Neurologia e Psichiatria Il cervello e la mente

Dipartimento di Neuroscienze
Direttore Prof. Dr. Emilia Costa
Neurologia e Psichiatria
Il cervello e la mente
UNISRITA
20 gennaio 2017
Il Cervello
La Neurologia è la disciplina medica
che studia e ricerca i processi del
cervello e cura le malattie prodotte
da alterazioni dei neuroni e delle
loro connessioni.
La Psichiatria è la disciplina medica
che studia e ricerca le alterazioni
delle funzioni della Mente e cura i
Disturbi di tali funzioni.
Principali
Malattie Neurologiche
Disturbi vascolari
Disturbi degenerativi
Ictus cerebrale
Demenze
Sclerosi Laterale Amiotrofica
Sclerosi a Placche
Alzheimer
Alterazioni dei nervi periferici
Settori della Psichiatria
Psichiatria Clinica (segni e sintomi
clinici)
Psichiatria Biologica (assetti del
cervello e delle sue connessioni e
funzioni)
Psichiatria Psicodinamica
(Inconscio e Meccanismi di Difesa)
Psichiatria Sociale (avvenimenti ed
assetti sociali che influenzano i
comportamenti)
Disturbi Psichiatrici
Delirium, Demenze, Disturbi
Amnestici ed altri Disturbi Cognitivi
Schizofrenia, altri Disturbi psicotici
Disturbi dell’Umore
Disturbi d’Ansia
Disturbi dell’Adattamento
Disturbi somatoformi
Disturbi del sonno
Disturbi psichiatrici
Disturbi dell’infanzia, della
fanciullezza, dell’adolescenza
Disturbi mentali dovuti a condizione
medica generale
Disturbi sessuali e dell’identità di
genere
Disturbi dell’alimentazione
Disturbi del controllo degli impulsi
Disturbi di Personalità
Seminari - Master
Disturbi dell’Alimentazione e della
Condotta Alimentare
Il sonno ed i sogni
Il nuovo paradigma della Fisica
Quantistica e l’Energia EM
Conoscenza, Coscienza e
Consapevolezza
Come diventare genitori ed
insegnanti
I Corso di Formazione sulla
Biofisica dell’informazione cellulare
Prof. Dr. Emilia Costa Direttore I Cattedra Psichiatria
e UOC Psichiatria e Disturbi della Condotta Alimentare
Sapienza Università di Roma – Policlinico Umberto I
Presidente Società Italiana Differenze di Genere
Il campo elettromagnetico
del cuore e del cervello
Circolo Ufficiali Aeronautica Militare
Viale dell’Università, 20 Roma
22 Giugno 2013 ore 9
I due modelli della Medicina
Due diversi paradigmi orientano la Medicina nel mondo: in oriente il
modello della causalità circolare; in occidente il modello della causalità
lineare. La Medicina in Oriente (Cina) si orienta sin dalla sua nascita
secondo complessità ed interazione. La Medicina in Europa si orienta
secondo il modello lineare cartesiano (causa/effetto).
Cambiamento
con Teoria dei Sistemi Aperti di L. von
Bertalanffy del 1945, applicata anche alla Psichiatria dal 1968
Cambiamento
quando la Fisica classica, fondata sui solidi, è
stata sostituita dalla Fisica quantistica
(W. Gray, F.J. Dull, N.D. Rizzo – General System Theory and
Psichiatry – Little Brown and Company, Boston 1968)
The Einstein-Podolsky-Rosen Argument in Quantum Theory
First published Mon May 10, 2004; substantive revision Wed Aug 5,
2009
La causalità lineare
Dai tempi di Cartesio deduciamo l’essere dal
pensare, e ci siamo convinti che esista un tutto
composto da parti, e quindi sempre analizzabile,
categorizzabile, scomponibile e ricomponibile
come i componenti di una macchina: questa
visione separativa che esclude le interazioni di
tutto il resto su ciascun fenomeno ha avuto
tutto il tempo di infiltrarsi in ogni campo dello
scibile, e in particolare per ciò che riguarda il
corpo, fatto di cellule e atomi, solido e
circoscritto, dove la malattia, compresa quella
mentale, è vista come danno o rottura della
macchina.
La causalità circolare
Oggi è ormai ben noto che il modello
causa-effetto della causalità lineare, fino
agli anni '50 sotteso ad ogni metodo di
ricerca, va necessariamente integrato con
quello della causalità circolare, che da
modello teorico deve organizzare la
ricerca e costruire la prassi. Secondo
Prigogine è tempo di invertire la rotta:se
il percorso della cultura europea è stato
schizofrenogeno, occorre oggi riflettere su
un percorso di integrazione dei saperi e
di coordinamento delle conoscenze.
Ipotesi biodinamiche
Ludwing von Bertalanffy fu il primo a dare alla
“Teoria Generale dei Sistemi” il suo nome; non
la pubblicò fino al 1945: un sistema è da lui
definito come un “insieme di elementi
interagenti tra loro”. E’ estremamente
importante la comprensione della storia di un
concetto così fecondo, perché il suo sviluppo è il
prodotto di molte intelligenze che hanno cercato
di fondere l’approccio meccanicista ed
organicista con quello dei processi fisici
orientati verso un comportamento che miri ad
uno scopo, distinzione fondamentale tra sistemi
isolati e non isolati. Teoria che permise
l’approccio scientifico ai sistemi di maggior
complessità, come i sistemi biologici e delle
La causalità circolare
Si evidenziò come il comportamento delle parti,
quando vengono studiate isolatamente è diverso
da quando vengono studiate nell’ambito della
totalità; e che gli organismi viventi sono sistemi
aperti che non si trovano mai, finchè sono vivi,
in uno stato di equilibrio chimico o termodinami
co, ma in uno stato stazionario di tensione equi
librata. In cui i sistemi viventi possono sviluppare stati superiori di ordine ed organizzazione.
La TGS considera l’organismo vivente un
sistema aperto dotato di attività autonoma ed
anamorfosi (transizione spontanea di ordine
superiore) con potenziale intrinseco di
accrescimento, sviluppo e creatività.
Mancanza di unità tra le scienze
Uno dei principali obiettivi della TGS fu lo sviluppo di un
sistema di riferimento teorico generale che consentisse ad
uno specialista di capire comunicazioni rilevanti da parte
di altri, nel senso dell’integrazione di settori diversi.
Nacque al Mental Health Research Institute dell’ Università del Michigan il primo gruppo interdisciplinare
incaricato di affrontare con approccio sistemistico lo
studio di fenomeni biologici e comportamentali attinenti
alle aree della sanità mentale e della malattia mentale. E
molti altri gruppi a carattere multi ed inter disciplinare
per le scienze biologiche, scienze psicologiche, scienze dei
sistemi, scienze della società, scienze interdisciplinari per
orientare a capire il comportamento umano, verso
l’unificazione della teoria del comportamento.
Il nuovo paradigma della fisica quantistica
La fisica quantistica è venuta a darci la sveglia:
ogni apparente parte del tutto è insieme parte e
tutto: è insieme individuo e campo quantico; la
goccia è insieme goccia e oceano. C’è
un’influenza dell’osservatore su ciò che si
osserva, ed a una visione di soli oggetti separati
e collocati nel tempo e nello spazio si aggiunge
la non localizzazione spaziale e temporale.
L’informazione (quella che ricevo come quella
che produco) non è più legata ai tipi di
comunicazione che conosciamo; siamo parte di
un campo di energia infinito, non direzionale,
che conosce tutto di sé in ogni istante, e le
discipline orientali ci conducono in stati non
ordinari di coscienza da cui quell’immenso
campo di energia-informazione diventa
accessibile consapevolmente.
Energia Elettromagnetica
Franz Anton Mesmer (May 23, 1734 –
March 5, 1815) german physician with
an interest in astronomy, who theorised
that there was a natural energetic
transference that occurred between all
animated and inanimate objects that he
called animal magnetism and other
spiritual forces often grouped together
as mesmerims. Mesmerism is considered
to be a form of vitalilism and shares
features with other vitalist theories that
also emphasize the movement of life
“energy” through distinct channels in
the body.
Energia Elettromagnetica
Wilhelm Reich (24 March 1897 – 3
November 1957)Austrian psychoanalyst,
one of the most radical figures in the
history of psychiatry. He was the author
of several books:Character Analysis and
his idea of muscular armour 1933, and
Sexual Revolution: the expression of the
personality in the way the body moves
shaped innovations such as body
psychotherapy, vegetoterapia,
orgonoterapia, what involves the physical
manifestations of emotions and needs to
physically stimulate with vital energy.
Alcuni Metodi per la misurazione dei campi
elettromagnetici e di Neuroimaging funzionale
per ricerca e terapia
Magnetoelettroencefalografia (MEG) tecnica di
immaging funzionale, sviluppata nel 1968, ma solo
ora pronta per valutare le fluttuazioni del campo
elettromagnetico che il cervello produce (strumento
ad un tempo diagnostico ed terapeutico)
H-coil rTMS di nuova generazione per la stimolazione
magnetica trancranica con tecnica terapeutica non
invasiva
Apparecchio biomedico Elmed 2060 emettitgore flussi
di energia elettromagnetica nel campo delle
microonde
Tomografia ad emissione di positroni (PET)
Risonanza magnetica funzionale fMRI
Spettroscopia ad infrarossi (NIRSI)
Misurano i cambiamenti del flusso ematico locale,
regioni di attivazione, che svolgono un ruolo chiave
nella comprensione tra comportamento, emozioni,
funzioni cognitive e substrato neuronale
Il campo EM del Cuore e Cervello
Il campo elettrico del cuore ha un’ampiezza di
40, 60 volte superiore a quello del cervello,
mentre quello magnetico è circa 5000 volte più
forte del campo generato al livello cerebrale; e si
estende tutto intorno al corpo fino ad una
distanza di 2/4 metri e l’informazione energetica
contenuta nel cuore viene ricevuta da tutte le
persone che ci circondano. Il cuore trasmette
informazioni attraverso le pulsazioni del suo
campo magnetico non diversamente da come
fanno i cellulari o le stazioni radio. Il campo
elettromagnetico del cervello invece si estende a
non più di alcuni cm dal cranio.
Il campo EM del Cervello
Il Centro di ricerca neuro-cognitiva
Università di Mosca è un laboratorio
unico nell'Europa orientale per un nuovo
e complesso strumento di diagnosi che
porta il nome di «casco», posto dentro
una camera schermata. La persona si
siede sulla poltrona, indossa il «casco» e
l'operatore al computer letteralmente
«vede» cos'ha in testa.
Il video sullo schermo del monitor
funziona come una diretta a bordo di
una navicella spaziale
Il Laboratorio russo
Si studiano regioni cerebrali con patologie che
provocano diverse malattie neurologiche e
psichiche, indagando in fondo al cervello con un
encefalogramma elettromagnetico speciale. Il
dispositivo misura l'attività magnetica delle
cellule cerebrali, che quando sono in attività
generano intorno a sé un campo elettrico.
L'encefalogramma elettromagnetico funziona
come un tomografo a risonanza magnetica ed è
stato già provato su malati di epilessia e si sta
sperimentando anche per Schizofrenia,
Alzhaimer ed Autismo.
La “neurocardiology”
La nuova disciplina mostra che il cuore è molto
più di una semplice pompa, è un organo
sensoriale, un sistema complesso con il proprio
cervello, un centro per ricevere ed elaborare
informazioni. Il sistema nervoso del cuore o
cervellocuore consente di imparare, prendere
decisioni funzionali ed indipendenti dalla
corteccia cerebrale ed i segnali che invia al
cervello influenzano le regioni superiori
coinvolte nella percezione, cognizione ed
elaborazione emotiva. E’ sempre presente come
campo ritmico ed ha una forte influenza sui
processi di tutto il corpo attraverso interazioni
con i campi magnetici.
Istituto Hearth Math
Le ricerche di questo istituto mostrano che le
informazioni sullo stato emotivo di una persona
vengono trasmesse in tutto il corpo attraverso il
CM del cuore. I modelli ritmici dei battiti del
cuore cambiano in modo significativo, quando
sperimentiamo emozioni diverse. Le emozioni
negative, come la rabbia o la frustrazione sono
associate ad un irregolare e disordinato modello
incoerente dei ritmi del cuore, mentre al
contrario l’amore, l’amorevolezza, l’apprezzamento sono associati ad una superficie
ordinata, creando un modello coerente di
attività ritmica del cuore.
Le connessioni cervello cuore: la
comunicazione neurologica
Il cervello del cuore è in grado di registrare
direttamente le informazioni del sistema
ormonale e di altri sistemi e tradurli in impulsi
nervosi, elaborando così direttamente
l’informazione che riceve, inviandola poi al
cervello lungo un circuito nervoso che utilizza il
nervo vago ed i nervi posti ai lati della colonna
vertebrale, raggiungendo poi il cervello limbico
ed infine la corteccia cerebrale. Il cervello del
cuore può dunque influenzare quello della testa,
cioè il nostro modo di pensare, di vedere le cose,
la nostra percezione della realtà, le nostre
reazioni emozionali.
La comunicazione biochimica
Nel 1986 due ricercatori Cantin e Genest
scoprirono che il cuore produce l’ormone ANF
(Atrial Natriuretic Factor) molto importante per
la sua influenza su molti apparati, inibendo la
produzione di ormoni dello stress come il
cortisolo ed assicurando l’equilibrio generale
dell’organismo, hanno ridefinito il cuore al di là
delle sue funzioni vascolari. Il cuore secerne
persino la propria adrenalina, quando ne ha
bisogno; sintetizza anche altri ormoni che
hanno una influenza diretta sul comportamento
emozionale, tra cui l’ossitocina, detta ormone
dell’amore.
La comunicazione biofisica
Il cuore invia ad ogni battito un potente gettito
di pressione a tutto il corpo e si è riusciti a
rilevare che esiste una relazione tra l’arrivo
dell’onda di pressione del cuore e l’attività delle
onde cerebrali. In particolare si è osservata una
relazione diretta tra pressione sanguigna,
respirazione ed alcuni ritmi del sistema nervoso
autonomo. Cioè il ritmo cardiaco e le sue
variazioni sono messaggi diretti non solo al
cervello, ma a tutto il corpo, senza il “permesso”
del cervello. E questo fenomeno è misurabile: le
onde cerebrali si sincronizzano naturalmente
sulle variazioni del ritmo cardiaco diventando
più larghe e più regolari.
La comunicazione energetica
Il cuore possiede un campo EM 5000 volte più
forte di quello del cervello e più potente di tutti
gli altri organi del corpo e produce 40/60 volte
più bioelettricità del cervello. Questa energia
elettrica pervade tutte le cellule del corpo fisico,
creando un legame particolare tra esse. Quando
siamo turbati da emozioni negative (paure,
ansia, frustrazioni, stress il campo diventa
caotico e disordinato, cioè ha uno spettro
incoerente; mentre quando proviamo emozioni
positive come la gratitudine, la compassione, il
perdono, l’amorevolezza, l’amore il campo
diventa orinato e si ottiene uno spettro coerente.
I nostri cervelli
Cervello rettiliano
Cervello limbico
Cervello vegetativo: gastroenterico - pelle
Cervello del cuore (nuovo circuito, che
attraverso il nervo vago ed i nervi
parasimpatici arriva all’amigdala, al
talamo, alla corteccia cerebrale, viene
detto scorciatoia primitiva.
Cervello corticale (emisferi-corpo calloso)
Il fenomeno della risonanza
Il principio di sincronicità per risonanza dei
sistemi oscillatori (fenomeno dei pendoli a
bilanciere) mostra che:
in ogni sistema oscillatorio, il fenomeno del
trascinamento sincrono fa sì che l’elemento che
oscilla di più trascini gli altri oscillatori meno
potenti.
E’ stato studiato in diversi sistemi fisici
evidenziando che: in ogni sistema oscillatorio,
sia materiale che biologico, il sistema funziona
al massimo delle sue capacità e con il minimo
dispendio di energia, quando tutte le sue parti
sono sincrone.
Questo stato di coerenza perfetta tra esse fa sì
che il sistema dia il massimo rendimento.
Il cuore potente oscillatore biologico
Questo principio si applica direttamente al
nostro organismo. Il corpo fisico, attraverso i
cristalli liquidi e tutti gli elementi che lo
compongono è un grande oscillatore biologico,
ed il cuore, non il cervello, è tra tutti gli
elementi del corpo l’oscillatore biologico più
potente, e può essere indipendente dal cervello.
E quando il nostro organismo entra in
risonanza sincrona con l’oscillatore più potente
si crea uno stato di coerenza biologica perfetta
che ottimizza il funzionamento umano ad ogni
livello.
Cuore, Cervello e Coscienza
Quando il cuore, oscillatore principale è in
grado di imporre il suo ritmo, tutti gli altri
sistemi oscillatori del corpo a tutti i livelli, fisico,
emozionale, mentale sono automaticamente
armonizzati fra loro dal ritmo principale.
Vengono allora ottimizzate tutte le funzioni
specifiche.
Potremmo allora definire un altro percorso della
coscienza, che usi il cervello del cuore e tutto il
suo potenziale di oscillatore principale?
Forse non è il cervello a generare la coscienza,
ma è il livello di coscienza che determina quali
parti del cervello vengono usate.
Disturbi, malattie, ricerca e terapia EM
Siamo agli inizi di un’era molto diversa, tutta la
medicina va rivisitata alla luce delle nuove
conoscenze. Anche perché pur avendo allungata
la vita umana e debellato le malattie infettive,
sul piano delle malattie degenerative e mentali
ben poco è riuscita a fare. La strada è lunga,
ma se finalmente accetteremo il modello della
complessità, lavorando in sinergia, in gruppi
inter/intra disciplinari, potenziando modelli di
ricerca equilibrati, e protocolli adeguati per le
relative terapie, forse sarà possibile prevenire gli
squilibri della persona oppure curarli in tempo
utile, evitando cronicità e peggioramenti .