guerra e pace, prime 200 pagine Di Aurora Di Maio in II anno 11/12 scienze della formazione primaria - Unimib (file) · Modifica documento CAPITOLO PRIMO Il peso del passato 1.storia e preistoria Nel 1899 Morel,impiegato in una ditta di Liverpool (commercio dell’avorio e del caucciù) si convinse che la popolazione del Congo era sfruttata senza ricevere niente in cambio (semischiavitù). L’opinione pubblica si sentì così minacciata dalle denunce di Morel; nel 1908 il sovrano dovette lasciare il Congo allo Stato belga. Nel 1492,quando Colombo sbarcò nell’isola di Guanahanì, aveva rilevato che i suoi abitanti non erano ancora arrivati all’età del ferro (dando Colombio le spade a questi indigeni,essi si tagliarono per ignoranza); anche Barolomè de Las Casas aveva descritto gli indigeni come uomini senza malvagità simili a pecore mansuete, prima sterminate in guerre ingiuste e poi schiavizzate. Sepulveda definiva gli indios privi di storia e di natura umana, vivevano come bestie,sacrificando vittime umane e cibandosi della loro carne. In Spagna c’erano quindi coloro che erano contro agli indios e coloro che li difendevano; comunque sia lo sfruttamento degli indigeni era continuato. Un altro esempio sono le civilità scoperte nel Nuovo Mondo, le quali vennero conquistate con la forza dalle armi. 2.la trappola del tempo Nel medioevo era nato in Europa,il tempo del mercante misurabile e meccanizzato. Nel 600 la crescita della popolazione aveva portato crisi demografiche per le carestie e pestilenze. Nel 700 nasce l’idea che l’economia possa riuscire ad arrivare la dove la politica aveva fallito. Non la politica, ma l’economia poteva mettere fine alla preistoria dell’uomo e farlo entrare nella storia, perché era in grado di sostituire il regno della libertà a quello della necessità. Verso la fine del XIX secolo le barbarie sembravano superate, ma in realtà era un’illusione perché la preistoria conviveva ancora con la storia. 3.comunità e società,civile e civilizzazione Per Tonnies solo la comunità era un organismo vivo fondato sull’eredità Etnica e culturale,i cui membri sono uniti da legami legami di sangue; la società invece si basava sugli interessi individuali e sul mercato dove tutto poteva essere comprato e venduto. La società funziona meglio s ul piano economico ma non su quello psicologico. Un grande comunità era l’umma (credenti dell’Islam): era il modello più puro,incontaminato,di una religione-comunità, ma come in tutte le comunità non era immune da tensioni e conflitti interni (sunniti e sciiti). Tra la fine del 700 e gli inizi dell’800 nasce in Europa la nazione-comunità (forte idea di patria e di nazione). Gli illuministi avevano inteso la civilisation come “incivilimento”, nel 1819 invece era un termine più legato al “plurale” che prendeva atto dell’esistenza di molte civilità. Nell’800 il legame civilizzazione-civiltà prese forma nel contraso tra Francia e Germania che sarebbe andato avanti fino alla seconda guerra mondiale. La civilizzazione è un processo che ha l’obiettivo di costruire la società futura, non preservare le civiltà esistenti; queste si modificano per non perdere i loro caratteri originari. La civilità-comunità è tutto ciò che un gruppo di uomini ha conservato e trasmesso di generazione in generazione come bene prezioso. Marx fece un tentativo di superare la comunità-società attraverso l’economia; le diversità,per Marx, si annullavano nel mercato perché le merci sono uguali anche se prodotte in comunità o in società primitive. Nelle comunità vigeva l’economia morale fondata sul diritto alla sussistenza contrapposto al mercato e agli interessi individuali. L’economia morale era considerata un diritto indispensabile per la sopravvivenza dei contadini dell’Asia,e questa era per loro un’idea-forza alla base di molte rivolte contro il potere locale e il colonialismo. Durante l’800 il problema della sovrappopolazione era stato risolto in Europa grazie all’emigrazione e all’incremento della produttività agricola. In Asia e Africa non si trovò soluzione; morte per fame causò molte vittime. Il presunto paradiso del villaggio contadino era in realtà un infermo: annate cattive,inondazioni,le imposte che tormentavano i contadini,la miseria,le malattie… CAPITOLO 2 L’occidente 1.gli Stati Uniti: civilization,libertà e democrazia. Nel 1862 Emerson si pose il problema della “civilization” intesa sia come civilizzazione sia come civiltà. L’inglese Pain,durante la rivoluzione francese,aveva sottolineato l’importanza della civilizzazione intesa come frutto del progresso dell’intera umanità e in stretto legame con la libertà. La libertà non è la stessa cosa della democrazia ma ne è la necessaria premessa. Secondo Turner la democrazia era il frutto della lotte affrontate dall’individuo. Ma negli Stati Uniti restava aperta la questione delle minoranze,che tendevano a rinchiudersi in comunità. La schiavitù era stata una sorta di peccato originale che aveva oscurato le origini della democrazia in quel paese. 2.società e comunità negli stati uniti Nell’800 gli Stati Uniti erano considerati un modello di Stato-società, ma al suo interno resistevano sia le comunità razziali che etniche anche se avevano trovato un denominatore comune nell’accettazione della democrazia. Gli immigrati dell’800 si fondevano con i discendenti dei primi coloni, quindi si americanizzavano. Ma questa visione era troppo ottimistica: per tre secoli l’America del Nord aveva offerto asilo agli europei che volevano allontanarsi dalla tirannide e dalla miseria; negli ultimi decenni invece gli Stati Uniti diventarono meno ospitali, cominciarono ad essere introdotte restrizioni perché la situazione economica peggiorava. Così le comunità straniere di origine non europea apparivano difficilmente integrabili, la più chiusa era quella cinese. Nel 1882 “l’immigration act” proibì l’ingresso degli Stati Uniti agli idioti, pazzi,coloro che avevano subito condanne o che sarebbero stati a carico dell’assistenza pubblica; fu proibita l’immigrazione ai poligami,a coloro che fossero ritenuti colpevoli di crimini o che soffrivano di malattie contagiose. C’era diffidenza soprattutto verso gli europei che provenivano da paesi dove non vi era una democrazia consolidata: si temeva che essi potessero Alterare l’esclusività americana. Nel 1901 un anarchico,Leon Czolgosz,figlio di un immigrato polacco,ferì gravemente con un colpo di rivoltella, il presidente degli Stati Uniti William McKinley (morì pochi giorni dopo). Nell’anno precedente, un altro anarchico, Gaetano Bresci,uccide il re d’Italia Umberto I a Monza. Fra i due attentati non c’era un legame organizzativo ma ideologico: Bresci voleva distruggere l’autorità,Czolgosz voleva punire che rappresentava il simbolo della distruzione del sogno che attirava gli europei negli Stati Uniti Emma Goldman era arrivata New York convinta di essere accolta, ma già il primo giorno l’accoglienza in una casa per immigrati le aveva provocato uno shock; la stessa rimase per il resto della vita in Occidente per cercare do costruire la società alternativa che aveva sempre sognato e che poteva nascere solo dove esisteva benessere,frutto dello sviluppo economico. 3.sviluppo economico e democrazia negli Stati Uniti. Agli inizi del 900 gli Stati Uniti erano un paese giovane sia in senso storico che biologico; fu Henry Ford,il creatore della grande industria automobilistica, a trasformare gli Stati Uniti in una potenza industriale. Ford trasformò gli operai da produttori a produttori-consumatori, inoltre abbassando i costi di produzione con l’introduzione della catena di montaggio, riuscì a trasformare l’auto da prodotto per ricchi a prodotto di consumo di massa. Ford stabilì un salario di 5 dollari al giorno e ridusse la settimana lavorativa a 5 giorni di 8 ore. Così i consumi degli operai americani diventarono sempre più simili a quelli dei borghesi: di formò un nuovo genere, il “ceto medio”. Le idee di Ford furono continuate da Taylor il quale sostenne che la massima produttività doveva essere ottenuta anche con l’organizzazione scientifica del lavoro: vige il principio dell’”obiettivo principale” ossia quello di assicurare il massimo di prosperità per l’imprenditore e per ogni lavoratore. Per raggiungerlo era necessaria la più grande efficienza in grado di accrescere la produttività. Nei lavoratori si sviluppò un forte movimento sindacale (la festa dei lavoratori nacque proprio negli Stati Uniti, 1 maggio per indicare la violenta repressione di uno sciopera avvenuta a Chicago l’1 maggio 1886). Nascono anche movimenti per i diritti delle donne: suffragio universale. 4. gli Stati Uniti come stato-nazione: il manifest destiny, l’imperialismo e l’antimperialismo. Anche gli Stati Uniti,come quelle europei, si erano consolidati con le guerre e la democrazia americana ricevette un’impronta guerriera. A Washington era stato obiettato che le accademie militari erano incompatibili con la democrazia perché avrebbero fatto nascere un’aristocrazia militare sul modello di quelle europee. Nel 1845 era nata l’accademia militare navale di Annapolis e in quell’anno era iniziata la guerra contro il Messico (vinta nel 1848) ma subito dopo si era diffusa la convinzione che gli Stati Uniti avessero un “manifest denstiny” consistente nel liberare l’America dagli europei e allargare i confini della libertà. Il manifest destiny come una vera e propria missione: gli Stati Uniti dovevano difendere la libertà anche fuori dai loro confini o portarla dove ancora non c’era. Per gli Stati Uniti la guerra del 1898 contro la Spagna rientrò nell’ambito del manifest destiny. Il pretesto per l’intervento degli stati Uniti fu offerto dalla durezza della repressione condotta dall’esercito spagnolo che non riusciva a soffocare la rivolta a Cuba. Anche nelle Filippine era nato un movimento di resistenza contro la Spagna. La Spagna dovette abbandonare le Filippine che passarono sotto il dominio degli Stati Uniti e Cuba la quale diventò indipendente ma influenzata dagli Stati Uniti: nella costituzione della repubblica cubana (1901) c’era una clausola che concedeva agli Stati Uniti alcune basi e il diritto di intervenire, in caso di necessitò, nelle sue vicende interne. Gli Stati Uniti avevano a Cuba interessi economici (produzione di zucchero). Nel 1899 nasce l’anti imperialist league (l’imperialismo era ostile alla libertà e tendeva al militarismo) e fu compiuto un tentativo,fallito, di fondare un terzo partito che si opponesse alla politica interna dei democratici e a quella estera dei repubblicani. Lo stato-nazione interessò anche Roosevelt (presidente degli Stati Uniti dopo Mckinley nel 1901) il quale appoggiò il tentativo di creare un partito progressista basandosi sull’idea che conta più il benessere degli uomini che la proprietà, quindi eliminazione dell’ingiustizia e l’instaurazione dell’uguaglianza. 40 anni prima, corso della guerra di secessione, il paese era diviso in due Parti: nord e sud; ora con Roosevelt le due parti venivano fuse con ideali di onore e amor di patria anche se con ancora vivi sentimenti di ostilità. 5.l’interpretazione economica dell’imperialismo. Carnergie sostenne che gli Stati Uniti dovevano abbandonare gli assurdi progetti di annessione di popoli barbari in terre lontane e limitarsi al dominio industriale del mondo. 6.Europa e Stati Uniti. Nel 1905 Roosevelt sottolineò la differenza tra Europa e Stati Uniti dando vantaggio a questi ultimi; inoltre il manifest destiny non deriva dal passato ma era frutto dell’800 per cui non aveva debiti da pagare alla storia. Negli Stati Uniti la nascita della società di massa fu il risultato dello sviluppo economico dove l’egemonia delle classi dirigenti nasceva dalla fabbrica. In Europa la società di massa nasce dalla crescita economica ma il suo sviluppo fu ottenuto con strumenti politici Secondo Le bon iniziava l’età delle folle,ossia delle masse, che costituirono una nuova potenza con valenza decisiva; egli sostenne che le masse volevano tornare al “comunismo primitivo” (per questo formavano i sindacati) per regolare le condizioni dell’impiego e del lavoro. In Europa stava così nascendo una democrazia dei partiti diversa da quella degli stati Uniti. Mentre in America i cittadini aderivano ai partiti solo per difendere i loro interessi,in Europa, aspiravano a comunità in grado di rappresentare anche i loro sentimenti e le loro passioni. In Europa non era immaginabile un manifest destiny, il loro destino era quello della conquista. Gli europei sembravano non accorgersi della crescita degli Stati Uniti o,quantomeno,parevano sottovalutarla. Nelle borghesie europee si era diffusa una visione unitaria del mondo fondata sul progresso e sulla tecnica. Il XX secolo si aprì quindi in un’atmosfera di ottimismo. Trionfo del progresso e della tecnica: Tour Eiffel testimonia nuove capacità costruttive che trovarono la massima espressione nei grattacieli americani. 7.la civiltà occidentale nel rapporto fra tecnica e umanesimo, e fra Stati Uniti e Europa. Nel 1847 Marx ed Engels celebrarono l’Occidente: la borghesia ha assoggettato la campagna al dominio delle città,ha reso i paesi barbari e quelli semibarbari dipendenti da quelli inciviliti,l’Oriente dall’Occidente… Questi due autori celebrarono anche l’eurocentrismo: l’Occidente era formato soprattutto dall’Europa con l’appendice degli Stati Uniti. L’uomo si sarebbe sottratto alla maledizione del lavoro diventando sorvegliante e regolatore delle macchine. La ricchezza non dipendeva più dal tempo di lavoro, ma dalla scienza,quindi dal progresso della tecnologia. La civiltà occidentale è ancora in costruzione e i luoghi del suo sviluppo sono sia l’Europa che gli Stati Uniti. Nel 1901 l’italiano Guglielmo Marconi trasmise il primo segnale transoceanico, ma le prime regolari trasmissioni radio iniziarono a New York nel 1907. Il primo messaggio telegrafico fu la lanciato subito dopo l’urto del Titanic contro l’iceberg. Si diffuse la stampa e i quotidiani divennero uno strumento di emancipazione e non solo di controllo sulle masse; la pubblicazione dei giornali venduti a soli 6 cent. aveva consentito l’accesso all’informazione anche a un pubblico non elitario. 8.la razza anglosassone. A dividere gli americani dalla patria originaria non c’era solo il ricordo della guerra d’indipendenza, ma anche il conflitto contro l’Inghilterra. Tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 ci fu un riavvicinamento tra i due paesi con anche una loro fusione sul fondamento della comune razza anglosassone. Carnegie mirava alla riunificazione di tutti i popoli di lingue inglese, ma la società americana non poteva rientrare in uno schema rigido anglosassone perché la popolazione statunitense non cresceva solo nei numeri, ma anche nei diversi caratteri: gli Stati Uniti erano identificati con il mondo civilizzato,interessati ai suoi problemi e ai suoi progressi; per cui un’alleanza con la Gran Bretagna sarebbe dovuta essere civile,commerciale e industriale anziché navale o militare. CAPITOLO 3 Nazionalismo e guerre tra la fine dell’800 e gli inizi del 900. 1.le radici della guerra. Nei primi anni del 900 l’Europa aveva la convinzione di rappresentare l’Occidente. - In Francia: “bisognava proteggere e rafforzare la nazione in quanto tale” (Jean Jaurès-pacifista). Lo sciovinismo,fondamento dell’imperialismo popolare,prese il nome da un soldato di Napoleone, Nicolas Chauvin, che aveva portato fuori dai confini francesi alcune importanti conquiste della rivoluzione. - In Gran Bretagna: l’equivalente dello sciovinismo era il jingoismo; esso era un atteggiamento non nobilitato da alcuno sforzo,rischio o sacrificio personale, ma gli inglesi quando erano chiamati a combattere, non si tiravano indietro. - In Germania: la nazione-comunità era considerata superiore alle altre e solo i tedeschi si sentivano capaci di nutrire per la loro nazione un amore vero e razionale. Negli ultimi decenni dell’800 la Gran Bretagna aveva concluso la sfida con la Francia in Africa con una pacifica spartizione delle zone. Ma agli inizi del 900 le due potenze entrarono in collisione per la conquista del predominio mondiale. La Gran Bretagna era ancora la più forte potenza europea, ma il suo primato era messo in pericolo dalla crescita della Germania. La Germania superò la Gran Bretagna nella produzione del ferro e dell’acciaio; la Germania poteva ormai gareggiare con la Gran Bretagna nella corsa agli armamenti. La belle époque non era finita, ma il nazionalismo e l’imperialismo creavano in Europa un’atmosfera di inquietudine e paura. Lo zar Nicola II,nel 1899,convocò una conferenza per la pace all’Aja, ma in realtà più che per la pace, questa conferenza mirava a una guerra umanitaria senza però ferite troppo dolorose perché all’Aja si discusse sulla proibizione di alcune armi o metodi di guerra. La conferenza si occupò anche dei prigionieri di guerra stabilendo che fossero trattati “umanamente”: era permesso utilizzarli in lavori ma non troppo faticosi e i prigionieri avrebbero ricevuto un compenso. I governi delle grandi potenze europee erano sicuri che un conflitto sarebbe scoppiato e gareggiavano nel costruire armi più potenti. La tecnica veniva messa a servizio della guerra. 2.le radici degli errori e dell’odio. La colpa degli errori è stata attribuita al progresso. L’odio e i genocidi sono spesso causati dal capitalismo soprattutto nella sua fase imperialistica,dalla rivoluzione industriale,e dall’illuminismo. 3.il nazionalismo boero e il conflitto con l’Inghilterra. Mentre la possibilità di un conflitto in Europa incuteva paura, non c’era invece timore nel combattere le guerre coloniali in Africa e in Asia. Conan Doyle,duro contro lo sfruttamento coloniale del Congo da parte dei belgi, fu favorevole alla guerra tra inglesi e boeri. Durante questo conflitto curò i feriti e questa esperienza gli ispirò un opera: “the great boer war” in cui scrisse che il governo britannico e il popolo britannico non desideravano il dominio del Sudafrica,ma il loro interesse era che i vari stati potessero vivere in pace e prosperità. Nel Sudafrica esisteva già un’antica presenza europea,nella metà del 600,vi erano arrivati i contadini olandesi,i boeri. Nel 1870 furono scoperti in Sudafrica dei ricchi giacimenti di diamanti; nello stesso anno arrivò lì Cecil Rhodes,un inglese diciassettenne, che sarebbe diventato rappresentante di un certo colonialismo. Rhodes però fu allontanato dopo il fallimento di un tentativo di provocare una lotta antiboera; Rhodes sognava di estendere il dominio britannico dal Capo di Buona Speranza al Cairo. Nel Sudafrica il colonialismo britannico era fronteggiato dal nazionalismo boero ed è per questo che ne nasce una vera e propria guerra coloniale cobattuta solo da boeri e britannici. 4.il nazionalismo del mondo arabo. Nei primi del 900 l’Arabia Saudita riconquistò l’indipendenza. L’idea di nazione fu diffusa dai musulmani da Sayyd Gamal,persiano guidato da al-Afghani. Per favorire questo radicamento dell’orgoglio nazionale nei musulmani, al-afghani diede a Gamal, una base religiosa sostenendo che nei secoli precedenti l’espansione dell’Islam era stata una predicazione del corano. Afghani era convinto che le fedi religiose,giuste o sbagliate che siano, non sono incompatibili con la civilizzazione, ma questa sua tesi gli provocò l’accusa di eresia. Nel 1906 l’idea di nazione fu portata avanti dal movimento dei Giovani turchi che portarono al trono Maometto V che si propose la realizzazione di un programma costituito dal nazionalismo e la democrazia. Nel rinnovato impero ottomano era comunque presente una conservazione delle tradizioni: i Giovani turchi dovevano preservare la cultura ottomana dall’influenza dell’Occidente. L’unità religiosa islamica doveva però fare i conti con il nazionalismo visto da loro con diffidenza per la sua connotazione politica. 5.il nazionalismo in Cina L’opposizione agli europei generò il movimento dei boxer,che alla fine dell’800 attaccarono i missionari e i cinesi convertiti al cristianesimo. In Cina il movimento contadino T’ai-p’ing era stato fondato anche su dei principi cristiani interpretati in senso rivoluzionario. Quindi la religione cristiana veniva vista come uno strumento di penetrazione nella Cina di culture estranee. Nel 1900 una rivolta dei boxer investì le grandi città tra cui la capitale Pechino. La Cina non diventò una colonia come l’Africa, ma ridotta ad essere semicolonia. In Cina il passaggio al nazionalismo si verificò con Sun Yat-sen imperniato di idee occidentali: egli occidentalizzò anche il suo aspetto,si tagliò il codino,si lasciò crescere i baffi,cambiò la lunga veste cinese con i pantaloni; ma la sua dottrina, il triplice demismo, si fondava su tre principi: 1. Il nazionalismo: che doveva garantire alla Cina l’indipendenza tra le altre nazioni e arricchire la sua civiltà. 2. La democrazia: fondata sulla divisione dei poteri (ispirata da Montesquieu). 3. Giusta distribuzione dei mezzi di sussistenza Yat-sen voleva anche l’attribuzione delle proprietà non ai privati ma allo Stato; in realtà si trattava di un tentativo di fondare la giustizia sociale sulle tradizioni, sulla economia morale delle comunità contadine. Si temeva una coalizione tra cinesi e giapponesi. Se il Giappone avesse tutelato la Cina,sarebbe potuta nascere una fusione degli interessi di tutta la razza gialla, contrari a quelli europei. 6. la guerra russo-giapponese. La guerra russo-giapponese fu la prima feroce guerra moderna grazie ai ritrovati della tecnica. La morte fu industrializzata. Il conflitto fu provocato dallo scontro in Corea. (scontro navale). Furono i giapponesi ad aprire le ostilità e il conflitto terminò con la sconfitta russa. Tale conflitto segnò una svolta: la morte di centinaia di uomini russi in pochi minuti,destò una profonda impressione:erano cambiate le tattiche, i metodi di combattimento e l’impiego delle armi. Il conflitto aveva anche delle motivazioni economiche, ma anche ideali molto forti: per i giapponesi onore e patria erano gli elementi fondanti dell’identità nazionale, per i russi erano patrimonio soprattutto delle classi dominanti e della borghesia. La guerra russo-giapponese non vide contrapporsi Oriente e Occidente,ma Asia ed Europa. Gli Stati Uniti svolsero un importante ruolo mediatore. La guerra si concluse infatti con una conferenza di pace. In Giappone l’intreccio presente-passato era legato:utilizzare la tradizione per progettare il futuro; è per questo che durante la guerra i giapponesi mostrarono di possedere una grande forza riuscendo ad impadronirsi del progresso industriale e tecnico grazie al processo di integrazione e fusione. 7.la rivoluzione russa del 1905 e la sua influenza sul pacifismo socialista. La conclusione della guerra russo-giapponese innescò la rivoluzione russa. L’episodio che provocò le prime insurrezioni nel 1905 fu l’attacco delle truppe contro la folla che il 9 Gennaio manifestò a San Pietroburgo davanti al palazzo d’Inverno,residenza dello zar Nicola II. La gente protestava contro le difficili condizioni di vita e richiedevano allo zar giustizia e protezione per i poveri e gli oppressi gravati dalle fatiche e trattati con disprezzo. Il massacro effettuato dalle truppe fece scoppiare nelle campagne una serie di rivolte che portarono all’occupazione delle terre e la distruzione dei palazzi padronali. In alcune città si formarono i soviet: nuova forma di governo costituita dai rappresentanti degli operai sotto l’influenza del partito socialdemocratico russo con Lev Trockij. In Ottobre Nicola II decise di consentire la formazione di un parlamento,la Duma. In dicembre un’insurrezione provocò una violenta repressione. Le elezioni diedero la maggioranza al partito costituzionale democratico. Trockij si trovò presto di fronte ad un problema: dimostrare ai socialisti occidentali che la Russia non era un paese arretrato e che quindi era possibile sia una rivoluzione borghese che una socialista. Lenin si convinse che la guerra poteva essere utilizzata per distruggere il sistema capitalistico. Nel 1907 Lenin riuscì con Rosa Luxemburg a far indurre gli operai a combattere in caso di conflitto,e se fosse scoppiato avevano il dovere di farlo cessare. 8.il pacifismo borghese e il militarismo. Fino al 1905 il premio Nobel fu assegnato solo per esponenti di organizzazioni Umanitarie o pacifiste, ma nel 1906 toccò al politico Roosevelt per la mediazione svolta tra Russia e Giappone. Le idee di Roosevelt erano: “pace in tutti i suoi aspetti, pace tra tutti gli uomini, pace tra le nazioni,pace tra le classi sociali e gli individui; esse sono tutte importanti”. In realtà i discorsi sulla guerra e sulla pace diventavano ambigui quando entravano in gioco gli interesse geopolitici e quando essi si mescolavano ai concetti di nazione e patria. Mentre i pacifisti discutevano, i militari preparavano una guerra; i più attivi erano i tedeschi e i francesi. La guerra del futuro non si sarebbe potuta vincere con una sola battaglia, ma doveva essere una lotta lunga e spossante. CAPITOLO 4 La grande guerra 1.l’Europa verso l’implosione. L’Europa era divisa in stati-nazione in gara per la conquista dell’egemonia. Gli Stati Uniti e il Giappone apparivano momentaneamente estranei alla lotta che si svolgeva soprattutto tra Gran Bretagna e Germania. Due schieramenti: 4. Triplice alleanza: Germania,Austria e Italia nata nel 1882 5. Triplice intesa: Gran Bretagna,Francia e Russia (1904) Il 10 Giugno 1903,il re di Serbia Alessandro I e sua moglie,furono uccisi da un gruppo di ufficiali. Il suo successore Pietro I fu filorusso per cui si assumeva sempre più il ruolo di protettore di tutti gli slavi. Nel 1908 l’Austria annette la Bosnia Erzegovina. 2.le guerre balcaniche Nel gennaio del 1912 la triplice intesa chiede alla Turchia di attuare riforme in Macedonia e in Albania; in primavera la Serbia,Bulgaria e Grecia stringono un’alleanza: la lega balcanica che aveva un carattere antiturco. A settembre il governo ottomano decise di svolgere delle manovre militari. La triplice intesa,temendo che esse potessero sembrare una provocazione che potesse suscitare una riposta dei paesi balcanici,invitò il governo ottomano a sospendere tali manovre. L’invito fu respinto. La lega balcanica proclamò una mobilitazione, ma una nota austro-russa ammonì i paesi balcanici ad astenersi ad ogni atto di guerra. Ma la lega balcanica attaccò lo stesso l’impero ottomano. Lo scontro tra civiltà cristiana e musulmana nella prima guerra balcanica, fu vinto da vinto dalla seconda. Nel secondo conflitto,la Grecia e la Serbia combatterono contro la Bulgaria per la spartizione dei Territori: vennero spartite la Macedonia e l’Albania. Per indagare sulle cause e sulla condotta dei due conflitti, nasce la fondazione statunitense Carnegie. I musulmani accusavano i bulgari di aver commesso nel corso del primo conflitto ogni sorta di atrocità contro i civili. L’azione della fondazione Carnegie era ispirata dall’umanitarismo; ma la richiesta di punire i colpevoli, non faceva che alimentare ancor di più l’odio. La sconfitta dell’impero ottomano provocò un’emigrazione musulmana nelle terre cristiane;questo gravò la situazione delle minoranze cristiane greca e armena in Turchia. 3.i trenta giorni che cambiarono il mondo Il 28 Giugno 1914 il serbo bosniaco Gavrilo Princip uccise a Sarajevo l’arciduca Francesco Ferdinando,erede al trono austriaco, e sua moglie. L’attentato fu organizzato dalla Mano nera,un’associazione segreta che si proponeva di reazione gli ideali nazionali,ossia l’unificazione di tutti i serbi ovunque si trovassero. Le truppe austriache attaccarono la Serbia. Il governo austriaco cercò di servirsi dell’attentato per porre fine al nazionalismo servo cercando l’appoggio della Germania. La risposta della Germania offrì all’Austria-Ungheria quello che è stato chiamato un “assegno bianco”: la Germania assicurava agli austriaci che gli sarebbe stata fedelmente a fianco. Il 14 luglio il governo austriaco mandò un ultimatum alla Serbia la quale accetto quasi tutte le condizioni compreso lo scioglimento della Mano nera; rifiutarono solo la diretta partecipazione degli investigatori austroungarici all’inchiesta da svolgere in Serbia perché questo avrebbe costituito una violazione della costituzione. Questo bastò subito al governo di Vienna per attaccare la Serbia. L’1 Agosto la Germania dichiarò guerra alla Russia,il 3 Agosto alla Francia e il 4 la Gran Bretagna intervenne a fianco dei francesi e russi. I partiti socialisti e pacifisti potevano opporsi,ma fecero l’errore di non tener conto della forza dell’idea di nazione-comunità. Mussolini all’inizio della guerra si stava ancora battendo per la neutralità ma cambiò atteggiamento schierandosi per intervenire alla guerra. Adolf Hitler accolse sin dal primo momento la guerra. 4.lo svolgimento della guerra fino al 1916 - Austria-Ungheria contro la Serbia - Austria e Germania contro la Russia - Russia,Gran Bretagna e Francia contro la Turchia - Italia contro l’Austria - Gran Bretagna e Francia contro la Germania La volontà di punire i serbi,fece compiere errori all’Austria sottovalutando le loro capacità di resistenza. Le sconfitte dell’Austria-Ungheria furono dovute al carattere multietnico del suo esercito in cui c’erano moltissimi slavi; ma la causa principale era l’inferiorità numerica. Il 1914 si concluse con una situazione di stallo. La Germania e la Gran Bretagna si combatterono anche in Africa e sui mari. Il simbolo dei massacri è rappresentato dalla città di Ypres, dove si combatté la più sanguinosa guerra di trincea dove i tedeschi impiegarono un gas (iprite-cloro). Nell’aprile del 1915 le truppe anglofrancesi sbarcarono a Gallipoli (stretto dei Dardanelli) con l’obiettivo di sconfiggere definitivamente l’esercito turco il quale però ,assistito dai tedeschi,resistette portando all’inizio della guerra di trincea. Nel maggio del 1915 cominciava la guerra dell’Italia contro l’Austria. L’anno del 1916 fu l’anno delle inconcludenti battaglie nell’Occidente: - La battaglia di Verdun: cominciò con un attacco dei tedeschi i quali perserò 350mila uomini per conquistare una terra ridotta a crateri. - La battaglia delle Somme: gli anglofrancesi attaccarono ma avanzando sempre di pochissimi metri con perdite elevatissime. - La Romania dichiarò guerra all’Austria ma si trovò presto in gravi difficoltà. Il risultato di queste battaglie fu sempre quello di un’immane carneficina. 5.la guerra sui mari e nell’aria. Alla fine del 1916 le navi tedesche affrontarono i nemici in mare ma i britannici avvertiti dalla spionaggio,riuscirono a intercettare i tedeschi dove il 31 maggio 1916 iniziò la battaglia dello Jutland. La guerra sui mari appariva meno atroce di quella terrestre perché non c’era contatto fisico con i combattenti. Nel primo scontro ebbero la meglio i tedeschi,affondando due corazzate inglesi, il secondo scontro si concluse invece con perdite da entrambe le parti. Gli strumenti della guerra di mare erano: il bombardamento,il blocco navale delle coste nemiche e la confisca del naviglio commerciale nemico. La guerra sottomarina era una guerra senza regole. Il 7 maggio 1915 venne affondato dai tedeschi il translatlantico Lusitania britannico (morirono 1000 passeggeri). Le convenzioni internazionali imponevano di mettere in salvo tutti i passeggeri delle navi mercantili nemiche prima di procedere all’affondamento; il governo tedesco giustificò l’affondamento sostenendo che la Lusitania trasportava anche munizioni. Dal cielo la guerra colpiva anche i civili, ma nel corso della guerra le vittime civili furono poco più di 500. 6.la neutralità degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti cercarono fin da subito di compiere alcuni tentativi per far cessare le ostilità. Wilson era pronto a proporre le seguenti condizioni: - La restaurazione della sovranità del Belgio - Il passaggio dell’Alsazia e della Lorena alla Francia - L’acquisizione da parte della Russia di un libero sbocco sul Mediterraneo. - La Germania avrebbe ricevuto qualche compensazione fuori dell’Europa. Solo un anno più tardi furono iniziate concrete trattative. La caduta di Bucarest,6 dicembre 1916, fece nascere nei tedeschi la speranza di poter concludere il conflitto. Il 12 dicembre 1916 Germania e l’Austria-Ungheria,grazie alla mediazione di Stati Uniti,del Vaticano,della Svizzera e della Spagna, avanzarono una proposta di pace. Il 18 dicembre il governo statunitense chiese a tutte le potenza di pronunciarsi si questa proposta. La Francia rispose: “basta con le campagne pacifiste”. Gran Bretagna e Francia volevano l’integrità del Belgio, ma la Germania non intendeva rinunciare alle sue conquiste. Si stabilì di porre dei limiti all’attività dei sottomarini, ma nel 1917 in una nuova riunione fu deciso di riprenderla e di intensificarla; ciò faceva aumentare le possibilità di costringere la Gran Bretagna alla pace. Ai sottomarini fu così consentito di attaccare senza alcun preavviso non solo le navi nemiche ma anche quelle neutrali. 7.dall’intervento degli Stati Uniti alla conclusione della guerra. In ottobre morirono altri americani nell’affondamento di un transatlantico. La maggioranza della popolazione americana,anche se s’indignava per gli attacchi tedeschi alle navi neutrali,era ancora contraria a intervenire in una guerra. Ma il governo tedesco commise due errori: 6. Oltre a riprendere una guerra sottomarina illimitata 7. Cercò un all’alleanza militare con il Messico. Questa fu una mossa azzardata perché nel marzo del 1916 c’erano stati degli scontri alla frontiera tra Messico e Stati Uniti. Il new york times uscì con un titolo che impaurì i lettori: “la Germania cerca alleati contro gli Stati Uniti,chiede a Giappone e Messico di unirsi a lei”. L’intervento degli Stati Uniti,spinse i tedeschi a compiere un tentativo di pace. Il 1° agosto,il papa Benedetto XV rivolse un appello per la pace per rimuovere ogni ostacolo alle vie di comunicazione,garantendo la libertà dei mari e promuovendo la prosperità e il progresso. Tale proposta rimase però inefficace. Entrambi gli schieramenti credevano nella loro vittoria, e per i tedeschi diventò più raggiungibile a novembre con la rivoluzione bolscevica che portò la Russia fuori dalla guerra. La Germania però non sfruttò lo sfacelo dell’esercito russo perché voleva trarne i maggiori guadagni territoriali possibili. Continuò così a impegnare forze sul fronte orientale. Questo fu un grave errore perché tolse forze sul fronte occidentale dove si sarebbe decisa la guerra e qui i tedeschi erano inferiori di numero. Quando fu evidente che le truppe americane sarebbero arrivate in Francia in un numero molto più elevato di quello ipotizzato, i tedeschi si resero conto di dover vincere prima che entrassero in guerra altri numerosi nemici. Nel 1918 un’epidemia mortale,chiamata “spagnola” colpì il mondo. Si diffuse subito la convinzione che ci fosse un collegamento con la guerra e si disse che la “spagnola” era stata diffusa dai tedeschi per mezzo delle navi o dei sottomarini. La “spagnola” provocò un numero di morti spaventoso! 8.barbarie e civiltà. Per poter colpevolizzare il nemico, bisognava dimostrare che non rispettava le regole della guerra cavalleresca. Ciò fu facile per la Francia e la Gran Bretagna dopo che la Germania ebbe violato la neutralità del Belgio e quando la guerra sottomarina cominciò a mettere in pericolo le vite dei civili dei paesi neutrali. Per gli Stati Uniti invece,come dice Wilson:”il mondo deve essere salvato dalla democrazia”. 9.la religione laica della guerra. Il senso di angoscia prodotto dalla difficoltà di spiegare le origini della grande guerra,portò subito alla ricerca dei colpevoli. Tra i modi per sfuggire alla responsabilità,uno dei più diffusi fu la ricerca Dell’approvazione divina; ogni esercito ebbe i suoi sacerdoti che assicuravano ai combattenti che Dio era con loro. In realtà a guidare la mano dei combattenti nell’affondare i colpi era spesso più la paura che l’odio, ma il risultato era uguale. La religione che spingeva a morire era quella della patria, anche nei laici. Tale religione della patria diede vita a un nuovo culto dei morti che diventò un rito di massa. In Germania le prime battaglie cui i giovani avessero partecipato li avrebbero trasformati in uomini. 10.il retaggio di odio. Toccò agli sconfitti e quindi ai tedeschi pagarne le spese. I tedeschi furono incolpati di aver assassinato civili compresi donne e bambini, di aver ucciso o ferito prigionieri. le testimonianze bastavano per condannare i tedeschi. Perché i tedeschi avevano commesso tante atrocità? La colpa era di una “dottrina militare” che ossessionava e ipnotizzava lo spirito di ufficiali e soldati perché tale dottrina considerava la guerra una “sacra missione”. CAPITOLO 5 La crisi dell’Occidente: la rivoluzione russa. 1.il tramonto dell’Occidente: la rivoluzione russa. Il 900 può essere considerato come il “secolo americano” per la sua egemonia mondiale sia sul piano economico che su quello politico. Il tramonto dell’Europa si identifica con quello dell’Occidente. I bolscevichi tentarono di sostituire alla civiltà russa un nuovo concetto di “civilizzazione”: l’uomo avrebbe potuto vivere liberamente poiché avrebbe dato secondo le sue possibilità e ricevuto secondo i suoi bisogni (Marx ed Engels). 2.la rivoluzione alla periferia del mondo industrializzato. Grazie al timoroso rispetto dei contadini per l’autorità,era stato possibile a Nicola II rafforzare il culto dello zar considerato il “piccolo padre”. La rivoluzione del 1905 aveva fratturato l legame tra le campagne e lo zarismo provocando il fallimento di costruire un’autocrazia a base popolare. Nelle campagne la principale forma di aggregazione era la comunità-villaggio che non era un paradiso: al suo interno vi erano intrighi,meschinità,faide e violenza. Nel 1906 si cercò di attuare una riforma agraria che avrebbe dovuto far nascere il capitalismo nelle campagne, ma essa fu molto lenta,perché nei contadini russi il Principio di “proprietà comune” era più forte di quello individuale. Anche i dirigenti bolscevichi,nonostante la loro origine contadina,si sentivano appartenere al partito e credevano che solo un’organizzazione forte e piena di valori opposti a quelli contadini,avrebbe permesso un loro riscatto. I bolscevichi non avevano tenuto conto (fondamentale invece per Marx ed Engels) che la base della futura società comunista doveva essere fornita dalla ricchezza che si era venuta accumulando nel corso dei secoli. I bolscevichi erano convinti che conquistando il potere ed esercitandolo attraverso la dittatura,avrebbero liberato le “forze produttive” soffocate dal capitalismo. Il cammino delineato da Marx ed Engels venne interrotto dalla guerra,ossia dalla politica nella sua forma estrema. Il comunismo nacque così ad Oriente alla periferia del mondo economicamente sviluppato. 3.la rivoluzione democratica russa. Nel 1917 il processo rivoluzionario russo si svolse in due fasi: 8. 24 febbraio: scoppiò una rivoluzione che può esser definita democratico-borghese. 9. 25 ottobre: scoppiò la rivoluzione comunista. Entrambi i fatti provocati dalle vicende della guerra. Nella “rivoluzione di febbraio” l’iniziativa fu presa dagli operai di Pietrogrado con uno sciopero di una fabbrica. La direzione del movimento fu assunta dai democratico-borghesi. Il governo zarista che non comprendeva il malcontento, decise di impiegare l’esercito contro le folle. Ma i soldati si unirono ai manifestanti; il 15 Marzo Nicola II abdicò a favore del fratello che rifiutò di salire al trono. Si formò un governo provvisorio che convocò un’assemblea costituente. Era nato intanto un nuovo potere: quello dei Soviet un organismo formato da operai e soldati che arrestarono lo zar Nicola II e la zarina Alessandra. Lo zarismo finì senza opporre resistenza. La repubblica russa nata dalla rivoluzione di febbraio fu governata da una diarchia e il potere rimase diviso tra: 10. La Duma:voleva la nascita di una monarchia costituzionale e rappresentava gli interessi dei proprietarie intendeva proseguire il conflitto. 11. I soviet: intendevano battersi finché il potere passasse nelle mani del popolo. I soviet chiedevano la terra per i contadini e la fine della guerra. Allo scoppio della rivoluzione industriale,Lenin si trovava in svizzera; tornato in Russia disse che la conquista del potere era realizzabile con un’alleanza tra operai e contadini poveri. Una figura di rilievo fu Kerenskij, vicepresidente dei soviet; il suo progetto era democratico: libertà di parola e di stampa,suffragio universale,eguaglianza dei diritti anche per le donne. A luglio l’esercito guidato da Kornivol riuscì a reprimere una rivolta a Pietrogrado guidata da un soviet in cui i bolscevichi avevano assunto una posizione dominante. Nacque un nuovo governo guidato da Kerenskij il quale destituì Kornivol poiché chiedeva ampi poteri. Fino a quando è esistita l’unione sovietica,la rivoluzione democratica di febbraio è stata vista come un’apertura al comunismo; ma nel 1991 con il dissolvimento dell’URSS,la prospettiva è cambiata. 4.la rivoluzione comunista russa. Lenin insistette sulla necessità di conquistare il potere e riuscì i bolscevichi a far insorgere gli operai di Pietrogrado. L’8 novembre i bolscevichi conquistarono il palazzo d’Inverno,sede del governo di Kerenskij; nello stesso giorno i soviet decisero la formazione di un nuovo governo chiamato “soviet dei commissari del popolo” guidato da Lenin. I due decreti emanati dal governo bolscevico furono: 12. Trattative per la pace attesa e desiderata dal popolo. Tale decreto di pace era fondato sul principio di nazionalità: nessuno Stato avrebbe dovuto procedere ad annessioni e ogni nazione poteva scegliere il suo futuro. 13. Distribuzione della terra ai contadini e affidò agli operai delle fabbriche e agli impiegati delle aziende commerciali il controllo delle imprese. Lenin decise anche di pubblicare i trattati dei precedenti governi; in questo modo si svelava ai popoli di che lacrime e di che sangue grondavano gli scettri dei potenti ed essi se ne sarebbero liberati. Ma una pace senza annessione era inaccettabile perché avrebbe significato il riconoscimento dell’inutilità della guerra e la vanificazione dei sacrifici sopportati. La distribuzione delle terre ai contadini era una grossa novità: Lenin considerava ancora una volta la politica era più importante dell’economia. Per costruire il comunismo si sarebbero dovuto togliere le terre ai contadini trasformandole in aziende collettive, ma per il momento prevalse l’esigenza di trovare alleati alla classe operaia. 5.l’instaurazione della dittatura e la guerra civile. l’insurrezione aveva portato alla conquista del potere e per consolidarlo era necessaria un’elezione in cui vinsero i socialisti rivoluzionari. I bolscevichi ricorsero perciò alla forza assediando Pietrogrado. Con questo gesto la Russia si allontanava dall’unica possibilità di democrazia; si realizzò un secondo colpo di Stato e lo scioglimento con la forza dell’assemblea costituente. Per Lenin il potere doveva esser dato solo ai soviet che rappresentavano gli operai,i soldati e i contadini, non dalla costituente di cui faceva parte anche la borghesia. Iniziò la guerra civile; i cosacchi guidati da Krasnov che rappresentava la vecchia Russia degli zar,marciarono su Pietrogrado. Ma contro i bolscevichi combatterono anche i democratici,i menscevichi e i social rivoluzionari. Ciò non impedì alla borghesia di riconquistare il potere trasformando la Russia contadina in una società industriale. 6.il distacco con l’Occidente. Per i bolscevichi l’obiettivo della rivoluzione era la civilizzazione con la costruzione di una civiltà mondiale comunista. Nel 1906 Stalin era stato accusato di “restaurazione asiatica” perché cercò di occidentalizzare la Russia nella scienza,nella tecnica e nell0industria. Senza l’Occidente, l’Oriente non avrebbe potuto costruire il comunismo. Secondo questa teoria la rivoluzione non poteva limitarsi alla sola Russia ma con l’affermazione del comunismo in tutto il mondo; si parla di “rivoluzione permanente”. L’azione politica dei bolscevichi fu rivolta a cancellare la religione, ma in realtà anch’essi crearono una sorta di religione con la fede nel comunismo che avrebbe considerato un ‘altra illusoria felicità (Marx disse: la religione è l’oppio dei popoli; eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo per una felicità reale). 7.la militarizzazione della politica e dell’economia. Secondo Lenin una società comunista mondiale avrebbe eliminato la divisione tra Stati ed eliminato la guerra, ma esisteva la possibilità di guerre derivanti dalla lotta di classe. Anche l’economia fu sottoposta a un comunismo di guerra: abolizione del mercato e abolizione della moneta, produzione e distribuzione delle merci regolate dalla burocrazia. I contadini che avevano ricevuto la terra furono costretti a riconsegnare allo Stato una parte rilevante di prodotti. Anche nelle fabbriche nasce un malcontento: gli operai avevano una tendenza all’autogestione. Nel 1921, la nuova politica economica,NEP, abbandonò il comunismo di guerra. Per ridare un po’ di respiro all’economia si tornò ad alcuni elementi del capitalismo come la reintroduzione della proprietà privata e del mercato. Ai contadini fu consentito di vendere la parte della produzione che non doveva essere consegnata alla Stato. Si verificò così un lieve miglioramento della vita. 8.il fallimento della rivoluzione europea Nel 1919 Lenin fondò l’internazionale comunista, la Comintern rappresentata dai dirigenti dei partiti comunisti. Ma il partito comunista ungherese conquistò il potere con un’insurrezione vittoriosa che colse di sorpresa lo stesso Lenin. Ma in Ungheria i comunisti non furono in grado di conservare il potere. La Germania era considerata il centro di una possibile rivoluzione erupea, così disse Keynes,preoccupato di una vittoria comunista in Germania la quale avrebbe potuto preludere la rivoluzione dappertutto. Nonostante il fallimento dei movimenti rivoluzionari in Ungheria e Germania, Lenin e il gruppo dirigente bolscevico continuarono a sperare nella rivoluzione in Europa. CAPITOLO 6 Democrazia e fascismo 1.la pace punitiva dei vincitori. Wilson aveva considerato la partecipazione degli Stati Uniti alla guerra come uno sorta di guerra per la democrazia; in realtà l’Europa uscita dai trattati di pace vide il trionfo di alcuni nazionalismi,in primo luogo quello francese, e l’umiliazione di altri nazionalismi,in primo luogo quello tedesco. La restituzione alla Francia dell’Alsazia e della Lorena e la garanzia di uno sbocco al mare per la nuova Polonia indipendente,ferivano gravemente l’orgoglio nazionale dei tedeschi. La conferenza della pace scelse la strada dell’umiliazione della Germania. Nel 1917 e 1918 Lenin e Wilson proclamarono due concezioni di futuro: 14. Autodeterminazione dei popoli 15. Porre fine alle guerre Ma in questi due punti c’erano delle contraddizioni: Wilson non riuscì ad applicare l’autodeterminazione perché dovette cedere di fronte agli interessi delle nazioni-comunità alleate che avevano vinto la guerra. Ciò minò la Società delle Nazioni, l’istituzione che avrebbe dovuto garantire la pace. La Società delle Nazioni fu soprattutto nelle mani della Gran Bretagna e Francia, ossia i vincitori della guerra. La grande guerra,a differenza della seconda guerra mondiale, non fu combattuta per la democrazia ma più per il nazionalismo. L’idea di Wilson di fondarla sulla democrazia non fu realizzata. 2.la repubblica di Weimar. In Germania essa fu vista come un esperimento di democrazia in grado di diventare un modello per l’Europa. Essa avrebbe dovuto far si che il popolo tedesco diventasse “il più libero popolo della terra”. La costituzione di Weimar fu un complesso di norme per creare le fondamenta di una pacifica convivenza dei valori comunitari espressi dai partiti. Nel 1921 fu assassinato Erzberger,dirigente del partito Zentrum cattolico, il quale rappresentava una Germania che aveva accettato di pagare per la guerra e ciò lo faceva odiare da tutti i tedeschi che aspiravano a una rivincita. Le somme richieste alla Germania erano troppo elevate per essere pagate. Il principale fattore di caos fu l’iperinflazione che esplose nel 1923 (aumenta il costo della vita): salari e stipendi erano spesi quasi esclusivamente per mangiare. La crisi fu risolta nello stesso anno dal liberale Streseman insieme ei socialdemocratici e allo Zentrum cattolico. Subito dopo il governo tedesco impedì anche un tentativo di colpo di stato compiuto da Hitler. In Germania,secondo Hitler, non c’era stata una rivoluzione popolare, ne era stato costruito uno stato del popolo, ma il paradiso degli ebrei. Fu importante l’intervento degli Stati Uniti con il paino dawes: che mirava a salvare l’economia tedesca utile anche a quella statunitense (non si trattava di generosità ma di interessi economici). Al patto di Locarno il governo tedesco riconobbe il trattato di Versailles e nel 1926 Streseman ricevette il nobel per la pace. Streseman parlò del rapporto tra la vecchia e la nuova Germania: 16. Vecchia Germani: paese di caserme,di costrizione militare. 17. Nuova Germania: cambia ma non disprezza la vecchia Germania, simbolo di grandezza. 3.la nascita del fascismo, la nuova strada europea. Fino al 1914 Mussolini fu in dirigente del partito socialista italiano. Mussolini si rese conto che la guerra di trincea stava rimescolando i quadri sociali; così quando fondò il Partito Fascista nel 1921, Mussolini offrì alla borghesia una Nuova arma per combattere il partito socialista. Alle elezioni del 1919,un terzo del paese votò a favore del partito socialista a vantaggio della fondazione del partito comunista. Dopo la conquista del potere,grazie alla marcia su Roma,Mussolini diventò statalista per accontentare anche la piccola borghesia. La vittoria del fascismo fu possibile grazie al sostegno della monarchia; l’Italia fu governata da un regime che si definiva fascista,ma in realtà era costituito da fascismo e monarchia. Nel gennaio del 1925 dopo aver superato la crisi per il rapimento e l’uccisone, da parte di un gruppo di fascisti, di Giacomo Matteotti,Mussolini edificò un governo di soli fascisti; quindi non più un regime monarchico-fascista, ma un regime fascista-monarchico in cui nasce la dittatura. 4.l’Europa libera e democratica. In Gran Bretagna democrazia significava alternanza di due forze: quella laburista e quella conservatrice. La Cecoslovacchia fu uno dei paesi europei in cui resistette la democrazia. 5.la democrazia in Cina. Un tentativo di rivoluzione democratica fu compiuto da Sun yat-sen. La sua idea di democrazia si fondava sulle tradizioni della civiltà cinese; conciliare la democrazia occidentale con la tradizione cinese. Sun Yat-sen era favorevole a una riforma agraria: il diritto di proprietà diventava dello Stato in quale avrebbe affidato la terra a coloro che lavoravano. Ma il sogno di Sun Yat-sen di creare una democrazia-borghese fallì a favore di Shi-kai che instaurò un regime autoritario. Le modifiche arrivarono con Mao tsetung il quale sostenne che in Cina la principale classe rivoluzionaria era quella operaia,ma nella sua attività guardo ancor più i contadini (Mao nacque da una famiglia di contadini). CAPITOLO 7 La crisi del 1929 1.la crescita degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti furono il nuovo centro di sviluppo dell’economia con la fondazione della crescita del mercato interno. Gli Stati Uniti stavano attraversando un periodo di prosperità perché,secondo Coolidge, il governo si occupava delle questioni interne. Gli Stati Uniti erano entrati nella grande guerra per difendere la libertà e rafforzare La loro indipendenza. 1929: massacro di San Valentino compito dagli uomini di Al Capone. La criminalità non rallentava la marcia degli Stati Uniti. Importanza dell’industria automobilistica che negli Stati Uniti divenne un mezzo di trasporto d’uso comune, a differenza dell’Europa in cui era ancora un oggetto di lusso. Anche le telecomunicazioni si svilupparono negli Stati Uniti (1927: prima teletrasmissione dell’immagine di un uomo politico). Il cinema diffondeva nel mondo l’immagine del modello di vita americano fondato sulla lotta per il successo. 2.l’America profonda delle comunità. Nel film di Griffith l’arrivo degli schiavi neri in America era considerato un fattore negativo; l’introduzione di un elemento estraneo nella nazione. Il comportamento di questi neri era descritto come brutale,erano saccheggiatori, incendiavano; i delegati neri eletti nelle assemblee del dopoguerra erano rappresentati come selvaggi. La maggioranza degli americani era diretta verso un ideale di razzismo. Nel 1916 Grant pubblicò un’opera: egli era ostile sia ai neri che agli immigrati che appartenessero alla “razza nordica”. Washington aveva indicato ai neri l’emancipazione non attraverso la lotta politica ma attraverso il lavoro. 3.la crisi del 1929. Il 24 ottobre ci fu una prima caduta della borsa; il 29 ottobre “martedì nero” si verificò la catastrofe. Nel 1930 il prodotto interno lordo degli Stati Uniti diminuì; la crisi non colpì solo i grandi imprenditori, ma anche il ceto intermedio e gli operai,provocando disoccupazione. “se la democrazie non riuscirà a consolidare il sistema industriale, una via sarà la guerra civile seguita dal fascismo e infine dal bolscevismo. 4.il New Deal. Nel 1932 la maggioranza degli americani votarono per Roosevelt che prospettò una sorta di missione democratica. Per Roosevelt la democrazia americana e la salvezza del popolo non stavano nell’assenza di potere ma nella connessione con un libero sistema elettorale. L’intervento del governo mirò a rendere meno grave la disoccupazione con il finanziamento di un piano di lavori pubblici in cui fu impiegato circa un terzo della Manodopera disoccupata. Con il New Deal la situazione migliorò. Nel settore industriale il governo ridusse l’orario settimanale di lavoro a 36 ore che fece diminuire la disoccupazione. Questi tentativi non furono però sufficienti a salvare piccole proprietà che finirono nelle mani delle banche concentrate poi in grandi aziende agricole. Nel 1934 Roosevelt promise l’attuazione di una legislazione sociale: una forma pubblica di sicurezza per le pensioni e l’invalidità. 5.la grande depressione in Europa. Il più grave problema sociale era quello della disoccupazione. La situazione dei disoccupati in Germania era catastrofica. I rimedi della depressione furono cercati nell’intervento dello Stato e in barriere doganali che proteggessero dalle crisi che arrivavano dal mercato mondiale. Nel 1932 si era cominciato a discutere se era in corso: 18. Una crisi nel sistema: favorevoli gli economisti legati al capitalismo 19. Una crisi del sistema: favorevoli i marxisti e i fascisti italiani. Ortega sostenne che un elemento importante erano le masse: sia la democrazia che il fascismo erano il frutto del predominio dell’uomo-massa,dell’uomo-medio. 6.l’America latina. La crisi del 1929 ebbe gravi conseguenze sull’economia latinoamericana. 1.In Brasile il prezzo del caffè subì una riduzione colpendo la principale risorsa per l’esportazione e danneggiando sia il commercio estero che l’agricoltura. La crisi fu affrontata dal governo che: - garantì la convertibilità della moneta brasiliana in oro e sterline - Utilizzò il corporativismo. 2.Nel Messico la crisi venne superata con una rivoluzione agraria guidata da Pancho Villa e Emiliano Zapata. Nasce la costituzione: l’educazione doveva essere separata dalla religione e basata sui risultati del progresso scientifico. La giornata lavorativa passava a 8 ore con la necessità di un salario minimo per soddisfare i normali bisogni del capofamiglia.Nel Messico aveva vinto la democrazia e la crisi del 29 venne superata senza una dittatura. CAPITOLO 8 Nazionalsocialismo,comunismo e democrazia. 1.dalla “razza bianca” a quella ariana. Nel 1933 Hitler conquistò il potere. L’elemento ideologico che più di tutti aveva rappresentato fino al 1914 il sentimento di superiorità dell’Europa, era stato la celebrazione della “razza bianca” Ma la razza bianca si era divisa: - Arianesimo: escludeva gli ebrei e gli slavi dalla “razza superiore”. Hitler introdusse il concetto di purezza: secondo Hitler il vecchio Reich aveva perduto la guerra perché aveva trascurato questo principio. Il partito nazionalsocialista doveva così assumersi il compito di selezionare gli elementi tedeschi che avrebbero consentito di salvaguardare la purezza della razza ariana e fondare il futuro della Germania. Hitler voleva un’alleanza con l’Italia e la Gran Bretagna; il nemico era la Francia perché rappresentava un’alleanza ebraica e nazionalismo francese che secondo Hitler minacciavano la Germania. La Francia inoltre rappresentava un rischio per la razza bianca perché accoglieva gli uomini di colore nel suo esercito. Al dominio della razza bianca,Hitler sostituì quello della razza ariano-germanica. 2.le cause della vittoria di Hitler. nel 1932 Hitler fu sconfitto alle elezioni presidenziali che videro la vittoria di Hindenburg: i conservatori prevalsero sui nazionalsocialisti. Hindenburg nominò cancelliere Shleicher il quale riconobbe che il cancellierato avrebbe dovuto essere affidato a Hitler ma Hindenburg non era d’accordo. Shleicher diventò cancelliere e nel 28 Gennaio 1933 chiese ad Hindenburg nuove elezioni generali; al rifiuto del Hindenbrug,Shleicher si dimide. Hindemnburg si decide di nominare cancelliere Hitler a patto che i ministri fossero in maggioranza conservatori e non nazionalsocialisti. Il 30 Gennaio 1933 Hitler diventò cancelliere e la sua ascesa era compiuta: egli ottenne da Hindenburg di sciogliere il parlamento. Il 5 marzo le elezioni diedero ai nazionalisti il 44% dei voti; Hitler non aveva dunque la maggioranza ma una base sufficiente di consenso per la conquista del potere. La nazificazione procedette rapidamente mentre i partiti venivano sciolti, i comunisti e socialisti erano imprigionati e costretti a rifugiarsi all’estero. Hitler vince perché diede ai tedeschi risposte più convincenti ai problemi del popolo: dalla disoccupazione alla paura del comunismo e soprattutto perché fu in grado di offrire alla Germania l’illusione di potersi riscattare Dall’umiliazione subita alla fine della Grande guerra. 3.dallo stato nazionalsocialista al progetto di germanizzazione dell’Europa. Qualcosa di nuovo stava nascendo,un nuovo tipo di stato; ne sono state date diverse definizioni: dallo stato del Fuhrer,allo stato delle SS… Inizialmente un terzo della popolazione tedesca era schierato a sinistra contro il nazionalsocialismo; in soli sei anni la maggioranza dei cittadini tedeschi di sinistra diventarono fedeli soldati del terzo Reich. Perché? 20. Il nazionalsocialismo mise fine alla disoccupazione 21. Capacità di Hitler di trasformare la società in una comunità. 4.L’autoritarismo in Asia: il Giappone. Il Giappone uscì dalla crisi del 1929 economicamente più forte. Le difficoltà del Giappone era invece sulla rapida e continua crescita demografica eliminabile con tre vie: 22. L’emigrazione 23. La conquista dei mercati mondiale 24. L’espansione territoriale Nel Giappone il potere reale era nelle mani dell’esercito ed il principale nemico era il comunismo incompatibile con le tradizioni giapponesi. 5.politica ed economia nell’URSS. In un discorso Stalin disse: “abbiamo preso il potere in un paese con una tecnologia arretrata e siamo circondati da paesi capitalistici”. Per assicurare la vittoria del socialismo,bisognava superare quei paesi nell’economia e nella tecnica. Questo compito per Stalin spettava alla classe operaia. Stalin puntò le sue carte sullo sfruttamento delle grandi ricchezze minerarie dell’URSS e lo sviluppo dell’industria pesante. Nell’agricoltura Stalin adottò il socialismo ed affermò la necessità di lanciare contro i contadini medi,i kulaki, un’offensiva che li eliminasse come classe. Questi contadini non erano più indispensabili sul piano economico, ma l’eliminazione dei kulaki comportò altissimi costi sociali e umani. La trasformazione delle campagne richiedeva anche la loro laicizzazione: i bolscevichi cercarono di trasformare ricorrenze cristiano-ortodosse in feste sovietiche e di mutare le chiese in sale di lettura o granai. Le icone di santi vennero sostituite con fotografie di Stalin. Le conseguenze economiche della trasformazione delle campagne furono disastrose poiché provocarono una carestia che fece un elevato numero di vittime. Le cause della carestia furono dei boscevischi: collettivizzazione forzata: l’aspirazione a possedere la terra contrastava con l’obiettivo finale dei comunisti dell’abolizione di ogni forma di proprietà privata. I bolscevichi miravano alla creazione di un uomo nuovo: l’obiettivo era la civilizzazione. 6.i grandi processi staliniani. Bucharin è la figura più significativa della vicenda. Alla morte di Lenin fu accusato da Stalin di una colpa gravissima: quella di aver complottato contro Lenin. Ma tale accusa venne abbandonata. Nel 1934 Bucharin si batté con forza per venir riconosciuto il pericolo del nazionalsocialismo. Nel 1935 fu presa la decisione di dare all’Urss una nuova Costituzione e Bucharin fu richiamato a far parte della commissione che doveva occuparsi della redazione. Nel 1934 Kirov,compagno di Stalin era stato assassinato. Il processo si basò sulle confessioni degli imputati: essi ammisero di aver organizzato l’assassinio di kirov per preparare poi quello di Stalin e di altri esponenti del partito comunista. Le teorie giuridiche di Vysinskij sostennero che gli imputati volevano la sconfitta dell’URSS in una prossima guerra e che avevano preso contatto con governi stranieri. Per demolire l’immagine di Bucharin, Vysinskij lo accusò di aver partecipato all’assassinio di Kirov. 7.l’Europa dei fronti popolari. In Francia e in Spagna si formano i fronti popolari: un alleanza che andava dai democratici ai comunisti. Ma perché fu possibile per i democratici combattere insieme con gli uomini di Stalin contro il fascismo e il nazionalismo? L’approvazione della costituzione sovietica nel 1936 può essere una spiegazione ai principi democratici: 25. Libertà di parola 26. Libertà di stampa 27. Libertà di riunione 28. Uguaglianza dei diritti dei cittadini Queste libertà erano limitate dalla premessa che esse dovevano servire a consolidare il regime socialista. Nel 1934 si svolse a Parigi una dimostrazione dei manifestanti di estrema destra Che minacciarono l’assemblea nazionale. Sei giorni più tardi le sinistre risposero con uno sciopera generale. Ma la minaccia fascista unì i lavoratori prima ancora dei gruppi dirigenti. Avanzò così la proposta di un fronte popolare antifascista che comprendesse,oltre alla classe operaia,anche al piccola borghesia e i contadini per lottare per il lavoro e la pace. Si riuscì ad ottenere un aumento dei salati e le condizioni di vita dei lavoratori migliorarono; ma si trattò di una conquista temporanea perché provocò un’inflazione. In Francia:Il Front populaire ,che vedeva i comunisti francesi favorevoli a un intervento diretto,entrò in crisi soprattutto sul piano economico. La crisi finanziaria portò alla svalutazione del franco. Nel 1938 in Front populaire terminò a favore di un nuovo governo diretto da Daladier. In Spagna:La politica dei fronti popolari non resse neanche alla prova delle armi che dovette affrontare in Spagna. Il Frente popular vinse le elezioni politiche nel 1936; l’esponente della destra deciso a eliminare il Fronte popular fu Emilio Vidal. Il generale Francisco Franco aveva eliminato con durezza uno sciopero di minatori delle Asturie. Franco era alla guida dell’armata spagnola in Africa, fu proclamato capo dello Stato che stava sorgendo nelle zone occupate dalle truppe ribelli. La guerra condotta da Franco divise la Spagna in due parti: 29. Quella terrestre: repubblicana 30. Quella celeste: nazionalista. Franco sfruttò sia il sostegno della chiesa sia la persecuzione subita dai cattolici. Nel 1937 Franco dichiara: “ la nostra non è una guerra civile ma una crociata. Si la nostra è una guerra religiosa e non ci battiamo contro gli uomini ma contro l’ateismo e il materialismo”. All’interno del Frente popular i comunisti erano favorevoli a riforme sociali non rivoluzionarie. la rivoluzione spagnola fu portata avanti dallo scontro tra la destra,Franco, e i socialisti e comunisti. In Spagna combatterono contro Franco (DESTRA:appoggiato dai nazionalsocialisti tedeschi e dai fascisti italiani) liberali,democratici,anarchici,socialisti e comunisti. Nel 1939 Franco diventò capo della destra spagnola e non aveva intenzione di riportare una monarchia. Il falangismo di Franco fu diverso dal fascismo poiché ebbe una componente cattolica. Lo stesso Franco,diversamente da Hitler e Mussolini,era cattolico. 8.il mondo musulmano e il petrolio Nel 1930 crebbe l’importanza del petrolio e ciò pose il Medio Oriente al centro dell’attenzione dei governi europei. Il tentativo di occidentalizzare gli arabi suscitò reazioni che posso essere esemplificate dalle vicende egiziane. La penetrazione degli inglesi in Egitto fu lenta ma costante. Nel 1922 all’Egitto veniva riconosciuta la sua indipendenza ma sotto l’egemonia della Gran Bretagna Proprio in quegli anni nasce in Egitto il primo movimento fondamentalista, quello dei fratelli musulmani. Dopo aver riflettuto sulla decadenza e sulla debolezza dell’umma,la comunità musulmana fondò i fratelli musulmani che avevano lo scopo di dedicare la loro vita all’Islam anche a costo della morte. In un primo tempo i fratelli musulmani erano un’associazione religiosa che usava mezzi pacifici,me negli anni 30 assunse un carattere più politico: il Corano garantiva ai musulmani il diritto di dominare il mondo. L’Arabia Saudita sarebbe rimasta un paese povero se gli americani non vi avessero scoperto il petrolio nel 1938. CAPITOLO 9 La seconda guerra mondiale 1.ancora una guerra tra civiltà e barbarie. Per Hitler i barbari erano i democratici che aprivano le porte dell’Europa a neri e slavi; per gli altri la barbarie era in nazismo. Le due guerre mondiale possono essere considerate civili non per il conflitto tra borghesia e proletariato, ma perché si svolsero all’interno della civiltà europea. I caratteri fondamentali del movimento creato da Hitler furono: 31. Idea romantica di nazione fondata sull’etnia 32. Richiamo alle radici medioevali dell’Europa e non a quelle cristiane ma a quelle germaniche 33. La nazionalizzazione delle masse 34. La celebrazione della tecnica e della scienza,strumenti necessari per l’affermazione della nazione-comunità. La seconda guerra mondiale fu provocata dalla sfida lanciata nel 1938 dalla Germani di Hitler,imitata due anni dopo da Mussolini e ripresa dal Giappone. 2.l’inizio dell’espansione tedesca. Hitler decise di passare all’azione nel 1938 ma mirò inizialmente alla formazione Della Grande Germania in nome del nazionalismo. 1.Il primo obiettivo di Hitler fu l’Austria; anche l’Italia si era opposta a una possibile annessione tra Austria e Germania (Anschluss) e Mussolini aveva sottolineato le differenze ideologiche tra fascismo e nazionalsocialismo. Nel 1938 la Germania riprese il suo progetto di annessione all’Austria con l’Italia schierata a fianco di Hitler. Il 12 marzo 1938 l’esercito tedesco entrò in Austria. Negli stessi giorni in cui la Germania si annetteva l’Austria, poco mancò che anche la Polonia facesse lo stesso con la Lituania. Il nazionalismo non era una malattia della sola Germania ma anche dell’intera Europa. Il governo di Varsavia mirava a mantenere buoni rapporti con i paesi confinanti tranne che con la Lituania a causa del contrasto con la città di Vilnius. Fin dal 500 c’era stata in questa città una forte presenza polacca mentre nelle campagne prevaleva la popolazione di origine lituana. Nel 1918 lituani e polacchi avevano combattuto insieme contro l’armata rossa ma poi era iniziata una rivalità e i rapporti tra i due paesi rimasero tesi. Per cui in alcune città lituane si temette che l’Anschluss tra Germania ed Austria potesse servire da esempio ai polacchi per annettersi la Lituania. 2.intanto Hitler pensava ai Sudeti come tappa successiva del processo di riunificazione in un solo stato di tutti coloro che parlavano lingua tedesca e avevano una tradizione tedesca. Dopo la grande guerra i sudeti erano stati incorporati nella Cecoslovacchia sebbene la maggioranza della popolazione fosse di etnia tedesca. Nel 1938 il capo dei sudeti con Hitler esercitarono una pressione sul governo cecoslovacco poiché secondo Hitler aveva distrutto le tradizioni e la cultura dei tedeschi sudeti. Nell’incontro di Monaco tra Gran Bretagna,Francia,Germania e Italia si proposta di Mussolini,le quattro maggiori potenze europee acconsentirono l’unione dei Sudeti alla Germania. Questo aprì la strada a Hitler e fu la causa della seconda guerra mondiale. Dopo l’annessione dei Sudeti alla Germania la Stato Cecoslovacco si dissolse. 3.il 23 marzo 1939 le truppe tedesche fecero il loro ingresso a Memel,città che dopo la grande guerra era stata assegnata alla Lituania. Per i tedeschi Memel rappresentava il confine tra due civiltà:europea e asiatica. 3.la questione polacca e l’atteggiamento dell’Unione Sovietica. Hitler sostenne che l’economia tedesca aveva bisogno di uno spazio vitale e che la conquista della Polonia rappresentava una tappa che avrebbe aperto la strada; ma Hitler esitava all’attacco perché nel caso di un intervento della Francia,della Gran Bretagna e dell’Unione Sovietica,la Germania si sarebbe trovata impegnata su due fronti: est ed ovest. Bisognava accordarsi con l’URSS prima di iniziare il conflitto. Il 23 agosto 1939 l’accordo fu trovato con il patto di non aggressione tra Germania ed Unione sovietica. Tale patto ebbe un doppi significato sia per la Germania che per l’Unione sovietica: 35. L’URSS si tirava fuori da una guerra che appariva imminente e si inseriva da protagonista nella politica hitleriana. 36. La Germania evita un’eventuale guerra su due fronti. Stalin non poteva però ignorare che il patto,dando via libera alla Germania, comportava un serio pericolo d’intervento della Gran Bretagna e della Francia e di conseguenza, l’inizio della guerra. 4.l’inizio della guerra. La seconda guerra mondiale cominciò l’1 settembre 1939 con l’invasione tedesca della Polonia. Gran Bretagna e Francia intervennero subito e Hitler ebbe un momento di sgomento ma che superò rapidamente. L’Italia dichiarava la non belligeranza (Mussolini non voleva adoperare la parola neutralità perché poco guerriera). Sotto pressione di Hitler e delle truppe sovietiche a oriente,la Stato polacco crollò. Stalin disse: “ non abbiamo un patto di aiuto reciproco con i tedeschi, ma se gli inglesi e i francesi ci dichiarano guerra, ci tocca combattere con i tedeschi”. Un falegname,Goerg Elser,are riuscito a collocare una bomba all’interno di una colonna posta accanto al palco da cui Hitler avrebbe parlato. Il discorso sarebbe avvenuto alle 22 ma Hitler aveva fretta i tornare a Berlino e lo concluse un ora prima. La bomba scoppiò 10 minuti dopo che Hitler aveva lasciato il palco. 5.lo svolgimento della guerra. Tra il 1939 e il 1940 la guerra si combatté per mare tra tedeschi e inglesi rispettando le regole: gli equipaggi delle navi affondate erano stati salvati e presi a bordo dai tedeschi ma la nave non era in grado di riprendere il combattimento e il comandante decise per l’autoaffondamento. La guerra terrestre era invece monotona poiché gli eserciti restavano al riparo delle linee fortificate senza affrontarsi nemmeno in battaglie limitate. La vera guerra cominciò solo nel maggio 1940 con la conquista tedesca della Norvegia. Dopo la Norvegia toccò al Belgio,all’Olanda e alla Francia e la guerra si trasformò in “guerra lampo” pensando che il conflitto sarebbe stato breve. Sconfitti dai tedeschi, i francesi avrebbero potuto vincere in futuro grazie agli Inglesi e Stati Uniti. L’Italia il 10 Giugno 1940 dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna poiché Mussolini temeva una vittoria di Hitler relegandolo in un ruolo di secondo piano. Con l’ingresso in guerra dell’Italia,Mussolini realizzava il suo sogno di “fare gli italiani” ma li gettava in un’impresa troppo ardua. 6.la resistenza della Gran Bretagna e le incertezze dell’URSS Il 16 luglio 1940 Hitler sperava che ,di fronte a una minaccia di un’invasione della Gran Bretagna,la classe dirigente inglese avrebbe cambiato atteggiamento. In realtà la battaglia aerea di Inghilterra ebbe inizio. Intanto Roosevelt aveva rivolto un appello ai governi di Francia,Germania,Italia, Polonia e Gran Bretagna contro i bombardamenti su civili considerati una barbarie. Il 18 aprile 1940 Hitler spostò la sua manovra verso,per la prima volta,l’invasione dell’Unione sovietica dopo il fallito tentativo sull’Inghilterra e la conquista dei cieli. Così il 27 settembre 1940, l’Unione sovietica si annette al tripartito formato dall’Italia,Germania e Giappone. Il patto del tripartito aveva lo scopo di promuovere la reciproca porosperità e benessere dei popoli interessati ad esso. L’espansione tedesca nei Balcani preoccupava l’Urss ; l’Urss doveva preparare le sue forze alla guerra (ipotesi che Stalin avesse progettato di attaccare per primo sulla Germania), ma Stalin si fece cogliere di sorpresa dai tedeschi. 7.l’invasione dell’Unione sovietica. Hitler era convinto di impadronirsi delle risorse dell’Unione Sovietica per poter proseguire la guerra contro l’Inghilterra in condizioni più vantaggiose. Ma l’Unione sovietica si alleò con la Gran Bretagna e Stalin chiamò i partiti comunisti europei a combattere contro i nazionalsocialisti e fascisti. 8.Giappone e Stati Uniti. La guerra diventò mondiale con l’attacco dei giapponesi alla base navale america di Pearl Harbor nelle Hawaii il 7 dicembre 1941. I giapponesi distrussero la gran parte della flotta americana del pacifico. La prima metà del 1942 fu difficile per gli americani; intanto il Giappone aveva occupata l’Asia orientale,le maggiori città cinesi,arrivando alle porte dell’Australia. 9.le grandi battaglie e la resistenza. Le sorti della guerra furono decise dalle grandi battaglie che fermarono l’avanzata Della Germania e del Giappone. 37. Resistenza di Leningrado: gli abitanti di Leningrado soffrirono la guerra e la carestia,tormentati dai bombardamenti degli aerei,armi,fame e gelo. Leningrado fu la città che pagò il più alto prezzo di vite umane. 38. Stalingrado: Hitler scelse l’offensiva su Stalingrado per impadronirsi della ricchezza della Russia meridionale. L’attacco tedesco iniziò il 28 giugno 1942 e ancora una volta colse impreparato Stalin che pensava che i tedeschi avrebbero attaccato Mosca o Leningrado. Stalin aveva fatto appello alla patria richiamandosi alle tradizioni militari zariste e anche alla religione 39. Nel pacifico: la battaglia segnò la rivincita di Pearl Harbor contro il Giappone vinta dagli americani. 40. Spiagge della Normandia: tentativo degli americani sulla Normandia. I tedeschi aveva da tempo costruito un robusto sistema difensivo chiamato “Vallo Atlantico” ma insufficiente per impedire lo sbarco degli americani. Durante la seconda guerra mondiale ciascuna resistenza nazionale ebbe in comune con le altre l’aspirazione alla libertà del proprio paese e la lotta contro gli eserciti di occupazione. Il 25 luglio 1943 Mussolini era caduto e Vittorio Emanuele III l’aveva fatto arrestare. I tedeschi avevano così liberato Mussolini che aveva fondato la Repubblica sociale italiana con l’obiettivo di una maggiore giustizia sociale. Sebbene le prime conquiste della Germania l’abbian resa una potenza economica, il suo potenziale industriale complessivo era però inferiore a quello dei nemici. La seconda guerra mondiale fu decisa quindi dalla forza dell’Economia. 10.la guerra ai civili. La guerra ai civili assunse due forme: 41. La rappresaglia diretta che metteva gli uomini di fronte ad altri uomini 42. La rappresaglia tecnologica con i bombardamenti soprattutto aerei. Nella categoria della guerra ai civili rientra lo sterminio degli ebrei; solo nel ghetto di Varsavia gli ebrei riuscirono ad attuare una sorte di resistenza. Si trattò di un genocidio che gli ebrei definirono “olocausto”. 11.la conclusione della guerra e l’impiego della bomba atomica. La guerra si concluse in Europa con la conquista di Berlino e con il suicidio di Hitler insieme alla caduta del Giappone. La storia dell’ultima fase del conflitto si identifica con la sperimentazione della bomba atomica. Proprio a causa di questo timore gli Stati Uniti cominciarono la produzione della Nuova arma, ma in quello stesso anno i tedeschi decisero di rinunciare alle armi nucleari. Gli Stati Uniti andarono avanti: le prime due bombe atomiche furono pronte dell’estate del 1945. Gli scienziati erano in disaccordo però sull’uso: - Per alcuni doveva essere una dimostrazione tecnica - Per altri doveva essere di immediato uso militare. La prima commissione decise che la prima bomba atomica fosse lanciata non su una città ma fatta esplodere in un luogo deserto in presenza dei rappresentanti delle altre nazioni alleate che avrebbero dovuto poi chiedere la resa del Giappone. Se tale resa non fosse stata ottenuta si sarebbe deciso di impiegare la bomba atomica su una città giapponese. Infatti ciò non si verificò e venne scelta Hiroshima. Il 6 agosto 1945 fu sganciata su Hiroshima la prima bomba che provocò 66mila morti e 69mila feriti. Tre giorni dopo la seconda bomba colpì Nagasaki (39mila morti 25 mila feriti). Il 10 agosto il governo giapponese si dichiarò disposto alla resa. 12.il processo di Norimberga. Il processo iniziò il 20 novembre 1945 e si concluse l’1 ottobre 1946 con la condanna a morte di 12 gerarchi nazisti sopravvissuti all’assedio di Berlino. Secondo Norimberga,questo processo sarebbe servito a ricordare alle generazioni future che le sofferenze della seconda guerra mondiale erano il frutto di crimini commessi contro le leggi dei popoli. A causa del razzismo,Hitler aveva separato la comunità tedesca dagli altri uomini. Al processo di Norimberga emerse anche tutto l’orrore dei massacri compiuti nei campi di concentramento e il genocidio degli ebrei parlando anche di alcuni sperimenti che venivano condotti dai medici tedeschi sugli ebrei all’interno dei campi. Furono Stati Uniti e Unione sovietica a volere con decisione tal processo. 13.la pacificazione dell’Europa. Il processo di Norimberga pose fine al nazionalsocialismo e fascismo. C’era bisogno di una sicurezza che l’Europa occidentale non poteva più trovare in se stessa ma in un’identificazione con i buoni. Importanza di Hollywood: attraverso i film gli spettatori cominciarono a guardare la seconda guerra mondiale commuovendosi al dolore o esaltandosi alle imprese dei sottomarini… CAPITOLO 10 Dall’inizio della guerra fredda alla destalinizzazione. 1.l’illusione di un governo mondiale: la nascita dell’Onu. Il 1945 fu l’anno della guerra e della pace ma all’interno dei vincitori esistevano due modelli di civilizzazione: 43. Liberaldemocratico 44. Comunista Che si proponevano entrambi di assicurare il benessere e la felicità degli uomini. 1948: dichiarazione universale dei diritti umani come ideale da raggiungere da tutti i popoli e da tutte le nazioni. Gli Stati Uniti e gli altri paesi capitalistici intendevano favorire la formazione di un mercato mondiale fondato sul libero scambio ma l’economia sovietica non sarebbe stata in grado di reggere la concorrenza e l’Urss non accettò. Nel gennaio 1946 l’ONU formulò un progetto per estendere a tutte le nazioni lo scambio di informazioni riguardanti l’energia atomica adottando gli strumenti necessari a controllarla. Il piano Baruch prevedeva due fasi 45. Potere di decidere e condurre le ispezioni e 46. solo successivamente proibire la costruzione delle armi l’Unione sovietica rispose al piano Baruch con un altro piano che chiedeva l’immediata distruzione delle armi atomiche. 2.la sovietizzazione dell’Europa orientale e l’appello di Churchill. L’obiettivo dell’Unione sovietica era la realizzazione e il consolidamento di ciò che aveva conquistato. Il primo no alla sovietizzazione viene da Fulton,Missouri, in cui Churchill pronunciò un discorso considerato da molti storici l’inizio della guerra fredda. Era evidente che i sovietici volevano i frutti della guerra e un’espansione della loro potenza ma nessuno sapeva fin dove si sarebbero spinti. Churchill era più preoccupato dei partiti comunisti che dell’armata rossa. Stalin rispose al discorso di Churchill sostenendo che quest’ultimo avesse l’atteggiamento di un “attivista di guerra” sostenuto da Gran Bretagna e Stati Uniti. 3.la risposta dell’Occidente: la dottrina Truman. Secondo Truman,presidente americano,era proprio a causa della miseria che l’esistenza dello stato greco era minacciata dalle attività dei comunisti. I primi successi della politica statunitense furono ottenuti proprio in Grecia: formazione di un governo rivoluzionario per la liberazione della Grecia. 4.la risposta dell’Occidente: il piano Marshall. Era necessario il risanamento dell’economia europea che fu permesso grazie al piano Marshall dal nome del segretario di stato. Secondo Marshall bisognava ricostruire l’economia europea non diretta ad altri paesi ma alla fame,alla povertà,alla disperazione e al caos. Ma ripercorriamo le tappe: - l’economia sovietica era stata danneggiata dalla guerra - gli americani avevano una quantità di beni quasi quintupla di quella sovietica. 5.il consolidamento del campo socialista. Stalin attribuiva la debolezza economica dell’Urss all’invasione tedesca. Il suo rifiuto del piano Marshall non era dovuto solo per il timore che esso favorisse l’egemonia politica americana ma anche la fiducia di poter affrontare la loro sfida economica. I sovietici non si rendevano conto dei vantaggi che il piano Marshall offriva all’Europa occidentale. Stalin avrebbe cercato di rispondere alla sfida degli Stati Uniti promuovendo collegamenti con le economie dei paesi comunisti attaccando il piano Marshall affermando che era uno strumento dell’imperialismo statunitense. Installando i partiti comunisti al potere,l’unione sovietica diede origine a un “campo socialista” (Polonia,Ungheria,Cecoslovacchia,Iugoslavia,Romania,Bulgaria e Albania). Finiva la fase della costruzione del comunismo in un solo paese. I processi staliniani furono voluti da Stalin per impedire che all’interno del “campo socialista” si sviluppassero forme di comunismo nazionale. 6.la questione tedesca e la nascita della NATO. L’URSS protestò richiedendo che gli accordi tra Stati Uniti,Gran Bretagna e Francia in cui mantenevano le loro truppe a Berlino, non dovevano essere più validi. L’assedio di Berlino ovest iniziò il 15 giugno quando i sovietici chiusero l’autostrada che univa la città alla Germania con il pretesto che servivano riparazioni. Fu approvata la realizzazione di un ponte per il non isolamento dei Berlinesi. Ma Stalin ordinò di togliere il blocco: il 23 maggio 1949 nasceva la Repubblica federale tedesca (RFT). Il 4 aprile 1949 nasce a Washington la NATO (north atlantic treaty organization) ossia l’alleanza militare dei paesi occidentali o patto atlantico (Stati Uniti,Canada, Gran Bretagna,Francia,Italia,Portogallo,Belgio,Olanda,Lussemburgo,Norvegia, Danimarca,Islanda,Grecia,Turchia). La Nato stabilì la stabilità tra il mondo occidentale e quello comunista. 7.dalla Cina alla Corea: rivoluzione,guerra e stabilizzazione nell’Oriente. 1949: nasce la repubblica popolare cinese. I contadini furono compensati per l’appoggio che avevano dato a Mao tse-tung con una riforma agraria provocando la morte di 1 milione di proprietari. La nascita della repubblica popolare cinese aveva reso la Corea del sud una sona di grandissima importanza strategica e gli Stati Uniti furono costretti a difenderla. Nel 1950 l’esercito nordcoreano invase la corea del sud avendo il sopravvento ma fermato dagli Stati Uniti. 8.la morte di Stalin. Stalin affermava che le due guerre erano la causa della crisi del sistema mondiale capitalistico. Stalin morì nel 1953 a 73 anni e la sua morte gettò nell’angoscia i comunisti che si chiesero se i suoi successori sarebbero stati capaci di fermarsi in tempo sulla strada che portava a una terza guerra mondiale. Successore di Stalin,Malenkov era contrario a una terza guerra mondiale più intento a salvaguardare le condizioni di vita dei cittadini sovietici. Con il XX congresso del partito comunista fu avviato un processo di destalinizzazione e a Stalin venivano attribuiti tutti gli errori del passato; la salma di Stalin venne rimossa dal mausoleo e il cambiamento del nome della città di Stalingrado in Volgograd. La società sovietica non subì nessun processo di democratizzazione. 9.elementi di destabilizzazione dell’Europa dell’Est:Cecoslovacchia e Germani I primi effetti della morte di Stalin si verificarono in Cecoslovacchia a Pilsen, con uno sciopero degli operaio (1953). Molto più forte fu quello di Berlino dove il partito comunista tedesco aveva mostrato completa ignoranza degli umori delle masse e mancanza di rapporti con esse,incapacità di parlare alla gente.