NEUROSCIENZE NELLA STORIA: Fino a pochi decenni fa non era scontato che il cervello fosse alla base delle ns abilità cognitive. Nell’antichità concezioni diverse: -Ritrovamenti di teschi che contengono fori abbastanza precisi dà idea delle domande che si ponevano gli antichi e dei loro tentativi di risolvere eventuali problemi -Egiziani: il cervello veniva estratto dai cadaveri e non conservato come invece gli altri organi interni -Per molto tempo il centro affettivo è stato ritenuto il cuore. Il cervello era considerato come una ghiandola (Aristotele) -Ippocrate: il cervello ha maggior potere sugli altri organi -Nel cervello ci sono due cavità (ventricoli), interpretati dal medico romano Galeno come contenitori di un liquido che veniva spinto in varie parti del corpo concezione ghiandolare. -Idea di fluido che viene spinto mediante propulsione/sistema idraulico (L.da Vinci) Il cervello assume grande importanza ma il suo funzionamento reale non era chiaro. - Cartesio (1600): grande influenza sul pensiero successivo. motorio/sensoriale (inferiore) vedeva due livelli anima (superiore) mente concezione dualistica cervello riteneva che la ghiandola pineale fosse il centro dell’attività cerebrale. - Gall (fine ‘700): idea della FRENOLOGIA il cervello è diviso in zone, ognuna controlla una caratteristica particolare della personalità. In base a protuberanze esterne sul cranio individua quale tratto è più sviluppato (PRINCIPIO DELLA LOCALIZZAZIONE DELLA FUNZIONE) vs concezione vigente di unitarietà della persona (vd.Flourens) -‘700: scoperta elettricità usata su organismi viventi. Il sist. nervoso è capace di reagire a elettricità proveniente dall’esterno. 1 Esperimenti di Galvani: DELL’ELETTRICITA’ IL SIST. NERVOSO SEGUE LE LEGGI - Jackson (1850): descrizione di episodi epilettici riguardanti il sist. motorio contrazione muscolare che può restare localizzata o estendersi in tutto il corpo. Se le funzioni fossero distribuite nel cervello, l’attacco avrebbe interessato tutto il corpo; invece procedeva x zone (epilessia jacksoniana) - Broca: studio su un paziente incapace di parlare le funzioni sono localizzate. Il paziente era incapace di produzione linguistica, non di comprensione. All’esame autoptico: danno nella parte frontale (area di Broca) - Wernicke: studia afasia x quanto riguarda comprensione del linguaggio lesione nel lobo temporale trovate due aree correlate al linguaggio che, una volta lese, presentano sindromi diverse, speculari. Esperimenti di stimolazione elettrica: a seconda della zona stimolata, all’esterno si hanno movimenti diversi. Progressi ottenuti grazie all’introduzione di nuove tecniche. - Brodmann (inizio ‘900): cervello suddiviso in aree diverse, numerate, sulla base di esame istologico. - VS Lashley: esperimenti su ratti con lesioni in diverse zone del cervello concluse che non c’erano effetti, o se c’erano dipendevano dalla grandezza e non dalla zona della lesione. Si sbagliava!!!!!! - Anni ’70: visione dell’interno del cervello quando l’uomo svolge attività motorie, quando è sottoposto a stimoli esterni, quando è impegnato in attività cognitive. Sistemi di neuroimmagine: il sangue si sposta verso l’area più attiva in un certo compito. Una funzione è suddivisa tra un numero finito di aree collegate tra loro a formare un circuito. A seconda della funzione un’area è più attiva di un’altra. No separazione netta tra funzioni dell’uomo e dell’animale. I comportamenti simili possono derivare da OMOLOGIA (parti simili) o da ANALOGIA (stessa tecnica, parti diverse) 2 EVOLUZIONE DEL CERVELLO: Il nostro cervello è il risultato di un’evoluzione durata millenni di varie classi di vertebrati. Diverse parti si sono evolute diversamente a seconda dell’uso. Uccelli/Mammiferi più sviluppati il telencefalo e il cervelletto (connessi ad abilità sensoriali/motorie) Il cervello ha dimensioni diverse a seconda della specie. Uomo: sempre considerato in cima alla scala evolutiva. Oggi si preferisce parlare di “albero”evolutivo. Ci si chiedeva se le abilità cognitive umane fossero legate al fatto che il cervello umano è il più grosso NO Si tentò di rapportare il peso del cervello al peso corporeo a parità di peso corporeo, a seconda della classe di vertebrati presa in considerazione, il peso del cervello è diverso. L’uomo ha l’indice di cefalizzazione (quindi evoluzione cerebrale) maggiore. Animali a sangue caldo: omeotermia (capacità di mantenere la temperatura corporea) il cervello può lavorare al meglio in ogni condizione di temperatura funzioni cerebrali più elevate Correlazione tra STRUTTURE e DIMENSIONE del cervello. LO STUDIO NEUROSCIENTIFICO: Si è notevolmente differenziato negli ultimi 20/30 anni. 4 tipi di specializzazione: - NEUROLOGO: diagnosticare/curare malattie del sist. nervoso - PSICHIATRA: diagnosticare patologie più complesse (disturbi dell’umore e della personalità) - NEUROCHIRURGO: intervenire su cervello/midollo spinale in caso di tumore, aneurisma… - NEUROPATOLOGO: vedere cambiamenti di tessuto connessi a una determinata malattia 3 ELETTRICITA’: Tappa fondamentale x la fisiologia: scoperta di ELETTRICITA’ ANIMALE. Le tecniche di misurazione di elettricità xmettono di misurare attività del sist. nervoso. Si può usare elettricità sui sistemi biologici. Galvani exp: gambe di rana separate dal corpo, con ancora attaccato nervo sciatico (coinvolto in contrazione muscoli x movimento della gamba). E’ possibile applicare elettrodi x stimolare il nervo e far contrarre la zampa. Ma dopo aver appoggiato un troncone sezionato di nervo sciatico al tronco sano dell’altro e viceversa, le 2 zampe si contraggono senza applicazione di elettricità dall’esterno. Tra la parte sezionata e quella sana, all’interno del nervo si genera una differenza di potenziale. Proprietà di ECCITABILITA’ ELETTRICA possedute dal sist. nervoso, endocrino e muscolare. Nervi: fibre nervose che conducono informazioni sottoforma di impulso elettrico. Utilizzati elettrodi x lo studio dell’attività del sist. nervoso (movimento di particelle cariche) Se questi due elettrodi sono posti su qcs di biologico che ha al suo interno delle cariche, registro d.d.p. (differenza di potenziale) Se appoggio gli elettrodi su un cranio umano, registro l’attività elettrica sotto lo scalpo. Elettroencefalogramma: valutare se il comportamento cerebrale è normale, se l’individuo è in stato di veglia, sonno o coma, se c’è attività a seguito di diversi stimoli sensoriali (potenziale evocato: risultante di attività di tutti i neuroni che si trovano sotto l’elettrodo) La cute è rappresentata nel cervello in modo organizzato, come se fosse una mappa. STIMOLAZIONE SUPERFICIALE: gli elettrodi possono essere usati non solo x registrare ma anche x applicare corrente elettrica (di bassa intensità) e 4 stimolare i neuroni che si trovano al di sotto. Si induce una variazione di corrente all’interno del cervello, poi si vede cosa succede all’esterno (es. movimenti che possono sembrare volontari) Esperimenti con l’uomo direttamente sulla corteccia durante esp. neurochirurgici costruzione dell’ homunculus motorio (rappresentazione sulla corteccia cerebrale dei ns movimenti) Sviluppo della tecnica microelettrodi : arrivano al diretto contatto con una cellula nervosa. Utilizzati su animali, entrano nel tessuto nervoso. Rendono possibile registrare l’attività elettrica del neurone. Micropipette: sottilissimi capillari di vetro riempiti di liquido (conduttore) collegato a un filo metallico (che fa da elettrodo) sistema di conduzione. Possibile collegamento con un misuratore di potenziale: la presenza di cariche indica attività neuronale. stimolazione sensoriale Un neurone può essere studiato durante attività cognitiva I microelettrodi possono anche generare elettricità direttamente sul tessuto nervoso risoluzione molto più elevata Non ci sono terminazioni dolorifiche all’interno del cervello. E’ possibile correlare una determinata funzione con una determinata popolazione di neuroni. Se, a causa di una lesione (nell’uomo o nell’animale) o di un’ablazione (solo nell’animale), tolgo un’area responsabile di una funzione, quest’ultima scompare. Inattivazione con determinati farmaci viene temporaneamente bloccata l’attività dei neuroni x vedere quale funzione viene compromessa. NEURONI E DIFFERENZA DI POTENZIALE: Neurone = cellula nervosa Le cellule degli eucarioti hanno una membrana plasmatica. I neuroni sono altamente eccitabili l’eccitabilità a livello di membrana permette la trasmissione di impulsi. 5 più Potenziale all’interno del neurone: -65 mV deve rimanere o meno costante xchè la cellula sia eccitabile. - + Il liquido intracellulare ed extracellulare hanno molecole - + diversamente concentrate - + Voltmetro: registra d.d.p. tra l’esterno e l’interno della membrana diversa distribuzione di cariche, fondamentale xchè una cellula sia eccitabile Il potenziale della membrana si calcola ponendo due elettrodi sulla superficie esterna della membrana E’ FALSO!!! Uno deve essere posto all’interno Dendriti (x ricevere info) Neurone: corpo cellulare + ramificazioni Assoni o neuriti (x trasmettere info) La membrana cellulare è la stessa x ogni cellula Doppio strato fosfolipidico Immerse nella membrana cellulare ci sono le proteine transmembrana che permettono il passaggio selettivo di determinate sostanze (es. ioni) Liquido intracellulare = liquido extracellulare Ioni più importanti: (distribuiti diversamente) cellula, K+ Na+ Cl- A (anioni organici presenti all’interno della sostanze organica di natura o biochimica ad es. DNA) più concentrati all’esterno più concentrati all’interno La membrana del neurone è permeabile ad alcuni ioni. Esistono canali di membrana specifici x certi ioni. Possono essere passivi (sempre aperti) o attivi. 6 K+ passa liberamente attraverso la membrana del neurone, ma è più concentrato all’interno. Concentrazione = numero di molecole x unità di volume Osmosi = movimento dell’acqua lungo il suo gradiente di concentrazione All’equilibrio il flusso netto di una sostanza che diffonde attraverso la membrana è nullo: concentrazione interna del soluto + sostanze organiche interne = concentrazione esterna del soluto Per evitare un’osmosi eccessiva, la membrana è impermeabile solo a certi soluti. I soluti abbassano la concentrazione dell’acqua all’interno della cellula! Le cellule animali trattengono gli ioni Na+ (sodio) nel liquido extracellulare, per cui è più concentrato all’esterno. Interno Esterno K+ K+ AA- Esterno Interno Esterno K+ K+ -+ K+ K+ - - ++ A- A- -+ A- A- - - ++ Gradiente di concentrazione all’interno Interno che sospinge all’esterno respingono) Migrazione di ioni: cariche che creano corrente. Gradiente elettrico che risospinge (le cariche+ si Acqua: molecola polare può legarsi con ioni ± presenti nel fluido intra ed extracellulare. Gli ioni più piccoli vengono avvolti da nuvole d’acqua Volume reale: ioni + nuvola d’acqua. La permeabilità della membrana allo ione K+ è maggiore della permeabilità allo ione Na+ Il canale che permette il passaggio degli ioni non si comporta come un semplice tunnel ma è dotato di cariche che spingono lo ione dall’altra parte. Alcuni canali sono selettivi 7 attivi: funzionano solo in particolari sit. passivi: come tunnel. Possono essere chiusi da una particella che blocca il passaggio. I canali possono essere aperti/chiusi in diversi modi. PERIODO DI REFRATTARIETA’: i canali si chiudono e non possono riaprirsi x un certo periodo di tempo. I canali sono mediatori di determinate funzioni che non possono essere esercitate continuamente, altrimenti ci sarebbero continue stimolazioni. Gli agonisti endogeni sono sostanze già presenti nel corpo che naturalmente fanno aprire/chiudere i canali. L’interazione può avvenire anche con sostanze penetrate dall’esterno (esogene) che assomigliano alle sostanze presenti nel corpo e causano effetti simili molti farmaci sfruttano questo principio, sostituiscono una molecola che non c’è più o ne sostituiscono l’effetto. Le proteine dei canali hanno la possibilità di cambiare la loro conformazione quando entrano in contatto con queste sostanze. L’eccitabilità è data da quello che succede a livello della membrana. Versante intracellulare: cariche – Versante extracellulare: cariche + Utilizzando micorelettrodi e micropipette si è potuta registrare la d.d.p. Circa –60millivolt: d.d.p. della membrana della cellula nervosa in situazione di riposo (potenziale di riposo) - Liberando cariche negative all’interno della cellula si ha IPERPOLARIZZAZIONE della membrana aumenta la negatività. - Liberando cariche positive all’interno della cellula si ha DEPOLARIZZAZIONE della membrana diminuisce la negatività. una una Il passaggio degli ioni dipende dalla permeabilità della membrana. Uno ione è più permeabile quando può passare di più rispetto a un altro ione. Lo ione Na+ passa più difficilmente di K+ a causa delle molecole d’acqua che lo circondano. Le cellule gliali sono permeabili solo al K+ (membrana di potassio) 8 Le cellule nervose sono permeabili a K+, Na+, Cl-. Quando il gradiente di concentrazione e il gradiente elettrico generano due flussi uguali ed opposti si ha una situazione di equilibrio. La d.d.p. è di –75 mV per le cellule gliali. (= al potenziale di equilibrio del potassio) In una cellula nervosa, lo ione Na+ è più concentrato all’esterno e il gradiente di concentrazione lo spinge verso l’interno, lo stesso accade con il suo gradiente elettrico. Nella membrana a riposo (-60 mV) i canali K+ sono molto più aperti e numerosi dei canali Na+ K+ è molto più permeabile di Na+, è una forza più importante del determinare il potenziale della membrana. Il K+ è soggetto a due forze e tende ad aumentare la sua concentrazione esterna. Il Na+ tende ad aumentare la sua concentrazione interna. La situazione tenderebbe a stabilizzarsi, entra in azione la POMPA SODIOPOTASSIO: attacca 2 ioni K+ da fuori e 3 ioni Na+ da dentro e li scambia in maniera diseguale (pompa elettrogenica). Per funzionare utilizza l’ATP (fenomeno attivo). Se gli ioni non fossero distribuiti in modo diseguale non ci sarebbe la d.d.p. RIASSUMENDO… La membrana plasmatica è permeabile ad alcuni ioni grazie alla presenza, in essa, di canali ionici Proteine che attraversano la membrana delimitando un lume interno che fa passare gli ioni. Possono essere passivi o attivi, aperti, chiusi o inattivati. Ai capi della membrana plasmatici del neurone esiste una d.d.p. che, a riposo, è di circa –60 mV, interno negativo, esterno positivo. Causa: ineguale distribuzione di carche + e – che riguarda solo quelle parti di liquido extra ed intracellulare vicino alla membrana. La d.d.p. della membrana a riposo è dovuta a: - diversa concentrazione interna ed esterna degli ioni potassio (K+), sodio (Na+) , cloro (Cl-) e degli anioni organici (A-) - diversa permeabilità dei vari ioni 9 - genesi di due tipi di gradiente (di concentrazione e elettrico). - presenza della pompa elettrogenica (proteina che permette di scambiare ioni K+ e Na+ in modo che le loro concentrazioni all’interno e all’esterno siano disuguali. Manda fuori 3 Na+ e fa entrare 2 K+) CIRCUITO ELETTRICO EQUIVALENTE: La situazione ai capi della membrana può essere paragonata ad un circuito elettrico equivalente. Molti canali aperti il flusso netto di ioni che passa è molto forte Na+ è spinto dai due gradienti ad entrare all’interno della membrana, ma la sua permeabilità è minore rispetto a quella del K+. Il potenziale di membrana tiene conto della permeabilità e della concentrazione degli ioni (equazione di Goldman) La membrana plasmatica, a seguito di eventi esterni, può cambiare il suo potenziale potenziale d’azione (+55 mV) (=potenziale di equilibrio x il Na+) La misura reale del passaggio di ioni è espressa dalla conduttanza. Conduttanza totale: conduttanza del singolo canale x numero dei canali Il potenziale di membrana dipende dalla conduttanza e dal potenziale di equilibrio di ogni ione. Il liquido extracellulare e il citoplasma sono buoni conduttori possono essere assimilati a un corto circuito (conduttore a resistenza = 0) Le pompe sono assimilabili a generatori di corrente. I tre ioni sono assimilabili a batterie (potenziale di equilibrio x i vari ioni) La membrana plasmatica è isolante. Ha una capacità elettrica (di accumulare cariche), che entra in gioco quando si creano variazioni del potenziale di membrana. Ha perdite di cariche attraverso i canali. ANATOMIA DEL CERVELLO: Studio neuroanatomico dal pt di vista macroscopico e microscopico. Confronto: - cervello del ratto è liscio 10 - cervello di altri mammiferi (gatto, uomo…) presenta dei solchi cranica tenderebbe ad aumentare più del volume interno della scatola SOLCHI: permettono l’aumento della superficie della corteccia cerebrale mantenendo un volume limitato nella scatola cranica. Sono dei ripiegamenti della corteccia cerebrale, risultato dell’evoluzione. Delimitano anche aree che corrispondono a funzioni diverse. Il solco centrale separa la corteccia motoria (davanti) dalla corteccia sensitiva (dietro). E’ uguale nelle scimmie e nell’uomo. I solchi possono anche separare rappresentazioni diverse del corpo. Suddivisione: - rostrale (anteriore): faccia - dorsale (superiore): cima del capo x parte superiore della testa - ventrale (inferiore): sotto la testa - ventrale (anteriore) - dorsale (posteriore) x parte inferiore della testa - caudale (posteriore): nuca Uomo: torsione di 90° dell’asse della testa. Nomenclatura diversa dagli animali (che hanno struttura longitudinale) Parte MEDIALE del cervello: ciò che è PIU’ VICINO ALL’ASSE CENTRALE. Parte LATERALE: ciò che è PIU’ LONTANO DALL’ASSE CENTRALE. Connessioni tra zone diverse del cervello sono note negli animali ma non nell’uomo, su cui certi esperimenti non si possono fare. MENINGI: lamine che avvolgono il cervello - DURA MADRE: la più esterna - ARACNOIDE: l’intermedia Funzione di protezione - PIA MADRE: aderente al cervello Il liquido cefalorachidiano che scorre a livello delle meningi fa sì che il cervello in pratica vi galleggi dentro lo protegge dagli urti. 11 Il tessuto nervoso è molle non facilmente studiabile si usano sostanze che pemettono l’indurimento del cervello (formalina). Procedimento di fissazione: studio della struttura interna. Cervello tagliato a metà: 2 sezioni. A occhio nudo si notano parti giallo chiaro e altre giallo scuro: SOSTANZA GRIGIA e SOSTANZA BIANCA Forte densità di cellule nervose (corpi cellulari dei neuroni) Fibre Per studiare il cervello è necessario sezionarlo secondo determinati piani, per ottenere fettine molto sottili (40-60 micron) x l’esame istologico: 1) Piano coronale: da dx verso sx 2) Piano sagittale: da davanti a dietro, attraverso la linea mediana della testa 3) Piano orizzontale 1) ┴ 2) 3) ┴ 1) e 2) 1) parte dx e parte sx del cervello sono pressoché identiche convenzione: la sezione tagliata va guardata da dietro x stabilire qual è la dx e quale la sx. 2) convenzione: guardare il cervello di profilo dalla parte di sx. Alla nostra sx: sezione anteriore. Alla nostra dx: sezione posteriore. 3) convenzione: guardare dall’alto x individuare parte dx e sx. TAC: possibile vedere alcune porzioni del cervello. E’ una sezione virtuale del cervello dell’individuo. I tessuti possono essere sottoposti a colorazione x renderne visibile la struttura interna. Le fettine vengono immerse in coloranti speciali; alla fine vengono disidratate, chiarificate possibile evidenziare le cellule sullo spazio extracellulare. Le cellule si possono aggregare dando vita a strutture. Cellule nervose: corpo cellulare + prolungamenti ( non evidenziabili con tutti i coloranti) Metodo di Golgi (colorazione attraverso sali): si vedono il corpo dei neuroni e i prolungamenti. 12 La cellula è rivestita dalla membrana plasmatica che ha la funzione di dare costituzione e protezione alla cellula. Impermeabile ma attraversata da Fuori dalla cellula: liquido ricco di ioni proteine con funz. di canali ionici Nel tessuto nervoso ci sono cellule non nervose (GLIA) di due tipi: - OLIGODENDROCITI: si trovano nel cervello stessa - CELLULE DI SCHWANN: si trovano nella periferia funzione Producono mielina (avvolgimento scuro attorno al prolungamento del neurone). La guaina mielinica avvolge i filamenti dei neuroni. Le cellule gliali mandano i loro prolungamenti a contattare i prolungamenti a contattare i prolungamenti della cellula nervosa. Formano un avvolgimento che diventa una guaina formata da membrana plasmatica (isolante), che accelera la trasmissione dell’impulso nervoso. MIELINA: serie di foglietti di membrana che si avvolgono ripetutamente attorno alle fibre nervose, non prodotti dalle cellule nervose ma dalle cellule gliali. In mezzo non c’è nessun liquido, viene spremuto in direzione del corpo cellulare della cellula gliale. La guaina mielinica è formata da strati di acidi grassi. - no comunicazione tra cellula nervosa e liquido extracellulare - trasmissione più rapida dell’impulso nervoso (grande velocità di . conduzione) Non tutte le fibre nervose sono mieliniche! La mielina può essere visualizzata attraverso procedure istologiche (colorante che evidenzia le fibre mieliniche e non i corpi cellulari) Se c’è demielinizzazione della fibra nervosa zone bianche La mielina normalmente si ricrea, a meno di una malattia demielinizzante (es. sclerosi multipla) La stessa zona cerebrale può essere studiata con 3 metodi diversi (tre tipi di colorazione che evidenziano componenti diverse) morfologia Fibre Corpi cellulari Corpi cellulari + disposizione prolungamenti LA CELLULA NERVOSA: 13 Secondo Golgi il sist. nervoso è formato da una rete fatta di fili (prolungamenti) e bottoni (corpi cellulari) e le cellule sono in continuità tra di loro tramite i prolungamenti. Si sbagliava!!!!!!!!!! Secondo Cajal ogni cellula nervosa è unica e isolata, ma in contatto con le altre cellule nervose attraverso una zona dove sono giustapposte (no continuità citoplasmatica). Aveva ragione!!!!!!!!!!!!! Le cellule nervose sono unità anatomiche. ORGANIZZAZIONE: corpo cellulare + prolungamenti funzione di integrazione DENDRITI (pochi o molti) ASSONE (o neurite o fibra nervosa) (unico) elemento ricevente msg. elevato elemento di emissione del (permettono alla cellula nervosa di ricevere i msg esterni provenienti da altri neuroni) DENDRITI BASALI (si originano dal corpo cellulare) Trasporta un potenziale (potenziale d’azione o impulso nervoso) DENDRITI APICALI (si originano da un dendrite più grande) Possono essere portatori di variazioni di potenziale di membrana dell’ordine di pochi millivolt. Neurone: polarizzazione dinamica (il messaggio va in un’unica direzione) DENDRITI CORPO CELLULARE ASSONE Altri neuroni si mettono in contatto col neurone attraverso una sorta di “bottoncini” che arrivano in contiguità col neurone (SINAPSI) inibitorie eccitatorie 14 depolarizzazione iperpolarizzazione Cono d’emergenza: punto in cui l’assone emerge dal corpo cellulare. QUI nasce l’impulso nervoso. Fibra nervosa: la mielina è interrotta in alcuni punti (NODI DI RANVIER) L’assone ha una ramificazione finale x entrare in contatto con diverse parti del dendrite o con diversi neuroni. Principio della CONVERGENZA: su un unico neurone convergono le terminazioni di più neuroni Principio della DIVERGENZA: un unico assone, grazie allo sfioccamento, riesce ad influenzare più neuroni. SINAPSI: (è dove le cellule nervose comunicano tra loro) Pt. di contatto tra il bottone finale dell’assone e il corpo/dendrite del neurone sinaptico Elemento pre-sinaptico Elemento post- DOTTRINA DEL NURONE: il neurone è un’unità - ANATOMICA, isolata dagli altri ma c’è contiguità tra di loro (x comunicazione) - GENETICA, sa già nell’embrione che posto deve occupare all’interno del tessuto nervoso, verso dove andrà a migrare, con quali cellule dovrà avere contatto e quale tipo di informazione dovrà utilizzare con altre cellule - FUNZIONALE, ogni neurone ha la sua funzione (popolazione = insieme di neuroni con uguale funzione) - TROFICA, ogni neurone è caratterizzato da sostanze che gli permettono di crescere (NGF). I neuroni devono essere sostenuti da fattori di crescita. In particolari situazioni (traumi), entro certi limiti, possono rigenerarsi. 15 Ai dendriti apicali/basali arrivano numerosi segnali (eccitatori e inibitori) da altri neuroni. Questi segnali vengono trasformati in potenziali graduati, che si sommano dal pt di vista temporale e spaziale, e poi integrati nel corpo cellulare. Il POTENZIALE D’AZIONE (risposta del neurone) nasce nel cono d’emergenza dell’assone (dove ci sono più canali voltaggio-dipendenti). Si propaga in una sola direzione (ortodromica: dal corpo cellulare alle terminazioni, e NON antidromica!) con una conduzione di tipo saltatorio. L’assone si ramifica nella sua parte terminale (divergenza) il messaggio raggiunge più neuroni. N.B. Nei dendriti NON nasce il potenziale d’azione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! A seconda del neurone, la frequenza di scarica dei suoi potenziali d’azione può variare. I neuroni sono di vari generi: - neuroni bipolari - neuroni pseudounipolari - neuroni multipolari (ampia arborizzazione dendritica) I motoneuroni sono nel midollo spinale e servono x la contrazione muscolare. Anatomia Funzione PROPRIETA’ ELETTRICHE PASSIVE DEL NEURONE: Cambiamento del potenziale di membrana inizio di possibilità di risposta da parte del neurone. Il potenziale di membrana può essere cambiato Potenziale d’azione (impulso nervoso) è un fenomeno attivo! Variazione del potenziale di membrana tramite introduzione di corrente: - corrente capacitiva (carica la capacità di membrana): è trasportata dagli ioni che si caricano sulle due facce della membrana. - corrente ionica o resistiva (passa attraverso la membrana): è trasportata dagli ioni che passano attraverso la membrana. Risposta della membrana plasmatica 16 all’introduzione della corrente dall’esterno Simulazione esterna variazione del potenziale elettrico COSTANTE DI TEMPO (τ) = il tempo impiegato a raggiungere il 63 % del valore del potenziale finale. Quando la membrana è stimolata, il processo di variazione di potenziale impiega del tempo, maggiore o minore a seconda del tipo di fibra nervosa Possibile generazione di una depolarizzazione/ iperpolarizzazione successiva se la prima depolarizzazione/iperpolarizzazione dura nel tempo. Se sono vicine, si possono sommare. La membrana plasmatica ha delle resistenze interne (al passaggio delle cariche) dovute al fluido intracellulare Resistenza di membrana: somma delle resistenze dei canali ionici. A parità di corrente è sempre la stessa. La resistenza citoplasmatica aumenta all’aumentare della distanza. COSTANTE DI SPAZIO(λ) : la distanza alla quale il potenziale è sceso al 37% del potenziale di membrana all’origine Posso sapere quanto la variazione di potenziale potrà propagarsi nello spazio lungo la fibra nervosa. λ= seguire il r di membrana r assiale se è alta, le cariche la attraversano con difficoltà. Le cariche tendono a citoplasma e a non uscire attraverso i canali maggiore λ maggiore τ la depolarizzazione si propagherà nello spazio aumenta la probabilità che una depolarizzazione successiva si sommi alla precedente La variazione di potenziale è passiva, soggetta a ritornare alla sua condizione iniziale, ma può originare un impulso nervoso. Τ = R x C (resistenza di membrana x capacità) Fibre nervose molto piccole Fibre nervose grandi bassa velocità di conduzione impulso alta velocità “ “ “ 17 CONDUZIONE ELETTROTONICA: variazione di potenziale lungo la fibra nervosa dovuta a meccanismi passivi (flusso di cariche attraverso canali ionici passivi) POTENZIALE D’AZIONE: Corrente Na+ entrante Na+ ³ depolarizzazione ² ¹ apertura dei canali (voltaggio- dipendenti) I canali al Na+ voltaggio-dipendenti possono essere aperti da una variazione di voltaggio della membrana. NON SONO PASSIVI! Na+ tendono ad entrare x gradiente di concentrazione e x gradiente elettrico. La membrana inverte il suo potenziale. Tende ad arrivare al potenziale di equilibrio del sodio (+55 mV), non ci riesce xchè viene contrastato. VISUALIZZAZIONE DEI COLLEGAMENTI: Forte trauma degenerazione della fibra nervosa. Il neurone legato all’assone interrotto può andare incontro a morte. In altri casi, può riprendersi e rigenerare la parte di assone degenerata. Le fibre in degenerazione sono colorabili in argento, ma non si vedono più con la colorazione x la mielina. Questi tipi di colorazione però non mostrano tutti i tipi di collegamento. Ci sono quindi altri metodi. TRASPORTO ASSONALE: Altri sistemi permettono di studiare i collegamenti anche quando le fibre sono intatte. All’interno della fibra nervosa ci sono dei meccanismi che assicurano il trasporto di sostanze e organelli, in tubuli, all’interno dell’assoplasma: - flusso assoplasmatico lento (no tubuli, x componenti strutturali) - trasporti rapidi, sia in direzione anterograda (dal corpo cellulare alla periferia: es. neurotrasmettitore portato dal corpo cellulare alle terminazioni in vescicole) che retrograda (dalla periferia al corpo cellulare: es. trasporto di materiali di degradazione al corpo cellulare che li riutilizza, o di NGF, o di elementi negativi come virus o tossine) 18 Le particelle trasportate in direzione retrograda vengono dalle terminazioni o dal liquido extracellulare. Tracciante retroanterogrado: posso vedere se due strutture sono collegate in maniera reciproca. 1 trasporto Inietto la sostanza in A. Grazie al attivo trasportato anterogrado , esso viene nella terminazione 1 a partire dal corpo A B cellulare del neurone. La sostanza viene presa anche dalla 2 terminazione del neurone e trasportata x trasporto attivo retrogrado nel corpo cellulare 2. Accumulo sostanza in B. La sostanza iniettata deve essere resa visibile xchè io possa vedere il collegamento tra A e B. Il collegamento tra le due strutture viaggia nei due sensi. Riesco a riconoscere i corpi cellulari dalle terminazioni. Ho un livello di risoluzione più alto rispetto alla degenerazione. Queste sostanze danno una marcatura. Ci sono tempi diversi a seconda delle sostanze che vengono utilizzate. I sistemi a trasporto attivo permettono di studiare ad alta risoluzione le connessioni tra le varie strutture del sist. nervoso. STRUTTURA DEL SISTEMA NERVOSO: Suddivisioni generali: SISTEMA NERVOSO CENTRALE SISTEMA NERVOSO PERIFERICO Midollo spinale (in colonna vertebrale) Tronco dell’encefalo + cervelletto muscoli + proencefalo (diencefalo e telencefalo) fibre che collegano il SNC con la periferia (cute, e articolazioni) in 2 sensi 19 (afferenti ed efferenti) SISTEMA NERVOSO SOMATICO Agisce attraverso muscolatura scheletrica SISTEMA NERVOSO AUTONOMO controllo su organi interni MIDOLLO SPINALE: riceve info sensoriali dalle periferia, determina la contrazione dei muscoli che muovono le articolazioni (funzione sensoriale e motoria) + integrazione di risposte sensoriali e motorie. Ad esso arrivano fibre ascendenti/discendenti. E’ sede principale dei riflessi e dei meccanismi che permettono la locomozione. E’ separato dalle strutture sovrastanti TRONCO DELL’ENCEFALO (bulbo, ponte, mesencefalo): è primitivo ma sede di funzioni importanti: controllo equilibrio, locomozione, dolore. Sede di info sensoriali provenienti dalla testa (vista, gusto, udito), sede di centri che regolano attività vegetative (respirazione, battito cardiaco…) e di zone che xmettono di cambiare stati di coscienza (veglia/sonno) CERVELLETTO: riceve info sensoriali, manda comandi motori. E’ un sistema di controllo motorio + sede di meccanismi di apprendimento legati al movimento. CERVELLO= DIENCEFALO(TALAMO + IPOTALAMO) + TELENCEFALO (CORTECCIA CEREBRALE + GANGLI DELLA BASE): TALAMO: punto di passaggio di info che vanno verso la corteccia cerebrale. Influenza l’eccitabilità generale della corteccia e gli stati generali di coscienza. IPOTALAMO: coordina attività somatiche, vegetative e endocrine. E’ centro di mantenimento degli equilibri (termico, dei liquidi…) interni al corpo. Controlla l’ipofisi (ghiandola centrale dell’organismo). CORTECCIA CEREBRALE: materia grigia dai 2 ai 4 mm con sotto sostanza bianca. Riceve info soprattutto dal talamo e manda le sue uscite verso il basso. Sede di percezioni sensoriali, dei programmi motori, di funzioni cognitive (linguaggio, memoria, apprendimento) e emotività. Ha rapporti con strutture sottocorticali e le varie aree della corteccia stessa, che rappresentano diverse funzioni, hanno rapporti tra loro. GANGLI DELLA BASE: struttura originariamente di tipo motorio. PRINCIPI GENERALI DEL SISTEMA NERVOSO: 20 - La comunicazione nel sistema nervoso avviene attraverso la SINAPSI (contatto tra terminazione assonale e neurone, usato anche tra cellule nervose e effettori es. muscoli) - Sistema di rappresentazione topografica: analisi o azione sul mondo interno presuppone mappatura del corpo in varie strutture del sist. nervoso (omuncolo: mappa corporea sulla corteccia cerebrale) - Controllo nervoso sensoriale/motorio è di tipo crociato: la corteccia di sx controlla la parte dx del corpo e viceversa. - Suddivisione in modalità e sottomodalità (es. vista: analisi colore, forma…) SINAPSI: Le cellule nervose comunicano tra loro tramite la sinapsi membrane delle cellule. vicinanza tra le L’impulso nervoso arriva alla terminazione di un neurone (presinaptico) Modificazione della membrana del neurone postsinaptico. Sinapsi assosomatica: termina sul soma della cellula postsinaptica “ Assodendritica: termina sul dendrite della cellula postsinaptica “ Assoassonica: termina sull’assone “ “ “ L’impulso nervoso viaggia lungo l’assone e a livello della terminazione accade qcs. SINAPSI ELETTRICHE CHIMICHE Sinapsi elettriche: le membrane sono molto vicine tra loro, l’elemento pre e post sinaptico sono separati da uno spazio molto piccolo. Canali aperti a contatto tra loro xmettono il passaggio di liquido plasmatico e di ioni tra le due cellule GIUNZIONI COMUNICANTI o GAP JUNCTION: una parte di corrente passa dalla cellula pre alla cellula post sinaptica (flussi di corrente bidirezionali) Nella sinapsi chimica invece avviene in una sola direzione!!!! Le sinapsi elettriche hanno una velocità di trasmissione molto alta molto importante nelle reazioni di difesa. Spesso interconnettono intere popolazioni di neuroni. 21 Sinapsi chimiche: es. SINAPSI NEUROMUSCOLARE. Motoneurone: innerva i muscoli, xmette la contrazione. assone placca motrice Viene rilasciato il NEUROTRASMETTITORE (es. acetilcolina x la sinapsi neuromuscolare) nello spazio intersinaptico. Recettori: proteine di membrana postsinaptica a cui si legherà il neurotrasmettitore. Vescicole sinaptiche: contengono il neurotrasmettitore che viene rilasciato. Per esocitosi si fonderanno con la membrana postsinaptica e libereranno il n. Cosa accade? Arrivo del potenziale d’azione aumenta la permeabilità della membrana canali voltaggio-dipendenti x il calcio si aprono facendo entrare ioni Ca segnale che xmette fusione di vescicole sinaptiche con la membrana e rilascio del neurotrasmettitore il n. si va a legare col recettore x l’acetilcolina (è un canale normalmente chiuso. Si apre quando due molecole di acetilcolina si legano su due siti specifici) Attraverso lo stesso canale, entra Na+ ed esce K+ depolarizzazione nella fibra muscolare POTENZIALE DI PLACCA Più acetilcolina viene liberata, più canali si aprono e maggiore sarà l’ampiezza del potenziale. ricaptata da membrana pre dopo va disattivata degradata da un enzima (acetilcolinesterasi) si propaga in maniera elettrotonica: perde di intensità allontanandosi dalla zona di stimolazione. Si propaga nelle zone adiacenti alla placca motrice, dove esistono canali voltaggio-dipendenti per il Na che si aprono nasce un potenziale d’azione nel muscolo, che si contrae. SANGUE E CERVELLO: Ci sono dei liquidi che bagnano il cervello. Riceve sangue. Il cervello, rispetto al peso dell’uomo, è piccolo (2%) ma è molto rifornito di sangue (15% di quello pompato dal cuore in un minuto) e di ossigeno Circa il 20% di quello che entra Porta al cervello ossigeno, 22 nei polmoni è inviato al cervello. Utilizzato x respirazione cellulare (mitocondri: possono formare ATP, respiraz. Molecola carica di energia) chimiche, glucosio e altre sostanze nutritive. Porta via l’anidride carbonica prodotta da cellulare e le sost. di rifiuto prodotte da reazioni attraverso venoso. il ritorno Esiste un sistema arterioso che irrora tutto il SNC. Il cervello può essere rifornito anche se in altre parti c’è un blocco, grazie a un sistema particolare. Le arterie irrorano territori diversi del cervello. Se avviene un danno a una di queste arterie, i territori cerebrali (indipendenti da suddivisione funzionale) irrorati da essa vanno incontro a seri problemi. Se avvengono danni circolatori arrivano più ICTUS: componenti portate dal sangue non - ISCHEMIA: chiusura di un vaso per 1) indurimento del vaso causato dall’età 2)formazione di un trombo (grumo) che blocca la circolazione in quel punto 3) compressione (tumore). Le cellule non più irrorate muoiono infarto (necrosi di una popolazione cellulare) - EMORRAGIA: 1)aumento di pressione che tende a rompere il vaso 2) aneurisma: pareti “erniate”, deboli. Se l’aneurisma è in posizione operabile si può togliere, altrimenti si deve controllare. Crea un versamento di sangue nella zona di rottura. Può essere riassorbito, ma questo sangue può premere su vasi vicini e creare successiva ischemia. Il cervello è estremamente sensibile a diminuzioni di glucosio e di ossigeno. Sistema venoso: vene profonde + vene superficiali più grosse che confluiscono nella vena giugulare. confluiscono in vene LIQUIDO CEFALORACHIDIANO (o cerebrospinale): Contenuto in cisterne all’interno dell’encefalo. Durante lo sviluppo embrionale si evolvono formazione dei VENTRICOLI 23 Liquido prodotto da strutture specializzate nel 3° ventricolo (nel diencefalo) chiamate plessi corioidei. Il liquido viene mandato ai ventricoli laterali, poi attraverso l’acquedotto (nel tronco dell’encefalo) e a livello del 4° ventricolo (dietro il cervelletto). Si distribuisce all’esterno del SNC uscendo attraverso i forami e scorre nello spazio sub-aracnoideo (al di sotto delle meningi). Sbocchi: villi aracnoidei, fuoriuscite attraverso cui questo liquido può essere convogliato nelle vene la differenza tra secrezione del liquido e suo assorbimento è uguale a zero. Funzioni: - Mantenere l’equilibrio tra il sangue e il liquido che bagna le cellule. Liquido extracellulare l. cerebrospinale sangue - Fare da barriera x il passaggio di alcune sostanze. Certe sostanze possono passare tra il sangue e il cervello, altre no. (BARRIERA EMATOENCEFALICA tra il sangue e il cervello) - Attutire gli urti BARRIERA EMATOLIQUORALE: tra il sangue e il liquido cerebrospinale Sangue liquido extracellulare che circonda i neuroni (il liquido cerebrospinale fa da tramite) sangue Eccessiva secrezione /ridotto assorbimento di questo liquido problemi: es. idrocefalo: nel bambino c’è continua secrezione ma c’è un blocco a livello dell’acquedotto la testa si ingrossa. Questo liquido dà info su possibili malattie del SN. Si può vedere facendo asportazioni con un ago a livello lombare prelevando liquido che viene esaminato (colore e concentrazione di sostanze si deduce se c’è infezione) MIDOLLO SPINALE: 24 Il midollo spinale è inserito nella colonna vertebrale. Suddivisione corrispondente al num. delle vertebre. Da esso nascono prolungamenti che escono dagli spazi tra le vertebre (nervi spinali). Ad ogni nervo è assegnato un numero in relazione alla vertebra da cui esce. Rigonfiamenti nel cordone controllo nervoso più forte: - cervicale arti superiori - lombare arti inferiori Zona interna del midollo: SOSTANZA GRIGIA (cellule nervose) Zona esterna “ “ : SOSTANZA BIANCA (fibre) E’ simmetrico, la sostanza grigia presenta le corna ventrali (o anteriori) e dorsali (o posteriori). La sostanza grigia di dx e collegata con quella di sx. La sostanza bianca è divisa in tre colonne (ventrale, dorsale, laterale) con fibre diverse. I nervi spinali sono il risultato dell’unione tra una radice dorsale e una radice ventrale. MIELOMERI: moduli del midollo forniti di 2 radici dorsali e 2 ventrali (unità funzionale). Si formano durante l’embriogenesi. Ad ogni mielomero corrisponde sulla cute un dermatomero, che fornisce l’innervazione al corrispondente mielomero. I DERMATOMERI si sovrappongono (regioni comuni) se c’è un processo infiammatorio di una radice dorsale che controlla una superficie cutanea, questa può non perdere completamente il collegamento col midollo. dolorifici Dermatomeri meno sovrapposti di tattili La lesione di una radice compromette un solo dermatomero, la lesione di un nervo periferico comporta la perdita di più dermatomeri. Possibilità di mappare la superficie corporea sul sistema nervoso. Il midollo spinale è stato studiato con metodi istologici che rivelavano la presenza di cellule e fibre, diverse come dimensione e come funzione (citoarchitettonica: distingue le cellule) 25 Ci sono 3 tipi di neuroni disposti in Corno dorsale Zona intermedia Corno ventrale All’interno di ogni zona sono uguali. Ci sono delle sottozone. Al midollo spinale arrivano fibre afferenti periferiche dalla cute, dai muscoli e dalle articolazioni. Terminano in diverse zone della sostanza grigia facendo sinapsi con i vari neuroni. La classificazione di Rexed suddivide la sostanza grigia in lamine. Un’altra classificazione la suddivide in settori. Corno dorsale: lamine 1-5 volta divisa in sottozone. zona sensoriale della sost. grigia, a sua Zona intermedia: lamine 6-7 - nucleo di Clarke, nella porzione più mediale - nucleo intermedio-laterale, nella zona toracica, sede dei neuroni del sistema nervoso autonomo - ci sono neuroni con caratteristiche integrative (interneuroni) Corno ventrale: lamine 8-9 motoneuroni da cui partono fibre efferenti (controllo del sist somatico). Ci sono anche interneuroni direttamente collegati ai motoneuroni. Il midollo spinale è una struttura molto primitiva. E’ un centro di controllo e un punto di passaggio di informazioni. Le info afferenti dalla periferia possono essere usate x: 1. semplici riflessi che si esauriscono a livello del midollo spinale (funzione non cosciente) 2. ascendere fino all’encefalo e alla corteccia cerebrale (esperienza cosciente della sensazione percezione) LA PERCEZIONE: C’è una relazione tra lo stimolo esterno e la nostra percezione di quello stimolo. 26 Due scuole di pensiero: 1. Scuola empirista: influenza di Comte, legata al Positivismo. Si può studiare il comportamento umano (realtà misurabile) tramite leggi usate x lo studio dei fenomeni fisici. Cfr. esperienza precedente degli empiristi inglesi: le ns percezioni sono direttamente misurate dalla ns esperienza sensoriale, il nostro cervello è una somma di sensazioni. Modalità riduzionista. Questa corrente di pensiero ha permesso la partenza della psicologia sperimentale (studi psicofisici che mettono direttamente in relazione lo stimolo con la percezione dell’individuo) Ma il nostro cervello è una somma di sensazioni??? Molte percezioni sono costruzioni del ns cervello, sono tali xchè esistiamo noi. Es. nel mondo fisico esistono onde, noi le percepiamo come luce o suono. Mondo fisico misurabile = Mondo fisico percepito Il nostro cervello è un organizzatore. 2. Scuola kantiana: nel cervello abbiamo categorie innate in cui organizziamo le ns esperienze. Ha originato scuole che hanno affrontato il rapporto stimolo/percezione in modo diverso dagli empiristi, es. Gestalt ( il mondo esterno è un’organizzazione del nostro cervello) La stessa realtà fisica, cambiata rispetto al contesto, può dare origini a percezioni diverse. PSICOFISICA DELLA PERCEZIONE: Lo stimolo deve essere considerato in relazione a: 1. modalità 2. intensità 3. durata 4. localizzazione 1. Lo stimolo esterno interagisce con qcs che si trova sulla superficie del ns corpo. Noi percepiamo diverse modalità sensoriali (percezione luminosa, acustica, etc) 27 Legge di Muller: lo stimolo interagisce con un recettore specifico, dal quale dipende la ns sensazione. Il recettore deve essere colpito da uno stimolo adeguato la modalità della ns percezione non dipende dal recettore, ma dalla parte del sistema nervoso attivata dopo il recettore Tramite tra la stimolazione esterna e il SN. E’il SN che decide che tipo di percezione avrò. 2. Si può mettere in relazione uno stimolo esterno che ha una certa energia con la percezione interna. SOGLIA di percezione dello stimolo: 50% dei casi in cui lo stimolo viene applicato ed esso dà origine ad una sensazione nel soggetto (a volte lo stimolo è percepito, a volte no) Può essere influenzata da: - Aspettativa dello stimolo: se mi aspetto di ricevere uno stimolo, la soglia di percezione dello stimolo si abbassa - In altri casi la soglia di percezione si abbassa (es. fatica, uso di farmaci…) Modelli matematici: - LEGGE DI WEBER: ΔS = KS La variazione di intensità dello stimolo che mi produce variazione di percezione è direttamente proporzionale all’intensità originaria. Se lo stimolo iniziale è elevato, ci vuole un’elevata variazione xchè essa venga percepita. Se lo stimolo iniziale è basso, verrà percepita una bassa variazione dello stimolo. - LEGGE DI FECHNER: I= k log S/S (logaritmica) - LEGGE DI STEVENS: I= k (S- S )ⁿ (esponenziale) L’intensità della percezione è correlata alla funzione esponenziale della differenza dei due stimoli Esistono relazioni tra intensità di stimolazione/percezione e sua variazione. 3. Alcuni stimoli vengono applicati x breve tempo, altri costantemente. Ci sono stimoli che è importante percepire immediatamente (es. stimoli dolorifici), di cui è importante percepire l’inizio ma anche quanto durano. 28 ABITUDINE: diminuisce la percezione dello stimolo anche se questo continua ad essere applicato 4. E’ importante sapere dove uno stimolo viene applicato. Ci sono zone del ns sistema recettoriale più o meno sensibili a un certo tipo di stimolo. E’ importante quanto si è in grado di discriminare, in senso spaziale, tra due stimoli applicati contemporaneamente. L’ acuità discriminativa varia a seconda della zona corporea. La distanza da tenere tra 2 stimoli xchè vengano percepiti come distinti dipende dalla zona, cioè dalla densità di innervazione, che è maggiore nelle porzioni distali (mani piedi bocca)del corpo rispetto alle porzioni prossimali Massima acuità: mani, piedi, bocca, lingua. PORZIONI DISTALI MAGGIORE ACUITA’ La percezione è frutto della nostra elaborazione cerebrale!!!!!!!!!!! I RECETTORI DEL SISTEMA NERVOSO: Recettori del sistema sensoriale = Recettori dei neurotrasmettitori !!!! - Classificati in base a modalità (vd. Tabella pag. 408 Kandel nuova edizione) Ci sono recettori che sono azionati da stimoli diversi (es. meccanocettori: recettori sensibili a uno spostamento meccanico) - Classificati in base al loro rapporto con la fibra sensitiva (pag 127 Rizzolatti) I tipo: terminazioni periferiche di fibre sensitive afferenti (recettore e fibra sensitiva in quel punto coincidono) es. Cellula del Pacini II tipo: il recettore è una cellula modificata in contatto con la fibra sensitiva afferente. Es. cellula del sistema dell’equilibrio III tipo: (solo nella retina) in contatto con un neurone chiamato cellula bipolare che è a sua volta a contatto con un altro neurone (cellula gangliare) che è la fibra sensitiva afferente Fibra sensitiva afferente interneurone recettore TRASDUZIONE: Come fa uno stimolo esterno a diventare info utilizzabile dal SNC? 29 Energie diverse che devono tradursi in un msg nervoso (di tipo elettrico) STIMOLO VARIAZIONE DELLA CONDUTTANZA DI MEMBRANA POTENZIALE POTENZIALE GENERATORE D’AZIONE Energia dello stimolo determina modificazione del recettore periferico passaggio di ioni attraverso canali ionici che si aprono (depolarizzazione o iperpolarizzazione) Stimolo meccanico stiramento della fibra periferica apertura di canali ionici entrano ioni Na+ depolarizzazione a livello delle terminazioni periferiche (potenziale generatore si trasferisce in zona vicina, nel primo nodo di Ranvier, dove ci sono canali voltaggio-dipendenti) potenziale d’azione si trasmette x via aleatoria fino al midollo spinale Se blocco meccanicamente il primo nodo di Ranvier, ho il potenziale generatore ma non il potenziale d’azione Nasce nella Terminazione è necessaria la fibra sensitiva Cellula del Pacini: ha una struttura accessoria trasforma un recettore a lento adattamento in un recettore a rapido adattamento. Se è presente, ho un pot. generatore sia quando viene applicato lo stiramento sia quando viene tolto. Da usare se voglio conoscere la durata dello stimolo Recettori I tipo: il potenziale generatore si trasmette in modo passivo x far nascere il potenziale d’azione se si supera la soglia. Recettori II tipo: il potenziale di recettore induce la liberazione di neurotrasmettitore alla fibra afferente primaria, dove a livello del primo nodo di Ranvier può nascere il pot. d’azione. SISTEMA SOMATOSENSORIALE: Meccanocettori: trasducono energia meccanica in energia elettrica 30 Sulla cute: reagiscono a pressione (leggera o profonda, singola o a ripetizione, su cute pelosa o glabra…) Parte superficiale e profonda meccanocettori che segnalano vari tipi di stimoli (recettori a contatto con bulbi piliferi, o con la parte + esterna, o con la parte + profonda) X stimolare questi ci deve essere una pressione + forte - Terminazioni periferiche libere della cute - Terminazioni che hanno contatto con cellule della cute (disco di Merkel) - Struttura a grappolo (corpuscolo di Meissner) - Capsula che avvolge terminazioni libere (corpuscolo del Pacini) - Terminazioni libere avvolte attorno al pelo Struttura accessoria modifica le proprietà del recettore Corpuscolo di Meissner e di Pacini: rapido adattamento (sensibili a stimolazioni ripetute/vibratorie) Recettori di Merkel e corpuscoli di Ruffini : lento adattamento (sensibili a infossamento continuo della cute) Propriocettori: meccanocettori che portano info sullo stato dei muscoli e delle articolazioni (statici o dinamici) es. fuso neuromuscolare (all’interno dei muscoli) è un recettore complesso che contiene terminazioni afferenti di fibre che porteranno info al midollo spinale Nocicettori: terminazioni libere nella cute azionati da diversi stimoli (meccanici, chimici, termici) Termocettori: terminazioni libere nella cute Per il freddo: fibre eccitate quando c’è uno stimolo a bassa temperatura. Iniziano a rispondere sotto i 32 °C e aumentano la loro risposta man mano che la temperatura diminuisce la risposta del recettore va in parallelo con la percezione del freddo. Alcuni di questi recettori rispondono anche a stimolazioni particolarmente calde: oltre i 45 °C, quando i recettori x il caldo non rispondono più, iniziano a rispondere quelli x il freddo FREDDO PARADOSSO Per il caldo: capaci di rispondere al riscaldamento tra i 34 e i 40 °C. poi entrano in funzione i nocicettori termici (che rispondono al riscaldamento eccessivo) 31 - Un recettore che porta una determinata modalità, può dare caratteristiche abbastanza precise riguardo ad essa. ( Es. fibra acustica può rispondere a delle frequenze. L’intervallo di frequenze a cui noi siamo sensibili dipende dalle fibre acustiche. Ogni fibra acustica risp in un certo intervallo di frequenza. La risp non è uguale x tutte le frequenze). Recettore + fibra possono risp in un intervallo di energia, ma all’interno di esso l’intensità di stimolazione che devo usare x avere la stessa risposta è diversa (ampiezza dello stimolo). Per ogni recettore ho valori ottimali x frequenze anche molto piccole. - Intensità dello stimolo : corrisponde alla frequenza di scarica delle fibre nervose (proporzionalità diretta) Se si aumenta l’intensità dello stimolo, aumenta la frequenza di scarica: STIMOLO INTENSO ALTA FREQUENZA DI SCARICA STIMOLO POCO INTENSO BASSA FREQUENZA DI SCARICA Se la frequenza di scarica è elevata, lo stimolo è ottimale. - Durata: dipende da proprietà di adattamento dei recettori e delle fibre di cui fanno parte - Lento adattamento frequenza di scarica ripetuta - Rapido adattamento scarica a inizio e fine stimolazione (risp a stimoli di breve durata) L’adattamento della fibra nervosa ci dà percezione della durata dello stimolo. - Localizzazione: ogni neurone ha il suo campo recettivo zona di cute che, stimolata, determina variazione di scarica nel neurone ad essa associata. Convergenza anatomica: se su un neurone convergono i campi recettivi di + neuroni, esso ha un campo recettivo + grande. Nel campo recettivo un neurone può avere zona eccitatoria e inibitoria Interneuroni inibitori Campo recettivo eccitatorio Campo recettivo inibitorio 32 Fibre periferiche nel sistema somatosensoriale hanno terminazione specializzata in recettore. Arrivano al midollo spinale attraverso le radici dorsali. Prima di entrare, ogni fibra afferente (mielinizzata) passa da un ganglio (insieme dei corpi cellulari delle fibre afferenti primarie) Dalla periferia vanno al midollo spinale (dal recettore al SNC), trasportano l’info trasdotta verso il centro nervoso. Fanno sinapsi su un neurone secondario. Nervi spinali = parte afferente + parte efferente X studiarle devo x studiarle devo tagliare tagliare la radice ventrale la radice dorsale Mettiamo elettrodi superficiali stimolanti e registranti (questi + vicini al midollo spinale) se stimolo il nervo dall’esterno, la corrente induce genesi di pot. d’azione nelle fibre del nervo che viaggiano in direzione del midollo spinale. Sono registrati dagli elettrodi registranti (la somma dei potenziali d’azione che stanno passando rappresenta l’attività del nervo in quel momento) Onda α molto precoce + onde tardive successive Ipotesi : 1. l’elettrodo stimolato ha causato potenziali d’azione a ripetizione che generano le due onde 2. con la stimolazione, stimolo fibre di calibro diverso diversa velocità di conduzione fibre che conducono a maggiore velocità fibre che conducono a minore velocità Allontano i 2 elettrodi se è vera l’hp 1, non deve esserci differenza tra la comparsa delle 2 onde. NON E’ VERO Se la differenza temporale cambia le onde tardive sono dovute a diverse velocità di conduzione. E’ VERO L’ipotesi 2 è vera! Il nervo è costituito da fibre (di calibro diverso, che hanno diametro diverso) che conducono a velocità diversa! RIFLESSI: pag. 47 rizzolatti 33 Stimolazione della branca afferente delle radici dorsali onde a livello ventrale. Renshaw: studi sul ritardo sinaptico (riflesso mono- o polisinaptico) - FACILITAZIONE Le afferenze sensitive influenzano una popolazione di motoneuroni Se io stimolo elettricamente la fibra afferente A, posso registrare un certo tipo di risposta nella fibra efferente Eccita la popolazione di motoneuroni che risponde con fibre efferenti Se stimolo contemporaneamente l’afferenza A e B, la risposta è più alta della somma dei 2 effetti singoli dovuti alla stimolazione di A o B a livello della radice ventrale l’onda registrata è più alta Si sommano degli EPSP che, se ottenuti dalla stimolazione di una sola fibra sensitiva, non riuscirebbero a raggiungere la soglia x generare il potenziale d’azione. Se le fibre sensitive sono stimolate insieme, l’effetto finale è maggiore della somma degli effetti delle singole fibre. A B Fenomeno che si ha se si stimolano fibre appartenenti allo stesso nervo muscolare. Tanti motoneuroni vengono reclutati x dare una determinata risposta. - INIBIZIONE Muscolo gastrocnemio (nel polpaccio) fa flettere il piede verso il basso. Muscolo tibiale anteriore determina l’effetto opposto. La radice ventrale del gastrocnemio non registra risposta se stimolo le fibre sensitive provenienti dal tibiale anteriore. Se stimolo insieme fibre sensitive provenienti da muscoli opposti, la risposta è più bassa questi due circuiti si inibiscono reciprocamente - OCCLUSIONE: 34 Stimolando insieme due fibre sensitive ( radicola A e B) risposta che rappresenta una sola onda. Le 2 popolazione di neuroni hanno una sovrapposizione, ma in realtà la somma xmette l’attivazione di un solo motoneurone in più. Non c’è un effetto facilitatorio. Una delle 2 fibre sensitive fa nascere il potenziale d’azione nella popolazione controllata da entrambe si impedisce la generazione di un altro potenziale da parte dell’altra fibra (refrattarietà). La prima fibra porta già la popolazione soprasoglia e quindi non è più influenzabile. Facilitazione Occlusione eccitazione sottosoglia eccitazione soprasoglia effetto dominante Entrambe sono conseguenza di impulsi eccitatori sugli stessi motoneuroni Riflesso POLISINAPTICO: x avere la risposta del motoneurone ci vuole + tempo e l’onda a livello delle radici ventrali è + prolungata. + vedi pag. 59 rizzolatti AFFERENZE DELLA SENSIBILITA’ SOMATICA: Percezione necessaria l’elaborazione della corteccia cerebrale ( cosciente). Dalle afferenze sensitive all’elaborazione corticale. stato Info che provengono dalla cute (tatto/pressione, carattere vibratorio, propriocettivo, termico, dolorifico, prurito) Arrivano al midollo spinale attraverso le radici dorsali Le fibre afferenti hanno diverse terminazioni a livello del midollo spinale: - le fibre Aδ e C (dolorifico/termico) terminano sulla lamina I e V. - le afferenze propriocettive e tattili terminano nelle lamine III IV e in parte V e VII nucleo della colonna di Clarke nucleo proprio Corno dorsale: parziale aggregazione delle afferenze sensitive ventrale (riflesso) quelle che arrivano fanno sinapsi direttamente direttamente coi nel corno motoneuroni 35 Fasci ascendenti Lemnisco mediale bulbo talamo Antero laterale corteccia localizzazione opposta rispetto a quella delle fibre afferenti SISTEMA LEMNISCO-MEDIALE: Info tatto-pressorie e propriocettive provengono da tutto il corpo. Le afferenze somatosensitive entrano nelle radici dorsali, poi: 1. circuito diretto le afferenze sensitive viaggiano verso il bulbo senza fare sinapsi nel midollo spinale. Si immettono direttamente nei cordoni posteriori. - Nucleo gracile fascicolo gracile ricevono info tattili dagli arti superiori - Nucleo cuneato fascicolo cuneato e inferiori 2. circuito indiretto le afferenze sensoriali fanno sinapsi nel corno dorsale. I neuroni delle corna dorsali manderanno le fibre nei cordoni posteriori Ma c’è un’ ECCEZIONE!!!!! Nella propriocezione, ci vuole distinzione tra: - arti superiori afferenze sensitiva che arriva al midollo cervicale, arriva poi al nucleo gracile e cuneato - arti inferiori l’afferenza sensitiva fa un breve tratto nel fascicolo gracile e termina nella colonna di Clarke. I neuroni della colonna di Clarke fanno arrivare le fibre nel nucleo zeta (nel bulbo) e al cervelletto Nucleo gracile arti inferiori, modalità tattile Nucleo cuneato arti superiori, modalità tattile e propriocettiva Nucleo zeta arti inferiori, modalità propriocettiva Proprietà lemniscali: i neuroni del sistema lemniscale (dei nuclei gracile e cuneato) rispondono a un'unica submodalità sono molto specifici hanno campi recettivi molto piccoli elevata acuità discriminativa rispondono costantemente all’applicazione dello stimolo non c’è abitudine, anche se gli stimoli sono molto ravvicinati. Hanno una risposta ad elevata sicurezza. 36 Il fascio lemnisco-mediale termina a livello del talamo (complesso ventrobasale, diviso in: - VPL: ventro-postero-laterale - VPM: ventro-postero-mediale qui terminano le info di tipo somatosensoriale i neuroni proiettano fibre verso della testa la corteccia somatosensoriale primaria SISTEMA ANTERO-LATERALE: Le afferenze sensitive entrano nel midollo spinale tramite le radici dorsali. L’afferenza sensitiva primaria fa sinapsi nel corno dorsale del midollo. Il sistema si incrocia subito nel midollo, non nel bulbo come nel lemnisco-mediale. Ha una prima tappa nel sistema retinale del tronco dell’encefalo (spinoreticolare) La seconda tappa è nel talamo (paleospinotalamica) Termina nel complesso ventrobasale in neuroni posteriori (neospinotalamica) Complesso posteriore del talamo: centro del dolore I neuroni di questo sistema possono essere polimodali Il sistema anterolaterale ha neuroni con campi recettivi grandi e si abituano alla risposta dello stimolo. Aspetto in comune dei due sistemi: percezione del tatto. IL SIST. LEMNISCO-MEDIALE RISPONDE AL TATTO (discriminativo) EPICRITICO IL SIST. ANTEROLATERALE RISPONDE AL TATTO PROTOPATICO (più grossolano, dà info generali sulla localizzazione). Ma una sua componente che serve x localizzare lo stimolo (la neospinotalamica) può portare anche al tatto epicritico. Il sistema anterolaterale è più antico di quello lemniscale. Con l’evoluzione si è resa necessaria una maggiore raffinatezza x l’importanza del movimento. Se c’è una lesione che interessa un sistema, c’è l’altro che interviene in sostituzione parziale. RIASSUMENDO…. Sistema colonne dorsali- lemnisco mediale: Percorsi: 37 - tatto-pressione (arti e tronco) e senso di posizione (arti superiori): a) diretto: fibre periferiche (afferenti primarie) colonne dorsali ipsilaterali nuclei gracile e cuneato ipsilaterali talamo controlaterale b) indiretto: fibre periferiche sinapsi con neuroni di II ordine nelle corna dorsali colonne dorsolaterali nuclei gracile e cuneato talamo controlaterale - senso di posizione (arti inferiori): Fibre periferiche sinapsi con neuroni di II ordine del nucleo di Clarke (zona intermedia) colonna di Clarke nucleo Z ipsilaterale talamo controlaterale Sistema anterolaterale: Dolore, temperatura e tatto grossolano. Le fibre si incrociano immediatamente all’interno del midollo. Percorso indiretto: Fibre periferiche sinapsi con neuroni di II ordine nelle corna dorsali colonne antero-laterali controlaterali sostanza reticolare e talamo Talamo: nuclei specifici e nuclei aspecifici. Ricostruzione completa di tutta la superficie corporea. Testa/ faccia rappresentate nel tronco dell’encefalo. TRONCO DELL’ENCEFALO: Struttura abbastanza primitiva, ma diversa dal midollo spinale. Implicato in attività motorie, coinvolto in funzioni vegetative, collegato con encefalo superiore e con il midollo spinale. contiene numerosi aggregati cellulari (nuclei) con funzioni diverse ed è attraversato da numerose fibre., soprattutto nel ponte. Nervi cranici: portano modalità sensoriali di faccia/testa, legati ad alcuni sensi dell’individuo. Mesencefalo + ponte + bulbo Da qui escono i nervi cranici sensitivi di moto 38 misti sono numerati con numeri romani. Sono formati da diversi fascicoli che poi si riuniscono in un unico nervo. Le fibre entrano a livello del tronco, collegate a cellule sensoriali o motorie. Nel tronco dell’encefalo sono 10 + 2 Nervo olfattivo ( nel proencefalo) Nervo ottico ( nel diencefalo) I nervi spinali sono sempre misti (afferenze + efferenze) Movimenti oculari: determinati da muscoli oculari legati al globo oculare ma non influenzati dal moto articolare (dunque più rapidi) Movimenti oculari riflessi Diversi circuiti Movimenti oculari volontari Fibre afferenti del nervo fanno sinapsi su determinate cellule del tronco dell’encefalo. Fibre efferenti nascono da cellule di tipo motorio presenti nel t.d.e. I nuclei del t.d.e. sono chiamati con il nome dei nervi. I nuclei sensitivi e motori dei nervi cranici hanno un’organizzazione particolare che dipende da come essi si sono disposti nell’embriogenesi. Sono disposti in colonne longitudinali che percorrono il t.d.e. Nuclei motori: zona mediale. Nuclei sensitivi: zona laterale Trauma cranico coma + perdita di alcuni riflessi (es. riflesso pupillare) SOSTANZA RETICOLARE DEL TRONCO: i suoi neuroni hanno assoni molto lunghi che interessano molte strutture del tronco dell’encefalo. Ha un aspetto reticolato e ha caratteristiche diffuse. Ha influenza non specifica ( aspetti motivazionali del sistema motorio, cambiamento di stato attenzionale, vari stadi del sonno.) noradrenalina Produzione di neurotrasmettitori (catecolamine) adrenalina +serotonina Dopamina Queste sostanze intervengono in processi globali. 39 Funzioni che hanno a che fare con modulazioni. Es. motoneurone silente: la sua attività parte quando riceve afferenze Motoneurone in stato di facilitazione: il suo potenziale di riposo è più basso del normale può essere eccitato più facilmente questa facilitazione è dovuta ad uno stato comportamentale (motivazione i motoneuroni sono più pronti rispetto ad una situaz di riposo) Locus coeruleus: collegamenti discendenti col midollo spinale + collegamenti con l’encefalo e con il cervelletto. Produce prevalentemente noradrenalina. Nuclei del Rafe(nella posizione più centrale del tronco): producono serotonina. Sono distribuiti tra il mesencefalo e il bulbo. Hanno varie conessioni: 1) Discendenti dai nuclei posteriori: influenzano le corna dorsali (info sensitive). Non hanno influenza sul sistema tattile o propriocettivo, ma solo sul sistema dolorifico. Producono analgesia alzano la soglia x la percezione del dolore. Bloccano l’info dolorifica a livello delle corna dorsali. 2) Ascendenti dai nuclei anteriori: connessioni con corteccia cerebrale funzione attivante. Influenza di carattere modulatorio. Possono cambiare lo stato di coscienza. 3) Con il cervelletto. I nuclei del Rafe, come il locus coeruleus, hanno un ruolo nelle fasi del sonno (fenomeno attivo). I sistemi catecolaminergici sono fondamentali. Substantia nigra (parte dei gangli della base): i suoi neuroni producono la dopamina che interviene in un circuito motorio che, se leso, determina il morbo di Parkinson. Sistema dopaminergico: produce dopamina. Nuclei che hanno influenza sul sistema libico (primitivo dal punto di vista evolutivo, ha a che fare con le emozioni). Influenzano anche il sistema motivazionale. Importanza nei processi cognitivi e di consolidamento mnemonico. Serotonina e dopamina ruolo importante nelle forme psichiatriche (psicosi, schizofrenia, disturbi dell’umore) ALTRI NUCLEI: Sul mesencefalo 4 rigonfiamenti: collicoli inferiori(+ posteriori, tappa del sist. uditivo) Superiori (+ anteriori) 40 Collicolo superiore, diviso in (fatto a strati) Parte sensitiva parte motoria Parte sensitiva e motoria - vi è rappresentata tutta l’info visiva + info somatosensoriale e acustica - ci sono neuroni polimodali rispondono contemporaneamente alle varie info. Rispondono a stimoli congruenti tra loro (es. stimolo che viene dalla stessa parte dello spazio sia visivamente che acusticamente) - può ricevere queste info e fa partire movimenti riflessi che coordinano movimenti della testa e degli occhi. Spesso interviene x via riflessa (importante x controllo dei movimenti oculari) Sostanza grigia periacqueduttale: nel mesencefalo, all’acquedotto. Implicata in soppressione del dolore. attorno Nucleo rosso: struttura soprattutto motoria. Controlla i muscoli distali e flessori Oliva superiore: neuroni di tipo acustico Nuclei pontini: stazione di ritrasmissione delle fibre che vanno dalla corteccia al cervelletto. Oliva inferiore (nel bulbo): tappa di passaggio delle fibre che vanno dal midollo al cervelletto (fibre rampicanti) FASCI DISCENDENTI: (importanti x controllo motorio) 1. SISTEMA VENTRO-MEDIALE (più vecchio). Controlla la muscolatura assiale e prossimale: - Tratto reticolo-spinale: nasce dalla sostanza reticolare Componente Componente eccitatoria inibitoria (mediale) - Fascio vestibolo-spinale: nasce dai nuclei vestibolari, va ipsi- e controlateralmente sui muscoli estensori Laterale Mediale - Via tetto-spinale: dal collicolo superiore, si incrocia e va nel midollo cervicale controlaterale. 41 2. SISTEMA DORSO-LATERALE (più recente). Controlla la muscolatura distale in modo fine: - Nucleo rosso: le sue fibre si incrociano sotto il mesencefalo. Termina sui motoneuroni che controllano muscoli distali. - Fascio cortico-spinale: controllo diretto dei muscoli distali SISTEMA VESTIBOLARE: Si trova vicino all’apparato acustico. L’endolinfa può passare dall’uno all’altro sistema. E’ collegato con la branca vestibolare del nervo VIII. E’ contenuto in canali ossei, all’interno dei quali ci sono canali membranosi. Recettori vestibolari: cellule modificate (II tipo) alla loro estremità hanno ciglia di diverse lunghezze, la più lunga è il chinociglio. Sono recettori meccanici. Lo stimolo meccanico è uno spostamento delle ciglia dovuto a un movimento relativo dell’endolinfa rispetto alla massa gelatinosa, che subisce uno spostamento. Si trovano nei canali semicircolari, nell’utricolo e nel sacculo. Disposti su 3 piani dello spazio, perpendicolari tra loro. I recettori si trovano a livello delle loro basi, nelle creste ampollari. Rilevano velocità e accelerazione angolare Le ciglia non sono direttamente immerse nell’endolinfa, ma nella massa gelatinosa. Aumento della frequenza di scarica delle fibre afferenti del nervo VIII: spostamento delle ciglia verso il chinociglio può liberare vescicole di neurotrasmettitore, captato dai recettori delle fibre afferenti primarie DEPOLARIZZAZIONE Diminuzione della frequenza di scarica: spostamento delle ciglia in direzione opposta al chinociglio IPERPOLARIZZAZIONE I neuroni del sistema vestibolare a riposo non sono silenti, producono un certo numero di potenziali d’azione, hanno attività intrinseca. Canali semicircolari (registrano i movimenti angolari della testa) Orizzontale Anteriore Posteriore (uno x lato di ogni tipo, agiscono in coppia) 42 polarità diretta verso il sacculo e l’utricolo di sinistra di destra fa coppia con di destra di sinistra polarità diretta in maniera contraria Utricolo e Sacculo (sensibili alla posizione statica della testa nello spazio, sensibili ad accelerazione e velocità lineare) macula orizzontale macula verticale spostamento Hanno ciglia immerse in una massa gelatinosa che contiene cristalli di carbonato di calcio (otoliti). Spostamento degli otoliti delle ciglia. Equilibrio: risultato finale dell’azione dei recettori vestibolari una risposta motoria che tende a ristabilire ordine. produciamo Le fibre afferenti primarie portano info nei NUCLEI VESTIBOLARI del tronco dell’encefalo Sono 4 per parte superiore riceve info di tipo riceve angolare dei canali semicircolari laterale mediale info dall’utricolo riceve info (info angolari di inferiore solo influenze tipo angolare) uscite verso i uscite ai muscoli oculomotori alla formazione muscoli estensori degli arti x ristabilire l’equilibrio e lineari uscite al midollo cervicale x riportare il capo originale + reticolare in uscite posizione ai muscoli 43 oculomotori Es. movimenti oculari: movimento angolare verso sinistra spostamento occhi verso il lato opposto (destra). Retto mediale e laterale controllati da nuclei oculomotore e abducente. Necessario eccitare 2 nuclei e inibirne altri 2 controllo incrociato dei muscoli oculari. I nuclei vestibolari sono influenzati da afferenze vestibolari provenienti dal labirinto. CERVELLETTO: Sopra il tronco dell’encefalo, nell’uomo in parte coperto dagli emisferi cerebrali. Struttura abbastanza arborizzata. Coinvolto in funzioni motorie. Usa l’info afferente x esplicare controllo sul movimento: - Agisce da comparatore: riceve l’info sul programma motorio che l’individuo vuole eseguire + info sensoriali su quello che avviene quando questo movimento viene eseguito. Se durante l’azione ci sono perturbazioni non previste il cervelletto le confronta con la situazione prevista corregge il modello mentre l’azione sta avvenendo (controllo e correzione della durata e della forza dei movimenti) - Funzione di apprendimento motorio e pianificazione del movimento. Occupa la fossa cranica posteriore. E’ formato da 3 LOBI: 1) anteriore (paleocerebello) 2) posteriore (neocerebello) 3) flocculo nodulare ( archiocerebello) Nomenclatura funzionale: 1. vestibolo cerebello (flocculo nodulare) collegato con il vestibolo 2. cerebrocerebello (2 zone laterali) collegato con corteccia cerebrale 3. spinocerebello (centrale) collegato con midollo spinale 44 Organizzazione: - corteccia cerebellare - 3 paia di nuclei profondi (sotto la corteccia cerebellare) nucleo del fastigio (collegato col verme) nucleo interposto (formato da globoso e emboliforme) nucleo dentato (collegato con zone laterali) - Efferenze: ai nuclei profondi (cellule del Purkinje) - Afferenze: dalla periferia e da tutti i livelli del SNC (sinapsi con nuclei profondi e con la corteccia cerebrale) Il cervelletto si trova al di sopra del ponte. E’ già abbastanza sviluppato attraverso tutte le classi di vertebrati (l’apprendimento motorio esiste anche a livelli bassi nella scala dei vertebrati) Parte interna, centrale: verme Due zone esterne, laterali: emisferi cerebellari inibitorio Rappresentazione schematica di una cellula del Purkinje: unico neurone di uscita della corteccia cerebellare, Vestibolo cerebello influenza sui nuclei vestibolari superiore e mediale Il cervelletto riceve afferenze vestibolari. Cervelletto: non inizia il movimento, non è il centro fondamentale dei riflessi Agisce come comparatore: confronta lo spostamento della testa con quello che deve essere quello degli occhi, se questo non è giusto lo corregge fa assumere agli occhi la posizione giusta. Interviene perché il riflesso sia accurato. Serve x stabilizzare la testa (agendo attraverso i muscoli del collo) Afferenze somatosensoriali: dal midollo nascono 4 fasci spinocerebellari (nella sostanza bianca laterale, ad es. ne fa parte la colonna di Clarke) + info ricevute dal trigemino (testa/faccia) Portano al cervelletto info dalle diverse parti del corpo sulle submodalità somatosensoriali 45 Zona del verme + parte di zona intermedia degli emisferi (cioè lo spinocerebello) rispondono a stimolazione somatosensoriale. Qui arrivano afferenze dal midollo spinale.Ci sono 2 rappresentazioni somatotopiche (di tutto il corpo) opposte. Corteccia cerebellare Le afferenze spinocerebellari arrivano a Nuclei profondi Nucleo del fastigio: controllato direttamente da cellula del Purkinje. Manda verso regioni del tronco dell’encefalo che influenzano il midollo spinale e verso la corteccia cerebrale (aree 4 – 6 controllo volontario del movimento). In particolare, manda ai nuclei vestibolari e alla formazione reticolare al lato ipsi- e controlaterale controllo dei motoneuroni che controllano gli arti (controllo muscoli assialie prossimali) Nucleo interposito: riceve da zona intermedia del cervelletto. Le sue uscite terminano sul nucleo rosso controlaterale ( controllo sui muscoli flessori e distali controlaterali rispetto al nucleo rosso) + corteccia motoria (4 – 6). Influenza i processi di partenza del movimento. La corteccia cerebrale influenza il nucleo dentato attraverso i nuclei pontini, che ricevono da aree della corteccia e mandano msg verso gli emisferi cerebellari. La corteccia informa il cervelletto sulle sue decisioni e sulle conseguenze di una determinata decisione risposta del cervelletto Talamo corteccia (riceve info di ritorno e può variare il suo programma tramite uscite dirette verso il midollo spinale) Conrollo ipsilaterale: il nucleo dentato di sx controlla il midollo spinale di sx. Corteccia cerebellare: esternamente suddivisa in folia. Ha un suo spessore, sotto c’è sostanza bianca (fibre) Struttura interna della corteccia cerebellare: Tre strati: 1) strato dei granuli (più profondo) 2) strato delle cellule del Purkinje 3) strato molecolare 1) contiene i granuli (eccitatori). Al suo interno c’è la cellula del Golgi (interneurone inibitorio) 2) contiene solo le cellule del Purkinje (sempre inibitorie. Utilizzano in neurotrasmettitore GABA. Hanno albero dendritico disposto su un piano perpendicolare all’asse lungo del folium. Influenzano i nuclei profondi, sempre eccitatori) cellula a canestro(manda il suo 46 3) contiene due tipi di interneuroni inibitori attorno assone cellula stellata Entrate alla corteccia cerebellare: - FIBRE MUSCOIDI uniche afferenze - FIBRE RAMPICANTI del cervelletto al corpo cellulare della cellula del P.) Le fibre muscoidi fanno sinapsi con le cellule dei granuli. I granuli mandano assoni allo strato molecolare si dividono a T, originando fibre parallele (all’asse lungo del folium), e perpendicolari al piano delle cellule del Purkinje (influenzate dalle fibre parallele e dalle cellule dei granuli). Le fibre parallele agiscono molto vicino al corpo cellulare. I granuli sono anche influenzati in maniera inibitoria dalle terminazioni delle cellule del Golgi. Glomerulo cerebellare = fibre muscoidi + granuli + assoni delle cellule del Golgi Le fibre muscoidi portano info del midollo spinale, del tronco dell’encefalo, delle zone superiori del t.d.e. (es. mesencefalo) Le fibre che provengono dai nuclei pontini sono muscoidi!!!!!! Le fibre rampicanti agiscono direttamente sulla cellula del Purkinje (sul corpo cellulare o vicino). Vengono dall’oliva inferiore (riceve info dal midollo spinale e dal nucleo rosso –fibre spino-olivari–) La risposta del cervelletto deriva dai nuclei profondi (devono essere disinibiti dal controllo delle cellule del Purkinje, che devono essere inibite inibizione di una cellula inibitoria determina un’eccitazione) La corteccia cerebellare è sempre uguale in ogni sua parte. POSTURA: Arrivo di segnali somatosensoriali che informano sui segnali dell’ambiente esterno + previsioni di modifica del nostro equilibrio. Meccanismi e feedback (retroattivo) e a feedforward (anticipatorio) Segnali afferenti importanti x mantenimento della postura: somatosensoriali, vestibolari, visivi 47 Riflessi che intervengono nel controllo della postura (dal sistema vestibolare e dal sistema cervicale): vestibolo-cervicali modificano la posizione Segnali vestibolari riflessi della testa in seguito a una perturbazione vestibolo-spinali Stimolazione di articolazioni cervicali riflessi cervico-cervicale arti, ha impostano tono e contrazione muscolare degli arti dopo uno spostamento della testa sinergico con il vestibolo-cervicale cervico-spinale agisce sugli effetto opposto a quello vestibolo-spinale a seguito di uno stesso tipo di stimolazione es. Corpo che cade in avanti con la testa che rimane in asse rispetto al corpo vengono stimolati i recettori vestibolari Di solito c’è una combinazione dei due riflessi. I sistemi ventromediali (vestibolo-spinale, tetto-spinale, reticolo-spinale) hanno influenza sui muscoli di arti e testa. PREPARATO DECEREBRATO: Sezione perpendicolare all’asse lungo del tronco dell’encefalo: 1) diencefalo / mesencefalo 2) in mezzo ai collicoli (preparato intercollicolare) 3) mesencefalo / resto del tronco L’effetto della decerebrazione è più forte in 3) sezione più posteriore Animale in rigidità estensoria (arti posteriori, arti anteriori e collo(opistotono)) E’ la “caricatura” di un preparato fisiologico, sta in piedi in una situazione che esagera la sit. fisiologica. Decerebrazione anemica: chiusura dei rami della carotide non arriva più sangue alla parte anteriore del tronco dell’encefalo preparato decerebrato 48 Rigidità estensoria: aumento del tono dei muscoli estensori dovuto a: - rigidità α (alfa) - rigidità γ (gamma) interrotta la branca afferente del riflesso da stiramento (esagerazione del riflesso da stiram.) Taglio delle radici dorsali del midollo spinale toracico e lombare rigidità arti Uscite del cervelletto: inibitorie (cellule del Purkinje) Se è tolto, si toglie un’inibizione si esalta rigidità estensoria Fuso stirato scarica fibra afferente Ia. Se taglio le radici dorsali tolgo le afferenti Ia. Muscolo in contrazione (coattivazione dei motoneuroni α e γ) motoneuroni γ eccitazione del fuso (che sarebbe contratto) I motoneuroni γ, in rigidità estensoria da decerebrazione, sono più facilitati del normale eccitano di più il fuso le fibre afferenti Ia hanno frequenza di scarica maggiore terminano sui motoneuroni α maggiore contrazione del muscolo estensorio. Se ledo il nucleo di Deiters (vestibolare laterale, ha anche componente inibitoria) perdita della rigidità estensoria dell’arto ipsilaterale. Se ledo quello dell’altro lato la rigidità ricompare (dovuta a sostanza reticolare) Parte pontina (eccitatoria) Sostanza reticolare Parte bulbare (inibitoria) Tronco dell’encefalo: azione facilitatoria su muscolatura estensoria. Influenze su motoneuroni α: in continua eccitazione dalle afferenze eccitatori - nucleo vestibolare laterale - formazione reticolare pontina inibitori formazione reticolare bulbare ipsilateralmente su α su α da entrambi i lati su α 49 Nel preparato decerebrato emerge di più la componente facilitatoria. Nucleo rosso: - eccitatorio sui motoneuroni flessori - inibitorio sui motoneuroni estensori Rigidità α e γ non sono dovute al cervelletto!!!!!! Il cervelletto è inibitorio sui nuclei vestibolari. La postura è controllata da diversi livelli dell’encefalo Effetti della LESIONE CEREBELLARE: i deficit maggiori sono di tipo motorio (equilibrio, andatura, postura eretta, inizio e corretta temporarizzazione del movimento, capacità di articolare il linguaggio) effetti collegabili alle varie sezioni del cervelletto. CORTECCIA CEREBRALE: Appartiene al telencefalo, insieme ai gangli della base. E’ formata da sostanza grigia, spessore 2,5- 4 mm 6 strati (isocortex o neocortex 95%) + 3 strati (allocortex 5%) prevalenza di cellule piramidali, manca il 4° Notevoli variazioni nei 6 strati strato corteccia motoria agranulare presenza granuli, 4° strato granulare o koniocortex corteccia Corteccia eterotipica Agranulare (priva del 4°strato, area motoria, prevalenza di cellule piramidali soprattutto nel 5° strato di uscita) Granulare (aree sensoriali primarie forte enfasi del 4°strato somatosensoriale visiva acustica riceve dai nuclei talamici specifici sensoriali) La corteccia cerebrale è suddivisibile in aree (citoarchitettonica). La suddivisione in aree citoarchitettoniche è fatta in base alla forma delle cellule Mappe citoarchitettoniche 50 Brodmann ha individuato diverse aree citoarchitettoniche (inizio ‘900), con una procedura di taglio orizzontale (dalla sommità alla base della corteccia) Le diverse aree hanno corrispondenza con i solchi. Solco centrale (di Rolando) divide l’area 4 di Brodmann (motoria primaria) da 3,2,1 (somatosensoriale primaria) Solco di Silvio divide lobo frontale/temporale dal parietale. C’è corrispondenza tra mappe citoarchitettoniche e funzionali. Differenza con la corteccia cerebellare, che è uguale dappertutto!! Quella cerebrale è diversa facilità di riconoscimento delle varie aree in base a struttura. Possibile fare confronti con specie diverse dall’uomo (es. scimmia: somiglianze e differenze) Anche qui il solco centrale divide le stesse aree dell’uomo. Differenze uomo/scimmia: - area visiva primaria: nella scimmia è primario il lobo occipitale, nell’uomo ne occupa una piccola parte, ha anche posizione interna. Causa: movimento di rotazione - nell’uomo: espansione della zona parieto-temporo-occipitale, maggiore sviluppo di funzioni che partono da substrato sensorimotorio simile alla scimmia, ma che hanno subito modifiche a livello percettivo - nell’uomo: ampliamento del lobo pre-frontale (parte più rostrale del lobo frontale) Ci sono aree che nella scimmia sono allo stato primitivo e nell’uomo si sono espanse, pur conservando traccia della funzione originaria. Lobotomia: turbe dell’umore, incapacità di pianificazione Per molto tempo si è pensato che la corteccia cerebrale fosse un sistema dove l’info sensoriale proveniente dal talamo terminasse su aree sensoriali (parte posteriore) dove veniva elaborata x essere infine percepita (elaborazione seriale che aumenta di complessità). Si pensava che il frutto di quest’elaborazione andasse nel lobo frontale (aree motorie) che comandava il movimento + presenza di aree associative (né sensoriali né motorie), che 51 associavano diverse risposte sensoriali tra loro e queste ultime a comandi motori. Questo concetto seriale è stato radicalmente cambiato negli ultimi 20-25 anni: molte aree chiamate associative non sono polimodali, ma hanno caratteristiche più complesse delle sensoriali primarie che ricevono info direttamente dal talamo (aree sensoriali di ordine superiore) evoluzione di studi neuroanatomici: tracciare connessioni all’interno del SNC tra le aree posteriori (ritenute sensoriali) e quelle anteriori (ritenute motorie) ci sono connessioni reciproche, costituite da numerosi circuiti (quindi anche gli aspetti motori influenzano quelli sensoriali) L’organizzazione della corteccia è da intendersi come un processo che si svolge in parallelo (diversi moduli corticali che agiscono in parallelo) Le aree sensoriali e motorie sono state suddivise notevolmente e le aree associative ridotte. Linguaggio: aree collegate tra loro che svolgono diverse funzioni (recepire da pt di vista visivo/acustico, produrre…) CORTECCIA SOMATOSENSITIVA PRIMARIA: Dietro al solco centrale di Rolando, superficie laterale e mediale dell’emisfero. Può essere limitata posteriormente dal solco post-centrale. Se si fa una sezione sagittale (parallela al piano che divide in 2 il corpo), si ottiene una fettina di sottile spessore corticale: contiene 4 aree citoarchitettoniche e funzionali: - 3a (profondità del solco centrale) - 3b (all’interno del solco, ma un po’ fuori) - 1 (su superficie visibile della corteccia) - 2 (su superficie visibile, in parte entra nel solco post-centrale) 52 L’info che arriva è molto selettiva e rispetta le proprietà dei recettori processo che si avvale di diversi meccanismi a livello delle tappe del sistema somatosensoriale. Il segnale deve essere ben identificato. Es. afferenze da colonne dorsali al nucleo cuneato l’ info eccitatoria deve essere conservata intervengono meccanismi inibitori che contrastano il segnale ( si eccitano anche interneuroni inibitori laterali che terminano su neuroni laterali al neurone eccitato, che vengono inibiti) Il segnale si “sente” meglio se perifericamente c’è inibizione (sistema a feedforward, creato man mano che il segnale sale. In più c’è anche un segnale a feedback originato dal neurone stesso. C’è anche un controllo diretto da parte della corteccia. Si crea una linea attivata che mantiene il segnale. Sulla corteccia c’è una rappresentazione somatotopica (omuncolo) che riflette la capacità percettiva e motoria dell’individuo. E’ una rappresentazione deformata delle proporzioni corporee, in base alla densità di innervazione. Ci sono parti corporee più innervate di altre. La faccia è rappresentata più lateralmente. Utilizzando tecniche di registrazione microelettrica, si è visto che nella corteccia somatosensitiva primaria esistono 4 omuncoli: - area 3b e 1 (info tattili): due rappresentazioni appaiate, doppia rappresentazione della stessa parte corporea - area 3a e 2 (info dei fusi neuromuscolari e delle articolazioni) Le sottorappresentazioni possono essere molto raffinate Es. ratti: vibrisse usate come organi di esplorazione. Possono essere mosse singolarmente corteccia cerebrale divisa in cilindretti verticali, ognuno dei quali corrisponde a un baffo. Area 3a risponde a stimolazione dei fusi neuromuscolari Area 3b risponde a stimolazione tattile superficiale (i campi recettivi dei suoi neuroni sono piccoli) Area 1 risponde a stimolazione tattile (campi recettivi più grandi) e a stimoli in movimento su area cutanea Area 2 risponde a stimolazione delle articolazioni Modalità tattopressoria e propriocettiva. Hanno connessioni diverse rispetto al talamo. 53 L’organizzazione intrinseca della corteccia cerebrale è molto precisa. Osservando in profondità: i neuroni lungo una verticale hanno tutti la stessa proprietà. Sono collegati tra loro da connessioni sinaptiche. Es. neuroni che risp a uno stimolo con una scarica che perdura nel tempo o neuroni a rapido adattamento. Proprietà colonnare della corteccia ( in tutte le cortecce sensoriali e in molte aree della corteccia cerebrale. E’ un’organizzazione tipica. E’ difficile trovare una rappresentazione precisa del dolore nella corteccia. Afferenze talamiche arrivano soprattutto alle aree 3a e 3b, le quali mandano a1e2 Maggiori capacità Campi recettivi +grandi discriminative (convergenza anatomica) maggiore complessità e astrazione della risposta allo stimolo maggiore livello percettivo Percezione: si pensava fosse l’eleborazione finale di una serie di sensazioni x coordinare poi attività motoria. In realtà attività sensoriale e motoria non possono essere separate. Deficit di natura sensoriale In attivazione di area somatosensitiva primaria (anestesia) Deficit a livello motorio Info sensoriale è comunque necessaria x compiere un’attività motoria. Le info sensoriali ispirano cambiamenti nel movimento. Area somatosensoriale secondaria:lateralmente a quella primaria, un po’ nascosta nel solco laterale (di Silvio). Contiene neuroni che risp solo a stimolazione tattile e non propriocettiva, che hanno campi recettivi più grandi e hanno una rappresentazione bilaterale (ricevono info dall’arto ipsi- e controlaterale). E’ connessa con aree della corteccia motoria. E’ coinvolta in azioni esplorative. Lesione area 43 astereognosia: incapacità di riconoscere aspetto tridimensionale degli oggetti. 54 Cortecce parietali posteriori (dietro la S-I, formano lobo parietale posteriore, nell’uomo sono le aree 5,7,39,40) ricevono info somatosensoriale, visiva e sono collegate all’area motoria. Sindrome da eminegligenza spaziale: il paziente si comporta come se ignorasse lo spazio controlaterale alla lesione. OTTICA: Il sistema visivo è quello studiato di più. La retina ha 6 strati. Tre contengono i corpi cellulari dei neuroni. Gli strati plessiformi contengono le connessioni dei neuroni. I recettori si trovano nella parte più posteriore di questi strati. Coni: visione diurna, rispondono bene alla luce assiale,alta acuità visiva, bassa convergenza, sensibili a 3 fasce di lunghezza d’onda Bastoncelli: visione crepuscolare, rispondono bene alla luce diffusa, b bassa acuità visiva, la loro info converge su cellule, acromatici (un solo pigmento: rodopsina) Nella fovea ci sono solo coni, non bastoncelli. Fotopigmento: molecola che capta i fotoni della luce La risposta dei fotorecettori alla luce è un’iperpolarizzazione. I bastoncelli al buio sono depolarizzati. Fotorecettori d’azione. Fotorecettori cellule bipolari cellula gangliare È l’unica che può produrre potenziale Manda l’info verso i centri superiori. eccitatoria sinapsi con cellule bipolari inibitoria Fotorecettore iperpolarizzato: inibito il rilascio di glutammato inibitorio è una facilitazione le cellule bipolari sono disinibite le cellule gangliari vengono facilitate. Centro-on: una cellula gangliare ha campo recettivo che si eccita quando la luce colpisce il centro. 55 Centro-off: il campo recettivo si inibisce quando la luce colpisce il centro. Nervo ottico: nervo di uscita dell’occhio. La retina accoglie tutta l’info visiva dell’ambiente esterno. Il fascio luminoso attraversa la pupilla e termina sul fondo della retina. Il campo visivo è circa 180°: zona binoculare + 2 zone estreme monoculari Finisce sui 2 occhi, su retine diverse. Se lo stimolo cade qui viene visto solo dalla retina nasale dello stesso lato. Le fibre provenienti da qui si incrociano (chiasma ottico) Ai centri nervosi arriva una fibra della retina temporale e una fibra della retina nasale dell’altro occhio. TRATTI OTTICI: fibre dopo il chiasma NERVO OTTICO: fibre prima del chiasma Due stazioni successive: 1) collicolo superiore 2) corpo genicolato laterale 1) si trova nel mesencefalo. Contiene una mappa completa dell’emicampo visivo controlaterale. Riceve info grossolana riguardante forma generica e movimento degli oggetti che serve a indirizzare occhi e testa. 2) Via retino-genicolo-striatale: collega la retina alla corteccia tramite il corpo genicolato laterale. Esso ha una struttura a lamine e non a nucleo come gli altri nuclei talamici. Ha 6 strati in senso ventro-dorsale, separati da lamine di sostanza bianca (suddivisione funzionale): i primi 2 strati (magnocellulari) contengono cellule più grandi degli altri 4 (parvicellulari). Questi strati ricevono le info nasali controlaterali e temporali ipsilaterali in modo alternato, le afferenze non si mescolano. Alla corteccia arrivano info sia magnocellulari sia parvocellulari dall’occhio dx e sx. L’info visiva prende due vie Collicolo superiore (più antica) Retino-genicolo-striata (più recente) 56 Via retino-genicolo-striata: due vie in parallelo Via parvocellulare: molto sensibile ai dettagli, poco sensibile al movimento. Visione a colori. Via magnocellulare: sensibile al movimento, forme grossolane. Ad ogni livello ogni cellula ha una capacità di elaborazione maggiore di quelle dei livelli inferiori. Le cellule gangliari e del corpo genicolato laterale analizzano soprattutto i contrasti di luminosità Le cellule semplici (sensibili alle barrette orientate) e complesse rimodellano queste info con campi recettivi in grado di raffigurare segmenti netti e margini precisi. Nella retina e nel CGL ciò che conta è la posizione dello stimolo. Aumentando la gerarchia delle aree (V1 V5 -responsabile della precisione del movimento delgi oggetti-) aumenta la grandezza dei campi recettivi. Un campo recettivo più grande può far vedere un oggetto tutto intero. AREE VISIVE: – In una regione corticale citoarchitettonica uniforme possono essere presenti diverse aree – La differenza di un’area corticale visiva dipende da: - le caratteristiche funzionali che la differenziano dalle altre - gruppo specifico di entrata-uscita - unica citoarchitettura – Le aree visive variano come dimensione – Ogni area visiva da V3 a V5 da V1 e V2 (che contengono tutte le sottomodalità insieme) – L’area V1 manda in uscita a tutte le altre aree. La sensazione di movimento si ha xchè l’immagine si muove e lìocchio resta fermo o xchè l’occhio si muove. L’immagine sulla retina si trova temporalmente in punti diversi. L’analisi del movimento è di tipo temporale, dato che lo stimolo si muove nel tempo. 57 ELABORAZIONE DEI COLORI: Tre tipi di coni, ognuno analizza uno spettro diverso. (opponenza cromatica, contrasto cromatico, contrasto di percezione dei colori) Cellule a opposizione spettrale doppia: info univoca può risp a 2 colori diversi Cellule a opposizione spettrale semplice: info ambigua Cellule a banda larga: contrasto di luminosità Risposta massima quando i due colori cadono uno alla periferia, l’altro al centro contrasto che si mantiene anche se cambia la luminosità In V1 le cellule a opposizione spettrale doppia si trovano nei blob (cilindri che attraversano la corteccia verticalmente soprattutto in strati superficiali e profondi, incastonati nelle colonne di orientamento. Processano i colori ) Zone interblob: processano la forma. Le info che riguardano i colori terminano in V4(prima area visiva dove c’è risposta al colore), che a sua volta proietta alla corteccia inferotemporale (che contiene neuroni x il riconoscimento dell’oggetto) La via magnocellulare porta in V5 dove si ha l’analisi del movimento degli stimoli. TEORIA DI LAND (TEORIA RETINEX): E’ importante la luminosità (diversa da quella dello sfondo) di un oggetto (di base, è riflessa). Essa dipende dalle intensità luminose che portano con sé le varie lunghezze d’onda, le quali hanno intensità diverse. I contributi di lunghezze d’onda diverse danno infine colore all’oggetto. Il colore dell’oggetto emerge da un procedimento matematico. All’oggetto sono assegnati 3 numeri (luminosità dell’oggetto in una certa lunghezza d’onda). Ogni numero è confrontato con la luminosità dello sfondo (rapporto) Sommatoria dei tre rapporti = colore dell’oggetto. Il colore dell’oggetto è un contrasto di luminosità con lo sfondo. Colore diverso a seconda dello sfondo su cui è collocato l’oggetto. Quest’analisi avviene solo nell’area V4. 58 I pazienti che soffrono di acromatopsia (non riconoscono i colori) hanno lesione nell’area V4. Lesione area V5: deficit in percezione del movimento. AGNOSIA: deficit di carattere percettivo (non sensoriale!!!!!!), per i vari tipi di sottomodalità visive (trattate separatamente da vie poste in parallelo) Daltonismo: problema genetico che riguarda i recettori DUE TEORIE: I) aree visive superiori via del lobo inferotemporale (1) via del lobo parietale posteriore (2) (1) per percezione degli oggetti (riconoscerli e discriminarli) (2) per percezione spaziale Teoria proposta sulla base di pazienti che presentano dissociazioni percettive. E’ la teoria del che cosa e del dove (1) (2) via ventrale qualità intrinseche degli oggetti via dorsale localizzazione spaziale degli oggetti ci sono connessioni anatomiche reciproche Noi abbiamo percezione unitaria. Dal punto di vista funzionale (elettrofisiologia + studi su pazienti) questa teoria può essere messa in discussione. II) Altra teoria (Milner e Goodale 1993) La via dorsale usa le proprietà degli oggetti x guidare i movimenti. E’ una via di tipo prassico centrata sul soggetto. Estrae le proprietà spaziali degli oggetti in relazione all’osservatore trasformazione delle coordinate spaziali degli oggetti in coordinate egocentriche riferite al corpo programmazione del tipo di prensione da utilizzare. 59 La via ventrale, come nella th precedente, fornisce una codifica centrata sull’oggetto(rappresentazioni percettive e cognitive che riguardano le caratteristiche degli oggetti e il loro significato) AREE MOTORIE: Corteccia agranulare (no 4°strato) Va Vb (cellule piramidali più grandi) Omologia tra aree 4 e 6 della scimmia e dell’uomo. Si trovano davanti al solco centrale (dietro c’è la corteccia somatosensoriale primaria. L’area 3a tocca area 4 nel fondo del solco centrale) Area 4: più posteriore, è l’area motoria primaria. Rappresentazione dettagliata di alcuni tipi di movimenti. Su parte visibile di emisfero: Area 6: più anteriore, aree motorie superiori area premotoria (sinergiche) Su parte invisibile: area supplementare Le aree motorie proiettano a diverse strutture. FASCIO CORTICOSPINALE (o fascio piramidale xchè passa x parte ventrale del bulbo dove ci sono le piramidi bulbari): dalla corteccia al midollo spinale x influenzare i movimenti Proviene anche da alcune aree dietro il solco centrale (area somatosensitiva primaria, aree 5 e 7 della corteccia parietale posteriore). Passa nelle colonne laterali. Si assottiglia scendendo lungo il midollo. E’ fatto: – per 2/3 da fibre provenienti da aree 4 e 6 (proiettano sia al midollo spinale che ai nuclei motori del tronco dell’encefalo, x il movimento della testa) – per 1/3 da fibre provenienti dalla corteccia parietale. Due componenti: 1) Tratto corticospinale laterale: 90% delle fibre. Nasce dalla corteccia cerebrale, a livello delle piramidi bulbari si incrocia e termina nel midollo spinale controlaterale. Si incanala lungo le 60 colonne laterali e invia i propri assoni alla sostanza grigia corrispondente alle zone corporee da muovere. I motoneuroni rispondono al comando della corteccia. Ci sono anche fibre che terminano nel nucleo rosso (controllo muscolatura flessoria, soprattutto distale) 2) Tratto corticospinale mediale: 10%. Rimane ipsilaterale. Va nelle colonne ventrali del midollo. Termina su motoneuroni che controllano muscolatura assiale. Ci sono anche collaterali che terminano su sostanza reticolare. Procedendo nelle scala evolutiva, si nota che il fascio corticospinale termina in zone sempre più ventrali della sostanza grigia. In animali più primitivi, influenza i motoneuroni in modo indiretto. Nei primati: influenza diretta sui motoneuroni x controllo dei movimenti fini, ma soprattutto sugli interneuroni. La corteccia attua controllo dei movimenti in modo indiretto attraverso il tronco. Proiezioni delle cortecce non motorie terminano nelle corna dorsali del midollo spinale, nei nuclei gracile e cuneato e nei nuclei talamici sensoriali. Non dirigono il movimento, ma controllano l’afferenza ( l’info sensoriale in arrivo è controllata dalla corteccia). Facilitano/inibiscono l’entrata sensoriale. La corteccia motoria non ha il 4° strato. Le proiezioni talamiche arrivano nel 3° strato (parte + profonda) Stimolazioni cutanee e propriocettive (muscolari e articolari) attivano anche la corteccia motoria. Meccanismi anticipatori (a feedforward) Movimento volontario Informazioni a feedback (su perturbazioni avvenute) La corteccia motoria determina i movimenti. Influenza i motoneuroni spinali relativi ai muscoli x il movimento che voglio compiere: es. valutare estensione delle dita (ampiezza del movimento) “ forza da imprimere “ direzione del movimento La corteccia motoria primaria codifica la forza. Nucleo rosso e corteccia M1: neuroni capaci di registrare variazioni di forza nel tempo. 61 Ampiezza: non è sicuro da cosa venga codificata. Direzione: non esistono singoli neuroni che la codificano, ma popolazioni (codifica di tipo grossolano) I neuroni della corteccia somatosensoriale sono più fini. Stimolazione superficiale mosaico” 2 omuncoli. I movimenti sono rappresentati “a Differenze tra cortecce premotorie ( PM) e corteccia motoria primaria (M1): - La microstimolazione evoca movimenti a bassa soglia nella M1, a soglia mediamente più alta nelle PM. - La microstimolazione di M1 evoca sempre movimenti, quella di PM non sempre. - La microstimolazione di M1 evoca movimenti semplici, discreti (es. movimento di un singolo dito), quella di PM evoca movimenti + complessi. - Gli effetti della stimolazione elettrica si spiegano bene con le connessioni corticodiscendenti di M1 e PM. - Solo M1 ha proiezioni dirette monospinaptiche sui motoneuroni spinali. PM ha molte connessioni indirette col midollo spinale (es. corticoreticolo-spinale) - M1 non riceve info visive/acustiche, PM invece sì. PM sono collegate alle cortecce parietali (circuiti parieto-frontali) in modo reciproco. Gli stimoli sensoriali arrivati alle cortecce parietali possono arrivare a PM. La corteccia prefrontale manda all’area 6 (le PM sfruttano info sensoriale x tradurla in movimento) - riceve info di natura sensoriale connessa con area 4 ( 6 4) ha proiezioni dirette sul midollo e su circuiti di formazione reticolare(potrebbe agire indipendentemente da M1) Nella corteccia prefrontale vengono pianificate le azioni. I programmi motori più ristretti vengono fatti da PM: se il contesto è adatto, fanno sì che il programma motorio venga eseguito. Importanza della motivazione, dell’emozione x pianificare il movimento. 62 Concetto classico: PM codifica il movimento di x sé non è finalizzato. Si riferisce allo spostamento Di una parte corporea Di fatto PM sono aree legate al concetto di azione movimenti finalizzati, con un preciso scopo. Può essere eseguita con diversi effettori. Una volta definito lo scopo dell’azione, bisogna definire il programma motorio necessario x eseguirla. Per raggiungere/afferrare un oggetto, bisogna tener conto di: distanza dell’oggetto dal corpo, sua posizione spaziale, sue caratteristiche fisiche In base a queste caratteristiche devono essere impostati i parametri: forza, direzione, apertura/chiusura della mano, sinergia tra braccio e mano. C’è una codifica neuronale dell’azione! I movimenti possono essere uguali ma usati x scopi diversi. Diverse situazioni sperimentali: - stimolo presentato alla luce e la scimmia lo deve prendere “ “ “ “ “ “ non lo deve prendere “ “ al buio la scimmia lo deve prendere In area premotoria c’è risposta da parte del neurone. Quando vediamo un oggetto, attiviamo un circuito anatomico-funzionale x andare a prendere l’oggetto e in più ci facciamo una rappresentazione mentale dell’oggetto in termini motori (modo in cui prenderemmo quell’oggetto), oltre che in termini visivi. Fare programmi motori Nel cervello ci sono vie sensorimotorie x Dare rappresentazioni mentali delle azioni Altre differenze tra PM e M1: - M1 ha il compito esecutivo di programmi motori già fatti, mentre PM interviene nella programmazione. 63 - L’arrivo di info visive a diverse aree di PM e non a M1 determina il coinvolgimento della sola PM nelle trasformazioni visuomotorie x azioni di diverso tipo fatte con diversi effettori. - La lesione focale di M1 produce ipotonia e paresi flaccida. La lesione di PM determina deficit più complessi, spesso di tipo sensorimotorio. - PM codifica l’azione finalizzata, M1 interviene negli aspetti esecutivi dei singoli movimenti. RIASSUNTO CORTECCIA CEREBRALE: La corteccia cerebrale contiene vari tipi di aree: - Aree sensoriali primarie - Aree che elaborano l’info sensoriale - Area motoria primaria (funzioni esecutive, produce movimenti discreti) - Aree premotorie (programmano le azioni) - Circuiti parieto-frontali (trasformano le info sensoriali in azioni appropriate e operano trasformazione di coordinate) - Corteccia prefrontale (pianifica le azioni, interviene nelle scelte, è forse sede di working memory) - Circuito libico (unisce la corteccia cingolata con centri sottocorticali – ipotalamo, ippocampo, amigdala, talamo anteriore. Interviene nel comportamento emozionale, in quello motivazionale, ed ha un ruolo nella formazione della memoria) Percezione: è il risultato non solo di un’elaborazione sensoriale, ma anche di un’interazione di quest’ultima con le rappresentazioni motorie. Non serve solo x il riconoscimento e la discriminazione, ma anche x l’azione. 64