1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 1 ® Offerte Dedicate STRUTTURE RESIDENZIALI 6 ALLOGGIO ASSISTITO Progettazione e Offerte Dedicate Responsabile: Ing. Gianpaolo Monti Autori: Ing. Gianpaolo Monti Realizzazione Grafica Studio Dal Verme Tenti - Varese - Italy Stampa Caleidograf srl - Merate - Italy 1 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 26 ® 26 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 27 ALLOGGIO ASSISTITO PROGETTI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI 27 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 28 ® Relazione tecnica impianti La presente relazione tecnica viene redatta in conformità secondo i dettami della Guida CEI 0-2, attenendosi alle disposizioni della Legge 46/90 ed al relativo regolamento di attuazione D.P.R. 447/91. Caratteristiche del progetto Il progetto, nel suo complesso, è costituito da: - Relazione tecnica - Planimetrie indicanti la disposizione delle apparecchiature - Computo metrico estimativo delle opere - Valutazione economica delle opere Destinazione d’uso e caratteristiche dell’edificio L’edificio in oggetto rappresenta una STRUTTURA RESIDENZIALE CON ALLOGGI ASSISTITI, cioè una struttura con destinazione d’uso residenziale finalizzata a fornire ospitalità, prestazioni sanitarie assistenziali le a persone non completamente autosufficienti, assistibili a domicilio e non bisognose di ricovero in strutture ospedaliere o riabilitative. L’edificio è costituito da più piani fuori terra e da un piano sotterraneo. La struttura è composta da 3 aree funzionali: - Area destinata alla residenzialità che comprende l’alloggio(camere, cucina, soggiorno e bagni). Quest’area occupa i piani fuori terra ad eccezione del piano terra riservato alla portineria sociale e ai servizi di edificio. - Area comune, che raggruppa gli spazi destinati alle attività comuni, - Area destinata alla portineria sociale - Area generale di supporto, al piano sotterraneo, dove sono ubicati vani tecnici e depositi. Il corpo dell’edificio è servito normalmente da un impianto elevatore. 28 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 29 • Relazione tecnica impianti Norme tecniche e di legge Gli impianti elettrici sono realizzati in osservanza delle norme e leggi vigenti, comprese eventuali varianti, completamenti o integrazioni alle stesse. Le caratteristiche degli impianti stessi e dei loro componenti, devono in particolare essere conformi: - alle norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano); - alle prescrizioni delle Autorità Locali, in particolare di quelle dei Vigili del fuoco; - alle prescrizioni ed indicazioni del Distributore dell’energia elettrica; - alle prescrizioni ed indicazioni del Distributore del servizio telefonico; - alle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro; - alle norme e raccomandazioni dell’Ispettorato del Lavoro e dell’ISPESL. Di seguito si elencano alcune tra le norme e leggi principali di riferimento: - DPR n. 547 del 27/04/55 “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro” - D.M. 16 Febbraio 1982, “Attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco: modifica del D.M. 27/9/65” - Legge n. 186 del 01/03/68 “Costruzione e realizzazione di materiali ed impianti elettrici a regola d’arte” - Legge n. 46 del 05/03/90 “Norme per la sicurezza degli impianti” - DPR n. 447 del 06/12/91 “Regolamento di attuazione della Legge n. 46 del 05/03/90” - Legge n.118 del 30/03/7, Legge n. 13 del 09/01/89, D.M. n. 236 del 14/06/89, DPR n.503 del 24/07/96 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati” - D.M. del 08/03/85 “Direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi ai fini del rilascio del NOP di cui alla Legge n. 818 del 07/12/84” - D.L. del 19/09/94 n. 626 “Attuazione delle direttive CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro” - Norma CEI 64-8 IV ediz. fasc. 4131 - 4137 “Impianti elettrici utilizzatori a Vn fino a 1000 V ac e a 1500 V dc” - Norma CEI 11-17 fasc.1890 “Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica” - Norma CEI 11-1 fasc.5025 “Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata” - Norma CEI 17-13/1 fasc. 1433 “Apparecchiature assiemate di protezione per basse tensioni (apparecchiature di serie AS e non di serie ANS)” - Norma CEI 17-13/3 fasc. 1926 “Apparecchiature assiemate di protezione di manovra per basse tensioni installate in luogo con personale non addestrato (quadri di distribuzione ASD)” - Norma CEI 81-1 fasc.2697 “Protezione delle strutture contro i fulmini” - Norma CEI 81-4 fasc.2924 “Valutazione del rischio dovuto al fulmine” - Norma CEI 79-3 “Norme per impianti antintrusione e antieffrazione” Tutti i componenti elettrici installati dovranno essere conformi alla relativa norma di prodotto. 29 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 30 ® Caratteristiche generali impianto elettrico Le caratteristiche del sistema di alimentazione e di distribuzione elettrica previsti sono le seguenti: - Punto di consegna in BT ; - Alimentazione in BT con sistema TT, VN=400V. Punto di consegna Costituito da avanquadro in resina, doppio isolamento, con grado di protezione IP55. Da questo punto parte la linea di alimentazione delle parti comuni. La consegna è di tipo TT a 400 V trifase. I singoli alloggi sono alimentati in TT monofase 230 V ciascuno con propria fornitura e contabilizzazione. Quadro elettrico generale di bassa tensione Il QUADRO GENERALE DI BASSA TENSIONE si prevede ubicato in apposito locale tecnico ubicato al piano sotterraneo. All’interno del quadro, in posizione facilmente accessibile e parallela alla morsettiera, dovrà essere posta una sbarra in rame; questa sbarra costituirà il collettore equipotenziale di terra. Quadri elettrici di zona I quadri secondari sono di 2 tipi: - quadri elettrici di piano che alimentano le utenze comuni e ulteriori quadri di zona ubicati sul medesimo piano; I quadri elettrici di piano e quello generale dovranno avere le seguenti caratteristiche di costruzione: - Norma di riferimento per la costruzione CEI 17-13/1. - Involucro del quadro ad armadio in lamiera, chiuso, posato a parete fissato su piano verticale e adatto a contenere apparecchiature di tipo scatolato e modulare predisposte per l’aggancio su guida normalizzata CEI EN 50022. - Il pannello frontale, dovrà essere del tipo incernierato, e apribile solo mediante attrezzo, garantendo così la segregazione delle apparecchiature e dei cablaggi interni. - Grado di protezione minimo dell’involucro IP 4X. I quadri relativi alle centrali tecnologiche avranno le medesime caratteristiche di quelli sopra menzionati ad eccezione del grado di protezione che dovrà essere non inferiore a IP45. La costruzione dei quadri di zona dovrà rispecchiare le seguenti caratteristiche tecniche: - Norma di riferimento per la costruzione CEI 23-51. - Involucro del quadro in materiale isolante, a doppio isolamento, chiuso a cassetta (centralino da parete o da incasso), fissato su piano verticale e adatto a contenere apparecchiature di tipo modulare predisposte per l’aggancio su guida normalizzata CEI EN 50022. - Grado di protezione minimo dell’involucro IP 4X se da incasso, IP 44 se da esterno. - Fissaggio a parete ad un’altezza non inferiore a 1,5 m dal piano di calpestio. La distribuzione di utilizzazione di tutti i quadri elettrici sarà provvista di organi di manovra e protezione contro le sovracorrenti e i contatti indiretti. 30 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 31 • Relazione tecnica impianti Distribuzione principale La distribuzione principale ha origine dal quadro generale di bassa tensione e serve tutti i quadri elettrici di piano. Le condutture sono costituite da cavi unipolari o multipolari posti in tubazioni sotto traccia o a vista nel cavedio montante dell’edificio. Tutti i cavi delle linee principali dovranno essere di tipo con isolamento in gomma G7 "NON PROPAGANTE L’INCENDIO", secondo norma CEI 20-22/II. Tutte le condutture, in corrispondenza del passaggio tra i vari compartimenti antincendio, saranno adeguatamente sigillate in modo da evitare qualsiasi possibilità di comunicazione di fiamme o fumo; le condutture elettriche che attraversano le vie d’uscita di sicurezza saranno ridotte al minimo e non costituiranno ostacolo al deflusso delle persone e non dovranno essere a portata di mano. Le portate nominali dei cavi verranno ricavate dalle tabelle UNEL e tengono conto del valore di massima temperatura ambiente di progetto, delle effettive condizioni di posa e dei margini di ampliamento convenuti con la Committente. Impianti di illuminazione Gli impianti di illuminazione hanno origine dai quadri secondari di zona o piano e sono distinti nei circuiti per illuminazione “ORDINARIA”, di “SERVIZIO/NOTTURNA”, di “RISERVA” e di “SICUREZZA”. L’illuminazione ordinaria è prevista in tutti i locali e sarà atta a garantire il livello di illuminamento richiesto dalla Norma UNI 10380, variante A1. L’illuminazione di servizio o notturna è prevista esclusivamente e negli spazi di passaggio e garantirà un livello di illuminamento di circa 10-15% rispetto all’illuminazione ordinaria di tali aree; essa è normalmente accesa. Sia l’illuminazione ordinaria che quella di servizio/notturna saranno realizzate mediante il sistema bus scs con l’installazione di attuatori in quadro o in apposite scatole da parete o da incasso, comandi locali in scatole da incasso e interfaccie RS232 che permettono anche il controllo e la supervisione dell’impianto da pc dal locale presidiato. Si realizzeranno anche le seguenti funzionalità impiantistiche: - comando e controllo della luce tramite telecomando e ricevitore IR nelle camere di degenza: ciò permette di eseguire questo tipo di operazione da qualsiasi posizione all’interno della camera di degenza senza essere in diretto contatto con il punto di comando, agevolando le persone con difficoltà motorie o costrette in posizioni vincolate (letto, sedia a rotelle, etc) - Comando della luce nelle parti comuni mediante un interruttore ad infrarossi passivi che rileva il movimento delle persone e accende e spegne automaticamente la luce. Questa soluzione permette significativi risparmi energetici. L’illuminazione di sicurezza verrà realizzata in tutte le parti comuni dell’edificio e nella portineria sociale, ad eccezione degli alloggi, mediante corpi illuminanti dotati di alimentatori tamponi ad accumulatori, posizionati all’interno del corpo lampada (fluorescente da 36W o gruppo indicatore USCITA SICUREZZA), che assicurano una autonomia di 2 ore. Gli alloggi saranno dotati di lampade di emergenza ad incasso. L’impianto di illuminazione di sicurezza assicura un livello di illuminamento non inferiore a 5 lux ad 1m di altezza dal piano di calpestio, lungo le vie di uscita e nelle aree di tipo C e D. 31 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 32 ® Le caratteristiche degli impianti nei diversi tipi di ambienti sono così sinteticamente identificabili: - apparecchi illuminanti a luce fluorescente adatti per controsoffitti (ove previsti) o a sospensione da plafone, tutti con ottica dark-light a servizio dei locali uffici e dei locali presidiati, con ottica lamellare satinata nelle altre parti comuni; - apparecchi illuminanti a plafone e/o a sospensione, tipo AD-FT con grado di protezione IP55, nei locali tecnici, nelle centrali tecnologiche ed in tutti i locali deposito. È previsto l’impianto di illuminazione dell’area esterna attraverso apparecchi di illuminazione con armature di tipo “STRADALE” montate parte su sbraccio, lungo il perimetro dell’edificio, e parte su palo nelle aree prospicienti i passi carrai, parcheggi, ecc. Il funzionamento di quest’ultimo impianto è previsto in automatico a mezzo di interruttore crepuscolare. Impianti prese parti comuni Gli impianti di alimentazione delle prese a spina hanno origine dai quadri di zona. Saranno installate prese a spina per usi domestici o similari del tipo: - 2P+T da 10A, a poli allineati; - 2P+T bipasso da 10/16A, a poli allineati; - 2P+T SCHUKO / BIPASSO 10/16A; - 2P+T SCHUKO / BIPASSO 10/16A con interruttore di protezione magnetotermico. Nei vari locali tecnologici è previsto anche un impianto prese “di servizio” per la fornitura dell’energia necessaria all’espletamento delle operazioni di manutenzione e all’alimentazione di utenze particolari. Dette prese saranno di tipo industriale CEE 17, corredate di interruttore di blocco sull’estrazione della spina a carico inserito, montate in batteria su basi portaprese, installate ad un’altezza non inferiore a 1,5 m dal piano pavimento. In particolare ogni pannello prese dovrà avere come minimo: - n. 1 presa 2P+T da 16A/230V; - n. 1 presa 3P+T da 16A/400V. Protezione da sovraccarico e da cortocircuito a monte del circuito 32 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 33 • Relazione tecnica impianti Impianto di terra Il sistema di collegamento a terra dell’impianto in oggetto è TT,. L’impianto di terra sarà unico per tutto il complesso e risulterà costituito da: - dispersore: realizzato con picchetti intenzionali, posti nell’area esterna, del tipo in acciaio zincato posti in pozzetti ispezionabili e corda di rame nuda, direttamente interrata, per il collegamento ad anello degli stessi; - collettori di terra: punti di collegamento fra i dispersori, la rete di conduttori di protezione e quelli dei collegamenti equipotenziali, costituiti da sbarre di rame e da morsetti, tutti posti in posizioni accessibili, apribili per permettere le verifiche, ma solo mediante attrezzo; - conduttori di protezione PE: conduttori isolati, con guaina di colore giallo/verde, posati lungo gli stessi percorsi dei conduttori di energia, aventi la funzione di collegare tutte le masse dell’impianto elettrico; - conduttori equipotenziali: conduttori isolati, con guaina di colore giallo/verde per il collegamento a terra di tutte le masse estranee. SCHEMA A BLOCCHI IMPIANTO DI TERRA 33 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 34 ® Impianti speciali In questa sezione vengono riportati i cosiddetti impianti speciali, che sono stati previsti nell’Appartamento Assistito in oggetto per realizzare determinate funzionalità impiantistiche e soddisfare precise esigenze. Impianto telefonico e trasmissione dati Per i servizi di TELEFONIA e TRASMISSIONE DATI si prevede un unico impianto denominato “cablaggio strutturato” con rete di comunicazione locale (tipo LAN - Local Area Networks), con topologia a stella. I tipi di cavi saranno scelti in funzione delle regole di trasmissione adottate (protocollo), tutti comunque facenti capo ad armadi o quadri di piano contenenti i pannelli di permutazione. Detti armadi dovranno essere posizionati in modo tale da garantire la posa dei cavi rispettando i parametri di lunghezza massima ammessi dalla normativa; saranno previsti ad ogni piano della struttura. I connettori previsti saranno del tipo RJ45. Il sistema dorsale delle condutture di questi impianti verrà realizzato a seconda degli ambienti prevedendo appropriate e dedicate: - tubazioni a vista o sottotraccia; Impianti di videocontrollo e di videocitofonia Integrato al sistema di videocitofonia è previsto un impianto di videocontrollo che permette la supervisione da pc e da posto interno videocitofonico di alcune parti comuni (corridoi, ingresso e soggiorno) e delle camere di degenza. Il videocontrollo degli appartamenti (quando previsto) è possibile solo dopo che la telecamera è stata abilitata al funzionamento tramite pulsante di chiamata soccorso La telecamera, dopo la pressione del pulsante di chiamata soccorso, viene abilitata al funzionamento solo per 5 minuti, dopo di che viene disabilitata automaticamente. Le telecamere previste per il videocontrollo interno della struttura sono da incasso e installate nelle comuni scatole 503. Il sistema di videocitofonia prevede due posti esterni video e posti interni nei locali presidiati (reception, locale presidiato ) Impianto di Power TV E’ previsto un sistema di TV interattiva e Internet TV capace di rendere disponibile direttamente sul TV di appartamento una diversificata serie di servizi e informazioni. Le applicazioni proposte sono da un lato rivolte al benessere dell’ospite, dall’altro a facilitare il lavoro del personale di assistenza. Inoltre nei servizi implementati è anche considerata la possibilità di diffondere comunicazioni vocali e realizzare una diffusione sonora musicale. Impianto di motorizzazione degli avvolgibili Integrata sul sistema a bus scs verrà prevista la motorizzazione degli avvolgibili negli appartamenti. Oltre al comando locale degli azionamenti motorizzati sono previste le seguenti funzioni impiantistiche: -Comando degli azionamenti motorizzati tramite telecomando e ricevitore IR: ciò permette di eseguire questo tipo di operazione da qualsiasi posizione all’interno della camera senza essere in diretto contatto con il punto di comando, agevolando le persone con difficoltà motorie o costrette in posizioni vincolate (letto, sedia a rotelle,etc). -Comando generale di salita e discesa di tutto l’appartamento. Permette di agire contemporaneamente su tutti gli azionamenti motorizzati dell’alloggio con la pressione di un singolo tasto. Mediante l’interfaccia RS-232 prevista nel posto presidiato è possibile realizzare la supervisione e il comando dello stato dei dispositivi automazione relativi agli azionamenti da pc. 34 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 35 • Relazione tecnica impianti Impianto a servizio della centrale termica È prevista una CENTRALE TERMICA unica per tutto il complesso, con funzionamento a gas metano; l’impianto elettrico nella centrale deve essere realizzato in conformità alle prescrizioni della norma CEI 64-2/A app. B. Per l’impianto sarà di competenza dell’installatore elettricista l’esecuzione delle opere riguardanti: - l’alimentazione dal quadro principale al singolo quadro all’interno del locale e/o di centrale; - il quadro elettrico, sul quale devono essere installate le protezioni della linea di alimentazione del bruciatore, della linea di alimentazione delle pompe, e di altri eventuali utilizzatori; - l’illuminazione e le prese di servizio del locale. Il resto dell’impianto deve essere eseguito in modo da rispettare le disposizioni di legge per quanto riguarda sia i dispositivi di sicurezza sia i dispositivi di regolazione. Salvo le prescrizioni particolari delle zone di pericolo da identificare secondo le disposizioni delle apparecchiature meccaniche, tutti gli impianti interni si prevedono con apparecchiature a sicurezza funzionale AD-FT con grado di protezione non inferiore a IP44. Impianti per servizi tecnologici Per l'alimentazione delle apparecchiature elettriche degli altri impianti dei servizi tecnologici, quali l’impianto di trattamento aria (UTA) o termoventilazione dell'aria (TMV), quello di CONDIZIONAMENTO, nonché quelli per l’approvvigionamento IDRICO, l’impianto ANTINCENDIO, l’impianto SOLLEVAMENTO ACQUE reflue ed altri eventuali, dovranno essere previste singole linee indipendenti, ognuna protetta in partenza dal quadro generale mediante un proprio interruttore automatico differenziale. Per gli impianti tecnologici, l’appaltatore incaricato in sede di esecuzione lavori, dovrà confermare all’Installatore elettrico se il complesso dei quadri di distribuzione previsti, i relativi comandi e controlli e le linee derivate in partenza dai quadri stessi, siano idonei allo specifico impiego per l’impianto tecnologico trattato. Nel progetto dell’impianto meccanico è previsto che le CALDAIE, le UTA e i TMV abbiano propri quadri elettrici di comando e controllo fornite assieme al macchinario dal costruttore delle stesse. In sede di esecuzione lavori sarà necessario appurare che i relativi quadri abbiano il grado di protezione adeguato all’ambiente d’installazione (IP45 se all’interno o IP55 se all’esterno) e che le protezioni “generali” e/o “secondarie” presenti siano adeguate al potere d’interruzione di cortocircuito massimo presunto nel punto d’installazione. La messa a terra delle singole utenze o dei motori è prevista utilizzando il quinto conduttore per le utenze trifasi con neutro, il quarto conduttore per le utenze trifasi, o terzo per le utenze monofasi, del cavo di alimentazione. È fatto divieto, nell’utilizzo dei cavi multipolari, di impiegare il conduttore PE di colore GIALLO/VERDE per altri utilizzi (FASE o NEUTRO) attraverso la nastratura del tratto terminale; è ammessa la nastratura di identificazione, nei tratti terminali, solo sui cavi unipolari con guaina (la colorazione del tratto terminale deve essere conforme alle tabelle CEI-UNEL 00722). Alimentazione ascensori L’impianto di competenza dell’installatore elettricista riguarderà: - le linee di alimentazione, indipendenti da quelle degli altri servizi, distribuite dai quadri elettrici generali di edificio; - l’installazione, nel locale macchina, di un quadro contenente gli interruttori automatici magnetotermici differenziali nonché gli interruttori e lampade spia per l'illuminazione del vano ascensori e del locale; - l’allacciamento al comando dell'interruttore f.m. installato in una custodia sotto vetro frangibile da disporsi al piano rialzato in posizione facilmente accessibile; - la messa a terra dell'ascensore o del montacarichi con collegamento all'impianto di terra dell’edificio, salvo diversa prescrizione in fase di collaudo dell'ascensore e del montacarichi stesso; - l’illuminazione e le prese di servizio del locale nonché l’illuminazione del vano corsa. Rammentiamo che le condutture e le protezioni devono essere proporzionate per una corrente pari a 3 volte quella nominale del servizio continuativo e che nel vano ascensore o montacarichi devono essere installate solo condutture appartenenti all'elevatore. 35 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 36 ® Misure di prevenzione e sicurezza adottate Le misure qui adottate vengono applicate alle parti comuni della struttura residenziale (per esempio atrio d’ingresso, scale, ascensori, parti eterne...). Dispositivi per il comando di arresto d’emergenza I comandi di emergenza per la messa fuori tensione dell’impianto elettrico sono i seguenti. - Sgancio generale. Toglie tensione a tutto l’impianto utilizzatore con l’eccezione dell’impianto di illuminazione di sicurezza (apparecchi autoalimentati) e alle eventuali pompe dell’impianto antincendio; questo sgancio è comandato da un unico dispositivo che dovrà essere posto nel locale sorveglianza (reception). -Sganci impianti elevatori. Un dispositivo per ogni impianto, atti a togliere tensione ai rispettivi quadri di manovra; il comando sarà posto a fianco della porta d’accesso alla cabina mobile al piano d’ingresso dell’edificio ed altresì riportato nel locale di sorveglianza. - Sganci circuiti di alimentazione di aree particolari. In corrispondenza degli accessi dei locali soggetti a specifiche normative VV.F. (es.: la centrale termica) devono essere posti dei dispositivi atti a togliere tensione a tutti gli impianti interni. Tutti i circuiti di sgancio agiranno sulle bobine di apertura degli interruttori di protezione posti sui quadri interessati. Il dispositivo previsto sarà costituito da un pulsante a fungo posto in propria cassetta con schermo frontale di vetro frangibile, segnalato in loco con l'apposito cartello monitore a fondo rosso e scritta in bianco. Se verrà prevista l'adozione di un dispositivo del tipo a "LANCIO DI CORRENTE", questo dovrà essere munito di lampada di segnalazione (led) ad indicazione della funzionalità del circuito di comando. Il percorso dei circuiti di comando di emergenza dovrà essere sempre distinto e separato da qualsiasi altro circuito. Compartimentazione linee Tutte le linee in uscita dai locali classificati a "maggior rischio in caso d’incendio" e negli attraversamenti dei compartimenti antincendio (REI), sia orizzontali che verticali, devono essere adottate le protezioni contro lo sviluppo e la propagazione d’incendio. Allo scopo dovranno essere predisposte opportune barriere da realizzarsi con speciali schiume ignifughe e/o setti intumescenti, adeguati al grado di protezione REI previsto nella pratica di prevenzione incendi. Illuminazione di sicurezza Data la tipologia di attività svolta ed in ottemperanza alle leggi vigenti (D.L. 626/94, sez. 8 comma 3) si prevede la realizzazione di un impianto di illuminazione di sicurezza in grado di intervenire automaticamente in un tempo * 0,5 s in caso di mancanza della tensione di rete. Questo impianto verrà realizzato con: - impiego di gruppi autonomi di auto - alimentazione, di tipo “permanente”, posti all'interno di alcuni degli apparecchi illuminanti previsti per l'illuminazione generale; - impiego di gruppi autonomi di auto - alimentazione, di tipo “non permanente”, posti all'interno di alcuni degli apparecchi illuminanti previsti per l'illuminazione generale locale (es.: centrali tecnologiche); 36 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 37 • Relazione tecnica impianti - impiego di apparecchi di illuminazione autonomi di tipo “non permanente”, dislocati lungo i percorsi e in corrispondenza delle uscite per garantire un’affidabile illuminazione degli ambienti e dei percorsi di evacuazione. In corrispondenza delle uscite gli apparecchi di illuminazione verranno dotati di pittogramma recante la segnaletica di sicurezza prescritta dalle norme vigenti (D.P.R. 524/82). Quest'impianto sarà distribuito dai vari quadri elettrici di zona, con le medesime modalità previste per gli impianti di illuminazione. Protezione contro i fulmini Dallo studio di probabilità di fulminazione condotto secondo i criteri dettati dalla Norma CEI 81-1 IIIª Edizione e dalla nuova Norma CEI 81-4 e varianti, valutazione del rischio dovuto al fulmine, risulta che l’edificio è autoprotetto contro la fulminazione diretta e indiretta. Si dovrà realizzare l’impianto di protezione interno in modo da evitare scariche pericolose (egualizzazione del potenziale per le masse metalliche ed i circuiti essenziali) ed altresì per la salvaguardia delle utenze e delle linee sensibili alle sovratensioni predisponendo limitatori di tensione (scaricatori) sulle linee di alimentazione BT, in particolare sui circuiti degli impianti ausiliari e di sicurezza. Rivelazione gas Si rende necessario predisporre un impianto di rivelazione fughe di gas nelle cucine degli alloggi (solo se è prevista un’alimentazione a gas; l’impianto sarà costituito da un rivelatore di gas metano, da un ripetitore che produce la segnalazione ottico-acustica e da un interfaccia che riporta l’allarme su bus e quindi a pc al posto presidiato . Inoltre la segnalazione di allarme comanderà l’elettrovalvola automatica di chiusura posta sulla tubazione di adduzione del gas nell’appartamento interessato. Detta elettrovalvola dovrà essere del tipo a sicurezza intrinseca e a riarmo manuale, posta in area esterna. Protezione contro i contatti diretti Se non richiesti indici di protezione specifici, le parti attive dovranno essere racchiuse entro involucri o dietro barriere che assicurino almeno il grado di protezione IPXXB (il dito di prova non può toccare parti in tensione: Norma CEI 70-1 IIª Ed.), tranne che per le superfici superiori orizzontali per le quali dovrà essere almeno IPXXD (il filo di prova del diametro di 1 mm non può toccare parti in tensione: Norma CEI 70-1 IIª Ed.). Per ragioni di esercizio e di sicurezza, nell’aprire gli involucri sarà necessario eseguire una delle seguenti disposizioni: - uso di un attrezzo o di una chiave se in esemplare unico ed affidata a personale addestrato; - sezionamento delle parti attive mediante apertura con interblocco; - interposizione di barriere o schermi che garantiscono un grado di protezione IP2X. L’isolamento delle parti attive si potrà rimuovere solo mediante distruzione e dovrà presentare caratteristiche di resistenza ad agenti meccanici, chimici, termici, elettrici ed atmosferici; vernici, lacche, smalti e prodotti simili non sono idonei, in genere, a fungere da isolanti. Gli interruttori differenziali con corrente differenziale Id £ 0,03A, devono essere considerati come protezione addizionale contro i contatti diretti e da impiegare unitamente ad una delle altre misure di protezione totale o parziale precedentemente citate. 37 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina ® 38 38 SRA 26-43 29-11-2004 11:02 Pagina 39 • Progetto impianti elettrici e speciali Nel progetto dell’appartamento qui di seguito riportato sono state riportate le funzioni seguenti: FUNZIONALITÀ IMPIANTISTICHE MY HOME Tipologia locale Tipologia impianto Automazione luce Automazione motorizzazioni avvolgibili Soggiorno Automazione funzioni speciali Antifurto Ingresso Cablaggio strutturato Impianto antenna terrestre/satellitare Sorveglianza acustica Termoregolazione Automazione funzioni speciali Antifurto Automazione luce Automazione motorizzazioni avvolgibili Automazione funzioni speciali Gestione energia Cucina Antifurto Allarmi tecnici Sorveglianza acustica Cablaggio strutturato Impianto antenna terrestre/satellitare Automazione luce Automazione motorizzazioni avvolgibili Automazione funzioni speciali Camera da letto matrimoniale Antifurto Cablaggio strutturato Sorveglianza acustica Termoregolazione Impianto antenna terrestre/satellitare Automazione luce Automazione motorizzazioni avvolgibili Antifurto Camera da letto Cablaggio strutturato Sorveglianza acustica Termoregolazione Impianto antenna terrestre/satellitare Automazione luce Bagno Automazione funzioni speciali Gestione energia Antifurto Impianto di segnalazione Disimpegno Ripostiglio Sorveglianza acustica Impianto luci d'emergenza Automazione luce Antifurto Impianto di segnalazione Sorveglianza acustica Impianto luci d'emergenza Automazione luce Automazione funzioni speciali Antifurto Termoregolazione Impianto luci d'emergenza ALTRE FUNZIONALITA' Funzionalità impiantistica installata Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Comando generale di spegnimento (general-off) di tutti i corpi illuminanti Comando per singolo avvolgibile Comando per singolo avvolgibile Comando degli avvolgibili del locale Comando generale di tutti gli avvolgibili Apertura elettroserratura dell'ingresso tramite comando a pulsante Comandi automazione tramite telecomando e ricevitore IR Protezione perimetrale mediante contatti magnetici Protezione volumetrica mediante rilevatore IR Inserimento e disinserimento impianto tramite trasponder Postazione con 2 connessioni dati/telefono 1 presa TV 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica 1 termostato ambiente Apertura elettroserratura dell'ingresso tramite trasponder 2 sirene con lampeggiante Comando da 1 punto di corpo illuminante a soffitto Comando per singolo avvolgibile Comando aspirazione forzata Controllo presa forno Controllo presa piastre elettriche Controllo e visualizzazione sistema gestione energia Protezione perimetrale mediante contatti magnetici Protezione volumetrica mediante rilevatore IR Rivelatore allagamento 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica Postazione con 2 connessioni dati/telefono 1 presa TV Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Comando da 3 punti dell' avvolgibile Comandi automazione tramite telecomando e ricevitore IR Protezione perimetrale mediante contatti magnetici Protezione volumetrica mediante rilevatore IR Telesoccorso Postazione con 2 connessioni dati/telefono 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica 1 termostato ambiente 1 presa TV Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Comando da 3 punti dell' avvolgibile Protezione perimetrale mediante contatti magnetici Protezione volumetrica mediante rilevatore IR Postazione con 2 connessioni dati/telefono 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica 1 termostato ambiente 1 presa TV Comando da 1 punto di corpo illuminante a soffitto Comando da 1 punto di corpo illuminante a parete Accensione e spegnimento ritardato automatico dell'aspirazione forzata Controllo presa lavatrice Rivelatore allagamento Pulsante a tirante per vasca Pulsante a tirante per WC 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica 1 lampada di emergenza Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Sirena interna per antintrusione e segnalazione allarmi tecnici Suoneria elettronica per pulsante ingresso e pulsanti a tirante 1modulo altoparlante 1 lampada di emergenza Comando da 1 punto di corpo illuminante a soffitto Accensione e spegnimento ritardato automatico dell'aspirazione forzata centrale con comunicatore telefonico integrato centrale di gestione termoregolazione 1 lampada di emergenza 1) Supervisione, comando e controllo locale e remoto dell'impianto automazione attraverso pagine web (webserver) 2) Riarmo interruttore generale da remoto in seguito a segnalazione inviata da comunicatore telefonico 39 32 P. I. 1 I IR IR TV EDP EDP 21 12 SALOTTO 11 1 1 1 1 M 2 HO 2 13 2 32 12 11 AMB2 (srrande) AMB1 OFF UNEL UNEL 23 CUCINA forno piano lavoro 1 UNEL M 14 M 15S I 15 BAGNO 14 19 14 18 1 16 16 1 SOS 1 UNEL IR UNEL UNEL STANZA 1 1 M 1 15S 15S DISBRIGO 18S 18 RIPOST. 18S S M 25 M 1 M 18S UNEL 24 12 11 14 piastre 31 1 riarmo interruttore IR 22 GR1 (21-22) 31 G.E. Carico 1 G.E. Carico UNEL 10 10 31 T UNEL 1 19 C 2 17 25 19 25 19 STANZA 25 2 1 10 UNEL 10 10 10 10 C 1 1 TV EDP EDP 10 10 C IR 2 10 24 17 10 M 23 UNEL 10 10 1 C 13 11 21 UNEL pensili cappa IR C TV EDP EDP 10 10 1 I 14 2 IR 15 17 UNEL G.E. Carico 1 HO TV EDP EDP 10 10 12 22 24 17 10 IR Attuatore da incasso -1 modulo - 1 relé T HO 2 IR SOS I C Diffusore sonoro Apparecchio videocitofonico Interfaccia canale ausiliario Centrale termoregolazione Rivelatore con sonda per allagamento Telecomando radio per telesoccorso Modulo ricevitore radio Contatto magnetico a contatto NC Interfaccia contatti Rivelatore IR passivo orientabile Lettore di trasponder Centrale antifurto con combinatore tel Sirena interna Sirena esterna con lampeggiante completa di batteria Pannello visualizzazione Gestione Energia Attuatore controllo carichi - 2 moduli Telecomando a 7 canali Ricevitore infrarossi Interfaccia 2 ingressi Comando da incasso - 2 moduli - carico singolo e doppio Comando da incasso - 2 moduli - 2 carichi singoli Comando da incasso - 2 moduli - carico singolo Comando da incasso - 2 moduli - funzioni speciali 1 G.E. Carico S Attuatore da incasso - 2 moduli - 2 relé Attuatore da incasso - 2 moduli - 1 relé Cronotermostato elettronico 3 moduli Suoneria elettronica tritonale + ronzatore 12V CA e CC Lampada di emergenza Pulsante + targa portanome Pulsante 1P NO 10A tirante Presa TV CONNETTORE RJ45 Presa 2 Poli +Terra 10-16A UNEL Presa 2 Poli +Terra 10A Falso polo 2 1 C TV EDP I IR 10 UNEL LEGENDA SIMBOLI Quadro elettrico PROGETTO IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI 24 10 10 Pagina 10 11:02 I elettroserratura I 40 29-11-2004 P. I. SRA 26-43 40 ® BUS AUTOMAZIONE 27Vd.c. M 1 COMANDO UNEL PANNELLO VISUALIZ. SCS/SCS F422 SENSORE IR ORIENTABILE RILEVATORE GAS INTERFACCIA CONTATTI COMUNICATORE TELEFONICO INTERFACCIA CANALE AUX SISTEMA 2 FILI ATTUATORE A RELÈ RETE LAN ATTUATORE CONTROLLO CARICHI ATTUATORE 1 RELÈ ATTUATORE 2 RELÈ ATTUATORE 4 RELÈ ELETTROVAL. ALIMENTATORE DIFF. SONORA art. E455/24DC PROTEZIONE TELEFONICA INSERITORE LINEA TELEFONICA - COMFORT: AUTOMAZIONE LUCI, SERRAMENTI MOTORIZZATI, TERMOREGOLAZIONE - RISPARMIO: GESTIONE ENERGIA - SICUREZZA: ANTIFURTO, TELESOCCORSO, ALLARMI TECNICI - COMUNICAZIONE: VIDEOCITOFONIA (impianto plurifamiliare con 1 posto interno videocitofonico e 1 citofonico) - CONTROLLO: WEB SERVER E COMUNICATORE TELEFONICO (automazione, gestione energia, antifurto) ELETTROVALVOLE DI ZONA TERMOSTATI DI ZONA WEB art. F451 CENTRALE ALIMENTATORE ANTIFURTO art. E46ADCN TRAFO art. F91/12E Pagina CENTRALE TERMOREGOLAZIONE ALIMENTATORE WEB SERVER art. 392100 11:02 L 230Va.c. N ALIMENTATORE AUTOMAZIONE art. E46ADCN 29-11-2004 CENTRALE GESTIONE ENERGIA art. F421 N L 230Va.c. SCHEMA A BLOCCHI IMPIANTI P.I. SRA 26-43 41 • Appartamento assistito impianto My Home 12Va.c. BUS ANTIFURTO 27Vd.c. SISTEMA 2 FILI SISTEMA 4 FILI 41 MOT. 18 5 1 PERMUTATORE Codice articolo 5 6 2,5 Sezione PE [mm≤] 4,5 1 " In = 16 16 F881NA/16 L1 N PRESE 16A 2,5 4,5 0,03 / 0,00 1 " In = 25 25 F80M/230 G8130/25AC L1 N GENERALE Id 2,5 F411/1 F311N L1 N ATTUATORE x RIARMO GENERALE 4 M Sezione neutro linea [mm≤] F10A/2 SPD 2 3 1,5 1,5 1,5 4,5 1 " In = 10 10 F881NA/10 L1 N PRESE 10A 7 L1 N LUCE 8 1,5 1,5 1,5 4,5 1 " In = 10 10 F881NA/10 QUADRO DI APPARTAMENTO Sezione fase [mm≤] Corrente di impiego Ib [A] Potenza effettiva Ku / Kc Potenza totale Potere d'interruzione [KA] 10,0 1 " In = 20 Corrente regolata Ir [A] Idiff [A] / Tdiff [s] 20 Corrente nominale In [A] Codice articolo L1 N F82H/20 Fasi della linea 1 PROTEZIONE SPD AVANQUADRO Descrizione linea Centralino Tboard da incasso IP41 Ingombro totale (mm): 640 x 844 x 133 17 2 3 4 13 19 14 20 15 6 7 8 9 10 11 12 21 23 22 4,5 1 " In = 6 6 F881NA/6 L1 N PROTEZIONE ALIMENTATORI 9 F421 CENTRALE GESTIONE ENERGIA 13 RETE LAN BUS SCS 16 15 E46ADCN F451 392100 ALIMENTATORE ALIMENTATORE SCS + WEB SERVER AUTOAMZIONE 14 Pagina 24 11:02 16 42 29-11-2004 25 SRA 26-43 42 ® L1 N F881NA/6 Fasi della linea Codice articolo Sezione PE [mm≤] Sezione neutro linea [mm≤] Sezione fase [mm≤] Corrente di impiego Ib [A] Potenza effettiva Ku / Kc Potenza totale Potere d'interruzione [KA] 4,5 Corrente regolata Ir [A] Idiff [A] / Tdiff [s] 6 1 " In = 6 Corrente nominale In [A] Codice articolo 18 12 19 E46ADCN 4,5 1 " In = 6 6 F881NA/6 L1 N F91/12/24 4,5 1 " In = 6 6 F881NA/6 L1 N PLT1 PROTEZIONE ALIMENTATORE PROTEZIONE TRASFORMATORE PROTEZIONE PROTEZIONE ALIMENTATORE SCS ANTIFURTO TRASFORMATORE 230/12/24V CENTRALINO TEL. TELEFONICA 17 11 21 22 23 24 25 PBX15D 4,5 1 " In = 6 6 F881NA/6 L1 N E45/24DC 4,5 1 " In = 6 6 F881NA/6 L1 N F430/4 F430/2 PROTEZIONE ALIMENTATORE PROTEZIONE CENTRALINO ATTUATORE ATTUATORE TELEFONICO ALIMENTAZIONE DIFF. SONORA ELETTROVALV. ELETTROVALV. POMPA DIFF. SONORA TERMOREGOLAZ. 20 QUADRO DI APPARTAMENTO Pagina Descrizione linea 10 BUS SCS 11:02 TEL 29-11-2004 TEL SRA 26-43 43 • Quadro di appartamento 43 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 2 ® 2 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 Premessa 11:04 Pagina 3 Lo scenario demografico dei paesi sviluppati e in particolar modo di quello italiano sta subendo una profonda trasformazione: la popolazione di ultra sessantacinquenni è passata dal 14,1% del 1988 al 24,2 % del 2000 e si prevede che nei prossimi cinquanta anni raddoppi ancora. Studi di settore indicano poi che in Italia il 2,9 % delle persone ultra sessantacinquenne è non autosufficiente e necessita di assistenza e spesso di ricovero in strutture adeguate attrezzate per offrire ospitalità, assistenza e terapie riabilitative. Specialisti geriatri hanno comunque dimostrato i vantaggi benefici delle strategie basate sulle cure domiciliari per gli anziani, sia nei confronti della popolazione interessata sia relativamente ai costi sociali e assistenziali. In questo contesto un ruolo fondamentale a sostegno della domiciliarità, è assunto dalle le politiche abitative, attraverso programmi di recupero e adeguamento di un patrimonio edilizio per larga parte poco funzionale alle esigenze dei suoi abitanti più anziani. Il problema dell’abitare espresso dalle persone anziane ha origine dal difficile rapporto con lo spazio costruito, che si presenta nel momento in cui insorge il peggioramento della funzionalità fisica e mentale causato dall’avanzare dell’età. E’ indispensabile quindi considerare le trasformazioni delle capacità motorie, intellettive e sensoriali della persona anziana che presentano stretta interazione con lo spazio domestico: • funzionalità motoria: subisce in genere una diminuzione nell’ampiezza e nella rapidità dei movimenti, accompagnata da una riduzione di forza e resistenza e da un aumento della fragilità ossea • capacità uditiva • acuità visiva • attività mentali: alterazioni dovute a morbo di Parkinson e sindrome di Alzheimer Quando lo spazio abitativo non viene adeguato alle variazioni delle prestazioni e delle condizioni di chi lo abita, allo scopo di sostenerne l’attività mentale, fisica e sensoriale, le carenze si trasformano in ostacoli che rendono faticoso o addirittura impediscono lo svolgimento delle attività quotidiane. Inoltre, si deve ricordare che proprio la casa, l’ambiente preposto alla protezione di chi lo abita, si rivela nella realtà come uno dei luoghi più a rischio per il verificarsi di un alto numero di infortuni. E la percentuale degli incidenti che avvengono negli edifici a causa di specifiche caratteristiche costruttive aumenta quanto più le esigenze delle persone si allontanano dalle capacità funzionali “standard” riferite ad adulti sani, come nel caso dei bambini e, soprattutto, degli anziani. Le ricadute positive di un ambiente domestico “a misura di anziano” non si limitano quindi all’incremento di autonomia, ma si estendono fino agli aspetti della sicurezza, riducendo le possibilità di incidenti domestici che, nel caso di vittime anziane, comportano spesso l’ospedalizzazione ed esiti invalidanti. 3 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 4 ® 4 Interventi per l’autonomia domestica Per favorire un processo di invecchiamento positivo è indispensabile intervenire sull’abitazione per ottenere la rispondenza a nuove situazioni di utilizzo, conseguenti al variare delle condizioni e dei bisogni degli utenti, e per fruire dell’ambiente domestico con il minimo rischio di incidenti. Eseguire con minore sforzo, maggiore sicurezza ed efficienza le attività domestiche significa ridurre la necessità di ricorso a servizi di assistenza mirata per la cura personale o a strutture specializzate. Le soluzioni legate ai problemi dello svolgimento di tali attività possono contribuire in maniera diretta all’innalzamento della qualità della vita della persona, al suo benessere, alla sua libertà, alla sua autonomia e indipendenza. Diventano quindi determinanti gli interventi sulla struttura edilizia, per rinnovare gli impianti, modificare la partitura degli spazi dell’abitazione, abbattere o superare eventuali ostacoli. In molti casi, però, il solo intervento sulla struttura architettonica non garantisce automaticamente la fruibilità della casa e delle sue attrezzature durante l’invecchiamento. Per svolgere nel modo più autonomo possibile e privo di pericoli le attività domestiche più faticose (come accade in bagno o in cucina, per esempio) si rende indispensabile anche l’adozione di ausili che consentano di compensare la diminuzione delle capacità della persona anziana. Individuare gli ausili in grado di portare un reale incremento di autonomia non è un’operazione semplice e, nel caso di utenti anziani, si deve fare soprattutto attenzione a evitare dispositivi dall’utilizzo troppo complesso, poiché l’età avanzata provoca una riduzione delle facoltà psichiche o, perlomeno, delle motivazioni necessarie all’apprendimento. Inoltre, si deve aver cura di inserire gli ausili in modo armonico nell’ambiente domestico, perché vengano accettati più facilmente dalla persona anziana, che li deve recepire come un mezzo per aumentare il proprio comfort e non come un segno del proprio decadimento fisico. A seguito di qualsiasi intervento sulla distribuzione e soprattutto sulle attrezzature dell’abitazione, è importante che questa mantenga comunque un’atmosfera e un aspetto accoglienti e non si trasformi invece in un ambiente “ospedaliero”, con ricadute psicologiche negative sull’anziano. Il ruolo delle nuove tecnologie Migliorare la qualità della vita attraverso l’incremento dell’indipendenza personale significa mettere a punto misure atte a ritardare o ridurre le difficoltà degli individui nel loro ambiente sociale e fisico, anche attraverso la progettazione e lo sviluppo di prodotti e servizi adatti a molteplici e diversificati bisogni degli utenti. Fra questi prodotti sono da annoverare gli ausili alla persona, di tipo tradizionale, ma anche tutta una serie di dispositivi che l’uso delle nuove tecnologie mette oggi a disposizione. Non bisogna comunque dimenticare che i dispositivi di “automazione domestica” devono “migliorare la qualità della vita” e non creare difficoltà di utilizzo da parte dell’anziano che di per se è una persona “fragile”, ne segue che grande attenzione deve essere posta dai progettisti nell’utilizzo di dispositivi con interfacce utente estremamente semplici e intuitive. Da ultimo va osservato che l’alloggio protetto o assistito è definito in questo modo proprio per la peculiarità di erogare assistenza, quando serve, da parte di personale di assistenza preposto. Il ruolo quindi delle nuove tecnologie è quindi duplice: consentire una maggiore autonomia alla persona fragile e agevolare il compito al personale di assistenza. 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 5 • Premessa In questo fascicolo della collana “Offerte Dedicate” Bticino propone una soluzione tecnologica per la valutazione, progettazione e realizzazione degli impianti elettrici e speciali in un appartamento moderno tenendo presente come le funzioni domotiche possono evolvere nel tempo adattandosi perfettamente alle esigenze di una persona che invecchia garantendogli ausili e comfort fondamentali per l’autonomia personale. La struttura del volume presenta una prima parte denominata “Analisi” dove vengono esaminati tutti i soggetti coinvolti nella fruizione, a vario titolo, di un alloggio assistito, le loro esigenze e le risposte tecnologiche possibili. La seconda parte denominata “Progetto” presenta la documentazione di progetto degli impianti elettrici e speciali di un appartamento. Qui sono analizzate in modo dettagliato le dotazioni tecnologiche degli ambienti, la distribuzione di potenza e gli impianti speciali. L’ultima sezione denominata “Valorizzazione economica” analizza l’impatto, in termini di investimento, del valore impianti elettrici e speciali sul costo globale dell’appartamento mettendo in evidenza anche il costo del materiale dei singoli sistemi tecnologici. 5 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 6 ® 6 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 7 • Indice Indice pag. 1 ANALISI • Analisi esigenziale / funzionale 2 10 PROGETTI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI • 1 Relazione tecnica impianti • 2 Progettazione impianti elettrici e speciali • 3 Appendice normativa 28 41 46 3 VALUTAZIONE ECONOMICA • Impianto elettrico ordinario • Impianto di automazione • Impianto allarmi e telesoccorso • Impianto rete dati e telefonia • Impianto sorveglianza acustica • Impianto termoregolazione • Tabella riassuntiva 56 57 58 58 59 59 60 7 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 8 ® 8 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 9 STRUTTURE RESIDENZIALI ALLOGGIO ASSISTITO 9 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 10 ® Descrizione tipologia immobile Gli alloggi assistiti sono oggi definiti come strutture residenziali, gestite da soggetti pubblici o privati, finalizzate a fornire - Ospitalità - Prestazioni assistenziali di inserimento sociale a persone non completamente autosufficienti, ma assistibili a domicilio. Queste strutture sono gestite da soggetti diversi come Comuni, Cooperative, Istituti case popolari organismi di volontariato, etc. offrono servizi generali comuni ed in particolare soccorso medico e assistenziale nei casi di chiamata. Inoltre, le mutate esigenze sociali e l’estrema articolazione dei bisogni dell’anziano, hanno portato, in questi ultimi anni, a una maggiore diffusione di strutture non residenziali quali i CENTRI DIURNI, che forniscono servizi di ristoro durante il corso della giornata, ma anche di temporaneo pernottamento, e che costituiscono anche punti di appoggio per i servizi di assistenza domiciliare. Tutte queste tipologie di organismi si sono affiancate nel tempo alle tradizionali CASE DI RIPOSO, che costituiscono ancora le strutture più diffuse sul territorio nazionale e che stanno via via procedendo verso un processo di riqualificazione e di specializzazione, o nel senso della residenzialità per l’anziano e il disabile, o verso i servizi sanitari riabilitativi (vedi R.S.A.). Descrizione metodologia di analisi 10 La tecnologia deve essere al servizio dell’utente e non solo una mera applicazione basata sulle novità di prodotto del mercato: deve trarre la propria scientificità, intuizione e innovazione dai bisogni dell’utente. Ogni applicazione tecnologica deriva dal rapporto costante tra le esigenze, i bisogni espressi dalle persone e le scelte tecniche. Partendo da questo presupposto il problema fondamentale che si è dovuto affrontare inizialmente per la scelta delle soluzioni impiantistiche adeguate è costituito dall’individuazione degli attori che gravitano attorno alla struttura dell’alloggio protetto e delle loro esigenze / bisogni che possono soddisfare utilizzando la tecnologia applicata. In secondo luogo, ma per questo non meno importante, si è dovuto anche identificare le esigenze richieste dalla struttura stessa, cioè quei requisiti minimi che la tipologia di ambiente in questione richiede, partendo dall’analisi dettagliata delle aree presenti in essa. Realizzata questa prima analisi sono state identificate le scelte progettuali e impiantistiche con l’obbiettivo di soddisfare le esigenze / bisogni individuati. 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 11 • Analisi esigenziale e funzionale METODOLOGIA DI ANALISI 11 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 12 ® Analisi esigenze utenti/funzionalità impianti I soggetti che coinvolti possono essere suddivisi in due tipologie: - La Committenza - I fruitori dell’immobile 1 - Descrizione dei soggetti coinvolti La Committenza è identificata essenzialmente da due figure: 1) Il proprietario, che può avere una connotazione pubblica (Comuni, ASL, IACP..) o privata 2) I gestori, ossia coloro ai quali i responsabili dei servizi pubblici e privati hanno affidato la gestione diretta delle prestazioni nelle varie aree, ad esempio quella assistenziale, quella sanitaria, etc, Per quanto riguarda i fruitori dell’immobile, possono essere così identificati: 1) proprietario / Ospite / anziano 2) Personale di assistenza 3) Familiari degli assistiti In tabella sono riportate le figure professionali e la rispettiva tipologia di lavoro presenti nella gestione degli appartamenti assistiti: RESPONSABILE ATTIVITÀ ASSISTENZIALI Figura professionale Tipologia di lavoro Coordinatore / Direttore Gestionale Consulente / Coordinatore sanitario Medico di struttura Terapista di riabilitazione Operatore socio-assistenziale Animatore (educatore professionale, terapista occupazionale) Assistente sociale Personale amministrativo Personale dei servizi alberghieri 2 - Analisi ed identificazione dei bisogni / esigenze dei soggetti coinvolti Assistenza sociale Gestionale 1) ESIGENZE DELLA COMMITTENZA nei confronti degli impianti tecnologici Risparmio economico: La tecnologia deve essere scelta in base ad un’analisi dei benefici che si ricava dall’investimento. - Risparmio energetico nella gestione della struttura - Risparmio dei costi di manutenzione - Risparmio gestionale sia in termini diretti (costi di gestione), sia in termini indiretti (tempo di impiego del personale) ● ● 12 Assistenza sanitaria Valorizzazione della proprietà immobiliare: Struttura con dotazione impiantistica tecnologica allineata al mercato e alle novità di prodotto 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 13 • Analisi esigenziale e funzionale ● Possibilità di differenziare l’offerta dei servizi assistenziali: Flessibilità di impianto per eventuali ampliamenti o adeguamenti Molto spesso si realizza inizialmente un appartamento con dotazione minima e successivamente si vuole completare l’offerta o differenziarsi con servizi specifici (es. assistenza per malati di Alzheimer non gravi) 2) ESIGENZE/BISOGNI DEI FRUITORI DELL’IMMOBILE nei confronti degli impianti tecnologici A) Proprietario / ospite / anziano ● Assistenza: - Supporto per le attività motorie - Supporto per esigenze respiratorie - Supporto per l’igiene personale ● Sicurezza: - Per la persona (es. sicurezza relativa ai pericoli di folgorazione oppure sicurezza di intervento tempestivo del personale in caso di malore) - Per le cose (es. protezione degli oggetti personali negli alloggi) ● Comunicazione: - Interna (es. richiesta di soccorso) - Esterna (es. comunicazione con i propri familiari) ● Comfort ● Facilità di utilizzo ● Autonomia personale ● Non invasività: Gli impianti tecnologici non devono riprodurre a livello visivo un ambiente altamente automatizzato, nonostante lo sia a livello funzionale, ma, al contrario, devono riprodurre un ambiente accogliente, semplice e soprattutto domestico. B) Personale di assistenza ● Controllo degli ospiti: - Efficace ed attenta sorveglianza degli ospiti L’esigenza nasce dalla volontà di intervenire in caso di difficoltà motoria, di malori o stati cognitivi precari del degente - Registrazione di eventi. L’esigenza nasce dalla volontà di poter studiare più precisamente la situazione clinica dell’ospite mediante l’osservazione del suo comportamento - Tempestività di intervento - Facile e tempestiva comprensione di situazioni di allarme ● Facilità di fruizione delle tecnologie ● Comunicazione: - Sia interna che esterna (es. reperimento tempestivo di assistenti sanitari in caso di emergenza) ● Sicurezza: - Per la persona (es. sicurezza relativa ai pericoli di folgorazione oppure sicurezza della ricezione degli allarmi in caso di emergenza) - Per le cose (es. protezione dell’appartamento stesso e di tutte le cose in esso contenute) ● Elevata efficienza e qualità nel lavoro: Questa esigenza si traduce nella possibilità di poter utilizzare la tecnologia per svolgere alcune attività con maggior efficienza e risparmio di tempo e dimi- 13 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 14 ® nuire i momenti dedicati a operazioni non strettamente funzionali all’assistenza. Più il personale viene messo nelle condizioni di operare secondo le propria qualifica, più l’assistenza è adeguata al bisogno dell’utente, qualificando positivamente tutto il servizio alla persona. C) Familiari degli ospiti. 3 - Descrizione della struttura 4 - Analisi ed identificazione delle esigenze della struttura immobiliare 14 ● Comunicazione con il degente e con il personale di assistenza ● Ambiente idoneo per gli ospiti: - Ambiente confortevole e accogliente La struttura tipologica di un alloggio assistito può essere scomposta in tre aree funzionali: ● Area destinata alla residenzialità (appartamento) Funzionalmente comprende le seguenti unità spaziali: - Camera da letto - Soggiorno / sala da pranzo - Cucina attrezzata - Servizi igienici / bagno assistito ● Area comune (presente negli stabili in cui vi sono più alloggi assistiti con servizi in comune) Raggruppa gli spazi destinati ai servizi comuni di edificio e alle relazioni sociali tra gli ospiti della struttura (qualora sia costituita da più alloggi assistiti) Funzionalmente comprende le seguenti unità spaziali: - Ingresso - Vani scale - Giardino - Portineria sociale ● Punto presidiato remoto (portineria sociale remota) Comprende gli spazi per attività di portineria sociale, del tutto identica a quella che può essere realizzata all’interno dell’edificio che ospita gli alloggi assistiti. Funzionalmente comprende le seguenti unità spaziali: - Camera dotata delle infrastrutture tecnologiche per la supervisione e il collegamento con gli alloggi assistiti - Vani accessori - Servizi igienici Partendo dall’elenco delle tipologie degli ambienti presenti in una struttura di alloggi assistiti si è voluto segmentare la struttura immobiliare in locali tipologici in base però alle loro dotazioni impiantistiche e definire le loro esigenze. Le esigenze dei locali tipologici sono dettate sostanzialmente da vincoli normativi, legislativi e da condizioni ambientali minime poiché le peculiarità quali il comfort, la sicurezza, che sono legate anch’esse all’ambiente, sono bisogni che discendono principalmente dalle richieste dei fruitori e sono state quindi considerate in quell’ambito. I vincoli normativi e legislativi relativi alle strutture di alloggi assistiti sono riportati in appendice. Nelle tabelle seguenti sono riportate la segmentazione e le esigenze dei locali tipologici relative agli impianti tecnologici. 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 15 • Analisi esigenziale e funzionale Segmentazione RSA in locali tipologici in base alla dotazione impiantistica Camera da letto Servizio igienico Sala da pranzo Cucina Locale per podologia Locale per deposito Locale di servizio per il personale di assistenza Atrio / ingresso Portineria Assistenza domiciliare integrata Locale tecnico per impianti Esigenze Rispetto dei vincoli normativi Rispetto dei vincoli legislativi Riscaldamento Illuminazione (livello minimo di lux) Luci di sicurezza Illuminazione vie di fuga 5 -Analisi delle soluzioni impiantistiche possibili e loro caratteristiche Come si evince dall’analisi realizzata, le esigenze che si devono soddisfare mediante la progettazione degli impianti tecnologici sono molteplici e di diversa natura. Ciò richiede l’implementazione di soluzioni impiantistiche di alta funzionalità che, se realizzate in modo tradizionale, porterebbero ad una complessità di cablaggio non facilmente attuabile e a costi di investimento iniziale eccessivi. La soluzione a questo problema è data dalla domotica che, mediante l’integrazione di più sistemi che utilizzano la tecnologia digitale, riesce a soddisfare ogni esigenza con semplicità di cablaggio e costi accessibili. Inoltre, a differenza dell’impianto tradizionale, riesce ad offrire quella flessibilità da sempre richiesta dalla Committenza, con la quale, mediante investimenti successivi a quello iniziale, può dare l’opportunità di riposizionare la tipologia di servizio offerto in conseguenza delle mutate esigenze di mercato. I sistemi domotici che proponiamo per realizzare le soluzioni impiantistiche di un alloggio assistito sono: - Sistema a bus SCS automazione - Sistema a bus SCS antifurto - Sistema di termoregolazione - Sistema Power TV - Sistema di videocitotelefonia - Sistema di videocontrollo - Sistema di cablaggio strutturato - Sistema di controllo accessi - Sistema di diffusione sonora Per ogni sistema impiantistico proposto verranno visualizzate le esigenze dei fruitori dell’immobile soddisfatte; non verranno considerate le esigenze della struttura immobiliare poiché costituiscono un vincolo che necessariamente deve essere rispettato. 15 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 16 ® Sistema a bus SCS automazione Il sistema SCS AUTOMAZIONE, come tutti i sistemi a bus, è caratterizzato da dispositivi intelligenti (comandi e attuatori) collegati fra loro mediante una linea di segnale (bus) dedicata sia allo scambio delle informazioni che al trasporto della tensione di alimentazione Ogni dispositivo connesso al sistema è dotato di circuito di interfaccia e di una propria intelligenza per mezzo dei quali il dispositivo è in grado di riconoscere l’informazione a lui destinata ed elaborarla per realizzare la funzione desiderata. Dal punto di vista fisico e funzionale i dispositivi a bus non si differenziano dai dispositivi tradizionali: l’utente, ad esempio, per accendere una lampada, dovrà agire, come nel caso degli interruttori tradizionali, su un tasto. Alla pressione del tasto un segnale digitale verrà inviato all’attuatore che controlla il carico consentendo l’accensione, la regolazione o lo spegnimento dello stesso. Questa caratteristica evidenzia la semplicità di fruizione della tecnologia proposta. Affinché attuatori e comandi comunichino correttamente tra loro è necessario eseguire l’operazione denominata di configurazione. Tramite la configurazione i dispositivi ricevono informazioni base quali l’indirizzo che li identifica, con chi comunicare e quali funzioni svolgere. Ciò permette di avere un impianto molto flessibile: in qualsiasi momento è possibile modificare la sua funzionalità semplicemente variando la programmazione dei dispositivi o aggiungendone dei nuovi. Un altro vantaggio che deriva da questa caratteristica è costituito dai bassi costi di manutenzione: in caso di malfunzionamento di un componente basta effettuarne la sostituzione con un analogo, posizionando gli stessi configuratori nelle stesse porte di quello guasto e il componente, una volta collegato elettricamente, è già pronto per funzionare. I dispositivi, invece, con programmazione software delle funzioni richiedono un’operazione eseguita da PC per caricarne la configurazione Un altro aspetto fondamentale è la sicurezza: l’impianto bus funziona con una tensione continua di 27V, cioè è alimentato a bassissima tensione di sicurezza, e ciò comporta il fatto che tutti i punti di comando su cui agiscono i degenti ed il personale di assistenza sono punti elettricamente sicuri. Questa caratteristica comporta anche una diminuzione dell’inquinamento elettromagnetico, soprattutto in zone particolari come il testaletto della camera da letto, nel momento in cui si scegliesse di cablare i punti di comando con il bus e di collocare gli attuatori in quadro. Le funzionalità impiantistiche che si vogliono realizzare con questo sistema sono: - Le applicazioni standard, costituite principalmente dal comando e controllo (dimmerizzazione) della luce e di punti presa comandati - L’automazione degli azionamenti motorizzati SELV BUS SCS Cavo SCS 230V a.c. ILLUMINAZIONE 16 TENDE OSCURANTI ILLUMINAZIONE 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 17 • Analisi esigenziale e funzionale APPLICAZIONI STANDARD Oltre all’accensione e alla dimmerizzazione dei punti luce e al comando di prese, si possono realizzare funzioni impiantistiche particolari che soddisfano specifiche esigenze: - Comando e controllo della luce tramite telecomando e ricevitore IR: ciò permette di eseguire questo tipo di operazione da qualsiasi posizione all’interno di ogni camera senza essere in diretto contatto con il punto di comando, agevolando le persone con difficoltà motorie o costrette in posizioni vincolate (letto, sedia a rotelle, etc). - Comando e controllo della luce tramite centralina scenari, che permette di agire contemporaneamente su più punti luce con la pressione di un singolo tasto e quindi di creare particolari scenari illuminotecnici a seconda della situazione. Ad esempio è possibile creare nella camera di degenza lo scenario “lettura” e lo scenario “TV”. - Interfaccia RS-232: permette la connessione del bus ad un computer con il quale è possibile realizzare la supervisione e il comando dello stato dei dispositivi automazione dalla postazione di presidio. - La medesima funzione di supervisione e comando dello stato dei dispositivi automazione da PC può essere implementata mediante l’installazione di un webserver, con il relativo software Tiweb, con il quale, però, si possono realizzare molte altre funzioni, nel caso in cui fossero installati altre tipologie di impianto (es. visualizzazione su pc delle immagini provenienti da un impianto di videocontrollo). - Nel caso in cui fosse presente la supervisione dell’impianto, si potrebbero interfacciare su bus, mediante specifici dispositivi, i pulsanti a tirante del bagno ed eventuali pulsanti di richiesta soccorso, in modo che la loro attivazione venga riportata direttamente alla postazione di presidio. - Comando della luce nelle parti comuni mediante un interruttore ad infrarossi passivi che rileva il movimento delle persone e accende e spegne automaticamente la luce. Questa soluzione permette significativi risparmi energetici. AUTOMAZIONE AZIONAMENTI MOTORIZZATI Oltre al comando locale degli azionamenti motorizzati si possono realizzare le seguenti funzioni impiantistiche: - Comando degli azionamenti motorizzati tramite telecomando e ricevitore IR in tutte le camere: ciò permette di eseguire questo tipo di operazione da qualsiasi posizione all’interno della camera senza essere in diretto contatto con il punto di comando, agevolando le persone con difficoltà motorie o costrette in posizioni vincolate (letto, sedia a rotelle,etc). - Comando generale di salita e discesa. Permette di agire contemporaneamente su tutti gli azionamenti motorizzati dell’appartamento con la pressione di un singolo tasto. - Interfaccia RS-232: permette la connessione del bus ad un computer con il quale è possibile realizzare la supervisione e il comando dello stato dei dispositivi automazione. La medesima funzione di supervisione e comando dello stato dei dispositivi automazione può essere implementata mediante l’installazione di un webserver con il quale, però, si possono realizzare molte altre funzioni, nel caso in cui fossero installati altre tipologie di impianto (es. visualizzazione su pc delle immagini provenienti da un impianto di videocontrollo). ESIGENZE SODDISFATTE: ● Committenza: - Flessibilità Possibilità di ampliamento e riconfigurazione dell’impianto - Valorizzazione proprietà immobiliare Utilizzo di soluzioni impiantistiche innovative (sistemi bus) - Risparmio economico A livello di tempo di impiego del personale, con la creazione della postazione di presidio; a livello di costi di manutenzione, nel caso di sostituzione di un dispositivo del sistema bus; a livello di risparmio energetico, con l’installazione dell’infrarosso passivo per l’accensione della luce in alcune parti comuni 17 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 18 ® Ospite: - Assistenza Supporto alle attività motorie mediante il comando dei punti luce e degli azionamenti motorizzati da telecomando. - Sicurezza Punti di comando a bassissima tensione Segnalazione richiesta di soccorso al posto presidiato Gestione energetica dei consumi elettrici - Comfort Dimmerizzazione punti luce, comandi generali e centralina scenari. - Facilità di utilizzo Il sistema si interfaccia con l’utente con le stesse modalità dell’impiantistica tradizionale. - Autonomia personale Possibilità di comando dei punti luce e degli azionamenti motorizzati tramite telecomando: ciò permette di gestire le funzioni impiantistiche basilari in modo indipendente nel caso in cui ci fossero dei problemi di deambulazione. - Non invasività A livello visivo ha lo stesso impatto della soluzione impiantistica tradizionale. ● Sistema a bus SCS antifurto 18 ● Personale di assistenza: - Controllo degli assistiti Segnalazione richiesta di soccorso al posto presidiato. - Facilità di fruizione Interfaccia software del pc di supervisione molto friendly - Sicurezza Punti di comando a bassissima tensione - Elevata efficienza e qualità nel lavoro Creazione di un posto presidiato di supervisione e controllo dell’impianto. ● Familiari degli assistiti: - Ambiente idoneo per l’assistito Ambiente confortevole Il sistema SCS antifurto rileva la presenza di intrusi grazie a rilevatori ad IR e contatti magnetici e segnala l’avvenuta intrusione con allarmi acustici. In un appartamento può essere installato nelle camere. Inoltre si possono realizzare le seguenti funzioni impiantistiche: - Richiesta di telesoccorso dall’appartamento, realizzato tramite un pulsante a medaglione portatile, con segnalazione acustica o luminosa. Questa segnalazione può essere riportata al posto presidiato con visualizzazione a pc. - Allarme allagamento nel bagno e nell’appartamento con segnalazione acustica o luminosa. Questa segnalazione può essere riportata al posto presidiato con visualizzazione a pc. - Rilevazione di presenza gas nella cucina dell’alloggio di degenza con conseguente chiusura dell’elettrovalvola e segnalazione acustica. Questa segnalazione può essere riportata al posto presidiato con visualizzazione a pc. 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 19 • Analisi esigenziale e funzionale Linea Tamper Linea telefonica Linea contatti Doppino telefonico inguainato 230V a.c. ESIGENZE SODDISFATTE: ● Committenza: - Valorizzazione proprietà immobiliare Sistema di termoregolazione ● Ospite: - Sicurezza per la persona. Segnalazione richiesta di soccorso, allarme allagamento, rilevazione di presenza gas con conseguente chiusura dell’elettrovalvola e segnalazione acustica. Tutte queste segnalazioni possono essere riportate al posto presidiato. - Sicurezza per gli alloggi ● Personale di assistenza: - Controllo degli ospiti - Sicurezza. Protezione delle dotazioni di alto valore economico - Elevata efficienza e qualità nel lavoro. Creazione di un posto presidiato di supervisione e controllo. ● Familiari degli ospiti: - Ambiente idoneo per ospite. Tramite l’installazione di questo sistema e delle sue specifiche funzionalità si ha la percezione di un ambiente in cui lospite possa essere ben assistito e totalmente al sicuro. Il sistema di termoregolazione autonoma negli alloggi viene realizzato mediante l’installazione in ogni appartamento di uno o più termostati e centrale di termoregolazione che permettono di regolare in locale la temperatura desiderata mediante il settaggio di alcuni programmi preimpostati o direttamente della temperatura ambientale voluta. Una programmazione automatica con periodicità giornaliera o settimanale dell’accensione e dello spegnimento dell’impianto di riscaldamento assicura notevoli risparmi energetici e un comfort molto elevato. Per quanto riguarda il sistema di termoregolazione delle parti comuni può essere realizzato mediante una logica centralizzata in cui vi sono sistemi dedicati che regolano il flusso termico. 19 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 20 ® ESIGENZE SODDISFATTE: ● Committenza: - Risparmio economico. Risparmio energetico nella gestione della struttura mediante il settaggio sui cronotermostati dell’andamento della temperatura desiderata. ● Sistema Power TV Ospite: - Comfort Possibilità di settaggio della temperatura desiderata. E’ un sistema di TV interattiva e Internet TV capace di rendere disponibile direttamente sul TV in appartamento una diversificata serie di servizi e informazioni. Le applicazioni proposte sono da un lato rivolte al benessere dell’ospite, dall’altro a facilitare il lavoro del personale di assistenza. Inoltre nei servizi implementati è anche considerato l’aspetto ludico di intrattenimento, basilare per migliorare psicologicamente la vita dell’ospite. Lo strumento che consente di scorrere tra le applicazioni offerte nel menù personalizzato è quello più familiare alle persone ospitate: il telecomando. L’utilizzo del telecomando, anziché di tastiere, mouse o Joystick, come interfaccia permette di rendere più fruibile la tecnologia installata. La flessibilità del sistema è dovuta alla sua estrema facilità di up-gradabilità. Gli ambienti in cui può essere installato sono ad esempio: - Le camere - Soggiorno ESIGENZE SODDISFATTE: ● Committenza: - Flessibilità. Up-gradabilità del sistema 20 ● Ospite: - Assistenza. Es. Uno dei sevizi implementabili dall’ACTIVE 2 è la visualizzazione delle normali procedure mediche della giornata (misurazione della febbre, uso di medicinali, etc) o delle metodologie terapeutiche di riabilitazione sul TV di appartamento. - Comfort. Servizio di intrattenimento (ad esempio per la diffusione sonora) - Comunicazione - Facilità di utilizzo. Telecomando per muoversi nel menù. ● Personale di assistenza: - Facilità di fruizione - Comunicazione - Sicurezza. - Elevata efficienza e qualità nel lavoro Creazione di un posto presidiato dal quale si possono e si possono comunicare informazioni agli ospiti. ● Familiari dgli ospiti: - Comunicazione - Ambiente idoneo per gli ospiti 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 21 • Analisi esigenziale e funzionale Sistema di videocitofonia Con questo sistema è possibile integrare sullo stesso dispositivo funzioni telefoniche e funzioni videocitofoniche. Per quanto riguarda gli alloggi i terminali fungono esclusivamente da telefoni o da videocitofoni, con i quali si può comunicare con l’esterno o visualizzare immagini provenienti dal posto esterno videocitofonico. Per i terminali installati nelle postazioni di presidio, come ad esempio nelle receptions o nel posto presidiato dal personale di assistenza, la funzione del terminale è molteplice: telefonica, videocitofonica (solo citofonica nel caso in cui il posto esterno non sia dotato di telecamera) o anche di videocontrollo nel caso in cui venissero installate delle telecamere interne o esterne alla struttura. Mediante questi terminali è possibile visualizzare l’immagine relativa ad ogni telecamera (ad esempio quella del posto esterno o quella che controlla le parti comuni dell’area in cui si trovano gli alloggi). ESIGENZE SODDISFATTE: ● Ospite: - Comunicazione sia interna che esterna Sistema di videocontrollo ● Personale di assistenza: - Comunicazione sia interna che esterna - Elevata efficienza e qualità nel lavoro. Possibilità di poter comunicare velocemente con tutti i locali della struttura ● Familiari degli ospiti: - Comunicazione. Possibilità di comunicare direttamente con l’ospite o con il personale di assistenza. Integrato al sistema di videocitotelefonia è possibile installare il videocontrollo che permette la supervisione delle parti comuni. E’ possibile vedere le immagini provenienti dalle telecamere tramite il terminale videocitotelefonico, oppure, mediante l’installazione di un webserver, tramite il monitor di un comune PC. Alcune telecamere utilizzabili per il videocontrollo interno della struttura possono essere installate nelle comuni scatole 503: questo sottolinea la non invasività del sistema, caratteristica fondamentale soprattutto per non intaccare quell’aspetto residenziale con il quale si vogliono connotare gli ambienti di questi edifici. Nel caso in cui le funzioni richieste al videocontrollo siano più specifiche ed evolute, come ad esempio la registrazione audio e video degli eventi in conseguenza di un evento anomalo (è la cosiddetta funzione di “telecamera allertata” secondo cui l’attivazione della ripresa delle immagini e la relativa registrazione avviene in modo automatico al verificarsi di un evento anomalo, come ad esempio l’apertura non abilitata di una porta), è possibile installare un sistema di TVCC (TV a Circuito Chiuso). SCHEMA IMPIANTO TV A CIRCUITO CHIUSO Collegamenti con cavo coassiale RG59 Telecamere Selettore ciclico Monitor 21 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 22 ® ESIGENZE SODDISFATTE: ● Committenza: - Risparmio economico. Risparmio gestionale in termini di impiego del personale Sistema di cablaggio strutturato ● Ospite: - Sicurezza (nelle parti comuni). Possibilità di essere soccorso anche se non si riesce ad azionare nessun tipo di allarme - Non invasività. Possibilità all’interno della struttura di installare le telecamere nelle scatole 503 ● Personale di assistenza: - Controllo - Sicurezza. Possibilità di soccorrere tempestivamente l’ospite (nelle parti comuni) - Elevata efficienza e qualità nel lavoro. Realizzare un cablaggio strutturato significa attrezzare la struttura con un sistema di cavi ed elementi di connessione tali da garantire la comunicazione tra tutti gli apparati di informazione. In un immobile destinato ad ospitare alloggi assistiti viene realizzato per implementare i seguenti sistemi: - Impianto telefonico - Rete informatica locale (LAN da predisporre per il collegamento degli eventuali webserver) - Servizio di telemedicina (connessione di elettromedicali in rete) - Sistema di Power TV per la TV Questo sistema realizza una infrastruttura di cavi e apparati di connessione che potrà essere utilizzata come piattaforma comune per distribuire i servizi precedentemente indicati in tutti quei locali dove è stata prevista almeno una presa del tipo RJ45. Ad esempio le linee dati e telefono vengono distribuite in ogni alloggio con un cablaggio strutturato che viene gestito in un apposito armadio di piano e termina in un’apposita borchia all’interno dell’appartamento. 22 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 23 • Analisi esigenziale e funzionale ESIGENZE SODDISFATTE: ● Committenza: - Flessibilità E’ possibile riconfigurare i sistemi distribuiti con il cablaggio strutturato in qualsiasi momento con una semplice operazione (detta permutazione) eseguita a livello di quadro di zona (o di piano) o di quadro generale. Ad esempio, nel caso in cui si renda necessario, è possibile portare il servizio di ACTIVE 2 in altri locali, dove sono già state previste postazioni con RJ45, mediante una semplice permutazione nel quadro di cablaggio strutturato. Sistema di controllo accessi ● Ospite: - Assistenza. Ad esempio mediante la rete dati è possibile collegare i dispositivi elettromedicali alla postazione presidiata in modo da ricevere indicazioni sullo stato di applicazione della terapia in atto. - Comunicazione ● Personale di assistenza: - Comunicazione - Elevata efficienza e qualità nel lavoro Automatizzazione di alcune procedure assistenziali sfruttando la rete informatica interna da qualsiasi presa RJ45 ● Familiari dei degenti: - Comunicazione E’ realizzato con chiave a trasponder interfacciata al sistema SCS automazione ed è utilizzabile per il monitoraggio da postazione di presidio delle presenze degli assistiti negli alloggi. ESIGENZE SODDISFATTE: ● Personale di assistenza: - Controllo degli ospiti - Sicurezza Conoscenza da parte del personale di assistenza della presenza in alloggio dell’ospite in caso di situazioni di emergenza. - Elevata efficienza e qualità nel lavoro Segnalazione al posto presidiato della presenza dell’ospite nell’alloggio. Sistema di diffusione sonora L’impianto di diffusione sonora può essere installato negli alloggi per esigenze di intrattenimento e di comfort, ma il suo impiego più importante è quello del monitoraggio ambientale: cioè permette di “collegare” via audio, in caso di richiesta di soccorso, tutti gli ambienti dell’alloggio con il punto presidiato, in modo che l’ospite può dialogare con il personale assistente anche senza l’ausilio del telefono. ESIGENZE SODDISFATTE: ● Degente: - Comfort - Sicurezza ● modulo con microfono per sorveglianza acustica ambientale Personale di assistenza: - Comfort - Elevata efficienza e qualità nel lavoro Possibilità di interventi tempestivi di soccorso 23 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 24 ® 6 - Conclusioni Dall’appartamento domotico all’appartamento assistito Dall’esame delle esigenze dei soggetti coinvolti e in particolar modo di quelle riguardanti i fruitori dell’alloggio, siano essi proprietari o semplici fruitori, e del personale erogatore del servizio di assistenza, privato o pubblico, si desume subito che l’adozione delle tecnologie domotiche apportano immediatamente un miglioramento della qualità della vita. Tale miglioramento per l’anziano si esplica consentendogli ancora una certa autonomia, grazie agli azionamenti automatici, e una certa sicurezza psicologica in quanto percepisce di vivere in un alloggio “protetto”. Il personale di assistenza invece, grazie al sistema di monitoraggio e di telesoccorso, è in grado di intervenire efficacemente e tempestivamente ottimizzando e migliorando qualità del servizio erogato. Ma in che cosa consiste la differenza fra un alloggio assistito e un appartamento domotico? In sostanza potremmo dire che le eventuali differenze possono esistere oppure no solo in funzione della dotazione “domotica" dell’appartamento, il resto è solo una questione di “software” cioè di programmazione dei dispositivi per la realizzazione delle funzioni specifiche. Un esempio può chiarire meglio quanto affermato. Analizziamo la funzione telesoccorso con possibilità di comunicazione in viva voce dall’ambiente da cui si richiede soccorso, verso il numero chiamato: i sistemi necessari sono due: 1. Sistema di antintrusione con comunicatore telefonico 2. Sistema di diffusione sonora. Il primo è necessario per implementare la funzione telesoccorso, il secondo è necessario per diffondere il ogni camera la voce dell’operatore del centro assistenza (o dell’interlocutore chiamato) e per poter trasmettere a quest’ultimo la richiesta di soccorso direttamente in “viva voce” dall’anziano senza dover utilizzare un telefono ne comporre un numero telefonico. Normalmente i due sistemi sopracitati sono presenti in una installazione domotica in quanto il primo ha il compito di garantire la sicurezza dell’appartamento contro atti di intrusione non voluta e il secondo invece quello di garantire alto livello di comfort degli ambienti domestici garantendo una diffusione sonora a scopo di intrattenimento. I due sistemi così concepiti necessitano di essere completati da due dispositivi “hardware” per poter realizzare la funzione telesoccorso e precisamente: 1. Antenna ricevente (con relativo trasmettitore a medaglione) unica, da installare nel punto più comodo e da cablare unicamente al bus “antifurto” 2. Moduli microfonici, uno in ogni camera dalla quale si vuole dialogare, da installare e cablare alla linea della diffusione sonora. Quindi l’evoluzione da appartamento domotico ad appartamento protetto in genere è poco onerosa in quanto tutta l’infrastruttura tecnologica (cavi, cablaggi, e alimentatori di sistema) è già presente. 24 1 SRA 1-25 OK0K 29-11-2004 11:04 Pagina 25 • Analisi esigenziale e funzionale Di seguito è riportata una tabella che evidenza le differenze tra alloggio domotico e alloggio protetto. IMPIANTO DOMOTICO MY HOME BASE Sistema di riferimento Funzioni ON/OFF illuminazione (locale) Scenari Azionamenti motorizzati termoregolazione APPARTAMENTO ASSISTITO Sistema di riferimento Funzioni Automazione 1. ON/OFF illuminazione (locale) 2. Scenari 3. Azionamenti motorizzati 4. Termoregolazione 5. Gestione comandi da telecomando 6. Gestione energia Automazione 1. 2. 3. 4. Antintrusione 1. Antieffrazione perimetrale 2. Controllo volumetrico interno 3. Parzializzazione zone 4. Avviso telefonico di scattato allarme Antintrusione 1. Antieffrazione perimetrale 2. Controllo volumetrico interno 3. Parzializzazione zone 4. Avviso telefonico di scattato allarme 5. Telesoccorso 6. Gestione ingressi selettivi Comunicazione 1. Videocitofonia 2. Telefonia 3. Distribuzione dati Comunicazione 1. Videocitofonia 2. Telefonia 3. Distribuzione dati Diffusione sonora 1. Svago 2. Sorveglianza acustica TV interattiva 1. Svago (canali tematici) 2. Telemedicina 25 SRA 52-60 OK 29-11-2004 16:42 Pagina 52 ® 52 SRA 52-60 OK 29-11-2004 16:42 Pagina 53 STRUTTURA RESIDENZIALE A S S I S T I TA VA L U TA Z I O N E E C O N O M I C A 53 SRA 52-60 OK 29-11-2004 16:42 Pagina 54 ® Struttura residenziale assistita Elenco materiale e prezzi Bticino I prezzi riportati sono lordi, seguono il listino RR n° 24-2 (1 giugno 2004) e non sono comprensivi di iva. I prezzi esposti sono in Euro Impianto elettrico ordinario ARTICOLO DESCRIZIONE UM QT E55/96I E55P/96P FMM20S E55FP F82H/20 F10A/2 F311N F411/1N G8130/25AC F80M/230 F881NA/16 F881NA/10 F881NA/6 F91/12/24 503E L4703 L4803AC 504E L4704 L4804AC 505E L4950 L4033 L4040 L4743/12 L4113 L4140 L4202D L4262/5E L4355/12 L4384/1 Tiboard - centralino PVC incasso 96DIN Tiboard - porta piena centralini h=750mm Btdin - morsettiera nuda di terra 20P Tiboard - falso polo 24mod per centralini Btdin100 - magnetot 2P 20A 10kA Btdin - scaricatore sovratens 15kA 2P 230V Btdin - portafusibile sezionabile 1P+N 20A SCS - attuatore a 1 relè 2 moduli DIN Btdin45 - MT diff AC 1P+N 25A 4,5kA 30mA Btdin - comando a motore 230Vac Btdin45 - magnetot. 1P+N 16A 4,5kA Btdin45 - magnetot. 1P+N 10A 4,5kA Btdin45 - magnetot. 1P+N 6A 4,5kA Btdin - trasformatore 230/12/24V SELV 8VA Scatole - da incasso a 3 posti Living int - supporto a 3 moduli Living int - placca 3 posti acciaio scuro Scatole - da incasso a 4 posti Living int - supporto a 4 moduli Living int - placca 4 posti acciaio scuro Scatole - da incasso a 5 posti Living int - tasto falso polo Living int - pulsante 1P NO 10A a tirante Living int - pulsante NO 24V + portanome Living int - lampadina E10 12V 0,5W Living int - presa 2P+T 10A 250V Living int - presa Schuko 2P+T 16A tipo P30 Living int - presa TV derivata maschio Btnet - Living int RJ45 UTP cat5E AMP Living int - suoneria elettronica 12Vac/dc Living int - lampada emergenza 1h 4 moduli Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 4 1 1 1 1 61 61 61 1 72 2 1 1 21 13 4 8 1 3 PREZZO IMPORTO [€] [€] 193,80 47,83 4,03 3,20 29,62 91,75 5,85 38,58 37,26 114,44 9,56 9,56 9,56 13,86 0,23 0,69 7,18 1,07 1,65 10,09 1,34 0,56 6,70 9,11 1,62 2,64 7,76 9,57 6,61 34,88 63,37 Importo complessivo 54 193,80 47,83 4,03 3,20 29,62 91,75 5,85 38,58 37,26 114,44 9,56 19,12 38,24 13,86 0,23 0,69 7,18 65,27 100,65 615,49 1,34 40,32 13,40 9,11 1,62 55,44 100,88 38,28 52,88 34,88 190,11 1.974,91 SRA 52-60 OK 29-11-2004 16:42 Pagina 55 • Valutazione economica Impianto automazione ARTICOLO DESCRIZIONE UM QT E46ADCN L4669 3501/1 3501/2 3501/3 3501/4 3501/5 3501/6 3501/7 3501/8 3501/9 3501/AMB 3501/AUX 3501/CEN 3501/GEN 3501/GR 3501/OFF 3501/OI 3501/ON 3501/PUL 3501/SLA 3501/T 3501/TM F421 392100 F451 L4651/2 L4652/2 L4654 4482/7 L4671/1 L4671/2 L4911 L4911/2 L4915 L4915/2 L4672 L4675 L4688 N4682 Living int - alimentatore antifurto ed SCS SCS - doppino con guaina 100m SCS - configuratore 1 10pz SCS - configuratore 2 10pz SCS - configuratore 3 10pz SCS - configuratore 4 10pz SCS - configuratore 5 10pz SCS - configuratore 6 10pz SCS - configuratore 7 10pz SCS - configuratore 8 10pz SCS - configuratore 9 10pz SCS - configuratore AMB 10pz SCS - configuratore AUX 10pz SCS - configuratore CEN 10pz SCS - configuratore GEN 10pz SCS - configuratore GR 10pz SCS - configuratore OFF 10pz SCS - configuratore O/I 10pz SCS - configuratore ON 10pz SCS - configuratore PUL 10pz SCS - configuratore SLA 10pz SCS - configuratore T (su-giu')10pz SCS - configuratore TM (su-giu'monost)10pz SCS - centralina controllo carichi DIN Segnalaz luminosa - alimentatore 230/12Vcc SCS - WEB server SCS - comando funzioni speciali 2 moduli SCS - comando carichi singoli/doppi 2 mod SCS - ricevitore infrarossi living int Living - telecomando infrarossi 7 canali SCS - attuatore ad 1 rele' 2 moduli SCS - attuatore a 2 rele' 2 moduli Living int - tasto 1 modulo per inter/dev Living int - tasto 2 moduli per inter/dev Living int - tasto 1 modulo per pulsante Living int - tasto 2 moduli per pulsante SCS - attuatore carichi 16A living int SCS - miniattuatore ad 1 rele' living int SCS - interfaccia 2 ingressi mini living i. SCS - pannello controllo carichi light Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz 1 1 4 4 4 4 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 10 2 1 12 5 6 5 10 15 3 1 2 1 PREZZO IMPORTO [€] [€] 88,44 35,78 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 128,66 80,55 411,05 40,05 35,52 40,33 37,31 40,93 46,78 1,12 1,61 1,12 1,61 36,26 42,71 32,68 37,69 Importo complessivo 88,44 35,78 13,32 13,32 13,32 13,32 6,66 6,66 6,66 6,66 6,66 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 3,33 128,66 80,55 411,05 40,05 355,20 80,66 37,31 491,16 233,90 6,72 8,05 11,20 24,15 108,78 42,71 65,36 37,69 2.413,96 55 SRA 52-60 OK 29-11-2004 16:42 Pagina 56 ® Impianto allarmi e telesoccorso ARTICOLO DESCRIZIONE UM QT E46ADCN L4669S 3500 L4607 3530 L4611 L4612 3510 3513 L4615 L4620 L4621 C117 4050 4070 4072L 3505/12 3507/6 Living int - alimentatore antifurto ed SCS SCS - doppino sistemi sicurezza 100 m Living int - centrale/comunicatore antifur Living int - lettore transponder SCS - transponder prossimita' high security Living int - rivelatore antifurto IR orient Living int - interfaccia antifurto NC Living - contatto magnetico da incasso Living - contatto magnetico per infissi Living int - interfaccia antifurto ausil Living int - ricevitore radio telesoccorso Living int - telecomando radio telesoccorso Antifurto radio - rivelatore di allagamento Living - telecomando antifurto ad IR Living - sirena interna per antifurto Living - sirena esterna + flash antifurto Living - pila 12V 12Ah sirena antifurto Living - accumulatore 6V per 4070 e 4075 Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz PREZZO IMPORTO [€] [€] 99,71 1 40,34 1 1 437,60 2 92,59 2 11,01 4 108,55 3 64,58 5,42 5 20,33 1 68,26 1 2 118,63 88,34 1 2 179,08 40,90 1 95,92 1 2 171,58 77,34 2 24,69 2 Importo complessivo 99,71 40,34 437,60 185,18 22,02 434,20 193,74 27,10 20,33 68,26 237,26 88,34 358,16 40,90 95,92 343,16 154,68 49,38 2.896,28 Impianto rete dati e telefonia ARTICOLO DESCRIZIONE UM QT PLT1 PBX15D C9412/5 Telefonia - protezione 1 linea telefonica Telefonia - centralino 1 urbana 5 derivati Btnet - permutatore DIN 12 porte RJ45 cat 5 Pz Pz Pz PREZZO IMPORTO [€] [€] 1 40,26 1 230,92 1 116,14 Importo complessivo 334102 - Video citofono PIVOT 56 392008 - Quadro a display alfanumerico 40,26 230,92 116,14 387,32 SRA 52-60 OK 29-11-2004 16:42 Pagina 57 • Valutazione economica Impianto sorveglianza acustica ARTICOLO DESCRIZIONE UM QT L4485 L4489 E45/24DC 4958 506E 503E L4703 L4803AC L4950 504E L4704 L4804AC Living int - amplificatore locale Living int - modulo per ascolto ambiente Living - alimentatore switching 220V/24Vdc Living - diffusore sonoro per scatola 506 Scatole - da incasso quadrata a 6 posti Scatole - da incasso a 3 posti Living int - supporto a 3 moduli Living int - placca 3 posti acciaio scuro Living int - tasto falso polo Scatole - da incasso a 4 posti Living int - supporto a 4 moduli Living int - placca 4 posti acciaio scuro Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz Pz 1 5 1 1 1 3 2 2 2 3 3 3 PREZZO IMPORTO [€] [€] 55,07 64,00 82,15 40,37 1,69 0,23 0,69 7,18 0,56 1,07 1,65 10,09 Importo complessivo 55,07 320,00 82,15 40,37 1,69 0,69 1,38 14,36 1,12 3,21 4,95 30,27 555,26 Impianto termoregolazione ARTICOLO DESCRIZIONE UM QT 3550 L4692 F430/2 F430/4 3507/6 SCS - centrale termoregolazione SCS - sonda Living international SCS - attuatore termoregolazione 2 rele' SCS - attuatore termoregolazione 4 rele' Living - accumulatore 6V per 4070 e 4075 Pz Pz Pz Pz Pz 1 3 1 1 1 PREZZO IMPORTO [€] [€] 194,49 38,90 46,68 54,46 21,90 Importo complessivo 503E Scatolada incasso 3 posti N4703 Light supporto a 3 moduli N4911 Light copritasto illuminab. int/dev 1 mod 194,49 116,70 46,68 54,46 21,90 434,23 N 4803Placca a 3 posti 57 SRA 52-60 OK 29-11-2004 16:42 Pagina 58 ® Tabella riassuntiva I prezzi riportati sono lordi, seguono il listino RR n° 24-2 (1 giugno 2004) e non sono comprensivi di iva. Le quotazioni si riferiscono esclusivamente ai componenti Bticino previsti a progetto e sono quindi esclusi le seguenti tipologie di materiali: cavi energia, cavi telefonici multicoppia, cavi coassiali, tubi corrugati, corpi illuminanti, lampade, dispositivi elettronici per impianto TV interattiva e per impianto di antenna, dispositivi per impianto di rivelazione incendio. TOTALE COMPLESSIVO MATERIALE BTICINO QUADRI ELETTRICI DISTRIBUZIONE BT PREZZO RR TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE 1.974,91 2.413,96 2.896,28 387,32 555,26 434,23 [€] MATERIALE ELETTRICO ORDINARIO IMPIANTO AUTOMAZIONE IMPIANTO ALLARMI TELEFONIA SORVEGLIANZA ACUSTICA TERMOREGOLAZIONE 8.661,96 TOTALE INCIDENZA MATERIALE ELETTRICO BTICINO PER TIPOLOGIA DI IMPIANTO 6% 4% 5% 23% TOTALE MATERIALE ELETTRICO ORDINARIO TOTALE IMPIANTO AUTOMAZIONE TOTALE IMPIANTO ALLARMI TOTALE TELEFONIA TOTALE SORVEGLIANZA ACUSTICA TOTALE TERMOREGOLAZIONE 34% 58 28% SRA 52-60 OK 29-11-2004 16:42 Pagina 59 • Valutazione economica L’analisi qui di seguito riportata si basa considerando l’appartamento precedentemente descritto sia dal punto di vista architettonico che dal punto di vista funzionale (vedi tabella funzionale a pag. 38-39 e planimetria a pag. 40) e assumendo un costo medio stimato del metro quadrato di appartamento costruito di 2500 euro. VALORE IMMOBILIARE DESCRIZIONE STRUTTURA [€] ALLOGGIO SANITARIO ASSISTITO DI 100 MQ SUDDIVISO IN 4 LOCALI PIU SERVIZI 250.000 VALORE MATERIALE BTICINO (PREZZI LORDI) [€] 8.662 INCIDENZA MATERIALE BTICINO SUL VALORE IMMOBILIARE TOTALE DELL’ALLOGGIO 3,5% VALORE IMMOBILIARE VALORE MATERIALE BTICINO 97% 59 SRA 52-60 OK 60 29-11-2004 16:42 Pagina 60 SRA 46-51 29-11-2004 10:56 Pagina 44 ® Appendice normativa Generalità Gli impianti elettrici nelle strutture per alloggi assistiti devono essere realizzati in osservanza delle norme e leggi vigenti, comprese eventuali varianti, completamenti o integrazioni alle stesse. Le caratteristiche degli impianti stessi e dei loro componenti, devono in particolare essere conformi: - alle norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano); - alle prescrizioni delle Autorità Locali, in particolare di quelle dei Vigili del fuoco; - alle prescrizioni ed indicazioni del Distributore dell’energia elettrica; - alle prescrizioni ed indicazioni del Distributore del servizio telefonico; - alle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro; - alle norme e raccomandazioni dell’ Ispettorato del Lavoro e dell’ ISPESL. Principali Leggi di riferimento Di seguito si elencano alcune tra le norme e leggi principali di riferimento: - DPR n. 547 del 27/04/55 “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”; - Legge n. 186 del 01/03/68 “Costruzione e realizzazione di materiali ed impianti elettrici a regola d’arte; - Legge n. 46 del 05/03/90 “Norme per la sicurezza degli impianti”; - DPR n. 447 del 06/12/91 “Regolamento di attuazione della Legge n. 46 del 05/03/90”; - Legge n.118 del 30/03/71+ Legge n. 13 del 09/01/89 e D.M. n. 236 del 14/06/89 +DPR n.503 del 24/07/96 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”; - D.L. del 19/09/94 n. 626 “Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro” Principali Norme CEI di riferimento 44 - Norma CEI 64-8/1-7 ediz. 2003 “Impianti elettrici utilizzatori a Vn fino a 1000 V ac e a 1500 V dc”; - Norma CEI 17-13/1 fasc. 1433 “Apparecchiature assiemate di protezione per basse tensioni (apparecchiature di serie AS e non di serie ANS)”; - Norma CEI 17-13/3 fasc. 1926 “Apparecchiature assiemate di protezione di manovra per basse tensioni installate in luogo con personale non addestrato (quadri di distribuzione ASD)”; - Norma CEI 81-1 + V1 fasc.2697 “Protezione delle strutture contro i fulmini”; - Norma CEI 81-4 fasc.2924 “Valutazione del rischio dovuto al fulmine”. Leggi, decreti e norme contengono spesso prescizioni che riguardano gli impianti elettrici in generale, validi quindi in molti tipi di strutture, il che consente una più facile acquisizione e memorizzazione dei migliori standard progettuali ed esecutivi. Altri di questi documenti riguardano invece soluzioni particolari, riguardanti impianti elettrici relativi solo a certe strutture o solo ad alcuni ambienti ben definiti. Le note che seguono tendono a puntualizzare ed a richiamare quelle prescrizioni particolari che interessano la struttura di alloggio assistito. SRA 46-51 29-11-2004 10:56 Pagina 45 • Appendice normativa 1. Gli impianti elettrici devono essere realizzati in conformità alla legge n. 186 del 1 marzo 1968. In particolare, ai fini della prevenzione degli incendi, gli impianti elettrici: a) Devono possedere caratteristiche strutturali, tensione di alimentazione e possibilità di intervento individuate nel piano della gestione delle emergenze tali da non costituire pericolo durante le operazioni di spegnimento; b) Non devono costituire causa primaria di incendio e di esplosione c) Non devono fornire alimento o via privilegiata di propagazione degli incendi d) Devono essere suddivisi in modo che un eventuale guasto non provochi la messa fuori servizio dell’intero sistema; e) Devono disporre di apparecchi di manovra ubicati in posizioni protette e riportare chiare indicazioni dei circuiti cui si riferiscono. 2. I seguenti sistemi utenza devono disporre di impianti di sicurezza: a) Illuminazione; b) Allarme; c) Rivelazione; d) Impianti di estinzione incendi; e) Elevatori antincendio; f) Impianto di diffusione sonora 3. L’alimentazione di sicurezza deve essere automatica ad interruzione breve (<0,5 sec.) per gli impianti di rivelazione, allarme e illuminazione e ad interruzione media (<15 sec.) per elevatori antincendio, impianti idrici antincendio ed impianto di diffusione sonora. 4. Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore. 5. L’autonomia dell’alimentazione di sicurezza deve consentire lo svolgimento in sicurezza del soccorso e dello spegnimento per il tempo necessario; in ogni caso l’autonomia minima è stabilita per ogni impianto come segue: a) Rivelazione ed allarme: 30 minuti primi; b) Illuminazione di sicurezza: 2 ore; c) Elevatori antincendio 2 ore; d) Impianti idrici antincendio: 2 ore; e) Impianto di diffusione sonora: 2 ore; 6. L’impianto di illuminazione di sicurezza deve assicurare un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux ad 1 metro di altezza dal piano di calpestio, lungo le vie di uscita e nelle aree di tipo C e D. 7. Sono ammesse singole lampade con alimentazione autonome, purchè assicurino il funzionamento per almeno 2 ore. 8. Il quadro elettrico generale e quelli di piano devono essere ubicati in posizione facilmente accessibile, segnalata e protetta dall’incendio. Norma CEI 64-8/7 Sez.751 Ambienti a maggior rischio in caso d’incendio Un qualsiasi ambiente con affollamento ipotizzabile superiore a 100 persone rientra nei luoghi elencati nell’allegato A della norma CEI 64-8/7 sezione 751. Si tratta quindi di una struttura che presenta, in caso d’incendio, un rischio maggiore rispetto agli ambienti ordinari, per l’elevata densità di affollamento e/o per l’elevato tempo di sfollamento. Gli impianti elettrici realizzati in questa struttura 45 SRA 46-51 29-11-2004 10:56 Pagina 46 ® devono quindi essere conformi oltre che alla norma generale anche alla sezione 751 “Ambienti a maggior rischio in caso d’incendio”. Si riassumono di seguito le più significative prescrizioni particolari da applicare agli impianti elettrici di questi luoghi: - Non è ammesso utilizzare il sistema TN-C ma è possibile il solo transito dell’eventuale conduttore PEN. - Tutti i circuiti devono essere protetti contro il sovraccarico (è possibile omettere questa protezione per circuiti di sicurezza) - I dispositivi di protezione contro il sovraccarico (ed il cortocircuito) devono essere posti all’inizio del circuito (per evitare il mantenersi di guasti non franchi ma che possono innescare incendio). - Gli apparecchi d’illuminazione devono essere mantenuti ad adeguata distanza dagli oggetti illuminati, se questi ultimi sono combustibili; in particolare per i faretti ed i piccoli proiettori tale distanza deve essere: --fino a 100 W : d _> 0,5 m --da 100 W a 300 W : d _> 0,8 m --da 300 W a 500 W : d _> 1 m - I componenti elettrici non devono costituire pericolo d’innesco o di propagazione d’incendi. I componenti in vista devono essere di materiale resistente alla prova del filo incandescente a 650 °C. - Se le condutture sono realizzate come nei tre modi seguenti: 1) di qualsiasi tipo, incassate in strutture non combustibili (conduttura sottotraccia, qualsiasi tubo e qualsiasi cavo). 2) cavi in tubi metallici o canali metallici 3) cavi ad isolamento minerale aventi la guaina tubolare metallica continua senza saldatura con funzione di PE, sprovvisti all’esterno di guaina non metallica. Non sono necessari provvedimenti integrativi contro la propagazione dell’incendio. Altrimenti, per altre tipologie di condutture, sono necessari provvedimenti aggiuntivi che, in generale, risultano essere ad esempio, un dispositivo differenziale con Idn <_ 0,3 A a protezione dei circuiti terminali (non dei circuiti di sicurezza) se racchiusi in involucri con IP<40 , l’adozione di cavi non propaganti l’incendio con sbarramenti nei soli tratti verticali, ogni 10 m, ecc… Comunque, in ogni caso devono essere previste barriere tagliafiamma in tutti gli attraversamenti di solai o pareti che delimitano il comparto antincendio Norma CEI 64-8/7 Sez.701 Locali contenenti bagni o docce Questa sezione della norma CEI 64-8 si applica agli impianti elettrici in presenza di vasche da bagno, piatti doccia, cabine da doccia prefabbricate e di vasche monoblocco per idromassaggi se costruite in conformità alle norme CEI 61-33 o 62-5. Le prescrizioni di questa sezione non si applicano invece ai locali contenenti solamente lavandini e/o servizi igienici. I disegni e le tabelle delle pagine seguenti sintetizzano dette prescrizioni. Deve essere inoltre realizzata l’egualizzazione del potenziale tra le masse e le masse estranee mediante conduttori equipotenziali supplementari di sezione almeno pari alla metà del conduttore di protezione delle masse e comunque > _ 2,5 mm2 con 2 protezione meccanica (altrimenti sezione minima di 4 mm ). I collegamenti equipotenziali supplementari delle masse estranee (tubazioni dell’acqua, del condizionamento ,…) possono essere effettuati all’ingresso del locale stesso e non essere accessibili 46 SRA 46-51 29-11-2004 10:56 Pagina 47 • Appendice normativa CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE 47 SRA 46-51 29-11-2004 10:56 Pagina 48 ® PRESCRIZIONI PARTICOLARI 48 SRA 46-51 29-11-2004 10:56 Pagina 49 • Appendice normativa Legge n.118 del 30/03/71+ Legge n. 13 del 09/01/89 e D.M. n. 236 del 14/06/89+ DPR n.503 del 24/07/96 Norma CEI –64-7 Sez. 752 Ogni struttura deve possedere tutti i requisiti tecnico-impiantistici che possano soddisfare le leggi e norme citate, integrandole con quelle eventualmente emanate a livello regionale e comunale e con le circolari ministeriali. Dette leggi e norme hanno l’obbiettivo di favorire il superamento delle barriere architettoniche mediante livelli di fruibilità coerenti e distinti in accessibilità, visitabilità ed adattabilità. Di seguito si propone una sintesi delle prescrizioni per quanto soprattutto di competenza dell’impiantistica elettrica, fatto salvo comunque il rinvio alla consultazione dei testi integrali delle norme e delle leggi. Norma CEI 64-8/7 Norma CEI 64-8/7 – IV ediz. Sezione 752 Impianti elettrici nei luoghi di pubblico spettacolo e di trattenimento Art. 752.53.1 Apparecchi di comando e di segnalazione: Gli apparecchi di comando e di segnalazione a disposizione del pubblico devono essere facilmente manovrabili ed individuabili da parte di minorati anche in caso di mancanza di illuminazione. Il campanello elettrico posto in vicinanza della tazza wc deve essere del tipo a cordone e la suoneria deve essere ubicata in luogo appropriato al fine di consentire l'immediata percezione dell'eventuale richiesta di assistenza. Principali prescrizioni del D.M. n. 236 del 14/06/89 e del DPR n.503 del 24/07/96 Accessibilità Criteri per l’accessibilità: rif. Al DPR n.503 del 24/07/96 art. 2G - Per accessibilità si intende la possibilità, da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di poter fruire di spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. Devono essere accessibili gli spazi esterni, le parti comuni e gli ambienti destinati ad attività sociali, come quelle scolastiche, sanitarie, assistenziali, culturali e sportive. Limitatamente ai servizi igienici il requisito si intende soddisfatto se è accessibile, a persona su sedia a ruote, un servizio igienico per ogni nucleo di servizi presenti al piano con un minimo di uno per ogni livello utile dell'edificio. Accessibilità degli impianti elettrici (rif. al D.M. n. 236 del 14/06/89) Ciruiti terminali rif. art. 4.1.5 e art. 8.1.5 - Gli apparecchi elettrici, i quadri generali, termostati regolabili, nonché i campanelli, pulsanti di comando e i citofoni devono essere per tipo e posizione planimetrica ed altimetrica, tali da permettere un uso agevole anche da parte della persona su sedia a ruote; devono inoltre essere facilmente individuabili anche in condizioni di scarsa visibilità ed essere protetti dal danneggiamento per urto. - devono essere posti ad altezza compresa tra i 40 e i 140 cm nota: per un quadro complessivo vedere la tabella delle altezze consigliate per la collocazione di interruttori e prese, nella sezione camere. 49 SRA 46-51 29-11-2004 10:56 Pagina 50 ® Servizi igienici (rif. art. 4.1.6 ) Deve essere garantito in particolare la dotazione di opportuni corrimano e di un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza e della vasca. Ascensore (rif. art. 4.1.12) Nell'interno della cabina devono essere posti un citofono, un campanello di allarme, un segnale luminoso che confermi l'avvenuta ricezione all'esterno della chiamata di allarme, una luce di emergenza. (art. 8.1.12 ......... con autonomia minima di 3 h. I pulsanti di comando devono prevedere la numerazione in rilievo e le scritte con traduzione Braille). Deve essere prevista la segnalazione sonora dell'arrivo al piano e un dispositivo luminoso per segnalare ogni eventuale stato di allarme. Segnaletica (rif. art. 4.3) Negli edifici aperti al pubblico deve essere predisposta una adeguata segnaletica che indichi le attività principali ivi svolte e i percorsi necessari per raggiungerle. Per i non vedenti è opportuno predisporre apparecchi fonici per dette indicazioni, ovvero tabelle integrative con scritte Braille. In generale, ogni situazione di pericolo dev'essere resa immediatamente avvertibile anche tramite accorgimenti e mezzi riferibili sia alle percezioni acustiche che a quelle visive. Visitabilità Criteri per la visitabilità: rif. DPR n.503 del 24/07/96 art. 2H - Per visitabilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta. Per le sedi di attività ricettive quali Alberghi, Pensioni, Campeggi,Villaggi turistici, è richiesta la visitabilità per tutte le parti e servizi comuni, un numero di zone all'aperto destinate al soggiorno temporaneo e almeno 2 stanze ogni 40 o frazione di 40 previste. Nei campeggi e villaggi turistici, oltre ai servizi ed alle attrezzature comuni, almeno il 5% delle superfici destinate alle unità di soggiorno temporaneo con un minimo assoluto di 2 unità. Importante, per l’edilizia esistente, il seguente articolo: rif. art. 5.7. Visitabilità condizionata: - Negli edifici, unità immobiliari o ambienti aperti al pubblico esistenti, che non vengono sottoposti a ristrutturazione e che non siano in tutto o in parte rispondenti ai criteri per l'accessibilità contenuti nel presente decreto, ma nei quali esista la possibilità di fruizione mediante personale di aiuto anche per le persone a ridotta o impedita capacità motoria, deve essere posto in prossimità dell'ingresso un apposito pulsante di chiamata al quale deve essere affiancato il simbolo internazionale di accessibilità. 50 SRA 46-51 29-11-2004 10:56 Pagina 51 • Appendice normativa Adattabilità rif. DPR n.503 del 24/07/96 art. 2I - Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Devono essere adattabili tutte le unità immobiliari, qualunque sia la loro destinazione, per tutte le parti e componenti per le quali non è già richiesto che siano accessibili e/o visitabili. 51 SRA 26-43 29-11-2004 16:49 Pagina 38 ® Nel progetto dell’appartamento qui di seguito riportato sono state riportate le funzioni seguenti: FUNZIONALITÀ IMPIANTISTICHE MY HOME Tipologia locale Tipologia impianto Funzionalità impiantistica installata Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Automazione luce Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Comando generale di spegnimento (general-off) di tutti i corpi illuminanti Comando per singolo avvolgibile Automazione motorizzazioni avvolgibili Comando per singolo avvolgibile Comando degli avvolgibili del locale Comando generale di tutti gli avvolgibili Soggiorno Automazione funzioni speciali Apertura elettroserratura dell'ingresso tramite comando a pulsante Comandi automazione tramite telecomando e ricevitore IR Protezione perimetrale mediante contatti magnetici Antifurto Protezione volumetrica mediante rilevatore IR Inserimento e disinserimento impianto tramite trasponder Ingresso Cablaggio strutturato Postazione con 2 connessioni dati/telefono Impianto antenna terrestre/satellitare 1 presa TV Sorveglianza acustica 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica Termoregolazione 1 termostato ambiente Automazione funzioni speciali Apertura elettroserratura dell'ingresso tramite trasponder Antifurto 2 sirene con lampeggiante Automazione luce Comando da 1 punto di corpo illuminante a soffitto Automazione motorizzazioni avvolgibili Comando per singolo avvolgibile Automazione funzioni speciali Comando aspirazione forzata Controllo presa forno Gestione energia Controllo presa piastre elettriche Controllo e visualizzazione sistema gestione energia Cucina Antifurto Protezione perimetrale mediante contatti magnetici Protezione volumetrica mediante rilevatore IR 38 Allarmi tecnici Rivelatore allagamento Sorveglianza acustica 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica Cablaggio strutturato Postazione con 2 connessioni dati/telefono Impianto antenna terrestre/satellitare 1 presa TV SRA 26-43 29-11-2004 16:49 Pagina 39 • Progetto impianti elettrici e speciali FUNZIONALITÀ IMPIANTISTICHE MY HOME Tipologia locale Tipologia impianto Funzionalità impiantistica installata Automazione luce Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Automazione motorizzazioni avvolgibili Comando da 3 punti dell' avvolgibile Automazione funzioni speciali Comandi automazione tramite telecomando e ricevitore IR Protezione perimetrale mediante contatti magnetici Camera da letto Antifurto Protezione volumetrica mediante rilevatore IR matrimoniale Telesoccorso Cablaggio strutturato Postazione con 2 connessioni dati/telefono Sorveglianza acustica 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica Termoregolazione 1 termostato ambiente Impianto antenna terrestre/satellitare 1 presa TV Automazione luce Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Automazione motorizzazioni avvolgibili Comando da 3 punti dell' avvolgibile Protezione perimetrale mediante contatti magnetici Antifurto Protezione volumetrica mediante rilevatore IR Camera da letto Cablaggio strutturato Postazione con 2 connessioni dati/telefono Sorveglianza acustica 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica Termoregolazione 1 termostato ambiente Impianto antenna terrestre/satellitare 1 presa TV Automazione luce Comando da 1 punto di corpo illuminante a soffitto Comando da 1 punto di corpo illuminante a parete Bagno Automazione funzioni speciali Accensione e spegnimento ritardato automatico dell'aspirazione forzata Gestione energia Controllo presa lavatrice Antifurto Rivelatore allagamento Impianto di segnalazione Pulsante a tirante per vasca Pulsante a tirante per WC Disimpegno Ripostiglio Sorveglianza acustica 1 modulo microfonico per sorveglianza acustica Impianto luci d'emergenza 1 lampada di emergenza Automazione luce Comando da 3 punti di corpo illuminante a soffitto Antifurto Sirena interna per antintrusione e segnalazione allarmi tecnici Impianto di segnalazione Suoneria elettronica per pulsante ingresso e pulsanti a tirante Sorveglianza acustica 1modulo altoparlante Impianto luci d'emergenza 1 lampada di emergenza Automazione luce Comando da 1 punto di corpo illuminante a soffitto Automazione funzioni speciali Accensione e spegnimento ritardato automatico dell'aspirazione forzata Antifurto centrale con comunicatore telefonico integrato Termoregolazione centrale di gestione termoregolazione Impianto luci d'emergenza 1 lampada di emergenza ALTRE FUNZIONALITA' 1) Supervisione, comando e controllo locale e remoto dell'impianto automazione attraverso pagine web (webserver) 2) Riarmo interruttore generale da remoto in seguito a segnalazione inviata da comunicatore telefonico 39