Luglio-Settembre 2013 • Vol. 43 • N. 171 • Pp. 133-139 Gastroenterologia pediatrica Nuovi farmaci per i disturbi della motilità intestinale Eleonora Giannetti1, Carlo Di Lorenzo2, Annamaria Staiano1 1 2 Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali-Sezione di Pediatria, Università degli Studi “Federico II”, Napoli Division of Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition, Nationwide Children’s Hospital, Columbus, OH Riassunto I disordini della motilità intestinale in età pediatrica costituiscono un gruppo eterogeneo di condizioni che provocano carenze nutrizionali e di elettroliti, vomito cronico e ricorrente, incontinenza fecale, dolore cronico e ricorrente, stipsi e/o diarrea, riduzione di indipendenza nella vita quotidiana e ridotta mobilità. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi notevoli nel trattamento di tali disordini ed attualmente è disponibile una serie di nuove opzioni terapeutiche. Gli agenti serotoninergici hanno potenzialmente beneficio nel trattamento della gastroparesi e della pseudo-ostruzione cronica intestinale. La prucalopride è un agonista selettivo del recettore serotoninergico 5HT4, ad alta affinità, in grado di aumentare la motilità ed il transito intestinale. Gli inibitori della colinesterasi, aumentando la disponibilità di acetilcolina nella parete intestinale, provocano un miglioramento dei sintomi nella stipsi cronica severa e nella pseudo-ostruzione. L’eccessiva crescita batterica è una frequente complicanza dei disturbi di motilità severi e può portare ad un’infiammazione della mucosa intestinale e provocare distensione delle anse intestinali, fattori che possono ulteriormente incidere negativamente sulla motilità gastrointestinale. Diversi regimi antibiotici sono stati raccomandati in queste condizioni per la loro azione antibatterica e per un loro effetto sulla motilità gastrointestinale. Il baclofen recentemente è stato considerato come uno dei farmaci più promettenti nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo. La tossina botulinica agisce sulla giunzione neuromuscolare, bloccando il rilascio di acetilcolina dai nervi colinergici ed è stata utilizzata con successo, sia negli adulti che nei bambini, per il trattamento di condizioni associate ad ipertono e spasticità dei muscoli scheletrici e lisci, acalasia esofagea, spasmo cricofaringeo e acalasia anale. Summary Childhood gastrointestinal motility disorders represent a heterogeneous group of conditions determining nutritional and electrolytes deficiencies, chronic/ recurrent vomiting, fecal incontinence, chronic/recurrent pain, constipation and/or diarrhea, reduction in daily life independence and reduced mobility. During the last few years progress in medical research has led to the availability of several new therapeutic options. Serotoninergic agents are potentially beneficial in the treatment of gastroparesis and intestinal pseudo-obstruction. Prucalopride is a selective high-affinity 5-HT4 receptor agonist which increases intestinal motility and accelerates transit. Cholinesterase inhibitors, that increase acetylcholine availability in the intestinal wall, have been shown to improve symptoms in severe chronic constipation and pseudo-obstruction. Small bowel bacterial proliferation is often associated with motility disorders and bacterial overgrowth may lead to mucosal inflammation and intestinal distension, factors that further decrease gastrointestinal motility. Different antibiotic regimens have been recommended as adjuvant treatment in these conditions for their effect on the overgrowth and a direct effect on motility. Baclofen has recently emerged as one of the most promising drugs in the treatment of gastro-esophageal reflux disease. Botulinum toxin acts on the neuromuscular junction, inhibiting acetylcholine release from cholinergic nerves and has been successfully used both in adults and children for the treatment of conditions associated with hypertonicity of skeletal and smooth muscles, esophageal achalasia, cricopharyngeal spasm and anal achalasia. Parole chiave: Disturbi della motilità gastrointestinale, Malattia da Reflusso gastroesofageo, Pseudo-ostruzione cronica intestinale, Malattia di Hirschsprung Keywords: Gastrointestinal motility disorders, Gastroesophageal reflux disease, Chronic intestinal pseudoobstruction, Hirschsprung’sdisease Metodologia della ricerca bibliografica effettuata La ricerca di articoli rilevanti sul trattamento dei disordini della motilità in età pediatrica è stata effettuata sulla banca bibliografica Medline, utilizzando come motore di ricerca Pubmed e come parola chiave gastrointestinal motility disorders AND treatment, ed ha prodotto 7976 referenze. Le citazioni sono state utilizzate in base alla rilevanza per il tema trattato, utilizzando articoli in lingua inglese. La descrizione delle strategie terapeutiche utilizzate nel trattamento dei disordini della motilità in età pediatrica si basa su prove fornite da studi clinici controllati randomizzati e revisioni sistematiche della letteratura. Sono stati ritenuti utili 45 lavori e ne sono stati utilizzati 38. Introduzione I disordini della motilità intestinale in età pediatrica costituiscono un gruppo eterogeneo di condizioni che possono essere particolarmente difficili da riconoscere e gestire (Tab. I). Nel normale apparato digerente, il cibo progredisce attraverso l’intero sistema mediante contrazioni peristaltiche dell’intestino. La peristalsi è controllata dal sistema nervoso centrale e dal sistema nervoso enterico, il “piccolo cervello” dell’intestino. Queste contrazioni peristaltiche variano per tutta la lunghezza del tratto digerente, costituito da quattro aree principali, tutte separate l’una dall’altra da sfinteri: esofago, stomaco, piccolo intestino e colon. I disordini della motilità intestinale possono interessare una o più di una di queste quattro aree. I disordini della motilità esofagea e gastrointestinale possono provocare carenze nutrizionali e di elettroliti, riduzione di indipendenza nella vita quotidiana e ridotta mobilità. I sintomi correlati ai disordini della motilità intestinale sono tipicamente cronici e hanno un impatto significativo sulla qualità di vita. La sintomatologia tipica è rappresentata in tabella II. 133 E. Giannetti, C. Di Lorenzo, A.Staiano Tabella I. Classificazione anatomica dei disordini della motilità Organo Disordine della Motilità Esofago Acalasia Spasmo esofageo diffuso Malattia da reflusso gastroesofageo Stomaco Gastroparesi Dumping syndrome Intestino tenue Pseudo-ostruzione cronica intestinale Colon Malattia di Hirschsprung La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è considerata un disturbo della motilità intestinale, in quanto è dovuta al malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore. Occorre sottolineare che la diagnosi di reflusso gastroesofageo (RGE) in età pediatrica è spesso esclusivamente clinica, basata su segni e sintomi suggestivi di RGE. Si parla, invece, di malattia da RGE (MRGE) quando il reflusso del contenuto gastrico è causa di sintomi fastidiosi e/o di complicanze tali da avere un impatto sulla qualità di vita del paziente. Secondo le recenti linee guida NASPGHAN/ESPGHAN pubblicate nel 2009, è importante distinguere tra RGE ed MRGE in quanto i bambini con MRGE necessitano di ulteriore valutazione e trattamento medico/ chirurgico, mentre quelli con semplice reflusso fisiologico sono candidati solo a raccomandazioni di tipo conservativo (Vandenplas et al., 2009). Gli inibitori di pompa protonica (IPP) approvati in America nei bambini di età superiore ad 1 anno per indicazioni quali MRGE sintomatica ed esofagite erosiva, sono omeprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo; l’utilizzo del rabeprazolo è approvato nei bambini di età superiore a 12 anni. Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento significativo Tabella II. Principali segni e sintomi dei disordini della motilità Nausea Vomito cronico e ricorrente Pirosi retrosternale Disfagia Odinofagia Raucedine Tosse Dolore toracico Occlusione esofagea da bolo alimentare Perdita di peso Sazietà precoce Rigurgito Disidratazione Dolore addominale cronico e ricorrente Distensione addominale dell’utilizzo di IPP in neonati e bambini. Per esempio, Barron (Barron et al., 2007) ha registrato un aumento dell’uso di IPP nei bambini di 4 volte tra il 2000 e il 2003, senza alcuna prova che suggerisca un cambiamento nell’incidenza della MRGE in età pediatrica. In concomitanza con tale dato si è avuto anche un aumento di studi, pubblicati di recente, che sollevano dubbi circa l’efficacia degli IPP nei neonati e che evidenziano possibili problemi di sicurezza associati al loro uso cronico in bambini e adulti. Una particolare attenzione va rivolta alla malnutrizione e alle disfunzioni dell’apparato gastrointestinale dei bambini con danno neurologico. In realtà, in questi bambini, i problemi legati alla difficoltà di assunzione del cibo (deglutizione), dell’esofagite (reflusso gastroesofageo), dello svuotamento gastrico, della stipsi, costituiscono altrettante aggravanti della disabilità motoria o neuromotoria che caratterizza questa categoria di bambini. Disordini della deglutizione sono presenti nel 40% di essi, vomito ricorrente nel 15%, RGE nel 75%, stipsi cronica nel 65%. La MRGE è comune in tali bambini ma spesso la terapia medica non risolve il problema ed è necessario ricorrere alla terapia chirurgica. Solitamente la sintomatologia persiste, nonostante la terapia con IPP, anche se un piccolo studio prospettico ha documentato una riduzione del vomito nei bambini con problemi neurologici trattati con IPP (Cheung et al., 2001). La somministrazione di baclofen ha mostrato una riduzione della frequenza del vomito e del numero totale di reflussi acidi nei bambini con problemi neurologici con MRGE (Kawai et al., 2004). Le terapie mediche dei disordini della motilità intestinale sono limitate e talvolta sono necessari interventi chirurgici che possono alleviare alcuni sintomi, ma predisporre i pazienti ad altre co-morbidità. La terapia dei bambini con disturbi della motilità intestinale si basa su un approccio multidisciplinare, che si concentra sull’ottimizzazione della nutrizione, sul miglioramento dell’attività motoria gastrointestinale e sulla riduzione della disabilità psicosociale. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi notevoli ed attualmente è disponibile una serie di nuove opzioni terapeutiche. Molte di queste hanno come bersaglio il sistema serotoninergico, che è stato dimostrato avere un ruolo critico nella patofisiologia intestinale. Nel novembre 2011 la Food and Drug Administration (FDA) ha pubblicato un documento sulla sicurezza degli agenti serotoninergici. Due agonisti dei recettori 5HT4 sono stati ritirati dal commercio negli Stati Uniti a causa di aritmie cardiache (cisapride) ed eventi ischemici cardiovascolari (tegaserod). Il legame ai recettori off-target (non 5HT4) è stato implicato come causa di eventi avversi cardiovascolari. Più recenti e più selettivi agonisti del recettore 5HT4 sono in corso di valutazione in Europa e negli USA. I farmaci che agiscono sulla motilità gastrointestinale possono essere classificati in tre gruppi: 1) agenti che stimolano le contrazioni della muscolatura liscia, definiti agenti procinetici; 2) agenti che inibiscono le contrazioni; agenti che ritardano la normale peristalsi, definiti come farmaci antimotilità (oppiacei o agonisti dei recettori degli oppiacei); agenti che riducono un eccessivo aumento del tono della muscolatura liscia, definiti come antispastici (anticolinergici, rilassanti diretti della muscolatura liscia e bloccanti dei canali del calcio); 3) agenti che agiscono promuovendo l’evacuazione, quali i lassativi. In tabella III sono classificati i farmaci in base al meccanismo d’azione e alla loro indicazione. Stipsi Incontinenza fecale Tenesmo Diarrea 134 Antagonisti dei recettori dopaminergici Gli antagonisti dei recettori dopaminergici comprendono il domperidone e la metoclopramide. Nuovi farmaci per i disturbi della motilità intestinale Tabella III. Classificazione farmaci in base al meccanimo d’azione ed all’indicazione terapeutica Gruppo di farmaci Farmaco Meccanismo d’azione Indicazione Antagonisti recettori dopaminergici domperidone antagonista recettore D2 RGE, gastroparesi, dispepsia funzionale, nausea, vomito metoclopramide antagonista recettore D2: stimola rilascio di acetilcolina Agonisti della motilina eritromicina agonista della motilina gastroparesi Colinergici neostigmina inibitore sintetico, reversibile, dell’acetilcolinesterasi pseudo-ostruzione, stipsi cronica severa piridostigmina inibitore a lunga durata d’azione dell’acetilcolinesterasi pseudo-ostruzione tegaserod agonista parziale recettore 5HT4 gastroparesi, pseudo-ostruzione cronica prucalopride agonista selettivo del recettore serotoninergico 5HT4, ad alta affinità stipsi cronica velusetrag agonista selettivo del recettore 5HT4 stipsi cronica ondansetron antagonista selettivo del recettore 5HT3 nausea, vomito ciproeptadina antagonista recettori serotonina, recettori dell’istamina e recettori muscarinici dispepsia funzionale, dolore addominale Altri procinetici octeotride analogo della somatostatina pseudo-ostruzione cronica intestinale Antibiotici amoxicillina/acido clavulanico antimicrobico/procinetico pseudo-ostruzione cronica intestinale tossina botulinica blocco del rilascio di acetilcolina dai nervi colinergici presinaptici acalasia esofagea, acalasia anale baclofen agonista selettivo del recettore GABA-B MRGE lubiprostone attivazione CIC-2 stipsi cronica linaclotide agonista della guanilatociclasi-C Serotoninergici Lassativi Domperidone Il domperidone è un antagonista del recettore periferico della dopamina-2 (D2) utilizzato nella terapia del RGE, della gastroparesi, della dispepsia funzionale, della nausea e del vomito. I recettori D2 sono presenti sia nel sistema nervoso centrale (SNC) che periferico; tuttavia il domperidone attraversa in piccole quantità la barriera ematoencefalica (BEE) agendo quindi principalmente sui recettori periferici. A livello gastrointestinale la stimolazione dei recettori D2 provoca inibizione della motilità gastrica; pertanto gli antagonisti di tali recettori riducono sintomi quali gonfiore, sazietà precoce, nausea e vomito, accelerando lo svuotamento gastrico, incrementando le contrazioni antroduodenali e promuovendo la motilità esofagea (Reddymasu et al., 2007). Il domperidone esercita anche effetto antiemetico sulla zona trigger dei chemorecettori, non protetta dalla BEE. Uno degli effetti avversi di tale farmaco è l’iperprolattinemia ed è per tale motivo che è stato utilizzato off-label per incrementare la produzione di latte nelle madri di neonati pretermine. La sicurezza ed efficacia in età pediatrica non sono state adeguatamente stabilite. Uno studio condotto in età pediatrica ha mostrato una significativa riduzione della nausea e del vomito utilizzando il domperidone, confrontato con placebo e metoclopramide, ma tale studio aveva una durata di sole 24 ore (Van Eygen et al., 1979). Due revisioni sistematiche sul trattamento della MRGE in età pediatrica non raccomandano l’utilizzo di domperidone in questa popolazione di pazienti a causa di mancanza di dati conclusivi che dimostrino la sua efficacia (Tighe et al., 2009; Pritchard et al., 2005). Metoclopramide La metoclopramide è anch’esso un farmaco antagonista del recettore D2 che agisce a livello dell’esofago, stomaco e duodeno, stimolando il rilascio di acetilcolina da parte dei neuroni efferenti mioenterici colinergici (Djeddi et al., 2008). Le sue proprietà antiemetiche sono dovute al suo effetto sui recettori D2 del SNC a livello della zona trigger dei chemocettori. Tale capacità di oltrepassare la BEE è responsabile anche delle reazioni acute extrapiramidali e della discinesia tardiva correlata all’utilizzo a lungo termine o ad elevati dosaggi. La metoclopramide è utilizzata per il trattamento del RGE, della nausea indotta da chemioterapia, di nausea e vomito postoperatori e della gastroparesi. Sebbene causi un aumento del tono dello sfintere esofageo inferore, le evidenze per il suo utilizzo nella terapia del RGE in età pediatrica sono controverse in quanto alcuni studi non mostrano un significativo miglioramento dei sintomi e dei parametri pH-metrici rispetto al placebo (Brock-Utne et al., 1982; Chicella et al., 2005). L’utilizzo cumulativo per più di 12 settimane incrementa il rischio di discinesia tardiva, effetto irreversibile. I sintomi extrapiramidali sono più comuni nelle prime 24-48 ore dall’inizio della terapia ed i bambini hanno un rischio più elevato di sviluppare tale evento, soprattutto se trattati in modo cronico e con dosi elevate. Nel 2009, la Food and Drug Administration negli Stati Uniti ha reso obbligatorio che la vendita del farmaco sia associata ad un Box Warning, che rappresenta un avvertimento ai pazienti di possibili seri effetti collaterali legati all’assunzione della metoclopramide. In Italia l’uso di metoclopramide è controindicato nei bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni di età. Tale controindicazione è stata stabilita nel marzo 2004 dopo una revisione del rapporto beneficio/rischio a seguito di uno studio multicentrico coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Dallo studio è emerso un aumento del rischio pari a 3 per tutti i problemi neurologici e pari a 73 per i sintomi extrapiramidali nei bambini in seguito a somministrazione di metoclopramide (AIFA, 2004). 135 E. Giannetti, C. Di Lorenzo, A.Staiano Agonisti della motilina Eritromicina L’eritromicina è un macrolide e agisce anche come agonista della motilina; il suo principale utilizzo è nel trattamento della gastroparesi. La motilina è un ormone secreto dalle cellule enterocromaffini del piccolo intestino. I recettori della motilina si trovano soprattutto nel muscolo liscio e nei neuroni colinergici dell’antro gastrico e del duodeno prossimale. L’eritromicina può essere somministrata sia per via orale che endovenosa con un dosaggio pediatrico di 3-5 mg/kg/dose. A seconda della dose di eritromicina viene elicitato un differente pattern motorio. Basse dosi (1-3 mg/kg e.v.) stimolano i recettori neuronali della motilina determinando un aumento dei complessi motori migranti (MMCs) di fase 3. Una dose maggiore del farmaco stimola i recettori della motilina del muscolo liscio determinando delle contrazioni prolungate nell’antro e migliorando la coordinazione antroduodenale (Tack et al., 1992). Gli effetti collaterali comunemente riportati includono nausea, vomito e dolore addominale. Sono stati riportati casi di associazione di eritromicina con aritmie cardiache severe ed un prolungamento dell’intervallo QTc. L’eritromicina si deve utilizzare con cautela nei lattanti a causa dell’incremento del rischio di stenosi ipertrofica del piloro quando utilizzata nelle prime due settimane di vita e per un trattamento che dura per oltre 14 giorni. Farmaci colinergici I disturbi della motilità del colon, come la stipsi cronica severa e la pseudo-ostruzione, restano difficili da trattare. La fisiopatologia di queste condizioni non è del tutto chiara, ma diversi studi suggeriscono che una carenza di innervazione colinergica ed uno squilibrio nella regolazione autonomica della funzione motoria del colon possono essere dei fattori che contribuiscono allo sviluppo di tali disordini. Pertanto, aumentando la disponibilità di acetilcolina nella parete intestinale con un inibitore della colinesterasi, si può ottenere un miglioramento dei sintomi. Neostigmina La neostigmina è un inibitore sintetico, reversibile, dell’acetilcolinesterasi. Si utilizza nel trattamento della miastenia gravis e per revertire gli effetti dei rilassanti muscolari non depolarizzanti. È anche utilizzata per il trattamento di pazienti con pseudo-ostruzione colonica acuta, conosciuta come Sindrome di Ogilvie. Il suo utilizzo come agente che promuove la motilità non è stato ancora studiato in età pediatrica. In un gruppo di 10 pazienti pediatrici con patologie ematologiche maligne con pseudo-ostruzione colonica acuta, 8 hanno risposto ad una terapia con neostigmina (Kim et al., 2007). Piridostigmina La piridostigmina è un inibitore a lunga durata d’azione dell’acetilcolinesterasi. In uno studio del 2008 è stato dimostrato che la piridostigmina non migliora i sintomi in un gruppo di pazienti con stipsi cronica severa, mentre risolve la sintomatologia legata alla pseudoostruzione intestinale cronica (O’Dea et al., 2010). Agenti serotinergici Gli agenti serotoninergici (5HT) hanno potenzialmente beneficio nel trattamento della gastroparesi e della pseudo-ostruzione cronica intestinale. 136 Tegaserod Il tegaserod è un agonista parziale del recettore 5HT4 che non ha affinità per i recettori 5HT3. Tale molecola innesca il riflesso peristaltico mediante attivazione del recettore 5HT4. Nel marzo del 2007 è stata interrotta la vendita del farmaco a causa di un aumento del rischio di gravi eventi cardiovascolari associati con il suo utilizzo. Prucalopride La prucalopride è un agonista selettivo del recettore serotoninergico 5HT4, ad alta affinità, almeno 150 volte superiore rispetto ad altri recettori, con potenti effetti enterocinetici: aumenta la motilità ed accelera il transito intestinale (Briejer et al., 1995). Tale farmaco differisce dagli altri agonisti serotoninergici, quali cisapride e tegaserod, poiché interagisce solo minimamente con uno o più altri recettori quali 5HT3, 5HT1B e human ether-a-go-go-related gene (hERG). Gli effetti avversi cardiaci osservati con cisapride e tegaserod non sono stati riportati in soggetti esposti alla prucalopride. La valutazione della prucalopride in volontari sani ha mostrato un accelerato transito orocecale, colonico e tempo di transito totale gastrointestinale (Emmanuel et al., 1998). Il trattamento nei pazienti con stipsi cronica ha mostrato lo stesso miglioramento del tempo di transito ed un significativo aumento delle evacuazioni, diminuizione della consistenza delle feci e dell’urgenza di defecare e innalzamento della qualità di vita, rispetto al placebo. Nell’unico studio pubblicato in età pediatrica, il trattamento per 8 settimane di bambini con stipsi ha portato ad una normalizzazione della frequenza delle evacuazioni e ad una riduzione dell’incontinenza fecale (Winter et al., 2013). Non sono stati riportati significativi incrementi dell’intervallo QTc ed i più comuni effetti avversi sono dolore addominale, distensione addominale, diarrea, e nausea. La prucalopride è stata approvata in Europa e in Canada per l’utilizzo in donne con stipsi cronica che non rispondono ad altri lassativi. Velusetrag Il velusetrag è un agonista altamente selettivo del recettore 5HT4. In uno studio doppio cieco placebo-controllato di fase 2 in volontari sani e pazienti con stipsi cronica il velusetrag causava un significativo incremento dello svuotamento gastrico dopo 6 giorni consecutivi di terapia con dosi di 15, 30 e 50 mg, mentre il transito del piccolo intestino aumentava significativamente dopo una dose singola di 30 e 50 mg (Manini et al., 2010). Nausea, diarrea e cefalea erano gli eventi avversi più comuni, dose correlati. Il velusetrag non è ancora disponibile in commercio in alcuna nazione. Ondansetron L’ondansetron è un antagonista selettivo del recettore 5-idrossitriptamina (3) (5HT3), introdotto nella pratica clinica come un antiemetico per la terapia della nausea e vomito indotti da chemioterapia, radioterapia ed anestesia. Ha un profilo di sicurezza ed efficacia maggiori rispetto ad altri gruppi di antiemetici. Recenti studi hanno indagato anche la sua possibile applicazione nel trattamento di altre malattie, tra cui i disturbi della motilità gastrointestinale (Ye et al., 2001). Pazienti con disturbi della motilità gastrointestinale hanno infatti mostrato un miglioramento dei sintomi se trattati con ondansetron. In contrasto con antiemetici convenzionali, l’ondansetron è generalmente ben tollerato, con una minore incidenza di sedazione e rari case reports di reazioni extrapiramidali (Wilde e Markham, 1996). In età pediatrica l’ondansetron ha dimostrato una buona efficacia nella prevenzione della nausea e del vomito acuti in bambini trattati con chemioterapia e/o radioterapia con un profilo di tollerabilità più favorevole ed un’efficacia superiore nella profilassi antieme- Nuovi farmaci per i disturbi della motilità intestinale tica in bambini sottoposti ad intervento chirurgico rispetto al placebo ed alla metoclopramide (Culy et al., 2001). il suo meccanismo di azione specifico ed il gruppo di pazienti con maggiore probabilità di trarre beneficio dal suo utilizzo. Ciproeptadina La ciproeptadina, inizialmente utilizzato come farmaco antiallergico, è un noto antagonista dei recettori della serotonina, dei recettori dell’istamina H1, e dei recettori muscarinici e sembra avere un effetto sull’accomodazione gastrica. In un recente studio, gli autori hanno riportato la sicurezza e l’efficacia della ciproeptadina nel trattamento dei bambini con dispepsia funzionale e altri sintomi gastrointestinali oltre al dolore addominale (Rodriguez et al., 2013). Tossina botulinica A (Botox) La tossina botulinica A è comunemente utilizzata in procedure cosmetiche, ma è anche adoperata per il trattamento dello strabismo, del blefarospasmo, della spasticità muscolare, della distonia cervicale e dell’iperidrosi. La tossina botulinica A è uno dei sei sierotipi di neurotossina botulinica prodotta da batteri anaerobi Clostridium Botulinum. L’iniezione di tossina botulinica viene effettuata per migliorare il transito attraverso gli sfinteri. La tossina botulinica è una potente neurotossina batterica che agisce sulla giunzione neuromuscolare, bloccando il rilascio di acetilcolina dai nervi colinergici presinaptici e causando temporanea denervazione chimica. La tossina botulinica è stata utilizzata con successo off-label, sia negli adulti che nei bambini, per il trattamento di condizioni associate con ipertono e spasticità dei muscoli scheletrici e lisci, acalasia esofagea, spasmo cricofaringeo e acalasia anale. L’iniezione di tossina botulinica nel piloro sembra accelerare lo svuotamento gastrico, e uno studio retrospettivo in 47 bambini con gastroparesi ha riportato un suo beneficio in 30 pazienti (Rodriguez et al., 2012). In uno studio condotto in un singolo centro durante il follow-up post-operatorio in pazienti adulti trattati per acalasia esofagea, il trattamento con iniezione di Botox ha mostrato un successo iniziale del 70%; tuttavia l’effetto sembra durare 6-12 mesi, dopodiché è richiesta una nuova iniezione (Pehlivanov e Pasricha, 2006). In due studi condotti in età pediatrica il trattamento con iniezione di tossina botulinica per ostruzione anale ha determinato un esito variabile (Koivusalo et al., 2009; Chumpitazi et al., 2009): il 31-53% dei pazienti ha presentato una buona risposta a lungo termine ed il 62-89% ha presentato un iniziale significativo miglioramento dopo una singola iniezione. Le complicanze includevano dolore a seguito dell’iniezione ed incontinenza fecale. L’iniezione di tossina botulinica è stata anche utilizzata nel trattamento delle fissurazioni anali croniche. In uno studio condotto su 13 bambini a cui è stata praticata iniezione di Botox a livello dello sfintere anale esterno, 11 di essi hanno riportato una risoluzione dei sintomi dopo una settimana di terapia, in assenza di eventi avversi (Husberg et al., 2009). Altri agenti procinetici Octreotride L’octreotide è un tetradecapeptide analogo della somatostatina long acting utilizzato in numerosi processi patologici che includono il sanguinamento gastrointestinale, le pancreatiti, la diarrea secretiva, l’ipoglicemia e la dismotilità gastrointestinale. La somatostatina causa inibizione dell’attività gastrica e stimola i complessi migranti di fase 3 del piccolo intestino, iniziando dal duodeno. Tale molecola è stata studiata in pazienti adulti con scleroderma e pseudoostruzione; l’octreotride sottocutanea incrementa la frequenza dei complessi migranti in questo gruppo di pazienti. Dopo 3 settimane di terapia tali pazienti presentano una riduzione della crescita batterica misurata mediante il breath test all’idrogeno, con una riduzione di gonfiore, nausea, vomito e dolore addominale (Soudah et al., 1991). Un case report descrive una bambina di 12 anni con pseudo-ostruzione cronica idiopatica trattata con successo con dosi giornaliere sottocute di octreotride (Dalgic et al., 2005). Amoxicillina/acido clavulanico Sempre più spesso la proliferazione batterica viene riconosciuta nei pazienti con disturbi della motilità. L’eccessiva crescita batterica può portare ad un’infiammazione della mucosa intestinale e provocare distensione del lume, fattori che possono ulteriormente incidere negativamente sulla motilità gastrointestinale. Nonostante la mancanza di dati clinici controllati in bambini con pseudo-ostruzione cronica intestinale, sono stati raccomandati alcuni regimi antibiotici come trattamento adiuvante in questa condizione. L’amoxicillina/acido clavulanico (A/C) è un agente antimicrobico ampiamente utilizzato in pediatria. L’acido clavulanico, un inibitore della β-lattamasi, potenzia l’attività dell’amoxicillina. L’A/C possiede come effetto indesiderato la comparsa di diarrea, più frequentemente della sola amoxicillina. Il meccanismo alla base di questi effetti indesiderati non è ben compreso. È stato dimostrato che A/C aumenta la motilità del piccolo intestino in individui sani (Caron et al., 1991) ed è stato utilizzato nel trattamento della proliferazione batterica in pazienti con diarrea cronica (Attar et al., 1999). In uno studio condotto da Gomez et al (Gomez et al., 2012) si segnala per la prima volta il possibile beneficio dell’A/C, somministrato per via enterale, sulla motilità gastrointestinale in età pediatrica. È stato dimostrato il verificarsi di MMC duodenali nei primi 10 minuti dopo la sua somministrazione nella maggior parte dei pazienti in studio. Le caratteristiche dei MMC duodenali innescati da A/C erano simili a quelli generati durante il digiuno. Questa risposta era evidente quando la somministrazione avveniva prima di un pasto, mentre risultava meno prevedibile quando il farmaco veniva somministrato dopo il pasto. Questi dati suggeriscono il possibile utilizzo di A/C come agente procinetico. Ulteriori studi sono necessari per comprendere Baclofen La patogenesi della MRGE è multifattoriale, ma il fattore principale è rappresentato da un’incompetenza dello sfintere esofageo inferiore (LES). In particolare, i rilassamenti transitori del LES (TLESR) sono responsabili della maggior parte degli episodi di reflusso e negli ultimi anni sono diventati un potenziale interessante bersaglio per approcci terapeutici per la MRGE. Il baclofen è un agonista selettivo del recettore acido gamma-aminobutirrico B (GABA-B) con un’efficacia ben consolidata nel trattamento della spasticità e recentemente è stato considerato come uno dei farmaci più promettenti nel trattamento della MRGE. Studi in volontari adulti sani e in pazienti con MRGE (compresi bambini), hanno dimostrato che il baclofen riduce la frequenza di TLESR e di episodi di reflusso gastroesofageo ed aumenta la pressione basale del LES. In volontari sani adulti, una singola dose orale di baclofen diminuisce significativamente l’incidenza di TLESR fino al 64% e aumenta la pressione basale del LES fino al 40% (Lidums et al., 2000). Questo effetto è stato confermato in pazienti adulti con MRGE, nei quali una singola dose di 40 mg inibisce fino al 40% dei casi di TLESR. È stato dimostrato, inoltre, che il baclofen riduce l’insorgenza di episodi di reflusso acido e diminuisce l’esposizione acida in adulti con MRGE dopo la somministrazione di una singola dose di 40 mg (Cange et al., 2002) o multiple dosi di 137 E. Giannetti, C. Di Lorenzo, A.Staiano 10-20 mg, tre o quattro volte al giorno (Ciccaglione e Marzio, 2003). Nei pazienti pediatrici con MRGE una singola dose di baclofen da 0,5 mg/kg provoca un’inibizione di TLESR (Omari et al., 2006) e la somministrazione di 0,7 mg/kg di baclofen una volta al giorno per una settimana riduce gli episodi di reflusso acido del 39% dei casi (Kawai et al., 2004). Lassativi Lubiprostone Il lubiprostone è un prostone che agisce localmente sul tratto gastrointestinale mediante l’attivazione dei canali del Cloro di tipo 2 (CIC-2). È stato approvato per l’utilizzo in pazienti adulti con stipsi cronica idiopatica e nelle donne con età superiore ai 18 anni con sindrome del colon irritabile con predominanza di stipsi (S-SCI). L’attivazione dei canali del cloro incrementa la concentrazione di cloro e la secrezione di fluido intestinale, provocando un aumentato passaggio di feci senza causare cambiamenti significativi dei livelli sierici degli elettroliti. Il lubiprostone riduce lo svuotamento gastrico mentre accelera il transito intestinale in adulti volontari sani (Camilleri et al., 2006). Attualmente sono in corso studi non pubblicati per l’utilizzo di lubiprostone in età pediatrica. Il lubiprostone ha un assorbimento sistemico minimo. I più comuni effetti indesiderati riportati comprendono nausea, diarrea e mal di testa. Non sono stati riportati effetti teratogeni. Linaclotide La linaclotide (MD-1100) è un agonista della guanilatociclasi-C. L’attivazione della guanilatociclasi-C provoca attivazione del regolatore della conduzione transmembrana della fibrosi cistica causando se- crezione di cloro e bicarbonato nel lume intestinale. L’ipersensibilità viscerale è soppressa dall’azione del cGMP sulle fibre afferenti del dolore nella sottomucosa riducendo la reattività nervosa. Una dose compresa tra 75 e 600 mcg migliora le caratteristiche intestinali in donne con più di 18 anni affette da S-SCI (Johnston et al., 2010). Studi con la linaclotide in pazienti adulti con stipsi cronica hanno dimostrato un miglioramento della frequenza evacuativa, della consistenza delle feci e della qualità di vita. Questo farmaco è approvato negli USA per la terapia della stipsi cronica e la S-SCI in pazienti adulti, ma il suo utilizzo è controindicato in pazienti al di sotto dei 16 anni. Conclusioni Con l’aumento della conoscenza della fisiopatologia dei disordini della motilità intestinale, la sfida continuerà ad essere la mancanza di farmaci specifici per il trattamento di tali patologie. Certamente i farmaci che hanno come bersaglio il sistema serotoninergico hanno potenziale beneficio nel trattamento della gastroparesi e della pseudo-ostruzione cronica intestinale. Alcuni dati preliminari suggeriscono il possibile utilizzo di amoxicillina/clavulanato come agente procinetico. Il baclofen recentemente è stato considerato come uno dei farmaci più promettenti nel trattamento della MRGE. Gli inibitori della colinesterasi provocano un miglioramento dei sintomi nella stipsi cronica severa e nella pseudo-ostruzione. La terapia farmacologica attualmente disponibile è molto limitata, e nuovi farmaci sono certamente necessari. I continui progressi nelle conoscenze dei meccanismi di base del sistema nervoso enterico, quali l’individuazione di nuovi recettori, consentiranno di individuare nuove molecole per migliorare il trattamento e la prognosi dei bambini con disturbi della motilità intestinale. Box di orientamento Che cosa si sapeva prima I disordini della motilità in età pediatrica costituiscono un gruppo eterogeneo di condizioni che possono essere particolarmente difficili da riconoscere e gestire. I sintomi sono tipicamente cronici ed hanno un impatto significativo sulla qualità di vita. Le terapie mediche sono limitate e talvolta sono necessari interventi chirurgici che possono alleviare alcuni sintomi, ma predisporre i pazienti ad altre co-morbidità. Cosa sappiamo adesso Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi notevoli ed attualmente sono disponibili una serie di nuove opzioni terapeutiche. Molte di queste hanno come bersaglio il sistema serotoninergico, che è stato dimostrato avere un ruolo critico nella fisiopatologia intestinale. Alcuni dati suggeriscono il possibile utilizzo di amoxicillina/clavulanato come agente procinetico. Il baclofen recentemente è stato considerato come uno dei farmaci più promettenti nel trattamento della MRGE. Gli inibitori della colinesterasi, aumentando la disponibilità di acetilcolina nella parete intestinale, provocano un miglioramento dei sintomi nella stipsi cronica severa e nella pseudo-ostruzione. Quali ricadute sulla pratica clinica Sebbene siano necessari ulteriori studi in età pediatrica, la migliore conoscenza della fisiopatologia dei disordini della motilità gastrointestinale ha portato all’utilizzo di nuove promettenti opzioni terapeutiche. Bibliografia Attar A, Flourie B, Rambaud JC et al. Antibiotic efficacy in small intestinal bacterial overgrowth-related chronic diarrhea: a crossover, randomized trial. Gastroenterology 1999;117:794-7. Barron JJ, Tan H, Spalding J et al. Proton pump inhibitor utilization patterns in infants. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2007;45:421-7. Briejer MR, Akkermans LM, Schuurkes JA. Gastrointestinal prokinetic benzamides: the pharmacology underlying stimulation of motility. Pharmacol Rev 1995;47:631-51. Brock-Utne JG, Dimopoulos GE, Downing JW et al. Effect of metoclopramide given before atropine sulphate on lower oesophageal sphincter tone. S Afr Med J 1982;61:465-7. 138 Camilleri M, Bharucha AE, Ueno R et al. Effect of a selective chloride channel activator, lubiprostone, on gastrointestinal transit, gastric sensory, and motor functions in healthy volunteers. Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol 2006;290:G942-7. * Studio condotto per valutare gli effetti del lubiprostone in 30 volontari sani utilizzando delle metodiche validate; il lubiprostone, accelerando il tempo di transito del piccolo intestino e del colon, assume un ruolo potenziale nel trattamento della stipsi cronica. Cange L, Johnsson E, Rydholm H et al. Baclofen-mediated gastro-oesophageal acid reflux control in patients with established reflux disease. Aliment Pharmacol Ther 2002;16:869-73. * Studio crossover, doppio-cieco, randomizzato, condotto in 20 pazienti con Nuovi farmaci per i disturbi della motilità intestinale MRGE; I risultati mostrano che il baclofen riduce significativamente il numero degli episodi di reflusso e la frazione di tempo in cui il pH è <4. Caron F, Ducrotte P, Lerebours E et al. Effects of amoxicillin clavulanate combination on the motility of the small intestine in human beings. Antimicrob Agents Chemother 1991;35:1085-8. Cheung KM, Tse PW, Ko CH et al. Clinical efficacy of proton pump inhibitor therapy in neurologically impaired children with gastroesophageal reflux: prospective study. Hong Kong Med J 2001;7:356-9. Chicella MF, Batres LA, Heesters MS et al. Prokinetic drug therapy in children: a review of current options. Ann Pharmacother 2005;39:706-11. * Tale revisione della letteratura supporta l’utilizzo di eritromicina come agente procinetico; l’utilizzo della metoclopramide nella terapia della MRGE in età pediatrica non viene raccomandato. Chumpitazi BP, Fishman SJ, Nurko S. Long-term clinical outcome after botulinum toxin injection in children with non relaxing internal anal sphincter. Am J Gastroenterol 2009;104:976-83. * Studio che supporta l’utilizzo di tossina botulinica nella terapia dell’acalasia dello sfintere anale interno. Ciccaglione AF, Marzio L. Effect of acute and chronic administration of the GABAB agonist baclofen on 24 hour pH metry and symptoms in control subjects and in patients with gastro-oesophageal reflux disease. Gut 2003;52:464-570. ** Studio che dimostra l’utilità del baclofen nel ridurre il numero di episodi di reflusso in pazienti con MRGE. Culy CR, Bhana N, Plosker GL. Ondansetron: a review of its use as an antiemetic in children. Paediatr Drugs 2001;3:441-79. Dalgic B, Sari S, Dogan I et al. Chronic intestinal pseudoobstruction: report of four pediatric patients. Turk J Gastroenterol 2005;16:93-7. Djeddi D, Kongolo G, Lefaix C et al. Effect of domperidone on QT interval in neonates. J Pediatr 2008;153:663-6. Emmanuel AV, Kamm MA, Roy AJ et al. Effect of a novel prokinetic drug, R093877, on gastrointestinal transit in healthy volunteers. Gut 1998;42:511-6. Gomez R, Fernandez S, Aspirot A et al. Effect of amoxicillin/clavulanate on gastrointestinal motility in children. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2012;54:780-4. ** Studio che suggerisce il possibile utilizzo di A/C come agente procinetico, provocando contrazioni duodenali di fase III. Husberg B, Malmborg P, Strigard K. Treatment with botulinum toxin in children with chronic anal fissure. Eur J Pediatr Surg 2009;19:290-2. * Studio che dimostra che l’iniezione di tossina botulinica attraverso lo sfintere esterno riduce il dolore e guarisce le fissurazioni anali croniche. Johnston JM, Kurtz CB, Macdougall JE et al. Linaclotide improves abdominal pain and bowel habits in a phase IIb study of patients with irritable bowel syndrome with constipation. Gastroenterology 2010;139:1877-86, el 872. ** Studio che dimostra l’efficacia della linaclotide nel ridurre significativamente il dolore addominale ed i sintomi intestinali nei pazienti con S-SCI. Kawai M, Kawahara H, Hirayama S et al. Effect of baclofen on emesis and 24hour esophageal pH in neurologically impaired children with gastroesophageal reflux disease. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2004;38:317-23. * Studio che dimostra che ripetute somministrazioni di baclofen migliorano gli episodi di vomito e di reflusso in bambini con deficit neurologico ed MRGE. Kim TS, Lee JW, Kim MJ et al. Acute colonic pseu­do-obstruction in post-chemotherapy complication of brain tumor treated with neostigmine. J Pediatr Hematol Oncol 2007;29:420-2. Koivusalo AI, Pakarinen MP, Rintala RJ. Botox injection treatment for anal outlet obstruction in patients with internal anal sphincter achalasia and Hirschsprung’s disease. Pediatr Surg Int 2009;25:873-6. Lidums I, Lehmann A, Checklin H et al. Control of transient lower esophageal sphincter relaxations and reflux by the GABA-B agonist baclofen in normal subjects. Gastroenterology 2000;118:7-13. ** Il baclofen inibisce il rilassamento transitorio del LES in soggetti sani, suggerendo il suo utilizzo nella terapia della MRGE. Manini ML, Camilleri M, Goldberg M et al. Effects of Velusetrag (TD-5108) on gastrointestinal transit and bowel function in health and pharmacokinetics in health and constipation. Neurogastroenterol Motil 2010;22:42-9e47-8. * Studio che dimostra che il velusetrag accelera lo svuotamento gastrico ed il tempo di transito intestinale. O’Dea CJ, Brookes SJH, Wattchow DA. The efficacy of treatment of patients with severe constipation or recurrent pseudo-obstruction with pyridostigmine. Colorectal Dis 2010;12:540-8. * Nonostante l’esiguità del campione, i sette pazienti trattati con piridostigmina hanno riportato un miglioramento dei sintomi, in assenza di effetti collaterali. Omari TI, Benninga MA, Sansom L et al. Effect of baclofen on esophagogastric motility and gastroesophageal reflux in children with gastroesophageal reflux disease: a randomized controlled trial. J Pediatr 2006;149:468-74. Pehlivanov N, Pasricha PJ. Achalasia: botox dilata­t i o n o r l a p a r o s c o p i c s u rg e r y i n 2 0 0 6 . Neurogastroenterol Motil 2006;18:799-804. Pritchard DS, Baber N, Stephenson T. Should domperidone be used for the treatment of gastro-oesophageal reflux in children? Systematic review of randomized controlled trials in children aged 1 month to 11 years old. Br J Clin Pharmacol 2005;59:725-9. Reddymasu SC, Soykan I, McCallum RW. Domperidone: review of pharmacology and clinical applications in gastroenterology. Am J Gastroenterol 2007;102:2036-45. ** Revisione della letteratura sulla farmacologia, sull’applicazione clinica e sulla sicurezza del domperidone. Rodriguez L, Diaz J, Nurko S. Safety and efficacy of cyproheptadine for treating dyspeptic symptoms in children. J Pediatr 2013;163:261-7. ** Studio che mostra che la ciproeptadina è efficace nel trattamento di bambini e adolescenti con sintomi dispeptici. Rodriguez L, Rosen R, Manfredi M et al. Endoscopic intrapyloric injection of botulinum toxin A in the treatment of children with gastroparesis: a retrospective, open-label study. Gastrointest Endosc 2012;75:302-9. Soudah HC, Hasler WL, Owyang C. Effect of oct­reotide on intestinal motility and bacterial over­growth in scleroderma. N Engl J Med 1991;325:1461-7. * Studio che dimostra l’efficacia dell’octeotride sulla dismotilità intestinale in pazienti con scleroderma. Tack J, Janssens J, Vantrappen G et al. Effect of erythromycin on gastric motility in controls and in diabetic gastroparesis. Gastroenterology 1992;103:72-9. Tighe MP, Afzal NA, Bevan A et al. Current pharmacological management of gastro-esophageal reflux in children: an evidence-based systematic review. Paediatr Drugs 2009;11:185-202. ** Revisione sistematica della letteratura che dimostra che vi sono poche evidenze che supportino l’utilizzo di domperidone e metoclopramide nella terapia della MRGE in età pediatrica. Van Eygen M, Dhondt F, Heck E et al. A double-blind comparison of domperidone and metoclopramide suppositories in the treatment of nausea and vomiting in children. Postgrad Med J 1979;55:36-9. Vandenplas Y, Rudolph CD, Di Lorenzo C, et al. Pediatric gastroesophageal reflux clinical practice guidelines: joint recommendations of the North American Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (NASPGHAN) and the European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (ESPGHAN). J Pediatr Gastroenterol Nutr 2009;49:498-547. ** Raccomandazioni delle società nord americana ed europea di gastroenterologia pediatrica sul reflusso gastroesofageo in età pediatrica. Wilde MI, Markham A. Ondansetron. A review of its pharmacology and preliminary clinical findings in novel applications. Drugs 1996;52:773-94. Winter HS, Di Lorenzo C, Benninga MA et al. A Multicenter Open-Label Study of Oral Prucalopride in Children With Functional Constipation. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2013 Mar 26. ** Studio che dimostra l’efficacia e tollerabilità della prucalopride nel trattamento della stipsi cronica in età pediatrica. Ye JH, Ponnudurai R, Schaefer R. Ondansetron: a selective 5-HT(3) receptor antagonist and its applications in CNS-related disorders. CNS Drug Rev 2001;7:199-213. Corrispondenza Annamaria Staiano, Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, Università degli Studi “Federico II”, Napoli. E-mail: [email protected] 139