La tecnologia CAD-CAM al servizio della meccanica

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La tecnologia CAD-CAM al
servizio della meccanica
Lo sviluppo della grafica per favorire la progettazione. La fase embrionale del motore
S
i tratta di un acronimo anglosassone e sta ad indicare l’assistenza della progettazione computerizzata nella
creazione, ad esempio (ed è
il caso che interessa l’utente
in questo momento), di motori
meccanici. CAD, computer aided design, ovvero progettazione assistita da elaboratore,
è una branchia dell’informatica
volta all’utilizzo di software di
grafica per giungere all’elaborazione di modelli, in questo
caso 3D, di un manufatto. In
meccanica, quindi, una sorta
di piccolo motorino, sembra
quasi un gioco dai puerili significati, ma in realtà rappresenta
una conquista ineguagliabile
nel campo della progettazione.
La sigla CAD può avere anche
un’altra interpretazione, ed è
quella di Computer aided drafting. Quest’ultima è un’accezione che lega l’assistenza del
del manufatto in se, e permette
di arrivare ad una più raffinata
prospettiva isometrica del pezzo meccanico, che è ancora in
cui oggi giorno è possibile applicare questa tecnologia, di
conseguenza si è andata formando un’estesa classificazio-
computer all’ambito della progettazione mediante disegno
tecnico, il drafting appunto;
siamo quindi nell’universo della bidimensionalità. Il modello
creato è modello del disegno
che descrive il manufatto, non
fase nascente . Proiezioni ortogonali od assonometrie che
hanno la semplice funzione di
favorire o, meglio, facilitare la
successiva concreta realizzazione del motore. Diversificati
e numerosi i campi d’utilizzo
ne delle diverse categorie di
CAD esistenti. Per esempio se
i sistemi CAD orizzontali sono
applicabili in egual modo, e con
successo, a differenti contesti
applicativi (si spazia aldilà della
sola meccanica arrivando an-
che alla progettazione architettonica), i sistemi CAD verticali
presentano un dominio ristretto, ciò significa che se l’impostazione del programma è nello
specifico orientata in ambito industriale, esso potrà esercitare
unicamente in quell’ambito applicativo (tali sistemi sono definiti MCAD, Mechanical CAD).
Nonostante la ristrettezza applicativa questi ultimi stanno
riscontrando un successo decisamente maggiore negli ultimi anni, ma c’è chi come Dino
Spatafora, direttore marketing
di pogeSOFT, ne sottolinea i
potenziali pericoli: “E’ vero, i
CAD verticali sono molto diffusi e migliaia di software house
puntano su questo tipo di prodotto; il rischio è quello di trovarsi con dei programmi che
hanno caratteristiche specifi che, altamente specializzati,
con costi proibitivi e che a volte rischiano di ingabbiare chi li
utilizza in schemi precostituiti”
In strettissima relazione con i
software CAD si pongono i software CAM. Di facile intuizione
(anche solo gli acronimi ce lo
fanno intendere) è il legame:
in questo caso ci si riferisce a
Computer aided manufacturing,
si va perciò oltre la progettazione per arrivare ad un abbozzo
di fabbricazione, in quanto il
sistema analizza il modello geometrico bi o tridimensionale e
fornisce gli imput necessari per
la realizzazione ad un utensile a
controllo numerico computerizzato. Non c’è quindi CAM senza
CAD, si tratta di due fasi della
progettazione e della lavorazione meccanica che sono, nella maggioranza dei casi, l’una
necessaria all’altra, proprio per
questo ci sono molti programmi che integrano le due fasi e
che permettono, quindi, sia di
generare modelli geometrici
che di fornire le istruzioni per la
realizzazione. Un passaggio in
meno che avvicina al traguardo
del progresso.
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