IV CLASSIFICATO Titolo: IL TIGLIO di Floreana Nativo Gli uomini erano venuti nel pomeriggio e gli avevano messo una brutta fascia di plastica bianca e rossa attorno al tronco. L’albero non si era preoccupato, fino a quando una cinciallegra, dopo aver svolazzato a lungo davanti al cartello appeso, non si era posata sul ramo più basso e con tono accorato lisciando il becco sulla corteccia gli aveva detto… « Mi dispiace tanto. Mi ero accorta che ti stavi riempiendo di macchie rossastre ed avevi un odore strano come di vecchio cuoio, ma avevo pensato che dato l’età… » « Perché cosa c’è? » chiese l’albero. « Il cartello dice “Infestazione di Sesia Apiforme. Abbattere.” » Un silenzio innaturale scese lungo il prato del giardino rotto solo dal fischio del merlo che la rimproverò: « Ma se non sai leggere, cosa vai raccontando? » La cinciallegra arrossì tutta ed arruffò il suo petto giallo, aveva parlato avventatamente senza pensare che il Tiglio non potesse leggere il cartello. L’albero non disse niente. Ripensò agli anni trascorsi, agli infusi che gli uomini avevano fatto con i suoi fiori, a tutte le volte che gli innamorati si erano seduti sotto i suoi rami. Quest’anno, in effetti, non si era sentito molto bene ed i suoi fiori non erano sbocciati, ma eliminarlo così, che ingratitudine! Due lacrime di resina gli scivolarono lungo il tronco. Il merlo intanto aveva chiamato a raccolta tutti gli altri uccelli del giardino ed aveva spiegato la situazione: sarebbero rimasti a far compagnia al Tiglio fino alla fine. Fu così che l’albero si riempì d’uccelli canterini, destando la meraviglia di chi passava lungo il viale, di notte la luna si posò sulla sua cima e gli raccontò di quando era solo un piccolo seme, infine una civetta raccolse tutta la polvere dei papaveri intorno e la sparse sull’albero che si addormentò. Quando l’indomani vennero i giardinieri a tagliarlo, il Tiglio era già andato ad arricchire il giardino segreto dei sogni e della sua morte non si accorse.