pdf - Il Gruppo Roncafort

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23
NUMERO
A
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NORDdiTrento
| anno XXIV | marzo 2013 | bimestrale di cultura | politica | attualità |
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Il paese che non c’è (più)
S
ono passati vent’anni, si, proprio
vent’anni dalla prima richiesta fatta al
Comune di Trento per realizzare una
piazza, una sala civica, luoghi di aggregazione indispensabili per cercare di ricostruire la comunità di Roncafort. Si, ricostruire, perché non esiste più. Perché un paese
e la sua comunità per esistere, per rimanere
tali, hanno bisogno di spazi e luoghi dove le
persone abbiano occasioni d’incontro e conseguentemente la possibilità di costruire relazioni forti, di coltivarle, primo passo per sentirsi appartenenti ad una comunità.
Ecco perché parlo di una comunità che non
c’è più, un paese che non c’è più, un paese che non si riconosce per la sua Piazza ma
piuttosto viene identificato nelle opere pubbli-
D
che di interesse generale che di fatto lo hanno distrutto o quantomeno segnato per sempre. Perché le opere di interesse pubblico (interporto, bretelle varie, tangenziale, cavalcaferrovia, etc) hanno sempre la priorità nell’”agenda della politica”.
È curioso, per non dire paradossale, come una piazza o una sala civica non sono considerate priorità ed il loro finanziamento può essere spostato da un bilancio comunale all’altro con estrema facilità e con motivazioni “ineccepibili”.
In alcuni casi l’opera pubblica per eccellenza genera servizi: Spini, costruzione del nuovo Carcere di Trento…aiuole fiorite (però solo
presso l’accesso alla struttura), alberi (stessa
storia), una nuova area sportiva e ricreativa.
Tutto bene ma mi chiedo: ma tutte le persone
che in quella zona ci vivono da una vita non avevano diritto anche prima a servizi adeguati?
E tutto questo contribuirà a rendere Spini u-
na Comunità o è troppo tardi? La realizzazione dei servizi come una sorta di compensazione per il disagio causato dall’opera, beh, a
[continua in pagina 2]
METEOROLOGIA di GARDOLO
i solito valutiamo il tempo meteorologico in termini di sole, nuvole, pioggia, calt o
fret, trascurando altri fattori, visualizzabili con numeri e grafici, che possono dare
un’idea più completa di cosa sia il tempo nel suo insieme. Qualcuno obietterà che
sono robe da specialisti e fissati ma non è così! Accanto a loro, infatti, potrebbero
essere interessati alle faccende del tempo gli ultimi agricoltori e ortolani sopravvissuti a Gardolo, la signora con il bucato da fare e il gardoloto semplicemente curioso del tempo che lo
aspetta. Ebbene, per tutti costoro sono disponibili in rete i dati della stazione meteorologica
di Gardolo. Posizionata in un fazzoletto di vigne al bivio tra via Brennero e la provinciale per la
valle di Cembra, offre dal 2004 misurazioni climatiche ottenute nel rispetto di precise disposizioni internazionali.
Accomodiamoci al computer e cerchiamo la prima pagina, la “Home page” >www.MeteoGardolo.it<. Appaiono una serie di opzioni. Cliccando su >dati< ad esempio avremo immediatamente una panoramica sulla situazione meteorologica del momento, con temperatura minima, massima e istantanea, precipitazione nelle ultime ventiquattro ore, nel mese e
nell’anno, direzione ed intensità del vento, umidità, pressione, fasi lunari.
[continua in pagina 2]
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Attualità
[continua da pag. 1 IL PAESE CHE NON C’È (PIÙ)]
Roncafort nemmeno lo scempio è servito allo scopo.
Vent’anni per una piazza, sembra impossibile che in tutto questo tempo nessuno abbia
considerato una priorità la richiesta dei cittadini che, per parlarne, si ritrovavano, come adesso del resto, nella sala d’attesa degli
ambulatori medici. Ma un giorno, finalmente, avremo la nostra piazza, all’inaugurazione cercheremo di esserci, con i capelli bianchi e molte rughe sul viso e sorrideremo malinconicamente pensando a quante iniziative
avremmo potuto organizzare se quella piazza fosse arrivata un po’ prima, solo…un po’
prima.
Franco Faes
Il candidato
autonomista
S
u QT di dicembre, parlando
dell’approvazione governativa
al VIA della Valdastico, avevo scritto
«Ma adesso c’è il governo Monti - quello
che Dellai vuole andare a sostenere a
Roma - e questo governo l’investimento
lo vuole eccome», sentendomi anche
quello che cerca il pelo nell’uovo:
Dellai stava pontificando che la Valdastico
non si sarebbe fatta mai perché la PAT,
cioè lui, non era d’accordo. In questi giorni
- neanche il tempo di arrivare a Roma intervistato dal Corriere della Sera,
Dellai afferma «Già oggi le due province
di Trento e di Bolzano non hanno un vero
e proprio diritto di veto. È previsto
un vincolo d’intesa tra lo stato e i territori
interessati dalle grandi opere,
ma questo vincolo non è insuperabile
da parte dello Stato»
Roberto Antolini
“A NORD DI TRENTO”
Periodico bimestrale iscritto al Registro Stampa
n. 1367 del Tribunale di Trento, in data 31.07.2008
PROPRIETÀ
Associazione culturale “IL GRUPPO”
Via Caproni 15, Roncafort (TN)
[email protected] - www.ilgrupporoncafort.org
DIRETTORE RESPONSABILE
Ugo Bosetti
REDAZIONE
c/o Anna Mussi (0461.420577)
RESPONSABILE PUBBLICITÀ
Gianni Angelini (0461.993046)
IN REDAZIONE
Renato Beber, Giorgio Boscolo, Maria Giovanna Conci,
Franco Faes, Alberto Mattedi, Anna Mussi,
Luisa Nicolini, Alessandro Serra
TIRATURA/DIFFUSIONE 5000 copie
REALIZZAZIONE GRAFICA E STAMPA
litografica - Trento - [email protected]
| numero
23 | marzo 2013 |
3
Una nuova società per l’acqua pubblica?
Quarto aggiornamento del PIANO RIFIUTI,
occasione di confronto e proposta
non sono cosette da poco,
si tratta della natura delle
nuove forme di gestione:
in che modo l’acqua tornerebbe pubblica con la sua
nuova società, dopo esser
stata gestita da una società
per azioni mista come Dolomiti Energia, con dentro i
privati e con la prospettiva
della quotazione in borsa?
d un paio d’anIn che modo l’acqua
Se il risultato finale fosse
ni dal referentornerebbe pubblica
dum sulla pri- con la sua nuova società, solamente il passaggio da
una società per azioni mista
vatizzazione
dopo esser stata gestita
come DE - ma comunque
dell’acqua il percorso di
da una società
già a maggioranza pubbliapplicazione amministrati­
per azioni mista come
ca - ad un’altra, sempre
va non è ancora giunto a
Dolomiti
Energia?
per azioni, semplicemencompimento. Ma se ne
co­mincia ad intravedere la prospettiva. Su te con le azioni, all’inizio, tutte in mano al
L’Adige del 19 gennaio il sindaco di Trento pubblico, sarebbe la classica montagna che
Andreatta «ha estratto dal cilindro l’idea del- partorisce il topolino. Perché una volta costila società con due binari: Trento e Rovereto» tuita la nuova società, anche se all’inizio le
e con il duplice fine degli acquedotti e della quote fossero tutte in mano pubblica, niente
gestione dei rifiuti, anche se non ha voluto ne garantirebbe automaticamente la natura
precisare altro: «siamo a buon punto, ma di pubblica anche per il futuro: le azioni si compiù non posso dire», rimandando l’appunta- prano e vendono, basterebbe che qualche
mento alla fine del 2013. Il giornale com- d’uno dei soggetti promotori in un secondo
menta: «È, quella dell’assetto societario, una momento ci ripensasse (magari dopo un
delle questioni calde di cui si discuterà nei cambio d’amministrazione), volesse vendere,
prossimi mesi, nei due Comuni e in Provin- e saremmo esattamente al punto di partenza.
cia». Quelle su cui il sindaco sorvola, infatti, È un problema che qualcuno ha già risolto:
Comunicato stampa – 11 gennaio 2013
...solo se ci sono garanzie
A
per esempio la società piemontese SMAT
(Società Metropolitana Acque Torino spa) che
ha inserito nel proprio statuto sociale il divieto
di vendita delle azioni a privati : art. 9.1. «Il
capitale della società è interamente pubblico…Possono entrare nella società gli enti
locali o loro forme associative il cui territorio
sia compreso nell’Ambito Territoriale Ottimale n. 3 Torinese (A.A.T.O. 3)», e, art. 10.1. «I
Comuni possono trasferire le proprie azioni
esclusivamente a favore di enti locali o
loro forme associative compresi nell’Ambito
Territoriale Ottimale n. 3 Torinese».
Inserire clausole del genere anche nello statuto della nuova società trentino-roveretana
garantirebbe intanto quantomeno la blindatura della natura pubblica della società, la garanzia che gli acquedotti non sfuggano più
dalle mani dei cittadini-utenti.
E se poi ci fossero le condizioni di una gestione consortile, e si volesse cambiare forma giuridica, da una società per azioni ad
un ente di diritto pubblico, la porta resterebbe sempre aperta, si tratterebbe di passare nuovamente dal notaio. Lo statuto sociale della SMAT può essere consultato al seguente indirizzo internet: http://www.smatorino.it/documenti/area_istituzionale/Statuto_
Sociale.pdf
Roberto Antolini
[continua da pag. 1 METEOROLOGIA DI GARDOLO]
Cliccando su >nowcasting< ecco immagini radar in diretta della nuvolosità sopra la
nostra provincia, con pagine su fulmini, temperature, anomalie meteo ecc.. Per incuriosirvi del tutto, ecco nella foto accanto la pagina >dati< alle 19,43 del 31 dicembre 2012,
quattro ore circa prima dei botti di mezzanotte: temperatura minima del giorno: -3,4 alle
06,40; pressione massima:1022 ettoPascal;
vento da Nord-NordOvest quasi nullo; pioggia caduta nell’anno 2012 in mm: 1267; nel
mese di dicembre: 49 mm ecc...
E ora alcuni eventi atmosferici estremi registrati a Gardolo, Roncafort e Trento sud dal
1978...
Temperatura minima mai registrata
a Trento Nord (Roncafort)?
-16,4 il 7 gennaio 1985
Massima?
39,8 l’11 agosto 2003
Quanta pioggia cade mediamente
in un anno a Trento?
1011 millimetri
Il periodo più lungo senza
una goccia d’acqua?
81 giorni, dal 10 dicembre 1992
al 28 febbraio dell’anno dopo
L’anno meno piovoso?
Il 1980 con 699 mm (anno di processioni
e rogazioni a Madonna, Gesù e Santi
per far piovere)
L’anno più piovoso?
Il 2000 con 1469 mm (anno di processioni
e rogatorie a Madonna, Gesù e Santi
per non far piovere)
Il giorno più piovoso?
Il 24 settembre 1990 con 121 mm!
La nevicata che non dimenticheremo mai?
145 centimetri tra il 13-17 gennaio 1985
L’inverno più nevoso?
211 centimetri accumulati nel 1977/78
Quanto dura la neve al suolo in inverno?
In media negli ultimi trent’anni,
21 giorni e mezzo
L’anno in cui è durata di più?
l’inverno 2005-‘06: ben 94 giorni
al 25 novembre al 26 febbraio
Il meno?
Il 2001/02 con 0 cm (...e rogazionI
dei maestri di sci!)
Ciliegina sulla torta: due webcam accese
ventiquattr’ore al giorno permettono una verifica in diretta del tempo in paese o verso la
Paganella (...se la g’ha o no el capel!). Non
manca infine la pagina dove poter lasciare una vostra opinione sul sito: a scorrere i commenti presenti sono tutti entusiasti!!
Ugo
N
grammi di prevenzione dei rifiuti…”
Questa è l’evoluzione ed il nuovo contenuto
della richiesta di confronto del maggio 2011.
Mettiamo quindi a disposizione le nostre
competenze tecniche ed esperienza per contribuire alla buona riuscita del processo partecipativo che elaborerà il nuovo strumento
di pianificazione sui rifiuti.
el settembre 2011 si concludeva la raccolta delle 1100
firme per la richiesta di confronto in Consiglio comunale; richiesta supportata dal documento del
maggio 2011 e poi da quello sulla tariffa
puntuale del settembre successivo.
Oggi, viste le importanti novità emerse negli
ultimi mesi e la richiesta del 15 marzo 2012
al Servizio rifiuti e ad APPA titolata “Partecipazione all’elaborazione dei piani di gestione e dei programmi di prevenzione
dei rifiuti”, sono maturi i tempi per il coinvolgimento nel merito del Quarto aggiorna-
mento del Piano rifiuti provinciale dei rifiuti.
Nella sopraccitata richiesta alla Provincia
del marzo scorso, si chiedeva di “partecipare all’elaborazione dei piani di gestione e dei
programmi di prevenzione dei rifiuti ai sensi dell’articolo 31 della Direttiva 2008/98/
CE del parlamento Europeo e del consiglio
del 19 novembre 2008…”. Per quanto alla
partecipazione del pubblico, l’articolo 31 della medesima direttiva recita: “Gli Stati membri provvedono affinché le pertinenti parti interessate e autorità e il pubblico in generale abbiano la possibilità di partecipare all’elaborazione dei piani di gestione e dei pro-
Direttivi: Nimby trentino Onlus
e Coordinamento Trentino Pulito
Documenti allegati, di cui si riporta in seguito la sintesi, che saranno consegnati a consiglieri e assessori comunali e provinciali:
- Gassificazione e pirolisi;
- Osservazioni su teleriscaldamento.
PROVOCAZIONE oltre… ogni limite
H
o letto che anche a Trento è
presente “Se non ora quando” movimento trasversale
costituito da donne di diversa
età, professione, provenienza, appartenenza
politica e religiosa che si interessa di ridare
alla donna quella dignità sociale che spesso
risulta persa.
Si interessa di problematiche della donna
nel lavoro, nella politica, nella famiglia e delle violenze sulla cosiddetta “metà del cielo”.
Sì perché purtroppo anche nel nostro civilissimo Trentino i casi di violenza sono davvero
tanti. I dati sono relativi all’anno 2010: ottocentoventi violenze in un anno (da considerare che 820 sono il numero di donne che
hanno denunciato il sorpruso, ma non il numero di violenze subite) fra cui attacchi fisici, psicologici, stupri e per il 60% dei casi
aggressori e aggredita sono sposati o conviventi. Il fatto però più grave è che questi dati
sono in continuo aumento sia a livello nazionale che mondiale: speriamo solo che questo sia sinonimo di un maggior coraggio di
denunciare i fatti che non di un reale aumento di abusi! In Italia ogni tre giorni una
donna viene uccisa e 1 milione e 400 mila
sono le donne che hanno subito uno stupro
prima dei 16 anni. L’Onu ha stabilito che lo
stupro è un’arma di guerra. Perché? Perché
anche in pace nella nostra cultura sono presenti guerre interiori che mettono il genere
maschile contro quello femminile quando il
primo ha paura di perdere la gerarchia tradizionale.
In questa cultura un ruolo molto importante
l’ha sempre avuto la religione.
Infatti la maggior parte delle religioni ha come pilastro fondamentale il soggiogamento,
la repressione e l’annullamento della donna nel gruppo. La donna deve accettare il
ruolo di presenza eterea, passiva e mater-
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na, mai quello di autorità o di indipendenza,
oppure ne paga le conseguenze. Può avere
un posto d’onore tra i simboli, ma non nella gerarchia.
Non molto tempo fa un sacerdote ha esposto un volantino che riportava un estratto
della lettera apostolica ‘Mulieres dignitatem’
commentata dall’editorialista del sito Pontifex.it dal titolo ‘’Donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?’’ in cui si accusa la donna di meritarsi il peggio per essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia.
Ed ancora oggi questa teoria viene usata nei
tribunali per difendere degli stupratori. Ma
quale provocazione, anche se c’è, può giu-
stificare questa violenza,
qualsiasi tipo di violenza? Le donne che hanno subito maltrattamenti dicono che ogni volta
pensano “ Peggio di così non potrà essere. Sono riuscita a sopportare tutto ciò fino ad ora
in nome dei figli o di un
falso amore e perciò ce
la farò ancora”
Niente di più errato: è questa una spirale che trascina sempre più verso il basso e
dalla quale non si può emergere da sole. In
Trentino le donne vittima di violenza hanno a
disposizione più soggetti a cui potersi rivolgere: Centro antiviolenza, Alfid (associazione
laica famiglie in difficoltà), Punto d’approdo,
fondazione Famiglia materna, Casa padre
Angelo e Casa della giovane.
La strada da fare è ancora molta ma per fortuna anche la televisione ed il teatro cominciano ad affrontare in maniera seria ed intelligente questo argomento perché questa
violenza è una ferita sociale che tocca tutti noi.
Anna Mussi
Attualità
NORDdiTrento e... in Piazza a GARDOLO
2
Associazioni
Un CONCERTO natalizio veramente speciale
per il Corpo Musicale di Gardolo
“One, two, three” è il via del
maestro Mauro Barbera al Corpo Musicale
di Gardolo e le note invadono la chiesa di
Canova, il 23 di dicembre. Protagonisti sono
i sassofoni con la presenza eccezionale di
un ospite solista: il maestro Mario Ciaccio
della Banda della Polizia di Stato di Roma,
ma prima ancora responsabile, negli anni
passati della scuola musicale di Cles di cui
conserva ottimo ricordo.
Un programma impegnativo prende l’avvio:
da brani noti di Carnevali a musiche di Morricone a Tango Club e alla bellissima danza ebraica Hora Staccato che richiede un tempo
molto veloce e cui “i bandisti hanno risposto
con puntuale perizia tecnica”, come scrive lo
stesso maestro Ciaccio nella mail inviata dopo il concerto.
Anche i clarinetti fanno il loro figurone e il
maestro si congratula. Il pubblico applaude
estasiato. “Bravi” si leva da più parti.
stesso tempo che fa la differenza. È la presenza di un ospite qualificato come il maestro Mario Ciaccio che incanta con la sua esibizione e che arricchisce la già nota qualità
dei bandisti di Gardolo.
La magia è altro ed è altrove. È nella chiesa, nel misterioso messaggio natalizio che
rende gli uomini (e donne) diversi, che avvicina gli uni agli altri nel nome di un Cristo
che ha preferito nascere povero per portare il
messaggio della fratellanza e della grandezza dell’amore. La musica, questi concetti, li
esprime senza parole.
| numero
23 | marzo 2013 |
Con Internet siamo entrati
nella Terza Fase della storia
della conoscenza,
la prima è rappresentata
dalla scrittura,
la seconda dall’invenzione
della stampa.
A
nche tra gli over 50 e 60 di Gardolo le richieste di conoscere le
tecnologie, raccolgono consensi
oltre ogni aspettativa.
Le tecnologie informatiche sono infatti diventate parte integrante della vita odierna, sono
disponibili molti servizi online ed è possibile,
grazie ad internet, avere il mondo alla portata
Maria Annita Baffa
Insegnante, madre e socia ordinaria
del Corpo Musicale di Gardolo
Certo, il clima natalizio rende tutto più magico, ma questa volta la magia non c’entra.
È la competenza che viene messa in rilievo.
È il duro lavoro di un autunno freddissimo e
denso di prove che emerge. È la dirigenza di
un maestro paziente ma intransigente nello
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Campionato Italiano di Società di BOCCE
I
[1] youtube “Luca Mercalli: sprechi energetici e TAV”
[2] youtube “Che tempo che fa: Le strategie
energetiche nazionali - Luca Mercalli”
[3] youtute “Luca Mercalli”
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conoscere il mondo, una rete di collegamento efficace per cercare informazioni e comunicare con persone di tutto il mondo, diverse
e lontane da noi. Con internet si può lavorare da qualunque posto, dal paese più piccolo d’Italia puoi collegarti con la più grande biblioteca del mondo e girare pagine che non
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legate alle attività scolastiche, ma anche personali, turistiche, economiche; ad esempio si
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Centro Giovani “PUNTA REI”
Il soggetto di questo numero è Luca
Mercalli, importante e simpatico meteorologo e climatologo italiano. Il primo video che proponiamo è sugli spechi energetici e TAV [1]. Il secondo è sulle strategie energetiche nazionali [2]. Se vi sono piaciuti potete trovarne molti altri [3].
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con la controinformazione!
l 13 ottobre 2012 è iniziato
idonea per questo campionato, perché
ufficialmente il Campionato
è un impianto di sole due corsie di gioco
nazionale di società di bocce di
e ne servono quattro, pertanto, non gaserie “B” , come è noto il Careggiando a Canova, viene a mancare
nova partecipa per la terza stagione
quell’importante promozione di immagiconsecutiva. Il team trentino è l’ unine che meriterebbe il sobborgo. Di fatca formazione a gareggiare a questi
to, per seguire le gare, gli appassionati
livelli ed è diretto del tecnico Enrico
di bocce sono costretti a spostarsi a Villa
Facchinelli coadiuvato dal vice SerLagarina dove esiste una struttura sporgio Zanchetta dal presidente Livio
tiva moderna con le tribune ed i serviTasin e dai dirigenti Vernarelli Franco
zi necessari.
e Ceranelli Silvio. Al momento si può
Il Canova si augura di ottenere, anaffermare che la partenza del cam- stagione sportiva 2012-2013 che nelle prossime gare, risultati posipionato è di tutto rispetto: infatti la
tivi è raggiungere il traguardo a cui tutte
classifica parziale, quasi alla fine delle gare Martin Zdauc; Sergio Tiso di Borgo, capitano le squadre sportive mirano: il passaggio aldi andata, vede la squadra del Canova al pri- della squadra e Diego Divina campioni na- la categoria superiore. È ancora presto per
mo posto. È certamente questo un grande zionali, Alberto Facchinelli, un veterano delle cantare vittoria ma è giusto puntare sempre
risultato che gratifica tutto il lavoro dello staff bocce, anche lui campione nazionale, oltre a in alto. Per gli appassionati che vogliono see soddisfa tutti quelli che seguono, per pas- Simone Facchinelli, Luis Baldessarelli, Marco guire il percorso ed i risultati del Canova basione, questo sano e bellissimo sport.
Oss Pegorar, Renato Zorzi, Flavio Ballarini, I- sta collegarsi al sito internet gscanova.it , opBisogna, altresì, dire che quest’anno nella van Odorico, Paolo Tam, Lino Poloni e Car- pure seguire la pagina sportiva del quotidiasquadra del Canova sono tesserati atleti di lo Dallaserra, una grande squadra coesa che no Adige che pubblica sempre i risultati delvalenza nazionale ed internazionale, figura- per il momento è la formazione da battere.
le gare.
no tra questi il campione iridato sloveno Jure L’unica nota negativa è dettata dal fatto che
Livio Tasin
IL PRESIDENTE
Koziek assieme ai connazionali Erik Petr’ic e la struttura sportiva esistente a Canova non è
5
Associazioni
NORDdiTrento e... in Piazza a GARDOLO
4
MORALE della FAVOLA...
Non sempre gli amici sanno
come tirarti su,
ma trovano sicuramente un modo
per non lasciarti cadere!
iamo un gruppo di ragazzi di età compresa tra i 15 e i 20 anni
di Gardolo che si ritrova regolarmente il mercoledì tra le 18.30 e le
20.30 presso l’Ex Circoscrizione in via Soprassasso 1:
lo spazio fornitoci dalla Circoscrizione prende il nome di Centro
Giovani “Panta Rei”. I nostri obiettivi sono quelli di coinvolgere più ragazzi
possibili tra i 14 e i 25 anni nelle attività da noi organizzate e raggiungere
l’autonomia per la gestione di questo spazio. Stiamo portando avanti
l’iniziativa dal 2012, sia attraverso percorsi di formazione che attraverso
eventi pubblici che hanno contribuito a darci visibilità: la grande risposta
del pubblico ci ha fornito un considerevole stimolo per proseguire. Il progetto,
che continua sulla scia di quello dello scorso anno, è stato inserito all’interno
del Piano Giovani di Zona nella sezione “Cittadinanza attiva”.
Per fare ciò stiamo partecipando a delle serate formative curate da tre realtà
di cooperazione presenti a Gardolo: gli educatori di “Cooperativa Arianna”,
”Carpe Diem” e “Progetto 92” ci forniscono le nozioni necessarie
per imparare a svolgere il nostro futuro compito. Speriamo vivamente
di ottenere al più presto risultati ancora più concreti, riuscendo a trasformare
questo luogo in un punto di incontro per divertirsi e riflettere insieme.
Siamo anche su Facebook: Comune Agire Giovanile Gardolo.
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| numero
Diritti
“Ricordati che devi rispondere”
Amnesty Italia ha lanciato un’Agenda
in 10 punti per i diritti umani in Italia e
la sottopone ai leader delle coalizioni e
a tutti i candidati alle elezioni
M
ercoledì 23 gennaio, a un
mese dalle elezioni del 24 e
25 febbraio, Amnesty International ha lanciato la campagna “Ricordati che devirispondere. L’Italia e
i diritti umani”, attraverso la quale sottoporrà ai leader delle coalizioni in lizza (Berlusconi,
Bersani, Giannino, Grillo, Ingroia, Monti e Pannella) e a tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali un’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia. Dal modo in cui saranno affrontati i dieci punti della “Agenda per i diritti umani in Italia” dipende, secondo Amnesty International, in primo luogo la possibilità di costruire
in Italia un paese più libero e più giusto; in secondo luogo, la possibilità che l’Italia sia credibile nel dare il proprio contributo a un maggiore rispetto dei diritti umani nel mondo. Negli
oltre 50 anni della sua storia, Amnesty International ha spesso attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi su violazioni dei
diritti umani avvenute in Italia. Abbiamo pubblicato rapporti, raccolto firme, incontrato ministri. Abbiamo organizzato flash-mob e chiesto dibattiti parlamentari. Le attiviste e gli attivisti di Amnesty International sono stati presenti, in tutta Italia, nelle piazze, nelle università, nelle scuole.
Chi ci conosce sa quanto teniamo alla nostra
imparzialità, sa quanto siamo attenti a non
farci strumentalizzare, a perseguire sempre e
soltanto, con passione e rigore, l’obiettivo del
rispetto di tutti i diritti umani di tutte e di tutti.
Questo nostro modo di essere non cambia oggi. Fa parte del nostro DNA. Ma vogliamo fare qualcosa di diverso. Non staremo più, come in passato, lontani dai dibattiti e dai riflettori della campagna elettorale. Vogliamo dire
la nostra, vogliamo confrontarci - con la società civile, con le forze politiche, con i candidati e le candidate al Parlamento. Abbiamo scelto di presentare un’agenda per il futuro dei diritti umani in questo paese e su quella vogliamo sapere cosa pensano gli aspiranti
Presidenti del Consiglio. E non ci accontenteremo di promesse elettorali; chiediamo impegni, il cui rispetto sarà oggetto di verifiche rigorose - e pubbliche - nel tempo, e per tutto
il tempo necessario. Le principali ragioni della scelta di lanciare una campagna di Amnesty
sull’Italia in occasione delle elezioni sono due.
La prima viene da lontano ed è rappresentata dalla disattenzione storica della politica ita-
liana nei confronti dei diritti
Amnesty International re i diritti umani. È spesso eumani e dalla superficialità ha lanciato la campagna vidente che i politici non soe incoerenza con cui questi
no consapevoli della loro re“Ricordati che devi
vengono affrontati. Uomini
sponsabilità per il rispetto, la
rispondere.
L’Italia
e donne in politica fanno a
tutela e la realizzazione dei
e i diritti umani”
volte riferimento ai “diritti”;
diritti umani in Italia. Pare
spesso in maniera generiche i diritti umani diventino
ca, se non fumosa, evitando
importanti solo quando sodi fare riferimenti e di prenno violati in altri paesi e solo
dere impegni precisi. Altreta condizione che altri intetanto spesso si nota, nei diressi non sconsiglino di solscorsi e nelle interviste dei
levare il problema. Le nostre
politici, l’assenza di una veistituzioni se ne ricordano, a
ra cultura dei diritti umani. I
volte, quando si tratta di vodiritti umani sono definiti da
tare a favore di una risoluun quadro giuridico internazione in un organismo interzionale, che a volte va oltre
nazionale - sempre a condiquanto stabilito nel nostro
zione che questa scelta non
sistema giuridico. Ma che
sia problematica, non comnon per questo l’Italia non
prometta obiettivi giudicaè impegnata a rispettare - a
ti più importanti del rispetto
costo di modificare le nostre
dei diritti umani. La tendenleggi, a costo di prendere, qualche volta, posi- za a considerare i diritti umani come un prozioni scomode per chi vuole attirare dalla sua blema non italiano, che non riguarda la politica
parte determinati settori dell’elettorato. L’im- interna - ma solo, e a certe condizioni, la popressione è che, ancora oggi, non ci sia né la litica estera - ha comportato lacune legislatidovuta serietà né una sufficiente consapevo- ve gravi e scelte normative sbagliate, mancato
lezza da parte delle forze politiche italiane sul rispetto di obblighi internazionali, disinteresse
tema dei diritti umani internazionalmente rico- per le raccomandazioni e i richiami degli organosciuti e protetti.
ni internazionali di garanzia (da quelli delle NaOgni paese, e quindi anche il nostro, è tenuto zioni Unite a quelli del Consiglio di Europa) e
a rispettare, tutelare e realizzare i diritti umani. ha reso possibile la violazione dei diritti umani
Può essere utile chiarire meglio il significato di nel nostro paese.
questi tre concetti:
La seconda ragione della scelta di Amnesty InRispettare i diritti umani significa impedi- ternational di lanciare una campagna sui dire che lo Stato e i suoi organi violino i dirit- ritti umani in Italia in occasione delle elezioti. Le forze di polizia sono uno strumento pre- ni è legata all’attualità. In tempi di crisi ecozioso e indispensabile per difendere le perso- nomica, non porre al centro i diritti umani e
ne da attacchi violenti; se invece dei manife- il loro rispetto mette a rischio i diritti di molstanti pacifici devono temere di essere attac- te persone. Crescono le tensioni sociali e con
cati dai poliziotti o se persone in carcere subi- esse il pericolo che le richieste di diritti venscono trattamenti disumani, allora è lo Stato in gano affrontate con un uso della forza illegaprima persona a non rispettare e quindi a vio- le nelle piazze. La disoccupazione può acuilare i diritti umani.
re la violenza domestica e impedire alle donne
Tutelare i diritti umani significa per lo Stato di uscirne; le tensioni possono scaricarsi conanche impedire ad altri attori, siano essi per- tro gruppi più vulnerabili come migranti, persone fisiche o giuridiche, di violare i diritti di u- sone LGBTI, rom; problemi economici possona persona. Spiegare e combattere le cause no servire da pretesto alle aziende per evitadel femminicidio e della violenza domestica e re di rispondere delle violazioni causate dalle
offrire protezione alle donne in pericolo è com- loro attività. L’agenda di Amnesty International
pito dello Stato, se lo Stato non lo fa viene me- riguarda milioni di persone nel nostro paese e
no al suo obbligo di tutela.
potenzialmente molti altri nel mondo i cui diritRealizzare i diritti umani vuol dire creare le ti possono dipendere da scelte delle forze pocondizioni necessarie al godimento di tutti i di- litiche e delle istituzioni italiane. Il benessere di
ritti: quando in Italia ci sono persone talmente un paese si misura anche dalla situazione dei
povere o discriminate che la loro vita è ridot- diritti umani. Oggi, alla luce dei fatti, in Italia,
ta ad una lotta per la sopravvivenza, allora lo rispetto, tutela e realizzazione dei diritti umani
Stato è venuto meno al suo obbligo di realizza- non sono assicurati.
23 | marzo 2013 |
NORDdiTrento e... in Piazza a GARDOLO 7
La sottile linea bianca per ricordare AUSCHWITZ:
Essere donne, partecipare a una manifestazione, essere migranti, rom, gay, detenuti, significa rischiare di subire violazioni dei diritti umani. In tempi di crisi economica, con l’aumento delle tensioni sociali da una parte e, dall’altra, l’accento della politica sulle sole questioni finanziarie, questa situazione potrebbe aggravarsi. Nonostante i richiami dei comitati internazionali di monitoraggio e le richieste della
società civile, le falle del sistema e scelte politiche fuori luogo, hanno prodotto in questi anni violazioni, ingiustizia, sofferenza e disgregazione sociale. Un governo che ha cuore il paese, ha a cuore i diritti umani di chi ci vive e se
ne sente responsabile. Un parlamento che intende esercitare pienamente la sua funzione,
legifera per la protezione e il benessere di tutte e i tutti, nel segno dei diritti, della libertà e
della dignità di ogni persona.
Le richieste dell’Agenda in 10 punti per i diritti
umani in Italia sono: 1. garantire la trasparenza delle forze di polizia e introdurre il reato di
tortura; 2. fermare il femminicidio e la violenza
contro le donne; 3. proteggere i rifugiati, fermare lo sfruttamento e la criminalizzazione dei
migranti e sospendere gli accordi con la Libia sul controllo dell’immigrazione; 4. assicurare condizioni dignitose e rispettose dei diritti umani nelle carceri; 5. combattere l’omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani alle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate); 6. fermare la
discriminazione, gli sgomberi forzati e la segregazione etnica dei rom; 7. creare un’istituzione nazionale indipendente per la protezione dei diritti umani; 8. imporre alle multinazionali italiane il rispetto dei diritti umani; 9. lottare contro la pena di morte nel mondo e promuovere i diritti umani nei rapporti con gli altri stati; 10. garantire il controllo sul commercio delle armi favorendo l’adozione di un trattato internazionale.
L’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia è stata inviata, con una richiesta d’incontro,
ai leader delle coalizioni e delle forze politiche
ed è disponibile sul sito www.ricordatichedevirispondere.it, assieme a un appello che consentirà di aderire alle 10 richieste di Amnesty
International. Nel corso delle prossime settimane, il sito www.ricordatichedevirispondere.
it darà conto delle risposte, o delle mancate risposte, dei leader e di tutti i candidati.
Amnesty International
Gruppo di Trento
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D
6,3 km di percorso attraverso le vie della città
a oggi, 27 GENNAIO, fino a quando la prossima nevicata non se
la porterà via con i suoi fiocchi,
chiunque passeggerà per la città di Trento si imbatterà in una sottile linea
bianca lunga sei km e quasi trecento metri. La seguiranno gli amanti del jogging in
Lung’Adige Leopardi, la vedranno gli abitanti del quartiere di San Martino e anche chi aspetterà l’autobus alla fermata di Piazza Fiera, non potrà fare a meno di notarla.
L’autrice di questo singolare progetto, una
delle tante iniziative organizzate dal capoluogo trentino per la Giornata della Memo-
ria 2013, è la giovane artista Valentina Miorandi, con il supporto dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), del Comune di Trento e il patrocinio della Provincia,
della Fondazione Museo Storico del Trentino,
del Mart, di Arte Boccanera e Campomarzio e l’adesione della comunità ebraica di
Merano, di Terra del fuoco
Fiera si è radunata una fol175 ettari.
Trentino, l’Unione degli Unila di persone a piedi, qualUn’area esattamente
versitari, Arci Gay e Lesbicuna in bicicletta, chi col
grande quanto il campo
che. Valentina ha pensato
cane al guinzaglio. A turdi sterminio
di tratteggiare un percorso
no hanno spinto la carriola
di
Auschwitz
II
Birkenau
che si snoda per le vie e le
segnacampo carica di polin
Polonia
piazze della città, da seguivere di gesso che ha tracre marciando a piedi in gruppo. Partendo da ciato la linea, una linea affatto precisa ma
Piazza Fiera, la linea bianca passa per Piaz- piena di curve e con qualche simpatica deza Venezia e arriva fino a San Martino, rag- viazione imprevista. In questo modo ognuno
giunge via San Severino e via Monte Baldo, ha potuto contribuire simbolicamente a die poi risalendo attraverso via Veneto, ritorna segnare una parte del percorso, rendendosi
attraverso Corso Tre Novembre e via San- conto delle effettive dimensioni del campo in
ta Croce al punto di partenza. Un perimetro maniera diretta e dando così una forma concreta a uno degli innumerevoli dati numerici
spesso ricordati in quest’occasione. Questo
era proprio l’obiettivo della giovane artista,
che sperava nel coinvolgimento di un buon
numero di persone.
E la partecipazione infatti non è mancata.
Bambini e famiglie, membri delle associazioni e qualche autorità, come l’Assessore
comunale per le attività culturali Lucia Maestri (nella foto), in tutto più di un centinaio di
persone hanno camminato insieme nell’ aria fredda del mattino.
che racchiude una superficie di ben 175 et- Hanno compiuto un’azione in fondo semtari. Un’area esattamente grande quanto il plicissima, camminare, ma profondamente
campo di sterminio di Auschwitz II Birkenau simbolica, che è riuscita a riunire persone
in Polonia, dove quei 175 ettari racchiude- diverse, tutte per ricordare la tragedia della
vano più di centomila persone, quasi quanti Shoah con una piccola esperienza di condisono oggi gli abitanti dell’intera Trento. Co- visione vissuta su un piano fisico, che forse
sì, a partire dalle 9.30 del mattino, in Piazza per questo rimarrà più indelebile.
Scegliere tra la felicità e il senso di giustizia
M
olti di noi sono restii a perdonare. Coccoliamo i torti ricevuti perché ci fanno
sentire moralmente superiori. Rifiutare il perdono ci dà una sensazione di potere, spesso su qualcuno che altrimenti ci farebbe sentire impotenti. L’unico
potere che abbiamo su di loro è di rimanere in collera. (...)
Il ruolo della vittima ci può dare una certa
soddisfazione emotiva, ma è negativo per
due ragioni. Primo, ci estrania da una persona alla quale potremmo essere vicini. (E se
diventa un’abitudine, come spesso accade,
ci allontaniamo da molte persone alle quali
potremmo essere vicini). Secondo, fa sì che
ci sentiamo vittime: indifese, passive e preda di altri. Vale la pena di sentirsi in questo
modo per una sciocca sensazione di superiorità morale? (...)
Più teniamo viva un’offesa dicendo a noi
stessi: “A quella persona non importa dei
miei sentimenti”, più recepiamo dentro di
noi questo messaggio: “I miei sentimenti
non meritano considerazione”. Nel momento in cui perdoniamo e consideriamo il torto
vere con persone imperfette. (...) Un’ostinata
ricerca di giustizia ci isola dagli altri; la ricerca della felicità ci consente di superare i nostri difetti e di entrare in contatto con gli altri. E per quanto possa sembrare strano, forse la felicità è un valore più autenticamente
religioso del senso di giustizia.
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Biblioteca comunale di Trento
Sede di Gardolo
piazzale L. Groff, 2 - tel. 0461/889815
[email protected]
ORARIO DI APERTURA
lunedì e venerdì
9.00-12.30
dal lunedì al venerdì
14.30-18.30
Harold S. Kushner
(scrittore e rabbino americano), “Nessuno ci chiede
di essere perfetti” - ed. Neri Pozza, 1997
ricevuto non come cattiveria o noncuranza
verso i nostri sentimenti, ma come risultato della debolezza, dell’impazienza e dell’imperfezione dell’uomo, liberiamo l’altra persona dal ruolo di cattivo, ma contemporaneamente riscattiamo noi stessi da quello di
vittime. Guardate i bambini quando litigano
tra loro e subito fanno pace: preferiscono la
felicità a un implacabile senso di giustizia.
Anche noi possiamo scegliere la felicità invece di un implacabile senso di giustizia. (...)
Felicità significa concedere agli altri il diritto
di essere umani, deboli, egoisti e di tanto in
tanto smemorati, e renderci conto che non
abbiamo alternativa se non quella di convi-
COLONIA ALPINA DI GARDOLO
S
i comunica che sono aperte le iscrizioni, per il turno di colonia anno 2013 a Gionghi
di Lavarone, dei bambini-ragazzi in età scolare (nati dall’anno 1999 all’anno 2007):
periodo unico dal 30 giugno al 14 luglio 2013
Il ritiro e consegna dei moduli relativi vengono effettuati presso la Circoscrizione di Gardolo Piazzale - Lionello Groff, 1. Termine delle iscrizioni 17 maggio 2013 (fino ad esaurimento dei posti disponibili - n° 45). Ricordiamo inoltre che entro il 17 maggio 2013
dovranno essere presentate (presso la Circoscrizione di Gardolo) anche le domande di
assunzione per il personale assistente-animatore e personale inserviente (età minima 18 anni). Per eventuali informazioni ci si può rivolgere ai seguenti numeri telefonici:
0461-990279 - 0461-960374. Con l’occasione il Consiglio della Colonia porge a tutta
la comunità vivissimi e cordiali saluti.
IL PRESIDENTE Gilli Sergio
Memoria Lettura
6
| numero
Salute e Erbe
Salviamo la PELLE!
L
a pelle è l’organo del nostro corpo
con la maggiore estensione. Ha una superficie che può raggiungere i
2 mq ed il suo peso è compreso tra
i 15 e i 17 kg. Il suo spessore varia da 0,5
mm a livello delle palpebre fino ai 4-6 mm
nelle zone più spesse come il palmo delle
mani e la pianta dei piedi.
Ad un primo esame, la pelle sembra possedere una superficie liscia, in realtà è dotata di numerosi avvallamenti e creste che oltre a definire le impronte digitali a livello dei
polpastrelli, garantiscono l’estensibilità che
ci consentono i movimenti.
La pelle ha molteplici funzioni, fondamentali per la buona salute del nostro organismo
e della nostra psiche. Vediamo qui di seguito le principali:
Funzione di rivestimento flessibile e resistente: rappresenta una barriera alla penetrazione di sostanze chimiche e di microrganismi patogeni;
Funzione protettiva: la pelle impedisce non solo la fuoriuscita di sostanze utili al nostro organismo (ad esempio, l’acqua
non abbandona il nostro corpo in modo incontrollato poiché la traspirazione è regolata dalla pelle) ma anche l’effetto dannoso di
sostanze chimiche e di radiazioni (per esempio, con la produzione di melanina, la pelle
è in grado di neutralizzare gli effetti dannosi
delle radiazioni solari).
Funzione secretiva: attraverso il sudore ed il sebo espelliamo sostanze dannose
e residui di farmaci; con la sudorazione, inoltre, regoliamo la temperatura del nostro
corpo.
Funzione sensitiva: la pelle è la sede del
tatto, ma attraverso di essa possiamo anche
avvertire il dolore, il caldo, il freddo, il prurito che ha la funzione di avvertire l’organismo della presenza di una sostanza pericolosa o dannosa.
Funzione di assorbimento: le sostanze
applicate a livello cutaneo possono essere
assorbite e raggiungere la circolazione sanguigna. Questa funzione è sfruttata a nostro
vantaggio per la terapia con alcuni farmaci (ormoni, anti-ipertensivi….in cerotto), può
però risultare svantaggiosa quando ad essere assimilate sono le sostanze tossiche.
Funzione ormonale: la pelle contribuisce
alla produzione di vitamina D, importantissima per la formazione delle ossa.
Funzione sociale: la pelle è un organo visibile ed è specchio del nostro stato di salute
e della nostra attenzione e cura per il corpo.
Struttura della pelle
Dal punto di vista anatomico, la pelle è formata da 3 strati: ipoderma, derma ed epidermide.
L’ipoderma è lo strato più profondo ed è
responsabile della regolazione della temperatura, si comporta da deposito del grasso
corporeo e svolge un’azione cuscinetto. Il
suo spessore varia tra diverse zone del corpo, in base allo stato nutrizionale dell’individuo e in base al sesso.
Il derma è lo strato intermedio, ricco di nervi e vasi sanguigni: dal lato dell’ipoderma ha
una struttura reticolare di collagene ed elastina che fanno da supporto, mentre nella
zona rivolta verso l’epidermide ospita terminazioni nervose sensoriali.
L’epidermide, lo strato più esterno e a contatto con l’ambiente. La sua struttura è ricca
di cellule che prendono il nome di cheratinociti che nascono nello strato più interno e
si spostano progressivamente verso l’ester-
no. Arrivati allo strato corneo, i cheratinociti prendono il nome di corneociti, che si
accumulano in strati l’uno sopra l’altro fino
a staccarsi lasciando il posto a nuovi cheratinociti. Il continuo ricambio cellulare epidermico è tale che si calcola che ognuno di noi
perda un milione di cellule al giorno!
Oltre ai cheratinociti, nell’epidermide troviamo i melanociti, che producono melanina
e conferiscono il colore della pelle, le cellule
di Langerhans (azione immunitaria) e le cellule di Merkel (recettori tattili). L’epidermide
dei palmi delle mani e delle piante dei piedi
è dotata di uno strato lucido che regola l’uscita dell’acqua ed impedisce l’ingresso di
sostanze che si sciolgono in acqua.
Una pelle normale e sana è naturalmente idratata grazie alla presenza, sull’epidermide, di un insieme di sostanze (acqua,sebo
e fattore idratante naturale), prodotto dalle cellule della pelle, che prende il nome di
Mantello Acido Idrolipidico: si tratta di una
crema naturale che ognuno di noi produce
per se stesso.
Questa miscela (MAI) ha la capacità di tenere insieme, come se fosse un cemento,
le cellule dello strato corneo e rende così la
pelle resistente, flessibile ed elastica.
Il MAI, che costituisce lo sporco normale che
quotidianamente rimuoviamo con la detersione, non va rimosso eccessivamente, non
Tipi di pelle
Il patrimonio genetico di ognuno di noi governa, tra l’atro, anche il tipo di pelle che siamo destinati ad
avere. Tuttavia, nel corso della vita, le nostre abitudini comportamentali e l’ambiente in cui viviamo possono rafforzare o modificare, peggiorandole, le caratteristiche della nostra pelle. La pelle viene in genere classificata in quattro tipologie: normale, secca, mista e grassa.
La PELLE GRASSA è in genere spessa, consistente, untuosa al tatto e caratterizzata dall’aspetto lucido. Il sebo di cui è ricca può diventare fluente con dotti follicolari dilatati e ben visibili ad occhio nudo. Per ovviare a tale problematica, è opportuno utilizzare prodotti riequilibranti ed astringenti. Inoltre, se il sebo ristagna nel follicolo, possono formarsi comedoni (punti neri) e brufoli. Ciò in special modo quando la pelle ha uno strato corneo ispessito che possiamo trattare con prodotti esfolianti. La
pelle grassa risulta anche particolarmente sensibile alle infezioni e necessita di trattamenti purificativi e seboriequilibranti.
La PELLE può essere SECCA per mancanza d’acqua o per assenza di sebo protettivo. Le due situazioni possono anche verificarsi in contemporanea. La pelle secca si presenta sottile con screpolature
e fessurazioni. La detersione deve prevedere l’impiego di prodotti delicati per evitare il senso di stiramento, frequente con prodotti troppo aggressivi. Il trattamento deve prevedere l’aggiunta di prodotti idratanti con aminoacidi, urea, lattato e zuccheri. Quando la carenza è attribuibile principalmente al
sebo, occorrono prodotti a base di acidi grassi insaturi, trigliceridi e simili.
La PELLE MISTA è caratterizzata dalla presenza di zone con pelle secca e zone con pelle più grassa
(per esempio sul viso la classica T-fronte-naso-mento).
La PELLE NORMALE si presenta morbida, non è grassa né secca, non tende a squamarsi. È tipica
delle persone giovani e va trattata con prodotti in grado di mantenerne la morbidezza e l’idratazione.
23 | marzo 2013 |
NORDdiTrento e... in Piazza a GARDOLO 9
na 8 e 9 potrai trovare qualche suggerimento per prodotti ad applicazione cutanea utili
per la conservazione o il recupero di un buono stato di salute della pelle.
Altro fattore importante per la salute della
pelle è il tipo di alimentazione: il consumo di
alcolici, ad esempio, è deleterio per la pelle,
oltre che per il fegato; le intolleranze alimen-
IDRATAZIONE:
acqua ed acido jaluronico
L’idratazione cutanea rappresenta il parametro più importante per la salute della pelle: essa dipende dalla presenza di acqua e di acido jaluronico, ma se il contenuto d’acqua dipende dalle caratteristiche dell’ambiente in cui
viviamo(ambienti secchi disidratano la pelle),
l’acido jaluronico si comporta come un idratante eccezionale dal momento che riesce a catturare tante molecole d’acqua e a trattenerle
conferendo alla pelle un aspetto idratato, turgido e disteso. Per queste sue caratteristiche l’acido ialuronico trova diffuso impiego in ambito
cosmetico nei prodotti specifici per l’idratazione della pelle, l’attenuazione delle rughe.
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tari possono avere manifestazioni cutanee di
diverso tipo. Occorre perciò porre attenzione
alle proprie abitudini alimentari. Sempre più
diffusa è inoltre l’integrazione alimentare: ingredienti specifici come aminoacidi, vitamine, minerali, acidi grassi polinsaturi, antiossidanti… possono essere assunti singolarmente o associati tra loro in prodotti complessi per una pelle in buona salute .
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apparecchiature medicali specifiche, nei mesi di febbraio, marzo e aprile potrai eseguire un controllo dello stato di salute della pelle. In particolare, per il viso, è possibile
misurare e controllare il livello di idratazione
della pelle, il sebo presente sulla pelle, il pH,
l’elasticità e la melanina. È inoltre possibile eseguire un controllo specifico per la cellulite, per il cuoio capelluto ed i capelli. È
gradito l’appuntamento anche telefonico (tel.
0461.422.455).
va modificato nelle sue caratteristiche: è
perciò da evitare l’utilizzo di detergenti troppo aggressivi e in quantità eccessiva. Infatti
il MAI inoltre svolge funzione di barriera antidisidratazione e di idrorepellenza. Il suo pH
è acido e ciò gli attribuisce un effetto protettivo dalle infezioni: l’utilizzo di detergenti o
sostanze che modifichino il pH innalzandolo
comporta l’esposizione del soggetto ad infezioni e alla denaturazione delle sostanze che
compongono il MAI stesso.
Quando la pelle è sottoposta all’azione aggressiva di agenti atmosferici, di sostanze
irritanti, all’inquinamento, allo stress, all’invecchiamento e/o a patologie, la produzione del Mantello Acido idrolipidico potrebbe
non essere sufficiente. È opportuno, in tali casi, aiutare la pelle proteggendola e nutrendola attraverso l’applicazione di prodotti specifici di reintegro. Nei riquadri di pagi-
La naturale evoluzione della crescita è il processo d’invecchiamento, e come tutti gli organi, anche la
pelle subisce modificazioni ben visibili allo sguardo. Con l’avanzare dell’età, il naturale turnover cellulare rallenta e l’epidermide va incontro ad un generale assottigliamento ed una perdita di elasticità. Lo
strato corneo appare cartilagineo e rinsecchito. A livello del derma, il rallentamento della proliferazione cellulare comporta una riduzione delle fibre elastiche e del collagene, un rallentamento della circolazione sanguigna con accumulo di tossine e scarsa nutrizione dei tessuti.
Intorno ai 30anni possono iniziare i processi che porteranno, gradualmente, all’avvizzimento cutaneo,
all’afflosciamento della pelle, alla perdita di elasticità e alla formazione di strie (smagliature) e doppio
mento. La riduzione dell’acido jaluronico causa disidratazione tale da determinare la formazione delle rughe che nella donna sono strettamente legati al climaterio e al crollo ormonale che lo caratterizza.
Le rughe, oltre all’invecchiamento, trovano causa anche in alcune abitudini comportamentali: la contrazione della bocca quando si fuma, l’ammiccamento frequente degli occhi (nei miopi), il ravvicinamento delle sopracciglia alla radice del naso nel pensatore, portano alla formazione di quelle che prendono il nome di rughe d’espressione.
I prodotti antirughe vanno impiegati a scopo preventivo e come coadiuvanti nel combattere la comparsa di rugosità anche se non possono ringiovanire la pelle. Già verso i 30anni è opportuno cominciare ad utilizzare prodotti in grado di contrastare i segni dell’avanzare dell’età, puntando in particolar modo a mantenere il grado di umidità, a combattere la perdita di elasticità e la disidratazione tipica della pelle matura. Nello stesso tempo occorre evitare il blocco della traspirazione con prodotti con
effetto tappo ed evitare quei fattori ambientali in grado di accelerare l’invecchiamento cutaneo (radiazioni UV o solari).
Riguardo alla pelle del corpo., va posta attenzione anche alla scelta degli indumenti: per esempio, l’utilizzo di fibre sintetiche per molto tempo impedisce la traspirazione; gli indumenti molto stretti hanno
un effetto abrasivo sulla pelle per sfregamento.
’uva ursina è un piccolo arbusto strisciante, sempreverde e tipico delle zone alpine. Le foglie coriacee sono di colore verde scuro e presentano nervature laterali che
conferiscono il caratteristico aspetto zigrinato. I frutti della pianta sono bacche globulose non commestibili, di colore rosso e sapore fortemente aspro.
La droga è costituita dalle foglie secche, le quali contengono un insieme molto amplio e
variegato di molecole. Tra i principi attivi di maggior interesse ricordiamo i glicosidi fenolici,
in particolare l’arbutina e la metilarbutina, dotati di azione battericida a livello delle basse
vie urinarie. Nelle foglie sono inoltre presenti flavonoidi (es. miricetina, quercetina), tannini
(es. corilagina), iridoidi, terpenoidi, allantoina e tracce di un olio essenziale.
Tutte queste sostanze conferiscono all’uva ursina notevoli proprietà astringenti, toniche,
antinfiammatorie, antidolorifiche ed antiossidanti. I glicosidi fenolici (arbutina e metilarbutina) devono subire molte modifiche all’interno del nostro corpo prima di poter esplicare le loro importanti funzioni. Infatti questi composti vengono trasformati dall’apparato digerente e successivamente trasportati ai reni sotto forma di idrochinoni. Gli idrochinoni rappresentano le
forme attive dei glicosidi fenolici e sono dotati di grandi
proprietà antimicrobiche.
La Commissione E tedesca raccomanda l’utilizzo
dell’uva ursina per il trattamento delle infezioni dell’apparato urinario, in
caso di minzione dolorosa e cistite. Occorre prestare molta attenzione
in quanto gli idrochinoni risultano tossici se assunti a dosi eccessive o
per periodi di tempo prolungati; ricordiamo che 5 g di idrochinone (corrispondenti a circa 100 g di droga secca) possono provocare morte.
Si consiglia di utilizzare questa pianta per un tempo massimo di una settimana e per non
più di 5 volte all’anno. L’uva ursina è controindicata in caso di gravidanza, allattamento e
non deve mai essere assunta da soggetti di età inferiore ai 12 anni. A seguito di terapia
con uva ursina possono manifestarsi effetti collaterali transitori a carico dell’apparato digerente (es. nausea e vomito).
È importante chiedere sempre consiglio al vostro medico o farmacista di fiducia prima di
utilizzare preparati a base di uva ursina e diffidate dalle terapie fai da te.
dott. Moggio Michele
Medico Farmacista - Dipartimento di ricerca e sviluppo - 340.6168501 - [email protected]
Via E. Sestan, 29 I 38121 Trento I tel. 0461 821356 I fax 0461 422462 I [email protected]
www.effeerre.tn.it
Salute e Erbe
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E se è vero che con un poco di zucchero,
la pillola va giù... ora sapete cosa
può fare il sale.
Da www.tuttogreen.it
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l Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di
Gardolo propone una serata informativa,
che sarà ripetuta in tutti i rioni del sobborgo, sul tema della prevenzione incendi
nell’ambiente che più frequentiamo, cioè la
nostra abitazione.
Con il supporto di esperti della Scuola Provinciale Antincendi di Trento vogliamo presentare, nel modo più semplice ed immediato possibile, i rischi ed i pericoli connessi
all’installazione, all’utilizzo ed alla manutenzione di impianti termici: dalle stufe a legna
alle caldaie, dai piani cottura a tutti i componenti che costituiscono gli impianti domestici per la produzione di calore. Anche questi
impianti subiscono, con il tempo, un normale
invecchiamento ed è importante conoscere
che tipo di manutenzione è necessario eseguire su di essi e con che frequenza, per la
propria e l’altrui sicurezza, nonché gli obblighi di legge che si è tenuti a rispettare. Oltre
ad un momento in cui speriamo di diffondere
ancora più la cultura della sicurezza e della
prevenzione, sarà l’occasione per noi per entrare in contatto con la popolazione di Gardolo e far conoscere un’altra parte dell’attività
dei Vigili del Fuoco Volontari di Gardolo, che
altrimenti conoscerebbero solo in caso di
un intervento. E potrebbe anche essere un
momento, per chi ha la passione e la curiosità per i pompieri, per avere informazioni su
come si entra a far parte dei Vigili del Fuoco
Volontari.
L’ingresso è gratuito ed aperto a tutti: vi
aspettiamo numerosi!
Ringraziamo fin d’ora la Scuola Provinciale
Antincendi di Trento per la collaborazione, la
Circoscrizione e tutte le associazioni gardolesi che hanno supportato quest’iniziativa,
mettendo a disposizione le sale e pubblicizzando la serata tra i propri componenti e
sostenitori.
CALENDARIO DELLE SERATE
Venerdì 15 marzo 2013 ore 20.15
CANOVA – Sala La Casetta, via Avisio 4
Venerdì 22 marzo 2013 ore 20.15
CENTRO ISLAMICO - Via Soprasasso 24/3
Venerdì 05 aprile 2013 ore 20.15
MELTA - Sala circoscrizionale via Giongo 7
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SOLUZIONE DEL CRUCIVERBA DI PAGINA 12
PANE E PASTICCERIA
38121 Roncafort - Gardolo (TN)
tel. 0461.993272 - fax 0461.1591805
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GARDOLO
Orario
MATTINO > 6.00-13.00
POMERIGGIO > 15.30-18.30
| numero
23 | marzo 2013 |
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ante volte ho pensato al ricordo
più lontano che ho “archiviato”
negli scaffali della mente e sempre è affiorato il grosso muso di
un cane che, mi hanno detto i miei genitori,
era grande amico dei miei primi anni. Lo vedo in particolare in un’occasione molto singolare: avevo la pertosse (toscaina) e non
so per quale consiglio e per quale esperienza risaputa dei miei, mangiavo la pappa con
“Leone” il nostro cane da guardia. Come mi
è stato poi raccontato, la pertosse è scomparsa nel giro di poche ore, ma ahimè il povero Leone se l’è presa
lui, quel cane, che generosamente ed inconsapevolmente si era
sacrificato per il suo padroncino.
Credo di aver avuto quattro o cinque anni. E dei cinque anni, gli anni dell’asilo, ho tanti altri ricordi. Ricordi che raccontati adesso hanno
dell’incredibile. L’asilo di Gardolo era nel fabbricato dove ci sono ancora le scuole elementari di Via S.
Anna. Si entrava dal portone grande, si attraversava il cortile interno e nell’atrio,
sul lato destro del piazzale, dove c’è anche la
scala di pietra che porta al piano superiore. Lì,
quasi all’aperto, erano sistemati gli attaccapanni dove, riconoscibile dalle figurine, ognuno aveva il proprio posto per appendere, più
che il paltoncino o la maglietta, la “borsata”,
sacchetto si stoffa con un legaccio che serviva
da chiusura e anche da tracolla, dove la merendina consisteva il più delle volte in una mela, ma non molto grossa perché sarebbe pe-
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Primi RICORDI!
sata troppo. Nelle giornate più fortunate, ma ci
doveva essere una buona scusa di festeggiamenti o una ricorrenza particolare, in una carta “oleata” trovavo un pezzo di torta “gradela”
o un po’ di biscotti fatti in casa. Io abitavo così
vicino all’asilo che non era necessario mi accompagnassero. Abitavo infatti a casa Chiogna e più tardi in Via Tosetti e pertanto di fronte al grande portone di legno. La strada inoltre
stino della merenda. Lei, figlia del padrone del
forno, aveva un bellissimo cestino di vimini. Aspettavo, mettevo la mia borsetta-sacchettino
sul gancetto contrassegnato dalla casetta-canile e se il cestino non era ancora al suo posto, indugiavo nell’attesa finché lei arrivava,
accompagnata dalla sua mamma, una signora molto alta che per me così piccolino era ancora più alta. Le davo la mano ed entravo nella stanza dove tutti gli altri bambini
vociavano e giocavano assistiti dalla Fortunata e dalla Gisela che fungeva anche da cuoca. La cucina era
sistemata in un “volt” dove per accedere si doveva scendere tre-quattro gradini. Allora di certo non notavo
lo squallore del locale e tantomeno
del sistema di “abbeveraggio pomeridiano”. Anche questo è un ricordo
che non si cancellerà mai dalla mia
Asilo di Gardolo, anni ’30 mente. Nel bel piazzale ombreggiato dagli ippocastani, che erano già
in quei tempi non presentava particolari peri- grandi allora, e che ancora oggi sono il verde
coli, passavano prevalentemente carri traina- del piazzale delle scuole, ci si accedeva attrati da cavalli o da buoi e le macchine si poteva- verso la porticina a nord del fabbricato e trono contare sulle dita delle mani in tutta la gior- vavamo, specialmente d’estate, ristoro e frenata. Arrivavo presto nell’atrio degli attacca- scura sedendoci sulle panchine sistemate in
panni ed indugiavo parecchio in attesa della cerchio. Li la Fortunata, già molto sorda alloprima amichetta della mia vita, quella bimba ra, ci raccontava le fiabe e ci faceva dire tante
che ispirava le mie prime attenzioni per il gen- tante orazioni. Arrivava l’ora della merenda e
til sesso. Era sufficiente per me aiutarla a to- per chi aveva sete la Gisela, col suo grembiugliersi il soprabitino o la maglietta e sistemarla le nero, (io l’ho sempre vista così, forse pernel gancetto della ciliegina assieme al suo ce- ché è rimasta vedova molto giovane) ci servi-
va l’acqua fresca attinta da un secchio di zinco
con un mestolo che sapeva di alluminio. Nessuno però ci faceva caso, si beveva e si sbavava in quel “cazot” uno dopo l’altro all’insegna dell’igiene più rigorosa e siamo diventati
sani e grandi. Altro ricordo degli anni dell’asilo è il “saggio”. Erano gli anni 28-29 e l’italianità conquistata con la grande guerra era ancora molto latente in tutti i grandi e specialmente negli educatori che dovevano far radicare i sensi più italianistici alle giovani leve iniziando appunto all’Asilo. Per questo non mancava mai al saggio un quadro intitolato all’Italia, alla bandiera tricolore. Ed appunto ad uno
di questi quadri i miei ricordi fanno testo. Tre
gruppi di bambini e bambine con dei vestitini,
preparati diligentemente e con grande amore dalle nostre mamme o sorelle maggiori, nei
tre colori dell’ amata bandiera, dopo alcune evoluzioni preparate con passione e trasporto,
dall’allora signorina Alda Pedrolli che suonava
il piano e ci insegnava le canzoncine.
Dovevamo disporci in tre file e formare la bandiera. Io ero il primo della fila dei bimbi con
il vestito rosso e ad un cenno della maestra
dovevo portarmi in proscenio e tutti gli altri
dietro. Forse fin da allora covavo dentro di me
la passione per il teatro, che poi mi avrebbe
fatto calcare le scene con la Filodrammatica
dell’Oratorio, fatto è che non pago di essere
il primo in testa mi sono spinto tanto in avanti
sul proscenio che, a chiusura del sipario, ne
sono rimasto fuori, non per molto perché una
mano mi ha preso di peso e mi ha ritirato dietro il telone.
Sergio Tomasi
I MITICI PERSONAGGI della nostra INFANZIA
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ella Roncafort dei primi anni ’60, quando i mezzi di co- ta, la fecero ubriacare in una cantina, sperando che l’alcool la
municazione erano scarsi (quasi tutti possedevano una stordisse a tal punto, ma quando fecero per metterle le mani
radio, ma il telefono era prerogativa di pochissimi) e viaggia- addosso, lei si ribellò come una furia e li picchiò di santa ragiore non era un’abitudine così diffusa, l’arrivo in paese di per- ne, lasciandoli col dilemma irrisolto! Un altro avventore, accolsonaggi estranei alla comunità era accolto con grande cu- to sempre con un certo timore, era “quello dei limoni”: un uomo
riosità e, talvolta, con diffidenza. Alcuni di questi personaggi, mingherlino, sdentato, al quale nessuno - evidentemente - aveva mai chiesto il nome e che si presentava
all’occhio fantasioso dei bambini, sembraAlcuni
di
questi
in sella ad un Paperino col suo vestito nero
vano l’incarnazione dei protagonisti di una
personaggi,
all’occhio
e la coppola in testa. Vendeva i limoni cafiaba messa in scena ciclicamente: come
sa per casa e s’era diffusa la voce che voattori recitavano la loro parte e poi se ne
fantasioso dei bambini,
andavano; nessuno si preoccupava di sa- sembravano l’incarnazione lesse attentare alla virtù femminile, ragion
per cui le contrattazioni sul prezioso agrupere da dove venissero, dove abitassero,
dei protagonisti di
se avessero famiglia. Il più enigmatico o la
una fiaba messa in scena. me si svolgevano alla finestra, aprendola
solo quel tanto che bastava per lo scampiù enigmatica era la Maria: un essere umano di poche parole, di corporatura notevole, vestito con una bio; bambine e ragazze si nascondevano a debita distanza, alunga tunica chiara, una barba fluente e capelli lunghi (stile Ge- spettando che se ne andasse per tornare a muoversi in libertà.
sù Cristo nel film di Zeffirelli), del quale nessuno era mai stato Molti anni più tardi si scoprì che il suo atteggiamento di fronte
in grado di stabilire se fosse uomo o donna; il nome femmini- al gentil sesso serviva a mascherare, in realtà, grande timidezle le/gli era stato dato, o appioppato, per compensare l’aspetto za ed imbarazzo. Tra le numerose “comparse” è giusto ricordamaschile suggerito dal volto barbuto. La Maria era specializza- re anche le sorelle milanesi commercianti di biancheria per la
ta nella riparazione delle funi di cuoio, quelle che servivano ad casa: le due signore, non più giovanissime, sciorinavano sui taassicurare il carico sui carri dei contadini (fieno o covoni o cas- voli delle povere cucine bellissime lenzuola, morbide coperte di
se di frutta): arrivava in paese una o due volte l’anno, si fermava lana, asciugamani di lino, tovaglie e copriletto ricamati, suscinella stalla o nell’androne di una casa rurale dove tutti i conta- tando l’ammirazione e il desiderio delle massaie che, in previdini portavano le funi lacere ed eseguiva il suo lavoro per pochi sione delle future nozze delle loro figlie, usavano accumulare in
soldi, accontentandosi di ricevere vitto ed alloggio. Solo pochi un baule la cosiddetta dote. Qualche volta si comprava qualcoanni fa ho appreso che la Maria non veniva da un altro pianeta, sa, pagandola anche a rate e bisogna ammettere che la qualima da Canezza di Pergine, e ho sentito pure un aneddoto che la tà dei tessuti, al di là dei gusti e delle mode, era davvero ecceriguardava: alcuni contadini di Aldeno, decisi una volta per tut- zionale, se ancora oggi quella biancheria è in ottimo stato, dopo
te a scoprire qual sesso si celasse dietro quella tunica sforma- un uso pluriennale. Molti altri erano i protagonisti ambulanti sul-
la scena di Roncafort: dall’arrotino all’ombrellaio, alle vecchie sedonere (commercianti di utensili di legno) di Erto con la loro gerla, dal frate della cerca allo straccivendolo, dal “Moro” (il gelataio) all’esattore delle bollette dell’energia elettrica. Ma il
mio ricordo, su tutti, va a un povero mendicante, che si presentava con un fagotto
di carta grezza sotto l’ascella: per rispetto
non entrava mai nelle case, non chiedeva
denaro ed accettava qualsiasi cosa potesse calmargli i morsi della fame. Qualcuno
gli dava delle mele, qualcun altro del pane: chiedeva il permesso di poter consumare quel poco seduto sulla panchina davanti a casa. Mia madre lo invitava sempre a condividere con noi un piatto di minestrone caldo (a quei tempi il minestrone era una specialità quasi giornaliera, insieme alla polenta) e lui lo sorbiva senza
nemmeno alzare gli occhi dal tavolo, il che
suscitava in noi bambini una curiosità ancora maggiore. Ad un certo punto non è
più venuto, ha mancato per sempre il suo
appuntamento autunnale e l’amarezza per
non aver più saputo nulla della sua sorte
ha lasciato in me un sottile dispiacere, che
nemmeno dopo tanti anni sono riuscita a
fugare. MaGiCo
Ricordi
I RISCHI connessi all’USO
di impianti domestici per
la PRODUZIONE di CALORE
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giungete subito del sale che assorbirà i residui
di vino. Una volta asciutto potete pulire.
Camino: sembra che spargere una manciata di sale sul fuoco mantenga più pulita la
canna fumaria.
Smalto di pentole e stoviglie: per restituire lucentezza allo smalto di pentole e stoviglie
applicate una miscela composta da sale e aceto in parti uguali. E strofinate accuratamente.
Mani: il sale se miscelato con l’aceto è un
ottimo assorbi odori. Usiamolo per pulire le mani dall’odore di aglio o cipolla.
Muffa: come antimuffa applicate una miscela di sale e succo di limone sulla zona interessata. Lasciate asciugare possibilmente al
sole poi sciacquate e asciugate nuovamente.
Ruggine: Fare una pasta di sale, crema
di tartaro, e l’acqua e si applicano a ruggine
macchia sul metallo. Lasciare asciugare al
sole.
Scarpe: come già detto il sale è ottimo
come assorbi-odori. Se avete delle scarpe da
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Acciaio Inox: per i metalli resistenti, come
l’acciaio inox, utilizzate una miscela di sale e
succo di limone per strofinare accuratamente
la superficie, quindi risciacquate e asciugate.
Peltro: applicate una miscela di sale, farina
e aceto e lasciate asciugare. Poi risciacquate e
asciugate con un panno morbido.
Pentole e padelle: se durante la cottura
qualche cibo si è bruciato e attaccato al fondo
della pentola, aggiungete tempestivamente del
sale. Questo vi aiuterà a staccarlo più facilmente dal fondo.
Caffettiera: per pulire la caffettiera aggiungete all’acqua della macchinetta 3 cucchiai di
sale e portate a bollore. Ovviamente senza il
caffè.
Fondo pentole di ferro: se le vostre pentole in ghisa vi sembrano particolarmente sporche e volete effettuare una pulizia approfondita
scaldate a fuoco basso la pentola e aggiungete
dell’olio fino a coprire interamente il fondo della
padella. Quando è ben calda toglietela dal fuo-
ginnastica che somigliano piuttosto ad un’arma batteriologica aggiungete un po’ di sale una
volta tolte. Questo aiuterà ad eliminare il cattivo
odore.
Forno: utilizzate una miscela di sale, aceto
e bicarbonato di sodio per la pulizia del forno.
Lasciate agire qualche minuto poi pulite con un
panno umido. Il sale è ottimo anche per assorbire eventuali liquidi caduti nel forno durante la
cottura.
Frigorifero: pulire con una miscela di sale
e soda.
Lavello: per donare bianchezza allo smalto
del vostro lavello utilizzate una miscela di sale
e trementina e applicatela uniformemente su
tutta la superficie. Dopo circa 15 minuti pulite
con un panno umido.
Scarico del lavandino: per mantenere pulito lo scarico del vostro lavandino versate al suo
interno dell’acqua e sale appena bollita.
Per un lavandino intasato: miscelate tra
loro ½ tazza di sale, ½ tazza di bicarbonato di
soda e ¼ tazza di cremore di tartaro (acido tartarico)e versatela nello scarico. Infine versate
un bollitore di acqua bollente e lasciate riposare almeno un paio d’ore prima di risciacquare.
Vasi: utilizzate il sale per strofinare i depositi
calcarei sui vostri vasi, quindi risciacquate.
Vimini: se i vostri mobili in vimini perdono
candore, applicate a pennello una miscela di
acqua salata e lasciate asciugare al sole.
Legno: potete trattare piccoli graffi o abrasioni sul legno con una miscela di olio e sale
sfregando delicatamente la superficie. Successivamente pulite con un panno.
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Oro: come per altri metalli creiamo una pasta costituita da sale, farina ed aceto in parti
uguali e strofiniamo delicatamente.
Argento: per pulire e lucidare posate o altri
oggetti in argento disponete sul fondo di una
teglia uno strato di carta stagnola e ricopritelo
con acqua. Aggiungete 1 cucchiaio di sale e 1
di bicarbonato di sodio e portate a ebollizione
e lasciate sul fuoco per cinque minuti. Togliete
dal fuoco e una volta raffreddato risciacquate
abbondantemente con acqua.
Ottone o rame: se volete lucidare oggetti
in rame e ottone mescolate in parti uguali sale,
farina ed aceto. Stendete la pasta ottenuta sul
metallo con un panno e lasciate riposare per
un’ora circa. Poi pulite e lucidate.
co e aggiungete 3-4 cucchiai di sale grosso.
Strofinate energicamente e risciacquate con
acqua calda. Aggiungete infine un sottile strato
di olio per conservarla e prevenire la ruggine.
Pulitore universale: per avere un efficace detergente naturale, adatto a molteplici usi,
create una miscela di sale e aceto. L’unica raccomandazione è di non usare questa miscela
su superfici sensibili all’aceto come il linoleum,
il marmo o le superfici cerate.
Tappeti: per togliere macchie o aloni dal
vostro tappeto preferito create una miscela di
sale, aceto e borace in parti uguali. Usatela sulla macchia e lasciate asciugare.
Contro le macchie: se avete versato
dell’ottimo Barolo sul vostro tappeto persiano
non disperate. Tamponate la macchia e ag-
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Ecologia
Pulizie con il SALE...
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ale? Non serve solo in cucina ma
è anche utili per pulire in maniera
ecologica moltissimi materiali!
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NORDdiTrento e... in Piazza a GARDOLO
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NORDdiTrento e... in Piazza a GARDOLO
Storia
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Un po’ di storia di Gardolo attraverso le sue vie
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n po’ di storia di Gardolo attraverso le sue vie: il Noce. Spesso abitiamo in vie o
piazze intitolate a persone il cui nome non ci dice assolutamente nulla oppure trae
origine da toponimi locali per noi totalmente privi di significato. Un esempio a
Trento Nord? via Giuseppe Tosetti, via Gaspare Crivelli, via Crosare, via Carpenedi
ecc... Da qui la proposta di Fabio Giacomoni: presentare il “titolare” (con attenzione speciale
ai Gardoloti!) di una via o piazza di Gardolo, Roncafort, Canova ecc... ed il perché di tanto riconoscimento! In questo numero spazio ad un fiume: il Noce. A lui è dedicata una nuova strada
compresa tra via Paludi e via Brennero.
Ghiacciaio del Careser
Nel numero scorso avevamo scritto della
“bruttezza umana” del fiume Avisio ossia
della miserevole condizione in cui l’homo sapiens (noi!) l’ha ridotto in poco più di mezzo
secolo di corsa al progresso (soldi). Questa
volta tocca al noneso - solandro Noce (Nos),
105 chilometri e 45 metri cubi d’acqua al
secondo. Il fiume si forma dall’unione di due
suoi rami omonimi: uno, il Noce Nero, sgorga
dal ghiacciaio del Corno dei Tre Signori in val
del Monte e l’altro, il Bianco, dai ghiacciai di
Cima Venezia, val della Mare. Pochi passi ed
eccoli subito imbottigliati ognuno nel suo bacino artificiale, quello di Pian Palù per il Nero
e del Careser per il Bianco.
Pare che i due laghi artificiali abbiano contributo non poco allo scioglimento-arretramento dei ghiacciai delle vette circostanti
riflettendo su di loro il sole con un effetto
specchio: ad esempio, il ghiacciaio di Cima Venezia che fino agli anni 80 si infilava
nell’acqua del Careser, adesso dista quasi un
chilometro! Risucchiate dalla forza di gravità
dentro enormi tubi bui e freddi le acque dei
due Noci corrono veloci verso la centrale di
Cogolo da cui escono per fondersi nel Noce.
Adesso e per 40 km il nostro può gorgheggiare giulivo e di buon passo per la goduria
di canoisti, pesci, aironi cinerini, rospi, bisce
e pulci d’acqua ecc... Come ogni pacchia
anche questa svanisce appena il nostro si
sdraia nel bacino artificiale di Santa Giustina,
il più grande della provincia: 8 chilometri di
lunghezza, 4 km quadrati di superficie e 180
milioni di metri cubi di acqua. La trattiene
una diga di acciaio e cemento alta 152 metri
e pesante circa 250.000 tonnellate dai non
pochi effetti collaterali sul clima, sulla viabilità
e sulla proprietà dei terreni e relativi pomari
finiti sott’acqua!!
Scuoiato della sua acqua, il Noce non recupererà più la sua rude bellezza alpina né la
libertà di saltellare e frusciare all’aria aperta
accarezzato da sassi ed erbe acquatiche. Il
solito tubone, infatti, lo risucchia e lo scarica
CRUCIVERBA “italo-trentino-gardoloto”
Anche in questo numero, invece di utilizzare metà parole in italiano e metà in
‘trentino - gardoloto’, diamo più spazio
alle seconde!
Come sempre, le definizioni che hanno
per risposta una parola in dialetto sono
affiancate da asterischi: uno* se il suo
uso è ancora comune, ad esempio il 13
orizzontale; due** se sono utilizzate più
raramente come il 7 verticale; tre*** per
quelli ormai in bocca e orecchi di chi
ha passato, ahilui, più volte gli “anta”,
come il 31 verticale. Grazie per la collaborazione a Rosy ed a chiunque volesse
segnalarci qualche parola dialettale dimenticata!
[email protected]
ORIZZONTALI: 1 - Lieve nevicare**. 8 Bacio*. 12 - Larice*. 13 - Polsino*. 14 Ali*. 15 - Indice della ricchezza familiare.
17 - La pistola del Far West. 18 - Locale
con soffitto a botte*. 20 - Antico nome della
Turchia. 22 - Liquore per Spritz. 24 - Sonno dei bambini*. 25 - Ravenna in auto. 26
- Riferiti agli astri. 28 - Tuo *. 29 - L’Associazione delle banche. 30 - L’Azienda
Sanitaria Locale. 31 - Siracusa. 32 - Ortaggi di Zambana*. 34 - In testa al soldato *.
37- ‘Ultravioletto’ abbreviato. 38- Chiasso,
baccano*. 39 - Reumatismo. 40 - Sinonimo di pastiglie per freni. 42 - Distesa
ghiacciata**. 43 - Pigrizia, svogliatezza***.
45 - Stanchezza, sfinimento**. 46 - Bruciata. 47 - Imprecare*.
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so***. 21 - Antiche monete d’argento. 23
- Dio egiziano. 27 - Radici*. 28 - Il pioppo*.
29 - Ascoli sulle targhe. 31 - Sporco***.
32 - Svegliare**. 33 - Sacco a spalla per
la montagna. 35 - Fedele, sincero. 36 Tuonare*. 37 - Espressione di impazienza.
41 - Rosso*. 42 - Gatto*. 44 - Patrono di
Verona (iniz).
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PS: Naturalmente, prima di dirvi troppo dispiaciuti per la grama sorte del Noce, spegnete almeno una lampadina... meditate
gente... meditate!!
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Ugo Bosetti
a cura di Ugo Bosetti
VERTICALI: 1 - Scolorito, sbiadito**. 2 Buono a nulla, indolente**. 3 - Graticcio*.
4 - Lecce. 5 - Il nome della Kostner. 6 A fine preghiera. 7 - Grande ma bonaria
confusione***. 8 - Punture di insetti *. 9 Aquile *. 10 - Meglio.. che accompagnati.
11 - Tra il settimo ed il nono. 16 - Caldo
*. 19 - Ferrovecchio, macchinario malmes1
sulle turbine della centrale di Taio (300 milioni di kw anno!) e subito dopo un altro lo ririsucchia fin sopra Mezzolombardo. Da qui,
attraverso la condotta forzata visibile da tutta
la Rotaliana, cade con un salto di 123 metri
sulle turbine della Montedison.
Altri quattro chilometri con l’acqua ad alti e
bassi secondo la richiesta della rete elettrica
ed è Adige!
Tutto negativo dunque? Non esageriamo!!
La manomissione del fiume ha portato anche qualche vantaggio: il Noce, che fino al
1900 scorreva verso Cadino e San Michele
lasciando dietro di sé un bombozzer paludoso e zanzaroso, fu spostato verso sud, quasi
a Zambana. Una vasta area tra Rocchetta e
Adige divenne un’eccellente area agricola:
pare sia il silicio di Adamello e Ortles portato
a valle dal nostro in milioni di anni (e la maestria dei locali!!!) a dare al Teroldego quel suo
particolarissimi gusto!!
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