Veglia di adorazione GIovedì Santo 2015

Parrocchia s. Alfonso
Francavilla al mare (CH)
Veglia eucaristica di
adorazione
2 Aprile 2015 - Giovedì Santo
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Introduzione
Siamo qui riuniti davanti al Signore per pregare e vegliare un’ora al suo fianco,
nel momento più duro e difficile della sua vita sulla terra.
La veglia è divisa in 3 momenti: nel primo mediteremo sulla preghiera di Gesù
nell’orto del Getsemani, e sul sonno dei discepoli che si addormentano invece
di pregare. Nel secondo sulla solitudine di Gesù che, abbandonato da tutti, si
ritrova ad affrontare da solo il dramma della croce. Nel terzo momento la figura
di san Pietro ci guiderà per scoprire la grandezza della misericordia di Dio.
Canto di inizio: Il 14 Nisan
Era verso sera sul monte di Sion,
era il 14 Nisan,
prima di entrare al Getsemani,
prima di essere preso hai detto loro:
fra poco andrò via, torno al Padre mio,
soli resterete quaggiù
è finito il tempo di restare qui,
ora voi saprete cosa fare.
questo è il mio sangue
ogni volta che farete
tutto questo lo farete
in memoria di me.
E vi lascio ancora un comandamento:
amatevi come io ho amato voi,
siate sempre uniti tutti nel mio nome
e per sempre resterò con voi.
Prendete e mangiate
questo è il mio corpo
prendete e bevete
Prendete e mangiate…
1° MOMENTO: AL GETSÈMANI
in piedi
Dal vangelo secondo Marco. (Mc 14, 32-42)
”Giunsero intanto a un podere chiamato
Getsèmani, ed egli disse ai suoi
discepoli: «Sedetevi qui, mentre io
prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e
Giovanni e cominciò a sentire paura e
angoscia. Gesù disse loro: «La mia
anima è triste fino alla morte. Restate
qui e vegliate». Poi, andato un po’
innanzi, si gettò a terra e pregava che,
se fosse possibile, passasse da lui
quell’ora.
E diceva: «Abbà, Padre!
Tutto è possibile a te, allontana da me
questo calice! Però non ciò che io
voglio, ma ciò che vuoi tu». Tornato
indietro, li trovò addormentati e disse a
Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora sola? Vegliate e
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pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è
debole». Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato
li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano
che cosa rispondergli. Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e
riposatevi! Basta, è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle
mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
seduti
Segno: ragazzo bendato
Gesù chiede di vegliare, ma i discepoli si addormentano, cadono nelle tenebre.
E quando si è nelle tenebre si brancola e non riesce a capire qual è la giusta
strada da seguire.
Riflessione
Gesù nel momento della più grande sofferenza non chiede ai suoi amici di
confortarlo, né di stargli vicino, né di proteggerlo ma di essere presenti con la
preghiera, di vegliare appunto. I discepoli però non ci riescono e si lasciano
trasportare dal sonno, lo abbandonano e lo lasciano solo. Lasciarsi andare al
sonno vuol dire non pregare, non avere tempo di stare insieme a Gesù e non
ascoltare quello che lui vuole dirci. Dio parla nel silenzio, silenzio del cuore,
silenzio dai nostri pensieri e dalle nostre ansie quotidiane. Solo con la preghiera
e il silenzio troviamo la forza di rimanere svegli e vigilanti. Sant’Alfonso Maria
de’ Liguori ripeteva spesso che se non preghiamo, non ci salviamo. Noi vogliamo
stasera, al contrario degli apostoli, rimanere svegli e salvarci così dal sonno e
dalle tenebre.
Silenzio di meditazione.
in piedi
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-5.9-13)
In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in
principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è
stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli
uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.[...]
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel
mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno
accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo
nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma
da Dio sono stati generati.
seduti
Segno: cero
Il cero simboleggia la luce che Gesù porta nel mondo.
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Riflessione
Abbiamo scelto come simbolo un cero acceso perchè in questa notte di
preghiera anche noi vogliamo rispondere all’invito di Gesù a vegliare, a restare
svegli insieme a lui. Sappiamo bene che ciò sarà possibile soltanto se ci poniamo
come guida la “luce vera, quella che illumina ogni uomo”. Nelle nostre parole e
nelle nostre riflessioni di questa sera vogliamo soffermarci a riconoscere la Sua
luce, per adempiere alle parole di Gesù che splendono in noi: “Voi siete la luce
del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si
accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa
luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli
uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro
che è nei cieli.”.
Silenzio di meditazione.
in piedi
Preghiera
Signore, luce che risplende nelle tenebre, vogliamo ora rivolgerti alcune preghiere.
Diciamo insieme: Risveglia il nostro cuore Signore.
1. Signore Gesù, Tu ci inviti a vegliare e a pregare con te, fa’ che il sonno, la
stanchezza, la noia non prevalgano su di noi.
2. Ci chiami ad essere luce del mondo, aiutaci a non vedere mai “tutto nero” ma
a cercare sempre uno spiraglio di luce e di speranza in noi.
3. Sostienici nella lotta contro le tenebre del peccato perché senza di te è molto
più facile sbagliare.
4. Dacci la forza di non “dormire” davanti ai nostri dubbi e alle nostre difficoltà e
di non reagire con indifferenza alla Tua Parola.
Eventuali preghiere spontanee
Accogli, o Padre, le nostre preghiere. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Canto: L’Emmanuel
seduti
Dall’orizzonte una grande luce
viaggia nella storia
e lungo gli anni ha vinto il buio
facendosi memoria;
e illuminando la nostra vita
chiaro ci rivela
che non si vive se non si cerca
la Verità...
Un grande dono che Dio ci ha fatto
è Cristo, il suo Figlio,
e l’umanità è rinnovata,
è in Lui salvata.
È vero uomo, è vero Dio,
è il Pane della Vita,
che ad ogni uomo, ai suoi fratelli
ridonerà.
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È giunta un’era di primavera,
è tempo di cambiare.
È oggi il giorno sempre nuovo
per ricominciare,
per dare svolte, parole nuove
e convertire il cuore,
per dire al mondo, ad ogni uomo:
Signore Gesù.
Siamo qui,
sotto la stessa luce,
sotto la sua croce,
cantando ad una voce.
È l’Emmanuel
Emmanuel, Emmanuel.
È l’Emmanuel,
Emmanuel.
Siamo qui…
2° MOMENTO: GESÙ DA SOLO
Dal vangelo secondo Marco (Mc 14,17-21.27-31)
in piedi
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre
erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: “In verità
io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi
tradirà”. Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno
dopo l’altro: “Sono forse io?”. Egli disse loro: “Uno
dei Dodici, colui che mette con me la mano nel
piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto
di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio
dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se
non fosse mai nato!”.
Gesù disse loro: “Tutti rimarrete scandalizzati,
perché sta scritto:
“Percuoterò il pastore e le pecore saranno
disperse.”
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea”.
Pietro gli disse: “Anche se tutti si scandalizzeranno,
io no!”. Gesù gli disse: “In verità io ti dico: proprio
tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi
rinnegherai”. Ma egli, con grande insistenza, diceva: “Anche se dovessi morire
con te, io non ti rinnegherò”. Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.
seduti
Segno: silenzio
Rimaniamo in silenzio un paio di minuti, segno della solitudine che Gesù ha
provato.
Riflessione (sul Salmo 21)
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Gesù si sente solo. Proprio nel momento più difficile e più doloroso tutte quella
moltitudine di persone che lo acclamava fino qualche giorno prima non sono più
presenti, i suoi amici spariscono spaventati, fanno finta di non conoscerlo. Non
c’è nessuno a difenderlo.
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Non stare lontano da me, perché l’angoscia è vicina e non c’è chi mi aiuti.
Non avrebbe voluto sacrificare la sua vita affrontando una morte così cruenta
ma si è fidato di Dio, si è lasciato trasportare dalla convinzione che Dio ha
comunque il suo disegno d’amore per noi, qualsiasi sia la nostra condizione sulla
Terra.
Un branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori; hanno
scavato le mie mani e i miei piedi.
La paura è grande, immensa. Sulla croce, dopo aver subito insulti, sputi,
immenso dolore Gesù si sente dimenticato persino da Dio, dal Padre. Eppure,
anche nell’istante in cui si sente solo ed abbandonato dal Padre si rivolge a Lui
con l’aggettivo “mio”, tipico di chi sente una profonda appartenenza, un amore
grande e profondo.
Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Segno: vicinanza a Gesù – giovani in ginocchio davanti al
Santissimo.
Come segno della nostra vicinanza a Gesù, recitiamo tutti insieme il Padre nostro.
Tutti
in piedi
Padre nostro…
Silenzio di meditazione.
seduti
Canto: Te al centro del mio cuore
Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore,
di trovare Te, di stare insieme a Te:
unico riferimento del mio andare,
unica ragione Tu, unico sostegno Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
e poi non importa il come,
il dove il se.
Che Tu splenda sempre al centro
del mio cuore,
il significato allora sarai Tu,
quello che farò sarà soltanto amore.
Unico sostegno Tu, la stella polare Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
Anche il cielo gira intorno
e non ha pace,
ma c’è un punto fermo,
è quella stella là.
La stella polare fissa ed è la sola,
la stella polare Tu, la stella sicura Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
Tutto ruota intorno a Te,
in funzione di Te,
e poi non importa il come,
il dove il se. (2 volte)
Tutto ruota intorno a Te,
in funzione di Te,
Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore.
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3° MOMENTO: LA MISERICORDIA DI DIO
Dal vangelo secondo Marco (Mc 14,66-72)
in piedi
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo
sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse:
“Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù”. Ma egli negò, dicendo: “Non so e non
capisco che cosa dici”. Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. E la serva,
vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: “Costui è uno di loro”. Ma egli di nuovo
negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: “È vero, tu certo sei
uno di loro; infatti sei Galileo”. Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non
conosco quest’uomo di cui parlate”. E subito, per la seconda volta, un gallo
cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che due
volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai”. E scoppiò in pianto.
seduti
Riflessione
Siamo tutti abituati a considerare Pietro, in questo episodio della Passione di
Gesù, come qualcuno che improvvisamente si distacca da quanto aveva detto
di abbracciare fino a qualche ora prima, arrivando a mentire spudoratamente.
A ben vedere, c’è un motivo per cui Pietro “rinnega” Gesù. La serva dice «Anche
tu eri con il Nazareno». Pietro conosceva un Gesù per cui era pronto a morire,
non quello umiliato e deriso. Non si identifica più, ed esclama «Non so e non
capisco cosa dici»: per davvero è confuso su cosa accade. Alla fine, quando
ricorda le parole del Maestro, Pietro scoppia in un pianto: è la sua illuminazione,
riconosce finalmente la verità delle parole del Maestro. E finalmente, libero da
confusione, arriverà ad essere designato il capo della chiesa, operando la
compiutezza del disegno divino e della sua misericordia, nonostante il suo
momento “buio”.
Noi possiamo identificarci in Pietro: cosa ci occlude la visione limpida della fede,
e non ci fa riconoscere Gesù?
Segno
Scriviamo ora sui foglietti che ci vengono distribuiti quelle che sono le nostre
“bende”, le cose che ci impediscono di vedere Gesù, di capire il suo disegno di
amore per noi, di seguirlo sulla strada che ci indica.
Silenzio di meditazione.
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 21,15-19)
in piedi
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone, figlio di Giovanni,
mi ami più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”.
Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo, per la seconda volta:
“Simone, figlio di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che
ti voglio bene”. Gli disse: “Pascola le mie pecore”. Gli disse per la terza volta:
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“Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?”. Pietro rimase addolorato che per la
terza volta gli domandasse: “Mi vuoi bene?”, e gli disse: “Signore, tu conosci
tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecore. In verità,
in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi;
ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà
dove tu non vuoi”. Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe
glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: “Seguimi”.
Segno: stola della Riconciliazione e scatola bianca
seduti
La stola indossata dal Sacerdote che in nome di Gesù
ci dona il perdono dei peccati.
Ognuno strappa un biglietto che rappresentava una
“benda”, e lo mette nella scatola.
Chi vuole può scrivere sulla scatola cosa ci può
preservare dalle bende.
Riflessione
Nel suo Vangelo, san Giovanni non ci narra che Pietro
dopo il triplice rinnegamento scoppiò in pianto. È
questo l’episodio in cui ritroviamo Pietro dopo il
rinnegamento, a tu per tu con Gesù Risorto… è questo
il momento della riconciliazione di Pietro. Gesù sembra
avere già dimenticato il rinnegamento: chiede a Pietro
se “lo ama più di costoro”. Usa il verbo che corrisponde
all’amore come agape, ovvero come dono di sé. Pietro risponde con un “ti voglio
bene”, usando un verbo che corrisponde all’amore come amicizia (philìa). Allora
Gesù abbassa il tiro, fino a chiedergli “mi vuoi bene”. L’amore misericordioso di
Dio è paziente, si accontenta dei piccoli passi che facciamo verso Lui, non ci
chiede mai più di quello che possiamo dare, ma è allo stesso tempo esigente
nel senso che ci chiede di orientare la nostra vita e il nosro cuore verso di Lui.
Silenzio di meditazione.
in piedi
Preghiera
Dio di amore e misericordia, ti rivolgiamo ora fiduciosi alcune preghiere.
Diciamo insieme: Signore Gesù, abbi pietà di noi
1. Pietro ci ricorda quanto è difficile vincere la paura e l’angoscia; donaci, Signore,
il coraggio di dire sempre la verità anche quando ci può essere scomoda e di
non aver mai paura di annunciare agli altri il tuo nome.
2. Il tuo perdono, Signore, ci dà una sensazione unica, fa’ che anche noi riusciamo
a perdonare il nostro prossimo con lo stesso amore e calore che ci dai tu.
3. Fa’ che non ci sentiamo mai stanchi di chiedere perdono e di affidarci alla tua
misericordia.
4. Cancella le nostre “bende” in modo da poter vedere in maniera chiara senza
pregiudizi tutto ciò che ci circonda.
Eventuali preghiere spontanee
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Accogli, Padre misericordioso, le nostre preghiere. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Canto: Come tu mi vuoi
seduti
Eccomi Signor vengo a Te mio Re
che si compia in me la Tua volontà
Eccomi Signor vengo a Te mio Dio
plasma il cuore mio e di Te vivrò
Se Tu lo vuoi Signore manda me
e il Tuo nome annuncerò
paura non ho,
per sempre io sarò come Tu vuoi.
Eccomi Signor vengo a Te mio Re
che si compia in me la Tua volontà
Eccomi Signor vengo a te mio Dio
plasma il cuore mio e di Te vivrò
Tra le Tue mani mai più vacillerò
e strumento Tuo sarò.
Come Tu mi vuoi io sarò,
dove Tu mi vuoi io andrò
Questa vita io voglio donarla a Te
per dar gloria al Tuo nome mio Re.
Come Tu mi vuoi io sarò,
dove Tu mi vuoi io andrò
se mi guida il Tuo amore
Come
Come
Come
Come
Tu
Tu
Tu
Tu
mi
mi
mi
mi
vuoi io sarò…
vuoi
vuoi
vuoi
Silenzio di meditazione.
in piedi
Preghiera finale (tutti insieme)
PREGHIERA A GESÙ MISERICORDIOSO del Santo Padre Giovanni Paolo II
Ti benediciamo, Padre santo: nel Tuo immenso amore verso il genere umano,
hai mandato nel mondo come Salvatore il Tuo Figlio, fatto uomo nel grembo
della Vergine purissima.
In Cristo, mite ed umile di cuore Tu ci hai dato l’immagine della Tua infinita
misericordia.
Contemplando il Suo volto scorgiamo la Tua bontà, ricevendo dalla Sua bocca
le parole di vita, ci riempiamo della Tua sapienza; scoprendo le insondabili
profondità del Suo cuore impariamo benignità e mansuetudine; esultando per
la sua risurrezione, pregustiamo la gioia della Pasqua eterna.
Concedi, o Padre, che i tuoi fedeli abbiano gli stessi sentimenti che furono in
Cristo Gesù, e diventino operatori di concordia e di pace.
Il Figlio Tuo, o Padre, sia per tutti noi la verità che ci illumina, la vita che ci
nutre e ci rinnova, la luce che rischiara il cammino, la via che ci fa salire a Te
per cantare in eterno la Tua misericordia.
Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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seduti
Canto finale: Il canto dell’amore
Se dovrai attraversare il deserto
non temere io sarò con te
se dovrai camminare nel fuoco
la sua fiamma non ti brucerà
seguirai la mia luce nella notte
sentirai la mia forza nel cammino
io sono il tuo Dio, il Signore.
io sarò con te dovunque andrai.
Non pensare alle cose di ieri
cose nuove fioriscono già
aprirò nel deserto sentieri
darò acqua nell’aridità
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai.
Sono io che ti ho fatto e plasmato
ti ho chiamato per nome
io da sempre ti ho conosciuto
e ti ho dato il mio amore
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
Io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te
io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te.
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