OSSERVATORIO ASTRONOMICO GALILEO

OSSERVATORIO ASTRONOMICO GALILEO
GALILEI
28019 SUNO (NO) - Tel. 032285210 - 335275538
apansuno @ tiscali.it
www.apan.it - www.osservatoriogalilei.com
Le coordinate dell’osservatorio sono: 45° 38’ 16” Nord 8° 34’ 25 Est
BOLLETTINO N. 360
Mercoledì 1 aprile 2015, dopo le ore 21, in osservatorio, per i tradizionali incontri del primo mercoledì
di ogni mese, vi sarà una serata di osservazioni al telescopio. Sarà in uso il planetario.
La Luna sarà rea il primo quarto ed il plenilunio, per cui molto luminosa. Si potranno comunque
vedere le costellazioni primaverili. Si potremo osservare anche molti oggetti del profondo cielo.
Giove sarà visibile tutta notte nel Cancro, Saturno sorgerà a tarda notte nello Scorpione mentre
Marte e Venere saranno osservabili al tramonto nell’Ariete, Mercurio sarà visibile al mattino nei Pesci
e sorgerà poco prima del Sole.
RECENSIONI
DANIELE GASPARRI
Astronomia per ragazzi Vol 1 La spettacolare vita delle stelle
Amazon Media EU, 2015 Formato Kindle
€ 3.95 include IVA (dove applicabile) e il download wireless
gratuito con Amazon Whispernet
l’Autore vuole con questo libro far nascere un progetto di
divulgazione dell’astronomia dedicato in modo particolare ai
ragazzi dagli 8 anni in su. Per questo obiettivo ha scelto i
grandi temi dell’astronomia e ha cercato di spiegarli con
parole chiare, semplici e con molti esempi, raccontando
l’astronomia invece di proporre uno sterile e cinico trattato
specialistico.
Il primo volume della serie parla della vita delle stelle,
avventurosa, emozionante, sorprendente e a volte esplosiva.
Ne è nato un libro sia adatto a una grande fascia di età, dal
ragazzo curioso all’adulto che ha ancora la voglia di scoprire
ma crede di non averne le capacità. In realtà se qualcuno non
riesce a capire un libro divulgativo forse è più colpa del
divulgatore che del lettore.
Comunque è importante ; questa è la presentazione del libro.
Nulla nell’Universo vive in eterno, nemmeno l’Universo stesso. Questa è la storia della vita ricca di
sorprese, a volte lunghissima, non di rado esplosiva, dei suoi abitanti più rappresentativi, quelli che
illuminano uno spazio che altrimenti sarebbe così nero da far paura: le stelle. Quei puntini deboli che
possiamo vedere ogni sera sempre uguali, sempre brillanti allo stesso modo e molto deboli,
nascondono ai nostri occhi tutta la loro potenza e una storia tra le più avventurose e rocambolesche
dell’Universo. Stiamo per partire per un viaggio avventuroso, ricco di sorprese e colpi di scena che
toccheranno persino le nostre esistenze. Scopriremo le origini del nostro pianeta e dei nostri corpi e
capiremo che l’Universo è davvero un posto meraviglioso che tutti dovrebbero ammirare per rendere
migliori le proprie vite.
Abbandoniamo le esperienze affrontate su questo piccolo pianeta chiamato Terra; lasciamo perdere
tempi di decine di anni, distanze di chilometri e dimensioni che per l’Universo sono piccole come lo è
per noi un minuscolo batterio. Alziamo gli occhi al cielo e perdiamoci nel mondo delle stelle, gli
abitanti più numerosi dell’Universo e capiremo davvero qual è la realtà che ci circonda, molto più
ampia di quella che viviamo ogni giorno.
(a cura di Silvano Minuto)
MERIDIANE E QUADRANTI SOLARI
Orologio astronomico della cattedrale di Strasburgo
continuazione dal
bollettino n. 359
Timpani dei portali
(Foto: Trani)
(continua)
(A cura di Salvatore Trani)
DIARIO ASTRONOMICO
Presentazione nel bollettino n. 355 del 21.1.2015
Il nostro osservatore dispone di un binocolo e di un cannocchiale con diametro di 54 mm e con
oculare che permette di ottenere 39/40 ingrandimenti circa.
Siamo nel primo semestre del 1908. Nel corso del periodo segnala osservazioni di Marte, Mira, del
pianetino Cerere e un eclisse anulare di Sole visibile come parziale osservata con molta difficoltà a
causa delle cattive condizione meteorologiche a Torino. Anche allora le nubi giocavano brutti scherzi
agli osservatori.
Parte 6
1908
2 Gennaio 1908. Marte, passato da poco in congiunzione con Saturno, è
visibile a N.N.E. di esso. Al binocolo Marte appare di una tinta rossastra
spiccatissima in contrapposto a quella giallastra di Saturno, e più brillante di
quello.
Nessuna osservazione interessante al cannocchiale, causa la piccolezza
dell’immagine e la forte agitazione dell’atmosfera.
6 Gennaio 1908. 19h 20m, Mira, che poco si distingue dalle vicine, appare più
brillante di ν (5 gr.), ma forse un po’ meno di ξ2 (4.2). Essa può’ quindi essere
di grandezza non inferiore a 4½.
10,11,15 Aprile 1908. Il 10 e
l'11 osservammo Cerere che
appariva nello stesso campo
di ε Vergine e alla prima di
queste date non ne distava
che circa 25'. L'11 il distacco
era alquanto aumentato, ed il
15 quando lo riosservammo, si
discostava già molto lungi.
Non esistendo nelle vicinanze
stella superiore alla 7^ gr,, essa, passata in opposizione il 31 Marzo, ed allora
di gr. 7,1 era superiore a tutte.
28 Giugno 1908. Eclissi anulare di Sole visibile come parziale. Primo contatto
18h 57m 31s; fase massima (0.112) 18h 47m 41s; ultimo contatto 19h 16m
15s. Il cielo, vario durante il giorno, aveva finito per rasserenarsi, ma poco
innanzi il primo contatto il Sole fu avvolto da un gigantesco gruppo di nubi in
lento movimento verso sinistra, attraverso il quale poté pallidamente
osservarsi fino a verso 18h 30m quando, penetrato nella parte più bassa e più
densa, oscurissima, scomparve completamente.
Attraverso le nubi si poté notare l’intaccatura in
basso un po’ a sinistra, estendersi visibilmente.
Dei tre gruppi di macchie esistenti sul Sole uno
era visibile al binocolo e si scorgeva nella parte
superiore del disco, a sinistra.
Fu tentata anche la fotografia ma, sia per le
cattive condizioni, sia per le minuscole dimensioni
dell’immagine (diametro mm. 1 circa) le due che
furono prese poco dopo il primo contatto non
mostrano distintamente alcuna intaccatura (Torino)
18h 23m
IMPARARE GLI ALLINEAMENTI
Un osservatore che per la prima volta affronta un cielo stellato con la volontà di riconoscere le
costellazioni, può essere preso dallo sconforto: le stelle sono tante, più o meno luminose, più o meno
vicine fra loro; orientarsi in un mare così caotico può sembrare difficile. Quando si inizia ad osservare
il cielo, occorre innanzitutto cercare delle forme caratteristiche, dette asterismi.
Fondamentale per l'apprendimento è un cielo non inquinato e buio, possibilmente sgombro da intralci
fisici (come montagne alte molto vicine) che impediscano l'osservazione di grandi aree della volta celeste.
In questa esposizione non seguiremo necessariamente le stagioni, ma procederemo ad illustrare le
varie costellazioni per raggruppamenti omogenei.
I precedenti articoli sugli allineamenti sono così stati pubblicati:
XXIX – Bilancia 31.3.2013
I - Riconoscere il Grande Carro – 31.3.2011
XXX – Sagittario – 30.04.2013
II – Riconoscere la Stella Polare – 30.4.2011
XXXI – Capricorno – 31 05 2013
III – Cassiopeia – 31.5.2011
XXXII – Verso l’Acquario – 30 06 2013
IV – Costellazioni circumpolari – 28.7.2011
XXXIII – Pegaso – 31 07 2013
V – Cefeo – 31.8.2011
XXXIV – Andromeda – 31 08 2013
VI – Drago – 30.9.2010
XXXV – Il Quadrato del Pegaso – 31102013
VII – Perseo – 27.10.2011
XXXVI – Perseo – 30112013
VIII – Cani da Caccia – 30.11.2011
XXXVII – Ariete e Triangolo – 31.12.2013
IX – Triangolo estivo – 31.12.2011
XXXVIII – Pesci – 31012014
X – La Lira – 31.01.2012
XXXIX – Il grande pentagono di Auriga 05.03.14
XI – Il Cigno – 28.02.2012
XL – Il Toro – 31032014
XII – L’Aquila – 31.03.2012
XLI – I Gemelli – 30402014
XIII – Alcune costellazioni minori – 30.04.2012
XLII – Auriga – 31052014
XIX – Boote e dintorni – 31.05.2012
XLIII – Lepre – 27062014
XX – Boote e Corona Boreale – 30.06.2012
XLIX – Colomba 31072014
XXI – Chioma di Berenice – 31.07.2012
XLV – Eridano 31082014
XXII – Spica e la Vergine – 31.8.2012
XLVI – Poppa 20092014
XXIII – Trovare Ercole – 30.9.2012
XXIV – Dal Triangolo estivo all’Ofiuco – 2.11.2012 XLVII – Canopo 20102014
XLVIII – Le Vele 31122014
XXV – La testa dell’Ofiuco – 30.11.2012
XLIX – L’Orsa Maggiore
XXVI – Ofiuco – 31.12.2012
XLX - Il Leone
XXVII – Serpente – 31-1-2013
XXVIII – Scorpione – 28.2.2013
Il Cancro
La costellazione del Cancro rappresenta un granchio, più precisamente quello che giunse in aiuto
dell'Idra mentre questa lottava con Ercole. Nonostante le sue dimensioni siano simili a quella dei
Gemelli, non contiene stelle particolarmente luminose; la presenza di stelle come Procione, Polluce o
Regolo contribuisce ad oscurare ulteriormente questa costellazione.
Ma proprio grazie a queste stelle, trovare il Cancro non presenta difficoltà, se si è fuori dai grossi
centri abitati: la costellazione si trova infatti fra i Gemelli e il Leone, ed è sufficiente collegare fra loro
Polluce e Regolo per individuarla.
In un cielo nitido colpisce fin da subito la presenza di una grossa macchia luminosa al centro della
costellazione, che quasi appare più brillante delle stelle che compongono il Cancro: si tratta del
Presepe, un brillante ammasso aperto ben noto fin dall'antichità, risolvibile completamente con un
semplice binocolo.
Da: Osservare il Cielo – Corso per imparare a riconoscere stelle e costellazioni – Recensito il 15.2.2011
IL PARCO DEL CIELO
Troppa luce "spegne" le stelle, in Piemonte un progetto per il Parco del Cielo
Sul modello dei "Dark Park", aree dove il cielo è ancora abbastanza buio da permettere ricerche
astronomiche e organizzare serate dedicate all’osservazione della volta celeste, da proteggere
dall'inquinamento luminoso. Con vantaggi per l’economia e il turismo naturalistico.
Troppa luce "spegne" le stelle. E così, se l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il
2015 “Anno internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce”, c'è chi sta lavorando
affinché sia anche l’anno del buio. Il risultato? Presto potrebbe nascere in Italia, per l'esattezza in
Piemonte, il Parco del cielo, sul modello dei Dark Park come il Big Bend National Park in Texas.
Enti di ricerca, appassionati di astronomia, insieme a Pro-Natura e con il patrocinio del Consiglio
regionale del Piemonte, si schierano così contro l'inquinamento luminoso che rende impossibile
l’osservazione del cielo stellato dai centri urbani e da buona parte del territorio circostante. L'obiettivo
è diffondere la cultura di una buona illuminazione, proprio in sintonia con la proposta Unesco.
Per questo nasce il progetto piemontese di istituire un "Parco del cielo": individuare, e quindi
proteggere dall’inquinamento luminoso, aree dove il cielo è ancora abbastanza buio da permettere
ricerche astronomiche e organizzare serate dedicate all’osservazione astronomica e alla
divulgazione, con vantaggi per l’economia e il turismo naturalistico.
Il periodo che stiamo attraversando è decisivo per la difesa del cielo notturno, almeno di ciò che ne
resta. Chiusa nel 2012 con le nuove norme europee l’era delle sorgenti di luce a incandescenza, le
meno efficienti, si avvicina la fine anche delle lampade a fluorescenza. Il futuro è dei Led, diodi a
emissione luminosa, che stanno rinnovando l’illuminazione domestica e quella pubblica con forti
risparmi di energia e nelle spese di manutenzione.
Oggi in Italia il consumo annuo per l’illuminazione pubblica è di 107 kWh per abitante. Con il
passaggio ai Led potrebbe ridursi di un terzo. Ma ci sono anche dei rischi. I soldi risparmiati
potrebbero trasformarsi in una illuminazione ancora più aggressiva e dispersa per via dei contratti a
lungo termine coni fornitori di elettricità e manutenzione.
Per questa ragione nasce il progetto Meno luce, più stelle, per il quale il 12 febbraio, alle ore 21,
presso Infini.To Planetario di Torino è stato organizzato un incontro riservato agli amministratori locali,
ai tecnici e in generale a tutti i soggetti che possono nell’immediato intervenire sul problema e il 13
febbraio, a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, si è svolto un convegno,
aperto non solo agli specialisti del settore, ma anche agli appassionati e a tutta la cittadinanza.
Obiettivo: quello di diffondere la conoscenza del fenomeno dell'inquinamento luminoso, che nasce
circa un secolo fa con la diffusione dell'illuminazione pubblica ed è oggi una delle forme di
inquinamento più pervasive: interessa, infatti, oltre il 60% della popolazione mondiale. Troppa luce
spegne le stelle e il cielo risulta ormai inosservabile da gran parte della popolazione piemontese.
Durante la giornata specialisti e ricercatori affronteranno il problema a 360 gradi.
Le innovazioni dell'illuminotecnica sono state presentate da Maria Luisa Rastello, direttore scientifico
dell'Istituto nazionale di ricerche metrologiche; l'impatto ambientale e sulla salute da Silvano Minuto
di Pro Natura; gli aspetti di archeoastronomia e come osservavano il cielo i nostri antenati sono stati
spiegati da Guido Cossard della Società astronomica italiana. Piero Bianucci e Ginevra Trinchieri
dell'Istituto nazionale di astrofisica hanno illustrato le iniziative previste per il 2015 Anno
internazionale della luce, mentre Gian Luca Matteucci e Roberto Borri, entrambi Csp innovazione
nelle Ict, hanno raccontato come le tecnologie web possano essere utilizzate per il controllo del
territorio e dell'inquinamento.
Marco Delbò (Observatoire de la Côte d’Azur) ha quindi spiegato come si studiano i corpi minori del
sistema solare e quanto sia importante poterli seguire con continue osservazioni, mentre Luca
Zangrilli (Istituto nazionale di astrofisica) ha offerto una panoramica storica dell'evoluzione dell'ottica.
Infine, Antonaldo Diaferio (Università di Torino) ha dato un nuovo significato al buio, dimostrando
come l'universo sia in espansione.
NGC 4147 NELLA CHIOMA DI BERENICE
CHIOMA DI BERENICE
NGC 4147
Ammasso Globulare mv 10.3 dim. 4’
coordinate 2000 - α 12h 10,1m δ + 18° 33’
classificazione IX
L'ammasso risulta compatto. I piccoli telescopi non riescono a risolverlo nella parte centrale.
Nell'alone si nota un ponte di stelle. Inoltre, appare di forma irregolare con una prevalenza di stelle
verso ovest.
La distanza è di 8.400 anni luce, mentre il diametro è di 39 anni luce. Si sta allontanando alla velocità
di 191 Km/sec.
Come si osserva il globulare in un telescopio da 10
pollici. Si nota nella descrizione che le distanze
sono spesso in disaccordo e in alcuni casi
fantasiose.
LA NEW HORIZONS SI AVVICINA A PLUTONE
La navicella arrivata all’ultima simbolica tappa che la separa da Plutone, manca solo un’unità
astronomica per arrivare alla meta primaria della sua missione, che raggiungerà il 14 luglio di quest’anno.
10 marzo, un giorno da record per New Horizons.
Dopo più di nove anni nello spazio, in un viaggio
che la sta portando alla destinazione primaria più
lontana rispetto qualsiasi altra missione, la navicella
spaziale New Horizons della NASA è a una Unità
Astronomica da Plutone, ovvero è più vicina a
Plutone di quanto la Terra lo sia dal Sole (circa 149
milioni di chilometri).
Viaggiando a una velocità di quasi 33 mila miglia
all’ora, la New Horizons ha superato questa ultima
simbolica tappa il 10 marzo.
In pratica… ci siamo quasi!
Infatti la New Horizons, in questi nove anni, ha
navigato per quasi 32 Unità Astronomiche (circa 3 miliardi di chilometri) e solo una ormai la separa da
Plutone, che arriverà a sorvolare il 14 luglio di quest’anno.
“Si tratta di un incredibile progetto, i cui risultati entreranno di diritto nella storia del 21esimo secolo. E
a luglio arriveremo ad esplorare Plutone, la riva più lontana raggiungibile dall’umanità, e il suo
affascinante sistema di lune”. Queste le parole di Alan Stern, Principal Investigator della missione
New Horizons, del Southwest Research Institute a Boulder, Arizona.
Altro record battuto dalla New Horizons, sempre lo stesso giorno, è quello di distanza di accensione
motori per una correzione di rotta: 4,77 miliardi di chilometri dal Sole al momento della manovra. Il
precedente dententore del record era la Voyager 2, che ha acceso i motori per l’ultima volta in
prossimità di Nettuno (4,5 miliardi di chilometri dal Sole) nell’agosto 1989.
Fonte: Rivista Coelum
LA LUNA CON IL TELEFONINO
Ieri sera, 27 marzo 2015, Matteo Mossotti in visita all’osservatorio ha scattato con il telefonino questa
bella immagine della luna ripresa a mano libera al fuoco del rifrattore da 127 mm. Come si vede,
anche con semplici mezzi si possono ottenere risultati interessanti.
LE VIGNETTE DI GIM BONZANI
L’ECLISSE PARZIALE DI SOLE DEL 20 MARZO 2015
Due immagini dell’eclisse parziale di Sole del 20 marzo 2015 riprese a Suno in osservatorio da
Giuseppe Bianchi con Lunt 60BF600, filmati ripresi con la DMK41 tra passaggi di nuvole e cielo
velato, sino alle 10 il cielo è stato completamente coperto
L’ECLISSE PARZIALE DI SOLE DEL 20 MARZO 2015
Da sempre i fenomeni celesti hanno appassionato e talvolta spaventato l’uomo. Un posto d’onore è
però riservato alle eclissi di Sole, in particolare quelle nelle quali la fase di totalità oscura il cielo al
punto da rendere visibili i pianeti più brillanti (Mercurio, Venere e se presente Giove) . Chiunque abbia
avuto l’opportunità e la fortuna di osservare una eclisse di Sole, anche se parziale, non può esserne
rimasto indifferente. Purtroppo durante quella del 20 Marzo, che ha avuto il culmine intorno alle 10.34,
protagoniste nel cielo sono state più le nuvole che Sole e Luna, nonostante questo però non sono
mancate le opportunità , durante i rari momenti nei quali il Sole ha fatto capolino bucando le nuvole, di
scattare qualche fotografia per immortalare l’evento
portandosi a casa un po’ della magia che il passaggio della
Luna davanti al disco solare viene a creare.
Ricordiamo che le eclissi di Sole avvengono grazie a una
sovrapposizione prospettica e non dimensionale in quanto la
Luna ha un diametro 400 volte più piccolo del Sole ma è
anche 400 volte più vicina, tali rapporti rendono quindi i
rispettivi dischi quasi perfettamente sovrapponibili (a volte
infatti si verificano eclissi anulari dovute alla maggiore
distanza della Luna dalla Terra essendo l’orbita della Luna
ellittica e non circolare) , regalando così uno spettacolo unico
in tutto il Sistema Solare.
Nel fotomontaggio una rappresentazione grafica del fenomeno
Nel VCO la percentuale di occultazione è stata di
circa il 69% rendendo il calo di luminosità e
temperatura appena percettibile.
Nella fotografia (a lato) scattata da Oreste Lesca,
uno dei soci dell’ Osservatorio Galilei di Suno
(www.apan.it) è possibile osservare come si
presentava il disco del Sole nella fase di
massima eclisse.
In molti si sono organizzati in osservazioni di
gruppo e didattiche e presso alcune scuole
insegnanti hanno tenuto vere e proprie lezioni a
ragazzini eccitati e stupefatti di quanto stava
accadendo
proprio
sotto
i
loro
occhi
(adeguatamente protetti).
Aspettando
la
prossima
eclisse (ancora una volta
parziale) del 12 agosto 2026
ricordiamo
che
l’osservazione del Sole, se
non eseguita correttamente e
con appositi strumenti e filtri
è estremamente pericolosa
per la vista, in una frazione di
secondo la retina, l’organo
sensibile alla luce situato nel
fondo
dell’occhio,
può
danneggiarsi
in
modo
permanente ed irreversibile.
Una volta tanto la nostra
stella ci ha regalato uno
spettacolo emozionante,
reso ancor più particolare dalla concomitanza con l’equinozio di primavera. Buona primavera a tutti!
(a cura di Corrado Pidò)
FLY ME TO THE MOON
Il cratere Vieta
Nella regione ad est del Mare Humorum possiamo osservare il cratere "Vieta", una formazione
circolare di 90Km. Sui versanti abbastanza scoscesi si trovano la coppia Vieta A e B a sud-ovest e
Fourier a sud-est. Le pareti sono molto alte e sormontate a sud da un piccolo cratere. L’esteso fondo è
tormentato e al suo interno vi sono numerosi piccoli crateri, collinette e depressioni. La sua formazione
risale al periodo Nectariano (da -3.92 miliardi di anni a -3.85 miliardi di anni). Il periodo migliore per la
sua osservazione è 5 giorni dopo il primo quarto oppure 4 giorni dopo l'ultimo quarto.
Alcuni dati:
•
Longitudine: 56.527° West
•
Latitudine: 29.311° South
•
Faccia: Nearside
•
Quadrante: Sud-Ovest
•
Area: Regione ad Est del Mare Humorum
Origine del nome:
•
Dettagli: François Viète
•
Matematico francese del 16° secolo nato in Francia
•
Nato a Fontenay le Comte nel 1540
•
Morto a Parigi nel 1603
•
Fatti notevoli: numerosi lavori di astronomia, autore di una tavola di funzioni trigonometriche
nel 1579, inventore dei simboli algebrici nel 1591 e del metodo di approssimazione delle radici
di un'equazione.
•
Autore del nome: Riccioli (1651)
•
Nome dato da Hevelius: Mons Casius
•
Nome dato da Riccioli: Vieta
Nelle foto una ripresa del cratere "Vieta" (Lunar Orbiter 4) e un ritratto dell’epoca di François Viète. Lo
strumento minimo per poter osservare questo cratere è un rifrattore da 60mm.
Davide Crespi
L’ECLISSE PARZIALE DI SOLE DEL 20 MARZO 2015
Disegno dell’eclissi fatto da Chiara Babbini, 2a elementare - Novara
Tra poco, in occasione della dichiarazione dei redditi, si dovrà scegliere a chi
destinare il 5 per mille.
Sottoscrivendo il cinque per mille a favore dell’Osservatorio, ci permette di
ammodernare ed ampliare la struttura e di migliore le prestazioni in particolar modo
nel campo della divulgazione e della ricerca.
APAN - Associazione Provinciale Astrofili Novaresi – Onlus
C.F. osservatorio 00437210032
Casella sostegno del volontariato
Hanno collaborato
Silvano Minuto
Salvatore Trani
Davide Crespi
Giuseppe Bianchi
Marcello Rasparini
Matteo Mossoti
Chiara Babbini
Corrado Pidò
Gim Bonzani
Vittorio Sacco