Aspetti dermatologici della qualità del prodotto

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Dott.ssa Riccarda Serri
Dermatologa,
Esperta in Dermatologia cosmetica ed ecologica
Presidente SKINECO
Associazione Internazionale Dermatologia Ecologica
Riccarda Serri
Presidente SKINECO
Associazione Internazionale
Dermatologia Ecologica
Riccarda Serri Presidente
Pucci Romano Vice Presidente
Tema sempre più attuale
I dermatologi sono punti di riferimento ed esperti della
cura della pelle
Interesse per i cosmetici
Interesse per ingredienti che arrivano a contatto della
pelle
Interesse per l’ambiente e la salvaguardia
dell’ambiente
Ecocosmesi: fenomeno in crescita
Necessità di rigore scientifico e approccio razionale
Pelli sensibili
Pelli reattive
Dermatosi cosmetogene, causate o
slatentizzate da cosmetici (anche DS,
Rosacea, Acne adulta, DIC)
Dermatite atopica
Cute asfittica, “pori dilatati”, comedoni
Iperpigmentazioni post-infiammatorie
Test epicutanei negativi
Pelli che non
migliorano, non
ostante l’uso
costante di prodotti
cosmetici
Comparsa di
secchezza,
irritazioni,
desquamazioni
Uso di cosmetici errati per la propria cute
Uso eccessivo/incongruo di cosmetici
Routine igienico/cosmetica mal condotta
Veicoli cosmetici non dermocompatibili
Ingredienti cosmetici non dermocompatibili
Disattenzione per il veicolo
Mancato intervento del dermatologo sulla
gestione e trattamento della cute
……..
Il dermatologo spesso non conosce gli
ingredienti dei prodotti che suggerisce: conosce
solo i principi attivi
Molti ingredienti, pur essendo non tossici e non
allergizzanti (e pur presentando profili
tossicologici rassicuranti), si rivelano, sulla lunga
distanza, poco “dermocompatibili”
Tali ingredienti molto spesso non sono
ecocompatibili
The Company J&J released last August a statement saying it is
planning to "remove potentially cancer-causing and other dangerous
chemicals from nearly all its adult toiletries and cosmetic products
worldwide." Late last year, the company "pledged to remove
'chemicals of concern' from its baby products around the world. , J&J
reiterated that vow, saying it "remains on track to have baby products
reformulated with safer ingredients by the end of 2013"; and it expects
to have its adult products reformulated by the end of 2015.
Among the ingredients J&J plans to remove is formaldehyde, which
"last year was identified by government scientists as a carcinogen,"
and is released by common preservatives such as quaternium-15 and
DMDM hydantoin, and 1,4 dioxane, which is "created during a
process commonly used to make other ingredients gentler on the
skin." The company also plans to get rid of phthalates, which have a
variety of uses, like lessening the stiffening effects of hair spray;
several fragrance ingredients; triclosan, an antibacterial; and
parabens, a preservative.
Triclosan (TCS), a high-production-volume chemical
used as a bactericide in personal care products, is a
priority pollutant of growing concern to human and
environmental health.
Proceedings of the National Academy of Sciences
(PNAS) Triclosan impairs excitation–contraction
coupling and Ca2+ dynamics in striated muscle
PNAS 2012 109 (35) 14158-14163; published ahead of
print August 13, 2012, doi:10.1073/pnas.
Governo Norvegese
App per rilevare molecole che agiscono
come disturbatori endocrini nei prodotti
cosmetici
The Norwegian Consumer Council:
Hormone Check
Butilparabene - conservante (medio fattore di rischio)
Etilparabene - conservante (medio fattore di rischio)
Metilparabene - conservante (medio fattore di rischio)
Propilparabene – conservante (medio fattore di rischio)
3-benzilidene canfora - Filtro UV (alto fattore di rischio)
4,4’-diidrossi-benzofenone (detto anche Oxibenzone) - Filtro UV (medio fattore di
rischio)
4-metilbenzilidene canfora - Filtro UV (alto fattore di rischio)
Benzofenone-1 - Filtro UV (alto fattore di rischio)
Benzofenone-2 - Filtro UV (alto fattore di rischio)
EtilhexileMetoxycinnamato / Octile Methoxycinnamato (detto anche
Octinoxate) - Filtro UV (alto fattore di rischio)
Butilated idrossianisolo (BHA) - Antiossidante (alto fattore di rischio)
Acido Borico - Antimicrobico (medio fattore di rischio)
Ciclotetrasiloxano (silicone) - Emolliente (alto fattore di rischio)
Dietil ftalato (DEP) - Denaturante (medio fattore di rischio)
Diidrossibifenile/ 4,4′-diidrossi-bifenile - Filtro UV, disinfettante, profumo (alto
fattore di rischio)
Resorcinolo - Colorante per capelli – (alto fattore di rischio)
Nella maggior parte dei casi, cavalca l’onda
dell’emotività collettiva. Luoghi comuni
imperano
Prodotti spesso formulati e in maniera poco
scientifica, secondo criteri di “ecologia” pura,
in carenza di test e di prove cliniche
Frequentemente, non è affatto
“naturale”(ecofurbi ©Zago)
Non è regolamentato da un disciplinare
chiaro, o da un regolamento unico europeo
Dermatologicamente testato
Principi attivi
Efficacia funzionale
E la lettura dell’INCI?
E l’efficacia sulla lunga distanza?
E la valutazione del veicolo?
Le aziende ci ragguagliano sulla cura della pelle
Le aziende ci informano sulle necessità della
pelle
Tendiamo a credere a tutto ciò che affermano le
aziende
Tendiamo ad accontentarci di test epicutanei
negativi a 48-72 ore
E dopo?
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
Il nome o la ragione sociale e la sede legale
Il contenuto nominale
La data di durata minima
Le precauzioni particolari per l’impiego
Il numero del lotto di fabbricazione
Il paese di origine
La funzione del prodotto
L’elenco degli ingredienti
L'elenco degli ingredienti deve essere riportato nell'ordine
decrescente di peso al momento dell'incorporazione. Tale elenco
viene preceduto dal termine "Ingredienti" o "Ingredients". In caso
di impossibilità pratica, queste indicazioni figurano su un foglio di
istruzioni o su una fascetta o un cartellino allegati la cui presenza
deve essere richiamata sull'imballaggio secondario, se presente,
ovvero sul condizionamento primario mediante una indicazione
abbreviata o mediante il simbolo raffigurato nell'allegato VI;
a) I composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime
devono essere indicati con i termini "profumo" o "parfum" e
"aroma". Gli ingredienti in concentrazione inferiore all'1%
possono essere menzionati in ordine sparso dopo quelli in
concentrazione superiore all'1%.
b) I coloranti possono essere indicati in ordine sparso dopo gli
altri ingredienti, conformemente al numero Color Index o alla
denominazione di cui all'allegato IV.
c) Per i prodotti cosmetici da trucco, ivi compresi quelli per le
unghie e per i capelli, immessi sul mercato in varie sfumature
di colore può essere menzionato l'insieme dei coloranti
utilizzati nella gamma a condizione di aggiungervi le parole
"può contenere" o il simbolo "+/-".
Tuttavia non sono considerati ingredienti:
1) le impurezze contenute nelle materie prime utilizzate;
2) le sostanze tecniche secondarie utilizzate nella
fabbricazione, ma che non compaiono
nella composizione del prodotto finito;
3) le sostanze utilizzate nei quantitativi assolutamente
indispensabili come solventi o come
vettori di composti odoranti e aromatizzanti.
Tali sostanze, per la loro davvero esigua concentrazione, non
costituiscono una rilevante possibile fonte di pericolosità
Non esiste alcuna
indicazione circa la
biodegradabilità e la
ecocompatibilità
degli ingredienti
stessi
Non esiste la
valutazione degli
effetti cutanei a
lunga distanza
NO: E’ UNA COSMESI ECOCOMPATIBILE
E DERMOCOMPATIBILE, PURCHE’
RIGOROSAMENTE SCIENTIFICA,
TECNOLOGICAMENTE AVANZATA
Petrolatum, paraffinum liquidum, mineral oil
Siliconi (ciclometicone, dimeticone, etc)
Polietilenglicoli (PEG)- contengono ossido di etilene che può
formare diossano
Cessori di formaldeide- Diazolydinyl urea, Imidazolidinyl urea,
DMDMHydantoin, Bronopol, etc
Ammine (DEA, MEA, TEA, MIPA): rischio formazione
nitrosammine
EDTA - ittiotossico
Nonoxynol, poloxamer e nonilfenoli- alterazioni ormonali
(disturbatori endocrini)
Triclosan - antibatterico tossico se troppo presente
-trimonium e -dimonium : ittiotossici, non biodegradabili
FTALATI (PHTALATES)
ECO-COSMESI : temine che unisce in se il concetto di ecologico e di cosmetico – con il termine
ecocosmesi ci si riferisce a prodotti per la cura della persona che siano stati formulati, sviluppati e
realizzati sia nel rispetto delle caratteristiche della cute sia valutando gli effetti che i prodotti
possono avere sull’ambiente. La valutazione degli effetti ambientali dei prodotti eco cosmetici
implica la determinazione del loro impatto sia durante le fasi di sviluppo e preparazione sia al
termine della loro funzione quando entrano definitivamente nel ciclo ambientale. La creazione di
un ecocosmetico permette di avere un prodotto che racchiude in se azioni di salvaguardia
dell’integrità cutanea, legandole al rispetto e alla salvaguardia delle caratteristiche dell’ambiente in
cui viviamo; a questo scopo il formulatore, nella fase di creazione del prodotto ecocosmetico,
dovrebbe unire in sinergia le conoscenze legate agli effetti cutanei delle sostanze, con
conoscenze inerenti la valutazione della quantità di energia necessaria alla sua produzione, alla
quantità di CO2 prodotta nelle varie fasi della vita del prodotto, grazie ad un approfondito studio
del ciclo di vita (LCA) dei suoi componenti e delle fasi di vita del prodotto stesso.
Valutando sempre gli effetti che le sostanze utilizzate nella preparazione dell’ecocosmetico
possono manifestare, come tossicità, una volta che queste hanno raggiunto i corsi d’acqua e
l’ambiente.
Termine che unisce in se il concetto di prodotto biologico e di cosmetico – la
biocosmesi costituisce un sottogruppo dell’ecocosmesi.
In essa sono presenti aspetti di rispetto della funzione cutanea e del mantenimento e
prevenzione delle alterazioni della pelle, tipiche del cosmetico, legati ad un rispetto
dell’ambiente che si estrinseca nell’utilizzo d’ingredienti naturali che sono stati
prodotti secondo i precisi dettami che regolamentano l’agricoltura biologica; regole
che proibiscono l’uso di numerose sostanze chimiche come, ad esempio, pesticidi e
fertilizzanti che possono restare come tracce sia all’interno delle materie prime
naturali sia all’interno del prodotto cosmetico finito.
Gli elementi-base della biocosmesi sono botanici.
Esistono diversi disciplinari che regolamentano la preparazione dei biocosmetici;
grazie ad essi il prodotto biocosmetico non solo contiene materie prime di origine
naturale derivanti da agricoltura biologica ma devono essere assenti o fortemente
limitate le sostanze di sintesi chimica, soprattutto petrolchimica.
ECO : significa che la sostanza è ecologicamente sostenibile, ovvero che l’impatto
sull’ambiente è il minore possibile. Come impatto ambientale occorre considerare sia
l’energia, la produzione di CO2, in generale l’intero ciclo di vita (LCA) necessaria per
produrre la sostanza che la tossicità che la medesima sostanza avrà una volta raggiunto i
corsi d’acqua, l’ambiente (una sottofamiglia delle sostanze ecologiche è la sostanza
“biologica”. Sono dette biologiche le sostanze da agricoltura biologica, che cioè rispettano
gli standard per la coltivazione senza l’uso di pesticidi, concimi chimici, eccetera. Si tratta di
una cosmesi essenzialmente botanica).
DERMO: il cosmetico è fatto nel pieno rispetto dell’ecosistema cutaneo, e mira a
mantenere o restaurare la fisiologia e l’omeostasi della cute e delle mucose.
L’ecodermocosmetico si basa su ingredienti il più sostenibili possibile per l’ambiente
(ecologici), quindi, se di sintesi, provenienti da chimica amica (chimica sostenibile, o
comunque il più sostenibile possibile), ma contemporaneamente ben tollerati dalla cute e
ipoallergenici. L’ecodermocosmetico deve essere gradevole nell’uso, testato clinicamente,
utile alle sue funzioni, efficace, di qualità. Qualità significa purezza certificata e livello basso
di impurezze note: il minimo possibile di antibatterici, confezioni anti-inquinanti, ma senza
rischi di scarsa preservabilità per chi usa il prodotto, stabilità finalmente controllata in
dettaglio.
Gli estratti vegetali eventualmente presenti devono essere puliti (privi cioè di pesticidi,
solventi di estrazione, sostanze incognite) e non alterati dall’età o dalla conservazione.
L’ecodermocosmetico prevede una selezione di ingredienti benefici secondo criteri
combinativi moderni per un’applicazione topica finalizzata al riequilibrio cutaneo, e al
rispetto degli ecosistemi cutanei, oltre che ambientali.
Occorre ricerca e tecnologia per produrre
cosmetici progressivamente più dermo-ecocompatibili
Attualmente le priorità delle aziende cosmetiche
vanno nella direzione della tollerabilità cutanea e
delle caratteristiche reologico-sensoriali
Fare un buon Dermoecocosmetico,
tecnologicamente avanzato, è più difficile
Dicaprylyl carbonate
E’ di origine vegetale con un tocco simile ai siliconi, biodegradabile e pochissimo tossico per gli
organismi acquatici
CocoCoco-caprylate
Idem
Ethylhexylglycerin
Conservante di origine vegetale. Ottimo su fungi e lieviti, contro i Gram+ discreto contro i Gram-.
Resistente al calore ed all’idrolisi.
PHENETHYL ALCOHOL
Buon conservante natural-identico dal profumo di rosa (di cui è un principio attivo)
Sodium Methyl 22-Sulfolaurate
Tensioattivo di derivazione vegetale senza PEG estremamente ipoirritante.
Sodium Stearoyl Lactylate
Tensioattivo di derivazione vegetale senza PEG estremamente ipoirritante.
Glyceryl Caprylate/Caprate
Emolliente surgrassante 100% di origine vegetale.
Fitosteroli (β
(β -Sitosterolo, Campesterolo, Stigmasterolo, Brassicasterolo,ecc)
Efficace azione cortisone simile. Componenti tipici della frazione in saponificabile di oli vegetali. Da
riscoprire!
Methylglycinediacetic acid
Sequestrante biodegradabile. Sostituto dell’EDTA.
Irritazioni, status cosmeticus syndrome
Pelle asfittica
Secchezza
Atopie in peggioramento
Red face syndrome (Rosacea e DS)
Eccipienti inadatti a ingredienti
dermatologicamente validi (compresi eccipienti
di farmaci topici e detergenti “medicati”)
Sono esperti della
pelle
Sono amici della
pelle
Rispettano
l’ambiente
Rispettano la pelle
nell’ambiente
Una delle funzioni importanti della pelle è quella di
ASSORBIRE
Parte di ciò che viene applicato durante l’atto cosmetico
viene assorbito e interagisce con l’intero organismo.
Fonte: Dott.Zago
Finché si parla di inquinamento delle acque possiamo sempre fare affidamento sulla presenza dei depuratori
Ma quando il prodotto viene applicato sulla pelle?
I depuratori diventiamo noi!
Fonte: Dott.Zago
-
-
Circa il 25% delle donne e il 14% degli uomini abbiano
lamentato una reazione avversa a cosmetici in un anno
9,4 milioni di persone abbiano sofferto di allergie e pelli
intolleranti nell’ultimo anno, circa il doppio rispetto a 10
anni fa
Dati SIDAPA - Società Italiana di
Dermatologia Allergologica
Professionale e Ambientale
Le sostanze cancerogene di categoria 2 non possono essere
utilizzate nei prodotti cosmetici. In aggiunta alla conformità
della Farmacopea Europea, i fornitori dovranno dare
l’assoluta certezza che la loro materia prima non è
cancerogena secondo la Direttiva Sostanze Pericolose
a) il fornitore garantirà di essere a conoscenza
dell’intero processo di raffinazione delle materie
prime utilizzate nella produzione della vaselina con
relativo e comprovante certificato di analisi
b) Oppure il prodotto deve essere ottenuto da
sostanze appartenenti ai due gruppi non cancerogeni
(olii altamente raffinati, paraffine e cere
idrocarburiche)
La vaselina è occlusiva e può alterare l’equilibrio microbiologico
La vaselina non è biodegradabile
Meglio se utilizzata con indicazioni precise, in sedi precise
Attualmente è quasi sempre ai posti più alti dell’INCI nei cosmetici
In alternativa, esistono i polideceni
Pori dilatati
L’uso continuativo di prodotti filmanti e occlusivi (siliconi e petrolati) favorisce la
comparsa di pori dilatati e cute “asfittica”
foto a.sparavigna
siliconi emollienti : cyclopentasiloxane,
cyclohexasiloxane, cyclomethicone. Hanno un
ottimo effetto rullante e setoso, si spargono in
film sottilissimo senza ungere
dimethicone,cetyl dimethicone, stearyl
dimethicone - piu pesante
Phenyl dimethicone, diphenyl dimethicone,
phenyl trimethicone.
-Proprietà uniformi in un ampio intervallo di
temperatura (non si addensano col freddo e
non diventano più liquidi col caldo, non sono
degradati col calore come la maggior parte degli
olii vegetali);
-Bassa tensione superficiale (abbattono lo
schiuma, spesso sono usati in minima quanti
nelle creme per questa loro proprietà;
aumentano la bagnabilità del prodotto in cui
sono inseriti, cioè lo fanno scorrere meglio: per
questo motivo i fondotinta siliconici si spalmano
così bene);
- Alto grado di lubrificabilità e scorrevolezza
specie su substrati organici (sulla pelle fanno il
famoso "effetto rullante" tipico, imitato in
natura solo dai fitosteroli contenuti in alcuni
burri vegetali);
- Alta idrorepellenza (sono unti, e quelli che lo
sono di più vengono usati nelle creme mani
barriera perchè impediscono che l'acqua arrivi
alla pelle)
- Inerzia fisiologica
Sulla lunga distanza possono avere effetto disseccante
Tendono a “tenere” gli altri ingredienti sulla
superficie cutanea
Non sono del tutto inerti (esempio dei siliconi usati
per le cicatrici ipertrofiche)
Alcuni siliconi volatili sono sotto indagine
La concentrazione approssimativa varia secondo i prodotti:
• profumi (12–20%),
• deodoranti (5– 8%)
• acque di colonia (2–5%)
• saponi e prodotti da bagno (0.5– 4%)
•
prodotti per il trucco e rossetti (1%)
•
cosmetici "privi di profumo" (0.1–0.5%)
Spesso mix di 60-70 componenti vanno a costituire la miscela di profumo
In INCI molto semplicemente: PARFUM.
Ogni materia prima ad uso cosmetico
viene fornita con una specifica scheda
tecnica e con una scheda sicurezza, che
fornisce ulteriori informazioni sulla
materia d’interesse
irritante
Esempio di una scheda
sicurezza per un parfum
Pericoloso per
l’ambiente
I conservanti vengono introdotti nei
prodotti cosmetici per preservare il
prodotto dall'inquinamento
microbico : le variabili biologiche di
ciascun ingrediente si sommano, dando
origine ad un “insieme biologicamente
instabile”, che può essere attaccato da
vari microorganismi.
Tanto più un cosmetico è ricco di acqua,
tanto più è soggetto all'inquinamento
batterico.
I conservanti più comunemente impiegati nei prodotti cosmetici per prevenire la
contaminazione batterica sono:
ACIDO BENZOICO, SUOI SALI ED ESTERI (INCI: Benzoic Acid, Sodium Benzoate)
ACIDO SORBICO E SUOI SALI (INCI: Sorbic acid, Potassium Sorbate)
ACIDO DEIDROACETICO E SALE SODICO (INCI: Dehydroacetic Acid, Sodium
Dehydroacetate)
ALCOL BENZILICO (INCI: Benzyl Alcohol)
ISOTIAZOLINONI (INCI: Methylisothiazolinone, Chloromethylisothiazolinone)
ACIDO 4-IDROSSIBENZOICO SUOI SALI ED ESTERI (INCI: Methyparabene, Ethylparabene,
Propylparabene, Butylparabene, Isobutylparabene)
IMIDAZOLIDINIL UREA (INCI: Imidazolidinyl Urea)
FENOSSIETANOLO (INCI: Phenoxyethanol)
DIMETILOL DIMETIL IDANTOINA (INCI: DMDM Hydantoin)
Antimicrobial endocrine-disrupting compounds triclosan, propyl, butyl parabens linked to
allergies
2012 - June 22 (HealthDay News) -- Antimicrobial endocrine-disrupting compounds
commonly found in toothpaste and cosmetics are associated with a higher risk of
allergic sensitization in children, according to a study published online June 18 in
the Journal of Allergy and Clinical Immunology.
Jessica H. Savage, M.D., M.H.S., and colleagues from Johns Hopkins University in
Baltimore, examined the association between urinary levels of endocrine-disrupting
compounds (bisphenol A; triclosan; benzophenone-3; and propyl, methyl, butyl, and
ethyl parabens) and allergic sensitization (immunoglobulin E levels) in 860 children
aged 6 to 18 years.
[…] .
"Levels of the antimicrobial endocrine-disrupting compounds triclosan and
parabens were significantly associated with allergic sensitization," Savage and
colleagues conclude. "Because these compounds are found in personal care
products, such as toothpaste and mouthwash, and/or are commonly used as
preservatives in foods, drugs, and cosmetics, they are frequently encountered in
daily life in Western society."
Triclosan in plasma and milk from Swedish
nursing mothers and their exposure via
personal care products.
Sci Total Environ. 2006 Dec 15;372(1):87-93. Epub 2006 Sep 26.
Allmyr M, Adolfsson-Erici M, McLachlan MS, Sandborgh-Englund G.
The bactericide triclosan is commonly used in e.g. plastics, textiles and health
care products. In vitro studies on rat and human biological systems indicate that
triclosan might exert adverse effects in humans. Triclosan has previously been
found in human plasma and milk, but neither the primary source of human
exposure nor the efficiency of triclosan transfer to human milk is known. In this
study, plasma and milk were sampled from 36 mothers and analyzed for triclosan.
Scrutinization of the women's personal care products revealed that nine of the
mothers used toothpaste, deodorant or soap containing triclosan. Triclosan
and/or its metabolites were omnipresent in the analyzed plasma and milk. The
concentrations were higher in both plasma and milk from the mothers who used
personal care products containing triclosan than in the mothers who did not. This
demonstrated that personal care products containing triclosan were the
dominant, but not the only, source of systemic exposure to triclosan. The
concentrations were significantly higher in plasma than in milk, indicating that
infant exposure to triclosan via breast milk is much less than the dose in the
mother.
La questione sulla sicurezza dei parabeni è nata in seguito ad alcuni studi che mostrano che
i parabeni sarebbero dotati di azione estrogeno-simile e vengono quindi classificati come
xenoestrogeni.
L'allarme sulla presunta pericolosità dei parabeni è nato dopo uno studio di Philippa
Darbre, una biologa dell'università di Reading (Regno Unito) pubblicato nel gennaio del
2004 sul Journal of Applied Toxicology. Nello studio guidato dalla Darbre, eseguito su 20
campioni prelevati da donne affette da neoplasia al seno, si evidenziava che nella maggior
parte dei campioni era stata riscontrata un'elevata presenza di parabeni, in particolar modo
di metilparabene. Nello studio si ipotizzava quindi che i parabeni potessero favorire
l'insorgenza di tumore al seno.
Quest’anno, I ricercatori del Centro Genesis Breast Cancer Prevention dell’University
Hospital of South Manchester, England, hanno pubblicato i risultati di uno studio di tre anni
che ha misurato le concentrazioni di 5 parabeni in quattro diverse zone del seno
raccogliendo i campioni da 40 donne sottoposte a mastectomia per cancro al seno
primario (J App Toxicol. Jan. 12, 2012). Questo studio ha trovato uno o più parabeni in
158/160 (99%) dei campioni di tessuto e in 96/160 (60%) tutti e cinque I parabeni erano
presenti.
Ad oggi il legame fra utilizzo di parabeni e insorgenza di tumore al seno non è
supportata da evidenze scientifiche conclusive.
Per quanto i dubbi della comunità scientifica sullo studio condotto dalla Darbre siano
numerosi, in Francia si è preferito adottare il principio di precauzione. Nel
maggio 2011, all'Assemblea Nazionale francese, è passata una proposta di legge
che propone di mettere al bando ftalati, parabeni e alchilfenoli; tale proposta di
legge è stata presentata dal deputato Yvan Lachaud.
In Danimarca dal 2011 i parabeni sono vietati in tutti quei prodotti il cui uso è
destinato a soggetti di età inferiore ai 36 mesi.
Miljøstyrelsen (Danish Environmental Protection Agency)
Fonte: Dott.Zago
Fonte: Dott.Zago
I Cosmetici Dermoecocompatibili
devono essere sostenibili nel loro
intero ciclo produttivo (LCA), ma
anche sicuri nell’uso, efficaci nelle loro
funzioni, gradevoli, scientificamente
razionali.
La “CHIMICA AMICA” o GREEN CHEMISTRY
come opportunità per introdurre nuovi
ingredienti non di esclusiva derivazione
vegetale
Branca della chimica cosmetica che fonde
insieme empiria, scienza, etica e qualità. Una
chimica che non promette miracoli, ma che
unisce principi attivi efficaci, nel rispetto della
pelle e dell’ambiente.
Dermocompatibile
Ecocompatibile
Tecnologicamente
avanzata
Funzionale ed efficace
Sicura
A impatto ambientale
sempre più basso
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