l`elfo 7 16|17

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E L F O
P U C C I N I
S TA G I O N E
T E AT R A L E
7 / 2 0 1 6 - 2 0 1 7
4 / 2015-2016
2 0 1 6 -2 0 1 7
ELFO PUCCINI
C.SO BUENOS AIRES 33 MILANO
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PER TEATRO DELL'ELFO
PROGETTO GRAFICO PLUM (PLUMDESIGN.IT)
L’ELFO NELLE SCUOLE
E IN UNIVERSITÀ
“IL BUON INSEGNAMENTO È PER UN QUARTO
PREPARAZIONE E TRE QUARTI TEATRO”
GALILEO GALILEI
L’arte mi interessa molto,
ma mi interessa di più la
REPLICHE DEDICATE, INCONTRI CON GLI ARTISTI,
PROVE APERTE E VISITE DIETRO LE QUINTE ALLA SCOPERTA
DEL TEATRO.
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UN ANGOLO IN CITTÀ DOVE TRASCORRERE
LA PAUSA PRANZO, IL TEMPO DI UN APERITIVO
O LA CALMA DI UNA CENA.
DA LUNEDÌ A VENERDÌ DALLE ORE 12.00 ALLE ORE 15.00
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verità
“ALBERTO GIACOMETTI”
La nostra generazione ha dovuto prendere
coscienza, a volte dolorosamente, che la
verità non è un dato immutabile, la verità
è un desiderio, è una meta che si sposta
continuamente in avanti, nessuno ce la
può rivelare con parole definitive, la verità è una
tensione verso la scoperta di noi stessi e della nostra
relazione col mondo, con gli altri e con le cose.
Ecco, per noi il senso del lavoro nel teatro, forse sta
proprio qui: ogni incontro – con un autore, con un
testo, con un pubblico – è un piccolo passo verso
la scoperta della nostra provvisoria verità.
Il nostro lavoro ci è necessario finché continua
a essere anche un percorso di crescita.
Siamo sicuri che, se lo sarà per noi, lo sarà anche
per chi questo percorso esperienziale lo vorrà
condividere. Per chi vorrà accompagnarci in
questa esplorazione. Le nostre scelte sono come
sempre dettate dalla curiosità, dalla voglia di aprirci
all’altro, di condividere esperienze che possano
ampliare la consapevolezza di noi stessi e del
mondo e dall’incrollabile convinzione che
il teatro sia ancora uno strumento acuminato
e potente per leggere la realtà.
testo e regia Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
«Volgendo lo sguardo agli spettacoli
che abbiamo realizzato - raccontano
Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari ci accorgiamo che il conflitto, con noi
stessi e con la realtà circostante, è stato
e continua a essere il motore della nostra
ricerca, come attori, autori ed esseri umani.
L’occasione questa volta è quella del
centenario del primo conflitto mondiale
che sconvolse l’Italia, l’Europa e il pianeta
intero. L’idea ci è venuta qualche anno fa
leggendo il romanzo confessione Niente
di nuovo sul fronte occidentale di E.M.
Remarque. L’autore in maniera lucida
e feroce racconta di popoli lanciati uno
contro l’altro, per odio e per orgoglio e
al contempo riflette e fa riflettere sulla
situazione di depressione e disperazione
che avvolgeva la società ieri, come quella
di oggi. La condizione di una generazione
“perduta” per un’ideologia criminale,
propagandata a tutto spiano, la distanza fra
il popolo e chi lo governa, il cambiamento
epocale e il conseguente smarrimento
esistenziale, diventano metafore per
raccontare la nostra condizione».
CHI FA LA GUERRA NON È CHI LA DECIDE
MAR-SAB ORE 21.00 DOM ORE 16.30
LA PRIMA,
LA MIGLIORE
14 - 19 FEBBRAIO | SALA FASSBINDER
Siamo nel pieno di una stagione che questa
convinzione la ribadisce con forza, a partire
dal progetto di Bruni e De Capitani AFGHANISTAN
– IL GRANDE GIOCO, “tutto esaurito” per tre settimane.
Una stagione da record che ha segnato il traguardo
dei 5300 abbonati e una serie di sold out per gli
spettacoli in programma fino a giugno.
La Storia, e il suo riflesso nella vita degli individui,
qui come in altri nostri spettacoli è al centro della
scena. Cinzia Spanò, una delle attrici più intelligenti
e attive del panorama milanese, è autrice e
interprete della MOGLIE, ovvero di Laura Fermi,
sposa del famoso fisico, che racconta la vita reclusa
a Los Alamos delle mogli degli scienziati impegnati
nella progettazione della bomba atomica.
La storia del Novecento è al centro anche del LEAR
tormentato di Edward Bond, interpretato da Elio
De Capitani che, dopo l’Otello, torna a lavorare con
la regista Lisa Ferlazzo Natoli per questa riflessione
sulla violenza del potere, sui muri e i confini del
mondo contemporaneo.
In primavera tre debutti, tre passi nel delirio,
per dirla fellinianamente, tre oscure fiabe della
buonanotte che esplorano gli angoli più nascosti
della mente. UNA SERIE DI STRAVAGANTI VICENDE,
omaggio di Ferdinando Bruni, Francesco Frongia
e Teho Teardo al genio visionario e precursore
di Edgar Allan Poe, THE JUNIPER TREE, favola nera
dei fratelli Grimm proposta da Elena Russo Arman
e FUGA IN CITTÀ SOTTO LA LUNA, fantasia notturna
di Cristina Crippa da Tommaso Landolfi
e Boris Vian.
E per chi l’avesse perso torna ROAD MOVIE di
Godfrey Hamilton, per la regia di Sandro Mabellini,
con Angelo Di Genio, premiato con l’Hystrio e col
Premio della Critica.
(mai) scritto da Antonio Rezza, habitat di Flavia Mastrella
REZZAMASTRELLA, FONDAZIONE TPE E TSI LA FABBRICA DELL’ATTORE TEATRO VASCELLO
Dal 20 al 26 febbraio torna in sala
Shakespeare Fratto _ X.
«Si può parlare con qualcuno che
ti dà la voce?
Si può rispondere con la stessa voce
di chi fa la domanda?
Due persone discorrono sull’esistenza.
Una delle due, quando l’altra parla, ha
tempo per pensare: sospetta il tranello
ma non ne ha la certezza.
La manipolazione è alla base di un corretto
stile di vita. Per l’ennesima volta si cambia
forma attraverso la violenza espressiva.
Mai come in questo caso o, per meglio dire,
ancora come in questo caso, l’odio verso la
mistificazione del teatro, del cinema, della
letteratura, è implacabile. Il potere sta nel
sopravvivere a chi muore.
Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe
morire appena un po’ di più».
REZZA MASTRELLA:
30 ANNI DI TEATRO
‘INVOLONTARIO’
Dal 28 febbraio al 6 marzo va in scena
Anelante, il grande successo della scorsa
stagione.
«In uno spazio privo di volume, il muro
piatto chiude alla vista la carne rituale che
esplode e si ribella. Non c’è dialogo per
chi si parla sotto. Un matematico scrive a
voce alta, un lettore parla mentre legge e
non capisce ciò che legge ma solo ciò che
dice. Con la saggezza senile l’adolescente,
completamente in contrasto col buon
senso, sguazza nel recinto circondato
dalle cospirazioni. Spia, senza essere visto,
personaggi che in piena vita si lasciano
trasportare dagli eventi, perdizione e delirio
lungo il muro. Il silenzio della morte contro
l’oratoria patologica, un contrasto tra
rumori, graffi e parole risonanti. Il suono
stravolge il rimasuglio di un concetto e lo
depaupera. Spazio alla logorrea, dissenteria
della bocca in avaria, scarico intestinale
dalla parte meno congeniale».
LUN-SAB ORE 21.00 DOM ORE 16.00
Antonio Rezza e Flavia Mastrella tornano
all’Elfo con due spettacoli imperdibili
perché, dicono, «ci sembrava giusto in
tale circostanza augurarci l’ergastolo.
Questi trent’anni che per noi hanno un
significato astratto, ci riportano lì dove
abbiamo cominciato: fare ritmo attraverso
il riso diabolico con tutti i mezzi di
comunicazione disponibili. In tutti i luoghi».
28 FEBBRAIO - 6 MARZO | SALA SHAKESPEARE
LUN-SAB ORE 21.00 DOM ORE 16.00
20 - 26 FEBBRAIO | SALA SHAKESPEARE
Fratto_X
Anelante
Nina
MAR-SAB 19.30 DOM 15.30
21 - 26 FEBBRAIO | SALA BAUSCH
LA PRINCIPESSA
DEL SOUL
di Thomas Bernhard
progetto, scene e regia Elena Bucci e Marco Sgrosso
ERT EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE E LE BELLE BANDIERE
PRIMA
DELLA PENSIONE
ovvero COSPIRATORI
UNA COMMEDIA DELL’ANIMA TEDESCA
Un nuovo spettacolo per Nicola Russo,
attore, autore e regista che il pubblico
ha conosciuto nelle passate stagioni
con il lavoro sul testo di Aldo Nove
La vita oscena, con Vecchi per niente,
che rimetteva in discussione il concetto
di vecchiaia e quello di physique du rôle
e con l’emozionante racconto della vita
di un’artista dell’avanspettacolo,
Elettra, biografia di una persona comune.
È di nuovo una donna, un’artista della
scena, a ispirare il lavoro di Nicola,
ma questa volta il suo sguardo originale
indaga la performance straordinaria
di una musicista di fama mondiale.
Lo spettacolo ripercorre il concerto di
Nina Simone al Montreux Jazz Festival
del 1976. In scena il punto di vista della
grande pianista e cantante nei cinquanta
minuti dell'esibizione che ha segnato il
suo ritorno alle scene, dopo alcuni anni
passati in Africa.
Un monologo interpretato da Sara
Borsarelli (affascinante Titania/Ippolita
nel Sogno di una notte di mezza estate
dell’Elfo), un flusso di pensiero che
racconta in prima persona un momento
della carriera della cantante e pianista e al
tempo stesso diventa una riflessione sul
teatro, sullo stare in scena, su quel nucleo
di necessità che permette a un artista di
raggiungere la qualità nel proprio lavoro.
«Abbiamo seguito fin dal suo apparire
in Italia questo autore schivo - spiegano
Elena Bucci e Marco Sgrosso - capace
di leggere in profondità le persone e la
storia e di registrarne le contraddizioni
fino a farle esplodere in tragedia e risate
di cuore. Attraverso i suoi testi, pieni di
odio e amore per il teatro e per gli attori,
abbiamo avuto l’occasione di vedere molti
artisti alla prova. Ora tocca a noi saltare».
I due artisti delle Belle Bandiere scelgono di
affrontare Bernhard partendo dal sinistro e
bellissimo testo di Prima della pensione.
«In una stanza austera con finestre
socchiuse una famiglia di fratelli, Rudolf,
Vera e Clara, pratica con maniaca
precisione i riti che danno senso alla loro
relazione. I tre paiono esistere solo in
questo morboso incatenarsi l’uno all’altro,
fantasmi che sbiadiscono se lasciati in
solitudine e, soprattutto, se lasciati senza
parole da dire e da ascoltare.
Nel giorno del compleanno di Himmler,
il giudice Rudolf Holler, ex ufficiale delle
SS, celebra la ricorrenza con un festino
segreto, una “cena d’anniversario”
allestita con cura meticolosa da sua
sorella Vera, amante e musa devota,
con la partecipazione ostile ma complice
dell’altra sorella inferma, vittima
e al tempo stesso carnefice dei suoi
due congiunti.
Disegnandoli immersi nella loro
miserabile devozione a una delle ideologie
– o religioni? – più folli e criminali che
abbiamo conosciuto, Bernhard riesce,
ancora una volta, a farci innamorare
dell’umano rivelandone l’orrore».
MAR-SAB ORE 20.30 DOM ORE 16.30
MONSTERA
21 - 26 FEBBRAIO | SALA FASSBINDER
testo e regia Nicola Russo, con Sara Borsarelli
NUOVE
STORIE
LA STAGIONE DELLA SALA BAUSCH
DEDICATA AGLI AUTORI,
I REGISTI, E I GRUPPI INDIPENDENTI
14 - 19 MARZO
PETER PAN GUARDA
SOTTO LE GONNE
testo e regia di Livia Ferracchiati
con Linda Caridi, Luciano Ariel Lanza
Chiara Leoncini, Alice Raffaelli
The baby walk
Attenzione:
lo spettacolo DE REVOLUTIONIBUS
è stato annullato
PETER PAN GUARDA SOTTO LE GONNE è il
percorso intimo della formazione di un’identità
e ci racconta l’esperienza della dicotomia
fra corpo e mente nella vita di bambini e
adolescenti transgender.
Fine anni ‘90. Peter ha 11 anni e mezzo e lunghi
capelli biondi. Wendy ne ha 13 ed è mora.
Tinker Bell, la rattoppa campane, è una fata
senza bacchetta magica. Crescere. Scoprire
i primi impulsi sessuali, gestire il primo
innamoramento e gli scontri con i genitori per
affermare la propria identità. Peter "non è
esattamente una femmina, ma precisamente
un maschio" e nessuno sembra accorgersene.
Il disagio che vive è raccontato attraverso
il parallelismo con i personaggi del celebre
romanzo di James Matthew Barrie.
5 - 9 GIUGNO
12 - 16 GIUGNO
regia Stefano Cordella
di e con Vanessa Korn, Dario Merlini
Alice Francesca Redini, Umberto Terruso
Fabio Zulli
di Agota Kristof
regia di Valerio Binasco
con Nicola Pannelli, Sergio Romano
VA TUTTO BENE
JOHN E JOE
TeatroDue di Parma
Oyes
VA TUTTO BENE è una tragicommedia
sul tema dell'abbandono, declinato in
diverse forme. Al centro della vicenda
c'è Attilio, figlio quasi diciottenne
timido e inesperto, che deve fare i conti
con l'ingombrante assenza del padre
Ruggero e con la frustrante presenza
della madre Annamaria, totalmente
anestetizzata dalla televisione. Attilio
si affida all'amico Edo che si pone nei
suoi confronti come un vero e proprio
maestro di vita guidandolo verso un
discutibile viaggio alla ricerca della
felicità. Ma l'arrivo della bellissima e
misteriosa Lilly, venuta direttamente
dal Paradise per portare notizie di
Ruggero, sconvolgerà la vita di Attilio...
Essere primi o ultimi, nella società, è un
fatto di predestinazione. JOHN&JOE è
“una specie di duetto”, poetico e struggente.
E molto comico. È lirico, come le anime
dei suoi personaggi, e clownesco, come
sa esserlo il mondo, sedotto dagli affari.
Con tenerezza, la penna intelligentissima
di Agota Kristof ritrae i suoi clochard
smontando nella loro metafora la
serietà dell’economia mondiale.
Una sorridente storia di crudeltà
insensate, capitali e rovine, che prende
sostanza nell’affiatamento ventennale
tra la regia di Valerio Binasco e le
interpretazioni di Nicola Pannelli e Sergio
Romano, applauditi all’Elfo Puccini nel
Bugiardo di Goldoni.
di Luigi Pirandello
adattamento, regia e interpretazione Roberto Latini
di e con Cinzia Spanò, regia Rosario Tedesco
TEATRO DELL’ELFO
FORTEBRACCIO TEATRO
LA MOGLIE
Per un solo, straordinario interprete
«Terzo dei miti moderni di Pirandello.
Dopo il religioso Lazzaro e il sociale
La Nuova Colonia, I Giganti della Montagna
è il mito dell'arte. Rappresentato postumo
nel 1937, è l'ultimo dei capolavori pirandelliani
ed è incompleto per la morte dell'autore.
La vicenda è quella di una compagnia di
attori che giunge nelle sue peregrinazioni
in un tempo e luogo indeterminati, al
limite fra la favola e la realtà, alla Villa
detta "la Scalogna".
Non aggiungerò parole alla trama scrive Roberto Latini - ma voglio dire di
altre possibilità che ho indagato. La più
importante è rispetto al fascino del "non
finito", "non concluso"; all’attrazione che
ho sempre avuto per i testi cosiddetti
“incompiuti". Sono così giusti rispetto
al teatro: l'incompiutezza è per la
letteratura, per il teatro è qualcosa di
ontologico. Trovo perfetto per Pirandello
e per il Novecento che il lascito ultimo
di un autore così fondamentale per il
contemporaneo sia senza conclusione.
Senza definizione. Senza punto e senza il
sipario di quando c'è scritto “cala la tela”».
Tra loro c’è anche Laura, moglie del fisico
italiano Enrico Fermi.
Lo spettacolo di Cinzia Spanò è ispirato
alla sua vita, in particolare al periodo
passato a Los Alamos durante la Seconda
Guerra Mondiale.
MAR-SAB ORE 19.30 DOM ORE 15.30
Anno 1942. Stati Uniti, New Mexico.
In pochi mesi viene costruito in mezzo
al deserto un laboratorio scientifico e
attorno abitazioni per ospitare le famiglie
degli scienziati che vi lavorano. Nasce così
una cittadina senza nome, senza indirizzo,
non segnata sulle mappe, alla quale si
accede solo con permessi speciali e dalla
quale non è possibile uscire. Oggetto di
tanta segretezza è il cosiddetto “Progetto
Manhattan”. Nessuno sa di che cosa si
tratti. Il mondo è in guerra. E in guerra
il livello di massima segretezza prevede
il divieto di parlare del lavoro persino
alle proprie mogli. Esse, come Psiche,
attendono che arrivi la sera per incontrare
i loro mariti di ritorno dal laboratorio.
Ma anche a loro viene chiesto di non
conoscere fino in fondo il vero volto
dell’uomo che hanno sposato.
2 - 12 MARZO | SALA BAUSCH
VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI UN SEGRETO
Un soffio di vento rapisce Psiche, la bella
figlia del re, per portarla in un luogo
lontano e solitario. Nella sua nuova dimora
le fa visita al calar delle tenebre il suo
sposo e con lui trascorre nel piacere le ore
che la separano all’alba. Psiche non deve
vedere il volto del suo amante e questa è
l’unica condizione che le viene data per
poter continuare a vivere in quel luogo
incantato assieme all’uomo che ama…
MAR-SAB ORE 20.30 DOM ORE 16.30
28 FEBBRAIO - 5 MARZO | SALA FASSBINDER
I giganti
della montagna
di Franco Scaldati
interpretazione e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
MAR-SAB ORE 21.00 DOM ORE 16.30
9 - 19 MARZO | SALA FASSBINDER
ASSASSINA
IN FUGA
DALLA REALTÀ
NEL TEATRO
FANTASTICO
E SURREALE
DI SCALDATI
È proprio la realtà a essere
messa in dubbio in questo
giallo sotterraneo della
coscienza, dove ancora una
volta morti e vivi convivono.
FRANCO QUADRI
Il nuovo spettacolo di Vetrano e Randisi, con
musiche e canti originali composti ed eseguiti
dai Fratelli Mancuso, riporta in scena il testo di
un grande autore che non va dimenticato.
Una vecchina e un omino vivono nella stessa
casa dove si preparano da mangiare, si lavano,
parlano e giocano coi loro animali: la gallina
Santina e il topo Beniamino. Alla parete ci
sono appesi i ritratti dei genitori, che di tanto
in tanto fanno sentire la loro voce con lirici
assoli o divertiti commenti. Ma la vecchina
e l’omino non si conoscono, non si sono mai
incontrati, anzi ignorano l’uno l’esistenza
dell’altro. E quando improvvisamente, una notte,
si scoprono a dormire nello stesso letto, che
ognuno ovviamente giura essere il suo, comincia
un’infinita sequenza di battibecchi, interrogatori,
accuse e smentite, scambi di identità...
di Lars Norén
regia Marcial Di Fonzo Bo
scritto e diretto da Tindaro Granata
COPRODUZIONE TEATRO STABILE DI GENOVA, FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI E PROXIMA REX
PRODUZIONE TEATRO STABILE DI GENOVA E COMEDIE DE CAÈN
Una storia inventata, partorita dalla
fantasia di Tindaro Granata - qui anche
regista e interprete insieme ad Alessia
Bellotto, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi,
Lucia Rea, Roberta Rosignoli e Angelo
Di Genio - ispirata dalle paure della gente
incontrata per strada, parlando di figli
nati da omosessuali.
Metti due coppie in un appartamento: lo scontro
di sessi e la lotta di classe saranno inevitabili.
Eppure, come per ogni coppia, la storia è
diversa. Un conto è se la narra, che so, Yasmina
Reza; un conto se ci mette le mani lo svedese
Lars Norén, dall’alto della sua bergmaniana
(o strindberghiana) visione del mondo.
Di Norén abbiamo imparato ad amare la cifra
livida, netta e, al tempo stesso, lirica: la sua
capacità di guardare, con una lingua aulica
e ficcante, ai reconditi meandri dell’animo
umano. Così, seguendo e amplificando simili
suggestioni, è di grande bellezza e travolgente
coinvolgimento l’operazione messa in campo
dal Teatro Stabile di Genova, che ha proposto
Demoni, con la regia del franco-argentino
Marcial Di Fonzo Bo.
ANDREA PORCHEDDU
GLISTATIGENERALIDELTEATRO
TI AMO
MA NON TI
SOPPORTO
Una commedia che esplora i
legami più intimi e segreti che
s’instaurano in una coppia e la
condizione della borghesia nella
società. Un rapporto lacerante
e crudele che, in fin dei conti,
soddisfa i protagonisti, pur
precipitandoli in un inferno
irreversibile. Firma la regia Marcial
Di Fonzo Bo, regista e attore
franco-argentino diretto al cinema
fra gli altri da Woody Allen.
Credo che Geppetto e Geppetto sia
– lo affermo senza esitazioni e senza
mezzi termini – uno degli spettacoli
più importanti dell’anno.
A distinguerlo, infatti, è il modo diretto
e tempestivo con cui entra in un
dibattito tanto attuale quanto delicato
come quello sulla stepchild adoption
e sugli “uteri in affitto”. E lo fa con
una misura davvero rara. Non è uno
spettacolo-manifesto, evita ogni sorta
di posizioni preconcette o forzature
dimostrative. Vuole solo far riflettere,
e in questo senso va dritto allo scopo.
Cerca di smontare ogni morale
precostituita, sia quella conservatrice
che quella ritenuta “progressista”.
Di un’essenzialità quasi brechtiana.
La recitazione è spigliata, ma a un
certo punto si fa acre, e nel finale
sfiora persino il melodramma, con
un effetto che non guasta. Se ne esce
scossi, col bisogno di ripensare a lungo
a ciò che si è visto.
RENATO PALAZZI IL SOLE 24 ORE
20 - 26 MARZO | SALA FASSBINDER
VEN- SAB ORE 20.30 DOM ORE 16.00
10-12 MARZO | SALA SHAKESPEARE
Demoni
La famiglia
è arcobaleno
LUN-SAB ORE 21.00 DOM ORE 16.30
Geppetto
e Geppetto
da Giovanni Verga, regia Guglielmo Ferro, con Enrico Guarneri
PROGETTO TEATRANDO
Il cinismo di quello che passa alla storia
come l’ideale dell’ostrica verghiano
assume ne I Malavoglia, più del Mastro
Don Gesualdo, i toni di un’oscura fatalità,
di un imponderabile ancestrale e indomito.
E in questa visione la riscrittura teatrale
pone al centro dell’azione drammaturgica
la Natura. Scandendo lo spettacolo nei
passaggi narrativi delle tempeste, delle
morti in mare: la tempesta dove si perde
il carico deil lupini e muore Bastianazzo,
la morte di Luca su una nave in guerra, la
tempesta dove Padron ‘Ntoni si ferisce ed
è poi costretto a vendere la Provvidenza.
MAR-SAB ORE 20.30 DOM ORE 16.00
14 - 19 MARZO | SALA SHAKESPEARE
I MALAVOGLIA
La messinscena dello spettacolo è affidata
a Guglielmo Ferro, figlio di Turi Ferro
protagonista de I Malavoglia la prima
volta nel 1982, che, da anni, si dedica alla
drammaturgia contemporanea adottando
una tecnica registica di respiro europeo.
Il patriarca Padron ‘Ntoni, protagonista
verghiano che fa della famiglia e del senso
del dovere i suoi fondamenti di vita, è
interpretato da Enrico Guarneri, attore che
ha conquistato il grande pubblico, capace
di passare dal registro drammatico a
quello grottesco con grande maestria.
I Malavoglia è il nuovo spettacolo di
Progetto Teatrando per la stagione
2016/17. Dopo il Mastro don Gesualdo,
la messinscena de I Malavoglia è la
seconda tappa della trasposizione
teatrale dei romanzi del ciclo dei Vinti
di Giovanni Verga.
La riduzione di Micaela Miano centra il
racconto sugli eventi più significativi che
segnano la vita della Famiglia Toscano
di Acitrezza, lì dove, più di ogni altro
passaggio narrativo, Verga punta a
violentare ogni speranza di emancipazione
dei suoi personaggi.
Tradizione
contemporanea
di Li Meini, progetto e regia Anna Peschke
basato sul dramma Faust: prima parte di Johann Wolfgang Goethe
EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE E CHINA NATIONAL PEKING OPERA COMPANY
Faust
MAR-SAB ORE 20.30 DOM ORE 16.00
21 - 26 MARZO | SALA SHAKESPEARE
UNA RICERCA SUL LINGUAGGIO DELL’OPERA DI PECHINO
Un’importante sfida produttiva voluta da
Emilia Romagna Teatro e realizzata grazie al
sostegno e all’entusiasmo della Compagnia
Nazionale dell’Opera di Pechino.
Una sfida affidata alla giovane regista
tedesca Anna Peschke e a un gruppo
di altrettanto giovani interpreti cinesi,
accompagnati da un ensemble musicale
composto da musicisti italiani e cinesi, che
eseguono un repertorio musicale originale
composto da Luigi Ceccarelli, Alessandro
Cipriani e Chen Xiaoman.
«Lì dove l’Occidente perde la parola
- è la visione della regista - può entrare
in gioco l’espressività rituale dell’Oriente;
dove la rigidità della tradizione orientale si
farà scalfire emergeranno pieghe di senso
e di espressività rivitalizzanti per
la comprensione contemporanea.
Come regista - prosegue la Peschke
- la mia sfida principale risiede nel
lavorare con gli attori della China
National Peking Opera Company: questi
performer possono raccontare un’intera
storia con i movimenti, attraverso la
danza e le azioni. Tra le peculiarità
dell’educazione dell’Opera di Pechino,
c’è infatti l’insegnamento della facoltà
di comunicare grazie al corpo e al gesto,
senza ricorrere all’uso della parola».
La cosa più interessante è riconoscere la storia
nel vocabolario del teatro tradizionale cinese, un
linguaggio liturgico, estremamente formalizzato
nei gesti, nelle voci, nelle maschere.
Mai naturalistico, ma capace di evocare con le
danze, le acrobazie, il movimento e gli “stop”,
con la forza espressiva dei corpi scenici sapienti
e allenati degli attori le emozioni e i sentimenti
della storia.
ANNA BANDETTINI LA REPUBBLICA
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA
di Godfrey Hamilton, regia Sandro Mabellini
con Angelo Di Genio
TEATRO DELL’ELFO
Successo della stagione 2015/16, torna
a grande richiesta Animali da bar, l’ultima
creazione di Carrozzeria Orfeo, la
compagnia indie guidata da Massimiliano
Setti e Gabriele Di Luca, insieme a
Luisa Supino. Dopo ripetuti sold out, lo
spettacolo ha conquistato il Premio Hystrio
Twister 2016, attribuito online dal pubblico.
Un bar abitato da personaggi strani:
sei animali notturni, illusi perdenti, che
provano a combattere, nonostante tutto,
aggrappati ai loro piccoli squallidi sogni,
ad una speranza che resiste troppo a
lungo. Come quelle erbacce infestanti e
velenose che crescono e ricrescono senza
che si riesca mai ad estirparle.
Un controcanto
degli ultimi in forma
di commedia
Sceso nei bassifondi come già, tra i
grandi, Gorkij e O'Neill, per tacere
di Dostojevski, l'autore Gabriele Di
Luca, vi porta sarcasmo e bravura nei
dialoghi botta e risposta, imprimendo
un ritmo sostenuto ai circa 90 minuti
filati, impeccabilmente recitati da tutti
con menzione particolare per Beatrice
Schiros come l'elemento che ha
passato le esperienze peggiori ma che
è l'unico a non piangersi addosso.
MASOLINO D'AMICO LA STAMPA
ROAD MOVIE
Impressionante interpretazione di
Angelo Di Genio. Diretto con mano
asciutta da Sandro Mabellini, il
violoncello e il pianoforte di Kevin
Antony Montanari, pochi oggetti
di scena, dà voce e corpo a tutti
i personaggi con una portentosa
adesione emotiva multipla.
Da vedere, per lui.
SARA CHIAPPORI LA REPUBBLICA
VIAGGIO COAST TO COAST
SULLE STRADE
DELL’ANIMA
MAR-SAB ORE 19.30 DOM ORE 15.30
Torna in scena per il terzo anno
consecutivo Road Movie, dopo il “tutto
esaurito” registrato nelle due passate
stagioni. Angelo Di Genio è unico
interprete di tutti i personaggi in questo
piccolo gioiello diretto da Sandro
Mabellini e conferma, replica dopo replica,
il suo talento, riconosciuto ancora una
volta con l’assegnazione del Premio
Mariangela Melato 2016.
Ambientato negli Stati Uniti degli anni
Novanta, racconta di Joel, gay trentenne,
e della sua avventura coast to coast
durata cinque giorni per rincontrare
“il suo amore”, Scott. Un viaggio interiore
costellato da incontri che lo porteranno ad
infrangere paure ed accorciare la distanza
dagli altri e da se stesso, trasformandolo
profondamente. Un testo commovente
che ci parla della paura dell'amore, della
perdita e della morte, sentimenti spesso
inscindibilmente legati.
28 MARZO - 9 APRILE | SALA BAUSCH
LUN-SAB ORE 20.30 DOM ORE 16.30
27 MARZO - 2 APRILE | SALA FASSBINDER
ANIMALI DA BAR
7 - 19 FEBBRAIO | SALA SHAKESPEARE
9 - 19 MARZO | SALA FASSBINDER
4 - 9 APRILE | SALA FASSBINDER
5 - 16 GIUGNO | SALA FASSBINDER
Stefania Rocca
Franco Castellano
Enzo Vetrano, Stefano Randisi
Teatro Filodrammatici
Cristina Crippa, Gabriele Calindri
SCANDALO
di Arthur Schnitzler
regia Franco Però
14 - 19 FEBBRAIO | SALA FASSBINDER
Compagnia Berardi Casolari
LA PRIMA,
LA MIGLIORE
Antonio Rezza, Flavia Mastrella
20 - 26 FEBBRAIO | SALA SHAKESPEARE
FRATTO X
28 FEBBRAIO - 6 MARZO | SALA SHAKESPEARE
ANELANTE
ASSASSINA
di Franco Scaldati
10 - 12 MARZO | SALA SHAKESPEARE
DEMONI
di Lars Norén
regia Marcial Di Fonzo Bo
14 - 19 MARZO | SALA SHAKESPEARE
20 - 26 MARZO | SALA FASSBINDER
18 APRILE - 7 MAGGIO |
TEATRO DELLA CONTRADDIZIONE
GEPPETTO E GEPPETTO
FAUST
21 - 26 FEBBRAIO | SALA BAUSCH
dal Faust di Goethe
regia Anna Paschke
28 FEBBRAIO - 5 MARZO | SALA FASSBINDER
Roberto Latini
I GIGANTI
DELLA MONTAGNA
19 APRILE - 7 MAGGIO | SALA SHAKESPEARE
regia Lisa Ferlazzo Natoli
ovvero COSPIRATORI
testo e regia Nicola Russo
IL MASCHIO INUTILE
regia Guglielmo Ferro
21 - 26 MARZO | SALA SHAKESPEARE
NINA
Banda Osiris
LEAR DI EDWARD BOND
Le belle bandiere
Sara Borsarelli
da Tommaso Landolfi e Boris Vian
I MALAVOGLIA
Angelo Di Genio, Tindaro Granata
CAFÉ BERLIN
2 - 21 MAGGIO | SALA FASSBINDER
Ferdinando Bruni
MDLSX
19 - 23 GIUGNO | SALA BAUSCH
Nina's Drag Queens
VEDI ALLA VOCE ALMA
* PRODUZIONE TEATRO DELL’ELFO
FUORI PROGRAMMA ALL’ELFO PUCCINI
UNA SERIE DI
STRAVAGANTI VICENDE
1 marzo – 7 giugno
uno spettacolo di Bruni/Frongia
da Edgar Allan Poe
Sesta edizione del corso di scrittura creativa
a cura di Iaia Caputo
info: [email protected]
27 MARZO - 2 APRILE | SALA FASSBINDER
3 - 21 MAGGIO | SALA BAUSCH
Carrozzeria Orfeo
Elena Russo Arman, Lorenzo Fontana
10 – 12 giugno
UNA RICERCA SUL LINGUAGGIO
DELL’OPERA DI PECHINO
ANIMALI DA BAR
28 MARZO - 2 APRILE | SALA SHAKESPEARE
Sabina Guzzanti
COME NE VENIMMO FUORI
THE JUNIPER TREE
di Elena Russo Arman
dai fratelli Grimm
Giulia Lazzarini
2 - 12 MARZO | SALA BAUSCH
28 MARZO - 9 APRILE | SALA BAUSCH
PRIMA E DOPO BASAGLIA
Cinzia Spanò
Angelo Di Genio
11 - 14 MAGGIO | SALA SHAKESPEARE
regia Sandro Mabellini
testi e regie Renato Sarti
regia Rosario Tedesco
Motus
di Marco Maria Linzi
regia Giorgio Gallione
LA MOGLIE
19 - 23 GIUGNO | SALA FASSBINDER
di e con Lorenzo Piccolo
8 - 10 MAGGIO | SALA SHAKESPEARE
di Luigi Pirandello
FUGA IN CITTÀ
SOTTO LA LUNA
6 - 9 APRILE | SALA SHAKESPEARE
Elio De Capitani
di Tindaro Granata
di Thomas Bernhard
testo e regia Bruno Fornasari
Enrico Guarneri
21 - 26 FEBBRAIO | SALA FASSBINDER
PRIMA DELLA PENSIONE
N.E.R.D.S
ROAD MOVIE
MURI
GORLA FERMATA GORLA
IL TEATRO DELLE PAROLE
PREMIO HYSTRIO
27ma edizione
www.premiohystrio.org
[email protected]
un progetto di Flavio Arensi
e Ferdinando Bruni
Spazio Atelier 1- 2 febbraio
[email protected]
Pietro Masturzo + Roberto Fanari
Spazio Atelier 2- 4 maggio
[email protected]
opere di Massimiliano Pelletti
di e con Sabina Guzzanti, regia Giorgio Gallione
SECOL SUPERBO E SCIOCCO PRODUZIONI
MAR-SAB ORE 21.00 DOM ORE 16.00
28 MARZO - 2 APRILE | SALA SHAKESPEARE
COME NE
VENIMMO FUORI
Ci troviamo nel futuro. Un futuro
finalmente armonico e civile, dove il denaro
è tornato ad essere semplicemente un
mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul
palco emozionata per l’incarico che le è
stato affidato. Le celebrazioni della fine
del secolo di merda, si svolgono ogni anno
perché non si perda la memoria di quanto
accadde in quegli anni terribili e si scongiuri
il pericolo che la storia possa ripetersi.
Tocca a lei quest’anno pronunciare il
discorso celebrativo sulla fine del periodo
storico più buio dell’umanità: il periodo
che va dal 1990 al 2041, noto a tutti come
“il secolo di merda”.
Il fatto è che dopo tanto tempo, nessuno
ha più voglia di arrovellarsi a capire le
ragioni che avevano spinto gli uomini
e le donne dell’epoca a cadere tanto in
basso: frustrazione, ignoranza, miseria,
compensate da ore e ore trascorse a litigare
su facebook e a guardare programmi
demenziali. In questo futuro felice, si è
diffusa l’idea che gli esseri umani vissuti
nel secolo di merda fossero semplicemente
degli emeriti imbecilli.
Per confutare questa spiegazione
sbrigativa, SabnaQƒ2 ha preparato
una ricerca accurata: ha esaminato la
televisione dell’epoca, i suoi leader, le
convinzioni economiche e politiche, i
passaggi storici nodali... Ne è scaturita
un’impietosa conferenza spettacolo sulla
nostra attualità politica, una galleria di
esilaranti personaggi contemporanei.
Sabina Guzzanti torna in teatro per
incontrare il pubblico con un monologo
satirico esilarante. Uno spettacolo
essenziale, nato da approfondite ricerche
sul sistema economico post-capitalista o
neoliberista su cui l’autrice sta lavorando
già da qualche anno. Anche in questo testo,
come nei suoi precedenti, l’intento è di
affrontare questioni complesse e riflessioni
importanti attraverso la comicità e la satira.
Il neo-liberismo
spiegato da
Sabina Guzzanti
di e con Banda Osiris, Federico Taddia e Telmo Pievani
TEATRO FILODRAMMATICI
BANDA OSIRIS SNC
N.E.R.D.S
Il maschio inutile
Il testo, fin dai primi vagiti,
subisce un’esplosione scenica.
Quattro fratelli (Tommaso
Amadio, Riccardo Buffonini,
Michele Radice, Umberto
Terruso, affiatati, eclettici,
precisi in un gioco al massacro
condito con vitalità, spunto,
brio e guizzi) per quattro modi
diversi di stare al mondo,
per quattro modalità di
insicurezza e insoddisfazione,
per quattro standard di dolore
alla bocca dello stomaco.
Tutto è ammantato da una
finta gioia. Tutti insieme
appassionatamente sulla nave
dell’irrisolutezza, nelle viscere
delle ragnatele pazientemente
costruite delle falsità.
TOMMASO CHIMENTI
IL FATTO QUOTIDIANO
Che cosa significa essere maschi oggi?
La Banda Osiris, insieme a Federico
Taddia e Telmo Pievani, compie un’analisi
tanto esilarante quanto spietata della
condizione maschile contemporanea tra
parodie, cantate pop rock e d’operetta,
improbabili lezioni di anatomia,
testimonianze “scientifiche” e talk show.
Quattro uomini decidono per la
prima volta di costituire un gruppo
di auto-aiuto. Con il contributo di un
narratore di storie e di uno scienziato
dell’evoluzione attraversano i gironi
infernali della mascolinità. È una terapia
d’urto, una catarsi. Scoprono così che i
loro cromosomi stanno invecchiando,
che il corpo maschile è pieno di parti
inutili, che per non fare la pipì fuori dal
vaso hanno bisogno di una mosca finta
dipinta nell’orinatoio e che in natura
c’è veramente di tutto: eterosessualità,
omosessualità, bisessualità,
transessualità. Insomma, un’esplosione
di diversità in cui il maschio tradizionale
si sente piccolo e periferico.
Ecco allora che emerge la domanda
fatidica: perché nonostante tutto i maschi
sopravvivono? Nella parte finale del
loro viaggio, i quattro maschi anonimi
scopriranno il segreto scientifico della loro
esistenza, che qui non possiamo anticipare.
GIO-SAB 20.30 DOM 16.00
N.E.R.D. (Non Erosive Reflux Desease) in medicina
è l’acronimo che indica il reflusso non erosivo,
un classico bruciore di stomaco, fastidioso ma
apparentemente innocuo.
Una famiglia tradizionale - padre, madre e quattro
figli maschi - nel 50° anniversario di matrimonio
dei genitori si riunisce per festeggiare insieme ad
altri parenti e conoscenti. L’idea è quella che tutto
sia perfetto, ma ovviamente non sarà così.
Una commedia dal cuore nero, provocatoria e
irresponsabile, che parte dalla famiglia come
rassicurante paradigma di una società sana per
raccontarci il rovescio della medaglia: un quarto
stato post moderno che cerca di liberarsi da paure
e inquietudini tutte contemporanee, nell’ansia di
rimandare il futuro e conquistarsi un presente a
lunga scadenza.
SOPRAVVIVE
CHI MEGLIO
SI ADATTA
AL CAMBIAMENTO
6 - 9 APRILE | SALA SHAKESPEARE
MAR-SAB ORE 21.00 DOM ORE 16.30
4 - 9 APRILE | SALA FASSBINDER
testo e regia Bruno Fornasari
adattamento e regia Lisa Ferlazzo Natoli
con Elio De Capitani
TEATRO DI ROMA, TEATRO DELL'ELFO E LACASADARGILLA
MAR-SAB ORE 20.30 DOM ORE 16.00
19 APRILE - 7 MAGGIO | SALA SHAKESPEARE
Lear di Edward Bond
Lisa Ferlazzo Natoli ha coinvolto Elio
De Capitani nel suo articolato progetto
sul teatro di Bond, chiedendogli di
interpretare Lear nel nuovo allestimento
dello spettacolo firmato nel 2015.
Una scelta maturata dopo averlo diretto
nel radiodramma The Testament of This
Day (un altro tassello del progetto) e
dopo che Bond stesso, ascoltando questa
sua interpretazione, lo aveva sollecitato
scrivendogli: “Elio, play this sometimes
please!”.
Da Shakespeare fino a Kurosawa e allo
stesso Bond, tutti i Lear, vecchi stregati da
una hybris insensata, compiono il doloroso
viaggio dalla cecità dell’anima indotta dal
potere, fino a giungere a una certa misura
di umanità che fa scoprire loro di essere
UNA FAVOLA NERA
SULL’INDISSOLUBILE
RAPPORTO TRA
UOMO E POTERE
un corpo nudo esposto alle tempeste della
natura e della vita.
Ma nel suo Lear Bond analizza la violenza
del potere autocratico di Lear - e la sua
cecità, che potrà cessare solo quando
le sue stesse figlie gli faranno cavare
gli occhi - come frutto di un desiderio
di protezione autarchica, di difesa del
regno dall’assalto esterno attraverso la
costruzione di un gigantesco muro che
tenga fuori tutti i nemici visti
come barbari.
Ogni sforzo, ogni sopruso, ogni
crudeltà sono giustificati dalla
necessità di difendere lo Stato:
solo dopo che il muro sarà
finito, si potrà essere gentili
e umani, ora no. Lungo il suo
viaggio verrà deposto, sconfitto
dalle sue stesse figlie (eredi
della sua violenza e cecità) e
sconfitto anche da chi ai suoi
occhi diventa come una vera
figlia, anche se adottiva, l’inedita
Cordelia creata da Bond, la
moglie di un contadino che si
mette a capo di una grande
rivoluzione popolare.
Anche lei rimarrà imbrigliata
nelle logiche del potere e
della difesa della nuova patria
rivoluzionaria e finirà per
riprendere la costruzione proprio
di quel muro che ormai Lear
considera il più grande errore
della sua vita.
Il testo, scritto da Bond negli
anni settanta, è oggi più che
mai attuale. Lisa Ferlazzo Natoli
ha lavorato a stretto contatto
con l’autore a una mirabile
drammaturgia della necessità
e dell’urgenza per adattare i
trentacinque personaggi a un
cast di otto attori con Elio De
Capitani nel ruolo di Lear e
con Fortunato Leccese, Anna
Mallamaci, Emiliano Masala,
Alice Palazzi, Pilar Perez Aspa,
Diego Sepe, Francesco Villano.
«Lisa Ferlazzo Natoli ha messo in scena il Lear
in una sorta di fastoso cantiere. Impalcature di
tubi metallici, su cui si allungano veli leggeri.
Bond mette a confronto due realtà incomparabili,
due sistemi politici anche temporalmente sfalsati,
un regime ancien fuori dalla storia e quello
rivoluzionario che l’ha abbattuto, senza che
nulla sia cambiato nel profondo.
Quel muro è sempre lì. Non ci sono poteri buoni.
La regia ne dà conto con una crudeltà davvero
“elisabettiana”, da “tragedia di vendetta”.»
GIANNI MANZELLA IL MANIFESTO
testo e regia Marco Maria Linzi
TEATRO DELLA CONTRADDIZIONE E TEATRO DELL’ELFO
IN SCENA AL TEATRO DELLA CONTRADDIZIONE, VIA DELLA BRAIDA 6
CAFÉ BERLIN
MAR-SAB ORE 20.45 DOM ORE 16.00
18 - 21 APRILE / 26 APRILE - 7 MAGGIO
ISPIRATO AL FALLIMENTO DI KURT TUCHOLSKI
«Siamo a Berlino, nel periodo a cavallo
tra la Repubblica di Weimar e l’avvento
del nazismo», spiega il regista di questo
spettacolo del Teatro della Contraddizione
che, pur tornando in scena nella sala dov’è
nato (in via della Braida 6), entra a pieno
titolo nelle produzioni dell'Elfo.
«Siamo in quei kaffè dove la decadenza
si aggrappa alle pareti - continua Marco
Maria Linzi - dove la musica zoppica a
ritmo del disagio che si mastica e della
diversità che si beve. O forse non siamo
né a Berlino né a Milano, né nei primi
del Novecento né nei primi del Duemila.
Non ci siamo e basta, sospesi, sbattuti,
gravitanti in uno spazio che diventa un
gioco di specchi...».
Café Berlin è abitato da personaggi che
oscillano tra essere qui ed essere altrove,
tra essere nella propria Prigione/Rifugio
e nel Bordello/Desiderio.
Tra balli, canti, reggicalze e vestitini
succinti. Tra sprofondamenti e lingue
che inumidiscono labbra protratte verso
il peggior offerente.
Sul pubblico vive una sorta di silenziosa
voce narrante, un misto tra un profeta
illuminato e un poeta visionario: Kurt
Tucholski, scrittore della repubblica di
Weimar, traccia del percorso di questo
spettacolo, figura emblematica di quel
tempo e forse anche del nostro, simbolo
dell'utopia dell'arte, di quella che prova
ad essere utile.
AMA LA CULTURA.
Per tutti i Soci Coop al Teatro Elfo Puccini
biglietti a prezzi ridotti.
con Ferdinando Bruni
musiche originali di Teho Teardo
TEATRO DELL’ELFO
Teatro e poesia: un binomio che
Ferdinando Bruni e Francesco
Frongia hanno già sperimentato
in spettacoli rimasti nella
memoria e che si rinnova in
questo progetto dedicato a Edgar
Allan Poe, alla sua figura tragica
e affascinante che ha ispirato
tanta letteratura - a cominciare
dai simbolisti e dai surrealisti e tanto cinema.
Un omaggio a
Edgar Allan Poe
di Ferdinando Bruni
e Francesco Frongia
«Ci sono esistenze che, a un certo punto,
si accorgono che una sola vita non basta»,
spiegano Bruni e Frongia raccontando
la genesi di questo nuovo spettacolo.
«Persone che trascendono la propria
epoca e contaminano con la loro opera
le generazioni successive.
Gli scritti di Edgar Allan Poe hanno questa
capacità miracolosa, ci hanno affascinati
proprio per questa loro qualità magica:
chi li legge entra in un gorgo in cui piano
piano tutti i sensi sono chiamati a reagire
e ci si trova, quasi senza averlo deciso,
ad esplorare zone della propria mente
dove l’ombra è più fitta, ad apire porte
che non si aveva il coraggio di considerare,
a leggere la realtà attraverso un filtro
oscuro che allarga tuttavia i confini della
coscienza e della percezione.
Un viaggio oltre uno specchio nero in
un paese delle meraviglie al negativo.
Paura, ma anche ironia, disperazione,
ma anche passione e l’inesausta voglia
di raccontare storie. E poi la poesia: ballate
misteriose, filastrocche inquietanti, una
voce che sa essere stridula e carezzevole,
terrificante e incantata. La poesia di cui
Baudelaire si innamorò.
FERDINANDO BRUNI
MAR-SAB 21.00 DOM ORE 16.30
2 - 21 MAGGIO | SALA FASSBINDER
UNA SERIE
DI STRAVAGANTI
VICENDE
Insomma un materiale perfetto per
continuare il nostro lavoro su un teatro
che fra gli elementi del suo linguaggio
considerasse anche la meraviglia
- dopo La Tempesta e dopo Alice
Underground - e perfetto per iniziare
la nostra collaborazione con un artista,
Teho Teardo, il cui lavoro, a cavallo fra
"suono colto e distorsione effettistica”,
potesse accompagnare la voce di Bruni
e le immagini di Francesco Frongia in
questo viaggio nella parte oscura della luna.
Edgar Allan Poe è già stato oggetto di
ispirazione per molti musicisti, ad esempio
Lou Reed con il suo The raven per citarne
solo uno a noi molto caro.
Con Teho Teardo vogliamo creare
una suite teatrale/musicale che usi
tutte le possibilità dei nuovi strumenti
multimediali, ma che al tempo stesso
evochi l’atmosfera remota, il sentore
di fiori squisiti e putrefatti che emana
dall’opera di Poe.
Un viaggio che ci accompagni dentro
le sue parole per farci esplorare i confini,
i limiti reali o immaginari delle sue
(e delle nostre) ossessioni.»
regia Elena Russo Arman, musiche originali Alessandra Novaga
con Elena Russo Arman, Lorenzo Fontana e Maria Caggianelli Villani
TEATRO DELL’ELFO
The Juniper Tree
MAR-SAB 19.30 DOM ORE 15.30
3 - 21 MAGGIO | SALA BAUSCH
dai fratelli Grimm
Nelle fiabe il male è rappresentato da
streghe, orchi, maghi, creature malvagie
che cambiano le persone in qualcosa
d’altro, infettandole con la propria
malvagità. Questa minaccia può annidarsi
ovunque, e tanto più è terribile quanto
più è nascosta fra le pieghe della vita
quotidiana, fra le cose, gli ambienti, le
persone che più dovrebbero rassicurarci.
La strega in The Juniper Tree è una
matrigna, che non possiede doti magiche
ma ossessionata da frustrazioni, rancori
e infelicità, riversa il proprio odio su un
bambino innocente fino ad ucciderlo.
Ed è proprio in questo assassinio che si
realizza il suo malefico incantesimo.
Nello spettacolo la vita quotidiana e la
magia fiabesca si intrecciano; le musiche
di Alessandra Novaga avvolgono
i personaggi rendendoli spaventosi
e commoventi, letti dallo sguardo di
un bambino che in realtà è un pupazzo.
La matrigna è interpretata da un attore
e in scena fantocci e automi si mescolano
a presenze in carne e ossa, per restituire
il senso di smarrimento che accompagna
il bambino nel suo difficile cammino.
Ma nelle fiabe l’incantesimo può
essere rotto da una forza benefica.
In The Juniper Tree non ci sono fate buone:
c’è una mamma morta prematuramente
che, sepolta sotto l’albero che dà il
titolo alla storia, veglia sul suo bambino
ricordandogli quanto è stato desiderato.
E poi c’è la sorellastra Marilena,
testimone e vittima inconsapevole, che,
col suo amore incondizionato, aiuterà
il fratello a sciogliere l’incantesimo e
a compiere il proprio destino. Questo
ci insegna la favola: che ci sono molte
opportunità positive, che la vita è difficile
ma bisogna saper cogliere queste
opportunità, e soprattutto riconoscere
il male e combatterlo con l’intelligenza,
con il cuore gentile e con il coraggio. Il
compiersi del proprio destino, il trovare
la propria strada però non avviene mai
da soli, ma dall’unione, dal sostegno e
dall’amore di chi ci sta accanto.
CHI FARÀ DEL MALE
AD UN BAMBINO
È MEGLIO CHE SI METTA
UNA PIETRA AL COLLO
E SPROFONDI NEL MARE.
LUCA 17 : 2
TEATRO DELLA COOPERATIVA
Si rinnova quest’anno l’occasione
di vedere all’Elfo Puccini una
grande interprete del teatro
italiano: torna Giulia Lazzarini,
protagonista delicata ed
essenziale di due spettacoli
intensi e necessari, scritti da
Renato Sarti e prodotti dal Teatro
della Cooperativa.
11-14 MAGGIO | SALA SHAKESPEARE
LUN-MER ORE 20.30
8 - 10 MAGGIO | SALA SHAKESPEARE
Muri
Gorla fermata Gorla
«Renato Sarti, con impegno civile e lievità
drammaturgica che non scade mai nel
didascalico, racconta questa terribile storia e
per farlo affida alla bravissima Giulia Lazzarini
il ruolo di una bimba sopravvissuta che, ormai
coi capelli bianchi, racconta quel giorno lontano
ma sempre vicino, e interloquisce con due bimbi,
i bravi Federica Fabiani e Matthieu Pastore, morti
quel giorno, che appaiono dietro un velo tra pezzi
di giostre rotte, vestiti di bianco, grassottelli
e curiosi della vita. Lei in proscenio racconta,
evoca e il caso gioca col destino.
Ecco il bimbo scavezzacollo che decide di non
andare a scuola e si salva, un altro riottoso si
nasconde tra le ceste di verdura del padre che
se ne accorge lo riaccompagna a scuola.
Una scheggia della nostra storia.»
MAGDA POLI CORRIERE DELLA SERA
Muri - in scena dall’8 al 10
maggio - racconta, attraverso
lo sguardo e la testimonianza
dell’infermiera Mariuccia,
la rivoluzione dello psichiatra
Franco Basaglia che aprì
i manicomi e trasformò
l’approccio alla cura delle
malattie mentali.
Gorla fermata Gorla - dall’11
al 14 maggio - ricostruisce la
strage della scuola elementare
Francesco Crispi dove, per un
tragico errore, nel 1944 vennero
uccisi 184 bambini da una
bomba dell’aviazione inglese.
GIULIA LAZZARINI PROTAGONISTA
DEI RACCONTI TEATRALI
DI RENATO SARTI
«Renato Sarti porta sulla scena col titolo
Muri il diario di una donna che lavorava al
manicomio di Trieste e visse in prima persona
le trasformazioni ciclopiche di franco Basaglia
che portarono alla legge 180. Più ricco di tante
celebrazioni, il diario di Mariuccia Giacomini,
trova voce e pieghe insinuanti, tra tenerezza,
stupore e fierezza, nella bella lettura di Giulia
Lazzarini, discretamente accompagnata dai cenni
musicali di Carlo Boccadoro. (…) Una lezione di
civiltà anche attraverso i sentimenti più semplici
per raccontare una delle trasformazioni più
complesse della nostra società.»
GIANFRANCO CAPITTA IL MANIFESTO
GIOV-SAB ORE 20.30 DOM ORE 16.00
testi e regie Renato Sarti
con Cristina Crippa e Gabriele Calindri
TEATRO DELL’ELFO
LUN-VEN ORE 21.00
5 - 16 GIUGNO | SALA FASSBINDER
Fuga in città sotto
la luna
«Diceva Groddeck, psicanalista irregolare
e sgangherato, ma nella sua follia uno dei
più chiaroveggenti e simpatici, che è utile
e necessario ogni tanto mettere la testa fra
le gambe e guardarsi il mondo sottosopra.
E non preoccupatevi se la contorsione
vi sembra eccessiva e la schiena non vi
asseconda: non è l’unico sistema.
Può bastare assumere lo sguardo di un
altro, cosa che a noi attori viene semplice,
infiltrarsi nel corpo di un personaggio
(o è il contrario, farsi abitare da lui?).
E cosa può essere meglio per me di una
vecchia cagna moribonda che vuole, col poco
fiato che ancora le resta, narrare alla sua ultima
cucciolata la più bella storia della sua vita?
Perché tale è la protagonista di Favola
di Tommaso Landolfi, autore a me molto
caro, che negli anni ’80 raggiunse atipici
lettori con l’adattamento a fumetti del suo
Il mare delle blatte disegnato da Scozzari
sulla rivista Frigidaire.
Questa cagna non ha nome, parla in prima
persona e questo facilita assai il gioco
teatrale, lo slittamento dell’attrice dentro
la bestia, cioè la mia trasformazione nella
narratrice. Umana, troppo umana questa
cagna, pure, grazie al suo essere altra, mette
a fuoco stranezze del comportamento dei
suoi padroni e alcune profonde discrepanze
nei codici di comunicazione.
Cosa vuol lasciare ai suoi figli questa
madre? Vuole consegnare il ricordo di
una fuga in una città del sud illuminata
dalla luna, rivivere la sua giovinezza, la
scoperta del mondo con occhi incantati,
UNA STORIA NOTTURNA
DA "FAVOLA" DI TOMMASO LANDOLFI
E DA "IL LUPO MANNARO"
DI BORIS VIAN
l’innamoramento e la felicità, che per
ciascuno è diversa, e ti sconvolge la vita, non
importa qual è l’oggetto del tuo amore.
Bene, io e la femmina di cane riunite in una
sola donna, siamo spesso allegre e felici,
ma anche un po’ malinconiche e vorremmo
farvi udire, cari spettatori, anche una storia
divertente, vorremmo rallegrarci un po’ e lo
faremo in compagnia di un lupo mannaro.
No, non è quello che pensate, si tratta di un
lupo mite e gentile, ben disposto e curioso
nei confronti degli uomini, che, morso da un
umano rabbioso, in una notte di plenilunio si
trasforma in un uomo.
Un po’ costernato all’inizio, decide di far
buon viso a cattivo gioco e di permettersi
un’incursione nella vicina Parigi, finché l’alba
non lo riporterà alla sua tana.
Il padre di questa simpatica creatura è Boris
Vian, artista poliedrico e geniale, scrittore,
musicista e cantante che passò con la sua
amata tromba in mano a mettere sottosopra
la vita culturale e le notti della Parigi degli
anni ’40-’50, finché a 39 anni un attacco
cardiaco non se lo portò via.
Gabriele Calindri si infilerà negli allampanati
e mutevoli panni del lupo: è amico e
compagno di lavoro da molti anni.
Da un lontano Sogno di una notte d’estate
dell’’88, alla Bottega del caffè di Fassbinder,
al recentissimo Morte di un commesso
viaggiatore.
Io so che lui sarà un perfetto "umanlupo"
(come si rovescia licantropo?) ».
Cristina Crippa
regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
con Silvia Calderoni
uno spettacolo Nina's Drag Queens, di e con Lorenzo Piccolo
APARTE - ALI PER L'ARTE
MOTUS
Un monologo/melologo
per drag queen solista
L’IMPOSSIBILE
ARRIVERÀ
E L’INIMMAGINABILE
È INEVITABILE
Lo spettacolo prende le mosse da La voce umana
di Jean Cocteau, ma anche da un fatto realmente
accaduto. La bella e volubile Alma Mahler, musa
di tanti artisti del novecento, ebbe una tormentata
relazione con il pittore Oscar Kokoschka. Questi,
da lei abbandonato, ne fece costruire una bambola a
grandezza naturale. Visse con la bambola, la ritrasse,
le assegnò una cameriera, la portò in pubblico, finché
un giorno, ubriaco, decise di dare un epilogo tragico
alla vicenda. Un amore assurdo, violento, epico.
Sola in scena coi suoi fantasmi, una donna che donna
non è, divisa tra l’amore e il disamore, tra la tragedia
e la farsa, tra le grandi muse e le piccole massaie.
Tenuta in vita da un filo sottile, il filo di un telefono.
L’aspetto più interessante dello spettacolo è
che esso sembra prescindere da specifiche
problematiche sessuali: ciò che affronta,
in definitiva, è la più ampia questione del cosa
fare di sé, di quale posto trovare in un mondo
che ingabbia la complessità dell’individuo in
categorie rigidamente definite.
RENATO PALAZZI IL SOLE 24 ORE
…il pubblico resta ipnotizzato, commosso,
stupito, non tanto per l’indubbia bellezza
formale di quello che si vede sul palcoscenico,
ma per il coraggio, estremo e radicale
della performer.
WLODEK GOLDKORN L’ESPRESSO
Indovinate scorribande
poetiche intorno all’opera
con playback esilaranti
e tecnicamente perfetti.
Vien voglia di vedere
almeno un’altra ora e mezzo
di spettacolo.
MARTINA PARENTI
LO SGUARDO DI ARLECCHINO
LUN-VEN 19:30
MDLSX è ordigno sonoro, inno
lisergico e solitario alla libertà
di divenire, al gender b(l)ending,
all’essere altro dai confini del
corpo, dal colore della pelle,
dalla nazionalità imposta,
dalla territorialità forzata,
dall’appartenenza a una Patria.
Di “appartenenza aperta alle
Molteplicità” scriveva Rosi
Braidotti in On Becoming
Europeans, avanzando la proposta
di una identità post-nazionalista.
Ed è verso la fuoriuscita
dalle categorie – tutte, anche
artistiche – che MDLSX tende.
È uno “scandaloso” viaggio
teatrale di Silvia Calderoni che
– dopo 10 anni con Motus –
si avventura in questo
esperimento dall’apparente
formato del Dj/Vj Set.
19-23 GIUGNO | SALA BAUSCH
LUN-VEN ORE 21.00
19 - 23 GIUGNO | SALA FASSBINDER
MDSLX
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