IL CERVELLO DELL‟UOMO FRA SCIENZA E CULTURA:
ALLA RICERCA DELL‟AUTOCOSCIENZA ATTRAVERSO METAFORE
ARTISTICHE E IPOTESI NEUROBIOLOGICHE
Le metafore sono largamente impiegate nella Filosofia e nella Scienza per
chiarire concetti. La metafora del TEATRO INTERIORE è utilizzata in
Neurobiologia per formulare ipotesi sulla COSCIENZA (Baars 1998)
David Hume (1711-1776): LA MENTE DELL‟UOMO È UNA SORTA DI TEATRO,
dove le percezioni si mescolano in un‟infinita varietà di modi suscitando pensieri
ed emozioni. Non vi è in tale processo né immediatezza né semplicità per quanto
ci possa apparire semplice e immediato… Non abbiamo la più pallida nozione di
dove queste scene siano rappresentate e di quale materiale esse siano composte
(Trattato sulla natura umana 1739)
Hume pone, dunque, tre problemi fondamentali per lo studio della autocoscienza,
problemi che Neurobiologia e Filosofia devono, congiuntamente, affrontare:
1. Dove è collocato il Teatro Interiore nel cervello dell‟Uomo
2. Di quale materiale sono composte le scene che ivi si rappresentano
3. Come si costruisce il personaggio che entro a tale teatro opera
1. Dove è collocato il Teatro Interiore nel cervello dell‟Uomo (Craig
Nature 2009)
Si ritiene che per un TEATRO INTERIORE capace di abbracciare passato-presente-futuro sia
essenziale la presenza di aree della CORTECCIA FRONTOPARIETALE, dell‟ INSULA e del
CINGOLO assai sviluppate, come nell‟Uomo e, in minor misura, nello Scimpanzé. Queste
aree sono interconnesse con sistemi sensoriali e motori come anche con strutture
mesencefaliche e limbiche coinvolte nella memoria e nelle emozioni
Anterior Insular Cortex: the site for self awareness on the basis
of its afferent representation of the „feelings‟ from the body
Anterior Cingulate Cortex: a region of medial prefrontal
cortex. Site of initiation of behaviours (motivations)
2. Di quale materiale sono composte le scene rappresentate nel Teatro Interiore
Ayer (Physical Basis of Mind – 1953) : La storia del fisiologo è completa in se stessa. I
personaggi che vi figurano sono i neuroni, gli impulsi elettrici e così via. Parlare, quindi, di
mente o di corpo sono due modi diversi di classificare e d‟interpretare le nostre esperienze
3. Come si costruisce il Teatro Interiore e il personaggio che entro vi
opera: questo tema s‟affronterà ricorrendo a metafore che si richiamano al
mondo dell‟arte
Affronteremo, inoltre, il tema del TEATRO INTERIORE come il luogo ove
c‟incontriamo con noi stessi, nel bene e nel male. Come scrive, infatti, Emily
Dickinson (1830-1886):
La mente ha stanze e corridoi
che vanno oltre lo spazio materiale.
Assai più sicuro, un incontro a Mezzanotte,
Con un fantasma esterno
Piuttosto che con il suo sosia interiore
Il TEATRO INTERIORE è, dunque, il luogo ove c‟incontriamo con noi stessi, in
particolare, dove c‟incontriamo con il nostro desiderio di Eros (Amore), il
nostro timore di Thanatos (Morte) e la nostra, solo nostra, Moria (Follia).
A proposito di quest‟ultima possibilità d‟incontro è da citare Erasmo che nella
dedica del suo Elogio della Follia (1508) a Tommaso Moro scrive:
Addio, eloquentissimo Moro, e rivolgi il tuo zelo a difendere la tua Moria.
DI METAFORE CHE SI RICHIAMANO AL MONDO DELL‟ARTE NE USEREMO DUE
PER ILLUSTRARE LE BASI NEUROBIOLOGICHE DEL TEATRO INTERIORE
LA METAFORA DELLO SPECCHIO
LA METAFORA DEL SALONE DEGLI SPECCHI
SALONE DEGLI SPECCHI DI VERSAILLES
Narciso alla fonte (Caravaggio 1600)
vi sono 578 specchi, i più grandi realizzati a
quel tempo. In questo salone si svolse la
cerimonia del matrimonio fra Luigi XVI e Maria
Antonietta. Abiti e arredi erano resi ancora più
splendenti dalle luci riflesse dagli specchi
LO SPECCHIO: METAFORA DI PROCESSI COGNITIVI CHE PORTANO ALL‟AUTOCOSCIENZA
La mente dell‟uomo, lungi dall‟esser uno specchio limpido e piano, è più simile a uno
specchio ondulato e appannato, per cui l‟immagine che esso restituisce è fallace, a
meno che non lo si corregga dalla superstizione e dall‟impostura (Bacone, 1623)
LA CAPACITÀ DI RICONOSCERSI ALLO
SPECCHIO È UN INDICE DI AUTOCOSCIENZA
SOLO ALCUNE SPECIE, QUALI L‟UOMO E LO
SCIMPANZÉ, NE SONO CAPACI
PAZIENTI AFFETTI DA MALATTIA DI ALZHEIMER
IN FASE AVANZATA PERDONO LA CAPACITÀ DI
RICONOSCERSI ALLO SPECCHIO
IL RICONOSCERSI ALLO SPECCHIO È DUNQUE
DIMOSTRAZIONE CHE IL SOGGETTO È
CONSCIO DEL SUO „IO‟ CIOÈ CAPACE DI
COLLOQUIO INTERIORE
Autoritratto (Parmigianino 1524)
NON SORPRENDE CHE MOLTE DELLE DEFINIZIONI DI COSCIENZA SI FONDINO
SULL‟ESISTENZA DI UN COLLOQUIO INTERIORE
DEFINIZIONE DI COSCIENZA DALLA BIBBIA:
Fiaccola del Signore con la quale l‟uomo scruta i recessi segreti del suo cuore
Thomas Mann (Storie di Giacobbe) osserva che l'evento
straordinario nel rapporto fra Abramo e Dio, non è l'esistenza di un
patto che lega Dio all'uomo, ma che
L‟UOMO NEL COLLOQUIO CON SE STESSO, NON DEVE NASCONDERSI
QUELLO CHE DIO SA DELLE SUE AZIONI E DEL MOVENTE DI QUESTE
Fra le aree cerebrali necessarie per un
colloquio interiore complesso quale
quello dell‟Uomo è essenziale, in
particolare, la presenza di una CORTECCIA
FRONTOPARIETALE assai sviluppata come è
quella dell‟Uomo anche a confronto con
quella delle Scimmie antropomorfe
Si è dimostrato che il costo energetico misurato nella Corteccia
Frontoparietale quando il soggetto è immerso in un colloquio interiore è
più elevato di quello osservato in ardui compiti cognitivi (Baars, 2003)
CERVELLO E MENTE
L‟uomo tende ad una vita libera e
indipendente. A tal fine egli utilizza il suo
TEATRO INTERIORE, cioè la sintesi che
continuamente opera fra Mundus Sensibilis,
Mundus Imaginabilis, Mundus Intellectualis.
L‟essenza del suo TEATRO INTERIORE è
tuttora da ritenersi indagabile maggiormente
attraverso quanto egli ha prodotto come
Filosofia e, soprattutto, come Arte piuttosto
che mediante le Neuroscienze
Si comprende così la hýbris che Schiller
pone come nucleo tragico nel Wallenstein,
hýbris esplicitata in queste tracotanti parole
del Condottiero:
Le azioni dell’uomo non sono come onde
cieche mosse dal vento. Il suo microcosmo è
il pozzo profondo dal quale esse
scaturiscono. Esse sono, quindi, necessarie
come il frutto all’albero. Quando ho scrutato
l’essenza di un uomo, ne conosco anche la
sua volontà e le future azioni
Da: Robert Fludd (1574 -1637) medico e alchimista
OGGI SI HA PARZIALE ACCESSO AL MONDO INTERIORE DELL‟UOMO
TESTS INVOLVING MORAL SENSITIVITY
VISUAL AESTHETIC PERCEPTION
MEG
f MRI
MA, VEROSIMILMENTE,
MAI SI AVRÀ ACCESSO
ALLA SUA VOLONTÀ
Chi fu mai tanto sapiente
Da penetrare il senso
Degli atti e delle parole?
Qohélet III sec. a.C.
PREFRONTAL DORSOLAT. CORTEX
ORBITO FRONTAL CORTEX MEDIAL
FRONTAL GYRUS
Non posso stabilire un rapporto nitido fra
una massa visibile di materia grigia e
questa cosa - l’io – che da dietro il mio
sguardo vede i cieli e li pensa
e immagina cieli che non esistono
(Pessoa Il libro dell’inquietudine)
Renè Magritte False Mirror 1928
L‟immaginazione non è uno stato mentale: è l‟essenza
stessa dell‟esistenza dell‟Uomo (William Blake (1757-1827))
QUALI CARATTERISTICHE STRUTTURALI E FUNZIONALI FANNO SÌ
CHE IL CERVELLO DELL‟UOMO SIA UN UNICUM?
Circa 7 milioni
di anni di
evoluzione
ALCUNE CARATTERISTICHE STRUTTURALI E FUNZIONALI DEL CERVELLO DELL‟UOMO
CIRCUITO NEURONALE
SI HA AUMENTO DELL‟AREA DELLA CORTECCIA CEREBRALE
E DELLE CAPACITÀ COGNITIVE DAL TOPO ALL‟UOMO
Neurone A
Neurone B
ESTENSIONE DELLA
CORTECCIA CEREBRALE
HOMO SAPIENS
4 PAGINE DI
FOGLIO A4
Sinapsi
N° Neuroni per mm3 di Corteccia
SCIMPANZÈ
1 PAGINA DI
FOGLIO A4
MACACO
1 CARTOLINA
SUPERFICIE DELLA
CORTECCIA CEREBRALE
CAPACITÀ COGNITIVE
500
250
100
0
UOMO
RATTO
TOPO
N° Sinapsi per Neurone
100
TOPO
1 FRANCOBOLLO
50
RAPPORTANDO I VALORI DI SUPERFICIE CORTICALE AL
PESO CORPOREO L‟UOMO HA CORTECCIA CEREBRALE
CIRCA 5 VOLTE PIÙ ESTESA DI QUELLA DEL TOPO
0
UOMO
RATTO
TOPO
CIRCUITI NEURONALI RIVERBERANTI
A
L‟INFORMAZIONE È TRASMESSA
DAL NEURONE “A” AL NEURONE “C
L‟INFORMAZIONE DAL NEURONE “C”
TORNA AL NEURONE “A”
C
IMPORTANZA FUNZIONALE DEI CIRCUITI RIVERBERANTI
si ritiene che un meccanismo per codificare la memoria a breve
termine sia la ricircolazione di impulsi elettrici in circuiti riverberanti
nella corteccia frontale (Lorente de No 1938; Goldman-Rakic 1980)
L‟AUMENTO DEL NUMERO DI SINAPSI PER NEURONE ACCRESCE IL NUMERO DI
CIRCUITI RIVERBERANTI POSSIBILI E QUINDI DI CIRCUITI CAPACI DI MEMORIZZARE
A
5 neuroni
1 sinapsi per neurone
A
3 neuroni
2 sinapsi per neurone
A
A
1 SOLO CIRCUITO POSSIBILE che
fa sì che l‟informazione torni al
neurone “A” coinvolgendo tutti i
neuroni e quindi tutte le sinapsi
4 CIRCUITI POSSIBILI che fanno sì
che l‟informazione torni al neurone
“A” coinvolgendo tutti i neuroni,
ma attraverso percorsi sinaptici
diversi
A
A
LA METAFORA DELLO SPECCHIO ILLUSTRA IL MODO DI OPERARE DEI
CIRCUITI NEURONALI RIVERBERANTI
NARCISO
A
C
LA FONTE (SPECCHIO)
INFORMAZIONE È TRASMESSA DAL
NEURONE “A” AL NEURONE “C”
INFORMAZIONE DAL NEURONE “C”
TORNA AL NEURONE “A”
IL NEURONE “C” OPERA COME UNO
SPECCHIO DEL NEURONE “A”
RESTITUENDO AL NEURONE “A”
L‟INFORMAZIONE SULL‟ATTIVITÀ
CHE STA PRODUCENDO, PROPRIO
COME UNO SPECCHIO RIFLETTE
L‟IMMAGINE DELL‟OGGETTO CON IL
QUALE SI TROVA IN RAPPORTO
SPAZIALE OPPORTUNO
Abbiamo proposto che vi siano reti cellulari (e anche molecolari) che operano
come circuiti riverberanti cioè come „specchi‟ che riflettono l‟attività di altre reti.
È sulla base di questa ipotesi che abbiamo suggerito che il TEATRO INTERIORE
che alberga in ogni uomo si costruisca attraverso un artificio simile a quello del
SALONE DEGLI SPECCHI DI VERSAILLES
dove immagini illusorie e realtà si intrecciano una con l‟altra
IPOTESI DELLA COSCIENZA BASATA SULLA METAFORA DEL SALONE DEGLI SPECCHI
PROPRIETÀ EMERGENTE
IL CERVELLO COME
„SALONE DEGLI SPECCHI‟
CREAZIONE DI UNO SPAZIO VIRTUALE, IL
TEATRO INTERIORE E DI UN PERSONAGGIO
VIRTUALE, IL „MOSCARDA‟ DEL MOMENTO:
FENOMENO NEUROBIOLOGICO
Ah, voi credete che si costruiscano solo
le case? Io mi costruisco di continuo e vi
MUNDUS
IMAGINABILIS
Il sonno (impresario di finzioni),
Nel suo teatro, sopra il vento
costruito,
Ombre suole vestire
STIMOLI SENSORIALI
di bei corpi. Gongora, 1584
costruisco, e voi fate altrettanto. E la
costruzione dura finché non si sgretoli il
materiale dei nostri sentimenti e finché
duri il cemento della nostra volontà
(Pirandello Uno, nessuno e centomila 1926)
RETI NEURONALI CHE POSSONO ESSERE INTERCONNESSE (METAFORICAMENTE: SPECCHI CHE POSSONO RIFLETTERE
L‟IMMAGINE DI ALTRI SPECCHI)
INTERAZIONI FRA RETI NEURONALI (METAFORICAMENTE: PROIEZIONE DELLE IMMAGINI FRA GLI SPECCHI) ANCHE
INTERAZIONI
FRA RETIDALL‟AMBIENTE
NEURONALI (METAFORICAMENTE:
PROIEZIONE
DELLE IMMAGINI FRA
GLI SPECCHI)
IN ASSENZA
DI STIMOLI
ESTERNO COME
NEL FANTASTICARE
E NEL
SOGNO.
QUESTE INTERAZIONI CREANO IL MUNDUS IMAGINABILIS
LE METAFORE DELLA RETE NEURONALE COME SPECCHIO E DEL CERVELLO COME SALONE
DEGLI SPECCHI PERMETTONO DI PRECISARE IN TERMINI NEUROBIOLOGICI LA METAFORA DEL
TEATRO INTERIORE E QUINDI IL PROBLEMA DELLA COSCIENZA.
INOLTRE, COME INTUITO DA GRANDI ARTISTI, QUESTE METAFORE SONO STRUMENTI PER
INDAGARE ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA COSCIENZA DELL‟UOMO
IL QUADRO RIPRODUCE
Noi
osserviamo
il retro
della
L‟IMMAGINE
DI UNO
SPECCHIO
tela e possiamo
POSTO
DI FRONTEintendere
AL PITTORE
questa come Metafora del
Così l‟Arte
di parete
Velasquez,
Inoltre,
se sulla
di fondo
Teatro
Interiore
di Velasquez
attraverso
l‟evanescente
alle
spalle
del
Pittore c‟è
a tutti inaccessibile,
maun
immagine sul fondo, ci
altro specchio,
di fronte
descrivibile
dal Pittore
che alo
suggerisce che persino un
Velasquez
c‟èpropone
la coppiacome
reale
coglie
e ce lo
potente Re è solo sfocata
immagine
specchio
che
che posadello
per essere
ritratta
parvenza in uno specchio
gli sta davanti (cioè come
Mundus Sensibilis) ma lo dà
Foucault scrive (Le parole e
inevitabilmente
interpretato
Dio
ha
creato
le
le cose 1966): lonotti
specchio
dalla
sua
arte
cioè
popolate
di sogniattraverso
e le
sulla parete di fondo
la mediazione
del suo
parvenze
dello specchio
restituisce dall’interno della
affinché
l’uomo
senta che
è
Mundus
Imaginabilis
e
tela la visibilità
di una
riflessoIntellectualis
e vanità. Per questo
esteriorità per noi
ci spaventano
irraggiungibile: quella posta
(Borges L’Artefice)
di fronte al Pittore
"Las Meninas," painted by Diego Velasquez in 1656
OGNI UOMO UTILIZZA IL SUO TEATRO INTERIORE PER INTERPRETARE L‟AMBIENTE
CHE LO CIRCONDA CIOÈ „PROIETTA‟ IL SUO TEATRO INTERIORE SULL‟AMBIENTE
Descrizione straordinaria del fenomeno è quella data da Cervantes nel Don Chisciotte
vedi
tu quel
baldoecavaliere
che
ci viene
incontro
sopra consistevano
un nobile destriero
e
L'elmo,
il cavallo
il cavaliere
veduti
da don
Chisciotte
in questo:
porta
in testa
elmo d'oro?
Quello
chediveggo
Sancio,
il barbiere
del un
villaggio
andava
a dorso
asino ea discerno,
salassare rispose
un infermo
in unaltro
non
è se vicino
non uneuomo
cheportava
cavalcaseco
un asino
bigio simile
al mio, e che porta sul
villaggio
a tal fine
un bacino
di ottone.
capo
qualche
cosacominciato
che riluce.aQuello
appunto
l'elmo
Mambrino,
disse
Ora poiché
aveva
piovere,
si era èposto
il d’oro
bacinodisopra
la testa,
il
don Chisciotte
quale
per essere pulito riluceva molto lontano
Non solo aspetti salienti del Teatro Interiore si concretizzano nell‟ambiente
esterno come Scienza, Filosofia e Arte, ma anche Arte e Filosofia permettono
all‟Uomo di affrontare due pulsioni essenziali che scuotono il suo Teatro Interiore:
EROS, THANATOS
COME OGNI UOMO ANCHE GOYA SI È, NELLA SUA VITA, CONFRONTATO CON EROS E CON THANATOS.
LA SUA ARTE CI RESTITUISCE IL COME L‟ARTISTA LI VEDEVA DAL SUO TEATRO INTERIORE
L’Arte è quello specchio / che ci rivela il nostro stesso volto (Borges)
EROS
Ceronetti: occorre cuore intrepido per rimanere estatici, fuori del tempo,
davanti alla lampada forte che è la desnuda
THANATOS
IL QUADRO RAPPRESENTA IN MODO
DRAMMATICO IL TEATRO INTERIORE NON
DEL SOLO GOYA, MA DEL PAZIENTE CHE SI
CONFRONTA CON LA MORTE
Nel quadro
L‟unico
modos‟intravedono
sano e nobile,figure
nonché
nell‟ombra.
avvolge
Goya in unla
l‟unico
modoL‟amico,
“religioso”
di considerare
abbraccio
protettivo,
isolandolo dalle
morte consiste
nel comprenderla
e
figure sentirla
inquietanti
che
oravita,
osservano
parte
della
ad essala sua
lotta
con la morte e forse,
altre volte, non
sacramentalmente
e indissolubilmente
viste, hanno accompagnato la sua vita.
legata e non nel contrapporla o metterla
in ripugnante antagonismo ad essa.
Gli antichi
i loro le
sarcofaghi
con
Poiché:
Noiornavano
non vediamo
Parche che
della per
vita questo
e della procreazione...
cisimboli
uccidono,
le scordiamo
Saramago
L’anno della
morte di la
Ricardo
Quelli sì sapevano
rispettare
morte!Reis
La
morte è veneranda come culla della vita,
grembo materno del rinnovamento
(THOMAS MANN LA MONTAGNA INCANTATA)
l’amico Arrieta che mi salvò la vita non con
farmaci ma con saggezza e diligenza (1820)
IL TEATRO INTERIORE E LA PREMONIZIONE DELLA MORTE:
L‟ARTE DI VAN GOGH NELL‟IMMINENZA DEL SUO SUICIDIO (1890)
Da una lettera a Theo (1890): … immense distese di grano sotto cieli tormentati, e
non ho difficoltà ad esprimere così la mia tristezza, la mia estrema solitudine
Quello che vive nell‟arte e vivrà per sempre è il pittore, solo in un secondo luogo il dipinto
Al dottor Gachet che, non potendo estrargli il proiettile, si limitò a fasciarlo e, per rincuorarlo,
diceva la sua speranza di salvarlo, rispose che avendo tentato coscientemente il suicidio, se
fosse sopravvissuto, avrebbe dovuto «riprovarci»
IL TEATRO INTERIORE E LA FOLLIA
John Milton – Il Paradiso Perduto (1667):
La mente può in sé fare un cielo dell‟inferno,
un inferno del cielo
Luigi Pirandello (Enrico IV):
E io penso, Monsignore, che i fantasmi, in generale, non siano altro in fondo
che piccole scombinazioni dello spirito: immagini che non si riesce a contenere
nei regni del sonno: si scoprono anche nella veglia, di giorno; e fanno paura. Io
ho sempre tanta paura, quando di notte me le vedo davanti - tante immagini
scompigliate, che ridono, smontate da cavallo. - Ho paura talvolta anche del mio
sangue che pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di
passi in stanze lontane...
IL TEATRO INTERIORE E LA FOLLIA: Solo, nella notte di me stesso
Mann (La Montagna Incantata): Malattia,
prima di ogni altra cosa dipende da “chi”
è malato, folle, epilettico o paralitico: nel
caso di un uomo con mondo interiore
senza vita la malattia è sempre priva di
aspetti spirituali e culturali, oppure nel
caso di un Nietzsche, di un Dostoevskij
è la condizione che giustamente
Nietzsche diceva parte della
“grande salute”
Kottler(2005) afferma che la follia
talvolta dà al malato una vita fantastica
tormentata ma più viva e una
alterazione della realtà che in qualche
caso agevola la creatività.
LE „RADICI‟ DELLA FOLLIA
(Bernhard – Perturbarbamenti - 1967)
Dalle catastrofi che si manifestano
più tardi nell‟esistenza di un
individuo si può sempre risalire ai
danni patiti nel corpo e nell‟anima
nei primissimi anni della vita.
La medicina, però, utilizza questa
nozione solo in maniera
gravemente insufficiente
A tratti sottili egli disegnava un
mondo che è un mondo che
annienta se stesso... Uccelli
straziati, estremità strappate da
corpi invisibili... Il suo surrealismo
era di un tipo completamente
nuovo, non era una tematica
surreale, tutto ciò che era
disegnato sui fogli non era
nient‟altro che la sua realtà...
L‟UOMO NON
SOLO
INTERPRETA
L‟AMBIENTE
IL
Possiamo
allora
spiegarci
perché
il colloquioESTERNO
interioreATTRAVERSO
dal punto di vista
SUO TEATRO INTERIORE
energetico sia più dispendioso di ardui compiti cognitivi si ha infatti che:
MA ANCHE VIVE ALL‟INTERNO DEL SUO TEATRO INTERIORE CON IL SUO
DESIDERIO DI EROS, IL SUO TIMORE DI THANATOS E LA SUA, E SOLO SUA,
„FOLLIA‟
SIAMO DUNQUE CHIUSI NEL NOSTRO TEATRO INTERIORE:
Pessoa: Poiché qualunque cosa desideri o da
me scaturisca sono sempre qui dentro,
circondato dagli alti muri della coscienza di me
MA C‟È ANCHE UNO STRAORDINARIO VARCO:
Pessoa: l’io che, da dietro il mio sguardo,
vede i cieli e li pensa, e immagina cieli che
non esistono e mi consente di immergermi in
un intenso colloquio con me stesso e, in rari
momenti, di giustificare il mondo attraverso
l‟ebbrezza che dona l‟Arte
Prof. Francesco Infantellina
(1916-1991)
Prof. Paolo Crepax
(1921-1974)
AI MIEI MAESTRI
Tra gli uomini di scienza, come tra gli uomini comuni ed ogni altra varietà di uomini, è
in fondo sempre assai chiara e naturale una divisione: quella tra coloro che hanno
inteso il fondo della vita, toccandone un poco la verità, nei temi diversi della loro fatica
di uomini, una verità che si lascia toccare ad un prezzo piuttosto elevato; e coloro che
ne hanno dissertato, in termini eloquenti o cinici o commoventi, che nascondono solo
la loro incapacità, diremmo fisiologica, di affrontare le semplici e difficili verità.