Linguaggio e percezione

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Corso di Etnolinguistica, a.a. 2012-2013
Prof. Gabriele Iannaccaro
Linguaggio e percezione
Francesca Strik Lievers
[email protected]
Introduzione
Due temi molto vasti:
LINGUAGGIO
e
PERCEZIONE
Percezione
Che cos’è la percezione?
La definizione di un dizionario (Sabatini-Coletti 2008):
percezione [per-ce-zió-ne] s.f.
?
?
Atto con cui si acquisisce la consapevolezza e la conoscenza
◆1
di una realtà esterna mediante i sensi [SIN] sensazione: p. di un
colore, di un odore,
? di un sapore, di un suono, del caldo; la p. di un
oggetto, del movimento; estens. capacità e azione del percepire:
anomalie, disturbi, fenomeni della p.
[…]
I sensi: quali e quanti?
Quanti e quali sono i sensi?
Molte classificazioni diverse, a seconda dei criteri adottati
Es.:
• 3 sensi:
luce / chimico / meccanico
• 10 sensi:
vista / udito / olfatto / gusto / tatto / dolore / temperatura /
vestibolare / propriocezione / interocezione
(➝ I sensi sono “entità” separate le une dalle altre?)
I sensi: importanza della vista
Molti studi mostrano che la vista “domina” gli altri sensi
➝ Es (Rock 1975, cit. in Viberg 2001)
?
I “cinque sensi”
I “cinque sensi” aristotelici:
vista, udito, olfatto, tatto, gusto
Universali?
Cenni di antropologia dei sensi
•
Vincenzo Matera (2002), “Antropologia dei sensi. Osservazioni introduttive”, p. 9
“Possiamo […] definire l’espressione antropologica dei sensi come l’analisi delle modalità
secondo cui la sensorialità si articola in diversi contesti sociali, qualificando questa facoltà
come culturalmente orientata.”
•
David Le Breton (2007), Il sapore del mondo. Un’antropologia dei sensi, pp. 5-8.
“I limiti del corpo, come quelli dell’universo dell’uomo, sono i limiti dati dai sistemi
simbolici di cui il corpo è tributario. Come la lingua, il corpo è una misura del mondo, una
rete gettata sulla folla di stimoli che assalgono l’individuo nel corso della vita quotidiana,
una rete che trattiene tra le sue maglie solo quelli che gli sembrano particolarmente
significativi.”
“Al pari della lingua, il corpo è un continuo fornitore di significati. Di fronte a una
medesima realtà, individui dal corpo impregnato di culture e storie diverse non provano le
stesse sensazioni e non decifrano gli stessi dati: ciascuno di essi è sensibile alle
informazioni che riconosce e che rimandano al suo specifico sistema di riferimento. Le
percezioni sensoriali e la visione del mondo di tali individui sono tributarie dei simbolismi
acquisiti. In ciò simile alla lingua, il corpo proietta un filtro sull’ambiente, incarna un
sistema semiologico. La percezione non è la realtà, ma il modo di sentire la realtà.”
Cenni di antropologia dei sensi
Il sistema a cinque sensi è molto diffuso, ma non universale.
“Sistemi” sensoriali diversi:
Cashinahua del Perù (Kensinger, cit. in Ward 2008: 32):
sei diversi tipi di percezione, a seconda che la percezione arrivi
attraverso: la pelle, le mani, gli occhi, le orecchie, i genitali, il fegato.
Stessi sensi o sensi diversi?
Desana dell’Amazzonia (Classen 1993):
simbolismo dei colori che pervade l’universo: “colore” come lo
intendiamo noi?
Il diverso “peso” attribuito a singoli sensi
Nella tradizione occidentale a vista e udito è attribuita maggior importanza e
valore conoscitivo che agli altri sensi.
“Tutti gli uomini per natura tendono al sapere. Segno ne è l’amore per le sensazioni: infatti,
essi amano le sensazioni per se stesse, anche indipendentemente dalla loro utilità, e, più di
tutte, amano la sensazione della vista: in effetti, non solo ai fini dell’azione, ma anche senza
avere alcuna intenzione di agire, noi preferiamo il vedere, in certo senso, a tutte le altre
sensazioni. E il motivo sta nel fatto che la vista ci fa conoscere più di tutte le altre sensazioni e
ci rende manifeste numerose differenze fra le cose”
(Aristotele, Metafisica, trad. it. RCS Libri, Milano, 2000, p. 3)
“Of all the senses [smell] is the one that seems to contribute the least to the operations of
the human mind”
(Condillac, cit. in Classen 1999: 272)
“Qual è il senso organico più ingrato e meno necessario? L’olfatto. Esso non compensa
dell’opera che si fa per coltivarlo o per raffinarlo allo scopo di trarne godimento; poiché sono
più numerosi gli oggetti della nausea [...] che quelli del piacere, che esso può procurare, e per
di più il godimento prodotto da questo senso, se deve esserci, non può essere che fuggevole e
passeggero”.
(Kant 2009: 43 [1798])
Il diverso “peso” attribuito a singoli sensi
Questa “gerarchia” ha valore universale?
Cfr. i seguenti casi:
Per i Cashinahua la vista è “the most unstable sense of all and [...] its
undependability and insufficiency must be compensated for through a
combination, for example, with smelling and hearing and a
corresponding “cognitive linkage” (Keifenheim 1999: 32)
Per i Desana (wira, ‘gente del vento’ o ‘gente che odora’) l’olfatto ha
grande importanza: odori usati per classificare animali, tribù, individuare
tracce... (Classen 1999)
La percezione e la sua espressione linguistica
La categorizzazione linguistica dei dati sensoriali
Case-studies sul lessico della percezione
il lessico dell’olfatto
i verbi di percezione
I sensi e il lessico: il caso dell’olfatto
In italiano:
•
•
•
odore, profumo, puzzare, profumato, ...
pungente, dolce, ...
odore di benzina, profumo di rose, ...
➡ poche parole
➡ parole originariam. riferite ad altri sensi
➡ parola olfattiva generica + oggetto che
emana l’odore
Olfatto come senso “senza parole”?
Spiegazioni neurobiologiche?
Ma cfr. lingue espressione di culture che attribuiscono un peso maggiore all’olfatto
I verbi di percezione nelle lingue del mondo
Studio tipologico di Åke Viberg (1984, 2001) sui verbi di percezione
➡ gerarchia di modalità sensoriali:
Vista > Udito > Tatto > Olfatto/Gusto
•
se una lingua ha un solo verbo di percezione, questo verbo ha il significato di
‘vedere’,
•
•
•
i verbi relativi alla vista sono più frequenti
...
eventuali estensioni semantiche possono portare da una modalità sensoriale a
una modalità più a destra nella gerarchia, ma non viceversa (es.: ‘vedere’ può
assumere come significato secondario ‘udire’ ma non viceversa).
Maya Akatek:
Tuk'al chi -ø -ey -ab' s -sab
just
INC-B3-A2p-feel A3-smell
‘You just smell the food’ (Schüle 1996: 7)
Connessioni fra i sensi:
La percezione multisensoriale
Spesso è difficile “separare” i sensi
➡ percezione multisensoriale (cfr. Calvert et al. 2004, Bruno-PavaniZampini 2010)
Esempi:
• la percezione del cibo
•
McGurk illusion
http://www.youtube.com/watch?v=aFPtc8BVdJk
•
l’esperimento di Morrot et al. (2001)
Connessioni fra i sensi:
La sinestesia “neurologica”
Sinestesia (gr. σύν αἴσθησις):
“A curious condition in which an otherwise normal person experiences sensations
in one modality when a second modality is stimulated.” (Ramachandran and Hubbard 2001: 4)
•
•
•
esperienza involontaria e automatica
si ripete identica nel tempo
sono in gioco reali percezioni, rilevabili tramite esperimenti di neuroimmagine
(cfr. Cytowic-Eagleman 2009)
Connessioni fra i sensi:
La sinestesia linguistica
Sinestesia come processo di trasferimento metaforico da una modalità
sensoriale a un’altra
• un’esperienza percettiva relativa a un senso è descritta attraverso
mezzi lessicali normalmente associati a un altro senso
• sono in gioco concetti
Frequente in poesia...
So#
music
like
a
perfume,
and
sweet
light
Golden
with
audible
odours
exquisite
Swathe
me
with
cerements
for
eternity.
(Arthur
Symons,
Amor
Triumphans,
cit.
in
Ullmann
1957:
275)
Connessioni fra i sensi:
La sinestesia linguistica
... ma anche nel linguaggio “ordinario”, in forme più o meno lessicalizzate:
voce calda: tatto ➝ udito
luce fredda: tatto ➝ vista
Molto usata in pubblicità: gusto rotondo, gusto morbido, ...
Glen Grant:
https://www.youtube.com/watch?v=2f39KE4SsA4
Connessioni fra i sensi:
La sinestesia linguistica
La gerarchia di Ullmann (1967) (cfr. anche Rosiello 1963, Williams 1976, Yu 2003,
Shen-Eisenman 2008)
Tatto > Calore > Gusto > Olfatto > Udito > Vista
•
•
•
La maggior parte dei trasferimenti vanno da sinistra a destra nella gerarchia
Fonte più frequente del trasferimento: tatto
Target più frequente del trasferimento: udito
es.: dolce melodia, ma difficilmente melodiosa dolcezza
Spunti di riflessione
•
•
•
•
Come mai la gerarchia dei verbi e quella della sinestesia sono
speculari?
La gerarchia proposta per la sinestesia ha valore universale?
Se sì: base cognitiva?
Connessione con la sinestesia neurologica?
Riferimenti bibliografici
-
Bruno, Nicola, Pavani, F., Zampini, M. (2010), La percezione multisensoriale, Bologna, Il Mulino.
Calvert, Gemma, Charles Spence, Barry Stein (2004), The Handbook of Multisensory Processes,
Cambridge, MA, MIT Press.
Classen, C. (1993) Worlds of Sense. Exploring the Senses in History and Across Cultures. London and
New York: Routledge.
Classen, Constance (1999), “Other ways to wisdom: learning through the senses across cultures”,
International Review of Education 45, 3/4, pp. 269-280.
Classen, Constance (1999), “Other ways to wisdom: learning through the senses across cultures”,
International Review of Education 45, 3/4, pp. 269-280.
Howes, David (2003), Sensual Relations, Ann Arbor, The University of Michigan Press.
Kant, Immanuel (2009[1798]), Antropologia pragmatica, Roma-Bari, Laterza.
Keifenheim, Barbara (1999), “Concepts of perception, visual practice, and pattern art among the
Cashinahua Indians (Peruvian Amazon area)”,Visual Anthropology 12 (1), pp. 27-48.
Le Breton, David (2007), Il sapore del mondo. Un’antropologia dei sensi, Milano, Raffaello Cortina
Editore.
Matera, Vincenzo (2002), “Antropologia dei sensi. Osservazioni introduttive”, in Matera, V. (a cura di),
Antropologia delle sensazioni, Erreffe. La ricerca folklorica 45, pp. 7- 16.
Morrot, Gil et al. (2001), “The Color of Odors”, Brain and Language 79 (2), pp. 309-320.
Ramachandran, Vilayanur S. - Hubbard, Edward M. (2001) “Synaesthesia. A window into perception,
thought and language”, Journal of Consciousness Studies 8 (12), pp. 3-34.
Ullmann, Stephen (1957), The Principles of Semantics, Second Edition, Oxford, Blackwell.
Viberg, Å. (2001), “Verbs of perception” in Haspelmath et al. (eds.), Language Typology And Language
Universals: an International Handbook, Berlin-New York, Mouton De Gruyter, v. 2, pp. 1294-1309.
Ward, Jamie (2008), The frog who croaked blue. Synaesthesia and the mixing of the senses, London,
Routledge.
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