Patologia generale Arezzini Patologia e fisiopatologia generale (G.M.Pontieri ed. Piccin) INFIAMMAZIONE floglosi Definizione : processo dinamico, che cambia nel tempo. Esso a sede a livello basale (mesenchimo connettivo intorno ai vasi). E’ una risposta a specifica, di tipo difensivo e può essere talmente forte da produrre un danno. E’ un processo difensivo, circoscritto ed è una risposta sempre uguale. Il flogogeno serve per portare l’infiammazione. Cause: Fisiche non coinvolgono microrganismi (asettiche). Caldo/freddo, correnti elettriche,traumi. Chimiche “” . Qualsiasi sostanza esterna. Viventi coinvolgono macro e microrganismi Agente nocivo Danno cellulare Infiammazione Acuta Rimozione Agente Persistenza dell’agente Differenza nel tipo di cellule della ona infiammata Fase demolitiva Perdita tessuto Risoluzione Senza Perdita Infiammazione cronica cronicizzazione dell’essudato Manifestazioni dell’infiammazione: Rossore aumenta la quantità di sangue Calore aumenta la temperatura del sangue, l’energia chimica delle cellule si trasforma in energia termica Tumefazione si ha un notevole apporto di sangue Dolore le terminazioni nervose traducono lo stimolo in dolore Functio Laesa perdita di un organo Fasi dell’infiammazione: - Iniziale: vasocostrizione Dura da qualche secondo a qualche minuto. Vi sono dei moderatori: adrenalina e nor-adrenalina. - Vasodilatazione arteriosa: iperemia attiva E’ rapida o immediata e consiste nella dilatazione dei capillari :iperemia (aumento del volume della quantità di sangue) attiva (partecipano cioè i muscoli limitrofi, coinvolge le cellule muscolari liscie tramite lo stimolo H). Si ha liberazione di Istamina (H) e una distruzione delle sostanze precedentemente liberate(quelle vasocostrittrici). Aumento di permeabilità:liberazione di proteasi, polipeptidi e prostaglandine. Istidina -> H1 Si trova nei muscoli lisci e nelle pareti vasali > GMPc azione proinfiammatoria decarbossilazione MastCellule Istamina recettori -> istamina Si trova nei granuli delle mast cellule del sangue H2 Si trovano nelle cellule stesse che hanno prodotto l’istamina >AMPc Azione antinfiammatoria Dove si trova: granuli delle mastcellule legata all’eparina sinaptosomi di cellule nervose. Granuli di granulociti. Plasmina: proteasi che si trova nel plasma in forma passiva, e che quindi deve essere attivata. Essa si trova nel sangue. Plasminogeno -> attivatori tessutali -> Plasmina -> Digestione della (inattivo) o plasmatici attiva fibrina Fase immediata -> latenza -> Fase tardiva -> duraturo aumento della permeabilità Sistemi che attivano la plasmina plasminico callicreina del complemento della coagulazione prostaglandine Sistemi attivati dalla plasmina fibrina (fibrinolisi) chininogene -> chinina precallicreina -> callicreina Plasmina Proteasi che si trova nel sangue, nelle urine e nel pancreas, trasforma il chininogeno in chinina. C3 -> C3a (via alternativa) Fattore XIIa -> XIIf Serve per la coagulazione Sistema del complemento: Insieme di frazioni proteiche(c1a,c2a,c3a) che si attivano a cascata e creano infine questo complesso che si va a legare alle superfici di alacune cellule e le uccide. Ha due vie: Classica:legame antigene-anticorpo per la risposta immunitaria. Alternativa: superfici microbiche. Un batterio li attiva. C3a C4a C5a Per il loro effetto le anofilo tossine ( che stimolano le mastocellule) partono alla liberazione di plasmina. Sostanza chemioattiva, per diffusione di concentrazione chiama cellule. aspirina Acido Arachidonico Ciclossigenasi Lipossigenasi 1 Prostraglandine 2 e trombossani leucotriene . Anafilotossina: stimola le mastcellule al rilascio di c3,c4,c5. 1 Vasodilatazione, aumento di permeabilità,dolore,febbre e demiotassi. 2 Effetto contrario : Trombossani vasocostrizione, adesitività dei leucociti, aggregazione piastrinica. Sistema di autoregolazione: PGE effetto infiammatorio PGF effetto antinfiammatorio Prostaglandine -> sono acidi grassi che derivano dalle membrane cellulari (fosfolipidi). Gli acidi grassi vengono distrutti per azione di vari enzimi. I fosfolipidi vengono digeriti dall’enzima fosfolipasi. Ale prostaglandine derivano dalla metabolizzazione dell’acido arachirodico. Pge adenilciclasi AMPc/GMPc PDf AMPc/GMPc Enzimi lisosomiali-> si trovano nei lisosomi delle cellule infiammate. Sono molto importanti perché stimolano quasi tutti i sistemi elencati. Aumento permeabilità: essudazione Si tratta della fuoriuscita dai vasi della fase liquida che si raccoglie negli spazi extra-cellulari e nella sostanza fondamentale del connettivo. Questo processo viene chiamato Edema (aumento del contenuto idrico nel tessuto connettivo) Infiammatorio. Causa: sbilanciamento di pressione all’interno del vaso. Questa pressione è formata dalla pressione idrostatica (pressione del sangue sui vasi) e dalla pressione oncotica (pressione delle proteine presenti all’interno dei vasi). Arterie Intermedio Vene Pi>Po Pi=Po Pi<Po In presenza di infiammazione la PI rimane sempre maggiore della PO. non c’è fuoriuscita di lipidi. Quindi ciò porta alla formazione di edema. Essudato: materiale solido e liquido (cellule) nel tessuto infiammato Trasudato: solo liquido che trasuda dai vasi. Non si ha nell’infiammazione ma per es. in carenza di vitamine. essudato Trasudato Cellule si No Proteine molte Poche Ph acido Poco considerevole Test di rivalta: si mette il campione in un contenitore con acido. Se si tratta di essudato si ha la precipitazione di proteine sul fondo. Diapedesi La diapedesi è un uscita di leucociti dai vasi sanguigni verso il tessuto. Quando si tratta di infiammazione i leucociti scorrono vicino alle pareti dei vasi altrimenti seguono un percorso abbastanza centrale. Molecole di adesione: Selettive -> su superficie delle cellule endoteliali e su superficie dei linfociti. immunoglobuline integrine Movimento cellulare: chemiotassi: fenomeno di attrazione chimica verso un gradiente di concentrazione di una sostanza (verso l’infiammazione). Chemiocinesi: movimento non orientato. Sostanze Chemioattive: c5 batteri e estratti batterici fattori derivati da cellule (MAF, attiva i macrofagi) leucotriesi interleuchine (IL –2 e –8, attivano i macrofagi) Iperemia passiva Stasi: rallentamento del circolo sanguigno. Iperemia Passiva, cioè diminuito ritorno venoso conseguente al rallentamento. Cause: Aumento di pressione nei tessuti Diminuizione di liquido nel sangue Conseguenze: stasi a livello tessutale occlusione vasi: trombosi diminuizione O2: cianosi - aumento glicogenolisi: acidificazione tessuti Evoluzione dei focolai infiammatori Necrosi Rimozione tessuto fibroso - Cronicizzazione Persistenza a lungo della infiammazione Guarigione Riassorbimento Fenomeni produttivi e riparativi Produttive: Stofloglosi, Infiammazioni croniche. Vengono richiamate più cellule di tipo diverso dell’Inf. Acuta FLOGLOSI infiammazioni Essudative: Angiofloglosi, Infiammazioni acute Acute: classificate in base al tipo di essudato che si viene a formare. - Eritematosa -> vasodilatazione :arrossamento senza permeabilizzazione Sierosa -> permeabilità : essudato privo di cellule e fibrina Fibrinosa -> ricco di fibrina Catarrale -> tipica delle mucose. Essudato di granulociti Purulenta -> Essudato purulento o Pus (neutrofili e eosinofili) Necroticoemorragica ->necrosi dei tessuti e rottura dei vasi con fuoriuscita di globuli rossi Allergica -> reazioni di ipersensibilità, aumento di permeabilità e fenomeni essudativi (>istamina). Se è presente allora ci sono eosinofili. Empieva: pus in cavità preformate. Ascesso: in organismi cavi o cavità neoformate. Flemmone: si diffonde nei tessuti. Croniche: Istofloglosi: infiammazione cronica che coinvolge il tessuto. Fenomeni essudativi. Forma diffusa: scompaginamento della struttura e danno funzionale dell’organo. Forma granulosa: addensati di cellule Caratteristiche Granulomi fagocità fenomeni vascolari prevalenza fenomeni produttivi presenza di cellule derivanti dai macrofagi (epitelioidi) partecipazione di processi immunitari evoluzione frequente verso la necrosi guarigione in sclerosi (indurimento) Cellule epitelioidi: più macrofagi insieme Cellule giganti polinucleate: più epitelioidi insieme, origine sinciziale: si uniscono i citoplasmi ma non i nuclei. Cellule di Langhans(TBC) : granulomi da corpo estraneo Granulomi: immunologici -> ipersensività verso antigeni (tubercolosi, sifilide) non immunologici -> da corpo estraneo (talco, silice) ONCOLOGIA Studia i tumori. Essi sono diversi da un’infiammazione o da un’ipertrofia e possono essere chiamati anche Neoplasia o Cancro (quest’ultimo viene usato specialmente in caso di tumori maligni). Il termine Neoplasia indica un accrescimento anomalo nell’organismo dovuto a un insieme di cellule di nuova origine che provocano un aumento di volume dell’organo colpito. - presenza nelle regioni più civilizzate. Qui si ha una maggiore diagnosi, un minore mortalità infantile e dovuta a malattie infettive. Dovuto a inquinamento ambientale, fumo sigarette, traumi professionali. Dovuto a una scorretta alimentazione. In Africa per es. si ha una dieta priva di proteine. Razza. Trasmissione genetica dei tumori. Definizione: è una neoformazione di tessuto caratterizzata dalla presenza di cellule atipiche e da un accrescimento autonomo, esso è afinalistico e progressivo. Neoformazione: aumento di volume cha va a distruggere e comprimere il tessuto sano. Autonomia: accrescimento svincolato da regole. Diverso da una iperplasia, ipertrofia, rigenerazione. Afinalismo: autodistruzione. Esso non ha un fine proprio, si pensa che spinga verso l’autodistruzione dell’organismo. Progressivo: non limitato nel tempo e nello spazio, avanza progressivamente. DIFESE di tipo immunologico(immunitarie): Umorali(anticorpi) e cellulari. Autolimitazione: Attiva uno stimolo continuo ai Fibroblasti che cercano di circondare il tumore essa è efficace nei tumori benigni dove forma una capsula e non efficace nei tumori maligni dove si ha una fibrosi diffusa ma che non riesce a limitarli. Il tumore presenta differenze rispetto alle cellule normali Atipie: le cellule tumorali tendono a sdifferenziarsi (ovvero la cellula cerca di tornare totipotente cioè allo stato embrionale) metaplasia: Per esempio nel tumore all’apparato respiratorio (caratterizzato da epitelio cilindrico) le cellule si sdifferenziano e diventa un tessuto pavimentoso squamoso (come nella cornea). Anaplasia: totale differenziamento di una cellula . Caratterizzano i tumori altamente maligni. Possono essere: Morfologiche: presentano una differenza morfologica con i tessuti normali limitrofi. E possono essere: a livello di tessuto: si ha un’alterazione della struttura, del rapporto trai i vari costituenti. a livello cellulare: forma polimorfismo (visibile per es. nei sarcomeri) ovvero cellule di varia forma e di vario volume a livello subcellulare: nel nucleo varia forma, dimensioni e numero cromosomi (poliploidia: un n° in più di c. multiplo di 46. Omopoidia: o 1 in più o 1 in meno.). Negli organuli si ha variazioni nei mitocondri e nei lisosomi. Biochimiche: Alterata la costituzione chimica delle cellule, si ha una maggiore presenza di H2O e un minor calcio intracellulare. Il metabolismo è completamente alterato a livello di : glucidi: viene effettuata una glicolisi anaerobia e si ha quindi formazione di Acido Lattico. lipidi : vengono presi grassi dal sangue. Proteine : Diminuita sintesi di proteine.Vengono presi amminoacidi dal sangue. Convergenza biochimica: In tumori altamente maligni le cellule tendono ad assomigliarsi, e questo si ripercuote nella sintesi di proteine: vengono quindi repressi alcuni geni e espressi altri. La fosfatasi alcalina e l’asparagina vengono repressi mentre la Fosfatasi alcalina carcinoplacentare (Presenza in donne gravide) e la Fosfatasi acida (Espresso in carcinoma della prostata) sono considerati diagnostici poiché in loro presenza si ha tumore. Vengono riespressi anche gli ormoni ectopici -> essi sono espressi fuori luogo, dove non dovrebbero essere. In caso di tumore polmonare viene prodotto ACTH (adenocorticotropo) . In caso di Tumore al Colon- rettale, polmonale viene prodotto CEA, proteine fetali e embrionali. Del comportamento: - In vivo: si ha un accrescimento invasivo e autonomo, infatti le cellule neoplastiche non hanno inibizione da contatto e così si ammassano una sull’altra; si ha una minore adesione causata da una minor conc. di calcio , minori glicoproteine di membrana; si ha un amaggiore mobilità -> incasione dei tessuti -> metastasi. - in vitro: maggiore motilità. Per diagnosticare un tumore in vitro si usano proteine naturali chiamate Lectine. Modifica cellule neoplastiche Attivazione e liberazione di proteasi Azione sulle proteine della superficie cellulare Diminuizione del cAMP cellulare ---- Effetti dei tumori: pressione meccanica e costrizione dovuta alla crescita incontrollata del tumore. Distruzione di tessuto. Danno diretto, evidente in tumori del tessuto osseo. Emorragia: ulcerazioni interne e emorragie interne Infezione: derivata da ulcerazioni interne Anemia: derivata da emorragie. Cachessia : tutto quel decadimento fisico. Effetti ormonali: ormoni riespressi. Sindromi paraneoplastiche: tutti i fenomeni non dovuti direttamente dal tumore ma quelli secondari. Tumori Benigni Accrescimento lento Accrescimento espansivo La maggior parte sono capsulati Non danno metastasi Atipie citologiche scarse Scarse cellule in mitosi Le atipie funzionali sono limitate Non danno cachessia Recidivano raramente se asportati Attecchiscono difficilmente se trapiantati Tumori Maligni Accrescimento rapido Accrescimento infiltrativi Non sono capsulati. Se si capsula invasa. Danno metastasi Le atipie citologiche sono notevoli Esistono numerose mitosi, spesso apatiche Esistono notevoli atipie funzionali Danno cachessia Recidivano molto spesso se asportati Attecchiscono con facilità I Tessuti normali possono essere stabili o labili (essi hanno una vita breve e una maggior velocità di riproduzione. Peromi: non si riproducono mai, Tessuto nervoso.) Accrescimento Infiltrativo Tumore maligno Perforazione membrane basali e liberazione di enzimi. Invasione Stroma. Recettori ECM. Approfondimento Invasione linfonodi-> metastasi Cellule vecchie al centro Cellule giovani tessuto sano Effetti: necrosi->cachessia neoplastica, Espansivo Tumore benigno Aumento del numero…. Cellule giovani al centro.Cellule vecchie in periferia Effetti di compressione Metastasi: tumori secondari, riproduzione di un tumore a distanza dal focolaio primario. Momento precoce: distacco della cellula dalla massa del tumore primitivo. Evento grave: sconfinamento organismo, abbassamento difese organiche immunitarie. Controindicazione intervento chirurgico (svuotamento cavo ascellare). Popolazione cellulare neoplastica Competenza metostatica Non è conseguenza diretta dell’invasitività Ma è espressione di peculiari modificazioni gnomiche. ORGANOTROPISMO: attitudine di certi tumori di dare metastasi in certi organi. Fattori: quantità del sangue che riceve l’organo condizioni dei vasi e del circolo presenza di difese immunologiche. Metastasi per contatto: tumore che passa da organo a organo adiacente (trapianto antologo) es. labbro. Metastasi per innesto: cellula caduta dopo intervento chirurgico per asportazione. (diverso da recidivo) Metastasi per disseminazione: organi rivestiti da sierose Metastasi per via linfatica: cellule tumorali nel circolo linfatico-> linfoidi regionali Metastasi per via ematica: tipo portale (stomaco intestino->FEGATO) tipo vene cave ( fegato e altri ->POLMONE) tipo polmonare (Polmone-> cuore,arterie->altri organi). Cause delle neoplasie Oncogeno :onkos=massa Cancerogeni e cocancerogeni (sinonimi di tumore) Agenti cancerogeni : fisici: azioni meccaniche, termiche, radiazioni ionizzate e UV. Chimici: sostanze inorganiche, idrocarburi policiclici, anime aromatiche, azoocomposti, afiatossine. Idrocarburi ciclici derivati dal catrame: cancro degli spazzacamini ( etitole); operai addetti all’asfaltatura sono suscettibili a tumori cutanei e polmonari. CATRAME -> si trova nella: combustione del carbone, nafta, benzina ; e nel caffè e nella carne. FUMO ->Pipa, sigari: epitel. Spinocellulare delle labbra, guancia, lingua. Sigarette: tumore polmonare. CANCEROGINICITA’ FUMO: catrame iniziante; sostanze irritanti promuoventi. - Virali: a RNA, a DNA. Virus a DNA oncogeni Virus oncogeno= provoca tumore perché mette nelle cellule oncogeni. Basi molecolari dell’oncologia= il cancro è dovuto ad eventi mutogeni non letali o processi di attivazione/in attivazione. Oncogeni= geni che codificano per proteine, la cui funzione “” è responsabile della trasformazione tumorale. Antioncogeni (o geni soppressori) = geni che controllano e modulano negativamente l’espressione degli oncogeni. Oncogene= acronimo di 3 lettere: nome tumore(fos) nome virus(sis) se scoperto in un virus: V-onc corrispondente cellulare(protoncogene): C-onc Proteine prodotte: acronimo P(peso molecolare): es: P21=ras F05=fos Le Proteine codificate dagli oncogeni sono coinvolte nei meccanismi che mediano la proliferazione e la differenziazione cellulare. I Fattori di crescita inducono le cellule ad entrare in G1. I segnali proliferativi negativi inducono le cellule ad andare o in G0 o alla morte. Nelle cellule neoplastiche si hanno 4 situazioni: - produzione inappropriata dei fattori di crescita aumento dei recettori aumentate le proteine che traducono il segnale aumentate le ciclone, proteine nucleari che trascrivono l’RNA. Proteine oncogeniche 1) proteine con azione di fattori di crescita es. V-SIS (virus della scimmia): gene che codifica per il PDGF(processo riparativo) 2) recettori di membrana es. ERB: gene che codifica per recettore simile Attivazione oncogeni 1) alterazione sequenza genica: mutazioni, delezioni, traslazione ------> alterata attività es. erb B: recettore EGF= attivazione anomala= stimolo mitogeno continuo ---> carcinogeni 2) 3) - aumento dell’espressione del protooncogene: aumento di quantità di proteine trascritte traslocazione : vicino a promotori più potenti, vicino a un gene di un altro virus amplificazione: moltiplicazione sequenza del gene nel 95% di pazienti con LMC dal cromosoma 9 22 abl= protoncogene che codifica per proteine interne alla membrana con attività chinasica--->stimolo mitosi. Vicino abcr= attività chinasica maggiore STIMOLO PHILADELPHIA Oncosoppressori Gene che codifica per una proteina che normalmente ha funzioni inibitorie sulla proliferazione cellulare. Esperimento IN VITRO cell Normali + cell Tumorali IBRIDO con minore velocità di crescita rispetto alla cellula tumorale. Alterazioni in un solo allele di un gene: oncosoppressore( eterozigoti), si ha nella quasi totalità dei Tumori maligni, per avere il tumore entrambi gli alleli devono essere inattivati. In attivazione oncosoppressori rari tumori ereditari (es. retinoblastoma, cancro alle mammelle) soggetti con una sola mutazione sono sani ma con maggiore predisposizione a sviluppare tumore. Perdita/in attivazione di P53 Alterazione genica più comune dei tumori maligni del colon, mallelle, polmonari, retinoblastomi (ca. 50%) Proteine introdotte da virus a DNA in attivazione cancro Gene oncosoppressore P53 (cromosoma 17) Proteina P53= proteina ubiquitaria che stimola la trascrizione di proteine inibitorie della progressione cellulare Minore P54 = maggiore divisione cellulare Danno del DNA Aumentata P53 Arresto in G1 del ciclo cellulare Riparazione del DNA Induzione della apotosi Morte programmata Eliminazione delle cellule da cui prenderebbero origine mutanti IMMUNITA’ Protezione dalle malattie. Sistema immunitario= cellule (linfociti) + molecole (anticorpi) resistenza naturale: non specifica (sempre la solita risposta) Sono le barriere contro l’esterno, quelle chimico fisiche sono: cute, mucose, fattori antimicrobici. Sono difese cellulari aspecifiche ( fagocitosi, febbre, infiammazione). Immunità acquisita: specifica, si ottiene con il contatto con l’antigene. Puo’ essere attiva o passiva: Naturale ( reazione normale all’ agente esterno: infezione clinica) Attiva (duratura) Artificiale (vaccinazioni, anatossine) Passiva (transitoria) Naturale (dalla madre per via trasplacentare o col colestro) Artificiale (sieroterapia- sieroprofilassi) Immunità naturale o nativa: resistenza che ognuno di noi ha di base contro l’insorgenza di malattie. Se l’insulto è lieve allora bene, altrimenti si ha l’insorgenza di malattia. Ci sono 4 tipi di barriere: . anatomiche : cute, superficie delle mucose; . fisiologiche : temperatura, ph, vari fattori solubili (lisozima, interferoni, complemento); . endocitiche o fagocitiche; Risposta infiammatoria: il sebo contiene sostanze acide che uccidono i microrganismi che vengono a contatto con l’epidermide. I lisozimi si trovano in molte secrezioni e uccidono molti microrganismi. I microrganismi commensali (intestino e vagina) uccidono microrganismi patogeni che potrebbero esserci. Cellule del sistema immunitario = leucociti. Processo di internalizzazione: pinocitosi, endocitosi mediata da recettori. (processi con i quali i fagociti mangiano igli antigeni). Lisosomi primari: si trovano liberi nel citoplasma e hanno al loro interno enzimi digestivi. Essi si formano nel Golgi. La fusione della vescicola di endocitosi con il lisosoma va a formare il lisosoma secondario che annientano il contenuto e lo espellono poi verso l’esterno. Macrofagi (si trovano nei tessuti, derivano dai monociti che sono liberi nel sangue. Questi ultimi si fermano nel punto interessato e diventano macrofagi. L’infiammazione è un tipo di risposta naturale aspecifica. Barriere Molecole circolanti Cellule Naturale Pelle, membrane, mucose Specifica Sist. Immunitario cutaneo e mucoso: anticorpi delle secrezioni mucose. Complemento: tipo di mediatori liberati Anticorpi nell’infiammazione Fagociti (macrofagi, neutrofili). Cellule Linfociti Natural Killer Immunità specifica = acquisita, non si ha risposta se non esposti all’agente in seguito a un contatto. Attiva: esposizione agente eterno Passiva: trasferimento di cellule a siero di soggetti immunizzati (vaccini). Umorale: mediato da anticorpi -> ci permette di fare la siero profilasi. Si trasmette l’immunità cioè attraverso il siero. Cellulo mediata: mediata da linfociti -> B (midollo e borsa di Fabrizio), T (timo) entrambi derivano dalla cellula staminale “”. Immunità specifica duratura 1) ricorda ogni incontro con un microbo o un antigene estraneo, per cui incontri successivi stimolano risposte sempre più efficaci (memoria immunologia). 2) Amplifica i meccanismi protettivi dell’immunità naturale e li orienta verso la porta d’ingresso dell’agente estraneo. Cell staminale emopoietica -> precursore linfoide -> linfociti ->precursore mieloide->macrofagi -> T citotossico ->Thelper ->B mid.osseo e fegato -> plasmacellula fase finale dove secerne Atc Sistema linfatico: nascono maturano e vengono portati nei vari distretti i linfociti. E’ un sistema di trasporto praticamente dei linfociti. Organi linfatici primari : midollo osseo (LB) timo (LT). Organi linfatici secondari : regioni di accumulo di linfociti (linfonodi). Proteine estranee Virus Batteri Parassiti Funghi Antigeni -> vertebrato -> Risposta umorale -> Risposta cellulo-mediata Linfociti T: -Helper : hanno un recettore proteico CD4 (estroflessioni), essi non uccidono la cellula ma amplificano la risposta secernendo la citochina, stimolando LB a produrre anticorpi. Stimola anche l’uccisione della cellula da parte dei LTc. -Citotossici : hanno dei recettori proteici CD8 linfocita B ha sulla superficie atc specifici. Dopo il contatto si ha la trasformazione in plasmacellule che secernono atc che determinano l’uccisione delli atg. LTh: riconosce l’antigene sevicino alla molecola chiamata MHC di classe 2. LTc: riconosce l’antigene se vicino alla molecola MHC classe 1. MHC= complesso maggiore di istocompatibilità. Queste molecole sono espresse in tutte le cellule, sono le responsabili di una funzione immunitaria. Ognuno ha un MHC diverso da ogni altro individuo. Inducono a una alta specificità, alla base del rigetto di un organo. Riconoscimento antigene da parte dei Linfociti B e T. Esso è associato a 4 molecole: . anticorpi di membrana su LB . recettori di cellule T (recettori proteici) . MHC classe 1 (cellule nucleate) . MHC classe 2 (APC, cellule che presentano l’antigene. Tutte le cellule con attività fagocitica) APC: macrofagi, linfociti B e cellule dendridiche (sist. Nervoso). Processazione e presentazione dell’antigene Esogeni (pinocitosi, endocitosi) (APC) -> CD4 --Th ->MCH 2 Endogeni (cirus, tumori) cellule nucleate -> CD8 –Tc -> MCH1