Gloria Girardi, 5sI Sole ed energie rinnovabili: un modo per salvaguardare il pianeta -Il Sole è la stella madre del sistema solare, attorno alla quale orbitano gli otto pianeti principali (tra cui la Terra), i pianeti nani, i loro satelliti, innumerevoli altri corpi minori e la polvere diffusa per lo spazio. La massa del Sole, che ammonta a circa 2 · 1030 kg, rappresenta da sola il 99,8% della massa complessiva del sistema solare. Caratteristiche -Il Sole è, propriamente, una stella di dimensioni medio-piccole costituita essenzialmente da idrogeno (circa il 74% della sua massa, il 92,1% del suo volume) ed elio (circa il 2425% della massa, il 7,8% del volume). È classificata come una nana gialla e ha una temperatura superficiale di circa 5 780 K (5 507 °C). Nel diagramma Hertzsprung-Russell è collocato nella sequenza principale, ovvero in una lunga fase di equilibrio. Posizione -Il sole è collocato all’interno del Braccio di Orione, un braccio secondario della spirale galattica. Il Sole orbita attorno al centro della via Lattea ad una distanza media di circa 26'000 anni luce da esso. Formazione -È accertato che la formazione del Sole, risalente a circa 4,57 miliardi di anni fa, fu dovuta ad un rapido collasso di un’estesa nube molecolare, innescato da una o più supernovae risiedenti nei paraggi. Questo collasso portò alla formazione di una generazione di giovanissime stelle T Tauri, tra le quali anche il Sole. Le inclusioni ricche in calcioalluminio, residuate dalla formazione stellare, formarono poi un disco protoplanetario attorno alla stella nascente. Tale ipotesi è stata formulata alla luce dell'alta abbondanza di elementi pesanti, quali oro ed uranio, nel nostro sistema planetario. Struttura -Il sole possiede una struttura interna ben definita, uno strumento per determinare la struttura solare è fornito dall’eliosismologia, una disciplina che analizza la differente propagazione delle onde di pressione che attraversano l’interno del Sole. La struttura interna del Sole appare costituita da involucri concentrici ed ogni strato possiede caratteristiche e condizioni fisiche ben precise che lo differenziano dagli altri. Gli strati, dal centro verso l’esterno, sono : -Il nucleo; -La zona radioattiva; -La zona convettiva; -La fotosfera ( superficie visibile del sole e presenta una struttura a granuli dovuta ai moti convettivi che si verificano nella zona convettiva e presenta un’intensa attività manifestata ad esempio con le macchie solari che si formano e scompaiono con regolarità); -La cromosfera ( con la corona) forma l’astenosfera solare; - La corona solare Il Nucleo -Il nucleo solare rappresenta in volume il 10 % della stella, in massa oltre il 40 %.È qui che avvengono le reazioni di fusione nucleare, fonte principe dell'energia solare. -Il nucleo solare presenta una densità superiore a 150 000 kg/m³ (150 volte quella dell'acqua), una temperatura di circa 13 600 000 K ed una pressione di quasi 500 miliardi di atmosfere; è la combinazione di simili valori a favorire la fusione nucleare dell'idrogeno in elio. Il nucleo è l'unica regione della nostra stella in cui, attualmente, avvenga la fusione nucleare. Tali reazioni liberano energia sotto forma di radiazione γ che, una volta emessa dal nucleo, viene assorbita e riemessa dalla materia degli strati superiori, contribuendo a mantenere alta la temperatura; nell'attraversare gli strati della stella la radiazione elettromagnetica perde energia assumendo lunghezze d'onda sempre maggiori, passando dalla banda γ alla banda X e ultravioletta, per poi diffondersi nello spazio come luce visibile. Un altro prodotto delle reazioni nucleari sono i neutrini, particelle che raramente interagiscono con la materia e che dunque attraversano liberamente lo spazio. Energia emessa dal Sole -La fusione nucleare consiste nella trasformazione di quattro nuclei d’idrogeno in un nucleo di elio4. Ogni secondo nel nucleo della nostra stella 600'000'000 di tonnellate di idrogeno vengono convertite in 595'740'000 tonnellate di elio. Dopo questa trasformazione, parte della quantità iniziale di idrogeno sembrano esser state perse. In realtà questa massa mancante si è trasformata direttamente in energia, ossia in radiazione elettromagnetica, secondo l’equazione di Albert Einstein: E=mc 2 . Egli infatti comprese e dimostrò che il principio di conservazione coinvolge sia la materia che l'energia, considerate non più come due realtà distinte ma unitarie. -La conversione da idrogeno ad elio avviene secondo queste trasformazioni: [Nella prima reazione, due nuclei di idrogeno (protoni) si uniscono per formare un nucleo di Deuterio (neutrone+protone) con conseguente liberazione di positrone e neutrino. Successivamente un nucleo di Deuterio formato dalla reazione precedente si unisce ad un nucleo di idrogeno (protone) producendo un nucleo di Trizio ovvero un isotopo stabile dell’idrogeno (protone+2neutroni) il quale decade in Elio 3 con rilascio di energia. Successivamente, un nucleo di elio 3, si scontra con un altro nucleo di elio 3 formatosi da una reazione equivalente formando quindi un nucleo di elio 4, 2 atomi di idrogeno e liberando energia.] L’energia finale rilasciata quindi è pari a 24,158 MeV ( milioni di elettronvolt). L'energia così generata, in 1 secondo è pari a 3,83×10 26 joule. -Per capire l’enormità di questa energia possiamo considerare che l’energia prodotta dal sole in un secondo è equivalente all’energia elettrica prodotta da tutti gli impianti presenti sul nostro pianeta funzionando a pieno regime per i prossimi sei milioni di anni circa, oppure considerando che una lavatrice consuma circa 1 kWh per ciascun lavaggio, ogni secondo il Sole potrebbe fornire l’energia per 112 miliardi di miliardi di lavaggi. Il bilancio energetico della Terra -Questa quantità di energia, però, è riferita a quella totale emessa dal sole nello spazio che equivale ad una potenza di 3,8x 10 26 W, ma di questo flusso continuo la Terra ne intercetta una minima parte, che però in assoluto rappresenta una quantità notevole, ammontante a 1,7x1017 W. Circa il 55% della potenza incidente al di sopra dell’atmosfera riesce a penetrare fino alla superficie terrestre, mentre la parte restante viene direttamente riflessa e diffusa verso lo spazio, oltreché essere assorbita dall’atmosfera. È poca o è molta l’energia che proviene dal Sole? -Dopo tutti questi numeri la domanda sorge spontanea; si tratta di un energia all’incirca 10'000 volte maggiore di quella consumata dall’umanità. Naturalmente questa energia che ci “piove dall’alto” non è tutta disponibile, poiché non è pensabile si possano sopprimere quegli essenziali cicli naturali che sono l’evaporazione delle acque superficiali e la sintesi clorofilliana, in particolare. Inoltre, allo sfruttamento intensivo dell’energia solare si oppone la sua diluizione su superfici molto vaste, e la sua intermittenza nel tempo , dovuta al ciclo giorno-notte e alle condizioni meteorologiche, questo fa sì che i sistemi di accumulo diventino di importanza primaria (contribuendo ad aumentare il costo e la complessità degli impianti). -Un altro problema riguarda la qualità dell’energia solare, la quantità che ne arriva sul suolo terrestre è enorme, poco concentrata ma soprattutto a bassa temperatura, pertanto è necessario raccogliere energia da aree molto vaste per ricavarne quantità significative; la quantità necessaria per ricavarne un’unità di energia facilmente sfruttabile è pertanto elevata. Questo è riconducibile alla definizione di Exergia di Carnot, la quale indica il massimo lavoro ottenibile da un sistema con una definita quantità di calore. Una sorgente più calda, infatti, fornirà una maggior quantità di exergia e quindi una maggior quantità di lavoro rispetto alla stessa quantità di energia termica rilasciata da una sorgente a temperatura inferiore. L’energia solare però, nonostante le gravi perdite nel raggiungerci e la sua scarsa qualità, resta una fonte gratuita e pulita. -Per i prossimi due decenni si prevede che la domanda di energia elettrica e di gas nel mondo avrà il più alto tasso di crescita: il suo consumo dovrebbe raddoppiare. Per evitare la possibilità di black-out e per evitare il conseguente aumento della quantità di CO2 per l’immane produzione quindi si stanno cercando metodi alternativi più convenienti e con meno impatto ambientale possibile. -Tra i metodi alternativi attuali per acquisire l’energia del sole, i principali sono: Pannelli Fotovoltaici Pannelli Solari Termici Celle a Multigiunzione (triplo strato e GaAs) Solare a Concentrazione Sistemi DiSP e Bisc Sistemi a Lenti di Fresnel Concentrazione con Separazione Spettrale Filtri Dicroici LSC Concentratori Solari a Luminescenza I Pannelli Fotovoltaici -I pannelli fotovoltaici utilizzano un sistema di celle fotovoltaiche in grado di ricevere i fotoni derivanti dall’energia solare e trasformarli in energia elettrica. Le celle fotovoltaiche sono generalmente costruite in Silicio, un materiale semiconduttore poco costoso e presente in quantità abbondante in natura, questo per permettere il movimento degli elettroni in un solo verso. Il fotone li colpisce mentre sono posti nello strato di valenza e si spostano in quello di conduzione,pagando però come prezzo il rilascio di parte dell’energia ricevuta dall’impatto. Infatti i materiali semiconduttori presentano una differenza di energia chiamata “band gap” tra la banda di valenza a quella di conduzione di circa 1eV, valore che può essere paragonato all’energia trasportata dal fotone solare. [Materiali conduttori infatti avrebbero band gap sovrapposte permettendo il movimento degli elettroni in entrambi i versi mentre materiali isolanti invece presenterebbero un salto troppo elevato non permettendo, al contrario, il movimento]. Una volta in banda di conduzione le cariche risentiranno di una differenza di potenziale dovuta al loro spostamento e tenderebbero quindi a tornare nella loro posizione iniziale. Questo movimento però è impedito dall’insufficiente energia per effettuare il salto al contrario, a meno che i due semiconduttori non vengano collegati tra loro da un filo conduttore provocando così un flusso di corrente. -La peculiarità di questo metodo è che l’effetto fotovoltaico è in grado di convertire l’energia della radiazione solare in elettrica senza parti meccaniche in movimento e senza l’uso di combustibile. L’energia raccolta dai moduli fotovoltaici dipende da una pluralità di fattori, dapprima dal valore dell’insolazione media nella zona di installazione, dovuta al valore di latitudine e dalle condizioni atmosferica. In secondo luogo dipende dall’angolo di inclinazione rispetto al suolo (tilt) e dall’angolo di azimut rispetto Sud dopo il montaggio. L’efficienza di conversione è quindi in condizioni ottimali pari al 10.5%. A livello economico il costo dei pannelli fotovoltaici è abbastanza elevato e per ammortizzare la spesa, i moduli fotovoltaici devono avere un tempo di funzionamento che varia tra i tre e i sei anni. Pannelli solari termici -Mentre il sistema solare fotovoltaico produce energia elettrica, il sistema solare termico utilizza l’energia solare per il riscaldamento di un fluido per il riscaldamento trasferimento del calore così da avere un dispositivo più semplice, meno costoso e come gli altri non inquinante ed a basso impatto ambientale. -Il pannello solare è costituito da una lastra metallica, trattata superficialmente in maniera da essere opaca e scabra, per avere un coefficiente di assorbimento della radiazione solare il più prossimo possibile all’unità. Questa lastra è protetta posteriormente da uno strato di lana di vetro, o di altro isolante termico, che blocca quasi del tutto le perdite per conduzione. Anteriormente,è protetta da una lastra di vetro a tenuta, che dà effetto serra e diminuisce di molto le perdite per convezione. L’energia termica viene estratta dalla lastra mediante un fluido, in genere costituito da acqua addizionata con antigelo, perché non solidifichi d’inverno. Questo fluido circola in canali ricavati nello spessore della lastra, fatti in maniera da offrire un’ elevata superficie di contatto tra fluido e metallo: ciò permette di avere un efficace scambio di calore per conduzione e per convezione. Il movimento del fluido può avvenire o per circolazione naturale, in impianti di piccole dimensioni, o per circolazione forzata. -Il rendimento con cui l’energia solare viene captata dipende da vari fattori. In particolare, se si desidera estrarre dall’impianto acqua molto calda, si dovrà far circolare lentamente il fluido entro il pannello, perché il Sole deve avere il tempo di scaldarla a sufficienza. In questo caso le perdite di calore verso l’ambiente saranno assai elevate, poiché maggior è la differenza di temperatura esistente tra due corpi, maggiore è la quantità di calore che essi si scambiano. Se invece si desidera estrarre molta acqua, ad una temperatura soltanto lievemente maggiore di quella ambientale, le perdite di calore saranno basse, per il ragionamento precedente. Ciò significa che, se si vuole ottenere acqua molto calda, il rendimento del pannello solare risulta ridotto, mentre se si desidera avere acqua tiepida, il rendimento risulta assai migliore. Sistema Solare a Concentrazione -Questo sistema permette ad una molteplicità di specchi piani di reindirizzare i raggi solari incidenti in un unico punto così da aver un’uniformità dell’area focale illuminata a differenza dei pannelli fotovoltaici che invece necessitano di un’area maggiore allo scopo di raccogliere maggior area illuminata possibile. Nel punto focale è posto un piccolo ricevitore fotovoltaico ad alta efficienza ed affidabilità così da convertire in energia elettrica la maggior parte della porzione di luce incidente. -Il Sistema Solare a Concentrazione a seconda di dove vogliamo porre il punto focale può essere a Lenti Concentratrici o a Superfici Riflettenti. Nel caso a Superfici Riflettenti il fascio luminoso viene riflesso sul ricevitore posto a sospensione ad altezza fissata (come un’antenna parabolica) mentre nel caso a Lenti concentratrici il fascio viene rilesso all’interno delle singole celle e poi riflesso ulteriormente al centro di un pannello posto posteriormente. Per fare ciò vengono utilizzate celle aperte a forma esagonale o a coda di rondine. Questo metodo presenta il vantaggio di avere una minor area ed un minor uso di silicio e la possibilità di usare celle ad alta efficienza ed affidabilità. -Il sistema a concentrazione però necessità di un sistema di rintracciamento solare che spesso viene posto sulla base di esso così da essere sempre in linea con i fasci solari. Questo sistema ha il principale svantaggio di aver alte temperature di esercizio che ne compromettono anche il rendimento finale (perdite per calore). Per fronteggiare questo problema è necessario l’uso di un sistema di raffreddamento forzato posto dietro al ricevitore così da far raggiungere al sistema un’efficienza del 16%. Fusione Controllata -Tutti i sistemi alternativi per la produzione di energia si basano sull’acquisizione dei raggi provenienti dal Sole. Come già trattato pero, la quantità di energia che arriva sulla terra è molto ridotta rispetto a quella prodotta dal Sole. Questo ha più volte spinto gli scienziati a tentare di riprodurre una fonte di energia simile al Sole sul nostro pianeta, così da ridurne le perdite dovute alla distanza. Si tratterebbe quindi di ricreare la fusione nucleare. Questa permetterebbe di sviluppare un processo a catena controllato, auto sostenuto e con sviluppo programmato di energia. Gli elementi fondamentali nel processo di fusione sono facilmente reperibili, per esempio il deuterio può essere estratto dall’acqua ed il trizio si può ottenere direttamente mediante una reazione di semplice fissione. -Il problema centrale è quello di avvicinare i nuclei interagenti in modo da ottenere, nell’unità di tempo e di volume di combustibile, un numero di processi di fusione in cui la potenza sviluppata sia maggiore di quella spesa per superare la repulsione elettrostatica fra i protoni. Mentre l’energia per la fusione di poche coppie di nuclei può essere fornita dagli acceleratori di particelle, un processo su larga scala può avvenire solo portando la temperatura di un sistema ad un valore intorno a 10^7 K. A questa temperatura infatti, si ottiene uno stato chiamato Plasma, formato da nuclei nudi ed elettroni liberi. STORIA -Questo metodo di preparazione non è nuovo, è già stato sperimentato e provato già durante la seconda guerra mondiale; il loro utilizzo su Hiroshima e Nagasaki ne ha segnato oltretutto la fine. Progettata da Enrico Fermi e da suoi stretti collaboratori, la bomba nucleare, è considerata una delle armi tutt’ora più pericolose al mondo. Pur non avendo da subito puntato a quell’utilizzo, studiò la radioattività e le reazioni nucleari mediante neutroni lenti per trovare un metodo alternativo di produzione di energia più vantaggiosa, fino al punto da mettere in dubbio la sua opera al momento in cui si rese conto della grandezza dei suoi esperimenti per conto del “Progetto Manhattan” dicendo: "non so se l'umanità ne trarrà un vantaggio da questa scoperta”. Per questo progetto infatti Enrico Fermi progettò e guidò la costruzione del primo reattore nucleare a fissione come direttore tecnico, che produsse la prima reazione nucleare a catena controllata usata successivamente per la realizzazione della bomba atomica nei laboratori di Los Alamos. Nei suoi racconti spiegò quali furono i motivi che spinsero così efficacemente lo studio della bomba nucleare, scrisse: “L’osservatore obiettivo potrà essere sorpreso che sia stato possibile raggiungere il risultato finale nel tempo stabilito che avrebbe richiesto anni in circostanze normali; le ragioni sono varie. La prima, secondo me, è che i tempo erano maturi tecnicamente e la situazione scientifica favorevole. La seconda è Hitler: l’odio per lui era tale che chiunque e dico chiunque era disposto a lasciare le proprie occupazioni e lavorare giorno e notte per porre fine alle sue malefatte, inoltre, nella fretta imposta dalle necessità belliche si bruciarono le tappe saltando il tradizionale salto degli impianti pilota”. [P.211,“personaggi e scoperte della fisica contemporanea”, Emilio Segrè, Mondadori] Il compito originale di Los Alamos infatti iniziò nel 1941 e si concluse il 16 luglio 1945con la detonazione della prima bomba. -In questi ultimi anni invece stiamo vivendo giorno per giorno con sempre più ricercatori che ci parlano di come sarà il nostro pianeta tra qualche anno continuando a sfruttarlo come stiamo facendo oggi e non cambiando le nostre abitudini per rispettarlo. Eppure la corsa all’innovazione (seppur con qualche nuovo metodo energetico aiutato da contributi statali e/o regionale) non viene sentita da chi si intende di progettazione e studio di nuove tecnologie che sostituiscano le attuali. Infatti, è il solo dominare in campo bellico e il primeggiare tra le fazioni che ci sprona a trovare valide alternative ai metodi tradizionali. La fusione nucleare come metodo per la produzione di energia infatti è iniziata nel 1958, inizialmente stimata la prima realizzazione dei reattori a 30 anni dopo, è stata posticipata di altrettanto con un probabile termine per il 2022 quando comunque sarà costruito un solo piccolo reattore che fungerà da scopo dimostrativo. -Il più rilevante problema tecnologico è quello di innescare l’ignizione del combustibile nucleare, di provocare cioè la famosa implosione che costringa i nuclei della miscela deuterio-trizio a un processo di fusione controllato. L’idea fondamentale è quella di realizzare una materia di densità così elevata da impedire alle particelle di sfuggire dal bruciatore nucleare prima di scontrarsi e fondersi. Se un giorno i fisici riusciranno a realizzare mediante una valida tecnologia la fusione nucleare controllata, l’umanità non solo sarà liberata dalla maggior parte dei problemi economici, tecnici e politici imposti da coloro che oggi posseggono le tradizionali fonti di energia, ma vi potrà disporre di una forma d’energia praticamente inesauribile e probabilmente più equamente distribuita. Quindi come scrisse Segrè:”Come l’uomo ha acceso il fuoco guardando gli effetti prodotti dal fulmine, come è riuscito a volare guardando gli uccelli, prima o poi riuscirà anche a imitare il sole costruendone un pezzo sulla terra. Qualche cosa si è fatto, i risultati fanno bene sperare, ancora però resta molto da fare”. Bibliografia: A.Caforio-A.Ferilli,”Physica”,Le Monnier,1994 V. Zanetti, “ La fisica attorno a noi”, Zanichelli, 1989 E. Segrè, “ Personaggi e scoperte della fisica contemporanea”, Oscar Mondadori, 2001 C. Pignocchino Feyles- I. Neviani “Geografia Generale, La Terra nell’ Universo”, Sei, 2009 “Wikipedia”