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XXIX CONFERENZA ITALIANA DI SCIENZE REGIONALI
UN MODELLO GIS PER IL TURISMO RELAZIONALE INTEGRATO: IL CASO DI MOTRIS
(Mappatura dell’Offerta di Turismo Relazionale Integrato in Sicilia)
F.Cernigliaro*, V.Lomolino**, F.Niceta***, A. Scianna****
*Dipartimento Città e Territorio - Facoltà di Architettura - Università degli Studi di Palermo, [email protected]
**Collaboratore esterno Collegio Universitario ARCES, [email protected] .
***Dipartimento di Rappresentazione - Facoltà di Ingegneria - Università degli Studi di Palermo, [email protected]
****C.N.R. DCSPI - Dipartimento di Rappresentazione, Università di Palermo, viale delle Scienze c/o Facoltà di
ingegneria, 90128 Palermo – tel. 091 7028734 – e-mail: [email protected]
SOMMARIO
Il presente lavoro documenta l’ulteriore sviluppo del progetto Motris, nell’ambito del quale è
stata eseguita la mappatura delle risorse turistiche del territorio e le conseguenti analisi, condotte
sulla base di un sistema informativo territoriale del quale si descrive il modello. In particolare,
nell’ambito della ricerca si colloca la creazione delle linee guida per la redazione di un modello
di GIS tale da supportare efficacemente lo studio dell’Offerta Turistica Relazionale Integrata in
Sicilia e le conseguenti attività. Lo strumento GIS, specificatamente messo a punto infatti,
permette di estrinsecare le relazioni spaziali e socio economiche tipiche di un processo come
quello del TRI (Turismo Relazionale Integrato). Una corretta metodologia per la costruzione del
SITT (Sistema Informativo Territoriale per il Turismo), prevede l’acquisizione dei dati territoriali
e la definizione puntuale delle loro caratteristiche intrinseche, così da poter considerare tali dati
attendibili. Tale metodologia apporta al progetto Motris un contributo fondamentale per la
conoscenza, in quanto permette di rilevare dinamiche evolutive e relazioni reali o potenziali tra
micro-centralità del territorio, mettendone in evidenza il relativo peso nel quadro delle risorse e
delle criticità locali. Il processo utilizzato per la realizzazione del SITT può fungere da linea
guida per l’acquisizione strutturata dei dati sul TRI, necessaria alla realizzazione di efficaci
proposte progettuali che assecondano lo sviluppo sostenibile del territorio.
1. INTRODUZIONE
1.1 Aspetti generali del progetto MOTRIS
Il progetto MOTRIS (Mappatura dell’Offerta di Turismo Relazionale Integrato in Sicilia) si
occupa di rilevare, mappare, far conoscere mettendo a sistema le “micro-centralità” del territorio
siciliano.
Per micro centralità intendiamo tutte quelle risorse del territorio che hanno una dimensione
ridotta (b&b, bagli, masserie, piccole aziende di artigianato locale ecc.) rispetto ai grandi villaggi
turistici gestiti dalle multinazionali e destinate ad un “turismo di massa”, una nozione
essenzialmente quantitativa, quindi, basata sulla proporzione di popolazione che fa turismo o
sulla dimensione dell’attività turistica, che bene richiama la letteratura sulla folla.
È utile definire pure cosa si intende per TURISMO RELAZIONALE INTEGRATO: forma di
turismo che privilegia le relazioni interpersonali e ambientali stimolando la sensibilità storico
culturale e la sostenibilità dello sviluppo nel dialogo tra offerente e ricevente e che integra i
settori produttivi e commerciali nella micro e media dimensione. Un turismo radicato nel
territorio che fa perno sulla micro impresa e che valorizza l’immenso patrimonio culturale e
naturalistico non soltanto nei grandi ma anche nei piccoli centri. Il Turismo Relazionale
Integrato, supera il tradizionale concetto di offerta e domanda turistica, privilegiando le relazioni
interpersonali e ambientali e stimolando la sensibilità storico culturale, nel dialogo tra offerente e
ricevente. Attraverso l’integrazione tra i settori produttivi della micro e media dimensione, con
l’ausilio delle tecnologie avanzate, persegue ed incoraggia lo sviluppo sostenibile. Un’offerta
turistica relazionale necessita pertanto di un adeguato mix di implementazioni tecniche, politiche
appropriate e soprattutto partecipazione sociale, intesa sia nel senso di partecipazione alle scelte
sia come partecipazione alla ricchezza prodotta.
In particolare esplichiamo l’acronimo MOTRIS che ben riassume gli obbiettivi di progetto:
Mappatura:
individuazione delle risorse locali e territoriali che qualificano l’offerta turistica della Sicilia in
chiave relazionale, orientata a costruire un sistema unitario di offerta turistica relazionale
regionale mediante la realizzazione di visioni progettuali condivise dagli attori locali, anche
tramite l’organizzazione di dati e informazioni e la sperimentazione di un modello di
informazione territoriale (GIS);
Offerta:
organizzazione e gestione delle risorse fisiche, delle infrastrutture e delle competenze presenti sul
territorio; promozione della concertazione pubblico/privato in grado di favorire lo sviluppo
sistemico di una rete integrata tra gli attori coinvolti;
Turismo:
valorizzazione della qualità del rapporto umano tra le “persone”, per superare la dicotomia tra
domanda ed offerta turistica tradizionale, attraverso una ”offerta” locale basata sulle risorse reali
dei territori;
Relazionale:
focalizzazione delle politiche di sviluppo sui soggetti locali, intesi nel loro insieme come: a)
capitale di comunità locale insostituibile che contribuisce alla valorizzazione delle relazioni
sociali e allo sviluppo delle risorse reali e b) dono da condividere e risorsa da valorizzare con un
continuo scambio solidale per l’integrazione tra cultura ed economia mantenendo prioritaria
l’attenzione alle relazioni umane.
Integrato:
approccio sperimentale di equilibrio tra azioni di governo e attivazione di processi di
governabilità orizzontale e verticale (governance), in un’ottica di transattività, dagli approcci
multi-disciplinari/multi-culturali a quelli trans-disciplinari/trans-culturali.
Sicilia
per la sua collocazione geografica e la sua storia multietnica si pone come fulcro per l’incontro
fra culture, civiltà e popoli, per lo sviluppo di relazioni nuove e di sinergie da attivare e per
diffondere un nuovo modo di intendere il turismo, attraverso la valorizzazione delle relazioni
interpersonali.
1.2 Linee di azione Motris
Il progetto MOTRIS si sviluppa attraverso tre linee di azione atte a sviluppare le problematiche
con diversi approcci: Ricerca, Formazione, Applicazione.
La Linea di Ricerca consiste nella sperimentazione innovativa di una metodologia da utilizzare
per costruire un capitale di conoscenze e competenze condivise a livello locale e regionale. La
ricerca si configura come un’attenzione critico-riflessiva continuamente orientata alle successive
attività della linea Applicazione, secondo un’articolazione del progetto in una prospettiva di
Ricerca-Azione.
La ricerca si realizzerà tramite: a) la definizione di una metodologia innovativa comune per la
mappatura dell’offerta turistica relazionale integrata della Sicilia; b) un percorso metodologico
condiviso, contemporaneamente e contestualmente, con aree campione esterne su cui verificare il
respiro mediterraneo della forma di sviluppo proposta (in primo luogo l’Egitto, partner
privilegiato dal lungo confronto avviato dal 1996, ma assieme ad altre aree del bacino: Malta,
Tunisia, Spagna, ecc.).
Le linee di ricerca in atto tendono a sfociare su un campo trans-disciplinare, giovandosi anche
delle esperienze “formative” e “applicative”.
La Linea della formazione Uno degli aspetti determinanti, ritenuto strutturante per la costruzione
del processo metodologico descritto, è quello della formazione/(in)formazione di tutti gli attori
chiamati in causa, ai vari e diversi livelli di partecipazione istituzionale, imprenditoriale e sociale.
Lo scopo è quello di formare nuove figure professionali che, ai diversi livelli di azione e
responsabilità, siano in grado di partecipare alla costruzione di una strategia di sviluppo
condivisa, di creare, consolidare ed organizzare i necessari collegamenti fra attori pubblici e
privati e promuovere l’erogazione di un insieme di servizi con elevata componente immateriale.
Figure professionali che possano operare, come imprenditori, liberi professionisti o all’interno di
sistemi turistici locali o distretti con caratteristiche relazionali, per la promozione di prodotti
innovativi sempre più basati sulle persone e sugli asset intangibili presenti nei territori di
riferimento.
La Linea Applicazione si pone l’obiettivo di creare sinergie fra gli attori istituzionali coinvolti
(Amministrazioni ed Enti Locali) e i nuclei di attori privati riuniti nei “Club d’Area”, che
aggregano tra le altre micro-imprese del settore ricettivo, delle produzioni tipiche dell’agricoltura,
dell’artigianato locale e dei servizi, in linea con i principi di MOTRIS.
Obiettivi della linea sono: a) attrezzare le aree pilota individuate nel territorio della regione con
strumenti di sviluppo locale endogeno e sostenibile che, a partire dal turismo contribuiscano alla
qualificazione dello sviluppo regionale complessivo; b) attivare una capillare animazione localeterritoriale finalizzata alla creazione di visioni progettuali partecipate e condivise a partire dalla
mappatura delle risorse locali per il turismo relazionale integrato; c) incentivare la nascita di
fondi chiusi come supporto finanziario sostenibile per la micro-imprenditoria locale; d)
promuovere sinergie tra gli attori locali finalizzate alla verticalizzazione delle produzioni tipiche;
e) mettere a punto le basi logico-operative per la creazione di un marchio regionale e di marchi
locali, fondati su complementarietà attive con le agenzie ed i partenariati locali.
In particolare la metodologia ed il modello Gis per il turismo relazionale integrato si colloca nella
prima fase del progetto, cioè nella linea della RICERCA dove il primo passo fondamentale è
conoscere e riconoscere le micro-centralità del territorio.
In quest’ottica, la mappatura del territorio finalizzata al TRI passa attraverso quattro fasi primarie
(acquisizione, strutturazione, analisi ed interpretazione dei dati) orientate alla realizzazione di
un’ultima fase di progettazione di possibili scenari futuri.
Nel caso del turismo relazionale integrato diventano fondamentali la mappatura di aziende anche
di irrilevante interesse o di altri punti spesso non definiti all’interno di livelli informativi di
produzione commerciale, come quelli inseriti nei comuni strumenti di navigazione stradale.
A partire da informazioni di normale diffusione, viene anche definito come questa informazione
deve essere esplicitata e proposta tramite strumenti GIS per il conseguimento degli obiettivi di
progetto.
La definizione spaziale dei dati contribuisce a conferire un carattere di relazionalità
all’informazione, se vista come avulsa dal contesto geografico.
Seguirà la fase della strutturazione e dell’analisi dei dati che, una volta riorganizzati, saranno
rappresentati per evidenziare le dinamiche territoriali in atto (carte dei sistemi insediativi,
infrastrutturali, ambientali, socio-economici).
Infine, approfondiremo la conoscenza delle cause e degli effetti di determinate azioni e politiche
già avviate nel tempo.
2. MODELLO CONCETTUALE DELLA BANCA DATI - PROGETTAZIONE DELLA
BANCA DATI:
2.1. Riflessione sulla strutturazione della banca dati in relazione alle finalità del progetto
L’analisi territoriale può essere di tipo razional-comprensivo o incrementale, vi sono altri modelli
esistenti, ma la conoscenza dei luoghi attraverso modelli concettuali passa principalmente dalle
suddette tipologie. Il modello razional-comprensivo punta alla conoscenza dei fenomeni
territoriali attraverso l’acquisizione di ogni singolo aspetto del territorio, siano essi dati sociali,
economici, demografici, politici, geografici, ecc. E’ evidente che un approccio onnicomprensivo
richiede una vastissima conoscenza dei fenomeni in atto sul territorio determinando una difficoltà
oggettiva nella acquisizione, gestione ed elaborazione dei dati e dei tempi di esercizio elevati. Di
contro un modello incrementale studia la realtà territoriale attraverso la raccolta di dati localizzati
non sull’intero territorio ma solo sull’area di studio. Tale procedimento garantisce l’acquisizione
e l’elaborazione dei dati con una migliore gestione delle risorse, ma potrebbe non garantire la
corretta valutazione dei fenomeni in atto sul territorio. Tali approcci concettuali si rendono
operativi attraverso la costruzione di banche dati, che rispondendo a precisi requisiti permettono
una restituzione grafica e/o modellistica della realtà. I database in questione, oltre a implementare
le informazioni geospaziali, permettono di creare una relazione tra i dati fenomenici e il dato
geografico, questa è determinata attraverso l’individuazione di un codice univoco, generalmente
chiamato ID. L’approccio che è stato adottato consente di implementare i dati secondo il processo
incrementale, ma la costruzione della banca dati è stata ottimizzata per raggiungere una visione
esaustiva dell’analisi territoriale. Il database in questione è stato strutturato puntando sulla
acquisizione dei dati inerenti principalmente ai settori turistici (movimento turistico, strutture
ricettive, ospitalità, ecc), delle PMI (artigianato, gastronomia, ecc), culturale (beni isolati, feste,
eventi, ecc), socio-economico (movimenti demografici, istruzione, ecc), geografici
(geomorfologici, aree naturali, ecc), infrastrutturale (reti idriche, elettriche, stradali, ferroviarie,
ecc).
Il vantaggio di avere strutturato dei database relazionali, sta proprio nel fatto che, essi ci
consentono di creare una o più relazioni tra di essi e di potere operare analisi geospaziali, tramite
interrogazione (Query) simultanea e di avere come output informazioni territoriali più efficienti
in grado di migliorare il sistema decisionale. Pertanto si è in grado di verificare quali possono
essere gli impatti di una risorsa territoriale, come le aree naturali, se vengono sottoposte a
pressioni, come da quelle antropiche. Un esempio può essere quello della individuazione di un
sito da destinare a discarica. La scelta viene elaborata per mezzo di operazioni di geo-processing,
che tenendo conto di una serie di parametri/indicatori (struttura geologica dei suoli, morfologia
del terreno, presenza di attività agricole, struttura viaria e flussi di spostamento, aree sottoposte a
vincolo, ecc) è in grado di stabilire la localizzazione ottimale, tenendo in considerazione lo stato,
gli impatti e le pressioni.
Pertanto si è lavorato nell’ottica di costruire un database in grado di poter strutturare i dati
geografici con i dati socio-economici, politici, culturali, come precedentemente è stato esposto.
L’operazione era finalizzata ad attivare processi di monitoraggio e di rilevamento dei dati. In
quanto a seguito della costruzione del database, si è predisposta una maschera di inserimento dati
utile ai tecnici comunali incaricati alle operazioni di rilevamento e analisi tecnico/descrittiva dei
dati. I dati da rilevati dai tecnici comunali fanno riferimento alla mappatura del territorio che si è
condotta per il progetto Motris, individuando beni culturali (bagli, casene, ville,ecc), beni
economici (imprese artigianali, eno-gastronomiche, agricole, ecc) e beni turistici (strutture
ricettive). I dati rilevati venivano inseriti mediante maschera di immissione e poi venivano
riversati all’interno di un server per costruire la banca dati finale, inoltre l’operazione di rilievo
eseguita dai tecnici comunali è stata eseguita limitando al minimo le valutazioni di tipo
qualitativo, ma puntando prevalentemente su dati e informazioni di tipo quantitativo. La
discrezionalità dell’informazione del dato è un’operazione delicata, potrebbero generarsi
valutazioni non significative se i dati rilevati non presentano valori congruenti, la congruenza del
dato e la possibilità di effettuare operazioni di confronto sono fondamentali per una corretta
costruzione della banca dati.
Il primo step fondamentale per la creazione della banca dati ed il suo popolamento è la creazione
della struttura e della relativa maschera che permetterà l’immissione - inserimento dei dati
territoriali.
Tale maschera conterrà tutte le informazioni relative ad ubicazione, stato di conservazione,
dimensioni, accessibilità ecc,
È necessario inoltre inserire dei campi che contengano le coordinate Nord ed EST e che
identificheranno univocamente le micro centralità individuate durante i rilievi di campagna.
3. COSTRUZIONE DELLE TAVOLE IN RELAZIONE AI DATI ARCHIVIATI:
3.1. Modalità di strutturazione delle tavole e presentazione dei dati
Le tavole che sono presentate in questo progetto si distinguono in due famiglie:
la prima famiglia raccoglie tutti i dati relativi alle caratteristiche del territorio quali ad esempio
geomorfologia, idrografia, infrastrutture ecc.
La conoscenza del territorio è preliminare alla progettazione. Il nostro lavoro ci ha visto coinvolti
in una prima fase di analisi del contesto, abbiamo raccolto i dati geologici, i dati morfologici, i
dati idrografici e infrastrutturali. Tutto ciò, ci ha permesso di elaborare delle cartografie
tematiche, che sono la base di qualsiasi valutazione sulle potenzialità di una o più aree di
progetto. Pensiamo infatti a quanto può essere importante conoscere l’orografia di un luogo, se
esso è accessibile e con quale grado di difficoltà, se esso è già servito da una infrastruttura, come
una strada, una ferrovia, e nel qual caso, che tipo di strada, se è una strada a scorrimento veloce o
se è una semplice trazzera, se essendo un luogo di grande attrazione ha necessità di un
potenziamento delle vie di accesso o viceversa se essendo un luogo da tutelare ha necessità di una
deviazione di un percorso esistente.. Questa conoscenza può essere fondamentale per lo sviluppo
di un territorio e per la corretta dislocazione di un’area industriale, o di una struttura alberghiera,
se siamo nelle vicinanze di una particolare area di pregio naturalistico ed è opportuno creare un
percorso nuovo per la cultura di questi luoghi, o se è opportuno non alterare l’habitat con alcuna
opera infrastrutturale.
Ecco perché questo lavoro è stato svolto in primis ad una scala territoriale, in modo tale da avere
una visione di contesto completa ed esaustiva dei luoghi e poi e stato svolto prima di svolgere
qualsiasi altro genere di analisi, dalla socio-economica alla demografica.
Figura 1 Uso del suolo
Figura 2 Geomorfologia
Figura 3 Aree di interesse naturalistico
Figura 4 Infrastrutture
Figura 5 Beni Sparsi
La seconda famiglia di tavole invece rappresenta graficamente una batteria di dati statistici
rielaborati e strutturati graficamente in modo da individuare le dinamiche demografiche,
industriali ed agricole del territorio oggetto di studio.
Come descritto precedentemente, il database realizzato ha permesso di avere una grossa quantità
di dati relativamente sugli aspetti socio-economici, culturali e turistici. L’acquisizione di tali
informazioni è stata determinante per capire lo stato in atto del territorio, oggetto di studio. Ma
per poter formulare un giudizio più congruo, i dati presi in considerazione sono stati valutati in
funzione delle loro serie storiche. Pertanto si è analizzato l’andamento socio-economico, culturale
e turistico dell’area oggetto di studio attraverso il confronto delle serie storiche. Lo studio, così
condotto, ha permesso di comprendere le dinamiche in atto e di ricercare quali erano state le
cause di determinati fenomeni. Per esempio l’aggregazione (o la separazione) di due comuni, in
un preciso anno, determina un improvviso aumento (decremento) del dato demografico in
relazione alla costituzione del nuovo comune. Il dato preso in considerazione può sembrare
banale, ma in una visione globale del fenomeno demografico potrebbe assumere significati
rilevanti. Un fenomeno che ricorre spesso nell’area oggetto di studio, è dato dallo spopolamento
dei territori interni e da un incremento della popolazione dei territori costieri, lo stesso andamento
si rileva nella valutazione delle unità edilizie. Se il dato sulle unità edilizie, dei territori costiere,
viene considerato in funzione del ruolo che gli stessi comuni svolgono nelle stagioni estive, si
comprende che l’analisi và raffinata e valutata in un’ottica complessiva, dove le diverse
dinamiche (popolazione e turismo) in atto incrementano la complessità.
Qualche esempio delle elaborazioni fatte le troviamo in figura (figure da 6 a 9)
Figura 6
Figura 7
Figura 8
Figura 9
Le analisi e le valutazioni che sono state portate avanti dimostrano come i territori oggetto di
studio presentano valori medio bassi in relazione allo sviluppo industriale, mentre presentano
qualche eccellenza in merito alle piccole medie imprese determinato dalla presenza di attività
artigianale particolarmente vivaci. L’analisi descritta è stata ottenuta attraverso la costruzione di
carte tematiche e con operazioni di geo-processing. Dopo aver strutturato il database, la fase
successiva ha visto la preparazione e la costruzione di rappresentazioni grafiche (raster) in grado
di poter restituire attraverso operazioni di map-algebra le dinamiche territoriali in atto. Infatti
assegnando ad ogni pixel (in carta) un valore pre-ordinato e operando con funzioni di mapalgebra si è in grado di ottenere nuove carte tematiche generate dal processo di sommatoria,
moltiplicazione, sottrazione, ecc. Tali operazioni, eseguite con software dedicati, permettono di
valutare se gli impatti e le pressioni in atto sono compatibili con il territorio oggetto di studio e di
valutare i pesi e le gerarchie dei fenomeni.
4. ANALISI ED INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI:
4.1. La scala di analisi
La scala di osservazione del territorio è uno degli aspetti che fortemente caratterizzano le
elaborazioni che possono essere condotte tramite un GIS.
Il punto di partenza della anali sono strati tematici diversi a scale cartografiche grandi, cioè ad
elevato livello di dettaglio, ma parzializzabili in relazione alla variazione di scala richiesta per
l’esecuzione delle diverse analisi; tale possibilità - di parzializzazione - permetterà di eliminare,
col passaggio ad una scala territoriale più ampia (per una visione più generale del territorio), tutti
quei particolari che non sono interessanti per la scala di osservazione ed analisi prescelta per
l’area in esame.
L’operazione necessaria in questo caso è la derivazione o semplificazione cartografica che
consiste, in parte, nella parzializzazione della banca dati (derivazione di primo livello) ma anche
nella conduzione di elaborazioni tendenti a ricavare informazioni più generali con operazioni di
accorpamento geometrico e/o semantico degli oggetti territoriali (derivazione di secondo livello);
in tal senso è anche possibile modificare la rappresentazione geometrica degli oggetti territoriali,
come ad esempio la trasformazione dei perimetri dei centri abitati (poligoni) in elementi a
carattere puntuale da utilizzare poi come nodi in un sistema di connessioni fra gli stessi centri
abitati.
Ma poiché i processi di derivazione cartografica del secondo tipo possono risultare complessi e
lunghi, allora generalmente conveniente strutturare la banca dati in modo che l’eventuale
processo di derivazione risulti semplificato; questo significa poter eseguire la derivazione
basando le operazioni sulla selezione di attributi sia geometrici che semantici a mezzo di query
spaziali o miste ed operazioni spaziali booleane (intersezione, unione, differenza). Questi aspetti
sono stati tenuti in conto nella progettazione della banca dati di Motris, al fine di condurre le
elaborazioni richieste, trattate nel paragrafo seguente.
4.2. Le elaborazioni GIS
La realizzazione di una banca dati GIS e l’analisi del territorio tramite essa possono essere viste
come un’operazioni simile a quella di realizzazione di analisi radiografiche.
La banca dati deve essere opportunamente realizzata affinché possa permettere l’esecuzione delle
elaborazioni richieste (è un po’ come preparare il paziente per la successiva radiografia); quindi a
questa fase segue quella di elaborazione ed analisi dei risultati (simile all’esecuzione delle
radiografie ed alla loro interpretazione da consegnare successivamente al medico per la cura) che
saranno poi messi a disposizione del pianificatore o progettista del territorio.
In generale si ritiene si possano condurre una serie di analisi numeriche di tipo oggettivo, basate
sulle funzioni messo oggi a disposizione dai software GIS, che possano essere poi la base per le
soggettive scelte progettuali.
Tali analisi possono venirsi a configurare come delle procedure vere e prorie, non del tutto
codificate, ma abbastanza simile nella loro essenza, come nel caso del TRI e del progetto Motris
in particolare. Il progetto in questione riguarda tre territori con problematiche diverse ma la parte
delle analisi GIS è per certi apsetti simile. In questo paragrafo per brevità si fa riferimento al
comprensorio del parco dei Nebrodi.
4.3. Lo studio morfologico del territorio
Il punto di partenza è l’analisi morfologica del territorio. Tramite il GIS a partire dal DTM
vengono generati il DEM e la mappa delle pendenze (quest’ultima da un’idea dell’acclività del
terreno).
Dal DEM possono essere poi generate le mappe dei crinali e delle valli, la cui presenze in
relazione alle pendenze può influire sulla percorribilità del territorio.
Ad esempio dall’aspect map derivata dal DEM, si ha un’idea abbastanza immediata della
conformazione plano-altimetrica del territorio, che nel nostro caso è costituito da rilievi
intervallati a profondi solchi che si sviluppano in direzione Nord.-Sud.
E’ evidente che una morfologia come quella riscontrata può costiere un intralcio alla facile
conoscenza del territorio per effetto della sua difficile percorribilità. Questo significa anche che il
raggiungimento in tempi relativamente brevi di alcuni centri abitati, da altri che stanno su vallate
e crinali differenti è impossibile e che possibilmente i centri principali da cui partire per la visita
del territorio sono quelli costieri, disposti in una zona abbastanza pianeggiante della fascia
costiera, percorribile anche da mezzi alternativi come biciclette, bici elettriche e piccoli scooter.
Direttamente all’analisi morfologica è connessa l’individuazione di quei centri abitati che
possono essere i nodi principali per l’esplorazione del territorio, nodi che potranno essere
potenziati con le realizzazione di nuove infrastrutture adatte per la promozione del turismo
relazionale. A tal fine è utile la costruzione della mappa delle connessioni
4.4. Mappa delle connessioni
Una possibile analisi che permette di valutare le possibilità di sviluppo del TRI è basata
sull’analisi delle connessioni. A tal fine è necessario strutturare un livello informativo relativo ai
centri abitati, che costituiranno i nodi della rete di connessioni all’interno della nostra area
interessata dal TRI.
Potremmo definire le connessioni come dirette ed indirette
Saranno dirette quelle relative ai casi in cui i punti centrali del territorio sono direttamente
collegati, indirette quelle relative ai casi in cui per raggiungere un’area o un punto di interesse è
necessario passare per altri centri o nodi. I centri abitati funzionali alla permanenza del turista
potranno in genere essere quelli ai quali si attestano il maggior numero di archi che connettono
tali centri con altri centri abitati dell’area. Ovviamente tale possibilità sarà verificata per quei
centri abitati all’interno dei quali o nella cui prossimità si avranno strutture ricettive adatte (bagli
e casali sedi di piccoli alberghi o bed and breakfast) o abitazioni con un elevato rapporto
superficie o vani / numeri di abitanti (queste ultime informazioni fanno parte degli attributi
associati ai centri abitati).
4.5. I sistemi di trasporto
Altra operazione fondamentale è quella della strutturazione ed implementazione della base dati
sui sistemi di trasporto; per lo sviluppo del turismo relazionale è fondamentale l’esistenza delle
ottimali vie d’accesso all’area, nonché la presenza di viabilità interna atta a permettere lo
spostamento con mezzi diversi all’interno dell’area.
La banca dati GIS deve contenere livelli informativi relativi alle infrastrutture di trasporto (strade,
ferrovie, aeroporti, porti) utili per l’accesso all’area, così come infrastrutture di livello o
importanza inferiore, come strade locali, ferrovie a scartamento ridotto, sentieri e trazzere che
potranno essere percorse anche con mezzi non convenzionali.
Ovviamente nel caso specifico devono esistere linee di trasporto pubblico, poiché il turista
relazionale può utilizzare mezzi propri, ma anche i mezzi pubblici che gli consentano di
percorrere il territorio, su strade locali attraverso le quali il turista può penetrare meglio nei
segreti del territorio stesso; anzi il turista rifugge i mezzi che percorrono strade di grande
comunicazione ed autostrade percorrendo le quali non si ha modo di esplorare il territorio.
L’esportazione del territorio è resa più interessante, richiama ovviamente più turisti quanto
maggiore è la presenza di emergenze culturali ed ambientali e di tipicità tradizionali del settore
artigianale e/o agro-alimentare.
A tal proposito una delle operazioni più importanti è la mappatura di tali emergenze che sono
quelle che danno forza al territorio, nel senso che sono i suoi elementi di attrazione.
Potranno essere allora prodotte altre mappe tematiche che mostrano il livello di importanza di
un’area in funzione delle emergenze culturali e ambientali, insieme con le infrastrutture a
supporto della loro fruizione.
Così facendo la banca dati si accresce di nuove mappe che infine potranno essere confrontate
tramite strumenti GIS dotati di map-calculator (strumenti di map algebra) per l’esecuzione di
analisi incrociate che permetteranno di valutare la reale suscettibilità di un territorio per lo
sviluppo del turismo relazionale integrato mostrando anche in forma grafica quelli che sono i
punti di forza ma anche quegli aspetti che presentano delle carenze, che potranno essere risolte
dagli enti preposti allo sviluppo locale.
5. RIFLESSIONI E SVILUPPI FUTURI.
I software GIS sono certamente un utilissimo strumento, per l’analisi del territorio e quindi della
sua suscettibilità ad uno sviluppo turistico relazione e integrato.
Certamente fondamentale per condurre le elaborazioni richieste è l’esistenza di informazioni
omogenee, trasposte in formati standard intelligibili dai più comuni software GIS, tali da
permettere la riduzione dei tempi di analisi del territorio. Trattasi ovviamente di informazioni di
dettaglio, di competenza di enti locali o di sviluppo locale, associazioni per la promozione del
territorio, informazioni che al momento sono sempre difficilmente attingibili e talvolta non
archiviate in modo strutturato.
L’esperimento qui condotto è un tentativo per delineare i contenuti della banca dati GIS a
supporto del turismo relazionale integrato. La conduzione delle diverse elaborazioni potrà essere
resa possibile dall’esistenza di specifiche funzioni sviluppate come estensione dei software GIS
che sono anche obiettivo dei componenti del gruppo di ricerca del progetto Motris
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