arte e spettacolo domovoj

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PRESENTA
PRIGIONIERO DI ME STESSO
Liberamente ispirato ai diari di Birger Sellin
Uno spettacolo di Matteo Marasco* e Salvatore Rancatore
“Vorrei tanto trovare una via d’uscita dalla mia vita d’isolamento da comportamenti decadenti nei quali mi
barrico, non vivo che frustrazioni giorno dopo giorno senza speranza è come essere sepolti vivi, la mia
solitudine è come un proliferante grumo dell’anima… Il mondo visto dalla prospettiva di un autistico, è come
una nave che affonda e inventa assurdità per non accorgersene, io sono il primo ufficiale di questa nave e la
mia assurdità ha una vera grandezza da emarginato autoinventata.”
NOTA DI REGIA
Questi versi che ricordano Shakespeare, Artaud, Rimbaud appartengono a Birger Sellin: ragazzo
autistico non guarito che comunica solo attraverso il computer.
“Prigioniero di me stesso” è una raccolta di testi, un insieme di comunicazioni personali e familiari,
poesie, lettere e riflessioni che rappresentano per questo ragazzo l’unica forma di espressione dal carcere
del proprio io.
Non, quindi, il balbettio di un folle che non ne vuole sapere dei suoi simili, ma una richiesta di aiuto
urlata da un mondo oscuro ed incomprensibile; testi che prorompono da una profonda disperazione, foschi,
misteriosi, carichi di solitudine, scritti in un linguaggio estremamente compatto, e a tratti ironico.
“Prigioniero di me stesso” non vuole essere uno spettacolo, ma un luogo dell’anima, un veicolo
attraverso il quale in molti potranno avere per la prima volta qualche notizia dall’intimo dei soggetti autistici,
da un mondo dove la solitudine supera i confini della nostra immaginazione.
Noi vogliamo creare una scatola dei sogni per tutte quelle persone che si sentono imprigionate nella
impossibilità di essere come realmente vorrebbero essere.
NOTE TECNICHE
Per la messa in scena di “Prigioniero di me stesso” non occorre – a tutti i costi – un teatro, ma anche
una semplice sala che possa contenere delle sedie – sia a pianta frontale che centrale – per gli spettatori.
No fonica, in quanto tecnicamente gestita dall’attore.
No illuminazione professionale, ma semplice presa per un filo con una lampada.
Scenografia non incombrante (viene riposta in una scatola).
Lo spettacolo non comporta nessun costo sia per chi lo ospita (teatro o sala) sia per gli
spettatori.
L’unica iniziativa legata allo spettacolo è la vendita di magliette con logo dello spettacolo – non
obbligatoria per la fruizione dello stesso – il cui ricavato va al “Sogno di Ruben”, bambino autistico di
Agrigento, non già per aiutarlo nelle terapie bensì nella speranza che un giorno lui come noi possa realizzare
il suo sogno.
MATTEO TARASCO e SALVATORE RANCATORE
*(Matteo Tarasco ha firmato regie per: Teatro Stabile di Torino, Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, Compagnia Lavia,
Procope Studio, RaiSat Show, Lincoln Center Theater di New York, LAMDA di Londra. Tra gli attori da lui diretti: Monica Guerritore,
Giuseppe Cederna, Simona Marchini, Tullio Solenghi. E’ stato regista assistente di: Marco Tullio Giordana, Marco Sciaccaluga,
Gabriele Lavia. Insignito in Campidoglio del premio Personalità Europea 2005 per il Teatro e del Premio Kaos di Agrigento)
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