EUPNEA EDEMA POLMONARE INSUFF. CARDIACA LESIONI DEL TRONCO IPOOSSIA IPERCAPNIA ACIDOSI DIABETE IPOSSIA CEREBRALE LESIONI PONTINE MENINGITE, TRAUMA CRANICO SONNO, LESIONI CEREBRALI INTOSSICAZIONI LESIONI DEL TRONCO ENCEFALICO, NATI PREMATURI MORTE CEREBRALE Controllo nervoso del respiro Che la respirazione dipenda dal SNC si ricava da: 1) lesioni cerebrali effettuate a diversi livelli inducono l’alterazione del respiro fino alla sua scomparsa. 2) quando nei soggetti comatosi scompare l’attività respiratoria si parla di morte cerebrale. La respirazione è un’attività automatica generata nel tronco encefalico da una attività neuronale per l’appunto automatica e ritmica che è capace di determinare il fisiologico alternarsi delle fasi respiratorie mediante i movimenti respiratori prodotti da muscoli scheletrici. L’attività automatica deve adattarsi a numerose condizioni: fonazione, canto, masticazione, deglutizione, sforzi fisici, emozioni, postura, deambulazione. L’attività automatica può essere modificata o interrotta dal controllo volontario. La respirazione è continuamente controllata e modificata in funzione di diverse richieste fisiologiche, fra queste la PCO2, PO2 e il pH. La respirazione è continuamente modulata da recettori presenti nelle vie aeree, responsabili di numerosi riflessi innescati sia da variazione di volume polmonare sia da sostanze chimiche. Fra questi riflessi, la tosse che è un atto respiratorio modificato, è un meccanismo di difesa delle vie aeree di vitale importanza. La rete neuronale in grado di generare il ritmo respiratorio è localizzata a livello bulbare e pontino. Attualmente si identificano queste strutture nervose con il termine di generatore centrale di pattern respiratorio. Questo termine viene utilizzato per definire una rete di neuroni che genera un pattern ripetuto e regolare di attività neuronale da cui dipende un’attività motoria ritmica come ad esempio la locomozione, la masticazione o come in questo caso la respirazione. Centri respiratori CI e CE Sappiamo che la respirazione non può avvenire senza l’intervento dei muscoli e quindi il primo contributo nervoso sarà rappresentato da: Motoneuroni della pompa respiratoria del midollo spinale : i muscoli respiratori che espandono e contraggono il torace sono innervati da motoneuroni del tratto mediocervicale e toracolombare; A) motoneuroni del frenico (innervano il diaframma, scaricano nell’inspirazione, liberano monoamine). B) motoneuroni respiratori toracici (innervano i muscoli intercostali, sono attivi durante l’attività dei frenici e dunque sono inspiratori). C) motoneuroni addominali (sono nel midollo spinale lombare e toracico, facilitano l’espirazione; durante la defecazione o l’emesi contraggono con il diaframma per aumentare la pressione addominale. Ci sono anche altri motoneuroni: Motoneuroni di resistenza craniali: sono nel nucleo ambiguo e proiettano al vago, innervano la muscolatura striata della laringe, faringe e quindi controllano la dilatazione o la costrizione delle vie aeree; le fibre pregangliari sono nel n. ambiguo, le postgangliari simpatiche sono sulle vie aeree; sono coinvolti recettori ßadrenergici, controllano la secrezione di muco; l’ipoglosso controlla la lingua, importante per la pervietà delle vie aeree; le ghiandole secernenti muco e la muscolatura liscia delle vie aeree sono innervate da neuroni parasimpatici postgangliari che aumentano la secrezione di muco e chiudono le vie aeree. Sono importanti nel controllo dei riflessi di difesa (tosse); modificano ampiezza, forma e durata del respiro. Ricordiamo che a livello periferico sono presenti anche delle Proiezioni sensoriali: Afferenze polmonari che hanno il soma nel ganglio nodoso e giugulare. Viaggiano nel nervo Vago e sinaptano con il Nucleo del Tratto Solitario nei nuclei dorsomediale e commissurale Meccanocettori: rilevano il volume polmonare e la velocità di inflazione. Chemocettori : rilevano lo stato del tessuto polmonare (PCO2, PO2, pH). Tuttavia queste componenti nervose non bastano a garantire l’attività respiratoria, che invece è garantita da una popolazione neuronale posta a livello bulbare (la scarica di questi neuroni è correlata alle fasi respiratorie) Le strutture nervose centrali coinvolte nella respirazione G G GABAa Fasi silenti NTS inspiratori espiratori NEURONI RESPIRATORI BULBARI 1) Il Gruppo respiratorio ventrale (GRV) è a ridosso del n. ambiguo (che contiene i motoneuroni che innervano la muscolatura striata della laringe e faringe….). E’ suddiviso in almeno quattro parti funzionalmente distinte. I neuroni che vi appartengono sono attivati sia durante l’inspirazione che l’espirazione. Nella parte più rostrale vi è il Complesso di Bötzinger costituito da neuroni GABAergici a funzione inibitoria (segnalano la fine espirazione e la fine inspirazione). In posizione più caudale è invece il Complesso del Pre-Bötzinger: la loro frequenza di scarica è correlata al ritmo respiratorio, hanno un’attività ritmica spontanea in fase con l’inizio e la fine del respiro; sono neuroni che generano il ritmo respiratorio; l’attività automatica li rende cellule pacemaker caratteristica questa che è presente solo nel neonato. 2)Il Gruppo Respiratorio Dorsale (GRD) E’ a ridosso del Nucleo del tratto solitario (NTS) che è costituito da interneuroni che ricevono le afferenze dalle vie respiratorie, dai polmoni (meccanocettori e chemocettori) e dal sistema cardiocircolatorio e quindi sono responsabili dell’adattamento del riflesso respirocircolo. E’ quindi coinvolto nei meccanismi di integrazione di afferenze vagali e non solo. Contiene neuroni inspiratori a rampa di 2 tipi: Rα neuroni bulbospinali che inviano le proiezioni ai motoneuroni spinali dei muscoli inspiratori e inviano anche proiezioni al GRV; Rβ hanno una scarica inspiratoria analoga agli Rα ma se l’input che proviene dai recettori da stiramento del polmone viene bloccato la loro attività diminuisce. Evidentemente questi neuroni oltre a ricevere lo stesso input inspiratorio degli Rα ricevono anche afferenze eccitatorie provenienti dai recettori da stiramento polmonare. Tutti questi neuroni bulbari hanno una prerogativa che è quella di essere correlati all’attività respiratoria, infatti la loro frequenza di scarica è correlabile alle diverse fasi respiratorie: identificate 7 tipologie neuronali. I E NEURONI RESPIRATORI BULBARI I-PRECOCI I-COSTANTI I-DECREMENTANTI I-RAMPA I-TARDIVI POSTINSPIRATORI ESPIRATORI La loro frequenza di scarica è correlata con le fasi respiratorie Osservazioni: L’attività neuronale distingue l’evento espiratorio di tipo passivo da quello attivo; il primo è indicato come E1 o fase post inspiratoria. Il secondo E2 dove è assente l’attività del frenico e del diaframma e può essere presente l’attività degli intercostali. INSPIRAZIONE ESPIRAZIONE I: NERVI FRENICI E INTERCOSTALI ESTERNI DEI SEGMENTI TORACICI SUPERIORI VOLUME POLMONARE E1: EVENTO PASSIVO CON ATTIVAZIONE ADDUTTORI LARINGE CON RESTRINGIMENTO DELLA GLOTTIDE CONTRAZIONE DEL DIAFRAMMA I NERVO FRENICO (INSPIRATORIO ) INTERCOSTALE INTERNO (ESPIRATORIO) E1 E2 E2 : EVENTO ATTIVO CON CONTRAZIONE M. INTERCOSTALI INTERNI, ADDOMINALI E LOMBARI. A RIPOSO (EUPNEA) NON SONO ATTIVATI I-PRECOCI I-COSTANTI I-DECREMENTANTI I-RAMPA I-TARDIVI POSTINSPIRATORI ESPIRATORI 4* e 6* potrebbero generare il ritmo; ricevono un’afferenza tonica eccitatoria dai chemocettori centrali e periferici Sono fra loro collegati mediante sinapsi, dando origine così ad una rete neuronale che viene attivata da afferenze provenienti dalla formazione reticolare Formazione reticolate attivante (FRA) che è spontaneamente attiva. Tramite connessioni sinaptiche specifiche di tipo reciproco e ricorrente vengono evocati potenziali postsinaptici eccitatori (PPSE glutamergico) e inibitori (PPSI glicinergici e GABAergici). Questi eventi portano a periodiche oscillazioni lente del potenziale di membrana e, una volta raggiunta la depolarizzazione sopra soglia, alla scarica del potenziale d’azione. Nell’adulto: influssi tonicamente eccitatori provenienti dalla formazione reticolare (FRA) Ma alla nascita PCO2 Si parte a fine espirazione I 4* I 6* Basi della ritmogenesi: Interazione sinaptica tra i neuroni del VRG e una modulazione dinamica delle caratteristiche della membrana. Sono importanti le correnti al Na+, Ca2+ e K+ controllate dai neurotrasmettitori (recettori AMPA e NMPA) e le correnti Cl- e K+ (recettori glicina e GABA), le correnti voltaggio dipendenti di Na+ e Ca2+ a bassa, media ed alta soglia oltre a correnti K+ voltaggio e Ca2+ dipendenti. •MODELLI A RETE è il risultato di interazioni eccitatorie ed inibitorie tra neuroni basate su variazioni di corrente sodio e potassio. Il gruppo preBőtzinger potrebbe esserne responsabile •MODELLI A SEGNAPASSI si ammette l’esistenza di neuroni pacemaker che per caratteristiche intrinseche alla membrana sono capaci di attività autoritmica e il complesso del preBőtzinger ha questa caratteristica almeno nel neonato •MODELLI IBRIDI dove neuroni segnapassi sono influenzati da connessioni sinaptiche NEURONI RESPIRATORI NEL PONTE Gruppo Respiratorio Pontino (GRP) Centro Pneumotassico. • Nella regione rostrale del ponte. • Nucleo Parabrachiale e di Kollinker-Fuse. •Non hanno effetto sulla ritmogenesi ma esercitano influenze inibitorie sulla rete respiratoria bulbare. • La loro scomparsa provoca un disturbo del ritmo respiratorio. •Non è essenziale per il respiro tranquillo (eupneusi). La stimolazione inibisce l’apneusi. •Connesso con il VGR • E’ importante nel regolare la frequenza dei cicli e la profondità espiratoria soprattutto in alcune funzioni vegetative (come la masticazione e la deglutizione provocando l’arresto della respirazione nella fase di profonda inspirazione (apneusi) durante l’assunzione di cibo e bevande),nel vomito, nel dolore, nell’annusare, nelle variazioni della PCO2. Coordinano la respirazione con le diverse forme comportamentali Centro Apneustico •Nella regione inferiore del ponte. •Sostanza reticolare gigantocellulare e magnicellulare pontina • Se stimolato provoca un tono inspiratorio sostenuto nel tempo, intervallato da brevi atti espiratori (apneusi) evidente se si toglie l’influenza inibitoria esercitata dai vaghi. •La sua funzione potrebbe essere quella di dare massima profondità e durata all’inspirazione. I neuroni pontini probabilmente non sono essenziali per la genesi del ritmo respiratorio; piuttosto possono stabilizzare il pattern respiratorio, influenzandone la durata delle fasi. Afferenze modulanti l’attività respiratoria: 1) Attività eccitatoria centrale posta nella reticolare mesencefalica (FRA). Ha un’azione continua sui neuroni respiratori bulbari. 2) Afferenze vagali provenienti dal polmone e dalle vie aeree; sono importanti nel controllo dei riflessi di difesa (tosse); modificano ampiezza, forma e durata del respiro. Decorrono nel Vago e terminano nel N. del Tratto Solitario. Riflesso Iuxtacapil lare 85% del totale Lo stimolo è rappresentato dalla distensione della parete dell’albero tracheobronchiale. Il segnale arriva ai Rβ del GRD e poi ai neuroni bulbopontini provocando la riduzione e durata dell’inspirazione. Eccitano i neuroni bulbari responsabili della fine inspirazione (I-Tardivi). Nell’Uomo è visibile solo se anestetizzato. Il riflesso da insufflazione viene evocato bloccando le vie aeree mediante occlusione della trachea alla fine di una normale inspirazione: la manovra eccita a lungo i recettori provocando in via riflessa la fine inspirazione con apnea SPIROGRAMMA delle vie aeree eseguita a fine inspirazione mantiene espansi i polmoni ed inibisce l’attività inspiratoria Durante un’inspirazione normale a lento adattamento Durante uno sforzo ispiratorio a vie aeree occluse L’attività è allungata nel tempo Alternanza delle fasi e della frequenza di scarica e di alcuni nervi cranici L’attività dei nervi cranici anticipa quella del frenico Corso di FISIOLOGIA UMANA – Prof.ssa GUANDALINI P. Argomento: CONTROLLO NERVOSO DEL RESPIRO Lesioni cortico-spinali Lesioni cortico-bulbari Lesioni pontine-ventrali al VGR + VAGO Lesioni delle strutture midollari