Sibiu

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Mediaş
Mediaş è un municipio della Romania di 53.564 abitanti, ubicato nel distretto di Sibiu nella
regione storica della Transilvania.La città si trova lungo il corso del fiume Tarnava Grande, a circa
55 km. da Sibiu.
Storia
Le prime tracce di insediamenti umani rinvenute nella zona di Mediaş risalgono al Neolitico
medio.La città venne fondata secondo la tradizione nel 1146, mentre il primo documento che la cita
è del 3 giugno 1267; rimasta a lungo un piccolo villaggio, Mediaş ebbe la prima spinta allo sviluppo
dall'insediamento di una colonia di Sassoni di Transilvania, avvenuto nel XIII secolo.Nel XV secolo
la città era già abbastanza sviluppata dal punto di vista economico, con il formarsi delle prime
corporazioni di artigiani e mercanti, la prima della quali fu quella dei sarti, nata nel 1457; nel 1562,
nel momento del loro massimo sviluppo, a Mediaş esistevano 34 corporazioni registrate. Lo
sviluppo della città venne soltanto in parte frenato dalle diverse epidemie di lebbra che ne
decimarono la popolazione, la prima nel 1557 e l'ultima nel 1717-18.Tra le tappe più significative
dello sviluppo della città, di particolare rilievo sono:
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La costruzione della Chiesa di Santa Margherita (Sfânta Margareta), la prima chiesa della
città, nel 1414
La costruzione del primo ospedale, avvenuta nel 1487
La costruzione delle fortificazioni, avvenuta su autorizzazione di Mattia Corvino tra il 1490
ed il 1534
Nel frattempo, nel 1517, la città aveva ottenuto il diritto di organizzare fiere e mercati
Al 1586 risale la prima documentazione che indica la presenza nella città di una scuola, la
Schola civitatis
Contrariamente ad altre città della zona, Mediaş non fu spesso interessata da eventi bellici: il
più importante fu il saccheggio da parte dell'esercito di Gabriel Báthory del 1611, mentre
l'ultimo assedio della città di cui si abbia notizia è del 1705
Attorno al 1825 per opera del vescovo greco-cattolico Ioan Bop venne costruita la prima
chiesa romena della città e venne inaugurata la prima scuola in lingua romena
Nel 1872 la città venne raggiunta dalla prima linea ferroviaria.
Economia
L'industrializzazione della città ebbe inizio alla fine del XIX secolo e fu di fatto l'evoluzione delle
antiche corporazioni. Oggi Mediaş ospita diverse industrie, in particolare nel settore della
lavorazione del vetro e della produzione di componenti per autoveicoli.La principale risorsa
economica della città è comunque il gas naturale, grazie al grande giacimento che si trova nell'area
circostante; Mediaş è tuttora il principale centro di estrazione del gas naturale, tanto che la Romgaz,
la principale azienda del settore, vi ha il proprio quartier generale.
Monumenti e luoghi d'interesse
Immagine del centro
La sinagoga
Mediaş possiede un centro storico di origine medievale ben
conservato, con numerose torri che facevano riferimento alle
diverse corporazioni, la più alta delle quali è la "Torre dei trombettieri", alta 70 metri, costruita nel
XIII secolo e più volte rialzata nei secoli successivi.
Copşa Mică
Copşa Mică è una città della Romania di 5.441 abitanti, ubicata nel distretto di Sibiu, nella regione
storica della Transilvania.La città aveva un triste primato, essendo considerata negli Anni '90 come
una delle località più inquinate d'Europa, a causa della presenza di due grandi complessi industriali
spinti al massimo della produttività durante il regime comunista e sostanzialmente chiusi dopo il
1989, fatto quest'ultimo che ha portato ad una drastica riduzione della popolazione, scesa dopo la
caduta del comunismo del 25% circa.I due impianti inquinanti erano in particolare:
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Un impianto per la produzione di particolato carbonioso destinato alla produzione di
coloranti, operativo tra il 1936 ed il 1990, i cui neri depositi sono tuttora ben visibili
Un impianto metallurgico, la Sometra, le cui emissioni hanno contribuito ad un forte
aumento delle patologie nella popolazione e ad un'aspettativa di vita per gli abitanti della
città di ben nove anni inferiore a quella media della Romania.[1]
Sibiu
Sibiu è un municipio della Romania di 154.458 abitanti, capoluogo del distretto omonimo, nella
regione storica della Transilvania.Sibiu è stata nominata, con Lussemburgo, capitale europea della
cultura per il 2007.
Storia
Le fortificazioni
La città venne fondata nel 1190 dai Sassoni di Transilvania, coloni di
origine tedesca, e venne probabilmente costruita nei pressi di un
insediamento di epoca Romana, citato in alcuni documenti medievali
come Caedonia.
Grazie ad un rapido sviluppo, già nel XIV secolo Sibiu era
un'importante città commerciale; documenti del 1376 riportano che gli artigiani ed i mercanti della
città erano suddivisi in ben 19 corporazioni. Questa situazione fece della città la più importante
delle sette da cui trae origine il nome tedesco della Transilvania (Siebenbürgen, letteralmente "Sette
città"), divenendo anche la sede della Universitas Saxorum, l'assemblea dei Sassoni di
Transilvania.Più tardi, nel XVII secolo, Sibiu era la città più orientale legata alla cultura dell'Europa
centrale e terminale orientale della rete di collegamenti postali.L'affermarsi di Sibiu come centro
economico, culturale, politico e religioso si consolidò tra il XVIII ed il XIX secolo: nella città
nacquero infatti la prima banca a proprietà romena e l'"Associazione Transilvana per la Letteratura
Romena e la Cultura del Popolo Romeno" (ASTRA). Tra il 1848 ed il 1867 la città fu la sede della
cosiddetta "Dieta di Transilvania", una sorta di parlamento locale che assunse una certa importanza
soprattutto quando il diritto di voto venne esteso anche ai romeni, mentre, dopo il riconoscimento
da parte dell'Impero austroungarico della Chiesa Ortodossa Romena (attorno al 1860), Sibiu
divenne sede della Curia Metropolitana ed è ancora oggi la terza più importante sede episcopale
della Chiesa Ortodossa Romena.Dopo la Prima guerra mondiale e la dissoluzione dell'Impero
austroungarico, Sibiu entrò a far parte della Romania, pur rimanendo la maggior parte della
popolazione costituita da tedeschi e ungheresi. Dopo la Seconda guerra mondiale e l'avvento del
regime comunista, molti degli abitanti di origine tedesca emigrarono verso la Germania e nel 2006
ne rimanevano a Sibiu soltanto 2.000 circa.
Il Passaggio delle Scale
Sibiu è stata teatro di alcuni avvenimenti significativi per lo sviluppo
dell'intera Romania: in particolare vi vennero aperti l'ospedale più
antico (1292), la prima scuola romena documentata (1380), la prima
farmacia (1494), la prima cartiera (1534), il primo teatro (1788), e vi
venne stampato il primo libro in romeno (1544). Il Museo
Bruckenthal. aperto nel 1817, fu il primo museo tuttora esistente ad
essere aperto nel territorio della Romania attuale.
Economia
Sibiu è una delle città della Romania con l'economia più fiorente: nella città operano molte
importanti industrie, anche a capitale straniero, attratte anche dalla presenza di due importanti
parchi industriali, di cui uno completato attorno al 2005. I settori principali sono quelli della
meccanica, in particolare la componentistica per autoveicoli e per macchinari industriali, del tessile,
dell'agroalimentare e dell'elettrotecnica.Sibiu è anche sede della seconda Borsa valori della
Romania, dopo quella di Bucarest.
Sibiu viene solitamente divisa in due parti, la Città bassa (Oraşul de jos) e la Città alta (Oraşul de
sus); quest'ultima costituisce il centro storico, ma anche la parte bassa della città presenta
monumenti ed attrattive.
La Città bassa
La Città bassa è l'area compresa tra il fiume Cibin e la collina e si sviluppò attorno alle
fortificazioni più antiche. Le strade sono lunghe e piuttosto larghe rispetto a quanto usuale nelle
città medievali, mentre le costruzioni sono solitamente basse e coperte da ripidi tetti.Gran parte
delle fortificazioni esterne sono andate perdute a causa della pianificazione urbanistica e dello
sviluppo industriale della fine del XIX secolo e ne rimangono soltanto due torri.La Città bassa
ospita anche la più antica chiesa di Sibiu, costruita nel 1386.
La Città alta
La Città alta è il vero e proprio centro storico di Sibiu ed è organizzata attorno a tre piazze, con una
serie di vie che seguono l'andamento della collina. Tutti i principali punti di interesse della città si
trovano in quest'area.
La Piazza Grande
Il Palazzo
Brukenthal con, a sinistra, la "Casa
Blu"
La Piazza Grande (Piaţa
Mare) è, come suggerisce il nome, la
più grande della città ed ha costituito fin dal XVI secolo il centro della vita cittadina. Sulla piazza si
affacciano alcune tra le più importanti costruzioni della città:
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Sul lato nord-occidentale, il Palazzo Brukenthal, un palazzo in stile barocco costruito tra il
1777 ed il 1787 quale principale residenza del Governatore della Transilvania Samuel von
Brukenthal, che oggi ospita la parte principale del Museo Nazionale Brukenthal, aperto nel
1817.
Accanto al Palazzo Brukenthal si trova la cosiddetta "Casa Blu", una costruzione del XVIII
secolo che porta sulla facciata l'antico stemma della città.
Sul lato settentrionale, la Chiesa dei Gesuiti con le sue pertinenze, prima residenza dei
Gesuiti a Sibiu.
Ancora sul lato settentrionale si trova un edificio in stile Art nouveau costruito all'inizio del
XX secolo che attualmente ospita gli uffici del sindaco.
Vicino alla Chiesa dei Gesuiti si trova la "Torre del Consiglio", uno dei simboli della città,
inizialmente una torre di fortificazione del XIV secolo più volte ricostruita, con accanto il
Palazzo del Consiglio, antico luogo di riunione del consiglio cittadino, sotto al quale un
passaggio unisce la Piazza Grande con la Piazza Piccola.
Gli altri palazzi che si affacciano sulla piazza sono in gran parte edifici e due o tre piani
costruiti tra il XVII ed il XIX secolo, quasi tutti in stile barocco.
La Piazza Piccola
La Piazza Piccola (Piaţă Mică), collegata alla Piazza Grande da alcuni stretti passaggi, è più piccola
ed è caratterizzata dalla curvatura del lato nord-occidentale. In questa piazza, passando sotto un
piccolo ponte metallico del 1859, giunge la Strada Ocnei che porta alla Città bassa. I principali
palazzi che si affacciano sulla piazza sono la cosiddetta "Casa delle Arti", un edificio con ampie
arcate già appartenente alla Corporazione dei macellai, e la cosiddetta "Casa Luxemburg", edificio a
quattro piani in stile barocco già appartenente alla Corporazione dei fabbri.
Piazza Huet
La Cattedrale Evangelica
Altra piazza del centro storico molto vicina alle precedenti, su Piazza Huet si
affacciano due importanti edifici: la Cattedrale Evangelica Luterana, costruita nel
XIV secolo, ed il Liceo Brukenthal, costruito nel luogo in cui esisteva una
precedente scuola del XV secolo.
Le fortificazioni
Sibiu, per la sua importanza, ebbe nel tempo diversi sistemi di fortificazione, con diversi anelli di
mura, in gran parte in mattoni. La parte sud-orientale è quella meglio conservata: sono infatti tuttora
visibili tre linee parallele di mura: la più esterna è un alto terrapieno, l'intermedia è costituita da un
muro in mattoni alto 10 metri, mentre la più interna è costituita da un sistema di torri collegate
anch'esse da mura in mattoni dell'altezza di 10 metri. Tutto il sistema è collegato da un labirinto di
tunnel e passaggi che consentivano di muoversi tra le diverse linee di fortificazione e verso la
città.Il più caratteristico di questi collegamenti è il "Passaggio delle scale" (Pasajul Scărilor), che
consentiva di collegare la Città alta con la Città bassa.Nel XVI secolo vennero aggiunti alle
fortificazioni diversi bastioni, uno dei quali è tuttora visibile, il cosiddetto "Bastione Haller".
Cultura e educazione
Sibiu è una città culturalmente vivace e la designazione quale capitale europea della cultura per il
2007 ne ha accentuato ancor più questa caratteristica. Tra le istituzioni culturali più importanti si
trovano:
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Il "Teatro nazionale Radu Stanca", istituito nel 1797, che ospita una stagione di prosa sia in
romeno che in tedesco, con allestimenti di noti registi romeni quali Gábor Tompa e Silviu
Purcărete.
Il "Teatro Gong" , specializzato in spettacoli per ragazzi di burattini, di mimo ed altri generi
non convenzionali, anch'esso con un cartellone sia in romeno che in tedesco.
La "Filarmonica di Stato di Sibiu", una delle orchestre più importanti del Paese, che tiene
regolari concerti nella "Thalia Hall", un teatro e sala da concerto lungo le antiche
fortificazioni, costruito nel 1787 e recentemente restaurato.
Musei
Vista del Museo della civiltà contadina
I musei di Sibiu si articolano prevalentemente attorno a due grandi
iniziative culturali:
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Il Museo Nazionale Brukenthal, che comprende una galleria
d'arte ed una biblioteca di libri antichi ospitate nel Palazzo
Brukenthal, un Museo storico, ospitato nel vecchio municipio, un Museo della farmacia,
ospitato nella sede della prima farmacia di Sibiu del XVI secolo, un Museo di storia naturale
e un Museo delle armi e dei trofei di caccia.
Il Museo Nazionale ASTRA, gruppo di esposizioni concentrato soprattutto sull'etnografia ed
il folklore, che comprende un Museo della civiltà contadina, ubicato in una zona boscosa di
96 ettari a sud della città che ospita esempi di costruzioni rurali con arredi ed attrezzi di
lavoro, un Museo etnografico, un Museo della cultura transilvana ed un Museo della cultura
e delle tradizioni sassoni. Nei pressi della stazione ferroviaria si trova inoltre un Museo
ferroviario che raccoglie circa 40 locomotive a vapore, alcune tuttora funzionanti.
Il Collegio Brukenthal
Piazza Grande
Ingresso del Palazzo Brukenthal
La Cattedrale Ortodossa
Sighişoara -
Panorama della città
Sighişoara è un municipio della Romania di 32.570 abitanti, ubicato nel distretto di Mureş, nella
regione storica della Transilvania.
Storia
La città ha origini sassoni; nel XII secolo, infatti, artigiani e mercanti sassoni vennero invitati dai Re
d'Ungheria a trasferirsi in Transilvania, onde creare delle colonie che potessero anche provvedere
alla difesa dei confini del regno. Questo gruppo di coloni formò la popolazione oggi nota come
Sassoni di Transilvania.Le cronache del XVII secolo riportano la fondazione di un insediamento
sassone nella zona dell'attuale Sighişoara nel 1191, tuttavia i primi documenti che citano la città con
il nome latino di Castrum Sex risalgono al 1280. Le ricerche archeologiche e paleontologiche
effettuate nella zona hanno comunque evidenziato una presenza umana, anche se non continuativa,
fin dall'Età del ferro.Per molti secoli la città ha avuto un ruolo strategico sia sul piano politico che
su quello commerciale, divenendo una delle città più importanti della Transilvania. I suoi artigiani
sassoni erano noti in tutta Europa e frequenti erano le visite di mercanti provenienti da tutto il Sacro
Romano Impero, mentre gli abitanti continuavano a costruirne e rinforzarne le difese.Il Principe di
Valacchia Vlad Dracul visse in esilio nella città, fece coniare delle monete (sebbene il conio della
moneta fosse monopolio del Regno d'Ungheria) e lasciò il primo documento nel quale la città viene
citata con il nome romeno Sighişoara.Sighişoara fu sede dell'elezione di Gheorghe Rákóczi I a
Principe di Transilvania e poi a Re d'Ungheria nel 1631. Tra il XVII ed il XVIII secolo la città
venne travagliata da occupazioni militari, incendi ed epidemie di peste, che tuttavia non ne
frenarono più di tanto lo sviluppo.Come tutta la Transilvania, Sighişoara passò dall'Impero
austroungarico alla Romania dopo la Prima guerra mondiale.
Il centro storico
Ricostruzione di Sighişoara nel 1740
Sighişoara mantiene un centro storico perfettamente conservato, con
la struttura urbanistica e gli edifici caratteristici di una cittadella
medievale, che è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità
dall'UNESCO e dove ogni anno si tiene un Festival medievale nell'ultima settimana di luglio.Tra gli
edifici che formano il centro storico, di particolare interesse sono le case degli artigiani che, sotto il
controllo di una fondazione e con l'apporto del Governo romeno, conservano ancora i laboratori ed i
relativi attrezzi di lavoro.
La Torre dell'Orologio
L'edificio che rappresenta il simbolo della città è la Torre dell'Orologio, costruita nel 1556 ed alta
64 m., che oggi ospita un museo storico. Numerosi sono comunque gli edifici storici, tra cui la
cittadella medievale, la cosiddetta Chiesa sulla collina, che contiene una cripta ed interessanti
affreschi, alla quale si giunge salendo una scalinata interamente coperta da un tetto di legno, ed il
piccolo Museo delle armi, che accoglie una collezione di spade, frecce, armature ed alri
equipaggiamenti militari medievali.
Torre dell’orologio a Sighisoara
Casa di Sighisoara
Mura medioevali a Sighisoara
Scala coperta in legno e Chiesa sulla Collina a Sighisoara
Casa natale di Dracula a Sighisoara
Braşov
Brasov (Braşov) è il capoluogo dell'omonimo distretto e l'ottava città della Romania per numero di
abitanti. Le prime fonti storiche sulla città risalgono al XIII secolo, dove la città viene indicata col
nome di Corona, anche se i primi resti di insediamenti umani risalgono al Neolitico e sono stati
ritrovati reperti dell'Età del bronzo, dei Daci e di epoca Romana. Il nome attuale deriva dalla parola
turca barasu, cioè "fortezza", e si riferisce alla cittadella di Brassovia che si trova sulla collina di
Tâmpa, a sud della città.Lo sviluppo principale di Brasov si ebbe, però, al tempo della
colonizzazione della Transilvania da parte dei Sassoni nel XII secolo, con una popolazione tedesca
dedita principalmente all'artigianato ad al commercio, grazie alla posizione della città sulle
principali vie di comunicazione tra l'Europa occidentale e l'Impero ottomano. A questo periodo
risale la costruzione delle fortificazioni che circondano la città, (continuamente ampliate e
potenziate, con diverse torri,le fortificazioni erano curate e sorvegliate da una delle congregazioni di
artigiani.), della piazza con il palazzo municipale e della Chiesa Nera, la chiesa gotica più grande
nell'Europa orientale. La maggioranza della popolazione tedesca ed il potere politico ungherese si
riflessero in una limitazione dei diritti della minoranza romena, situazione che durò fino al XIX
secolo quando, anche grazie alle prime aperture di Giuseppe II e all'appoggio della Chiesa
Ortodossa, nel 1838 a Brasov venne pubblicato il primo giornale in lingua rumena (Gazeta
Transilvaniei) e l'apertura delle Scuole Centrali Greco-Ortodosse (Şcolile Centrale GrecoOrtodoxe), primo istituto di istruzione superiore.Con la fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1918
Brasov con la Transilvania entrò a far parte della Grande Romania, e con l'avvento del regime
comunista dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale parte della popolazione tedesca emigrò
verso la Germania. Sempre durante il regime comunista, periodo nel quale Brasov conobbe un forte
sviluppo industriale, la città assunse il nome Oraşul Stalin (Città Stalin) tra il 1950 e il 1960.
Chiesa Nera
Piazza del Concilio
Fortificazioni
Prima Scuola Romena
Chiesa di San Nicola
Poiana Braşov
La presenza dei coloni tedeschi ed il dominio ungherese privarono per molto tempo i cittadini
romeni di molti diritti politici e civili, costringendoli ad abbandonare la città ed a dedicarsi ad
attività agricole, riuscendo comunque a raggiungere un benessere economico tale da consentire loro
di riguadagnare una certa influenza e ristabilire in parte la loro cultura, anche grazie all'avvio della
prima tipografia della Transilvania (1558) ed alla successiva apertura di una biblioteca.
Tra il XVII ed il XIX secolo, i romeni di Transilvania lottarono per ottenere maggiori diritti, con
l'appoggio di quelli delle zone vicine e dalla comunità locale di mercanti greci; i diritti di
cittadinanza vennero concessi per un breve periodo negli ultimi decenni del XIX secolo da
Giuseppe II del Sacro Romano Impero, che era anche Re di Transilvania. Grazie anche all'appoggio
della Chiesa ortodossa, nel 1838 a Braşov avvennero due importanti fatti per la cultura romena: la
nascita del primo giornale in lingua rumena, la Gazeta Transilvaniei, e del primo istituto di
istruzione superiore, le Şcolile Centrale Greco-Ortodoxe (Scuole Centrali Greco-Ortodosse).Ai
primi del XX secolo i romeni costituivano comunque ancora una minoranza: nel 1910 erano infatti
il 28,7% della popolazione della città, contro il 43,4% di ungheresi e il 26,4% di tedeschi.Nel 1918,
dopo la Prima guerra mondiale, quando la Transilvania venne unita al resto della Romania, la
comunità tedesca dichiarò fedeltà alla Romania, ma dopo la Seconda guerra mondiale e l'avvento
del regime comunista, molti emigrarono verso la Germania ed altri vennero deportati nell'Unione
sovietica.A partire dal 1807, Braşov ebbe anche una comunità ebraica, che raggiunse il numero di
circa 4.000 persone nel 1940; gran parte di essa emigrò verso Israele dopo la Seconda guerra
mondiale ed oggi la comunità conta circa 130 persone.In città rimane inoltre, come del resto in
buona parte della Transilvania, una consistente comunità ungherese.
Economia
Lo sviluppo industriale di Braşov iniziò nel periodo interbellico, quando venne avviata la IAR
Braşov, una grande industria aeronautica che costruì i primi aerei romeni da combattimento, usati
nella Seconda guerra mondiale contro l'Unione sovietica; dopo l'avvento del regime comunista, la
fabbrica venne riconvertita alla produzione di macchinari agricoli con il nome Uzina Tractorul
Braşov.Il regime comunista accelerò molto lo sviluppo industriale, in particolare dell'industria
pesante, il che attirò numerosi lavoratori dalle zone circostanti. Sebbene l'attività industriale abbia
avuto un non trascurabile declino negli ultimi anni, l'area rimane fortemente industrializzata, con
aziende del settore meccanico (macchine agricole, trasmissioni idrauliche, cuscinetti a sfere,
componenti per autoveicoli, elicotteri), oltre che farmaceutico (con la recente costruzione di uno
stabilimento della multinazionale GlaxoSmithKline), dei mobili e tessile. A Braşov hanno inoltre
sede la Poiana, una delle più note industrie del cioccolato del paese, ed una grande birreria.Una
storia a parte è quella della Nivea: nel periodo tra le due guerre l'importatore rumeno della
Beiersdorf aveva installato a Braşov uno stabilimento per produrre cosmetici con tale marchio;
dopo la fine della guerra e l'avvento del regime comunista, direttore torturato e deportato e lo
stabilimento venne confiscato, ma continuò a produrre cosmetici a marchio Nivea che venivano
venduti in tutta l'Europa dell'Est. Soltanto nel 1995 dopo un contenzioso in tribunale questa
anomalia si è chiusa con la cessazione dell'uso del marchio e la restituzione dello stabilimento alla
casa tedesca che continua a produrre
Bran (Braşov)
Bran è un comune della Romania di 5.334 abitanti, ubicato nel distretto di Braşov, nella regione
storica della Transilvania.Il comune è formato dall'unione di 5 villaggi: Bran, Poarta, Predeluţ,
Şimon, Sohodol.
Il castello
Il Castello di Bran, vicino a Braşov, normalmente chiamato come Castello di Dracula, è stata
solamente una delle residenze del principe.
I Cavalieri Teutonici iniziarono a costruire il Castello di Bran,
all'epoca una fortificazione in legno, ai primi del XIII secolo.
Dopo la distruzione della costruzione ad opera dei Mongoli nel
1242, il Re Sigismondo del Sacro Romano Impero ordinò la
costruzione di un castello in muratura nel 1377, attorno al quale si
sviluppò il villaggio di Bran. Il castello si trova sulla vetta di un
ripido colle e domina un passaggio strategico tra la Transilvania e
la Valacchia.Il Castello di Bran ha ispirato la descrizione del
castello di Dracula nel romanzo di Bram Stoker.
Sâmbăta de Sus
Sâmbăta de Sus è un comune della Romania di 1.437 abitanti, ubicato nel distretto di Braşov, nella
regione storica della Transilvania.Il comune è formato dall'unione di 2 villaggi: Sâmbăta de Sus e
Staţiunea Climaterică Sâmbăta.Il monumento più importante del comune è il Monastero
Brâncoveanu, costruito nel 1614, quando la località divenne un dominio di Preda Brâncoveanu, che
iniziò la costruzione di un monastero in legno.Verso la fine del XVII secolo il monastero venne
fatto ricostruire in muratura dal voivoda Constantin Brâncoveanu, nipote di Preda.Dopo alterne
vicende dovute alle successive invasioni subite dalla zona, nel 1785 il monastero venne distrutto per
ordine dell'Impero Austriaco, che intendeva imporre la religione cattolica su quella
ortodossa.Soltanto all'inizio del XX secolo si decise la ricostruzione del monastero: nel 1926 il
Metropolita Nicolae Bãlan fece avviare i lavori, che si protrassero per vent'anni e soltanto il 15
agosto 1946 il monastero poté essere dedicato all'Assunzione di Maria.
Immagini del Monastero Brâncoveanu
DRACULA -Vlad III di Valacchia
Vlad III di Valacchia (Sighişoara, 2 novembre 1431 –
dicembre 1476) fu un voivoda valacco. Conosciuto anche come
Vlad Ţepeş o Vlad l'Impalatore fu, a più riprese, principe di
Valacchia: nel 1448, dal 1456 al 1462 ed infine nel 1476.
Grazie al suo dominio, il principato di Valacchia riuscì a
mantenere la sua indipendenza dall'Impero ottomano. La crudeltà
nei confronti dei prigionieri gli valse il soprannome di Ţepeş, che
in rumeno significa l'Impalatore.
I racconti sulle sue gesta crudeli hanno dato progressivamente origine a un filone letterario molto
fortunato. Il romanzo Dracula di Bram Stoker, con le numerose versioni cinematografiche, ne sono
esempi.
L'origine del nome
Vlad, come suo padre Vlad II, apparteneva all'Ordine del Dragone , uno degli ordini cavallereschi
di stampo religioso del Medioevo.
Fu creato nel 1408 da Sigismondo di Lussemburgo, re d'Ungheria (in seguito imperatore del Sacro
Romano Impero) e dalla sua seconda moglie, Barbara Cilli.
Scopo dell'ordine era di proteggere la Cristianità e lottare contro i Turchi.
Il padre Vlad II fu chiamato Dracul il cui significato era "Dragone" dato che questi divenne il suo
simbolo. Per questo il figlio venne chiamato in romeno Drăculea (che puo significare
l'appartenenza, la discendenza dal "Dracul"). Per una curiosa coincidenza, in rumeno il termine
Dracul poteva essere interpretato anche come Diavolo. Vlad III divenne dunque "Figlio del
Diavolo". Probabilmente questo è alla base della leggenda nata sul suo personaggio.
Ma il nome con cui Vlad era veramente ricordato è il rumeno "Ţepeş", che significa l'impalatore,
poiché quello era il supplizio a cui usualmente condannava i propri nemici, soprattutto i turchi,
essendo questo genere di punizione tipicamente ottomana. Questi ultimi si riferivano a Vlad come
Kaziglu Bey, cioè il Principe impalatore, termine attestato a partire dal 1550.
C'è anche d'aggiungere che Dracula fu estremamente generoso con chi lo servì, ma estremamente
crudele con chi lo tradiva. Ma finché egli fosse servito e riverito, nessuno avrebbe dovuto temerlo.
Transilvania
La Transilvania è una regione storica che forma la parte occidentale e centrale economicamente la
più sviluppata della odierna Romania. Transilvania è una espressione latina, che significa "oltre la
foresta" Il territorio, oggi conosciuto come Transilvania, è composto da una regione di 16 contee ,
che coprono circa 103 600 km² nella Romania centrale e nordoccidentale, comprendendo quasi
metà del territorio della Romania. Confina a nord con l'Ucraina, ad ovest con l'Ungheria e a sudovest con la Serbia.Cluj-Napoca ne è la capitale, altri centri urbani di rilevanza sono Oradea, Târgu
Mureş, Timişoara, Braşov, Sibiu.
Secondo i dati del censimento del 2002, la Transilvania ha una popolazione di 7.221.733 abitanti,
costituiti da una maggioranza Rumena (74.7%); gli Ungheresi ormai sono solo il 19.6% (compresi i
Siculi che costituiscono una parte importante degli ungheresi in Romania), Zingari (3.4%) e
Tedeschi (0.7%). Degli oltre 600.000 abitanti Sassoni e Svevi che abitavano la Transilvania non
rimane quasi più nulla fatta eccezione per qualche città di grandi dimensioni, ad esempio Sibiu dove
si contano meno di 100.000 tedeschi. Nel mosaico variegato delle etnie della Transilvania si
inseriscono anche ruteni, slovacchi, bulgari, cechi, armeni ed ebrei.
Dagli inizi del 1400, per tutta l'età moderna, le etnie con potere decisionale della Transilvania
furono: gli Ungheresi, i Siculi ed i Sassoni.. La percentuale di Rumeni è cresciuta dopo l'unione
della Transilvania con la Romania (1918). Fra gli anni '50 ed '80 gli ungheresi ed i sassoni vennero
indotti ad emigrare, rispettivamente verso l'Ungheria e gli stati tedeschi, sia per ragioni di natura
economica, sia a causa della politica di assimilazione culturale forzosa messa in atto dalla dirigenza
comunista rumena. Secondo gli ungheresi, che ancora oggi emigrano dalla Transilvania verso
l'Ungheria, il fenomeno migratorio sarebbe indotto, oggi come in passato, dalle condizioni
discriminatorie in cui le minoranze si trovavano e tuttora si troverebbero, questo nonostante un
rapporto UE del 2003 manifesti un'opinione differente. Ma mentre grazie ad accordi tra gli stati, i
tedeschi che lo volevano poterono già allora iniziare a lasciare la Transilvania, agli ungheresi ciò
venne impedito dal regime rumeno e poterono iniziare una emigrazione consistente solo dopo la
fine del regime stesso.
Dopo il 1990, molti abitanti della Transilvania sono emigrati verso altri paesi europei
(principalmente Spagna e Italia) per ragioni spesso di natura economica. Va notato però che gli
emigranti di lingua ungherese continuano a dirigersi, preferibilmente, verso l'Ungheria.
Economia
La Transilvania è ricca di risorse minerarie come ferro, piombo, lignite, manganese, oro, rame, sale,
gas naturale e sulfuro. Esistono poi grandi stabilimenti industriali chimici, acciaierie e industrie
tessili. Altre risorse economiche sono nell'ambito dell' agricoltura, con frutteti e vigne, e nella
trasformazione del legname.
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