Motivazioni a supporto della richiesta in oggetto

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I mezzi di comunicazione continuamente, purtroppo, ci informano di episodi terribili riguardanti
l’infanzia e, fra questi, sono diventati quasi giornalieri i casi di ritrovamento casuale di neonati indesiderati
gettati dentro i cassonetti della spazzatura o abbandonati nei luoghi più disparati. Altre notizie ancora
svelano il traffico illegale di bambini mentre molte famiglie non riescono a coronare il loro sogno di avere
dei figli da amare.
Per soccorrere le madri disperate o in difficoltà e salvarle dalla disperazione, l’associazione di
volontariato, denominata Movimento per la Vita, diffusa in tutto il territorio nazionale da circa trent’anni, ha
creato innumerevoli servizi di accoglienza: i Centri di aiuto alla vita, le Case di accoglienza, il n°verde
8008.13000, ecc., sensibilizzando l’opinione pubblica anche attraverso concorsi scolastici, convegni, mostre,
dibattiti pubblici, proposte d’iniziativa popolare, ecc., e riuscendo a salvare finora circa 70mila bambini da
sicura morte.
Di fronte al dramma dell’abbandono dei neonati, il 1 febbraio 1998, il Movimento per la Vita di
Palermo ha offerto in dono alla città un servizio sociale pubblico di accoglienza dei neonati a rischio di
morte per abbandono, chiamato “Culla per la Vita”, modalità aggiornata dell’ex Ruota degli Esposti.
L’invenzione di tale Ruota risale al 1188, quando per la prima volta iniziò a funzionare presso
l’ospedale dei Canonici di Marsiglia e, in Italia, nel 1198, presso l’ospedale di Santo Spirito a Roma ad
opera di Papa Innocenzo III. Questo semplice congegno, ideato appositamente per nascondere all’accettante
il portatore di un neonato, consisteva in un cilindro di legno nella cui cavità, attraverso un’apertura, veniva
messo il neonato. Nel 1881, in Italia, risultavano funzionanti 647 Ruote e nel 1906 erano 464: i neonati
abbandonati erano circa 30/40mila.
Le Ruote, però, furono tutte soppresse ufficialmente con il “Regolamento generale per il servizio
d’assistenza agli Esposti”, approvato con Decreto Regio dell’11 febbraio 1923, n. 336, nel primo governo
Mussolini, ma, purtroppo, il fenomeno dell’abbandono dei neonati, negli ultimi decenni, è diventato sempre
più preoccupante.
La prima Culla, riaperta nel 1992 dal Movimento per la Vita a Casale Monferrato con il nome di
“Cassonetto per la Vita”, ebbe l’autorizzazione del Tribunale locale con sentenza n. 169/95:
successivamente sono state costruite “Culle” ad Aosta, a Treviso, a Civitavecchia e, per ultima, unica in
tutto il Meridione, a Palermo. Fra qualche giorno ne sarà inaugurata una a Padova e prossimamente anche in
altre località del territorio nazionale. In Germania, a partire dal 2000 e sull’esempio delle Culle costruite dal
M.p.V. in Italia, sono stati costruiti analoghi servizi, a spese dello Stato, che hanno accolto centinaia di
bambini abbandonati.
La “Culla” di Palermo, ideata e costruita senza oneri pubblici, è ospitata dalle Figlie della Carità
presso l’Istituto San Vincenzo, in via Noce, accanto al n.28, e risponde ai requisiti di sicurezza richiesti dalla
legge. All’inaugurazione erano presenti le Autorità politiche e religiose ed i responsabili del Tribunale dei
minori di Palermo ai quali, in caso di ritrovamento, il neonato abbandonato sarà immediatamente consegnato
per l’avvio della procedura di adozione.
L’alto valore umano e socio-culturale delle Ruote degli Esposti, è stato colto dalla prof.ssa Rita
Cedrini, docente di Antropologia culturale della Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, tanto che
già, per sua iniziativa e l’entusiasta collaborazione degli studenti, sono stati prodotti pregevoli lavori di
ricerca in merito alle Ruote presenti in alcune province della nostra regione.
Recentemente anche la FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) e il Ministero per le Pari
opportunità hanno lanciato, attraverso i mezzi di comunicazione, una campagna di sensibilizzazione contro
l’abbandono dei neonati.
Pertanto, in questo periodo storico nel quale si parla tanto di diritti dell’uomo con solenni
proclamazioni ufficiali, ma mai tanto lo stesso uomo è emarginato e “cosificato” (mercato dei bambini,
abbandono, aborto, manipolazione e selezione genetica, abusi sessuali, pedofilia, ecc.), prima che la
memoria umana si svuoti dal ricordo di ciò che, pur nei tempi bui della civiltà occidentale, il cuore ha
“inventato” per salvare dalla morte migliaia di bambini innocenti, riteniamo che la nostra città e la nostra
regione possano porsi all’avanguardia su tutto il territorio nazionale per quanto attiene ai problemi trattati,
riscoprendo anche la lunga e “gloriosa” tradizione socio-culturale delle Ruote nel nostro territorio.
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