PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

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Allegato al Decreto DG
PIANO TRIENNALE AZIENDALE
2016-2018
PER LA PREVENZIONE
DELLA CORRUZIONE
E PER LA TRASPARENZA
- Legge 06.11.2012, n.190 4° Aggiornamento
Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
Indice
Premessa
PARTE PRIMA
Normativa
Soggetti e adempimenti
Misure e strumenti
Responsabilità e sanzioni
Disposizioni finali
PARTE SECONDA
Attività svolta negli anni 2013-2014- 2015
Mappatura del rischio corruzione al 31.12.2015
Pianificazione triennale dell’attività: 2016 – 2017 – 2018
PARTE TERZA
Trasparenza ed Integrità
Premessa
La legge 190/2012 - Disposizioni urgenti per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità
nella pubblica amministrazione –introduce strumenti per la prevenzione e repressione del fenomeno corruttivo,
individuando i soggetti chiamati ad adottare misure di controllo finalizzate a monitorare e prevedere i fenomeni
di corruzione.
L’Azienda Ulss 18 di Rovigo riconosce e fa proprie le finalità di prevenzione della corruzione ritenendole parte
essenziale per il perseguimento della mission aziendale e delle funzioni istituzionali.
Definizione di corruzione
L’estensione del concetto di corruzione, come definito dal Dipartimento della Funzione Pubblica con la
Circolare 1/2013 e ripreso dal Piano Nazionale Anticorruzione nonché dal suo aggiornamento, avvenuto con
Determinazione ANAC n. 12 del 28.10.2015, favorisce una lettura appropriata dell’azione preventiva in capo
all’Azienda Ulss.
Il concetto di corruzione è un concetto ampio, che comprende, non solo il reato della corruzione o il
complesso dei reati contro la pubblica amministrazione, ma il fenomeno che “coincide con la maladministration
intesa come assunzione di decisioni (di assetto di interessi a conclusione di procedimenti, di determinazioni di
fasi interne a singoli procedimenti, di gestione di risorse pubbliche) devianti dalla cura dell’interesse generale
a causa del condizionamento improprio da parte di interessi particolari. Occorre cioè avere riguardo ad atti e
comportamenti che, anche se non consistenti in specifici reati, contrastano con la necessaria cura
dell’interesse pubblico e pregiudicano l’affidamento dei cittadini nell’imparzialità delle amministrazioni e dei
soggetti che svolgono attività di pubblico interesse”.
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
Le misure di prevenzione hanno quindi l’obiettivo strategico di:
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ridurre la possibilità che si manifestino casi di corruzione;
aumentare la capacità del sistema aziendale di intercettare e prevenire casi di corruzione;
creare un contesto sfavorevole alla corruzione;
favorire il miglioramento del sistema, valorizzando i principi fondamentali di eguaglianza, trasparenza,
fiducia nelle istituzioni, di legalità e imparzialità dell’azione pubblica.
La diffusione di una cultura dell’etica sta alla base di ogni azione e di ogni controllo. E’ per questo necessario
privilegiare l’aspetto formativo dei dipendenti, per diffondere, sensibilizzare e formare stili professionali e
comportamenti congrui ed eticamente supportati.
L’Azienda Ulss 18 di Rovigo considera il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e per la
Trasparenza lo strumento attraverso cui s’impegna a sistematizzare un processo finalizzato al raggiungimento
dei suddetti obiettivi.
A partire dall’anno 2013, con l’approvazione, con la graduale realizzazione e con gli aggiornamenti del Piano
Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza sono state recepite ed attualizzate le
iniziative di prevenzione stabilite dalla normativa in materia. In particolare è iniziata un’analisi
dell’organizzazione e delle sue regole per individuare il rischio di esposizione al fenomeno corruttivo, attivando
azioni capaci di ridurlo.
Il P.T.P.C. (Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione) che nell’Azienda Ulss 18 comprende
un’apposita sezione per la “Trasparenza e l’integrità”, si configura come uno strumento base dinamicamente
proiettato verso il perseguimento degli obiettivi posti e non rappresenta un’attività conclusa e finalizzata a se
stessa. Esso diventa il riferimento applicativo per l’attivazione di misure di intervento per la mitigazione del
rischio corruzione e per la trasparenza, a disposizione dei soggetti interni chiamati alla programmazione a
all’applicazione delle misure stesse.
Il Piano Triennale di prevenzione corruzione risponde alle previsioni indicate dall’art.1 comma 9 della Legge
190/2012 ed inoltre sviluppa interventi nelle seguenti materie:
trasparenza: individua specifici obblighi di trasparenza, coordinandone le attività, secondo quanto disposto dal
Decreto Legislativo 14.03.2013 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e
diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
Codice Comportamento: definisce e raccorda le misure in base alle disposizioni del D.P.R. 16.04.2013 n.62
“Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici a norma dell’art. 54 del Decreto
Legislativo 30.03.2001 n.165”;
incarichi: prevede l’osservanza delle norme in materia di incarichi secondo quanto previsto dalla normativa e
ne monitora l’attuazione;
formazione: programma interventi di formazione da estendere alla dirigenza e a tutti i dipendenti per favorire la
conoscenza delle norme sulla prevenzione della corruzione, sulla trasparenza e sull’integrità;
rischio corruzione: individua gli ambiti di attività a più elevato rischio di corruzione, in collaborazione con i
dirigenti coinvolgendone l’impegno per prevenire con misure adeguate;
rotazione: indica le procedure per selezionare e formare i dipendenti chiamati ad operare nei settori
particolarmente esposti alla corruzione, prevedendo eventuale rotazione dei dirigenti o funzionari introducendo
misure per evitare sovrapposizione di funzioni o cumuli di incarichi in capo ai dirigenti;
procedimenti amministrativi: monitora il rispetto dei termini previsti dalla legge o dai regolamenti per la
conclusione dei procedimenti;
rapporti e interessi con l’amministrazione: attiva l’applicazione delle verifiche sui rapporti tra l’amministrazione
e i soggetti che con la stessa stipulano contratti e che sono interessati a procedimenti di autorizzazione,
concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di
parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i
dipendenti e i dirigenti dell’Azienda
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
Normativa
Il contesto nel quale le strategie e le iniziative sull’anticorruzione sono adottate è quello tracciato dalle norme
nazionali ed internazionali in materia, a partire dalla Convenzione dell’ONU contro la corruzione, adottata
dall’Assemblea Generale il 31/10/2003 con risoluzione 58/4 firmata dallo Stato italiano il 9/12/2003 e ratificata
il 3/8/2009 con legge in pari data, n. 116, che impegna ogni Stato ad elaborare ed applicare politiche efficaci di
prevenzione e contrasto della corruzione.
Il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea riservano una rilevante attenzione alla materia, con l’adozione di
successive linee guida e convenzioni.
Con la legge 190/2012 - Disposizioni urgenti per la prevenzione e la repressione della corruzione e
dell’illegalità nella pubblica amministrazione – lo Stato Italiano introduce numerosi strumenti per la
prevenzione e repressione del fenomeno corruttivo, individuando i soggetti preposti ad adottare iniziative in
materia.
D.Lgs. n. 150 del 27/10/2009 “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della
produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni” e s.m.i.
Delibere ANAC (Autorità Nazionale Nazionale Anticorruzione) sulla trasparenza e l’integrità - anni 2010,
2012, 2013, 2014, 2015
Legge 6 novembre 2012, n.190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e
dell’illegalità nella pubblica amministrazione” ;
Circolare n.1 del 25/1/2013 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica;
Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (istituito con d.p.c.m. 16/1/2013) per la predisposizione, da
parte del Dipartimento della funzione pubblica, del Piano nazionale anticorruzione di cui alla legge 6 novembre
2012, n.190;
DPR 62 del 16/04/2013 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici a norma
dell’art. 54 del Decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001”
Piano Nazionale Anticorruzione approvato con Delibera 72 dell’11.09.2013 dell’Anac Autorità Nazionale
Anticorruzione
Decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33, vigente dal 20 aprile 2013, “Riordino della disciplina riguardante gli
obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”
D.Lgs. 8 aprile 2013 n.39 “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le
pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49
e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190”
Determinazione ANAC n. 12 del 28.10.2015, “Aggiornamento 2015 Piano Nazionale Anticorruzione”.
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
Soggetti e adempimenti
Soggetti a livello nazionale
In base alla nuova legge, le strategie di prevenzione e contrasto derivano dall’azione sinergica di tre soggetti:
 Comitato Interministeriale con il compito di fornire indirizzi attraverso l’elaborazione di Linee guida, per
la designazione del P.N.A. (Piano Nazionale Anticorruzione);
 Dipartimento della Funzione Pubblica, come soggetto promotore e coordinatore delle attività di
attuazione;
 A.N.A.C. che, in qualità di Autorità Nazionale Anticorruzione svolge funzioni di raccordo con le altre
autorità ed esercita poteri di vigilanza e controllo per la verifica dell’efficacia delle misure di
prevenzione adottate dalle amministrazioni nonché sul rispetto della normativa in materia di
trasparenza.
Soggetti a livello aziendale
A livello aziendale i soggetti attori delle misure e dell’attuazione delle leggi in materia, sono i seguenti:
 Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza.
 I Referenti della prevenzione corruzione sono: i Direttori delle strutture complesse amministrative e
tecniche; i Direttori di macro area: Distretto, Ospedale, Prevenzione, Salute Mentale, Dipendenze.
 Altri Dirigenti e i Dipendenti.
Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza: compiti/responsabilità e sanzioni
1. definire il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza ogni anno entro il
31 gennaio e sottoporlo all’approvazione del Direttore Generale dell’Azienda ai sensi art.1, comma 5,
9 e 10 L. 190/2013;
2. formalizzare ai Dirigenti di UOC, UOSD e UOS di ogni servizio aziendale copia del Piano;
3. vigilare sull’attuazione, osservanza e funzionamento del Piano, ai sensi art.1, comma 10 della
medesima legge nonchè proporre la modifica dello stesso quando sono accertate significative
violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell'organizzazione o nell'attivita'
dell'amministrazione;
4. verifica ed eventualmente aggiorna il Codice di Comportamento dell’Azienda entro il 31 gennaio di
ogni anno;
5. individua le aree a rischio corruzione (mappatura), revisiona con cadenza annuale i processi mappati
e le misure di prevenzione previste
6. vigila e aggiorna il livello di trasparenza dell’azienda ed è responsabile dell’accesso civico.
Nel caso in cui, nello svolgimento della sua attività, il Responsabile della prevenzione della corruzione e per la
Trasparenza riscontri dei fatti che possano presentare una rilevanza disciplinare deve darne tempestiva
informazione al dirigente, direttore di UOC, UOSD e UOS, preposto all’ufficio a cui il dipendente è addetto e
all’ufficio procedimenti disciplinari affinchè possa essere avviata con tempestività l’azione disciplinare.
Ove riscontri dei fatti suscettibili di dar luogo a responsabilità amministrativa, deve presentare tempestiva
denuncia alla competente procura della Corte dei conti per le eventuali iniziative in ordine all’accertamento del
danno erariale (art.20 D.P.R. n. 3 del 1957 ; art. 1 , comma 3 , l. n. 20 del 1994).
Ove riscontri fatti che rappresentano notizia di reato, deve presentare denuncia alla Procura della Repubblica
o ad un ufficiale di polizia giudiziaria con le modalità previste dalla legge (art. 331 c.p.p.) e deve darne
tempestiva informazione all’Autorità nazionale anticorruzione.
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
A fronte dei compiti attribuiti, la legge prevede delle consistenti responsabilità per il caso di inadempimento del
Responsabile per la prevenzione della corruzione, per il caso di mancata predisposizione del Piano e di
mancata adozione delle misure per la formazione dei dipendenti, che si configura come responsabilità
dirigenziale.
Secondo quanto previsto poi dal comma 13 della L. 190/2012 “La sanzione disciplinare a carico del
responsabile individuato non può essere inferiore alla sospensione dal servizio con privazione della
retribuzione da un minimo di un mese ad un massimo di sei mesi”.
Referenti della prevenzione
Sono considerati Referenti della prevenzione della corruzione i direttori e i responsabili delle strutture
dell’azienda che maggiormente debbono contribuire all’applicazione e alla gestione del rischio corruzione.
Tutti i Direttori dei servizi amministrativi e tecnici (UOC UOSD e UOS) sono considerati Referenti per la natura
delle aree dagli stessi dirette; inoltre i Direttori di macrostruttura sono chiamati alla realizzazione degli obiettivi
in materia di anticorruzione per l’ampia competenza esercitata sulle diverse articolazioni dei servizi aziendali.
Essi verificano la corretta applicazione del piano di prevenzione corruzione e trasparenza e affiancano
collaborando attivamente con il Responsabile prevenzione corruzione, attraverso la formulazione di proposte
concrete per l’analisi dei processi, per l’individuazione delle misure del trattamento del rischio e per creare le
condizioni interne all’organizzazione per la buona amministrazione ed inoltre per tutti i controlli che riguardano la
realizzazione delle misure dichiarate.
La responsabilità è di tipo dirigenziale, secondo le norme vigenti.
Compiti dei Referenti
o monitorano il rispetto dei tempi procedimentali (fondamentale indicatore del corretto funzionamento e
rispetto delle norme in materia di prevenzione della corruzione), secondo le modalità già disposte
dalla struttura di competenza ed indicano i motivi degli eventuali ritardi.
o entro il 30 novembre di ogni anno propongono al Responsabile della prevenzione della corruzione i
nomi dei dipendenti da inserire nel programma di formazione
o hanno l’obbligo di inserire nei bandi di gara le clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di
integrità (art. 1, comma 17, legge n. 190/2012). I medesimi debbono attestare al Responsabile della
prevenzione della corruzione, nella relazione di cui al comma successivo, il rispetto del presente
obbligo.
o presentano al Responsabile della prevenzione della corruzione, entro il 30 novembre di ogni anno,
una relazione dettagliata:
-
sulle attività poste in essere in merito all’attuazione effettiva delle regole di legalità ed integrità del
presente Piano;
su qualsiasi anomalia accertata, costituente la mancata attuazione del presente Piano, specificando le
azioni eventualmente adottate per eliminarle oppure proponendo al Responsabile della prevenzione
della corruzione azioni di correzione,
o monitorano con cadenza annuale, anche con controlli sorteggiati a campione tra i dipendenti adibiti
alle attività a rischio di corruzione disciplinate nel presente Piano (almeno il 10%), i rapporti aventi
maggior valore economico tra l’Azienda e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono
interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari,
gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell’Azienda.
o presentano al Responsabile della prevenzione della corruzione, entro il 30 novembre di ogni anno, il
piano di forniture di beni, servizi, lavori da appaltare nei successivi dodici mesi, avendo cura di attivare
le procedure di selezione, secondo le modalità indicate dal D. Lgs. n. 163/2006, con congruo anticipo
rispetto la scadenza dei contratti aventi per oggetto la fornitura di beni, servizi, lavori.
Altri Dirigenti e i Dipendenti
Tutto il personale è tenuto all’osservanza delle norme anticorruzione e le unità operative forniscono il loro
apporto collaborativo al Responsabile della prevenzione della corruzione, per l’attuazione del presente Piano,
nella considerazione che l’art.1 comma 14 della legge 190/2012 prevede che “la violazione, da parte dei
dipendenti dell’amministrazione, delle misure di prevenzione previste dal piano costituisce illecito disciplinare”.
Le norme sanzionatorie sono quelle vigenti per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, previsti dal D.Lgs
165/2001 e s.m.i., dalle norme contrattuali e dal codice di comportamento adottato con DDG n. 42 del 28
gennaio 2014.
Raccordo tra Responsabile della prevenzione della corruzione e per la trasparenza e gli altri organi e figure presenti
nell’amministrazione.
Lo svolgimento del ruolo di impulso che la legge affida al Responsabile della prevenzione della corruzione
richiede che:
 l’organizzazione sia resa trasparente, con evidenza delle responsabilità per procedimento, processo e
prodotto;
 le strutture organizzative siano, oltre che coordinate tra loro, rispondenti all’input ricevuto.
Tutte le articolazioni dell’organizzazione aziendale svolgono un importante ruolo nel prevenire fenomeni
corruttivi e di malfunzionamento dei servizi, talché anche singole figure professionali che svolgono ruoli
intermedi e di coordinamento debbono farsi carico del miglioramento della qualità dei servizi e del benessere
organizzativo che da tali iniziative sarebbe indubbiamente prodotto.
Le singole strutture, semplici e complesse, dovranno utilizzare gli strumenti della trasparenza e dell’integrità
come strategie di crescita e sviluppo per delineare nuovi obiettivi organizzativi e individuali.
Individuazione delle attività a rischio corruzione e misure di contenimento.
Per l’elaborazione del presente Piano Triennale si è partiti dall’analisi dell’organizzazione e delle funzioni
assegnate alle UOC, UOSD e UOS, previste nell’Atto Aziendale, vigente dall’anno 2014 e successive
modifiche ed integrazioni, al fine di poter garantire un contenuto minimo di partenza, su cui articolare il Piano
stesso.
Nell’ambito delle aree di attività aziendali, nei settori amministrativo, sanitario e socio-sanitario, le aree attività
di competenza dell’Azienda Ulss 18, ritenute potenzialmente più esposte o sensibili al “rischio corruzione”,
sono state definite secondo il seguente metodo:
 mappatura dei processi attuati dall’azienda;
 valutazione del rischio per ciascun processo;
 trattamento del rischio.
La mappatura dei processi viene effettuata nella aree di rischio individuate dall’art.1, comma 16 della legge
190/2012 e raccogliendo le proposte dei dirigenti, elaborate nell’esercizio delle competenze previste dall’art.
16, comma 1, lettera a-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2011 n.165.
Ai sensi della legge 190/12 vanno considerati principalmente i seguenti processi:
o concorsi e prove selettive per assunzione del personale e progressioni di carriera di cui all’art. 24 del
decreto legislativo 150 del 2009
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
o autorizzazioni o concessioni
o scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità
di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture di cui
al decreto legislativo 12 aprile 2006 n.163. (In questo contesto è fatto obbligo esplicito assicurare che
le stazioni appaltanti prevedano negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto
delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione
dalla gara (art. 1 comma 17 Legge 190/2012).
o concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di
vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati
L’allegato 1 riporta il Registro del Rischio Corruzione aggiornato al 31.12.2015.
Ulteriori e dettagliate integrazioni saranno oggetto di analisi e successivo inserimento nell’anno 2016.
Si consideri, peraltro, che trattasi di settori già disciplinati da una specifica normativa di settore “a monte”, che
prevede una serie di adempimenti, in capo all’amministrazione, finalizzati a garantire la trasparenza, la
tracciabilità e la correttezza delle procedure, attribuendo al dirigente o al funzionario preposti sanzioni
amministrative e individuando correlati profili di responsabilità di natura amministrativo-contabile nel caso di
mancato o inadeguato adempimento.
L’Azienda ha adottato una normativa interna, che va integrata con l’attività di mappatura del rischio di
corruzione, volta ad assicurare un regolare svolgimento della prassi amministrativa degli adempimenti e delle
funzioni.
Misure e strumenti per prevenire il rischio corruzione
Conoscenza
I dipendenti sono tenuti a conoscere il Piano Triennale della prevenzione della corruzione. Il documento deve
essere reso noto anche dai responsabili di uffici e servizi. Al momento dell’assunzione il nuovo dipendente ne
prende atto, unitamente al Codice di Comportamento.
Tale adempimento è attribuito al responsabile delle risorse umane.
Trasparenza
L’osservanza degli obblighi di pubblicazione delle informazioni relative ai procedimenti amministrativi nel sito
istituzionale e di ogni altro adempimento disciplinato dal Decreto Legislativo n.33/2013 costituiscono elementi
fondamentali per il controllo, da parte del cittadino e/o utente, delle decisioni nelle materie a rischio corruzione.
Il Piano triennale per la Trasparenza, allegato al presente rientra a pieno titolo nell’ambito del sistema delle
misure di prevenzione alla corruzione e soddisfa l’obbligo di pubblicità e trasparenza.
Informazione
Sono previsti obblighi di informazione nei confronti del responsabile della prevenzione, chiamato a vigilare sul
funzionamento ed osservanza del Piano triennale. I flussi informativi vengono definiti con il presente piano ed
in sede di redazione della mappatura del rischio e del relativo Registro dei rischi corruzione.
Codice di Comportamento
La definizione dei doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti
sono tenuti ad osservare è contenuta nel Codice di Comportamento aziendale.
E’ data ampia diffusione del documento a tutti i dipendenti e introdotte misure affinché ne venga garantito il
rispetto e alimentata la conoscenza dei principi che sottendono la norma.
Vengono introdotte le misure necessarie all’effettiva attivazione delle responsabilità disciplinari dei dipendenti
in caso violazione dei doveri di comportamento.
E’ istituito l’Ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) per l’esercizio delle funzioni previste dall’art. 15 comma
3 del codice generale emanato con DPR n.62/2013.
Il responsabile del Piano verifica ogni anno il livello di attuazione del codice rilevando il numero e il tipo delle
violazioni accertate e sanzionate, in quali aree dell’amministrazione si concentra il più alto tasso di violazione.
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
Formazione
In linea con il Piano Nazionale Anticorruzione e le successive determinazioni dell’Autorità Nazionale, l’Azienda
ULSS 18 Rovigo intende favorire pienamente l’attuazione delle raccomandazioni emanate, secondo un
approccio che sia al contempo normativo e valoriale, in modo da accrescere le competenze e lo sviluppo del
senso etico.
L’ULSS emana il Piano Annuale di Formazione azienda le per tutti i dipendenti. In questo contesto è stato
individuato a decorrere dal 2014 la formazione per le attività a rischio corruzione.
Il Piano annuale della Formazione contiene una specifica sezione per la prevenzione della corruzione
indicando le materie oggetto di formazione:
a) Conoscenza delle norme sulla prevenzione della corruzione, sulla trasparenza e sull’integrità
b) Conoscenza dei rischi derivati dalle sponsorizzazioni in sanità, da privati del libero mercato
c) Conoscenza e corretta applicazione del “Regolamento recante codice di comportamento dei
dipendenti pubblici a norma dell’art. 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”, approvato con
D.P.R 16 aprile 2013 n. 62 e dal relativo Codice di Comportamento aziendale, approvato DDG
42/2014;
d) La responsabilità del dipendente pubblico ed i reati contro la p.a.
La formazione viene destinata in primo luogo ai dipendenti che svolgono attività nelle aree ad elevato rischio
di corruzione, secondo le metodologie formative coordinate con il responsabile della formazione aziendale.
L’individuazione dei docenti: i docenti devono aver svolto attività in pubbliche amministrazioni nelle
materie/attività a rischio di corruzione, ovvero, essere degli esperti di dette materie/attività.
Un’attività di monitoraggio dell’attività di formazione svolta e dei risultati deve accompagnare ogni evento
formativo, raccogliendo le criticità emerse dai partecipanti ai corsi.
Attraverso l’Ufficio Formazione Aziendale, il Responsabile della prevenzione della corruzione, definisce
procedure appropriate per selezionare e formare, ai sensi dell’art. 1 comma 10 della Legge 190/2012, i
dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione, osservando gli indirizzi e le
raccomandazioni fornite dal Piano Nazionale Anticorruzione.
Comunicazione
Una sistematica attività di comunicazione interna ed esterna all’azienda deve accompagnare i processi di
prevenzione della corruzione e della trasparenza.
Controlli e regole di legalità
Gli strumenti per i controlli e le regole di legalità sono:
a) carta dei Servizi
b) regolamento per il conferimento degli incarichi intra ed extra-ufficio
c) regolamento sulla libera professione
d) codice di comportamento dei dipendenti
e) trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti, sui tassi di assenza e maggior presenza
f) regolamento appalti e forniture, acquisti in economia beni e servizi
g) disciplina delle competenze del responsabile unico del procedimento (R.U.P.) e del direttore di
esecuzione del contratto (D.E.C.) in materia di contratti pubblici per le forniture di beni e servizi
h) regolamento di pubblica tutela
i) regolamento sui controlli interni
j) documento programmatico sulla sicurezza
k) regolamento sui procedimenti amministrativi
l) circolare sul conflitto d’interesse
m) ogni altro regolamento introdotto in applicazione alla normativa vigente
Monitoraggio
E’ introdotta la verifica periodica sull’applicazione di regolamenti, protocolli e procedure, effettuata dai Dirigenti
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
responsabili di strutture complesse, di strutture semplici dipartimentali e strutture semplici, che assicurano la
corretta esecuzione.
Vengono monitorati i rapporti tra l’amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono
interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque
genere, anche verificando eventuali rapporti parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci
e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell’Azienda.
Rotazione del personale
Il Responsabile del PTPC d’intesa con il Responsabile del servizio risorse umane e relazioni sindacali
propongono alla Direzione Generale, l’adozione di adeguati sistemi di rotazione del personale addetto alle
aree di rischio, mantenendo continuità e coerenza degli indirizzi e delle necessarie competenze delle strutture.
La misura sarà adottata previa valutazione dell’organico dell’azienda e della reale possibilità di ricorrervi senza
incidere negativamente sul corso dei processi.
Segnalazione
Viene prevista l’applicazione della normativa riguardante la segnalazione di illeciti da parte del dipendente, ai
sensi del comma 51 della Legge 190/2012, con le necessarie forme di tutela.
Responsabilità e sanzioni
Il Responsabile della prevenzione della corruzione risponde nelle ipotesi previste ai sensi dell’art.1, commi 12,
13 e 14, della Legge 06/11/2012, n. 190.
Con riferimento alle rispettive competenze, costituisce elemento di valutazione della responsabilità dei
dipendenti e dei dirigenti la mancata osservanza delle disposizioni contenute nel presente Piano della
prevenzione della corruzione.
La mancata o incompleta pubblicazione da parte dei responsabili dei servizi delle pubblicazioni previste
dall’art. 1, commi 15, 16, 29 e 30, della Legge n. 190/2012, comporta responsabilità dirigenziale ai sensi
dell’art. 21 del D.lgs. 30/3/2001, n. 165.
La violazione dei doveri relativi all’attuazione del presente Piano, è fonte di responsabilità disciplinare, nonché
di responsabilità civile, amministrativa e contabile ogniqualvolta le stesse responsabilità siano collegate alla
violazione di obblighi, leggi o regolamenti.
Disposizioni finali
Per quanto non espressamente contenuto nel presente Piano trovano applicazione le norme dettate dalla
Legge 190/2012.
Il presente Piano verrà adeguato in ordine alle indicazioni fornite dal’ANAC
PARTE SECONDA
Attività svolta negli anni 2013-2014- 2015
Attività svolta nel 2013
Nomina del responsabile della prevenzione corruzione e nomina del responsabile della trasparenza
dell’Azienda.
Predisposizione due Piani Triennali 2013-2015 prevenzione corruzione e per la trasparenza.
Ricognizione delle principali aree a rischio attraverso una verifica delle risorse umane disponibili, degli
incarichi e delle responsabilità, dei singoli obiettivi affidati, dei processi che coinvolgono i poteri di spesa e
quelli di acquisizione delle entrate e delle vertenze in corso.
Realizzazione di due giornate di formazione del personale di comparto e dirigenziale.
Incontri di sensibilizzazione con il personale dirigente.
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
Invio direttiva a tutte le Strutture amministrative Sanitarie in cui sono stati richiamati gli adempimenti a carico di
ciascuna struttura complessa in attuazione del P.N.C.
Elaborazione Codice di Comportamento, seguendo l’iter della partecipazione aperta, previsto dalle Linee
guida, ai fini dell’approvazione formale entro il 31 gennaio 2014.
Impostazione attività di valutazione del rischio con l’analisi di alcuni procedimenti amministrativi, da
completare nell’anno 2014.
Avviata concretamente (nota prot. 63143 del 9.12.2013 delle Risorse Umane) l’applicazione di quanto previsto
dall’art.20 del D.Lgs 39/2013 in materia di inconferibilità o incompatibilità degli incarichi con la dichiarazione
inviata a tutti i dirigenti dipendenti, a cura della struttura Risorse Umane (proseguita nel 2014).
Trasparenza: pubblicazione parziale sul sito internet aziendale di quanto previsto dal D.Lgs 33/2013 e dalla
legge 190/2012 (cc. 15 e 16) di atti fondamentali; strutturazione del sito internet secondo il modello
predisposto; pubblicazione adempimenti nel rispetto del termine del 30.09.2013 e acquisizione del parere
obbligatorio dell’OIV; progressivo popolamento delle sezioni del sito relative alla trasparenza.
Pubblicazione sul sito aziendale del P.T.P.C. e inserimento dello stesso nella procedura per l’inserimento del
personale di nuova assunzione.
Attività svolta nel 2014
1. Approvazione Codice di Comportamento il 28.01.2014.
2. Aggiornamento Piano per la prevenzione della corruzione il 28.01.2014
3. Valutazione del rischio: le funzioni più esposte al rischio di corruzione, in ambito aziendale, sono state
individuate a seguito alla prevista attività di identificazione/analisi/ponderazione del rischio e successiva
attività di trattamento obbligatorio dei rischi individuati, secondo le metodologie del Piano Nazionale
Anticorruzione - allo scopo di consentire l’emersione delle aree nell’ambito dell’attività dell’intera
amministrazione che debbono essere presidiate più di altre mediante l’implementazione di misure di
prevenzione. Si richiama l’allegato Registro del Rischio Corruzione.
(L’attività è stata avviata nel 2013, con una prima sommaria analisi di alcuni procedimenti amministrativi delle
strutture complesse indicate come aree a rischio, ha preso vigore nel 2014 con un’analisi dei processi delle
aree tradizionalmente più esposte al rischio di corruzione.)
4. Trasparenza: pubblicazione sul sito internet aziendale di quanto previsto dal D.Lgs 33/2013 e dalla legge
190/2012 (cc. 15 e 16) e predisposizione dell’avviso per l’esercizio dell’accesso civico di cui all’art. 5 D.lgs.
33/2013 sul sito internet aziendale.
5. Formazione del personale
Proseguire con l’attività prevista dal piano di formazione annuale, intensificando i corsi di formazione,
ripetendo in più incontri le giornate di studio al fine di estendere la frequenza al maggior numero possibile di
dipendenti sull’argomento della prevenzione e della lotta alla corruzione, destinata a personale dipendente del
Comparto e dirigenziale.
Sono stati organizzati:
 Corso sulla tematica “La responsabilità del dipendente pubblico con esercitazioni di gruppo” in 4
edizioni, a cui hanno partecipato 100 dipendenti (marzo/aprile 2014);
 Corso sulla tematica “Conflitti di interessi in medicina: se gli conosci gli eviti”, in edizione unica, a cui
hanno partecipato 59 dipendenti ( 5 novembre 2014 )
 Corso sulla tematica “Il sistema normativo della L.190/2012”, in edizione unica, a cui hanno
partecipato 90 dipendenti
6. Termini dei procedimenti
Sono stati monitorati i termini, previsti dalla legge e dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti.” (art.
1, comma 9, lettera d)
Sono state diramate le disposizioni interne a tutte le strutture amministrative in cui sono richiamati i termini per
la conclusione dei procedimenti e in cui sia attivato un processo di verifica nel rispetto dei medesimi; i risultati
sono consultabili sul sito web istituzionale, ai sensi del comma 28, Legge 190/2012.
7. Emanazione e pubblicazione sul sito intranet aziendale di un Regolamento a tutela del dipendente pubblico
che segnala illeciti.
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
8. E’ stata data attuazione l’applicazione di quanto previsto dall’art.20 del D.Lgs 39/2013 in materia di
inconferibilità o incompatibilità degli incarichi, in particolare attraverso l’acquisizione - da parte dell’Azienda della concreta dichiarazione sulla insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità, come segue: n.463
dipendenti dirigenti medici e non medici hanno dichiarato l’insussistenza della condizione di inconferibilitàincompatibilità, a mezzo autodichiarazione.
9. Collegamento al Piano del budget aziendale in relazione agli adempimenti anticorruzione assegnati ai
dirigenti responsabili di unità operative.
Attività svolta nel 2015
1. Adeguamenti al PTPC previsti dalle disposizioni dell’Anac con l’adozione dei seguenti provvedimenti:
DDG n. 29 del 10.02.2015 “Adempimenti attuativi della Legge 190/2012 e del D.Lgs 33/2013 in materia di
trasparenza”, con il quale è stata fissata una griglia di adeguamenti precettivi, sugli obblighi di pubblicazione;
DDG n. 255 del 13.05.2015 “Procedimento sanzionatorio per la violazione degli obblighi in materia di
trasparenza - decreto legislativo n. 33/2013 e disposizioni ANAC “
DDG n. 274 del 20.05.2015 “Modifica Allegato A del DDG 29 del 10.02.2015 succitato;
DDG n. 676 del 03.11.2015 “Adeguamento degli adempimenti attuativi della Legge 190/2012, in materia di
prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. Anno 2015”
DDG n. 672 del 30.10.2015 “ Adempimenti di pubblicazione e aggiornamento sito internet aziendale ai fini
della trasparenza e dell’informazione: atti conseguenti”;
DDG n. 704 del 9.11.2015 “Approvazione Regolamento sulla partecipazione del personale aziendale ad eventi
finalizzati all'aggiornamento e alla formazione con spese a carico di soggetti terzi.”, per evitare conflitti
d’interesse, in materia di sponsorizzazione.
2. coordinamento delle specifiche previsioni del Codice di comportamento con l’emanazione di disposizioni sul
conflitto d’interesse: astensione in caso di conflitto d’interesse, analisi situazioni di potenziali conflitto
d’interessi, svolgimento incarichi d’ufficio ecc;
3. Formazione, svolgimento di tre corsi specifici rivolti al personale:
 Conoscenza delle norme sulla prevenzione della corruzione, sulla trasparenza e sull’integrità
 Conoscenza dei rischi derivati dalle sponsorizzazioni da privati del libero mercato
 Spending review, conoscenza delle norme sulla prevenzione della corruzione, sulla trasparenza e
sull’integrità.
4. Trasparenza: intensa attività formativa dei referenti della pubblicazione e dei loro sostituti, attraverso
specifici incontri per gruppi di area omogenea, definita con apposito decreto del direttore generale, come
stabilito dall’allegato A del D.lgs. 33/2013 relativo all’Amministrazione Trasparente.
5. Revisione e riscrittura di un “Regolamento sulle compatibilità, cumulo degli impieghi e incarichi” ai sensi
delle modifiche introdotte dal comma 42 all’articolo 53 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n.165.
6. disciplina delle inconferibilità e delle incompatibilità.
Mappatura del rischio corruzione al 31.12.2015
(Allegato 1 file pdf)
La mappatura presentata nell’allegato riguarda tutta l’attività amministrativa a maggiore rischio corruzione,
secondo la legge 190/2012. Essa sarà oggetto di revisione e di integrazione nel 2016
Pianificazione triennale dell’attività: 2016 – 2017 – 2018
Anno 2016
Nomina dei Referenti della Prevenzione
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
Sono definite le figure che costituiscono il gruppo dei Referenti, in rappresentanza delle diverse articolazioni
dell’Azienda; esse garantiscono insieme al Responsabile del Piano e della Trasparenza lo sviluppo del Piano
Triennale e il rispetto degli obblighi di pubblicazione di cui al decreto Legislativo 33/2012.
Direzione Funzione Ospedaliera
Dipartimento Distretto
Dipartimento Tecnico
Direzione Risorse Umane
Direzione Bilancio e Programmazione finanziaria
Direzione Controllo di Gestione
Direzione Affari Generali e Legali
Direzione Convenzioni e direzione amministrativa ospedaliera
Dipartimento Prevenzione
Dipartimento Salute Mentale
Dipartimento Dipendenze
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Direttore o suo delegato
Mappatura aree rischio specifico in Sanità (Determinaz. Anac n.12 del 28.10.2015)
a) Attività libero professionale e liste d’attesa;
b) Rapporti contrattuali con privati accreditati;
c) Farmaceutica, dispositivi e altre tecnologie: ricerca, sperimentazioni e sponsorizzazioni;
d) Attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero.
Ed inoltre:
o programmi di investimenti e valutazioni delle tecnologie sanitarie
o attività amministrative e tecnico-amministrative connesse all’erogazione dei LEA
o attività organizzativa connessa all’erogazione dei LEA quali prenotazioni, gestione liste d’attesa,
esenzione e riscossione ticket, refertazione, scelta dei materiali sanitari, attività libero professionale
o rapporti con le strutture sanitarie e socio sanitarie accreditate
Collegamento Piano performance
Rendere espliciti i collegamenti fra le misure di prevenzione della corruzione e gli obiettivi di performance
organizzativi e individuali.
Anno 2017
1. Introduzione nuove misure di contrasto, azioni di controllo e miglioramento continuo della scelta degli
indicatori. Definizione di tipologie più specifiche delle principali misure generali e specifiche : di controllo, di
trasparenza, di regolamentazione, di definizione e di promozione dell’etica e di standard di comportamento, di
formazione, di semplificazione dell’organizzazione/riduzione dei livelli/ riduzione del numero degli uffici; misure
di semplificazione di processi/procedimenti, di rotazione, di segnalazione e protezione.
2.progetto sulla mobilità degli incarichi in Aree e Servizi a rischio reati corruzione, pur nel mantenimento della
continuità e coerenza negli indirizzi e delle necessarie competenze, del criterio della rotazione
nell’assegnazione dei procedimenti, da parte dei dirigenti responsabili e degli addetti.
3. realizzazione, da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione, di un’indagine sulle violazioni
degli obblighi professionali, sulla base delle direttive emanate da ANAC ed altra normativa emanata in
materia.
Anno 2018
Revisione dell’analisi del contesto interno riguardo all’organizzazione e alla gestione delle singole strutture,
con particolare riferimento alle aree a rischio che seguono: contratti pubblici, incarichi e nomine; gestione delle
entrate, delle spese e del patrimonio; controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni, farmaceutica, dispositivi e altre
tecnologie (ricerca sperimentazioni e sponsorizzazioni).
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
Nota bene: sono aree già analizzate fin dal 2015 ma per esse si prevedono affinamenti nelle analisi e nelle
mappature del relativo rischio corruzione.
PARTE TERZA
Trasparenza ed Integrità
Sulla base delle indicazioni normative vigenti, la trasparenza è oggi intesa come accessibilità totale delle
informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire
forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il concetto di trasparenza della pubblica amministrazione si è rapidamente evoluto nel tempo e si è integrato
con quello di integrità. Al generico significato di attività di “ comunicazione” della pubblica amministrazione, si
sono poi aggiunti il “diritto di accesso ai documenti amministrativi” e “l’accessibilità dei risultati e della
performance, per aggiungere ora al termine trasparenza anche il significato di “elemento per il controllo
dell’integrità della pubblica amministrazione”.
La trasparenza e l’integrità concorrono ad attuare i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon
andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, integrità e lealtà nel
servizio alla nazione. Esse sono condizioni di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti
civili, politici e sociali, integrano il diritto a una buona amministrazione e concorrono alla realizzazione di una
amministrazione aperta, al servizio dei cittadini.
Le principali norme che disciplinano la Trasparenza nella Pubblica amministrazione sono:








Legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di
diritto di accesso ai documenti amministrativi”
Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale”
Legge 18 giugno 2009, n. 69 “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitività nonché in materia di processo civile”
Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n.15, in materia di
ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni”
Legge 6 novembre 2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e
dell’illegalità nella pubblica amministrazione”
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità,
trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”
Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di
incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma
dell’art 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190”.
Nuove misure di trasparenza (Determinazione ANAC n.12 del 28.10.2015)
L’attribuzione degli incarichi sia interni che esterni deve conformarsi ai principi di trasparenza e imparzialità. Al
riguardo si introducono misure di trasparenza ulteriori a quelle previste dall’art. 41 c.2 del D.Lgs 33/2013, ai
sensi del quale sussiste l’obbligo di pubblicare tutte le informazioni ei dati concernenti le procedure di
conferimento degli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo, responsabile di
dipartimento e di strutture complesse e semplici, ivi compresi i bandi e gli avvisi di selezione, lo svolgimento
delle relative procedure, nonché gli atti di conferimento.
Amministrazione trasparente
Ai fini dell’adempimento del piano per la trasparenza e degli obblighi sanciti dal decreto legislativo 14 marzo
2013, n. 33 recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di
informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”e sulla base delle indicazioni stabilite nella delibera
ANAC n. 50/2013 recante “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e
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Piano per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza 2016-2018
l’integrità 2014-2016” e n.148/2014 - si riporta gli schemi organizzativi che l’Azienda Ulss 18 si è data per la
corretta gestione della sezione “Amministrazione Trasparente” e delle informazioni ai cittadini pubblicate nel
sito istituzionale, approvato con DDG DDG n. 29 del 10.02.2015 “Adempimenti attuativi della Legge 190/2012
e del D.Lgs 33/2013 in materia di trasparenza” e s.m.i., con il quale è stata fissata una griglia di adeguamenti
precettivi sugli obblighi di pubblicazione;
(Allegati 2 files pdf)
15
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