CAPITOLO III. A z i o n e degli joni Ca" e Mg" s u alcune s o s t a n z e colloidali. 1) Importanza dell'azione degli elettroliti sui biocolloidi. Nei capitoli precedenti abbiamo visto che il M g " agisce sul nucleo, generalmente disperdendolo, parimenti sui mitocondri, mentre contrae il citoplasma. Le membrane hanno comportamento diverso, ma più spesso si gonfiano, come appare chiaramente nelle fibre liberiane della Patata, Bohemeria, Tiglio, ecc. Il Mg adunque, come tutti i cationi, agisce sulla compagine colloidale, sia del plasma che della membrana, modificandola diversamente, a seconda dei colloidi che la costituiscono. Poiché le osservazioni dei diversi ricercatori non sono concordi su questo punto, affermando alcuni che il Mg ha azione imbibente per alcuni colloidi e altri addirittura disidratante, data l'importanza che le azioni chimico-fisiche hanno sui biocolloidi, ho studiato l'azione dei sali del Mg e del Ca sulla disperdibilità di diverse sostanze colloidali. È nota l'importanza, che, specialmente in questi ultimi tempi, si è data alle azioni chimico-fisiche degli elettroliti sui colloidi, specialmente per ciò che riguarda i fenomeni di permeabilità, semipermeabilità, coagulazione, ecc., al punto che non pochi Autori, coinè ho esposto nella prima parte del presente lavoro, tendono a spiegare l'antagonismo degli joni colle sole azioni chimico-fisiche. Infatti un certo antagonismo si è osservato tra joni mono- e bivalenti, quando sono insieme presenti, sulla precipitazione di alcuni colloidi sia idrofobi che idrofili, nel senso che l'azione coagulante di un Jone può essere diminuita, o del tutto annullata, dalla presenza di un altro jone. Per esempio, se ad una soluzione di fosfatidi che ha tensione superficiale inferiore di quella dell'acqua, si aggiunge un elettrolita es. NaCl, la tensione superficiale aumenta, ma se si aggiunge ancora un altro elettrolita es. CaCl , che pure da solo aumenterebbe la tensione superficiale della soluzione dei fosfatidi, la tensione superficiale invece di aumentare diminuisce. Per cui si possono aggiungere alcuni elettroliti ad una soluzione colloidale, in rapporto tale, che non mutino la tensione superficiale. . . . . 2