REPUBBLICA CENTRAFRICANA La Repubblica Centrafricana (RCA) si estende per 623.000 Km ed è scarsamente popolata: 4,6 milioni di abitanti di cui il 83% concentrato in aree urbane e il 40,3% ha meno di 14 anni. Il tasso annuale di crescita demografica è di 1,8% (2010). Il Paese non ha sbocchi sul mare e i porti più vicini sono quelli di Douala, in Camerun, a 1.500 km dalla capitale, Bangui, e di Pointe Noire, nel Congo Brazzaville, dai quali l’economia del paese dipende fortemente. Il Paese non dispone di una rete di trasporti sufficiente a compensare le difficoltà legate al suo carattere continentale, il che pone seri problemi di approvvigionamento e di costo dei prodotti d’importazione e d’esportazione. La popolazione si divide in vari gruppi etnici, riconducibili ai ceppi bantu e sudanese. Anche se il francese è la lingua ufficiale, tutti parlano il sango, già usato nei tempi antichi nelle trattative commerciali tra le diverse tribù. Dal punto di vista amministrativo la RCA è suddivisa in: 7 Regioni, 16 Prefetture, 71 Sotto-Prefetture, 174 Comuni (detti Delegazioni Speciali, con un sindaco e un consiglio nominati dall’alto) e circa 10.000 villaggi. La sua economia è prevalentemente agricola, infatti l’agricoltura rappresenta il 55% della ricchezza nazionale e occupa l’80% della popolazione attiva, nonostante solo il 3% delle terre sia utilizzato. La produzione è prevalentemente destinata all’auto-consumo; quanto alle colture d’esportazione (il caffè, il cotone e il tabacco) non producono redditi stabili in quanto esposte all’evoluzione dei prezzi sul mercato internazionale. Lo sfruttamento delle foreste è prevalentemente orientato all’esportazione, senza alcuna lavorazione sul posto, eccezion fatta per la produzione di assi da parte di ditte straniere. Il legno è al secondo posto nelle esportazioni del paese. Il settore secondario, composto soprattutto da attività di estrazione mineraria, rappresenta oggi il 20% del PIL. La RCA dispone di importanti giacimenti minerari di diamanti e d’oro che costituiscono la principale risorsa d’esportazione del paese. Dal punto di vista umanitario, la RCA è uno dei paesi più poveri al mondo e si colloca al 180° posto su 186 Paesi, secondo l’ultimo Rapporto sullo Sviluppo Umano dell'UNDP (2013), con l’86,4% della popolazione che vive in condizioni di estrema povertà e il 68,5% con meno di 1,25 dollari al giorno (2011). La speranza di vita ad oggi è di 48 anni (2011) con una forte tendenza ad abbassarsi; il tasso di mortalità infantile è uno dei più alti in assoluto, pari al 106%; inoltre secondo l'ultimo rapporto dell'UNICEF sulla mortalità infantile, il Paese rientra tra i 10 paesi con il più alto tasso percentuale di mortalità dei bambini sotto i 5 anni, pari al 164% (2011). Grazie all’attuale piano nazionale di sviluppo sanitario, Plan National de Développement Sanitaire PNDS 2 - 2006-15, finalizzato a rafforzare il sistema sanitario nazionale e le relative strutture, migliorare e rendere più accessibile l’assistenza sanitaria di base, ridurre la mortalità infantile e materna e la diffusione di malattie endemiche, in particolare l'HIV, incoraggianti passi in avanti sono stati compiuti; tuttavia numerose sfide devono ancora essere superate. Inoltre, in previsione del raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, Il governo si sta impegnando entro il 2015 a migliorare il sistema di istruzione, aumentare il tasso netto di iscrizione alla scuola primaria e secondaria e il loro rispettivo completamento. Sebbene, negli ultimi anni, il sistema educativo sia stato investito da un leggero miglioramento, le attuali percentuali non sono molto promettenti. Di fatto, il tasso di alfabetismo tra gli adulti è pari al 55% e quello di scolarizzazione è del 28,6%, il tasso netto di scolarizzazione alla scuola primaria è del 67%, più basso rispetto a quello della media africana che corrisponde al 86%; mentre il tasso netto di scolarizzazione alla scuola secondaria, pari al 11%, si allontana decisamente dal 35% della media dei paesi dell’Africa Sub-Sahariana (2010). Colonia francese fino al 1960, la RCA ha assunto il nome attuale all'atto dell'indipendenza. Il primo governo civile è riuscito a formarsi solo nel 1993, dopo trent’anni di governi prevalentemente militari. Tuttavia, proprio in questi anni, il Paese ha conosciuto dei disordini socio-politici molto gravi che si sono ripetuti nel tempo e che hanno comportato la distruzione di buona parte del tessuto economico. Il generale François Bozizé, salito al potere con un colpo di stato nel 2003 e poi eletto ufficialmente presidente nel 2005 e riconfermato nelle elezioni del 2011, sembra aver acquietato, almeno in parte, le precedenti ostilità. La sua ultima vittoria elettorale, internazionalmente riconosciuta come democratica, ha permesso al Paese di attirare degli investimenti stranieri facendo rapidamente intravedere un possibile miglioramento della fragile situazione economica nonché un consolidamento della scena politica. Di fatto, i risultati macroeconomici sono stati generalmente soddisfacenti, ma la crescita resta modesta e significativamente inferiore alla media dei paesi dell’Africa Centrale. Tuttavia, si stima che il tasso reale di crescita del PIL raggiunga nel 2012 il 4,2%. La situazione politica e sociale ha allontanato il Paese dalla maggior parte degli aiuti delle organizzazioni internazionali. Quelle attualmente presenti sono concentrate nel campo dell’emergenza. Gli aiuti della Cooperazione Italiana si sono concentrati essenzialmente nella concessione di contributi ad organismi non governativi di volontariato operanti nei settori dell’assistenza, formazione ed animazione sociale ed in programmi di emergenza. Gli interventi della Fondazione si concentrano nella prefettura della Lobaye e a Berberati, al confine col Camerun. 28/03/2013