SCHEMI E MAPPE

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SCHEMI E MAPPE
CORSO PER IMPARARE A REALIZZARE SCHEMI E MAPPE PER
FACILITARE L’APPRENDIMENTO DI ALUNNI/E CON DSA
DIEGO CARESTIATO
[email protected]
blog: diegocare.wordpress.com
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LEZIONE 1!
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OBIETTIVI DELL’INCONTRO!
5
MAPPA MENTALE E MAPPA CONCETTUALE!
5
APPRENDERE IL METODO DI ANALISI DEL TESTO!
7
L’Impero islamico e la civiltà araba (Il Portolano, ed. Bulgarini)!
Gli elementi costitutivi della mappa mentale!
10
Ricavare concetti e parole-chiave: il metodo delle forchette!
12
IL FILMATO MENTALE!
12
LEZIONE 2!
!
7
15
OBIETTIVI DELL’INCONTRO!
15
DIDATTICA E MAPPA MENTALE!
15
LE REGOLE DI COSTRUZIONE!
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REGOLE FLESSIBILI: LO SCHEMA MENTALE!
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STRUMENTI SOFTWARE: XMIND E MINDNODE!
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LEZIONE 1
durata: 3 ore
OBIETTIVI DELL’INCONTRO
1. Comprendere analogie e differenze tra mappa mentale e mappa concettuale
2. Apprendere il metodo di analisi del testo
a. lettura e comprensione
b. analisi testuale
c. parole-concetto e parole-chiave
d. la mnemotecnica di base 1: il FILMATO MENTALE
3. Realizzare una mappa mentale a partire dal libro di testo
4. Comprendere il valore delle mappe mentali per lʼapprendimento efficace (DSA)
MAPPA MENTALE E MAPPA CONCETTUALE
Mappa concettuale:
ETICHETTE E SAGOME GEOMETRICHE
PAROLE (RICHIEDE DI ESSERE “LETTA”)
FRECCE
DISPOSIZIONE REGOLATA
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Mappa mentale:
IMMAGINI E PAROLE
PAROLE-CHIAVE (NO FRASI: PUÒ ESSERE SEMPLICEMENTE “GUARDATA”)
COLORE
SIMBOLI
DISPOSIZIONE REGOLARE
COSTRUZIONE ARTICOLATA IN CENTRO, RAMI E CERCHI
COMPRENSIONE IMMEDIATA
!
Uno degli ingredienti indispensabili per attivare la memoria emotiva è l’EMOZIONE.
Noi esseri umani apprendimento molto facilmente tutto ciò che ci emoziona e ci coinvolge.
Ciò accade perché ciò che proviamo dentro di noi, a livello di sensazione interna, funge da
collante per le informazioni.
!
Le mappe mentali hanno il grande vantaggio di essere coinvolgenti: permettono ad
alunni ed alunne di APPRENDERE ANCHE GUARDANDO, non solo ascoltando.
!
Il cibo delle orecchie sono le parole, il cibo degli occhi sono le immagini. Le parole
non sono immagini. Le parole sono solo parole.
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APPRENDERE IL METODO DI ANALISI DEL TESTO
L’Impero islamico e la civiltà araba (Il Portolano, ed. Bulgarini)
L’Arabia preislamica
Gli Arabi si dedicano all’agricoltura, al commercio, alla pastorizia
!
Delimitata dal Mar Rosso, dall’Oceano Indiano e dal Golfo Persico, l’Arabia è una
vasta penisola segnata da steppe e deserti.
!
Nella parte meridionale, le piogge portate dai monsoni e la felice posizione
geografica, tra la valle dell’Indo e quella del Nilo, avevano favorito lo sviluppo
dell’agricoltura e del commercio. L’attività mercantile era praticata prevalentemente dai
Sabei, una tribù insediata nell’attuale Yemen. I mercanti yemeniti avevano tracciato per le
loro carovane una pista che risaliva tutta l’Arabia. Poiché il trasporto carovaniero durava
circa 60 giorni, lungo il percorso erano stati costruiti alcuni punti di sosta e due cittadelle,
La Mecca e Yathrib.
!
La parte centro-settentrionale della penisola era invece abitata da pastori, i
beduini, (uomini del deserto), divisi in tribù, ognuna delle quali era guidata da un capo, lo
sceicco. Le tribù integravano le magre risorse dei pascoli compiendo razzie e
taglieggiando i mercanti, ai quali, in cambio di regolari tributi, assicuravano la protezione
sui trasporti.
!
Unica legge dei beduini era una sorte di codice d’onore, che imponeva di dare
ospitalità perfino ai nemici, di essere leali e solidali con i compagni, di lavare nel sangue
l’offesa arrecata a un membro della comunità.
Le tribù praticano forme primitive di culto
!
Ogni tribù adorava propri idoli (animali, alberi, rocce), onorandoli con sacrifici rituali,
corse a cavallo, lanci di pietre.
!
A queste forme di culto primitivo si accompagnavano la venerazione di Allah,
considerato da tutti gli Arabi il Dio supremo, e il pellegrinaggio alla Mecca. Qui, nella
Kaaba, un tempio di forma cubica, era adorata la Pietra Nera, un meteorite che si riteneva
fosse stato portato sulla Terra dall’arcangelo Gabriele e che si fosse annerito per aver
assorbito i peccati degli uomini. Era venuto così formandosi, tra le diverse tribù, un legame
di carattere religioso che dava loro la consapevolezza di appartenere a una stessa etnia,
di costituire un unico popolo.
Maometto, il profeta di Allah
Maometto unifica un popolo disperso e diviso
!
Ma la vera unità del mondo arabo fu raggiunta grazie all’opera e alla predicazione
di Maometto (il Lodato), che seppe risvegliare negli Arabi il sentimento e l’orgoglio
nazionale. Nato alla Mecca intorno al 570, Maometto da ragazzo fu cammelliere, e per
questo poté viaggiare molto e conoscere ebrei e cristiani. Sposata poi a venticinque anni
Cadigia, una ricca vedova, si dedicò interamente alla meditazione. A quarant’anni, ispirato
da visioni soprannaturali, cominciò a predicare la volontà di Allah, di cui si dichiarava il
Profeta.
!
Alla religione politeistica e idolatra degli Arabi, Maometto sostituì dunque una
religione monoteistica, l’islamismo, che comportava il totale abbandono del credente (il
muslim, da cui il termine musulmano), all’onnipotente volontà divina.
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Il Profeta predica una nuova fede, pervasa da un forte anelito di giustizia sociale
!
Maometto predicava l’uguaglianza sociale e la volontaria limitazione della
ricchezza. I suoi discorsi, perciò, furono accolti con favore dai poveri, ai quali il Profeta
offriva una speranza, e avversati dai facoltosi mercanti della Mecca, perché la nuova
religione ne metteva in pericolo i privilegi. L’ostilità dell’aristocrazia meccana fu tale che
Maometto si vide costretto ad abbandonare la sua città natale e a rifugiarsi a Yathrib, in
seguito chiamata Medina (città del Profeta).
!
Il 622, l’anno della sua migrazione (ègira), sarebbe poi stato assunto dagli Arabi
come data d’inizio dell’era musulmana, così come l’anno della nascita di Cristo segna
l’inizio dell’era cristiana.
!
Divenuto capo religioso e politico di Medina, Maometto guidò ripetuti attacchi contro
le carovane dei mercanti meccani, riportando altrettante vittorie che furono considerate la
prova della protezione divina. Infine, dopo aver unificato attorno a sé le tribù del deserto,
nel 630 rientrò trionfalmente alla Mecca alla testa dei propri seguaci.
!
Nonostante il successo e la gloria, il Profeta continuò a condurre una vita modesta
e a prodigarsi per i poveri. Alla sua morte, nel 632, lasciò in eredità una religione semplice
e pratica, pervasa da un forte anelito di giustizia sociale.
Cinque sono i precetti fondamentali dell’islamismo
!
Le ammonizioni e i precetti che Maometto diceva di aver ricevuto da Allah, tramite
l’arcangelo Gabriele, furono prima tramandati oralmente, poi vennero raccolti da un suo
discepolo nel Corano, il libro sacro dei musulmani.
!
Il credente, per meritarsi il paradiso, deve osservare cinque precetti fondamentali, i
cosiddetti pilastri dell’Islam.
•
La professione di fede (shahàda): non c’è altro Dio che Allah e Maometto è il suo
Profeta.
•
La preghiera (salàt), da recitare cinque volte al giorno, inginocchiati in direzione
della Mecca, per venerare Dio, non per chiedergli speciali benedizioni o favori.
•
Il digiuno (nàum), dall’alba al tramonto durante il nono mese del calendario
musulmano (il mese di ramadàn, in cui fu rivelata la volontà divina a Maometto), per
provare a capire la fame e la sete dei poveri e dei diseredati.
•
L’elemosina (zakàt), cioè il versamento annuale alla comunità musulmana di una
somma corrispondente alla decima parte del reddito, per scopi umanitari e
assistenziali.
•
Il pellegrinaggio (hagg) alla Mecca, almeno una volta nella vita, per pregare nel
tempio voluto da Allah e rafforzare così l’unità religiosa e politica del popolo islamico.
!
Il Corano contiene anche prescrizioni morali, giuridiche e sanitarie. Per esempio, è
ammessa la poligamia fino a un massimo di quattro mogli; è proibito il consumo di
bevande alcoliche e di carne suina per motivi igienici; sono severamente vietati i giochi
d’azzardo, la frode e l’usura.
La formazione dell’Impero islamico
Gli Arabi creano un impero sconfinato
!
I successori di Maometto, i califfi, cioè le massime guide politiche e spirituali degli
islamici, diedero inizio alla “guerra santa”, la gihad, per convertire gli infedeli, poiché
dovere primo di ogni credente era la diffusione della nuova fede.
!
In poco meno di trent’anni, tra il 633 e il 661, le “sacre armate” islamiche
conquistarono la Persia e larga parte dei territori bizantini (Siria, Palestina, Egitto, Libia).
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L’avanzata proseguì poi in Oriente fino al Lago d’Aral, al Pamir e alle foci dell’Indo, mentre
a Occidente gli Arabi conquistarono tutta l’Africa settentrionale.
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In seguito, con l’aiuto delle tribù berbere, passate all’islamismo, gli Arabi invasero la
Spagna (771), sconfissero i Visigoti e conquistarono Granada, Siviglia, Cordova e Toledo.
Superati quindi i Pirenei, penetrarono in Francia e raggiunsero le rive della Loira, ma a
Poitiers, nel 732, la loro avanzata fu respinta dai cavalieri franchi guidati da Carlo
Martello. Più tardi, gli Arabi attaccarono nell’827 la Sicilia e ne iniziarono la conquista, che
si concluse nel 902, quando espugnarono Taormina, ultima piazzaforte ancora bizantina
sull’isola.
Lotte intestine lacerano il mondo islamico
!
Gli Arabi organizzarono i territori occupati in un unico impero, che ebbe come
capitale Damasco. Ben presto, però, il controllo dell’immenso dominio divenne sempre più
difficile e il mondo islamico cominciò ad essere lacerato da lotte intestine per il potere.
!
Nel 750 fu rovesciata la dinastia regnante degli Omayyadi, i cui ultimi esponenti
trovarono rifugio in Spagna dove fondarono un regno indipendente, l’Emirato di Cordova.
La dinastia degli Abbasidi, sostituitasi agli Omayyadi al governo dell’Impero, spostò nel
762 la capitale a Baghdad, dove regnò fino al 1258, anno in cui i Mongoli occuparono la
città e soppressero il califfato.
!
Il trasferimento della capitale nella parte orientale dell’Impero favorì la nascita di
emirati (principati) sulla costa africana (Egitto, Tunisia, Marocco), governati da dinastie
autonome da Baghdad. In ogni modo, nonostante il frazionamento politico, l’unità culturale
e religiosa del mondo islamico non venne mai meno.
!
Aspetti della civiltà araba
L’apporto degli Arabi in campo economico non ha paragoni
!
La civiltà araba cominciò a fiorire nel IX secolo. Essa fu il risultato della
straordinaria capacità degli Arabi di rielaborare in modo originale il patrimonio scientifico,
culturale e artistico dei popoli con i quali avevano intrattenuto rapporti dopo le grandi
conquiste. Protagonisti indiscussi di questa “civiltà senza frontiere” furono i mercanti
musulmani, che assunsero il controllo di tutte le arterie commerciali convergenti nel Vicino
Oriente.
!
Sul piano economico gli Arabi migliorarono gli impianti di irrigazione e
introdussero nel bacino del Mediterraneo nuove varietà vegetali (canna da zucchero,
gelso, riso, canapa, cotone, albicocco, arancio, zafferano); diffusero in Occidente la
tecnica della fabbricazione della carta che avevano appreso dai Cinesi; raggiunsero
importanti traguardi nella fusione dei metalli e nell’uso dei mulini a vento per la
macinazione del grano.
!
Notevoli progressi realizzarono anche nella lavorazione delle armi, che ebbe i suoi
centri più importanti a Damasco e Toledo, degli oggetti cesellati, del legno intarsiato, del
cuoio (celebre quello rosso del Marocco), del vetro colorato, dei tappeti, dei tessuti,
soprattutto broccati e damaschi.
Notevoli sono anche gli apporti scientifici, letterari e artistici
!
Gli Arabi inventarono l’algebra e la trigonometria, introdussero in Europa la
numerazione decimale, che avevano appreso in India e che sostituì la numerazione
romana, svilupparono gli studi e le ricerche di chimica, ottica e astronomia. Inoltre,
crearono una nuova “scienza” medica basata sulla somministrazione di erbe, sciroppi,
pomate.
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Gli Arabi hanno lasciato un patrimonio originale anche nel campo della letteratura, il
cui capolavoro è rappresentato da Le mille e una notte, una vasta raccolta di leggende
popolari. In tutti i territori conquistati, gli Arabi istituirono biblioteche e scuola a livello
universitario, dove venivano coltivati soprattutto gli studi giuridici, medici e filosofici.
!
La civiltà araba si manifestò in tutto il suo splendore anche nell’architettura e
nell’urbanistica, come testimoniano i complessi monumentali dell’Alhambra di Granada,
dell’Alcazar di Siviglia (la residenza reale fortificata), della Moschea di Cordova, e i
bellissimi edifici, cupole, minareti, palazzi, fontane e giardini che conferiscono un aspetto
inconfondibile alle città arabe.
Gli elementi costitutivi della mappa mentale
!
!
La memoria funziona meglio quando è organizzata bene. Possiamo, per facilità,
pensare alla nostra mente come ad un sistema operativo: in esso i files sono organizzati
in cartelle, in modo gerarchico, dal generale al particolare. Anche noi possiamo dare alle
informazioni un impianto “pre-formattato”: in questo modo facilitiamo la comprensione
globale e, contemporaneamente, anche la comprensione analitica. Ogni elemento trova
spazio nel luogo e nel livello che gli compete, fornendo così all’allievo/a una vera e propria
“mappa” per muoversi nell’oceano delle proprie conoscenze.
!
Mappe e schemi sono molto utili qualora rispecchino questo tipo di organizzazione:
le regole di costruzione, in tal senso, richiedono di essere rispettate in modo preciso,
altrimenti si rischia di offrire un supporto all’apprendimento di bassa qualità, tale da
determinare un certo grado di confusione negli allievi.
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IL TITOLO DELL’ARGOMENTO
!
Al titolo dell’argomento spetta
solitamente la posizione centrale. Da
esso partono tutte le ramificazioni che
costituiscono i sotto-argomenti trattati
all’interno dello stesso capitolo. Se
possibile, è bene porre un’immagine
come simbolo del contenuto, anche se
spesso agli alunni e alle alunne è utile
anche una parola molto grande.
I PARAGRAFI
!
I paragrafi diventano i rami
principali, cioè quelli che partono
direttamente dal centro, e
sostengono i rami dei concetti.
!
Essi sono disposti in senso
orario, e normalmente il punto di
partenza è collocato in
corrispondenza delle ore 12.00. In
accordo con gli studenti, è possibile
e f f e t t u a r e m o d i fi c h e a l l a
convenzione di lettura, anche se
l’utilizzo di regole fisse permette di
“leggere” le mappe con semplicità.
CONCETTI E PAROLE-CHIAVE
Le informazioni specifiche e le parole-chiave utili
a comprendere e ricordare un dato argomento si
collocano rispettivamente nel secondo e nel terzo
cerchio. Le mappe sono pertanto organizzate dal
generale (il centro) al particolare (i rami più esterni),
e può - deve! - essere letta sia dal centro verso
l’esterno, sia dall’esterno verso il centro.
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Ricavare concetti e parole-chiave: il metodo delle forchette
IL FILMATO MENTALE
!
Non esiste un unico processo di lettura per comprendere un testo scritto. Esistono
diversi processi, ognuno dei quali è utile ad ottenere un determinato esito ai fini di un
preciso tipo di comprensione. Dei diversi processi di lettura, il più efficace - al fine di una
comprensione analitica - è quello che colloca al quarto posto l’azione dell’immaginazione
(Vi). Questo fattore, determinante a tal punto che spesso, se assente, ha per effetto
l’insorgere di una difficoltà specifica di apprendimento, è strettamente connesso ai principi
della memoria:
1. immaginazione;
2. associazione.
!
Per comprendere con maggior precisione la natura della memoria, proviamo a
memorizzare la seguente lista di parole, in pochi minuti.
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Al termine dell’esercizio dovremo ricordarle (che è molto diverso dal semplice
“ripeterle”) nell’ordine corretto, e anche nell’ordine inverso!
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Per il prossimo incontro:
a. Scaricare e installare nel proprio computer almeno uno dei seguenti software per
realizzare mappe mentali al computer:
1. Xmind:
www.xmind.net
2. MindNode:
www.mindnode.com
b. Portare un breve testo per realizzare da sé una mappa utilizzando uno dei due
software (gratuiti) sopra citati.
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LEZIONE 2
durata: 3 ore
OBIETTIVI DELL’INCONTRO
1.
2.
3.
4.
5.
Comprendere lʼimpiego didattico della mappa mentale (DSA)
Apprendere le regole di costruzione della mappa mentale
Comprendere la flessibilità delle regole apprese, per creare uno schema mentale
Comprendere lʼutilizzo di un software per il mind-mapping
Apprendere almeno una procedura di memorizzazione di una mappa:
FOTOGRAFIA MENTALE.
DIDATTICA E MAPPA MENTALE
!
Utilizzare una mappa mentale per la spiegazione di un argomento prevede di
tenere in considerazione le regole di composizione della stessa.
In particolare, è possibile scegliere tra 2 modalità:
1. dal particolare al generale;
2. dal generale al particolare.
!
Nel primo caso, la mappa viene spiegata ramo per ramo, in senso orario,
soffermandoci fin dall’inizio sui particolari. Soltanto alla fine il docente porterà il discorso
ad un livello più globale, richiamando la composizione e la struttura della
rappresentazione, per collocare all’interno di schemi più ampi gli ormai noti dettagli.
!
Nel secondo caso, la mappa viene spiegata partendo dal centro, e procedendo dal
cerchio più interno al cerchio più esterno. Si passa al cerchio successivo, soltanto quando
tutti i rami dello stesso sono stati chiariti. In tal caso, è soltanto nella fase finale che gli
allievi apprendono le informazioni specifiche, avendo già “predisposto” la propria mente ad
accoglierle in una struttura costruita passo passo nella loro immaginazione.
!
Non esiste una procedura preferibile rispetto ad un’altra, poiché in una stessa
classe esistono allievi che prediligono uno stile di pensiero analitico (specifico) e altri che
preferiscono uno stile globale. In ogni caso, il valore aggiunto per entrambi i tipi di allievo
consiste nell’esercitarsi soprattutto nella modalità di apprendimento che gli è poco
consona.
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LE REGOLE DI COSTRUZIONE
• FOGLIO sempre ORIZZONTALE;
• l’ARGOMENTO va posto al CENTRO, possibilmente come un’IMMAGINE ingrandita;
• 1 RAMO per 1 PAROLA (o espressione);
• inserire PAROLE-CONCETTO e PAROLE-CHIAVE;
• sempre, se possibile, preferire le IMMAGINI, oppure unire IMMAGINI E PAROLE;
• costruzione in SENSO ORARIO;
• organizzazione per CERCHI CONCENTRICI;
• DIMENSIONI VARIABILI, sempre più piccole verso l’esterno;
• collegamenti con FRECCE E LINEE;
• porre in EVIDENZA concetti importanti con FORME, COLORE, FONT;
• se possibile, inserire una buona dose di DIVERTIMENTO!
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REGOLE FLESSIBILI: LO SCHEMA MENTALE
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Per creare schemi e mappe, le regole rivestono un’importanza fondamentale. Tale
importanza, tuttavia, è sempre da subordinare all’obiettivo che si desidera raggiungere.
Più semplicemente: non è importante seguire sempre le stesse regole di costruzione: è
più importante che le regole scelte siano adeguate al compito prestabilito. Qualora una
regola non sia funzionale al contesto didattico, essa non va tolta: va sostituita!
!
Per esempio, per rappresentare uno sviluppo temporale, è preferibile utilizzare uno
schema lineare, orizzontale, piuttosto che uno schema concentrico. Lo schema sopra
riportato, per esempio, utilizza la linea del tempo come criterio di organizzazione dello
spazio.
!
Per quanto riguarda il colore: non sempre è positivo mettercelo. In certi casi alcuni
studenti affermano di preferire le mappe in bianco e nero perché questo offre loro la
possibilità di stabilire da sé la valenza cromatica dello schema. Spesso, infatti, il colore è
molto importante per evidenziare, separare, sottolineare...
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STRUMENTI SOFTWARE: XMIND E MINDNODE
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LA FOTOGRAFIA MENTALE
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Per memorizzare un’immagine (considerando che la memoria è essenzialmente
immaginazione e associazione), dobbiamo riuscire a “vedere” nella nostra mente
l’immagine stessa. Per ottenere questo risultato, potrebbe essere sufficiente immaginare
di vedere una mappa che abbiamo realizzato nella nostra mente. Per i più abili
visualizzatori, si tratterà di un gioco da ragazzi; per chi, invece, è per natura
verbalizzatore, il compito potrà risultare non così scontato.
!
In entrambi i casi, esiste una semplice procedura per “allenare” l’occhio della mente
a registrare (o meglio: fotografare!) immagini in modo facile e divertente. Eccolo:
PROCEDURA DI FOTOGRAFIA MENTALE
1. GUARDARE l’immagine;
2. DIVIDERLA in settori;
3. OSSERVARE i particolari;
4. CONTARE gli elementi che si ripetono;
5. FARSI LE DOMANDE GIUSTE (cosa potrebbe chiederti il prof.?)
6. CHIUDERE GLI OCCHI E IMMAGINARE DI VEDERE la mappa nella propria mente
7. APRIRE GLI OCCHI e verificare di aver registrato bene l’immagine.
BILANCIO FINALE
- aspetti positivi
- aspetti che si possono migliorare
- suggerimenti
- critiche
- altro...
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