MOVIMENTO, IGIENE E GIUSTA DIETA PER CHI E’ A RISCHIO Un occhio attento e affettuoso è un’arma di grande efficacia per evitare l’insorgere delle piaghe da decubito, anche da parte dei familiari e di quanti assistono persone anziane. “Un primo accorgimento – spiega Fabia Bassan – è quello di verificare, quando si lava la persona, se vi sono delle zone arrossate. Si tratta di un campanello d’allarme che deve indurci ad alzare l’attenzione e, se la cosa non rientra in tempi brevi, a segnalarla al medico curante”. Chi assiste deve poi avere grande cura dell’igiene. La pelle va lavata evitando prodotti troppo aggressivi, asciugata (l’umidità favorisce l’insorgenza di ulcere) e poi idratata. Idratare significa anche dare da bere. Tenendo presente che nella persona anziana lo stimolo della sete è ridotto e che quindi non sempre la necessità di liquidi viene percepita. Anche la dieta gioca un ruolo importante contro la ulcere. “L’alimentazione – dice Giancarlo Rossetto – deve sempre includere il giusto apporto di proteine con carne, brodo vegetale, latte, pesce e uova”. Occhio poi agli indumenti troppo stretto che possono impedire la circolazione. Un’ulteriore attenzione riguarda infine il clima della stanza, in cui dovrebbe essere garantiti i giusti livelli d’umidità e temperatura. Ma l’impegno principale è quello di non lasciare la persona immobilizzata ferma troppo a lungo nella stessa posizione, a letto o sulla carrozzella. Ciò non significa impegnarsi in spostamenti radicali. Ma girarla di pochi gradi con una certa frequenza. In ospedale l’intervallo di tempo prescritto per i soggetti a rischio è di due ore. Ma i casi non sono tutti eguali. Per saperne di più la cosa migliore è dunque consultare gli operatori sanitari.