FUNZIONI DI OFFERTA E DI DOMANDA. LE BASI (Capitolo 2 del libro di testo di Micro) Mio Prologo Qui e nelle prossime lezioni di Micro “standard” non possiamo che limitarci allo studio: dei beni privati (le altre tipologie necessitano differenti approcci) dei comportamenti “walrasiani”, cioè assumiamo che l'individuo sia egoista, informato e razionale (comunque accenneremo anche a qualche altra tipologia comportamentale) degli equilibri “parziali”, cioè assumeremo che si possa studiare un mercato a prescindere da cosa accade negli altri Ognuno dei possibili ampliamenti di quanto sopra fa parte della Scienza Economica (se siete interessati, nel libro di testo trovate qualcosa). Comunque, queste lezioni sono utili poiché danno le basi che servono per gli eventuali approfondimenti. M. Bovi Pag. 1 In questa lezione vedremo, tra l'altro, il “Meccanismo del Mercato”, una Legge dell'Uomo che ha una validità scientifica in un certo senso simile alle Leggi della Natura. Per esempio, se lanciamo in aria un sasso la “Legge di Gravità” ci fa prevedere che il sasso, finita la spinta verso l'alto, cadrà. Similmente, se aumentiamo l'offerta allora il Meccanismo del Mercato ci fa prevedere che il prezzo cadrà. Anche il concetto economico di equilibrio è simile a quello che potete trovare nelle scienze naturali. Anticipo, però, che l'Uomo pare un soggetto addirittura più complesso della Natura. Di conseguenza, l'analisi del comportamento umano è oltremodo difficile. Detto ciò, vediamo che cosa dice il libro di testo. Le curve di domanda e offerta e il loro punto d’incontro, cioè l’equilibrio del (nb di un) mercato, sono strumenti fondamentali per l’analisi economica. Esse ci aiutano a: M. Bovi Pag. 2 Qui ci limiteremo solo al primo gruppo di questioni M. Bovi Pag. 3 OFFERTA A parole, la curva d’offerta è l’insieme delle coppie prezzoquantità che vanno bene per il produttore. Molto importante: vanno bene per il produttore, cioè sono coppie prezzo-quantità LIBERAMENTE SCELTE E, QUINDI, PREFERITE. Vediamolo graficamente un passo alla volta: M. Bovi Pag. 4 M. Bovi Pag. 5 Perché a prezzi più alti le imprese producono/vendono di più? Oltre al prezzo, ci sono MENTRE IL PREZZO CI FA MUOVERE LUNGO LA CURVA D’OFFERTA, QUESTE VARIABILI SPOSTANO LA CURVA D’OFFERTA M. Bovi Pag. 6 SPOSTAMENTI DELLA CURVA DI OFFERTA Per dato prezzo, l’offerta sulla curva O’ è maggiore che su O. Notiamo l’effetto: se cala il prezzo degli input e il prezzo di vendita rimane costante, allora l’offerta aumenta. In questa lezione gli aggiustamenti sono istantanei: non ci sono frizioni! M. Bovi Pag. 7 RIEPILOGO M. Bovi Pag. 8 DOMANDA Molto importante: sono coppie prezzo-quantità che vanno bene per l’acquirente, cioè sono coppie prezzo-quantità LIBERAMENTE SCELTE E, QUINDI, PREFERITE. M. Bovi Pag. 9 GRAFICAMENTE M. Bovi Pag. 10 NB. MENTRE IL PREZZO CI FA MUOVERE LUNGO LA CURVA DI DOMANDA, QUESTE VARIABILI SPOSTANO LA CURVA DI DOMANDA M. Bovi Pag. 11 SPOSTAMENTI DELLA CURVA DI DOMANDA Per dato prezzo, la domanda sulla curva D’ è maggiore che su D. Notiamo l’effetto: se cresce il reddito e il prezzo di vendita rimane costante, allora la quantità domandata aumenta. M. Bovi Pag. 12 RIEPILOGO NON DIMENTICHIAMO MAI CHE LE CURVE DI DOMANDA E DI OFFERTA RIFLETTONO I GUSTI DEGLI INDIVIDUI PER CUI: 1. NON SONO SEMPLICI LINEE MESSE LI’ A CASO, SONO DENSE DI SIGNIFICATI 2. OGNUNO DI NOI POTREBBE COSTRUIRSI LE PROPRIE CURVE CHE, PROBABILMENTE, SARANNO DIVERSE POICHE’ RIFLETTONO I NOSTRI PARTICOLARI GUSTI E PREFERENZE. M. Bovi Pag. 13 EQUILIBRIO DEL MERCATO EQUILIBRIO = STATO DI QUIETE IN CUI NON CI SONO FORZE (carenze o eccedenze) CHE INDUCONO CAMBIAMENTI. IN EQUILIBRIO TUTTI GLI AGENTI, ACQUIRENTI E VENDITORI, SONO CONTENTI POICHE’ SI TROVANO IN UNA COPPIA Q;P CHE HANNO SCELTO LIBERAMENTE: PERCHE’ CAMBIARE? M. Bovi Pag. 14 PREZZO SUPERIORE A QUELLO DI EQUILIBRIO: ECCEDENZA IL PREZZO DI MERCATO P1 E’ FUORI DALL’EQUILIBRIO: M. Bovi Pag. 15 DINAMICHE DI AGGIUSTAMENTO DAL PUNTO DI VISTA GRAFICO M. Bovi Pag. 16 PREZZO INFERIORE A QUELLO DI EQUILIBRIO: CARENZA M. Bovi Pag. 17 Abbiamo visto che c’è UN SOLO livello di offerta per ogni prezzo e UN SOLO livello di domanda per ogni prezzo. Il prezzo di equilibrio è quello che rende uguali i livelli di offerta e di domanda. Graficamente esso è determinato dall’incrocio delle curve di offerta e di domanda nello spazio (Q;P). I livelli di offerta e di domanda sono a loro volta dipendenti dai valori delle variabili che determinano la posizione e inclinazione delle due curve (come già detto: il reddito, i prezzi degli input produttivi, ecc.). Dunque cambiamenti (che, se imprevedibili, si chiamano shock) in una o più di quelle variabili determinano cambiamenti della coppia (Q;P) di equilibrio. Vediamo alcuni casi di cambiamenti/shock. M. Bovi Pag. 18 Shock positivo d’offerta: MOLTO IMP: shock positivo di offerta => ci si sposta lungo la D, per cui Q e P hanno variazioni di segno opposto M. Bovi Pag. 19 Aumenta il reddito (shock positivo di domanda) – Siamo più ricchi => spendiamo di più – D si sposta in D' – Carenza (D’>O) con P1, pari a (Q2 - Q1) – Equilibrio in P3, Q3. MOLTO IMP: shock positivo di domanda => ci si sposta lungo la O, per cui Q e P hanno variazioni di segno uguale. Perciò, se shock negativo di domanda => recessione e deflazione (come in questo periodo)! Di seguito vi propongo alcuni casi di andamento di prezzi presi dalla realtà. In ascissa riporto il TEMPO e non le quantità. Dovete immaginare che in ogni istante(ascissa) quel prezzo(ordinata) deriva dall’uguaglianza D=O Guardiamo dunque i prezzi e chiediamoci che cosa potrebbe essere successo alla Domanda e all’Offerta nel corso degli ultimi anni in due importanti mercati: M. Bovi Pag. 20 Mercato del Petrolio Prezzo nominale del Petrolio ($) Si nota a occhio l’effetto della crisi (shock negativo) del 2008: Crisi del 2008 => cala la D => si scende lungo la O => cala P* e Q*. Per gli andamenti più recenti, vi riporto quello che si può leggere nei mass media: Il Segretario Generale dell’ Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) ha dichiarato che i membri dell’OPEC non dovrebbero ridurre la produzione per “incentivare” l’aumento del prezzo del petrolio di scisto (bene sostitutivo del petrolio OPEC). Negli ultimi mesi, il prezzo del greggio è crollato anche per via del fatto che negli Stati Uniti si è registrata la produzione più alta degli ultimi tre decenni, causando un eccesso delle scorte globali. Insomma: Cresce l’Offerta => si scende lungo la D => cala P* e cresce Q*. M. Bovi Pag. 21 Nel libro trovate ulteriori dati storici (si parte dal 1970): Come si vede, i prezzi odierni (circa 50$) non sono bassi dal punto di vista storico M. Bovi Pag. 22 Mercato della Moneta (P=tasso di interesse; Offerta=BCE; Domanda=banche, imprese, famiglie) Euribor 1Mese (1999 – 2015) Euribor 1Mese (2014.M3 – 2015.M3) Crisi del 2008: Annuncio/Attese politiche monetarie lasche: cala il tasso (=P). Uomo vs Natura: un sasso non cade solo perché annuncio o si aspetta che lo lascerò cadere dalla mia mano. Minore prevedibilità => minore scientificità? No, anzi! Il fatto è che l’Uomo è particolarmente difficile da capire (ma, a titolo personale, è anche più interessante da studiare della Natura). Notiamo che: BAZOOKA MONETARIO => P<0 (evento raro) M. Bovi Pag. 23 Dai grafici teorici del libro di testo visti finora sembra facile prevedere le dinamiche di prezzi e quantità dopo gli shock. Ma la realtà è molto più complessa e non accade praticamente mai che c’è un solo shock mentre tutto il resto rimane fermo. Torniamo dunque al libro di testo: M. Bovi Pag. 24 Cala il prezzo degli input e aumenta il reddito Dato che l’incremento di D è maggiore di quello di O allora abbiamo maggiori P e Q. Ma, ovviamente, è facile immaginare degli shock che portano a nuovi equilibri con minori P e Q. Per definizione, non conosciamo né l’entità né la durata degli shock. Inoltre possono esserci più di due shock contemporanei. Nel presente M. Bovi Pag. 25 esempio, potremmo infatti immaginare di dover aggiungere ai citati cambiamenti noti(?) anche cambiamenti ignoti come una nuova scoperta tecnologica, una guerra/attentato, un nuovo giacimento…. M. Bovi Pag. 26 ESEMPIO DEL LIBRO SU COME USARE LO SCHEMA DOMANDA-OFFERTA ANALIZZIAMO IL FENOMENO CON LA NOSTRA STRUMENTAZIONE: M. Bovi Pag. 27 NOTIAMO CHE: Sottigliezza semantica. La Scienza Economica nasce per spiegare, per fare prognosi su “cosa succede se...”. NON per fare previsioni del tipo “come crescerà il Pil o l'indice di Borsa nei prossimi mesi/anni” (cfr. Introduzione)! Prima di proseguire, necessita un po’ di Contabilità Nazionale M. Bovi Pag. 28 Prezzo reale e nominale; IPC e inflazione • Il prezzo nominale (in euro correnti) di un prodotto è il suo prezzo assoluto • Il prezzo reale (in euro costanti) di un prodotto è il suo prezzo relativo rispetto ad una misura aggregata di prezzi L'indice dei prezzi al consumo (IPC, ma anche CPI=Consumers Price Index) è la misura aggregata usata più frequentemente. Si parla di INDICE poiché si fissa un anno base che poi viene “indicizzato” cioè normalizzato a 100 (o a 1): il costo della vita nell’anno base è 100. Se l’anno base è il 2000 si scrive “indice 2000=100”. La sua variazione ci dà il tasso di inflazione ESEMPIO DIDATTICO MOLTO SEMPLIFICATO Supponiamo che si voglia calcolare l’inflazione (complessiva) tra il 2000 e il 2004 e che la famiglia tipo (cioè quella la cui analisi offre indicazioni adeguate anche sulle altre; diciamo la famiglia “media”) spenda il proprio reddito solo in: M. Bovi Pag. 29 NB L’inflazione totale dipende da quanto spendiamo nei singoli articoli: nell’esempio, il 25% di inflazione dipende molto dall’inflazione dell’affitto e poco da quella del Cinema: Inflazione Affitti = (630/500)-1 =26% Inflazione Spaghetti = (150/120)-1 =25% Inflazione Cinema = (70/60)-1 =17% NB i calcoli si basano sulla formula dell’interesse Ct+h=Ct(1+i)h (qui h=1) M. Bovi Pag. 30 Ecco il VERO paniere elaborato dall’ISTAT. Come vedrete, è un fedele spaccato dei nostri consumi e – quindi - dei nostri gusti (consumi=gusti nella misura in cui siamo liberi di scegliere): M. Bovi Pag. 31 Detto ciò, possiamo stabilire la relazione tra valori nominali e reali: ESEMPIO TRATTO DAL LIBRO DI TESTO In termini nominali (ie in $ correnti) le uova costavano 0.61 nel 1970 e 1.04 nel 1998. In quale anno costavano di più? Risposta: nel 1970. Calcolati a prezzi reali (ie in $ del 1970), infatti, nel 1998 le uova costerebbero 25cent.: M. Bovi Pag. 32 Dunque: il prezzo reale delle uova è calato del 59%=[(0.25/0.61)-1], il prezzo dell’istruzione è aumentato dell’81%=[(4573/2530)-1]. M. Bovi Pag. 33 PERCHE’ E’ UTILE SAPERE DEI VALORI REALI E MONETARI? Risp. Perché noi vogliamo (o dovremmo volere) potere d’acquisto e non denaro che, magari, compra poche cose. Tuttavia lo stipendio è in moneta nominale, non in beni/servizi reali. Quindi bisogna capire come trasformare moneta nominale in potere d’acquisto. Vediamolo graficamente con dati reali (degli USA). La crescita nominale dello stipendio è indicata dalla linea rossa: siete contenti di vedere che vi hanno aumentato il salario orario da 2$ a quasi 6$ (nel grafico confrontate gli anni “70 con il 2000)? Se rispondete sì allora soffrite di “illusione monetaria” (ma qui stiamo analizzando l’individuo walrasiano). Guardiamo la linea nera del potere d’acquisto. La linea nera, in effetti, informa che vi hanno ridotto lo stipendio. Infatti, negli anni “70 eravate più ricchi (i.e. potevate comprare più cose). Ciò si vede dal fatto che la linea nera è più bassa nel 2000 che negli anni “70. E in Italia? M. Bovi Pag. 34 M. Bovi Pag. 35 POSSIAMO ORA TORNARE ALLE VARIAZIONI DELL’EQUILIBRIO DI MERCATO DALLE TABELLE PRECEDENTI SAPPIAMO CHE: Il prezzo reale delle uova (USA), nel periodo 1970-1998, è diminuito del 59%. Perché? L'offerta è cresciuta per effetto della meccanizzazione degli allevamenti e della riduzione dei costi La domanda è diminuita per effetto della maggior attenzione alle scelte alimentari per motivi di salute (colesterolo, …) Il prezzo reale dell'istruzione universitaria, nel periodo 1970-1998, è aumentato dell’81%. Perché? L'offerta è diminuita per effetto dei maggiori costi (investimenti per aule, laboratori e biblioteche; stipendi dei docenti statunitensi) La domanda è aumentata per effetto di una maggior percentuale di diplomati che proseguono gli studi FISSIAMO LE IDEE CON L’AUSILIO DI DUE GRAFICI: M. Bovi Pag. 36 M. Bovi Pag. 37 ABBIAMO DETTO CHE LE CURVE DI DOMANDA E DI OFFERTA Si spostano se cambiano i valori di certe variabili e che Le coppie Q;P che le formano dipendono dalle nostre scelte. ANALIZZIAMO PIU’ IN DETTAGLIO L’INCLINAZIONE DELLE CURVE, STUDIANDO COME SONO LEGATI PREZZI E QUANTITA’: L’ELASTICITA’ MISURA LA SENSIBILITA’ DI UNA VARIABILE RISPETTO AD UN’ALTRA VARIABILE. INIZIAMO CON L’ELASTICITA’ DELLA DOMANDA: LA MIA DOMANDA DI UN BENE/SERVIZIO VARIA QUANDO VARIA 1. IL SUO PREZZO E/O 2. IL MIO REDDITO E/O 3. LA MIA (SPESA=)DOMANDA DI UN ALTRO BENE/SERVIZIO M. Bovi Pag. 38 ELASTICITA’ DELLA DOMANDA AL PREZZO: OVVERO: Fate degli esempi per vedere se avete capito che le precedenti espressioni sono davvero equivalenti. Vedrete che è utile. M. Bovi Pag. 39 M. Bovi Pag. 40 Richiamo di Matematica: Calcolo della pendenza della retta Quando non se ne conosce l'equazione, per calcolare la pendenza di una retta bastano due punti appartenenti a quella retta: (x1; y1) e (x2; y2). La formula utilizzata per calcolare In termini grafici, possiamo utilizzare la la pendenza, dati due punti, è: seguente rappresentazione: Esempio: Consideriamo i due punti (15; 8) e (10; 7) di una data retta. 1. Prima operazione: Individuare due punti della data retta. Nell'esempio, i due punti appartenenti alla retta sono: (15; 8) e (10; 7). 2. Seconda operazione: Denominarne uno (x ; y ) e l'altro (x ; y ). Non ha importanza il modo in cui viene attribuita la denominazione: supponiamo che il punto (15; 8) sia (x ; y ) e che il punto (10; 7) sia (x ; y ). 1 2 M. Bovi 2 1 2 1 2 1 Pag. 41 3. Terza operazione: Utilizzare la formula della pendenza per effettuarne il calcolo. Completata la seconda operazione, possiamo calcolare la pendenza utilizzando la formula della pendenza: Abbiamo detto che non ha importanza quale punto decidiamo di denominare (x ; y ) e quale (x ; y ). Verifichiamo se è vero. 1 2 1 2 Scambiamo la denominazione attribuita in precedenza ai due punti considerati: adesso denominiamo (x ; y ) il punto (15; 8) e (x ; y ) il punto (10; 7) e sostituiamoli nella formula della pendenza. 1 1 2 2 Come si vede, abbiamo ottenuto lo stesso risultato di prima. E se conosco l’equazione? (equazione della retta: y=a+bx. NB: se è una Domanda => b<0). Esempio semplice con a=0, b=2 => y=2x => pendenza = y/x =2. Infatti, visivamente: M. Bovi Pag. 42 NB la pendenza NON coincide con l’elasticità: la pendenza dipende dal rapporto tra valori assoluti: (y/x) l’elasticità dipende dal rapporto tra valori percentuali: (%y/%x)=[(y/y)/(x/x)] Pensateci bene prima di dire che una curva molto inclinata vuol dire grande rigidità! Comunque, come già detto, per cui, se le variazioni sono piccole - e cioè se (Q/P)~pendenza - allora si può scrivere che Ep=(P/Q)*pendenza => Ep ha una certa relazione con la pendenza. Detto ciò, la pendenza di una retta è costante (e pari a (y/x)=b=coeff. angolare), mentre ora vedremo che l’elasticità di una domanda lineare varia in ogni suo punto. M. Bovi Pag. 43 Vale la pena soffermarci su ogni singolo aspetto del seguente grafico e fare tutti i calcoli indicati. Nel riquadro E=-1 ricordate che Q=a+bP; (Q/P)=b=-2; P=2. Per cui, sostituendo, P=-a/2b viene proprio -1 come da ipotesi iniziale. Notate che verrebbe +1 ma, come detto, qui il segno conta poco: dell’elasticità a noi interessa solo il valore assoluto poiché è questo che ci dice se c’è elasticità o meno (ripeto: minore di 1 => rigida). NB Elasticità infinita quando la retta tocca l’asse P. Perché? Risp: perché in quel punto il denominatore è zero: Ep=(P/Q)*(Q/P) Un discorso simile spiega perché Ep=0. M. Bovi Pag. 44 La retta ha pendenza costante e diverse elasticità in ogni suo punto. L’iperbole equilatera (equazione: Q=aP-y) ha pendenza variabile e la stessa elasticità in ogni suo punto: Graficamente: M. Bovi Pag. 45 SE AUMENTA IL PREZZO DELL’ANANAS E A ME PIACE ANCHE IL KIWI (BENE SUCCEDANEO ALL’ANANAS), ALLORA L’AUMENTO DEL PREZZO DELL’ANANAS PROVOCA UN FORTE CALO NELLA MIA DOMANDA DI ANANAS PERCHE’ LO SOSTITUISCO COL KIWI: LA MIA DOMANDA E’ ELASTICA. SE AUMENTA IL PREZZO DELL’ANANAS E A ME PIACE SOLO L’ANANAS, ALLORA L’AUMENTO DEL PREZZO DELL’ANANAS NON PROVOCA UN FORTE CALO NELLA MIA DOMANDA DI ANANAS: LA MIA DOMANDA E’ ANELASTICA(=RIGIDA). PER UNA PICCOLISSIMA VARIAZIONE DEL PREZZO: DOMANDA → 0 (P>0) DOMANDA → ∞ (P<0) M. Bovi Pag. 46 QUALUNQUE AUMENTO DEL PREZZO NON INFLUENZA LA DOMANDA Ricordo ancora che dietro le curve ci siamo noi e i nostri gusti: PER AVERE QUEL BENE (INSOSTITUIBILE) CHE MI SERVE/PIACE COSÌ TANTO SONO DISPOSTO A PAGARE PREZZI ANCHE ALTI. M. Bovi Pag. 47 ELASTICITA’ RISPETTO AL REDDITO (R) ELASTICITA’ RISPETTO AD UN ALTRO BENE NB il punto di riferimento è sempre un aumento dell'1%. E' così per agevolare i confronti. BENI SOSTITUTI: sono beni economici in grado di soddisfare un medesimo bisogno del consumatore, il quale è del tutto indifferente nella scelta dell'uno o dell'altro. Es. BURRO-MARGARINA M. Bovi Pag. 48 BENI COMPLEMENTARI: sono beni economici utilizzati in modo congiunto per la soddisfazione di un determinato bisogno. Es. ZUCCHERO-LATTE. Esempio più estremo: GUANTO DESTRO E SINISTRO. M. Bovi Pag. 49 ELASTICITA’ DELL’OFFERTA M. Bovi Pag. 50 Uno staio = 18,20 LITRI Mettendo P* nell’equazione della D, confermiamo che Q*=2630. M. Bovi Pag. 51 PERTANTO, CALCOLATA PER P=4, L’ELASTICITA’ AL PREZZO DELLA DOMANDA (E PD ) CRESCE DA 0.35 A 0.43 (aumenta il P => si “sale” lungo la D). PER MEMORIA: per piccoli incrementi, l'elasticità è pari a: pendenza*(P/Q). La pendenza nella retta è costante => è ovvio che l'elasticità cresce con P. Se aumenta il prezzo di un bene a domanda anelastica se ne compra di più in termini nominali. Perché? Cercate di rispondere da soli. M. Bovi Pag. 52 Problemi di calcolo SAPPIAMO CHE IL VALORE DELL'ELASTICITÀ DIPENDE DAL PUNTO DELLA CURVA DI DOMANDA RISPETTO AL QUALE LA CALCOLIAMO QUESTO ELEMENTO È PARTICOLARMENTE RILEVANTE PER GRANDI VARIAZIONI DI PREZZO (I.E. PER GRANDI DP). IN ALTRE LEZIONI VEDREMO L’ERRORE DI APPROSSIMAZIONE. MA ABBIAMO ANCHE UN PROBLEMA DI INDETERMINATEZZA. ESEMPIO. SUPPONIAMO DI SAPERE CHE SE IL PREZZO AUMENTA DA 8 A 10 EURO (P = 2) => LA QUANTITA’ DOMANDATA CALA DA 6 A 4 (Q = -2) L' elasticità è: -0.333/0.25 = -1.33 oppure -0.50/0.20 = -2.5 Quale scegliere? Invero, nessuna delle due pare preferibile all’altra. L’indeterminatezza, dovuta al fatto che abbiamo due prezzi e due quantità rispetto alle quali calcolare l’elasticità, può essere risolta prendendo valori medi. Ovvero, M. Bovi Pag. 53 ESEMPIO. L’elasticità d’arco sarà ovviamente sempre minore dell’elasticità puntuale calcolata con i valori più alti e sempre maggiore dell’elasticità puntuale calcolata con i valori più bassi (non è detto, però, che sia proprio esattamente a metà tra i valori di queste due elasticità puntuali). M. Bovi Pag. 54 Elasticità di breve periodo (BP) e di lungo periodo (LP) DOMANDA Infatti nel breve periodo (che dura, diciamo, vari mesi) se: aumenta il P posso posporre l’acquisto di mobili, elettrodomestici, automobili, ecc. Insomma anche un piccolo aumento nel prezzo causa subito forti riduzioni nella domanda. Col passare del tempo, però, non posso evitare o di sostituire i vecchi beni o l’acquisto di nuovi beni. cala il P posso anticipare l’acquisto di mobili, elettrodomestici, automobili, ecc. Insomma anche un piccolo calo nel prezzo causa subito forti aumenti nella domanda. Col passare del tempo, però, non mi compro ulteriori beni (chi ha più di due cucine a casa?): mi tengo quelli che ho comprato in anticipo. M. Bovi Pag. 55 Sono proprio questi comportamenti che hanno reso le “politiche di rottamazione” (che fanno calare il P) un gioco a somma zero (QLP=0). Il seguente grafico mostra come l’anticipo/rinvio incide sull’elasticità: a parità di variazione di P, nel breve periodo la D varia in modo maggiore che nel lungo. DBP=Domanda di Breve Periodo DLP=Domanda di Lungo Periodo Quantità E’ forse utile menzionare che, in Economia: il breve periodo è anche detto periodo degli “aggiustamenti parziali” il lungo periodo è anche detto periodo degli “aggiustamenti completi” M. Bovi Pag. 56 Esempio: Acquisto di benzina (non durevole) e di automobili (durevoli). Aumenta il reddito: Benzina. E’ vero, sono più ricco. Però all’inizio (breve periodo) difficilmente riesco a cambiare abitudini di guida (ciò vale anche per le abitudini a tavola, ecc.). Nel lungo invece sì. Per cui, l’elasticità al reddito della domanda di benzina (alimentari,…) è più grande nel lungo che nel breve. Automobili. E’ vero, sono più ricco. Perciò all’inizio (breve periodo) mi compro subito una bella macchina nuova. Nel lungo periodo, invece, gli acquisti si fanno in base alla necessità di sostituzione del veicolo. Per cui l’elasticità al reddito della domanda di automobili è più grande nel breve che nel lungo periodo. M. Bovi Pag. 57 Questo nostro comportamento come consumatori si può chiaramente vedere nel seguente grafico: a differenza dei beni non durevoli (Pil o no devo comunque mangiare, fare il pieno,…), i consumi durevoli mostrano un andamento molto più variabile. Essi, cioè, alternano momenti (con alta Pil) di acquisti euforici a periodi (con bassa Pil) di acquisti piuttosto scarni: Come già detto e come vedremo meglio in seguito, il GDP=PIL è una misura del reddito. M. Bovi Pag. 58 Due tabelle del libro di testo in merito all’elasticità. Dati veri: I dati confermano quanto detto finora. M. Bovi Pag. 59 Elasticità di breve periodo (BP) e di lungo periodo (LP) OFFERTA (il rame secondario è quello già usato) Per avere un’idea delle elasticità, fissate P e vedete come varia Q confrontando BP e LP nei due mercati (a) e (b). IL MERCATO DEL CAFFE’ M. Bovi Pag. 60 Una siccità/gelata sposta S(=supply=O) a sinistra. Che succede a Q e P? BREVE PERIODO (vari mesi) L’offerta è verticale poiché, una volta piantato per produrre Q 0, nel breve termine non si può fare più niente per produrre di più. Nonostante quei P così alti, proprio non ci si riesce. Anche la D è quasi verticale: le abitudini (alimentari) non si cambiano dall’oggi al domani (specie nei beni con sostanze tipo la caffeina). Morale: P schizza in alto MEDIO PERIODO (circa un anno) M. Bovi Pag. 61 L’offerta non è più verticale poiché nel medio termine qualcosa in più la si può produrre. Stesso dicasi per la D. Morale: P inizia a calare LUNGO PERIODO (vari anni) L’offerta si appiattisce poiché nel lungo termine c’è la possibilità di adeguare l’offerta alla domanda e un singolo periodo con clima negativo non incide (ricordo: lungo periodo=adattamento totale) Morale: P torna al livello “normale” di pre-shock M. Bovi Pag. 62 CAPIRE E PREVEDERE LE DINAMICHE DEL MERCATO Riassumiamo il quadro teorico sviluppato finora: Domanda al volo: Perché nell’equilibrio ED=EO? In questo contesto, sappiamo che: M. Bovi Pag. 63 Sappiamo anche che: e che: M. Bovi Pag. 64 DALLA TEORIA ALLA REALTA’ USO LO SCHEMA TEORICO PER STUDIARE, USANDO VALORI VERI, IL MERCATO DEL RAME: POSSO CALCOLARE LE PENDENZE: M. Bovi Pag. 65 Notate che il valore trovato, 0.75, conferma il dato iniziale e, quindi, la correttezza dei calcoli. Di seguito vediamo il grafico di questo mercato in cui ho inserito i valori ottenuti: M. Bovi Pag. 66 Mt=milioni di tonnellate M. Bovi Pag. 67 VOLENDO CALCOLARE f , CI SERVONO ULTERIORI DATI: Per memoria: M. Bovi Pag. 68 Per cui: Volendo calcolare anche e ricordando che: abbiamo che: M. Bovi Pag. 69 MERCATO DEL RAME: ANDAMENTO STORICO DEL PREZZO La nostra Teoria ci aiuta ad interpretare le dinamiche. Prima però: IPOTESI (forte): L’OFFERTA DI RAME E’ COSTANTE PERIODO 1975-2003 Il prezzo cala poiché cala la domanda. La domanda cala per via: - della minor crescita di installazioni per l'energia - della presenza di sostituti (pensate, seppur recente, alla fibra ottica) PERIODO 2004-2012 Il prezzo cresce poiché cresce la domanda. La domanda cresce poiché: Il PIL dei paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) comincia a crescere a due cifre: per produrre ci vogliono molte materie prime. In Italia un effetto “secondario” dell’aumento del prezzo del rame è l’aumento dei furti dei cavi lungo le ferrovie (se una farfalla sbatte le ali in Cina, da noi c'è un uragano...). Osservate, comunque, il già noto effetto della crisi del 2008. M. Bovi Pag. 70 Previsione/prognosi: La D cala del 20%: quale effetto su P (ricordo: P=0.75)? La diminuzione di domanda del 20% implica che dobbiamo moltiplicare la funzione D per 0.8: M. Bovi Pag. 71