UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI Procedura di valutazione comparativa per la copertura di n. 1 posto di professore ordinario per il Settore scientifico disciplinare BIO/09 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia-Università di Bari – IV tornata 2001 (Bando emesso con D.R. n. 9901 del 27/09/2001, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. – S.O. – IV Serie Speciale n. 80 del 09/10/2001). SECONDA RIUNIONE Il giorno 20 giugno 2002 alle ore 17.00 presso il Dipartimento di Farmacologia e Fisiologia umana dell’Università di Bari, si è riunita la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa come sopra indicata, nominata con decreto rettorale n 2173 del 04/03/2002, pubblicato nella G.U.-IV Serie Speciale n 23° del 22/03/02, per procedere alla valutazione dei titoli e dei curricula complessivi dei candidati. Risultano presenti i seguenti commissari: RIZZOLATTI Giacomo - Presidente AZZENA Gian Battista DI BENEDETTA Carlo SPIDALIERI Giuseppe DE LUCA Bruno - Segretario La Commissione prende atto della rinuncia alla presente valutazione del candidato Michele Zoli pervenuta alla università di Bari il 28 Maggio 2002. La Commissione procede all’apertura dei plichi trasmessi dal Settore preposto contenente i titoli, le pubblicazioni ed i curricula presentati dai candidati. Indi la Commissione, tenendo presente i criteri di massima già stabiliti nella precedente riunione del giorno 03/05/02, procede alla valutazione degli stessi. Dopodiché, il Presidente invita ogni componente a formulare il giudizio individuale nonché quello collegiale della Commissione nei riguardi di ciascun candidato, come da allegati 1-9 che faranno parte integrante dei successivi verbali La seduta è tolta alle ore 18.00 e la Commissione si riconvoca per il giorno 21 alle ore 09.00. Letto, approvato e sottoscritto. La Commissione: Prof. Giacomo RIZZOLATTI Prof. Gian-Battista AZZENA Prof. Carlo DI BENEDETTA Prof. Giuseppe SPIDALIERI Prof. Bruno DE LUCA Bari, Presidente Componente Componente Componente Segretario li _________________________________ _________________________________ _________________________________ _________________________________ _________________________________ 20/06/2002 UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI Procedura di valutazione comparativa per la copertura di n. 1 posto di professore ordinario per il Settore scientifico disciplinare BIO/09 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia-Università di Bari – IV tornata 2001 (Bando emesso con D.R. n. 9901 del 27/09/2001, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. – S.O. – IV Serie Speciale n. 80 del 09/10/2001). TERZA RIUNIONE Il giorno 21 giugno 2002 alle ore 9.00 presso il Dipartimento di Farmacologia e Fisiologia umana dell’Università di Bari, si è riunita la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa come sopra indicata, nominata con decreto rettorale n 2173 del 04/03/2002, pubblicato nella G.U.-IV Serie Speciale n 23° del 22/03/02, per procedere alla valutazione dei titoli e dei curricula complessivi dei candidati. Risultano presenti i seguenti commissari: RIZZOLATTI Giacomo - Presidente AZZENA Gian Battista DI BENEDETTA Carlo SPIDALIERI Giuseppe DE LUCA Bruno - Segretario Dall’analisi dei fascicoli dei singoli candidati si rileva che vi sono pubblicazioni redatte in collaborazione con membri della Commissione e che queste possono essere valutate solo se rispondenti ai criteri individuati nella prima riunione. La Commissione valuta quindi l'apporto dei singoli coautori alle pubblicazioni presentate dai candidati che risultino essere svolte con componenti della Commissione. La Commissione constata che il prof Claudio Grassi ha presentato 5 pubblicazioni in collaborazione con il prof. Azzena, il prof. Giuseppe Luppino 11 con il prof. Rizzolatti, la professoressa Diana Troiani 2 con il prof. Azzena ed il prof. Francesco Vitiello 7 con il Prof. Di Benedetta. Il Prof. Azzena dichiara che gli articoli in collaborazione con Grassi rappresentano un’evoluzione fondamentale nella produzione scientifica di Grassi, il quale, interessandosi delle tematiche relative al ruolo dell’ossido nitrico nell’ambito del sistema nervoso centrale, ha sviluppato un’importante ed autonoma attività di ricerca i cui risultati compaiono su qualificati giornali internazionali. Il ruolo del prof. Grassi nella formulazione delle ipotesi di lavoro, nel disegno sperimentale e nella discussione dei risultati è stata sempre di grande rilevanza. Il prof. Azzena dichiara che le due pubblicazioni in collaborazione con la prof. Troiani costituiscono il risultato di un’integrazione di conoscenze già acquisite indipendentemente dal prof. Azzena e dalla professoressa stessa e che il contributo della medesima è stato fondamentale per il compimento della ricerca. Il Prof. Di Benedetta dichiara che gli articoli in collaborazione con il prof. Vitiello, la cui data di pubblicazione cade fra il 1977 ed il 1989, rappresentano il momento iniziale e, successivamente, un consolidamento della evoluzione scientifica che ha portato il Prof. Vitiello dallo studio dell’ontogenesi normale e patologica del sistema nervoso centrale, ed in particolare del cervelletto, verso un’attività di ricerca più centrata sull’analisi dei fattori che influenzano, in un sistema nervoso semplice quale quello di invertebrato, la formazione e la stabilizzazione dei contatti sinaptici. Il Prof. Di Benedetta dichiara che gli studi che il Prof. Vitiello ha portato avanti nel quadro della collaborazione contenevano già gli aspetti culturali e tecnici che il candidato avrebbe successivamente coltivato ed ampliato. Ciò è messo in luce dalla produzione scientifica globale del Prof. Vitiello che è da intendersi come evoluzione autonoma della tematica di ricerca iniziale, in cui l’apporto culturale e metodologico del Prof. Vitiello era già essenziale e rilevabile. Il Prof. Rizzolatti dichiara che il contributo del prof. Luppino nei lavori sperimentali eseguiti in collaborazione è stato fondamentale sia nell’ideazione degli esperimenti sia nella loro esecuzione e che tutta la parte anatomica è merito esclusivo del candidato. Per quanto riguarda i due lavori di rassegna scritti assieme al candidato (Neuron, 2001 e News Physiol. Sci. 2000), la parte concernente l’organizzazione anatomo-funzionale delle aree motorie è prevalentemente merito del candidato, mentre la parte sulle proprietà dei singoli neuroni è prevalentemente del dichiarante. La Commissione, dopo attenta analisi ed ampia discussione collegiale, accetta all’unanimità le dichiarazioni fornite dai commissari Azzena, Di Benedetta e Rizzolatti. Per quanto riguarda le pubblicazioni presentate dai candidati in collaborazione con autori esterni alla Commissione, dopo attenta ed analitica valutazione e dopo ampia ed approfondita discussione, la Commissione decide che l’apporto di ciascun candidato possa essere enucleato riservandosi di specificarlo nei giudizi, in analogia con quanto indicato per le pubblicazioni redatte in collaborazione con membri della commissione. La Commissione decide quindi di procedere alla redazione del curriculum dei candidati: 1.BELLUARDO NATALE 2.CASTELLANI LORIANA 3.CEVESE ANTONIO 4.GRASSI CLAUDIO 5.GRASSI FRANCESCA 6.IMERI LUCA 7.LUPPINO GIUSEPPE 8.TROIANI DIANA 9.VITIELLO FRANCESCO Tale relazione viene riportata nell’Allegato A che diventa parte integrante del presente verbale. La Commissione viene sciolta alle ore 11.30 e si riconvoca per il giorno 21.06.2002 alle ore 15 presso l’Università degli Studi di Bari-Dipartimento di Farmacologia e Fisiologia Umana. Letto, approvato e sottoscritto seduta stante. La Commissione: Prof. Giacomo RIZZOLATTI Prof. Gian Battista AZZENA Prof. Carlo DI BENEDETTA Prof. Giuseppe SPIDALIERI Prof. Bruno DE LUCA Bari, li 21/06/2002 Presidente _________________________________ Componente _________________________________ Componente _________________________________ Componente _________________________________ Componente _________________________________ ALLEGATO A CURRICULA DEI CANDIDATI Candidato: NATALE BELLUARDO Il Prof. Natale Belluardo, nato a Ispica (RG) il 22 novembre 1953, è dal 1998 Professore Associato di Fisiologia Umana presso l’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Palermo. Nel settembre 1976 si è laureato con lode in Scienze Biologiche presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di Catania. Dal 1978 al 1981 ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università di Catania in qualità di Borsista del Consiglio Nazionale delle Ricerche e nel 1981 ha conseguito l’idoneità a Ricercatore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania. Nella stessa Università, nel 1979, ha conseguito la Specializzazione in Microbiologia e, nel luglio 1984, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia. Tra il 1985 ed il 1990 il Prof. Belluardo ha trascorso brevi periodi di studio presso laboratori italiani; dal 1991 ad oggi, ha effettuato numerosi soggiorni all’estero presso il Laboratory of Molecular Neurobiology, Department of Medical Chemistry, e la Division of Cellular and Molecular Neurochemistry, Department of Neuroscience del Karolinska Institute, Stoccolma (Svezia). Per questi soggiorni ha usufruito di borse di studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Medical Research Council svedese. Nell'ambito della sua attività scientifica il Prof. Belluardo è stato titolare di fondi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di fondi di cofinanziamento MURST (ex-40%), di fondi della fondazione “Ake Wibergs Stiftelse” di Stoccolma e di fondi Telethon. Il Prof. Belluardo è stato invitato a partecipare in qualità di relatore a vari congressi nazionali ed internazionali ed ha tenuto seminari in Italia ed all'estero. Per quanto concerne l'attività didattica, dal 1977 al 1998 il Prof. Belluardo ha svolto esercitazioni pratiche e ha partecipato alle commissioni d'esame nell'ambito dei corsi di Fisiologia Generale per Scienze Biologiche e di Fisiologia Umana per Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Catania. Dall’anno accademico 1991/1992 è stato incaricato dell’insegnamento di Fisiologia Applicata per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania. Per l’anno accademico 1998/1999 gli sono stati affidati dal Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo l’incarico di insegnamento di Fisiologia Umana I e la supplenza per Fisiologia Umana II per il corso di laurea di Medicina e Chirurgia presso il polo didattico di Caltanissetta. Dall’anno accademico 1999/2000 gli sono stati affidati gli incarichi di insegnamento di Fisiologia Umana I e di Fisiologia Umana II per il corso di laurea di Medicina e Chirurgia presso lo stesso polo. Il Prof. Belluardo è titolare dell'insegnamento di Fisiologia in alcuni Diplomi Universitari e Scuole di Specializzazione. In una prima fase della sua carriera scientifica il Prof. Belluardo ha focalizzato la sua attenzione sul ruolo dell’ipotalamo nella regolazione dell’attività mitotica in tessuti normali e neoplastici e sulle interazioni funzionali fra sistema nervoso centrale, endocrino ed immunitario. Nell’ultimo decennio egli ha soprattutto studiato l’espressione e la regolazione di geni codificanti per fattori neurotrofici coinvolti nei processi di sviluppo, rigenerazione e plasticità neuronale, e nei processi di neuroprotezione contro insulti cerebrali. Si è inoltre interessato dei processi di regolazione di geni codificanti per proteine inibenti l’apoptosi. Candidata: LORIANA CASTELLANI La Prof.ssa Loriana Castellani, nata a Forano (RI) il 4 gennaio 1954, è dal 2001 Professore Associato di Fisiologia presso il Dipartimento di Scienza e Società del Corso di Laurea in Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Cassino. Nel 1977 si è laureata con lode in Fisica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Dal 1987 al 2001 la Prof.ssa Castellani è stata Ricercatore Confermato presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Dal 1978 al 1990 la Prof.ssa Castellani ha effettuato vari soggiorni di studio all’estero: dal 1978 al 1980 quale Postdoctoral fellow presso la Biophysics Unit del King’s College, Londra; dal 1980 al 1985 quale Postdoctoral fellow presso il Rosenstiel Center della Brandeis University, Waltham, MA (Stati Uniti); dal 1985 al 1990 quale Sr. Research Associate e nei mesi estivi degli anni dal 1991 al 1994 quale Visiting Scientist presso lo stesso centro. Dal 1978 al 1985 la Prof.ssa Castellani ha usufruito di varie borse di studio in Italia ed all’estero. La Prof.ssa Castellani è stata invitata a tenere seminari presso centri di ricerca italiani e stranieri ed ha coordinato varie unità operative di ricerca finanziate dal National Institute of Health, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal Comitato Promotore Telethon e dal MIUR. L'attività didattica della Prof.ssa Castellani si è svolta, dal 1978 al 1990, presso la Biophysics Unit del King’s College, London, ed il Rosenstiel Center della Brandeis University, Waltham, MA. Dal 1991 a tutt’oggi è stata docente nel corso integrato di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ed ha fatto parte delle commissioni d’esame per lo stesso corso. Dal 1995 è stata incaricata di insegnamenti presso Diplomi universitari e dal 2000 è docente e membro della commissione d’esame nel corso integrato di Fisiologia presso la Facoltà di Ingegneria (Laurea in Ingegneria Medica) dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Il principale filone di ricerca della Prof.ssa Castellani concerne lo studio delle caratteristiche strutturali di alcune proteine del muscolo, e la correlazione fra la struttura e le loro funzioni. Nel corso degli anni la Prof.ssa Castellani si è focalizzata sulle proteine leganti l’actina, sulle proteine leganti il calcio, su alcune proteine del reticolo sarcoplasmatico (canali per il calcio, pompa CaATPasi), sulle proteine giganti leganti la miosina, di cui ha contribuito a dimostrare l’espressione, oltre che nel muscolo di vertebrato, anche in quello di invertebrato. Altri filoni di ricerca hanno interessato lo studio dell’organizzazione dell’apparato contrattile nel muscolo scheletrico e i meccanismi di mantenimento dello stato differenziato e quello della tossicità da glutammato su granuli cerebellari in coltura. Candidato: ANTONIO CEVESE Il Prof. Antonio Cevese, nato a Padova il 12 dicembre 1944 e laureatosi con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Torino nel 1969, è Professore Associato di Fisiologia Umana presso l'Università degli Studi di Verona dal 1985. Presso l’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino è stato Assistente Incaricato dal 1969 al 1970, Assistente Ordinario dal 1970, incaricato del corso di Fisiologia Applicata dal 1975 al 1977 e di Fisiologia Umana dal 1977 al 1979, incaricato stabilizzato di Fisiologia Umana dal dicembre 1978. Dal 21/12/78 si è trasferito, in qualità di Assistente Ordinario, presso la cattedra di Fisiologia Umana dell’Università di Padova, sede staccata di Verona; nel 1979 ha ottenuto un incarico di Fisiologia Umana presso la stessa sede, dove ha anche trasferito la stabilizzazione. Dal maggio 1974 al settembre 1975 il Prof. Cevese è stato Research Assistant presso il Department of Physiology and Biophysics dell’Università del Mississippi, Jackson (Stati Uniti). Per questo soggiorno ha usufruito di una borsa NATO-CNR. Nell'ambito della sua attività scientifica il Prof. Cevese è stato, e tutt’ora è, coordinatore locale di un’Unità Operativa per progetti di ricerca cofinanziati dal MURST (ex-40%). Per quanto concerne l'attività didattica, dal 1979 al 2000 il Prof. Cevese è stato titolare dell'insegnamento di Fisiologia Umana presso il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Verona, dal 2000 è titolare dello stesso insegnamento presso il Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive. Il Prof. Cevese è titolare dell'insegnamento di Fisiologia Umana in alcuni Diplomi Universitari e Scuole di Specializzazione, fa parte del corpo docente del Dottorato di Ricerca in Fisiologia con sede amministrativa a Torino, ed è direttore di un Corso di Perfezionamento in Management Sanitario organizzato dall’Università di Verona. Il Prof. Cevese ha sempre svolto ricerche nel campo della fisiologia dell’apparato cardiovascolare, ed ha utilizzato come modelli sperimentali sia l’animale, in prevalenza il cane sveglio o in anestesia generale, sia l’uomo, utilizzando in questo caso tecniche non invasive. Il Prof. Cevese si è soprattutto dedicato allo studio di alcuni aspetti della regolazione da parte del simpatico di parametri cardiovascolari quali resistenza nei vasi splancnici, renali e muscolari, forza di contrazione del miocardio, flusso ematico coronario. Candidato: CLAUDIO GRASSI Nato a Salerno il 17 Dicembre 1956. Dal 1998 ricopre la qualifica di Professore Associato di Fisiologia per il settore BIO/09 (insegnamento di Biofisica) presso la Università Cattolica S. Cuore di Roma. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1980 col massimo dei voti e lode nella Università Cattolica S. Cuore di Roma. Consegue la specializzazione in Neurologia nel 1986 e nel 1987 il titolo di Dottore di Ricerca in Neuroscienze nella stessa Facoltà. Borsista nel 1987 nell’Istituto di Fisiologia Umana della Università Cattolica e, quale vincitore di concorso, nel 1988 presso il Department of Clinical Neurosciences, Calgary University, Canada. Nel 1988 risulta vincitore del concorso per ricercatore presso l’Istituto di Fisiologia Umana della Università Cattolica e confermato nel 1991. Dal 1982 al 1998 ha partecipato alla attività didattica per gli studenti della Facoltà di Medicina nell’ambito del corso di Fisiologia Umana. Nel 1988-1991 ha svolto cicli di lezioni di Fisiologia Umana nella Facoltà di Medicina e Chirurgia presso la Università di Roma “Tor Vergata”. Negli anni 1990- 2002 ha avuto numerosi incarichi di insegnamento di Fisiologia e di Biofisica nella Scuola per Infermieri professionali, nel Diploma Universitario in Scienze Infermieristiche, nel Diploma per Fisioterapista, nel Diploma per Ortottista, nel Diploma di Tecnico di Neurofisiopatologia, nonché l’incarico di Neurofisiologia nel Corso di Laurea per Fisioterapista e per Infermieri dell’Università Cattolica. Il Prof. Grassi svolge dal 2001 una ampia attività didattica nell’ambito di discipline del settore BIO/09 in varie Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Cattolica S. Cuore di Roma. E’ stato titolare di fondi di finanziamento per la ricerca del MURST, CNR, di Ateneo ed è inoltre titolare di unità operativa per progetti MIUR. La attività scientifica del Prof. Grassi si è articolata sulla azione degli aminoacidi a catena ramificata sui potenziali evocati visivi in pazienti affetti da encefalopatia epatica; sulla influenza esercitata dal sistema nervoso ortosimpatico sulla scarica afferente dai fusi neuromuscolari dei muscoli masticatori e sullo studio dei recettori adrenergici responsabili degli effetti osservati; sull’effetto della stimolazione di fibre nervose simpatiche sulle afferenze dolorifiche della polpa dentaria; sullo studio dei canali Calcio voltaggio-dipendenti; sul ruolo dell’ossido nitrico sulla trasmissione dei segnali acustici; sull’azione dell’ossido nitrico sui canali del Calcio voltaggiodipendenti e sulla caratterizzazione dei canali che mediano il rilascio di neuromediatori ed infine sull’azione dei campi elettromagnetici a bassa frequenza (ELF) sui canali del Calcio voltaggiodipendenti e sulla proliferazione neuronale. Candidata: FRANCESCA GRASSI La Prof.ssa Francesca Grassi, nata a Roma il 22 marzo 1962, è dal 1999 Professore Associato di Fisiologia Umana presso l’Università di Roma “La Sapienza”, prima nella I Facoltà di Medicina e Chirurgia e poi, dal marzo 2000, nella II Facoltà. Si è laureata in Fisica nel 1985 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dal 1987 al 1988 ha usufruito di una borsa di studio presso la stessa Università e nel 1989 è risultata vincitrice di un concorso per Ricercatore in Fisiologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di L’Aquila. Successivamente è stata Ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università dell’Aquila dal 1990 e, presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dal 1993. Nel 1994 ha optato per il raggruppamento scientifico-disciplinare E06A (Fisiologia Umana). Dal 1989 al 1990 la Prof.ssa Grassi ha trascorso un periodo di studio presso il Dipartimento di Neurofisiologia del Max Planck Institut für Psychiatrie di Monaco di Baviera (Germania). Nell'ambito della sua attività scientifica la Prof.ssa Grassi è stata titolare di fondi cofinanziati dal MURST (ex-40%) dal 1997 al 2001. Nel 2000 ha partecipato all’organizzazione del convegno “Synaptic Transmission 100 years after L. Luciani – Symposium in honour of Ricardo Miledi”. Per quanto concerne l'attività didattica, dal 1990 la Prof.ssa Grassi ha svolto esercitazioni pratiche ed ha fatto parte delle commissioni d’esame prima presso l’Università dell’Aquila, poi, dal 1993, presso quella di Roma “La Sapienza”. Dal 1999 è stata titolare dell’insegnamento di Biofisica, nell’aa. 1999/2000, e di Fisiologia Umana, dal 2000 a tutt’oggi, nell’ambito del Corso Integrato di Fisiologia Umana e Biofisica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. E’ titolare di insegnamenti in alcuni Diplomi Universitari e Scuole di Specializzazione. Fa parte del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca “Basi neurali delle funzioni cognitive superiori” coordinato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “La Sapienza”. La Prof.ssa Grassi ha incentrato la sua attività di ricerca sullo studio di alcuni aspetti della trasduzione del segnale nella fibra muscolare e nel neurone. Per quanto riguarda la prima, è stata soprattutto analizzata la modulazione funzionale del recettore nicotinico per l’acetilcolina da parte di agenti diversi (sostanze che attivano le proteine chinasi A e C, oncogeni virali, tunicamicina, 5idrossitriptamina) e durante la miogenesi in vivo ed in vitro; è stato inoltre indagato il ruolo delle proteine G nell’apertura di canali per il calcio localizzati nella membrana dei depositi intracellulari. Il ruolo delle proteine G nella modulazione del canale voltaggio-dipendente per il calcio e gli effetti delle citochine su questo stesso canale sono stati studiati in neuroni di ippocampo in coltura e in fettine di tessuto ippocampale. Candidato: LUCA IMERI Il prof. Luca Imeri, nato a Monza (Milano) il 28 marzo 1960, si è laureato in Medicina e Chirurgia con lode nel 1986 presso l’Università di Milano. Il candidato, Tecnico laureato (funzionario tecnico) presso l’Istituto di Fisiologia umana II della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano (1988-1994) e successivamente Ricercatore presso il medesimo Istituto di Fisiologia Umana II (1994-2000), è dal 2001 Professore Associato di Fisiologia umana presso l’Università di Milano. Negli anni 1994-1997 ha tenuto il corso di Neurofisiologia e Fisiologia umana nel Diploma Universitario per Fisioterapisti dell’Università di Milano. Negli anni 1997-1999 è stato Professore a contratto, tenendo il corso di Fondamenti anatomo-fisiologici dell’attività psichica per il corso di Laurea in Psicologia dell’Università di Firenze. Dopo aver tenuto per affidamento, negli anni 1999-2001, il corso di Fisiologia umana e dell’apparato stomatognatico nel Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università di Milano, è dal 2001 Professore Associato della medesima disciplina presso l’Università di Milano. Dal 1999 gli è stato affidato il modulo di Fisiologia umana nell’ambito del Corso di Anatomo-fisiologia ed istologia per il Diploma Universitario per Igienisti dentali dell’Università di Milano. Inoltre insegna Fisiologia in numerose scuole di specializzazione. Ha effettuato soggiorni di studio presso il Department of Physiology and Biophysics, University of Tennessee di Memphis, in qualità di Post-doctoral Research Associate nel 1991-92; presso il Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, University of Texas di Galveston, in qualità di Adjunct Assistent Professor nel 1996-2000; e presso il Department of Anesthesiology, University of Michigan, Ann Arbor, in qualità di Visiting Lecturer dal 2001. E’ stato invitato a svolgere seminari in Italia e all’estero. E’ stato titolare di fondi di ricerca nazionali ed internazionali. La parte preponderante dell’attività scientifica del candidato verte su temi inerenti i meccanismi del sonno. In particolare, ha indagato inizialmente sul ruolo del talamo nella regolazione del ciclo sonno-veglia mediante la registrazione da singoli neuroni talamici e sulla neurofarmacologia dei sistemi serotoninergico e dopaminergico. Ha esteso successivamente le sue ricerche alla neurochimica del sonno. Si è interessato al ruolo del sistema colinergico nella regolazione del ciclo sonno-veglia, dimostrando che nel ratto ciascun sottotipo recettoriale muscarinico partecipa al controllo di aspetti specifici e diversi del ciclo sonno-veglia. Il candidato ha anche studiato il ruolo del sistema serotoninergico mediante due approcci differenti: lo studio delle caratteristiche del rilascio spontaneo di serotonina da diverse aree cerebrali durante le diverse fasi del ciclo sonnoveglia e lo studio delle modificazioni del ciclo sonno-veglia indotte dall’attivazione del sistema serotoninergico. Infine, ha focalizzato le sue ricerche sul ruolo del sistema immunitario nella regolazione del sonno, analizzando il meccanismo d’azione dei muramil peptidi e le influenze che le citochine esercitano sui circuiti cerebrali implicati nella regolazione del sonno. Candidato: GIUSEPPE LUPPINO Nato a Napoli il 5 Marzo 1957. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Parma nel 1982 con il massimo dei voti e lode. Dal 1982 al 1990 laureato frequentatore presso l’Istituto di Fisiologia dell’Università di Parma. Nel 1985 trascorre un periodo di studio di sei mesi presso il Dept. of Psychology della Duke University, Durham, North Carolina, USA. Specialista in Neurologia nel 1986, Università di Parma. Nel 1987 vince una borsa di studio della European Science Foundation per un corso di Advanced Methods in Neuroanatomy, Budapest. Nel 1988 consegue il titolo di Dottore di ricerca, come vincitore in uno dei due titoli da assegnare in campo nazionale su base di lavori scientifici. Dal 1990 Ricercatore presso l’Istituto di Fisiologia dell’Università di Parma. Nel 1992 è “visiting scientist” per un periodo di sei mesi presso il Dept. of Physiol. della Nihon University, Tokyo. Dal 1992 Professore Associato per il raggruppamento E060 Fisiologia Umana, confermato nel 1995. Chiamato nel 1992 dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia a coprire l’insegnamento di Fisiologia Applicata, nell’ambito del Corso Integrato di Fisiologia per il corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Ha ricoperto numerosi incarichi di insegnamento presso l’Università di Parma nel Corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nelle Scuole di Specializzazioni e nelle Scuole dirette a fini speciali. E’ stato assegnatario di fondi MURST 60% in maniera continuativa dal 1993 e responsabile di Unità Operativa in un progetto COFIN (ex 40%) negli anni 1997-1998. Ha partecipato come co-investigatore a numerosi altri progetti italiani e stranieri. Ha tenuto numerosi seminari su invito in Italia ed all’estero. Tutti i 20 lavori presentati ai fini della valutazione comparativa sono stati pubblicati su riviste recensite, di alto rilievo internazionale. L’attività scientifica del candidato è rivolta a temi di Neurofisiologia e di Neuroanatomia funzionale. L’attività di ricerca si è articolata principalmente nei seguenti filoni: l’organizzazione delle vie visive sottocorticali nelle proscimmie, l’organizzazione anatomica e funzionale della corteccia parietale posteriore della scimmia, l’organizzazione anatomica e funzionale della corteccia agranulare frontale dei primati. Tra le scoperte piu’ significative sono da segnalare: a) la dimostrazione che l’area motoria supplementare (SMA) della letteratura classica è formata da due aree con proprietà radicalmente diverse: l’area SMA ‘proper’ con proprietà motorie simili a quelle descritte classicamente e l’area pre-SMA con funzioni di controllo sull’esecuzione delle azioni motorie; b) la definizione anatomo-funzionale dell’area AIP del lobo parietale, un’area posta nello ‘stream’ dorsale dell’informazione visiva che è fondamentale nella trasformazione delle proprietà visive degli oggetti tri-dimensionali in azioni adeguate a manipolarli. Candidato: DIANA TROIANI Nata a Cottanello (RI) il 14/02/1946, laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore Roma (UCSC) nel 1973. Assistente incaricato negli anni 1974-1979 e quindi dal 1979 Assistente ordinario di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia UCSC. Nel 1981-82 usufruisce di borsa di studio CNR-NATO per studi presso l’Istituto di Neurofisiologia generale del CNRS a Marsiglia, Francia. Dal 1982-83 è visiting scientist presso il laboratorio di Fisiologia Neurosensoriale del CNRS di Parigi, Francia. Nel 1985 viene dichiarata idonea nella II tornata a giudizi di idoneità a Professore universitario di ruolo, fascia degli Associati. Nel 1986 è nominata Professore Associato di Fisiologia Applicata presso la Facoltà Di Medicina e Chirurgia UCSC (Roma). La Prof. Troiani dal 1986 è docente di Fisiologia Applicata e quindi di Fisiologia Umana nonché di Neurofisiologia nella Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Cattolica S. Cuore di Roma. Dal 1996 insegna Fisiologia Umana, Neurofisiologia e Neurofisiopatologia in vari Diplomi Universitari presso la Facoltà di Medicina della Università Cattolica nonché, dal 1986, in numerose Scuole di Specializzazione della stessa Facoltà. L’attività di ricerca, attuata con tecniche di elettrofisiologia e comportamentali, riguarda lo studio della relazione fra il sistema vestibolare ed il mantenimento della postura; delle modalità secondo le quali il cervelletto e la corteccia cerebrale modulano gli aggiustamenti posturali mediante il controllo del sistema vestibolare; le modalità di attivazione delle singole unità motorie e del reclutamento di nuove unità, sulle strategie motorie dell’arto superiore in corso di apprendimento di task motori ed infine sulle modalità di mantenimento della stabilità dell’occhio durante rotazioni del capo. Candidato: FRANCESCO VITIELLO Il Prof. Francesco Vitiello, nato a Napoli il 7 settembre 1951, è dal 1992 Professore Associato di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari. Nel luglio 1975 si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso la I Facoltà dell'Università degli Studi di Napoli; nella stessa Facoltà, nel 1979, ha conseguito con lode la Specializzazione in Neurologia. Nel 1975 si è trasferito presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari dove ha ricoperto l'incarico di Assistente Incaricato, di borsista rettorale e, dal 1980, di Ricercatore Confermato presso l'Istituto di Fisiologia Umana. Dal 1976 al 1979 il Prof. Vitiello ha effettuato un soggiorno di studio a Strasburgo (Francia) presso il Centre de Neurochimie du CNRS. Durante questo periodo, per il quale ha usufruito di un assegno di addestramento scientifico e didattico dell’Università Louis Pasteur, egli ha lavorato nel gruppo di ricerca diretto dai Proff. Guy Vincendon e Giorgio Gombos. Più di recente, dal 1998 al 1999, si è recato in sabbatico presso il laboratorio diretto dal Dott. Bernard Poulain nello stesso centro di ricerca. Nell'ambito della sua attività scientifica il Prof. Vitiello è stato titolare di fondi del Consiglio Nazionale delle Ricerche e di Fondi di Cofinanziamento. Il Prof. Vitiello è stato invitato a partecipare in qualità di relatore a vari congressi nazionali ed internazionali ed ha tenuto numerosi seminari in Italia ed all'estero. Egli ha inoltre organizzato alcuni simposi nell'ambito di congressi nazionali ed internazionali. Per quanto concerne l'attività didattica, dal 1975 il Prof. Vitiello ha svolto esercitazioni pratiche ed ha partecipato alle commissioni d'esame nell'ambito del corso di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari. Dal 1991 al 1993 ha collaborato all’organizzazione delle attività didattiche programmate nell'ambito del Progetto Europeo TEMPUS/Co.Le.M. volto ad implementare curriculum didattici innovativi nelle Facoltà di Medicina e Chirurgia dei Paesi dell’Europa dell’Est. Dal 1992 il Prof. Vitiello è titolare dell'insegnamento di Fisiologia Umana presso il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari. Inoltre dal 1994 al 1998 è stato incaricato dell'insegnamento di Neurofisiologia presso il corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari, sede distaccata di Foggia. Il Prof. Vitiello è stato incaricato dei corsi di Fondamenti anatomo-funzionali dell’attività psichica (aa. 1999-2000) e di Psicobiologia (aa. 2000-2001) nel Corso di Laurea in Psicologia della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari. Il Prof. Vitiello è titolare dell'insegnamento di Fisiologia Umana in alcuni Diplomi Universitari e Scuole di Specializzazione. Durante il suo primo soggiorno di studio presso il Centre de Neurochimie di Strasburgo il Prof. Vitiello ha contribuito alle attività didattiche svolte nell'ambito del ‘Diplome d'Etudes Approfondies en Neurochimie’. E’, infine, coordinatore del dottorato di ricerca in Neuroscienze, sede amministrativa di Bari. Il Prof. Vitiello ha incentrato la sua attività di ricerca sullo studio di alcuni parametri dello sviluppo del sistema nervoso centrale indicativi della cellularizzazione, della mielinizzazione e della sinaptogenesi. In una prima fase della sua carriera scientifica egli si è principalmente occupato dello sviluppo fisiologico del cervelletto e delle sue alterazioni dovute a noxae epigenetiche. Fra queste sono state studiate in particolare dettaglio la malnutrizione perinatale e la disfunzione tiroidea pre- e postnatale. In anni più recenti il Prof. Vitiello ha utilizzato come modello sperimentale per i suoi studi sulla formazione e la stabilizzazione del contatto sinaptico e sull’influenza del neurone bersaglio sulla cellula presinaptica, il sistema nervoso centrale di invertebrato. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI Procedura di valutazione comparativa per la copertura di n. 1 posto di professore ordinario per il Settore scientifico disciplinare BIO/09 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia-Università di Bari – IV tornata 2001 (Bando emesso con D.R. n. 9901 del 27/09/2001, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. – S.O. – IV Serie Speciale n. 80 del 09/10/2001). QUARTA RIUNIONE Il giorno 21 giugno 2002 alle ore 15.00 presso il Dipartimento di Farmacologia e Fisiologia umana dell’Università di Bari, si è riunita la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa come sopra indicata, nominata con decreto rettorale n 2173 del 04/03/2002, pubblicato nella G.U.-IV Serie Speciale n 23° del 22/03/02, per procedere alla valutazione dei titoli e dei curricula complessivi dei candidati. Risultano presenti i seguenti commissari: RIZZOLATTI Giacomo - Presidente AZZENA Gian Battista DI BENEDETTA Carlo SPIDALIERI Giuseppe DE LUCA Bruno - Segretario La Commissione riprende i lavori e procede a formulare i giudizi individuali sui singoli candidati. Il complesso dei giudizi viene raccolto dal Presidente ed è allegato (vedi Allegato B) al presente verbale quale sua parte integrante. Alle ore 21.30 i lavori sono sospesi e la Commissione decide di riunirsi il giorno successivo alle ore 09.00. Letto, approvato e sottoscritto. La Commissione: Prof. Giacomo RIZZOLATTI Prof. Gian Battista AZZENA Prof. Carlo DI BENEDETTA Prof. Giuseppe SPIDALIERI Prof. Bruno DE LUCA Presidente _________________________________ Componente _________________________________ Componente _________________________________ Componente _________________________________ Segretario _________________________________ Bari, li 21/06/2002 14 ALLEGATO “B” Giudizio dei singoli Commissari Candidato: NATALE BELLUARDO Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena La variegata attività scientifica del candidato ha riguardato importanti argomenti di biologia molecolare relativi alla attività del sistema nervoso centrale. Un gruppo di indagini è stato finalizzato all’analisi della espressione di RNAm per le neurotrofine in cellule gliali nonché alla analisi topografica dell’espressione di RNAm per fattori trofici ed i relativi recettori nel sistema nervoso centrale. Nell’ambito della regolazione dei geni codificanti per le neurotrofine, la attività di ricerca del candidato ha evidenziato che i sistemi colinergici e glutamatergici sono coinvolti nella regolazione neuronale per i suddetti sistemi. Il candidato inoltre ha indagato la regolazione e gli effetti plastici delle neurotrofine-4 (NT-4) a livello neuromuscolare evidenziando una regolazione nel muscolo della NT-4 correlata alla contrazione ed una sua influenza retroattiva sui motoneuroni. Una notevole parte di indagini ha riguardato la identificazione di geni espressi nel sistema nervoso centrale e la loro regolazione. Le ricerche del candidato, comparse su riviste internazionali di grande prestigio, sono per altro pubblicate unitamente a numerosi co-autori che costituiscono differenti gruppi di ricerca. La attività scientifica del candidato con difficoltà può essere considerata pertinente al settore BIO/09 ed inoltre non consente di evidenziare l’apporto determinante del candidato stesso. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca La ricerca del prof. Belluardo riguarda l’espressione e la regolazione di geni codificanti per fattori neurotrofici (NGF, GDNF e FGF) coinvolti nei processi di sviluppo, rigenerazione e plasticità neuronale. In particolare è stata considerata l’espressione di RNA messaggero per le neurotrofine in cellule non neuronali del sistema nervoso centrale. E’ stata studiata la distribuzione dell’espressione del mRNA per i fattori trofici e per i loro recettori nel sistema nervoso centrale. Si è anche considerata l’influenza dell’attività neuronale mediata dal sistema colinergico e da quello glutamatergico sulla espressione genica di fattori neurotrofici e dei loro recettori. Si tratta di una produzione scientifica valida e di interesse, condotta con tecniche sofisticate e moderne e pubblicata su giornali di buon livello e che dimostra il buon livello scientifico raggiunto dal candidato Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta Il prof. Natale Belluardo, nato a Ispica (RG) nel 1953, si è laureato con lode in Scienze Biologiche nel 1976 e in Medicina e Chirurgia nel 1984; nel 1979 ha conseguito la Specializzazione in Microbiologia. Dal 1998 è Professore Associato di Fisiologia Umana presso l’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Palermo. Ricopre incarichi di insegnamento in diplomi universitari ed in scuole di specializzazione. La sua attività didattica è ben documentata. Il prof. Belluardo è stato borsista del Consiglio Nazionale delle Ricerche e nel 1981 ha conseguito l’idoneità a Ricercatore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania. Tra il 1985 ed il 1990 il prof. Belluardo ha trascorso brevi periodi di studio presso laboratori italiani; dal 1991 ad oggi, ha effettuato numerosi soggiorni all’estero presso il Karolinska Institute, Stoccolma (Svezia). Per questi soggiorni ha usufruito di borse di studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Medical Research Council svedese. In una prima fase della sua carriera scientifica il Prof. Belluardo ha focalizzato la sua attenzione sul ruolo dell’ipotalamo nella regolazione dell’attività mitotica in tessuti normali e neoplastici, e sulle interazioni funzionali fra sistema nervoso centrale, endocrino ed immunitario. Nell’ultimo decennio il Prof. Belluardo si è dedicato allo studio dell’espressione e della regolazione di geni codificanti per fattori neurotrofici coinvolti nei processi di sviluppo, rigenerazione e plasticità neuronale, e nei processi di neuroprotezione contro insulti cerebrali. Questo filone di ricerca lo ha portato ad analizzare, con tecniche di biologia molecolare, la regolazione dei geni per neurotrofine appartenenti alla famiglia dell’NGF, del GDNF e dell’FGF, la espressione di queste neurotrofine in neuroni e in cellule gliali, la topografia di espressione nel sistema nervoso centrale di RNAm per fattori trofici e/o loro recettori, e l’influenza regolativa dell’attività neuronale indotta da neurotrasmettitore (acetilcolina, glutammato) sui geni codificanti le neurotrofine. Il prof. Belluardo si è inoltre interessato dei processi di regolazione di geni codificanti per proteine inibenti l’apoptosi, attraverso lo studio dell’espressione di due di esse (XIAP e RIAP) in modelli differenti di danno neuronale, e della regolazione della neurotrofina-4 a livello neuromuscolare, mediante l’uso di topi “knock out” per il gene della molecola. Nell’ambito di questa serie di studi il Prof. Belluardo ha contibuito all’identificazione ed alla parziale caratterizzazione di alcuni geni espressi nel tessuto nervoso. Il Prof. Belluardo è stato invitato a partecipare in qualità di relatore a vari congressi nazionali ed internazionali. L’analisi dell’attività didattica e scientifica indicano che il candidato sia in possesso di una personalità scientifica di buon livello. Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti L’attività scientifica del prof. Belluardo può essere suddivisa in due periodi. Nel primo si è dedicato essenzialmente ai rapporti funzionali tra sistema nervoso centrale, sistema endocrino e sistema immunitario. Nel secondo i suoi temi di 15 ricerca riguardano la biologia molecolare. I lavori presentati per la valutazione comparativa concernono tutti questo periodo. Questi lavori, svolti in collaborazione con ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma, sono comparsi su riviste internazionali. Un tema affrontato dal candidato in numerose ricerche è quello dello studio dei meccanismi molecolari di regolazione dei geni codificanti per le neurotrofine ed in particolare quelle della famiglia del NGF, del GDNF e del FGF. Da un punto di vista fisiologico di notevole interesse è la scoperta che esiste una correlazione tra attività neuronale ed aumento dei livelli di RNAm e delle relative neurotrofine e loro recettori. Un altro aspetto della produzione del prof. Belluardo riguarda l’identificazione di geni espressi nel sistema nervoso centrale e l’identificazione di meccanismi che regolano la loro espressione. Si tratta di studi che hanno maggiore interesse nel campo della biologia molecolare che in quello della fisiologia. In conclusione si tratta di un candidato che negli ultimi anni si è dedicato con grande impegno alla biologia molecolare. Ha lavorato in collaborazione con ricercatori di ottima caratura e presenta una buona produzione scientifica. Non è chiaro però quanto questa produzione sia frutto originale del suo pensiero e quanto sia merito dei gruppi di ricerca ben collaudati con cui collabora. Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri Nella produzione scientifica del candidato sono identificabili due grandi tematiche di ricerca. Per quanto attiene la prima tematica, questa è indirizzata allo studio dell’espressione e regolazione di geni codificanti fattori neurotrofici implicati nei processi di sviluppo e rigenerazione del sistema nervoso, nonché nei processi di plasticità e protezione dei neuroni. In particolare, in queste ricerche il candidato ha applicato tecniche di biologia molecolare per analizzare i meccanismi molecolari che presiedono alla regolazione dei geni codificanti per le neurotrofine. Interessanti risultano le ricerche sul ruolo delle cellule gliali nei processi di sviluppo e di riparazione del sistema nervoso centrale e quelle sull’espressione delle neurotrofine a livello di diverse regioni del sistema nervoso centrale. Con la seconda tematica di ricerca il prof. Belluardo si è interessato all’identificazione di geni espressi a livello del sistema nervoso centrale e all’analisi dei meccanismi di regolazione della loro espressione. Si tratta di lavori eseguiti con rigore metodologico, pubblicati con assoluta prevalenza su riviste internazionali, alcune delle quali di grande prestigio. La validità dell’attività scientifica è testimoniata anche dalle numerose collaborazioni scientifiche con laboratori italiani e stranieri e dai finanziamenti ottenuti da istituzioni italiane e straniere. L’attività didattica è ben documentata. In conclusione, l’analisi della produzione scientifica e l’esame del curriculum vitae del candidato attestano che il prof. Belluardo possiede una ben definita personalità scientifica. 16 Candidato: LORIANA CASTELLANI Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena La attività scientifica della candidata è rivolta allo studio di numerosi temi inerenti aspetti biochimici e biofisici di specifici organuli citosolici. Fra le varie linee di ricerca una particolare enfasi è stata posta nello studio conformazionale di proteine specifiche leganti l’actina ed il calcio, correlando la struttura alla funzione. Un differente filone di ricerca riguarda le alterazioni funzionali che conseguono, nel topo distrofico, alla carenza della distrofina. La variegata attività di ricerca svolta, seppure supportata dall’utilizzo di moderne tecnologie, non consente di evidenziare lo sviluppo di un chiaro e personale indirizzo scientifico consolidato, ma permette di intravedere una personalità in chiara evoluzione. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca L'attività di ricerca della Castellani riguarda il sistema nervoso con studi sul fattore di crescita nervoso (NGF) e delle sue interazioni con microfilamenti e microtubuli e la morte cellulare indotta da aminoacidi eccitatori. L'altro campo di ricerca riguarda il muscolo: gli studi sono diretti alla caratterizzazione del reticolo sarcoplasmatico e dei canali del calcio dello stesso e delle proteine che legano il calcio. Gli studi sul muscolo riguardano anche l'organizzazione dell'apparato contrattile e delle proteine che lo caratterizzano. Gli studi, molto interessanti, sono stati condotti con tecniche biochimiche, biofisiche e morfologiche molto sofisticate. Si tratta di una produzione notevole, pubblicata su giornali di ottimo livello, tuttavia dall’analisi dell’attività scientifica non si riesce ad evincere un interesse specifico della candidata ma piuttosto un adattamento alle tematiche dei diversi partners. Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta La prof.ssa Loriana Castellani, nata a Forano (RI) il 4 gennaio 1954, è dal 2001 Professore Associato di Fisiologia presso il Dipartimento di Scienza e Società del Corso di Laurea in Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Cassino. Nel 1977 si è laureata con lode in Fisica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Dal 1987 al 2001 la prof.ssa Castellani è stata Ricercatore Confermato presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Dal 1978 al 1990 la prof.ssa Castellani ha effettuato vari soggiorni di studio all’estero: dal 1978 al 1980 quale Postdoctoral fellow presso la Biophysics Unit del King’s College, London (Regno Unito); dal 1980 al 1985 quale Postdoctoral fellow presso il Rosenstiel Center della Brandeis University, Waltham, MA (Stati Uniti); dal 1985 al 1990 quale Sr. Research Associate e nei mesi estivi degli anni dal 1991 al 1994 quale Visiting Scientist presso lo stesso centro. Dal 1978 al 1985 ha usufruito di varie borse di studio in Italia ed all’estero. L’attività didattica della prof.ssa Castellani è documentata. L’attività di ricerca della Prof.ssa Castellani, i cui risultati sono pubblicati su prestigiose riviste scientifiche di livello internazionale, si è soprattutto incentrata sullo studio delle caratteristiche strutturali di alcune proteine del muscolo, e della correlazione, in queste proteine, fra struttura e funzione. Lo studio delle proteine leganti l’actina l’ha portata ad analizzare il ruolo dei sottodomini che costituiscono la testa della miosina nel legame con l’actina, e quello della filamina, proteina con struttura simile a quella della spectrina, in grado di inibire la capacità dell’actina di attivare l’ATPasi della miosina; l’analisi biofisica delle proteine leganti il calcio le ha consentito di definire, con metodi spettroscopici, la struttura atomica della calmodulina e dell’S-100 nella zona del sito di legame del calcio. La prof.ssa Castellani si è inoltre dedicata allo studio della struttura dei filamenti spessi dei muscoli di mollusco e dei meccanismi di regolazione della contrazione basati, in muscoli lisci specializzati, su fosforilazione e defosforilazione Ca-dipendenti delle catene pesanti della miosina. Nell’ambito dello studio sugli effetti regolatori del calcio nel muscolo si è anche interessata di studi strutturali e funzionali dei canali per il calcio presenti nel reticolo sarcoplasmatico; di questi canali ha messo in evidenza la differente geometria in specie differenti in cui tuttavia essi conservano uguale significato funzionale. Un altro aspetto della ricerca sulle proteine del muscolo ha riguardato lo studio delle proteine giganti e sembrano rivestire un importante ruolo nel determinare le proprietà elastiche dei muscoli striati. Più di recente, infine, gli interessi della prof.ssa Castellani si sono rivolti all’analisi dei segnali cellulari coinvolti nei processi di mantenimento dell’integrità sarcomerica, fra cui le GTPasi della famiglia Rho: fra queste, Rac1 e Cdc42, ma non RhoA, sembrano bloccare il differenziamento terminale, cioè la transizione da mioblasti a miociti. La prof.ssa Castellani è stata invitata a tenere seminari presso centri di ricerca italiani e stranieri ed ha coordinato varie unità operative di ricerca finanziate dal National Institute of Health, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal Comitato Promotore Telethon e dal MIUR. Nelle pubblicazioni presentate per la valutazione comparativa la candidata è nella maggior parte dei casi accompagnata da coautori di rinomata e consolidata reputazione scientifica, pertanto non sempre è chiaro il contributo dato dalla prof.ssa Castellani. Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti La prof. Castellani presenta per la valutazione comparativa 20 lavori pubblicati su riviste internazionali. Il taglio dei lavori è di tipo biochimico o biofisico. I temi trattati sono molteplici e vanno dal ruolo del Fattore di Crescita Nervoso (NGF) sullo sviluppo dei microtubuli e dei microfilamenti, argomento inizialmente studiato, fino allo studio dei recettori per le chemiochine, ultimo tema affrontato. Anche se non vi è un tema di ricerca personale svolto in maniera 17 continuata, tuttavia la fisiologia del muscolo nei suoi aspetti biofisici e biochimici appare essere l’argomento cui il candidato ha dedicato i suoi sforzi maggiori. Nella produzione della prof. Castellani spiccano una serie di lavori eseguiti alla fine degli anni ottanta sui meccanismi di regolazione nei muscoli lisci di molluschi. In questi lavori la candidata ha studiato un particolare stato di contrazione, che si osserva in alcuni muscoli lisci di molluschi, caratterizzato da un minimo dispendio di energia. La contrazione di questi muscoli è attivata dal calcio, ma, sorprendentemente, la rimozione del calcio blocca il muscolo in uno stato di contrazione. Gli studi condotti dalla prof. Castellani hanno permesso di chiarire i meccanismi biochimici responsabili del mantenimento di questo particolare tipo di contrazione e del suo rilasciamento. Questi studi sono stati pubblicati su riviste internazionali del massimo prestigio (PNAS, Science). Di notevole interesse pure i lavori della candidata sulle proteine giganti di muscolo e sul differenziamento terminale delle cellule muscolari scheletriche. La prof. Castellani è una ricercatrice molto ben preparata che padroneggia tecniche anatomiche, biochimiche e di biologia molecolare. La sua produzione scientifica presenta picchi di eccellenza. Non si riscontra però, al momento, un’originalità tematica personale. Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri Nelle 20 pubblicazioni selezionate dalla candidata ai fini della valutazione concorsuale, sono state affrontate prevalentemente tematiche concernenti la caratterizzazione di proteine che legano l’actina, il calcio e la miosina, l’organizzazione di proteine implicate nella rimozione del calcio dal citoplasma di cellule muscolari, la struttura e la funzione dei filamenti spessi di muscoli di vari molluschi, i processi di regolazione della contrazione dei muscoli lisci degli invertebrati, il ruolo della protein-chinasi C nei processi fosforilativi indotti da trattamento tossico con glutammato, la caratterizzazione funzionale di proteine giganti dei muscoli lisci degli invertebrati e di proteine dell’apparato contrattile del muscolo scheletrico, il ruolo di proteine che fungono da trasduttori di segnali cellulari e sinaptici. Nel complesso, la candidata ha una produzione scientifica apprezzabile, per lo più in collaborazione con colleghi di maggior esperienza. Tutti i lavori presentati sono stati pubblicati su ottime riviste di biologia e di neuroscienze. Tuttavia, i temi trattati sono solo in parte pertinenti alle discipline del settore BIO/09 cui si riferisce la presente valutazione comparativa. Discreta la documentazione dell’attività didattica. In conclusione, da quanto sopra esposto e dall’esame del curriculum vitae emerge che la prof. Castellani possiede una ben definita personalità scientifica, che abbraccia sia campi pertinenti con il settore BIO/09 che campi marginalmente pertinenti con questo settore. 18 Candidato: ANTONIO CEVESE Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena La attività scientifica del candidato è stata indirizzata allo studio della fisiologia del sistema cardiovasale e pertanto risulta pertinente al settore scientifico BIO/09 per il quale viene espletata la presente valutazione comparativa. Il candidato si è particolarmente dedicato allo studio dei meccanismi riflessi che influenzano la performance cardiaca. Una linea di ricerca mette in evidenza che la rimozione del blocco vagale migliora la performance del cuore. E’ stato anche dimostrato che questo effetto è dovuto al miglioramento della contrattilità atriale ed alla concomitante rimozione del blocco vagale sugli effetti simpatici sulla attività ventricolare. In un differente filone di ricerca il candidato dimostra che la distensione dei visceri (colon, colonretto, vescica) evoca riflessi cardiovasali di natura simpatica. Il candidato inoltre dimostra che il controllo ciclico vagale sul cuore deriva dalle variazioni pressorie a bassa frequenza indotte dal sistema simpatico. In base a quanto sopra esposto si può ritenere che la produzione scientifica del candidato sia coerente nel tempo e di buon livello a dimostrazione di una personalità scientifica ben caratterizzata. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca Le ricerche del prof. Cevese riguardano la fisiologia del sistema cardiovascolare. Un gruppo cospicuo di pubblicazioni riguarda il controllo dell'attività cardiaca operato dalle due branche del sistema autonomo; le ricerche sono state condotte sia su animali sia sull'uomo. Infatti mediante l'analisi spettrale dell'elettrocardiogramma il controllo nervoso dell'attività cardiaca è stato eseguito in soggetti affetti da sindrome cardiaca X durante l'ortostatismo e dopo esercizio fisico; è stato anche valutato il coinvolgimento del riflesso barorecettoriale. Sono state studiate anche differenti condizioni sperimentali come la distensione di visceri cavi nell'insorgenza di una attività riflessa che modifica il flusso nei distretti splancnico e muscolocutaneo, e la modifica della pressione centrale durante l'accelerazione corporea. E’ stato anche valutato l'effetto di differenti molecole come la propionil-L-carnitina sulla circolazione ed il metabolismo muscolare. E’ stato anche considerato l’effetto del veleno di una vipera la “Bitis Gabonica” su alcuni distretti vascolari del cane. Si tratta di una produzione coerente condotta con metodi moderni e in rari casi con l'ausilio di collaborazioni di grande prestigio, i cui risultati risultano interessanti ed alcune volte sono stati pubblicati su giornali di antica tradizione e prestigio. Tuttavia questi risultati non sono sufficienti a delineare una personalità maturata completamente. Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta Il prof. Antonio Cevese, nato a Padova nel 1944, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1969; attualmente è Professore Associato di Fisiologia Umana presso il Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive dell'Università degli Studi di Verona. Il prof. Cevese è stato Assistente Incaricato, Assistente Ordinario, incaricato del corso di Fisiologia Applicata e di Fisiologia Umana, e incaricato stabilizzato presso l’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino. Dal 1978 si è trasferito, in qualità di Assistente Ordinario, presso l’Università di Padova, sede staccata di Verona, dove ha anche trasferito la stabilizzazione. Il prof. Cevese è titolare dell'insegnamento di Fisiologia Umana in alcuni Diplomi Universitari e Scuole di Specializzazione ed è direttore di un Corso di Perfezionamento in Management Sanitario organizzato dall’Università di Verona. L’attività didattica è ben documentata. Dal 1974 al 1975 il prof. Cevese è stato Research Assistant presso il Department of Physiology and Biophysics dell’Università del Mississippi, Jackson (Stati Uniti). L'attività scientifica del prof. Cevese si è svolta nel campo della fisiologia dell’apparato cardiovascolare. Modelli sperimentali sono stati sia l’animale, in prevalenza il cane sveglio o in anestesia generale, sia l’uomo; in quest’ultimo caso sono state utilizzate tecniche non invasive. Il prof. Cevese si è soprattutto dedicato allo studio di alcuni aspetti della regolazione da parte del simpatico di parametri cardiovascolari quali resistenza nei vasi splancnici, renali e muscolari, forza di contrazione del miocardio, flusso ematico coronarico. Nel corso della sua carriera scientifica il candidato si è interessato dell’effetto del blocco e della stimolazione degli adrenocettori presenti sulla muscolatura dei vasi, sugli spostamenti di sangue da un distretto vascolare all’altro; dell’importanza relativa delle risposte riflesse e meccaniche nella regolazione della volemia dopo espansione acuta del volume ematico; degli effetti della distensione della vescica e del colon discendente sul flusso ematico coronarico, la frequenza e la contrattilità cardiaca, e sulla pressione arteriosa in differenti distretti circolatori; dell’importanza dell’ortosimpatico e del parasimpatico nella reazione di difesa del cane. Inoltre, il prof. Cevese ha studiato gli effetti del veleno della vipera del Gabon su alcuni parametri cardiovascolari, quali la resistenza nel letto vascolare muscolare e in quello splancnico. Più di recente, ha focalizzato la sua attenzione sull’analisi delle oscillazioni a bassa frequenza della resistenza vascolare e della durata del ciclo cardiaco, mettendo in evidenza il ruolo in esse esercitato dai riflessi barocettivi, e sul fenomeno del “recupero” del controllo simpatico sulla funzione cardiovascolare dopo esercizio muscolare lieve o moderato. Ha anche iniziato un’analisi delle alterazioni dell’attività ortosimpatica e parasimpatica nella sindrome cardiaca X, sottolineando la prevalente influenza nella patogenesi della sindrome di una caduta del tono parasimpatico. Il curriculum didattico e l’attività scientifica del candidato mostrano una personalità di buon livello. 19 Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti Le ricerche del candidato vertono sulla fisiologia cardiovascolare ed in particolare sulla regolazione dell’attività cardiaca da parte del sistema vegetativo. I lavori presentati per la valutazione comparativa sono comparsi tutti su riviste internazionali. Nella prima parte della sua produzione scientifica il prof. Cevese ha usato come modello sperimentale il cane. Tra gli studi di questo periodo degni di nota sono quelli in cui il candidato ha valutato l’effetto della distensione di vari organi cavi (vescica, colon, retto) sul flusso ematico. In particolare egli ha dimostrato che la distensione del colon aumenta in via riflessa la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa ed ha un effetto inotropo positivo sull’attività del ventricolo sinistro. Queste risposte sono mediate dal simpatico. La branca afferente del riflesso è rappresentata dai nervi ipogastrici. La produzione più recente concerne studi del sistema cardiovascolare nell’uomo. In questi studi il prof. Cevese ha applicato le sue conoscenze di fisiologia del sistema cardiovascolare a particolari sindromi patologiche. In conclusione si tratta di un candidato laborioso che da molti anni persegue una ben definita linea di ricerca. La produzione scientifica del prof. Cevese è sempre dignitosa, ma raramente originale ed innovativa. Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri La produzione scientifica del candidato riguarda temi di fisiologia dell’apparato cardiovascolare, che sono stati indagati sia nell’animale da esperimento, in prevalenza nel cane, che nell’uomo. In particolare, inizialmente il prof. Cevese ha compiuto ricerche sulle azioni dei recettori beta adrenergici su letti vascolari periferici, sugli effetti emodinamici delle espansioni rapide del volume intravascolare, sulle azioni del veleno di vipera sull’attività cardiaca e su alcuni circoli periferici e sulle proprietà meccaniche del ventricolo sinistro. Successivamente le ricerche hanno avuto per oggetto l’analisi dei meccanismi di controllo delle sezioni simpatica e parasimpatica del sistema nervoso autonomo sul cuore, gli effetti emodinamici della carnitina e della distensione del colon e della vescica urinaria. Infine, il candidato ha proceduto a registrare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa nell’uomo con metodi non invasivi, mettendo a confronto soggetti normali e pazienti portatori di specifiche patologie. Inoltre si è interessato al ruolo del riflesso barocettivo nell’uomo. I lavori presentati per la valutazione comparativa sono congruenti con le discipline ricomprese nel settore scientifico-disciplinare BIO/09 e sono stati pubblicati sia su alcune ottime riviste specialistiche nel settore della fisiologia che su riviste ad ampia diffusione nell’ambito scientifico generale. L‘attività didattica è ben documentata. In conclusione, da quanto sopra esposto e dall’esame del curriculum vitae emerge che il prof. Cevese possiede una personalità scientifica ben definita. 20 Candidato: CLAUDIO GRASSI Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena I temi scientifici affrontati dal candidato, tutti pertinenti al settore scientifico-disciplinare BIO/09, riguardano argomenti inerenti alla neurofisiologia e si riferiscono a studi i cui risultati sono stati pubblicati su prestigiose riviste internazionali. All’interno della produzione scientifica del candidato sono individuabili diverse linee di ricerca. Una di queste, che ricopre la prima parte della attività scientifica del candidato, riguarda i meccanismi neurofisiologici concernenti il controllo esercitato dal sistema nervoso autonomo sulla funzione motoria. In particolare, è stato dimostrato che la stimolazione delle fibre nervose ortosimpatiche determina una significativa riduzione della scarica afferente dai fusi neuromuscolari nonché della sensibilità del recettore fusale alle variazioni di lunghezza muscolare, con conseguente inibizione del riflesso da stiramento. Questo tema è stato successivamente ripreso e confermato da altri ricercatori. Parallelamente, lo stesso tema di ricerca ha messo in luce la cooperazione esistente tra noradrenalina e neuropeptide Y nell’influenza esercitata dal sistema nervoso ortosimpatico sulla contrazione del muscolo scheletrico. Successivamente, il candidato ha studiato il ruolo fisiologico dei canali del calcio voltaggio-dipendenti nel rilascio di neurotrasmettitori dalle terminazioni nervose e le possibili implicazioni di tali fenomeni nella fisiopatologia delle malattie neuromuscolari. Grassi ha quindi sviluppato una linea di ricerca sul ruolo funzionale dell’ossido nitrico. Questi studi hanno evidenziato, dapprima, la modulazione esercitata dall'ossido nitrico sulla trasmissione dei segnali acustici alla corteccia cerebrale e, successivamente, l'azione inibitoria di questo trasmettitore non convenzionale sui canali del calcio voltaggio-dipendenti. Tali ricerche hanno, pertanto, messo in luce un importante meccanismo di regolazione del rilascio dei neurotrasmettitori dalle terminazioni nervose e, quindi, della trasmissione dei segnali lungo le reti neurali. In conclusione, l’esame globale dei titoli presentati, le doti di ricercatore e l’attività didattica svolta indicano che il candidato possiede una spiccata personalità scientifica in via rapida maturazione. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca L'attività di ricerca del prof. Grassi riguarda la funzione del sistema ortosimpatico nel trasferimento dell'informazione propriocettiva e dolorifica, sul comando ai muscoli masticatori ed ancora sulla irrorazione cerebrale. Altro campo di studio è costituito dall'azione dell'ossido nitrico nella trasmissione delle informazioni acustiche e sui canali del calcio voltaggio dipendenti, ed infine dagli effetti della cocaina e dai campi elettromagnetici sui canali del calcio voltaggio dipendenti. Si tratta di una produzione di buon livello, degna di notevole considerazione e che molto spesso è pubblicata su giornali di buona levatura, da cui si delinea una personalità scientifica quasi matura. Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta Il prof. Claudio Grassi, nato a Salerno nel 1956, si è laureato in Medicina e Chirurgia con lode nell’anno accademico 1980/1981 e si è specializzato con lode in Neurologia nel 1986 presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Roma; presso la stessa Università ha conseguito, nel 1987, il titolo di Dottore di Ricerca in Neuroscienze. Ricercatore dal 1988 presso l’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università del S. Cuore di Roma, è, dal 1998, Professore Associato in Biofisica presso la stessa Facoltà, ove ricopre incarichi di insegnamento in corsi di laurea triennale ed in scuole di specializzazione. Pertanto la sua attività didattica è ben documentata. Nel 1988 il prof. Grassi ha vinto una borsa di studio della Alberta Heritage Foundation for Medical Research per un soggiorno di studio presso il Department of Clinical Neurosciences dell’University of Calgary (Canada). L'attività scientifica del prof. Grassi, documentata dalle 20 pubblicazioni presentate, di buon livello ed apparse su giornali con comitato di redazione, si è articolata su una serie di tematiche che è possibile raggruppare in due principali filoni: il primo comprende una serie di studi sugli effetti del simpatico su differenti parametri fisiologici quali quelli correlati all’informazione dolorifica a partenza dalla polpa dentaria e all’attività dei muscoli masticatori; il secondo è volto all’analisi dei canali per il calcio voltaggio-dipendenti in situazioni fisiologiche e patologiche. Per quanto riguarda il primo filone, il prof. Grassi ha studiato l’influenza dell’ortosimpatico sulla sensibilità dei fusi neuromuscolari, in particolare di quelli dei muscoli masticatori, sull’informazione dolorifica proveniente dalla polpa dentaria, sulla contrazione di muscoli scheletrici affaticati e non, e sulla circolazione cerebrale. Alcuni dei principali risultati ottenuti suggeriscono un’induzione della contrazione delle fibre muscolari intrafusali da parte dell’ortosimpatico, probabilmente dovuta all’attivazione di adrenocettori 1 e 2, con una conseguente alterazione della scarica afferente dai fusi indipendente da variazioni del flusso ematico; sono state altresì messe in evidenza un’azione anti-fatica dell’ortosimpatico durante lo sforzo muscolare e una riduzione del flusso ematico cerebrale mediata da adrenocettori in seguito a stimolazione bilaterale del simpatico cervicale, con ridistribuzione del sangue verso il territorio vertebrobasilare. Gli studi riguardanti i canali voltaggio-dipendenti per il calcio hanno portato a suggerire un effetto di autoanticorpi di pazienti affetti da sindrome miastenica di Lambert-Eaton sui canali ad alta soglia (diminuzione della corrente trasportata dal calcio) che potrebbe rivestire importanza nella liberazione del neurotrasmettitore, ed a caratterizzare i canali per il calcio coinvolti nella liberazione di noradrenalina da sinaptosomi corticali e la loro risposta all’applicazione di autoanticorpi di pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (aumento della corrente del calcio con conseguente aumento della liberazione del neurotrasmettitore); infine interessanti sono i risultati ottenuti sull’effetto inibitorio dell’ossido di azoto sui canali per il calcio ad alta soglia. In conclusione la personalità scientifica del prof. Grassi è certamente di buon livello ed in rapida evoluzione. 21 Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti La produzione scientifica del prof. Grassi è centrata su due temi principali: l’influenza esercitata dal sistema simpatico sulla funzione del muscolo scheletrico e lo studio dei canali del calcio voltaggio dipendenti. La maggiore parte dei lavori presentati per la valutazione comparativa verte su questi due temi. Altri studi concernono il ruolo dell’ossido nitrico sulla trasmissione delle informazioni acustiche alla corteccia cerebrale e particolari tipi di risposte corticali (‘steady state responses’) evocate da stimoli acustici. Lo studio degli effetti del simpatico ha occupato il candidato per gran parte della fase iniziale della sua carriera scientifica. I suoi dati indicano che il sistema simpatico può influenzare la funzione muscolare scheletrica sia mediante un’azione esercitata sui fusi muscolari sia mediante un’azione diretta sul meccanismo di contrazione muscolare. I lavori su questo tema sono eseguiti con perizia e meticolosità. Molto interessante è la produzione recente sui canali del calcio voltaggio dipendenti. In questo filone il candidato ha cercato di correlare l’attività di questi canali con fattori patologici presenti in malattie neurologiche, quali ad esempio la sclerosi laterale amiotrofica. In conclusione si tratta di un candidato molto preparato che dopo un periodo di attività seria ed impegnata, ma su problemi scientifici di non grande rilevanza, ha trovato un filone di ricerca di grande interesse. I suoi lavori più recenti mostrano che il candidato ha notevoli capacità scientifiche ed è in rapido e positivo sviluppo. Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri Le pubblicazioni presentate dal candidato ai fini della valutazione comparativa descrivono essenzialmente ricerche su alcune specifiche azioni del sistema nervoso simpatico e sul ruolo dei canali del calcio voltaggio-dipendenti in condizioni fisiologiche e patologiche e sono tutte pertinenti al settore scientifico-disciplinare BIO/09. Di particolare interesse risultano le ricerche sulle influenze esercitate dal sistema nervoso simpatico sulla scarica afferente dei fusi neuromuscolari, sulla risposta miotatica riflessa e sulla risposta dei muscoli scheletrici in condizione di fatica. Un altro gruppo di interessanti ricerche ha avuto per oggetto i canali del calcio voltaggio-dipendenti, dei quali è stata studiata la modulazione ad opera di meccanismi fisiologici e patologici. I risultati delle ricerche del candidato sono stati pubblicati sia su alcune ottime riviste specialistiche nel settore delle neuroscienze sia su riviste ad ampia diffusione nell’ambito delle scienze fisiologiche. Si tratta di lavori caratterizzati da grande rigore metodologico e originalità. L’attività didattica è ben documentata. In conclusione, l’analisi della produzione scientifica e l’esame del curriculum vitae del candidato attestano che il prof. Grassi possiede una ben definita personalità scientifica e risulta ben avviato verso una completa maturità scientifica. 22 Candidato: FRANCESCA GRASSI Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena La attività scientifica della candidata si è indirizzata allo studio della caratterizzazione funzionale del recettore nicotinico e della relativa modulazione da parte di agenti diversi, quali ad esempio le proteine chinasi A e C. Questo tipo di recettore è stato inoltre studiato durante la miogenesi, in vitro ed in vivo, nel topo. Le caratteristiche strutturali e funzionali dello stesso tipo di recettore sono state studiate anche in neuroni umani. Una serie di ricerche ha anche dimostrato che la attivazione del recettore nicotinico è responsabile del rilascio di calcio da parte di depositi intracellulari. La candidata infine ha dimostrato che a livello ipotalamico la azione dei neurotrasmettitori inibitori GABA e glicina è controllata reciprocamente per opera di variazioni del potenziale di equilibrio per il cloro. I risultati delle ricerche della candidata, la gran parte in collaborazione (ad eccezione di due) e spesso con co-autori di grande prestigio, sono pubblicati su riviste internazionali e dimostrano una personalità scientifica già ben caratterizzata. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca L’attività di ricerca della prof. Grassi riguarda la funzione e modulazione del recettore nicotinico muscolare. In particolare gli studi riguardano gli effetti di differenti agenti su questo recettore: sostanze che attivano le proteinchinasi, l’espressione di oncogeni virali sulle correnti attivate dall’acetilcolina, l’applicazione di molecole come la tunicamicina e la serotonina e la caratterizzazione del recettore nicotinico durante la miogenesi nel topo. Le ricerche che si avvalgono di collaboratori di altissimo livello e portate avanti con tecniche sofisticate di elettrofisiologia e di biologia molecolare sono di notevole interesse e sono pubblicate su giornali di ottimo livello. Tuttavia non sempre dall’esame delle pubblicazioni si riesce a ben evincere l’apporto della candidata. Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta La prof.ssa Francesca Grassi, nata a Roma nel 1962, si è laureata in Fisica nel 1985 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; attualmente è Professore Associato di Fisiologia Umana presso la II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “La Sapienza”, ove ricopre incarichi di insegnamento in diplomi di laurea ed in scuole di specializzazione. La prof.ssa Grassi è stata borsista presso la stessa Università, e Ricercatore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila e poi presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. L’attività didattica è documentata. Dal 1989 al 1990 la prof.ssa Grassi ha trascorso un periodo di studio presso il Dipartimento di Neurofisiologia del Max Planck Institut für Psychiatrie di Monaco di Baviera (Germania). La prof.ssa Grassi ha incentrato la sua attività scientifica sullo studio di alcuni aspetti della trasduzione del segnale. Per quanto riguarda le linee di ricerca che hanno utilizzato come modello la fibra muscolare, è stata analizzata la modulazione funzionale del recettore nicotinico per l’acetilcolina da parte di agenti diversi (sostanze che attivano le proteine chinasi A e C, oncogeni virali, tunicamicina, 5-idrossitriptamina) in grado di alterare i tempi di desensibilizzazione del recettore e di modificare la funzionalità del canale ionico accoppiato. Altri esperimenti hanno messo in rilievo il ruolo delle proteine G nella desensibilizzazione del recettore e, attraverso l’inositolo trifosfato, nella liberazione di ioni calcio dai depositi intracellulari. Le variazioni strutturali e funzionali del recettore sono state anche studiate nel topo durante la miogenesi in vivo ed in vitro; in particolare è stata analizzata una nuova forma del recettore ottenuta per splicing alternativo di una subunità ed espressa soprattutto in alcuni stadi dello sviluppo del miotubo. La prof.ssa Grassi ha anche focalizzato la sua attenzione sulla modulazione del canale per il calcio voltaggio dipendente in colture di cellule ippocampali; in questa preparazione è stato possibile dimostrare un’interazione diretta delle proteine G con il canale e l’effetto regolatorio delle citochine, in grado di ridurre il passaggio di corrente veicolata dal calcio. La prof.ssa Grassi attraverso la sua attività didattica e la sua produzione scientifica dimostra di aver raggiunto un buon livello nella strutturazione della sua personalità di studiosa. Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti La produzione scientifica della professoressa Grassi è centrata sulla trasmissione sinaptica ed in particolare su vari aspetti della fisiologia del recettore nicotinico. Tutti i lavori presentati dalla candidata per la valutazione comparativa sono stati pubblicati su riviste internazionali. I temi di ricerca riguardano la funzione e modulazione del recettore nicotinico muscolare, i meccanismi di trasduzione del segnale attivati dalla stimolazione del recettore nicotinico, la modulazione da parte di G-proteine dei canali voltaggio dipendenti del calcio, gli effetti di citochine sui canali voltaggio dipendenti del calcio in neuroni di ippocampo, e lo studio della relazione struttura-funzione del recettore nicotinico neuronale. Tra le varie ricerche, degne di particolare nota sono quelle che hanno dimostrato che la stimolazione del recettore colinergico nicotinico di cellule muscolari determina il rilascio di calcio da parte di depositi intracellulari sensibili all’inositolo trifosfato. Molto interessanti anche le ricerche sulla neuromodulazione delle citochine sui canali voltaggio dipendenti dei neuroni di ippocampo. Queste ricerche hanno evidenziato che l’interferone riduce le correnti voltaggio-dipendenti del calcio. In conclusione si tratta di una candidata tecnicamente molto ben preparata, e con temi di studio interessanti. E’ difficile tuttavia evincere dai lavori presentati un’originalità di ricerca ed un’indipendenza da collaboratori più anziani e prestigiosi. 23 Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri L’attività di ricerca della candidata è orientata prevalentemente su tematiche riguardanti la definizione delle funzioni del recettore nicotinico muscolare e la sua modulazione ad opera di diversi agenti. Interessanti appaiono le ricerche, condotte in vivo e in vitro, sulle modificazioni funzionali e strutturali del recettore nicotinico durante la miogenesi e quelle sulle proprietà dei recettori per l’acetilcolina in linee cellulari umane. Di sicuro interesse appaiono anche le ricerche sui meccanismi di traduzione dei segnali intracellulari attivati dalla stimolazione del recettore nicotinico muscolare e quelle sulla modulazione del canale del calcio voltaggio-dipendente ad opera di proteine G. Altre indagini hanno avuto per oggetto lo studio delle azioni delle citochine sul canale del calcio voltaggio-dipendente in neuroni di ippocampo in coltura e sull’attività sinaptica in fettine di ippocampo, l’analisi delle azioni dei neurotrasmettitori inibitori GABA e glicina a livello dell’ippocampo e lo studio della relazione struttura-funzione del recettore nicotinico a livello neuronale. I lavori sono stati pubblicati sia su alcune ottime riviste specialistiche nel settore della fisiologia che su riviste ad ampia diffusione nell’ambito scientifico generale. Si tratta di ricerche condotte con competenza, caratterizzate da rigore metodologico. Ben documentata l’attività didattica. In conclusione, dall’analisi della produzione scientifica e del curriculum vitae della candidata emerge che la prof. Francesca Grassi possiede una ben definita personalità scientifica. 24 Candidato: LUCA IMERI Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena La produzione scientifica del candidato è rivolta allo studio di argomenti inerenti alla neurofisiologia, disciplina compresa nel settore BIO/09 e quindi pertinenti alla presente valutazione comparativa. Il candidato ha rivolto prevalentemente la sua attenzione allo studio degli eventi che possono influenzare il ritmo circadiano. Nel gruppo più rilevante delle indagini il candidato ha studiato la neurochimica del sonno mettendo in evidenza come i recettori muscarinici M2 del nucleo reticolare pontino ed i livelli di serotonina, di per sé attivante la veglia, siano in grado di modulare il sonno NREM. Più recentemente la produzione scientifica del candidato ha affrontato un nuovo e moderno filone di ricerca investigando, con buoni risultati, la influenza del sistema immunitario nella regolazione dei meccanismi del sonno. I lavori scientifici del candidato, seppure tutti in collaborazione e spesso con Autori di prestigio, dimostrano un personalità scientifica ben avviata. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca La ricerca del prof. Imeri riguarda la fisiologia del sonno. Su questo argomento sono stati considerati: il ruolo del talamo nella regolazione del ciclo sonno veglia, i sistemi ergici coinvolti nel controllo del ritmo sonno veglia ed infine i rapporti tra sistema immunitario e differenti sistemi ergici nella genesi del sonno. Di notevole interesse l’utilizzo della voltammetria in vivo per la misura in continuo della concentrazione delle ammine cerebrali. Si tratta di una produzione interessante e di buon livello ed è pubblicata su giornali di prestigio. La produzione presentata evidenzia una personalità scientifica in rapida evoluzione. Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta Il prof. Luca Imeri, nato a Monza (MI) il 28/03/60, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1986 presso l’Università degli Studi di Milano. Inquadrato nel 1994 nel ruolo di Ricercatore, dal 2001 è Professore Associato presso l’Istituto di Fisiologia Umana II della Facoltà di Medicina e Chirurgia della stessa Università e titolare del Corso di Fisiologia Umana e dell’Apparato Stomatognatico. Ricopre incarichi di insegnamento in diplomi di laurea ed in scuole di specializzazione ed è stato per due anni titolare del corso di Fondamenti Anatomo-fisiologici dell’attività psichica per il Corso di Laurea in Psicologia della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. E’ stato PostDoctoral Research Associate presso la Università del Tennessee e Adjunt Assistant Professor presso la Università del Texas. L’attività didattica è documentata. Presenta le 20 pubblicazioni richiesta di cui una , la No. 16, su un libro. Nel corso della sua carriera scientifica il prof. Imeri ha affrontato lo studio della regolazione del ciclo sonno-veglia, con particolare attenzione agli aspetti neurochimici e neuroimmunologici nel sonno. Dopo una prima fase in cui ha analizzato il ruolo del talamo nel ciclo sonno-veglia, mettendo in evidenza il coinvolgimento del nucleo mediale dorsale e le differenti caratteristiche dell’attività di singoli neuroni del nucleo durante le varie fasi del sonno, il prof. Imeri ha focalizzato la sua attenzione sul ruolo dei sistemi colinergico e serotoninergico nella regolazione del ciclo nittimerale. Per quanto riguarda il primo, ha posto in evidenza, in animali liberi di muoversi, che ciascun sottotipo di recettore muscarinico partecipa ad aspetti differenti del ciclo e che i recettori M2 giocano un ruolo cruciale nell’induzione e nel mantenimento del sonno REM. Lo studio del sistema serotoninergico ha dimostrato che la liberazione di serotonina a livello ipotalamico, massima durante la veglia, via via minore nel sonno NREM e poi durante il sonno REM, correla molto bene con la temperatura cerebrale e con le modalità di scarica dei neuroni serotoninergici dei nuclei del rafe. La somministrazione di 5-idrossitriptofano, un precursore della serotonina, all’inizio della fase di buio induce un iniziale aumento della veglia seguito da una seconda fase in cui il sonno NREM risulta aumentato. Nell’ambito degli studi sul rapporto fra sistema immunitario e sonno, il prof. Imeri ha potuto dimostrare che le modificazioni del sonno indotte dai muramil peptidi, costituenti della parete batterica fortemente antigenici che è possibile isolare dalle urine in seguito a veglia prolungata, sono mediate dall’interleuchina-1 e che la serotonina è coinvolta, tramite il recettore serotoninergico di tipo 5-HT2, nel mediare le modificazioni del sonno indotte dall’interleuchina-1. Nella maggior parte delle pubblicazioni presentate il candidato pur collaborando con autori ben conosciuti anche a livello internazionale mostra un buon grado di autonomia e quindi una personalità scientifica ben delineata. Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti La produzione scientifica del prof. Imeri è qualitativamente interessante e temporalmente continua. I lavori presentati per la valutazione comparativa sono tutti apparsi su riviste internazionali di discreto livello. Essi vertono su argomenti concernenti la fisiologia del sonno. I filoni di ricerca più interessanti che il candidato ha affrontato sono: il ruolo del sistema colinergico nella regolazione del ciclo sonno-veglia, il ruolo del sistema serotoninergico nella regolazione dello stesso ciclo ed i rapporti tra sistema immunitario e sonno. Usando la tecnica della ‘voltammetria’ in vivo, il prof. Imeri ha dimostrato che vi è una correlazione tra livello ipotalamico di serotonina e stadi del ciclo sonno-veglia nel ratto. Il livello ipotalamico di questo trasmettitore è massimo durante la veglia, intermedio nel sonno ad onde lente e minimo durante il sonno REM. Per quanto riguarda le modificazioni nel ciclo sonno-veglia indotto dalla serotonina, gli studi del prof. Imeri hanno mostrato che la somministrazione di un precursore della serotonina induce la veglia, ma questa viene seguita da un aumento del sonno ad onde lente. Egli ha interpretato questi dati come supporto dell’interessante ipotesi che la serotonina, oltre ad indurre la veglia, abbia un ruolo nella sintesi e/o nel rilascio di fattori che determinano un 25 successivo aumento della fase REM. Molto interessanti i suoi studi, iniziati negli Stati Uniti, ma proseguiti a Milano, sui reciproci rapporti tra sonno e sistema immunitario. Il prof. Imeri è un ricercatore accurato ed in possesso di ottimo bagaglio tecnico. Egli ha sviluppato interessanti linee di ricerca che dimostrano capacità di lavoro autonomo. Si tratta di un ricercatore assai promettente in via di rapida mauturazione. Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri L’attività scientifica del candidato si è rivolta prevalentemente a temi che riguardano la neurofisiologia, la neurofarmacologia, la neurochimica e la neuroimmunologia del sonno. Si è interessato inizialmente allo studio, mediante registrazioni da singoli neuroni del gatto, del ruolo del talamo nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Successivamente ha contribuito a mettere a punto una tecnica di voltammetria per lo studio nel ratto dei sistemi serotoninergico e dopaminergico. Ha poi orientato i suoi interessi verso la neurochimica del sonno, studiando il ruolo dei sistemi colinergico e serotoninergico nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Questi studi, condotti nel ratto, hanno dimostrato che aspetti diversi del ciclo sonno-veglia sono controllati da sottotipi recettoriali muscarinici differenti; inoltre hanno analizzato le caratteristiche del rilascio spontaneo di serotonina da diverse aree cerebrali ed hanno documentato, infine, che la serotonina è implicata non solo nello stato di veglia, ma anche nella fase ritardata di aumento del sonno NREM. Da ultimo, il candidato ha portato la sua attenzione allo studio delle interazioni fra sistema immunitario e sistema nervoso. Queste ricerche, interessanti e promettenti, hanno analizzato il meccanismo d’azione dei muramil peptidi, che sono attivatori del sistema immunitario, nella regolazione del sonno, documentando che questi peptidi agiscono per il tramite di una particolare citochina, l’interleuchina-1. Queste indagini sono continuate prendendo in esame le influenze che le citochine, ed in particolare l’interleuchina-1, esercitano sui circuiti cerebrali che mediano le diverse fasi del sonno. Dall’esame delle pubblicazioni del candidato risalta il costante approfondimento dei problemi affrontati, il rigore critico delle conclusioni e la grande padronanza delle tecniche utilizzate. Gli argomenti trattati sono pertinenti al settore scientifico-disciplinare BIO/09. L’attività didattica è documentata. Nel complesso il prof. Imeri appare ricercatore di grande competenza e docente di esperienza, avviato verso una completa maturità scientifica. Candidato: GIUSEPPE LUPPINO Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena Le ricerche del candidato riguardano argomenti di neurofisiologia, tutti congruenti con le discipline del settore scientifico BIO/09 per il quale viene svolta la presente valutazione comparativa. Il candidato si è dedicato allo studio di un rilevante aspetto della neurofisiologia che riguarda la organizzazione funzionale del sistema motorio nei primati. In questo complesso e dibattuto campo, il candidato ha evidenziato per la prima volta nuovi ed originali aspetti che hanno contribuito a fornire una più esatta visione della organizzazione funzionale di detto sistema. E’ stato infatti evidenziato che il sistema motorio corticale nei primati è costituito da un mosaico di aree anatomicamente e funzionalmente connesse e che queste sono la sede di funzioni fino ad ora attribuite ad altre aree associative. Appare quindi del tutto evidente il grande significato funzionale che deriva dalle suddette osservazioni sia in relazione alla acquisizione di nuove conoscenze come pure per la possibile trasposizione in campo applicativo. Pertanto, deve essere sottolineato che l’analisi della evoluzione temporale delle eccellenti ricerche del candidato permette di evidenziarne il determinante apporto. Il prof. Luppino, in base a quanto sopra riportato, dimostra una personalità scientifica molto brillante e pienamente matura. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca La produzione scientifica del prof. Luppino riguarda essenzialmente due campi di ricerca. Il primo considera le connessioni tetto pulvinar e pulvinar corteccia nella Tupaia. Il secondo concerne l’anatomia funzionale delle cortecce agranulari motorie mesiale e dorsale dei primati. Nell’ambito di questa linea con metodo istochimico, considerando la distribuzione della citocromo ossidasi in quest’area, sono state evidenziate 5 differenti regioni; questa topografia è stata confermata anche da studi di odologia e di elettrofisiologia. Nella corteccia mesiale è stata anche studiata con l’autoradiografia la distribuzione dei recettori glutamatergici I risultati ottenuti sono rilevanti ed innovativi e modificano radicalmente le precedenti vedute sulla funzionalità della corteccia motoria e premotoria e sono pubblicati su giornali di ottimo livello. La produzione scientifica presentata evidenzia una personalità scientifica completamente matura. Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta Il prof. Giuseppe Luppino, nato a Napoli nel 1957, si è laureato in Medicina e Chirurgia con lode nell’anno accademico 1981/1982 e specializzato in Neurologia con il massimo dei voti nel 1986 presso l’Università degli Studi di Parma; nel 1988 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Neurologiche. Dal 1992 è Professore Associato di Fisiologia Applicata presso l’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma, ove ricopre incarichi di insegnamento in diplomi di laurea ed in scuole di specializzazione; è stato, dal 1990 al 1992, Ricercatore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della stessa Università. La sua attività didattica è molto ben documentata. Il prof. Luppino ha trascorso all’estero due soggiorni di studio di sei mesi ciascuno: il primo, nel 1985, presso il Department of Psychology della Duke University, Durham (Stati Uniti), il secondo, nel 1992, presso il Department of 26 Physiology della Nihon University di Tokyo (Giappone). Nel 1987 ha partecipato al corso “Advanced Methods in Neuroanatomy”, tenutosi a Budapest (Ungheria), usufruendo di una borsa di studio della European Science Foundation. L'attività scientifica del prof. Luppino si è articolata in particolare nell’ambito della neuroanatomia funzionale, studiando l’organizzazione delle vie visive sottocorticali, quella anatomica e funzionale della corteccia agranulare frontale e di quella parietale posteriore e le afferenze talamiche, pallidali e cerebellari, nei primati. Le ricerche riguardanti le connessioni tetto-pulvinar e pulvinar-corteccia nella Tupaia hanno messo in evidenza la presenza di due vie visive sottocorticali parallele, una con un buon grado di organizzazione retinotopica, l’altra non topograficamente organizzata. Quelle sull’organizzazione della corteccia frontale di primate, di particolare interesse, hanno consentito di identificare, con metodi istochimici per la citocromo-ossidasi, cinque aree della corteccia frontale agranulare, differenti per i livelli dell’attività enzimatica espressa; studi citoarchitettonici, immunoistochimici e neurochimici hanno poi confermato questa suddivisione, la cui validità funzionale è stata dimostrata con metodi elettrofisiologici. Nel loro insieme, questi dati hanno contribuito allo sviluppo del concetto di “rappresentazioni multiple dei movimenti” delle varie parti del corpo e a mettere in luce il coinvolgimento della corteccia motoria nella elaborazione di processi di trasformazione sensori-motoria e in funzioni cognitive. Con l’analisi delle connessioni corticali e sottocorticali delle differenti aree, il prof. Luppino ha contribuito ad evidenziare il ruolo di ciascuna di esse nell'ambito dei meccanismi di controllo motorio. Un’analoga suddivisione in aree distinte dal punto di vista citoarchitettonico e neurochimico è stata messa in evidenza nella corteccia premotoria mesiale dell’uomo. Infine, di particolare interesse sono gli studi sull’organizzazione della corteccia parietale della scimmia, in particolare dell’area intraparietale anteriore e dell’area V6, che hanno messo in evidenza come la prima giochi un ruolo importante nei processi di trasformazione visuomotoria necessari alla programmazione dei movimenti di afferramento della mano, mentre la seconda sembra costituire il punto di arrivo di informazioni visive che, distribuite poi ad aree parietali e frontali, sarebbero coinvolte nei processi di trasformazione sensori-motoria. L’attività scientifica del prof. Luppino è ampiamente riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, come si può evincere dagli inviti a tenere seminari ed a partecipare a tavole rotonde. In conclusione, l'esame globale dei titoli presentati, le sue doti di ricercatore e la sua vasta esperienza didattica indicano che il candidato possiede una spiccata personalità ed una completa maturità scientifica. Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti Gli studi presentati dal prof. Luppino per la valutazione comparativa vertono su argomenti della fisiologia del sistema nervoso. Tutti i lavori sono stati pubblicati su prestigiose riviste internazionali. In essi si possono distinguere tre filoni principali: lo studio dell’organizzazione anatomo-funzionale delle aree motorie mesiali, lo studio delle proprietà anatomo-funzionali delle aree motorie poste sulla parete laterale della corteccia cerebrale, e lo studio dell’organizzazione anatomo-funzionale del lobo parietale. Caratteristica della ricerca del candidato è l’uso combinato di tecniche elettrofisiologiche (registrazione di singoli neuroni, stimolazione elettrica corticale) ed anatomiche (metodi classici, metodi istochimici). Gli studi del prof. Luppino delle aree motorie mesiali hanno portato alla scoperta che la cosiddetta area motoria supplementare (SMA) della fisiologia classica consta in realtà di due aree morfologicamente e funzionalmente distinte. Di queste, quella caudale (area F3 o SMA-proper) è un’area somatotopicamente organizzata con caratteristiche simili all’area SMA classica, mentre l’area rostrale (area F6 o pre-SMA) è un’area con funzioni di controllo sull’esecuzione delle azioni. Un altro contributo scientifico di grande rilievo del prof. Luppino concerne le proprietà funzionali dell’area parietale AIP. I suoi dati su questa area hanno permesso di chiarire i processi che portano dalla descrizione visiva di un oggetto all’azione necessaria per agire sullo stesso. In questi ultimi anni il prof. Luppino ha continuato le sue ricerche sulle aree premotorie mesiali (connessioni, organizzazione delle are mesiali nell’uomo) ed iniziato un accurato studio delle aree premotorie dorsali (organizzazione citoarchittetonica ed istochimica, connessioni). Tra i risultati più interessanti di questi ultimi studi è la dimostrazione che vi sono settori delle aree premotorie dorsali che ricevono afferenze visive e non solo somatosensoriali come classicamente pensato. Il prof. Luppino è un ricercatore accurato che ama andare a fondo dei problemi studiati. Le sue scoperte, ed in particolare quelle sulle aree SMA e pre-SMA, hanno avuto risonanza oltre che in fisiologia in neurologia clinica e nel campo del “brain imaging”. Ha scritto lavori di sintesi per prestigiose riviste internazionali tra cui “News Physiol. Sciences” e “Neuron”. Il prof. Luppino appare un candidato che ha raggiunto la maturità scientifica necessaria per il ruolo di Professore di prima fascia. Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri Il candidato ha una produzione scientifica quantitativamente assai significativa che spazia dalla neuropsicologia sperimentale alla neuroanatomia e alla neurofisiologia, temporalmente continua e tutta pertinente al settore scientificodisciplinare BIO/09. Il suo principale campo di interesse scientifico concerne l’organizzazione anatomica e funzionale della corteccia agranulare frontale del primate. Lo scopo principale di queste ricerche è stato quello di individuare le suddivisioni della corteccia agranulare frontale sulla base di criteri integrati di ordine citoarchitettonico, elettrofisiologico ed odologico. Queste ricerche hanno contribuito in maniera rilevante all’accettazione, da parte della comunità scientifica, del principio che la corteccia motrice dei primati è formata da numerose aree indipendenti, ciascuna delle quali svolge funzioni specifiche nell’ambito dei meccanismi di controllo corticale del movimento. Un altro indirizzo rilevante delle ricerche condotte dal prof. Luppino è quello concernente l’organizzazione anatomica e funzionale della corteccia parietale posteriore della Scimmia, ricerche che hanno condotto, fra l’altro, alla dimostrazione 27 dell’esistenza di circuiti parieto-frontali multipli che presentano un elevato grado di segregazione. I risultati di queste ricerche suffragano l’ipotesi di una elaborazione in parallelo di aspetti specifici di trasformazioni sensorimotorie per il tramite di connessioni parieto-frontali. Le pubblicazioni presentate per la valutazione comparativa sono tutte di ottimo livello, caratterizzate da grande rigore metodologico, originalità ed innovatività, e sono ospitate in riviste di ottima reputazione internazionale. La validità della produzione scientifica è anche testimoniata dalle numerose collaborazioni scientifiche con laboratori italiani e stranieri di grande livello e dai finanziamenti ottenuti da istituzioni italiane e straniere. L’attività didattica è anch’essa molto ben documentata. Nel complesso i titoli presentati ed il curriculum vitae attestano che il prof. Luppino possiede una personalità scientifica originale e pienamente matura. 28 Candidato: DIANA TROIANI Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena L’attività di ricerca, attuata con tecniche di elettrofisiologia e comportamentali, riguarda principalmente il sistema vestibolare, la via cerebello-talamo-corticale ed il sistema neuromuscolare. Di rilievo, nel gruppo di lavori incentrati sul sistema vestibolare, la dimostrazione della modulazione dell’attività vestibolare da parte di segnali trigeminali. I risultati degli studi sulla via cerebello-talamo-corticale, effettuati durante un soggiorno di studio presso un prestigioso Istituto di ricerca francese, hanno fornito una attenta analisi ed una precisa topografia dei segnali convergenti cerebellofughi su neuroni di relay talamo-corticali. Le ricerche sul sistema neuromuscolare hanno evidenziato curve lunghezza/tensione diverse per i differenti tipi di unità motorie ed una sommazione di tensione non lineare tra le differenti combinazioni di unità motorie. Nei lavori di più recente pubblicazione viene ripresa la tematica dell’apparato vestibolare e viene dimostrata l’instabilità intrinseca del “velocity storage” vestibolare. L’attività scientifica ed il curriculum vitae della prof.ssa Troiani mostrano una personalità scientifica ben orientata e di buon livello. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca La prof. Troiani si è interessata del controllo dell'attività motoria ed in particolare dei rapporti tra apparato vestibolare e postura, del controllo cerebellare sul movimento volontario e sull'attivazione e reclutamento delle unità motorie. Attualmente si interessa delle strategie motorie dell'arto superiore durante l'apprendimento di compiti motori. Gli esperimenti, condotti con tecniche di fisiologia classica, sono di notevole interesse e sono pubblicati su giornali di buon livello. Si tratta di una candidata che mostra una personalità scientifica ben definita. Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta La prof.ssa Diana Troiani, nata a Cottanello (RI) il 14/02/46, si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 1973 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Dal 1986 è Professore Associato di Fisiologia Applicata presso l’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia della stessa Università, ove era già stata assistente incaricato e, dal 1979, assistente ordinario di Fisiologia Umana; ricopre vari incarichi di insegnamento in diplomi di laurea ed in scuole di specializzazione. La sua attività didattica è pertanto molto ben documentata. Ha effettuato due soggiorni di studio all’estero: uno, per il quale ha usufruito di una borsa di studio NATO, dal 1980 al 1981 presso il Laboratoire de Neurophysiologie del CNRS di Marsiglia (Francia) e l’altro, dal 1982 al 1983, in qualità di Visiting Scientist presso il Laboratoire de Neurophysiologie Sensorielle del CNRS di Parigi (Francia). Il controllo del movimento ha costituito il filo conduttore dell'attività scientifica della prof.ssa Troiani. Questo problema è stato affrontato utilizzando approcci culturali e metodologici differenti. L’analisi con tecniche elettrofisiologiche e comportamentali delle relazioni fra sistema vestibolare, sistema visivo e mantenimento della postura ha portato ad evidenziare l’importanza dell’integrazione di modalità sensoriali differenti; tecniche di registrazione intracellulare ed extracellulare hanno invece consentito alla prof.ssa Troiani, tramite lo studio dei neuroni di relay talamo-corticali della via cerebello-talamo-corticale, di mettere in evidenza l’importanza del cervelletto nell’inviare alla corteccia segnali di inizio e di esecuzione del movimento, determinando così la modulazione corticale della durata, della velocità e della forza della contrazione muscolare. Un’altra linea di ricerca ha condotto allo studio dell’influenza della lunghezza muscolare sulla forza sviluppata e dell’importanza di un’attivazione coordinata nel tempo di singole unità motrici per l’ottimizzazione della forza sviluppata. Più recentemente la prof.ssa Troiani coordina ricerche sulle strategie motorie dell’arto superiore in corso di apprendimento di compiti motori e sulle modalità di mantenimento della stabilità dell’occhio durante le rotazioni del capo. Sulla base delle pubblicazioni presentate e dell’attività didattica della candidata si ritiene che essa sia in possesso di una personalità scientifica di buon livello. Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti La candidata presenta 20 lavori per la valutazione comparativa, tutti pubblicati su riviste internazionali. La produzione scientifica è piuttosto eterogenea anche se legata da un filo conduttore: lo studio del controllo del movimento. I temi trattati sono: le relazioni tra sistema vestibolare e mantenimento della postura, il controllo cerebellare del movimento volontario, il controllo da parte della corteccia cerebrale degli aggiustamenti posturali, l’influenza della lunghezza muscolare sull’entità di forza sviluppata da singole unità motorie. Le ricerche più recenti concernono il mantenimento della stabilità dell’occhio durante la rotazione del capo. Gli studi di maggiore rilievo appaiono quelli condotti alla fine degli anni ottanta con la tecnica della registrazione intracellulare. In questi studi la prof. Troiani ha registrato intracellularmente l’attività dei neuroni dei nuclei talamici che ricevono dal cervelletto, dimostrando che questi neuroni codificano e trasmettono alla corteccia motoria segnali di inizio ed esecuzione del movimento. La scarica cerebellare determina una modulazione dell’attività corticale che a sua volta influenza la durata, velocità, e forza di contrazione dei muscoli bersaglio. La prof. Troiani è una ricercatrice attiva e preparata. Conosce le tecniche della fisiologia classica e tecniche complesse come quelle della registrazione intracellulare di singoli neuroni. Manca forse nella sua produzione una originalità tematica e l’approfondimento di un argomento specifico. Si tratta comunque di una studiosa di sicuro valore. 29 Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri L’attività scientifica della candidata è rivolta a temi che riguardano il controllo del movimento, che è stato indagato con approcci sperimentali diversi, sulla base dei quali si possono individuare tre linee di sviluppo rilevanti. La prima linea di sviluppo si è indirizzata all’analisi dei meccanismi di integrazione delle informazioni vestibolari con informazioni di natura acustica, visiva e trigeminale ai fini del mantenimento della postura. La seconda linea di sviluppo si è prefissa lo scopo di studiare le relazioni cerebello-talamo-corticali ed il loro contributo ai processi d’avvio e all’esecuzione del movimento nonché i meccanismi di controllo di specifiche aree motorie corticali sui neuroni vestibolo-spinali implicati nel controllo degli aggiustamenti posturali. La terza linea di sviluppo, infine, ha avuto per oggetto lo studio delle modalità di attivazione e di reclutamento delle unità motrici ad opera del sistema motorio. Le ricerche sono state condotte con rigore metodologico e con grande padronanza delle tecniche utilizzate. Dall’analisi delle pubblicazioni si rileva che le tematiche della ricerca sono ben orientate. La maggior parte degli articoli sono pubblicati su riviste di rilievo internazionale. L’attività didattica è molto ampia e ben documentata. Nel complesso la prof.ssa Troiani appare ricercatore competente e docente di grande esperienza, non lontana dal conseguimento di una completa maturità scientifica. 30 Candidato: FRANCESCO VITIELLO Giudizio espresso dal Prof. Gian Battista Azzena I lavori presentati dal candidato si riferiscono ad argomenti di neurofisiologia, disciplina pertinente al settore scientifico-disciplinare BIO/09 Fisiologia e per il quale è indetta la presente valutazione comparativa. Si tratta di ricerche che inizialmente sono volte allo studio dello sviluppo del sistema nervoso centrale ed alle alterazioni conseguenti ad una carenza alimentare oppure ormonale sviluppata durante il periodo gestazionale e neonatale. Mediante tecniche appropriate è stato evidenziato che i fenomeni di mielinizzazione e sinaptogenesi sono fra quelli più danneggiati. Lo studio degli eventi intracellulari è stato successivamente rivolto alla indagine sui fattori di adesione membranaria, conclusi con la identificazione di specifiche proteine di adesione, quali la proteina F3. Degni di nota infine appaiono i lavori nei quali è stata descritta la funzione di una specifica proteina che provvede a determinare il legame della vescicola sinaptica al sito attivo, determinandone sia mediante tecniche elettrofisiologiche che immunoistochimiche le modalità di attivazione. Tutti i lavori sono stati pubblicati su prestigiose riviste internazionali e documentano nel candidato una personalità scientifica solida, matura e degna di considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio espresso dal Prof. Bruno De Luca Le ricerche del prof Vitiello riguardano il ruolo delle glicoproteine nella maturazione cerebrale sia in condizioni normali sia a seguito dell’applicazione di fattori capaci di modificare il normale sviluppo cerebrale come la malnutrizione e l’ipotiroidismo. Successivamente lo stesso si è interessato dei processi di adesione cellulare durante la neurontogenesi ed infine della specificità molecolare nel sistema nervoso di Aplysia ed i suoi correlati funzionali. Si tratta di una produzione interessante e valida, pubblicata su giornali di buon livello, che caratterizzano una personalità scientifica completamente matura. Giudizio espresso dal Prof. Carlo Di Benedetta Il prof. Francesco Vitiello, nato a Napoli nel 1951, si è laureato in Medicina e Chirurgia con lode nel 1975 e specializzato con lode in Neurologia nel 1979; fin dal 1992 è professore associato di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Bari. Il prof. Vitiello è stato assistente incaricato, borsista rettorale e Ricercatore confermato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bari, ove ricopre incarichi di insegnamento in diplomi di laurea ed in scuole di specializzazione. Dal 1991 al 1993 ha collaborato alla organizzazione delle attività didattiche programmate nell'ambito del Progetto Europeo TEMPUS/Co.Le.M., coordinato presso l'Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bari e volto ad implementare curricula didattici innovativi. Dal 1976 al 1979 il prof. Vitiello ha effettuato un soggiorno di studio a Strasburgo (Francia) presso il Centre de Neurochimie del CNRS. Durante questo periodo, per il quale ha usufruito di un assegno di addestramento scientifico e didattico dell’Univérsité Louis Pasteur, ha anche contribuito alle attività didattiche svolte nell'ambito del ‘Diplome d'Etudes Approfondies en Neurochimie’. Più di recente, dal 1998 al 1999, si è recato in sabbatico presso il laboratorio diretto dal Dott. Bernard Poulain nello stesso centro di ricerca. La sua attività didattica sia in Italia che all'estero è, pertanto, molto ben documentata. L'attività scientifica del prof. Vitiello è centrata sull’influenza che fattori epigenetici di varia natura hanno sullo sviluppo del sistema nervoso. Di particolare interesse è il contributo alla comprensione degli effetti della malnutrizione e della disfunzione tiroidea sull’ontogenesi del cervelletto di ratto. La ricerca, iniziata presso l’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università di Napoli e proseguita a Strasburgo, si è basata sull’uso di alcuni parametri biochimici, ‘marcatori’ più o meno specifici di strutture del tessuto nervoso, per studiare cellularizzazione, mielinizzazione e sinaptogenesi nel cervelletto normale e sottoposto a noxae nutrizionali o ormonali durante il periodo critico dello sviluppo costituito dalle prime tre settimane di vita postnatale. Lo studio ha consentito non solo di mettere in evidenza i danni determinati dalle due situazioni sperimentali, ma di dimostrare altresì che malnutrizione, sia in eccesso sia per difetto, e distiroidismo alterano la struttura finale dell’organo attraverso meccanismi d’azione differenti, dimostrando, inoltre, alterazioni funzionali di lunga durata. Di particolare rilevanza ed interesse è lo studio intrapreso, al suo ritorno in Italia presso l’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università di Bari, dei processi di adesione cellulare e di stabilizzazione dei contatti sinaptici durante la neurontogenesi, mediante l’utilizzazione di tecniche immunologiche, immunocitochimiche e di biologia molecolare. Questo studio ha portato all’utilizzazione di un modello di sistema nervoso semplice, quello di invertebrato, in cui il prof. Vitiello ha analizzato in vitro l’influenza retrograda del bersaglio sull’espressione e distribuzione delle proteine presinaptiche e sulla liberazione del neurotrasmettitore. Nell’ambito del Dipartimento di Farmacologia e di Fisiologia Umana di Bari il prof. Vitiello dirige un gruppo di ricerca, scegliendo autonomamente le problematiche di ricerca da perseguire e le metodologie da utilizzare. La sua attività scientifica è largamente riconosciuta, come si può evincere dai numerosi inviti a tenere seminari ed a partecipare a tavole rotonde. Le doti di ricercatore del prof. Vitiello e la sua vasta esperienza didattica, rilevate dal suo curriculum e dalle pubblicazioni presentate ai fini della valutazione comparativa, tutte pertinenti al settore scientifico-disciplinare di cui al presente concorso, indicano una personalità molto ben delineata e decisamente matura. 31 Giudizio espresso dal Prof. Giacomo Rizzolatti La produzione scientifica del prof. Vitiello è centrata sullo sviluppo del sistema nervoso e sullo studio di aspetti molecolari dell’organizzazione del sistema nervoso di Aplysia. Tranne la prima pubblicazione, dove il candidato descrive un’interessante tecnica di isolamento e dosaggio dei mucopolisaccaridi urinari, tutte gli altri lavori presentati per la valutazione comparativa riguardano questi temi. Gli argomenti trattati sono: lo sviluppo del cervelletto e sue alterazioni dovute a fattori epigenetici (deficit nutritivi, disfunzione tiroidea), i processi di adesione cellulare durante la neurontogenesi, vari aspetti della specificità molecolare nel sistema nervoso di Aplysia. Di grande interesse sono gli studi sul sistema nervoso di questo mollusco. In particolare il candidato usando anticorpi monoclonali ha selettivamente “dissezionato” il sistema nervoso di Aplysia alterando l’attività di scarica spontanea ed evocata di una serie di neuroni di questo mollusco. E’ ovvia l’importanza di questa tecnica per la comprensione del comportamento. Di grandissimo valore sono gli studi recenti sull’influenza che le proteine G hanno sulla liberazione dei neurotrasmettitori. Ancora una volta come modello sperimentale è stata usata l’Aplysia (preparato in vitro). Da notare infine, per sottolineare l’alto livello scientifico del candidato, la collaborazione con il prof. Greengard, premio Nobel per la Medicina. In conclusione si tratta di un candidato molto valido, in possesso della conoscenza di tecniche moderne di neuroscienze. I suoi lavori più recenti indicano il raggiungimento del grado di maturità richiesto per un Professore di prima fascia. Giudizio espresso dal Prof. Giuseppe Spidalieri Nella produzione scientifica del prof. Vitiello possono essere individuati tre indirizzi rilevanti. Il primo concerne lo studio dello sviluppo del sistema nervoso centrale e delle sue alterazioni di natura epigenetica eseguito utilizzando come modello sperimentale il cervelletto del ratto ed ha condotto alla definizione di parametri biochimici e morfologici indicativi dello sviluppo del sistema nervoso centrale nonché alla caratterizzazione della loro alterazione ad opera di fattori epigenetici quali la malnutrizione e le disfunzioni tiroidee. Il secondo indirizzo di ricerca concerne lo studio dei processi di adesione cellulare nel corso dello sviluppo del sistema nervoso mediante tecniche immunologiche, immunocitochimiche e di biologia molecolare ed ha condotto, fra l’altro, all’identificazione e alla caratterizzazione di una nuova proteina specifica del tessuto nervoso (Sy-1) e di una forma solubile della molecola di adesione cellulare NCAM. Il terzo indirizzo di ricerca ha avuto per obiettivo la definizione di alcune caratteristiche molecolari che stanno alla base della specificità neuronale del sistema nervoso di Aplysia, che è stato scelto come modello sperimentale in quanto questo mollusco possiede un numero relativamente piccolo di cellule con connessioni sinaptiche ben definite. L’insieme della produzione scientifica del candidato appare caratterizzato da elevata originalità e rigore scientifico. Le pubblicazioni scientifiche sono apparse per la quasi totalità in importanti riviste internazionali di Neuroscienze ed hanno contribuito ad espandere le nostre conoscenze sui meccanismi dello sviluppo che stanno alla base della differenziazione dei diversi tipi di neuroni del sistema nervoso centrale. L’apporto individuale del candidato è sempre ben determinato. L’attività didattica risulta ampia e ben documentata. In conclusione, l’esame complessivo dei titoli presentati mostra che il candidato possiede una spiccata personalità ed una completa maturità scientifica. 32 UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI Procedura di valutazione comparativa per la copertura di n. 1 posto di professore ordinario per il Settore scientifico disciplinare BIO/09 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia-Università di Bari – IV tornata 2001 (Bando emesso con D.R. n. 9901 del 27/09/2001, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. – S.O. – IV Serie Speciale n. 80 del 09/10/2001). QUINTA RIUNIONE Il giorno 22 giugno 2002 alle ore 9.00 presso il Dipartimento di Farmacologia e Fisiologia umana dell’Università di Bari, si è riunita la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa come sopra indicata, nominata con decreto rettorale n 2173 del 04/03/2002, pubblicato nella G.U.-IV Serie Speciale n 23° del 22/03/02, per procedere alla valutazione dei titoli e dei curricula complessivi dei candidati. Risultano presenti i seguenti commissari: RIZZOLATTI Giacomo -Presidente AZZENA Gian Battista DI BENEDETTA Carlo SPIDALIERI Giuseppe DE LUCA Bruno -Segretario La Commissione riprende i lavori e procede all’esame e alla valutazione collegiale dei titoli e delle pubblicazioni presentate da ciascun candidato. La discussione collegiale avviene attraverso la comparazione dei giudizi individuali formulati da parte di ciascun commissario sul singolo candidato (sempre considerati in ordine alfabetico) e per ciascuno di loro si conclude con la formulazione di un giudizio collegiale che viene raccolto dal Presidente ed è allegato (vedi Allegato C) al presente verbale quale sua parte integrante. La Commissione riprende quindi l’esame dei giudizi collegiali ed inizia la discussione per determinare i candidati Idonei per la procedura di valutazione comparativa ad un posto di Professore universitario di ruolo, fascia degli ordinari, per il settore scientifico-disciplinare BIO/09, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari, attraverso la comparazione dei giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati, sempre considerati in ordine alfabetico. Al termine, dopo ponderata valutazione comparativa, il Presidente invita la Commissione a procedere alla votazione riguardante i nove candidati. Il Presidente ricorda che ogni Commissario ha due voti favorevoli e non è ammessa l’astensione. Si procede quindi alla votazione secondo appello nominale e seguendo l’ordine alfabetico dei candidati, con il seguente risultato: NOMINATIVO: 1.BELLUARDO NATALE 2.CASTELLANI LORIANA 3.CEVESE ANTONIO 4.GRASSI CLAUDIO 5.GRASSI FRANCESCA 6.IMERI LUCA 7.LUPPINO GIUSEPPE 8.TROIANI DIANA 9.VITIELLO FRANCESCO voti favorevoli voti favorevoli voti favorevoli voti favorevoli voti favorevoli voti favorevoli voti favorevoli voti favorevoli voti favorevoli 0 0 0 0 0 0 5 0 5 Il Presidente dichiara conclusa la votazione. In base all’esito della stessa, la Commissione, ai sensi di quanto previsto dall’art. 4, comma 2 del DPR n. 390/98, individua gli idonei nella valutazione comparativa a n. 1 posto di Professore ordinario per il settore scientificodisciplinare BIO/09 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari nei seguenti docenti elencati in ordine alfabetico. 33 NOMINATIVI IDONEI LUPPINO Giuseppe VITIELLO Francesco La seduta viene sciolta alle ore 11.15 e la Commissione si riconvoca per le ore 11:30 per la stesura della relazione riassuntiva dei lavori svolti. Letto, approvato e sottoscritto. La Commissione: Prof. Giacomo RIZZOLATTI Prof. Gian Battista AZZENA Prof. Carlo DI BENEDETTA Prof. Giuseppe SPIDALIERI Prof. Bruno DE LUCA Presidente _________________________________ Componente _________________________________ Componente _________________________________ Componente _________________________________ Segretario _________________________________ Bari, li 22/06/2002 34 ALLEGATO “C” Giudizi collegiali Candidato: NATALE BELLUARDO Il prof. Natale Belluardo, nato a Ispica (RG) nel 1953, è laureato con lode in Scienze Biologiche nel 1976 e in Medicina e Chirurgia nel 1984. Dal 1998 è Professore Associato di Fisiologia Umana. Documentata l’attività didattica. L’attività scientifica del candidato è in gran parte congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientificodisciplinare BIO/09 ed è possibile evincere da essa un apporto individuale, rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione riconosce una buona originalità ed innovatività nel contributo scientifico del candidato. La sua produzione scientifica è di grande rilevanza anche in campo internazionale. Candidato: LORIANA CASTELLANI La prof.ssa Loriana Castellani, nata a Forano (RI) il 4 gennaio 1954, è laureata con lode in Fisica nel 1977. Dal 2001 è Professore Associato di Fisiologia. Documentata l’attività didattica. L’attività scientifica della candidata è in parte congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientificodisciplinare BIO/09 e spesso è possibile evincere da essa un apporto individuale. Si riconosce rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione constata discreta originalità ed innovatività nel contributo scientifico della candidata. La sua produzione scientifica è rilevante anche in campo internazionale. Candidato: ANTONIO CEVESE Il prof. Antonio Cevese, nato a Padova nel 1944, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1969. E’ attualmente Professore Associato di Fisiologia Umana. Documentata l’attività didattica. L’attività scientifica del candidato è sempre congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientificodisciplinare BIO/09 ed è possibile evincere da essa un apporto individuale, rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione riconosce una discreta originalità ed innovatività nel contributo scientifico del candidato. La sua produzione scientifica è rilevante. Candidato: CLAUDIO GRASSI Il prof. Claudio Grassi, nato a Salerno nel 1956, si è laureato in Medicina e Chirurgia con lode nell’anno accademico 1980/1981. Dal 1998 è Professore Associato in Biofisica (settore scientifico-disciplinare BIO/09). Documentata l’attività didattica. L’attività scientifica del candidato è sempre congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientificodisciplinare BIO/09 ed è possibile evincere da essa un chiaro apporto individuale, rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione riconosce una buona originalità ed innovatività nel contributo scientifico del candidato. La sua produzione scientifica è di grande rilevanza anche in campo internazionale. Candidato: FRANCESCA GRASSI La prof.ssa Francesca Grassi, nata a Roma nel 1962, si è laureata in Fisica nel 1985. Dal 1999 è Professore Associato di Fisiologia Umana. Documentata l’attività didattica. L’attività scientifica della candidata è in gran parte congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientifico-disciplinare BIO/09 ed è possibile evincere da essa un discreto apporto individuale, rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione riconosce una discreta originalità ed innovatività nel contributo scientifico della candidata. La sua produzione scientifica è di grande rilevanza. Candidato: LUCA IMERI Il prof. Luca Imeri, nato a Monza (MI) il 28/03/60, si è laureato in Medicina e Chirurgia con lode nel 1986. Dal 2001 è Professore Associato di Fisiologia umana e dell’apparato stomatognatico (settore scientifico disciplinare BIO/09). Documentata l’attività didattica. 35 L’attività scientifica del candidato è sempre congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientificodisciplinare BIO/09 ed è possibile evincere da essa un buon apporto individuale, rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione riconosce buona originalità ed innovatività nel contributo scientifico del candidato. La sua produzione scientifica è di grande rilevanza anche in campo internazionale. Candidato: GIUSEPPE LUPPINO Il prof. Giuseppe Luppino, nato a Napoli nel 1957, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 1981/1982. Dal 1992 è Professore Associato di Fisiologia Applicata (settore scientifico-disciplinare BIO/09). Documentata l’attività didattica. L’attività scientifica del candidato è sempre congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientificodisciplinare BIO/09 ed è possibile evincere da essa un importante apporto individuale, grande rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione riconosce una grande originalità ed innovatività nel contributo scientifico del candidato. La sua produzione scientifica è di grandissima rilevanza anche in campo internazionale. Candidato: DIANA TROIANI La prof.ssa Diana Troiani, nata a Cottanello (RI) il 14/02/46, si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 1973. Dal 1986 è Professore Associato di Fisiologia Applicata (settore scientifico-disciplinare BIO/09). Documentata l’attività didattica. L’attività scientifica della candidata è sempre congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientificodisciplinare BIO/09 ed è possibile evincere da essa un apporto individuale, rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione riconosce una buona originalità ed innovatività nel contributo scientifico della candidata. La sua produzione scientifica è rilevante. Candidato: FRANCESCO VITIELLO Il prof. Francesco Vitiello, nato a Napoli nel 1951, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1975. Dal 1992 è professore associato di Fisiologia Umana. Documentata l’attività didattica. L’attività scientifica del candidato è sempre congrua con le discipline fisiologiche comprese nel settore scientificodisciplinare BIO/09 ed è possibile evincere da essa un elevato apporto individuale, grande rigore metodologico e continuità temporale della ricerca. La Commissione riconosce una grande originalità ed innovatività nel contributo scientifico del candidato. La sua produzione scientifica è di grandissima rilevanza anche in campo internazionale. 36