Due opere a confronto di Paola Colotta Tra la Cavalleria Rusticana

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Due opere a confronto
di Paola Colotta
Tra la Cavalleria Rusticana di Verga e quella di Mascagni emergono in maniera
evidente delle differenze. Tali differenze sono principalmente dovute ai diversi intenti degli
autori e soprattutto ai diversi contesti in cui essi hanno operato.
La Cavalleria Rusticana di Verga, in quanto novella, è indirizzata ad un ampio pubblico di
lettori, non necessariamente borghesi ed aristocratici. Il melodramma di Mascagni, in
quanto opera teatrale, è inevitabilmente rivolto ad una ristretta porzione di società: la
medio-alta borghesia.
Essendo i target delle due opere fondamentalmente diversi, risulteranno sensibilmente
differenti anche i linguaggi utilizzati dagli autori: quello del Verga sarà più prosaico ed
originale, mentre quello di Mascagni sarà più elevato, colto e poetico.
Di conseguenza, la formula escogitata nel melodramma di Mascagni ha ben poco da
spartire con i presupposti estetici del verismo verghiano. Innanzi tutto la Cavalleria di
Mascagni non persegue affatto quell'ideale di impersonalità realizzato da Verga attraverso
l'eclissi dell' autore e la regressione nell'ambiente rappresentato. La mancanza del
principio dell'impersonalità credo sia dovuta al fatto che nel melodramma il dialogo,
concretizzato attraverso il canto dai 'personaggi, rende difficile l'individuazione del punto di
vista dell'autore. E la regressione invece credo sia resa poco praticabile dal tono più
elevato, non più intento a giustificare un linguaggio basso e popolare.
Da ciò c'è la conseguente ed inevitabile perdita di "quell'impronta dell'avvenimento reale".
Nel melodramma la vicenda si porta più verso il piano dell'irreale, della finzione evasiva.
Mascagni non si mette nella pelle dei suoi personaggi, non vede le cose attraverso i loro
occhi e tanto meno le traduce con le loro parole. Quindi, come già detto, anche sul piano
linguistico, data la materia da . trattare, è da notare la portata dell'adeguamento di
Mascagni alle convenzioni del melodramma. Ne ! è un piccolo esempio il dialogo tra
Santuzza e la madre di Turiddu, Gnà Nunzia, che in Mascagni risulta essere caratterizzato
da un tono più colto ed elevato. Il nome stesso di Gnà Nunzia viene ribattezzato nel più
elegante "Lucia" (che credo non a caso ricordi l'omonima de "I Promessi Sposi").
A livello dell'intreccio nel melodramma di Mascagni l'azione è finalizzata ad una catastrofe
ineluttabile non commentata dall' autore. In questo modo viene meno ogni giudizio di
natura morale sugli eventi, atteggiamento che il Verga verista propugnava profondamente.
Inoltre, essendo i tempi della rappresentazione melodrammatica diversi rispetto ai tempi
della narrazione, nella prima (soprattutto verso la conclusione) l'autore tende ad
enfatizzare i sentimenti dei personaggi. Questo perché nel melodramma il dialogo, per
ragioni tecnico-artistiche, non può essere articolato tanto quanto quello narrativo, e
costringe quindi l'autore dell'opera ad utilizzare accorgimenti linguistici che portino un
effetto immediato sul pubblico.( Con Mascagni le frasi pronunciate dai personaggi sono
brevi e spesso cariche di pathos). Quindi proprio questo "dover concentrare" pensieri e
sentimenti in frasi rapide e concise rende, con il supplementare aiuto della musica, il tutto
molto efficace e fondamentalmente diverso dall'effetto della novella verghiana. Da questa
necessità nasce, oltre che per il target, il bisogno di un linguaggio più nobile, degno di
andare a braccetto con un importante sfondo musicale.
Concludendo, è evidente che le differenze fra la Cavalleria Rusticana di Verga e quella di
Mascagni nascano da differenti esigenze artistiche. Una novella per salire sul
palcoscenico deve subire degli adattamenti che la rendano consona all'ambiente e al
pubblico a cui si rivolge. Nella rappresentazione melodrammatica del Mascagni non c'è
quindi da stupirsi se la novella verghiana ha perso alcune delle sue fondamentali
peculiarità. Anche oggi, in piccolo, possiamo notare la . differenza che sussiste tra romanzi
scritti e gli stessi riproposti dai media: la parola produce effetti che non possono essere
riproposti allo stesso modo da altre rappresentazioni; da qui è inevitabile che la novella di
Verga sia ricca di particolarità e suggestioni che il melodramma propone in maniera
diversa, magari attraverso la musica.
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