NEUROVEGETATIVO News Quadrimestrale - Anno 3 • Numero 1 • Gennaio - Aprile 2003 Editoriale È difficile, ed allo stesso tempo oltremodo semplice, descrivere l’attività dell’AINV non solo degli ultimi anni, ma anche di quelli relativi alla sua fondazione come Associazione autonoma affiliata alla SIN. Difficile perché le problematiche dell’Associazione si sono variamente intrecciate, come era prevedibile, a quelle della neurologia in generale, “soffrendone” il travaglio in un’epoca scandita da considerazioni più spesso economico-amministrative e di budget nel suo complesso. Ambiente un po’ snob (è ovviamente detto con grande affetto) e dedito alla ricerca, lo studio del sistema nervoso autonomo ha dovuto cedere il passo, nell’attività ospedaliera, a tutta una serie di altri impegni NEUROVEGETATIVO News Periodico quadrimestrale Direttore responsabile Pietro Cortelli Comitato Editoriale Il Consiglio Direttivo AINV Alberto Albanese (Presidente) Giuseppe Micieli (Segretario Tesoriere) Pietro Cortelli (Consigliere) Vincenzo Stanghellini (Consigliere) Giuseppe Francesco Vita (Consigliere) Ufficio redazionale, pubbicitario e amministrativo: c/o MCC via S. Stefano 57 40125 Bologna tel. 051263703 fax 051238564 e-mail: [email protected] Garanzia di riservatezza: Si garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne la rettifica o la cancellazione scrivendo all’ufficio redazionale (Legge 675/96 tutela dati personali). FOTOCOMPOSIZIONE E IMPIANTI: La.Ser. srl - Bologna STAMPA: Tipografia Negri - Bologna Aut. n. 7106-05/04/2001 meglio valorizzati sul piano della redditività ed ha quindi sofferto la carenza di ricercatori e l’interesse degli stessi, distratti da altri compiti. Problematiche emergenti, tuttavia, fanno pensare che le cose possano cambiare in termini anche brevi. Il contributo fornito dall’AINV alla organizzazione del Congresso Nazionale sulle Sincopi tenutosi recentemente a Rimini ha messo in evidenza quanto vitale sia rimasta, nonostante le difficoltà, l’Associazione, la quale, nel confronto con le altre discipline interessate alla problematica oggetto del Congresso, ha fatto valere con grande energia le ragioni di chi vede il problema sincopi dal punto di vista della neuroregolazione e quindi, in fin dei conti, della neurologia e della diagnostica differenziale con la patologia neurologica dell’emergenze/urgenza. Si è così aperto un fronte nuovo, squisitamente applicativo, riguardante l’esatta collocazione delle conoscenze di un gruppo dedito alla ricerca sul sistema autonomo, che “apre” al capitolo della medicina oggi più valorizzato, e cioè quello dell’urgenza. In un simile contesto le problematiche proprie di un gruppo come quello rappresentato dall’AINV, dovrebbero trovare nuove energie per cogliere il momento favorevole e collocare la stessa Associazione al centro di un rinnovato interesse dell’area neurologica (universitaria ed ospedaliera) per queste problematiche sulle quali è necessario il confronto costruttivo con altre discipline come la cardiologia, la medicina d’urgenza, la medicina interna, la diabetologia ect. D’altronde, lo sforzo compiuto in questi anni dall’AINV è stato proprio rivolto a trovare punti di incontro e Anno 3 • Numero 1 • Gennaio - Aprile 2003 dibattito con altre discipline scientifiche su temi di volta in volta ritenuti di interesse scientifico e culturale. Numerosi sono così stati gli incontri con cardiologi, neurofisiopatologi, gastroenterologi, fisiologi, internisti, allo scopo di ritrovare peculiari forme di collaborazione e di studio. Il richiamo esercitato da problematiche di grande impatto sulla sanità pubblica come le sincopi richiede uno sforzo decisamente maggiore, meno accademico e tuttavia a forti connotazioni di ricerca (di cui c’è sempre un disperato bisogno) per consentire l’affermazione di un gruppo multidisciplinare come il nostro in un contesto notevolmente agguerrito e che ha già sviluppato praticamente da anni le problematiche al capitolo connesse. Queste energie sono nel DNA dell’Associazione, piantina sopravvissuta a mille intemperie nel corso di questi anni, per niente coccolata da sponsor di varia natura e alimentata dai contributi dei suoi iscritti. Personalmente penso che la fiammella che essa rappresenta debba essere un arricchimento anche per Società maggiori (mi riferisco alla SIN, ma anche alla SNO) in quanto momento di sintesi e di confronto con altre discipline in questa medicina che cambia e nella quale l’AINV po’ ancora dire molte cose. È un modo un po’ enfatico per “passare il testimone” ad altri colleghi entusiasti ed in grado senz’altro di fare meglio, e tuttavia permettetelo con benevolenza a chi ha coltivato con affetto il sogno che l’AINV possa diventare importante e molto più “visibile” di quanto non sia adesso. Giuseppe Micieli Segretario-Tesoriere AINV 1 Alla ribalta … Il “cervello intestinale”: Neurologia e neurobiopatologia dell’apparato digerente Running Title: Fisiologia e Fisiopatologia dell’Innervazione Enterica Il tratto gastrointestinale dei mammiferi possiede la peculiare proprietà di essere dotato di un sistema nervoso intrinseco (o Sistema Nervoso Enterico, SNE) in grado di regolare in maniera autonoma tutte le funzioni digestive. L’esistenza di un sistema nervoso intestinale capace di agire in maniera indipendente era derivata dagli studi pionieristici dei due grandi fisiologi inglesi Bayliss e Starling che già alla fine dell’800/ inizi del secolo scorso postularono la cosiddetta “legge dell’intestino” (1). Tale legge si basava sulla dimostrazione che ogni distensione radiale endoluminale di un’ansa di intestino tenue isolata evocava un riflesso stereotipo propulsivo caratterizzato da due eventi coordinati: una contrazione a monte, unitamente ad un rilasciamento a valle, della sede di stimolazione. I due ricercatori inglesi chiamarono tale attività coordinata riflesso peristaltico o peristalsi e attribuirono correttamente la genesi ed il controllo di tale evento riflesso alla rete nervosa enterica. Dalle brillanti osservazioni di Bayliss e Starling, negli anni successivi si ebbe un progressivo declino delle ricerche sull’innervazione enterica tanto che negli anni successivi si consolidò l’erronea convinzione che le due divisioni del sistema autonomico, il parasimpatico ed il simpatico, svolgessero un ruolo preponderante nella regolazione delle attività digestive. Tuttavia, il rifiorire della ricerca in questo affascinante settore della neurologia negli ultimi venti-trenta anni ha consentito di stabilire inequivocabilmente che il SNE non solo ha una dignità propria, ma è l’unica divisione del SNP paragonabile ad un vero e proprio “cervello” (o little brain degli Autori Anglosassoni), per certi versi simile all’encefalo (o big brain), presente nella parete del canale alimentare, nel tratto biliare e nel parenchima pancreatico. Pertanto, l’erronea interpretazione secondo la quale i neuroni enterici funzionano come “relais” parasimpatici per segnali provenienti dal SNC è stata definitivamente abbandonata. Un’immensa mole di dati ha chiaramente dimostrato che il SNE è costituito, proprio come il SNC, da un rete neuronale che comprende classi di cellule nervose altamente specializzate, ossia neuroni effettori (eccitatori e inibitori), sensori intrinseci ed interneuroni che, sebbene 2 connessi ed integrati al sistema nervoso centrale (SNC) e al sistema nervoso periferico (SNP), sono in grado di governare autonomamente, attraverso circuiti nervosi integrati, pressoché tutte le funzioni digestive, quali l’attività motoria del canale alimentare, le secrezioni gastro-entero-bilio-pancreatiche, l’assorbimento intestinale di nutrienti ed il circolo splancnico. Il tutto è governato da un numero di cellule neuronali intrinseche paragonabili per numero a quelle del midollo spinale (da cui l’assunto del little brain). Inoltre, recenti evidenze dimostrano che il SNE è in grado di modulare il, ed a sua volta di essere modulato dal, ricco sistema immunitario disperso lungo tutto il tratto digestivo (2,3). Organizzazione Morfo-Funzionale del SNE I neuroni enterici sono organizzati in plessi gangliari (il mienterico di Auerbach e il sottomucoso di Meissner) ed in plessi agangliari (2,3). I gangli sono avvolti da cellule gliali simili agli astrociti del SNC che, rivestendo con le loro estensioni la maggior parte del soma dei neuroni, li separano dai tessuti adiacenti costituendo una vera e propria barriera emato-enterica. La glia enterica svolge un ruolo importante anche in complessi meccanismi di modulazione della rispo- sta infiammatoria intestinale, attraverso la produzione di interleuchine e l’espressione de novo di antigeni di istocompatibilità di classe II. Il plesso mienterico, localizzato tra gli strati muscolari longitudinale e circolare, provvede all’innervazione motoria della muscolare liscia e secretomotoria della mucosa, presentando numerose proiezioni verso i gangli sottomucosi e verso i plessi gangliari localizzati al di fuori del canale alimentare (gangli della parete della colecisti, del parenchima pancreatico e gangli simpatici prevertebrali). Il plesso sottomucoso, localizzato tra lo strato muscolare circolare e la muscularis mucosae, si sviluppa particolarmente nel piccolo intestino, dove ne controlla la funzione secretoria tramite l’innervazione dell’epitelio ghiandolare, della muscularis mucosae, delle cellule endocrine e dei vasi sanguigni sottomucosi. Altri plessi gangliari sono stati trovati nella colecisti, nei dotti cistico e biliare comune, nello sfintere di Oddi e nel pancreas. I plessi agangliari, formati solo da fasci di fibre, sono localizzati a livello sottosieroso (fibre di connessione tra nervi estrinseci e plessi intramurali), muscolare profondo (piccoli fasci nervosi connessi precipuamente al plesso mienterico) e mucoso (fine rete di fibre nervose che innervano le cellule epiteliali ed endocrine dello strato mucoso). Tab. I - Localizzazione e funzione di alcuni neurotrasmettitori del SNE Messaggero chimico Localizzazione Funzione ACh neuroni mienterici e del plesso sottomucoso trasmettitore eccitatore delle cellule endocrine, epiteliali, muscolari e neuronali Peptide Rilasciante Gastrina (GRP) neuroni mienterici e del plesso sottomucoso trasmettitore eccitatore sulle cellule G Noradrenalina neuroni efferenti estrinseci simpatici trasmettitore inbitore; evoca vasocostrizione NO neuroni mienterici (ed alcuni del plesso sottomucoso del tenue e del colon); neuroni afferenti estrinseci trasmettitore inibitore delle cellule muscolari; trasmettitore neuro-neuronale; evoca vasodilatazione Serotonina neuroni del plesso mienterico trasmettitore e modulatore neuronale Tachichinine (SP e NKA) neuroni mienterici e del plesso sottomucoso co-trasmettitori eccitatori a livello muscolare e neuronale assieme all’ACh; azione prosecretoria a livello della mucosa; coinvolti nei meccanismi di trasmissione dei neuroni sensoriali intrinseci VIP (PHI, PHM, PACAP) neuroni mienterici e del plesso sottomucoso co-trasmettitori inibitori a livello del muscolo; funzione prosecretoria sulla mucosa Anno 3 • Numero 1 • Gennaio - Aprile 2003 Secondo la classificazione proposta dal morfologo Dogiel già nel 1899 (4), e tutt’ora ampiamente utilizzata, si distinguono tre tipi principali di cellule nervose enteriche (tipo I, tipo II e tipo III) in base alle caratteristiche morfologiche del corpo cellulare, dell’assone e dei dendriti. Successivamente, tramite lo studio dell’attivatà bioelettrica intracellulare, l’uso di sostanze traccianti e tecniche immunoistochimiche, si è potuto correlare ad ogni fenotipo neuronale una caratteristica elettrofisiologica e/o funzionale, in modo tale da difinire l’esistenza di sottogruppi di cellule nervose (2,3). Ad esempio, i neuroni appartenenti al tipo I di Dogiel che innervano la muscolatura liscia, sono dotati di elevata eccitabilità in risposta a diversi stimoli e vengono definiti tipo S (dall’Anglosassone synaptic poiché essi sono maggiormente responsabili della trasmissione sinaptica nicotinica gangliare). Essi hanno funzione di motoneuroni, cioè stimolano o inibiscono la muscolatura gastrointestinale evocandone la contrazione o il rilasciamento, rispettivamente. I neuroni tipo III possiedono funzioni simili in quanto sono provvisti di input eccitatori che danno origine a potenziali post-sinaptici eccitatori. I neuroni tipo II hanno una lunga fase di ineccitabilità in risposta ad un singolo stimolo e vengono definiti tipo AH (dall’Anglosassone after hyperpolarization, ossia un’iperpolarizzazione della membrana neuronale che segue il singolo potenziale d’azione e che rende il neurone temporaneamente ineccitabile) ed hanno la funzione di neuroni sensoriali, ossia quella peculiare proprietà di percepire stimoli meccanici, chimici e termici (sono cioè meccano-, chemo- e termocettori). Codice Chimico e Meccanismi di Trasmissione Neuronale Come tutti i neuroni anche quelli del SNE possiedono la capacità di sintetizzare, immagazzinare e rilasciare, in risposta a stimoli adeguati, un’ampia gamma di messaggeri chimici. Tuttavia, il numero di sostanze biologicamente attive (oltre quaranta) a tutt’oggi identificate fa sì che il SNE sia l’unica divisione del SNP ad avere un così vasto patrimonio neurochimico comparabile solo a quello reperibile negli elementi neuronali del SNC (2,3,5,6). Dal punto di vista biochimico, le sostanze biologicamente attive identificate in neuroni enterici sono distinguibili in non peptidici (amine, aminoacidi, purine, etc) e peptidici che possono agire come neurotrasmettitori o come neuromodulatori (Tabella I e II). Nel primo caso la sostanza biologicamente attiva è in grado di influenzare direttamente l’attività della cellula bersaglio (un altro neurone o una cellula epiteliale esocrina e/o endocrina); nel secondo caso, il messaggero chimico “modula”, mediante potenziamento o riduzione, l’effetto dei trasmettitori. L’impiego di tecniche quali l’ibridizza- zione in situ e l’immunoistochimica unitamente ad esperimenti di “rilascio dei messaggeri chimici”, hanno dimostrato che ciascun neurone enterico è caratterizzato da un codice chimico, ossia dalla capacità di sintetizzare e contenere più di un neuromodulatore e/o neurotrasmettitore). Tale codice chimico, unitamente al fenotipo cellulare di Dogiel, alle caratteristiche elettrofisiologiche ed alla polarità assonale, permette l’identificazione di sottopopolazioni funzionalmente distinte di neuroni enterici (2,3,5,6). Ad esempio, i motoneuroni eccitatori contengono, fra le numerose sostanze biologicamente attive, acetilcolina (Ach) e tachichinine (sostanza P, SP; neurochinina A, NKA); i motoneuroni inibitori presentano un profilo neurochimico più eterogeneo, rappresentato da una serie di neurotrasmettitori che includono monossido d’azoto (NO), polipeptide intestinale vasoattivo (VIP), pituitary-adenilate cyclase activating polypeptide (PACAP, peptide strutturalmente simile al VIP) e adenosintrifosfato (ATP). Esempi simili possono essere applicabili ad altre classi di neuroni funzionalmente specializzate. Un classico esempio di come tutta questa moltitudine di neuroni e relativi neuromodulatori e/o neurotrasmettitori vengano coinvolti nel controllo delle funzioni gastrointestinali è rappresentato dall’analisi morfo-funzionale dei circuiti neuronali che controllano il riflesso della peristalsi. In sintesi, la distensione meccanica del lume intestinale indotta dal bolo stimola direttamente (o indirettamente attraverso il rilascio di serotonina da parte delle cellule endocrine ente- Tab. II - Localizzazione e funzione di possibili neuromodulatori del SNE Messaggero chimico Localizzazione Funzione Calcitonin gene-ralted neuroni mienterici e del neuromodulatore enterico a peptide(CGRP) plesso sottomucoso; funzione non definita neuroni afferenti estrinseci (probabilmente coinvolto nella trasmissione di alcuni neuroni sensoriali intrinseci); mediatore delle fibre afferenti; evoca vasodilatazione Colecistochinina neuroni mienterici e del plesso sottomucoso probabile co-trasmettitore eccitatore Dinorfina (e peptidi correlati) neuroni mienterici e del plesso sottomucoso probabile modulatore del rilascio di trasmettitori Encefaline (e peptidi correlati) neuroni mienterici e del plesso sottomucoso probabile modulatore del rilascio di trasmettitori GABA neuroni mienterici e del plesso sottomucoso probabile modulatore del rilascio di trasmettitori Galanina neuroni mienterici e del plesso sottomucoso probabile modulatore del rilascio di trasmettitori Glutammato neuroni mienterici Probabile trasmettitore/ modulatore eccitatore Tab. III - Principali patologie motorie nelle quali si riconosce una alterazione del SNE e tratto del canale alimentare coinvolto. Localizzazione Disfunzione motoria e corrispondente alterazione del SNE Esofago Acalasia denervazione della componente neuronale mienterica prevalentemente inibitoria Stomaco Stenosi ipertrofica del piloro denervazione funzionale inibitoria Intestinuo tenue Ileo acuto ipertono inibitorio da incremento della sintesi di NO da NOS inducibile Pseudo-ostruzione cronica alterazione anatomica e/o funzionale deineuroni mienterici Colon Anno 3 • Numero 1 • Gennaio - Aprile 2003 Morbo di Hirschsprung e sindromiassociate aganglionosi dei plessi enterici Displasia neuronale alterazioni della differenziazione dei neuroni enterici 3 rocromaffini distribuite lungo la mucosa intestinale) i neuroni sensoriali intrinseci i quali sono in contatto sinaptico, attraverso interneuroni, sia con motoneuroni eccitatori (a polarità ascendente) che con quelli inibitori (a polarità discendente). I primi, rilasciando ACh e peptidi come la SP e la NKA, determinano la contrazione dello strato muscolare circolare a monte dello stimolo; i secondi, attraverso una trasmissione plurichimica di trasmettitori come NO, VIP, ATP e verosimilmente anche il PACAP, causano il rilasciamento della muscolatura a valle dello stimolo. L’integrazione e la coordinazione di questi fenomeni eccitatori e inibitori lungo il canale alimentare favorisce la progressione dei contenuti luminali in direzione oro-aborale (6). A distanza di più di cento anni dalla sua comparsa, la “legge dell’intestino” trova piena conferma dagli studi che hanno consentito, almeno in parte, di definire i meccanismi riflessi coinvolti nell’innesco e nella propagazione della peristalsi. Eistono poi altri circuiti neuronali responsabili del controllo di altre funzioni digestive, quali ad esempio le secrezioni e l’assorbimento, la cui trattazione esula dagli scopi della presente rassegna. Da quanto brevemente esposto si evince quindi che qualsiasi noxa o anomalia congenita o acquisita, in grado di danneggiare l’integrità morfologica e/o funzionale dei neuroni enterici, si traduce in un alterato controllo delle funzioni digestive responsabile, a sua volta, di disturbi gastrointestinali. Di seguito, verranno presi in considerazione alcuni disordini della motilità del canale alimentare associati ad alterazioni del SNE. Da un punto di vista fisiopatologico, tali patologie sono caratterizzate da una compromissione, parziale o totale, della propulsione intestinale con conseguente ostruzione funzionale del tubo digerente che, a seconda del segmento interessato, viene inquadrata in una precisa condizione morbosa (Tabella III) (7-9). Disfunzioni motorie del tratto digestivo associate ad alterazioni del SNE L’acalasia è un alterazione della motilità esofagea caratterizzata dalla riduzione/ assenza della peristalsi del corpo esofageo associata al mancato rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore. L’acalasia può essere secondaria, ossia presentarsi nel contesto di patologie di vario tipo, come ad esempio la malattia di Chagas (malattia infettiva sistemica che colpisce l’innervazione viscerale) o primaria (o idiopatica), laddove non si identifica un preciso fattore eziologico. Peraltro, in queste ultime forme di acalasia, recenti studi evidenziano il frequente riscontro di DNA virale (herpesvirus) nei neuroni del plesso mienterico. Clinicamente l’acalasia si caratterizza per la presenza di sintomi come disfagia e rigurgito. L’indagine manometrica dell’esofago mette in evidenza alterazioni 4 della peristalsi unitamente a mancato rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore (in relazione agli atti deglutitivi) con o senza ipertono sfinteriale. L’analisi neuropatologica dei tessuti di pazienti acalasici ha dimostrato una marcata riduzione dei neuroni inibitori contenenti VIP e NO con conseguente prevalenza della componente eccitatoria colinergica/tachichinergica, molto verosimilmente responsabile dell’elevata pressione sfinteriale identificabile nei pazienti acalasici. Fra le ostruzioni funzionali del tratto digestivo superiore, capaci di determinare stasi gastrica, vi è la stenosi ipertrofica del piloro, malattia congenita che può associarsi alla sindrome di Turner, alla fenilchetonuria o alla trisomia del cromosoma 18. Il meccanismo fisiopatologico alla base dell’ipertrofia muscolare liscia del piloro, è dato da una alterazione qualitativa dei neuroni mienterici che non sintetizzano NO, a causa del deficit dell’enzima ossido nitrico sintetasi (nNOS), con conseguente denervazione funzionale inibitoria. La dimostrazione di questo meccanismo patogenetico risiede in studi effettuati su animali“knockout” per il gene che codifica l’enzima nNOS, in cui tale condizione patologica è stata riprodotta. A livello dell’intestino tenue, i disordini motori ostruttivi funzionali sono rappresentati dall’ileo acuto e dalla pseudo-ostruzione idiopatica cronica. Dati sperimentali hanno dimostrato che l’aumentata produzione di NO da parte di NOS inducibile (un isoenzima a prevalente localizzazione macrofagica) può determinare un’intensa dilatazione delle anse intestinali, per cui tale iperreattività neuronale intrinseca inibitoria potrebbe essere il meccanismo patogenetico dell’ileo acuto. La pseudo-ostruzione intestinale cronica è secondaria ad una progressiva degenerazione e/o disfunzione dei neuroni del plesso mienterico, causata da diverse affezioni, quali neuropatie localizzate al tratto gastrointestinale (neuropatia viscerale con o senza calcificazioni dei gangli della base, la malattia di Hirschsprung, etc.) o generalizzate (la malattia di Parkinson, la polineuropatia diabetica, la disfunzione autonomica primaria, etc.), disordini metabolici (uremia, porfiria) e/o endocrini (ipotiroidismo, ipoparatiroidismo, feocromocitoma), cause iatrogene, quali farmaci citotossici, lassativi antrachinonici, anticolinergici, oppiacei ed antidepressivi responsabili di un danno anatomico-funzionale dei neuroni enterici. A tutt’oggi non esistono modelli sperimentali in cui sia stato possibile riprodurre in maniera convincente la pseudo-ostruzione intestinale e, pertanto, i meccanismi attraverso cui si innesca la degenerazione neuronale rimangono oscuri. La malattia di Hirschsprung si caratterizza per l’assenza , su base genetica, dei neuroni enterici nel retto e/o colon discendente (aganglionosi) per alterazioni della migrazione e dello sviluppo dei neuroblasti dalle creste neurali all’intestino. Alcuni pazienti, in cui la malattia segue una trasmissione ereditaria di tipo autosomico dominante, presentano mutazioni del gene ret (codificante una proteina chinasi di membrana coinvolta nei meccanismi di migrazione e differenziazione neuronale), mentre nella forma autosomica recessiva della malattia, sono presenti mutazioni del gene che codifica per l’endotelina-3 ed il suo il recettore B. Il segmento intestinale agangliare appare macroscopicamente “normale”, ma poichè sprovvisto di neuroni enterici, perde la sua normale tonicità e rimane “contratto”, ostacolando così il passaggio dei contenuti intestinali e causando dapprima ipertrofia poi dilatazione delle porzioni di colon a monte dell’ostruzione funzionale. La ragione funzionale della adinamicità del tratto agangliare, sebbene apparentemente comprensibile sulla base dell’assenza di cellule gangliari sia nel plesso mienterico che in quello sottomucoso, in realtà è solo in parte chiarita. Possibili spiegazioni fisiopatologiche includono: a) il netto aumento delle fibre nervose, di origine estrinseca, acetilcolinesterasi-positive; b) l’aumento della sensibilità della muscolatura liscia all’acetilcolina; c) la mancanza di modulazione inibitoria noradrenergica sulla liberazione di acetilcolina da parte degli interneuroni mienterici; ed infine, d) l’assenza di neuroni inibitori intrinseci contenenti NO e/o altri trasmettitori inibitori con conseguente incapacità del segmento agangliare di rilasciarsi. In base all’estensione del tratto agangliare, si distingue una malattia di Hirschsprung a segmento ultracorto (che coinvolge soltanto alcuni centimetri del retto), una forma classica ad interessamento dell’intero retto e, a volte, anche di parte del sigma. In casi molto rari, l’estensione dell’aganglionosi può coinvolgere l’intero colon o addirittura tutto l’intestino. L’ostruzione funzionale del colon è presente anche in altre malattie come la sindrome di WaardenburgShah (in cui la malattia di Hirschsprung si associa a manifestazioni extraintestinali, fra le quali le alterazioni della pigmentazione cutanea); la sindrome di Santos (Hirschsprung associato ad agenesia renale, polidattilia, ipertelorismo e sordità); la MEN 2A (cancro tiroideo midollare, iperplasia paratiroidea, feocromocitoma e malattia di Hirschsprung). Conclusioni L’identificazione della complessa struttura morfo-funzionale del SNE è stata fondamentale per chiarire vari meccanismi patogenetici coinvolti nel determinismo di numerose patologie del tratto gastroeintestinale, in particolare quelle caratterizzate da turbe della motilità. Nonostante i notevoli progressi fino ad ora effettuati, molti aspetti restano ancora da definire circa le fini connessioni esistenti tra i molteplici circuiti neuronali e le funzioni gastroenteriche. Tali Anno 3 • Numero 1 • Gennaio - Aprile 2003 acquisizioni saranno necessarie non solo per approfondire le attuali conoscenze relative all’eziopatogenesi di molte patologie digestive, ma anche per favorire lo sviluppo di possibili strategie terapeutiche sempre più mirate ed efficaci. Autori: Roberto De Giorgio, Elisa Fustini, Giovanni Barbara, Vincenzo Stanghellini, Stefania Guerrini, Andrea Lioce, Marcello Tonini, Beatrice Salvioli, Cesare Cremon, Fabrizio De Ponti, Catia Sternini, Roberto Corinaldesi Bibliografia Essenziale 1. Bayliss WM, Starling EH. The movements 2. 3. 4. 5. 6. and innervation of the large intestine. J Physiol (Lond) 1900; 26:107-18. Furness JB, Costa M. The Enteric Nervous System. Edinburgh, New York: Churchill Livingstone 1987. Goyal Ray K, Hirano I. The enteric nervous system: mechanism of desease. New Engl J Med 1996; 25:1106-15. Dogiel AS. Ueber den Bau der Ganglien in den Geflechten des Darmes und der Gallenblase des Menschen und Saugetiere. Arch Anat Physiol Leipzig Anat Abt 1899:130-58. Gershon MD. The enteric nervous system: neurotransmitters and neuromodulators. Curr Opin Neurol Neurosurg 1990; 3: 517-22. Tonini M, De Ponti F, Frigo G, Crema F. CONGRESSI IN AGENDA XXXIV CONGRESSO SOCIETÀ ITALIANA DI NEUROLOGIA (SIN) 11-15 ottobre 2003 Roma, Palazzo dei Congressi Per informazioni: Studio Convertur Siena Via di Città, 56 - 53100 Siena Tel: 0577 285040 - 270870 - 45333 - Fax: 0577 289334 [email protected] http://www.neuro.it/sin.htm Martedì 14 ottobre 2003 Ore 16.45-18.45 Sistema nervoso autonomo e patologia cerebrovascolare Moderatore: G. Micieli 16.45 Innervazione autonomica del circolo cerebrale - M. Passatore 17.25 Aritmogenesi e stroke- J. Salerno 18.05 Ipoperfusione cerebrale e malattia cerebrovascolare ischemia - L. Pantoni 14TH INTERNATIONAL SYMPOSIUM ON THE AUTONOMIC NERVOUS SYSTEM 5-8 novembre 2003, St. Thomas, U.S. Virgin Islands Per informazioni: American Autonomic Society Mrs. Anita Zeller/ Sue Paxton 5458 193rd Street W, Farmington, MN 55024 Tel: 651.463.4119 - Fax: 651.463.2009 [email protected] http://www.americanautonomicsociety.org Anno 3 • Numero 1 • Gennaio - Aprile 2003 Pharmacology of the enteric nervous system. In: Brookes S, Costa M, eds. Innervation of the Gastrointestinal Tract. London, New York: Taylor & Francis, 2002: 213-94. 7. Stanghellini V, De Giorgio R, Corinaldesi R. Neural control of intestinal motility. In: Barbara L, Editor. Chronic Constipation. London: WB Saunders, 1996: 51-64. 8. Krishnamurthy S, Schuffer MD. Pathology of neuromuscular disorders of the small intestine and colon. Gastroenterology 1987; 93:610-39. 9. De Giorgio R, Stanghellini V, Barbara G, Corinaldesi R, De Ponti F, Tonini M, Bassotti G, Sternini C. Primary enteric neuropathies underlying gastrointestinal motor dysfunction. Scand J Gastroent 2000; 35:114-22. PRIMO CORSO TEORICO-PRATICO DI ELETTRONEUROGRAFIA E TECNICHE NEUROVEGETATIVE PER TECNICI DI NEUROFISIOPATOLOGIA 19-22 ottobre 2003 Aula Magna, Dipartimento di Scienze Neurologiche Per informazioni: Avenue Media Via Riva Reno, 61 - 40122 Bologna Tel: 051.6564311 [email protected] http://www.avenuemedia.it/linkCONG/corsoaitn1.html Mercoledì 22 ottobre 2003 Tecniche Neurovegetative 8.15 8.45 9.00 9.30 Anatomia-Fisiologia del sistema nervoso vegetativo P. Cortelli Requisiti minimi del laboratorio - A. Mastrillo Tecniche di valutazione della funzionalità del sistema nervoso vegetativo - G. Barletta Intervallo 10.00-11.30 Workshop: Dimostrazioni Pratiche (liv. avanzato) 10.00 Test Cardio-vascolari - G. Pierangeli 10.30 Risposta Simpatico-Cutanea - V. Donadio 11.00 Pletismografia e Flussimetria Laser Doppler - V. Tugnoli, E. Diozzi 11.30 Esercitazione per Piccoli Gruppi - G. Barletta, E. Cenerelli, E. Diozzi, F. Lullo, D. Miserocchi SECONDO CORSO RESIDENZIALE DI NEURO VEGETATIVO La funzionalità del sistema nervoso vegetativo: dal laboratorio alle applicazioni cliniche 15-17 gennaio 2004, Bologna Per informazioni: MCC Via S. Stefano 57, 40125 Bologna Tel. 051 263703 - Fax 051 238564 e-mail: [email protected] FIRST JOINT MEETING OF THE EUROPEAN FEDERATION OF AUTONOMIC SOCIETIES (EFAS) AND AMERICAN AUTONOMIC SOCIETY (AAS) 21-23 ottobre 2004 Precourse session: 20 ottobre 2004 Academic Medical Center, Amsterdam, The Netherlands 5