SPECIALE CARNEVALE: curiosità

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Il Carnevale: curiosità
Da dove nascono le più famose maschere italiane?
Le maschere tradizionali italiane sono il prodotto della Commedia dell’Arte, un
fenomeno teatrale che si sviluppò alla fine del 1500 in Italia.
Una delle rappresentazioni più gettonate di queste commedie era la “beffa del servo”,
una sorta di rivincita concessa all’umile nei confronti del potente.
Innumerevoli sono le rappresentazioni (specie sui palcoscenici della decadente
Repubblica veneziana), che hanno come tema il contrasto tra il servo zotico, lo
“Zanni”, e il padrone vecchio e rincitrullito, il “Magnifico”.
Il personaggio dello Zanni ha subito continue e sostanziali
modifiche ed è diventato sempre più simpatico e
variegato: questo spiega la presenza, nella tradizione
giunta fino a noi, di tante maschere rappresentanti (dal
celeberrimo Arlecchino allo scaltro Brighella).
Un posto di primo piano era poi riservato alle maschere
dei “vecchi” che generalmente erano due, ma non avevano
sempre e dovunque lo stesso nome; perlopiù furono
conosciuti l’uno sotto il nome di Pantalone e l’altro di Dottore,
Dottor Graziano o Dottor Balanzone.
Altra maschera fondamentale era quella del Capitano,
soldataccio spaccone, vanaglorioso, violento e pavido,
altrimenti noto come Capitan Spaventa, Capitan
Rodomonte o Capitan Matamoros.
In questa maschera si è voluta vedere una caricatura
feroce del soldato spagnolo che, nel periodo in cui
fiorì la Commedia dell’Arte, spadroneggiava in
quasi tutta la penisola.
Tutti questi straordinari personaggi sono riusciti a
sopravvivere alla morte del teatro al quale pur
debbono la vita, perché riconosciuti degni di
rappresentare ciò che di più caro le città italiane
avevano nel cuore: le tradizioni domestiche, la parlata
popolare, lo spirito delle antiche cose.
Qual è il carnevale più antico d’Italia?
Il carnevale di Fano è il più antico d’Italia; il primo
documento noto nel quale vengono descritti
festeggiamenti tipici del carnevale nella città risale al 1347.
Come nascono i coriandoli?
I coriandoli, cerchietti di carta colorata (inventati, si dice,
da un milanese), all’origine erano semi della pianta di
coriandolo ricoperti di gesso, usati come confetti da lanciare
da carri e balconi.
Come nasce la cartapesta?
La nascita della moderna cartapesta è dovuta al maestro
Antonio D’Ariano (1925) che pensò a un nuovo sistema:
ricoprire la creta con il gesso, in modo da ottenere uno stampo
al negativo della figura originale, e poi mettere vari strati di carta all’interno del
modello di gesso.
Una volta asciugata, la sagoma in carta si staccava dal gesso senza problemi e,
identica all’originale, pesava qualche chilo invece di quintali.
Grazie a questa invenzione si possono costruire carri immensi che sfidano le leggi
della gravità.
Quando è stato costruito il primo carro allegorico?
Nonostante le origini antiche di alcuni carnevali italiani, il primo carro venne
costruito a Viareggio solo nel 1873. Esso fu costruito da operai portuali che,
ispirandosi alle tecniche di costruzione delle navi, riuscirono a fabbricare strutture
con un sistema di corde, cavi d’acciaio e carrucole usati nei cantieri.
Queste prime opere ospitavano mascheroni realizzati in gesso e pesavano, quindi,
anche parecchi quintali.
Nel 1921 un carro ospitò, per la prima volta, una intera orchestra.
La cosa ebbe così successo che nel 1923 alcuni carristi pensarono di far “ballare”
anche i pupazzi.
Quali sono i carnevali
più lunghi d’Italia?
Due sono i carnevali più lunghi d’Italia: quello
Ambrosiano, detto anche “carnevalone”, che si conclude
il primo sabato di Quaresima e quello di Putignano, in
Puglia, che inizia addirittura a Santo Stefano e finisce alle
Ceneri, col funerale e il rogo del fantoccio del Re
Carnevale.
A quando risale la prima maschera?
In una grotta si possono trovare le più antiche testimonianze di uso della maschera
da parte degli uomini. Si tratta di una scena di caccia dove compare la figura di un
uomo travestito da capra.
Lo scopo, secondo le interpretazioni, era duplice: scongiurare la vendetta del Dio
delle capre con il travestimento e avvicinare più facilmente la preda.
Come nascono i dolci di carnevale?
Durante i festeggiamenti era usanza cucinare
dolci veloci, poco costosi, da offrire alla
moltitudine di persone che interveniva.
Da qui la tradizione dei fritti: acqua, farina e
zucchero che ancora oggi, pur con qualche
ingrediente in più, si trasformano in castagnole,
frittelle, zeppole, tortelli, struffoli, frappe, cenci
e chiacchiere.
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