Le riforme illuminate

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CAPITOLO 12
Le riforme illuminate in Europa
Il sistema della monarchia elettiva era rimasto solo in Polonia, ma ovunque i sovrani dovevano impegnarsi ad affermare il proprio
potere su svariate forze antagoniste. La sovranità fiscale restava subordinata alle assemblee dei ceti che stabilivano l’ammontare
dell’imposta e partecipavano alla sua ripartizione. Vi era inoltre il problema del clero, che conservava ancora una vasta influenza sulla
società. Il rafforzamento dell’azione dello stato poteva avvenire soltanto attraverso delle riforme che avrebbero portato la burocrazia
a dipendere unicamente dalla monarchia. Inoltre le guerre di successione avevano spinto le monarchie ad accrescere le entrate
migliorando l’efficienza degli apparati amministrativi e fiscali.
Alla base del rinnovamento del sistema di imposizione diretta ci fu la realizzazione del catasto fondiario (registro di beni immobili
con l’indicazione del loro proprietario e del loro valore ai fini dell’imposizione fiscale) che descriveva le caratteristiche di tutte le
proprietà ed era una base sicura per la ripartizione del carico delle imposte, col fine di far tramontare l’era dei privilegi fiscali per
nobiltà e clero. Il primo catasto fu fatto nei domini dei Savoia nel 1699 e successivamente anche nello Stato di Milano nel 1718.
Il catasto divenne inoltre capace di stimolare lo sviluppo agricolo: poiché le imposte una volta fissate rimanevano invariate per molti
anni ed eventuali miglioramenti o aumento del reddito non venivano tassati, per questo chi sviluppava la propria attività sarebbe stato
premiato, mentre chi non investiva era destinato a sobbarcarsi un peso fiscale crescente.
Le riforme dei monarchi puntavano al generale progresso della società civile e alla felicità pubblica, per questo gli storici hanno
potuto parlare di assolutismo illuminato.
Contro la chiesa, i sovrani attaccarono la proprietà terriera ecclesiastica, ridussero l’entità numerica del clero regolare e
tentarono di abolire diversi ordini religiosi “inutili” dediti alla pure vita contemplativa e giudicati come parassiti. Infatti l’ordine dei
gesuiti venne soppresso prima in Portogallo nel 1759, poi negli altri stati europei, fino a quando nel 1773 il papa sciolse l’ordine la
Compagnia di Gesu
In tutti i paesi cattolici furono poi rinforzate le disposizioni chiamate giurisdizionaliste che subordinavano la giurisdizione
ecclesiastica a quella dello stato. Inoltre lo stato si impegnò a creare proprie istituzione nel campo sanitario e scolastico da
contrapporre a quelle tradizioni ecclesiastiche.
SI puntò inoltre sullo sviluppo economico, con la costruzione di strade e il finanziamento di bonifiche. In molti casi i sovrani
accolsero le dottrine fisiocratiche e abolirono i vincoli della circolazione interna del grano e il libero scambio con i mercati
esteri, inoltre soppressero le corporazioni. Inoltre si cercò di abolire la servitù della gleba, perché economicamente insufficiente e
favorire lo sviluppo degli affitti contadini e del lavoro salariato. Inoltre si puntò sulla centralizzazione amministrativa, abolendo
tutte le giurisdizioni che non dipendono dallo stato. Si tentò di abolire il sistema di appaltare a finanzieri privati le imposte
indirette, come quelle generali sui consumi o quelle specifiche, poiché gli appaltatori versavano in anticipo l’ammontare delle
imposte anche per più anni lasciando spesso lo stato in condizioni di debolezza.
Infine fu concessa la libertà di culto, la libertà di stampa e ci furono innovazioni nella legislazione penale, come l’abolizione della
tortura giudiziaria e del carcere preventivo e un minor ricorso alla pena di morte.
Dopo i successi contro i turchi e nelle guerre di successione gli Asburgo si erano ritrovati alla testa di un impero composito, per
questo, prima Maria Teresa poi Giuseppe II, rafforzarono le strutture statali dell’impero.
Maria Teresa, con l’aiuto del conte Kaunitz-Rietberg sottrasse progressivamente alle assemblee dei ceti i poteri sulle entrate
fiscali e i privilegi sociali. Furono abolite le autonomie amministrative delle provincie austriache e boeme. In questo periodo la
Lombardia assunse un ruolo molto importante nell’impero. Inoltre compilò un catasto, affidò il fisco alla cura di dipendenti
governativi, riduce i dazi interni e riordina il sistema scolastico.
Giuseppe II nel 1768 istituì la censura di stato sostituendo quella ecclesiastica e l’istruzione elementare obbligatoria nelle scuole
statali. Abolì gli ordini religiosi inutili e le discriminazioni contro gli ebrei proclamando una generale tolleranza per tutti i culti
religiosi. Istituì il matrimonio civile e per questi ultimi il divorzio. Istituì il catasto nel 1785 e abolì la schiavitù, decretando
l’annullamento degli obblighi feudali e la loro conversione in una quota d’affitto. Venne rinnovato il codice penale nel 1787 e
negli anni successivi furono esautorate le corporazioni e la politica doganale fu usata in funzione dello sviluppo delle industrie
nazionali. Leopoldo II fece un programma di riforme molto importante, ma di fronte alle pressioni dell’opposizione dovette cercare la
via del compromesso.
In Spagna Filippo V prima abolì i privilegi amministrativi delle varie regioni spagnole per avviare l’unificazione amministrativa
dello stato, poi ridusse i poteri del tribunale dell’inquisizione anche se non riuscì ad abolirlo. Carlo III nel 1767 espulse i gesuiti,
rese libero il commercio della terra, e creò il catasto che però restò inattuato.
Federico II in Prussia accrebbe le dimensioni dell’esercito portandolo a 20000 unità, ridusse le autonomie nobiliari e cittadine e
attuò una politica popolazionista (tendeva ad attrarre nel regno l’immigrazione da altri paesi favorendo la colonizzazione nelle
regioni meno popolate). Favorì l’elevamento culturale dei funzionari statali e estese l’istruzione a tutti i suoi sudditi, con
l’insegnamento elementare obbligatorio e favorì la circolazione delle idee con una maggiore libertà di stampa. Rinnovò il codice
penale con l’abolizione della tortura giudiziaria e propose una tolleranza religiosa. Rese Berlino una vera capitale europea con più di
150000 abitanti. Le condizioni degli schiavi ebbero poche modifiche, soltanto che i nobili persero la possibilità di venderli come
beni mobili. In favore delle campagne egli creò banche agricole e crediti agrari per ripopolare le campagne, cambiò il corso di
fiumi e canali, obbligò i grandi proprietari a erigere case coloniche e a distribuire gratuitamente le sementi, esonera dal pagamento
delle tasse i contadini delle zone colpite da guerre e favorisce la coltivazione della patata.
Caterina II in Russia aveva steso un programma che conteneva: maggiore libertà di stampa, istruzione obbligatoria, modifiche
all’assistenza sanitaria e la riforma del diritto penale. Il problema principale fu la questione della schiavitù, infatti ci fu anche la
rivolta del 1772-74 capeggiata dal cosacco Pugacev deciso a rivendicare la liberazione dei servi della gleba e una più giusta
suddivisione delle terre, che venne repressa violentemente.
© Federico Ferranti S.T.A.
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