Conferenza Italia - Europa centrale e sud orientale Gorizia

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Rappresentanza in Italia
della Commissione europea
Italia - Europa Centrale e Sud orientale
Volontariato e Istituzioni a confronto
Conferenza Internazionale per l’Anno Europeo del Volontariato 2011
7 -8 -9 o tto br e 20 11 | Aud ito r iu m d ella Cult ur a Fr iulana | Via Ro ma 2 3 - Go r izia, I talia
La conferenza internazionale è stata promossa da
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Con il sostegno del
Comitato di Gestione del Fondo Speciale del Volontariato del Friuli Venezia Giulia
L’organizzazione a cura di
Centro Servizi Volontariato Friuli Venezia Giulia
In collaborazione con
CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato
Con il patrocinio di
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Rappresentanza in Italia della Commissione Europea
Rappresentanza in Italia
della Commissione europea
CEV – Centro Europeo del Volontariato, Bruxelles
L'evento rientra tra le attività e i progetti che rispondono allo spirito e agli obiettivi promossi dal Piano Italia 2011
dell'Organismo Nazionale di Coordinamento - Direzione Generale per il terzo settore e le formazioni sociali del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - in coerenza con le linee di indirizzo europee.
INDICE
SALUTI ISTITUZIONALI .......................................................................................................................................
009
Roberto Molinaro, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ............................................................... 009
1.
INTRODUZIONE .................................................................................................................................................
011
Dalla conferenza “Italia - Balcani” del 2008 a oggi .............................................................................
011
ORGANIZZAZIONE .............................................................................................................................................
013
1.1
1.2
Profilo CSV-FVG - Centro di Servizi per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia ................................. 013
Profilo CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato
Area Europa e Mediterraneo ............................................................................................................. 014
017
2.
PROGRAMMA ...................................................................................................................................................
3.
RELATORI ........................................................................................................................................................... 019
3.1
3.2
4.
Lista relatori ........................................................................................................................................ 019
Profilo relatori ..................................................................................................................................... 020
OSPITI ................................................................................................................................................................
4.1
4.2
025
Lista ospiti stranieri ............................................................................................................................. 025
Profilo organizzazioni straniere ........................................................................................................... 027
5.
PARTECIPANTI .................................................................................................................................................... 056
6.
MATERIALI DELLA CONFERENZA ........................................................................................................................ 060
7.
6.1
Report plenarie ................................................................................................................................... 060
6.2
Contributi relatori ............................................................................................................................... 062
6.3
Materiali istituzionali per i gruppi di lavoro ........................................................................................ 83
6.4
Report dei gruppi di lavoro ................................................................................................................. 98
DOCUMENTI DI BASE ......................................................................................................................................... 110
7.1
7.2
7.3
7.4
7.5
Comunicazione della Commissione europea del 20 settembre 2011 .................................................
Dichiarazione del Presidente del Gruppo III del Comitato Economico e Sociale Europeo
del 30 settembre 2011 ........................................................................................................................
Conclusioni del Consiglio dell’Unione europea del 3 ottobre 2011 ....................................................
Manifesto del Volontariato per l’Europa .............................................................................................
Il volontariato nei Paesi presenti alla Conferenza Internazionale di Gorizia .......................................
110
121
123
128
133
8.
CONTATTI ........................................................................................................................................................... 146
9.
SITOGRAFIA ........................................................................................................................................................ 147
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Roberto Molinaro, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Assessore all’ Istruzione, Università, Ricerca, Famiglia, Associazionismo e
Cooperazione
Voglio innanzitutto porgere a tutti voi il più cordiale benvenuto nella regione Friuli Venezia Giulia e nella città di
Gorizia, scelta come sede di questa Conferenza Internazionale in quanto città simbolo dell’abbattimento dei confini e
della collaborazione tra le popolazioni d’Europa.
Una città che, con questa numerosa e significativa rappresentanza del Volontariato e delle istituzioni di 14 Paesi, ancor
di più è interprete di quell’Europa in cui si respirano i valori della libertà, della democrazia e della solidarietà.
Una città ed una terra attraverso cui è passata una parte rilevante della storia d’Europa, sino all’allargamento del
2004, quando si è resa concreta la lunga speranza di comunità artificiosamente divise dalle vicende del ‘900, ma mai
separate nella loro aspirazione e ricerca di un futuro comune.
Essere a Gorizia è sicuramente memoria di un passato che ci appartiene, ma anche un impegno per il futuro, o meglio,
per l’oggi e per il domani che possiamo e dobbiamo costruire da protagonisti.
E’ con questo spirito che, come Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, abbiamo voluto proporre in collaborazione
con il Coordinamento Nazionale italiano dei Centri di Servizio per il Volontariato - CSVnet e la organizzazione del
Centro Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia la Conferenza “Italia – Europa Centrale e Sud Orientale – Volontari
e Istituzioni a confronto” in occasione dell’Anno Europeo delle attività di volontariato che promuove la cittadinanza
attiva. Un’iniziativa assunta unitamente al Comitato Regionale del Volontariato, che costituisce la rappresentanza a
livello regionale di un variegato mondo di 1100 associazioni registrate – ma forse sono qualche centinaio in più- in un
territorio abitato da un milione e duecentomila abitanti.
Ringrazio sentitamente quanti hanno sostenuto e collaborato, in qualsiasi modo, per la buona riuscita dell’evento, a
cominciare da Renzo Razzano, Vice Presidente del CEV di Bruxelles che per primo ha condiviso l’iniziativa. Un
ringraziamento anche a tutte le istituzioni che hanno patrocinato questi tre giorni di dibattito e riflessioni, al Ministero
del Lavoro e delle Politiche sociali, alla rappresentanza in Italia della Commissione Europea e al Centro Europeo del
Volontariato.
Era il gennaio 1978 quando a Venezia nasceva la Comunità di Lavoro Alpe Adria, una cooperazione istituzionale tra
Regioni di Italia, Austria, Germania, Jugoslavia e Ungheria. Ben undici anni prima della caduta del muro di Berlino,
infatti, il Friuli Venezia Giulia si è incontrato e ha dialogato con il Centro Est Europa nelle sue molteplici articolazioni
istituzionali, economiche e sociali. In tempi recenti il dialogo si è allargato anche ad altri Paesi che si affacciano sul
mare Adriatico e sul mare Mediterraneo, in un nuovo corridoio di interessi e di opportunità. Ci siamo chiesti perché
mai l’incontro e il dialogo non potessero svilupparsi anche tra le diverse realtà dell’impegno volontario che nella sua
essenza è dono, relazione, reciprocità. Questa, la radice ideale della Conferenza che si apre oggi all’insegna anche
dell’incontro di tante diversità, che vogliamo considerare sempre più una ricchezza e non un elemento di separazione.
Storie, tradizioni, lingue compongono un mosaico che il comune impegno verso l’altro contribuisce a rendere stabile e
virtuoso.
Siamo qui anche per riprendere un cammino, per dare nuova forza e prospettiva ad idee e progetti emersi tre anni fa
a Lignano Sabbiadoro (Udine) nella prima Conferenza voluta allora da CSVnet sul tema “Dialoghi d’Europa. Italia –
Balcani, Volontari per la pace e per lo sviluppo”. Lo facciamo in uno scenario economico e sociale profondamente
mutato, ma anche con un intendimento nuovo, quello di ricercare le condizioni per favorire il dialogo e la
collaborazione tra mondo del volontariato e Istituzioni. Certo conosciamo numerose azioni in proposito, egregie,
significative, virtuose ma tanto resta ancora da fare e, in questa direzione, l’Anno Europeo può davvero costituire una
occasione irripetibile.
Il volontariato è “... una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza attiva e della democrazia, nella quale
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
assumono forma concreta valori europei, quali la solidarietà e la non discriminazione e, in tal senso, contribuirà allo
sviluppo armonioso delle società europee”. Così si legge nella decisione del Consiglio dell’Unione Europea n.
2010/37/CE del 27 novembre 2009 che ha proclamato il 2011 Anno Europeo. Ma anche le rilevazioni statistiche
confortano sulla dimensione del fenomeno: secondo Eurobarometro 2010 tre europei su dieci affermano di essere
impegnati nel volontariato e quasi l’80% di essi considera l’attività importante per la vita democratica del proprio
Paese. Siamo consapevoli che non mancano le differenze tra i vari Paesi sia in termini di organizzazione che di
caratteristiche dell’impegno delle persone, ma l’Europa, pur nelle sue diversità, è importante terra di volontariato.
John MacDonald della task force europea per l’Anno del Volontariato 2011, lo scorso 1° aprile a Venezia, in apertura di
quella Conferenza Internazionale, ha stimato che il contributo del volontariato al PIL europeo raggiunge il 5%. E’ un
dato quantitativo importante ma è una misura parziale di un peso e di un ruolo che è soprattutto qualitativo, e quindi
strategico per una crescita “sostenibile”. Infatti se vogliamo comunità solidali e proiettate verso il futuro, queste
devono fondarsi innanzitutto su una considerazione positiva della persona, salvaguardandone la libertà e la dignità in
ogni ambito. Nessuna sfida è possibile, poi, senza coesione sociale, responsabilità, senso del dovere, condivisione dei
bisogni collettivi e rispetto delle regole democratiche fissate. E’ questo il tratto comune “delle attività di volontariato
che promuovono una cittadinanza attiva” di respiro europeo sia per dimensione geografica, sia per l’ampia
convergenza con gli obiettivi di “Europa 2020”, che indica la strada da seguire per una crescita intelligente, sostenibile
e inclusiva.
Una crescita che poggia su una strategia per l’Europa del XXI° secolo basata sulla volontà di ridurre le povertà,
promuovere l’inclusione sociale, superare le disuguaglianze socio-economiche, favorire uno sviluppo armonioso,
equilibrato e sostenibile dei cittadini europei. Obiettivi condivisibili, il cui raggiungimento non può prescindere da quel
capitale sociale ed umano che il volontariato rappresenta e che è in grado di mettere saperi, competenze ed
esperienze al servizio del bene comune.
Siamo dentro una “decrescita”, ammonisce Serge Latouche, una condizione subita che impone una coscienza di nuovi
limiti in molti settori, tra i quali l’energia e i consumi. Ma che può divenire anche consapevolezza nuova e matura e
quindi tensione verso quei valori, quali la solidarietà e la cooperazione, che l’eccesso di manipolazione mediatica ha
fatto diventare anzitempo obsoleti. Su questo terreno dobbiamo riuscire ad andare oltre l’egoismo individuale e
conservativo che troppo spesso genera chiusure collettive e quindi esclusione. Certamente le intensità delle attività ed
i percorsi sono diversi e dipendono dalle condizioni dei vari Paesi e delle singole aree geografiche al loro interno. Gli
elementi comuni, tuttavia, sono rinvenibili anche nella “comune aspirazione a crescere” secondo paradigmi culturali e
valoriali nuovi, orientati ad una “crescita differente”. In questa prospettiva l’incontro tra Istituzioni, ai diversi livelli, e
Volontariato è strategico e, almeno nell’esperienza italiana e del Friuli Venezia Giulia, vincente. Esempio di ciò può
essere la recente innovazione della “progettazione sociale”, portatrice di ampie potenzialità che richiedono tuttavia ai
protagonisti un salto di qualità non sempre disponibile, per il permanere di superati riferimenti valoriali e culturali
(l’azione solitaria, l’autoreferenzialità, la competizione, etc.).
Il confronto a cui siamo chiamati ha anche questa cornice che, se opportunamente definita e condivisa, potrebbe
davvero essere generatrice di una “buona pratica”, caratterizzando l’Anno Europeo con un risultato di innovazione,
con un passo avanti deciso, tanto più necessario se guardiamo al merito delle attività che i gruppi di lavoro sono
chiamati a considerare. Infatti l’inclusione e la coesione sociale, i giovani e l’invecchiamento attivo, con nuovi
protagonismi delle persone, sono sfide comuni che richiedono anche un nuovo e condiviso impegno. Il principio di
sussidiarietà è e resta un principio guida della organizzazione sociale europea: da ciò l’ineludibile e necessaria
relazione tra volontariato e istituzioni che questa Conferenza vuole esaminare nell’esperienza di questa parte
d’Europa. Una realtà dove tradizione e innovazione si incontrano in un mix virtuoso di relazioni e reciprocità, che
uniscono la gratuità dell’impegno con la diversa gestione delle responsabilità. L’obiettivo di tutto questo, che non
possiamo non condividere, è il futuro nostro e di molti altri dopo di noi. Non possiamo sbagliare modi, tempi e
protagonismi.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Introduzione
Dalla conferenza “Italia - Balcani” del 2008 a oggi
Dopo il successo della prima edizione a Lignano Sabbiadoro, questa volta il volontariato ha scelto Gorizia per la
conferenza internazionale "Italia – Europa Centrale e Sud Orientale: Volontariato e istituzioni a confronto", realizzata
nell’ambito dell’Anno Europeo del Volontariato 2011. Ad ospitare la seconda edizione dunque una città simbolo
dell'abbattimento dei confini e della collaborazione tra i popoli.
La conferenza è stata promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il sostegno del Co.Ge. (Comitato di
Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia) organizzata dal CSV Friuli Venezia Giulia in
collaborazione con CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), con il patrocinio del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e del CEV
(Centro Europeo del Volontariato) di Bruxelles.
Rispetto alla prima edizione del 2008, la Conferenza ha affrontato il rapporto fra Volontariato ed istituzioni, puntando
l’attenzione su tematiche quali la diversità e l'inclusione sociale, i giovani e la partecipazione, al fine di tracciare
percorsi validi per lo sviluppo di progettazioni e politiche condivise.
La Commissione europea, nella comunicazione del 20 settembre 2011 al Parlamento ("Comunicazione sulle politiche
dell’Ue e il volontariato: riconoscere e promuovere le attività di volontariato transfrontaliero nell’Ue") afferma che nel
2010 erano circa 100 milioni gli europei impegnati in attività di volontariato, sottolineando in particolare come il
volontariato - soprattutto quello transfrontaliero - sia importante per favorire la crescita del capitale sociale e presenti
grandi potenzialità per l'istruzione, l'occupazione e la cittadinanza, per migliorare la comprensione reciproca al di là
delle frontiere nazionali.
L´evento ha rappresentato un momento importante per coinvolgere anche realtà di volontariato di alcuni Paesi non
ancora membri dell´Unione Europea: alla conferenza hanno partecipato centinaia di volontari e 12 delegazioni
provenienti da Albania, Austria, Bosnia, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Romania, Serbia, Slovenia, Turchia
e Italia.
La conferenza si è aperta venerdì 7 ottobre con un’assemblea plenaria dal titolo "Quale ruolo per il volontariato
nell’Europa del futuro" presieduta dalla presidente del Centro di Servizio per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia,
Mariangela Fantin, e ha registrato gli interventi di Danilo Giovanni Festa, Direttore Generale della DG Terzo settore e
Formazioni sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Giorgio Volpe, Vice Presidente del Comitato
regionale volontariato del Friuli Venezia Giulia; Elena Montani, Settore Affari Politici della Rappresentanza della
Commissione europea in Italia; Roberto Molinaro, Assessore al volontariato della Regione Autonoma del Friuli Venezia
Giulia; Renzo Razzano, Vicepresidente CEV e delegato politico per l’Area Europa di CSVnet.
Il secondo giorno è stato invece dedicato ai gruppi di lavoro che hanno visto gli interventi delle associazioni italiane e
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
provenienti dall’estero e che sono stati introdotti dalle relazioni di Joachim Ott, Capo di Unità del Direttorato Generale
per la Comunicazione e Vicecapo dell'Unità Politiche per i Cittadini della Commissione europea, e Martijn Pakker,
Direttore CEV.
Nella giornata finale di domenica 9 ottobre le associazioni hanno esposto i risultati dei gruppi di lavoro, condivisi e
discussi poi attraverso gli interventi di Anica Mikuš Kos, Presidente Slovenska Filantropija (Slovenia); la prof.ssa Andrea
Waxenegger, Università di Graz e Presidente EUCEN (European Network of University Centres for Lifelong Learning); la
prof.ssa Antonella Valmorbida, Direttore ALDA (Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale); e Luca Jahier,
Presidente del Gruppo III del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo).
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
1.
Organizzazione
1.1 Profilo del CSV-FVG - Centro di Servizi per il Volontariato del Friuli
Venezia Giulia
Il Centro Interprovinciale di Servizi per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia (CSV-FVG) è un’associazione di
associazioni, senza fini di lucro, nata nel luglio del 2000 per volere di 85 associazioni friulane e delle quattro
amministrazioni provinciali di Pordenone, Gorizia, Trieste, Udine sulla base della legge quadro sul volontariato 266/91
e del successivo decreto ministeriale dell’ottobre 1997, utilizzando prevalentemente risorse provenienti dalle
Fondazioni di origine bancaria.
Scopo principale del CSV-FVG è sostenere e qualificare l’attività di volontariato, erogando le proprie prestazioni sotto
forma di servizi a favore di tutte le organizzazioni di volontariato che operano nel territorio del FVG, iscritte e non ai
registri del volontariato regionale, purché si ispirino ai principi dell’art. 3 della legge 266/91.
Per raggiungere i propri obiettivi, il CSV-FVG progetta, gestisce e fornisce servizi di consulenza, collaborazione,
sostegno alla progettualità, supporto logistico, documentazione e ricerca, formazione, comunicazione e informazione.
Il ruolo specifico che svolge il Centro è dunque di sostegno al volontariato conservando però la propria identità di
soggetto che supporta ed accompagna le associazioni nelle loro iniziative, senza sostituirsi a loro ed evitando la
predisposizione di regole rigidamente definite che non farebbero altro che favorire le organizzazioni più sviluppate
penalizzando le più piccole.
Ai servizi si accede direttamente tramite gli sportelli territoriali, dove è possibile richiedere informazioni, porre quesiti,
ottenere supporto su questioni inerenti ai temi del volontariato.
La sede principale si trova a Pordenone, ma il Centro opera su tutto il territorio regionale tramite sportelli periferici al
fine di rispondere in maniera sempre più adeguata alle esigenze che emergono da gruppi, organizzazioni di
volontariato o qualsiasi altra entità che sia un’espressione del mondo del no-profit locale. Tali sportelli si trovano a
Trieste, Udine, Gorizia, Pordenone, Azzano X, Gemona del Friuli, Monfalcone, Sacile, San Daniele del Friuli, San Vito al
Tagliamento, Tolmezzo, Aviano e Maniago.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
1.2
Profilo del CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio
1.2.1
CSVnet
Nasce l’11 gennaio 2003 per raccogliere, dare continuità e rafforzare l’esperienza del Collegamento Nazionale dei
Centri di Servizio costituito nel 1999.
Riunisce e rappresenta oggi 75 Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) su 78 presenti in Italia, con l’obiettivo di
rafforzare la collaborazione, lo scambio di esperienze e di competenze fra i CSV, anche attraverso i coordinamenti
regionali dei Centri, per meglio realizzarne le finalità istituzionali, nel rispetto della loro autonomia.
1.2.2
I Centri di Servizio per il Volontariato
I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) sono presenti in tutte le 20 regioni italiane, a parte la provincia autonoma
di Bolzano. Dei 78 CSV, 66 sono attivi a livello provinciale, 8 sono regionali e 4 sono a livello interprovinciale o sottoprovinciale. Se consideriamo anche le sedi locali, il territorio italiano nel suo complesso è coperto da 414 sportelli per
il supporto alle organizzazioni di volontariato.
I Centri di Servizio per il Volontariato, nella forma oggi più diffusa, originano dalle normative stabilite nella legge
nazionale 266/91, la legge quadro che regola le organizzazioni di volontariato.
Offrono servizi alle organizzazioni di volontariato e sono da esse gestiti, secondo il principio dell’autonomia del
volontariato che la Legge 266/91 afferma. La legge stabilisce che i CSV devono essere finanziati dalle fondazioni di
1
origine bancarie, con 1/15 del loro profitto .
1.2.3
CSVnet - Area Europa e Mediterraneo
CSVnet sta sviluppando un lavoro specifico e sistematico sulle questioni europee dal 2006, dedicando attenzione sia
allo sviluppo delle competenze all’interno dei CSV inerenti ai progetti europei e all’accesso ai fondi europei per le
organizzazioni di volontariato, sia alla sensibilizzazione sulla cittadinanza attiva europea. CSVnet fornisce ai suoi
membri informazioni su bandi europei, sostegno metodologico, opportunità formative e assistenza tecnica sulle
opportunità di finanziamento e politiche europee. Inoltre, prende anche parte a progetti europei che permettono al
sistema dei CSV di sviluppare questioni in cui il suo contributo ed esperienza è rilevante e che possono essere
trasferite all’intero sistema e al volontariato.
1
Le principali aree di attività si possono indicare come segue: Promozione del volontariato e della solidarietà attraverso eventi pubblici e
conferenze, programmi specifici per il coinvolgimento attivo nella comunità dei giovani, degli anziani e delle comunità migranti, punti informativi sul
volontariato nelle scuole e negli istituti superiori, servizio civile; Consulenza alle organizzazioni di volontariato sulla normativa legale, i requisiti
istituzionali, i registri, supporto fiscale ed amministrativo, assicurazione, gestione; Comunicazione per le organizzazioni di volontariato, portale e siti
web e materiale di comunicazione per le organizzazioni di volontariato, ufficio stampa per le iniziative di volontariato; Formazione ed educazione
per gli organi di rappresentanza dei volontari, per gli organizzatori e i coordinatori di volontari, i volontari stessi, ecc. – sia su questioni generali che
per capacità di base e questioni specifiche; Informazione, documentazione, ricerca; Supporto alla progettazione per le organizzazioni di
volontariato. In totale, nel 2009, gli utenti dei CSV sono stati 60.000, di cui circa 19.000 singoli cittadini, 27.000 Organizzazioni di Volontariato e il
resto tra associazioni di promozione sociale, enti pubblici, gruppi informali e altre realtà della società civile. Il supporto che i CSV danno alle
organizzazioni di volontariato consiste in particolare in consulenza, risorse umane e in casi speciali risorse economiche nell’ambito di schemi ed
accordi specifici di rifinanziamento.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
CSVnet è socio del Centro Europeo per il Volontariato (CEV) con sede a Bruxelles, dove dal 2008 ha un proprio ufficio
di collegamento europeo, che coltiva l’interlocuzione diretta con le istituzioni e le reti europee.
Importante il lavoro di sostegno svolto da CSVnet per il volontariato verso le istituzioni europee e il Governo italiano,
con la realizzazione nel 2009 del Manifesto del Volontariato per l’Europa. Questo documento è frutto di un processo
ampio e partecipato promosso in collaborazione con la maggiori reti di volontariato nazionali accreditando CSVnet e il
sistema dei CSV ad essere uno dei principali stakeholder per il 2011 Anno Europeo del Volontariato. Il Manifesto del
Volontariato per l’Europa è stato presentato il 4 dicembre 2009 al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio
Napolitano e approvato dall’Assemblea del Volontariato Italiano autoconvocata il 5 dicembre 2009 in occasione della
Giornata Internazionale dei Volontari.
CSVnet è uno dei promotori più attivi dell’Alleanza italiana per il 2011 Anno Europeo del Volontariato e dà sostegno
alla segreteria dell’Ente Nazionale di Coordinamento Italiano per il 2011, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
e Osservatorio Nazionale del Volontariato.
È stato anche creato un sito web inteso a diffondere informazioni e a dare strumenti sul volontariato al pubblico in
generale, www.destinazioneeuropa.eu.
All’interno di quest’area di CSVnet, sono state create diverse aree di lavoro:
- un gruppo di lavoro su Servizio Volontario Europeo;
- attività sul volontariato degli anziani, sull’invecchiamento attivo e sulla solidarietà intergenerazionale;
- dibattiti e riflessioni sul volontariato come espressione di cittadinanza attiva;
- attività di scambio con organizzazioni provenienti da altri stati membri UE, e dal sud est europeo,
soprattutto dai paesi dei Balcani;
- iniziative e progetti relativi al riconoscimento dell’apprendimento non formale acquisito tramite attività
di volontariato;
- ricerca sul volontariato in Europa e sulla misurazione dell’impatto sociale ed economico del
2
volontariato .
1.2.4
Recenti progetti europei
Volontari, cittadini europei. Progetto co-finanziato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Un’azione sistematica a livello nazionale in collaborazione con le maggiori federazioni del volontariato italiano, i CSV e
le organizzazioni locali di volontariato. il progetto ha sviluppato il “Manifesto del volontariato per l’Europa”, frutto di
un processo ampio e partecipato con organizzazioni di volontariato nazionali e locali, presentato ai parlamentari
europei italiani eletti. Il Manifesto è stato preso a riferimento di base per la preparazione del 2011 dall’Assemblea
Nazionale del volontariato nel dicembre 2009.
VVV – Valorizzare il Valore del Volontariato. Seminario co-finanziato dal programma europeo “Gioventù in Azione”,
ha prodotto come risultato le Linee Guide per le organizzazioni al fine di valorizzare al meglio l'esperienza europea del
Servizio Volontario Europeo (SVE) e per dare valore specifico al volontariato. Le Linee Guida sono state realizzate
perché fossero un punto di partenza per le esperienze SVE perché potessero avere il massimo impatto a livello locale e
per valorizzare l’esperienza di ogni giovane volontario. Sviluppi futuri sono pianificati a livello locale ed europeo.
2
www.evmp.eu
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
VALUE - Il volontariato e l'apprendimento permanente nelle Università in Europa - è una rete Grundtvig, che
comprende 20 organizzazioni rappresentanti le Università, e più concretamente Centri di Apprendimento Permanente
all'interno delle Università, dei centri di volontariato e reti/associazioni (di entrambi i settori) di 13 paesi europei. Lo
scopo della Rete è quello di facilitare e stimolare lo sviluppo della cooperazione tra Università e il settore del
volontariato nel fornire Formazione Permanente Universitaria (ULLL) a volontari e personale delle organizzazioni di
volontariato che preveda opportunità di apprendimento flessibili e percorsi di accreditamento per l’apprendimento
formale e informale acquisiti attraverso attività di volontariato.
Ricerca "Il volontariato in Europa. Organizzazioni, promozione, partecipazione", coordinato da SPES, con la
partecipazione del Centro Nazionale Volontariato (CNV) e altri CSV: AVM Marche, Celivo Genova, CSV Friuli Venezia
Giulia e Coordinamento CSV Lombardia e con partner di settori del volontariato e accademici in tutti i paesi dell'UE.
Rappresenta un importante sforzo di ricerca collaborativa per documentare e comprendere il volontariato in Europa,
attraverso la produzione e la pubblicazione di rapporti nazionali sul volontariato, le tendenze e le infrastrutture in tutti
i paesi europei.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
2.
Programma
VENERDI’ 07 OTTOBRE 2011
15.00 – 16.00 | Registrazioni dei partecipanti
16.00 – 19.00 | Quale ruolo per il volontariato nell’Europa del futuro
Presiede: Mariangela Fantin, Presidente del Centro Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia
Saluti delle Autorità
16.00 – 16.30 | Relazioni introduttive
:: Roberto Molinaro, Assessore al volontariato Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
:: Renzo Razzano, Vicepresidente CEV Bruxelles - CSVnet Roma
16.30 – 19.00 | Interventi e dibattito
:: Danilo Giovanni Festa, Direttore Generale Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
:: Giorgio Volpe, Vice Presidente Comitato regionale volontariato Friuli Venezia Giulia
:: Elena Montani, Settore Affari Politici, Rappresentanza Commissione europea in Italia
:: Rappresentanti istituzionali esteri
SABATO 08 OTTOBRE 2011
10.30 - 13.00 | Conferenza plenaria
Partecipano le associazioni di volontariato della Regione Autonoma Friuli Venezia
Presiedono:
:: Roberto Molinaro, Assessore volontariato Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
:: Renzo Razzano, Vice Presidente CEV – Centro Europeo del Volontariato
Relazioni introduttive:
:: Joachim Ott, Acting Head of Unit - European Commission - Directorate-General for Communication - Citizens' Policy
Unit “Le politiche europee e il volontariato”
:: Martijn Pakker, Direttore CEV “Il volontariato nei Paesi dell’Europa Centrale e Sud Orientale.
Quali possibili sinergie?”
:: Giovanna Roiatti, consulente Centro Servizi Volontariato Friuli Venezia Giulia “Il sostegno finanziario nelle
collaborazioni transnazionali. Presentazione delle linee di finanziamento”
12.00 – 13.00 | Interventi delle associazioni italiane ed estere, tra cui:
:: Nives Ivelja, Direttore Associazione MI Spalato (Croazia)
:: Ivona Krstevska, SEEYN South East European Youth Network “New laws and emerging issues: Overview of recent
trends in volunteering in SEE countries”
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
13.00 – 14.30 | Colazione a buffet
14.30 – 18.30 | Gruppi di lavoro
(con pausa caffè 16.30 – 17.00)
:: Giovani e partecipazione - Modera: Giorgio Volpe, Vice Presidente Comitato Regionale Volontariato Friuli Venezia
Giulia
:: Invecchiamento attivo - Modera: Ksenija Fonović, CSVnet
:: Diversità e cittadinanza - Modera: Stefania Macchioni, CSVnet
:: Bisogni speciali e inclusione - Modera: Mario Brancati, Presidente della Consulta Regionale per disabili
DOMENICA 09 OTTOBRE 2011
10.00 – 13.00 | Il volontariato per un’Europa che include e ascolta
Presiede e conclude: Renzo Razzano, Vice Presidente CEV – Centro Europeo del Volontariato
Risultati e raccomandazioni dei Gruppi di lavoro:
:: Giovani e partecipazione
Evren Ergec, Turchia
:: Invecchiamento attivo
Ramona Dragomir, Pro Vobis, Romania
:: Diversità e cittadinanza
Dejan Zivkovic, NSHC Serbia
:: Bisogni speciali e inclusione
Irena Topalli, Albania
Interventi
:: Anica Mikuš Kos, Presidente Slovenska Filantropija (Slovenia )
:: Prof. Andrea Waxenegger, Università di Graz, Presidente EUCEN (European Network of University Centres for Life
Long Learning)
:: Prof. Antonella Valmorbida, Direttore ALDA Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale
:: Luca Jahier, Comitato Economico e Sociale Europeo, Presidente Gruppo III
Conclusioni
13.00 – 14.00 | Colazione a buffet
Lingue di lavoro: inglese e italiano
Comitato organizzatore
Segreteria organizzativa
Lucio Pellegrini
CSV Friuli Venezia Giulia
Mariangela Fantin e Dario Mosetti
Francesca Macuz
Renzo Razzano e Ksenija Fonovic
tel. +39 040 635061
Giorgio Volpe
fax +39 040 3487128
mail: [email protected]
18
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
3.
Relatori
3.1
Lista relatori
* in ordine alfabetico
PAESE
COGNOME
NOME
ORGANIZZAZIONE DI APPARTENENZA
Italia
FANTIN
Mariangela
Centro di Servizi per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia
Italia
FESTA
Danilo Giovanni Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Slovenia
HUZEJROVIC**
Vahida
Slovenska Filantropija
Croazia
IVELJA
Nives
Associazione MI Spalato
EU
JAHIER
Luca
Comitato Economico e Sociale Europeo, Gruppo III
Macedonia
KRSTEVSKA
Ivona
South East European Youth Network
Slovenia
MIKUS KOS
Anica
Slovenska Filantropija
Italia
MOLINARO
Roberto
Assessorato all'Istruzione, Università, Ricerca, Famiglia,
Associazionismo e Cooperazione della Regione Friuli Venezia
Giulia
EU Italia
MONTANI
Elena
Rappresentanza in Italia della Commissione europea
EU
OTT
Joachim
Commissione europea - DG COMM
EU
PAKKER
Martijn
European Volunteer Centre
Italia
RAZZANO
Renzo
Presidente Spes – Centro di Servizi per il Volontariato del Lazio,
Vicepresidente CEV (Centro Europeo del Volontariato), Delegato
Area Europa CSVnet
Italia
ROIATTI
Giovanna
Consulente del Centro Servizi per il Volontariato del Friuli
Venezia Giulia
Croazia
SEHIC RELIC**
Lejla
Volonterski centar Osijek
Italia
SILVESTRE**
Sergio
Coordown
Bosnia e
Erzegovina
UBIPARIP**
Jasminko
Organizations NGO alternativ Kkanj
Italia
VALMORBIDA
Antonella
ALDA – Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale
Italia
VOLPE
Giorgio
Vicepresidente del Comitato regionale volontariato del Friuli
Venezia Giulia
Austria
WAXENEGGER
Andrea
EUCEN – European University Continuing Education Network
Slovenia
ŽEKS
Boštjan
Ministero sloveno per gli sloveni all’estero
** Profilo non disponibile (vedi capitolo 3.2)
19
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
3.2
Profilo relatori
* in ordine alfabetico
Mariangela Fantin
Presidente Centro di Servizi per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia
Da più di vent’anni impegnata come volontaria nell’assistenza ai malati terminali, da luglio 2010 è presidente del
Centro di Servizio per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia. Nel 2009 diventa referente del Friuli Venezia Giulia per la
Fondazione Breast Health International Onlus di Londra per le donne colpite da tumore al seno, grazie anche
all’esperienza maturata negli anni su questo tema e che la vede già dal 2006 Presidente del Comitato Provinciale
ANDOS di Udine. Dopo il primo nucleo operativo, nato a Trieste nel 1967, questa associazione di volontariato che
opera a favore delle donne affette da questa terribile malattia conta oggi più di 90 sedi su tutto il territorio nazionale.
Danilo Giovanni Festa
Direttore Generale Terzo Settore e Formazioni Sociali, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale per il terzo settore e le formazioni sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,
Organismo Nazionale di Coordinamento dell’Anno Europeo del Volontariato 2011.
Già dirigente della Direzione Generale Comunicazione Piani e Progetti di Comunicazione, Valutazione e Affari Generali
del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Già dirigente e membro del Collegio del servizio di controllo interno
del Ministero delle Comunicazioni.
Nives Ivelja
Direttore dell’Associazione MI
Nella sua carriera ha avuto esperienze in diversi ambienti: un’istituzione governativa sociale, agenzie internazionali e
organizzazioni della società civile nelle aree dell’inclusione sociale, fornitura di servizi sociali e sviluppo di comunità.
Dal 1992, ha continuamente lavorato in questioni inerenti alla guerra – servizi sociali per rifugiati e profughi; attività di
riconciliazione, mobilizzazione e sviluppo della comunità in comunità colpite dalla guerra in aree di specifica
preoccupazione per la Repubblica croata.
Negli ultimi 14 anni, ha sviluppato una delle più rispettate organizzazione della società civile in Croazia – Associazione
MI. Dal 1996, ha ricoperto diversi ruoli: fondatrice, presidente, membro del Consiglio di amministrazione e esperta in
programmi sociali, di risoluzione dei conflitti, della società civile e di sviluppo di comunità. Dal 2000, ricopre la
posizione di program manager e direttrice.
Luca Jahier
Presidente Gruppo III del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE)
Presidente del Consiglio nazionale delle Acli, è stato nominato alla guida del Gruppo III del CESE a novembre 2010. Per
due anni e mezzo, ha curato gli interessi di varie categorie socio-professionali, tra cui le piccole e medie imprese, le
associazioni, le ONG, le cooperative, le imprese sociali e i consumatori.
È stato presidente della Focsiv (Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario, dal 1994 al 1999),
responsabile europeo e internazionale delle Acli (dal 2000 al 2008), segretario di Retinopera (dal 2002 al 2007). Dal
2008 presiede il consiglio nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. E’ membro del CESE, in Europa,
dal 2002; autore di numerosi pareri sull'agenda sociale europea, l'Alleanza europea per le famiglie, la cooperazione e
l’economia sociale. E’ stato tra i promotori del Forum europeo Immigrazione e integrazione, costituito due anni fa dal
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Cese e dalla Commissione europea per coinvolgere la società civile europea nei processi legislativi concernenti
l'immigrazione legale nell'Ue.
Ivona Krstevska
Membro del comitato direttivo di SEEYN
Ha da poco ricevuto il secondo mandato quale membro del comitato direttivo della Rete dei Giovani del Sud Est
Europa. Oltre a lavorare per SEEYN, è coordinatore di progetto presso il Centro Culturale Giovanile Bitola in
Macedonia. Segue il dipartimento della formazione per il servizio nazionale di volontariato in Macedonia e lo sviluppo
dei centri di servizio per il volontariato. Laureata in Psicologia, è in procinto di terminare il percorso di studi in
Psicoterapia Integrativa. Ha lavorato come formatore per quattro anni, fornendo istruzione non-formale a giovani
(apprendimento interculturale, risoluzione dei conflitti, team building, comunicazione non verbale). All’oggi è
principalmente focalizzata sulla realizzazione di progetti e attività mirate alla sensibilizzazione sull'importanza
dell'indipendenza dei giovani e della loro mobilità nei paesi balcanici.
Anica Mikuš Kos
Presidente di Slovenska Filantropija (Slovenia)
Anica Mikuš Kos è un pediatra e psicologa infantile. Quando i profughi del conflitto dei Balcani sono arrivati in
Slovenia, ha fornito assistenza a bambini rifugiati dalle zone di conflitto di Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia,
Kosovo, Inguscezia, Georgia, e Iraq. Dopo aver completato i suoi studi secondari, ha studiato medicina,
specializzandosi in pediatria e psichiatria. Ha trascorso la sua carriera professionale come psichiatra infantile e
incarichi di Capo del Dipartimento di psichiatria infantile presso l'Università di Lubiana Clinica Pediatrica e Ricercatore
presso l'Istituto di Filosofia e Sociologia dell'Università di Lubiana. Per gli ultimi 16 anni della sua carriera
professionale, ha lavorato come direttore del Centro di Consulenza di Lubiana per bambini, adolescenti e genitori.
Grazie alla sua fede nella capacità dei rifugiati e degli insegnanti, migliaia di bambini hanno finito la scuola e hanno
ricevuto assistenza psico-sociale. Ha anche organizzato una vasta gamma di corsi di formazione e seminari per dare la
possibilità a insegnanti rifugiati di lavorare e li ha aiutati a superare i loro traumi e le proprie perdite. A centinaia di
volontari è stato insegnato a lavorare con i bambini ei loro genitori. Questa rete costruita con il suo aiuto è stata di
vitale importanza per molti profughi di guerra.
Il fatto stesso che la dott.ssa Mikuš Kos abbia trascorso gli anni della sua infanzia in un periodo di guerra le ha
insegnato l'importanza della gentilezza e della compassione per un bambino. L'obiettivo principale del suo programma
è quello di fornire ai bambini le esperienze positive per contrastare le esperienze negative della guerra attraverso
l'attivazione e il potenziamento delle reti sociali dei bambini. Lei crede che il ruolo degli insegnanti, volontari e
operatori sanitari che per primi vengono a contatto con i bambini e i loro genitori abbia un ruolo centrale nell’esporre
i bambini a relazioni umane positive. É l'autore di un modello educativo di volontariato condotto da giovani al servizio
di persone in difficoltà, in un concetto di educazione civica ed etica (per la solidarietà e l'azione). Al fine di aiutare i
bambini in aree soggette a minacce militari ha progettato un programma per gli insegnanti il cui nucleo centrale sono
la conoscenza e le competenze necessarie per offrire un aiuto psicosociale efficace.
Roberto Molinaro
Assessore all'Istruzione, Università, Ricerca, Famiglia, Associazionismo e Cooperazione Regione Friuli Venezia Giulia
Nato il 9 aprile 1957 a Udine e residente a Colloredo di Monte Albano, è laureato in pedagogia e funzionario direttivo
di un’istituzione scolastica statale. Dopo essere stato sindaco del comune di Colloredo di Monte Albano dal 1980 al
2004, tra il 1981 e il 1986 diventa componente del Comitato di gestione dell'USL n. 6 Sandanielese e dal 1985 al 1993
presidente della Comunità collinare del Friuli. Consigliere regionale dal 1993, riconfermato nel 1998, nell'ottava
legislatura viene eletto presidente della IV^ Commissione consiliare. Si interessa di sanità, servizi sociali e di
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
problematiche istituzionali e delle autonomie locali. È Presidente del Gruppo Consiliare Regionale UDC nella VIII^ e IX^
legislatura regionale, forza politica della quale oggi è esponente regionale. Nella prima parte della X^ legislatura
regionale è Assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Cultura, delegato alle Politiche per la Famiglia.
Elena Montani
Rappresentanza in Italia della Commissione europea
Laureata nel 2001 a Pavia in Scienze Politiche/Relazioni Internazionali, ha conseguito un Master in Politiche europee
all’Institut d’Etudes Européennes di Bruxelles nel 2002 e, successivamente, una specializzazione in Scienze politiche.
Nel 2004 ha svolto uno stage all’Ufficio di Milano del Parlamento europeo, e si è quindi trasferita a Roma, dove ha
lavorato come Project Manager per il Consiglio italiano del movimento europeo e come valutatrice dei progetti di
servizio civile nazionale presso la Presidenza del Consiglio. Nel 2006-2007 ha lavorato a Nairobi per l’Associazione di
parlamentari europei per l’Africa (AWEPA), in qualità di Field Officer per la Somalia, e attualmente lavora presso la
Rappresentanza in Italia della Commissione europea, dove è responsabile dei contatti con gli attori socio-economici,
all’interno del settore affari politici. All’attività professionale si aggiunge una lunga attività volontaria nel Movimento
federalista europeo e nell’Unione europea dei federalisti.
Joachim Ott
Capo Unità della Direzione generale per la Comunicazione e le Politiche per i Cittadini della Commissione europea
Joachim Ott è a capo del coordinamento dell'Anno europeo del Volontariato 2011 e del programma di finanziamento
comunitario "Europe for Citizens". Fino al 2008 è stato Coordinatore del Gruppo di azione Roma della Direzione
generale Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità della Commissione europea, responsabile anche dello sviluppo
di strategie per raggiungere una migliore integrazione sociale delle minoranze etniche e garantire la loro piena
partecipazione al mercato del lavoro. Prima di entrare nella Commissione europea è stato Coordinatore per la
Germania degli Affari del Parlamento europeo e Capo Ufficio per Berlino quale membro della Bundestag tedesca.
Martijn Pakker
Direttore CEV – Centro Europeo del Volontariato
Entrato a far parte del CEV nel maggio 2011, figlio di una coppia olandese/costaricana, lavora e vive a Bruxelles da
sette anni. Ha applicato il suo background nello studio, specializzandosi in Studi Est-europei e lavorando con le reti di
giovani volontari in tutta Europa, incoraggiando la partecipazione giovanile nelle strutture di governo e sostenendo
progetti di educazione alla prevenzione dell'HIV. Il suo percorso è ulteriormente arricchito dall’esperienza nel settore
dello sviluppo della difesa delle ONG e in quello delle Relazioni pubbliche e della Comunicazione. È inoltre docente
dell'Università di Liegi presso il Dipartimento di Studi sullo Sviluppo e fa parte della delegazione nazionale al Consiglio
del Fondo Globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria. Parla correntemente inglese, olandese,
spagnolo e francese.
Renzo Razzano
Presidente Spes – Centro di Servizi per il Volontariato del Lazio
Oltre a ricoprire la massima carica del CSV del Lazio, è membro del Consiglio Esecutivo di CSVnet (Coordinamento
Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, a cui aderiscono 75 CSV) con mandato per l’Area Europa e
Mediterraneo, nonché Vicepresidente di CEV (Centro Europeo del Volontariato). Protagonista del movimento di
volontariato italiano fin dai primi anni '90, dal 2003 è leader di reti e progetti europei. Sotto la sua presidenza, Spes ha
coordinato progetti di rilievo europeo tra cui la ricerca "Il volontariato in Europa. Organizzazioni, promozione,
partecipazione”, che ha prodotto rapporti nazionali sul volontariato per tutti i paesi dell'UE in collaborazione con i CSV
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
nazionali, e il progetto biennale CE DG EMPL ENEA basato sullo scambio di 100 volontari anziani tra l'Italia e i Paesi
dell'Europa orientale.
Giovanna Roiatti
Consulente del Centro Servizi per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia
Laureata in Scienze Politiche a Bologna, formatore e consulente nel campo della valutazione e della progettazione
partecipata, svolge la libera professione nell’organizzazione e nell’orientamento al lavoro. Per l’associazione
Intramoenia (ente privato senza fini di lucro che associa professionisti di area economica, psicologica, informatica e
formativa) cura le relazioni esterne, alcuni aspetti di progettazione e gestione.
Antonella Valmorbida
Direttore ALDA – Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale
Antonella Valmorbida è stato Direttore dell'Associazione delle Agenzie per la Democrazia Locale a partire dal 1999. Si
occupa della gestione e l'attuazione della politica di una grande associazione europea con più di 150 membri europei e
altri 100 partner (governi locali e società civile), attivo in Sud ed Est Europa per promuovere la democrazia, i diritti
umani e lo sviluppo economico locale. Il nucleo della rete ALDA è implementato attraverso le attività di 11 agenzie sul
campo. ALDA è attiva anche nel Caucaso meridionale e la Bielorussia con progetti pilota. Antonella Valmorbida ha
seguito il Master in Scienze Politiche con specializzazione in politica internazionale di Milano. Ha proseguito gli studi
grazie a diversi corsi di specializzazione in materie comunitarie, cooperazione decentrata e strumenti sui diritti umani
a livello nazionale e locale. Insegna presso l'Università di Padova in materia di cooperazione decentrata.
Giorgio Volpe
Vicepresidente del Comitato Regionale Volontariato del Friuli Venezia Giulia
Nato il 3 gennaio 1966, si forma come educatore nell'associazione scout Agesci, per proseguire il suo impegno di
volontario nell'associazione "Pace e Dintorni" di Milano, impegnata nella promozione della pace e nella diffusione
della non violenza. Anche in seguito a queste esperienze, dopo gli studi tecnici (si laurea in Ingegneria Elettronica al
Politecnico di Milano nel 1989) sceglie di dedicarsi al lavoro sociale, prima in campo educativo e quindi come
animatore socio-culturale, qualificandosi in questo settore con un diploma biennale della regione Lombardia. Tuttora
è impegnato professionalmente in progetti formativi e di animazione per associazioni e altre realtà sociali. Trasferitosi
in Friuli nel 2000, si impegna come volontario nel Centro Internazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CeVI) di
Udine, una ONG impegnata al Sud in progetti di Cooperazione internazionale e, nel nostro paese, in un impegno di
sensibilizzazione e promozione della solidarietà e di una visione internazionale: con il CeVI si occupa di progetti
formativi rivolti in particolare ai volontari. Attraverso il CeVI inizia a collaborare anche con il Movimento di
Volontariato Italiano, a cui il CeVI aderisce, con incarichi nella segreteria regionale e, dal 2006, nel Comitato Nazionale
di cui è attualmente, come volontario, Segretario Nazionale.
Andrea Waxenegger
Università di Graz, Presidente EUCEN (European Network of University Centres for Life Long Learning)
Direttore del Centro per la formazione continua presso l'Università di Graz dal 2000, ha un background in educazione
degli adulti e ha lavorato dal 1989 nel campo della formazione continua universitaria applicata alla ricerca, lo sviluppo,
la gestione, l’organizzazione e la consulenza, anche a livello europeo. É attualmente membro del comitato direttivo di
AUCEN - Austrian University Continuing Education and Staff Development Network ed è delegato e membro del
comitato direttivo di EUCEN - European University Continuing Education Network. Esperto nazionale distaccato del
Ministero federale austriaco delle Scienze e della Ricerca per l'istruzione per ASEM - consiglio consultivo
dell’Education and Research Hub for Lifelong Learning, è inoltre esperto nazionale del consiglio consultivo del
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Ministero sull’apprendimento permanente. È membro e coordinatore del gruppo di esperti sull’apprendimento in età
avanzata in collaborazione con il Ministero federale austriaco degli Affari Sociali e Tutela dei Consumatori. É project
manager di diversi progetti europei ed è stato coordinatore del Progetto ADD LIFE sull’apprendimento
intergenerazionale.
Boštjan Žekš
Ministro sloveno per gli sloveni all’estero
Boštjan Žekš, Membro a pieno titolo dell'Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti, è nato il 26 giugno 1940. Si è
laureato in fisica presso l'Università di Lubiana, dove ha anche conseguito il Master e PhD in fisica. Ha fatto ricerca
nelle università in Germania, Gran Bretagna e Francia ed era un professore di fisica presso l'Università di Recife in
Brasile. È stato impiegato dal Jozef Stefan Institute, dell'Università di Lubiana e l'Università di Nova Gorica, dove fu
anche Rettore dell'Università degli Studi. Egli si recava regolarmente a visite di lavoro nel Regno Unito, Stati Uniti,
Francia, Giappone, Malesia, ecc. È stato membro o presidente di diversi enti scientifici e di educazione superiore. È
stato membro dell'Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti (SASA) dal 1987 ed è stato il suo presidente tra il 2002
e il 2008. Lui è un ricercatore in fisica superiore con un'ampia bibliografia e di rilevanza internazionale. È co-autore di
due pubblicazioni internazionali (in inglese), una delle quali è stata anche tradotta in russo e cinese. Insieme a un
collega ha ricevuto il più alto riconoscimento per la ricerca scientifica in Slovenia due volte. Durante la sua
permanenza all'estero ha spesso incontrato gli espatriati sloveni e discusso i loro problemi. Mentre era Presidente
della SASA ha spesso visitato le società slovene e ha frequentato i loro eventi nei paesi vicini e in tutto il mondo.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
4.
Ospiti
4.1
Lista ospiti stranieri
PAESE
COGNOME
NOME
ORGANIZZAZIONE DI APPARTENENZA
Serbia
ADZIC
Natalija
Government of the Republic of SerbiaOffice for Cooperation
with Civil Society
Francia
BERNARDET
Danielle
France Benevolat
Macedonia
BOGATINOV
Aleksandar
Organisation of Women Sveti Nikole
BosniaErzegovi
DEBELAC
na
Belmin
U.G. ORIV "Budi mi prijatelj"
Romania
DRAGOMIR
Ramona
Pro Vobis
Turchia
ERGEC
Evren
Toplum Gonulluleri Vakfi
Croazia
GOLJA
Ana
Žmergo
Slovenia
HUZEJROVIC
Vahida
Slovenska Filantropija
Croazia
IVELJA
Nives
Associazione MI Spalato
Slovenia
JAMSEK
Primož
Slovenska Filantropija
Macedonia
KRSTEVSKA
Ivona
South East European Youth Network
Kosovo
LEKAJ
Ramush
QPEA - Centre for Promotion of Education
Kosovo
LEKAJ
Arlinda
QPEA - Centre for Promotion of Education
Romania
LUCIANU
Veronica
Inspector in the Romanian Ministry of Education
Slovenia
LUKASHEVICH
Nina
Slovenska Filantropija
Slovenia
MIKUS KOS
Anica
Slovenska Filantropija
Monte Negro
MILOSEVIC
Igor
Association for Democratic Prosperity – Zid
Romania
MITRAN DUTU
Liana Maria
Inspector in the Romanian Ministry of Education
EU
OTT
Joachim
Commissione europea - DG COMM
EU
PAKKER
Martijn
European Volunteer Centre
Slovenia
SAVNIK
Vesna
Slovenska Filantropija
Croazia
SEHIC RELIC
Lejla
Volonterski centar Osijek
Albania
TOPALLI
Irena
Beyond Barriers Association
Croazia
TRAUB
Helena
Žmergo
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
BosniaErzegovi
UBIPARIP
na
Jasminko
Organizations NGO alternativ Kkanj
Slovenia
VOJNOVIC
Lenka
Slovenska Filantropija
Austria
WAXENEGGER
Andrea
EUCEN – European University Continuing Education Network
Serbia
ZIVKOVIC
Dejan
Novosadski humanitarni centar
Macedonia
ZLATEVA
Vera
Organisation of Women Sveti Nikole
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
4.2
Profilo organizzazioni straniere
Beyond Barriers Association
Rr Don Bosko, Pllatet Edil Al, Kulla 3, Kati 8, Apartamenti 52
Tirana - ALBANIA
Tel. +355 44806136, +355 695882272
Email: [email protected] , [email protected]
www.beyondbarriers.org - www.vullnetarizmi.org
Missione
Beyond Barriers Association (BBA) è stata creata nel giugno 2004 per iniziativa di un gruppo di giovani con e senza
disabilità. BBA è un’organizzazione non profit, non governative e di volontariato che difende i diritti e gli interessi dei
giovani. La missione di BBA è di promuovere pari opportunità per tutti i giovani, specialmente per quelli con disagi
sociali e diverse abilità, offrendo loro supporto per aumentare le loro possibilità di partecipazione e di essere parte
attiva della vita della comunità. Il nostro obiettivo finale è quello di integrare i giovani con problemi e disagi sociali
nella vita della società.
Priorità e aree di lavoro
Le nostre priorità principali sono: supporto e creazione di opportunità di partecipazione e di coinvolgimento per i
giovani con disagi sociali. Creare e rafforzare attività diverse adattate alle esigenze dei giovani e alle azioni di
promozione di un modello sociale di disabilità. Le nostre principali aree di lavoro sono: minori opportunità (in
particolare difficoltà di apprendimento e disabilità intellettiva), educazione ai diritti umani, educazione non formale, e
promozione del volontariato in Albania.
Destinatari
Il nostro target sono i giovani di età compresa tra i 15-35 anni, con e senza disabilità, e quelli con minori opportunità.
Tuttavia lavoriamo anche con bambini tra i 6-18 anni con disabilità che sono in una scuola speciale a Tirana.
Buone pratiche (progetti & attività)
Uno dei nostri ultimi progetti è stata l'apertura del primo Centro di Volontariato Locale (CVL) in Albania, con sede a
Tirana. Il progetto "Valori del Volontariato e attività nel servizio delle persone con disabilità in Albania", finanziato
attraverso fondi IPA dell'UE è in corso da gennaio 2011 e terminerà a dicembre 2011. Il centro CVL offre la possibilità
ai giovani con e senza disabilità di ottenere servizi quali imparare una nuova lingua, corso di informatica, corsi di
creatività, assistenza personale e promozione dei diritti delle persone con disabilità. Il centro CVL è un organismo di
coordinamento tra l’Organizzazione Partner e i volontari locali e crea il collegamento tra i due. Finora abbiamo iniziato
al volontariato circa 150 volontari e stiamo ulteriormente lavorando sul posizionamento di altri. Allo stesso tempo,
all'interno del progetto, BBA e CVL stanno seguendo il progetto di proposta per la legge sul volontariato in Albania.
Questo progetto è realizzato da BBA attraverso la stretta collaborazione con la rete SEEYN, Youth Culture Centre
Bitola, Macedonia - Youth Communication centre Banja Luka, Bosnia e Erzegovina, e CESVOV Varese Italia come
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
partner. questo include anche il Ministero del Turismo, Cultura, Gioventù e Sport dell'Albania e la Facoltà statale di
Diritto come partner associati.
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Centro per la formazione Continua, Università di Graz
Universitaetsplatz 3
8010 Graz - AUSTRIA
Tel. +43 3163801101
Email: [email protected]
www.uni-graz.at/zfw
Missione
L'Università di Graz è un "Partner per l'apprendimento permanente" per individui, gruppi, organizzazioni e la comunità
nella regione e oltre. I nostri programmi di apprendimento permanente sono rivolti a tutti e a persone di ogni età:
"Università per bambini e ragazzi", Programmi Universitari, Master e Dottorati di Ricerca, e programmi professionali
per l’Università della Terza Età.
Priorità e aree di lavoro
Il Centro per la formazione continua fornisce l’Istruzione per tutti - programmi di ricerca di corsi di interesse generale
a livello universitario per l'accesso del pubblico. Costruisce attivamente partenariati a livello regionale, nazionale ed
europeo.
Destinatari
Il pubblico
Buone pratiche (progetti & attività)
“Montagsakademie” – Istruzione per tutti: 12 lezioni su un tema chiave nel corso dell'anno accademico per offrire
conoscenze universitarie e sulla ricerca al grande pubblico; trasmissioni in diretta di 15 istituzioni partner regionali,
come i comuni; antologia delle conferenze dell'anno; trasmissioni radio; archivio video online; ad oggi oltre 70.000
presenze; www.uni-graz.at/montagsakademie
Vita activa – L’apprendimenti che collega le generazioni: nuove opportunità di apprendimento per gli adulti di tutte le
età, soprattutto studenti anziani - con o senza una formazione universitaria - che vogliono perseguire il loro interesse
per temi di attualità nel campo della scienza e della tecnologia e che vogliono condurre ricerche nelle aree di proprio
interesse con esperti del settore; www.uni-graz.at/vita-activa
Megaphon-Uni - Imparare senza barriere: sviluppato per e con persone socialmente svantaggiate in collaborazione
con il Street Magazine Megaphon e la Caritas Graz-Seckau; www.uni-graz.at/megaphon-uni
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Budi mi prijatelj
Iniziativa Giovanile Rom “Be my Friend”
Kovacica n°2
71300 Visoko - BOSNIA E ERZEGOVINA
Tel. +387 32733667
Email: [email protected]
www.budimiprijatelj.org
Missione
La missione di "Be my Friend", implementata con l'aiuto dei membri del consiglio, degli utenti e della comunità rom, è
favorire una vita di qualità ai membri della società menzionata, per aiutarli a risolvere i problemi inerenti a: scuola,
borse di studio , assistenza sanitaria, assistenza sociale, educazione dei giovani e dei loro genitori, conservando la
tradizione e la loro cultura, e istruzione femminile. Aiutare un bambino che non ha tutor, con talento anche come il
vecchio ed esausto Rom.
Priorità e aree di lavoro
·
·
·
·
·
Democrazia
Diritti umani
Workshop con donne, giovani e bambini
Laboratorio didattico
Locale, regionale, internazionale
Destinatari
·
·
·
·
Bambini
Giovani
Donne
Volontari
Buone pratiche (progetti & attività)
Alcuni dei donatori o dei nostri partner nei progetti sono:
·
·
·
·
·
·
30
UNDP
UNHCR
SOROS
World Vision
CURA int.
Ministero dell'istruzione e della scienza
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
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Governo e istituzioni locali
Abbiamo visto approvato il primo progetto Gioventù in Azione
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Associazione civile “Alternative” Kakanj
Ulica šehida 5
72240 Kakanj - BOSNIA E ERZEGOVINA
Tel. +387 32556288
Email: [email protected]
www.nvo-alternative.org
Missione
L’Associazione civile "Alternative" Kakanj è un’organizzazione non governativa focalizzata sulla protezione dei diritti
umani, sulla costruzione della tolleranza e della fiducia nella comunità e sulla valorizzazione del ruolo dei giovani e
delle donne nella società. "Alternative" è dedicata allo sviluppo della società civile in Bosnia e Erzegovina. La nostra
volontà di educare e di imparare è la nostra forza principale.
Priorità e aree di lavoro
Governo locale, settore della giustizia, tutela dei diritti umani (in particolare dei diritti delle donne e dei gruppi
emarginati di cittadini), tutela dell'ambiente ecc
Destinatari
Rappresentanti dei governi locali, rappresentanti del settore della giustizia, giovani, donne, altre ONG, gruppi di
cittadini emarginati, ecc
Buone pratiche (progetti & attività)
2010-2011
Aumentare la trasparenza di 6 corti comunali nella Bosnia e Erzegovina Centrale
2007-2010
Rafforzare la cooperazione tra amministrazioni comunali e cittadini nella Bosnia e Erzegovina Centrale
2005-2006
Comuni della Bosnia e Erzegovina Centrale per l'Europa
2005-2006
Sviluppo del turismo attraverso l'educazione e la promozione nella Bosnia e Erzegovina Centrale
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Associazione MI
Sinjska 7
21000 Spalato - CROAZIA
Tel. +385 21329130
Email: [email protected]
www.udruga-mi.hr
Missione
Sostenere la crescita personale e sociale all'interno della comunità e promuovere i valori del volontariato e della
filantropia attraverso: servizi diretti a gruppi svantaggiati, costruzione della società della tolleranza e della diversità e
sostegno alla partecipazione dei cittadini, iniziative civili e di volontariato. MI intende sostenere il senso di comunità.
Priorità e aree di lavoro
Sviluppo della Comunità e democratizzazione: Centro per il Volontariato, centro regionale di sostegno alle ONG e
sviluppo di Comunità nelle zone colpite dalla guerra
Servizi sociali per gli anziani
Destinatari
Organizzazioni della società civile, istituzioni pubbliche, enti locali
Anziani, stakeholder locali, regionali
Buone pratiche (progetti & attività)
Centro regionale per il volontariato (200 cittadini, 80 organizzazioni all'anno, membro della Rete Croata dei Centri per
il volontariato); centro regionale di sostegno alle ONG (650 organizzazioni); gestione del forum delle ONG a livello
regionale; ha fondato la fondazione regionale; parte dell’infrastruttura nazionale per lo sviluppo della società civile;
sviluppo di comunità sostenibili nelle zone colpite dalla guerra - mobilitazione della comunità e attività di
riconciliazione etnica (45 città e comuni); servizi sociali per anziani (2080 beneficiari, 40.000 servizi all'anno); senza
scopo di lucro, promozione dell'invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale. Premiata da parte del
governo e degli enti locali per lo sviluppo del volontariato.
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Centro per il Volontariato di Osijek
L.Jagera 12
31 000 Osijek - CROAZIA
Tel. +385 31211306 / +385 917948571
Email: [email protected]
www.osvolonteri.hr
Missione
La nostra missione è quella di coinvolgere i cittadini nei processi di miglioramento della comunità attraverso lo
sviluppo della società civile e del volontariato organizzato nella regione della Croazia orientale. Il Centro per il
Volontariato di Osijek è un'organizzazione dedicata allo sviluppo della società civile e del volontariato, nonché alla
strutturazione di un supporto continuo per i volontari e le organizzazioni che hanno bisogno.
Priorità e aree di lavoro
Il Centro per il Volontariato di Osijek sta sviluppando due programmi strategici principali:
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Migliorare l'impegno civico e il Volontariato
Rafforzare le capacità delle organizzazioni della società civile nella regione
Destinatari
Cittadini attivi di tutte le età, rappresentanti di organizzazioni non-profit, studenti, gruppi svantaggiati ed emarginati,
rappresentanti della scuola, dei media e del settore privato.
Buone pratiche (progetti & attività)
Promuovere i valori del volontariato; Miglioramento dell’infrastrutture per le attività di volontariato; Aumentare
l'accessibilità alle informazioni relative al volontariato e alle attività di volontariato nella regione Slavonia e Baranja;
Aumentare le possibilità di partecipazione dei volontari in istituzioni e organizzazioni sociali, educative e sanitarie;
Sostenere iniziative di volontariato e le attività pubbliche dei cittadini che contribuiscono al benessere della comunità;
Migliorare la cooperazione tra i rappresentanti della comunità (enti locali, istituzioni pubbliche e organizzazioni della
società civile) in materia di volontariato. Avvio e attuazione di progetti innovativi che includono i volontari in
collaborazione con i rappresentanti delle comunità interessate; avviare e sostenere scambi di volontariato
internazionale. Creazione di una struttura sostenibile di sostegno alle organizzazioni della società civile.
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Associazione Žmergo
Viktora Cara Emina 3
Abbazia - CROAZIA
Tel. +385 51271459
Email: [email protected]
www.zmergo.hr
Missione
L’Associazione Žmergo mira a preservare l'ambiente, tutelare il patrimonio naturale e culturale e promuovere lo
sviluppo sostenibile.
Priorità e aree di lavoro
Le attività di Žmergo hanno un impatto sul miglioramento della qualità della vita in campo ambientale, nonché
culturale ed educativo.
Destinatari
Società civile in generale, soprattutto i giovani.
Buone pratiche (progetti & attività)
Žmergo esiste dal 1994 ed è fautrice della proclamazione del massiccio del Monte Ucka a Parco Naturale Ucka.
Žmergo ha educato molte generazioni dalle scuole elementari agli studenti universitari della Contea di Primorskogoranska su varie tematiche ambientali e sulle possibilità di risolverle. Nel 1998 Žmergo si è unita alla rete del
Telefono Verde e ne porta ancora avanti le attività. Il manuale Let’s Reduce Organic Waste – Let’s Compost
(Riduciamo gli sprechi organici – Facciamo il Compost) è stato il vincitore del 1° premio nel concorso organizzato dalla
Società austriaca per l'Ambiente e la Tecnologia (ÖGUT) di Vienna. La Newsletter Fermaj, il laboratorio di tematiche
ambientali e di arte e cultura 1996-2003, è stato pubblicato in forma cartacea e oggi esce in formato elettronico.
Azioni in corso: Centro Ecologico Abbazia, organizzazione della fiera Ecologica, sviluppo sostenibile e One Day For a
Clean Environment (un giorno per un ambiente pulito)!
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France Benevolat
127 rue Falguière – Hall B1
75015 Pargi - FRANCIA
Tel. +33 140610161
Email: [email protected]
www.francebenevolat.org
Missione
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Promuovere il volontariato – aiutare le associazioni a gestire meglio i volontari
Guidare potenziali volontari nella ricerca delle associazioni più adattate al proprio profilo
Dare valore aggiunto al volontariato attraverso la promozione del riconoscimento delle competenze e capacità
acquisite facendo volontariato attraverso il nostro PASSAPORTO DEL VOLONTARIATO
Priorità e aree di lavoro
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Assistere la nostra rete nazionale - 80 centri dipartimentali - per l'attuazione dei nostri obiettivi
Sviluppare progetti su questioni specifiche (Volontariato d’impresa, intergenerazionale, ecc ...)
Organizzare corsi di formazione per le associazioni
Destinatari
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Associazioni
Volontari
Privati
Istituzioni
Buone pratiche (progetti & attività)
Partecipazione a diversi progetti europei - ILO - EASE - INTERGENERAZIONALE - e alle conferenze per migliorare il
lavoro in rete, per scambiarsi buone pratiche, per promuovere e attuare programmi europei, per garantire
presentazioni appropriate ad ogni richiesta, continuare a promuovere il volontariato in tutta la Francia e l'Europa - In
Francia, migliorare la conoscenza dello stato del volontariato organizzando studi, in collaborazione con istituti di
ricerca: sondaggio IFOP, programma speciale con la Fondazione SNCF (ferrovie francesi) per riunire i migliori progetti
intergenerazionali su 100 presentati, programma speciale con Crédit Mutuel per premiare la migliore integrazione dei
giovani all'interno delle associazioni.
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Qendra per perparimin e edukimit dhe arsimit
Centro per la promozione dell'educazione
Rr.Rexhep Bislimi p.n.
Ferizaj - KOSOVO
Tel e Fax: +381 29021600
Email: [email protected]
www.qpea.org
Missione
L’organizzazione non governativa Centro per la Promozione dell’Educazione (CPEA) e stata fondata nell’Aprile del 2000
come organizzazione no profit. E registrata sotto l’UNMIK (Missione delle Nazioni Unite nel Kosovo), secondo il
regolamento dell’UNMIK per le organizzazioni non governative e senza fini di lucro.
Obiettivi:
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Sviluppo professionale del sistema educativo
Innalzamento del livello educativo nelle aree rurali
Miglioramento delle condizioni di apprendimento nelle scuole
Sviluppo della protezione sanitaria nelle scuole
Coinvolgimento delle attività volontarie giovanili, ecc.
Priorità e aree di lavoro
Attività:
·
Organizzazione di diversi percorsi di formazione (seminari psicosociali e corsi per insegnanti, amministratori
scolastici, personale del Ministero dell’Educazione, studenti , genitori, personale che si occupa dei malati di mente
e personale medico).
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Fornire borse di studio agli studenti delle scuole secondarie.
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Aiutare i bambini e i giovani con difficoltà di apprendimento.
Organizzazione di attività di volontariato e promozione del volontariato.
Organizzazione di campi per i volontari.
Pubblicazione di libri per aiutare gli insegnanti , gli studenti e i genitori.
Il Centro per la Promozione dell’Educazione (CPEA) ha completato con successo molti progetti basati sulla scuola e la
comunità. Negli ultimi cinque anni il Centro per la Promozione dell’Educazione (CPEA) ha organizzato quindici
seminari, ciascuno di quattro moduli di tre giorni. Nel contesto del CPEA, e stato fondato all’inizio del 2003 il Centro di
Counselling per bambini ed adulti.
Centro di Counselling: scopi e obiettivi
Organizzare attività di volontariato per aiutare bambini con disabilita.
Aiutare gli insegnanti e i genitori nell’identificare e trattare i bambini con disabilita.
Offrire seminari e counselling per insegnanti e genitori così come aiuto terapeutico e counselling per i bambini.
CPEA ha organizzato due campi per volontari. ”Splendore giovanile 1 & 2”, ai quali hanno partecipato 40 volontari
dalla Slovenia, Macedonia, Bosnia, Albania e Kosovo, in Jezerc, Ferizaj (Kosovo) nell’agosto del 2002 e 2003. Inoltre, il
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CPEA ha scelto i partecipanti e ha organizzato la partecipazione di 20 bambini in due campi internazionali organizzati
dal Centro dell’UNESCO per le Donne e la Pace nei Balcani, basato a Thessaloniki, Grecia. Il primo campo ha avuto
luogo nell’agosto 2004 in Grecia con il tema “La Mappa Mentale” e il secondo “Lo Spirito Volontario” a fine agosto del
2005.
Principali progetti di volontariato organizzati e già attuati sono:
Aiuto medico agli anziani e malati, Assistenza ai disabili fisici, Aiuto alle famiglie povere, Volontariato per gli anziani,
Lezioni tra pari per le materie accademiche, Corsi di computer, Lavoro con bambini di diverse età, Realizzazione di
programmi sui media (TV, radio), Cura dei giardini, Dibattiti su diversi temi sociali, Programma di volontariato con i
bambini, Corsi di lingua, ecc.
Il ruolo del CPEA nello sviluppo del lavoro volontario nei giovani: CPEA ha reso un grande contributo allo sviluppo del
lavoro volontario dei bambini e dei giovani e delle attività di volontariato destinate ad aiutare i bambini e i giovani nel
Kosovo.
Buone pratiche (progetti & attività)
Nel quadro del CPEA le seguenti attività sono state organizzate e portate avanti dal 2000 ad oggi:
·
Nel 2001 un seminario introduttivo di tre giorni e stato organizzato per i futuri mentori del volontariato in Kosovo.
I partecipanti venivano da diverse regioni del Paese. Hanno partecipato a questo evento esperti dalla Slovenia e
operatori di ONG dalla Bosnia.
·
Il volontariato dei bambini delle scuole e dei giovani e stato l’argomento di molti programmi psicologici e sociali
per gli insegnanti in Kosovo organizzati dalla Fondazione “Insieme” in associazione con CPEA. Circa 1200
insegnanti del Kosovo hanno partecipato a questi programmi.
·
Nell’ambito del CPEA, e stato creato il Centro di Counselling per Bambini e Genitori. Giovani volontari lavorano
come assistenti psicosociali per i bambini con difficoltà di apprendimento , disordini emotivi, ecc, sotto la
supervisione dei loro mentori.
·
Circa 1000 volontari si sono attivati per lavoro sul campo organizzato nella regione di Ferizaj ed altre regioni
coperte da programmi psicosociali per gli insegnanti. Le attività dei volontari comprendevano : aiuto ai bambini
con disabilita, assistenza scolastica agli scolari, aiuto agli anziani, gestire corsi di computer, promozione del
volontariato attraverso i media, ecc. Tra le tante attività sviluppate dai giovani volontari bisogna citare l’”iniziativa
studenti che aiutano gli studenti”, nella quale sono stati aiutati i bambini con difficoltà di apprendimento e quelli
con disabilita. Inoltre i giovani volontari hanno organizzato molti corsi per i loro coetanei (corsi di computer,
inglese, sui diritti dei bambini, sulla salute, ecc). I volontari organizzano laboratori creativi psicosociali e artistici
con i bambini. Questi laboratori aiutano i bambini traumatizzati e spossati dai conflitti armati a gestire le proprie
difficoltà. I giovani volontari aiutano anche i malati cronici, gli anziani ed i disabili. Inoltre, opere importanti sono
state organizzate per migliorare l’ambiente.
·
Più di 80 mentori che monitorano e supervisionano i volontari sono stati formati per questo lavoro in quattro
corsi di formazione.
·
·
Sono stati condotti 100 laboratori con i volontari.
·
2 campi estivi internazionali per i giovani volontari sono stati organizzati dal CPEA: hanno accolto giovani dalla
Bosnia, Macedonia, Albania e Slovenia.
·
E stato creato il Consiglio del Volontariato, gestito da giovani volontari nel contesto del CPEA. Oltre a fornire
sostegno morale, CPEA aiuta i volontari anche con il fund raising.
Il libro “Il lavoro Volontario nella Scuola” pubblicato dal CPEA nel 2002 ha anche contribuito in maniera
considerevole allo sviluppo del lavoro volontario nelle scuole del Kosovo.
Sostenuto e promosso da queste attività, il volontariato dei bambini e dei giovani nel Kosovo si è esteso ampiamente
ed è stato apprezzato. Il volontariato dei bambini e dei giovani unisce tutti e tre i gradi del sistema educativo . scuole
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primarie, secondarie ed università, infatti da queste istituzioni vengono reclutati i volontari. CPEA agisce come
iniziatore dello sviluppo del volontariato e sostiene lo sviluppo locale del volontariato in varie regioni del Kosovo.
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Organizzazione delle donne del Comune di Sveti Nikole
Leninova no. 1, p.box 13
2220 Sveti Nikole - MACEDONIA
Tel. +389 32444620
Email: [email protected]
www.womsvetinikole.org.mk
Missione
L'Organizzazione delle donne del comune di Sveti Nikole lavoro per migliorare le condizioni per un'adeguata assistenza
sanitaria per donne, bambini e giovani, coinvolgimento attivo dei bambini e dei giovani nella vita sociale, rispetto e
tutela dei diritti umani, per creare le condizioni per un ambiente sano e rafforzare la capacità dell'organizzazione.
Priorità e aree di lavoro
Priorità: 1. Creare condizioni per una migliore assistenza sanitaria per la popolazione, 2. Migliorare lo stato e le
condizioni di vita dei bambini e dei giovani, 3. Rispettare e proteggere i diritti umani e lo sviluppo della democrazia, 4.
Tutela dell’ambiente, 5. Rafforzare la capacità dell'organizzazione
Aree di lavoro / programmi: sanità, diritti umani, bambini e giovani, programma ambientale e rafforzamento delle
capacità.
Destinatari
Donne, bambini e giovani e la più ampia popolazione
Buone pratiche (progetti & attività)
OWMSv.N in collaborazione con le organizzazioni partner dei paesi dei Balcani occidentali per due anni ha realizzato
progetti per lo sviluppo del volontariato nelle scuole primarie e secondarie. Obiettivo del progetto: creare opportunità
per l'attivismo sociale dei bambini e dei giovani che saranno combinate con l'educazione civica. Il programma è stato
un ottimo modo di promuovere la partecipazione dei giovani nel loro sviluppo e nel recupero delle loro comunità. Ha
sviluppato la sensibilità dei bambini per i problemi sociali e per i problemi delle persone con esigenze particolari o che
vivono in povertà ed esclusione sociale. Ha offerto opportunità per lo sviluppo di abilità sociali e la consapevolezza che
un membro della società civile può fare la differenza nella comunità attraverso il coinvolgimento sociale e l’impegno.
In questi progetti sono stati inclusi 16 mentori, 280 volontari e 350 utenti dei servizi di volontariato.
OWMSv.N, come organizzazione partner del Youth Cultural center – Bitola, centro di volontariato nazionale in
Macedonia, ha realizzato due progetti di volontariato locale. Obiettivo dei progetti: sostenere uno sviluppo sostenibile
del volontariato in Macedonia attraverso l'introduzione di programmi di volontariato nelle istituzioni pubbliche, enti,
governi locali e ONG, attraverso l'attuazione della legge sul volontariato a livello locale. Target sono stati i giovani di
18-35 anni, le comunità locali, ONG, istituzioni pubbliche, governi locali e autorità statali. In questi progetti hanno
fatto volontariato 16 giovani disoccupati per 3 mesi con rimborso per le spese di viaggio e vitto.
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Centro Internazionale per la protezione e la promozione dei diritti delle donne “La Strada”
81/4 Sciusev str., CP 259
MD-2012 Chisinau - MOLDAVIA
Tel. +373 22234906
Email: [email protected] , [email protected]
www.lastrada.md
Missione
Il Centro Internazionale La Strada è un’organizzazione non governativa di diritti umani che mira a contrastare il traffico
di persone, specialmente donne e bambini, nella Repubblica di Moldavia attraverso la prevenzione, assistenza e
attività di lobby.
·
·
Attività di prevenzione comprendono sensibilizzazione, informazione e formazione e sviluppo dei materiali;
·
Attività di lobbying comprendono il supporto tecnico ai decisori politici, ricerche e studi, monitoraggio e
valutazione.
Attività di assistenza comprendono l'identificazione delle vittime, rimpatrio facilitato, la mediazione dei servizi di
reinserimento, l'accesso alla protezione e alla giustizia attraverso l’aiuto, corsi di formazione e materiali;
Priorità e aree di lavoro
1. La prevenzione della violenza domestica
2. Sicurezza online
3. Prevenzione dello sfruttamento sessuale commerciale dei bambini
Destinatari
a. Gruppi a rischio - le donne ed i giovani provenienti di ambiente socialmente vulnerabili;
b. Le persone che hanno subito la tratta, in particolare le donne; bambini che hanno subito varie forme di
sfruttamento sessuale; donne che hanno subito violenza domestica;
c. Gruppi professionali, funzionari dello stato, comunità internazionale.
Buone pratiche (progetti & attività)
1. Attività informative:
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Seminari d’informazioni per i giovani - 2001-2010 (maggio) sono state fatte 2.600 seminari informativi per i
giovani con 61.900 persone coinvolte
·
Se si collegano questi dati con il numero totale di giovani (889.283) della Moldavia , possiamo dire con certezza
che 1 giovane su 5 è stato informato da peer educator o colleghi, amici, ecc. sui rischi della pericolosa situazione
della tratta.
3
3
Ufficio Nazionale di Statistica “Censimento 2004”
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Tavole rotonde - ogni anno abbiamo richieste alle ONG nel paese, centri giovanili, gruppi diversi di discutere del
"Ruolo dei giovani nella prevenzione della tratta di esseri umani"
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Presentazione Video – diventata tradizione che alla fine delle sessioni informative vi sia la proiezione di un video
sulla migrazione e traffico di esseri umani.
2. Attività di sensibilizzazione
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Fiera del Lavoro - ogni anno nel quadro di attività di sensibilizzazione, il nostro gruppo di volontari partecipa alle
fiere del lavoro al fine di fornire informazioni sui servizi offerti dalla Hotline
·
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Distribuzione di materiale nelle campagne di sensibilizzazione pubblica
Flash mob - a partire da 2007 e fino ad oggi, abbiamo organizzato 6 flash mob
3. Attività di promozione
·
Bollettino dei Volontari - La mancanza di una rivista progettata esclusivamente per i volontari in Moldavia ci ha
fatto creare questa nuova rivista, che intende favorire in primo luogo il lavoro dei giovani volontari e del nostro
centro, oltre a informare le ONG nel nostro paese che promuovono attività di volontariato. Il Bollettino dei
Volontari è distribuito durante le attività, e si può trovare anche sul sito web:
http://www.lastrada.md/voluntari/buletin/
·
Fiere ON - Ogni anno nel mese di dicembre nell'ambito della Giornata Internazionale del Volontariato è
organizzato il Festival del Volontariato a Chisinau, per tutte le organizzazioni che hanno programmi di
volontariato. Un vero vanto per il Centro "La Strada" è che ogni anno abbiamo ottenuto un riconoscimento in
diverse sezioni, quali: 2007, Sabina Cucos è stata premiata come: Il volontario più attivi dell'anno; 2008, Veronica
Josan - coordinatrice del "Peer to peer educators" è stata premiata come: Il coordinatore dei volontari più attivi.
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Associazione per la Prosperità Democratica “Zid”
VII Omladisnke 30, P.O.box 370
81000 Podgorica - MONTENEGRO
Tel. +382 20207130 / +382 67210848
Email: [email protected] , [email protected]
www.zid.org.me
Missione
Promuovere e rafforzare la solidarietà, la responsabilità e la partecipazione di individui e organizzazioni per lo sviluppo
del concetto di volontariato e la realizzazione di programmi socialmente responsabili e creativi a livello nazionale e
internazionale, che contribuiscono allo sviluppo della società civile e lo sviluppo sostenibile della comunità.
Priorità e aree di lavoro
Servizio Volontario del Montenegro; Sviluppo di Comunità; responsabilità sociale d’impresa; gioventù e cittadinanza
attiva; Cooperazione internazionale e integrazione europea; sviluppo della legislazione e della società civile.
Destinatari
I giovani sono al centro dell’attenzione, ADP - Zid si concentra sui programmi orientati verso lo sviluppo e la
responsabilità sociale di tutti gli stakeholder della comunità.
Buone pratiche (progetti & attività)
ADP-Zid è il Servizio Nazionale per il Volontariato del Montenegro. Abbiamo realizzato il progetto "Sviluppo e crescita
dell’offerta di servizi di comunità di volontariato” sostenuto dall’Unione europea rappresentata dalla delegazione UE
in Montenegro attraverso il programma IPA di Sviluppo della Società Civile al fine di rafforzare la collaborazione
intersettoriale e il ruolo della società civile nella promozione della responsabilità sociale e della partecipazione attiva
dei cittadini alla sviluppo socio-economico della comunità. Risultati stimati del progetto: Sviluppati servizi funzionali
del Servizio Nazionale di Volontariato per lo sviluppo delle capacità di volontariato e profilatura chiara dei servizi
offerti dalle organizzazioni della società civile a livello nazionale; Aumento delle risorse umane e della capacità
organizzativa delle organizzazioni della società civile locale per sviluppare servizi di comunità sostenibili; Aumento del
livello di comprensione dei decision maker del valore del volontariato dei cittadini e dell'importanza di misurare tale
valore.
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Centro Nazionale Risorse per il Volontariato “Pro Vobis”
Str Rene Descartes nr 6
400486 Cluj Napoca - ROMANIA
Tel. +40 264412897
Email: [email protected]
www.provobis.ro
Missione
La missione di Pro Vobis è quello di promuovere il volontariato in Romania come una risorsa vitale e insostituibile per
risolvere i problemi della società si trova ad affrontare e sviluppare il volontariato attraverso attività di formazione,
consulenza, ricerca e creazione di reti. di Pro Vobis è di promuovere il volontariato in Romania come una risorsa vitale
e insostituibile per risolvere i problemi che la società si trova ad affrontare e per sviluppare il volontariato attraverso
attività di formazione, consulenza, ricerca e creazione di reti.
Priorità e aree di lavoro
Con oltre 15 anni di esperienza nello sviluppo del volontariato in Romania, Pro Vobis si impegna in attività per:
promuovere il coinvolgimento della comunità attraverso il volontariato
rafforzare l’infrastruttura di volontariato nel nostro paese
professionalizzare la gestione dei volontari
progettare e realizzare programmi di volontariato innovativi.
Destinatari
Il nostro target sono: organizzazioni di volontariato e istituzioni, manager del volontariato, le aziende che attuano
programmi responsabilità sociale d’impresa e mass media.
Buone pratiche (progetti & attività)
Pro Vobis intende raggiungere i suoi obiettivi mediante l'attuazione di diversi programmi secondo due principali linee
di azione:
(1) Servizi per promuovere il concetto e la pratica del volontariato in Romania:
Conferenza Nazionale sul Volontariato
* La pagina Web www.voluntariat.ro
* Settimana Nazionale dei Volontari
Biblioteca Pro Vobis
* Presentazioni pubbliche sul concetto e la pratica del volontariato
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(2) Servizi per lo sviluppo dell’infrastruttura per il volontariato in Romania:
(a) Servizi per i Centri per il Volontariato:
Formazione
Supporto logistico
Consulenza
Facilitazione del networking
Informazione
Pagina web dei membri (sezione della pagina web www.voluntariat.ro)
(b) Servizi per le organizzazioni / enti / gruppi di interesse nella creazione di centri per il volontariato come
organizzazioni indipendenti, dipartimenti o programmi:
Consulenza
acilitazione d’incontri
Formazione
Presentazioni sul ruolo del centro per il volontariato all'interno della comunità
I progetti in corso riguardano lo sviluppo dell’infrastruttura del volontariato in Romania, consulenza, sviluppo del
volontariato per lo sviluppo internazionale, l'organizzazione della Settimana Nazionale del Volontariato 2011, la
creazione di una piattaforma nazionale di organizzazioni di volontariato. Inoltre Pro Vobis è stato recentemente scelto
per diventare un’organizzazione di consulenza e di supporto per il programma di Servizio Volontario Europeo ed è
stato coinvolto in oltre 10 progetti SVE in invio.
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Centro Umanitario Novi Sad
Arse Teodorovica 3
Novi Sad - SERBIA
Tel. +381 21422969
Email: [email protected]
http://nshc.org.rs/eng_nshc/eng_index.htm
Missione
Il Centro Umanitario di Novi Sad (NSHC) è un'organizzazione non-profit di volontariato, che contribuisce a creare una
società umana fornendo il supporto a gruppi vulnerabili e marginalizzati e a incoraggiare l'attivismo civile, la ricerca e
l’istruzione.
Priorità e aree di lavoro
La riduzione della povertà attraverso il sostegno ai gruppi vulnerabili; Sviluppo del volontariato; Sostegno allo sviluppo
della società civile; Apprendimento Permanente e sviluppo dell'imprenditorialità.
Destinatari
Gioventù; Rifugiati e Sfollati; anziani; rom; vittime della tratta.
Buone pratiche (progetti & attività)
Nel corso del 2009. NSHC ha implementato il progetto ''Fai volontariato! Miglioramento delle condizioni di
Volontariato in Serbia''. L'obiettivo del progetto era quello di contribuire allo sviluppo del volontariato in Serbia,
quindi allo sviluppo della società in generale. Avevamo l’intenzione di aumentare il livello di informazioni e
conoscenze sull'importanza di una legislazione adeguata per il volontariato in Serbia, nonché di aumentare il livello di
consapevolezza sul volontariato stesso, i suoi valori e la sua importanza. Il progetto è stato sostenuto dall'Istituto per
le Comunità Sostenibili, con i finanziamenti di USAID.
Centro per il Programma per bambini Rom all'interno del quale i volontari offrono sostegno educativo ai bambini rom.
Più di 30 volontari che lavorano con i bambini rom.
Centro di consulenza psicologica per i giovani - in questo progetto 10 volontari lavorano nel centro di consulenza
psicologica con i giovani e forniscono loro un sostegno psicologico e psicoterapia.
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Slovenska Filantropija
Filantropia Slovena
Poljanska 12
1000 Ljubljana - SLOVENIA
Tel. +386 14301288, 4334024, 4335106 / Fax. +386 14301289
Email: [email protected]
www.filantropija.org
Missione
Slovenska Filantropija è un’organizzazione non governativa, no profit e non politica. È stata fondata nel 1992 con
l’obiettivo di sviluppare e promuovere forme diverse di attività umanitarie.
L’obiettivo di Slovenska Filantropija è di incoraggiare e promuovere il volontariato e altri lavori solidali nel campo del
sociale sviluppando programmi di lavoro volontario, specialmente tra i giovani e gli anziani, promovendo il
volontariato attraverso corsi di formazione e programmi educativi per i volontari, per gli organizzatori e per i mentori,
aumentando la consapevolezza pubblica sull’importanza del volontariato e sviluppando la rete di organizzazioni per
tutta la Slovenia.
Le nostre attività non sono implementate soltanto in Slovenia. Una parte considerevole del nostro lavoro avviene in
paesi colpiti da conflitti armati, in paesi della ex Jugoslavia e in altri Paesi del sud est Europa. Con le sue attività
Slovenska Filantropija ha contribuito alla pace e alla stabilita.
Priorità e aree di lavoro
All’interno di Slovenska Filantropija operano tre centri come unità di programma: il Centro per lo Sviluppo e la
Promozione del Lavoro Volontario, il Centro per l’Aiuto Psicosociale ai Rifugiati e il Centro per la Promozione della
Salute.
Centro per lo Sviluppo e la Promozione del Lavoro Volontario
Sviluppare, incoraggiare e promuovere il lavoro volontario sono le attività più importanti di Slovenska Filantropija,
attuata attraverso le seguenti attività:
formazione ed educazione di volontari, organizzatori e mentori del lavoro volontario;
sviluppo di una rete di organizzazioni di volontariato (La rete delle organizzazioni di volontariato slovene e disponibile
su www.prostovoljstvo.org );
costituire una banca dati delle attività e delle organizzazioni di volontariato (disponibile su www.prostovoljstvo.org );
informare e affiancare volontari, organizzazioni, mentori del lavoro volontario e persone e organizzazioni
interessate;
diffondere idee e valori della filantropia e della solidarietà attraverso i media;
organizzazione di eventi e performance a fini umanitari, allo scopo di diffondere e sviluppare il volontariato;
pubblicare materiale sul lavoro volontario e sulla solidarietà;
cooperare con organizzazioni umanitarie e di volontariato internazionali;
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sviluppare programmi di lavoro volontario per giovani ed anziani (es. Fruits of Society è un progetto di cooperazione
intergenerazionale tra giovani e anziani attraverso il lavoro volontario);
Il Centro per gli Aiuti Psicosociali ai rifugiati è il partner esecutivo dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i
Rifugiati (ACNUR) per i programmi di aiuto psicosociale ai rifugiati. E stato fondato nel 1994 con il compito di portare
avanti diversi programmi di aiuto psicosociale ai rifugiati della Bosnia Erzegovina. Come risultato del cambiamento
della situazione, focalizza sempre di più le sue attività sui richiedenti asilo nel nostro Paese.
Le attività più importanti del Centro sono:
fornire aiuto psicosociale ai rifugiati e ai richiedenti asilo;
educare i vari gruppi di esperti (insegnanti, medici, ecc.) e i volontari riguardo ai problemi dei rifugiati e all’assistenza
più opportuna per loro;
pubblicazione di materiale informativo, promozionale e specialistico;
organizzazione di incontri internazionali sulla tematica dei rifugiati;
diffusione dei modelli di attività psicosociali per il beneficio delle persone colpite da guerre internazionali;
progetti che promuovono l’integrazione dei rifugiati.
Il Centro per la Promozione della Salute è operativo all’interno di Slovenska Filantropija dal 1996, ha come primo
obiettivo la promozione di un sano stile di vita. Questo obiettivo e raggiunto con:
sviluppo di programmi di promozione della salute nella comunità;
progetti di promozione della salute in cooperazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità;
organizzazione di consulenze con esperti riguardo la promozione della salute;
pubblicazione di materiale sulle attività di salute pubblica entro le ONG;
informazione su sani stili di vita attraverso i media;
ambulatorio e dispensario per persone senza assicurazione sanitaria.
Slovenska Filantropija e una delle organizzazioni non governative slovene più importanti nel campo della promozione
e sviluppo del lavoro volontario.
Buone pratiche (progetti & attività)
Fruits of Society (I frutti della società)
Cooperazione intergenerazionale volontaria
L’obiettivo di questo progetto e di unire gli anziani che vivono a casa e i giovani attraverso le istituzioni che
riconoscono i problemi e le capacita di entrambi i gruppi. Il progetto era sostenuto dall’ex Presidente della Repubblica
di Slovenia Dr. Dr. Janez Drnovšek.
Obiettivi del progetto
L’obiettivo e di assicurare un aiuto aggiuntivo agli anziani attraverso i giovani (per esempio: parlare con gli anziani,
leggere i giornali, aiutarli a fare la spesa, portare loro le medicine dalla farmacia, portare a spasso il loro cane, ecc.) e,
allo stesso tempo, assistere i giovani ad acquisire nuove conoscenze aiutandoli con i compiti e con altro lavoro
scolastico. Un altro obiettivo del progetto e quello di combattere gli stereotipi che gli anziani hanno nei confronti dei
giovani e viceversa. L’obiettivo e anche di creare un forum dove le idee su come approfondire ed estendere la
cooperazione volontaria intergenerazionale ad altre attività (per esempio, attività ambientali) e come portarle avanti.
Poiché la cooperazione volontaria intergenerazionale non e un’idea nuova in Slovenia e diverse organizzazioni già
portano avanti progetti simili, l’obiettivo di questo progetto e di collegare tutti i progetti, iniziative e attività per avere
dati esatti sul numero di giovani volontari in Slovenia, il numero di ore che loro dedicano al volontariato, etc.
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Le attività del progetto sono:
1. Promozione della cooperazione volontaria intergenerazionale tra gli anziani e i giovani.
2. Visite di giovani agli anziani che vivono a casa aiutandoli con piccoli lavori di casa e gli anziani aiutando i giovani con
i loro compiti a casa.
3. Organizzazione di workshop per anziani da parte dei giovani (abilita informatiche) e di workshop per i giovani da
parte degli anziani (lavoro a maglia, vecchi mestieri, attività artigiane, ecc).
4. Organizzazione e svolgimento di attività a livello locale per ripulire dalla spazzatura le aree intorno alle scuole, centri
diurni, aree gioco e parchi. Queste attività hanno avuto luogo durante il Festival del Giorno del Servizio Giovanile dal
16 al 22 aprile 2007.
5. Raccolta di dati sul numero dei volontari nelle scuole e nelle associazioni di anziani; dati sul numero di ore dedicate
al volontariato, ecc.
Risultati raggiunti dal progetto
Il progetto e iniziato il 15 agosto 2006; a fine dicembre 2007, 70 scuole elementari e secondarie e 180 associazioni di
anziani si erano unite al progetto. Alcune scuole già avevano gruppi di giovani volontari che visitavano gli anziani che
vivono a casa e perciò si aiutavano a vicenda. Il ruolo delle associazioni di anziani nel progetto e di fornire alle scuole i
nomi e gli indirizzi degli anziani che desiderano essere visitati dai giovani. Il progetto, inoltre, ha ottenuto un gran
sostegno da parte dei media.
Componenti valide del progetto
Il progetto sta colmando un vuoto tra i due gruppi d’età di cui si parla più spesso e che rappresentano il futuro delle
società occidentali; i giovani perche sono coloro che prenderanno le decisioni nel futuro e gli anziani perche
rappresentano una parte sempre più consistente della popolazione. Il progetto e facilmente trasferibile ad altri Paesi e
regioni e, al contempo, incoraggia qualunque tipo di cooperazione internazionale volontaria.
Come si può trasferire questa esperienza in altri contesti/paesi?
L’idea del progetto e semplice: unire i giovani e gli anziani. Ogni comunità locale, Paese o regione deve semplicemente
identificare istituzioni che possano fornirgli le informazioni sugli anziani bisognosi di aiuto e sulle istituzioni che
possono fornire persone giovani per dare questo aiuto. Se la cooperazione volontaria internazionale e già molto
diffusa nella comunità locale, Paese o regione questa offre un’opportunità di raccogliere i dati necessari sul numero di
volontari e le ore dedicate al lavoro volontario.
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TOG – Toplum Gönüllüleri Vakfı
Fondazione di Volontari di Comunità
Hobyar Mah. Rahvancılar Sok. No: 5 1. Vakıf Han Kat: 1
Eminönü 34112 Istanbul - TURCHIA
Tel. +90 2125221030
Email: [email protected]
www.tog.org.tr/EN
Missione
Toplum Gönüllüleri Vakfı (TOG - Fondazione di Volontari di Comunità) è stata fondata nel dicembre 2002. La
Fondazione contribuisce allo sviluppo personale dei giovani, incoraggiandoli a partecipare a progetti di responsabilità
sociale come volontari. In tal modo, aumenta il coinvolgimento nella comunità dei giovani, su base volontaria.
Priorità e aree di lavoro
TOG promuove il rispetto delle differenze e il potenziamento della pace sociale, collegando e mobilitando i giovani in
progetti di responsabilità sociale creati da loro stessi. La mobilità dei giovani è importante in quanto aumenta la
consapevolezza, la fiducia in se stessi, l’indipendenza e la maturità tra i giovani.
Destinatari
Per lo più giovani di età compresa tra i 17 ei 25 anni.
Buone pratiche (progetti & attività)
Ogni anno la Fondazione sostiene la realizzazione di oltre 800 progetti e di attività realizzate da circa 25.000 ragazzi in
più di 90 circoli universitari.
TOG sviluppa anche progetti di formazione basato sulla peer to peer (educazione tra pari) su diritti umani, diritti
sociali, salute riproduttiva, ecc per introdurre i giovani al volontariato in progetti locali per lo più organizzati in
associazioni studentesche. Implementa anche progetti attuare nella pratica i suoi principi, come il rispetto delle
differenze attraverso il progetto della "Biblioteca Vivente". Segue anche un progetto di monitoraggio sui servizi per i
giovani delle istituzioni intitolato "Magnifier to the Address".
Sta anche sviluppando una partnership con diverse organizzazioni non governative della gioventù per i progetti di
mobilità internazionale giovanile su temi diversi legati alla partecipazione dei giovani e al volontariato giovanile.
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CEV – European Volunteer Centre
Centro Europeo del Volontariato
10, rue de la Science
B-1000 Bruxelles - BELGIO
Tel. +32 25117501
Email: [email protected]
www.cev.be
Missione
La visione del CEV è un'Europa in cui il volontariato è centrale nella costruzione di una società coesa e inclusiva basata
sulla solidarietà e sulla cittadinanza attiva. La nostra missione è quella di creare un contesto politico, sociale ed
economico in Europa perché il potenziale del volontariato possa esprimersi al meglio.
Priorità e aree di lavoro
·
Promuovere e ottenere il riconoscimento per il volontariato come espressione di cittadinanza attiva in Europa, nei
confronti del grande pubblico, dei media, delle imprese e dei responsabili politici a tutti i livelli di governo
·
·
Agire come ponte di comunicazione tra le organizzazioni di volontariato e le istituzioni europee
Sviluppare politiche e promuovere e sostenere il ruolo dell’infrastruttura di volontariato nel promuovere il
volontariato come espressione di cittadinanza attiva in Europa
·
·
Essere una risorsa di conoscenza e di ricerca per il volontariato in Europa
·
Sviluppare partnership strategiche e alleanze con i principali interlocutori di tutti i settori
Promuovere l'innovazione e le buone prassi nel campo del sostegno e del rafforzamento del volontariato, la
partecipazione e la cittadinanza attiva attraverso lo scambio, il dialogo strutturato e la costruzione di reti
Destinatari
Membri, Stakeholder europei, Società civile, Organizzazioni di volontariato
Buone pratiche (progetti & attività)
I nostri servizi ai soci CEV e al pubblico
·
·
Raccogliere e fornire informazioni sugli sviluppi all'interno delle politiche europee relative al volontariato
·
·
·
·
·
Condurre ricerche sul volontariato
Rappresentare i bisogni e le preoccupazioni dei membri del CEV nella politica dell'Unione europea e con le
istituzioni internazionali
Incoraggiare i contatti tra le organizzazioni e facilitare lo scambio di buone pratiche e innovazioni
Fornire un forum per i nostri membri per trovare partner per progetti di portata europea
Assemblee Generali semestrali, conferenze, seminari, workshop e riunioni
News CEV (newsletter mensile)
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·
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Un sito web interattivo
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EUCEN – European University Continuing Education Network
Balmes 132-134
08008 Barcellona - SPAGNA
Tel. +34 935421824
Email: [email protected]
www.eucen.eu
Missione
La missione di EUCEN (Rete Europea della Formazione Permanente Universitaria) è
(1) contribuire alla vita economica e culturale dell'Europa attraverso la promozione e l'avanzamento
dell’apprendimento permanente all'interno delle istituzioni d’istruzione superiore in Europa e altrove;
(2) favorire l'influenza delle università per lo sviluppo di conoscenze e di politiche a favore dell’apprendimento
permanente in tutta Europa.
Priorità e aree di lavoro
·
Progetti europei per lo sviluppo istituzionale e professionale nell’apprendimento permanente nelle Università
(Formazione Permanente Universitaria – ULLL); progetti europei strategici che contribuiscono allo sviluppo delle
politiche;
·
2 Conferenze EUCEN europee ogni anno, come forum per l'innovazione e buone prassi nella Formazione
Permanente Universitaria
Destinatari
Università in Europa e oltre, Manager e personale dell’Università, Rappresentanti delle parti interessate
Buone pratiche (progetti & attività)
Una selezione di progetti gestiti da EUCEN:
•
BEFLEX – Standardizzare la flessibilità nella Formazione Permanente Universitaria nel processo di Bologna;
http://www.eucen.eu/BeFlex/index.html; http://www.eucen.eu/BeFlexPlus/Reports.html
•
OBSERVAL - Osservatorio europeo
http://www.observal.org/observal /
•
COMPASS LLL - Collaborazione sulla Modern(izzazione) delle politiche e strategie sistematiche sull’apprendimento
permanente; http://compass.eucen.eu /
•
•
•
DOLCETA - Educazione del Consumatore On-line; http://www.dolceta.eu/
•
•
DIALOGUE - Ponti tra ricerca e pratica nella Formazione Permanente Universitaria; http://dialogue.eucen.eu/
di
validazione
dell'apprendimento
non
formale
e
informale;
ALLUME – Un modello di Formazione Permanente Universitaria per l’Europa; http://allume.eucen.eu/about
IMPLEMENT – Attuazione della Formazione Permanente Universitaria attraverso la formazione e lo sviluppo;
http://implement.eucen.eu/
VALUE (come partner) - Volontariato & Formazione Permanente Universitaria; http://www.valuenetwork.org.uk
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•
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SIRUS (come partner) - Mettere a punto strategie universitarie
http://www.eua.be/pubs/Engaging_in_Lifelong_Learning.pdf (guidato da EUA)
inclusive
e
ricettive,
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SEEYN – South East European Youth Network
Behdzeta Mutevelica 8
71000 Sarajevo - BOSNIA E ERZEGOVINA
Tel. +387 33522896
Email: [email protected]
www.seeyn.org
Missione
SEEYN è un network a cui aderiscono 19 ONG del sud est Europa, di 8 paesi diversi. Rappresenta un tentativo di
superare le differenze tra società con una tradizione recente di conflitti portando i giovani di tutta la regione del sud
est Europa ad agire insieme.
Priorità e aree di lavoro
La promozione di valori pro-sociali, occupabilità dei giovani, pace e comprensione attraverso lo sviluppo del
volontariato locale e di programmi di scambio, sostenendo iniziative per i giovani, di sensibilizzazione e capacity
building.
Destinatari
Destinatari diretti: volontari, operatori della gioventù
Destinatari indiretti: le organizzazioni membri
Buone pratiche (progetti & attività)
1. SEEYN Servizio
SEEYN e i suoi formatori forniscono formazione e consulenza per organizzazioni e istituzioni che vogliono sviluppare
diverse forme di volontariato. SEEYN vede nella promozione e nell’advocacy per il volontariato necessari per il suo
ulteriore sviluppo nella regione.
2. SEEYN Programmi di scambio e sviluppo
SEEYN organizza e sostiene gli scambi di volontari a breve e lungo periodo nella regione dal 2000. Ci siamo
scambiati più di 50 volontari a lungo termine nella regione. SEEYN sostiene scambi a breve termine - campi di lavoro
volontario in cui gruppi internazionale di volontari conducono attività di sostegno alla comunità per un periodo di 2
settimane.
3. SEEYN Mantenimento della Rete
La terza area di intervento di SEEYN è diretta ai suoi membri. SEEYN fornisce un supporto costante ai membri della
rete e ai loro partner con attività di capacity building, promozione, sostegno finanziario e scambio di informazioni ed
esperienze.
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5.
Partecipanti
COGNOME
NOME
ENTE O ASSOCIAZIONE
AGAZZI
Fabio
A.M.A. - Linea di sconfine
ANDREUTTI
Giada
Liceo Stellini, Udine
ARMELLINI
Giacomo
Liceo Stellini, Udine
ASQUINI
Giorgio
MOVI FVG
BAGNOROL
Franco
MOVI FVG
BALDACCI
Eleonora
Ass. iotunoivoi donne insieme
BARBIERA
Camilla
Liceo Stellini, Udine
BARBIERI
Lucrezia
Liceo Stellini, Udine
BENCI
Matteo
Ass.ne Friulana Donatori Sangue UD - FIDAS
BENEDETTI
Sofia
Liceo Stellini, Udine
BERNARDINIS
Renato
AICAT
BERTOLI
Caterina
Liceo Stellini, Udine
BLASI
Maurizio
Ass. Culturale Il Cerchio
BOTTO
Cecilia
Liceo Stellini, Udine
BRANDOLIN
Flavia
Ass. Arte Incontro
BRESSAU
Valentina
Regione FVG - Servizio volontariato
BURSICH
Alice
BUSSANI
MARIO
Federazione Italiana Moricoltori
CANDOLFO
Robby
A.M.A. - Linea di sconfine
CANNA
Damiano
Liceo Einstein, Cervignano
CANNELLOTTO
Celine
Liceo Stellini, Udine
CAPPELLARI
Anna Rosa
A.M.A. - Linea di sconfine
CHERSI
Liviana
A.M.A. - Linea di sconfine
CIRIANI
Caterina
Liceo Stellini, Udine
CLEMENTE
Anna
Liceo Stellini, Udine
COLLINO
Samuel
Liceo Stellini, Udine
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CULOT
Rosalina
A.D.O. Gorizia
DANIELIS
Beatrice
Liceo Stellini, Udine
DANIELIS
Matilde
Liceo Stellini, Udine
DANNISI
Giorgio
Comunità del Melograno
DEL FRARI
Anna
Spyraglio
DELLA BERNARD
Yao
Ass. Nuovi Orizzonti
DEL VECCHIO
Carlo
U.N.C.I.
DE NADAI
Alberto
Comunità Arcobaleno
DI MARINO
Sandra
Università della III Età
DI TOMMASO
Marco
Liceo Stellini, Udine
DIMINICH
Ferruccio
EARA Onlus
FELICE
Gabriele
Liceo Stellini, Udine
FERLETIC
Maria
Rat Sloga Promos
FORESTO
Claudio
ANTEAS
FRATTANI
Gianluca
AVM CSV MARCHE
GIACOMUZZI
Gabriele
Liceo Stellini, Udine
GIORDANI
Matteo
Liceo Stellini, Udine
GIUSA
Anna Chiara
Liceo Stellini, Udine
GOMBA
Benedetta
Liceo Stellini, Udine
GREATTI
Ilva
Solidarietà donne nel mondo
IETRI
Daniele
AISLO
KECI
Misir
Liceo Stellini, Udine
KOUE
Pascal
Nuovi Orizzonti
LANTERO
Ada
ISSIS MATTEI (UD)
LAURA'
Maria
Il Pasticcio Onlus
LAURI
Valter
A.M.A. - Linea di sconfine
LICINIO
Giampiero
Ass. Tetraparaplegici FVG
LIVOI
Giuseppe
LIVON
Margherita
Liceo Stellini, Udine
LOMBARDI
Luigi
Ass. La Farfalla Onlus
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MARCHESANO
Sara
Liceo Stellini, Udine
MARIUZZI
Marina
Il Pasticcio Onlus
MARMIERE
Marilena
Liceo Stellini, Udine
MARSONI
Giovanna
Liceo Stellini, Udine
MARTIN
Antonietta
ANTEAS
MASTROIANNI
Francesco
Ass. Nuovo Lavoro
MASTROMARINO
Letizia
Liceo Stellini, Udine
MATTIUCCI
Luca
CSV Napoli
MENEGANZIN
Valter
Psiche Friuli
MITRI
Claudio
UNIVOL
MOSANGHINI
Serena
Liceo Stellini, Udine
MURGIA
Augusto
Co.Ge. FVG
NAPOLI
Giulia
Liceo Stellini, Udine
NARDINI
Beatrice
Liceo Stellini, Udine
NIN
Tommaso
Liceo Stellini, Udine
NUNZIATA
Andrea
Liceo Stellini, Udine
OUBANA
Elhadj
Il Mondo Tuareg Onlus
PACCO
Giovanna
Ass. Goffredo De Banfield
PELIZZO
Martina
Liceo Stellini, Udine
PERGHER
Laura
Liceo Stellini, Udine
PETARIN
Nevina
UNITALSI
PETRINI
Giampaolo
Ass. Contro il Dolore Mocavero
PEZZINI
Gianluigi
Liceo Stellini, Udine
PILUTTI
Diego
Liceo Stellini, Udine
POGGI
Fortuna
AIAS TS
POLINI
Benedetta
AVM CSV MARCHE
POLLANO
Claudia
Ass. Esplorabile
PROSDOCIMO
Laura
Ass. Onlus APA
PUNTEL
Denny
Liceo Stellini, Udine
REGENIO
Agata
Liceo Stellini, Udine
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RESTUCCIA
Laura
Liceo Stellini, Udine
RUI
Silvana
ASS.NE INSIEME, Aviano
SANGOI
Serena
Liceo Stellini, Udine
SANTIN
Gianni
ANTEAS – FNP
SANTIN
M.Antonia
ANTEAS
SAVANI
Ottorino
A.I.D.
SBAIZERO
Ado
Ranginsi
SCAINI
Emiliano
Liceo Stellini, Udine
SGARBOSSA
Simone
Mondo 2000
SIBEN
Sara
Liceo Stellini, Udine
SORANZIO
Nivia
UNITALSI
STORTI
Tito
Liceo Stellini, Udine
TOFFOLETTI
Loredana
TOH GAMETTE
Barou
Vita Serena
TOMATIS
Paolo
EARA Onlus
TOSATTO
Alice
Liceo Stellini, Udine
TROMBONE
Carlo
ANMIL GO
TURCO
Federica
Liceo Stellini, Udine
TUTI
Matteo
Liceo Stellini, Udine
UGOLINI
Edvino
Ass.ne PENOMBRE
VENDRUSCOLO
Sebastiano
Liceo Stellini, Udine
VENTURINI
Camilla
Liceo Stellini, Udine
VERTOVESE
Elios
AUSER FVG
VIOTTO
Maria
Liceo Stellini, Udine
ZACCHIGNA
Claudia
AIAS TS
ZENAROLA
Michela
Liceo Stellini, Udine
ZUCCHIATTI
Sedric
Liceo Stellini, Udine
ZUTTION
Paolo
CARITAS Gorizia
SANTILLO
Eleonora
A.M.A. - Linea di sconfine
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
6.
Materiali della Conferenza
6.1
Report plenarie
6.1.1
Plenaria di apertura: venerdì 7 ottobre
La conferenza è stata introdotta dai saluti di Mariangela Fantin, Presidente del Centro di Servizi per il Volontariato del
Friuli Venezia Giulia, e di Boštjan Žeks, Ministro per gli sloveni all’estero, che ha sottolineato l’importanza
dell’impegno volontario per la democrazia partecipativa e come un valore che funge da contrappeso ad una lettura
meramente economica della società.
A seguire la prima relazione introduttiva di Roberto Molinaro, Assessore al volontariato regione Autonoma Friuli
Venezia Giulia. Nel suo intervento l’Assessore ha evidenziato l’importanza della scelta di Gorizia come una città in
grado di interpretare i valori della libertà, della democrazia e della solidarietà, grazie alla numerosa e significativa
rappresentanza del Volontariato e delle istituzioni dei 14 Paesi presenti. Così come il Friuli Venezia Giulia ha imparato
negli anni a dialogare con l’Europa centrale ed orientale nelle sue molteplici articolazioni istituzionali, economiche e
sociali, la Conferenza ha inteso tradurre questa esperienza anche tra le diverse realtà dell’impegno volontario che
nella sua essenza è dono, relazione, reciprocità. Questa, la radice ideale della Conferenza, aperta anche all’insegna
dell’incontro di tante diversità, da valorizzare sempre più come ricchezza piuttosto che come elemento di separazione.
E’ stata poi la volta della relazione di Renzo Razzano, Vicepresidente CEV (Centro Europeo del Volontariato) - Delegato
Area Europa CSVnet, che ha evidenziato l’evento di Gorizia come un momento importante di confronto e di
condivisione di buone prassi fra le diverse realtà di volontariato presenti all’interno dei paesi dell’Unione europea con
quelle dell’Europa Sud orientale, che stanno vivendo in questi ultimi anni una forte spinta di sviluppo sociale e
normativo. In questo senso, ha affermato Razzano, la Conferenza potrebbe porre le basi per la redazione di una Carta
europea del volontariato che supporti lo sviluppo delle attività di volontariato europeo sul piano normativo,
infrastrutturale e dei finanziamenti.
Le relazioni sono state concluse da Danilo Giovanni Festa, Direttore Generale Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali. Nell’ambito di uno scenario economico e sociale profondamente complesso come quello che stiamo vivendo,
Festa ha evidenziato l’importanza di un maggiore coinvolgimento, diretto e condiviso, fra volontariato ed istituzioni,
finalizzato ad interventi e attività che tengano conto sia del benessere comunitario ma anche dell’efficacia e
dell’efficienza degli interventi stessi, come già avvenuto in Italia con l’esempio del 5 per mille.
La plenaria di apertura è stata conclusa dagli interventi di Elena Montani, Settore Affari Politici, rappresentanza
Commissione europea in Italia e Giovanni Volpe, Vice presidente Comitato regionale volontariato Friuli Venezia Giulia.
6.1.2
Plenaria di sabato 8 ottobre
La giornata clou della Conferenza si è aperta con la plenaria che ha preceduto i gruppi di lavoro.
Presieduta da Roberto Molinaro e Renzo Razzano, l’assemblea ha visto gli interventi di Joachim Ott, Capo Unità della
Direzione generale per la Comunicazione e le Politiche per i Cittadini della Commissione europea e Martijn Pakker,
Direttore del Centro europeo del Volontariato (CEV) di Bruxelles, le cui relazioni hanno evidenziato come il
volontariato sia un catalizzatore di cambiamenti sociali e uno strumento indispensabile alla società per ripartire.
A seguire alcuni rappresentanti delle più grandi associazioni e reti dei paesi dell’Europa Sud Orientale (Nives Ivelja,
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
direttore dell’associazione MI di Spalato – Croazia; Ivona Krstevska, Membro del comitato direttivo di SEEYN; Igor
Milosevic, Association for Democratic Prosperity-Zid) hanno offerto una panoramica sul volontariato transfrontaliero e
le sue prospettive.
6.1.3
Plenaria di chiusura: domenica 9 ottobre
L’assemblea, presieduta da Renzo Razzano si è aperta con la restituzione dei lavori svolti all’interno dei gruppi tematici
previsti; le relazioni sono state tenute da
·
·
·
·
Evren Ergec, Toplum Gonulluleri Vakfi, Turchia – Giovani e partecipazione
Ramona Dragomir, Pro Vobis, Romania – Invecchiamento attivo
Dejan Zivkovic, NHSC, Serbia – Diversità e cittadinanza
Irena Topalli, Beyond Barriers Association, Albania – Bisogni speciali ed inclusione
Tra le proposte sui vari temi è stata evidenziata la necessità di promuovere un quadro normativo trasversale a tutti i
livelli istituzionali dei paesi europei e dell’Europa Sud Orientale, per riconoscere i diritti dei volontari e le modalità
dell’azione volontaria. Incoraggiare un finanziamento sostenibile del Volontariato e delle sue organizzazioni; favorire
gli scambi e l’adozione di buone prassi in tutti gli ambiti d’intervento sociale; favorire il volontariato come strumento
di inclusione sociale e di valorizzazione delle minoranze; armonizzare i processi di raccolta dati, soprattutto
sull’impatto economico del volontariato e valorizzare le competenze ottenute con le esperienze di volontariato.
La richiesta emersa è di considerare il volontariato come diritto di persone di ogni età e di ogni condizione sociale –
per poter garantire a tutti la possibilità di informarsi e di impegnarsi.
Le Istituzioni devono sostenere il lavoro dei Centri per il Volontariato anche in zone remote e con programmi specifici
per giovani, anziani e minoranze.
Alle relazioni sono seguiti gli interventi come da programma.
Joachim Ott, ha sottolineato il suo apprezzamento per gli esiti della Conferenza, che è riuscita a far condividere buone
prassi e creare sinergie fra le diverse realtà di volontariato rappresentative di paesi che, pur essendo al di fuori
dell’Unione europea, hanno saputo far crescere esperienze di solidarietà che incarnano a pieno i valori di cittadinanza
attiva.
Anica Mikus Kos, presidente dell’associazione Slovenska Filantropija (Slovenia ) ha messo l’accento sul cuore del
volontariato: attività a livello locale e impegno individuale anche al di fuori delle organizzazioni.
Nel suo intervento Andrea Waxenegger, Università di Graz, Presidente EUCEN (European Network of University
Centres for Life Long Learning), ha approfondito il volontariato come terreno fertile per l’apprendimento e la ricerca
sociale mentre Antonella Valmorbida, Direttore ALDA Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale, ha
valorizzato l’impegno volontario come esercizio di democrazia partecipativa.
La Conferenza si è conclusa con la relazione di Luca Jahier, presidente Gruppo III del Comitato Economico e Sociale
Europeo. Diverse sono le sfide che Jahier ha evidenziato come cruciali per lo sviluppo futuro del volontariato:
individuare punti di riferimento condivisi fra paesi europei e transfrontalieri, per lo scambio di buone prassi al fine di
scongiurare un modello di volontariato standard; definire strumenti seri e partecipati per misurare l’impatto del
volontariato in Europa, a partire dall’adozione del Manuale OIL per la misurazione del lavoro volontario; potenziare le
forme di scambio dei giovani volontari europei.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
6.2
Contributi relatori
* in ordine alfabetico
EARA (European Asbestos Risks Association) Onlus
Questa è un'assemblea del movimento del volontariato nel Friuli Venezia Giulia che si tiene in concomitanza con una
Conferenza internazionale per la celebrazione dell'Anno europeo del volontariato 2011. Ha un significato (vero)
questa celebrazione? La risposta è sì se usciamo dagli stereotipi e guardiamo ad un futuro diverso rispetto a quello
che tutt'ora stiamo vivendo (male). Ovvero, dalla “passiva stabilità” in cui ci troviamo relegati bisogna evolvere per
poter partecipare ad un'Europa in qualità di figure attive e consapevoli. Cioè? Cioè è inammissibile che il volontariato
debba vivere, o meglio sopravvivere, con dei contributi che annualmente vengono erogati “sistematicamente” nei
mesi di settembre/ottobre per essere poi obbligati a spenderli entro l'anno stesso. E' altresì inammissibile che, a
fronte di possibili partecipazioni a “bandi europei” su progetti sostenuti dai fondi FERS, risulti che per il Volontariato
questo risulti di fatto “impossibile” in quanto le Associazioni (pur vantando la qualifica riconosciuta di onlus) non
hanno la necessaria “solidità-sostenibilità finanziaria”.
Bene, questo è soltanto l'inizio che ci consente di presentarci in questa occasione (ma lo abbiamo già fatto in altre,
simili, nel recente passato essendo attivi dal gennaio 2008).
L'European Asbestos Risks Association (EARA) onlus attualmente conta su oltre 2000 soci provenienti da diverse
Associazioni ed Enti del FVG, Veneto, Slovenia e Croazia; oltre a soci privati infatti, è soprattutto un'Associazione di
“Associazioni”. Sì, l'EARA è a pieno titolo “europea”, di nome e di fatto. Ci manca ancora la Carinzia (che peraltro
aveva partecipato attivamente ai lavori preliminari alla nascita del 9 gennaio 2008), ma è una pura formalità se la
Regione ci darà una mano, e poi avremo raggiunto in pieno un assetto in linea con la macro area transnazionale
(Euroregione), che per l'EARA viene intesa come socio-sanitaria ed ambientale. Un Ente che dovrebbe riprendere il
percorso istituzionale proprio in queste settimane e su iniziativa della nostra Regione e segnatamente dell'Assessorato
ai rapporti internazionali ed alle politiche comunitarie.
In occasione della Barcolana – per quanto ci risulta – quest'anno ci sarà la partecipazione del CSV, ma consentiteci,
meglio sarebbe se la partecipazione fosse “anche e soprattutto” delle Associazioni ed in particolare di quelle che
hanno effettivamente un'operatività “internazionale”. Infatti la Barcolana è un palcoscenico affacciato all'entroterra
rappresentato dai nostri vicini oltre ché internazionale in senso ampio, territorio che “appartiene” anche al
Volontariato europeo che abbraccia il principio cardine della sussidiarietà, che le è proprio.
Abbiamo esordito con le questioni finanziarie, per le quali abbiamo indicato due strade che, laddove si intraprende
come prima quella dei fondi regionali e/o comunali e provinciali (com'è giusto che sia per chi svolge un ruolo di attiva
sussidiarietà nel welfare territoriale), è decisamente scandaloso che vi siano dei ritardi come quelli che abbiamo
dovuto registrare in questi anni. Perché succede questo? E' veramente giunta l'ora di cambiare e rispettare chi
profonde attività di volontariato “puro” per 12 mesi all'anno (o perlomeno tenta di farlo... con enormi difficoltà,
spesso anche su spese indispensabili come l'affitto e le relative bollette). Noi, prima di chiedere, abbiamo speso in
proprio l'attività di oltre un anno e poi, come detto fra alti e bassi (più bassi che alti), continuiamo ad anticipare le
spese correnti ma tutto il resto – la nostra è un'attività internazionale con viaggi, interurbane, traduzioni, etc. - rimane
sempre in attesa dei... fondi suddetti.
La seconda via, certamente impegnativa e quindi non facile, è proprio quella di vedere riconosciuta, laddove
statuariamente prevista, l'attività in ambito europeo con conseguente possibilità di reperire fondi comunitari e, per i
progetti di ampio respiro e necessariamente di forte impegno finanziario (vedi progetti di ricerca che oltretutto
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
avrebbero ricadute – secondo noi “dovute” - sul territorio regionale per la forte presenza dalla “ricerca” ed in
particolare di quella medica), con ciò potendo partecipare ai “bandi europei”. Per fare ciò si dovrebbe intervenire su
un possibile sostegno fideiussorio o comunque tale da consentire di soddisfare le regole europee. Un problema di
garanzia che altrimenti potrebbe essere risolto anche con un apposito “fondo di rotazione”. E' solamente una
questione, come spesso accade, di volontà politico amministrativa. Cosa offriamo in cambio? Volontariato di alto
profilo professionale, possibili ricadute economico-scientifiche ed anche di “tutela morale” (con l'aiuto di un Comitato
scientifico internazionale, i cui componenti svolgono già la loro attività a titolo gratuito), per garantire un'integrità
morale – molto apprezzata, soprattutto oggi, per quanto riguarda le nostre passate esperienze – sull'operato
scientifico promosso.
Infine, alla luce di tutto ciò, perché non far partire dal Friuli Venezia Giulia, da qui, la proposta - nell'anno del
Volontariato europeo – dell'istituzione di un Gruppo di Associazioni (già operanti nella EU), da iscrivere all'Albo delle
Associazioni di Volontariato europeo?
Mariangela Fantin
Presidente del Centro Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia
Buon giorno a tutti, alle Autorità, alle delegazioni straniere ed a tutte le associazioni del grande e variegato mondo del
volontariato, un saluto anche da parte dei componenti del Consiglio Direttivo del CSV del Friuli Venezia Giulia, qui
presenti.
Un caloroso benvenuto alle rappresentanze straniere provenienti dai seguenti paesi: Albania; Austria; Bosnia
e Herzegovina; Bulgaria; Croazia; Kosovo; Macedonia: Moldavia; Montenegro; Romania; Serbia; Slovenia; Turchia;
Ungheria.
Benvenuti a questa 2^ Conferenza Internazionale – che si è inteso denominare “Italia – Europa Centrale e Sud
Orientale – Volontariato e Istituzioni a confronto”; meeting che si è voluto porre in calendario nel 2011, in quanto
proclamato dal Consiglio dell’Unione Europea “Anno europeo delle attività di volontariato”.
Evento promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia nella persona dell’Assessore con delega al Volontariato Dott.
Roberto Molinaro, organizzata dal Centro Servizi Volontariato Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con CSVnet –
Coordinamento Nazionale dei Centri di servizio per il volontariato, con il sostegno del Comitato di Gestione del Fondo
Speciale del Volontariato del Friuli Venezia Giulia.
La manifestazione gode del Patrocinio di: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Rappresentanza in Italia della
Commissione Europea CEV – Centro Europeo del Volontariato, Bruxelles, qui rappresentato dal Vice Presidente Renzo
Razzano – Delegato Area Europa CSVnet.
Ritengo opportuno evidenziare, che la scelta di Gorizia, quale sede di questa Conferenza Internazionale, è stata voluta
da noi tutti, in quanto città simbolo dell’abbattimento dei confini e della collaborazione tra le popolazioni, per
trasmettere alle istituzioni nazionali e locali un forte messaggio per un Europa in cui si respiri i valori della solidarietà e
democrazia.
La conferenza, apre spazi di confronto tra le istituzioni Nazionali, locali ed europee e le organizzazioni di volontariato
su temi fondamentali per la coesione sociale e la strategia europea 2020.
In particolare, la conferenza ha come temi prioritari: lo scambio di esperienze e di buone pratiche; la presentazione di
alcuni programmi UE per il sostegno ai progetti; le discussioni finalizzate alla redazione di input alle istituzioni
europee.
Inoltre, mira a promuovere e rafforzare, nell’ambito dei paesi dell’Unione Europea, i valori della solidarietà, della
cittadinanza attiva e dello sviluppo della democrazia,
La manifestazione intende approfondire tematiche quali le diversità e l’inclusione sociale, i giovani e la partecipazione
e – a partire da queste esperienze - tracciare alcune strade per lo sviluppo delle progettazioni e delle politiche
condivise.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
L’evento inoltre, rappresenta, un momento importante per coinvolgere nelle iniziative programmate il sistema del
volontariato di alcuni Paesi non ancora membri dell’UE.
Preso atto, che già nel 2008, nella nostra regione, in Lignano Sabbiadoro, il CSV del FVG in collaborazione con il
CSVnet, ha realizzato la prima conferenza internazionale “Dialoghi d’Europa: Italia - Balcani”, alla quale hanno
partecipato volontari di 14 paesi esteri, convegno che è stato occasione per confrontarsi sul ruolo del volontariato in
un’Europa fondata sui valori della pace, della cittadinanza e della cooperazione transnazionale.
Rivolgo istanza al rappresentante della Regione, Dr. Roberto Molinaro, affinchè questo momento di aggregazione e
collaborazione a livello internazionale di tutte le realtà operanti nel volontariato, voluto e sentito dalla Regione Friuli
Venezia Giulia, possa divenire un appuntamento fisso per gli anni a venire.
Concludo questo mio intervento con l’augurio di un buon e proficuo lavoro.
Danilo Giovanni Festa
Direttore generale Direz. Terzo Settore e Formazioni Sociali, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
“Le istituzioni Europee e il riconoscimento del ruolo attivo del volontariato”
Il tema del ruolo del volontariato in Europa andrebbe affrontato sotto due aspetti:
il ruolo che assegnano al volontariato le organizzazioni di volontariato e la società civile;
il ruolo che al volontariato assegnano e riconoscono le istituzioni europee.
Per la parte di stretta competenza della Direzione Generale Terzo Settore e Formazioni sociali, mi soffermerò sul
secondo aspetto che è strettamente correlato anche agli obiettivi indicati nella Decisione – sollecitata dalle
organizzazioni di volontariato, di Terzo settore e della cittadinanza attiva - del Consiglio dell’Unione europea del 27
novembre 2009 che ha istituito il 2011 quale Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la
cittadinanza attiva, ma il 2011 coincide anche con il decimo anniversario dell’ Anno Internazionale dei Volontari delle
Nazioni Unite (proclamato nel 2001 dalle N.U.).
L’organizzazione e il coordinamento dell’iniziativa è stato affidato alla DG Comunicazione della Commissione Europea,
in Italia l’Organismo nazionale di coordinamento è la DG Terzo settore e Formazioni sociali già DG Volontariato,
Associazionismo e Formazioni sociali, che insieme al gruppo di lavoro “Volontariato Europeo e Internazionale a
confronto” dell’Osservatorio nazionale per il volontariato ha elaborato il Piano Italia 2011, approvato dalla
Commissione Europea il 21 ottobre 2010.
Gli ambiti operativi del suddetto Piano Italia riguardano:
Promozione e partecipazione
Strumenti di comunicazione
Iniziative di sensibilizzazione e di prossimità
Campagne di comunicazione con i mass-media
Riconoscimenti istituzionali
Ambasciatori
Manifestazioni in piazza
Iniziative pubbliche e di organizzazioni di terzo settore
Presenza nei grandi eventi pubblici e privati
Trattato di Lisbona: cittadinanza attiva europea, diritti e doveri dei cittadini europei
Volontari! Facciamo la differenza!
Orientamento e formazione ai valori del volontariato
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
La cultura del dono, della condivisione e della partecipazione
Bisogni della comunità e legami sociali di comunità
Fabbisogni formativi, formazione, bilancio e riconoscimento delle competenze
Pari opportunità di partecipazione
Passaporto europeo dei volontari
Scambio di buone prassi: per temi, per ambiti di intervento, per tipologia di destinatari
Scambio di buone prassi: percorsi di qualità, innovazione sociale, efficacia
Responsabilità Sociale: individuale, comunitaria, d’impresa
Volontariato e coesione sociale: prospettive future per le politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale
Conciliazione tra i tempi di lavoro e le attività di volontariato
Giovani
Scuola e volontariato
Laboratori di cittadinanza condivisa e partecipata
Servizio Civile Nazionale
Largo ai giovani! Progetti associativi per il volontariato dei giovani
Volontari in erba! Educazione alla cittadinanza attiva bambini e ragazzi (dai 3 ai 14 anni)
Valorizzazione delle competenze di cittadinanza attiva derivanti dal volontariato nei percorsi universitari
Informazione e sensibilizzazione con i media giovanili
Servizio Volontario Europeo e opportunità di mobilità internazionale
Legalità e responsabilità sociale di comunità: il futuro dell’Europa
Sussidiarietà e dialogo con le istituzioni
Partenariato: processi di consultazione e di verifica
Il volontariato nella costruzione delle politiche e della coesione sociale
Manifesto del volontariato: richieste al Governo italiano
Seduta congiunta Parlamento Italiano - volontari
Sedute congiunte Consigli Regionali - volontari
Il ruolo del volontariato nella democrazia partecipativa
Registri: regionali, europei, tematici
Ricerca, dati, impatto sociale
“Volontariato in Europa. Organizzazioni, promozione, partecipazione”: diffusione risultati e approfondimenti
comparativi
Rilevazione statistica dei volontari e delle organizzazioni di volontariato
Misurazione dell’impatto del volontariato sul capitale sociale e umano
Competenze di base e competenze trasversali di cittadinanza
Rendicontazione economica e sociale
IV Rapporto Biennale sul Volontariato
Buoni esempi dei progetti ammessi a contributo dall’Osservatorio Nazionale per il Volontariato – Annualità 2006 –
2009
Rapporto della I annualità dei Laboratori di cittadinanza partecipata
Rapporto della II annualità dei Laboratori di cittadinanza partecipata
Volontariato europeo e internazionale: motivazioni e bisogni
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Libro Bianco della Commissione europea sulle attività di volontariato nell’UE (parere CESE 2006 “Le attività di
volontariato, il loro ruolo nella società europea e il loro impatto”)
Infrastruttura per il volontariato
Quadro normativo e la legislazione a supporto del volontariato
Centri di Servizio per il Volontariato: funzioni, finanziamento, governance
Organi e funzioni delle rappresentanze, coordinamenti e reti del volontariato
Finanziamenti e fondi per le attività di base delle organizzazioni di volontariato
Valorizzazione delle attività di volontariato
Meccanismi e agevolazioni fiscali, amministrativi e gestionali per le organizzazioni di volontariato
Status del volontario
Il prossimo anno saranno pubblicati i risultati, l’impatto che le iniziative dei vari stati hanno avuto sulla popolazione
europea, gli eventuali miglioramenti al mondo del volontariato apportati dall’insieme di attività programmate dai
rispettivi governi.
Un anno che avrebbe dovuto portare ad una maggiore diffusione dell’ “idea” del volontariato come attività “gratuita”
rivolta al ben-essere sociale delle comunità, in un reciproco e condiviso arricchimento, morale, culturale, umano della
persona che “aiuta e della persona che viene aiutata”, ovvero quel volontariato che è strumento di formazione per i
singoli e le organizzazioni per affrontare bisogni e preoccupazioni umane, sociali, intergenerazionali e ambientali che
contribuisce altresì a creare un’identità europea radicata nei valori condivisi della democrazia, della solidarietà e della
partecipazione, promuovendo quindi l’apertura reciproca tra le persone nelle rispettive comunità e in Europa,
favorendo in modo attivo e responsabile l’idea di cittadinanza europea. Purtroppo ad oggi tutto ciò non ha prodotto i
risultati attesi, perché a livello europeo in questo momento altre sono le preoccupazioni.
A mio avviso bisognerebbe invece ripartire da un coinvolgimento diretto e condiviso, distinguendo ruoli e
responsabilità, riguardante l’analisi della situazione sociale delle nostre comunità. Tutto questo per finalizzare
interventi e attività che tengano conto sia del benessere comunitario, ma anche dell’efficacia e dell’efficienza degli
interventi stessi.
Nel più importante documento dell’Unione Europea degli ultimi anni, Europa 2020, nato con l’intento di fornire una
risposta unitaria dell’Unione Europea alla crisi internazionale: un'economia intelligente, sostenibile e solidale,
attraverso le c.d. sette iniziative faro per il rilancio delle politiche dell’Unione, del tema della povertà e dell’esclusione
sociale, nessun accenno o quasi al ruolo del Volontariato, anche se l’iniziativa faro “youth on the move” è appoggiata
4
dal volontariato giovanile . Questa “dimenticanza” dovrebbe far riflettere su come l’Unione Europea affronti in
questo momento il ruolo del volontariato e del bene relazionale che lo stesso produce finalizzandolo alla centralità
delle persona.
A tal fine, per implementare gli obiettivi della strategia Europa 2020, su iniziativa della Presidenza polacca nel maggio
di quest’anno si è riunito un gruppo di lavoro sulle questioni sociali con l’obiettivo di rivolgere un invito agli Stati
membri e alla Commissione ad adottare diverse azioni in base al principio della sussidiarietà ed in particolare si
chiedeva nella bozza iniziale del documento di: Sostenere lo sviluppo delle organizzazioni della società civile a livello
locale, nazionale ed europeo,pubblicare e condividere i risultati di ricerche che riguardano il volontariato e la
cittadinanza attiva,incoraggiare compagnie e operatori del settore privato al sostegno di iniziative di promozione e di
intensificazione del volontariato nel contesto del volontariato d’impresa,predisporre un libro verde sul volontariato,
4
Vedi “Comunicazione sulle politiche dell’Unione europea e del volontariato: riconoscere e promuovere le attività di volontariato transfrontaliero
nell’Ue”. COM 2011 568 definitivo del 20.9.2011.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
considerare la possibilità di inserire lo sviluppo di programmi realizzati nell’ambito della politica europea di coesione,
attraverso il Fondo sociale Europeo e il Fondo di sviluppo regionale.
Dopo alcune riunioni, molti dei punti sopra elencati sono stati “abbandonati” per l’opposizione della maggioranza dei
Paesi e il risultato sarà un documento privo di contenuti veramente innovativi che non apporterà contributi rilevanti
dal punto di vista della crescita e dello sviluppo finalizzate alla coesione sociale.
Comunque il 3 ottobre 2011 il Consiglio dell’Unione Europea ha emanato le conclusioni finali sul ruolo delle attività di
volontariato nella politica sociale.
Nelle conclusioni del Consiglio, anche alla luce delle numerose iniziative e dei dibattiti tenuti nel contesto del 2011 Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva, si sottolinea come il volontariato
sia espressione di cittadinanza attiva in tutti gli ambiti della vita sociale e come tale attività sia cruciale per lo sviluppo
dei valori democratici, della dignità umana, dell'uguaglianza e della sussidiarietà.
In particolare, nel documento sono recepite alcune delle più importanti proposte italiane, fra cui quelle tese a
differenziare in maniera netta ed equivocabile il valore del volontariato gratuito dalle attività profit, nonché a
sottolineare l’importanza del volontariato nel promuovere, anche al di fuori dell’UE, i principi dell’identità e dei valori
comuni europei, come la solidarietà e la coesione sociale.
Ivona Krstevska
SEEYN - South East European Youth Network
Nuove leggi e questioni emergenti: Panoramica delle recenti evoluzioni nel Volontariato nei paesi del sud est Europa
SEEYN è un network a cui aderiscono 19 ONG del sud est Europa. Rappresenta un tentativo di superare le differenze
tra società con una tradizione recente di conflitti portando i giovani di tutta la regione del sud est Europa ad agire
insieme.
SEEYN e il volontariato
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SEEYN focalizza la sua strategia sul volontariato dal 2003
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Persone giovani competenti sono la garanzia che il sud est Europa si sviluppi come una regione stabile
Troviamo che il volontariato giovanile contribuisca allo sviluppo di valori sociali positivi e dell’occupabilità dei
giovani che fanno volontariato
Allo stesso tempo il volontariato è espressione di cittadinanza attiva, responsabilità personale e sociale e può
avere un certo impatto sul miglioramento dei servizi sociali, rendendoli più accessibili, economici e
migliorandone la qualità
Le attività di SEEYN in supporto del volontariato sono:
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Mettere a disposizione finanziamenti ed assistenza per la raccolta fondi.
Campi di lavoro.
Scambi a lungo termine (quali lo SVE, per esempio).
Sviluppo dei servizi locali di volontariato.
Formazione (interna ed europea).
Ricerche, pubblicazioni e advocacy.
Cooperazione internazionale (membri del CEV).
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
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Supporto ai programmi di volontariato e alle iniziative giovanili locali.
Alcuni dei risultati raggiunti sono:
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Aumento nel numero dei giovani volontari.
Aumento nella qualità di alcuni programmi.
Maggior riconoscimento pubblico del volontariato.
Legislazione sul volontariato nella maggior parte dei paesi.
I nostri membri sono diventati dei maggiori protagonisti nei loro paesi.
Alcuni membri hanno rivolto la loro attenzione principale dal volontariato internazionale a quello locale.
Attività attuali
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Infrastruttura del volontariato – sviluppo dei servizi di volontariato locali nel Sud Est Europa (punto focale
Tirana, Albania nel 2011).
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Formazione in gestione dei volontari, software sociale ed il tradizionale Seminario di Formazione per Leader.
·
Promozione comune di campi di lavoro, IVD e SVE.
Campagna regionale di promozione dell’Anno Europeo del Volontariato nel Sud Est Europa, compresa la
conferenza di Sarajevo nel giugno 2011.
Breve panoramica sul volontariato nel Sud Est Europa (SEE)
·
La regione del SEE dopo la distruzione della società negli anni novanta ha dovuto ricostruire da capo molti
sistemi di valori e strutture.
·
Anche se il volontariato è percepito in maniera positiva, i numeri delle ore di volontariato o la qualità dei
sistemi di supporto sono abbastanza esigui in confronto con la maggior parte dei paesi EU (in Croazia non più
del 5% della popolazione svolge attività di volontariato).
Situazione nei paesi del SEE
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Croazia: Il Centro di Volontariato di Zagabria è uno dei principali protagonisti nella creazione della Rete di
Volontariato croata che è divenuta operativa nel 2010. Il principale settore di lavoro è quello del
miglioramento della legge esistente, ma a tutt’oggi non esistono valutazioni della pratica dal 2006 quando la
legge è stata approvata. Tale analisi sarebbe molto utile per altri paesi della regione dato che molti di loro si
ispirano all’esempio croato. Varie istituzioni governative sostengono il volontariato, anche attraverso
finanziamenti e fondi sono stati stanziati per l’AEV 2011. Il Centro di Volontariato di Zagabria gestisce anche
l’Oscar per il Volontario – un riconoscimento statale per l’impegno nel volontariato.
·
Bosnia-Erzegovina: un’entità, la Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina ha una legge sul volontariato, ma
senza misure di sostegno, anche nel 2010. Un riconoscimento al volontariato è stato assegnato a dicembre,
ma è stato pubblicizzato estremamente poco. Il segretariato del SEEYN e il YCC Banja LuKa partecipano nel
gruppo di lavoro per la legge dell’ UNV – OSCE nella Federazione della Bosnia-Erzegovina, ma il processo è
molto lento, specialmente perché la Bosnia-Erzegovina non ha formato un governo dopo le elezioni
d’autunno. YCC Banja Luka è divenuto il principale coordinatore dell’impegno volontario a livello nazionale.
YCC Banja Luka gestisce la nuova rete tematica Volontiraj che riunisce le pertinenti organizzazioni del settore.
Anche il Segretariato del SEEYN ha preso parte a questo processo e ha partecipato a diverse riunioni. La rete
ha anche dato l’avvio ad iniziative per il riconoscimento del volontariato nelle politiche locali in diverse
comunità.
·
Serbia: a giugno la Serbia ha ottenuto la sua prima legge sul volontariato, ma la fine di questo processo
durato molti anni è stata abbastanza emozionante. Il governo ha sottoposto la legge al Parlamento, ma una
versione della legge compilata soprattutto da esperti governativi che hanno attratto molte critiche dalla
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
società civile. Mentre la legge era al Parlamento, le organizzazioni, comprese tutte le tre aderenti al SEEYN,
sono riuscite a fare pressione e a presentare le critiche e le proposte alternative. Hanno in effetti ottenuto
l’attenzione dei rappresentanti (è stata anche organizzata la presentazione in Parlamento). Grazie ai molti
emendamenti, la legge è divenuta più di sostegno che di controllo e con meno limiti. Alla fine, si è trattato di
un processo e di un risultato piuttosto di successo. Ciò nonostante, dopo l’entrata in vigore, non ci sono state
ancora significative misure per l’implementazione.
·
Montenegro: a differenza della Serbia, sia il processo che il risultato non sono per niente promettenti, anche
se anche il Montenegro ha una legge sul volontariato da giugno. Il governo montenegrino ha proposto la sua
versione della legge al Parlamento, anche se la nostra organizzazione aderente, ADP ZID, e le altre
organizzazioni avevano da tempo sottolineato molte questioni importanti. La versione è piena di limiti invece
che essere di supporto è piena di ostacoli. La nuova legge limita severamente la possibilità di far volontariato
per i minorenni e il volontariato sociale d’impresa. Rende le procedure per il coinvolgimento dei volontari
estremamente burocratiche, anche per il volontariato a breve termine. Ha anche reso obbligatorio per gli
organizzatori del volontariato di coprire l’assicurazione dei volontari con le proprie risorse. Tenuto conto di
tutto ciò, ADP ZID ha cominciato un intensa campagna mediatica, con il sostegno di varie organizzazioni
internazionali e ha cercato anche di negoziare degli emendamenti con il governo e i rappresentanti in
Parlamento. Sfortunatamente, dato che è stata una decisione politica quella di adottare la legge, non c’è
stata alcuna possibilità di fermare l’iter e tutti gli emendamenti sono stati bocciati. Tuttavia, dopo la sua
approvazione, non ci sono state ancora significative misure per la sua implementazione. ADP ZID in
cooperazione con il SEEYN e i partner olandesi ed italiani ha preparato e vinto un finanziamento EC IPA nella
seconda metà dell’anno. Il progetto intende migliorare e monitorare le politiche sul volontariato.
·
Macedonia: Il Club Culturale Giovanile di Bitola (CCGB) – Youth Cultural Club Bitola – sta gestendo una rete
nazionale dei servizi locali di volontariato. CCGB ha coinvolto gli enti locali e vari uffici governativi nella rete.
Anche se non ci sono misure specifiche per l’implementazione della legislazione sul volontariato esistente, le
diverse istituzioni pubbliche sono abbastanza interessate al volontariato. CCGB è riuscito a collocare volontari
locali non solo nelle istituzioni sociali, ma ultimamente anche in istituzioni governative e giudiziarie.
·
Albania: Beyond the Barriers ha promosso e promuove attivamente il volontariato e nella seconda metà
dell’anno ha avviato un progetto pilota per lo sviluppo del volontariato locale a Tirana. SEEYN, Beyond the
Barriers, YCC Banja Luka e il partner italiano hanno preparato e vinto un finanziamento EC IPA per lo sviluppo
ulteriore del volontariato locale a Tirana. Alla fine dell’anno, c’è stata una prima riunione tra le varie
organizzazioni della società civile, reti, ministero competente e UNV sulla legge per il volontariato che ha
praticamente iniziato il processo per un futuro riconoscimento legale del volontariato.
·
Slovenia: Legge sul volontariato dal 2011.
Tendenze attuali del volontariato in SEE
•
La mancanza di un supporto strutturale e le capacità limitate di coloro che organizzano il volontariato sono
abbastanza naturali nel contesto del SEE dove alla fine il volontariato è passato dall’essere in clandestinità
all’essere accettato dalla maggioranza. Ciò naturalmente influenza la qualità!
•
I numeri di volontari, specialmente giovani, stanno aumentando sia nei progetti locali sia in quelli europei
(per esempio nel programma SVE).
•
Le recenti ricerche condotte in alcuni paesi della regione mostrano che numeri significativi di giovani sono
interessati e disponibili al volontariato, ma non hanno informazioni rispetto a dove e a come farlo.
•
I più interessati al volontariato sono i giovani delle scuole superiori, ma in tutti i gruppi della popolazione si
riscontra un aumento nella motivazione a far volontariato.
•
Il coinvolgimento ed il supporto da parte dei governi varia da paese a paese, ma ci sono anche differenze
significative nelle varie regioni di uno stesso paese.
•
Nella regione è presente un significativo lavoro di rete tra le ONG.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
•
I programmi di volontariato aumentano la qualità di sostegno; un maggior numero di diversi programmi sono
stati offerti.
•
Purtroppo talvolta persino i concetti base del volontariato vengono presentati nella maniera sbagliata – sia
dai governi che dalle organizzazioni!
Sfide per la società civile nei Balcani:
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Fondi
Corruzione
Nazionalismo
Dialogo con i governi
Dialogo con le organizzazioni intergovernative ed internazionali
Percezione pubblica
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Marilena Marmiere
Studentessa del Liceo Stellini, Udine
"Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati"
Non è un pensiero mio, ma di Aristotele. E non è un pensiero recente. Risale a quasi 2400 anni fa. All’origine era
naturale aiutarsi, basti pensare che fino a poco tempo fa, anche durante il dopoguerra, quando si presentava un
momento difficile tutta la comunità si prodigava per il bisognoso. Il progresso, però, ci ha regalato l’individualismo. Gli
schemi della società, la frenesia e i pregiudizi ci impediscono, il più delle volte per paura o imbarazzo, di essere noi
stessi all’interno di una comunità sempre pronta a giudicare. A questo punto alla condizione naturale di aiutare il
prossimo è stato dato un nome: volontariato. Per noi giovani si tratta di un momento di crescita e di confronto, un
momento di verifica per diventare adulti migliori. Nascono così all’interno delle scuole numerosi progetti, come il
volontariato rivolto agli alunni della scuola primaria e le lezioni di clown terapia, che ci permettono di metterci alla
prova e di fare un’analisi personale dandoci la possibilità di rispondere alla domanda fondamentale: io sono capace di
dare?
Sinceramente non lo so. Passiamo pomeriggi con bambini, con anziani, con ragazzi diversamente abili e con artisti di
strada per aiutare, impegnarci, imparare e torniamo a casa rendendoci conto che tutte le energie spese non sono
state spese invano. Le persone con le quali siamo stati a contatto ci hanno regalato molto: in questo modo capiamo
che anche il più piccolo gesto, come un abbraccio o un sorriso, può avere un grande significato.
Non so se sono capace di dare, ma ho l’assoluta consapevolezza di ciò che ricevo.
Avendo a che fare con persone e personalità sempre diverse c’è la necessità di sapersi adattare all’interno di ogni
contesto: siamo costantemente a contatto con punti di vista alternativi, e talvolta persino contrapposti al nostro. E
questa condizione fa sì che il nostro spirito si evolva, il nostro atteggiamento cambi, le nostre relazioni mutino anche
nei confronti delle persone che ci stanno vicino la maggior parte del tempo, come i nostri familiari, i compagni di
classe e addirittura gli insegnanti. Credo quindi di poter affermare che il volontariato ci rende anche studenti migliori.
Ma perché lo studente decide di fare un’esperienza così importante?
Quando la intraprende non è certamente consapevole dei benefici personali che gli deriveranno. Per me è stata una
sfida, il voler dimostrare di essere in grado di dare qualcosa agli altri, o forse semplicemente per provare: la curiosità
di vedere a che punto mi avrebbe portato un viaggio così difficile. Sta di fatto che giorno per giorno, attraverso il
volontariato, ho arricchito il mio bagaglio di esperienze e soprattutto di emozioni, che a mia volta ho cercato di
trasmettere agli altri. E, come la mia, questa è stata l’esperienza di tanti altri ragazzi volontari.
Perché siamo soprattutto noi, che abbiamo la fortuna di avere una famiglia sensibile alle spalle che ci sostiene in ogni
momento, ad avere la possibilità di aiutare, per cercare di lasciare questo mondo migliore di quanto l’abbiamo
trovato.
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Joachim Ott
Direzione generale per la Comunicazione e le Politiche per i Cittadini della Commissione europea
L'Anno europeo 2011 è un'iniziativa a livello europeo volta alla sensibilizzazione sull’importanza che il volontariato ha
per la società in Europa. Il suo obiettivo a lungo termine è di migliorare la qualità delle attività in condizioni più
favorevoli al Volontariato. Anche se più di 100 milioni di europei sono regolarmente impegnati in attività di
volontariato in diversi settori, permangono sfide per quanto riguarda gli ostacoli giuridici e amministrativi, problemi di
finanziamento e di incontro tra domanda e offerta. Inoltre, la situazione in Europa è molto varia. Diverse tradizioni,
leggi e (dis)incentivi da parte dei governi evidenziamo come ci sia più di un modello di volontariato in Europa.
Sia la Commissione che il Consiglio hanno approvato nelle ultime tre settimane due documenti politici importanti
come loro contributo per l'Anno europeo. Essi riconoscono il volontariato come una forma essenziale di cittadinanza
attiva ed evidenziano il contributo europeo per promuovere il volontariato in futuro. La Comunicazione della
Commissione e le Conclusioni del Consiglio dei ministri UE degli Affari sociali contribuiscono a costruire l'eredità
dell'Anno europeo che vada oltre dicembre 2011.
La strada da seguire sarà caratterizzato non da armonizzazione, ma dall’incoraggiamento di tutti gli attori per imparare
gli uni dagli altri e mediante l'attuazione di strumenti pratici per promuovere il volontariato a livello nazionale e oltre i
confini.
Martijn Pakker
Direttore CEV – Centro Europeo del Volontariato
Desidero innanzi tutto ringraziare gli organizzatori di questa conferenza, in particolare per averla organizzata in questo
luogo significativo che è stato per molti anni un ponte tra l’Europa orientale ed occidentale.
Il 2011, l'Anno europeo del volontariato, è stata ed è tuttora, un'occasione unica per mettere sotto i riflettori lo sforzo
dei volontari in tutta Europa. Soprattutto in tempi di difficoltà economiche, con "rivoluzioni" più o meno pacifiche in
atto in tutto il mondo in segno di protesta contro l'ordine stabilito, ci viene ricordato non solo che i cittadini possono
essere mobilitati in massa grazie le tecnologie attuali, ma anche che la mobilitazione sociale di massa che ne deriva è
un catalizzatore per il cambiamento sociale.
Allo stesso modo, i volontari e le loro organizzazioni sono in prima linea nello sviluppo di azioni innovative per
identificare, esprimere e rispondere alle esigenze che emergono nella società. Oltre a questo, i volontari possono
essere visti come ambasciatori dei nostri valori comuni europei di solidarietà, diversità e partecipazione civica attiva.
Attraverso il lavoro che noi - come volontari - facciamo, contribuiamo a costruire una vera identità europea attraverso
la promozione di un dialogo interculturale e inter-generazionale e facendo questo, siamo in grado di promuovere e
raggiungere una comprensione reciproca tra tutti i cittadini entro i confini europei e oltre.
Ma a parte questo, dobbiamo ricordare che, nella pratica, il volontariato è uno strumento molto più rilevante per
raggiungere il cambiamento sociale. Dall’aiutare un anziano vicino di casa prendersi cura della propria famiglia,
all’educare i coetanei su stili di vita più sani e sicuri, all’aiutare le comunità e anche i paesi a rimettersi in piedi dopo
un disastro, i volontari forniscono un contributo essenziale alla società, che molto spesso viene trascurato e
sottovalutato.
L'Europa ospita una grande varietà di identità politiche, sociali e culturali. Questo è ancor più reale nel caso in cui si
veda l'Europa in una prospettiva più ampia, oltre i confini dell'Unione europea per includere tutti coloro che vivono sul
continente. È impossibile negare che questi stessi valori europei di solidarietà finiscano alle frontiere dell’UE.
Piuttosto, una delle tante cose che ci lega è il nostro obiettivo comune per ottenere un cambiamento nelle nostre
comunità attraverso il contributo dei volontari.
L'indagine dell’Eurobarometro già menzionata diverse volte durante questa conferenza ha effettivamente messo in
evidenza alcuni risultati interessanti: in Europa, quasi 100 milioni di cittadini si impegnano o si sono impegnati in
un'attività di volontariato. Più concretamente, questo significa che tre cittadini su dieci in tutta l'Unione europea si
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
sono o sono impegnati nel volontariato. Al tempo stesso, però, lo stesso sondaggio indica che l'80 per cento degli
europei ritengono che le attività di volontariato sono una parte importante della vita democratica in Europa. Un
calcolo molto veloce ci porta a dimostrare che c'è ancora un gap di quasi il 50% di tutti gli europei che condividono il
nostro punto di vista circa l'importanza delle attività di volontariato, ma che non hanno fatto il passo decisivo per
impegnarsi essi stessi realmente in un'attività di volontariato .
Inoltre, c'è ovviamente un'enorme disparità tra paesi e regioni in Europa riguardo l’impegno volontario, e il livello di
impegno dei cittadini a livello locale, regionale e nazionale. Nel Nord Europa, in paesi come il Regno Unito e i Paesi
Bassi, il volontariato gode di una lunga tradizione di impegno civico. L'impegno dei cittadini in attività di volontariato è
dunque molto alto in questi paesi. Un esempio di questo è l'alto livello di coinvolgimento di volontari nel Regno Unito
dopo i disordini scoppiati a Londra poche settimane fa. Immediatamente dopo che le tensioni si sono placate, i
volontari si sono subito mobilitati per aiutare a pulire le strade e per aiutare le persone più colpite dalla situazione.
Allo stesso tempo, quando guardiamo all’Europa centrale e orientale, vediamo un atteggiamento generale verso il
lavoro non retribuito come se avesse un’importanza minore: perché dovresti fare qualcosa di gratuito se puoi essere
pagato per esso; vale davvero la pena spendere del tempo se non vieni pagato, etc. Una nota particolare per molti di
questi paesi è che la regione emerge anche da una società in cui la partecipazione civica è stata obbligatoria: si doveva
dedicare parte del proprio tempo libero per aiutare a costruire una scuola o una strada. Con la libertà ritrovata da
regimi oppressivi raggiunta due decenni fa, un risultato sfortunato è stato che anche gli aspetti positivi di solidarietà e
impegno sociale sono stati rigettati come eredità degli oppressori. Allo stesso tempo, è particolarmente in quei paesi
in cui i movimenti giovanili sono sempre più forti mentre e si sforzano di realizzare il cambiamento sociale che è tanto
necessario il volontariato nel loro paese.
In Europa meridionale e nella regione del Mediterraneo, stiamo anche assistendo ad un aumento del coinvolgimento
dei cittadini nelle attività di volontariato. Vediamo anche una diversa percezione dello sforzo volontario, in cui molte
delle attività svolte per solidarietà e semplice coinvolgimento della comunità non sono viste come attività di
volontariato in quanto tale.
Anche se queste differenze possono sembrare inerenti alla percezione culturale del volontariato, tutti dobbiamo
essere consapevoli che in qualsiasi modo in cui percepiamo il volontariato, e in qualunque modo si misura l'impatto
dello sforzo dei volontari, è importante ricordare a noi stessi di tanto in tanto che il vero impatto di quello che
facciamo è a livello locale. Il volontariato porta benefici alla società, alle comunità e agli individui. In tutto il
continente, i volontari ed i loro sforzi esprimono continuamente la loro partecipazione attiva nella società e realizzano
i nostri valori condivisi di celebrazione della diversità, di solidarietà e di cittadinanza attiva.
Quindi, come possiamo, come europei, lavorare insieme per raggiungere ulteriormente questi obiettivi?
C'è sempre una necessità di condivisione di esperienze e di prassi interessanti. Come ho detto prima, ci sono tanti
campi nei quali i paesi UE e non UE possono lavorare insieme, sia attraverso strumenti finanziari definiti o attraverso
scambi creativi e utilizzando strumenti che sono già resi disponibili. Questi includono piattaforme internazionali, reti e
forum che offrono spazi per il networking, scambi di informazioni e buone prassi.
Ancora più importante, abbiamo bisogno di essere innovativi e trovare soluzioni creative che metteranno a frutto non
solo le risorse messe a disposizione, ma anche le risorse umane e il capitale umano, l'esperienza e la passione che
abbiamo costruito per molti anni nel settore del volontariato. La situazione attuale di fatto tirerà fuori il meglio nelle
persone e rafforzerà il loro desiderio di cambiare la situazione che esse vivono attualmente. E con l’impegno nel
volontariato si potrà affrontare questa situazione.
L'Anno europeo del volontariato ci ha aperto molte aperte per incoraggiare e celebrare il volontariato. Da un lato, ci
dà una possibilità speciale per celebrare i volontari, le persone che fanno la differenza a livello locale e di comunità. In
tutta Europa, stiamo celebrando i volontari e il movimento di volontariato, organizzando eventi ed iniziative che
evidenziano come il volontariato fa la differenza, come recita lo slogan dell’Anno: Volontari, facciamo la differenza – Il
2011 ci dà anche l'opportunità unica di incontrarci per discutere e ideare strategie su come siamo in grado di
coinvolgere e tenere nell’organizzazione i volontari, e per incoraggiarli a raggiungere il loro pieno potenziale
attraverso il volontariato .
Ma, naturalmente, dobbiamo chiederci "Cosa fare dopo? Come farlo? Come possono aiutare me, la mia
organizzazione, i miei volontari queste buone intenzioni, queste fantastiche dichiarazioni?" Dobbiamo renderci conto
che gli Anni europei sono naturalmente solo un punto di partenza. Un punto di partenza in cui noi, come
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organizzazioni della società civile dobbiamo continuare con i nostri sforzi nell’incoraggiare i nostri decisori politici ad
attuare le buone intenzioni dichiarate nel corso di quest'anno. Quando guardiamo queste dichiarazioni, abbiamo
bisogno di darci una visione, una visione di dove il volontariato ha bisogno di essere e dovrebbe essere tra 10 anni. E
oltre.
CEV plaude alle decisioni dei paesi europei di adottare quadri legali legati al volontariato. Inoltre, rispettiamo la
visione dei paesi e delle regioni in cui si ritiene che avere un quadro legale può mettere a rischio l'essenza stessa di ciò
che è volontariato e impegno civico. Ognuno ha diritto all'esistenza. Ciò a cui noi tutti dovremmo ambire, invece, è
quello di garantire che qualsiasi normativa relativa al volontariato non limiti la posizione dei volontari, che non escluda
alcuni gruppi di volontari e scoraggi lo sforzo dei volontari attraverso azioni punitive. Piuttosto, dovremmo
promuovere l’esistenza di condizioni giuridiche e politiche atte a garantire che i diritti dei volontari siano rispettati e
protetti e che questi quadri legali creino condizioni che facilitino e incoraggino i volontari ad attivarsi e rimanere attivi
nelle loro comunità e in tutto il continente.
Infine, vorrei solo ricordare che il volontariato è dato gratuitamente, ma non è a costo zero - ha bisogno e merita un
sostegno mirato da parte di tutti gli interessati - organizzazioni di volontariato, governo a tutti i livelli e imprese.
Conferenze di questo tipo che si terranno in tutta l'UE nel quadro dell’Anno europeo del volontariato 2011 si
riveleranno momenti significativi sul percorso verso lo sviluppo di questa visione di condizioni favorevoli al
volontariato, compresa un’infrastruttura per il volontariato, e sono lieto di essere stato invitato qui per scambiarci le
nostre opinioni sulla visione presente e futura del volontariato.
Renzo Razzano
Vice Presidente CEV, Bruxelles
Delegato Politico Area Europa CSVnet, Roma
Il mio compito non è fare una relazione, bensì inquadrare il senso di questi tre giorni di lavoro che abbiamo davanti e
dare continuità alla conferenza che abbiamo tenuto tre anni fa a Lignano. In questa occasione si sovrappongono e si
intrecciano una serie di momenti rispetto ai quali credo che sia importante definire il senso del lavoro che stiamo per
cominciare, partendo dal dire che questo non è un momento celebrativo - come anche l'assessore Molinaro ha
sottolineato nelle sue parole - ma un momento che vuole affrontare (anche con esiti concreti, nei limiti del possibile)
una serie di nodi all'interno del dibattito che si è aperto con l'Anno Europeo del Volontariato, che nasceva con
l'obiettivo di portare la tematica del volontariato al centro dell'agenda politica dell'Unione Europea.
Se avete presente il trattato di Lisbona, all'interno di quel documento, che poi è la Costituzione vigente dell'Unione
Europea, si parla moltissimo di "democrazia" e di "democrazia partecipata", di "cittadinanza attiva" - ma non si parla
di "volontariato", non c'è questo momento di congiunzione. Il volontariato viene citato una sola volta nel documento
(ho fatto la ricerca per parola col computer e salta fuori una volta sola a proposito del volontariato nello sport, poi
basta).
Allora credo che invece, grazie anche all'impegno straordinario che c'è stato in questi anni da parte delle reti europee
della società civile, tra cui anche il CEV che ha avuto un ruolo da protagonista, siamo riusciti a riproporre la tematica
del volontariato a livello europeo, prima con il Parlamento, poi con la Commissione, poi con il Consiglio dei Ministri,
ricucendo questa singolare rottura fra un'esaltazione della democrazia partecipata e l'assenza di una consapevolezza
sull'importanza del volontariato all'interno di tale concetto. Tant'è che poi il titolo dell'Anno non è nemmeno Anno
Europeo del Volontariato, ma Anno Europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva.
Quindi si è voluto ricongiungere i due concetti. E questo credo che sia sicuramente importante.
Molte cose sono state fatte in quest'anno, anche interessanti. Purtroppo i risultati sono abbastanza disomogenei,
anche nel nostro Paese. Noi abbiamo avuto momenti alti e momenti in cui le tematiche europee erano solamente nel
titolo e poco nello sviluppo della discussione. E quindi credo che questa Conferenza rappresenti (lo dico anche al Dott.
Festa) un passaggio importante nella mobilitazione e anche nell'elaborazione che c'è stata attorno alle tematiche del
volontariato e dell'Anno europeo perché - questo è un concetto su cui vorrei che convenissimo - di solito i Paesi di
questa parte del mondo, che hanno un'evoluzione recente rispetto alla democrazia e alo sviluppo della società civile,
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normalmente sono poco partecipi di questo dibattito e negli eventi che ci sono stati in Europa non hanno occupato
una posizione centrale.
Abbiamo scelto di concentrare questa iniziativa attorno alla realtà di questi Paesi, in fortissima evoluzione, in quanto
simbolo del superamento delle frontiere. Credo che molto spesso noi italiani dovremmo ripensare all'immagine che
abbiamo di quest'area europea, perché questi sono Paesi in cui la società civile in pochissimi anni ha compiuto una
crescita straordinaria, per cui quello che si diceva qualche anno fa - ovvero che nell'est d'Europa e nei Paesi ex
comunisti il volontariato, l'associazionismo, la società civile non c'erano o comunque erano molto carenti - non è più
vero.
Oramai noi vediamo, anche sulla base delle relazioni (e questo sarà portato anche nelle discussioni dei prossimi
giorni), una grande vitalità, sinonimo di evoluzione, di nuove esperienze, ecc. Ma c'è anche un portato di freschezza in
queste esperienze - che forse noi italiani stiamo un po' perdendo - c'è la volontà di esplorare questo mondo, questa
dimensione, c'è energia ed entusiasmo.
Credo che nel nostro incontro queste cose debbano poter venire fuori e, proprio perché c'è questo fermento, credo
che il confronto dei gruppi di lavoro, che non è legato alle definizioni generali, potrà portare ad alcune
raccomandazioni concrete, ad alcune ipotesi di lavoro comune. Credo che questo possa dare degli esiti interessanti.
D'altra parte uno degli esiti che ci attendiamo al termine di questa conferenza è che attraverso questa conoscenza
diretta, la capacità di portare alla consapevolezza anche degli altri queste tematiche e queste energie positive,
possano venir fuori dei legami che consentano di lavorare successivamente.
Già noi, quando abbiamo fatto tre anni fa la Conferenza a Lignano Sabbiadoro, in seguito abbiamo attivato una serie
di progetti tra organismi italiani ed organismi dei Paesi europei dell'area centrale e sud-orientale, che hanno dato e
stanno dando ancora dei risultati interessanti.
Io vorrei ricordare - non per fare propaganda alla mia bottega - che come CSV del Lazio abbiamo gestito un progetto
durato due anni con quattro Paesi di quest'area: Slovacchia, Slovenia, Ungheria e Romania, sulla promozione e la
valorizzazione del volontariato degli anziani, che sta continuando a dare dei frutti. Queste cose però non si possono
fare a freddo, cercando dei partenariati tra soggetti che non si conoscono. Credo che questa occasione possa invece
costituire quel terreno di conoscenza reciproca in grado di rilanciare questa collaborazione.
Alcune ultimissime considerazioni le voglio fare invece sul livello generale.
Proprio in questi giorni sono usciti alcuni documenti importanti: un documento della Commissione europea sull'Anno
europeo del volontariato, un documento del Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea, un documento del Presidente
del Gruppo III del Comitato Economico e Sociale Europeo. Si tratta di un primo tentativo di tirare le fila di quelli che
sono i risultati dell'Anno europeo. Secondo me si tratta di un esito ancora con luci e ombre: ci sono sicuramente alcuni
elementi messi a fuoco in maniera interessante e positiva, però c'è ancora molto di generico, il che rivela che le
istituzioni europee (non parlo di quelle italiane) hanno ancora delle idee sul volontariato che sono molto generiche,
molto ideologiche, molto "per sentito dire".
E quindi questo fa sì che sia difficile trovare in questi documenti un ordine di priorità rispetto ai problemi che
interessano il volontariato.
Quello che più "morde" su questo tema è il documento del Presidente del Gruppo III del Comitato Economico e
Sociale Europeo, che secondo me fa lo sforzo - al di là dei discorsi generali - di indicare tre o quattro priorità, che sono
all'ordine del giorno a livello europeo, ma valgono anche per il volontariato italiano. Io ve le cito perché poi su questo
possiamo tornarci anche successivamente.
La prima cosa che è stata detta - che è stata lanciata anche dal Manifesto del Volontariato Italiano per l'Europa - è
"l'elaborazione di una Carta Europea del Volontariato" che definisca in maniera un po' più precisa i confini e gli ambiti
in cui si vuole inquadrare questo fenomeno e che dia la base anche per un miglioramento della normativa che
sorregge l'attività di volontariato. Tenendo conto che questo problema della normativa - il "legal framework" come
viene chiamato - è un problema da non affrontare in maniera semplicistica perché ci sono delle ragioni profonde per
cui ci sono Paesi che hanno una legislazione specifica sul volontariato e altri che invece non ce l'hanno. Quindi si
dovrebbe andare a delineare degli elementi comuni, il che è un lavoro di estrema delicatezza che richiede la capacità
di individuare alcuni capisaldi, rispetto ai quali dall'Unione Europea possono venire alcune linee guida, ma non una
legislazione vincolante a livello europeo.
La seconda cosa - che per noi italiani è di grande attualità - è lo "sviluppo dell'infrastruttura del volontariato".
Dico che per gli italiani è di grande attualità perché le vicende della crisi finanziaria hanno portato ad un'enorme
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difficoltà rispetto ad un sistema che fino a poco tempo fa era indicato come punto di riferimento a livello addirittura
europeo perché il sistema dei Centri di Servizio per il Volontariato nato dalla Legge quadro 266/91 era unico nel
panorama europeo e quindi il tema della infrastrutturazione è da affrontare seriamente e organicamente. Infatti non
riguarda solamente i CSV, e nemmeno l'aspetto del finanziamento, ma un insieme di fattori.
Credo che porre questo tema all'attenzione dell'Unione Europea e dei singoli Paesi sia di grande importanza.
Terza questione: i temi legati al "finanziamento delle attività di volontariato".
Questo è un problema che ha tante sfaccettature. Ma credo che noi italiani abbiamo qualcosa di importante da dire:
rispetto ai finanziamenti europei, l'Italia è il primo Paese che accoglie un'indicazione che è nel dibattito europeo, di
valorizzare l'apporto dei volontari come elemento di co-finanziamento nell’ambito dei bandi delle istituzioni
pubbliche. Questo credo che sia uno degli obiettivi da riproporre con forza alla Commissione Europea affinché adotti
questa linea (che fra l'altro sarebbe già consentita da una normativa attuale, ma che non viene adottata perché come è successo in Italia, il Dott. Festa forse ce lo può confermare - non è tanto la normativa che lo impedisce, ma la
Corte dei Conti che solleva delle problematiche amministrative).
Quindi c'è un problema. D'altra parte questa è la chiave per l'ingresso del volontariato e del terzo settore ai fondi
europei, che sono importanti in un momento come questo, soprattutto per sviluppare questa progettazione
transnazionale che è cruciale.
Quindi credo che questo debba essere ripreso.
Ci sono tante altre cose, però vorrei dire un'ultima cosa importante (che è stata detta a Varsavia, alla Conferenza
organizzata dal Governo polacco, ed è da rilanciare): c'è la necessità di avere dei dati condivisi e condivisibili a livello
europeo sul fenomeno del volontariato. Perché le cifre che ogni tanto corrono (si parla di cento milioni di volontari a
livello europeo, ecc.) sono soprattutto frutto della fantasia, perché non esiste una definizione comune, non esistono
metodi comuni e condivisi per la rilevazione di questo fenomeno, che però per noi è di grande importanza.
C'è un fatto nuovo su questo, che l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ha adottato un Manuale per la
rilevazione delle attività di volontariato. Il problema è che questa cosa dev'essere implementata. Ma questo viene
detto anche nei documenti europei.
Ultima considerazione: dai documenti della Commissione Europea e del Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea, c'è
sì un passo avanti nell'apprezzamento del volontariato ma la sensazione che si ricava è che, sia pur con tutte le
cautele, il volontariato viene visto come prestatore di servizi, in qualche modo con una funzione subordinata rispetto
alle competenze e al ruolo dello Stato e delle amministrazioni pubbliche.
Io lo dico da italiano qui, ma credo che la cosa sia condivisa anche dai nostri amici degli altri Paesi: noi siamo per la
collaborazione tra volontariato e amministrazioni pubbliche, ma siamo fondamentalmente per l'autonomia del
volontariato. Perché se il volontariato vuole essere veramente - e deve esserlo - una risorsa per la crescita della
democrazia e per lo sviluppo della democrazia partecipata - o è autonomo (e in grado quindi di sviluppare la sua
capacità di presenza nella società leggendo direttamente i bisogni delle persone e in grado anche di rappresentare
questi bisogni alle istituzioni) o altrimenti si rovescia il rapporto. Ed io credo che questo sia un grave rischio per il
volontariato, ma anche un grosso impedimento per le istituzioni dei Paesi europei.
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Antonella Valmorbida
Direttore ALDA – Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale
Il volontariato per un’Europa che include e ascolta
* Dialogo e partecipazione alla base di un valore europeo
Nel 2004, l’ALDA ha fatto un inchiesta sui valori positivi che uniscono i cittadini Europei: la partecipazione e il dialogo
negli enti locali è risultato essere un elemento fondatore. E non un elemento in negativo, definendoci per quello che
non siamo.
Perciò nella proposta dell’allargamento Europeo, la proposta di valori fondatori deve essere al centro del percorso.
Senza questo, l’unione economica si scontra presto su scelte comuni irrisolte.
La governance pubblica o metodo di presa di decisioni è oggi in Europa complesso e articolato e risponde a un
sistema, economico e sociale, esso stesso complesso e articolato.
La presenza congiunta di più istanze che percorrono le vie dove vengono prese le decisioni sulla comunità (le scuole,
gli insediamenti, la mobilità, le scelte economiche) sono già visibili e multilivello.
Il sistema politico rappresentativo deve fare i conti con forse costanti culturali, economiche, di comunicazione che
continuamente rimettono in discussione le decisioni e orientano i fatti. Il multilivello e il multi attore fanno parte delle
decisioni contemporanee europee.
Le informazioni vanno capite, interpretate, gestite. Il crogiolo culturale europeo è una sfida da questo punto di vista.
Ma non esiste scelta ed è già un dato di fatto.
La perdita della partecipazione ha un costo altissimo. Il disinteresse della scienza pubblica politica fa prendere ai
cittadini altre strade per intervenire o partire. Una società che non partecipa è destinata al declino e non può
sostenere un benessere diffuso come quello Europeo odierno :
-
esistono oligarchie ricche ma non con risorse diffuse
-
non esistono democrazie definitivamente povere o mal gestite
* Donare il proprio tempo per un valore comune
La partecipazione individua nella “donazione” gratuita del proprio tempo per un impegno comune un elemento
fondamentale. La politica, l’investimento per il bene comune come unica scelta professionale o di investimento tout
court porta alle derive che conosciamo. Estromette i migliori dalle prese di decisioni.
Siamo presenti nel Nord Est, in una zona che rappresenta il miracolo Economico Europeo dopo la povertà basato sulla
società solidale.
Definizione di Capitale Sociale: una risorsa che gli attori derivano da strutture sociali specifiche e che usano per
perseguire i propri interessi; è create dai cambiamenti nella relazione tra gli attori.
Si dice che non ci sono leader ! Ma non ci sono leader in politica !! Altri leader esistono : nel mondo della società civile,
nella cultura, nel giornalismo, nell’impresa. Ma NON oseranno mai rovinarsi a fare politica oggi.
Donazione del proprio tempo/ impegno civile di partecipazione = volontariato = società democratica
Esiste una stretta correlazione tra la società che esprime una parte di volontariato e una società democratica.
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
·
Dalle esperienze delle ADL nel mondo ex Comunità degli Stati Indipendenti, si è visto che quella regione non è
riuscita a proporre nessun volontariato e impegno civile perché i valori erano rovesciati.
·
Oppure, dove esiste un mondo associativo pseudo sistema privato – senza credibilità, non c’è sviluppo diffuso
della partecipazione
Promuovere forme di volontariato non è solo un sostengo sociale e culturale, ma è un impegno democratico. Questo
va attraverso la riconoscenza effettiva del volontarismo (anche come valorizzazione di azioni) come elemento della
crescita di una persona e nel suo curriculum.
Parlavo ieri con un collega del Forum della Società Civile per il Partenariato Europeo dell’Azerbaijan. Questo è un
paese difficile dove i diritti umani non vengono alla ribalta per gli interessi forti dei paesi europei. Quello che chiede è
AZIONE AZIONE AZIONE.
L’ALDA e le ADL promuovono i progetti di partecipazione dei cittadini (attraverso anche formazioni e awareness
programme) per permettere ai cittadini di mettere in atto i loro diritti.
Le ADL sono luoghi di cooperazione decentrata di enti locali e ONG che promuovo le azioni di governance locale e
partecipazione cittadina. Sono presenti in tutti i Balcani e nel Caucaso. Lavoriamo in Bielorussia e tutto est Europeo e
nel Maghreb. Con i nostri soci lavoriamo moltissimo – con il programma Europa per i Cittadini come volano - con i
nostri soci in Europa.
*Soffia il vento dal Magreb
Adesso soffia il vento dal Magreb e non il vento con odore di Jasmino o primaverile, ma di anni di repressione
estrema, sostenuta con l’alibi di un Europa che ha firmato accordi con tutti questi governi.
Il Direttore della Lega per i Diritti Umani di Tunisi ha detto che il regime era totale e si era appropriato di tutti. Il
controllo della polizia era su tutti e tutti. Adesso sono liberi di scegliere e le scelte sono difficili e complesse. Le elezioni
del 23 ottobre hanno visto 111 liste di partiti. È la rivoluzione della dignità e dell’onore.
Un insegnamento è arrivato dal Sud (inaspettatamente). E dalla nostra politica interna ed esterna attendo coerenza e
valori.
Cosi come il Partenariato Orientale che lavora sui vari tempi di democrazia e partecipazione. O il Black Sea Forum.
* Proposte (anche sviluppate nel corso di un evento europeo in Polonia dove abbiamo proposto un nostro
documento)
Il volontariato permette una visione bottom up delle scelte e permette l’inclusione di alcune fasce escluse. Va
sostenuto concretamente nelle scelte europee e nazionali come un valore insostituibile.
Il volontario è promotore anche di cambiamento e propone soluzioni innovatrici per i problemi di tipo sociale ed
economico.
_ Raccomandazioni per favorire il volontariato e per migliorarlo
_ Raccomandazioni per includerlo nelle attività dei programmi pubblici
1. Sostenere il volontariato come libera espressione di un contributo significativo e positivo per migliorare la
vita delle persone e rafforzare le comunità e la società civile.
Il volontariato dovrebbe essere una libera scelta individuale non soggetta ad obblighi specifici.
La gente deve sentirsi libera di fare volontariato in un modo che si adatta alla loro situazione personale e
possibilità. Informazioni sui benefici e le possibilità di partecipare e di fare volontariato è un aspetto
importante da migliorare e introdurre nei sistemi educativi.
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2. Promuovere risoluzioni istituzionali a sostegno dello sviluppo del volontariato a livello locale: ad esempio, è
necessario un organismo di coordinamento delle attività locali delle varie parti interessate in relazione al
volontariato, come centro per il volontariato;
3. Stimolare il volontariato:
Le autorità locali e tutti coloro che vogliono promuovere e sostenere la partecipazione e il volontariato hanno
bisogno di compiere più analisi su quali sono gli incentivi che rendono le persone interessate a partecipare e
a fare volontariato. Tutti i cittadini mostrano interesse se sono sollecitati in un modo o per qualcosa a cui
sono veramente interessati o che hanno particolarmente a cuore.
4. Riconoscere positivamente e valorizzare il volontariato:
Un approccio sistematico per il riconoscimento e la valorizzazione del coinvolgimento dei volontari è
necessario sul versante degli enti locali e delle organizzazioni della società civile (comprese attività come ad
esempio giorni di ringraziamento,certificati per l'impegno, premi speciali, ecc);
5. Sostenere lo sviluppo di comunità di interesse e luogo:
Le autorità locali dovrebbero essere incoraggiate a sostegno della comunità in piccola scala, sia per le
persone della loro comunità che per le persone che condividono interessi in determinati argomenti.
6. Costruire una cultura del volontariato educando i giovani su questo tema nelle scuole, ma in modo pratico e
accattivante, mostrando loro che il volontariato può essere un modo affascinante di trascorrere del tempo e
per sviluppare i propri interessi;
7. Sostenere e sviluppare un sistema di corsi di formazione per i membri della società civile locale (compresi i
volontari) e i funzionari dedicati allo sviluppo interpersonale e di competenze gestionali e alla presentazione
di conoscenze sulle norme giuridiche e le procedure relative alla cooperazione a livello locale nel comune
processo di problem-solving (compresi i meccanismi di democrazia partecipativa) - tra cui anche attività
pratiche che mirino allo sviluppo di esperienze.
Speciali corsi di formazione pratici sul volontariato dovrebbe essere dedicati ai dirigenti locali, ma anche a
insegnanti e genitori (mostrando loro il ruolo e il valore del volontariato per i loro figli, altre persone e tutta la
società locale).
Giorgio Volpe
Vicepresidente del Comitato regionale volontariato del Friuli Venezia Giulia
Il Comitato Regionale del Volontariato, di cui sono vicepresidente, è un buon esempio di sussidiarietà: è un tavolo
paritetico, previsto dalla nostra legge regionale sul volontariato, ove siedono 7 volontari eletti dall'assemblea delle
organizzazioni di volontariato della regione e i referenti delle direzioni regionali che si occupano delle materie di cui il
volontariato si interessa (sanità, sociale, cultura, istruzione, etc.). E' un luogo paritetico di confronto e concertazione
tra volontari e istituzioni.
E' difficile confrontare i numeri sul volontariato italiano con quelli dell'Europa perché si contano realtà non omogenee:
quando in Europa si parla di 150 milioni di volontari, ci si riferisce a quello che in Italia chiameremmo numero degli
addetti del settore dell'economia sociale, del mondo del no-profit. In Italia una normativa specifica del volontariato
definisce organizzazione di volontariato una specifica realtà, caratterizzata da vincoli precisi: democraticità
dell'organizzazione (ogni volontario conta come gli altri: una testa un voto), assoluta mancanza di utile anche indiretto
per i soci e impegno dell'organizzazione per "terzi non soci" o per la collettività. Anche contando i volontari attivi in
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altre organizzazioni, non includeremmo mai i dipendenti e i lavoratori delle associazioni senza fini di lucro mentre
nelle statistiche europee questi sono conteggiati.
Come volontari ci sentiamo a nostro agio quando l'Europa ha attenzione al volontariato e alle attività che promuovo la
cittadinanza attiva, perché condividiamo la necessità ci costruire "l'Europa dei cittadini". Siamo consapevoli che è
fondamentale costruire, oltre al mercato comune e alle istituzioni comunitarie, anche una politica comune e sempre
più oggi è chiaro che questo non è possibile se non è una politica anche dal basso, partecipata, basata su un elevato
coinvolgimento attivo e consapevole della società civile. E questa è un'attenzione che il volontariato italiano ha
sempre avuto, pensandosi non tanto come produttore di servizi, ma piuttosto come spazio di partecipazione alla vita
sociale e politica del paese e come scuola di cittadinanza.
Andrea Waxenegger
Università di Graz, Presidente EUCEN (European Network of University Centres for Life Long Learning)
Il Volontariato per un’Europa che include e ascolta
1) Una breve introduzione a EUCEN - European University Continuing Education Network
EUCEN è un'organizzazione internazionale non governativa, senza scopo di lucro fondata nel 1991 e registrata in
Belgio; ha attualmente oltre 200 membri in 40 paesi diversi. Gli obiettivi di EUCEN sono:
(1) contribuire alla vita economica e culturale dell'Europa attraverso la promozione e l'avanzamento
dell’apprendimento permanente all'interno delle istituzioni d’istruzione superiore in Europa e altrove;
(2) favorire l'influenza delle università per lo sviluppo di conoscenze e di politiche a favore dell’apprendimento
permanente in tutta Europa.
Aree di azione principali:
Due conferenze europee all'anno che connettono pratica, ricerca e politiche per l'innovazione e buone prassi; fino ad
oggi, 41 conferenze / ca. 4500 partecipanti, in 21 paesi
Progetti europei per lo sviluppo istituzionale e professionale nelle Università per l'apprendimento permanente (ULLL);
progetti strategici europei che contribuiscono all'elaborazione delle politiche; prima del 2000 - 3 progetti; dal 2000 –
17 progetti guidati da EUCEN e 16 progetti come partner Raccomandazioni - Linee guida - Liste di controllo Valutazioni e Analisi - Modelli - Relazioni e Sondaggi - Strumenti
Lobbying: Contributi a prese di posizione e documenti sulle politiche, a dibattiti nei forum con gli stakeholder, gruppi
di lavoro, presentazioni, a tutti i livelli: Commissione Europea, Ministeri nazionali, Reti Nazionali per l'apprendimento
permanente dell'Università, in eventi con gli stakeholder. EUCEN è membro di EUCIS - piattaforma europea della
società civile sull'apprendimento permanente | www.eucis-lll.eu
2) Università, apprendimento permanente e "volontariato" – alcune riflessioni
Crescente diversità:
Quale sarà il futuro del nostro welfare? diversità di età, background culturale / migrazione; se vogliamo inclusione e
coesione sociale, abbiamo bisogno anche di impegno / volontariato e ampio accesso all'istruzione a tutti i livelli
Per le università a livello di politica europea: la Carta delle Università Europee per l'apprendimento permanente
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da
EUA
–
European
University
Association
nel
2008
http://www.eua.be/fileadmin/user_upload/files/Publications/EUA_Charter_Eng_LY.pdf : 10 Impegni delle università |
10 Impegni dei governi
Cosa significa questo per gli istituti d'istruzione superiore? Per le Università per l'apprendimento permanente?
A livello istituzionale:
- Chi sono i nostri studenti? I volti nuovi nel settore dell'istruzione superiore ... Quali sono le loro esigenze? (Sfida
demografica)
- Come possiamo noi, come università, trovare le nostre priorità in un panorama competitivo di istruzione superiore? sviluppo strategico e piano di attuazione
- Come possiamo offrire percorsi individuali in istruzione superiore e sostenere così gli studenti nei periodi di
transizione per tutta la vita?
- Come possiamo sostenere le imprese e l’industria / il settore pubblico / ONG con prospettive a breve e lungo
termine per le esigenze specifiche?
- Sviluppo e Assicurazione di Qualità
- Organizzazione e sviluppo del personale
Che cosa noi - le università - condividiamo con il "Volontariato" (solo alcuni esempi):
Un progetto europeo: VALUE – Volontariato e apprendimento permanente nelle Università in Europa;
http://www.valuenetwork.org.uk/
Difficile definire quello che stiamo facendo:
"La Formazione Permanente nelle Universitaria è mettere a disposizione da parte di istituti di istruzione superiore
opportunità di apprendimento, servizi e ricerca per questo: lo sviluppo personale e professionale di una vasta gamma
di persone – in maniera permanente e per tutto l’arco della vita; lo sviluppo sociale, culturale ed economico delle
comunità e della regione. È a livello universitario e indirizzato alla ricerca, ma si concentra principalmente sui bisogni
degli studenti; ed è spesso sviluppato e/o fornito in collaborazione con gli stakeholder e attori esterni "(Progetto
BeFlex, guidato da EUCEN)
A chi ci indirizziamo? A tutti!
Programmi: da programmi di accesso del pubblico ai Master e Programmi esecutivi per i dirigenti a metà carriera e
senior
Promozione della "comprensione" degli individui e delle nostre società
La gioia di imparare - la gioia del volontariato
Apertura di nuovi percorsi individuali
Collegamento di persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate - attraverso le generazioni, le razze, il genere,
ecc: uno spazio per la democrazia di apprendimento
L'idea di "bene pubblico": l'autonomia, ma anche il sostegno statale / governance
L'importanza di partenariati forti e affidabili e alleanze - non solo concorrenza
3) E infine, due inviti
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42° Conferenza EUCEN: Colmare i divari tra i percorsi di apprendimento
16-18 Novembre 2011, Università di Genova, Italia
Temi: riconoscimento universitario delle competenze acquisite; implementazione del riconoscimento dell’educazione
precedente (RPL); http://www.perform.unige.it/eucen/index.html
43° Conferenza europea EUCEN: impegno delle Università nella e con la società. Il contributo della Formazione
Permanente Universitaria
9-11 maggio 2012, Università di Graz, Austria
Quattro settori: Formazione Permanente Universitaria iniziatore di innovazione nelle imprese regionali e
nell'industria; comunità di apprendimento; apprendimento in tarda età; nuovi volti nell'istruzione superiore: come
sostenere gli studenti della Formazione Permanente Universitaria; http://eucen.uni-graz.at
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6.3
Materiali istituzionali per i gruppi di lavoro
Gruppo di Lavoro
Bisogni speciali ed inclusione
Strategia Europa 2020
Piattaforma europea contro la povertà e l'emarginazione
Varata nel 2010, la Piattaforma europea contro la povertà e l'emarginazione rientra tra le 7 iniziative faro della
strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e solidale.
Con oltre 80 milioni di persone a rischio di povertà in Europa, tra cui 20 milioni di bambini e l'8% della forza lavoro,
questa piattaforma prevede una serie di interventi per raggiungere l'obiettivo dell'UE di far uscire almeno 20 milioni
di persone dalla povertà e all'emarginazione entro il 2020.
Sebbene la lotta alla povertà e all'emarginazione sia in primo luogo di competenza dei governi nazionali, l'UE può
svolgere un ruolo di coordinamento:
·
·
·
individuando le migliori pratiche e promuovendo lo scambio di esperienze;
·
Migliorare l'accesso al lavoro, alla sicurezza sociale, ai servizi essenziali (assistenza sanitaria, alloggi, ecc.) e
all'istruzione;
·
·
Perfezionare l'uso dei fondi europei per sostenere l'integrazione e combattere le discriminazioni;
definendo norme su scala europea;
mettendo a disposizione finanziamenti.
Interventi prioritari:
Favorire soluzioni innovative nell'Europa post crisi, specie per individuare forme più efficaci ed efficienti di
sostegno sociale;
· Ricercare nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato).
Beneficiari:
·
Le persone che attualmente vivono in povertà, specie quelle più a rischio: donne, immigrati, rom e minoranze
etniche, che dovrebbero vedere migliorare il loro tenore di vita.
·
Ma anche: minori, giovani, disoccupati, anziani, persone con disabilità.
Il volontariato può fare la differenza
La Comunicazione della Commissione “La Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro
europeo per la coesione sociale e territoriale” del 16 dicembre 2010 riconosce il volontariato come importante per la
crescita dell'economia sociale. Circa 100 milioni di cittadini dell'UE danno un contributo prezioso alla loro comunità
offrendo il loro tempo, il loro talento e anche il loro denaro. Il volontariato emancipa le persone e contribuisce a
creare comunità più forti, offrendo servizi agli esclusi. Inoltre, promuove nuove competenze, la responsabilità civica e
migliora l'occupabilità.
Oltre all'Anno europeo del volontariato, anche l'Anno europeo dell'invecchiamento attivo 2012 offrirà l'opportunità di
sottolineare e promuovere il contributo dei volontari più anziani alla società.
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Rapporto sulla Dimensione Sociale della Strategia Europa 2020
Elaborato dalla Commissione sulla Protezione Sociale della Commissione europea, DG Occupazione, affari sociali e
inclusione, il Rapporto esamina le azioni da intraprendere per promuovere l’inclusione e ridurre la povertà, in linea
con gli obiettivi della Strategia.
Il rapporto evidenzia come il settore del volontariato ha dovuto far fronte alle conseguenze della crescente domanda
risultante da una combinazione degli effetti della recessione e dei tagli nei servizi pubblici. Le ONG sono state
particolarmente attive nel fornire servizi di emergenza sociale per le persone colpite dalla crisi e le organizzazioni che
fornisco informazioni e consulenza alle persone in difficoltà hanno messo in evidenza un forte aumento della
domanda dei loro servizi. Allo stesso tempo la capacità del settori del volontariato a rispondere all’aumento della
domanda di servizi è in molti casi ridotta a causa delle risorse limitate.
Anno Europeo per combattere la Povertà e l’Esclusione Sociale 2010
Quasi 84 milioni di cittadini europei sono esposti al rischio della povertà, e vivono quindi nell’insicurezza e nella
mancanza di quanto la maggior parte dei cittadini dà usualmente per scontato.
Vivere in povertà può comportare una serie di problemi, dalla mancanza del denaro necessario a procurarsi cibo e
vestiario, al vivere in alloggi inadeguati o addirittura ad essere dei senzatetto. La povertà significa anche essere
costretti a uno stile di vita molto limitato, che può portare all’esclusione sociale.
Ispirandosi alla solidarietà, suo principio fondamentale, l’Unione europea ha intrapreso un’azione coordinata con i
propri Stati membri per fare del 2010 l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
Obiettivi:
aumentare la consapevolezza dei cittadini nei confronti di queste problematiche;
rinnovare l’impegno politico dell’UE e dei suoi Stati membri rispetto alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
Il principio guida dell’Anno europeo 2010 è stato quello di dare voce alle persone vittime della povertà e
dell’esclusione sociale e di ispirare un coinvolgimento diretto dei cittadini europei e degli altri attori.
L’Anno europeo ha inteso, inoltre, a mettere in discussione gli stereotipi e la percezione collettiva della povertà.
Valutazione dell’Anno Europeo per combattere la Povertà e l’Esclusione Sociale 2010
Il Network Europeo per la Lotta alla Povertà (EAPN) ha diffuso un comunicato alla fine dell’Anno Europeo 2010
ricordando gli obiettivi ancora da raggiungere e sollecitando l’impegno della Commissione a tenere in considerazione
un effettivo miglioramento della situazione di tutti in termini di accesso ai diritti, risorse e servizi.
Nonostante l’apprezzamento verso la Strategia Europa 2020 e la Piattaforma contro la Povertà, ricorda che è
necessario assicurare che vengano ridotte le disuguaglianze e che debbano essere utilizzati indicatori adeguati per
permettere un monitoraggio e un processo trasparente.
Strategia europea sulla disabilità 2010 – 2020
Il 15 novembre 2010 la Commissione europea ha adottato una strategia decennale perché le persone con disabilità
siano pienamente integrate in tutta l'UE.
Circa 80 milioni di abitanti dell'UE hanno una disabilità lieve o grave. Gli ostacoli che devono affrontare, ad esempio
per raggiungere la scuola o il posto di lavoro, li espongono all'esclusione sociale. Livelli più bassi di occupazione e di
istruzione si traducono in un tasso di povertà delle persone con disabilità superiore del 70% alla media.
La strategia europea sulla disabilità vuole consentire a chi ha una disabilità di vivere e di godere dei suoi diritti di
cittadino dell'UE come chiunque altro.
Essa prevede finanziamenti, azioni di sensibilizzazione alla disabilità e misure per incitare i governi nazionali a
collaborare per rimuovere gli ostacoli all'integrazione.
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Contribuirà inoltre al rispetto degli impegni presi dall'UE e dai suoi paesi membri nel sottoscrivere la Convenzione
delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità nel 2007.
Tra gli obiettivi per il primo quinquennio figurano:
elaborare politiche per un'istruzione di qualità per tutti, nessuno escluso
invitare la Piattaforma europea contro la povertà (che riunisce esperti che si scambiano buone pratiche ed esperienze)
a dedicare particolare attenzione alle persone con disabilità
adoperarsi per una tessera per le persone con disabilità riconosciuta in tutta l'UE, per garantire parità di trattamento
quale che sia il paese in cui decidono di lavorare, vivere o viaggiare
elaborare standard di accessibilità per i seggi e i materiali elettorali
tenere conto dei diritti di chi ha una disabilità nei programmi di aiuto allo sviluppo e a favore dei paesi candidati
all'adesione.
Incentrato sulle questioni di mobilità e accessibilità è anche l’Atto europeo per l'accessibilità, ancora in fase di
definizione, che intenderà fissare standard europei per i prodotti, i servizi e gli edifici pubblici. Ad esempio, per i
produttori di materiale destinato alle persone con disabilità, come sedie a rotelle o tastiere con tasti più grandi,
diventerebbe più facile operare in tutti i paesi UE, con un conseguente calo dei costi.
Gruppo di Lavoro
Diversità e cittadinanza
Anno Europeo dei cittadini 2013
L’11 agosto 2011, la Commissione Europea ha inviato al Parlamento europeo e al Consiglio la Proposta di Decisione
sull’Anno Europeo dei Cittadini (2013).
Lo scopo generale del proposto anno europeo dei cittadini è quello di garantire che tutti i cittadini dell'Unione siano
consapevoli dei diritti di cui possono avvalersi in un contesto transnazionale per effetto del loro status di cittadini
dell'Unione, in modo da consentire loro di prendere decisioni informate sull'esercizio o meno del loro diritto di
circolare liberamente e di facilitare l'effettivo esercizio di tale diritto.
Più in particolare l'anno europeo dei cittadini è finalizzato a:
rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell'Unione in merito al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente
all'interno dell'Unione europea e più in generale ai diritti garantiti ai cittadini dell'Unione allorché si trovano in un
altro Stato membro, compreso il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione;
rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell'Unione in merito alle modalità con le quali possono tangibilmente
beneficiare dei diritti e delle politiche dell'Unione allorché risiedono in un altro Stato membro e promuovere la loro
partecipazione attiva a forum civici sulle politiche e su problematiche dell'Unione;
stimolare un dibattito sulle conseguenze e sulle potenzialità del diritto di circolare liberamente quale aspetto
inalienabile della cittadinanza dell'Unione, in particolare in termini di rafforzamento della coesione sociale e della
comprensione reciproca tra i cittadini dell'Unione, nonché del legame tra i cittadini e l'Unione.
Il 2013 sarà il 20° anniversario della cittadinanza dell'Unione, introdotta il 1° novembre 1993 con il trattato di
Maastricht. Come ha commentato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la giustizia e la
cittadinanza, “La libera circolazione, diritto più apprezzato nell'UE, fa rima con cittadinanza dell'Unione. L'eliminazione
sistematica all'interno dell'Unione degli impedimenti alla libera circolazione di beni, servizi e persone produce enormi
vantaggi per le imprese e i cittadini. È per questo che intendo costruire sulle nostre realizzazioni facendo in modo che
i cittadini possano viaggiare, fare acquisti, studiare o stabilirsi in un altro Stato membro in tutta facilità…Come può il
cittadino europeo godere a pieno dei suoi diritti se non li conosce? Oggi ben il 48% degli europei pensa di non essere
abbastanza informato in proposito. L'Anno europeo dei cittadini permetterà di infondere un cambiamento e diventerà
l'occasione per ricordare cosa l'Unione europea può fare per ciascuno di noi.
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L'obiettivo dell’Anno è quello di aiutare i cittadini europei esercitare il loro diritto di circolare e soggiornare
liberamente all'interno dell'Unione europea. Assicurando che i cittadini possono facilmente accedere alle informazioni
su questi diritti è la chiave per questo. Un sondaggio condotto nel 2010 mostra che ancora tantissimi cittadini europei
ritengono di non essere sufficientemente informati sui loro diritti: appena il 43% conosce il significato del termine
"cittadino dell'Unione europea" e quasi la metà (48%) ritiene di non essere "abbastanza informata" sui diritti ivi
connessi.
Contesto
La libertà di movimento è il diritto più apprezzato derivante dalla cittadinanza dell'Unione. Sono infatti sempre più
numerosi gli europei che ne beneficiano trasferendosi in un altro Stato membro: nel 2009, secondo le stime, 11,9
milioni i cittadini vivevano in uno Stato membro diverso dal proprio, una cifra passata a 12,3 milioni nel 2010
(STAT/11/105). Grazie alla cittadinanza dell'Unione, che si aggiunge a quella nazionale senza sostituirla, gli europei
godono in tutta l'UE di una vasta gamma di diritti: come consumatori possono per esempio acquistare beni e servizi in
altri Stati membri e come cittadini possono accedere ai sistemi di istruzione, ottenere il riconoscimento delle
qualifiche professionali, beneficiare dell'assistenza medica, acquisire o preservare diritti assistenziali o ancora votare e
candidarsi alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiedono.
Eppure, sebbene oltre un terzo dei lavoratori (35%) prenderebbe in considerazione un impiego in un altro Stato
membro, quasi una persona su cinque ritiene che, all'atto pratico, vi siano ancora troppi ostacoli. Insieme alle
difficoltà linguistiche, il principale scoglio al pendolarismo transfrontaliero è la carenza cronica di informazioni. Un
sondaggio condotto nel 2010 mostra che ancora tantissimi cittadini europei ritengono di non essere sufficientemente
informati sui loro diritti: appena il 43% conosce il significato del termine "cittadino dell'Unione europea" e quasi la
metà (48%) ritiene di non essere "abbastanza informata" sui diritti ivi connessi.
Peraltro anche la Relazione del 2010 sulla cittadinanza dell'Unione sottolinea il permanere di numerosi intralci che
disincentivano o impediscono ai cittadini dell'Unione di trasferirsi all'estero. Per eliminare i rimanenti ostacoli, la
relazione individua 25 interventi concreti, proponendo, tra le altre cose, di diffondere maggiore consapevolezza sullo
status di cittadino dell'Unione, sui diritti ivi connessi e sulle implicazioni nella vita di tutti i giorni. A tal fine la relazione
propone di proclamare il 2013 "Anno europeo dei cittadini" e di organizzare eventi mirati alla cittadinanza dell'Unione
e alle politiche dell'Unione in questo settore.
Attività europee previste
Nel 2013, in occasione dell'Anno europeo dei cittadini, la Commissione darà seguito alla relazione sulla cittadinanza,
pubblicando un piano d'azione per eliminare completamente gli ostacoli che tuttora impediscono ai cittadini
dell'Unione di godere dei propri diritti.
Per le celebrazioni dell'Anno europeo dei cittadini, nel 2013 sono previste in tutta l'UE manifestazioni, conferenze e
seminari organizzati a livello dell'Unione e in ambito nazionale, regionale e locale. La Commissione intende inoltre
dare più visibilità ai portali web "Europe direct" e "La tua Europa", elementi chiave di un sistema di informazione
“sportello unico” sui diritti dei cittadini UE, mettendo inoltre l'accento sull'esistenza e sul ruolo degli strumenti di
risoluzione dei problemi, come SOLVIT, per diffonderne l'utilizzo a difesa dei diritti dei cittadini.
Il bilancio proposto per le attività previste per il 2013, anno europeo dei cittadini, è 1 milione di euro.
Prossimi passi
La Decisione sull’Anno Europeo dovrà essere approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei ministri secondo la
"procedura legislativa ordinaria" (codecisione). La Commissione si augura di collaborare a stretto contatto con le altre
istituzioni UE, in particolare il Parlamento europeo, e con gli Stati membri, per fare dell'anno europeo dei cittadini in
evento un grado di incidere in modo deciso e duraturo.
Rimani aggiornato sullo status del processo di decisione relativo alla proposta della Commissione europea sull’Anno
Europeo dei Cittadini.
Alcune riflessioni relative alla Proposta
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Anche se uno dei principali programmi di finanziamento della DG COMM "Europa per i cittadini" ha tra le sue priorità
la "cittadinanza europea attiva", in questa proposta non si fa menzione ad essa ed i suoi principi fondamentali. Si
tratta di un concetto ristretto e limitato di quello che la cittadinanza europea implica e comporta.
Partecipazione civica e democrazia in Europa sono le prossime sfide dell'UE, come evidenzia il presidente Barroso nei
suoi "Orientamenti politici per la prossima Commissione".
E " Il volontariato è un mezzo fondamentale di partecipazione, attraverso il quale i cittadini rilevano le esigenze
manifestate dalla società e vi forniscono una risposta. Utilizzando il proprio tempo a vantaggio degli altri, i volontari
svolgono un ruolo attivo nella società. Sviluppano un sentimento di appartenenza a una comunità, rafforzando al
tempo stesso la loro appartenenza ad essa. Il volontariato è quindi uno strumento particolarmente potente, atto a
sviluppare l’impegno dei cittadini nella loro società e vita politica. L’Anno europeo 2011 delle attività di volontariato
che promuovono la cittadinanza attiva rappresenta una grande opportunità per svolgere un’opera di sensibilizzazione
e mobilitare le parti interessate."(Vedi la Guida al Programma di “Europa per i cittadini").
Una raccolta di studi e prove che mostrano come il concetto di cittadinanza sia più ampio, e una relazione che lo
arricchisce di altri concetti come volontariato, impegno civico e formazione permanente sono stati prodotti dal
progetto VALUE - sottogruppo cittadinanza.
Link utili:
http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/multimedia/news/2011/08/20110811_en.htm
Sito web della Commissione Europea dedicato alla Proposta di Decisione dell’Anno Europeo dei Cittadini 2013
Iniziative europee di lotta contro la discriminazione
Lotta contro la discriminazione
L'UE opera nell'interesse dei cittadini dell'UE per impedire che vengano discriminati in base al sesso, alla razza o
all'origine etnica, alla religione o alle convinzioni personali, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale.
Per lottare contro la discriminazione, la Commissione europea intraprende azioni al fine di:
migliorare la conoscenza della discriminazione mediante un'opera di sensibilizzazione della popolazione circa i propri
diritti e obblighi e anche sui vantaggi della diversità;
sostenere gli attori intermediari quali le ONG, i partner sociali e gli organi competenti in materia di parità per
migliorare la loro capacità di combattere la discriminazione;
sostenere lo sviluppo di politiche a favore delle pari opportunità a livello nazionale e incoraggiare lo scambio di buone
pratiche tra i paesi dell'UE;
conseguire un reale cambiamento nel campo della lotta alla discriminazione attraverso attività formative antidiscriminazione sollecitare una gestione delle diversità con finalità imprenditoriali come parte di una risposta
strategica a una società, a una clientela, a una struttura del mercato e a una forza lavoro maggiormente diversificate.
Oltre a queste due direttive (direttiva sull'uguaglianza razziale e direttiva quadro sull'occupazione), la Commissione
europea ha adottato nel luglio 2008 una Comunicazione che presenta un approccio generale a un rafforzamento
dell'azione contro la discriminazione e alla promozione delle pari opportunità, nonché una decisione della
Commissione per la creazione di un gruppo di esperti governativi in materia di lotta alle discriminazioni.
La Commissione europea riconosce l’importanza e il valore della cooperazione con le principali parti interessate, tra le
quali le istanze incaricate delle questioni di uguaglianza, i giudici, i giuristi, le ONG e le parti sociali.
La Commissione ha istituito un gruppo di esperti governativi sulla non discriminazione al fine di esaminare l'impatto
delle misure di non discriminazione a livello nazionale e comunitario, di convalidare le buone prassi grazie
all'apprendimento tra pari e di elaborare criteri di valutazione dell'efficacia delle politiche di non discriminazione. Ad
esempio, la Commissione intende collaborare con questo gruppo per dare un seguito ai risultati dello studio
comparativo sull'omofobia e la discriminazione basata sull'orientamento sessuale nell'Unione europea realizzato
dall'Agenzia europea per i diritti fondamentali. Il gruppo incontrerà regolarmente rappresentanti della società civile, le
parti sociali ed Equinet.
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La Comunità può utilizzare il programma Progress per sostenere l'identificazione delle prassi innovative mediante tale
processo.
Integrazione della minoranza etnica dei rom
La Commissione europea sostiene la parità di trattamento per i Rom, la minoranza etnica più numerosa dell'UE.
La Commissione ha condannato più volte qualunque manifestazione di ostilità nei confronti degli zingari, che essa
considera una forma specifica di razzismo incompatibile con i principi dell'Unione europea. L'applicazione della
legislazione comunitaria in materia di discriminazione negli Stati membri è il punto di partenza necessario per
l'integrazione dei Rom. La Commissione rimarrà vigilante in questo settore e intensificherà i suoi lavori in
collaborazione con gli organismi nazionali incaricati della parità delle opportunità, al fine di migliorare la loro capacità
di affrontare i problemi di discriminazione nei confronti dei Rom. Continuerà a sostenere il rafforzamento delle
capacità nell'ambito della società civile Rom e a promuovere la sua partecipazione a tutti i livelli dell'elaborazione e
dell'attuazione delle politiche.
La situazione dei Rom è stata riconosciuta dal Consiglio europeo, che ha invitato la Commissione nel dicembre 2007 "
ad esaminare le politiche e gli strumenti esistenti e a presentare relazioni al Consiglio sui progressi realizzati. "
In passato, l’UE ha più volte evidenziato la necessità di una migliore integrazione dei rom, come nella Comunicazione
dell’aprile 2010 sull'integrazione sociale ed economica dei Rom in Europa.
Nonostante questo, misure incisive e proporzionate non sono ancora in atto per dare una soluzione ai profondi
problemi che una grande percentuale di popolazione rom dell'UE si trova ad affrontare. Al fine di dare una svolta e
garantire in modo chiaro e specifico le politiche di integrazione nazionali, regionali e locali sulla comunità Rom, il 5
aprile 2011 la Commissione ha adottato una Comunicazione su un quadro UE per le strategie nazionali d'integrazione
dei Rom entro il 2020. La Commissione, in cooperazione con la società civile e le parti sociali, monitorerà l'attuazione
delle iniziative di cui alla presente comunicazione. Tra le altre iniziative dell'UE, la Piattaforma europea per l'inclusione
dei rom è un forum per il dibattito e le azioni concertate di tutti i soggetti interessati: istituzioni dell'UE, di
organizzazioni internazionali, governi degli Stati membri e società civile. La piattaforma ha notevolmente contribuito a
rendere sia le politiche europee che quelle nazionali più sensibili ai bisogni dei Rom.
La Commissione si è impegnata a svolgere un ruolo più forte nella piattaforma e a rafforzare il ruolo della piattaforma,
basandosi sulle esperienze passate e legando il suo lavoro con i quattro settori prioritari delle strategie nazionali di
integrazione dei rom.
Attraverso la piattaforma, le parti interessate, in particolare rappresentanti delle comunità rom, dovrebbero avere la
possibilità di giocare un ruolo nel quadro europeo per le strategie nazionali di integrazione dei rom. La piattaforma
rafforzata è in grado di supportare gli Stati membri per trovare le risposte politiche rilevanti attraverso lo scambio di
buone pratiche e la discussione degli approcci da parte di organizzazioni internazionali con esperienza nel promuovere
l'inclusione dei rom. Fornirà inoltre alla Commissione un riscontro sui risultati delle iniziative nazionali sul campo
attraverso la voce dei Rom della società civile.
Dialogo interculturale
Il dialogo interculturale è una delle priorità dell'UE, ed è promosso in diverse politiche e con diversi programmi di
finanziamento dell'UE.
Il 2008 è stato l'Anno europeo del dialogo interculturale e il Consiglio ha adottato delle Conclusioni sulla promozione
della diversità culturale e del dialogo interculturale nelle relazioni esterne dell'Unione e dei suoi Stati membri,
sottolineando il valore degli scambi e della cooperazione culturale come base per una una migliore integrazione
europea, per fare incontrare i popoli e come componente essenziale di un’economia basata sulla conoscenza.
Dialogo interreligioso
Il ruolo della cittadinanza attiva nel riunire persone di fedi diverse è stato uno dei temi affrontati durante il 2008 Anno
europeo del dialogo interculturale.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
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E più precisamente, è stato argomento di discussione in un dibattito a Bruxelles dal titolo "Nuovi orizzonti: la
cittadinanza attiva per colmare le divisioni interreligiose", preparato dalla Commissione europea in collaborazione con
lo European Policy Centre (EPC), come parte dell'Anno europeo delle dialogo Interculturale.
L'ex commissario europeo per l'Educazione e la Cultura Ján Figel ha sottolineato la necessità di un dialogo non solo
tra, ma anche all'interno dei gruppi religiosi, per garantire che essi raggiungano un propedeutico livello di
preparazione per il dialogo.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
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Gruppo di lavoro
Giovani e partecipazione
Politica giovanile europea – Partecipazione
Partecipazione? Just do it!
I giovani oggi si trovano ad affrontare molteplici sfide: un elevato tasso di disoccupazione, rischio di povertà, il
cambiamento demografico, bassi tassi di istruzione e scarsa affluenza dei giovani alle elezioni. Il coinvolgimento dei
giovani nella formazione di opinioni politiche e decisioni, soprattutto su questioni che li riguardano direttamente, può
essere un modo per garantire la qualità e la sostenibilità delle politiche e la sua attuazione. Una cultura della
partecipazione a tutti i livelli è necessaria.
Alcuni dati sulla partecipazione
A causa dell'evoluzione demografica, la percentuale di giovani, come parte di tutta la popolazione, dovrebbe ridursi
nei prossimi decenni. I giovani dovranno far sentire la loro voce. Il dialogo intergenerazionale diventerà sempre più
importante in questo senso.
Nelle consultazioni a livello europeo in cui i giovani possono esprimere le loro principali esigenze in termini di
politiche, una maggiore partecipazione dei giovani nella società e nella politica si è costantemente classificata tra i
temi più importanti per tutto il decennio passato.
L'affluenza di giovani (18 - 24 anni) alle ultime elezioni per il Parlamento europeo (PE) del 2009 è stata del 29%, 14% in
meno della media europea e 4% in meno rispetto al 2004. I giovani sono, tuttavia, non disimpegnati. Il 50% dei giovani
ha dichiarato di non avere ricevuto sufficienti informazioni sulle elezioni del Parlamento europeo. Inoltre, i modelli di
partecipazione dei giovani tendono a cambiare da un’affiliazione a lungo termine ad un partito politico o
organizzazione, al social networking e l'impegno ad hoc.
L'articolo 165 del Trattato di Lisbona stabilisce che "... l'azione dell'Unione è intesa ad incoraggiare la partecipazione
dei giovani alla vita democratica in Europa". Questo dà all'Unione una base giuridica solida per rafforzare la
cooperazione nel campo della partecipazione dei giovani.
L'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea stabilisce che "... i bambini possono esprimere
liberamente la propria opinione. Questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione
della loro età e maturità".
La nuova strategia europea per la Gioventù, come indicato in una risoluzione del Consiglio su un "quadro rinnovato di
cooperazione europea in materia di gioventù (2010-2018)" - un documento che definisce gli obiettivi principali delle
politiche giovanili europee per il prossimo decennio - mette in evidenza come la partecipazione sia uno degli otto
campi d'azione, in cui il Consiglio invita la Commissione e gli Stati membri a prendere iniziative nelle rispettive sfere di
competenza. L'obiettivo è quello di sostenere "la partecipazione dei giovani alla democrazia rappresentativa e la
società civile a tutti i livelli e nella società in generale".
Verso una strategia per I giovani trasversale
Il Libro Bianco sulla Gioventù (2001) ha riconosciuto che i giovani devono essere incoraggiati a svolgere il loro ruolo
nella vita civile e democratica. Al fine di essere più coinvolti, anche i giovani devono essere meglio informati delle
possibilità di partecipazione. Ciò significa che fornire loro informazioni rilevanti è fondamentale. Attraverso il metodo
aperto di coordinamento (MAC), la Commissione facilita la condivisione di buone pratiche tra gli Stati membri e la
definizione di obiettivi comuni nel settore della gioventù. Partecipazione e informazione fanno parte di questi obiettivi
comuni.
La Comunicazione intitolata "Favorire il pieno coinvolgimento dei giovani nell'istruzione, nell'occupazione e nella
società" di settembre 2007 è una reazione all'invecchiamento demografico in Europa e alle difficoltà che i giovani
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
incontrano sul mercato del lavoro. Sottolinea la necessità di un approccio trasversale ai problemi dei giovani al fine di
accrescere la partecipazione attiva dei giovani nell'istruzione, nell'occupazione e nella società. Per migliorare la
partecipazione dei giovani nella società, la Commissione propone di rafforzare il partenariato tra le istituzioni dell'UE e
i rappresentanti dei giovani e di preparare in futuro, ogni tre anni, una relazione dell'UE sui giovani.
A seguito della Comunicazione, il Consiglio ha adottato una Risoluzione sulla partecipazione dei giovani con minori
opportunità. In questa risoluzione, gli Stati membri, in sede di attuazione degli obiettivi della Strategia di Lisbona e del
Patto Europeo per la Gioventù, erano invitati a dare alta priorità ai giovani in condizioni di maggiore vulnerabilità. In
parallelo, un esercizio di apprendimento tra pari è stato realizzato per facilitare la condivisione delle migliori pratiche
nel campo della partecipazione per tutti i giovani. L'apprendimento tra pari ha incluso una conferenza, alla quale i
responsabili delle politiche giovanili ha incontrato i lavoratori e le ONG per discutere e condividere esperienze.
La nuova Strategia per la Gioventù dell'Unione europea, un "Quadro rinnovato di cooperazione europea in materia di
gioventù (2010-2018)", definisce una strategia per la cooperazione europea nel settore della gioventù nel prossimo
decennio, ed elenca le seguenti iniziative da parte degli Stati membri e la Commissione nell'ambito delle rispettive
sfere di competenza:
♦ Sviluppo di meccanismi per il dialogo con i giovani e la partecipazione dei giovani sulle politiche giovanili
nazionali.
♦ Incoraggiare lo sviluppo o l'utilizzo di linee guida già esistenti sulla partecipazione, informazione e
consultazione al fine di garantire la qualità di queste attività.
♦ Supportare politicamente e finanziariamente le organizzazioni giovanili, così come i consigli giovanili nazionali
e locali e promuovere il riconoscimento del loro importante ruolo per la democrazia.
♦ Promuovere la partecipazione di un maggior numero e una maggiore diversità dei giovani alla democrazia
rappresentativa, in organizzazioni giovanili e in altre organizzazioni della società civile.
♦ Fare un uso efficace delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per ampliare e approfondire la
partecipazione dei giovani.
♦ Supportare varie forme di "apprendimento della partecipazione" fin dalla tenera età attraverso l'educazione
formale e non formale.
♦ Sviluppare ulteriormente le opportunità di discussione tra istituzioni pubbliche e giovani.
La nuova strategia per la gioventù dell'Unione europea definisce anche un dialogo strutturato tra i giovani, le
organizzazioni giovanili ei responsabili delle politiche con l'obiettivo di dare ai giovani la possibilità di influenzare
processi decisionali in modo continuo e trasparente.
Iniziative europee per favorire la partecipazione attiva dei giovani
Il programma Gioventù in Azione eroga fondi destinati ad incoraggiare il senso di cittadinanza europea attiva tra i
giovani e incoraggiare i giovani a partecipare più attivamente al processo democratico a livello regionale, nazionale ed
europeo. Promuove la mobilità all'interno e all'esterno dei confini dell'UE, l'apprendimento non formale e il dialogo
interculturale, e incoraggia l'inclusione di tutti i giovani, indipendentemente dal loro background educativo, sociale e
culturale.
Al fine di migliorare l'accesso alle informazioni, il Portale Europeo della Gioventù - che è stato istituito come diretta
conseguenza del Libro Bianco - è stato progettato per aiutare i giovani che vivono, si educano e lavorano in Europa.
Fornisce informazioni europee e nazionali su 31 paesi in 24 lingue e consente ai giovani di esprimere le loro opinioni
attraverso il forum on-line di discussione, e di avere risposto alle loro domande attraverso la rete Eurodesk.
Nel novembre 2006 il Consiglio dei Ministri della Gioventù ha adottato una Risoluzione sulla partecipazione e
informazione, che ha invitato la Commissione ad organizzare una Settimana Europea dei Giovani con intervalli
regolari, al fine di promuovere dibattiti politici giovanili, gli eventi e il dialogo in tutta Europa.
Nell’iniziativa faro “Youth on the Move”, la Commissione ha indicato come l'UE possa raggiungere gli obiettivi che si è
data con la Strategia UE 2020 attraverso l'azione in tre aree sia a livello nazionale che europeo:
♦ Migliorare l'istruzione e la formazione a tutti i livelli
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
♦ Iniziative politiche forti per migliorare l'occupazione giovanile
♦ Più mobilità dei giovani in UE a fini di apprendimento e sul mercato del lavoro
Per ciascuna di queste aree, Youth on the Move ha un ricco programma che vanno da raccomandazioni concrete
dirette agli Stati membri, nuove iniziative legislative e di sostegno diretto agli strumenti di migliore informazione per i
giovani e un maggiore coinvolgimento del settore commerciale.
Manifesto per la Promozione del Volontariato Giovanile
Nell’Anno Europeo delle attività volontarie che promuovono la cittadinanza attiva e dei 150 anni dell’Unità di Italia
CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, propone un percorso partecipato per
realizzare il Manifesto della Promozione del Volontariato Giovanile e un convegno per valorizzare l’impegno civile dei
giovani e la ricchezza della cultura giovanile. Il volontariato è un elemento fondante dello sviluppo della società e del
consolidamento della vita democratica. Sito web del progetto Dammi Spazio: http://www.dammispazio.org
Linee guida per la valorizzazione dei progetti di Servizio Volontario Europeo
Queste
linee
guida
(consultabili
attraverso
il
sito
http://www.destinazioneeuropa.eu/europa/intranet/documenti/136y80j256Linee_Guida_IT.pdf ) sono il risultato
finale del progetto di seminario europeo "VVV - Valorizzazione del valore del volontariato" (co-finanziato dall’Azione
4.3 del programma Gioventù in Azione) che si è tenuto nel marzo 2010.
Il progetto nasce dalla riflessione tra le organizzazioni partner che gestiscono il Servizio Volontario Europeo (SVE) da
diversi anni. Le linee guida che potrebbero essere utilizzate come uno strumento per
Migliorare la qualità dei progetti SVE
Creare le basi per valorizzare l'esperienza dei volontari
Dare maggiore visibilità ai progetti SVE
Link utili:
Commissione europea, Giovani: http://ec.europa.eu/youth/index_en.htm
Commissione
europea,
Politiche
giovanili
Partecipazione:
http://ec.europa.eu/youth/youthpolicies/participation_en.htm
II
Convention
Giovanile
sul
Volontariato
2011:
http://www.youthforum.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1085&lang=en&Itemid=68
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Gruppo di Lavoro
Invecchiamento attivo
Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo
e della Solidarietà tra Generazioni 2012
Il 2012 sarà l’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra Generazioni: un’occasione per tutti noi
per riflettere su come oggi gli europei vivono e restano in salute più a lungo, nonché per cogliere le opportunità che
ne derivano.
L’invecchiamento attivo può dare alla generazione del “baby-boom” e agli anziani di domani la possibilità di:
♦ restare occupati e condividere la loro esperienza lavorativa
♦ continuare a svolgere un ruolo attivo nella società
♦ vivere nel modo più sano e gratificante possibile.
Serve anche a mantenere la solidarietà tra le generazioni in società che registrano un rapido aumento del numero
delle persone anziane.
La sfida per i responsabili politici e tutte le parti interessate è migliorare le possibilità di invecchiare restando attivi e di
condurre una vita autonoma, intervenendo in settori tanto diversi quanto il lavoro, l’assistenza sanitaria, i servizi
sociali, l’istruzione per gli adulti, il volontariato, gli alloggi, i servizi informativi o i trasporti.
L’Anno europeo mira a sensibilizzare a questi temi e al modo migliore per affrontarli. Ma innanzitutto cerca di
incoraggiare tutti i responsabili politici e i soggetti interessati a fissare degli obiettivi e realizzarli. Il 2012 vuole andare
al di là dei dibattiti e produrre risultati concreti.
Perché un Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni?
Perché troppo spesso l’invecchiamento viene percepito come una minaccia invece che come una conquista, sia dai
singoli individui che dalla società.
Il numero crescente di persone anziane viene visto come un onere a carico dei più giovani e dei lavoratori. Eppure al
giorno d’oggi si invecchia restando molto più in salute rispetto al passato. E le persone più in là con gli anni hanno
accumulato competenze ed esperienze preziose che possono trasmettere ai giovani.
Restare attivi col passare degli anni è importante per invecchiare bene.
Cosa s’intende per “invecchiamento attivo”?
L'invecchiamento attivo è definito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come il processo di ottimizzazione di
opportunità per la salute, per la partecipazione e per la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita mentre le
persone invecchiano. Esso permette alle persone di realizzare il loro potenziale per stare bene in tutta la loro vita e di
partecipare alla società secondo i loro bisogni, desideri e capacità, fornendo loro una adeguata protezione, sicurezza e
cura quando hanno bisogno di assistenza.
Essa implica l'ottimizzazione di opportunità per la salute fisica, sociale e mentale per consentire agli anziani di svolgere
un ruolo attivo nella società, senza discriminazione e di godere di una vita di qualità e indipendente. D'altra parte, la
creazione di una società intergenerazionale ha bisogno della consapevolezza di tutti riguardo a quello che si può fare
per avere una società per tutte le età, di adattamenti urgenti nelle politiche per la famiglia e di soluzioni innovative
per le nuove carriere lavorative.
Invecchiamento attivo significa:
♦ dare alle persone più anziane la possibilità di partecipare pienamente alla vita della società
♦ promuovere opportunità di lavoro per le persone più in là con gli anni
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
♦
♦
consentire alle persone anziane di dare un valido contributo con il volontariato (specie in ambito familiare)
permettere alle persone della terza età di vivere in modo autonomo grazie a strutture che tengano conto
delle loro esigenze (alloggi, infrastrutture, sistemi informatici e trasporti).
Quali sono gli obiettivi dell’Anno europeo 2012?
La nostra intera società è costretta a adattarsi alle esigenze della sua popolazione che invecchia, ma dovrà anche
affrontare le nuove sfide per altre fasce d'età in modo che tutte le generazioni saranno in grado di continuare a
sostenersi e vivere insieme in pace.
Questo significa che dovremo riesaminare insieme le nostre politiche e pratiche in materia di urbanistica, sviluppo
rurale, trasporti pubblici, accesso all'assistenza sanitaria, famiglia, istruzione e formazione, protezione sociale,
occupazione, partecipazione civica, tempo libero, ecc
Il cambiamento demografico deve essere visto come un'opportunità, che può portare soluzioni innovative a molte
sfide attuali economiche e sociali, ma ciò richiederà una nuova valutazione e la rielaborazione di alcune politiche
economiche e sociali all'interno della società.
Dare la possibilità e gli strumenti alle persone anziane per invecchiare in buona salute e per contribuire più
attivamente al mercato del lavoro e alle loro comunità ci aiuterà a far fronte alla nostra sfida demografica in un modo
che sia equo e sostenibile per tutte le generazioni. Coinvolgere i giovani nelle fasi iniziali è necessario per ottenere
l'ispirazione reciproca e di aumentare la consapevolezza dell'interdipendenza tra le generazioni, ad esempio, in
termini di sistemi pensionistici.
Gli obiettivi dell'Anno europeo sono :
1. sensibilizzare l'opinione pubblica in merito all'importanza dell'invecchiamento attivo e delle sue varie
dimensioni e garantire che ad esso sia accordata un posizione importante nell'agenda politica delle parti
interessate a tutti i livelli, al fine di sottolineare l'utile contributo degli anziani alla società e all'economia; fare
in modo che tale contributo sia maggiormente apprezzato , promuovere l'invecchiamento attivo, la solidarietà
tra le generazioni e la vitalità e la dignità di tutti e adoperarsi di più per mobilitare il potenziale degli anziani, a
prescindere dalla loro origine e consentire loro di avere una vita indipendente;
2. promuovere il dibattito, lo scambio d'informazioni e potenziare l'apprendimento reciproco tra Stati membri
e parti in causa a tutti i livelli al fine di promuovere politiche sull'invecchiamento attivo, identificare e
diffondere le buone prassi e sostenere la cooperazione e le sinergie;
3. fornire un quadro favorevole all'impegno ed agire concretamente affinché l'Unione, gli Stati membri e le
parti in causa a tutti i livelli, con la partecipazione della società civile, delle parti sociali e delle imprese, con
particolare accento sulla promozione di strategie dell'informazione, possano elaborare soluzioni innovative,
politiche e strategie a lungo termine, comprese strategie complessive per la gestione delle problematiche
legate all'età per quanto riguarda l'occupazione e il lavoro, attraverso attività specifiche e perseguire obiettivi
specifici connessi all'invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni;
4. promuovere attività che aiutino a lottare contro la discriminazione in base all'età, a superare gli stereotipi
legati all'età e a rimuovere le barriere, in particolare per quanto riguarda l'occupabilità.
Come verrà promosso l’invecchiamento attivo?
La Commissione europea inviterà le amministrazioni nazionali, regionali e locali, la società civile, nonché le
organizzazioni sindacali ed imprenditoriali ad impegnarsi nei confronti di determinati obiettivi ed interventi (2011), in
modo che durante l’Anno europeo stesso (2012) possano essere presentati risultati tangibili.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Che tipo di impegno può essere preso?
Gli impegni possono:
riguardare il mondo del lavoro, la partecipazione ad attività sociali, l’istruzione per gli adulti, il volontariato,
l'autonomia delle persone, il mantenimento di condizioni di buona salute, ecc.
essere assunti da enti pubblici o privati
rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone più anziane di continuare a lavorare
includere dibattiti pubblici per sensibilizzare l’opinione pubblica
identificare interventi prioritari.
Le città possono aderire al programma age-friendly cities dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Le imprese
possono migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti più anziani. Le organizzazioni della società civile possono
promuovere il volontariato nella terza età.
Come si colloca l’Anno europeo 2012 rispetto ai programmi dell’UE esistenti?
L’Unione europea ha già adottato iniziative per promuovere l’invecchiamento attivo in ambiti quali la strategia per
l’occupazione, l’istruzione per gli adulti, la salute pubblica e la società dell’informazione. L’Anno europeo conferirà a
tali iniziative una maggiore visibilità.
information society. The European Year will give these efforts greater visibility.
E’ possibile fare domanda di finanziamenti?
Sì, nel contesto di programmi esistenti, come il Fondo sociale europeo, il programma per l’apprendimento
permanente e il programma quadro per la ricerca. Maggiori informazioni sulle possibilità di finanziamento sono
raccolte
in
questa
pubblicazione:
http://ec.europa.eu/social/ey2012main.jsp?langId=en&catId=970&newsId=1065&furtherNews=yes .
Visita anche la rete internazionale SEVEN (http://www.seven-network.eu/site/?q=it ) composta da 29 organizzazioni
della società civile che promuovono l’idea e la realizzazione di scambi di volontari senior.
Consulta le Raccomandazioni elaborate in seguito al progetto Think Future Volunteer Together
(http://www.cev.be/data/File/TFVT_final_report_practical_and_policy_recommendations(1).pdf ) finanziato dalla
Commissione Europea - Direzione Generale Occupazione Affari Sociali e Pari Opportunità nell'ambito del progetto
Azione preparatoria ENEA per l'invecchiamento attivo e la mobilità degli anziani. Questo progetto è stato promosso da
Spes – Centro Servizio per il Volontariato del Lazio, in collaborazione con CEV - Centro Europeo del Volontariato ed i
centri nazionali per il volontariato: C.A.R.D.O. (Slovacchia), Slovenska Filantropia (Slovenia), Önkèntes Központ
Alapìtvàny (Ungheria), ProVobis (Romania); sono state partner le associazioni italiane per la qualità della vita nella
terza età ADA - Associazione per i diritti degli anziani, ANTEAS - Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la
Solidarietà e AUSER - Associazione per l'Autogestione dei servizi e la solidarietà, insieme all'Assessorato alle Politiche
Sociali del Comune di Roma.
Coordinatori nazionali
Ogni paese dell’UE nomina un coordinatore nazionale che organizzare le attività relative all’Anno europeo a livello
nazionale, aiuta a promuovere le attività locali e regionali e cerca di coinvolgere gli stakeholder rilevanti per l’Anno
Europeo.
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
La Commissione si occuperà di coordinare a livello europeo le varie attività e di incoraggiare lo scambio di
informazioni tra i partecipanti
Coalizione AE2012
La coalizione che si è costituita intorno all’Anno europeo 2012 raccoglie 25 organizzazioni europee che vedono
quest’appuntamento come un’occasione per affrontare i temi della discriminazione fondata sull’età e dell’evoluzione
demografica in modo equo e sostenibile per ogni fascia anagrafica.
L’Anno europeo promuoverà la ricerca di soluzioni innovative alle sfide socioeconomiche che una popolazione
europea sempre più vecchia è chiamata ad affrontare. Consentirà inoltre di dare alle persone anziane i mezzi per
rimanere in buona salute fisica e mentale e contribuire più attivamente al mercato del lavoro e alla vita della loro
comunità locale.
Membri
AGE Platform Europe
Associazione europea delle istituzioni paritetiche di protezione sociale (AEIP)
Associazione europea per la salute e il benessere fisico (EHFA)
Associazione internazionale delle casse mutue (AIM)
Autism-Europe aisbl
CEV (Centro europeo del volontariato)
CECODHAS – HOUSING EUROPE
Confederazione delle organizzazioni familiari dell'Unione europea (COFACE)
Croce rossa/Ufficio UE
Eurochild
Eurodiaconia
EuroHealthNet
Federazione dell’Unione europea delle associazioni degli ostelli della gioventù (EUFED)
Federazione europea dei pensionati e anziani (FERPA)
Federazione europea delle casalinghe (FEFAF)
Federazione internazionale contro il diabete (IDF)
Forum europeo della gioventù
Forum europeo sulla disabilità (EDF)
Lobby europea delle donne (EWL)
Rete europea anti-povertà (EAPN)
Rete Europea contro il Razzismo (RECR)
Responsabilità sociale delle imprese Europa (CSR Europe)
Rete sociale europea (ESN)
Salute mentale Europa (MHE)
Fédération Européenne des Femmes Actives au Foyer
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Per contribuire all’AE2012
Una vasta gamma di soggetti: autorità nazionali, regionali e locali, datori di lavoro e sindacati, imprese, organizzazioni
della società civile, ricercatori, ecc dovrebbero usare questa opportunità per proporre azioni di sostegno
all'invecchiamento attivo nel campo dell’occupazione, protezione sociale , politiche per la famiglia, l'istruzione e
formazione, sanità e servizi sociali, così come edilizia, trasporti, tempo libero, e infrastrutture pubbliche.
Diffondere le informazioni!
Aggiungere il riferimento per l'Anno europeo 2012 sul proprio sito web
Aggiungere il riferimento per l'Anno europeo 2012 sulle proprie pubblicazioni
Tradurre messaggi e slogan in italiano
Promuovere la campagna inserendo un riferimento nella firma e-mail
Dare regolari aggiornamenti sulla campagna attraverso canali di comunicazione (newsletter, Facebook, Twitter .)
Impegnarsi nel promuovere l'invecchiamento attivo!
Integrare il proprio programma di lavoro con gli obiettivi dell’AE2012
Pubblicizzare le iniziative sul sito web dell’AE2012: http://ec.europa.eu/social/ey2012main.jsp?catId=972&langId=it
Aderire alla campagna
Invia una e-mail ad Alice Sinigaglia, logistica e responsabile della campagna, [email protected] se vuoi
diventare un membro della Coalizione
Scarica le pubblicazioni della campagna (in EN, FR, DE, NL, SL, ES): http://www.age-platform.eu/en/age-policywork/solidarity-between-generations/campaign/928-useful-links-publications-and-documents-http:/www.ageplatform.eu/en/age-policy-work/solidarity-between-generations/campaign/928-useful-links-publications-anddocume
Chiedere i materiali della campagna e organizzare un evento locale, regionale o nazionale / dibattito sul
prolungamento della vita attiva e la solidarietà tra le generazioni.
Organizzare incontri con i vostri politici locali, regionali e nazionali, policy makers o altre parti interessate (ricercatori,
imprenditori, sindacati, ONG) e mobilizzare a lanciare iniziative per sostenere l'invecchiamento attivo.
Utilizzare la Giornata europea della solidarietà tra generazioni (29 aprile) come una buona occasione per sottolineare
il legame tra la promozione dell'invecchiamento attivo e incoraggiare la solidarietà intergenerazionale. Potete trovare
alcune idee e suggerimenti sul sito Internet di AGE Platform: http://www.age-platform.eu/en/age-policywork/solidarity-between-generations/campaign/1243-list-of-initiatives-and-actions-across-europe-2011
Integrare un'attività della campagna nel vostro programma di lavoro
Link utili:
Commissione europea, sito web AE2012: http://ec.europa.eu/social/ey2012.jsp?langId=it
AGE Platform sito dedicato all’AE2012: http://www.age-platform.eu/en/age-policy-work/employment-and-activeageing/2012-european-year-on-active-ageing-and-intergenerational-solidarity
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
6.4
Report dei gruppi di lavoro
Gruppo di Lavoro
Esigenze speciali ed inclusione
Vita autonoma
Secondo l’esperienza dell’associazione CoorDown, una vita autonoma per le persone con disabilità è possibile. Il
gruppo di lavoro è stato aperto dalla proiezione di un cortometraggio presentato dal Sig. Silvestre. Il film era stato
prodotto dall’associazione CoorDown e mostra la vita indipendente di 4 giovani con la sindrome di down. CoorDowm
lavora con i giovani con disabilità e cerca di prepararli e assicurare loro appartamenti dove possano vivere in maniera
indipendente e lavorare per coprire le proprie spese.
Inclusione
Le persone con esigenze speciali sono un gruppo che è discriminato a vari livelli nelle società. Anche in presenza di un
buon contesto legislativo, il problema si pone se le leggi non vengono implementate e le istituzioni pubbliche non
sono molto impegnate a promuoverle. Pertanto, il settore delle ONG e il volontariato per le esigenze speciali e
l’inclusione svolgono un ruolo cruciale.
La questione delle scuole speciali per le persone con disabilità è stata affrontata e ha causato molto dibattito. Su
questo tema nel gruppo di lavoro ci sono state prospettive ed opinioni diverse. In alcuni paesi ci sono Scuole speciali
per bambini con disabilità, per esempio in Albania ci sono 8 scuole speciali per bambini con disabilità mentale tra i 6 e
i 18 anni, oltre che centri diurni per persone con diversi tipi e livelli di disabilità. Anche in Romania ci sono scuole
speciali per persone con disabilità. Altre opinioni sottolineavano l’importanza di avere e promuovere una scuola per
tutti. La Francia e l’Italia hanno usato l’inclusione nella scuola e hanno sviluppato le competenze degli studenti disabili
per trovare una maniera di vivere ed essere più competenti e indipendenti per il loro futuro. Mentre dove ci sono
scuole speciali questi bambini sono tuttora discriminati in alcuni momenti e finora trattati a parte. Secondo la
prospettiva e la realtà albanese e romena, le scuole speciali sono ancora necessarie perché la società non è ancora in
grado di accettare e i professori e gli assistenti non sono formati adeguatamente per lavorare con le classi integrate. In
Romania, se i bambini con disabilità andassero in una scuola normale ci potrebbero essere dei problemi, dato che non
tutti i ragazzi, i professori e l’amministrazione scolastica sono in grado di capire i bambini con disabilità. Il problema in
Romania è la società. La società aspetta che il governo faccia tutto e le persone non fanno niente, non fanno alcuna
attività di volontariato. In Romania ci sono 160 scuole speciali per bambini con disabilità mentali, sordi e muti e 7
scuole per bambini ciechi.
Si è sviluppata una discussione a cominciare dalla domanda se la persona con disabilità o esigenze speciali dovesse
essere posta al “centro dell’attenzione” o se la sua famiglia dovesse essere l’obiettivo dell’intervento. Il primo passo
dell’inclusione è di renderli “visibili” quindi la gente sarà in grado di vederli e reagire, essendo consapevole che sono lì
e cominciare da questo.
Accessibilità
La mancanza di accessibilità è un altro grande problema che le persone con disabilità si trovano ad affrontare.
La Mobilità per le persone con esigenze speciali dovrebbe venire assicurata per affrontare l’esclusione dalla società.
98
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
L’accessibilità dei siti web dovrebbe venire promossa molto di più. Per esempio, i siti web dovrebbero essere adattati
per le persone ipovedenti.
Sinergia, tutela dei diritti e azione
È importante lavorare insieme e collaborare avendo un obiettivo comune, facendo ciò attraverso reti di associazioni
formali o informali. Il volontariato deve lavorare in sinergia e svolgere il suo ruolo di tutela dei diritti. Il ruolo dei
volontari è agire e fare cose. L’Ue dovrebbe assistere in sostenere lo scambio di buone prassi di lavoro nel campo
dell’inclusione. Lo scambio dei buoni modelli è anche molto importante, cosicché le persone possano sperimentare e
trasferire la conoscenza di come realizzare un progetto di successo che possa raggiungere e soddisfare i bisogni di un
certo gruppo di persone.
3 raccomandazioni
1. I volontari dovrebbero essere l’occhio critico dell’Europa, perché i volontari sono consapevoli di ciò che deve essere
fatto, loro vedono e fanno le cose. Il volontariato legge i bisogni della comunità e li rappresenta.
2. L’UE dovrebbe sostenere il settore delle ONG offrendo la possibilità di condividere la conoscenza, identificare buoni
modelli e rendere possibile e promuovere lo scambio di esperienze.
3. Il volontariato e i volontari devono agire in rete e accuratamente e solo in questa maniera si possono raggiungere gli
obiettivi e si può migliorare la situazione per quel che riguarda le esigenze speciali e l’inclusione.
Partecipanti
N.
COGNOME
NOME
ORGANIZZAZIONE
MODERATORE
BRANCATI
Mario
Consulta Regionale per disabili (Italia)
PRESENTATORE
SILVESTRE
Sergio
CoorDown (Italia)
RAPPORTEUR
TOPALLI
Irena
Beyond Barriers Association (Albania)
1
AGAZZI
Fabio
A.M.A. - Linea di sconfine (Italia)
2
BAGNOROL
Franco
MOVI FVG (Italia)
3
DE NADAI
Alberto
Comunità Arcobaleno (Italia)
4
DEL FRARI
Anna
Spyraglio (Italia)
5
DIMINICH
Ferruccio
EARA Onlus (Italia)
6
LICINIO
Giampiero
Ass. Tetraparaplegici FVG (Italia)
7
MENEGANZIN
Valter
Psiche Friuli (Italia)
8
MITRAN
Liana
Ministero dell’Istruzione, Ricerca, Gioventù e Sport (Romania)
9
PETARIN
Nevina
UNITALSI (Italia)
10
RAZZANO
Renzo
SPES Lazio (Italia)
11
ROIATTI
Giovanna
CSV FVG (Italia)
99
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12
SORANZIO
Nivia
UNITALSI (Italia)
13
TOMATIS
Paolo
EARA Onlus (Italia)
14
ZACCHIGNA
Claudia
AIAS TS (Italia)
15
ZLATEVA
Vera
Organisation of Women Sveti Nikole (Macedonia)
Gruppo di Lavoro
Diversità e cittadinanza
Durante il giro di presentazioni, i partecipanti hanno raccontato le loro esperienze sul tema oggetto del gruppo di
lavoro e hanno sottolineato le loro idee, concetti, pensieri e riflessioni al riguardo.
o Se le persone capiscono per che cosa stanno facendo volontariato, la democrazia partecipativa funzionerà. Le
persone devono conoscere come essere cittadini e il valore della partecipazione.
o Inclusione: l’impegno volontario può aiutare i gruppi marginalizzati, sia se vengono aiutati dai volontari, sia se i
componenti di questi gruppi diventano loro stessi volontari, rendendosi in questo modo attivi e rientrando nella
società. Quindi, per esempio, il volontariato può aiutare le persone a scrollarsi di dosso l’etichetta di minoranza
etnica. Per esempio, i rifugiati diventano volontari diventando così cittadini attivi e contribuendo alla propria
integrazione.
o Come rapportarsi alla diversità? Noi siamo diversi. Le persone hanno cominciato anche a capire che la diversità è
positiva. Il volontariato porta inclusione nella società che non ti chiede di assimilarti. Avere una società inclusiva è
un processo reciproco, sia per la maggioranza che per le minoranze. Tutti possono contribuire.
o In Serbia, la Gay Parade è stata di nuovo vietata. La diversità viene solo tollerata oppure ignorata.
o Progetti con i Rom: i Rom stessi possono diventare esempi per i propri figli. L’educazione tra pari e
l’apprendimento tra pari sono strumenti per promuovere la partecipazione civica e sono modi per capire come
diventare pari cittadini.
o Il volontariato dovrebbe essere cambiamento – abbiamo bisogno di questo tipo di cittadini.
o Il volontariato crea un ponte tra genti diverse.
o La cittadinanza è oltre gli obblighi legali dei cittadini – è legata all’identità, alla partecipazione e al miglioramento
della società.
o Per i volontari, l’essere esposti a persone diverse li rende pronti a impegnarsi a beneficio di queste persone.
o I volontari che lavorano a contatto con le persone diventano cittadini attivi. Se i volontari sono coinvolti nelle
comunità locali, rimangono attivi fintanto che sentono di poter fare la differenza, di poter cambiare qualcosa
nelle loro comunità locali.
o I volontari che lavorano con i migranti possono divenire maggiormente consapevoli dei loro problemi, farsi carico
di questi problemi e diventare cittadini attivi. Il volontariato offre un’opportunità di esporsi alla diversità. Il
volontariato rende le persone cittadini attivi.
o Le minoranze dovrebbero fare le proprie rivendicazioni, essere attive, usare i propri diritti di cittadini.
100
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
o Quando parliamo di diversità, è importante ascoltare gli altri, ascoltare le diverse esperienze, aiutare tutti ad
integrarsi.
o Il volontariato non ha genere, sesso, razza, oltre che cittadinanza.
o Bisogna informare più persone sul volontariato usando le buone prassi per motivare le persone ad impegnarsi.
o Il volontariato può aiutare i bambini ad ottenere migliori risultati scolastici.
o I dipendenti che fanno volontariato con il supporto e consenso della propria azienda (corporate volunteers)
dichiarano di essere più soddisfatti della loro vita di quelli che non fanno volontariato.
o Siamo tutti diversi; chi può dire di essere uguale ad un altro; siamo tutti la diversità. È un arricchimento o
povertà?
o Per smettere di aver paura della diversità altrui, dovremmo smettere di aver paura della nostra stessa diversità;
avvicinarsi alle persone senza pregiudizi.
o La diversità porta arricchimento alle nostre vite, oltre al volontariato, ascoltare gli altri ci arricchisce.
o La cittadinanza non è solo un diritto ma un valore e dovrebbe venire promossa in tutta la UE – è rispetto,
mobilità, diritto di voto, ecc.
o
o
o
o
Qualche volta le minoranze si escludono da sole a causa di differenze culturali.
È necessario il reciproco rispetto delle differenze.
L’ascolto è al centro del volontariato – e per quello c’è bisogno di più che di un orecchio, c’è bisogno di un cuore.
Il cambiamento (apportato dal volontariato) è un catalizzatore per ulteriore cambiamento – ha un effetto a
valanga di solidarietà.
o Dobbiamo sostenere la leadership delle minoranze – talvolta si crede comunemente che le persone
marginalizzate sono sia capaci di prendere in mano il proprio destino e altri prendono decisioni al posto loro.
o È necessaria una maggiore coordinazione a tutti i livelli.
o
o
o
o
o
Il volontariato incoraggia la cittadinanza attiva, ottiene cambiamento a tutti i livelli e non è “solo aiutare”.
Il volontariato non è passivo, può creare cambiamento.
Il volontariato può essere politica.
La cittadinanza attiva è complementare alla politica.
È tutto una parte dell’identità europea.
Tre idee/punti principali sono stati estratti:
Il volontariato è un’espressione della cittadinanza attiva è non è “solo” aiutare; apporta cambiamenti a tutti i livelli e
agisce a valanga; è politica e complementare alla politica.
1. Attraverso il volontariato le persone acquisiscono conoscenza e consapevolezza delle differenze e ciò
quindi le mette in grado di fare da ponte tra queste differenze, divenendo più attivi e responsabili
socialmente.
2. Il volontariato dovrebbe essere visto come un processo reciproco, sia per la maggioranza che per le
minoranze, e solo allora può creare una società inclusiva.
101
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
3. Creare le condizioni affinché le persone siano cittadini attivi, rendendole consapevoli dei loro diritti;
mettendole in grado di esercitare i loro diritti attraverso degli strumenti efficaci per la partecipazione al
processo decisionale.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Partecipanti
N.
COGNOME
NOME
ORGANIZZAZIONE
MODERATORE
MACCHIONI
Stefania
CSVnet (Italia)
PRESENTATORE SEHIC RELIC
Lejla
Volonterski centar Osijek (Croazia)
RAPPORTEUR
ZIVKOVIC
Dejan
Novosadski humanitarni centar (Serbia)
1
ASQUINI
Giorgio
MOVI FVG (Italia)
2
BOGATINOV
Aleksandar
Organisation of Women Sveti Nikole (Macedonia)
3
CANDOLFO
Robby
A.M.A. - Linea di sconfine (Italia)
4
CHERSI
Liviana
A.M.A. - Linea di sconfine (Italia)
5
LANTERO
Ada
ISSIS MATTEI (UD) (Italia)
6
LUCIANU
Veronica
Ispettore del Ministero dell’Istruzione rumeno (Romania)
7
MILOSEVIC
Igor
Associazione per
(Montenegro)
8
NEIMARLIJA
Fatima
SPES Lazio (Italia)
9
OTT
Joachim
Commissione europea - DG COMM
10
PAKKER
Martijn
CEV
11
TOH GAMETTE
Barou
Vita Serena (Italia)
12
TRAUB
Helena
Žmergo (Croazia)
13
UGOLINI
Edvino
Ass.ne PENOMBRE (Italia)
14
VOJNOVIC
Lenka
SLOVENE PHILANTHROPY (Slovenia)
15
SANTILLO
Eleonora
A.M.A. - Linea di sconfine (Italia)
la
Prosperità
Democratica
–
Zid
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
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Gruppo di Lavoro
Gioventù e partecipazione
Riflessione basata sugli esiti della discussione
“Gioventù” e “Partecipazione” dovrebbero stare insieme come un solo concetto: “partecipazione giovanile”, il
“coinvolgimento giovanile” significa il coinvolgimento attivo dei giovani attraverso le loro comunità. Significa anche
l’inclusione dei giovani in ogni processo decisionale nelle scuole, le università, gli organismi governativi. Ci sono delle
attività dove i giovani non sono coinvolti? D’altro canto, la questione “chi sono i giovani” è sempre di fondamentale
importanza.
Nella nostra esperienza, ci sono due approcci molto generali che definiscono e costruiscono i giovani.
L’approccio strumentalizzante costruisce la “percezione errata” sui giovani. Questo approccio vede i giovani come
agenti dei problemi. Possono essere problematici, ingovernabili e pericolosi. Secondo questo approccio, la gioventù è
un momento di passaggio tra infanzia ed età adulta, maturità, la gioventù come una posizione di carenza considerata
come non ancora adulta. I giovani vengono sempre intesi come i futuri leader di qualcosa. Secondo questo approccio, i
giovani sono gli obiettivi del futurismo politico e non esiste un “presente” per loro, ma solo il futuro – quando
diventeranno adulti. Questo approccio è molto comune quando bisogna capire i giovani e quando bisogna definirli
nella società.
D’altro canto, gli operatori che lavorano con i giovani non possono accettare questo approccio e per questo
sostengono l’approccio partecipativo che vede i giovani come “agenti del cambiamento”. Sono cittadini attivi
autonomi e indipendenti. Solo i giovani possono determinare i loro bisogni, difendere i diritti rilevanti a questi bisogni,
e organizzarsi per espandere la sfera dei diritti loro disponibili. Il lavoro con i giovani implica la costruzione di questo
approccio partecipativo e la fiducia nei giovani, ascoltarli e imparare da loro e creare spazi dove possano esprimersi
cosicché possano loro stessi dare forma al proprio futuro. È certo che i giovani vivono nel momento.
Il volontariato come una maniera di partecipazione da loro un’idea di esserci. E i giovani si esprimono anche nelle ONG
giovanili. Il Forum europeo della gioventù è un’organizzazione ad ombrello che consiste di ONG giovanili internazionali
e di consigli giovanili nazionali. Nell’ultima riunione tenutasi recentemente a Bruxelles dal 7 all’11 settembre sulla
“Convenzione Giovanile del Volontariato” i partecipanti hanno stilato una dichiarazione sul bisogno di un approccio al
volontariato basato sui diritti. La dichiarazione afferma che “il volontariato è un diritto, non un privilegio. Deve essere
predisposto un approccio al volontariato basato sui diritti per assicurare qualità, riconoscimento, protezione e pari
accesso per tutti, senza alcun tipo di discriminazione. Mentre in alcuni paesi l’assenza di un quadro legale è un
ostacolo ai volontari e ai fornitori di volontariato, i volontari in altri paesi si confrontano con un accesso limitato alle
opportunità di volontariato, conseguenza di un quadro legale restrittivo. È necessario un contesto favorevole al
volontariato in tutta Europa, accompagnato da un’infrastruttura che sostenga e riconosca il valore del loro impegno.”
Riconoscendo la diversità del volontariato in Europa e nel mondo, i rappresentanti alla conferenza hanno indicato le
seguenti sfide comuni esistenti:
• la mancanza di definizioni comuni, standard di qualità e azioni coerenti da parte dei portatori di interesse ai loro
rispettivi livelli, oltre che l’esistenza di politiche contraddittorie;
• la mancanza di finanziamenti appropriati e sostenibili – sia per i costi amministrativi che operativi che
assicurerebbero il supporto per il volontario e per i fornitori di volontariato a tutti i livelli;
• la mancanza di strutture di supporto trasparenti, accessibili e complete;
• la mancanza di strumenti intesi a superare gli ostacoli e assicurare parità di accesso alle opportunità di
volontariato;
• la mancanza di consapevolezza sul valore sociale ed economico che il volontariato aggiunge alla società;
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
• la mancanza di riconoscimento delle abilità acquisite con il volontariato, e del suo contributo allo sviluppo
personale;
• la mancanza di una base di conoscenze comprovate e di strumenti e meccanismi di valutazione.
Pertanto ci sono discussioni continuative sul volontariato e la partecipazione giovanile non solo in questa conferenza
internazionale ma anche in altri luoghi per promuovere l’Anno Europeo del Volontariato.
Altri esiti della discussione
Le sfide e gli ostacoli dei volontari, identificati e discussi come ostacoli alla partecipazione dei giovani in Europa:
competenze, limiti finanziari, diversi approcci al significato di volontariato, mancanza di impegno, problemi giuridici,
non avere una legislazione per il volontariato, l’ambiguità del volontariato, numero di organizzazioni che sostengono i
giovani.
• Il volontariato come strumento per la partecipazione e come scuola di cittadinanza è una delle questioni per le vite
dei giovani.
• È importante sensibilizzare al tema le famiglie e durante il periodo scolastico (la scuola è anche un territorio per la
promozione del volontariato).
• Il volontariato come strumento della partecipazione dei giovani non si può intendere solo come progetti di
assistenza sociale. I giovani implementano la tutela dei diritti e progetti di consapevolezza in maniera volontaria.
• La motivazione dietro al volontariato: dualità delle ragioni egoistiche – edonismo – contro quelle altruiste: alcuni
giovani fanno volontariato allo scopo di sviluppare le proprie abilità, mentre altri fanno volontariato per aiutare gli
altri nei significati della società in mutamento.
Proposte e dichiarazioni
1) Per la partecipazione dei giovani è inevitabile promuovere:
· incontri tra I “giovani” e il mondo del volontariato;
· condivisione delle buone prassi di volontariato, le storie vere dei volontari;
· esperienze nuove, innovative;
· visibilità dei risultati dell’azione volontaria dei giovani;
· valutazione e monitoraggio del volontariato dei giovani.
Il volontariato non è solo uno strumento di partecipazione per I giovani. È anche la realizzazione dei valori di
solidarietà, giustizia, pace, inclusione, economia verde, ecc. E’ la riscoperta del senso di comunità di valori. Il
volontariato è il cambiamento che porti nella vita degli altri e anche nella tua vita. Per questo, ti attrezzi con
attitudini con valori umanitari alcuni già menzionati. Crea i cittadini responsabili della società democratica.
2) La formazione dei giovani attraverso attività formative tra pari mostra l’impegno dei giovani. I giovani possono
partecipare pienamente se possono dare forma alle proprie azioni di volontariato. Le ONG giovanili hanno un ruolo
cruciale nel coinvolgimento dei giovani nei propri progetti per sviluppare le proprie abilità personali e perché la
loro voce sia ascoltata dato che hanno la volontà e la capacità di cambiare attraverso il volontariato.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Partecipanti
N.
COGNOME
NOME
ORGANIZZAZIONE
MODERATORE
VOLPE
Giorgio
Regional Volunteering Committee Friuli Venezia Giulia (Italia)
PRESENTATORE
UBIPARIP
Jasminko
Organizations NGO alternativ Kkanj (Bosnia - Erzegovina)
RAPPORTEUR
ERGEC
Evren
Toplum Gonulluleri Vakfi (Turchia)
1
ADZIC
Natalija
Government of the Republic of Serbia - Office for Cooperation
with Civil Society (Serbia)
2
BENCI
Matteo
Associazione Friulana Donatori Sangue UD (Italia)
3
DE MONTE
Guglielmo
Associazione Friulana Donatori Sangue UD (Italia)
4
GOLJA
Ana
Žmergo (Croazia)
5
KRSTEVSKA
Ivona
South East European Youth Network (Macedonia)
6
JAMSEK
Primož
Slovenska Filantropija (Slovenia)
7
LEKAJ
Arlinda
QPEA - Centre for Promotion of Education (Kosovo)
8
LEKAJ
Ramush
QPEA - Centre for Promotion of Education (Kosovo)
9
POZZO
Massimiliano
Associazione Friulana Donatori Sangue UD (Italia)
10
SAVORGNANO
Mery
Associazione Friulana Donatori Sangue UD (Italia)
11
TILATTI
Marina
Associazione Friulana Donatori Sangue UD (Italia)
106
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
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Gruppo di Lavoro
Invecchiamento attivo
Il dialogo sull’invecchiamento attivo può riuscire solo se consideriamo la complessità delle questioni coinvolte: i
diversi aspetti dell’invecchiamento, non solo la relazione economica tra la pensione e il lavoro, ma anche le
trasformazioni sociali e personali che influiscono sul ciclo della vita, quali lo stato di salute, la qualità della vita sociale
e le relazioni.
Il gruppo di lavoro ha sottolineato l’approccio multidimensionale che deve essere preso in relazione
all’invecchiamento attivo, con così tanti settori che si sovrappongono quando si discute questo tema particolare. Da
questa complessità di problemi è emerso che una strategia per l’invecchiamento attivo si deve costruire su una varietà
di politiche che riguardano la migliore organizzazione del mercato del lavoro, che potenzi l’erogazione di opportunità
d’apprendimento permanente, migliori i servizi sanitari e assistenziali, cambi le politiche di indennizzo e infine adatti il
sistema pensionistico.
Il gruppo di lavoro ha notato anche il ruolo importante che il volontariato svolge per gli anziani, sia come recipienti che
come fornitori di servizi di volontariato e raccomanda che le autorità locali, regionali, e nazionali continuino ad
impegnarsi per la promozione del volontariato come priorità per l’invecchiamento attivo. Il gruppo ha discusso i
benefici per gli anziani di venire coinvolti nel volontariato, che comprendono:
•
•
•
•
•
•
•
facilitare l’istituzione di nuovi contatti sociali e impegno nella comunità;
•
•
•
•
riempire il vuoto lasciato dalla partenza dei figli, dalla perdita di persone care;
promuovere la consapevolezza sociale;
sviluppare competenze e abilità che rinforzano la partecipazione sociale degli anziani;
aiutare a diminuire la tendenza all’isolamento degli anziani;
promuovere la cooperazione intergenerazionale;
aiutare a facilitare il passaggio dal mercato del lavoro alla pensione;
dare agli anziani l’opportunità di continuare ad usare le loro esperienze personali e professionali e anche a
tramandarle, condividendole;
essere un’opportunità d’orgoglio e soddisfazione nel rendersi utili alla società;
avvalersi del potenziale non utilizzato nell’anziano;
contribuire al mantenimento della salute fisica ed emotiva degli anziani, ecc.
Il gruppo di lavoro ha anche discusso degli aspetti relativi alla motivazione degli anziani a far volontariato, le
potenziali barriere che si pongono agli anziani nel coinvolgimento in attività di comunità e delle particolarità che
sorgono quando si lavora con i volontari anziani, dal punto di vista delle organizzazioni che coinvolgono volontari.
Rispetto a ciò, gli anziani potrebbero preferire fare volontariato in una maniera che è diversa da quella della
generazione precedente e potrebbe darsi che le organizzazioni di volontariato non si siano adeguatamente adattate a
questa nuova realtà del volontariato. Inoltre, le organizzazioni che coinvolgono volontari devono tenere a mente che
devono sviluppare delle esperienze di volontariato gratificanti ed interessanti per gli anziani.
Il gruppo di lavoro ha insistito su una mancanza di capacità da parte delle istituzioni pubbliche che sono incaricate di
disegnare ed implementare i servizi per gli anziani, una mancanza di capacità che esiste per varie ragioni quali la
carenza di risorse umane esperte nel campo dell’invecchiamento oltre che programmi per gli anziani poco finanziati. Il
gruppo di lavoro riconosce la posizione delle ONG come potenziali fornitori professionali di servizi per lo stato per quel
che riguarda l’istituzione di programmi specifici per gli anziani e raccomanda che le istituzioni pubbliche e le
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
organizzazioni non profit avviino un confronto per identificare potenziali vie di collaborazione per trovare la migliore
soluzione per l’erogazione di questi servizi ad una popolazione in via di invecchiamento.
Il gruppo di lavoro ha anche esaminato varie attitudini, pregiudizi e stereotipi discriminatori verso gli anziani che
esistono nei paesi dei membri del gruppo di lavoro e che hanno un impatto su come gli anziani si percepiscono. Gli
anziani che interiorizzano le attitudini discriminatorie verso le persone anziane, possono essere poco sicuri di sé,
vedersi come un fardello e non riconoscere le proprie abilità e contributi. Ciò a sua volta può limitare le opportunità di
coinvolgersi con gli altri, e può impedire che provino cose nuove, incontrino persone nuove, e siano legati alle loro
comunità, tutte cose che possono influenzare negativamente la loro salute e benessere. Per questo motivo, il gruppo
di lavoro ha raccomandato con forza che è necessario un cambiamento nel modo in cui si considera l’invecchiamento,
il che significa promuovere un’immagine positiva dell’invecchiamento:
•
•
•
•
•
mettendo in discussione gli stereotipi e le immagini negative degli anziani;
promuovendo immagini positive dell’invecchiamento;
fornendo esempi di invecchiamento positivo;
promuovendo i contributi degli anziani alla società;
entrando in partenariato con le istituzioni di ricerca per raccogliere dati reali così da avere una comprensione
delle vite degli anziani per quel che riguarda il loro lavoro, reddito, istruzione, attività, spostamenti e alloggio.
L’invecchiamento attivo ha bisogno anche di consapevolezza di ciò che sta succedendo nella società, il che significa
che gli anziani dovrebbero anche guardare a ciò che avviene al di fuori del loro contesto familiare immediato. Questo
conduce a una delle grandi sfide dell’invecchiamento attivo, cioè il fatto che gli anziani tendono a ritrarsi e a stare in
un contesto relativamente chiuso. Il gruppo di lavoro ha notato quanto sia importante che gli anziani si mantengano
informati e cerchino informazioni aggiornate. Quindi, il gruppo di lavoro raccomanda che si mettano gli anziani in
condizioni di allargare le loro conoscenze – non dobbiamo pensare che le persone non ne vogliano sapere. Dovremmo
cominciare a lavorare sull’identificare delle significative opportunità d’apprendimento potenziali per gli anziani.
Un’altra questione importante che è venuta fuori dalla discussione è quella delle difficoltà specifiche con le quali si
scontrano le donne anziane e il bisogno di confrontarsi con queste difficoltà. Le donne tendono ad avere meno
reddito degli uomini, hanno un’aspettativa di vita maggiore che gli uomini così si dovrebbe dare loro un’attenzione
speciale quando si disegnano programmi per gli anziani.
Il gruppo di lavoro riconosce l’importanza degli anni tematici che l’UE sta approntando per sensibilizzare l’opinione
pubblica a vari temi e crede fermamente che l’Anno europeo dell’Invecchiamento attivo – 2012 sia necessario per
mettere davvero ai vertici più alti possibili dell’agenda pubblica l’invecchiamento attivo. Tuttavia, il gruppo di lavoro
ha discusso il limite che ha questo anno tematico, di riguardare solo gli stati membri dell’UE, che potenzialmente
ostacola i risultati più significativi delle attività pianificate per mettere in risalto gli anni tematici, escludendo
l’esperienza significativa dei paesi balcanici. Quindi, il gruppo di lavoro sostiene che un’attenzione particolare alla
condivisione di esperienze e allo sviluppo di programmi congiunti con gli stati dell’area balcanica possa aiutare ancor
di più a raggiungere gli obiettivi che l’UE si è prefissa per il 2012.
Con una popolazione sempre più anziana nei decenni a venire, approntare oggi programmi che svilupperanno capitale
sociale nel lungo termine sarà un investimento con un considerevole guadagno.
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Partecipanti
N.
COGNOME
NOME
ORGANIZZAZIONE
MODERATORE
FONOVIC
Ksenija
SPES Lazio (Italia)
PRESENTATORE
HUZEJROVIC
Vahida
Slovenska Filantropija (Slovenia)
RAPPORTEUR
DRAGOMIR
Ramona
Pro Vobis (Romania)
1
CHIAPOLINO
Barbara
Educator (Italia)
2
DI MARINO
Sandra
University of III Age (Italia)
3
IVELJA
Nives
Association MI Split (Croazia)
4
IETRI
Daniele
AISLO (Italia)
5
IOB
Irio
AUSER Udine (Italia)
6
PERESSONI
Renzo
Associazione Friulana Donatori Sangue UD (Italia)
7
POLINI
Benedetta
AVM CSV MARCHE (Italia)
8
RUI
Silvana
Association INSIEME, Aviano (Italia)
9
TREVISAN
Alberto
Tribunal for patient’s rights (Italia)
10
WAXENEGGER
Andrea
EUCEN (Austria)
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7.
Documenti di base
7.1
Comunicazione della Commissione europea del 20 settembre 2011
1. Introduzione
Il volontariato genera capitale umano e sociale, è uno strumento di integrazione ed occupazione ed un fattore chiave
per migliorare la coesione sociale. Ma soprattutto il volontariato traduce concretamente i valori fondamentali su cui si
fonda l'Europa, che sono la giustizia, la solidarietà, l'inclusione e la cittadinanza. I volontari contribuiscono a plasmare
la società europea e quelli che operano al di fuori dei loro paesi d'origine aiutano attivamente a costruire un'Europa
5
dei cittadini . Le attività di volontariato sono infatti implicitamente legate a molti settori della politica dell'Unione
europea, come l'apprendimento permanente, lo sviluppo rurale e lo sport, dove offrono una dimensione importante
ai programmi dell'Unione.
Per tutti questi motivi e per molti altri ancora, il 2011 è stato proclamato Anno europeo delle attività di volontariato
6
che promuovono la cittadinanza attiva . L'Anno europeo offre alla Commissione europea la possibilità di fare il punto
sulle attività di volontariato nell'Unione europea e sul contributo da esse apportato alla società. Permette inoltre alla
Commissione di valutare le azioni che l'Unione europea e gli Stati membri possono intraprendere per agevolare e
promuovere il volontariato, in particolare a livello transfrontaliero.
5
6
110
Relazione 2010 sulla cittadinanza dell'Unione – Eliminare gli ostacoli all'esercizio dei diritti dei cittadini dell'Unione, COM (2010) 603
definitivo del 27 ottobre 2010.
Decisione n. 37/2010/CE del Consiglio, del 27 novembre 2009, relativa all'Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la
cittadinanza attiva (2011) (GU L 17 del 22.1.2010, pagg. 43-49).
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
In seguito alla presente comunicazione ed entro la fine del 2012 verrà presentata al Parlamento europeo, al Consiglio,
al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una relazione di valutazione dei risultati
dell'Anno europeo.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
1.1 Definizione e dati
Ogni paese dispone di concetti, definizioni e tradizioni differenti in materia di volontariato. Il volontariato designa
tutte le forme di attività di volontariato, siano esse formali o informali. I volontari operano per libera volontà, in base
alle proprie scelte e motivazioni e non hanno finalità di lucro. Il volontariato è un percorso di solidarietà e un modo
per i singoli e le associazioni di identificare le necessità e le preoccupazioni di carattere umano, sociale o ambientale e
di darvi una risposta. Le attività di volontariato sono spesso realizzate a sostegno di un'organizzazione senza scopo di
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lucro o di un'iniziativa basata sulla comunità .
Uno studio lanciato dalla Commissione ha stimato che nel 2010 erano circa 100 milioni gli Europei impegnati in attività
di volontariato. Al di là di questo dato generale, la partecipazione delle persone ad attività di volontariato varia
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considerevolmente all'interno dell'UE .
In molti Stati membri dell'Unione europea gli adulti di età compresa tra i 30 e i 50 anni sono i più attivi nel
volontariato, sebbene il numero di giovani e di volontari più anziani sia in aumento in tutta l'UE.
Il volontariato riguarda numerosi settori, il più importante dei quali è lo sport, seguito dai settori dell'assistenza
sociale, del welfare e della salute. Tra gli altri settori figurano la giustizia, la cultura, l'istruzione, la gioventù, l'ambiente
e le iniziative per il clima, la protezione dei consumatori, gli aiuti umanitari, la politica di sviluppo e le pari opportunità.
Il volontariato ha inoltre una forte incidenza al di là delle frontiere nazionali. Il volontariato transfrontaliero presenta
grandi potenzialità per l'istruzione, l'occupazione e la cittadinanza. Può anche migliorare la comprensione reciproca e
contribuire allo sviluppo di un'identità europea più forte.
1.2 Sfide cui deve far fronte il volontariato
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Sulla base di uno studio di otto paesi industrializzati realizzato dalla Johns Hopkins University come pure
dell'esperienza acquisita finora con l'Anno europeo 2011, sono stati identificati i seguenti ostacoli potenziali al
volontariato, in particolare a livello transfrontaliero:
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·
mancanza di un quadro giuridico chiaro: quasi uno su cinque Stati membri non dispone di un quadro
giuridico chiaro e di norme precise per i volontari e il volontariato.
·
Mancanza di strategie nazionali destinate a promuovere le attività di volontariato: occorre elaborare
strategie nazionali in materia di volontariato relativamente ai seguenti aspetti: formazione, indennità
di ferie, sicurezza sociale, diritto alle indennità di disoccupazione per le attività di volontariato
transfrontaliero, alloggio e rimborso delle piccole spese.
·
Vincoli finanziari: pur essendo un'attività prestata gratuitamente, il volontariato non è privo di costi.
Le organizzazioni che si basano su attività di volontariato spesso devono far fronte ad una carenza di
finanziamenti sostenibili, con una concorrenza accanita per i fondi disponibili.
·
Divario tra offerta e domanda: la crescente tendenza a rendere più professionale il settore del
volontariato causa un certo squilibrio tra le necessità delle organizzazioni di volontariato e le
aspirazioni dei nuovi volontari. I volontari sono disponibili per progetti a breve termine, mentre le
organizzazioni hanno bisogno di personale impegnato a lungo termine.
·
Mancanza di riconoscimento: le competenze acquisite mediante attività di volontariato non sono
sempre sufficientemente riconosciute o valorizzate.
·
Ostacoli fiscali: gli Stati membri applicano un trattamento fiscale diverso ai redditi e alle indennità
dei volontari come pure al rimborso delle spese sostenute durante il servizio. I volontari possono
quindi incontrare ostacoli di natura fiscale quando svolgono attività transfrontaliere.
·
Dati insufficienti: la disponibilità di dati migliori e comparabili sul volontariato negli Stati membri può
contribuire a identificare le migliori pratiche e a migliorare il processo di elaborazione delle politiche.
Ibid.
"Volunteering in the European Union" (Il volontariato nell'Unione europea) (GHK 2010).
"Volunteering in the European Union" (Il volontariato nell'Unione europea) (GHK 2010).
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Nel 2006 gli Stati membri hanno compiuto alcuni progressi su questi aspetti impegnandosi a collaborare per superare
gli ostacoli che, direttamente o indirettamente, impediscono la mobilità dei cittadini dell'Unione europea a fini di
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apprendimento o di sviluppo professionale, come nel caso del volontariato . Resta ancora, tuttavia, molto da fare.
Occorre prestare un'attenzione particolare alla promozione di un ambiente favorevole alle attività di volontariato che
garantisca pari opportunità di accesso e partecipazione per tutti.
1.3 Il valore aggiunto del volontariato
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Il volontariato contribuisce alla strategia di crescita Europa 2020 , e segnatamente all'obiettivo UE di un tasso di
occupazione del 75% entro il 2020, in quanto aiuta le persone ad acquisire nuove competenze e ad adattarsi ai
cambiamenti del mercato del lavoro. Lo studio della Johns Hopkins University citato sopra ha rilevato che il settore del
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volontariato può contribuire fino al 5% del prodotto interno lordo . Questo contributo può risultare assai importante
nei periodi di difficoltà economica e di austerità. Anche la solidarietà si rafforza grazie al volontariato, in quanto le
persone imparano ad adattarsi ai cambiamenti tecnologici, alla globalizzazione e all'invecchiamento della popolazione.
Il volontariato contribuisce direttamente ad obiettivi chiave delle politiche dell'UE, quali l'inclusione sociale,
l'occupazione, l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e la cittadinanza. Le sue ricadute positive sono confermate da
nuovi indicatori che misurano la coesione sociale o la felicità, l'interconnessione, l'attivismo e il benessere dei
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volontari . Questo vale anche per il volontariato in settori ad alta intensità di conoscenza, come l'istruzione e la
ricerca, compresa la cooperazione internazionale.
L'impegno dell'Unione europea nelle questioni relative al volontariato comporta vantaggi concreti, che risultano
maggiormente evidenti per quanto riguarda la promozione del volontariato transfrontaliero e la mobilità dei volontari
nell'Unione europea. Più in generale, l'Unione europea può fungere da catalizzatore per l'elaborazione, nei prossimi
anni, di politiche in materia di volontariato, elaborazione che, conformemente al principio di sussidiarietà, dovrebbe
realizzarsi a livello di Stati membri alla luce della priorità nazionali e degli obiettivi strategici complessivi dell'Unione
europea per il decennio a venire.
Il capitolo che segue descrive le attuali iniziative della Commissione a sostegno del settore del volontariato e in che
modo essa intenda affrontare le questioni sollevate in futuro.
2. Politiche europee e volontariato
2.1 Opportunità di finanziamento dell'UE per il volontariato
Le istituzioni europee hanno da tempo riconosciuto l'importanza delle organizzazioni di volontariato nel permettere
alle persone di recare un contributo alla comunità e nel rendere possibile la partecipazione dei cittadini al più ampio
contesto europeo. Attualmente l'Unione europea offre possibilità di finanziamento a favore dei volontari e delle
attività di volontariato nel quadro dei seguenti programmi.
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Il servizio volontario europeo (SVE), nel quadro del programma "Gioventù in azione" , offre ai giovani di età compresa
tra i 18 e i 30 anni la possibilità di svolgere attività di volontariato al di fuori del loro paese di origine per un periodo
fino a 12 mesi. Oltre ad aiutare le comunità locali, il servizio volontario europeo permette ai volontari di acquisire
nuove competenze, di imparare le lingue e di scoprire altre culture.
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Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa alla mobilità transnazionale nella Comunità a
fini di istruzione e formazione professionale: Carta europea di qualità per la mobilità, doc. 2006/961/CE.
Comunicazione della Commissione, Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2010)2020
definitivo del 3 marzo 2010.
"Measuring Civil Society and Volunteering" (Misurare la società civile e il volontariato), Johns Hopkins University 2007.
Cfr. S. Hossenfelder, On the problem of measuring happiness (Il problema di misurare la felicità) (3 febbraio 2011), disponibile in SSRN:
http://ssrn.com/abstract=1754423, che fa riferimento anche alle ricerche della Commissione internazionale sulla misura delle
prestazioni economiche e del progresso sociale, istituita dal presidente francese nel 2008 e alla recente iniziativa del British Office for
National Statistics per misurare il benessere delle persone.
Decisione n. 1719/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 novembre 2006 (GU L 327 del 24.11.2006, pagg. 30-44).
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Il servizio volontario europeo ha permesso a Costica, un rumeno ipovedente di 27 anni, di trascorrere quattro mesi e
mezzo come volontario presso l'IRHOV, una scuola per bambini ipovedenti a Liegi, in Belgio. Costica ha organizzato
seminari di informatica, sport e cultura destinati ai bambini e, grazie a questa esperienza, ha potuto sviluppare le sue
competenze personali, sociali e professionali. Parallelamente, fungendo da modello per i bambini ipovedenti e da
ispirazione per i genitori e il personale scolastico, Costica ha fornito un sostegno importante alla comunità di
accoglienza. In questo modo, il volontariato nel quadro dell'SVE è un modo per essere attivi nella società e per
esprimere la solidarietà tra i giovani europei, migliorando nel contempo la propria occupabilità.
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Il programma dell'UE Europa per i cittadini sostiene un'ampia gamma di attività e di organizzazioni che promuovono
la cittadinanza europea, ad esempio attraverso progetti di gemellaggio tra città. Il programma dedica un'attenzione
particolare alla promozione del volontariato, che è infatti una delle priorità per il 2011.
La "Carta delle comunità rurali europee" (Charter of European Rural Communities – CERC), finanziata dal programma
"Europa per i cittadini", è una forma di cooperazione tra 27 piccole comunità rurali, una per ciascuno Stato membro
dell'UE. Le attività della Carta sono finalizzate a creare opportunità per "incontrarsi attorno al tavolo della cucina",
dando ai cittadini europei la possibilità di interagire personalmente a livello transfrontaliero, analizzando temi e
collaborando in ambiti quali la partecipazione alla democrazia locale e il ruolo dei giovani in tale contesto o il
benessere degli anziani. Le attività si fondano in larga misura sul contributo dei volontari che aiutano ad organizzare le
manifestazioni della Carta e a trovare un alloggio per gli ospiti invitati nella località di accoglienza.
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Il programma nel campo dell'apprendimento permanente comprende il programma Grundtvig, che promuove la
partecipazione dei cittadini europei a progetti di volontariato in un paese europeo diverso dal proprio, consentendo
loro di acquisire e condividere conoscenze ed esperienze oltre le frontiere.
Il museo di Manchester e il museo di belle arti di Budapest hanno elaborato un progetto Grundtvig di volontariato
senior, finalizzato all'inserimento di persone di 50 anni e oltre. Al centro del progetto vi era un programma di scambio,
con sei volontari di entrambi i musei che hanno partecipato a visite incrociate in ciascun museo e hanno potuto
svolgere attività di volontariato in un altro paese. Questo progetto ha creato una piattaforma per la condivisione delle
migliori pratiche tra musei dove lavorano volontari in vari paesi europei.
Oltre ai programmi che riguardano direttamente i volontari e le attività di volontariato, l'UE offre un'ampia gamma di
programmi di finanziamento accessibili ai volontari nei seguenti ambiti: distribuzione di generi alimentari, esclusione
sociale e discriminazione, parità tra uomini e donne, prevenzione in materia di droga, assistenza alle vittime della
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criminalità , sanità pubblica, protezione dei consumatori, ambiente e azione per il clima.
La Commissione si è impegnata a sensibilizzare i cittadini e le parti interessate dell'Unione europea sui vari programmi
di finanziamento che possono essere utilizzati dai volontari e per le attività di volontariato. Ciò garantirà che le
opportunità di finanziamento disponibili per il settore del volontariato siano sfruttate appieno.
2.2. La dimensione sociale del volontariato
2.2.1 Il volontariato come espressione della cittadinanza europea
Il volontariato è strettamente legato agli obiettivi politici generali della Commissione di rafforzare la cittadinanza
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dell'Unione e di porre i cittadini al centro del processo decisionale dell'UE . Le attività di volontariato possono
integrare i diritti dei cittadini e promuovere la loro partecipazione attiva alla società. Ciò vale soprattutto per il
volontariato transfrontaliero, che offre possibilità di apprendimento interculturale e di sviluppo di un'identità
europea.
Il volontariato è inoltre un fattore di innovazione sociale che può mobilitare la creatività delle persone per mettere a
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punto soluzioni e fare un uso migliore di risorse limitate .
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Decisione n. 1904/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 (GU L 378 del 27.12.2006, pagg. 32-40).
Decisione n. 1720/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 novembre 2006 (GU L 327 del 24.11.2006, pag. 45).
Oltre 20 000 volontari lavorano per organizzazioni di assistenza alle vittime in Europa (Rafforzare i diritti delle vittime nell'Unione
europea, COM (2011) 274 definitivo del 18.5.2011, pag. 5).
"Orientamenti politici per la prossima Commissione (2009-2014)" (2009).
"Empowering people, driving change: Social innovation in the European Union" (Rafforzare le capacità delle persone, incentivare il
cambiamento: l'innovazione sociale nell'Unione europea) (BEPA 2010). La Commissione europea, con il sostegno del settimo programma
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La Commissione continuerà a sostenere il settore del volontariato grazie ai suoi programmi di finanziamento e ai
programmi della politica di coesione dell'UE in vari ambiti strategici.
Garantirà inoltre il follow-up delle iniziative volte a promuovere il volontariato transfrontaliero nel contesto dell'anno
europeo dei cittadini 2013.
2.2.2 I volontari tengono unita la società
Il volontariato favorisce la coesione sociale e l'inclusione sociale, implica condivisione e aiuto agli altri e contribuisce
così a sviluppare la solidarietà. Le attività di volontariato aumentano la tolleranza delle persone nei confronti delle
categorie svantaggiate della società e contribuiscono a ridurre il razzismo e i pregiudizi.
Il volontariato è stato inoltre riconosciuto come uno strumento che offre ai cittadini anziani e alle persone con
disabilità nuove opportunità di apprendimento come pure la possibilità di apportare il proprio contributo nel plasmare
la società. Le attività di volontariato, nel contempo, possono migliorare la comprensione tra generazioni, dando ai
giovani e agli anziani la possibilità di lavorare insieme e di sostenersi reciprocamente.
A livello individuale, il volontariato può consentire ai cittadini di acquisire competenze sociali, svolgere un ruolo utile e
collegarsi o entrare nuovamente in contatto con la società. A livello della collettività, può essere uno strumento per il
rafforzamento del ruolo delle persone, in particolare per i gruppi svantaggiati della società.
Il volontariato ambientale svolge una funzione di primo piano ai fini della tutela e del miglioramento dell'ambiente per
le generazioni presenti e future, accrescendo al tempo stesso la sensibilizzazione riguardo alle problematiche
20
ambientali e la probabilità che vengano applicate pratiche ecocompatibili . Nel Regno Unito, ad esempio, il British
Trust for Conservation Volunteers (BTCV) lavora con più di 300 000 volontari ogni anno, mentre in Slovacchia le
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attività di volontariato ambientale rappresentano il 13,3% della quota complessiva del volontariato .
Per far conoscere meglio e affrontare il problema dei rifiuti marini nei nostri mari e nei nostri oceani, la Fondazione
internazionale Surfrider organizza ogni anno "Ocean Initiatives" la più grande manifestazione europea di ecocittadini,
con 40 000 volontari impegnati in oltre 1 000 attività di pulizia di spiagge, laghi, fiumi e fondali oceanici in Europa e nel
22
resto del mondo .
La Commissione può presentare proposte riguardanti in modo specifico il volontariato nella strategia dell'UE per
l'occupazione, nel contesto della sua lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e nell'ambito dell'iniziativa della
Commissione "Nuove competenze per nuovi lavori".
2.2.3 Istruzione e volontariato
Le attività di volontariato possono costituire attività strutturate di apprendimento (il cosiddetto apprendimento non
formale), a cui il volontario partecipa intenzionalmente, oppure di apprendimento non intenzionale e non strutturato
(il cosiddetto apprendimento informale). In entrambi i casi l'apprendimento dei volontari di solito non è certificato. È
quindi una priorità dell'azione dell'UE nel settore dell'istruzione e della formazione riconoscere il volontariato come
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una forma di apprendimento. Sulla base di principi comuni adottati dal Consiglio nel 2004 , il Centro europeo per lo
sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP) ha pubblicato "European guidelines on the validation of nonformal and informal learning" (Orientamenti europei per la convalida dell'apprendimento non formale e informale),
che offrono uno strumento per l'elaborazione di pratiche di certificazione che tengono conto anche del settore del
volontariato.
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quadro di ricerca, intende appoggiare la messa a punto di una "piattaforma sociale" per servizi sociali innovativi che si occuperà anche
del ruolo del volontariato nel settore dei servizi.
Volunteering and environment (Volontariato e ambiente):
http://community.cev.be/download/130/434/Fact_sheet_DG_ENV_environment.pdf
CSVnet – National Coordination Body of Voluntary Support Centres, 2009. "Brief compendium of the research: Volunteering across
Europe. Organisations, promotion, participation" (Breve compendio della ricerca: il volontariato attraverso l'Europa. Organizzazioni,
promozione, partecipazione) pag. 17.
Press kit Ocean Initiatives 2011: http://www.surfrider.eu/fileadmin/documents/io11/dp/20110228_DP-IO2011_EN.pdf
Conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relative ai principi comuni
europei concernenti l'individuazione e la convalida dell'apprendimento non formale e informale (maggio 2004).
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Con la mobilità a fini di apprendimento i cittadini esercitano il loro diritto alla libera circolazione all'interno dell'UE. Il
volontariato transfrontaliero è un esempio di questo tipo di mobilità per l'apprendimento.
La Commissione sta lavorando a una proposta di raccomandazione del Consiglio riguardante la convalida
dell'apprendimento non formale e informale, che tenga conto della dimensione del volontariato.
Sul piano pratico, le esperienze di lavoro volontario e le competenze acquisite con il volontariato possono figurare nei
24
documenti Europass e saranno inserite nel futuro "passaporto europeo delle competenze".
2.2.4 Giovani e volontariato
Il volontariato può favorire la partecipazione attiva dei giovani alla società. Se i giovani sono bene informati sul
volontariato e le loro esperienze in questo campo sono positive, saranno più propensi a continuare ad essere volontari
attivi per tutta la loro vita, spingendo altri giovani a seguire il loro esempio.
La Commissione ha scelto le attività di volontariato per i giovani come una delle priorità del processo di cooperazione
sulle politiche della gioventù avviato nel 2001, come pure nel quadro del metodo aperto di coordinamento sulla
gioventù che vi ha fatto seguito. Nell'ambito della nuova strategia dell'Unione europea per la gioventù, il volontariato
25
è stato riconosciuto come uno dei principali settori strategici che interessano i giovani europei .
La raccomandazione del Consiglio relativa alla mobilità dei giovani volontari mira a rafforzare la cooperazione tra gli
organizzatori di attività di volontariato negli Stati membri dell'UE. Essa invita le organizzazioni della società civile e le
autorità pubbliche a mettere a punto attività di volontariato e ad aprire tali attività ai giovani provenienti da altri paesi
26
dell'UE .
27
Il volontariato giovanile sostiene l'iniziativa faro "Youth on the Move" della strategia Europa 2020, che pone i giovani
al centro della visione dell'UE di un'economia basata sulla conoscenza, sull'innovazione, su livelli elevati di istruzione e
competenze, su mercati del lavoro inclusivi e su una partecipazione attiva alla società.
Nel 2012 gli Stati membri riferiranno alla Commissione in merito all'attuazione della strategia UE per la gioventù e
della raccomandazione relativa alla mobilità dei giovani volontari nell'Unione europea. Su tale base, la Commissione
presenterà proposte per un ulteriore sviluppo.
2.2.5 Sport e volontariato
L'articolo 165 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea invita l'UE a tener conto delle strutture fondate sul
volontariato al momento di promuovere profili europei dello sport.
Nel 2002 gli Stati membri hanno riconosciuto l'importante contributo delle attività di volontariato allo sport e il suo
valore economico nella "Dichiarazione di Aarhus sul lavoro volontario nello sport". Il volontariato era inoltre uno dei
temi chiave del Libro bianco della Commissione sullo sport del 2007, in cui si rilevava che le attività di volontariato nel
settore sportivo rafforzano la coesione e l'inclusione sociale, promuovono la democrazia locale e la cittadinanza e
28
offrono possibilità di istruzione non formale . Nel maggio 2011, nella sua risoluzione su un piano di lavoro dell'Unione
europea per lo sport, il Consiglio ha designato il volontariato nello sport come una delle priorità per la cooperazione a
livello dell'UE.
Il settore sportivo è in grado di mobilitare un maggior numero di volontari di qualsiasi altro settore. Nella maggior
parte degli Stati membri il movimento sportivo non esisterebbe senza il volontariato. Vi sono tuttavia notevoli
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differenze fra Stati membri, in alcuni dei quali il livello di volontariato nello sport è assai ridotto . Gli Stati membri con
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Decisione n. 2241/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad un quadro comunitario unico per la trasparenza delle
qualifiche e delle competenze (Europass) (GU L 390 del 31.12.2004, pagg. 6-20).
Una strategia dell'Unione europea per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità - Un metodo aperto di
coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù (COM (2009) 200 definitivo del 27.4.2009.
Raccomandazione del Consiglio relativa alla mobilità dei giovani volontari nell'Unione europea, 2008/C 319/03 del 13.12.2008.
Youth on the Move – Un'iniziativa per valorizzare il potenziale dei giovani ai fini di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
nell'Unione europea , COM (2010) 477 definitivo del 15.9.2010.
Libro bianco sullo sport, COM(2007) 391 definitivo dell'11.7.2007.
"Volunteering in the European Union" (Il volontariato nell'Unione europea) (GHK 2010), pag. 216.
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un livello elevato di volontariato nello sport tendono ad avere una forte cultura del volontariato e strutture adeguate,
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come pure il sostegno delle autorità pubbliche .
Nel quadro dell'azione preparatoria 2010 nel settore dello sport, la Commissione finanzia quattro progetti pilota su
volontariato e sport.
2.2.6 Il volontariato d'impresa come espressione della responsabilità sociale delle imprese
Sia il settore pubblico che quello privato possono svolgere un ruolo importante nel promuovere attività di volontariato
come espressione della loro responsabilità sociale. Investendo nel volontariato d'impresa, non fanno solamente del
bene a livello della comunità locale, ma migliorano nel contempo la loro immagine e la loro reputazione,
contribuiscono alla creazione di uno spirito di squadra, migliorano la gratificazione sul lavoro e aumentano la
produttività, mentre i dipendenti e i funzionari hanno la possibilità di sviluppare nuove competenze.
Nel 2011 la Commissione ha avviato iniziative volte a promuovere il volontariato tra il suo personale. Tra queste
figurano risorse web sull'Intranet destinate al personale, contenenti informazioni sulle possibilità di volontariato,
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buone pratiche e orientamenti concreti per il personale che desidera partecipare ad attività di volontariato .
2.2.7 Relazioni dell'UE con i paesi terzi e volontariato
2.2.7.1 Promuovere la mobilità dei volontari dei paesi terzi nell'UE
È opportuno riconoscere anche i vantaggi reciproci del volontariato che derivano dalla migrazione di volontari di paesi
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terzi verso l'UE. In tale contesto la direttiva 2004/114/CE del Consiglio stabilisce un quadro di riferimento per
condizioni minime comuni di ingresso e di soggiorno dei volontari provenienti da paesi terzi, che è indipendente dalla
situazione del mercato del lavoro nel paese ospitante. L'applicazione di queste disposizioni da parte degli Stati membri
è facoltativa.
Nel 2011 la Commissione pubblicherà una relazione sull'applicazione della direttiva 2004/114/CE del Consiglio e, se
del caso, potrà proporre modifiche.
2.2.7.2 Aiuto umanitario e volontariato
Il settore in cui, secondo i cittadini europei, i volontari svolgono il ruolo di maggiore importanza è quello della
solidarietà e dell'aiuto umanitario e la Commissione europea intende tenere conto delle opinioni dei suoi cittadini:
sulla base dell'articolo 214 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Commissione si appresta ad istituire
un corpo volontario europeo di aiuto umanitario inteso ad inquadrare contributi comuni dei volontari europei alle
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azioni di aiuto umanitario dell'Unione europea .
Questo nuovo organismo offrirà ai volontari dei vari Stati membri la possibilità di collaborare su un progetto comune
di aiuto umanitario dell'UE come manifestazione concreta della loro solidarietà verso le persone bisognose. Esso
dovrebbe inoltre contribuire a creare nuove opportunità di partecipazione per i cittadini europei, in particolare tra i
giovani. Il ricorso ai volontari europei è destinato anche a rafforzare le capacità locali, un ambito in cui il volontariato
può davvero cambiare la situazione. Il sostegno dei volontari alle attività di preparazione alle catastrofi e di ripristino
contribuirà in particolare a porre le basi per processi di sviluppo sostenibile legati alle operazioni condotte dall'UE
prima e dopo le crisi nel settore degli aiuti umanitari.
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"Volunteering in the European Union" (Il volontariato nell'Unione europea) (GHK 2010), pagg. 214-215, dove si fa riferimento anche al
reddito delle organizzazioni sportive.
Cfr. http://myintracomm.ec.europa.eu/serv/en/Volunteering. Va anche ricordato che il personale della Commissione organizza e
gestisce iniziative di beneficenza come lo Schuman Trophy, la campagna "Shoebox for the homeless", il Cancer Support Group, la
delegazione dell'UE di ATD Quart Monde o l'associazione GIVE EUR-HOPE, creata di recente.
Direttiva 2004/114/CE del Consiglio, del 13 dicembre 2004, relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di paesi terzi per motivi di
studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato (GU L 375 del 23.12.2004, pag. 12).
Il volontariato quale espressione della solidarietà dei cittadini dell'Unione europea: prime osservazioni su un corpo volontario europeo di
aiuto umanitario, COM (2010) 683 definitivo del 23.11.2010.
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Nel 2011 la Commissione finanzia progetti pilota finalizzati a selezionare, formare e mobilitare i primi volontari del
corpo volontario europeo di aiuto umanitario. I risultati di questa fase pilota e l'esito degli studi, delle consultazioni e
della valutazione dell'impatto, sulla base di anni di esperienza delle organizzazioni nazionali e internazionali,
permetteranno alla Commissione di adottare una proposta di regolamento che istituisce il corpo volontario europeo
di aiuto umanitario nel 2012.
2.2.7.3 Politiche di sviluppo e volontariato
I volontari possono svolgere un ruolo significativo nella cooperazione allo sviluppo, sia individualmente che nel quadro
di attività svolte da organizzazioni della società civile. In linea generale, il volontariato migliora l'efficacia delle
iniziative condotte da tali organizzazioni e ne conferma il carattere non lucrativo.
La Commissione non sostiene direttamente i singoli volontari, ma lo fa indirettamente utilizzando gli strumenti
giuridici e finanziari dell'UE per sostenere progetti che operano a favore delle organizzazioni della società civile. Questi
gruppi contribuiscono sempre di più all'elaborazione delle politiche di sviluppo in tutti i paesi in via di sviluppo,
soprattutto grazie alla condivisione di maggiori responsabilità per quanto riguarda la riduzione della povertà. Sebbene
la Commissione si affidi in larga misura alle organizzazioni della società civile per l'attuazione della politica generale di
sviluppo dell'UE, spetta in definitiva a tali organizzazioni decidere se ricorrere ai servizi dei volontari o ad operatori
professionali retribuiti, sia in Europa che in tutto il mondo.
3. Conclusioni: il percorso futuro
Il volontariato fa parte del nostro tessuto sociale e sostiene i valori fondamentali dell'inclusione e della cittadinanza. È
per questo che la Commissione europea sottolinea l'importanza del volontariato in occasione dell'Anno europeo del
volontariato 2011. La Commissione collabora con tutte le parti interessate per garantire che l'Anno europeo lasci
un'eredità duratura e significativa.
Le seguenti conclusioni saranno integrate e ulteriormente elaborate nel corso dell'Anno europeo:
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·
il volontariato è un importante generatore di capitale umano e sociale, uno strumento di
integrazione ed occupazione e un fattore chiave per migliorare la coesione sociale. È una
manifestazione fortemente visibile della cittadinanza europea, in quanto i volontari
contribuiscono a plasmare la società e ad aiutare le persone bisognose.
·
Il suo potenziale può essere ulteriormente sviluppato nell'ambito della strategia Europa 2020
per la crescita. I volontari costituiscono una risorsa importante della nostra economia e della
società, ma non vanno considerati come un'alternativa a una forza lavoro regolare.
·
Promuovendo il volontariato transfrontaliero in collaborazione con gli Stati membri e grazie ai
programmi di finanziamento UE, l'Unione europea contribuisce alla mobilità e
all'apprendimento interculturale dei suoi cittadini e rafforza la loro identità europea.
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Raccomandazioni strategiche agli Stati membri
La Commissione, conformemente al principio di sussidiarietà, non intende promuovere un modello unico di
volontariato né armonizzare le culture del volontariato a livello locale e regionale. Raccomanda tuttavia agli Stati
membri di utilizzare meglio il potenziale del volontariato nei seguenti modi:
·
nei paesi privi di un quadro per il volontariato e con una scarsa tradizione o cultura in materia
di volontariato, la definizione di quadri normativi potrebbe fornire incentivi a sostegno dello
sviluppo del volontariato.
·
La ricerca e la raccolta di dati sul volontariato dovrebbero essere incoraggiate a livello
nazionale. In tale contesto si raccomanda il ricorso al Manuale sulla misurazione del
volontariato dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e al manuale sulla misurazione
del lavoro di volontariato e al manuale sulle organizzazioni senza scopo di lucro delle Nazioni
Unite.
·
È fondamentale riconoscere come esperienze di apprendimento non formale le competenze e
le capacità acquisite con il volontariato per motivare i volontari e creare un collegamento tra
volontariato e istruzione.
·
Gli Stati membri devono eliminare gli ostacoli ancora presenti che impediscono, direttamente
o indirettamente, le attività di volontariato in generale e soprattutto quelle transfrontaliere.
·
Gli Stati membri sono invitati ad avviare programmi nazionali di volontariato per il
volontariato transfrontaliero intesi a contribuire allo sviluppo del volontariato nell'Unione
europea.
Azioni concrete volte a riconoscere e promuovere il volontariato a livello UE
L'UE è impegnata a garantire un follow-up a lungo termine dell'Anno europeo del volontariato 2011 e a proseguire il
dialogo con le parti interessate nei vari settori strategici legati al volontariato.
·
La Commissione proporrà l'istituzione di un corpo volontario europeo di aiuto umanitario nel
2012.
·
I programmi di finanziamento dell'UE nei diversi settori strategici saranno maggiormente
indirizzati ai volontari e promuoveranno ulteriormente il volontariato transfrontaliero.
·
La Commissione permetterà ai cittadini dell'UE e alle parti interessate di acquisire più
facilmente informazioni sui vari programmi di finanziamento che possono essere utilizzati dai
volontari e per le attività di volontariato.
·
La Commissione intende considerare più approfonditamente le possibilità per rafforzare il
collegamento tra volontariato e salute/welfare, in particolare per quanto riguarda
l'invecchiamento della società.
·
La Commissione presenterà proposte per un ulteriore sviluppo sulla base delle relazioni degli
Stati membri sull'attuazione della raccomandazione relativa alla mobilità dei giovani volontari
nel 2012.
·
La Commissione può presentare proposte riguardanti in modo specifico il volontariato nella
strategia dell'UE per l'occupazione, nel contesto della sua lotta contro la povertà e
l'esclusione sociale e nell'ambito dell'iniziativa della Commissione "Nuove competenze per
nuovi lavori".
·
La Commissione sta elaborando una proposta di raccomandazione del Consiglio relativa alla
convalida dell'apprendimento informale e non formale, che comprenda anche il
riconoscimento delle competenze acquisite con le attività di volontariato.
·
Con il futuro "Passaporto europeo delle competenze" le singole persone potranno conservare
un riscontro delle capacità e delle competenze acquisite con il volontariato.
119
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
·
120
La Commissione introdurrà adeguatamente la dimensione del volontariato nel prossimo Anno
europeo dei cittadini, previsto per il 2013, promuovendo soprattutto il volontariato
transfrontaliero.
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
7.2
Dichiarazione del Presidente del Gruppo III
del Comitato Economico e Sociale Europeo del 30 settembre 2011
* Traduzione non ufficiale a cura di SPES, Centro di Servizi per il Volontariato del Lazio
Conferenza 'Un’Europa di Cittadini attivi: fare volontariato”
Iniziativa realizzata in collaborazione con la Cancelleria del Presidente della Polonia, il Ministero
polacco per il Lavoro e le Politiche Sociali e la Rappresentanza della Commissione Europea in Polonia
Varsavia, 30 settembre 2011
Il volontariato costituisce un elemento fondamentale della cittadinanza attiva, che contribuisce alla coesione sociale e
alla solidarietà, fornisce notevoli benefici economici alla società e mette le persone in grado di realizzare il loro
potenziale. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) è stata la prima istituzione a proporre un Anno europeo
del Volontariato. La realizzazione di questo obiettivo nel 2011 ha fornito l’opportunità di aumentare la consapevolezza
sul valore aggiunto del settore del volontariato e ha contribuito a rendere le organizzazioni di volontariato dei soggetti
più efficienti a livello locale, nazionale ed europeo. L’Anno europeo del Volontariato ha anche contribuito
direttamente al riconoscimento del ruolo del volontariato come risorsa per la risoluzione dei problemi e l’aumento
della fiducia nella società. In questo contesto e basandosi sia sul lavoro del CESE fino ad oggi e sulle discussioni di
Varsavia del 30 settembre 2011, si raccomanda quanto segue:
Per assicurare un contesto efficiente e sostenibile per il volontariato
-
Creare una Carta europea per il Volontariato, che stabilisca i principi base per i diritti e le responsabilità
dei volontari e delle loro organizzazioni. Tale Carta aiuterebbe anche a guidare i miglioramenti al
contesto legislativo per le attività di volontariato.
-
Introdurre una legislazione nazionale negli Stati membri che incoraggi attivamente il volontariato,
protegga i volontari e rimuova gli ostacoli legali alle loro attività. L’eccesso di regolamentazione, tuttavia,
dovrebbe venire evitato e le organizzazioni di volontariato dovrebbero venire direttamente coinvolte
nella formulazione della legislazione.
-
Mettere in piedi un’infrastruttura per il volontariato efficiente e ben strutturata negli Stati membri
dell’UE. Sostenere inoltre le strutture delle organizzazioni di volontariato e i centri per il volontariato a
fornire informazioni, formazione, e coordinamento delle attività tra i volontari e le organizzazioni.
-
Assicurare finanziamenti accessibili e sostenibili ai volontari e alle organizzazioni di volontariato e
assisterle nell’adattarsi al nuovo contesto di finanziamento che è sempre più basato su procedure di
appalti pubblici. L’UE è anche chiamata ad aumentare il sostegno finanziario al volontariato nei
programmi a finanziamento UE e nei Fondi Strutturali.
-
Intraprendere passi per garantire un volontariato di qualità sollecitando i più alti standard di qualità nelle
organizzazioni, mantenendo al contempo il carattere volontario del settore.
121
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Aumentare la consapevolezza del contributo economico del settore del volontariato
-
Disseminare diffusamente le informazioni sull’impatto economico del volontariato. Come primo passo, è
necessario implementare il Progetto europeo di Misurazione del Volontariato (EVMP) che intende
armonizzare la metodologia per la raccolta dati sul volontariato.
-
Evidenziare la necessità di raccogliere dati nazionali oltre al PIL, per esempio dati sugli ‘indicatori sociali’
come misura di benessere sociale.
-
Investire nella formazione dei volontari e nell’aumentare la consapevolezza sul settore del volontariato
come strumento per un lavoro dignitoso e per la non discriminazione.
-
Promuovere attivamente le abilità e le competenze acquisite attraverso il volontariato, riconoscendo
l’educazione non formale e l’apprendimento informale a livello nazionale ed europeo. A questo scopo, il
futuro ‘Passaporto europeo delle competenze’ dovrebbe tenere in considerazione i bisogni e le
aspirazioni del settore del volontariato.
-
Riconoscere che sebbene il settore del volontariato apporti un importante contributo alla fornitura di
servizi sociali, questi servizi dovrebbero in tutti casi essere complementari a quelli degli enti locali e/o
nazionali
Conservare lo slancio per il futuro
122
-
Passi dovrebbero venire intrapresi per conservare lo slancio dell’Anno europeo del Volontariato oltre il
2011 e per mantenere il settore del volontariato nell’agenda politica nazionale ed europea.
-
In questo contesto, le recenti Conclusioni del Consiglio sul ruolo del volontariato nelle politiche sociali e
la Comunicazione della Commissione europea sulle politiche dell’UE e il volontariato sono molto ben
accette.
-
È tuttavia cruciale che la Commissione europea adotti anche un Libro Bianco sul volontariato e cominci il
processo consultivo. Questo Libro Bianco si potrebbe considerare il lascito dell’Anno europeo del
Volontariato.
-
Il coordinamento del settore del volontariato, lo scambio di buone pratiche e la
creazione/consolidamento di piattaforme con la partecipazione di tutti le rilevanti parti interessate
(datori di lavoro, sindacati, altri corpi di settore, autorità nazionali e l’UE) si dovrebbe mantenere dopo il
2011.
-
Inoltre, si dovrebbe proseguire l’impegno attivo alla promozione del volontariato tra i giovani e gli
anziani, con la consapevolezza della necessità di speciali strutture di supporto per coinvolgere questi
ultimi.
-
Si dovrebbe aumentare il supporto al volontariato d’impresa nel futuro, e gli Stati membri introdurre
iniziative (per esempio agevolazioni fiscali) e incoraggiare partenariati con il settore del volontariato.
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
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7.3
Conclusioni del Consiglio dell’Unione europea del 3 ottobre 2011
* Traduzione non ufficiale a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche SocialiDirezione Generale Terzo
Settore e Formazioni Sociali
Il ruolo delle attività di volontariato nella politica sociale
Il Consiglio dell’Unione Europea, considerando che:
1.
Con il dovuto riguardo per la situazione specifica di ciascuno Stato Membro e di tutte le forme di
volontariato, il termine "attività di volontariato" si riferisce a tutti i tipi di attività volontarie, siano esse formali, nonformali o informali, intraprese per libera volontà, scelta e motivazione individuali e senza interesse di lucro. Esse sono
a beneficio del singolo volontario, delle comunità e della società nel suo complesso. Sono anche uno strumento per i
singoli e le associazioni per affrontare bisogni e preoccupazioni umane, sociali, intergenerazionali o ambientali, e
spesso sono realizzate a sostegno di organizzazioni no profit o di iniziative su base comunitaria;
2.
Le attività di volontariato devono essere distinte chiaramente dal lavoro remunerato e non dovrebbero in
34
alcun modo sostituirsi ad esso . Esse non dovrebbero perpetuare disparità di genere nel lavoro remunerato e non
possono incoraggiare una riduzione dell’orario di lavoro del dipendente o un suo ritiro dal mercato del lavoro;
3.
Le attività di volontariato non possono sostituirsi alla responsabilità generale dello stato di garantire e fornire
diritti economici, sociali e culturali;
4.
Per assicurare lo stato di diritto e il pieno rispetto dell’integrità individuale, le attività di volontariato devono
essere soggette alla legislazione esistente e al pieno rispetto dei diritti e delle libertà universali e fondamentali;
5.
Le attività di volontariato sono trasversali, multidimensionali ed hanno un significato potenziale per molte
aree di policy, in particolare: occupazione e politica sociale, pari opportunità, assistenza sociale, istruzione e gioventù,
politica culturale, politica regionale, ricerca e sviluppo, sport e salute, tutela ambientale, interessi dei consumatori,
protezione civile, aiuti umanitari e politica per lo sviluppo inclusa la dimensione esterna;
6.
Il volontariato può creare opportunità di apprendimento; impegnarsi in attività di volontariato fornisce ai
cittadini nuove capacità, rafforza il loro senso di appartenenza alla società e può essere un catalizzatore di
cambiamento sociale;
34
Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 16 Maggio 2007,
concernente la realizzazione degli obiettivi comuni per le attività di volontariato dei giovani, OJ C 241, 20.9.2008, p. 1.
123
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
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7.
Le attività di volontariato possono contribuire alla crescita e al rafforzamento del capitale sociale attraverso
lo sviluppo di una rete sociale basata sulla fiducia e sulla cooperazione e incoraggiando attitudini comportamentali
basate sull’impegno per il bene comune;
8.
Le attività di volontariato possono contribuire allo sviluppo della cittadinanza attiva, della democrazia, della
coesione sociale e con ciò all’implementazione dei valori e principi di base dell’Unione Europea, ossia: la solidarietà, lo
sviluppo sostenibile, la dignità umana, l’uguaglianza e la sussidiarietà, così da promuovere l’identità europea;
9.
Il volontariato, come espressione di cittadinanza attiva, si realizza in tutte le aree della vita sociale
contribuendo, ad esempio, alla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, al miglioramento delle condizioni dei
gruppi vulnerabili, al rafforzamento dell’integrazione sociale e al supporto dell’invecchiamento attivo e dignitoso, alla
solidarietà tra generazioni, come pure alla crescita economica;
10.
La promozione delle attività di volontariato è anche un obiettivo generale dell’Anno Europeo delle Attività di
35
Volontariato che Promuovono la Cittadinanza Attiva (2011) ed è ambito d’azione prioritario nel quadro rinnovato di
36
cooperazione europea in materia di gioventù 2010-2018 . La Raccomandazione del Consiglio sulla Mobilità dei
37
Giovani Volontari attraverso l’UE supporta la mobilità dei giovani volontari ;
11.
La promozione delle attività di volontariato può avere un ruolo nell’attuazione delle iniziative dell’Anno
38
Europeo per l’Invecchiamento Attivo e la Solidarietà tra Generazioni (2012) , ed è in linea con gli obiettivi dell’Anno
39
Europeo di Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale (2010) costituendo al tempo stesso un elemento unificatore di
queste due azioni e di consolidamento dei relativi risultati;
12.
Il volontariato può contribuire al conseguimento degli obiettivi della Strategia “Europa 2020”, attraverso il
supporto all’inclusione sociale e all’apprendimento, nonché attraverso attività che accrescono l’occupabilità;
13.
Esistono barriere che limitano le attività di volontariato ed il pieno uso del loro potenziale, che comprendono:
- Condizioni ineguali di supporto allo sviluppo delle attività di volontariato a livello locale, regionale e
nazionale, tra cui diritti e responsabilità dei volontari e delle loro organizzazioni;
- La sottovalutazione del volontariato,
- La mancanza di informazioni accessibili sulle attività di volontariato, il loro valore, le loro possibilità e
l’importanza per gli individui e la società;
35
Decisione del Consiglio del 27 novembre 2009 sull’Anno Europeo delle Attività di Volontariato che promuovono una cittadinanza attiva
(2011) (2010/37EC).
36
Decisione del Consiglio del 27 novembre 2009 su un quadro rinnovato di cooperazione europea in materia di gioventù (2010-2018) (OJ
C311, 19/12/09).
37
Raccomandazione del Consiglio sulla Mobilità dei Giovani Volontari attraverso l’UE del 20 Novembre 2008 (2008/C 319/03).
38
COM(2010) 462 finale.
39
Decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 Ottobre 2008 sull’Anno Europeo di Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale
(2010) (1098/2008/EC).
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Il Consiglio sottolinea l’importanza delle attività di volontariato:
14.
Per il rafforzamento della società civile, l’attivazione dei cittadini (inclusi quanti provengono da gruppi
vulnerabili), la coesione sociale, la solidarietà tra le generazioni, il dialogo interculturale, il miglioramento delle
competenze sociali, delle qualifiche professionali e competenze chiave, la promozione del miglioramento individuale,
la rimozione di disuguaglianze di genere e la riduzione delle barriere sociali, dell’intolleranza e di tutte le forme di
discriminazione;
15.
Per l’integrazione tra le nazioni europee, la condivisione dei valori europei oltre le frontiere UE e la
promozione dell’identità europea;
16.
Per accrescere le competenze e supportare percorsi di carriera per i giovani, che possano migliorarne le
opportunità nel mercato del lavoro, tra l’altro, migliorando le loro competenze sociali. Ugualmente, a tale proposito,
le attività di volontariato non possono sostituire il valore di una formale educazione o esperienza di lavoro;
17.
Per acquisire competenze, conseguire inclusione sociale, migliorare le capacità e il benessere delle persone
anziane e trarre beneficio dalle loro conoscenze, abilità ed esperienza;
18.
Per accrescere le competenze e migliorare le capacità dei gruppi vulnerabili che potrebbero anche essere
coinvolti nel volontariato e con ciò beneficiare di una maggiore inclusione sociale;
19.
Come fattore di sviluppo dello sport e dell’attività fisica al livello più vicino ai cittadini;
Il Consiglio, pertanto, invita gli Stati Membri e la Commissione Europea ad adottare le seguenti azioni nel quadro delle
loro competenze e in conformità con il principio di sussidiarietà, data la loro struttura istituzionale:
20.
Prendere in considerazione le presenti conclusioni ai fini dell’implementazione degli obiettivi della Strategia
Europa 2020 e delle sue iniziative bandiera;
21.
Promuovere la cooperazione per lo sviluppo delle attività di volontariato all’interno dell’Unione Europea e nei
Paesi della Politica Europea di Vicinato. Ciò può essere ottenuto attraverso programmi di scambio di volontari tra l’UE
e i Paesi della Politica Europea di Vicinato, come pure attraverso il supporto alle organizzazioni di volontariato;
22.
Favorire la collaborazione, la realizzazione di progetti comuni e lo scambio di esperienze e buone pratiche tra
i diversi livelli di potere, anche a livello europeo, tra gli attori dei settori sociale, economico, culturale, dell’istruzione e
40
dei giovani ;
23.
Sostenere lo sviluppo delle organizzazioni della società civile (come promotori chiave delle attività di
40
Dalle Conclusioni del Consiglio sul ruolo della cultura nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale (15448/10).
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volontariato) a livello locale, nazionale ed europeo e la loro cooperazione a livello europeo, avere un dialogo continuo
con la società civile e promuovere la formazione di volontari e di organizzazioni che impegnano volontari;
24.
Considerare di incoraggiare la produzione, pubblicazione e condivisione di strumenti / metodologie e risultati
di ricerche concernenti le attività di volontariato e la cittadinanza attiva, unitamente a dati statistici che includono
studi sull’impatto delle attività di volontariato sulla condizione socio-economica degli Stati Membri ed il benessere
sociale, prendendo in considerazione la dimensione di genere;
25.
Promuovere il ruolo del volontariato come forma di apprendimento non formale e informale, che
contribuisce ad ottenere nuove abilità e competenze e una migliore occupabilità ad ogni età e in ogni gruppo sociale;
26.
Promuovere la visibilità e il riconoscimento delle competenze acquisite attraverso attività di volontariato,
grazie a strumenti quali Europass e, in particolare, il futuro passaporto per le competenze e Youthpass;
27.
Sostenere iniziative di volontariato di breve termine che le persone potrebbero trovare più conciliabili con il
lavoro remunerato e la vita familiare ed incoraggiare soluzioni che promuovono la transizione dal volontariato
occasionale alle attività di volontariato di più lungo periodo;
28.
Mobilitare il potenziale delle persone che fanno esperienza di esclusione, i quali possono essere cittadini
attivi attraverso attività di volontariato che accrescono il loro senso di efficacia e cambiano l’immagine stereotipata
nella società che li riduce a percettori di sussidi;
29.
Promuovere il volontariato virtuale come forma innovativa di volontariato, che è un aspetto positivo
dell’attività virtuale degli internauti;
30.
Promuovere condizioni favorevoli allo sviluppo di attività di volontariato utilizzando strumenti che si rivelino
necessari, incluse le strategie per la promozione e lo sviluppo delle attività di volontariato;
31.
Incoraggiare il sostengo, da parte di compagnie e operatori del settore privato, di iniziative di promozione e di
41
intensificazione del volontariato nel contesto del volontariato d’impresa ;
32.
Adoperarsi per assicurare che lo sviluppo delle attività di volontariato diventi parte dei programmi futuri
dell’UE in materia di politica sociale, istruzione, giovani, cittadinanza, cultura e sport, senza pregiudizio per i negoziati
del Quadro Finanziario Pluriennale;
33.
41
Assicurare che ogni azione sviluppata a livello dell’UE riguardante la mobilità dei volontari sia in linea con la
Risoluzione del Parlamento Europeo del 22 Aprile 2008 sul ruolo del volontariato nel contribuito alla coesione economica e sociale
(2007/2149(INI) (2009/C 259 E/02).
126
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
42
Carta Europea di Qualità per la Mobilità ;
Il Consiglio invita la Commissione Europea a:
34.
Considerare, se del caso, lo sviluppo delle attività di volontariato in programmi realizzati nell’ambito della
Politica Europea di Coesione;
35.
Esplorare le possibilità che consentirebbero alle attività di volontariato di contribuire a progetti sovvenzionati
con fondi UE e sviluppare meccanismi per consentire un’adeguata valutazione delle attività di volontariato;
36.
Considerare la possibilità di approfondire un discorso sul ruolo delle attività di volontariato quale elemento
importante di sviluppo ulteriore del volontariato nell’Unione Europea;
37.
Analizzare il sistema di indicatori esistenti relativi alle attività di volontariato ed al loro ruolo nelle rilevanti
politiche dell’UE, tenendo conto della dimensione di genere, e prendere in considerazione, se del caso, la ricerca di
strumenti statistici, quale ad esempio il Manuale ILO sulla Misurazione del Lavoro Volontario, al fine di garantire dati
confrontabili e indicare aree del volontariato, presenti o nuove, che richiedono una più stretta collaborazione
nell’ambito dell’UE;
38.
Disseminare, laddove opportuno, i risultati del dialogo con le piattaforme della società civile che sono
rilevanti per la promozione delle attività di volontariato;
39.
Garantire che sia preservata la sussidiarietà nella definizione, data dagli Stati Membri, della portata delle
attività di volontariato, in particolare nel campo della protezione civile.
42
Raccomandazione (EC) N. 2006/961 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 Dicembre 2006 relativa alla mobilità transnazionale
nella Comunità a fini di istruzione e formazione professionale: Carta Europea di Qualità per la Mobilità [Gazzetta Ufficiale L 394 del 30.12.2006].
127
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7.4
Manifesto del Volontariato per l’Europa
CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato
Rappresentanza in Italia della Commissione Europea
Manifesto del volontariato per l’Europa
Volontari, cittadini europei
Le proposte e le richieste che avanziamo assumono come elementi costitutivi:
l’Articolo 118, ultimo comma, della Costituzione italiana;
i contenuti della Carta dei Valori del Volontariato;
la Risoluzione del Parlamento Europeo sul contributo del volontariato alla coesione economica e sociale del 22
aprile 2008.
In particolare sottolineiamo come il volontariato sia, in Italia come in Europa, un elemento fondante per lo
sviluppo della società civile e per il consolidamento della vita democratica.
Il volontariato si basa sulla cultura della gratuità e del dono e può aiutare tutti a scoprire una nuova cultura - quella
della solidarietà, dello sviluppo sostenibile, della non violenza, del rispetto dell’altro
e della cittadinanza responsabile.
In relazione alle sfide poste dal nuovo profilo demografico della società europea, il volontariato, attraverso
le sue pratiche quotidiane e i progetti per l’invecchiamento attivo e i rapporti fra le generazioni, apre importanti
prospettive e costituisce una significativa modalità di coinvolgimento della popolazione, rendendola protagonista
del proprio tempo, per il benessere individuale e la promozione del bene comune.
Con la sua azione, basata sul principio della solidarietà, il volontariato apporta un contributo essenziale per
la creazione e per l’accrescimento del capitale sociale, per la valorizzazione delle relazioni interpersonali e per
l’affermazione della persona, superando i limiti di una visione economicistica dello sviluppo. È riduttivo misurare il
contributo dei volontari solo in termini di valore economico. Seppur grande, 5% del PIL secondo le stime ufficiali,
esso non dà conto dell’apporto qualitativo, di innovazione e sperimentazione sociale che l’azione volontaria
produce, nonché della sua capacità di intervenire all’insorgere delle emergenze sociali ridimensionandone
l’impatto.
Inoltre è necessario sottolineare il ruolo insostituibile del volontariato nella promozione della coesione
sociale, obiettivo fra più rilevanti della Carta di Lisbona, che si esprime attraverso la promozione del rapporto fra le
generazioni, il sostegno agli strati emarginati della popolazione, l’impegno per realizzare percorsi di integrazione e
di comprensione reciproca in un’epoca di grandi flussi migratori.
Attraverso i punti indicati di seguito, il volontariato italiano indica le proprie richieste per valorizzare
e sostenere l’impegno del volontariato a beneficio della coesione sociale e dello sviluppo equo e sostenibile della
comunità europea dei cittadini, chiedendo l’impegno dei deputati del Parlamento europeo a costruire il quadro
comune europeo perseguendo gli obiettivi così definiti.
Queste richieste e proposte si inseriscono nel quadro generale dell’impegno delle organizzazioni
di volontariato a livello locale e nazionale, dal quale cresce la nostra tensione positiva per la costruzione
di un’Europa dei cittadini, basata su regole condivise e inclusive, rispettosa delle esigenze di crescita
e di partecipazione di ogni individuo.
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Le richieste di impegno al Parlamento Europeo
-
-
Adozione della Carta europea del volontariato
che comprenda le definizioni di:
azione volontaria: libera, gratuita, a beneficio della comunità e del bene comune;
organizzazione di volontariato: la sua natura e ruolo, le sue regole democratiche;
organizzazione europea di volontariato: lo status, i requisiti minimi e la natura delle reti europee;
volontariato come espressione del più generale fenomeno della cittadinanza attiva;
e che istituisca:
l’osservatorio europeo del volontariato presso la Commissione Europea con la partecipazione dei
rappresentanti delle reti europee del volontariato: con le funzioni di monitoraggio, di promozione
dell’innovazione e del lavoro di rete, per rappresentare le istanze del volontariato alle istituzioni
europee e con l’obiettivo di promuovere comportamenti coerenti ed omogenei da parte delle Direzioni
Generali che a vario titolo si occupano di volontariato.
(Risoluzione PE, punti 13, 2, 7)
Definizione di un quadro istituzionale stabile e vincolante per la partecipazione del volontariato a
tutti i livelli decisionali – europeo, nazionale, regionale e locale - che preveda:
esplicito riconoscimento del ruolo del volontariato nella democrazia partecipativa;
l’obbligo della consultazione del volontariato nelle politiche sociali, sanitarie, culturali, ambientali, della
cittadinanza attiva e dello sviluppo sostenibile;
meccanismi controllabili di partenariato nel rispetto del principio della sussidiarietà orizzontale e nel
rispetto della specificità del volontariato;
sostegno alle forme di rappresentanza del volontariato;
sostegno alla formazione dei decisori pubblici e del volontariato;
momenti di verifica paritetici.
(Risoluzione PE, punti 1, 23, 5, 13)
-
Programma di sviluppo della infrastruttura per il volontariato che includa:
una prospettiva di lungo periodo, articolata a livello europeo, nazionale e locale;
quadro legislativo favorevole, chiaro e armonico;
obbligo di verifica per le nuove normative dell’impatto sull’operato del volontariato;
sostenibilità dei centri di servizio per il volontariato;
politiche per la valorizzazione e la promozione del volontariato;
finanziamenti e possibilità di accesso ai fondi per attività di base a livello europeo, nazionale e locale.
(Risoluzione PE, punti 18, 21, 4)
Agevolazioni gestionali e fiscali per le organizzazioni di volontariato e per i volontari, tra cui:
finanziamenti pluriennali per attività di base con monitoraggio basato sugli indicatori di qualità e di impatto;
copertura delle spese di assicurazione e di formazione dei volontari;
esenzione dall’obbligo dell’IVA su acquisti e servizi necessari per lo svolgimento delle attività di
volontariato;
- meccanismi di democrazia fiscale duraturi con procedure certe per l’assegnazione di una quota
parte delle tasse annuali dei singoli e delle imprese alle organizzazioni di volontariato;
- esenzione dalle tasse statali su servizi e compensi necessari per lo svolgimento delle attività del volontariato;
- riconoscimento e valorizzazione quantitativa univoca e garantita delle ore dell’impegno volontario
-
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-
-
-
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come co-finanziamento nelle attività co-finanziate dalle istituzioni pubbliche;
introduzione di un’eccezione specifica alla Direttiva Bolkenstein, che definisca un canale separato
nell’affidamento dei servizi pubblici per le organizzazioni di volontariato.
(Risoluzione PE, punti 3, 15, 17, 8, 11)
Misure per garantire l’accessibilità del volontariato a tutti, affinché:
la possibilità di accesso a tutte le forme di sostegno, sia per le organizzazioni di volontariato che per i singoli
cittadini, sia sancita come diritto universale;
gruppi di cittadini a rischio di esclusione e organizzazioni di volontariato territorialmente e culturalmente
potenzialmente emarginate possano avvalersi dei servizi e del sostegno quadro legislativo favorevole,
chiaro e armonico;
i datori di lavoro perseguano la conciliazione dei tempi del lavoro retribuito con l’impegno di volontariato in
quanto diritto universale di cittadinanza;
il volontariato sia considerato esplicitamente in materia di visti e permessi per lo svolgimento delle attività di
volontariato in Europa e per i cittadini europei;
l’informazione sulle attività di volontariato e la promozione della pratica di volontariato sia inserito e
adeguatamente perseguito nei media.
(Risoluzione PE, punti 11, 24, 26, 25)
Riconoscimento del valore formativo del volontariato per:
includere il volontariato e le pratiche di cittadinanza attiva nei percorsi formativi dal livello elementare,
all’universitario, al professionale;
riconoscere l’apprendimento non formale e informale nell’ambito del volontariato come parte costituente
dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita;
definire il quadro unico europeo di certificazione e di valorizzazione delle competenze acquisite nel volontariato
definire le competenze trasversali di cittadinanza nell’ambito del Quadro Europeo delle Qualificazioni (EQF);
rendere trasparenti le esperienze e le competenze per migliorare la mobilità dei cittadini nell’Unione Europea.
(Risoluzione PE, punti 16, 12)
Sostegno al lavoro di rete, lo scambio delle buone prassi e gli scambi dei volontari:
nella garanzia delle pari opportunità e per tutte le età;
prevedendo meccanismi e finanziamenti adeguati per agevolare la partecipazione che riesca a superare i
vincoli linguistici, culturali e sociali;
riconoscendo il ruolo dei centri di servizio per il volontariato come organismi di promozione e supporto, per
garantire la possibilità di accesso alla progettazione e agli scambi europei a tutte le organizzazioni di
volontariato.
(Risoluzione PE, punti 20, 21, 22, 9)
-
-
130
Sostegno alla ricerca, la rilevazione statistica e la valutazione:
con finanziamenti specifici, in un’ottica europea;
valorizzando il potenziale della rilevazione e dell’analisi delle organizzazioni di volontariato impegnate a
livello delle comunità locali.
(Risoluzione PE, punti 6, 14)
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Il volontariato italiano chiede l’impegno dei Parlamentari Europei italiani a
-
-
-
-
perseguire nell’attività parlamentare gli obiettivi di risultato della legislatura come declinati nel Manifesto
del volontariato italiano per l’Europa;
aderire ed essere attivi nelle attività dell’Intergruppo sul Volontariato del Parlamento Europeo;
adoperarsi affinché il Governo e il Parlamento Italiano e le istituzioni pubbliche italiane ed europee
perseguano attivamente le politiche a sostegno del volontariato, al quale si riconosce un ruolo di primaria
importanza per la realizzazione dell’inclusione sociale e la promozione del bene comune e dello sviluppo
umano;
operare affinché il Parlamento Europeo intervenga sui Governi che ancora non lo hanno fatto, perché
ratifichino la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta degli esseri umani, piaga che miete tante
vittime e si intreccia strettamente ad altri gravi problemi come commercio clandestino di sostanze
stupefacenti, d’armi, di lavoratori, fenomeni portati avanti da gruppi criminali transnazionali che ne fanno
commercio e fonte dei loro guadagni;
adottare strategie per armonizzare le leggi degli stati membri volte a garantire la tutela dei diritti delle fasce
svantaggiate della popolazione in conformità con la Convenzione dell’Aja del 1993 sulla protezione dei
minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale, e con la Convenzione europea per la
salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;
confrontarsi periodicamente con il volontariato per valutare congiuntamente la realizzazione degli obiettivi
individuati.
Per il 2011 Anno Europeo del Volontariato il volontariato italiano chiede agli Europarlamentari di farsi paladini e
promotori
-
di un adeguato sostegno finanziario e istituzionale a livello europeo, nazionale e locale;
della necessità di co-gestione e autogestione della preparazione e delle attività dell’Anno da parte del
volontariato;
per realizzare nell’arco dell’Anno obiettivi concreti e misurabili a sostegno e per la promozione del
volontariato.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Aderiscono
Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore
Co.N.Vol. - Conferenza Permanente dei Presidenti delle Associazioni e Federazioni di Volontariato
ACISJF - Associazione Cattolica Internazionale al Servizio della Giovane - Protezione della Giovane - Federazione
Nazionale
ADA - Associazione per i Diritti degli Anziani
Ai.Bi. - Associazione Amici dei Bambini
AICAT - Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
ANCeSCAO
ANOLF - Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere
ANPAS - Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze
ANTEAS - Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la Solidarietà
ARCI
Arciragazzi
AUSER - RisorsAnziani
AVIS - Associazione Nazionale Volontari Italiani del Sangue
CESIAV
Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia
CSEN
Federazione AVULSS - Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali dei Servizi Socio-sanitari
Federazione Nazionale Legambiente Volontariato
Federazione Nazionale Società San Vincenzo De Paoli
FENALC
FIDAS
FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
FITeL
FOCSIV - Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario
GVV - Gruppi di Volontariato Vincenziano AIC Italia
Legambiente
MODAVI - Movimento Delle Associazioni di Volontariato Italiano
Mo.V.I. - Movimento di Volontariato Italiano
SEAC - Coordinamento Enti e Associazioni di Volontariato Penitenziario
Seniores Italia
TAI - Telefono Amico Italia
CNV - Centro Nazionale per il Volontariato
Il Manifesto è stato formalmente adottato nel documento finale dell’Assemblea Italiana del Volontariato il 5 dicembre
2009
Per informarsi e aderire al Manifesto: www.destinazioneeuropa.eu
132
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
7.5
Il volontariato nei Paesi presenti alla
Conferenza Internazionale di Gorizia
7.5.1 Il volontariato nei Paesi membri dell’Unione europea
I dati della presente sintesi sono stati ricavati dalla ricerca estesa all’intero territorio europeo “Il volontariato in
Europa – Organizzazioni, promozione, partecipazione”, coordinata da SPES – Centro di Servizio per il Volontariato del
43
Lazio .
Austria
Quadro legale di riferimento
L’Austria non ha una legge che definisca in particolare il terzo settore. Ha però norme che si possono applicare ai
volontari per quel che riguarda i corpi volontari dei vigili del fuoco e delle organizzazioni che si occupano di offrire
soccorso in caso di disastro, previste a livello statale.
Dato che non esiste una legge specifica sul volontariato, le organizzazioni che impiegano volontari devono applicare le
leggi generali. A livello federale ci sono leggi organizzative che definiscono il quadro legale delle diverse forme
organizzative del terzo settore come l’ Atto Generale della Sicurezza Sociale (Allgemeines Sozialversicherungsgesetz,
ASVG). La nuova Legge sulle Associazioni (Vereinsgesetz) del 2002 si prefigge l’obiettivo di rafforzare la società civile e
di creare delle migliori condizioni per quanto riguarda il quadro di riferimento delle associazioni. Questa legge ha
ridotto le difficoltà amministrative grazie alla raggruppamento dei compiti regolativi alle autorità amministrative a
livello regionale e alle direzioni della polizia di Stato
Aspetti economici
Nel 2001 volontari complessivamente hanno ottenuto un valore di produzione di circa 6 miliardi di euro in Austria.
In questo paese circa la metà delle risorse finanziarie sono fornite dal settore pubblico. Un ulteriore 37% deriva dai
servizi e il 13% dei fondi sono ottenuti dalle donazioni. Gli enti pubblici in Austria sono i principali finanziatori nel
campo dei servizi sociali, ed anche per l’educazione e la ricerca (60-70%).
Le donazioni in beneficenza sono la terza risorsa economica in ordine di importanza per il settore non profit, dopo il
settore pubblico e la fornitura di servizi.
Circa l’80% di tutti coloro che risiedono in Austria contribuisce almeno una volta l’anno ad un fondo. Non ci sono
statistiche ufficiali sull’ammontare delle donazioni, ma secondo le stime, nell’anno 2006, la popolazione austriaca ha
donato 410 milioni di euro .
Organizzazioni
43
http://www.spes.lazio.it/volontariatoeuropa/default.asp#testo
133
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Anche se l’Austria ha una lunga tradizione nel settore non profit, l’espressione Organizzazione non profit (ONP) ancora
non esiste nella legge austriaca. L’espressione ONP non è definita in maniera esplicita neanche nella società, né nella
ricerca né all’interno delle ONP stesse.
Le associazioni, le fondazioni private, le fondazioni pubbliche e le cooperative rimangono le forme più tipiche di ONP.
Se soddisfano l’ideale di interesse generale, possono essere definite ONP. Inoltre, devono soddisfare il criterio di
essere organizzate, private, di non distribuire i profitti tra i loro membri, di essere gestite in maniera diretta e
volontaria.
Nel 2007 si contavano 109.346 ONP, di cui108.459 erano associazioni.
Settori di attività: servizi sociali (23,6%), cultura (15,9%), sport (15,4%), servizi religiosi (14,2%), legge, tutela dei diritti
e politica (10,2%), soccorso nei disastri e aiuto nelle emergenze (8,9%), protezione dell’ambiente, della natura e gli
animali (5,7%), educazione (5,3%).
Volontari
Ci sono circa 2,5 milioni di persone che operano come volontari, il che significa che circa una persona ogni tre in
Austria è impegnata in questo settore. Il lavoro informale viene svolto in prevalenza dalle donne piuttosto che dagli
uomini. Le persone tra i 40-59 anni sono molto impregnate nel volontariato, seguite da vicino dalle persone tra i 20-24
quelle tra i 30-39 anni. Il minor numero di volontari si riscontra nella fascia d’età degli ultrasettantenni.
La maggior parte si impegna in aiuto al vicinato, nei servizi sociali, la cultura e il tempo libero, i servizi religiosi, lo
sport, l’educazione, la politica, il soccorso d’emergenza.
Questioni che riguardano il problema assicurativo sono ancora irrisolte: l’assicurazione contro gli infortuni al
momento esiste solo per le “organizzazioni in blu” e I servizi sociali
Centri dei volontari / Centri di servizio al volontariato
Al momento, l’Austria ha dieci Freiwilligenzentren (centri di servizio per il volontariato) a livello regionale, che insieme
formano la Piattaforma dei Centri di Volontariato dell’Austria (IG Freiwilligenzentren Österreich) a livello nazionale.
Inoltre, l’Austria ha 21 piccoli centri di volontariato a livello locale chiamati GEMA – Gemeinsam Aktiv Drehscheibe
(“Andiamo – piattaforma attivi insieme”) che non sono organizzati ad alcun livello superiore.
Il punto di partenza per la maggior parte dei Centri di volontariato austriaci è stato il concetto di Bürgerbüros für Jung
und Alt ( Centri dei cittadini per gli anziani e per i giovani) creati nel 1997 dal Ministero della Sicurezza Sociale e della
tutela dei consumatori austriaco.
134
Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Bulgaria
Quadro legale di riferimento
La legge sulle entità giuridiche senza fini di lucro (2001) definisce le organizzazioni che operano nel terzo settore,
come associazioni e fondazioni che potrebbero autodefinirsi come organizzazioni di pubblica utilità (o privata). Il
quadro giuridico esistente attualmente include alcune leggi che definiscono o regolano parzialmente attività di
volontariato. Per esempio, sotto la Legge sulla Gestione delle Crisi (2005) le organizzazioni di volontariato possono
essere costituite in caso di crisi, con volontari di età superiore ai 18 anni. La legge regola anche lo status giuridico dei
volontari, per esempio, se i volontari sono impiegati, mentre partecipano ad attività di volontariato, sono considerati
in congedo non pagato dal lavoro. Contrariamente allo status giuridico dei volontari definito dalla Legge sulla Gestione
delle Crisi, in realtà, i volontari sono trattati come dipendenti dello Stato e non come puri volontari, perché qualsiasi
reddito o contributo in natura ricevuto è soggetto a tassazione.
Aspetti economici
Esenzioni fiscali: la legge per le persone giuridiche senza fini di lucro (2001) regola la registrazione e la gestione di
organizzazioni senza fini di lucro in Bulgaria ed è stata poi seguita da modifiche alla Legge sulla Tassa da Redditi
d’Impresa (2006) e la Legge sulle Imposte per le Persone Fisiche (2007), introducendo esenzioni fiscali per le
organizzazioni senza fini di lucro e le donazioni erogate a tali organizzazioni.
Detrazioni fiscali: tutti i contribuenti possono dedurre dal loro reddito imponibile le donazioni fatte a organizzazioni di
pubblica utilità sociale (per gli individui fino al 5% e per le aziende fino al 10%), inoltre, le donazioni di beni importati a
destinatari di queste organizzazioni sono ormai esenti da IVA.
Nel 2000, il valore aggiunto dell'attività di organizzazioni senza fini di lucro in Bulgaria è stato 31,8 milioni leva (16,2
milioni di Euro) che costituivano il 0,12% del PIL del paese. Tuttavia, se le sale della comunità e le organizzazioni
sportive sono escluse dal gruppo di ONG, il valore aggiunto è 23,1 milioni leva e la quota delle organizzazioni senza fini
di lucro al PIL del paese scende al 0,087%.
Organizzazioni
Il profilo delle organizzazioni senza fini di lucro in Bulgaria è il seguente: sindacati, 45%; persone giuridiche senza fini di
lucro, 29%; Fondazioni, 15%; centri comunitari, 11%, etc.
La loro distribuzione per settore è la seguente: Educazione e ricerca, 50%; servizi sociali, 45%; arti e cultura, 32%;
Filantropia e lavoro con i volontari, 24%; Sanità, 23%; tutela dell'ambiente, 22%; Legislazione, consulenza, politica,
22%; cooperazione internazionale, 19%; organizzazioni imprenditoriali e professionali, 11%; Religione, 3%.
La maggior parte delle organizzazioni di volontariato, circa il 95%, in Bulgaria, sono senza scopo di lucro e operano
nell’ambito della pubblica utilità (ad esempio, ONG, fondazioni, centri giovanili). Solo il 5% sono organizzazioni del
settore pubblico (ad esempio, le sale della comunità, strutture comunali, ecc.)
Volontari
Ai volontari sono rimborsate le spese sostenute nel corso del loro servizio volontario e hanno anche il diritto di
compensazione in caso di lesioni. Per quanto riguarda la protezione sociale, solo entro la Legge sulla Gestione delle
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Crisi i volontari sono assicurati contro tutti i rischi sociali: se un volontario muore durante l'esecuzione del servizio
volontario, il suo coniuge, figli o genitori hanno diritto al risarcimento. Non ci sono regole in materia di rimborso delle
spese per singoli volontari, comunque. Pertanto, le organizzazioni di volontariato scelgono se e come compensare i
contributi dei volontari, che di solito comprende le spese di base, come i trasporti, diarie, forniture per ufficio, ecc
Nel 2002 soltanto circa il 6% dei cittadini bulgari partecipa ad attività di volontariato.
I settori più popolari per il coinvolgimento dei volontari sono l'istruzione, 55%; la cura per i bambini bisognosi, 47%; la
beneficienza, 44%; lo sviluppo del settore civile, 31%; la tutela dell'ambiente, 29%; i diritti umani, 29%; la cultura, 25%.
Centri per i volontari / Centri di servizio per il volontariato
In Bulgaria non esiste un ente pubblico competente per il volontariato, dal punto di vista normativo e istituzionale.
Comunque, ci sono alcune organizzazioni che forniscono servizi per i volontari e il sostegno allo sviluppo del
volontariato.
I Centri Giovanili offrono molte opportunità di volontariato per il coinvolgimento dei giovani nella comunità e spesso
hanno un Centro per i Volontari creato appositamente all'interno della loro struttura. Tali Centri regionali e locali per i
volontari sono responsabili del collocamento dei volontari, della loro formazione, della verifica del loro trascorso e
dello sviluppo delle loro capacità.
L’Alleanza Nazionale per l’Azione Volontaria (NAVA) è un’organizzazione no profit ben sviluppata che funge da
mediatore tra le organizzazioni di volontariato e le persone che vogliono fare volontariato. Poiché offre servizi di
intermediazione ai suoi membri regionali, NAVA è una delle reti dedicata esclusivamente al coordinamento delle
attività delle organizzazioni di volontariato in Bulgaria, compreso il reclutamento di volontari, la formazione dei
volontari e organizzazioni di volontariato, attività di ricerca, etc.
Francia
Quadro legale di riferimento
Il 1 luglio 1901 la Legge sulle Associazioni ha costituito uno dei meccanismi regolatori fondamentali per il terzo settore
francese, stabilendo che un'organizzazione deve possedere uno statuto legale e che deve essere formata da persone
che scelgono liberamente di farne parte e di non trarre alcun vantaggio personale dalla loro partecipazione. Deve
inoltre trattarsi di un'organizzazione di pubblica utilità.
Esistono diverse tipologie di organizzazioni codificate dalla Legge: associazioni non registrate, associazioni registrate,
associazioni riconosciute come aventi pubblica utilità, associazioni accreditate da autorità pubbliche. Tra le
organizzazioni, sono incluse anche cooperative e mutue.
Aspetti economici
Secondo una ricerca svolta nel 1995 da Johns Hopkins, il settore non profit in Francia rappresenta il 3,7% del PIL
nazionale (Prodotto interno lordo); il tasso di occupazione nel non profit, includendo i volontari, è pari al 9,6% della
forza lavoro totale (il 4,6% è rappresentato esclusivamente dal lavoro volontario).
Le risorse del reddito non profit si suddividono in: finanziamenti pubblici (57,8%), iniziative di singoli membri (34,6%),
filantropia (7,6%).
Secondo quanto stabilito dal Codice Civile francese, le organizzazioni di pubblico beneficio hanno il diritto di ricevere
donazioni e di godere di benefici fiscali, come ad esempio l’esenzione IVA.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Organizzazioni
Nel 2002, in Francia erano presenti 880.000 organizzazioni, che fornivano lavoro a circa 1.650.000 persone.
Settori di attività: cultura e attività ricreative (41,6%), servizi sociali (20,07%), istruzione e ricerca (15,7%), sanità
(2,4%).
Volontari
Secondo quanto riscontrato da uno studio del 2002, i volontari costituivano circa il 18% della popolazione (circa
11.000.000 cittadini). La maggior parte di essi svolge attività di volontariato nei seguenti settori: servizi sociali; cultura
e attività ricreative; istruzione e ricerca; servizi allo sviluppo e all'assistenza domiciliare; ambiente; sanità; associazioni
e unioni professionali.
Secondo le interviste condotte nell’ambito della ricerca, il 10% dei volontari ha un’età inferiore ai 29 anni, il 25% ha
un’età compresa tra i 30 e i 45 anni, mentre il 20% ha un’età compresa tra i 46 e i 65 anni.
Centri per i volontari / Centri di servizio per il volontariato
La Legge sulle Associazioni del 1901 ha conferito un nuovo status ad alcune organizzazioni, denominate Point d’appui
(letteralmente Punto di appoggio), ossia entità con il diritto e l’obbligo di aiutare, sostenere e assistere altre
organizzazioni fornendo loro assistenza, consulenza e servizi concreti. Oggi esistono numerosi diversi Points d’appui in
Francia, con diverse competenze territoriali e specializzazioni. Hanno fatto parte di una rete nazionale fino a quando,
nel 2000, a causa di mancanza di finanziamenti statali, questa è venuta meno.
Esistono altre reti e centri nazionali che forniscono servizi alle organizzazioni, come ad esempio l’assunzione,
l'informazione e la guida di volontari attivi all'interno delle stesse organizzazioni (France Benevolat); la creazione di
contatti tra professionisti che vogliono offrire le loro competenze alle associazioni a titolo gratuito (Passerelles et
Competences); la promozione della cittadinanza attiva, la creazione di reti che mettono in relazione organizzazioni e
progetti (Fédération des centres sociaux et socioculturels de France – FCSF); la promozione di volontariato attraverso
la ricerca (Institute for Research and Information on Volunteering - IRIV); l'aiuto e il sostegno di organizzazioni piccole
e medio-piccole (French federation of Benevolat Associations - FFBA); la fornitura di informazioni e formazione
(Centre d’Information et de Communication Social – CICOS); la promozione di forum per la cittadinanza attiva (FONDA
e FONDA Rhone Alpes).
Italia
Quadro legale di riferimento
La Legge Quadro sul Volontariato 266/1991 riconosce il valore sociale e la funzione del volontariato come espressione
di partecipazione, solidarietà e pluralismo. Fornisce un quadro definitivo delle attività e organizzazioni volontarie e
delle relazioni tra le organizzazioni di volontariato e le autorità pubbliche.
La Legge definisce come attività volontarie quelle offerte personalmente, spontaneamente e gratuitamente,
attraverso un’organizzazione di cui il volontario è membro, a scopo non profit direttamente o indirettamente,
esclusivamente per ragioni di solidarietà.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Esistono tre tipologie di organizzazioni del terzo settore: organizzazioni volontarie e di volontariato, organizzazioni di
promozione sociale, cooperative sociali, fondazioni di diritto civile, fondazioni di origine bancaria e organizzazioni non
governative per la cooperazione allo sviluppo.
Aspetti economici
Il reddito totale delle organizzazioni volontarie è pari a 1630 milioni di euro. Tale somma si divide equamente tra
finanziamenti pubblici (accordi con autorità pubbliche) e fondi privati (donazioni, offerte, eredità, contributi da parte
dei singoli membri).
Esenzione fiscale: alcune organizzazioni volontarie sono esenti dal pagamento di determinate imposte statali per le
organizzazioni volontarie registrate; per persone e società esistono detrazioni fiscali per liberalità; nel 1998 un decreto
ha definito i benefici fiscali per le organizzazioni non profit di utilità sociale: organizzazioni volontarie registrate sono
incluse tra i beneficiari.
Imposta sul reddito delle persone fisiche: nel 2006 un provvedimento statale ha permesso ai cittadini di indicare
un’organizzazione volontaria alla quale si desidera attribuire il cinque per mille delle tasse annuali sul reddito.
Organizzazioni
Al 2003, il numero di organizzazioni volontarie era di 21.021: Il 51,3% di esse è riconosciuto, mentre il 47% delle
organizzazioni non è riconosciuto.
Le attività svolte dalle organizzazioni volontarie rientrano principalmente nel settore assistenziale, seguito dai settori
sanità, cultura e attività ricreative, protezione civile, istruzione e ricerca, ambiente, tutela dei diritti e sport.
Volontari
Oltre 1 milione di volontari sono attivi nelle organizzazioni italiane (2006, FIVOL): 54,4% uomini e 45,6% donne.
Secondo i dati del 2003, le risorse umane del terzo settore equivalgono a 868.000 persone, tra le quali 826.000
volontari, 12.000 impiegati, 13.000 collaboratori, 7.000 religiosi e 9.000 volontari del servizio civile. La maggior parte
di essi svolge attività di volontariato nei seguenti settori: servizi sociali (31%); sanità (28,5%); cultura e attività
ricreative (13,5%); protezione civile (10,2%); ambiente (4,3%).
I volontari ricoprono tutte le fasce d’età. Ad ogni modo, è leggermente superiore il numero di volontari di età
compresa tra i 30 e i 54 anni (41,1%). I volontari di età inferiore ai 29 anni sono il 22,1%; il 23,3% ha un’età tra 55 e 64
anni, mentre il 13,5% ha oltre 64 anni.
Centri per i volontari / Centri di servizio per il volontariato
I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) sono previsti dalla Legge 266/91 e dal Decreto Ministeriale dell’8 ottobre
1997.
Sono al servizio delle organizzazioni volontarie e, al tempo stesso, gestite da esse, in linea con il principio
dell'autonomia del volontariato che la Legge 266 intende affermare. Secondo quanto previsto dalla Legge, sono
finanziati da fondazioni bancarie.
Il loro scopo è quello di promuovere e sostenere il volontariato attraverso le seguenti attività: promozione,
consulenza, formazione, informazione, documentazione e ricerca, assistenza ai progetti.
I CSV hanno sede in tutte le regioni italiane, tranne che nella Provincia Autonoma di Bolzano. Su 78 CSV, 66 sono attivi
a livello provinciale, 8 a livello regionale e 4 a livello interprovinciale o sub-provinciale. Se si contano le sedi locali, si
arriva ad un totale di 414 centri che forniscono sostegno alle organizzazioni volontarie. Nel 2007 tutti i CSV hanno
ricevuto 108 milioni di euro e hanno erogato servizi a 25.000 organizzazioni di volontariato.
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
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CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, è stato ufficialmente fondato l’11 gennaio
2003 allo scopo di raccogliere, dare continuità e rafforzare l’esperienza dell’Associazione Nazionale dei Centri di
Servizio, costituita nel 1999. Oggi unifica e rappresenta 75 CSV.
Romania
Quadro legale di riferimento
La legge principale che regola l’esistenza del settore no profit è l’Ordinanza Governativa del 26/2000, modificata nel
2005. Questa ordinanza ha preso il posto della Legge sulle Associazioni e Fondazioni del 1924 che è esistita durante
tutto il regime comunista, anche se pochissime organizzazioni esistevano e operavano davvero durante il comunismo.
La Legge del 2000 getta le basi per quello che viene chiamato oggi il settore no profit, regolando le condizioni per
registrare un’associazione, fondazione o federazione, i principi di base dell’organizzazione e il funzionamento di tali
entità e le procedure per la registrazione legale.
Ci sono molte altre leggi o disposizioni di particolari ministeri che toccano questioni riguardanti l’esistenza e il
funzionamento delle organizzazioni no profit, anche se il loro scopo principale è diverso.
Aspetti economici
Sono disponibili pochi dati esaustivi sul settore no profit in generale e le organizzazioni di volontariato in particolare.
Una delle ricerche più esaurienti è il John Hopkins Comparative Nonprofit Sector Project. La parte della ricerca relativa
alla Romania risale al 1995 e i risultati principali sono i seguenti: il numero delle organizzazioni registrate non era
disponibile e i dati sulle spese operative degli enti no profit ammontavano a 90,3 milioni di dollari USA, il che
rappresentava lo 0,3% del PIL romeno. In termini di occupazione il settore no profit romeno impiegava circa 37.000
persone, equivalenti al 1% del totale degli impiegati statali e all’1,2% dell’occupazione nel settore dei servizi. Analisi
successive, svolte su dati del 2002 messi a disposizione dal Ministero delle Finanze e dalla Fondazione per lo Sviluppo
della Società Civile nel 2004, mostrano 17.373 enti no profit attivi su 38.826 enti no profit registrati, con spese
operative di 492 dollari USA che rappresentano o 0,8% del PIL della Romania.
I dati del 2002 messi a disposizione dal Ministero delle Finanze e dalla Fondazione per lo Sviluppo della Società Civile
nel 2004 indicano che il supporto finanziario deriva da donazioni per il 22,2% (non sono disponibili informazioni
specifiche se la fonte di tali donazioni sia interna o internazionale), dalle attività che generano reddito (15,7%), quote
di iscrizione (15%), supporto estero (10,8%), finanziamento pubblico interno (4,1%), sponsorizzazioni (6,8%) e il 15%
da altre fonti.
Agevolazioni fiscali. Ci sono delle disposizioni specifiche nel Codice Tributario che regolano la tassa sul reddito o i
requisiti contabili per gli enti no profit. La tassa di certe organizzazioni no profit che svolgono tipologie di attività
specifiche è esente dalla tassa sul reddito delle imprese, mentre le rendite commerciali non correlate è soggetta a
tassazione in certe circostanze. Alcune vendite di beni o servizi sono soggette all’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA),
con una gamma abbastanza vasta di attività esenti. Ci sono disposizioni per quel che riguarda la legge sulla tassa sul
reddito e la legge sulle tasse alle imprese che offrono benefici ai donatori.
Organizzazioni
I dati forniti dalla Fondazione per lo Sviluppo della Società Civile per l’incontro del 2008 del Consiglio per la Consulta
delle Associazioni e Fondazioni mostra un numero totale di 53.418 enti no profit registrati come associazioni (36.593),
fondazioni (16.154), e federazioni (671).
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Italia - Europa Centrale e Sud Orientale: istituzioni e volontariato a confronto
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Volontari
Ci sono due definizioni della parola “volontario”: 1. una persona che si impegna in azioni di volontariato per il pubblico
beneficio senza guadagno economico. Il volontario non è necessariamente un membro di un’associazione e può
svolgere l’attività di volontariato nell’ambito di un’organizzazione registrata (volontariato formale) o in proprio
(volontariato spontaneo); 2. un membro di un’associazione che aderisce ai valori e agli statuti dell’associazione e che
paga una quota d’iscrizione.
Alcune organizzazioni usano la prima e seconda definizione del termine volontario in maniera intercambiabile,
generando talvolta confusione.
Centri per i volontari / Centri di servizio per il volontariato
Riguardo ai centri di supporto al volontariato, in Romania il primo centro di supporto al volontariato locale è stato
istituito nel 2007 come sezione di Pro Vobis. Nel 2002 Pro Vobis cessò le sue attività di servizio sociale e si dedicò
esclusivamente alla promozione e allo sviluppo del volontariato in Romania, diventando il Centro Nazionale per il
Volontariato.
Pro Vobis opera su 4 linee di azione principali: la promozione del concetto e della pratica del volontariato in Romania;
lo sviluppo dell’infrastruttura del volontariato in Romania: la professionalizzazione dei processi di gestione del
volontariato; lo sviluppo di progetti pilota innovativi nel volontariato. Pro Vobis – Centro Nazionale di Risorse per il
Volontariato opera da vicino con la Rete Nazionale dei Centri per il Volontariato e altre organizzazioni attive a livello
nazionale, regionale e locale.
Slovenia
Quadro legale di riferimento
Il 3 febbraio 2011 è stata approvata la Legge sul Volontariato in Slovenia (No. 003-02-2/2011-17).
La legge contiene i principi di base del volontariato, le circostanze in cui il volontariato è organizzato, i diritti e gli
obblighi dei volontari e delle organizzazioni di volontariato e il ruolo dello Stato, comunità locali, e organizzazioni di
volontariato e non-profit impegnate nel volontariato, nel monitoraggio e nella promozione e nello sviluppo del
volontariato organizzato.
La legge definisce anche il volontariato come un'attività socialmente utile fatta da individui liberi, che con il loro
lavoro, conoscenza ed esperienza contribuiscono a migliorare la qualità della vita degli individui e dei gruppi sociali e a
sviluppare una società egualitaria.
L’importanza del volontariato è ribadita dal paragrafo che sottolinea come il volontariato rafforza la solidarietà tra i
popoli, favorisce lo sviluppo di capacità umane e formazione permanente, garantendo la coesione sociale e la
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cooperazione nella soluzione dei problemi dei singoli e della società .
Aspetti economici
Imposta speciale sul reddito individuale: compensi e rimborsi spese non sono soggette ad imposta in caso di persone
che per libera volontà personale o su invito partecipa ad attività che coinvolgono volontari, amatoriali, attività di
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Aggiornamento, luglio 2011
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ricerca umanitarie, attività di ricerca svolte da persone disabili, ad attività d’istruzione, sanitarie, culturali, e attività di
ricerca sportive e nelle attività delle società e delle loro associazioni, a condizione che l'importo annuo della
retribuzione non superi i 625 euro e che retribuzioni e rimborsi che si verificano durante la prestazione di servizi non
superino l'importo stabilito dal regolamento governativo.
IVA: in determinate circostanze, le organizzazioni (soggetti passivi), per lo più gestite da volontari, che non sono
direttamente o indirettamente i beneficiari delle attività dell'organizzazione, sono esentati dalla tassazione IVA per le
cessioni di beni e servizi.
Risorse finanziarie: il 28,7% di tutte le entrate delle ONG è proveniente da comuni, sottoscrizioni per il 18,9%, risorse
donate alle ONG da parte dei cittadini per il 9,2%.
Quota dei ricavi delle ONG sul PIL: da un rapporto di ricerca del 2006 emerge che il totale delle entrate di tutti i tipi di
ONG rappresentate l’1,91% del PIL pari a 496.578.200 euro.
Organizzazioni
Le organizzazioni di volontariato sono entità giuridiche che esercitano attività non profit (definite come tali dalla
legge) e altre organizzazioni con lo status di organizzazione umanitaria che raccolgono e formano i volontari per
attività di volontariato a favore delle proprie organizzazioni o per il beneficio di altri organizzazioni.
Il 93,3% delle organizzazioni non governative in Slovenia sono società.
Altri tipi di organizzazioni non governative (organizzazioni di disabili, organizzazioni ecclesiastiche, istituti, fondazioni,
cooperative), rappresentano solo il 6,8% delle organizzazioni non governative in Slovenia. L’88% delle organizzazioni
non governative coinvolgono i volontari nelle loro attività, soprattutto le organizzazioni della Chiesa (96,1%) e le
società (89,2%).
La quota più significativa delle organizzazioni non governative in Slovenia è rappresentata principalmente da
organizzazioni registrate per le attività sportive e ricreative (27,6%), cultura e arte (17,7%), servizi di protezione
antincendio (8,7%), sviluppo del turismo (7,9%) e associazioni d’interessi di gruppi sociali (7,2%). Una percentuale
molto bassa di organizzazioni non governative si registra nel settore dei servizi legali e di consulenza (0,03%),
abitazione (0,42%), alleanza internazionale (0,81%), servizi religiosi (0,83%), occupazione e formazione (0,84%).
Volontari
L’88% delle organizzazioni non governative coinvolgono i volontari nelle loro attività, soprattutto le organizzazioni
della Chiesa (96,1%) e le società (89,2%).
In media, i volontari svolgono 149 ore di lavoro volontario al mese, che ammonta all’84% del lavoro svolto da una
persona pienamente occupata in un mese. Da una ricerca del 2006 emerge che i volontari delle ONG slovene avevano
effettuato 1.239,756 mila ore di lavoro volontario nel 2004, che equivale al lavoro svolto da 7.125 lavoratori a tempo
pieno. Posta in termini economici, questa quantità di lavoro volontario ammonta a 4.339.146 euro, considerando il
valore minimo di un'ora di lavoro di 3,5 euro.
Le principali aree di attività sono: istruzione, ricerca, assistenza sanitaria, assistenza sociale, cultura e arte, sport e
tempo libero, protezione ambientale, protezione degli animali e della vegetazione, alloggio, sviluppo turistico,
occupazione e formazione, servizi antincendio, servizi legali e di consulenza, commerciali, professionali e di altro tipo
di associazione, associazione d'interesse di gruppi sociali, alleanza e cooperazione internazionali, servizi religiosi.
Centri per i volontari / Centri di servizio per il volontariato
Non esistono centri di servizio per il volontariato in Slovenia. Le organizzazioni di volontariato raccolgono e formano i
volontari che coinvolgono in progetti e programmi. I compiti del centro di servizio per il volontariato sono portati
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avanti dal Centro per lo Sviluppo e la Promozione del Volontariato che opera entro Slovenska Filantropija,
l’Associazione per la Promozione del Lavoro Volontario, che è l’unica organizzazione che raccoglie e forma i volontari
per le altre organizzazioni di volontariato.
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Ungheria
Quadro legale
Uno dei cambiamenti giuridici più importanti avvenuto all’inizio del cambiamento politico alla fine degli anni ’80 è
stata l’adozione dell’Atto sul Diritto di Associazione(II/1989). Questa legge ha previsto nuove forme e possibilità per
gruppi di persone riunite insieme e ha significato il ripristino della forma giuridica di “associazione”
La Legge sulle organizzazioni di pubblico beneficio (CLVI/1997) ha reso possibile la creazione di nuovi forme di
organizzazioni. Tale legge stabilisce tre categorie di ONG: neutrali, di pubblico beneficio, e di alto pubblico beneficio.
Le organizzazioni di pubblico beneficio hanno determinati privilegi e devono adempiere a specifici obblighi. Per
esempio, solo queste possono ricevere aiuti dal bilancio dello stato centrale. Al giorno d’oggi oltre il 50% delle
organizzazioni hanno tale stato giuridico.
La legge più importante che riguarda il volontariato è l’Atto sulle attività volontarie di pubblico interesse
(LXXXVIII/2005) che è stato adottato a seguito di pressioni delle organizzazioni non governative. Definisce lo stato
giuridico dei volontari e specifica il contesto fiscale e legale (per esempio rimborsi spese, assicurazioni, contratti,
registrazione dei volontari, diritti e doveri) dei volontari e delle organizzazioni che impiegano volontari.
Aspetti economici
Le legge sul Fondo Civile Nazionale (L/2003) ha dischiuso nuove possibilità di finanziamento per le organizzazioni non
governative e ha riformato in parte il contributo finanziario che è assegnato dal bilancio del governo centrale per le
NGO. ll fondo ha un consiglio democraticamente eletto che prende le decisioni strategiche e riferite alle politiche. Le
ripartizioni della sovvenzione sono decise da consigli differenti, i cui membri inoltre sono scelti con una procedura di
voto. L'importo distribuito è uguale all'importo che è donato con la legge dell’ 1%, che è intorno ai 6.5 miliardi di
fiorini ungheresi. La cosiddetta legge dell’ 1% (CXXVI/1996) sull'uso di una parte specifica dell’ Imposta sul Reddito
delle Persone Fisiche secondo l'indicazione del contribuente ha generato la possibilità per nuove entrate finanziarie
per le organizzazioni. Secondo questa legge, i contribuenti possono donare l’1% della loro imposta sul reddito ad
un'organizzazione di loro scelta.
Organizzazioni
In Ungheria, le organizzazioni non governative (ONG) e le organizzazioni non profit associate (associazioni, club,
organizzazioni di pubblico beneficio) sono registrate come organizzazioni non governative. Secondo gli ultimi dati del
2006, ci sono 22.464 ONG e 35.778 organizzazioni associate in Ungheria.
Settori di attività: attività del tempo libero ed hobby, educazione, sport, cultura, assistenza sociale, rappresentazione
professionale, sviluppo urbano, sanità ecc.
Volontari
Secondo una rilevazione dell’anno 2007, ci sono in tutto 472.353 volontari.
E’ la fascia d’età tra I 31-40 anni che si impegna di più con le donazioni o il volontariato.
Centri per i volontari / Centri di servizio per il volontariato
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Centri di Servizio al volontariato fanno parte della Rete nazionale dei Centri Servizio al volontariato (Önkéntes Központ
Hálózat). La missione della Rete è la fornitura di supporto alle attività ed all’operato dei volontari in Ungheria e alle
organizzazioni che impiegano volontari attraverso informazioni, consulenza e formazione. Tutti i Centri della Rete si
occupano anche di aumentare la pubblicità e la visibilità data alla cultura del volontariato, e di influenzare il contesto
sociale ungherese in maniera positiva, per aumentare l’accettazione del volontariato. L’istituzione dei Centri di
Servizio al Volontariato è stata dapprima sostenuta dal programma PHARE, poi dal programma olandese MATRA. Oggi
sono centri che si mantengono da soli, e raggiungono i loro obiettivi con l’uso di programmi di finanziamento. La Rete
dei Centri di Servizio al Volontariato nel 2009 è composta di nove centri di servizio.
7.5.2 Il volontariato nei Paesi europei non membri dell’Unione
I dati che seguono sono stati raccolti grazie alle organizzazioni presenti alla conferenza “Italia – Europa centrale e sud
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orientale. Volontariato ed istituzioni a confronto” .
Albania
Le ONG registrate sono 650, tra le quali più del 10% si occupano di attività per lo sviluppo della comunità locale e
molte si concentrano sui servizi sociali per le donne, 7%, per i bambini, 8,5% per i giovani (dati del 2002).
Più dell’80% dei volontari ha almeno un livello d’istruzione superiore, quasi il 40% dei volontari hanno un diploma
universitario. Circa il 38% sono studenti, il 13% insegnanti, il 9% disoccupati e l’8% professionisti.
L’organizzazione albanese Beyond Barriers ha promosso attivamente il volontariato e nella seconda metà dell'anno ha
iniziato progetto pilota per lo sviluppo del volontariato locale a Tirana. SEEYN, Beyond Barriers, YCC Banja Luka e un
partner italiano (CESVOV Varese) hanno preparato e ha vinto un finanziamento europeo IPA per promuovere un
ulteriore sviluppo del volontariato locale a Tirana.
Alla fine dell'anno, c'è stato il primo incontro tra le diverse organizzazioni della società civile, reti, ministero in carica e
UNV sulla legge sul volontariato che, in fondo avviato il processo per il futuro riconoscimento legale del volontariato.
Bosnia e Erzegovina
Le ONG sono 1.500 (ricerca 2002).
Secondo una ricerca di UNV del 2002, l’80% delle ONG è coinvolta nel campo dell’educazione, il 52% della Cultura, il
52% dello sviluppo di comunità e il 50% dello sport e il tempo libero. Il 51% sono uomini e il 49% donne e, tra gli
uomini, la maggior parte si dedica allo sviluppo di comunità. Circa il 70% dei volontari, inoltre, ha un’età inferiore ai 34
anni, più dell’80% ha un certificato di educazione media e circa il 31% è studente. Vi è comunque un 23% di volontari
che è disoccupato. Meno del 2% di loro, invece, è un professionista, tra i quali il 10% è composto da insegnanti. Solo il
4,70% dei volontari è composto da persone con più di 45 anni.
Delle 3 entità che compongono la Bosnia e Erzegovina, solo la Republika Srpska ha una legge sul volontariato, anche se
senza misure di sostegno. Un premio al volontariato è stato dato nel mese di dicembre, ma ha avuto poca pubblicità.
YCC Banja Luka è diventato il coordinatore principale degli sforzi relativi al volontariato a livello nazionale. YCC Banja
Luka gestisce una nuova rete tematica Volontiraj che raccoglie organizzazioni interessate dal settore. La rete SEEYN ha
avviato iniziative perché si riconosca il volontariato nelle politiche locali in diverse comunità.
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Raccolta dati a cura di Stefania Macchioni (CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato)
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Croazia
In Croazia la Legge sul Volontariato è stata approvata nel maggio 2007. Dal 2003 è attiva la Fondazione Nazionale per
lo Sviluppo della Società Civile, che fornisce un sostegno finanziario e che coopera con i centri per il volontariato. Dal
1998, invece, l’Ufficio Governativo per la Cooperazione con le ONG lavora per creare le condizioni per la cooperazione
e la partnership tra il Governo e il settore non governativo e no profit.
Attualmente i Centri per il Volontariato si trovano a Fiume, Osijek, Spalato e Zagabria.
Nel 2007 le ONG che risultavano registrate erano 31.000 ONG.
In una ricerca del 2000, ben il 43,7% delle persone intervistate era coinvolta in una qualche attività di volontariato.
Nonostante questo dato sia molto elevato, bisogna considerare che la frequenza dell’impegno volontario era
relativamente bassa, cioè i 2/3 degli intervistati ha affermato di fare volontariato solo una volta al mese.
Tra le persone che fanno volontariato, la percentuale più elevata è composta da persone tra i 31 e i 60 anni.
Macedonia
Sebbene non vi siano misure di attuazione specifiche per la legislazione vigente in materia di volontariato, diverse
istituzioni pubbliche sono molto interessate nel volontariato.
Il Youth Cultural Club Bitola gestisce la rete nazionale di servizi locali di volontariato. YCCB ha coinvolto le autorità
locali e alcuni uffici governativi nella rete. YCC Bitola è riuscito a inserire volontari locali, non solo nelle istituzioni
sociali, ma ultimamente anche nelle istituzioni governative.
Montenegro
Il Montenegro ha una Legge sul Volontariato da giugno 2011.
Secondo il volontariato, questa legge, invece di essere solidale, è piena di ostacoli. La nuova legge limita seriamente la
possibilità per i minorenni di fare volontariato e il volontariato d'impresa sociale. Ha reso molto burocratica la
procedura per il coinvolgimento di volontari, anche per un breve periodo di volontariato. E ha anche imposto agli
organizzatori del volontariato l'obbligo per i volontari di avere una copertura assicurativa con fonti proprie. Ancora
dopo la sua adozione, non vi sono state misure significative d’implementazione.
Serbia
Nel giugno 2011 in Serbia è stata adottata la Legge sul Volontariato, dopo un processo negoziale durato diversi anni.
Grazie anche alla pressione operata dalla società civile, la legge è diventata più orientata al sostegno che al controllo e
con meno limitazioni. Ancora dopo la sua adozione, non vi sono state misure significative d’implementazioni.
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8.
Contatti
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Piazza Unità d'Italia 1 | 34121 Trieste
Tel. +39 040 3771111 | Fax +39 040 3773614
www.regione.fvg.it | [email protected]
CSV FVG - Centro Interprovinciale di Servizi
per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia
V.le Martelli 51 c/o Villa Carinzia | 33170 Pordenone
Tel. +39 0434 21961 | Fax +39 0434 247300
www.csv-fvg.it | [email protected]
CSVnet - Coordinamento Nazionale dei
Centri di Servizio per il Volontariato
Via Cavour 191 | 00184 Roma
Tel. +39 06 45504989 | Fax +39 06 45504990
www.csvnet.it | [email protected]
Staff tecnico
Direzione
Dario Mosetti
Ksenija Fonovic
[email protected]
[email protected]
Segreteria organizzativa
Francesca Macuz
Stefania Macchioni e Alberto Cuomo
[email protected]
[email protected]
Comunicazione e Ufficio stampa
Manuela Patella
Clara Capponi
[email protected]
[email protected]
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9.
Sitografia
Link istituzionali e di informazione
http://www.csv-fvg.it
http://www.destinazioneeuropa.eu
http://www.spes.lazio.it/volontariatoeuropa
http://www.csvnet.it
http://ec.europa.eu
http://www.youthforum.org
http://www.age-platform.eu
http://www.regione.fvg.it
Link utili
Giovani e partecipazione
Commissione europea, Giovani
http://ec.europa.eu/youth/index_en.htm
Commissione europea, Politiche giovanili - Partecipazione
http://ec.europa.eu/youth/youth-policies/participation_en.htm
II Convention Giovanile sul Volontariato 2011
http://www.youthforum.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1085&lang=en&Itemid=68
Invecchiamento attivo
Commissione europea, sito web AE2012
http://ec.europa.eu/social/ey2012.jsp?langId=it
AGE Platform, sito dedicato all’AE2012
http://www.age-platform.eu/en/age-policy-work/employment-and-active-ageing/2012-european-year-on-activeageing-and-intergenerational-solidarity
Diversità e cittadinanza
DG COMM – Sito della Commissione europea dedicato alla Proposta di Decisione dell’Anno Europeo dei Cittadini 2013
http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/multimedia/news/2011/08/20110811_en.htm
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Gorizia :: 7 8 9 ottobre 2011 :: Anno Europeo del Volontariato
Questa iniziativa editoriale è stata possibile grazie al determinante contributo della Regione Autonoma Friuli
Venezia Giulia, Assessorato all’Istruzione, Università, Ricerca, Famiglia, Associazionismo e Cooperazione
L’iniziativa, come prevista dalla legge 266/91 per tutte le attività del Centro Servizi Volontariato è possibile grazie al
contributo delle Fondazioni di origine bancaria: Fondazione della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone,
Fondazione della Cassa di Risparmio di Trieste, Fondazione della Cassa di Risparmio di Gorizia, Fondazione della Cassa
di Risparmio delle Province Lombarde e dell’associazione delle Casse di Risparmio Italiane (ACRI)
Il testo è stato chiuso in redazione nel mese di maggio 2012
Il testo, anche se curato con scrupolosa attenzione, non può comportare specifiche
responsabilità per involontari errori o inesattezze in capo all’autore e/o editore.
E’ consentita e auspicabile la riproduzione totale o parziale del testo purché venga citata la fonte.
Alla realizzazione del testo hanno collaborato:
Alberto Cuomo (CSVnet) per la traduzione dei contenuti, il progetto grafico e l’impaginazione;
Stefania Macchioni (CSVnet) per la trascrizione e traduzione dei contenuti;
Manuela Patella (CSV-FVG) per la revisione generale e la raccolta dei materiali
CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO FRIULI VENEZIA GIULIA
VIALE MARTELLI, 51 - 33170 PORDENONE - TEL- 0434 21961
Il CSV-FVG è socio di CSVnet,
Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato
Il CSV-FVG è inoltre socio di
CEV (Centre Européen du Volontariat)
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