Verso il pellegrinaggio diocesano alla Madonna del Sasso In Piazza Grande la vera star è Maria Moon and stars (“luna e stelle”) è la fortunata manifestazione canora estiva che da qualche anno fa esibire a Locarno (con compensi da capogiro) le “stelle” del mondo della musica rock e pop. Il 6 settembre Piazza Grande si riempirà per stringersi attorno a un’altra “stella”, che nel 1949 andò in “tournée” in tutte le parrocchie della Diocesi: non si tratta di una cantante ma della “Madonna pellegrina”, la Madonna del Sasso; la Stella è Maria. Ma cosa significa andare in pellegrinaggio oggi? Cosa ci dovrebbe spingere in massa a Locarno il 6 settembre? Sappiamo che negli ultimi anni si assiste a un grande ritorno ai pellegrinaggi verso Santiago, Roma, Gerusalemme, magari con lunghi tratti a piedi o in bici; e d’altra parte sono sempre fiorenti i pellegrinaggi di gruppo verso santuari mariani (Lourdes su tutti) o luoghi dedicati a un santo. Il motivo di questo successo è sempre in fondo lo stesso da sempre: l’uomo di sente “viator”, in cammino su questa terra alla ricerca della Via, della Verità, della Vita. L’anno pastorale incipiente avrà nel pellegrinaggio alla Madonna del Sasso un grande momento iniziale. Nelle cronache dei decenni scorsi leggiamo di imponenti pellegrinaggi diocesani: a Einsideln, a Sachseln, alla Madonna del Sasso, alla Madonna dei Miracoli di Morbio,… dove il cattolicesimo militante aveva delle giornate di grande significato e si confermava nella fede, con migliaia di persone che si riunivano con il vescovo, i sacerdoti, gli aderenti dei circoli di AC e gli scouts in divisa dietro alle loro numerosissime bandiere. Nel 1949 il vescovo Angelo Jelmini indisse un anno mariano con la “Madonna pellegrina”, la Madonna del Sasso, portata per tutto il Ticino. Ogni parrocchia cercava di abbellirsi al meglio, persino le strade erano addobbate con fiori e festoni. Regista e realizzatore della visita era il centro diocesano dell’Azione Cattolica, e con questi laici don Leber. Oggi i tempi sono cambiati, come la religiosità del popolo (sempre più venuta meno), ma dopo 60 anni siamo ancora chiamati a farci pellegrini verso Maria – la vera Stella di Piazza Grande – a cercare come sempre di capire e carpire i segreti del cielo sulla terra e a chiedere alla Madonna protezione e luce per il nuovo anno pastorale dedicato al tema della parrocchia e per noi di AC anche al tema della speranza (ne riferiremo sul prossimo numero). Vedo in questo incontro anche un indispensabile momento di unità: abbiamo bisogno di unità nella nostra Chiesa locale, tra movimenti e associazioni, tra laici e presbiteri. Abbiamo bisogno di unità per essere insieme testimoni credibili ed efficaci, capaci di far fronte alle enormi sfide poste dal nostro tempo. Come la Madonna apparsa sulla rupe, così anche la nostra Chiesa abbia un’unica e solida base comune, la Roccia Viva, Cristo. Vedo infine un momento di semplicità: il ricordo del 60° della “Grande Visita” deve anche mostrarci come i nostri antenati erano attaccati alla fede in modo genuino e saldo e nella loro ignoranza (cioè di gente non istruita) avevano con il divino un rapporto semplice e schietto, sapendo che tutto l’edificio dell’umanità e del creato è poggiato in Dio. Forse dobbiamo scrollarci di dosso troppe argomentazioni, congetture, troppe idealizzazioni del sacro e filosofie. La stessa statua del Sasso, terribilmente bella, non ci parla forse di una semplice e immensa tenerezza? Quelle mani che si protendono e che avvolgono, non dicono più di dotte disquisizioni? E non siamo anche noi protetti da quel commovente abbraccio, divino e materno? Davide De Lorenzi