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Introduzione
Questo corso si propone di fornire agli studenti una base di quello che è la frutticoltura in Italia,
soffermandosi su aspetti più rilevanti, quali l’impiego delle macchine agricole, e alcuni aspetti
economici.
Si definisce una zona vociata quell’areale, in cui il clima, le caratteristiche pedologiche ed
ambientali si uniscono nel fare esprimere alla coltura quelle caratteristiche proprie che tendono
ad ottimizzarne le qualità.
Un Esempio è proprio il melo che un tempo veniva coltivato in Emilia Romagna per lo spirito
di aggregazione che era presente tra le persone dava tanta disponibilità di manodopera,
indispensabile per questa coltura, ma che purtroppo a causa del clima poco favorevole, questo
tipo di frutto non è adatto. Questa coltura attualmente è praticata in Trentino, dove le forti
escursioni termiche (melo predilige tra 500 e 800 metri ) riescono a conferire al frutto il colore
necessario a renderlo apprezzabile per il mercato.
Il cliente vuole dei frutti belli e appariscenti e la mela golden delicious si presta bene a queste
caratteristiche.
Si definisce una branca, un ramo ben lignificato con più di due anni, un ramo ha un’anno e non
è del tutto lignificato, mentre un germoglio va dall’inizio della fase vegetativa a fino a luglio.
La propagazione
Le tecniche di propagazione sono varie: la talea , la margotta, la propaggine, la
micropropagazione, e l’innesto.
La talea è poco adatta poiché rare sono le specie che radicano; la propaggine e la margotta sono
molto lenti, al contrario l’ innesto e la micropropagazione sono i più usati.
L’innesto consiste nell’unire a un portinnesto soggetto o nesto o astone , un oggetto allo scopo
di conferirgli resistenza a parassiti e cambio di varietà fruttifera.
Gli innesti possono essere di due tipi a marza o a gemma, il primo consiste nell’ inserire una
porzione di ramo con due internodi tali da consentire il germogliamento di almeno uno dei due,
il secondo comporta l’innesto di una gemma in una fenditura praticata sul soggetto.
Il più antico innesto è quello a spacco, in cui si pratica un taglio diametrale sul di due
centimetri sulla capitozzatura dell’ astone (convenientemente a 15 centimetri di altezza) in cui
si va ad inserire il gentile appositamente foggiato a cuneo.
Affinché avvenga l’attecchimento si pongo i due cambi meristematici( del soggetto e
dell’oggettto) a contatto, per garantire una corretta continuità nella rigenerazione dei fasci
vascolari.
E’ necessario, inoltre, prelevare le marze in pieno inverno (gennaio) e conservarle in frigorifero
o in sabbia, affinché non siano in movimento ( in fase di ripresa vegetativa) e che mettendole in
frigorifero o nella sabbia soddisfino il loro fabbisogno in freddo inibendo gli ormoni di questo
processo. Si definisce fabbisogno in freddo la sommatoria oraria del periodo passato dalla
pianta, seme, gemma o marza compreso tra gli 0° e i 7° C.; tenendo conto che per il risveglio è
necessaria una temperatura minima di 4,4 ° C..
Metodi di propagazione
La propagazione può avvenire in due metodi principali, quali per via sessuata e per via
asessuata, e quindi da seme o per via vegetativa., generalmente le piante nate da seme si dicono
franche
Piante nate da seme possono dare luogo ad una variabilità molto elevata, posso ricercare questo
metodo per fare sviluppare una piante e osservare se è possibile ottenere delle varietà
interessanti.
Per cultivar si intende ciascun gruppo di individui coltivati, che nell’ambito di una specie ed
eventualmente di una varietà botanica, si distingue per particolari caratteri morfologici (es.
.forma dei frutti), fisiologici (es. resistenza alle malattie, tipo di sterilità) fenologici (es. epoca
di maturazione) e produttivi ( es. resa per ettaro).
Posso ricorrere alla riproduzione vegetativa
- Se voglio ottenere piante che non devono superare una lunga fase giovanile improduttiva.
- Se desidero ottenere delle piante geneticamente omogenee.
Per contro questo metodo ha che eventuali malattie genetiche o virali possono essere trasmesse
da una pianta ad un’altra..
Per clone si intende quell’individuo che deriva da un unico individuo, che si moltiplica per via
vegetativa.
La totipotenza è la capacità di una cellula di formare degli organi.
I metodi di moltiplicazione vegetativa possono essere tanti, tra questi :
- Polloni radicali in cui si sfrutta il potere rizogeno dei polloni, questo metodo ha perso parte
della sua originale importanza.
- La talea ha ancora molta importanza, questa tecnica prevede l’impiego di rami ( 25-30 cm) e
l’impianto nel terriccio, sfruttando il potere naturale rizogeno della pianta questa dovrebbe
emettere delle radici tramite un complesso di orto-idrossifenoli che legandosi alle auxine
favoriscono la totipotenza delle cellule dando un , potere rizogeno. La talea può essere legnosa
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(senza foglie) se sono già presenti gli orto-idrossifenoli e quindi per attivarli necessitano di
essere tenuti in serra con un riscaldamento sotto al terriccio ad una tempratura di 25° C .Se
non sono presenti gli orto-idrossifenoli e necessario che la talea sia a germoglio, ovvero deve
contenere due o tre foglie in modo da poter creare questa sostanza, per mantenere vive le foglie
si opera come sopra citato e in più si utilizzano dei metodi Fog o Mist per evitare
l’avvizzimento delle foglie.
-Un altro sistema di propagazione è a capogatto, adatto per specie che producono dei germogli
molto lunghi tali da poter essere riportati sul suolo e l’apice viene sommerso, in questo modo la
pianta produce delle radici in prossimità della zona sommersa.
-la propagine semplice, si può effettuare con specie che producono molte gemme avventizie, e
si effettua quando la pianta è in linfa per avere una maggiore flessibilità dei rami, nel primo
anno si fa sviluppare la pianta, dal secondo si prendono di questi polloni e li si piegano a U e si
sommerge la parte più bassa, in questo punto si accumulano auxine e sostanze di riserva e
avverrà un nuovo radicamento.
-la margotta di ceppaia consiste nel fare sviluppare la pianta per il primo anno , nel secondo
anno si effettua una capitozzatura a raso terra e da cui si dipartiranno numerosi polloni, li si
lasciano sviluppare fino a circa 30 cm di altezza e si mette un anello o una rete per favorire
l’accumulo di sostanze nutritive e auxine, poi si ricopre la base e quando si saranno sviluppate
le nuove piante le potrò staccare e coltivare.
La frutticoltura
La frutticoltura moderna o industriale si divide in
-Frutticoltura convenzionale.
-Frutticoltura integrata (*)
-Furtticoltura biologica (*)
Al mometno le più sviluppate sono le ultime due (*). Queste garantiscono un prodotto
destinato a prodotti da mensa per il consumo fresco, e altri per succhi, frutta sciroppata e baby
food; e rappresentano la maggior parte della produzione. Si trovano anche dei prodotti di
nicchia per un pubblico più ricercato, con prodotti con germoplasma particolare, provenienti da
agricoltura biologica oppure della frutta alternativa.
La frutticoltura tradizionale utilizza la lotta a calendario, che comporta dei trattamenti regolari
su date precise e l’intervento, anche in assenza del patogeno o del fitofago.
La frutticoltura integrata si muove nel rispetto dell’ambiente e non agisce fino a quando
l’agente non supera dei livelli troppo dannosi per la coltura, tutto questo è mirato ad un minore
impatto ambientale del rispetto della natura e della frutta che mangiamo.
Fino agli anni ’70 la frutticoltura mirava maggiormente alla produzione, anche spinta dagli
aiuti economici dell’unione europea, attualmente si tende ad aumentare la qualità dei prodotti,
quindi si è disposti anche a sacrificare una parte della produzione, che si aveva
precedentemente, per soddisfare le attese del cliente nel miglioramento della qualità.
Tutto questo è stato perseguito tramite delle norme europee e delle cooperative, per scegliere le
zone vocate e che quindi riescono bene, per caratteristiche del territorio ad esplicare al meglio
tutti i pregi di una particolare cultivar , e inoltre si tenta anche di scartare, tramite la selezione ,
dei frutti che siano più idonei a delle specifiche di qualità, quali.
-faciltà di lavoro ( difficilmente ammaccabili )
-resistenza ai patogeni
-gusto equilibrato
La compatibilità
La compatibilità dell’innesto ha molta importanza, poiché può determinare l’attecchimento
dell’innesto, si può avere una località intraspecifica che si verifica nel punto di incontro tra
marza e soggetto, un tipico esempio è dato dall’innesto del pero sul melo.
L’incompatibilità localizzata si verifica sul punto di innesto, in quanto la parte colpita comincia
a produrre cellule per la cicatrizzazione, ma poi l’innesto non attecchisce e non avviene la
saldatura, questo avviene soprattutto nel cotonio innestato su Williams perché l’enzima
prunasina presente su cotonio viene tresferito sulla Williams e reagisce con il -glucossidasi e
si libera acido cianidrico ed impedisce la formazione del tessuto vascolare; un intermedio più
usato è l’ Hold Home, oppure il Butirrtandy
Il clima
Il clima può influenzare di molto la produzione e la qualità della frutta prodotta.
Tra gli eventi climatici rilevanti si può parlere di:
-la luce influenza tramite l’energia radiante solare, la fotosintesi, il fototropismo, il fotoperiodo,
la fotosintesi è resonsabile della produzione di energia e quindi va anche ad agired sul grado
zuccherino come anche il fotoperiodo e il fototropismo.
-le temperature vanno ad influenzare il fabbisogno in freddo o in caldo, le gelate possono
danneggiare la produzione e possono essere per irraggiamento se una massa di aria fredda va
ad investire il nostro impianto ed è tipico dei fondo valle possno essere per convezione se il
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suolo rilascia troppo velocemente la temperatura aquisita durante il giorno il metodo più usato
per prevenirle è il Fog-idrometeore come la grandine e sono molto dannose per l’impianto, il sistema per prevenirle è
la rete anche se in alcune zone si possono utilizzare dei cannoni anti – grandine
-vento
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L’anatomia delle piante
Le specie delle rosaceae di interesse frutticolo si dividono in pomacee e drupacee, della prima
categoria fanno parte il pero e il melo, della seconda il pesco, il ciliegio, il susino l’albicocco e
il mandorlo.
Possiamo suddividere le parti delle piante in due tipi principali, organi annui che vengono
sostituiti ogni anno, tra questi foglie, frutti, fiori, germogli, e le parti perenni che rimangono
sulla pianta anche quando questa è in quiescenza e sono il fusto, che prende il nome di tronco
se viene tagliato per favorire la ramificazione.
Le branche che portano rami misti prendono il nome di branche di sfruttamento w hanno una
durata di due - tre anni, il germoglio è un asse vegetativo non lignificato.
Le formazioni fruttifere dell e pomacee sono la lamburda, il brindillo, il ramo misto, la borsa e
la zampa di gallo. La lamburda è una branca di massimo 2 cm con all’apice una gemma mista,
se queste formazioni sono giovani danno origine ai frutti migliori.
Si formano dopo vhe si sia costituita la branca e producono dai due anni in poi, la varietà che
contiene tante lamburde si dice Spur e sono le più produttive e contengono circa 30 lamburde
per branca.
Il brindillo è un ramo con più di 30 cm di lunghezza e sorge perpendicolarmente alla branca, si
dice coronato perché solo l’apice porta i frutti.
I rami misti portano sia gemme a fiore che gemme a legno.
La borsa presenta un ingroosamento che contiene delle riserve, ai lati sono posizionate delle
gemme a fiore e all’apice si trova una gemma a legno, che si svilupperà negli anni successivi e
nei tre, quattro anni successivi prenderà il nome di zampa di gallo .
Si dicono gemme pronte quelle gemme quelli che si svilupperanno nell’anno successivo,
germogli anticipati che si sviluppano nell’anno quelli che si svilupperanno nell’anno
successivo e gemma latenete la gemma che non si sviluppa se non sollecitata tramite la
potatura.
Prendono il nome di succhioni quelle gemme che si originano all’interno del fusto, mentre
sono i polloni le gemme che si sviluppano all’interno del colletto.
Le drupacee fruttificano principalmente su, ramo misto, mazzetto di maggio, dardo a mazzetto
e brindillo.
Il ramo misto può portare sia gemme a fiore che gemme a legno, il pesco l’albicocco e
mandorlo, hanno solo una gemme per nodo, nelle altre specie sono presenti più fiori a formare
una infiorescenza
Il pesco produce su rami misti, il brindillo ha gemme laterali a fiore e la gemma apicale è a
legno, questo la porta ad alzarsi sempre di più.
Solo nel pesco e nell’albicocco i fiori sono solitari, sono invece presenti nelle altre specie due
tipi di infiorescenze, il racemo di tipo indeterminata e doi tipo determinato la cima. Noce
nocciolo e castagno hanno fiori maschili o amenti e fiori femminili o gromeruli.
Il clima 2
Lo scorso capitolo abbiamo parlato dei sitemi antigrandine, uno di questi è la rete, ne sono stati
ideate di vari tipi dalle più complesse alle più semplici. Il problema più grande è il costo molto
elevato, in quanto deve poter assicurare una produzione anche nei momenti in cui quest’
idrometeora si verifica e allo stesso tempo il costo dell’impianto non deve superare i ricavi
marginali. I primi sistemi che vennero costruiti in Francia furono a sostenuti da una intelaiatura
a casetta sul quale veniva montata la rete, il costo di questo impianto era molto alto dato dalla
costruzione di questa fitta intelaiatura, e venne presto rimpiazzato da sistemi più semplici,
come quello di sostenere la rete da dei pali posti sulla fila e inframezzati da corde, la rete viene
distesa tra i pali e si legano le estremità o con delle placchette o con degli elastici, per la
funzione, nel caso dei primi di creare dei buchi tra i contatti da una rete all’altra e quindi
consentire lo scarico e per gli elastici di creare una struttura che assorbe l’impatto dei chicchi.
In origine questi impianti furo diffusi su melo adesso si stanno estendendo e il costo può
variare dai 13 ai 14 milioni a ettaro.
Anche la pioggia è una idrometeora molto rilevante perché se in eccesso può provocare
problemi di asfissia radicale, modificare l’Eh del suolo e quindi il potenziale di ossido –
riduzione, sulle foglie può causare il proliferare di funghi come la Botritys, se la pioggia è
troppo violenta e ci troviamo in un pendio si possono avere dei fenomeni di erosione, oppure la
pioggia o l’eccessiva irrigazione può portare a uno spropositato ingrossamento dei frutti che,
porta alla rottura del pericarpo e quindi della buccia e a tutte le conseguenze patogene che ne
derivano, oppure ad una carenza di impollinazione perché con la pioggia il polline diventa più
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pesante.
La scarsa piovosità, al contrario porta ad uno scarso ingrossamento dei frutti w rugginosità, su
mele data da una fisiopatia di rottura della buccia.
Il suolo
Le proprietà del suolo si possono distinguere in fiche e chimiche, delle caratteristiche fisiche si
può osservare la tessitura e la struttura, della tessitura è importante segnalare l’influenza sulla
ritenzione idrica in base al triangolo deii suoli che li suddivide per la percentuale del contenuto
di argilla, sabbia, limo.
Il pH ha una grnade importanza data dalla sensibilità delle specie vegetali, ad esmpio il melo
predilige un pH neutro o basico, il pesco predilige i suoli subacidi, e il mirtillo il mirtillo ama i
suoli acidi.
Riveste inoltre una particolare importanza le caratteristiche chimiche che influenza di molto la
crescita della pianra, il suo benestare e la sua produzione, per questo è necessario fare un piano
di concimazione che riapporti ciò che si preleva
L’anatomia delle piante 2
Le piante con fiori non etersessuali possono essere distinte in monoiche o dioiche, a seconda
che gli organi sessuali, siano collocati rispettivamente sulla stessa pianta o su piante diverse, le
piante da frutta di tipo monoico sono il nocciolo, il noce e il castagno, dioco l’actinidia.
La fioritura può essere o contemporanea e quindi omogenea su gemme miste e amenti e
avviene nelle monoiche oppure disomogenea e si ha una fioritura differita nel tempo.
Proteranda se fioriscono prima gli amenti maschili e proterogina se fioriscono prima le gemme
miste .
La proterandria è tipica del nocciolo e si ha la produzione di stili sui fiori femminili, una volta
che gli amenti hanno prodotto il polline e che questo è entrato nello stilo sik formerà l’ovario,
l’ovulo e il sacco embrionale. In questa specie si ha la fioritura autunnale e una secodaria a fine
maggio inizio giugno.
Il problema della impollinazione si ripropone per quasi tutte specie in quanto l a maggior parte
delle piante da frutto è autoincompatibile e quindi nel frutteto è necessario impiantare una
pianta impollinatrice in un certo numero di painte produttrici.
L’unico caso di piante in cui sono presenti dei fiori solitari è le drupaceae
Tipi di infiorescenze
Nocciolo, noce e castagno hanno un tipo di infioresvcenza a spiga, il pero ha l’infiorescenza a
corimbo e la maggior parte dei piccoli frutti sono a pannocchia.
Le infiorescenze si possono suddividere in detrminate o terminate a dell’infiorescenza.
Assente
Il melo
Il melo appartiene alla famiglia delle rosaceae ,sottofamiglia Pomaceae, genere malus epiteto
specifico pumila . a questi seguono poi i nomi delle varietà solitamente indicati tra virgolette
«» e si possono inserire dei gruppi di varietà.
Il melo come la maggior parte delle piante da frutta è autoincompatibile e quindi necessita di
impollinatori sulle file all’interno dell’impianto.
Le formazioni fruttifere del melo, sono le lamburde i brindilli e i rami misti, sono presenti dei
tipi di cultivare che producono solo su lamburde e si dicono varietà spur e hanno un
portamento compatto e poco vegetante, sono presenti invece delle cultivar che producono per
un 50% su lamburde e per un 50% su brindilli e hanno un portamento procombente, esempi
sono la Golden la Gala e la Fuji., altre varietà producono solo su rami misti come la
Grenismith.
Ogni pianta si trova in un particolare stadio fenologico e per indivduarla si ha una tabella in cui
sono indicate le caratteristiche che assume la pianta in questi stadi, utile per fare dei trattamenti
in cui si indica il periodo fenologico da effettuare.
Le cultivar sono delle varietà coltivate e sono indipendenti dal sito di di coltivazione, al
contrario il germoplasma è una varità locale ed è possibile coltivarla solo ed esclusivamente nei
suo territorio di origine, proprio perché la sua mutazione che ha acquisito in quel luogo
potrebbe regredire se impiantata in un altro sito.
Le cultivar più coltivate, sono le Golden, tutte di colore giallo, le mele rosse derivate da Red
Delicious, le Gala hanno più di un colore, le Greeny sono verdi.
Golden B è la più frequente in altura e la più resistente alla rugginosità, ma ancora più
resistente a questa fiosiopatia è la Smuty. La Golden Reinders è una Gllden, Ha tutte le
caratteristiche organolettiche della Golden ma di coltore verde. Alcune di queste varietà
possono essere standard o spur .
Di colore compltamente rosso e la Red Stark o anche la red Chief .
Queste si differenziano anche per epoca di maturazione, la Golden matura intorno al 18-20
agosto, sono presenti delle varietà autunnali ed invernali ed estive in modo da poter garantire
una produzione per quasi tutto l’anno.
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L’induzione a fiore
Le gemme a fiore derivano da una induzione a fiore di una gemma. Per induzione a fiore si
intende il processo fisiologico della gemma a differnziarsi in modo produttivo.
Ci sono due stadi di differenziazione, uno di tipo reversibile e l’altro di tipo irreversibile.
L’induzione a fiore impiega un suo tempo detto plastocromo normalmente di 15-20 gg, questo
stimolo deriva dalla foglia posta sotto la gemma, è lei che produce delle sostanze ormonali in
grado di favorire questo sviluppo, quindi se per eventi meteorologici questa foglia si stacca
prima dei 15 giorni, che sia terminato il plastocromo in cui la painta è ancora nella fase
reversibile, questo processo verrà interrotto, se sono stati superati i 15-20 gg si è entrati nella
fase irreversibile e anche se si ha una rottura della foglia si l’induzione a fiore è avvenuta.
Ad indicare l’avvenuta induzione sono le gemme che assumo la tipca forma appiattita, questo
stadio prende il nome di arcedo.
Non solo le foglie favoriscono l’induzione a fiore, anche gli ormoni, per esempio le
gibberelline sfavoriscono questo processo, mentre le auxine, le citochinine, e l’acido abscissico
lo favoriscono, come anche una buna disponibilità di elementi
Le gemme
Itipi di gemme sono più frequenti binucleari o meno frequenti trinucleari, sono costituiti da uno
strato più esterno, l’exina e da un più interno endina.
La maggior parte delle piante da frutto si impollina per via entomoflia, per cui si rende
necessario nel periodo di impollinazione, l’inserimento di arnie 4-5 per ettaro.
L’incompatibilità
Ci sono delle incompatibilità dette gametofite, con nuclei spermatici aploidi e genoma aploide
del pistillo, si può avere il tubetto pollinico aploide e la parete esterna diploide. E per lo stilo e
lo stimma diploide e il sacco embrionale aploide.
L’incompatibilità sporfitica non è più tra organi aploidi, ma diploidi, si ha che lo strato più
esterno della gemma l’exina è diploide e il nucleo della gemma è aploide e si ha una
interazione con le sostanze diploidi del pistillo, questa incompatibiltà è tipica del melo, pero,
susino giapponese, ciliegio dolce e mandorlo.
Altre specie, il ciliegio acido, albicocco e il pesco sono autocompatibili.
Un altro tipo di incompatibilità è di tpo citologica, cui gli organi di riproduzione sono
funzionanti, questo tipo di sterilità si verifica soprattutto nelle pomaceae. Perché derivano da
un incrocio tra prunoideae ( 8 cromosomi) e le spiroideae ( con 9 cromosomi), ne deriva una
specie a 17 cromosomi, si è ottenuto un allopoliploide, che tende facilmente aregradire
duplicando il suo corredo cromosomico e qunidi si arriva ad ottenere una specie a 34
cromosomi, in alcuni casi il dimezzamento non avviene e si possono avere dei casi di
triploidia, con conseguente aborto dei frutti e l’aumento sproporzionato delle dimenzioni.
Il melo 2
Sono presenti sul mercato diverse qualità di mele che ci consentono di avere un prodotto
sempre fresco per gran parte dell’anno, dato che le produzioni si differiscono, da un periodo
estivo, intendendo il mese di agosto, da un periodo autunnale inizio settembre e inizio di
ottobre periodo invernale. Tra questi periodi di raccolta si può considerare, nel periodo estivo,
la gala, nel periodo autunnale la Red chief, la Greeny e Renetta , invernale la fuji.
Gala è la tipica mela bicolore molto succosa e dolce, red chief è farinosa e poco dolce. Golden
è una varità molto antica come caratteristiche, si può riconoscere l’elevata dolcezza e il colore
di un giallo intenso. Greeny è la tipica mela verde, molto acida con una polpa croccante.
Braeburn è una mela bicolore, da noi è poco coltivata .
Renetta è molto coltivata nella nostra regione, è una varietà antica molto apprezata dai nostri
nonni, si sfarina facilmente, va bene da quocere.
Tra le mele invernali, c’è la fuji, si raccoglie oltre la metà di ottobre, ha un brutto colore, mai
gialla sempre verde e un sovracolre arancione, mai rosso, dal punto diu vista organolettico è
una mela molto dolce. La pink Lady è poco coltivata in Piemonte, mentre ha molto successo in
Emilia, è una mela molto buona.
L’incompatibilità intervaritale del melo
Il melo come gan parte della piante da frutta è autoincompatibile, per risolvere questo
problema si ricolrre all’utilizzo di impollinatori , indicati nella tabella di compatibiltà oppure a
delle painte da fiore, che anno la funzione di inpollinare.
Sono presenti anche delle varietà a ticchiolatura resistenti, tra questi delle golden simili, come
la golden Lasa, La golden orange e la golden rush. E le varietà bicolore come la decarina e la
topaz, non sono però uguali alle altre e sono poco buono.
I portinnesti del melo
Il melo, al contrario di altre varietà si innesta solo su melo, questi però non possono nascere da
seme perché aumenterò la variabilità genetica, quindi per evitare la segregazione degli ibridi si
usano tecniche di micropropagazione clonale, tra queste la tecnica più usata è la margotta di
ceppaia. Le piante madri sono cloni ottenuti dalla stazione di Est-Molling, tra i portinnesti qui
sviluppati l’ M9 è il più debole e richiede dei tutori per il primo anno, anche l’ M26 richiede
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questa pratica anche e è un po’ più vigoroso dell’ M9.
M27 è stato scartato perché troppo debole, M7 è di medio vigore e garantisce una resistenza al
cancro radicale. I portinnesti di Molling- Merton sono MM106 eil MM 111. I cloni dell’ M9
sono diventati affetti da alcune virosi e sostituiti. I portinnesti si distinguono per alta, media,
bassa vigoria.
Per l’innesto di golden, che è una varietà varietà molto vigorosa si usa un portinnesto molto
debole come l’ M9 o il Pangiam che è un M9 derivato, risanato dalle virosi da cui era stato
affetto, ed è presente lo stesso vigore, oppure su terreni difficili si usa l’ M26. Per varietà rosse
di tipo spur si usa un portinnesto più robusto come l’M26, se il terreno è carente MM 106 e
così anche su gala.
Se ho bisogno per altre ragioni, in caso di terreno estremo posso usare il portainnesto più
vigoroso come MM106. .M7 e M25 sono di medio vigore e fanno tanti polloni, mentre l’ M25
è resistente agli abbassamenti di temperatura.. in M9 è presente una disaffinità di innesto che
lo porta ad avere una iperplasia nel punto di innesto, ma di scarsa rilevanza.
Le dimensioni di impianto
Le dimensioni di impianto sono per un buon vigore di 1,50 m e bassi vigori, 1 m sulla fila,
mentre resta fissa di 4 metri sulla fila .
La potature del melo 1
Può servire per dare una forma di allevamento oppure a forma già conferita si si ha una
potatura di produzione.
Trale forme di allevamento si riconoscono quelle appiattite, adesso in disuso per l’eccesiva
manodopera, e le forme in volume tra cui il fusetto, perché è una forma più libera che cerca di
seguire, l’ andamento naturale della pianta e con dei costi di manodopera notevolmente
inferiori rispetto alle forme appiattite.
La sterilità
Possono essere quattro tipi di sterilità, un incompatibiltà genetica, un incompatibiltà
gametofitica, una sporofitica e una citologica.
L’incompatibiltà genetica riguarda la presenza degli alleli S, numerati S!,S2,S3,S4,Sn.
I gameti sono incompatibili e quindi vengono rigettati se hanno la stessa numerazione , ad
esmpio un allele S2 non potrà mai unirsi ad un allele S2.
L’incompatibilità gametofitica, si presenta nel gamete, in cui un gamete può presentarsi aploide
e l’altro gamete può presentarsi diploide.
Si può anche avere una sterilità citologica data dagli organi di riproduzione poco sviluppati.
La potatura del melo 2
Gli interventi di potatura del melo possono essere per regolare la produzione del melo, e quindi
si suddividono per periodo di intervento, invernali in inverno e se verdi in agosto, il primo con
gemme ferme, il secondo in piena vegetazione. Per evitare dei ritorni di freddo si preferisce
effetttuare la potatura invernale a febbraio.
Altrimenti si pota in fase giovanile per dare la forma di allevamento.
Per dare la produzione si procedetaglaindo i rami malati, accorciando e spuntando i rami, se si
spunta si dice speronatura, a questo taglio si ricorre raramente, poerché si elimina la dominanza
apicale e si sviluppano i rami laterali vegetativi.
Si preferisce qundi inclinare i rami in modo che si accumulino, in modo che si accumulino
nutrienti e si accechino le gemme, questa tecnica da molta produzione. Nella potatura verde si
può decorticare o strozzare sotto le gemme interessate e si eliminano i succhioni e i polloni.
La forma Taillong è stata inventata dai francesi e permette alla pianta di autoregolarsi , perché
sui rami vengono posti dei pesi che favoriscono l’accecamento delle gemme e quindi si
impedisce lo sviluppo vegetativo, però è necessaria, una buona capacità nell’accorciare i rami
senza fare sviluppare le gemme.
La potatura di addomesticamrento, si può fare in varie forme raggruppabili in due categorie,
piatte o in volume, le forme piatte come la palmetta sono ormai abbandonate, perché
richiedono troppa manodopera, adesso si tende ad usare il fusetto o il vaso. Prende il nome di
impalcatura l’altezza della chioma che solitamente avviene a 60 cm di altezza. Da questa poi si
partirà a dare la forma desiderata. Le piante preformate in vivaio si dicono CNI.
Il pesco
Il pesco è una drupacea, e per drupa si intende quel frutto che ha un epicarpo membranoso, un
mesocarpo membranoso e un endocarpo legnoso. Il nome botanico del pesco è prunus persica,
mentre con il termine nettarina si intende la pesca noce.
È una specie poco esigente che richiede dei suoli poco calcarei e poco pesanti.
I portinnesti del pesco sono molto vari e si creano nuove varietà molto rapidamente, portinnesti
sono di tre tipi, compatti, semi nani e nani, le varietà possono essere pesce o nettarine, gialle o
bianche oppure percocche (da industria)
Da noi si può garantire tutte le varietà da luglio a settembre. Partendo da metà luglio a differire
di un mese si ha, precoci, medie , tardive e molto tardive.
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14-11-01
1-1-140
19-11-01
-121-11-01
1-51-150
21-11-01
1-51-151
21-11-01
1-51-152
Le radici
Le radici possono essere primarie, secondarie e capillari, di tipo, assorbenti, di conduzione o di
transizione.
Tutti questi poi hanno dei peli radicali che possono essere più o meno fitti a seconda delle
specie, il melo ne ha pochi e molto spessi, il pesco ne ha tanti e molto morbidi, le radici
svolgono funzioni di sostegno, di assimilazione e di immagazinamento.
Il sistema radicale si muove molto velocemente, una radice assorbente dura una settimana,
dopo si sposta in un’altra zona, infatti è proprio nel sitema radicale che si formano le
citochinine, promotrici della diisione cellulare.
Le radici si possono rompere molto facilemte durante il trapianto, soffrendo quindi di stress da
trapianto durante il trasporto dal vivaio all’ impianto.
Occorre quindi che l’impianto della specie venga fatto in autunno perdita delle foglie per
ridurre la traspirazione e dare così il tempo alla pianta di ricostruire le radici, se invece si vuole
effettuare il reimpianto d’estate conviene allevare le piante in vaso in modo che si abbia un
eccessivo stress da trapianto.
Le radici poi si sviluppano anche in base alle esigenze idriche, in un terreno in un terreno
sabbioso saranno molto profonde , in un terrreno argilloso saranno più superficiali. Inoltre se si
pianta più o meno profondo le radici si sviluppano all’altezza originale in cui era in vivaio,
mentre con arature frequenti le radici saranno poco superficiali , dunque le radici sul terreno si
sviluppano secondo la proiezione della chioma sul terreno.
Gita di arboricoltura nel saluzese
Il pesco 2
Sono presenti delle liste varietali che vengono redatte tutti gli anni, in cui s fa rifenrimento alla
varietà Red Haven, e per tutte le varietà si dice quanti giorni prima o dopo fiorisce rispetto a
Red Haven.
La prima varietà è la sprinter est, che una varietà precoce e si distingue per il grado zuccherino
basso, altra precoce è la Royal Gem e la Royal Glory una rosso scuro e facilmente
ammaccabile e sub acida, altra precoce è la fla vocrest.
Tra le nettarine consideriamo la super Cribson, la big top è una varietà nuova, ma è soggetta a
delle spaccature della buccia e rappresenta la nettarina di punta delle precoci. Delle varietà più
coltivate tra le medie è la star golden, sono presenti anche delle varietà nectares , venus e sono
belle ma con una pezzatura molto grande. La varietà maria è molto dolce, appartiene alla classe
delle nettarine dette, gusto dolce.
La sweet lady ha un colore rosso intenso.
Le nettarine bianche danno dei problrmi in fase di lavorazione, la più frequente è la caldesirolo.
Le percocche da noi sono poco prodotte, sono varietà da industria, adatte da sciroppare, per la
polpa più dura e resistente ai trattamenti termici .
Anche per il peso sono presenti delle tavole fenolgiche, questa specie fiorisce nel mese di
marzo. Le varietà impegate variano in base alla latitudine, la fioritutra dura circa 10-15 giorni,
il pesco è una specie autogertile.
I portinnesti del pesco
Il protinnesto più diffuso in pianura è il franco, ma presenta numerosi problemi, per vigoria,
ristoppio (stanchezza data da pesco su pesco) e difficoltà di suolo.
Il pesco su può anche innestare su susino , o su ibridi di pesco e mandorlo oopure con ibedi di
varietà di susino.
Solitamente i più usati sono il franco e il missur oppure il GF 305 .il vantaggio del franco è che
è un pesco e percui è sempre affine con ogni innesto. Il GF 305 è stato selezionato per
conferire una resistenza alle malattie del piede. Il PS A5 è meno vigoroso ed è ideale per gli
impianti fitti, mentre il PSB2 è resistente alla siccità
I susini GF 677 sono i più diffusi e nascono da un incrocio tra prunus persica e mandorlo, come
caratteristiche presenta la resistenza ai problemi di suoo ma è più vigoroso del franco.
NRS 2/5 è un ibrido di prunus ceresifera e ha una vigoria ridotta e non è sensibile al calcare,
non è sensibile ai problemi di siccità e di calcare, non patisce i suoli pesanti.
Forme di allevamento del pesco
La forma più diffusa e la Y.il vaso è meno utilizzato perché troppo ampio in volume e richiede
dei sesti di impianto troppo estesi. In Emilia è stata ideata la forma a vasetto riatardato che è
una evoluzione del vaso con un asse centrale, ed è importante in questa forma la distribuzione
spiralata, da noi è poco usata per le gelate, essendo questa impalcatura molto bassa.
Usato anche l’asse colonnare, in cui le branchette produttive sono molto corte
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22-11-01
1-1-170
26-11-01
1-51-180
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1-1-200
03-12-01
1-51-210
05-12-01
1-1-200
Assente
Siamo andati a potare
Le concimazioni
La concimazione azzotata, prevede l’apporto di 120 unità per le drupaceae e 80 unità per le
pomaceae, per la concimazione fosfatica 40 unità ad ettaro, mentre i potassici sono sono di
120- 140 unità.
Il fosforo è un concime poco mobile e necessità di un po’ di tempo affinché diventi disponibile,
risulta quindi necessario somministrarlo in autunno.
Mentre l’azoto durante l’anno e il potassio in primavera. Per la concimazione azotata è
necessario agire con parsimonia per non inquinare la falda, e per lo stesso motivo è bene
spargere solo lungo la fila in modo che questo non vada perso.
La rateizzazione da effettuare è di un terzo a quattro settimane prima del risveglio vegetativo
(nitrato di ammonio), un terzo dopo la fioritura (nitrico) per prolungare la fase di periodo utile
per l’impollinazione, un ultimo terzo dopo la raccolta, in modo che la pianta abbia di che
accumulare la vernalizzazione.
Si effettua l’analisi fogliare, ovvero il prelevamento di un centinaio di foglie, lavate essicate in
stufa e titolate per gli elementi di interesse, al fine di sapere qual è il fabbisogno della pianta e
quindi di quanto è necessario concimare.
I micorrize
I micorrize sono dei funghi che si avvoglono intorno alle radici della pianta e svolgono una
interazione parassitaria, ma allo stesso tempo simbiontica, poiché entrambi gli organismi ne
benefiaciano. In particolare la pianta fornisce al fungo le sostanze zuvvherine di cui ha bisgno e
in cambio il fungo fornisce alla pianta delle sotanze poco mobili come i fosfati.
La dormienza
La resistenza al freddo di una pianta è data dalla dormienza, ovvero il rallentamento delle
attività vitali della piante. Questo fenomeno può essere indotto dalla pianta stessa tramite la
produzione di ormoni (acido abscissico), questa è detta endodormienza, l’ecodormineza o
quiescenza è regolata dal freddo.
Il freddo promuove la produzione di enzimi che più o meno velocemente (in base alle
temperature data dalle ore di freddo 0°-7°) degradano l’acido abscissico e si ritorna quindi alla
ripresa vegetatrva.
Mediamente le ore di freddo per una pianta da frutto sono da 100 a 1200.
Assente
La maturità della frutta
Possiamo distinguere dei tipi di maturità, fisiologica e commerciale. La maturità fisiologica è
precedente alla maturità commerciale, quindi per la vendita al pubblico è necessario
individuare una finestra di raccolta che sia pochi giorni prima del picco climaterico. Poiché la
frutta andrebbe subito incotro a deperimento subito dopo l’acquisto.
Durante la maturazione gli amidi vengono trasformati in zucchero, e si ha un aumento delle
proteine.
È necessario individuare la finestra di raccolta con dei metodi che siano standardizzati per tutti
e quindi che tali test siano adeguati e riconoscibili in tutto il mondo e non influenzabili
dall’annata, inoltre nono devono essere distruttivi della frutta e rappresentativi.
Strumenti che ne definiscono la categoria, sono il calibro, epercui i frutti vengono suddivisi per
grandezza, e quindi per classi, rispettivamente in ordine di grandezza: C, B, A, AA.
Poi si valuta il colore della frutta tramite un colorimetro, e si individua quanta della clorofilla è
stata trasformata in carotenoidi.
La consistenza della polpa si valuta con un penetrometro, ovvoreo con un dinamometro che
misura la forza imiegata per creare un buco nel frutto.
Il colorimetro serve a calcolare la percentuale di zuccheri presenti, e visualizzarli in gradi Brics
o Babol, in Golden sono di circa 14 gradi Brics red delicious 12. Si puù inoltre praticare il test
di lugol immergendo una sezione del frutto in una soluzione di lugol la qule identifica la
formazione di amido, che ne identifica il gardo di maturazione. Si può ancora calcolare
l’acidità titolabile tramite un pHometro e la misuare di un succo di frutta.
Le auxine
Le auxine è un fitormone che viene prodotto sugli apici dei germogli e inibiscono l’arrivo della
linfa sulle gemme laterali dei germogli ma solo su quelle apicali, e quindi si dice che il
gradiente di concentrazione è acrotono, mentre il luogo dove si accumulano è detto sink source
. al contrario si dirà basopeta la concentrazione verso il basso, mentre sono mesotone se non vi
è una vera dominanza
Nelle piante si ha la presenza di auxine che riduce l’angolo di inserzione, e le branche apicali
saranno con un angolo di inserzione più stretto, mentre nel basso le citochinine tendono a
1
05-12-01
1-1-201
05-12-01
1-1-202
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1-1-210
formare un angolo di inserzione più ampio.
L’habitus vegetativo
L’habitus vegetativo si dice eretto se l’angolo di inserzione delle branche è superiore ai 45°,
espanso se superiore ai 90°, a poi salgono verso l’alto, procombente se hanno l’inserzione a 90°
ma poi si flettono verso il basso.
Se il ramo viene inclinato si accecano le gemme ventrali e in quelle dorsali si sviluppano
maggiormente le gemme sul punto di maggior flessione, mentre se è molto inclinato avviene
una maggiore induzione a fiore.
Inibizione o correlazione
Inibizione, prevede il fatto che lo sviluppo di unm organo inbisce la formazione di un altro.
Sono presenti anche degli stimoli correlativi, cem ad esempio lla formazione di gemme
favorisce l’attività cambiale. Mentre la dominanza apicale favorisce lo sviluppo delle gemme
apicali e inibisce lo sviluppo delle gemme laterali.
Assente
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