Rivista Ligure di Meteorologia n° 34 anno IX - ottobre 2009 METEOROLOGIA IN PILLOLE “A” come BREZZE? di: Luca Onorato Le brezze non sono generalmente legate ai potenti venti sinottici portati dalle pertubazioni ma si instaurano localmente in condizioni ‘Anticicloniche’, apportando aria marittima verso l’interno nelle ore più calde. Indipendentemente dai valori barometrici, le condizioni fondamentali per l’innesco del fenomeno della brezza sono legate alla presenza di una scarsa copertura nuvolosa, che nella stagione calda favorisce il riscaldamento della terra rispetto al mare. Queste circolazioni sono più deboli rispetto alle Libecciate, Maestralate e Sciroccate, in quanto hanno un tempo di vita estremamente limitato (nell’ordine delle 5-7 ore circa), ed una scala spaziale ridotta a qualche miglio, a cavallo tra mare e costa. Il loro ciclo è breve ma non sempre correttamente prevedibile. Con il sorgere del sole ad inizio mattinata, dopo un periodo di calma di vento, assistiamo all’arrivo di una ventilazione che si muove dal mare verso la costa penetrando gradualmente nell’interno. Tale meccanismo diurno che è denominato “brezza di mare”, si innesca a causa del differente riscaldamento tra la superficie marina e quella terrestre (in quanto terra e acqua hanno una diversa conducibilità), comportando di conseguenza modificazioni locali dei valori di pressione nella colonna atmosferica sovrastante. Infatti il veloce riscaldamento delle zone interne rispetto al mare, permette una risalita dell’aria calda a contatto con il suolo ed un conseguente abbassamento della pressione che tende a risucchiare masse d’aria marittima relativamente più fresche e a spingerle verso la terra. Fig 1a - schema della circolazione di brezza marina (in rosso le correnti ascendenti legate al riscaldamento terrestre e in blu le correnti discendenti a qualche miglio dalla costa). Fig 1b - In una tipica giornata anticlonica, la brezza evidenza l’azione locale della circolazione di brezza marina nella zona prospicente al golfo di Bonassola –SP (tra la costa e la linea tratteggiata); oltre la linea tratteggiata blu, infatti, può osservare una vasta zona di bonaccia caratterizzata da una completa assenza di venti. Rivista Ligure di Meteorologia – n° 34 anno IX Nella schematizzazione è facile osservare come il contrasto di temperatura tra terra e mare inneschi una differenza di pressione tra il mare più freddo (- -) e la costa (+ +). Infatti grazie all’azione di correnti calde ascendenti si va creando una vera e propria bassa pressione locale che aspira aria marittima. Queste due circolazioni tenderanno a raccordarsi in quota a circa 800-1000 m con una corrente contraria che muove dalla terra verso il mare, per poi scendere sulla superficie a qualche miglio dalla costa. Non a caso si può parlare di un vero e proprio fronte di brezza che avanza dal mare verso le zone interne e che a volte può essere caratterizzato da una striscia di nubi basse e cumuliformi, parallele alla costa (rappresentate in grigio nello schema). Tale sistema, al suo passaggio, risulta associato ad una rotazione e rinforzo dei venti marittimi. La brezza è più deboli in zone come la liguria caratterizzate da monti a ridosso della costa in quanto la circolazione non penetrare ed estendersi dalla costa verso l’interno (caso della Liguria) mentre risulta più intensa ed estesa in zone come la Versilia (dove le Apuane sono precedute da una pianura) o ancora meglio nella media Toscana (dove la pianura si estende maggiormente nell’interno). La circolazione di brezza diurna si alza mediamente verso 9 di mattina e termina verso le 17 h con il sopraggiungere della sera, quando la terra si raffredda più velocemente della massa d’acqua antistante innescando una corrente contraria, detta appunto brezza di terra, solitamente più debole se confrontata con quella marina (di circa 5-10kt). In condizioni di alta pressione la massima intensità della brezza di mare si verifica a fine mattina o nel primo pomeriggio con valori tra 6-12 nodi, in grado poi di placarsi totalmente intorno alle ore 19-20. Con il trascorrere del giorno, inoltre, i venti tendono a ruotare in senso antiorario seguendo la traiettoria del sole. Tale rotazione, a seconda delle zone e della orografia del territorio, può avere un’ampiezza da 20°-40° fino a 60°-90°. Questo ‘giravento’ (così lo chiamano i pescatori) è una costante legata a diversi fattori di cui il più importante è la forza di Coriolis che tende a deviare verso destra le masse d’aria in movimento nell’emisfero settentrionale In media in una costa esposta a Ovest, Sud-Ovest (come nel capoluogo Ligure-Levante) il vento si dispone attorno S-SO ad inizio-metà mattinata, rinforzando temporaneamente per poi ruotare a O nelle ore centrali e terminare il suo giro sotto forma di “ponentino” (da O-NO), che regolarmente si esaurisce al tramonto per lasciar spazio alla brezza di terra. Fig 2a - L’andamento della brezza viene evidenziato per la stazione di Genova Centro Funzionale (dal 18 al 21 agosto) dalla rotazione del vento diurna (giravento) variabile a secondo del giorno ma sempre in senso orario (da 160 a 240-260; da SE a WSW) tra le 9 e 17 locali. Fig 2b - L’immagine di destra evidenziava sempre in quei giorni una debole brezza (3-4 kt) davanti alla costa genovese a causa del modesto contrasto termico terra-mare e della costa alta che non favorisce particolarmente l’attivazione di brezze vivaci. 2 Rivista Ligure di Meteorologia – n° 34 anno IX Fig. 3 - Andamento termico della stazione di Genova - Staglieno nei giorni 10-11-12 settembre 2009. Nell'andamento termico della stazione di Genova - Staglieno, si evidenzia l’arrivo del fronte di brezza associato ad una temporanea flessione della temperatura, legata all'entrata di aria marittima più fresca; questo fenomeno è tipico di tutte le valli che hanno uno sbocco sul mare o su un grande lago. 3