effetti recettori -d

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A: SUSSIDIO FORMAZIONE COMUNICAZIONE SOCIALE capitolo 3°
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2° NUCLEO
QUASI … UN VOCABOLARIO
3.
LA COMUNICAZIONE UMANA
La comunicazione è un elemento essenziale della vita di ogni essere umano e della
società in genere. E' importante che il salesiano abbia una conoscenza base degli
aspetti che costituiscono la comunicazione umana per essere effettivo nel
comunicare sia in group media sia mass media. Di seguito presentiamo in breve
tutto ciò che costituiscono la comunicazione: il processo, obiettivo fondamentale, le
caratteristiche della comunicazione umana; i contesti comunicativi, fattori di
comunicabilità, modelli di comunicazione, mezzi per partecipare alla
comunicazione; i codici e le categorie della comunicazione.
Il processo della comunicazione sociale
E' il processo mediante il quale si attua un passaggio di informazioni tra
due "poli": un emittente (E) che trasmette un messaggio (T) a un ricevente (R),
usando uno o più mezzi espressivi (M) e un codice (C) conosciuto sia dall'emittente
che dal ricevente. Il messaggio di ritorno - feed-back - avviene quando il ricevente
risponde all'emittente. Il contesto comunicativo influenza il processo della
comunicazione.
E
T
 M
R

Feedback 
Contesto socio-culturale
Contesto socio-culturale
[Fig: 1. Un esempio del processo della comunicazione]
Spiegando i vari elementi della comunicazione:
Qualsiasi processo comunicativo richiede la presenza di una serie di
elementi-base indispensabili alla sua realizzazione. Tali elementi sono:
L'emittente: la persona da cui ha normalmente origine l'azione comunicativa.
Essa invia il messaggio stimolando così una reazione.
Il ricevente: sta tra l'emittente e il ricevente e rappresenta il contenuto
trasmesso dall'uno verso l'altro.
Il messaggio: sta tra l'emittente e il ricevente e rappresenta il contenuto
trasmesso dall'uno verso l'altro.
Il canale: il mezzo usato per trasmettere il messaggio. Esso può essere la
semplice voce umana o un mezzo tecnico.
Ia codifica: il processo di espressione del messaggio tramite dei segni che il
ricevente, durante il processo di decodifica, legge ed interpreta. Qualsiasi
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processo di codifica ha bisogno di un relativo processo di decodifica per dar luogo
ad un'efficace comunicazione.
Il contesto: influisce sul messaggio e sulla selezione del canale di trasmissione.
Determina, inoltre, il processo di codifica e decodifica. Il contesto può essere
considerato sia da un punto di vista generale che in relazione ai singoli elementi
del processo comunicativo.
Il feedback: la reazione del ricevente che, a sua volta, può stimolare una reazione
da parte dell'emittente. Esso indica se e come il messaggio è stato recepito dal
ricevente. Può migliorare o peggiorare il corso della comunicazione.
Obiettivo fondamentale della comunicazione umana:
è la creazione, l'arricchimento o la modificazione dei rapporti di relazione e di
socializzazione. Ciò si verifica condividendo il significato del messaggio
(dell'informazione). Quando il contenuto e il significato profondo del messaggio
vengono ricevuti e condivisi è proprio il momento della condivisione critica a
generare nuove relazioni e nuove socializzazione.
Le caratteristiche della comunicazione:
assidua; la comunicazione è sempre presente. non possiamo impedirci di dare un
significato alle parole e alle azioni che avvengono attorno a noi. in altre parole
non possiamo non comunicare.
influenza personale; viviamo, infatti, in una duplice situazione: il mondo esterno
e quello interiore. Questo mondo interiore (atteggiamenti, valori ed esperienze)
determina il modo con quale vediamo ed interpretiamo gli oggetti, la gente e gli
eventi che stanno aldilà del 'nostro mondo'. Ogni volta che comunichiamo, la
nostra esperienza passata influisce sul mondo in cui interpretiamo un messaggio.
circolare: si tratta di una serie di azioni e reazioni che sembrano non avere un
inizio o una fine precisi;
irreversibile; l'informazione, una volta trasmessa, non può essere rimossa dalla
mente dei ricettori e restituita al emittente senza caricarla con la propria
interpretazione.
La competenza comunicativa:
La competenza comunicativa comporta conoscere e saper scegliere all'interno di
un'ampia gamma di comportamenti comunicativi (schemi della comunicazione)
possibili quelli più adatti ed accettabili in una data situazione e in una data
cultura (la cultura stabilisce le norme di interazione comunicativa e di
interpretazione). Essa consiste nella capacità di usare la comunicazione e in
quella di realizzare (perform) una certa azione comunicativa.
La competenza comunicativa implica:
acquisire un certo comportamento comune a tutti gli individui medi di una data
società;
acquisire un livello medio di comprensione cognitiva dei processi comunicativi e
dei condizionamenti che agiscono sul comportamento comunicativo;
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sviluppare una reazione positiva nei riguardi della comunicazione. La competenza
deve infine diventare un comportamento abituale e selettivo dell'individuo. Le
abilità una volta sono state non vengono più praticate tendono ad essere perdute
col passare del tempo.
I contesti comunicativi
Ogni comunicazione ha luogo entro un contesto ben preciso che influenza (ed è a
sua volta influenzata da) il comportamento comunicativo degli individui, la
selezione degli strumenti e del contenuto della comunicazione. I contesti
comunicativi sono esternamente determinati dalla società e dalla cultura ed
interiormente dalla condizione psicologica degli individui. Evidenziamo
graficamente i contesti comunicativi di seguito.
ESTERNO
Cultura:
Società:
CONTESTO
INTERIORE
Cond. Psicol:
Spiegando la figura n. 2
Con il termine cultura intendiamo il linguaggio comune, i valori, le credenze, le
norme e le esperienze storiche condivise da un certo gruppo di persone e che
sono divenute nel tempo un patrimonio relativamente fisso.
Il contesto sociale si riferisce alle strutture della società entro cui ha luogo la
comunicazione. Tale contesto è stato anche descritto come "l'insieme delle
partecipazioni individuali e dei ruoli associati a dette partecipazioni" (D.K. Berlo),
come quelli genitori, della famiglia, della famiglia estesa, degli operai, dei
contadini, dei professionisti, ecc.
Il contesto psicologico della comunicazione è il risultato delle esperienze
individuali (proprio carattere, storia personale e esperienze interiori) di una
persona, sia essa parte attiva o meno del processo comunicativo. Queste, talvolta
limitano la capacità dell'individuo di partecipare in maniera piena ed efficace alla
comunicazione con gli altri o può incoraggiare la persona a comunicare in modo
spontaneo e vivace. E' difficile stabilire in concreto e in che misura i vari contesti
culturale, sociale e psicologico) abbiano gradi di importanza diversi. La loro
"mescolanza" varia a seconda delle situazioni in cui avviene la comunicazione.
Sarà di grande utilità al giovane salesiano sviluppare la consapevolezza della
presenza e dell'influenza di tali contesti. Questa consapevolezza lo aiuta nella
analisi dei processi comunicativi e nelle sue relazioni.
Fattori di comunicabilità
La qualità della comunicazione dipende dalla distanza che esiste tra l'emittente
ed il ricevente. La distanza, può provocare fenomeni di distorsione tra
l'intenzione dell'emittente del messaggio e la sua corretta comprensione da parte
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del ricevente. La distanza non è un'entità fisica misurabile, perché i fattori che la
determinano hanno un carattere specificamente qualitativo. Ecco una serie di
fattori che modificano la comunicazione.
fattori tecnici: conoscenza del codice (o il linguaggio adottato / il sistema che
correla i segni - es. sistema musicale); sensibilità grammaticale (se si tratta di
una lingua, pronuncia ed articolazione); mobilità mentale (velocità del pensiero);
mobilità verbale (velocità della parola).
fattori intellettuali: grado di acculturazione; capacità di ragionamento astratto;
forza di ideazione; organizzazione del ragionamento.
fattori sociali e culturali: differenza di classe; diverso livello gerarchico; "valori"
sociali e culturali del gruppo.
fattori ambientali: ambiente rumoroso; disturbo continuo da interruzioni: (questi
certamente impediscono a stabilire un buon contato fra emittenti e recettori).
Quindi, i fattori di un buona conoscenza del codice, della capacità di
ragionamento astratto, della comprensione socio-culturale, e un ambiente
favorevole possano aiutare alla buona comunicazione.
3.5.
Modelli di comunicazione
Nel corso degli anni sono stati proposti modelli per ordinare e mettere in relazione
i vari elementi-base della comunicazione, e per penetrare i meccanismi e le
strutture del processo comunicativo. Dopo una prima fase dominata da modelli di
comunicazione di tipo lineare si sono avuti i cosiddetti modelli partecipativi,
seguiti, infine, dai modelli semiotici della comunicazione.
1° il modello lineare della comunicazione:
si tratta di passare il messaggio al ricevente. L'efficacia della comunicazione viene
misurata in quanto l'emittente è riuscito a trasmettere il suo messaggio al
ricevente. Importante sono gli effetti dell'emittente sul ricevente. Questo modello
pone in primo piano l'emittente. Da questo sarà condizionato tutto il processo
della comunicazione.
Chi?
chi?
Che cosa?
Con quale effetto?
EMITENTE
(Fig. 3
MESSAGGIO
MEDIUM
In quale canale?
RICEVENTE
A
EFFETTI
: Il modello lineare della comunicazione di Lasswell)
2° il modello partecipativo della comunicazione:
Questo modello non privilegia l'emittente, né le sue aspettative o interessi, ma
cerca invece di mettere emittente e ricevente sullo stesso piano. considera il
processo di comunicazione che li lega come un evento tra uguali. Secondo questa
prospettiva, la comunicazione è un evento congiunto, un reciproco processo di
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scambio di informazione tra due o più persone. Più i partecipanti A e B
convergono, più si può raggiungere una comprensione reciproca, più
comunicazione avviene.
Fig. 4
: un esempio del modello partecipativo della comunicazione
3° il modello semiotico della comunicazione:
questo modello non è tanto interessato a descrivere il processo e gli effetti della
comunicazione quanto a capire il significato dei segni e dei sistemi segnici perché
la reale comunicazione esiste e consiste nella possibilità di scambio / relazioni
attraverso segni. Dall'altra parte i segni sono incomprensibili al di fuori di
contesto ciò di un sistema che da loro rilevanza. La conoscenza di un determinato
sistema segnico si fonda sul contesto socio-culturale e sulle relazioni tra i
partecipanti. Nel modello semiotico occorre distinguere tra il segno in sé e per sé,
i codici o sistemi entro i quali sono organizzati, le culture all'interno delle quali i
codici e i segni operano.
Sign
Interpretent
Object
(Fig. 5 : il modello di Peirce del 'elemnts of meaning' )
Mezzi per partecipare alla comunicazione
Poiché nella comunicazione umana esiste una capacità di comunicare di tipo
attivo e passivo, bisogna distinguere tra i mezzi per partecipare alla
comunicazione e i mezzi per ricevere la comunicazione.
Se si vuole partecipazione al processo di comunicazione, bisogna sviluppare la
capacità di usare determinati segni. "Tutta l'istruzione si basa su cose o segni;
ma le cose vengono usate per indicare qualcos'altro" (Sant'Agostino, in De
Doctrina Cristiana 1, 2). Si deve costantemente creare ed usare segni per poter
comunicare agli altri e con gli altri. I segni stanno tra le persone che comunicare.
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Che cose'è il segno?
Il processo della comunicazione umana ha sempre bisogno di segni. Il segno è il
mezzo e l'elemento essenziale di qualsiasi comunicazione i quali possono essere
audiovisivi o legati anche agli sensi dell'uomo. Ogni segno deve avere le seguenti
tre caratteristiche principali:
- avere una forma fisica in modo che i sensi possano percepirlo;
- riferirsi a qualche cosa di altro da sé;
- essere usato e riconosciuto dagli altri nei riferimenti che lo costituiscono.
Tre tipi di segni che interagiscono tra di loro (secondo Charles Peirce)
L'icona, ovvero la semplice rappresentazione di un oggetto (una fotografica o una
cartina geografica);
L'indice, ovvero il segno connesso o associato al suo oggetto (il fumo che indica il
fuoco);
Il simbolo, ovvero il segno arbitrario, derivato da una scelta ben precisa. Esiste
per convenzione, per regola o per consenso (i segnali stradali).
-
I segni non verbali
Comunicazione non verbale si configura come una specie di contenitore in cui
fanno rientrare tutti quei linguaggi che permettono la comunicazione umana e
che hanno come unica caratteristica comune quella di non essere, appunto,
'verbali'. Questo include numerosi ed eterogenei linguaggi e comportamenti: gesti,
posizioni, sguardi, distanze, immagini, posizioni, sguardi, segnali di…, insomma
qualche fenomeno che non sia linguistico e che possa essere utilizzato
significativamente in uno scambio comunicativo.
- I segni verbali
Il carattere specifico che distingue gli esseri umani da qualsiasi altra creatura è la
lingua. I segni sono raggruppati in parole usate secondo certe combinazioni e
regolate da una grammatica. Le parole sono segni arbitrai compresi solo dagli
appartenenti a uno stesso gruppo linguistico, i quali conoscono anche i diversi
modi di combinarle e i significati che esse veicolano.
Va precisato, pero, che le parole hanno diversi livelli di significati. Oltre alla
semplice immagine della parole rappresentata dal significato pittorico, bisogna
distinguere un significato denotativo (il significato diretto) e un significato
connotativo (il significato aggiunto secondo la cultura…).
3.8. I codici della comunicazione
Per poter costituire e veicolare un dato significato non è sufficiente avere
dei segni: bisogna anche che tali segni vengano composti ed organizzati secondo
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certe regole e strutture. L'insieme di queste regole e strutture viene chiamato
codice. La combinazione dei segni verbali secondo un codice costituisce appunto
una lingua.
Perché possa verificarsi la comunicazione non basta conoscere le parole.
Occorre conoscere anche i codici e tutto il contesto culturale entro cui la lingua si
situa. Considerando il contesto sociale della lingua paralata, si distinguono due
tipi di codici (Basil Bernestein): codici ristretti e codici elaborati. Il codice ristretto
usa un vocabolario limitato e una struttura della frase semplificata (informale). Il
codice elaborato è più complesso, meno prevedibile, viene usato nei ambienti
accademici (formale). Quindi, il salesiano che conosce ed è in grado di usare
entrambi i tipi di codice, potrà essere più coinvolto nella comunicazione e nel
rapporto con i giovani della nostra società.
3.9. Le categorie della comunicazione
Il vasto campo della comunicazione umana può essere diviso in diverse categorie,
a seconda del modo in cui vengono considerati i vari tipi di comunicazione tra le
persone.
- a seconda delle persone coinvolte:
del loro numero e della relazione che le lega, possiamo distinguere le seguenti
categorie:
+ la comunicazione intrapersonale, ovvero la comunicazione di una persona con se
stessa. Fanno parte della comunicazione intrapersonale il monologo interiore, le
riflessione su se stessi, sugli altri e sull'ambiente che ci circonda. E' condizionata
dall'opinione che abbiamo di noi stessi, opinione a sua volta determinata dalle
nostre esperienze passate e presenti e basata sulla visione che abbiamo del
mondo e della società in cui viviamo. La comunicazione intrapersonale non è mai
una comunicazione autonoma, in quanto è influenzata da tutta una serie di
fattori esterni diversi da persona a persona.
+ la comunicazione interpersonale, ovvero la comunicazione (verbale e non) tra
due o più persone, senza alcuna mediazione da parte di tecnologie particolari.
La comunicazione interpersonale è necessaria all'origine, allo sviluppo e al
mantenimento delle relazioni personali e sociali. I vari gruppi di una società si
costituiscono sulla base della comunicazione interpersonale tra i membri di tali
gruppi. La semplice giustapposizione degli individui non è sufficiente a costituire
un sistema sociale. La comunicazione interpersonale è un prerequisito essenziale
per la socializzazione primaria (si riferisce alla struttura basilare della personalità
della personalità ed è quasi esclusivamente interpersonale) e secondaria (si
riferisce all'incorporazione degli individui nella struttura socio-culturale di un
gruppo).
+ la comunicazione di gruppo, ovvero la comunicazione che avviene tra più di due
persone che costituiscono un gruppo ben preciso. (NB: si riprenderà il tema nel
capitolo della pedagogia della comunicazione). E' importante, però, indicare che
la comunicazione di gruppo può essere a sua volta distinta in comunicazione di
piccoli gruppi che avviene tra poche persone; non dipende da mezzi tecnici; è
basata su un feedback continuo e diretto e sullo scambio dei ruoli tra i
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partecipanti; comunicazione pubblica che riguarda i discorsi pubblici o le
conferenze rivolte a gruppi ben precisi di persone; comunicazione organizzativa o
di rete che si riferisce ai mezzi, alle strutture e ai processi di comunicazione che
avvengono in organizzazioni come i clan, le reti socio-politiche o culturali, e
soprattutto le organizzazioni economiche e le corporazioni. Questo tipo di
comunicazione richiede che all'interno dell'organizzazione vi siano precise regole
di comunicazione di tipo procedurale, formale ed informale.
+ la comunicazione di massa, ovvero la comunicazione diretta alla massa nella
quale l'individualità si perde e le indicazioni dirette tra emittente e ricevente sono
scarse, se non addirittura inesistenti. (NB: si parlerà in modo esteso in uno dei
capitoli seguenti).
- a seconda delle strutture socio-politiche e culturali: l
a comunicazione può assumere un carattere nazionale/internazionale ed
inter/intraculturale. La comunicazione nazionale si riferisce a qualsiasi tipo di
comunicazione all'interno di una nazione intesa come unità politica. La
comunicazione internazionale, invece, trascende i confini di una nazione e
riguarda la comunicazione tra unità politiche e geografiche diverse. Invece, la
comunicazione intraculturale si riferisce a qualsiasi comunicazione esistente
all'interno di uno stesso gruppo culturale. Tale gruppo non è necessariamente
limitato e determinato da confini nazionali o politici, ma da un patrimonio
culturale, una lingua, una storia, dei valori e delle norme comuni.
- a seconda dei gruppi-target:
qualsiasi gruppo o parte della società può divenire base costitutiva della
comunicazione. Cosi, per esempio, parlano di comunicazione delle donne, dei
giovani, della classe operaia, o ancora di comunicazione del villaggio, della tribù,
della parrocchia, ecc.
- a seconda del contenuto:
la comunicazione potrà essere religiosa, politica, economica, sanitaria, ecc.
- a seconda degli scopi e degli obiettivi:
possiamo avere categorie di comunicazione come la comunicazione rivolta alla
scuola e all'educazione in genere, alla politica e all'economia, all'intrattenimento,
ecc.
- a seconda dei mezzi tecnici:
avremo la comunicazione attraverso la stampa, la radio, la televisione, il cinema e
la comunicazione audiovisiva in genere.
Quindi, è importante per comunicare bene che il salesiano in prima formazione
impari a costruire correttamente il pensiero; conosca e sappia scegliere il linguaggio
adatto al contesto socio-culturale del destinatario; e mantenga con lui un buon
contatto.
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