La prima vicentina colpita dal virus Zika

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Malattia contratta in un viaggio nei Caraibi
La prima vicentina
colpita dal virus Zika
Al ritorno da un viaggio nella
Martinica ha avvertito una febbre fastidiosa. Poi sono comparse eruzioni cutanee e una congiuntivite. Una 47enne di Castelgomberto
è
rivolta
si
all'ospedale San Bortolo di Vicenza e dai prelievi perle analisi
ed è risultata la prima vicentina
colpita da Zika. È sulla via della
guarigione.
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La zanzara Aedes causa del virus
L'ALLARME. Primo caso vicentino del temuto virus. Colpita una donna di 47 annidi Castelgomberto, appena rientrata da una vacanza in Martinica, nelle piccole Antille
viuentína toma dà Carami mffiata tu
La paziente infettata ora e sulla via della guarigione
I sanitari ritengono non vi sia per ora alcun pericolo
grazie alla scarsa presenza di zanzare in inverno
Franco Pepe
Primo caso di virus Zika a Vicenza. È una donna di 47 anni di Castelgomberto, appena rientrata da una vacanza
in Martinica, l'isola delle piccole Antille nel cuore dell'arcipelago dei Caraibi. Lunedì
la signora, di 39 anni, si sente
male. Una febbricola, congiuntivite, rash cutaneo. Sembra una banale influenza ma
i sintomi sono simili anche a
quelli del virus che si sta propagando in misura esplosiva
in Brasile e in tutta l'area centroamericana, che è un killer
per le donne incinte e sta diventando la nuova emergenza sanitaria mondiale.
La donna si reca dal medico
di base, il dott. Alberto Dolci.
Nulla, apparentemente, di
grave, ma una certa preoccupazione. La paziente ha soggiornato per oltre una settimana nella zona più colpita
da una perfida epidemia che
provoca gravi malformazioni
fetali, e che gli esperti collegano alla raffica di nascite da ottobre ad oggi, nel solo Brasile, di oltre 3 mila 500 bambini affetti da microcefalia, una
patologia che causa la deformazione della testa e blocca
lo sviluppo del cervello. Potrebbe essere il nuovo morbo
che fa paura. Per questo il medico le consiglia di recarsi a
Vicenza. È pomeriggio inoltrato di lunedì. La donna entra al San Bortolo. I sanitari
le diagnosticano una "febbre
estiva" del tipo Dengue e Chikungunya trasmessa da zanzare del genere Aedes e chiedono una consulenza al reparto di malattie infettive.
L'infettivologo di turno, Paolo Benedetti, la visita, fa uno
screening, un prelievo di sangue, accerta che la donna
non sia in stato di gravidanza, e poi, viste che le sue condizioni sono discrete, la manda a casa.
La provetta viene inviata al
laboratorio di microbiologia
dell'università di Padova,
uno dei più all'avanguardia
d'Europa, diretto da uno specialista di statura mondiale,
il prof. Giorgio Palù, che da
settimane effettua test su
campioni sospetti. Ieri alle 16
il responso. Non ci sono dubbi: è proprio il virus Zika. A
questo punto scatta un principio di allerta anche all'Ulss.
C'è da capire se occorre dare
La paziente
ora sta mealio
ma resta l'allarme
Il Ministero
sconsiglia viaggi
in America Latina
il via a protocolli di profilassi,
se si deve mettere in isolamento la paziente. Il primario di malattie infettive Vinicio Manfrin si consulta cari il
direttore del Sisp, il servizio
di igiene pubblica, Andrea
Todescato, ma, al termine
del briefing si decide che non
esiste pericolo. Il virus non si
trasmette da uomo a uomo
anche se ci sono ancora parecchi misteri da chiarire. Il vettore, il punto debole di Zika,
è sempre e solo la zanzara. Se
l'Aedes albopictus, la zanzara Tigre che si è insediata stabilmente anche nel Veneto,
entrasse in contatto con una
persona infettata, potrebbe
teoricamente trasmettere il
virus ad altre persone. Ma,
per fortuna, in questa stagione, zanzare non ne circolano.
Sarebbe stato diverso in estate. Niente, dunque, misure
preventive.
La donna, intanto, sta meglio. L'infezione è benigna. Ieri il dott. Manfrin l'ha raggiunta telefonicamente nella
sua casa di Castelgomberto.
È sulla via della guarigione.
Resta, comunque, l'allarme
generale. Il Ministero della
salute sconsiglia viaggi in
America Latina soprattutto
alla donne incinte, e nel Veneto si accentua il programma
di sorveglianza per le febbri
di importazione. •
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L'ingresso del San Bortolo, dove è stata visitata la paziente
I BAMBINI MICROCEFALI
NATI DA OTTOBRE A 0661
la zona in cui ha soggiornato
per una settimana la vicentina
è fra le più colpite dalla
patologia. Finora in quell'area
del Brasile sono nati, da
ottobre in avanti, circa 3.500
bambini affetti da
microcefalia, che blocca lo
sviluppo del cervello e crea
gravi disfunzioni
I MILIONI DI CASI DI ZIKA
PREVISTI IN AMERICA LATINA
L'Organizzazione mondiale della
sanità ha confermato la gravità
del virus Zika trasmesso dalle
zanzare. Nelle Americhe l'Oms ha
previsto 3 milioni di contagiati,
specialmente in Brasile. In
questo Paese si sono riscontrati
migliaia di casi di microcefalia. La
malattia è ancora avvolta da
molte incertezze.
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