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APPUNTI SULLA DANZA STRUMENTALE

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La Danza nel repertorio
strumentale per organo e liuto
Pistoia - aprile 2014
DANZA
Insieme organizzato di movimenti ritmici del corpo
Impressione trasformata in espressione
Arte di esprimere le emozioni attraverso movimenti
ritmici del corpo
DANZA DA BALLARE
DANZA PER RACCONTARE
DANZA DA SUONARE
RAPPORTI
• Rito: partecipazione ai fondamenti della vita di
una società
• Religione: presenza ‘teatrale’ nelle cerimonie di
adorazione
• Piacere: qualità del privato e abbellimento
dell’esistenza dei potenti
• Guerra (caccia, lotta, sport): preparazione e
festeggiamento
• Eros: iniziazione, fertilità, matrimonio
• Aldilà: pre-figura il mondo delle ombre
PRIMITIVI
gioco-divertimento-teatro-religione-ritualità
Salti di gioia attorno alla preda cacciata che descrivono la
cattura
=
danza prima individuale poi collettiva
Respirazione sincronizzata
Sensazioni interne
Tensione verso il risultato
Immaginazione per evocare immagini
Sistema di segni
MOTIVAZIONI
• Libertà di movimento per esternare e
interpretare i sentimenti
• Ritmo proprio e individuale: percussioni
• Col gruppo: codificazione
• Differenziazione dei balli per le occasioni
SUDDIVISIONI SOCIALI
CULTURA ALTA
CULTURA POPOLARE
Ballo in tondo
Scioglimento e formazione
Diversificazione ritmica
Sovrapposizione con le voci
Tessuto sonoro complesso
Molte gamme espressive
Riti propri della collettività
Vive con la tradizione colta
No idee di tecnica
UTILIZZO
Cerimonia
laica e religiosa
tutto stabilito
significati chiari
balli onesti
bellezza
Divertimento
gioia privata o pubblica
colta a palazzo
popolare in piazza
tutto libero
balli disonesti
peccato
La danza originaria è casuale e tonda, poi si fa rito
i gesti sono simbolo di ciò che si vuole onorare o evocare
RITUALITA’ MATERIALE + RITUALITA’ SPIRITUALE
La religione raddoppia i simboli
Il rito collettivo e sociale associa la danza alla festa
Prima c’è il rito poi c’è il consumo della festa
CONTROLLO DELLA REALIZZAZIONE MUSICALE
Modello ritmico primitivo con percussioni
Modello melodico con aggiunta di strumenti
RIASSUMENDO
• Da spontanea a controllata
(non più lasciata alla spontaneità estemporanea ma ubbidiente a determinati
simboli collettivi)
• Da rito personale a fatto sociale
(rito religioso ringrazia Dio - rito personale è piacere edonistico)
• Dalla festa allo spettacolo
(separazione tra palco e platea, organizzazione del balletto, individuazione
della categoria professionale del danzatore)
ANTICHITA’ E MEDIO EVO
inizio del processo storico
BIBBIA
moltissime danze perché nelle religioni danza/gioia
Danze buone:
estasi comunitaria
della cerimonia con la
quale ci si appropria
della divinità.
Danze cattive:
depravazione (vitello
d’oro e Salomé)
ANTICA GRECIA
mescola mito e influssi orientali
•
•
•
•
Presente nei poemi epici e nella tragedia
Separazione tra gli utilizzi
Dignità = danza dignitosa
Imbarbarimento = danza volgare di chi è pazzo o ubriaco
ROMA
• Depravazione da Oriente
• Inizia il discredito sociale
• Inizia il processo di professionalizzazione
• Nascita della pantomima
(rappresentazione danzata)
PRIMA EPOCA CRISTIANA
• I-V sec.: sacralità sacerdotale e danza/rito come
in Oriente. Vescovo=praesule=salta davanti
• Dal VI sec. : regolamentazione e separazione tra
pagano (festa) cristiano (severo)
• Dal VI sec: si voltano le spalle agli spettacoli e al
teatro considerato NON immorale MA idolatro
XI-XIII SECOLO - LA CHIESA
rivaluta la danza nella religiosità popolare
riorganizza la presenza nella liturgia
strumento di evangelizzazione
Francesco: giullare di Dio
Chiesa d’Occidente
-
San Tommaso
San Bonaventura
Guglielmo Durante
Pantomime nelle sacre
rappresentazioni
- Danze dei suddiaconi
Chiesa d’Oriente
le danze religiose
ottengono una
organizzazione liturgica
REGOLAMENTAZIONE
Concilio di Toledo (589) – Concilio di Auxerre ( 603)
Concilio di Chalon (639)
=
- regolamenta le pratiche del culto
- elimina contaminazioni sacro/profano
- eliminazione pratiche coreutiche perché pagane
- sovrappone feste pagane e cristiane per dare dignità alle feste
popolari
- riti e danze popolari: feste in onore dei santi
XI-XIII SECOLO - LAICI
Riappropriazione culturale laica
Società feudale nei castelli
Si separano i mondi colto e popolare
Mondo popolare
Nelle danze collettive si
mescolano pagano e
cristiano
Mondo colto
Nei castelli si
mescolano influssi
diversi, determinati dagli
incroci culturali
IL GIULLARE
La rivalutazione in ambito cortese del mestiere dell’attore
scopre la figura del giullare
-
IX-XII sec:ai margini del sistema sociale
-
Guida cinetica delle danze collettive
-
Attore nel teatro religioso
-
Nomade, diffonde le conoscenze
-
XIII sec: ruolo sociale
oltre che spettacolare
-
Carole, estampie e
ballate: canzoni a ballo
con pantomima del
contenuto
CANTI E DANZE
Mai più bella carola era
stata fatta finora,
essi volteggiavano tutt’intorno
e si dimenavano di qua e di là.
si sentivano risuonare liuti
tamburi, sonagli, flauti.
lievemente fanno i piedi strisciare
e subito dopo saltano. (XIII sec.)
Là stavano i menestrelli
che s'apprestavano bel belli
a suonare sui flauti e sempre di nuovo
le danze che essi conoscevano,
e appena sentivano cessare
le estampies che essi ballavano,
questi e quelle che si divertivano
a danzare senza posa
cominciarono a darsi la mano
per la carola. (XIII sec.)
ROMAN DE LA ROSE (XIII sec.)
Queste genti di cui i o parlo
Erano intente a carolare.
Una dama il canto intonava
Che Leece si chiamava.
Ben sapeva cantare e piacevolmente,
Nessuno piú di lei graziosarnente
Né bene i ritornelli cadenzava.
Cantare a meraviglia le donava,
Perché aveva la voce chiara e sana.
Ed ella non era una villana,
Cosí si sapeva ben regolare
Battere il piede e volteggiare
Sempre stava a costumare
Il canto ad intonare
Perché cantare era il mestiere
Ch'ella faceva con piú piacere.
Lor vedrete in carola volare
E gente con grazia ballare
E fare sempre una bella tresca
E tanti giri sull'erba fresca
Lí, vedete zufolare,
E il menestrello e il giullare;
Se alcuno i rondò cantava
Altri le lorene suonava,
Perché le note che fanno in Lorena
Sono piú belle di alcuna regina.
Le nacchere assai so usare
Le donne i tamburini suonare,
E sanno molto ben fare,
Che non cessano mai di toccare,
ln alto lanciati li raccolgono
Su un dito, cosí che mai cadono.
Due damigelle molto belle,
Che stavano in pure gonnelle,
E a una treccia intrecciate,
La nobile Deduiz teneva legate
E in carola faceva ballare;
Ma di tal cosa non cӏ da parlare
Come ballassero contamente:
L'una veniva bel prestamente.
Contro l”altra, e quando stavano
Assai da presso, s'accostavano
Con la bocca, sí ch”appariva
Che al bacio essa s'apríva.
TRECENTO E QUATTROCENTO
la danza comincia ad assumere anche altre connotazioni che la
allontanano dal ruolo antropologico e collettivo
intrattenimento sociale
puro divertimento
=
strutture regolari
eliminazione dell’improvvisazione
scansioni ritmiche adatte al ballo
prassi esecutive sempre più precise
Si danza per intrattenere
Si danza per divertirsi
NUOVI USI
•
•
Danza-simbolo  danza passatempo di corte
Epoca della rinascita (Comuni e Signorie)
•
Benessere sociale
•
•
•
Cambiano i termini:
Ballo (fr. Bal, greco Ballizo)
Danza (ted.dannezan, franco danjan: muoversi qua e là)
•
Differenza di scopi e usi grazie all’iconografia
e alla vastissima letteratura
MODI DI DANZARE
• DANZA A CAROLA
• tonda-astratta-corale
• stile carolante
• DANZA A COPPIE
• di fronterappresentativaindividuale
• stile danzante
QUATTROCENTO
•
Si organizza e si struttura
•
Presenza del maestro di ballo a corte
•
Non più lasciata all’estro dei singoli
•
Fa parte di educazione e cerimoniale
•
Non più libertà corporea ma repertorio di forme
•
Codificazione rigida
•
Valorizzazione dell’arte e recupero di dignità dell’artista
•
Codifica la danza come scienza
•
Assegna in gestione al principe la definizione del tempo festivo
•
Definisce la danza come intrattenimento sociale e forma spettacolo
DANZE QUATTROCENTESCHE
•
Bassadanza
Danza di apertura
Danza dei signori e della corte
Bassadanza strisciata
Deriva da estampie medievale
Piva
Danza campestre adottata
dalla nobiltà.
Contenuta già nelle
intavolature per Liuto di
Petrucci (1508).
•
Saltarello
Danza di chiusura
Danza dei contadini.
Altadanza dai movimenti ampi
e saltati
TRATTATI TRA 400 E 500
• Raccontano lo stato delle cose e
la posizione estetica della danza
• Documentano i modelli esecutivi e
di opportunità della danza
• Fonti dirette per i pochissimi documenti
musicali di un genere tramandato oralmente
DOMENICO DA PIACENZA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Aristotelico chiude il Medioevo
“De arte saltandi et chorea
ducendi” (1416)
È arte ed esibizione
Non deve esserci casualità
Chi danza deve sapere le regole
La danza è spettacolo e
divertimento
Usa la retorica per illustrare i
sentimenti, gli usi e le passioni
Propone repertori stabilendo il
rapporto con contesto
Parla per primo di ‘seguite’ o
‘suites’
GUGLIELMO EBREO
“la danza nasce da un moto dello spirito
che si accorda con un suono che entra
dall’orecchio, entra nel profondo e
genera commozione”
-
Allievo di Domenico da Piacenza
Musica e danza sono arti liberali.
“De pratica seu arte tripudii vulgare
opusculum” (metà XV sec.)
4 parti della musica = 4 elementi.
Danza = ordine naturale dei movimenti
Unendo necessario e piacevole.
Unione platonica di SENSO (si
percepisce) e SENTIMENTO (si
prova).
Supera il dualismo tra teorico ed
esecutore
Indispensabile rapporto con la musica
DE PRATICA SEU ARTE TRIPUDI
GUILIELMI HEBRAEI PESAURENSIS
VULGARE OPUSCULUM INCIPIT
Dal harmonia suave il dolce canto
Che per l'audito passa dentro al cuore
Di gran dolceza nasce un vivo ardore:
Da cui il danzar poi vien che piace tanto.
Pero chi di tal scienza vuol il vanto
Convien che sei partite senza errore
Nel suo concetto apprenda e mostri fuora
Si come io qui discrivo insegno et canto
Misura e prima e seco vuol memoria.
Partir poi di terren con aire bella.
Dolce mainiera, e movimento e poi
Queste ne danno del danzar la gloria.
Con dolce gratia, a chi l`ardente stella
Più favoreggia con gli raggi suoi.
E i passi et gesti tuoi
Sian ben composti et destra tua persona
Con lo intelletto attento a quel che suona.
GUILIELMI HEBRAEI PESAURENSIS
FINIS LIBRI II
Il bel danzar che con virtu s'acquista
Per dar piacer all'anima gentile
Conforta il cuor e fal più signorile.
E porge con dolceza allegra vista.
E 'l senso natural ch'arnor contrista
Et fal languendo spesso cangiar stile
Rinuova le sue forze e fal virile
Lieto danzando in amorosa lista.
Per sua natura il pellegrin ingegno
Che gusta del sonar la melodia
Diletto prende e fassi d'honor degno.
Pero chi tal virtù irnparar disia
Disponga la sua mente et il cuor con degno
Seguendo me che mostro altrui la via.
e con quest’opra mia
Insegno con vagheza di tal arte
La pratica gentil elle sue parte.
MARCO FABRIZIO CAROSO
-
“Il Ballarino” (1581) costruisce
il senso tra una danza e l’altra
-
Base di partenza per la suite
-
Senso di attesa tra una danza
e l’altra con senso
drammaturgico
-
Costruzione da ricreare nella
musica strumentale
ALTRI TRATTATI
•
Cesare Negri (1525):
“Le gracie d’amore”, con
nuove invenzioni di balli
•
Thoinot Arbeau (1588):
“Orchéstographie” dialogo
che descrive i passi in
rapporto con la musica
IL BALLETTO
• punto di arrivo della danza
• rinascimentale
• sintesi delle correnti artistiche
• e musicali della saltatio
• spettacolare
• sintesi di poesia – coreografia –
scenografia – scenotecnica
RINASCIMENTO E BAROCCO
Metà 500: Milano capitale della coreografia dove
convergono da tutta Europa e da dove partono
tutti (maestro Pompeo Diobono )
- Inizio 600: in Francia si incrociano le Danze
Francesi gentili e le Danze Italiane saltate
(adagio-allegro)
- Metà 600: decadenza della danza italiana ed
espatrio di tutti verso Parigi
SISTEMAZIONE
Danza astratta
Stabilizzazione strumentale
assenza di immagini
movimenti stretti
riduzione dinamica
stilizzazione della prassi
da casuale a stabile
suonare con la carta
distribuzione strumentale
fusione delle sonorità
Danza imitativa
figurata e spettacolare
movimenti ampi
pantomima
professionalità
Giudizio sociale
ciarlatano chi suona da ballo
vagabondi chi strumenti a fiato
disprezzo
DANZE MORESCHE- ORIGINI
del califfato di Cordoba (VIII-XII)
morisco= nome del moro rimasto nel paese riconquistato e che ha abbracciato il cristianesimo.
La moresca riflette e ricorda il periodo arabo nell’Europa meridionale.
zambra – zorongo – zarabanda
-
-
nflusso arabo-gitano e grecio-fenicio
Danze di corte di coppia diffusissime XII-XV
Pantomima la lotta tra cristiani e saraceni
“endemoniado son de la zarabanda”
(canto e ballo scurrile, vietata in Spagna,
è cerimoniosa in Francia e Italia
Simboli amorosi di corteggiamento
Zambra: da zamr, arabo, oboe
DANZE MORESCHE -XVI SEC.
Sono talmente importanti e diffuse che
-
Confluiscono negli intermedi
-
Diventano sinonimo di balletto
-
Fanno parte del
ballet de court
-
Si trasformano
in ‘morris dances’
BALLI AMERINDI
derivati spesso da riti funebri, in Europa perdono la carica simbolica
sono balli di strada che acquistano carica grandiosa e mistica
Ciaccona (Chacona):
“musica selvaggia e appassionata da las
Indias a Sevilla” (Lope de Vega,1619).
Menzionata per la prima volta alle nozze di
Filippo II (1599) come proveniente da
Tampico (Mex).
Quevedo: chacona mulata, Cervantes:
Indiana amulatada “i piedi si muovono
all’impazzata”, danza sfrenata.
Ostinato (Instruccion de musica sobre la
Guitarra espanola, 1674)
Passacaglia (pasacalle):
Formalmente vicina alla ciaccona
Movimenti più determinati con ostinato, ma
sempre ‘pericolosa’
Escuela de danzar (Ribera, 1640)
DANZE INGLESI
alla corte di Elisabetta I si mescolano folk inglese e balli latini, salti
rituali e danze locali. E tutti si mescolano alla moresca (morris dance)
•
Giga:
folk scozzese che porta a corte
un carattere improvvisativo
focoso. Origine della quadriglia
•
Contraddanza:
“country danze”, danza
popolare di origine sacrale, a
circolo o a catena, che diventa
sociale. Non una danza, ma
tante danze diverse
•
Playford (1651): “il maestro
inglese per ballare e dirigere
contraddanze”.
DANZE TEDESCHE
mentre gli inglesi sono aperti alle danze latine, i tedeschi hanno le loro
danze popolari (Laendler) sin dal medioevo. Rifioriscono quando la
borghesia ingloba le danze popolari (valzer). Danza non arte aulica e
raffinata, ma abbandono alle forze dell’istinto
• Tanz:
tranquilla in 2, vicina
all’aulica bassadanza,
vive fino all’Ottocento col
nome di Allemanda
• Nachtanz:
veloce, derivata dalle
danze rotatorie e riddanti
MICHAEL PRAETORIUS
(1571-1621)
•
Compositore, teorico tedesco segna il
passaggio tra Rinascimento e Barocco
•
“Syntagma musicum” (1619)
•
Prima parte: musica sacra dagli ebrei
e dai greci all’attualità con relazioni
con l’etica e la poesia
•
Seconda parte: organologia completa
di tutti gli strumenti dall’antichità con
definizione e disegno
•
Terza parte: definizioni di tutte le
forme musicali e di tutti i termini
musicali
PAVANA
•
•
•
Danza di apertura: “danza del pavone”
dal portamento superbo e pomposo
dove gli esecutori si pavoneggiano.
Di origine spagnola, in un testo del
XVI sec fu confusa con una ‘danza
padovana’.
•
Le prime pavane sono contenute nel
IV libro di Intabolatura de leuto di
Petrucci (1508).
•
Le prime Pavane francesi si trovano
nella pubblicazione di Attaignant
(1529)
•
Le prime pavane ‘padovane’ nella
raccolta per liuto di Antonio Rotta
(1546)
GAGLIARDA
•
Danza di chiusura
•
Appare in Lombardia a fine 400
•
Presenza in Attaignant (1529), Inghilterra
(1541), Antonio Rotta (1546)
•
Rimpiazza il saltarello
•
Va eseguita con salti e a capo scoperto
•
Nel 600 diviene sfrenata, anche se “deve
essere eseguita senza l’abuso della velocità,
con un ritmo più lento, senza il quale non si
possono raggiungere gli effetti voluti”
(Vierdanck, 1641)
Sopra quelli a ballare incominciorno
Ed a saltare all’usanza lombarda
Che chi piace è un modo molto adorno
E chiamasi ballare alla gagliarda (Boiardo, 1480)
ALLEMANDA
•
Detta anche Drehtanz
•
Germania lontana dal mondo delle
corti del 500: i tedeschi “ballavano
come giullari muovendosi qua e là”
(1598).
•
Danza tonda e chiusa, con le mani
sulle spalle del partner, antenata del
Ländler, vivace pantomima amorosa
•
Alla corte di Luigi XIV diventa “piena di
grazia e precisione, bella e piacevole,
dal portamento elegante e nelgrazioso
intrecciarsi della braccia”
CORRENTE
•
Di origine francese menzionata per la
prima volta da Clement Marot (1515)
•
Pantomima di corteggiamento
•
Ritmo non ben definito: “una corsa di
andare e venire” (Mersenne). Danza
vivace ancora a fine 600 in Germania
•
In Francia nello stesso periodo viene
definta “danza molto grave” e indicata
con ‘largo’ (Bassani, 1677)
•
Dopo il 1700 non viene più ballata in
società.
SARABANDA
•
Mistero della musica: dalla Spagna o dalla Nuova
Spagna (Yucatan)?
•
Etimologia: ‘sar-band’, persiano, corona?
•
Dalle Indie e poi assimilata dagli andalusi
•
Da fine 500. Gesuita Juan de Mariana (1583):
“danza lasciva e con movimenti così osceni che
persino i più rispettabili ne sono infiammati: la
zarabanda”
•
Ma forse viene America Centrale: la nomina a
panama (1539) poema di Fernando Mexía.
•
Oscena nelle mosse, nacchere e tamburelli
•
Nel 600 è veloce, ma nello Zodiacus musicus (1698)
è indicatga “adagio e staccato” e Kunhau (1689) la
vuole lenta.
•
Ma già a fine 600 non viene più danzata
GIGA
•
Danza di coppie derivata dall’inglese
jig (danzare)
•
Citata come danza campestre da
Playford
•
Il modello irlandese o scozzese è
molto libero e ballo di gruppo, opposto
alle “insipide danza formali degli
italiani”
•
Diventa danza di corte con Elisabetta I
e passa in Europa con Luigi XIV
•
Citata da Haywood in “Country
measures, rounds and Jiggs” (1603)
RAOUL-AUGER FEUILLET
(1650– 1709)
•
Membro dell’Académie Royale de
Danze
•
“Chorégraphie ou Art de décrire la
dance par caractères, signes et
figures démonstratives” (1713) è
il primo trattato sul primo sistema
di notazione della danza che
descrive passi e successione delle
figure
•
Contiene la documentazione sulle
danze alla corte di Luigi XIV
aggiornata continuamente con le
danze di moda
‘SEGUITE’ ovvero ‘SUITES’
•
L’idea di collegare le danze è molto antica
•
Prima ‘seguita’: Lamento di Tristano e Rotta o Manfredina
•
Si inizia con una “passeggiata cerimoniale per il basso”
(cioè strisciata, bassadanza)
•
Si conclude con il “passo brabante” librato e vivace (cioè
saltata, altadanza)
•
Metà 400: BD sostituita con Pavana e AD con Gagliarda
•
Petrucci (1508) fino a 3 danze
•
Monteverdi (Scherzi musicali 1615) fino a 7
•
Dal primo 600 la coppia P-G considerata in Europa come
perfetta sintesi stilistica italiana, arricchita da danze locali
ORIGINI
ITALIA
300: successioni di danze ma senza l’obbligo di
esecuzione come erano. Estampite.
•
•
400: coreografi propongono tenori in coppia BD +
saltarello
•
400: coreografi propongono tenori in copia BD
magg + AD minore
•
Se ‘per ballare’, solo l’indicazione ritmica
•
Attaignant (1530) pubblica chansons musicales,
cioè strumentali, basate su tenori di danza
•
Se ‘per suonare’, varianti su CF
•
Estienne de Tetre (Settimo libro di danze,1557): per
la prima volta definisce ‘suite’ una successione di
branles.
•
Libro del Valet de chambre del Marchese di Maulny
(1631): “Branles de Belleville e le suites di quelle
con le diminuzioni e i balletti di manoscritto, con
tutte le suites per il violino”
•
Costantin Du Mont (1655): “Vi ho fatto copiare
anche tutte le suites di queste allemande”
•
•
Gli strumenti improvvisano e idiomizzano
•
Ambrogio Dalza (1546): “nota che tutte le pavane
hanno il suo saltarello e piva”
•
Antonio Rotta e Domenico Bianchini: “passemezzo,
la sua padoana e il suo saltarello”
•
Collegate attraverso lo stesso materiale
•
Giorgio Mainero (1578): grande perché grande
consumo. Le varianti sottolineano i movimenti
FRANCIA
300: successioni di danze ma senza l’obbligo di
esecuzione come erano. Estampite.
TERMINOLOGIE
•
Thomas Mace (Music Monuments, 1676): primo che descrive una suite
convenzionale. (Preludio/Allemanda/Aaria/Corrente/Sarabanda)
•
Afferma che il termine è di origine francese, indica gruppi di danze uguali ed è stato
ideato dai liutisti che avevano mescolato stili inglesi
•
Dietrich Becker : violinista che compone “Sonate e suites primo libro” (1674)
•
Roger North: “The musical grammarian” (1728) mette insieme un po’ di tutto in
questa ‘grammatica della musica’
•
J. Gottfried Walther: “Musicalisches Lexicon” (1732) ne dà l’ultima definizione.
•
In Germania chiamano Sonata la Suite, perché la fanno derivare dalla ‘sonata da
camera’ italiana.
•
Confusione di termini e ‘suites’ mascherate con titoli fantasiosi (frutti freschi, delizie
musicali, hortus musicus ecc.)
•
A metà 700 il termine viene sostituito definitivamente con Sonata.
•
La Francia è l’ultimo paese ad abbandonare il termine (suites de pièces’ ancora nel
primo Ottocento)
DANZE PER SUONARE
•
Allemanda e Corrente: tedeschi e francesi (1570 c.a)
•
Sarabanda: francesi (1595)
•
Giga: inglesi (40 del 600), i liutisti francesi in Inghilterra e vedono il masque
•
Robert Ballard (1611): primo che scrive ‘suites’ di danze da ascoltare con ‘legami di
senso’
•
Primo 600: diffusione di ‘stili nazionali’ in Europa, con influsso sulle raccolte di danze
•
Le danze rinascimentali sono affiancate da moltissime altre danze
•
Gli italiani (Lorenzo Allegri, 1618), aggiungono Canario e Gavotta
•
Antonio Brunelli: “da sonare solo” (1616)
•
I tedeschi (Valentin Haussmann, 1602), aggiungono danze polacche e russe
•
Dapprima i liutisti sviluppano e compattano, poi, da inizio 600, tastieristi (Sweelinck)
•
Giovanni Picchi: Intavolatura di Balli (1618)
•
Froberger: suite completa ad imitazione dei liutisti
MUSICA E DANZA
•
Guillaume Dumanoir:
“Le Mariage de la Musique avec la
Danse” (1664)
“Quando si diploma un maestro
nella comunità dei violinisti, non ci
si accontenta di fargli suonare il
violino, ma soprattutto gli si fa fare
esercizio di danza, al fine di
giudicare se sa fare il suo
mestiere, che comprende l’arte
della danza altrettanto e forse più
del suonare gli strumenti.
•
George Muffat:
“Florilegium” (1695)
Ma per conoscer meglio il vero
andamento di ciascuna aria, oltre
il frequente esercizio con i Liutisti,
trovo che la notizia dell’arte di
ballare è d'un gran soccorso; la
quale intendendo bene la più gran
parte de ' suonatori di Francia,
non è meraviglia che sappiano
trovar, e ritener così giusto, il vero
movimento del tempo.
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