FAQ Influenza stagionale

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Dipartimento federale dell'interno DFI
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Malattie trasmissibili
Stato al 15.08.12
FAQ Influenza stagionale
1. Cos’è l’influenza?
2. Come si trasmette l’influenza?
3. Quali sono i sintomi dell’influenza?
4. Quali possono essere le complicazioni dell’influenza e quali sono le persone a rischio?
5. Come si cura l’influenza?
6. Qual è la differenza tra una «vera» influenza e un raffreddore?
7. Quando devo consultare un medico in caso di influenza?
8. A cosa serve il vaccino contro l’influenza?
9. Perché devo farmi vaccinare ogni anno?
10. Da cosa è composto il vaccino?
11. L’efficacia della vaccinazione è immediata?
12. Quanto dura la protezione e quanto è efficace il vaccino contro l’influenza?
13. Si può contrarre l’influenza a causa del vaccino?
14. Chi dovrebbe assolutamente farsi vaccinare contro l’influenza?
15. Non faccio parte di un gruppo a rischio, devo farmi vaccinare lo stesso?
16. Ho uno stile di vita sano, non basta per lottare contro l’influenza?
17. Il vaccino contro l’influenza può avere effetti collaterali?
18. A chi non deve essere somministrato il vaccino contro l’influenza?
19. Il vaccino è rimborsato dall’assicurazione malattia?
20. Dove e quando posso farmi vaccinare?
21. Si può contrarre l’influenza anche se si è vaccinati?
22. Come fa il medico a diagnosticare l’influenza?
23. Perché non sono prescritti antibiotici in caso di influenza?
24. Perché non sono sempre prescritti antivirali in caso di influenza?
25. Se ho l’influenza, per quanto tempo sono contagioso per chi mi sta attorno?
26. Quali sono le precauzioni da adottare per chi mi sta attorno se ho l’influenza?
27. Cos’è un’epidemia e che differenza c’è con una pandemia?
28. Come si calcola il numero di persone colpite dall’influenza in Svizzera all’anno?
29. Perché ora il vaccino contro l’influenza stagionale protegge anche contro il virus che ha
causato la pandemia 2009?
30. Il vaccino contro l’influenza stagionale protegge contro l’influenza aviaria?
1. Cos’è l’influenza?
L’influenza è una malattia infettiva delle vie respiratorie superiori dovuta ai virus dell’influenza A e B.
Di questi virus circolano numerosi sottotipi, come A(H1N1) e A(H3N2), per non citare che i più frequenti. I virus, definiti in base a due diverse proteine di superficie (antigeni), l’emoagglutinina (H) e la
neuraminidasi (N), mutano continuamente: i ceppi variano quindi leggermente ogni anno.
In Svizzera si registrano epidemie annuali tra novembre e aprile, che colpiscono dal 5 al 10 per cento
della popolazione. Ogni stagione, l’influenza provoca circa da 100 000 a 250 000 consultazioni mediche, da 1000 a 5000 ospedalizzazioni e fino a 1500 decessi.
Chiunque può contrarre l’influenza, ma se certe persone guariscono senza problemi, altre, più vulnerabili (persone di 65 anni e più, malati cronici, persone affette da immunodeficienza, donne incinte e
lattanti), rischiano gravi complicazioni, potenzialmente letali.
2. Come si trasmette l’influenza?
L’influenza si trasmette tramite goccioline emesse starnutendo, tossendo o parlando, che restano brevemente sospese nell’aria respirata, soprattutto negli spazi chiusi. È anche possibile una trasmissione indiretta, mediante contatto con una superficie (ad es. la maniglia di una porta) toccata da una
persona malata, su cui i virus possono restare attivi per un certo tempo. Evitando di toccarsi il naso, la
bocca o gli occhi e lavandosi regolarmente le mani si può limitare il rischio d'infezione indiretta.
Le persone infette sono contagiose già un giorno prima della comparsa dei sintomi. Per limitare la trasmissione dei virus si raccomanda pertanto di adottare sempre misure d’igiene basilari (lavarsi le mani
regolarmente, starnutire in un fazzoletto di carta e gettarlo immediatamente).
3. Quali sono i sintomi dell’influenza?
I sintomi dell’influenza, che si manifestano bruscamente, sono i seguenti: febbre alta (> 38°C), brividi,
mal di testa, dolori alle articolazioni e ai muscoli, tosse, raffreddore e talvolta difficoltà respiratorie. Nei
bambini possono inoltre manifestarsi diarrea e dolori addominali. Negli anziani, l’influenza può anche
non provocare febbre.
In genere, le persone giovani e sane guariscono in circa una settimana, ma la tosse e la sensazione di
debolezza generale possono durare più a lungo.
4. Quali possono essere le complicazioni dell’influenza e quali sono le persone a rischio?
Le complicazioni più frequenti, dovute sia al virus stesso che a una sovrainfezione batterica, sono: difficoltà respiratorie, polmonite e otite media. Altre complicazioni più rare ma anche più gravi possono
essere la pleurite (infiammazione della membrana che avvolge i polmoni), la meningite (infiammazione
delle meningi), l’encefalite, la miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) o la sindrome di Guillame-Barré (che colpisce il sistema nervoso). Queste complicazioni possono colpire chiunque, ma vi
sono individui più a rischio di altri. Le categorie più a rischio sono le persone d'età superiore ai 65 anni, i malati cronici (malattie cardiache, polmonari o diabete), le persone che soffrono di immunodeficienza, quelle con un indice di massa corporale (IMC) superiore a 40 nonché le donne incinte e i lattanti (soprattutto quelli nati prematuramente).
5. Come si cura l’influenza?
Nella maggior parte dei casi, i sintomi come la febbre o i dolori muscolari sono alleviati con un farmaco
a base di paracetamolo. L’aspirina (acido acetilsalicilico) non è raccomandata ai bambini e agli adolescenti, poiché raramente può provocare delle complicazioni (sindrome di Reye) in caso di influenza.
Per l’intera durata dei sintomi, bisogna rimanere a casa, bere molto e risposarsi.
Alle persone a rischio di complicazioni possono essere prescritti farmaci antivirali, in modo da ridurre
la gravità dei sintomi e il rischio di complicazioni.
6. Qual è la differenza tra una «vera» influenza e un raffreddore?
Il raffreddore non è provocato dai virus dell’influenza. Contrariamente a quelli dell’influenza, i sintomi
del raffreddore si manifestano progressivamente con una congestione nasale, mal di gola e leggera
febbre. Talvolta è tuttavia difficile distinguere tra queste due patologie e solo un’analisi di laboratorio
permette di porre la diagnosi esatta (il che in genere non è necessario).
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7. Quando devo consultare un medico in caso di influenza?
In caso di influenza non è sempre necessario andare dal medico. È tuttavia consigliabile consultare un
medico se i sintomi si aggravano o durano più di una settimana. Le persone a rischio di complicazioni
devono osservare attentamente il decorso della malattia e consultare immediatamente un medico in
caso di problemi.3/6
8. A cosa serve il vaccino contro l’influenza?
Grazie all’attivazione del sistema immunitario (che genera anticorpi specifici), il vaccino contro
l’influenza permette di proteggere dalla malattia la persona vaccinata e di evitare che la trasmetta ad
altre persone. Per questo motivo, la vaccinazione contro l’influenza è raccomandata non solo alle persone a rischio di complicazioni, ma anche a quelle che hanno contatti regolari con persone a ri-schio.
9. Perché devo farmi vaccinare ogni anno?
I virus dell’influenza mutano ogni anno. Il vaccino deve quindi essere adattato continuamente ai ceppi
in circolazione. In febbraio, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) formula delle raccomandazioni per i produttori circa i tre ceppi virali che devono essere contenuti nel vaccino della stagione successiva, a seconda dei ceppi in circolazione nel mondo in quel momento. L’immunità generata dalla
vaccinazione contro l'influenza, inoltre, si attenua con il passare del tempo ed è utile rafforzarla.
10. Da cosa è composto il vaccino?
Il vaccino contro l’influenza è composto da frammenti di virus dell’influenza derivati da tre ceppi differenti, che cambiano ogni anno in base alle raccomandazioni dell’OMS. Quest'anno uno di questi ceppi
è l’H1N1 (A California/7/2009), che è stato responsabile della pandemia del 2009, poiché questo virus
rimane tuttora in circolazione – anche se non provoca una pandemia – e può infettare persone a rischio di complicazioni. Il vaccino contiene inoltre un ceppo H3N2 (A/Victoria/361/2011) ed un virus
dell’influenza B (B/Wisconsin/1/2010), degli eccipienti (lecitina, formaldeide), dell’acqua nonché tracce
di antibiotici (aminoglicosidi) e di proteine dell’uovo.
11. L’efficacia della vaccinazione è immediata?
No, ci vogliono circa due settimane affinché le difese immunitarie siano ottimali.
12. Quanto dura la protezione e quanto è efficace il vaccino contro l’influenza?
La protezione generata dalla vaccinazione dura 6 mesi circa. La sua efficacia varia a seconda
dell’anno e della persona. Dato che la scelta dei ceppi presenti nel vaccino è effettuata in febbraio, i
virus possono ancora mutare durante vari mesi prima dell’inverno successivo e quindi differire leggermente dai ceppi vaccinali. Inoltre, l’efficacia del vaccino dipende anche dall’età e dal sistema immunitario della persona. Nei bambini e negli adulti di meno di 50 anni, la protezione contro l’infezione
è del 70-90 per cento, mentre negli anziani è solo del 30-50 per cento. Le persone che hanno contatti
regolari con anziani dovrebbero quindi farsi vaccinare per evitare di trasmettere loro l’influenza. Pur
non proteggendo al 100 per cento gli anziani, il vaccino non è inutile, poiché permette di attenuare i
sintomi e di ridurre notevolmente il rischio di complicazioni.
13. Si può contrarre l’influenza a causa del vaccino?
No, il vaccino contro l’influenza è composto da frammenti di virus che non possono causare la malattia
in nessun caso. Una persona vaccinata può tuttavia contrarre l’influenza o avere dei sintomi influenzali
per vari motivi:
• dopo la vaccinazione, ci vogliono circa due settimane affinché si sviluppino le difese immunitarie.
Durante questo lasso di tempo, la persona può essere contagiata;
• la composizione del vaccino è stabilita in febbraio per l’inverno successivo e i virus possono mutare durante i mesi estivi. In tale caso, la protezione generata dal vaccino è solo parziale;
• i sintomi di un forte raffreddore possono essere confusi con quelli dell’influenza. I medici stessi
non possono distinguerli senza effettuare delle analisi;
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nel 5 per cento delle persone vaccinate si manifestano reazioni post vaccinali come febbre, dolori
muscolari o malessere. Queste reazioni sono dovute all’attivazione del sistema immunitario da
parte del vaccino.
14. Chi dovrebbe assolutamente farsi vaccinare contro l’influenza?
La vaccinazione è raccomandata a tutti a partire dai 6 mesi d'età, appartenenti a un gruppo con un
maggiore rischio di complicazioni, e cioè:
• persone a partire dai 65 anni;
• persone affette da malattie cardiovascolari, respiratorie o metaboliche croniche (asma, mucoviscidosi, diabete,…);
• persone affette da immunodeficienza;
• bambini nati prematuramente a partire dall’età di sei mesi, durante le prime due stagioni influenzali.
• donne incinte a partire dal 4° mese di gravidanza;
• persone con un indice di massa corporea (IMC) superiore a 40.
Il personale medico e paramedico nonché ogni persona che lavora o vive con persone appartenenti a
un gruppo a rischio di complicazioni, o con lattanti d'età inferiore a 6 mesi, dovrebbero farsi vaccinare
per evitare di trasmettere la malattia.
In seguito alla comparsa dell’influenza aviaria (A/H5N1) e al suo rischio pandemico, la vaccinazione
contro l’influenza è raccomandata a tutti coloro che hanno contatti frequenti con pollame e uccelli selvatici. La vaccinazione non li protegge contro l’influenza aviaria, ma riduce il rischio che il virus aviario
si ricombini con il virus umano nelle persone infettate dai due virus.
In seguito alla pandemia influenzale (H1N1) 2009, la vaccinazione contro l'influenza stagionale è raccomandata agli allevatori di maiali al fine di evitare nuove ricombinazioni di virus porcini e umani.
15. Non faccio parte di un gruppo a rischio, devo farmi vaccinare lo stesso?
Se ha dei contatti regolari con persone a rischio di complicazioni, la vaccinazione contro l’influenza è
raccomandata poiché permette di evitare di trasmettere loro la malattia. Altrimenti, si tratta di una scelta personale. L’influenza stagionale è debilitante, ma non è pericolosa per le persone sane.
16. Ho uno stile di vita sano, non basta per lottare contro l’influenza?
No, se una buona igiene di vita permette di rafforzare le difese immunitarie e quindi di lottare meglio
contro certe infezioni, non è sufficiente per mettersi al riparo dall’influenza. Attualmente, solo la vaccinazione ha dimostrato una reale efficacia nella prevenzione dell’influenza.
17. Il vaccino contro l’influenza può avere effetti collaterali?
Si manifestano effetti collaterali nel 5 per cento circa dei casi. Si tratta perlopiù di reazioni benigne
come arrossamento o dolore nel punto dell’iniezione, leggera febbre, dolori muscolari o nausea. In
genere, queste reazioni scompaiono entro due giorni.
Molto raramente possono manifestarsi orticaria, edemi, asma allergica o una reazione allergica immediata (shock anafilattico).
In un caso su un milione può manifestarsi la sindrome di Guillain-Barré (complicazione neurologica).
Il rischio di complicazioni gravi dovute all’influenza è nettamente superiore a quello di effetti collaterali
gravi dopo la vaccinazione.
18. A chi non deve essere somministrato il vaccino contro l’influenza?
Il vaccino è controindicato in caso di reazione allergica grave (shock anafilattico) a uno dei suoi componenti. Inoltre non deve essere somministrato in caso di grave intolleranza alle proteine dell’uovo.
La gravidanza e l’allattamento non costituiscono invece alcun motivo per rinunciare alla vaccinazione.
In caso di malattia acuta in corso e febbre, la vaccinazione è generalmente rinviata fino alla scomparsa dei sintomi, poiché la reazione immunitaria potrebbe essere ridotta.
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19. Il vaccino è rimborsato dall’assicurazione malattia?
La vaccinazione contro l’influenza è assunta dal'assicurazione malattia obbligatoria per tutte le persone appartenenti a un gruppo a rischio di complicazioni, a condizione che sia già stata raggiunta la
franchigia.
20. Dove e quando posso farmi vaccinare?
Ci si può far vaccinare presso il proprio medico nonché nei centri di vaccinazione.
Nel caso ideale, la vaccinazione dovrebbe essere effettuata tra metà ottobre e metà novembre, per
dare al sistema immunitario il tempo di sviluppare difese sufficienti prima dell’arrivo dell’influenza. Tra
l’altro, ogni anno all’inizio di novembre è indetta una Giornata nazionale di vaccinazione contro
l’influenza, durante la quale è possibile farsi vaccinare senza appuntamento presso alcuni studi medici
e a un prezzo ridotto (ulteriori informazioni ottenibili sul sito www.kollegium.ch).
21. Si può contrarre l’influenza anche se si è vaccinati?
Sì, è possibile per tre motivi:
• ci vogliono circa due settimane affinché la protezione generata dalla vaccinazione sia ottimale.
Durante questo lasso di tempo è possibile contagiarsi;
• i virus dell’influenza mutano spesso e i ceppi contenuti nel vaccino sono scelti in febbraio. Può
quindi capitare che vi sia una leggera differenza tra i ceppi vaccinali e i virus in circolazione;
• certe persone reagiscono meno bene al vaccino (in particolare gli anziani). La loro protezione è
quindi parziale. Ciononostante, se contraggono l’influenza, i sintomi sono attenuati e i rischi di
complicazioni nettamente ridotti.
22. Come fa il medico a diagnosticare l’influenza?
Spesso, i medici si basano sui sintomi per formulare la loro diagnosi e in genere ciò è sufficiente, ma
l’unico modo per essere sicuri che si tratti effettivamente del virus dell’influenza è di analizzare un prelievo (naso o gola) in laboratorio.
23. Perché non sono prescritti antibiotici in caso di influenza?
Gli antibiotici agiscono solo sui batteri, mentre l’influenza è provocata da un virus. In caso di sovrainfezione batterica (in particolare in caso di polmonite) possono tuttavia essere necessari degli antibiotici.
24. Perché non sono sempre prescritti antivirali in caso di influenza?
Per una persona sana, l’assunzione di antivirali non è strettamente necessaria perché la loro funzione
principale è di ridurre il rischio di complicazioni. Gli antivirali permettono inoltre di accorciare la malattia di uno o due giorni. Per essere completamente efficaci, questi farmaci devono essere assunti entro
48 ore dalla comparsa dei primi sintomi influenzali, ma nella maggior parte dei casi a quel momento
non si sa ancora di avere l’influenza.
Bisogna anche stare attenti a non generalizzare l’uso di tali farmaci, poiché ciò renderebbe il virus resistente. Per questo motivo, in Svizzera sono venduti unicamente su prescrizione medica.
25. Se ho l’influenza, per quanto tempo sono contagioso per chi mi sta attorno?
Il periodo di contagio varia da una persona all’altra. In generale, un adulto infetto è contagioso dal
giorno prima della comparsa dei sintomi fino a tre - cinque giorni dopo. I bambini possono essere contagiosi prima e restarlo fino a dieci giorni dopo la comparsa dei sintomi.
Il potenziale di contagio non è tuttavia sempre lo stesso: è particolarmente elevato all’inizio della malattia. È quindi importante rientrare a casa non appena si comincia a sentirsi male e non uscire per alcuni giorni, soprattutto se l’influenza è confermata.
26. Quali sono le precauzioni da adottare per chi mi sta attorno se ho l’influenza?
Vi sono alcune semplici regole che permettono di limitare il rischio di trasmissione:
• lavarsi le mani regolarmente e accuratamente con acqua e sapone;
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coprire la bocca e il naso quando si starnutisce o si tossisce, con un fazzoletto o con la piega del
gomito;
utilizzare fazzoletti di carta e gettarli nel cestino subito dopo l’uso;
arieggiare i locali almeno una volta al giorno;
non utilizzare gli stessi effetti personali degli altri membri della famiglia;
pulire regolarmente le superfici di contatto (maniglie, gabinetti,…).
27. Cos’è un’epidemia e che differenza c’è con una pandemia?
Un’epidemia è la propagazione rapida di una malattia infettiva a un numero elevato di persone in un
determinato periodo e in un determinato luogo.
Una pandemia è un’epidemia su scala mondiale, che si diffonde da una persona all’altra in tutte le regioni del mondo simultaneamente.
La differenza non è quindi legata alla gravità della malattia, ma alla sua situazione geografica.
28. Come si calcola il numero di persone colpite dall’influenza in Svizzera all’anno?
Da 100 a 200 medici di base (pediatri, medici generici e internisti), denominati medici Sentinella, dichiarano volontariamente ogni settimana all’Ufficio federale della sanità pubblica il numero di casi
d’influenza riscontrati nel loro studio. A partire da queste cifre, si può calcolare il numero di casi
d’influenza per 1000 consultazioni e, con una proiezione, stimare il numero di casi in Svizzera.
29. Perché ora il vaccino contro l’influenza stagionale protegge anche contro il virus che ha
causato la pandemia 2009?
Il ceppo dell’influenza che era pandemico nel 2009 è ora diventato un ceppo d’influenza stagionale.
Ha sostituito il ceppi di tipo H1N1 che circolavano negli anni precedenti e da allora circola ogni inverno. Per questa ragione dalla stagione 2010/2011 il ceppo che ha provocato la pandemia 2009 è integrato nel vaccino dell’influenza stagionale.
30. Il vaccino contro l’influenza stagionale protegge contro l’influenza aviaria?
No, perché i virus dell’influenza stagionale e dell’influenza aviaria sono molto diversi. Un’immunità acquisita contro l’una non può proteggere contro l’altra.
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