia ad anni alterni per identificare anche le lesioni più
piccole e in fase precoce di sviluppo.
• Autopalpazione mensile a partire dai 18 anni; visita medica ogni due anni fino ai 35 anni d’età e annuale dopo i 35 anni;
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• Mammografia ed ecografia periodicamente, ad anni alterni, dai 45 anni in
poi (prima di questa età devono essere fatte soltanto in caso di reale necessità).
L’AUTOESAME DEL SENO
Consigliata a tutte le donne dopo i 30 anni, l’autopalpazione del seno è una
sorta di esame diagnostico per rilevare tempestivamente eventuali tumori della mammella o anomalie. La tecnica di autoesame (esame visivo e autopalpazione) della mammella va praticata mensilmente e impiega circa dieci minuti. La sua corretta esecuzione va appresa preferibilmente dal medico ginecologo.
L’ESAME VISIVO DEL SENO
Questa autodiagnosi si esegue nel periodo di inizio delle mestruazioni. La donna si posiziona col busto ben eretto e le braccia lungo i fianchi davanti ad uno
specchio, in una stanza sufficientemente illuminata. In questa posizione si devono osservare le eventuali variazioni di forma e misura del seno rispetto al
mese precedente, la comparsa di arrossamenti superficiali, piccoli infossamenti o retrazioni della cute. Maggiore attenzione va posta nell’esaminare il capezzolo e l’areola mammaria.
Successivamente si alzano le braccia e l’esame si sposta sul quadrante inferiore del seno e del solco sottomammario.
Quindi si portano le mani sui fianchi e, premendo con forza, si contraggono
i pettorali, rilevando eventuali anomalie nella forma del seno.
L’AUTOPALPAZIONE DEL SENO
Con la palpazione manuale del seno si ricercano eventuali ghiandole ingrossate. L’esame inizia dalle fossette sovraclavicolari che si analizzano con i polpastrelli dell’indice e del medio della mano del lato opposto, mentre l’altro braccio sta lungo il corpo.
Poi si esamina il cavo ascellare tenendo il braccio piegato appoggiato su un
piano (a formare un angolo retto col busto). I muscoli che delimitano la cavità
ascellare non devono essere in tensione. L’esplorazione viene eseguita con le
dita della mano opposta.
La palpazione del seno si fa distese sulla schiena con un piccolo cuscino
sotto la spalla corrispondente alla mammella esaminata. L’autopalpazione deve essere leggera, praticata a partire dai margini (cavo ascellare, sterno, cla15
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vicole e solco sottomammario) verso il centro (il capezzolo). L’autopalpazione può essere eseguita con le mani leggermente insaponate per renderla più
fluida.
La donna dovrebbe conoscere molto bene il proprio corpo, e in particolare
le mammelle, per riconoscere un eventuale seno fibrocistico, fibroma al seno,
noduli alle mammelle e microcalcificazioni.
CURE ESTETICHE PER IL SENO
Il concetto “meglio prevenire che curare” è valido anche per il seno; la prevenzione è una regola fondamentale per evitare modificazioni spiacevoli.
TRATTAMENTO QUOTIDIANO CON PRODOTTI
Il primo passo per avere un seno bello è quello di curare la cute in modo costante, perché la pelle in questa parte del corpo svolge il compito di contenitore e quello di sostegno. Indispensabile mantenere una buona idratazione cutanea, elasticità e compattezza, che sono i punti chiave della stessa forma del
seno.Il seno deve essere pulito con attenzione e usando prodotti delicati, ad
esempio quelli utilizzati per il viso. Evitare prodotti che contengono tensioattivi, i quali tendono a disidratare la pelle: perciò sarebbe meglio non usare il bagnoschiuma o rimanere per tempi troppo lunghi immersi nel bagno. Il latte detergente usato per la pulizia del viso, seguito da un risciacquo con acqua tiepida, mai calda, è un mezzo valido per la detersione del seno. Dopo la pulizia
bisogna tamponare la pelle con delicatezza e spalmare un prodotto idratante
specifico. Molti sono i prodotti formulati per la pelle del seno che, usati con assiduità e costanza, aiutano a prevenire il rilassamento, mantengono la pelle
elastica, contrastano la disidratazione e i danni dell’invecchiamento cutaneo. Nella formulazione dei prodotti per la cura del seno si trovano diverse sostanze, alcune, come il collagene e l’elastina, normalmente presenti nel derma,
con proprietà di idratazione, di sostegno e di protezione; altre, di origine vegetale, hanno un’azione tonificante, rassodante e rivitalizzante. Il prodotto deve essere massaggiato delicatamente, con un movimento circolare verso il collo per stimolare la microcircolazione cutanea e favorire l’assorbimento dei principi attivi, senza passare sul capezzolo. Molto adatti per il massaggio al seno
sono alcuni prodotti naturali come l’olio di mandorle, l’olio di germe di grano o
l’olio di oliva.
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TRATTAMENTO NATURALE PER L’AUMENTO DEL SENO
Se si desidera avere un seno più voluminoso senza ricorrere alla chirurgia estetica oggi è possibile seguire un trattamento naturale al 100% senza correre alcun rischio, senza effetti collaterali e soprattutto con risultati definitivi nel tempo. Questo grazie a una composizione specifica atta a stimolare il tessuto
ghiandolare nella parte ricettiva del seno sviluppandolo e rafforzandolo. Questa azione è dovuta alla presenza di fitoestrogeni (ormoni naturali delle piante), i quali hanno un’azione simile a quella ormonale, senza comportare però
nessuno dei classici effetti collaterali delle cure ormonali stesse, come ad
esempio il conseguente aumento di peso. Non solo questo trattamento non ha
nessun effetto collaterale, ma porta anche ulteriori effetti benefici al corpo e alla bellezza in generale: dà maggiore lucentezza ai capelli, migliora lo stato della pelle, rafforza le unghie e tende a regolarizzare l’attività intestinale.
TRATTAMENTO CON ACQUA
Per la cura del seno rilasciato o flaccido sono molto utili le docce con acqua
fredda. Esistono in commercio apparecchi specifici di idroterapia a docce rotatorie per idromassaggi al seno. Lo scopo di questo trattamento è di sottoporre la parte a un abbassamento della temperatura per determinare prima
una contrazione e poi una dilatazione dei capillari con conseguente aumento
del flusso sanguigno in superficie. Viene così stimolata l’ossigenazione cellulare e si ottiene un effetto di rassodamento dei tessuti e dell’epidermide. Se
non si possiede l’apposito apparecchio, si può utilizzare anche la doccia di
casa oppure un pezzo di stoffa, lino o cotone, bagnata in acqua fredda, strizzata e passata sulla pelle. La stimolazione mediante applicazione alternata di
acqua calda e fredda agisce come tonificante sull’epidermide del seno. I benefici sono dovuti alla differenza delle due temperature. Si usano due spugne
morbide, strizzate e appoggiate sulla parte fino a che il seno non abbia assorbito il calore o il freddo. Ripetere tre o quattro volte e terminare sempre con
l’acqua fredda.
IL SOLE E L’ARIA
I pareri sull’effetto del sole sono contrastanti: il sole è certamente un amico, ma
deve essere trattato con molta cautela, perché le sue radiazioni sono la causa di problemi responsabili soprattutto dell’invecchiamento cutaneo precoce.
La pelle del seno, così importante per la sua funzione di sostegno, deve mantenere sempre l’elasticità, perciò l’esposizione al sole deve essere fatta usando cautele e attenzioni. Utilizzare sempre un buon prodotto solare con un ade17
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guato fattore di protezione, esporsi con gradualità evitando le ore più calde ricche di radiazioni dannose e, dopo la doccia serale, idratare il seno con un leggero massaggio per reintegrare l’umidità perduta. Stare scoperti, all’aria aperta, specialmente al mare, aiuta la pelle a respirare meglio, i pori si dilatano e
questo ci fa sentire bene e il corpo ne trae un giovamento. In una località marina si può godere di tutti i mezzi terapeutici che il mare ci mette a disposizione: aria, brezza, acqua e sabbia. La balneoterapia, cioè il bagno in mare, oltre ai benefici dell’acqua, ricca di elementi come il bromo, il potassio, il sodio
e il cloro, ha una azione stimolante anche grazie al suo naturale movimento.
ALIMENTAZIONE
Il rapporto tra mangiare sano, salute e bellezza è molto stretto, ma sovente non
si segue un regime alimentare corretto. Un’alimentazione equilibrata assicura al
fisico e alla mente un giusto apporto energetico, evita inutili e dannosi sbalzi di
peso e ci aiuta a stare in salute. La corretta alimentazione migliora l’estetica del
seno attraverso la bellezza della pelle, aiuta un suo armonioso sviluppo e contribuisce a un miglior funzionamento della ghiandola mammaria. La quantità di
cibo e la sua qualità sono intimamente correlate con lo sviluppo del seno, con
la sua forma e con il suo volume. Il peso è un fattore importante per il seno e per
la sua bellezza. Aumenti e dimagrimenti eccessivi minacciano l’elasticità cutanea e la tonicità del tessuto. Un seno grasso, essendo pesante, tende a rilasciarsi e diventa più frequentemente flaccido. Un calo di peso troppo repentino indebolisce il tessuto connettivo e conferisce al seno un aspetto cascante.
Se una donna rimane in sovrappeso per molto tempo, è possibile che abbia
uno stiramento del connettivo e una lacerazione del tessuto fibroso; al momento del dimagrimento sul seno si formeranno le smagliature, che sono un inestetismo difficile da cancellare. Seguire una dieta adeguata risulta essere estremamente importante sia per la salute sia per la bellezza. Può essere utile, al
momento del bisogno, integrare la dieta con alimenti che ci diano una sferzata
di energia come il lievito di birra, la pappa reale o l’olio di fegato di merluzzo.
Sono sostanze che, per la loro ricchezza di contenuto in vitamine, in oligoelementi e proteine, aiutano il nostro organismo a reagire a condizioni di stanchezza o di stress e contemporaneamente fanno bene alla pelle. La dieta deve essere ricca di verdura e di frutta fresche, perché sono ricche di vitamine e
di minerali; inoltre si devono usare pochi grassi, non si deve mangiare troppa
carne e sarebbe meglio limitare molto, o addirittura eliminare, il caffè e l’alcol.
Bere molta acqua oligominerale durante la giornata, salare poco le vivande,
non esagerare con i dolciumi e mangiare yogurt, latticini e cereali fa bene alla
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salute. Masticando lentamente si tende a mangiare di meno. Seguire una dieta
bilanciata aiuta a prevenire la formazione di carcinoma mammario, secondo il
decalogo di prevenzione formulato dalla Scuola europea di Oncologia.
IL REGGISENO
Opinioni diverse riguardano l’uso del reggiseno, ma forse si potrebbe dire che,
in linea generale, un seno piuttosto piccolo può farne a meno mentre un petto
prosperoso deve essere sorretto per contrastare il rilassamento dei tessuti provocato dal peso stesso. Esistono oggi molti modelli, ma la scelta deve essere
fatta tenendo conto che il reggiseno deve seguire la sagoma del seno, sostenerlo senza comprimerlo né separarlo in modo innaturale. Meglio i tessuti naturali, come il cotone o la seta, solidi ed elastici, permeabili all’aria che permettono la traspirazione della pelle. È meglio dare maggiore importanza alla
forma del modello, scegliendo quello più adatto alla forma e alla grandezza
del seno, piuttosto che alla bellezza e all’estetica del capo. In situazioni particolari, per esempio quando si pratica sport, è consigliato l’uso del reggiseno
per evitare eventuali traumi dovuti al movimento. Quando il seno è sottoposto
ad aumenti di volume, come in gravidanza, durante l’allattamento e, talvolta, in
concomitanza del ciclo mestruale, è preferibile indossare il reggiseno. Durante
il sonno notturno è meglio lasciare il seno libero, per permettere alla pelle di respirare.
COME MANTENERE IL SENO
“IN FORMA”
Trattandosi di un tessuto a prevalenza adiposa e muscolare, il tessuto mammario risente delle abitudini dietologiche e dell’esercizio muscolare dell’individuo.
In particolare, essendo il tessuto mammario stimolato direttamente dagli ormoni estrogeni che ne determinano lo sviluppo volumetrico già in età prepubere, l’assunzione con la dieta di sostanze in grado di agire come dei fito-estrogeni, rappresenta un valido sistema per mantenere una certa turgidità e tonicità del seno. Esistono infatti in natura delle sostanze chiamate fitoestrogeni
(fitos: pianta, estrogeno: ormone femminile) in grado di stimolare il tessuto
mammario proprio come gli ormoni estrogeni fisiologici (estradiolo) anche se
in minor misura. Tali sostanze, presenti in molte piante come la soja, il luppolo, il germe di grano, l’uva rossa, la salvia, l’orzo, l’avena, il cumino e molte al19
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tre, agiscono sia favorendo il deposito di acqua nel tessuto mammario, mantenendone così il turgore, sia proteggendolo e mantenendolo in salute. Le sostanze più efficaci come fitoestrogeni sono gli isoflavoni estratti dalla soja (genisteina, dadzeina) e il resveratrolo estratto dalla buccia e dai semi dell’uva
rossa. Quest’ultimo, in particolare, si è dimostrato efficace nel ridurre i segni e
i sintomi associati alla menopausa, condizione fisiologica determinata dalla
progressiva involuzione delle ovaie e alla conseguente riduzione della secrezione di ormoni estrogeni. Grazie alla sua struttura chimica molto simile a quella degli ormoni estrogeni (estradiolo), il resveratrolo risulta efficace per mantenere in salute il tessuto mammario e per favorirne il turgore e il tono. Può essere assunto per periodi prolungati vista l’assenza di effetti collaterali e le sue
note proprietà di protettore cardio-vascolare e di sostanza antiossidante e protettiva.
Molto importante anche l’applicazione di preparati topici a base delle stesse piante, ricchi in fitoestrogeni di cui sopra e a base di sostanze ad azione
emolliente, surgrassante e tonificante, in grado di mantenere la pelle del seno
liscia, il tessuto muscolare più tonico e una forma più “liftata”. Vi sono infatti
delle sostanze “filmogene” che una volta applicate sotto forma di creme, gel o
altri preparati cosmetici sono in grado di “liftare” temporaneamente il tessuto
mammario, rilanciandone la proiezione e definendone la forma.
Da ultimo un sano e regolare esercizio fisico tonificante (nuoto, fitness) e
un’alimentazione ricca di acidi grassi polinsaturi da pesce, oli vegetali (olivo,
lino), di proteine nobili (carne bovina, uova e latte) e antiossidanti (verdura,
frutta rossa) concorrono a mantenere il tessuto mammario in salute e i muscoli tonici.
PSICOLOGIA DEL SENO
E CURIOSITÀ
Come detto in prefazione, un’intima relazione unisce il corpo alla mente. Per
una donna, il carattere sessuale più evidente nel corpo è il seno, che porta con
sé una serie di implicazioni psicologiche profonde e arcaiche.
Il seno inoltre è concepito come organo simbolico e metaforico con significati
anche diversi, che vanno dall’accoglienza, al nutrimento, all’affetto, al calore
materno, alla sessualità, alla bellezza, all’arte, fattori tutti che condizionano la
donna a livello culturale e morale. Il seno si “porta”, quasi come un taglio di capelli, un look, una moda.
Ecco che nei secoli il seno è voluto inizialmente grande, anche esagerata20
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mente grande, come notiamo nelle arcaiche Veneri preistoriche, che oggi vedremmo addirittura dismorfiche, con la loro taglia ottava di seno! Ma la simbologia che si cela dietro è chiara: col seno florido si inneggia all’abbondanza, alla fertilità e alla ricchezza.
Poi con il passare del tempo la moda lo vuole piccolo, accompagnato da
forme piuttosto rotonde e generose dei fianchi, celato o svelato, ma pur sempre evidente, anche nella più oscurantista cultura cristiana, che non esita a ritrarre Madonne discinte o intente ad allattare.
Oggi assistiamo a fenomeni curiosi, quasi paradossali. La magrezza ostentata nelle passerelle (che un tempo sarebbe stata assimilata a povertà!) è immagine di una donna forte (o estremamente fragile?), eppure il suo seno è
grosso rispetto al fisico minuto, ma chiaramente nulla ha a che vedere con il
concetto di nutrimento! Il seno abbondante oggi è considerato bello (anche
se l’eccesso di una decina d’anni fa è stato aborrito), ma ha perso il senso simbologico di madre-nutrice, almeno dichiaratamente. Tanto che la donna che
allatta al seno si trova spesso a vivere in conflitto fra di loro il ruolo di donna e
quello di mamma, e subisce pressioni per distogliersi dal coinvolgimento con
il figlio e tornare al più presto come “prima”.
Dove il seno viene visto come oggetto sessuale, paradossalmente darlo ad
un bambino appare come un uso improprio. La madre che allatta il suo bambino deve farlo in un mondo che vede il seno come oggetto sessuale, un paradosso a livello fisiologico, praticamente, considerata la reale funzione delle
mammelle!
Ma perché proprio il seno femminile è da sempre oggetto
di attenzione e di attrazione da parte degli uomini?
Interessanti sono alcuni dati di uno studio psicologico apparso tempo fa sul
periodico “Class”. Quando si tratta di analizzare che cosa in un uomo attira di
più lo sguardo vincono le forme che esaltano la femminilità: quindi seno e glutei. La spiegazione è da ricercare nel profondo ed è stata studiata dagli antropologi e dagli psicologi più che da esperti di costume. Le ragioni della predilezione maschile per un bel seno prosperoso sono da ricercare nella rassicurazione che esso dà. Inconsciamente, nonostante oggi il modello di bellezza
femminile proposto sia quello della donna giovane, che non ha ancora partorito, il messaggio trasmesso implicitamente dal seno c’entra fortemente con la
capacità di procreare e allattare e sulla facoltà femminile di dare e far crescere la vita. Lo stesso vale per i fianchi generosi. Così il 41% degli intervistati è
“fedele” alle classiche misure 90-60-90, il 12% preferisce un seno piccolo, e il
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3% fianchi importanti. Per il 35% degli uomini, la compagna ideale dovrebbe
avere forme prorompenti.
Il seno è seguito dai glutei, apprezzati dal 23% se sono ‘’tondi e sodi’’, e dalle gambe, amate se sono lunghe e flessuose (16%). A concentrarsi sul viso di
una donna è solo il 12% degli uomini, mentre un 8% è attratto dal giro vita.
Perché la chirurgia estetica del seno rientra tra le maggiori
richieste delle donne nel campo della bellezza?
Il forte inscindibile legame che unisce corpo e psiche è maggiormente evidente nel rapporto che ciascuno ha con le zone del fisico che più richiamano
la propria identità di genere (seno, fianchi, tratti del viso). Infatti, la paziente
dopo la chirurgia estetica del seno si vede e si sente diversa, migliore o più giovane, e rafforza inconsciamente la propria autostima e la fiducia in sé stessa.
Sia gli uomini sia le donne sempre più spesso ricorrono agli interventi chirurgici estetici per un legittimo desiderio di migliorare la propria immagine e di
stare meglio con sé stessi.
La chirurgia estetica del seno è stata concepita per ingrandire il seno con un
aumento di volume, rassodare il seno, renderlo più giovane, di dimensioni proporzionate, senza imperfezioni come smagliature e rilassamenti… in altre parole: per creare un seno perfetto, bello ed esteticamente naturale.
La primaria importanza psicologica che riveste il seno è sottolineata poi da
quanto incidano nella psiche tutti gli interventi che lo riguardano. Pratiche per
eliminare il carcinoma mammario, come la mastectomia, insieme alla mammella, portano via anche la positività della propria immagine. La donna mastectomizzata si sente donna a metà, senza l’attributo esterno che per eccellenza la rende femmina. Ecco dunque l’enorme attenzione che la chirurgia plastica ricostruttiva pone nel rimodellare il seno dopo l’asportazione chirurgica.
Le tecniche di ricostruzione del seno sono sempre più affinate e restituiscono
un equilibrio tra la percezione del proprio Io corporeo e la personale concezione di normalità.
Qual è la misura del seno ideale?
Taglia da maggiorata o seno piccolo, da coppa di champagne? Questione
amletica risolta recentemente da un’indagine svolta su un campione di donne. Pare infatti che la misura preferita per non sembrare volgari né piatte sia
la terza.
In genere però le misure del seno preferite cambiano a seconda dell’ambiente frequentato. Se per le fotomodelle è sufficiente una prima o seconda
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misura di seno, per le modelle si arriva fino alla terza. Seno più grande per le
top e le primedonne TV, che prediligono misure intorno alla quarta.
La formula matematica del seno perfetto
Ebbene sì, pare che anche l’armonia del seno possa essere razionalizzata in
numeri. Una mammella esteticamente armonica si paragona a un cono ideale
posto sopra il piano orizzontale che passa attraverso il solco mammario, il diametro orizzontale della base è simile o leggermente inferiore a quello verticale; la proiezione postero-anteriore misura circa metà del diametro verticale della base; la distanza tra bordo inferiore ghiandolare e capezzolo è 6/7 cm, dal
capezzolo al bordo mammario superiore circa 9/10,5 cm. Ha volume di circa
250-300 cm3.
Il seno grosso non piace più?
Così pare (contrariamente a quanto sembrano costantemente confermare gli
uomini): il seno abbondante è in realtà un impiccio, più che un vanto. E anche se la mastoplastica additiva resta sempre nella top delle richieste in chirurgia estetica, è crescente il numero di donne che vogliono ridurre il seno
(mastoplastica riduttiva) oppure risollevarlo con un lifting (mastopessi). Dieci
anni fa, sei pazienti su dieci volevano una terza misura o più. Oggi sono una
su quattro. Viceversa due su tre chiedono una seconda misura rispetto al quaranta per cento di allora.
Perché le donne oggi allattano meno?
Secondo La Leche League (la lega del latte) sono molteplici i fattori che scoraggiano l’allattamento al seno, a partire da una modificazione culturale-sociale che impone come “normale” la pratica del biberon. Per la neo madre, uno
dei fattori che scoraggia l’allattamento al seno è un conflitto di ruoli. Il modello
di bellezza femminile che oggi viene proposto è quello della donna giovane,
che non ha ancora partorito. Il ruolo accettato di sessualità è quello espresso
nel rapporto con il proprio partner. Ma la sessualità femminile è anche mestruazioni, gravidanza, parto e allattamento, tutti mediati dallo stesso insieme
di ormoni, in equilibrio diverso fra di loro. La donna che oggi, nella nostra società occidentale, vuole allattare al seno si trova sottoposta a molte pressioni
e conflitti di carattere psicologico. Vive una contraddizione fra il ruolo di donna e quello di mamma, che nel proprio ambiente sono visti come competitivi fra
loro; si trova a muoversi “controcorrente”, seguendo con il bambino un approccio che si discosta notevolmente dai modelli culturali proposti; la capaci23
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tà di autoregolazione del neonato, e la competenza materna nel comprendere
e rispondere in modo appropriato ai suoi bisogni, vengono continuamente messe in dubbio. Si insinua poi paradossalmente che lo stress e l’insicurezza, generati da questo stato di cose, siano invece una conseguenza negativa dell’allattamento al seno.
Eppure, tutti gli organi maggiori della sanità condividono la positività dell’attaccare al seno il bimbo, anche proseguendo l’allattamento ben oltre l’anno. I
riscontri positivi non sono solo dal punto di vista della salute psicofisica del figlio (che risulterebbe addirittura avvantaggiato intellettualmente rispetto ai coetanei allattati col biberon!), ma anche per la madre stessa. Infatti, allattare apporta benefici al tessuto mammario, fino ad allontanare di gran lunga il rischio
di sviluppare tumore al seno.
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