aa - Università degli studi di Bergamo

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Economia Politica - Treviglio - 52021
Economia Politica – Lezioni 12-16
Le forme di mercato
ƒ Frank: Capitolo 11 (par. 1-9)
Capitolo 12 (par. 1-9)
Capitolo 13 (par 1-3; Appendice 13.2)
ƒ Per esercitarsi: Capitolo 11: Domande 1,2,4,7-10, 12; Problemi 2-5,7,10-13;16
Capitolo 12: Domande tutte; Problemi 2-8, 11;
Capitolo 13: Domande 1,4; Problemi 2,3,6,8,9.
Outline
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
La distinzione tra le diverse forme di mercato
La concorrenza perfetta
Il monopolio
La concorrenza monopolistica
L’oligopolio: collusione vs. competizione
Confronto tra le implicazioni delle diverse forme di
mercato sul benessere sociale
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
1
Economia Politica - Treviglio - 52021
Criteri distintivi delle diverse forme di
mercato
„
„
„
„
„
Le forme di mercato sono distinte in base ai
seguenti parametri
Natura del prodotto
Grado di libertà di entrata (o uscita) delle
imprese nell’industria
Grado di controllo sul prezzo da parte delle
imprese
Quantità di informazione detenuta da imprese e
consumatori
Mobilità dei fattori produttivi
Classificazione delle forme di mercato
„
All’estremo del massimo grado di concorrenza
c’è la concorrenza perfetta
„
„
„
„
„
prodotto omogeneo
completa libertà di entrata-uscita
nessun grado di controllo da parte delle
imprese sul prezzo: imprese price-taker
perfetta informazione imprese e consumatori
perfetta mobilità dei fattori produttivi
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
2
Economia Politica - Treviglio - 52021
Classificazione delle forme di mercato
„
All’estremo opposto c’è il monopolio:
„
„
„
„
„
presenza di barriere all’entrata
prodotto unico
massimo grado di controllo sul prezzo da parte
del monopolista: impresa price-maker
possibili vincoli di mobilità sui fattori produttivi
possibili imperfezioni informative (con
vantaggio per produttore)
Classificazione delle forme di mercato
„
Situazioni intermedie sono date dalla
concorrenza monopolistica
„
„
„
„
libertà di entrata
prodotto differenziato
price maker (con profitti solo nel breve periodo)
e dall’oligopolio
„
„
„
„
barriere all’entrata
prodotto differenziato o omogeneo
price maker
possibili limiti informativi
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
3
Economia Politica - Treviglio - 52021
La concorrenza perfetta
1.
2.
3.
4.
Affinché un mercato sia in concorrenza perfetta
devono valere le seguenti ipotesi:
Perfetta libertà di entrata-uscita: da cui consegue
che il mercato è costituito da un numero elevato di
imprese
Prodotto omogeneo
Perfetta informazione fra produttori e consumatori
Perfetta mobilità dei fattori produttivi
Le imprese e i loro clienti sono price-taker
La massimizzazione del profitto
„
„
L’obiettivo normalmente ipotizzato dell’impresa è
la massimizzazione del profitto
Il profitto economico è dato dalla differenza fra i
ricavi di vendita e tutti i costi sostenuti
dall’impresa (sia quelli espliciti che quelli
impliciti). Pertanto la definizione di profitto
economico non coincide con quella di profitto
contabile che tiene conto solo dei costi espliciti
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
4
Economia Politica - Treviglio - 52021
Ricavo totale, medio e marginale
„
„
Ricavo totale
RT = pq
Ricavo medio
è l’ammontare che l’impresa ottiene per unità venduta
RME = RT/q
(se l’impresa vende tutta la quantità prodotta allo stesso prezzo
allora il ricavo medio è pari a p)
„
Ricavo marginale
è l’incremento di ricavo ottenuto da un’unità aggiuntiva
venduta
RMG = ΔRT/Δq
Ricavo totale, medio e marginale
L’analisi dell’andamento di ricavo totale, medio e
marginale è fondamentale per determinare il
profitto dell’impresa, ma essa dipende dalle
condizioni del mercato in cui opera l’impresa
„
„
Impresa non in grado di influire sul prezzo
Impresa in grado di influire sul prezzo
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
5
Economia Politica - Treviglio - 52021
I ricavi dell’impresa price-taker
„
La curva di domanda dell’impresa è una curva
orizzontale
Ricavo medio
è costante e pari al prezzo
„
Ricavo marginale
è anch’esso costante e pari al prezzo
„
Ricavo totale
si può rappresentare con una linea retta passante per
l’origine e con pendenza pari al prezzo
La massimizzazione del profitto
Il profitto è dato dalla differenza tra il ricavo totale e
il costo totale di produzione
π = RT − CT
„
„
Per massimizzare il profitto
Usiamo le curve di costo e ricavo totale
Usiamo le curve di costo e ricavo medio e
marginale
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
6
Economia Politica - Treviglio - 52021
Massimizzazione del profitto usando costi e
ricavi totali
π
RT
CT
π = RT − CT
CT
RT
Il profitto è massimo
dove è massima la
differenza tra ricavo e
costo totale
π
q
Massimizzazione del profitto usando ricavi e
costi marginali
La condizione di
massimo profitto è
RMG
CMG
CMG
RMG = CMG
q*
q
RMG
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
7
Economia Politica - Treviglio - 52021
Esempio: Il Livello di output che massimizza il profitto
nel breve periodo
Il profitto normale e l’extra-profitto
„
„
Il costo-opportunità di gestire l’impresa
rappresenta un costo e come tale è incluso nei
costi di produzione
è detto profitto normale
è pari a:
tasso di profitto normale (%) = tasso di interesse
privo di rischio + premio per il rischio
Il profitto che si vuole massimizzare è l’eccedenza
sul profitto normale ed è detto extra-profitto
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
8
Economia Politica - Treviglio - 52021
Equilibrio di breve periodo
p
S
pe
D
Qe
Q
1. Il prezzo di equilibrio
dell’industria, pe, si
determina in
corrispondenza
dell’intersezione tra la
domanda e l’offerta di
mercato
Equilibrio di breve periodo
2. L’impresa è price-taker :
la sua curva di domanda è perciò orizzontale in
corrispondenza di pe.
•
La condizione di massimo profitto è data da
RMG = CMG
Che in questo caso implica p = RMG e dunque
p = CMG
In corrispondenza dell’equilibrio l’impresa può
conseguire un extraprofitto (o una perdita, o
solo il profitto normale)
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
9
Economia Politica - Treviglio - 52021
Equilibrio di breve periodo
CMG
CMG
p
p
CME
CME
pe
Impresa che
consegue
extraprofitto
qe
Impresa in
perdita
qe
q
Curva di offerta di breve periodo
Nel breve periodo la curva di offerta dell’impresa in
regime di concorrenza perfetta coincide con il tratto
crescente della curva di costo marginale nella parte in
cui questo è superiore alla curva di costo variabile
medio (nel breve periodo l’impresa deve coprire almeno
i costi variabili per restare sul mercato)
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
10
Economia Politica - Treviglio - 52021
Curva di offerta di breve periodo
S
p
p
CMG
CVME
p3
p2
D3
D2
p1
D1
Q
q1
q2
q3
q
CURVA DI OFFERTA DI MERCATO
DI BREVE PERIODO
„
„
Ad ogni dato prezzo, la curva di offerta di
mercato di breve periodo è pari alla somma
delle quantità offerte da tutte le imprese
operanti sul mercato, a quel prezzo
Essa è uguale alla somma orizzontale delle
curve di offerta individuali di ciascuna
impresa
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
11
Economia Politica - Treviglio - 52021
Esempio: Curva di offerta di breve periodo di
un’industria in concorrenza perfetta
EQUILIBRIO DI BREVE PERIODO
IN CONCORRENZA PERFETTA
„
„
„
L’equilibrio di mercato di concorrenza perfetta di
breve periodo si realizza quando la quantità
domandata eguaglia la quantità offerta
Dall’intersezione delle curve di domanda e di offerta
scaturisce il prezzo di mercato
Per la singola impresa tale prezzo determina la
curva di domanda (perfettamente orizzontale) alla
quale fare riferimento
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
12
Economia Politica - Treviglio - 52021
Efficienza dell’equilibrio nel breve periodo
Una delle caratteristiche dei mercati perfettamente
concorrenziali è quella di garantire
Efficienza allocativa
Essa si realizza quando vengono sfruttati tutti
i possibili benefici derivanti dallo scambio
L’efficienza si raggiunge quando è massimizzato il beneficio
netto di coloro che intervengono nello scambio
Tale beneficio può essere quantificato come la somma
del surplus del consumatore e del surplus del produttore
Surplus del produttore
„
„
Il surplus del produttore non coincide con il
profitto economico, sebbene sia la misura del
beneficio che l’impresa ricava vendendo quel
livello di output che massimizza il profitto stesso
Per comprendere il concetto si pensi al fatto che
se l’impresa decide di non produrre, nel breve
periodo sostiene una perdita pari ai costi fissi
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
13
Economia Politica - Treviglio - 52021
Surplus del produttore
Ricordando che
Profitto = Ricavi totali – Costi Totali
„
Π = TR - TC
Costi Totali = Costi fissi + Costi variabili
TC = FC + VC
Si deduce che:
Surplus del produttore = Ricavi totali – Costi variabili
SP = TR – VC = TR – TC + FC = Π + FC
Surplus del produttore
CMG
p
p
CMG
CVME
CVME
pe
Surplus del
produttore
qe
Surplus del
produttore
qe
q
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
14
Economia Politica - Treviglio - 52021
Surplus aggregato
Breve periodo
Lungo periodo
p
p
S
Surplus del
consumatore
pe
Surplus del
consumatore
S
pe
Surplus del
produttore
D
Qe
Q
D
Qe
Q
L’equilibrio di lungo periodo
La presenza di extraprofitti incoraggia nuove imprese a entrare
nell’industria e/o quelle esistenti a produrre di più:
→ si determina un aumento dell’offerta dell’industria che provoca
una diminuzione del prezzo
→ la diminuzione del prezzo induce le imprese che coprivano solo i
costi variabili ad uscire dal mercato (e ciò riduce l’offerta
dell’industria), ma finché esistono imprese che conseguono
extraprofitti il flusso di entrata supera quello di uscita
→ l’offerta continua ad aumentare (e di conseguenza il prezzo a
diminuire) fino a che gli extraprofitti vengono annullati e tutte le
imprese del mercato conseguono solo il profitto normale
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
15
Economia Politica - Treviglio - 52021
L’equilibrio di lungo periodo
S1
p
p
SL
CMELP
p1
pL
D
Q
q1
qL
q
Vantaggi della concorrenza perfetta
„
„
„
Il prezzo è uguale al costo marginale
Nel lungo periodo le imprese ottengono solo
profitti normali → il prezzo è al livello minimo
possibile
Le imprese inefficienti saranno costrette a
lasciare il mercato
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
16
Economia Politica - Treviglio - 52021
Il monopolio
Si ha monopolio quando nell’industria opera
una sola impresa (anche se i confini di industria
possono essere arbitrari).
Affinché un’impresa mantenga la propria
posizione di monopolista devono esistere
barriere all’entrata sufficientemente elevate.
Motivazioni di esistenza del monopolio
„
„
„
„
Economie di scala
Differenziazione del
prodotto e fedeltà alla
marca
Costi inferiori per
l’impresa già esistente
„
„
„
„
„
Proprietà o controllo di
importanti fattori di
produzione
Proprietà o controllo delle
reti di vendita al dettaglio o
all’ingrosso
Protezione legale
Fusioni e acquisizioni
Tattiche aggressive
Intimidazione (ossia
una minaccia credibile di
comportamento aggressivo
da parte del monopolista)
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
17
Economia Politica - Treviglio - 52021
La curva di domanda in monopolio
„
„
In concorrenza perfetta ogni singola impresa
fronteggia una funzione di domanda ad
elasticità infinita (la curva di domanda
dell’impresa è orizzontale)
In monopolio il monopolista ha di fronte una
domanda inclinata negativamente,
corrispondente alla curva di domanda di
mercato, con un valore finito dell’elasticità
Fonte: Prof. Elena Cefis
La massimizzazione del profitto
in monopolio
„
„
„
Anche il monopolista, nelle sue scelte, è guidato
dalla massimizzazione del profitto
A differenza della concorrenza perfetta, il
monopolista riconosce il fatto che egli fronteggia
l’intera curva di domanda di mercato
Il prezzo al quale egli vende il prodotto non è
indipendente dalla quantità venduta
Fonte: Prof. Elena Cefis
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
18
Economia Politica - Treviglio - 52021
I ricavi dell’impresa price-maker
„
L’impresa fronteggia una
curva di domanda
decrescente
Ricavo medio
RME
RMG
A (ε=1)
ε<1
p = RME
coincide con il prezzo (la curva di
domanda)
„
„
RMG q
Ricavo marginale
dipende dall’elasticità
ε>1
RT
Ricavo totale
è una curva prima crescente e poi
decrescente
q
I ricavi del monopolista
„
„
Nel monopolio il produttore controlla la domanda
di mercato, quindi i suoi ricavi sono influenzati
dal prezzo di vendita che deciderà di praticare.
Data una funzione di domanda lineare
l’andamento dei ricavi totali è descritto da una
parabola con concavità verso il basso, il cui
massimo si raggiunge nel punto in cui la
domanda ha elasticità unitaria
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
19
Economia Politica - Treviglio - 52021
Domanda
Ricavo totale
Elasticità
p
ε>1
ε=1
ε<1
D
Q
RT
Q
I ricavi del monopolista
„
„
A differenza dell’impresa concorrenziale, per il
monopolista il ricavo marginale è inferiore al
prezzo
Infatti, il ricavo totale non cresce sempre
proporzionalmente alla quantità venduta, ma
può aumentare o diminuire a seconda della
elasticità della curva di domanda fronteggiata
dal monopolista
Fonte: Prof. Elena Cefis
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
20
Economia Politica - Treviglio - 52021
Esempio: Variazione nel ricavo totale a
seguito di una riduzione del prezzo
Esempio: Ricavo marginale in relazione
alla curva di domanda
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
21
Economia Politica - Treviglio - 52021
Il ricavo marginale
„
Rappresenta la variazione del ricavo totale
determinata dalla vendita di un’unità aggiuntiva (o
di altro incremento molto piccolo – infinitesimale)
di output
RMG =
„
ΔRT
ΔQ
Data una funzione di domanda lineare il ricavo
marginale è positivo se l’elasticità della domanda è
superiore ad uno, è nullo nel punto di elasticità unitaria,
ed è negativo se l’elasticità è inferiore all’unità. Ciò può
essere facilmente provato anche considerando che il
ricavo marginale non è altro che la derivata della
funzione di ricavo totale.
Ricavo marginale e domanda lineare
„
„
Il rapporto fra domanda
e ricavo marginale può
essere facilmente
rappresentato nel caso
di domanda lineare
N. B. si ricorda che la
funzione di domanda indica il
ricavo medio che può essere
conseguito dal monopolista
p, MR
RMG
½ Q0
D
Q0
Q
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
22
Economia Politica - Treviglio - 52021
Ricavo marginale ed elasticità
„
Si ricorda che la definizione di elasticità (in
valore assoluto) è:
ε =
ΔQ P
ΔP Q
ΔP
P
=
ΔQ Q ε
„
Poiché per ΔP Æ0, MR tende a: RMGQ = P −
„
Si ottiene:
ΔP
Q
ΔQ
⎛
1⎞
RMG Q = P ⎜⎜ 1 − ⎟⎟
ε ⎠
⎝
Equilibrio in monopolio
La curva di domanda dell’impresa coincide con la domanda
di mercato:
→ variando la quantità offerta l’impresa è in grado di
influenzare il prezzo
La condizione di massimo profitto, che determina l’output, è:
RMG = CMG
Il prezzo di vendita si deduce dalla domanda, noto il livello
di output che massimizza il profitto
L’extraprofitto (area tratteggiata) è tanto più elevato quanto
meno elastica è la domanda
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
23
Economia Politica - Treviglio - 52021
Equilibrio in monopolio
p
In equilibrio:
RMG = CMG
pm
pm > CMG
CMG
CME
RMG
D
Q
Qm
Il mark-up
„
„
Si è visto come nel monopolio il prezzo praticato
consenta di applicare un margine sui costi di
produzione
Il mark-up è il margine di profitto praticato dal
monopolista in corrispondenza della quantità che
massimizza il profitto:
P − CMG 1
=
P
ε
„
Si può facilmente notare dalla definizione la ragione
per cui in concorrenza perfetta il mark-up è nullo
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
24
Economia Politica - Treviglio - 52021
Discriminazione del prezzo
„
„
A differenza di quanto accade in concorrenza
perfetta, il monopolista può anche avere la possibilità
di vendere l’output (omogeneo) a prezzi diversi.
Questa possibilità prende il nome di
ƒ Attraverso questa pratica il monopolista riesce ad
appropriarsi in misura più o meno ampia del surplus del
consumatore
Discriminazione del prezzo
Si ha discriminazione del prezzo del primo tipo (o perfetta)
quando il monopolista riesce ad appropriarsi interamente del
surplus dei consumatori, praticando a ciascuno di essi un
prezzo corrispondente al prezzo di riserva
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
25
Economia Politica - Treviglio - 52021
Discriminazione del prezzo
Si ha discriminazione del prezzo del secondo tipo quando la
possibilità di segmentare il mercato è parziale, ed il
monopolista applica differenti tariffe a seconda della quantità
acquistata dai consumatori
Discriminazione del prezzo
Si ha discriminazione del prezzo del terzo tipo quando la
possibilità di segmentare il mercato è parziale, ed il
monopolista applica differenti tariffe a gruppi di
consumatori selezionati per caratteristiche omogenee
(appartenenza a mercati separati, specificità dei consumi
o dei gusti…)
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
26
Economia Politica - Treviglio - 52021
Condizioni necessarie per praticare la
discriminazione di prezzo
„
„
L’impresa non deve essere price-taker
Non ci deve essere possibilità di arbitraggio (in
altri termini i mercati devono essere separati)
Un confronto tra concorrenza e monopolio
p
CMG
pm
pc
•
RMG
Qm
Qc
D
Confronto tra equilibrio in
un’industria monopolista e in
una perfettamente
concorrenziale nell’ipotesi che
abbiano le stesse
configurazioni di costo
nel breve periodo in
concorrenza perfetta si
produce un bene in quantità
maggiore e a un prezzo
inferiore:
il surplus del consumatore è
sicuramente inferiore nel
monopolio
Q
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
27
Economia Politica - Treviglio - 52021
Un confronto tra concorrenza e monopolio
È probabile che le configurazioni di costo in
concorrenza perfetta e in monopolio non siano
uguali:
„
„
Contro: i costi in monopolio possono essere
superiori per via della protezione derivante dalle
barriere all’entrata che non incentiva all’efficienza
Pro: i costi potrebbero essere superiori in
concorrenza perfetta se il monopolista fosse in
grado di sfruttare le economie di scala
Politica economica e monopolio naturale
„
Per ridurre i problemi prodotti dal monopolio, lo
Stato può intervenire in modo più o meno
rilevante:
„
Proprietà e gestione pubblica
„
Regolamentazione pubblica di monopoli privati
„
Appalto esclusivo
„
Norme antitrust
„
Laissez-faire
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
28
Economia Politica - Treviglio - 52021
Proprietà e gestione pubblica del monopolio
„
Nel caso di monopolio naturale sorge un conflitto fra
efficienza collettiva e interesse individuale del
monopolista:
„
„
„
La collettività richiede P = CMG
Il monopolista per non fallire deve avere P > CMG
perché nel monopolio naturale CMG < CME
La soluzione del conflitto si può raggiungere se lo
Stato acquista la proprietà dei settori in cui si
presenta il monopolio naturale. Lo Stato può imporre
P = CMG coprendo le perdite con altre entrate
Proprietà e gestione pubblica del monopolio
„
„
„
Problemi:
Questo tipo di soluzione può portare al sorgere di
inefficienze la cui gravità è paragonabile
all’inefficienza che si intendeva sanare
L’inefficienza implicata da questa soluzione prende in
nome di Inefficienza-X:
„
Si definisce come la mancanza di incentivi adeguati al
contenimento dei costi, con tendenza a comportamenti
opportunistici da parte dei lavoratori
(inefficienza tecnica: no max output dati input; inefficienza
allocativa: scelta errata K ed L dati i prezzi di K e L)
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
29
Economia Politica - Treviglio - 52021
Regolamentazione pubblica di monopoli privati
„
„
„
Lo Stato lascia la proprietà del settore in cui si manifesta il
monopolio naturale ai privati, impedisce però che questi fissino
discrezionalmente il prezzo.
Una forma di regolamentazione del prezzo può essere ottenuta
attraverso la fissazione di un tasso di rendimento che remunera
il capitale investito ed il suo rischio
Problema: lo Stato può non misurare correttamente il tasso di
rendimento efficiente (o di concorrenza perfetta).
„
„
Se tasso di rendimento regolamentato è maggiore del tasso di
rendimento efficiente, il monopolista ottiene extra-profitto
Se tasso di rendimento regolamentato è inferiore al tasso di
rendimento efficiente, il monopolista subisce perdite ed è
incentivato a diminuire la qualità del servizio offerto (male
maggiore)
Regolamentazione pubblica di monopoli privati
„
„
„
„
Problema: quando il tasso di rendimento regolamentato è
maggiore del tasso di rendimento efficiente
Si procede alla scelta di impianti inutilmente più costosi
Si attuano pratiche di sussidio incrociato, qualora il
monopolista abbia la possibilità di operare su mercati
separati (vendita in perdita nei mercati dove domanda è
più elastica, compensando con extra-profitto dei mercati
con domanda più rigida)
In ogni caso accumulazione eccessiva di K perché:
Π = (rr-rc)K
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
30
Economia Politica - Treviglio - 52021
Appalto esclusivo
„
„
„
Non necessariamente una condizione di monopolio implica
una condizione di non contendibilità (Demsetz 1968)
Lo Stato si limita a proporre una gara d’appalto che viene
vinta da chi offre condizioni migliori (prezzo minimo)
Problemi:
„
„
Definizione del contratto (va bene per servizi relativamente
semplici: antiincendio, ma non telecomunicazioni)
Passaggio delle reti di fornitura ogni volta che cambia il
vincitore della gara
Antitrust e Laissez-faire
„
„
Con la normativa antitrust lo Stato cerca di
limitare i danni prodotti dalla violazione della
concorrenza. Tuttavia è difficile discriminare
concretamente fra situazioni in cui la concentrazione
di mercato è determinata dalla necessità di contenere
i costi, da quelle lesive della concorrenza.
Con il laissez-faire lo Stato non interviene nel
mercato anche in presenza di monopolio naturale
nella convinzione che eventuale intervento porti
distorsioni superiori agli eventuali benefici
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
31
Economia Politica - Treviglio - 52021
Mercati contendibili
L’esistenza di una minaccia di concorrenza ha
un effetto simile alla concorrenza effettiva e
influenza la determinazione del prezzo e della
quantità di equilibrio
Un mercato è perfettamente contendibile
quando i costi di entrata e di uscita sono nulli
La concorrenza monopolistica
1.
2.
3.
Esiste un numero piuttosto elevato di
imprese
Esiste libertà di entrata-uscita
Il prodotto è differenziato
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
32
Economia Politica - Treviglio - 52021
Equilibrio di breve periodo
p
CMG
CME
pBP
RMG
QBP
DBP
Q
La condizione di massimo
profitto è RMG=CMG
L’extraprofitto è tanto più
elevato quanto meno
elastica è la domanda →
un’impresa con un prodotto
molto differenziato può
conseguire elevati
extraprofitti nel breve
periodo
Equilibrio di lungo periodo
L’esistenza di extraprofitti
incoraggia l’entrata di nuove
imprese nell’industria
La domanda delle imprese
già esistenti si riduce fino
all’azzeramento degli
extraprofitti (cioè fino a
quando la domanda non è
tangente al costo medio)
CMGLP
p
CMELP
pLP
DLP
RMG
QLP
Q
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
33
Economia Politica - Treviglio - 52021
Concorrenza non di prezzo
Le imprese che operano in concorrenza monopolistica
non si limitano a fissare il prezzo e l’output, ma
prendono decisioni anche su altre variabili che
costituiscono chiavi competitive strategiche (per
esempio):
„
„
Sviluppo del prodotto: offrire un prodotto
differenziato da quelli dei concorrenti, quindi un bene
caratterizzato da bassa elasticità
Pubblicità: una pubblicità efficace provoca un
aumento della domanda e la rende più anelastica
Un confronto tra concorrenza monopolistica e
concorrenza perfetta
1.
2.
Confronto tra equilibrio di lungo
periodo in un’industria in
concorrenza monopolistica e in
una perfettamente
concorrenziale nell’ipotesi di
uguaglianza delle configurazioni
di costo
in concorrenza monopolistica si
produce un bene in quantità
minore e a un prezzo superiore:
le imprese hanno un eccesso di
capacità produttiva
non viene minimizzato il CMELP
p
CMELP
pcpL
p2
pcmL
Q2
Q1
Q
Queste differenze si attenuano all’aumentare
dell’elasticità della domanda in concorrenza
monopolistica
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
34
Economia Politica - Treviglio - 52021
L’oligopolio
„
„
„
Si ha oligopolio quando:
poche imprese offrono un prodotto
si ha interdipendenza strategica tra le imprese
presenza di barriere all’entrata
Vi sono diversi tipi di oligopolio che implicano diversi
comportamenti delle imprese oligopoliste:
„
„
Le imprese possono offrire un prodotto omogeneo
oppure differenziato
Le imprese possono colludere oppure competere
Equilibrio in oligopolio collusivo
Un accordo collusivo formale è
noto come cartello. Le
imprese si accordano fissando
un prezzo che massimizza i
profitti congiunti. Esse poi si
suddividono il mercato tramite
l’assegnazione di quote (la cui
somma non può superare q1)
Poiché i cartelli sono spesso
considerati illegali, le imprese
ricorrono a collusione tacita
Dato dalla
somma dei costi
marginali dei
componenti
p
CMGcartello
p1
RMGindustria
Q1
Dindustria
Q
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
35
Economia Politica - Treviglio - 52021
Fattori che favoriscono la collusione
Presenza di un basso numero di imprese
I costi e le tecniche di produzione nell’industria sono
note
Le imprese hanno costi e tecniche di produzione simili
Le imprese producono beni simili
C’è un’impresa dominante
Esistono barriere all’entrata
Il mercato è stabile
Assenza di leggi contrarie alla collusione
„
„
„
„
„
„
„
„
Oligopolio non collusivo
„
„
Quando non è possibile colludere aumenta la probabilità che si
verifichi una concorrenza di prezzo
In realtà anche se c’è collusione ogni impresa subirà la
tentazione di rompere l’accordo riducendo il prezzo per vendere
oltre la quota assegnata
In questo caso si può scatenare la reazione delle altre imprese e
innescare di conseguenza una guerra di prezzo
Perché i prezzi nei mercati oligopolistici sono
sostanzialmente stabili?
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
36
Economia Politica - Treviglio - 52021
La curva di domanda a gomito
„
„
È probabile che riducendo
il prezzo un oligopolista
non guadagni quote di
mercato perché i rivali
faranno altrettanto nel
timore di perdere clienti
Al contrario alzando il
prezzo l’oligopolista
perderà molti clienti dal
momento che i suoi rivali
non lo seguiranno per
accaparrarsi parte della
sua quota di mercato
p
p1
D
q1
q
Modelli di oligopolio: Cournot
„
Modello di duopolio competitivo
„
Prodotto omogeneo
„
Variabile strategica: quantità prodotta
„
Comportamento del concorrente: il duopolista
considera data la quantità prodotta dal
concorrente
„
Domanda lineare
„
Costo marginale nullo
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
37
Economia Politica - Treviglio - 52021
Modelli di oligopolio: Cournot
Si parte da una funzione di domanda di mercato del tipo:
P = a - b (q1 + q2)
Si procede alla massimizzazione del profitto per impresa 1:
La curva di domanda per l’impresa 1, che considera data la
quantità prodotta dal concorrente è:
P1 = (a - bq2) - bq1
Questa funzione di domanda viene detta anche funzione di domanda
residuale perché il duopolista serve quella parte di mercato lasciata
libera dal concorrente
Modelli di oligopolio: Cournot
Per la massimizzazione del profitto l’impresa eguaglia CMG e
RMG. Poiché CMG è nullo per ipotesi, il max profitto si ottiene
in corrispondenza di RMG = 0
RMG1 = (a- bq2) - 2bq1
Esplicitando la quantità ottimale:
a − bq2
q =
2b
*
1
La curva che indica la quantità ottimale
prodotta dall’impresa considerando data
la quantità prodotta dai concorrenti
prende il nume di funzione di reazione
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
38
Economia Politica - Treviglio - 52021
Modelli di oligopolio: Cournot
p
q1= 0
Rappresentazione del
comportamento dell’impresa 1
dato il comportamento
dell’impresa 2
a
a - bq2
p1* = (a - bq2)/2
q2
RMG1
D
q1* = (a - bq2)/2b
Q
Modelli di oligopolio: Cournot
Anche l’impresa 2 procederà alla massimizzazione del profitto
in modo analogo all’impresa 1:
P2 = (a – bq1) – bq2
RMG2 = (a- bq1) - 2bq2
q2* =
a − bq1
2b
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
39
Economia Politica - Treviglio - 52021
Modelli di oligopolio: Cournot
Determinazione dell’equilibrio di mercato:
Poiché le imprese sono identiche per tipologia di costi e tipo di
prodotto offerto, si divideranno in parti uguali il mercato,
producendo ciascuna la metà dell’intero prodotto offerto
Formalmente: q1* = q2*
q* =
a − bq *
2b
q* =
a
3b
Q* = q1* + q2* =
⎛ 2a ⎞
P = a − b⎜ ⎟
⎝ 3b ⎠
P = a - b (q1 + q2)
P* =
2a
3b
a
3
Modelli di oligopolio: Cournot
q1
a/b
Funzione di reazione
Impresa 2
La dimostrazione
dell’ottimalità di questa
soluzione si può
derivare anche dallo studio
delle funzioni di reazione
a/2b
q*1=a/3b
Funzione di reazione
Impresa 1
a/2b
a/b
q2
q*2=a/3b
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
40
Economia Politica - Treviglio - 52021
Modelli di oligopolio: Bertrand
„
Modello di duopolio competitivo
„
Prodotto omogeneo
„
Variabile strategica: prezzo
„
Comportamento del concorrente: il duopolista
considera dato il prezzo praticato dal concorrente
„
Domanda lineare
„
Costo marginale nullo
Modelli di oligopolio: Bertrand
Il modello di Bertrand implica una soluzione d’equilibrio
decisamente differente da quella di Cournot
„
„
La domanda che sorge spontanea è:
per quale motivo l’equilibrio di Bertrand e quello di
Cournot dovrebbero essere diversi visto che esiste
una corrispondenza biunivoca fra prezzi e quantità
lungo le curve di domanda di mercato?
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
41
Economia Politica - Treviglio - 52021
Modelli di oligopolio: Bertrand
Si parte da una funzione di domanda di mercato del tipo:
P = a - b (q1 + q2)
Si procede alla massimizzazione del profitto per impresa 1:
La curva di domanda per l’impresa 1, che considera dato il
prezzo praticato dal concorrente è:
0
P1 > P2
P = a – b (q1 + q2)
P1 = P2
q1 = q2
P1 = a - bq1
P1 < P2
q1 >1/2Q
Modelli di oligopolio: Bertrand
Anche l’impresa 2 procederà alla massimizzazione del profitto
in modo analogo all’impresa 1. Ciò significa che sarà indotta
a praticare un prezzo di poco inferiore a quello del concorrente
L’equilibrio di mercato si raggiunge al limite con P = CMG,
ossia quando il prezzo si annulla
q1* = q2* =
a
2b
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
42
Economia Politica - Treviglio - 52021
Modelli di oligopolio: Stackelberg
„
„
„
„
Modello di duopolio competitivo
Prodotto omogeneo
Variabile strategica: quantità prodotta
Comportamento delle imprese: una impresa si
comporta da leader e l’altra da follower. Il
leader decide quanto produrre ipotizzando che il
follower si comporti come nel modello di Cournot
„ Domanda lineare
„ Costo marginale nullo
Modelli di oligopolio: Stackelberg
Si parte da una funzione di domanda di mercato del tipo:
P = a - b (q1 + q2)
Si procede alla massimizzazione del profitto per impresa 1:
La curva di domanda per l’impresa 1, viene derivata in questo
caso “incorporando” la funzione di reazione dell’impresa 2 che
per ipotesi si comporta come nel modello di Cournot
P1 = a – b(q1 + R2(q1))
a − bq1 ⎞ a − bq1
⎛
P1 = a − b⎜ q1 +
⎟=
2b ⎠
2
⎝
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
43
Economia Politica - Treviglio - 52021
Modelli di oligopolio: Stackelberg
Per la massimizzazione del profitto l’impresa eguaglia CMG e
RMG. Poiché CMG è nullo per ipotesi, il max profitto si ottiene
in corrispondenza di RMG = 0
RMG1 = (a/2 – bq1)
Esplicitando la quantità ottimale:
q1* =
a
2b
p1* =
a
4
Modelli di oligopolio: Stackelberg
L’impresa 2 massimizza il profitto considerando dato l’output
dell’impresa 1
Contrariamente a quanto accade nel modello di Cournot,
la scelta produttiva dell’impresa 2 non modifica ulteriormente
la scelta dell’impresa 1 (come sarebbe ovvio aspettarsi dalla
lettura della funzione di reazione) perché l’impresa 1 si rende
conto che ciò porterebbe ad una continua revisione fino al
raggiungimento dell’equilibrio di Cournot (dove il profitto
sarebbe inferiore)
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
44
Economia Politica - Treviglio - 52021
Modelli di oligopolio: Stackelberg
q1
Leader Impresa 1: offre a/2b
Follower Impresa 2: offre a/4b
Funzione di reazione
Impresa 2
a/b
Nel modello di Cournot
Impresa 1 a questo punto
offrirebbe 3a/8b, invece
nel modello di Stackelberg
resta ad a/2b
q*1=a/2b
3a/8b
Funzione di reazione
Impresa 1
q*2=a/4b
a/2b
q2
a/b
Confronto tra modelli di oligopolio
Modello
Output di
mercato
Prezzo di
mercato
Profitto industria
Collusione
Qm = a/2b
Pm = a/2
Πm = a2/(4b)
Cournot
2a/3b = 4/3 Qm a/3 = 2/3 Pm 2a2/(9b)=(8/9)Πm
Stackelberg
3a/4b =3/2 Qm
a/4 =½ Pm
3a2/(16b)=(3/4)Πm
Bertrand
a/b = 2 Qm
0
0
Concorrenza
perfetta
a/b= 2 Qm
0
0
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
45
Economia Politica - Treviglio - 52021
Confronto tra modelli di oligopolio
p
P = a – bQ
CMG = 0
Collusione
Pm = a/2
Cournot
PC = a/3
Stackelberg
PS = a/4
0
RMG
D
Qm = a/2b
Bertrand
Concorrenza perfetta
2 Qm
Q
4/3 Qm
3/2 Qm
La teoria dei giochi: perché è utile?
Se i modelli di oligopolio sono ugualmente plausibili in
teoria, quale verrà scelto effettivamente dai produttori?
Non tutti i modelli di oligopolio portano ad una
definizione dell’equilibrio che è sostenibile effettivamente
La teoria dei giochi aiuta a discriminare fra soluzioni teoriche
apparentemente plausibili, ma instabili e soluzioni di equilibrio
stabili
infatti…
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
46
Economia Politica - Treviglio - 52021
La teoria dei giochi: definizione
Gioco è sinonimo di interazione strategica: ossia
rendere esplicito il fatto che il comportamento di un
individuo è influenzato dal comportamento altrui
La teoria dei giochi è utile alla scienza economica
perchè studia con approccio formale l’interazione
strategica tra due o più soggetti, definendo le condizioni
che portano alla soluzione di giochi specifici
La teoria dei giochi e la scienza economica
In altri termini…
La teoria dei giochi studia particolari forme di gioco definendone
analiticamente le possibili soluzioni (equilibri).
La teoria economica si occupa di risolvere problematiche connesse
all’efficienza e/o all’equità delle allocazioni delle risorse, ma la
definizione analitica delle scelte “ottimali” può essere alquanto
difficoltosa
La teoria dei giochi è utile alla scienza economica quando è possibile
ricondurre una data situazione empirica (che costituisce il punto di
partenza dell’indagine economica) può essere ricondotta per analogia
ad un gioco di cui esiste la soluzione.
Se tale analogia è plausibile il problema economico si risolve semplicemente
applicando alla situazione indagata, la soluzione del gioco opportuno.
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
47
Economia Politica - Treviglio - 52021
Elementi distintivi di un gioco
Ogni gioco è definito da alcuni elementi caratterizzanti
Numero dei giocatori
Informazioni “generali”
Regole
L’informazione può essere
limitata o completa
ƒ Possibili azioni da compiere
ƒ Conseguenze (o payoff)
Con o senza
distribuzioni
di probabilità
Strategie
di gioco
Obiettivo
La rappresentazione del gioco
Ogni gioco può essere rappresentato in almeno una fra due
forme alternative:
Giocatori e ordine di gioco
Insiemi informativi / scelte
Conseguenze (o payoff) condizionali alle scelte
Eventuali probabilità
Forma estensiva
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Forma normale
ƒ Giocatori
ƒ Strategie di gioco
ƒ Payoff
Di norma in forma
tabellare
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
48
Economia Politica - Treviglio - 52021
La rappresentazione del gioco
(esemplificazione)
Dilemma del prigioniero in forma estesa
Senza incertezza
1
Confessa
Non confessa
2
2
Non confessa
Confessa
1: 30 anni
2: 8 anni
1: 8 anni
2: 30 anni
1: 15 anni
2: 15 anni
Non confessa
Confessa
1: 5 anni
2: 5 anni
La rappresentazione del gioco
(esemplificazione)
Dilemma del prigioniero in forma estesa
Con incertezza
1
Confessa
πc = 0,35
Non confessa
πnc = 0,65
2
Confessa
πc = 0,60
1: 15 anni
2: 15 anni
2
Non confessa
πnc = 0,40
1: 8 anni
2: 30 anni
Confessa
πc = 0,60
1: 30 anni
2: 8 anni
Non confessa
πnc = 0,40
1: 5 anni
2: 5 anni
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
49
Economia Politica - Treviglio - 52021
La rappresentazione del gioco
(esemplificazione)
Dilemma del prigioniero in forma normale (senza incertezza)
Giocatore 1
Giocatore 2
Confessa
Non
Confessa
Confessa
Non
confessa
1:
2:
1:
2:
1:
2:
1:
2:
15 anni
15 anni
8 anni
30 anni
30 anni
8 anni
5 anni
5 anni
Tassonomia della teoria dei giochi (tipi di gioco)
Comportamento giocatori
Competitivi
Cooperativi
Sequenza di gioco
Mosse simultanee
Sequenziali
Risultato
A somma nulla
A somma non nulla
Ripetizione del gioco
Mossa unica (one-shot) o senza punizione
Ripetuti n volte con “trigger strategy” (o
punizione)
Ripetuti all’infinito con “trigger strategy” (o
punizione)
Estensione informazione
Con strategie pure Æ Equilibrio di Nash
Con strategie miste Æ Equilibrio Bayesiano
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
50
Economia Politica - Treviglio - 52021
La teoria dei giochi: come si gioca
Definizione delle regole (o set informativo)
Eliminazione delle strategie dominate
Determinazione dell’equilibrio
(che dipende dal tipo di gioco)
A che gioco stiamo
giocando?
Elimino tutte le scelte
palesemente svantaggiose
One-shot: Equilibrio di Nash
Ripetuti n volte: Equilibrio di Nash o di Bayes
con backward induction
Ripetuti all’infinito: Possibilità di equilibri multipli (dipende da fattore
di sconto). Si cerca equilibrio di Nash in ogni passo (subgame perfection)
(Le condizioni per esistenza dell’equilibrio sono assicurate da Folk’s Theorem)
L’equilibrio di Nash
Un insieme di strategie costituisce un equilibrio di Nash se,
date le azioni dei rivali, il giocatore non può incrementare la
sua vincita scegliendo un’azione diversa da quella di equilibrio
Esempio: abbiamo due imprese: i=1,2 con profitto definito da:
Π i (ai , a j )
Equilibrio di Nash
dove:
ai = azione dell’impresa i
aj = azione del rivale
ai*, aj* = azione d’equilibrio
Πi (ai* , a*j ) ≥ Πi (ai , a*j )
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
51
Economia Politica - Treviglio - 52021
Rilevanza dell’equilibrio di Nash
L’equilibrio di Nash è particolarmente rilevante perché
sostanzialmente si estende a tutti i tipi di gioco, siano essi
dinamici o con informazione incompleta
Nei giochi dinamici si utilizzerà il meccanismo di backward induction:
per conoscere la strategia ottima al tempo t, devo sapere che cosa accadrà
in (t+1), ma la strategia ottima in (t+1) dipende da ciò che accadrà in (t+2),
che dipende da (t+3)…
Identifico la strategia ottimale in (t+n) o equilibio di Nash, quindi la utilizzo
per determinare la strategia ottimale in (t+n-1), fino a risalire al tempo t.
Nei giochi ad informazione incompleta si utilizzerà una versione
probabilistica della nozione d’equilibrio. Questo tipo di equilibrio
è detto bayesiano, ma può essere ricondotto all’equilibrio di Nash
Equilibrio di Nash e funzioni di reazione
Esempio: abbiamo due imprese: i=1,2 con profitto definito da:
Π i (ai , a j )
Se la funzione di profitto è continua e differenziabile 2 volte, le condizioni
del primo e del secondo ordine per equilibrio di Nash sono rispettivamente:
∂Π i * *
(ai , a j ) = 0
∂ai
∂Π i
(ai* , a *j ) ≤ 0
∂ai ∂ai
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
52
Economia Politica - Treviglio - 52021
Equilibrio di Nash e funzioni di reazione
Ricordiamo che la funzione di reazione definisce l’azione migliore
da compiere data l’azione del rivale:
Ri (a j )
⎧ ∂Π1 * *
(a1 , a2 ) = 0
⎪
⎪ ∂a1
⎨ 2
⎪ ∂Π (a1* , a2* ) = 0
⎪⎩ ∂a2
∂Π i
( Ri (a j ), a *j ) = 0
∂ai
⎧ a1* = R1 (a2* )
⎨ *
*
⎩a2 = R2 (a1 )
Soluzione in termini
di funzioni di reazione
Soluzione di Nash
Applicazione del gioco ad un problema
economico
„
„
Abbiamo studiato una serie di possibilità
teoriche relativamente all’equilibrio dei
mercati oligopolistici
Quale sarà l’equilibrio che
effettivamente si instaura sul mercato?
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
53
Economia Politica - Treviglio - 52021
Applicazione del gioco ad un problema
economico (competizione per quantità)
„
„
Se le condizioni di mercato sono quelle ipotizzate nel
modello di Cournot
Tale modello può essere ricondotto ad un gioco tipo:
dilemma del prigioniero non ripetuto con mosse
simultanee
„
L’equilibrio in questo gioco esiste ed è unico
„
L’equilibrio di Cournot è un equilibrio di Nash
„
Nel modello di Cournot la collusione non può mai
costituire una soluzione d’equilibrio (perché la
collusione non è un equilibrio di Nash)
Applicazione del gioco ad un problema
economico (competizione di prezzo)
„
„
Se le condizioni di mercato sono quelle ipotizzate nel
modello di Bertrand
Tale modello può essere ricondotto ad un gioco tipo:
dilemma del prigioniero non ripetuto con mosse
simultanee
„
L’equilibrio in questo gioco esiste ed è unico
„
L’equilibrio di Bertrand è un equilibrio di Nash
„
Nel modello di Bertrand la collusione non può mai
costituire una soluzione d’equilibrio (perché la
collusione non è un equilibrio di Nash)
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
54
Economia Politica - Treviglio - 52021
Applicazione del gioco ad un problema
economico (competizione per quantità)
„
„
Se le condizioni di mercato sono quelle ipotizzate nel
modello di Stackelberg
Tale modello può essere ricondotto ad un gioco tipo:
dilemma del prigioniero non ripetuto con mosse
sequenziali
„
L’equilibrio in questo gioco esiste ed è unico
„
L’equilibrio di Stackelberg è un equilibrio di Nash
„
Nel modello di Stackelberg la collusione non può mai
costituire una soluzione d’equilibrio (perché la
collusione non è un equilibrio di Nash)
Applicazione del gioco ad un problema
economico (competizione dinamica)
„
„
„
„
Nella realtà la competizione sui mercati oligopolistici
implica una interazione ripetuta fra le imprese
Ciò significa che occorre prendere in considerazione
modelli dinamici
Passando ad un contesto dinamico, i giochi applicabili
sono quelli ripetuti
Nei contesti dinamici “sopravvivono” gli equilibri di
Cournot e Stackelberg (che implicano competizione
per quantità) ma non quello di Bertrand (perché viola
condizione di equilibrio di Nash)
(quindi la teoria dei giochi serve a dare una spiegazione rigorosa del
perché le imprese oligopolistiche non scelgono la competizione di prezzo)
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
55
Economia Politica - Treviglio - 52021
La soluzione del gioco (esemplificazione)
Impresa X
Impresa Y
pX = 2
pX =1,80
pY = 2
10, 10
12, 5
py = 1,80
5, 12
8, 8
Sia X che Y possono fissare un prezzo pari a 2 o a 1,80.
Nella tabella sono riportati i profitti conseguiti (payoffs)
nelle due ipotesi rispettivamente da X e da Y.
La soluzione del gioco (esemplificazione)
„
Cerchiamo di individuare per ciascuna impresa la
strategia migliore data una congettura razionale sul
comportamento della rivale
Strategia maximin: massimizza il payoff minimo
nel nostro esempio entrambe le imprese decideranno di
abbassare il prezzo a 1,80, ottenendo il payoff (8, 8)
„
Strategia maximax: massimizza il payoff massimo
nel nostro esempio entrambe le imprese decideranno di
abbassare il prezzo ottenendo il payoff (8, 8)
Entrambe le strategie conducono allo stesso risultato
→ il payoff (8, 8) è detto equilibrio in strategie
dominanti
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
56
Economia Politica - Treviglio - 52021
La teoria dei giochi
Sarebbe stato possibile colludere per ottenere il payoff
(10, 10).
Ma in questo caso per entrambe le imprese ci sarebbe
stato l’incentivo a tradire l’accordo per ottenere un
payoff superiore
(c) AnnaMaria Grazia Variato 2008
57
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